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IL PROCESSO DI

CONOSCENZA del TERRITORIO:


Le indagini storiche
LE INDAGINI TERRITORIALI

SISTEMA AMBIENTALE: INDAGINI FISICHE

SISTEMA INSEDIATIVO: INDAGINI STORICHE


INDAGINI SOCIALI

SISTEMA CINEMATICO: INDAGINI SOCIALI


SISTEMA TECNOLOGICO:

SISTEMA PRODUTTIVO: INDAGINI ECONOMICHE

Lezione 05 - Prof. Ing. Michela Tiboni


LE INDAGINI STORICHE

Le indagini storiche servono


• per tener conto di come la storia ha connotato
la città, in generale il territorio, oggetto del
nostro interesse
• a verificare le tendenze manifestatesi nel corso
del tempo e che potrebbero essere in attività
anche al momento attuale

In funzione degli obiettivi che ci si prefigge, tali


tendenze verranno assecondate o contrastate.

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LE INDAGINI STORICHE

Le indagini storiche trattano i seguenti punti:


• Analisi dello sviluppo storico
• Raccolta di notizie storiche
• Raccolta di informazioni sulle circoscrizioni
• Analisi della parcellazione
• Analisi di monumenti e ambienti
• Analisi dei Piani regolatori

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LE INDAGINI STORICHE

1. Sviluppo urbanistico

Le indagini storiche hanno come fine quello


di ricostruire lo sviluppo urbanistico di
una città, partendo dal nucleo originario e
individuando nel corso dei secoli gli sviluppi
successivi.

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LE INDAGINI STORICHE

Tale indagine viene condotta riportando su


una planimetria lo schema della forma della
città in determinate soglie storiche.

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1885
1955
1972
1982
2001
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LE INDAGINI STORICHE

Gli studiosi dello sviluppo storico hanno individuato come


soglie significative nell’Europa Occidentale le seguenti:
i nuclei originari (preistorici),
gli sviluppi storici (Sviluppi pre-romani e romani, Sviluppi
medievali, Sviluppi rinascimentali, Sviluppi ‘600-’700, Sviluppi
‘800)

gli sviluppi contemporanei, suddivisi in


Sviluppi primo ‘900
Sviluppi inter-bellici
Sviluppi attuali

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LE INDAGINI STORICHE

Per ricostruire lo sviluppo urbanistico è


indispensabile consultare carte storiche che ci
permettono di conoscere, in corrispondenza di
diverse soglie storiche, fino a dove arrivava lo
sviluppo della città.
Brescia, carta della
città del 1839

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LE INDAGINI STORICHE

2. Notizie storiche
Fonti per il reperimento dei dati:
Non esistono fonti ufficiali per le notizie
storiche; esistono però molte pubblicazioni
di storia locale.

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LE INDAGINI STORICHE

2. Notizie storiche
Dalle notizie storiche si riescono spesso a
ricavare notizie utili per la costruzione delle
planimetrie relative al territorio.

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LE INDAGINI STORICHE

3. Circoscrizioni

L’indagine sulle circoscrizioni ha il fine di


individuare i perimetri degli ambiti politici,
amministrativi e burocratici che riguardano il
territorio in esame.

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LE INDAGINI STORICHE

3. Circoscrizioni

L’appartenenza nel tempo a circoscrizioni, il


cambiamento di circoscrizione, ecc.,
possono essere significativi per
comprendere gli sviluppi urbanistici.

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LE INDAGINI STORICHE

4. Parcellazione
L’indagine si svolge mediante analisi della
mappa catastale attuale e della sua
evoluzione nel tempo.

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LE INDAGINI STORICHE

4. Parcellazione
La suddivisione in particelle e l’analisi delle
dimensioni e della forma di tali particelle è
significativa della forma del territorio.

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Esempio di mappa catastale

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LE INDAGINI STORICHE

5. Monumenti e ambienti
Con il termine monumento è da intendersi una
presenza rilevante, di interesse storico,
architettonico, simbolico.
Tali presenze sono elemento di qualificazione
di una città, ma costituiscono anche un
vincolo da preservare e tutelare.

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LE INDAGINI STORICHE

5. Monumenti e ambienti
Con il termine ambiente intendiamo quelle
presenze storiche, nessuna forse di interesse
monumentale, ma che nel loro complesso
costituiscono una presenza significativa e
rilevante.

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LE INDAGINI STORICHE

6. Piani regolatori

In epoche a noi vicine, sulle città i PRG


hanno influito con funzione di
controllo
indirizzo
del divenire urbano

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LE INDAGINI STORICHE

6. Piani regolatori

I piani regolatori vanno dunque analizzati


per vedere
• come hanno funzionato, cioè l’effetto che
hanno avuto;
• come si è sviluppata la città in epoche
vicine alla nostra e negli ultimi anni.

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ALCUNI ESEMPI

Brescia

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Nuclei originari:
XIV-XIII sec. a.C. Primo insediamento ligure
(tarda età del bronzo) sul Cidneo (colle del
Castello; Brixia, dal ligure
“Bric”:altura)

I Cenomani (tribù derivante


dai Celti che varcano le Alpi
e penetrano nella pianura
Padana) si stanziano ai piedi
IV sec. a.C. del Colle Cidneo, in direzione
sud (aree occupate
successivamente dal
Capitolium e da San
Salvatore)

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Nuclei originari:
Esempio
Quali informazioni mi servono per descrivere uno sviluppo storico?
•DATE :(XIV-XIII sec. a.C)
•RIFERIMENTI :(età del bronzo)

•DATI POLITICI E AMMINISTRATIVI:(insediamento ligure


sul Cidneo)
•AMBIENTE NATURALE-DATI DEMOGRAFICI-DATI
ECONOMICI:(Civiltà agricolo-pastorale per gli insediamenti liguri,
mentre Organizzazione tribale per i Cenomani che vivono sparsi
per villaggi dediti all’allevamento)
•VITA RELIGIOSA…
•URBANISTICA E ARCHITETTURA…
•VITA CULTURALE…

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Brixia Romana

196 a.C. Alleanza tra Cenomani e


Romani

89 a.C. Brixia eretta a colonia latina

Vespasiano Augusto ordina


la costruzione del
73 a.C. Capitolium.
Piazza del foro luogo di vita
sociale

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Brixia Romana

73 a.C. Vespasiano Augusto ordina


la costruzione del
Capitolium.
Piazza del foro luogo di vita
sociale
Brixia Romana
Via X Giornate

Via Avogadro

Via Antiche Mura


Brixia Romana
Sistema di strade: cardo decumanico
(Via dei Musei è tratto di decumanus maximus, passa ai
piedi del Capitolium e congiunge le due porte Principale:
ad occidente la porta Brusada, ad Oriente la porta
S.Andrea(tra via dei musei e via Boifava); essa è il tratto
cittadino della via Emilia Gallica che proveniva da
Bergamo, passava il Mella, attraversava la città ed
toccava Sant’Eufemia e Rezzato dirigendosi a Verona)

La misura del Castrum (accampamento) sono fisse in


base agli ingombri delle attrezzature e delle persone che
ci vivevano.
Brescia, ma anche Torino, Como, Belluno, Pavia,
Bologna, Firenze sono città nate a partire da un castrum
stabile che si è evoluto

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Brescia Longobarda
753 Desiderio, duca di Brescia e più tardi re dei Longobardi, fonda
il monasteron di San Salvatore

Brescia Medioevale
Il sistema delle funzioni civiche si spostano dall’asse di
via dei Musei verso l’asse del Duomo-Broletto.

È del 1120 il primo documento attestante esplicitamente


l’esistenza del comune bresciano.

Brescia all’epoca delle Signorie


1339 Signoria Viscontee a Brescia

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1237

Elemento urbanistico-
architettonico:
Sotto la Direzione di fra
Alberico da Gambara,
ingegnere e architetto del
Comune di Brescia si
costruisce la seconda
cerchia di mura comunali.

Inoltre, nel 1363 viene realizzata la cosidetta “Cittadella Nova”,


una cinta muraria che dal castello inglobava gli edifici del Broletto e del Duomo.
Barnabò Visconti fa erigere il forte della Garzetta (sull’area del Monumento di Zanardelli)
e le mura dal Castello al forte della Garzetta che dividono la Cittadella in cittadella
Vecchia
(la città dentro la cerchia romana e cittadella Nuova (piazza Duomo e adiacenze)
1237

La città viene divisa


in quadre:
S.Alessandro
S.Stefano
S.Giovanni
S.Faustino

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Sistema delle 3 piazze:
•Piazza del Duomo
(potere religioso)
•Piazza della Loggia
(potere civile)
•Piazza del Mercato
(commercio)

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Fino 1800 situazione invariata; in seguito:
•Demolizione mura
•Apertura verso la campagna
•Costruzione ferrovia (rivoluzione industriale)

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1929: un decreto reale sanziona il “Piano regolatore di risanamento della città” redatto dall’ing. Capo Tocolini
sotto la direzione di Piacentini; inoltre,il podestà affida a Piacentini il progetto esecutivo del Piano regolatore
del centro da presentarsi entro il 1930.

1930-1931: Demolizione del caratteristico quartiere commerciale: quartiere del Serraglio, delle Pescherie, del
Granarolo; si inzia la costruzione degli edifici di Piazza della Vittoria.

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ALCUNI ESEMPI

Verona

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Verona, nel periodo augusteo, si trovava all’incrocio delle principali vie dell’impero

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Un esempio: la città di Verona

IL PERIODO ROMANO
Nella città romana tipica, il fondamentale schema
topografico è costituito dalla partizione di uno spazio
rettangolare circondato di mura, in una maglia regolare di
strade parallele e perpendicolari l’una all’altra.
Tuttavia non sempre fu possibile avere sedi idonee a tale
tipo di tracciato;
ci sono molti casi di adattamento alle condizioni del terreno,
quando questo era imposto da particolari motivi, naturali o
strategici, oppure dall’adattamento o dall’estensione di un
preesistente centro abitato.

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IL PERIODO ROMANO
Così fu infatti per
Verona; la scelta della
sede fu determinata da
particolari motivi
topografici e,
probabilmente, anche
dalla preesistenza di un
centro abitato sito sulle
pendici del colle San
Pietro a Nord Est della
città.

La città romana: la griglia originaria sul tessuto attuale

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I criteri urbanistici adottati per
l’impianto della città sono quelli
ricorrenti in tutti i “municipia” romani:
uno schema ad assi ortogonali
dilatato mediante rapporti di
parallelismo a formare una trama
stradale regolare entro la quale
furono disposti gli isolati.
Essi, di pianta pressoché quadrata,
misuravano m.73,75 di lato,
corrispondenti a cinquanta passi
romani.
La città moderna conserva in modo
raro questo schema che permette di
identificare agevolmente le vie
antiche nelle attuali: il decumano
massimo e il cardo massimo.

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Il fatto che Verona fosse un polo di grande attrattiva economica e
commerciale rese necessaria la costruzione di sistemi di difesa per
proteggere la città dai numerosi tentativi di saccheggio.
Le immagini storiche della città permettono di “vedere” fino a dove
arrivava la città nelle diverse epoche.

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LO SVILUPPO NEL MEDIOEVO

La storia di Verona, come del resto quella del mondo antico, conobbe
con l’avvento del cristianesimo un cambiamento radicale, interessato
soprattutto da una massiccia edificazione di luoghi per il culto.

Nell’iconografia sono
visibili
l’Anfiteatro racchiuso da
mura,
Le porte di accesso alla
città,
una doppia cinta di mura,
l’interna romana e l’esterna
teodoriciana.

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Nel corso del ‘400 la storia di Verona è caratterizzata da una modestia
degli interventi urbanistici. Ad essi corrisposero soltanto episodici
interventi sul sistema difensivo urbano
Verona nel
1523

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TRA SEICENTO E SETTECENTO

I primi anni del Seicento rappresentarono un periodo di


notevole floridezza per Verona;
le sue fortune trassero origine sia dal fertile distretto
agricolo sia dal cospicuo movimento commerciale favorito
dall’Adige, allora in gran parte navigabile.
Ben pesto, però, questa condizione di agiatezza cessò
bruscamente:
la peste del 1630, che sconvolse tutta l’Europa, dissestò
l’organismo economico colpendone proprio l’elemento
dinamico rappresentato da una popolazione in aumento.

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Stampa di Verona nel 1627

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IL PERIODO NAPOLEONICO

La dominazione francese a Verona va dal 1796 al 1814.


Nonostante l’instabilità politica che caratterizzò quel momento storico,
Verona non fu l’ultima delle cittadelle culturali del periodo napoleonico,
dati gli intensi legami internazionali che essa aveva.
Più che di nuove costruzioni, il periodo napoleonico finì per fare propri
e acquisire edifici di epoche precedenti, dando loro una nuova
destinazione, quando non provvedendo a eliminare addirittura quelli
non reputati consoni al nuovo modello razionale e imperiale.

I Rioni
napoleonici

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IL PERIODO AUSTRIACO

Alla fine di gennaio del 1814 gli ultimi francesi avevano


abbandonato Verona, per lasciare il posto agli austriaci.
Verona, in qualità di città di confine, assunse ben presto il ruolo di
roccaforte militare, e, già a partire dal 1818, venne compresa in un
piano di fortificazioni a difesa dell’impero asburgico.
Durante la dominazione austriaca si registrarono alcuni grandi
lavori, oltre a quelli di fortificazione, destinati anch’essi a incidere
sull’assetto urbano.
Riguardo alla viabilità vanno ricordate le costruzioni della linea
ferroviaria “ferdinandea” da Venezia a Milano e del nuovo ponte di
ferro sull’Adige tra porta San Giorgio e la Riva Battello, destinato a
facilitare le comunicazioni con la strada del Tirolo.

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Mappa del
1819

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L’ANNESSIONE ALL’ITALIA
Nell’ottobre del 1866, quando Verona passò all’Italia, tutte le
proibizioni imposte dall’Austria rimasero immutate.
Tali divieti impedivano le costruzioni oltre una modestissima altezza
nell’interno della città, particolarmente in vicinanza della cinta
fortificata;
era assolutamente vietata, inoltre, la costruzione di immobili
all’esterno della cinta o delle numerose fortificazioni staccate,
disposte a raggiera intorno alla città.

Verso la fine del secolo la città è interessata da tre grandi opere che
iniziano a trasformarla profondamente:
La costruzione del canale industriale e agricolo,
l’avviato rifacimento degli argini cittadini
la costruzione dell’acquedotto comunale.

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Gli strumenti
di
pianificazione
dal primo
Novecento ad
oggi

Il PRG
del
1931

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Il PRG
del
1957

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Il PRG
del
1975

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L’area
urbanizzata di
Verona sud

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LE INDAGINI STORICHE : ORZINUOVI (BS)
Fonte: G.Moretti, Sviluppo urbanistico e sprawl :dalla scala globale a
quella locale, Università degli Studi di Brescia, A.A. 2009/2010

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