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Giuliano CERULLO r~ COSI~l


Elio ANTONELLI - Nicola FoRMiCc:JLA~\/ittorio FINzl

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- FUNZIONE SCUOLA SUPERIORE


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DELL'ENTE FS
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I:

APPARATI CENTRALI 'ELETTRICI


APULSANTI DI ITINERARIO
(Schema I 0/16)

Quaderno N. 13

(Ristampa)

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COLLEGIO INGEGNERI FERROVIARI ITALIANI
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COLLANA DI TESTI DI CULTURA PROFESSIONALE

EDIZIONE 1992
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-
Schemi e disegni di principio:
Serie I 0/16 II serie - Ed. 1979.

- Se~ie «V» III serie - Ed. 1982· VP (unità di punto), VDe (unità da de-
viatoi), VFde (unità da fermadeviatoi), VA (unità ausiliarie), VS (unità
da segnali), U.CB (unità per circuiti di binario banalizzati), Vcod (uni-
tà per la codifica dei binari di C.T_), VJBA (unità di inversione BA).
Serie 88914 - Ed. 1979 - Armadi e telai (unità a connettori).
Serie S (schemi per apparecchiature particolari), S.De (deviatoi),
S.Fde (fermadeviatoi), S.Se (segnali), S.CB (circuiti di binario), S.BA
(blocco automatico).
Serie V (schemi vari di impianti e apparecchiature nuove).

-

8

INDICE

Tav.
» 2
1 Generalità sugli ACEI
Caratteristiche generali di un ACEI e piano schematico
-
» 3 Quadro luminoso
» 4 Banco di manovra
» 5 Fasi di funzionamento
» 6 l a prova di controllo
» 7 Incompatibilità fra itinerari
» 8 Introduzione alla tabella delle condizioni - Parte l a
» 9 Introduzione alla 'tabella delle condizioni· Parte 2 a
» lO Tabella delle condizioni
» 11 Comando e indicazione
» 12 Registrazione e risposta
» 13 2 a prova di controllo •
» 14 Verifica della via - Parte l a
» 15 Verifica della via - Parte 2a
» 16 Bloccamento del percorso Parte 1 a
R

»
»

»
17
18
19
Bloccamento del percorso - Parte 2a
Bloccamento del percorso - Parte 3 a
Bloccamento del percorso - Parte 4 a
~
,
<
-
» 20 3 a prova di controllo
» 21 Controllo del percorso
» 22 Bloccamento del punto origine - Parte 1 a
»

» 24
23 Bloccamento del punto origine· Parte 2 a
Bloccamento del punto origine - Parte 3 a
Bloccamento del punto origine - Parte 4 a
'I -
» 25
» 26 4 a prova di controllo Il
"

» 27 Verifica delle condizioni' di linea "tl-


» 28 Verifica per la manovra del segnale
» 29 Selezione dell'aspetto del segnale - Parte l a ~

» 30 Selezione deli 'aspetto del segnale - Parte 2 a I


Selezione dell 'aspetto del segnale - Parte 3 a
I
» 31
» 32 Selezione dell 'aspetto del segnale - Parte 4 a n
l'" ,
I, .~

» 33 Selezione dell'aspetto del segnale - Parte sa III


» 34 5 a prova di controllo
» 35 Codificazione dei circuiti di binario di stazione· Parte J3
» 36 Codificazione dei circuiti di binario di stazione· Parte Za
a
» 37 Codificazione dei circuiti di binario di stazione· Parte 3
8
» 38 Codificazione dei circuiti di binario di stazione - Parte 4
39 Manovra elettrica deviatoi - Parte l a
» 40 Manovra elettrica deviatoi - Parte 2 a -'

» 41 Manovra elettrica deviatoi" Parte 3 a


» 42 Manovra elettrica deviatoi - Parte 4 a
6 8 prova di controllo
" 43
44 Intallonabilita a comando
» 45 Fermadeviatoi bloccabili
46 Disabilitazione
, 47 Ripetizioni sul banco di manovra
Ripetizioni sul QL
" 48
Orologio registratore ,I
" 49
50 Unita e struttura generale dell'impianto
»

51 7 a pm\'<l di controllo I
9

-
CORS I DI FO Rf,\AZ IONE PROFESSIONALE

TAVOLA A PPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO


IS
ACEI 1 GENERA LI TA' SU GLI A CE I

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SI PETI:RMIN4 NON APPENA IL CV"'.1'vç.uO ,t/A SGOM'BE,QaTO LJEL TUTTO L r/T/NE.QAqIO
Lo/El ERA:Z:~O~L:__ €_~ AS ;:/C(! _lIBE'<fUIONE ,.c"IJ.1IION4TA (ÉNTE ,.DEI{ ENrE) OTTENl/TA.
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COMANpD DI IrlNEQAQlQ _ E' LA .oR/M.:! FASE OPERATIVA 0/ UN ACE/. AZIONE YVLONTAqlA LJELL 'OPEQATORE
ESECUITA ..ot<EM€NDO UN /:){/LSANTe LJ 'ITINé"QA Q/O. 04' /NIZ"/O A TUTTE LE
ALT,QE PA$I C/-.fE SI ,GFFErrUAIVO LU./rOtlrl"ATIC4/'VfE"/VTE.
DlsrQUz'lONE ..dUn:ufATICA DE}- CCJ,WLJNOO _ C.iJRA rrERlsTICA DELL '.4 CE/ /JE.Q CUI" NON OCCORJ:lE INTE.QVENTD OELL 'OPEJZ4?"l7I?E
sua '.4P1JAQATO .DEQ ANNULLAQE UN COM4NDD DI IrtNE..QA,QIO 001 ISTt(.4DAM'E".{

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CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


IS
ACEI I GENERALITÀ SUGLI ACEI

. GENERALITÀ - apparecchiature di piazzale: sono uguali a quelle degli ACELM


(casse di manovra di deviatoi, ferma deviatoi bloccabili, segnali,
Per apparalo centrale si intende un impianto di una località di circuiti di binario (cdb), scarpe fermacarri, ecc.);
servizio (stazione. bivio, ecc.) per il comando a distanza clelIa mano- - banco di manovra: ubicato nell'Ufficio Movimento (UM) a dispo-
vra dei deviatoi. Normalmente in tale apparato è centralizzata an- sizione del personale del Movimento, è il supporto di pulsanti, le·
che la manovra di altri enti; sono inoltre realizzati collegamenti di vette, lampade, amperometro manovra deviatoi, ecc., come vedre~
sicurezza fra segnali, deviatoi e gli eventuali P.L I.:apparato interagi- ma più oltre in dettaglio. AH'interno possono essere installate
sce con i sistemi di blocco che regolano la circolazione dei treni nel- suonerie di, allarme;
le tratte limitrofe. - quadro lu.minoso (QL): talora montato sul banco di manovra, for-
Si definiscono apparati centrali elettrici gli apparati centrati nei nisce al Dirigente Movimento (DM) le ripetizioni ottiche che, uni~
quali (a manovra a distanza degli enti dipiazzale (deviatoi, barriere tamente ad altre (ottiche e acustiche) ottenute dal banco, consen-
di P.L., segnali) è ottenutà mediante energia elettrica. tono di conoscere con immediatezza e éontinuità la situazione
Gli apparati centrali elettrici più diffusi possono essere classifi- dell'impianto e, indirettamente, la posizione dei treni e delle ma~
cati in: novre; •
- apparati centrali elettrici a leve individuali (ACELM). In questi - armadietlo btterruttori: ubicato neLl'UM, contiene gli interrutto-
(catalogati con la sigla ACE prima deUa pubblicazione della ri di protezione della manovra dei deviatoi e di eventuali barriere
Istruzione IS. 1 - Parte 1a - Ed. 1976) il comando è realizzato con di P.L. e, talora, altri dispositivi accessori ad uso del personale
leve distinte per ogni ente manovrato dall'apparato. Gli apparati del Movimento;
a leve individuali realizzano di principio i collegamenti di sicu- - sala retè: contiene gli armadi arrivo cavi, con morsettiere e scari-
rezza mediante la serratura meccanica; catori, e gli armadi relè con i connettori superiori di riordino. I
- apparati centrali elettrici a'pulsanti di itinerario (ACEI). Di prin- relè sono assemblati su appositi telai standard (unità) o su telai
cipio, i! comando è realizzato per ogni itinerario o istradamento particolari non unificati (telai dei relè fu.ori unità), che contengo-
con l'azionamento di un solo organo (pulsante), mentre la mimo- no anche i connettori laterali. j
vra dei singoli enti interessati dall'itinerario o daU'istradamento I collegamenti fra telai dello stesso armadio relè, fra armadi relè
è detenninata automaticamente dai dispositivi dell'apparato, e fra armadio relè e banco, orologi registratori e centralina di ali- ii
JI
Negli ACEI non esiste serratura meccanica e tutti i collegamenti mentazione sono realizzati mediaqte cavi attestati a connettori
di sicurezza sono realizzati elettricamente tramite relè: si dice che ad innesto; di conseguenza, risultano abolite le morsettiere di ap-
negli ACEI esiste una serratura elettrica. poggio (filatura media) e le filature tra armadio e armadio (fila-
Gli ACEI possono essere di due categorie: con o senza segnala- tura lunga), presenti negli armadi degli ACEI delle serie prece-
metHO di manovra. Questi ultimi, allo stato attuale, sono realizzati denti;
nei bivi e in tutte le località di servizio nelle quali si svolge un nume- - armadio di alimentazione: ubicato generalmente in sala relè,
ro limitato di manovre. contiene trasformatori, raddrizza tori, interruttori, voltmetri e
In questo quaderno, come detto in prefazione, è illustrato l'ACEI amperometri occorrenti per ottenere e controllare le tensioni ne-
senza segnalamento di manovra realizzato secondo gli scherni di cessarie al funzionamento dell'impianto: 24, 48 e 144 Vcc, 24, 80
. . 'I ~ O - 2a sene. . e 150 Vca;
prmclplO
- orologi registratori: ubicati in genere in sala relè, registrano su
I principali vantaggi degli ACEI rispetto agli ACELM sono i se- carta paraffinata alcune operazioni svolte dall'apparato e gli in-
guenti: terventi di emergenza;
- maggiore potenzialità degli impianti di stazione; - centralina di alimentazione e riserva e relativa batteria: ubicata
- maggiore rapidità nelle manovre dell'apparato; di solito in un apposito locale, fornisce con continuità l'energia
- minori oneri per il personale del Movimento; elettrica necessaria all'impianto.
- minori oheri di manutenzione;
- minori ingombri dei banchi di manovra e possibilità di ulLeriore
riduzione mediante l'impiego di pulsantiere elettroniche;
_ possibilità di telecomando tra posto centrale e posti periferici,
mediante una o più coppie telefoniche di collegamento. TERMINOLOGIA ~:
-
PARTI PRINCIPALI DI UN ACEl Ne(la tabetla a lato e in quella n. 3 della tavola seguente sono ri·
portate le definizioni dei termini più ricorrenLi.
In figura sono indicate schematicamente le parti essell7.iali di un Si raccomanda di acquisire subito sicura conoscenza di tale ter·
ACEI; esse sono: minologia. ' .

11

-
.l- ... C_O_R_S_I__O_I F_O_R_M_A_Z_IO_N_E P_R_O_F_E_S_S_IO_N_A_L_E r ---j

- ACEI
TAVOLA

2
APPA RATI CENTRALI
CARATTERISTICHE GENERALI 01 UN ACE I
ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO
E IS
PIANO SCHEMATICO

-
- TABELLA , TASE.l.LA 2

Ira1-l ASPETTI [oa-rI/WE ~AU ASPErrl oa:J/1l4ZlONE F'l/NrJONI PllEVALENTI Cab


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OPé/)/oZ/ONE AlI.r'OMArlCA D~l.l.·ACEI CJ.lE Sii9UE QUELLA 01 COMANDO (Vedi /òv.precJ.CJ{E Pl:[eCEOE L.4
QE9'3rQ.fJEloNE D~L COMilJNDO _ ESSA 9.ARANrl,sCE C~E NON SONO IN A TTG I~N6'Q.4RI o l'Sr'<4DA=
MEl'r'rJ INcOMPArlBILI CON QUE.i.LO CDM.dNO,A.ro_

IfE7fsr.qiJZJONIi' Cl;:WF'E.QMA CilE IL COM,JjNDO IMA:J,q,ITO E'srAro ACCErn~ro E ,wEHOQiZZ.4rO_

-
DEL Cf:JIJ.ulOO L.t:. CONFER,MA E' DATA DALL'ACCENSIONE DELLA .l.dMoCIdOA DEL PULSANrE Di COM4NDO.

VEg,F'/CA DELLA FASE NELLA' qUALE .I.'APPA.QAro CONrQOLl.A AUTOMAriCAMeNTE CI-IE SIANO LISER,I i cdo
U.rgrA' OELLA VIA INTER.ESSATI D,dJ..J.. J ITINEJ<AQ.IO E C/.IE SIANO A VIA iMP/:OITA I SE9NAl.1 PER. f QUAl.I E' ~/CIlIE.sro
rAlE ASPE/ro DALL' IrtNEQjj,QIO Cl?M'AIIIDA1V_

F,tJ.SH NELLA t:?UALE L'APA1.QdrO STABIl.ISCE AuroMArICAME/VrE QUEI COJ.J.E9.4MENrt CPç IMPGOISçoNO
DI MOD/~/C.iJQE LA Po.slIIONE DELi.E ,dPA<lq&"Cc.tFl'Ar(.I;QE: 0/ C4D/N.4" C,I.'E" ~ Cll ENrI bI MArL',tU.G
(ck-vicHÒ/~ PL.", ecc) D.-.'f./,L~/nNE.q,A.t?'O_

-
DA qUEL.lA '<.,cH'GsrA

ccwrgau.o IN QUESTA FASE. CI-I-E PRECEDE IL B.l.OCCLJMENro OEL PONfO OQ/9/NE, L'APPAQAro ACCERTA
DEL P~QCoRSO L'ESlsrENrA OELL' GFFETnVO CONTQOLLO NELLA. pOSlr,ONE VOJ.UTA DE'iLI ENTI 01 PIArZAl.E
(devia!bi"{t!:rrnadevialoi,, p ":/ecc) E N. LORO .8,LOCCAMGNTO_

BLOc"cAMSNTO FASE FINALI! DI!fLL6 OPERAZIONI AurOMArICh'E" DI VERIFICA 01 i.lBçRTA~ bELLA .....I A, DI
DEi. PlP(1f) ORl9/lfE Bl.OCC4MENTO E CONTQOLLO DEL PERCOQSO_ ('_,oCOISCE:: LO SCIOC.lhWENTV INTEU,oEs/7vo
(o INIZFAL~) .DEI CDllEc;AME'Nrl srABI.UTI_

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M.d.NUALE

8LOCCO
E l.W SISrEMA DI 810CCAMEl'lro DEL PERCORSO OTTENUTO MANUMMENT€,LJNZIC'I.'E"AIJroMATle.tJMENr.e
L1ZIOHLJNDO UNA APPOSITA l.EVE"rT.a_

SISTEMA DI CIl:<COLAZION~.ArTO od ç.4,q4NT/.QE:' /L LJ/ST.4}.FL'/.AM'ENTO O~I TReNI CONSENTENDO .L ~"Nno


01 U,v.saLO TRENO INUNA OETE'<!""IN,AT4 r.qArr4 bI LINEA NEL QUlJLE IL /J/ST,4NZI..iJMENTO,DE1 T~EN/
E' BJ!JSATO SUlLA SUOOIVISIONE OEI.L..:I n<'4TTA IN UNA O ,CIV' SEEIONr.. C/4SCUAIA .o.qorET7,2J DA SECN'A.lE".
B.J.(JCCO SISTEMA. DI BLOCCO IN CUI IL DISTANZIAMeNTO VIENE ~FFETrU,aTO AurO .......A Tlc.aME.Nr~
AUTOMATICO DAI r.Q.Ej..f1 CON L'OCCUPAZIONE Iii,LA SUCCESSIVA LIBERAZIONE DI c d b.

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- 12
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE
.

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


IS
ACEI2 CARATTERISTICHE GENERALI DI UN ACEI E PIANO SCHEMATICO

CARATTERISTlCHE GENERALI DI UN ACEI SENZA SEGNALA- Sui deviatoi incontrati di punLa dai treni ed interessati da alme-
MENTO DI MANOVRA no un itinerario percorribile a velocità 2: 60 km/h sono installate
casse di manovra fornite di elettromagnete per l'intallonabilità a co-
Negli ACEI, per dascun movimento di treno, il comando di tutti mando (v. tavola 44). Il sistema consente di rendere il deviatoio (nor-
gli organi operativi di piazzale interessati (essenzialmente casse di malmente tallonabiIe) intallonabile (elettromagnete diseccitato) so-
manovra di deviatoi e di barriere di PL e segnali) viene impartito, in Ia per i treni.
situazioni normali, semplicemente premendo un pulsante di coman- La numerazione dei deviatoi è: progressiva da sinistra a destra e
do di itinerario. Tale pulsante, appena rilasciato, ritorna nella posi- in senso orario. Nelle comunucazion~,il deviatoio" a », è: quello più
zione di riposo per effetto deli'azione di una molla. vicino al EV., per economia di posa cavi, a meno che esigenze di eser-
Dopo l'arrivo o la partenza del treno, se tutte le operazioni sono cizio non consiglino altrimenti.
andate a buon fine, l'ACE! ritorna allo stato di riposo senza alcun in-
tervento da parte dell'operatore al banco.
Non si verifica. però, il ritorno in posizione normale dei devi.atoi: SEGNALI
essi, salvo casi del tutto particolari, restano nella posizione nella
quale sono stati utilizzati o, comunque, richiesti dall'itinerario. In- I segnali sono contrassegnati da lettere maiuscole progressive da
vece le barriere dei PL, dopo la liberazione, si sollevano automatica- sinistra a destra e l>rogressivamente a partire da quello in basso a
mente, salvo che siano ubicate in corrispondenza del cdb di stazio- sinistra e procedendo in senso orario per quelli associati ai punti
namento o nella rona di uscita (v. tavole 7 e 14) nel qual caso la ria- estremi di stazione. Agli scudetti relativi ai segnali di partenza sono
pertura deve essere effettuata con la levetta singola di manovra. associati gli stessi numeri (romani) del binario di stazionamento in-
Una caratteristica di rilievo degli ACEI del tipo io esame è la libe- teressato. Sono del tipo luminoso; sei di essi (C, D, E, F, G e H) sono
razione elastica degli itinerari. Con tale espres.sione si intende indi- segnali di partenza, quattro (A, B, J e L) sono segnati di protezione
care una modalità di funzionamento, secondo la quale la libera'l.io- e quattro (Avv A, Avv B, Avv L e Avv 1) sono segnali di avviso. I segnali
ne, cioè la cessazione del bloccamento, di ogni singolo ente di piaz- di avviso Avv B e Avv L sono segnali permissivi del blocco automati-
zale (deviatoio, fennadev-iatoio, PL, ecc.) si verifica non appena il co; i segnali Avv A e Avv J sono segnali di avviso isolati. I relativi
convoglio ha abbandonato il cdb che scopre,. la zona dell'ente stes- aspetti sono riportati nella tabeHa l.
so. In altri termini, la liberazione progredisce con la marcia del tre- l segnali ubicati sulla destra rispetto al senso di marcia del treno
no e consente di avere disponibili immediatamente i singoli enti. a cui comandano hanno la vela di forma quadrata anziché circolare.
mano a mano che i vari cdb di immobilizzazione vengono liberati.
Altra caratteristica specifica dell'ACEI è il comando perduro:
questo significa che il comando impartito si registra solo se le con- CIRCUITI DI BINARIO
dizioni di sicurezza richieste dall'apparato per la fase di risposta so-
no soddisfatte al momento in cui si preme il pulsante di itinerario.
In caso contrario, per esempio se sono in atto itinerari o manovre
incompatibili, nel momento in cui viene rilasciato il pulsante, il co-
mando si distrugge automaticamente, cioè non ha alcun seguito e
l'apparato non ne conserva alcuna memoria.
I circuiti di binario, indicati nel pianoschematico, le cui funzioni
prevalenti sono singolarmente specificate nella tabella 2, sono com-
plessivamente 25 e sono numerati in senso crescente da sinistra ver-
so destra e in senso orario.
l circuiti dei binari di corsa sono attrezzati per la codificazione.
-
PIANO SCHEMATICO ITINERARI

In figura viene riportato il piano schematico di una piccola sta- I punti in cui hanno inizio e termine gli itinerari risultano dalla
zione con ACEI senza segnalamento di manovra. tabella seguente.
La stazione ha tre binari di ricevimento e partenza dei treni ed
uno scalo; e inserita su una linea a doppio binario, attrezzata con ARRIVI PARTENZE
blocco automatico a correnti codificate reversibile a tre aspetti sul
binario di sinistra e a due aspetti sul binario di destra.
La simbologia adottata è quella d'uso, riportata sulle istruzioni Dal punto 1 a binario I Da binario I al punto 1
citate nella bibliografia. dal punto l a binario Il da binario I al punto 4
Al piano schematico presentato saranno anche riferiti i circuiti dal punto 1 a binario III da binario II al punto t
elettrici; esso sarà quindi, anche in seguito, spesso citato e richia-
mato.
In figura, sotto il piano schematico, è: riportata la tabella l con
i possibili aspetti del segnali e le condiz.ioni previste per la loro oc-
cupazione. t: anche riportata una tabella 2 per specificare la funzio-
dal punto 2 a binario II
dal punto 2 a binario III
dal punto 3 a binario II
dal punto 3 a binario III
da binario II al punto 2
da binario II al punto 3
da binario Il al punto 4
da binario III al punto 1
-
ne dei cdb. dal puoto 4 a binario I da· binario III al punto 2
La tabella 3 completa la terminologia iniziata in ta\'. 1.
dal punto 4 a bi nario li da binario III al punto 3
dal punto 4 a binario III da binario III al punto 4
DEV[ATOI

La stazione ha 7 deviatoi semplici e I deviatoio inglese doppio; I punti iniziali e finali di itinerario associati ai punti estremi di
tutti sono manovrati a distanza con casse di manovra elett riche, ad stazione sono contraddistinti da "scudetti» individuati da numeri
eccezione della comunicazione IDi a/h. manovrata a mano, ma mu- arabi progressivi in senso orario_
nita di fermadeviatoi elenrici bloccabili nella sola posizione norma- Invece, i punti iniziali e finali di itinerario associati ai segnali di
le. Sul ramo deviato i deviatoi 4a e 4b sono percorribili a velocità partenza sono contraddistinti da scudetti individuati dagli stessi
s 60 km/h gli altri deviatoi a velocità :$ 30 km/h. numeri romani dei binari di stazionamenLo corrispondenti.

13

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-
.

;:: CORSI 01 FORMAZIONE PROFESSIONALE

- ACEI
T ,4VOLA

3
APPARATI CENTRALI

QUADRO
ELETTRICI A PULSANTI 01

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- 14
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


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ACEI3 QUADRO LUMINOSO

GENERALITÀ CIRCUITI DI BINARIO

In figura è riportato il quadro luminoso (OL) che, con una simbo- I circuiti di binario appaiono normalmente spenti. Essi si illumi-
logia di tipo unificato, indicata nella tabella, rappresenta il piazzale nano;
corrispondente al piano schematico della tavola precedente, com- - a luce bianca, quando sono liberi ed e in atto un bloccamento di
pleto di tutti gli enti (segnali, deviatoi, ferma deviatoi, cdb. ecc.). Il i tinerario o di istradamento che li comprende; -
OL fornisce il controllo ottico delle indicazioni dei segnali e consen- - a luce rossa, quando sono occupati.
te al personale del Movimento di rendersi conto, mediante apposite
indicazioni, della situazione dell'impianto e, indirettamente, della
posizione di treni e manovre. PEDALI
Si illustrano, ente per ente,. le modalità di ripetizione sul QL.
I pedali (nella stazione in esame non ne esistono) sono rappresen·
tati da un segno grafico rettangolare, normalmente spento. che si il·
SEGNALI lumina a lu.ce bianca fissa, quando il pedale è azionato.
Il segno grafioo passa a luce bianca lampeggiante, se il pedale
Il controllo di illuminazione e la ripetizione degli aspetti forniti non torna completamente a riposo dopo la liberazione del punto
dai segnali luminosi di protezione e partenza appaiono, nel segno origine.
grafico corrispondente, con la proiezione di luci dello stesso colore
di quelle proiettate dalle luci del segnale.
Per i segnali di avviso isolato rappresentati sempre con una sola
luce viene ripetuto a luce gialla l'aspetto di via impedita e a luce ver- PUNTO ORIGINE (O INIZIALE) DI ITINERARIO
de qualsiasi aspetto di via libera. Per i segnali di blocco con avviso
accoppiato viene riportato soltanto un segno grafico senza indica· Lo scudetto del punto origine di itinerario è ubicato in genere in
zione luminosa. prossimità del segnale luminoso al quale è associato.
Sullo stante dei: segnali di partenza esiste un segno grafico di for- Normalmente illuminato a luce bianca fissa, assume i seguenti
ma circolare, che si illumina a luce bianca fissa quando esistono le aspetti: .
condizioni per la manovra a via libera del segnale: la ripetizione - illuminato a luce bianca lampeggiante, nell'intervatlo tra la regi·
stessa può e,ssere a luce bianca lampeggiante, quando sia stato ne· strazione del comando e il bloccamento del punto origine;
cessano azionare il tasto Tb. - illuminato a luce rossa fissa, quando si verifica il normale bloc-
I segnali di chiamata sono indicati da un segno grafico che ne ri· camento del punto origine dell'itinerario;
corda la forma; esso è normalmente spento e si illumina a luce bian- - illuminato a luce rossa lampeggiante, quando il bloccamento del·
ca fissa quando viene attivato il segnale di chiamata. l'itinerario viene ottenuto manualmente mediante intervento con
una Ievetta che sarà descritta in seguito;
- spento, in caso di anormalità o se funge da punto finale (vedi
DEVIATOI punto finale di itinerario).

La ripetizione del controllo della posizione di un deviatoio è far·


nita dall'illuminazione a luce fissa, bianca o rossa, del tratto di stri- PUNTO FINALE DI ITINERARIO
scia. normalmente spento, corrispondente al tallone del deviatoio;
se è in atto un bloècamento di percorso che interessa il deviatoio 1..0 scudetto del punto finale di itinerario, normalmente illumina·
la ripetizione è a luce bianca; to a luce bianca, assume i seguenti aspetLi:
se il cdb che comprende il deviatoio è occupato, la ripetizione è - illuminato a luce bianca lampeggiante, durante le verifiche per
a luce rossa; la risposta e il· bloccamento del punto finale;
le suddette ripetizioni diventano lampeggianti, quando manca il - spento, quando a\'viene il bloccarncnto del punto finale.
controllo del deviatoio e, quindi, anche durante la fase di manovra.

ELETTROMAGNETI DI INTALLONABILITA BLOCCO AUTOMATICO

Il segno grafico relativo, di forma rettangolare, normalmente Il funzionamento del blocco aUlomalico viene ripetuto sul QL co-
me di seguito descritto.
spento, si illumina:
- a luce bianca fissa. quando, a seguito di un comando di itinerario SENSO DEL BLOCCO. E. rappresentato da due frecce orientale
si verifica la diseccitazione dell'elettromagnete e si otliene il re- in senso inverso. Normalmente è accesa alt/ce bial1ca fissa quella
lativo b[occamento in cabina; corrispondente al senso di malTia in atLo, mentre e spetlta quella del
- a luce bi,mca lampeggiante, in caso di diseccitaz.ione accidentale senso inverso.
dell'elettromagnete o di mancato bloccamento. STATO DELLA PRIMA SEZIONE DI BLOCCO NEL SENSO DEL-
LE PARTENZE. È indicato con una ripetizione ottica costituita da
due riquadri adiacenti contrassegnali dalle scriLte LIB e OCC: il pri-
FERMADEVIATOI BWCCABILI mo è acceso a luce bianca, quando la sezione è libera, l'altro si ac· ,
cende a luce rossa, quando [a sezione si occupa.
Le ripetizioni sono analoghe a quelle dei deviatoi. STATO DI UNA SEZIONE DI BLOCCO DI LINEA. Lo stato di una
sezione di blocco di linea e rappresentato mediante una striscia,
normalmenLe spellra, che si accende a luce rossa {issa, quando il cdb
PASSAGGI A LIVELLO risulti occupato e a luce lampeggiante, se la sezione ~ int<;,rcssata da
una anormalità. In tale ultimo caso. la ripetizione è bia/lca se la se-
I passaggi a livello (nella stazione in esame non ne esistono) sono z.ione è libera, è rossa se la sezione è occupata.
simbolicamente indicati con due coppie di sbarrettc rettangolari di
cui: FUORI SERVIZIO BINARI. Il segno grafico che ripete il fuori
- una, perpendicolare al binario, se illuminaLa a luce azzurra, indi- servizio di un binario, contrassegnato dalla scritta Fs P o fs D (pari
ca che esiste il controllo di barriere aperte; o dispari), è ubiealo in corrispondenz;a del binario cui si riferisce.
- l'altra, parallela al binario, se illuminata a luce bilJrlca, indica Esso è normalmente spento e si illumina a luce rosse! fissa, quando
che esiste il controllo di barriere chiuse. Questa ultima indica- il binario è fuori servizio, mentl'c è a luce russa {all1pe~gr{lI1tl' nelle
zione può lampeggiare, insicme alla ripctizione corrispondente fasi inlermedie.
sulla mostrina della Icvetta per il comando singolo, quando man· ANNUNCIO TRENl. Un segno grafico retlangolan::, si illumina a
ca lo. concordanza tra gli organi di manovra e lo. posizione delle fLKe hiatlCa, per segnalare l'arrivo di un treno dalla direzione COITi·
barriere. spondente.

15

CORSI 01 FORMAZIONE PROFESSIONALE

- TAVOLA
APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI 01 ITINERARIO

ACEI 4 BANCO DI MANOVRA l S

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CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


15
ACEI 4 BANCO DI MANOVRA

GENERALITÀ l'apertura dei PL non è automatica ma è attuata dal DM rovesciando


a destra le levette stesse dopo l'arresto del treno.
Con riferimento al piano schematico ripetuto in fig. L vengono Le levette dei PL sono munite di due lampade: una posta a sini-
descritte le funzioni dei dispositivi ubicali sul banco di manovra di stra (bianca) e l'altra posta a destra (azzurra) che indicano rispetti-
fig. 2. vamente l'esistenza del controllo di chiusura e di apertura delle bar-
In fig. 3 sono indicati segni grafici e tipi di pulsanti e leveue. riere.
Di queste molte sono munite di un sistema di controllo (costitui- I1lampeggiamento de(la sola lampada di sinistra (bianca) indica
to da un dispositivo ausiliario fissato in posizione normale con un la mancanza del controllo di chiusura del PL.
piombo ad a[erta), detto dispositivo di piombatura (disp. di piomb.).

TASTI DI SOCCORSO {fig. 2/b-c·e.~


PULSANTI DI COMANDO (fig. 2/d)
Nella stazione in esame si hanno:
Sono 20 e servono per il comando degli itinerari. - 4 levette Tz (~gnale di chiamata). A 2 posiziOni con disp. di
Ciascuno di essi è a 3 posizioni, con ritorno automatico nella po- piomb., a sinistra az.iona il segnale di chiamata escludendo tutte
sizione normale di riposo: normale (inattivo o comando registrato), le condizioni richieste per la disposizione a v.l. del segnale di
premuto (comando impartito), estratto (comando distrutto). protezione;
Ciascun pulsante ha una lampada che, quando è accesa a luce - IO levette Tltrm (tasto liberazione e bloccamento manuale). A 3
bianca, indica che il comando è registrato_ La luce si spegne all'atto posiz.ioni con disp. di piomb.• per ottenere: con la rotazione a sini·
dell'occupazione del segnale da parte del treno. stra (ritorno a molla), la liberazione del punto origine; a destra
I pulsanti sono disposti secondo righe e colonne che corrispon- il bloccamento manuale dell'itinerario costituito a partire dal
dono rispettivamente ai binari e ai punti di estremità degli itinerari. punto origine corrispondente. Ogni levetta è corredata da una.
le frecce in testa alle colonne indicano il senso degli itinerari: di es- lampada che si accende a luce rossa fissa all'atto del bloccamen-
se, quelle congruenti c.on il senso stabilito dal blocco automatico so- to del punto origine; se il bloccamento è ottenuto in Tm, la lam-
no illuminate a luce bianca. pada rossa lampeggia;
- 1 levetta TID (tasto di liberazione dirigente). A 2 posizioni con ri-
torno molla e disp. di piombo, se girata a sinistra dopala manipo-
LEVETTE DA SEGNALE (fig. 2/c-e) lazione del tabulatore (vedi punto seguente), consente la libera·
zione artificiale del percorso (vedi tabulatore). Una lampada nor·
Contrassegnate con Tb/S, sono lO e ciascuna è a 3 posizioni malmente accesa a luce bianca, si spegne con il suo azionamento
stabili: o con l'inizio della tabulazione di cui al punto successivo;
- lTormale, centrale, nella quale si impedisce la disposizione a via - 1 tabulatore. Nelle stazioni con almeno dieci cdb. per selezionare
libera del segnale anche a seguito di un comando di itinerario il cdb guasto che impedisce la liberazione elastica del percorso,
che ha origine in quel punto; invece di tasti individuali Tlb, è installato un tabulatore a pul·
- rLlOtara a destra, nella quale il segnale si manovra automatica- santi con cifre dallo O al 9. Una volta selezionato il cdb guasto,
mente, se esistono tutte le condizioni, a seguito di un comando il cui numero viene presentato in chiaro in un apposito visualiz-
di itinerario: zatore (display) del tabulatore, l'azionamento del tasto TID con-
- motaltl a sinistra, previo azionamento del disp. di piomb., la levet- sente la prosecuzione della liberazione elastica, arrestatasi per
ta funziona da tasto Tb al fine di consenLire il bloccamento dell'i- guasto del cdb;
tinerario da percorrere, pur in mancanza di alcune condizioni, - 1 pulsante Tace (tasto accensione). Premuto. determina "accen-
l'accensione del segnale di chiamata, se si tratta di un itinerario sione delle lampade di controllo deviatoi e fermadeviatoi e predi-
di arrivo, o la accensione dell'eventuale indicatore di direzione, spone le condizioni per l'efficacia dei tasti TbD e TcD;
se si tratta di un itinerario di partenza. - I !e\·etta TbD (tasto di binario immobilizzazione deviatoi). A 2 po-
sizioni con disp. di piomb.; ruotata a sinistra, consente la mano-
vra di un deviatoio a mezzo della levetta D, anche con cdb di im-
LEVETTE SINGOLE DI MANOVRA (fig. 2(1) mobilizzazione occupato. Una lampada a lLlce bianca fissa si ac-
cende con l'azionamento del Tace, quanto la levetta può essere
Nella stazione in esame si hanno: usata;
- 4levette D (deviatoio) per la manovra singola dci deviaLOi centra- - l levetta TcD (tasto controllo deviatOi). A 2 posizioni, con disp. di
lizzati. Sono a tre posizioni stabili: cenlra/c (manovra automati- piomb.; ruotata a sinistra permette la manovra di un deviatoio
ca), a sinistra (comando normale), a deslra (comando rovescio). anche in mancanza del controllo della posizione iniziale. Una
Sulla mostrina della levetta ci sono 2 lampade che acceSe a luce lampada a luce bianca fissa si accende come nel caso della levet-
bianca fissa indicano: quella di sinistra il contro 110 normale e quella ta TbD; in caso di anormalità ai deviatoi, l'azionamento delle le-
di destra il controllo rovescio. vette di soccorso deve avvenire nell'ordine seguente:
I! lampeggiamento indica la mancanza di controllo. - Tace, TbD oppure TcD o entrambe, quindi la levetla D per la
Una leveLta FdlOl (fermadevialoio), analoga alla precedente: ruo- manovra singola del deviatoio.
tata a sinislra, effeltua il bloccamento manuale del fcrmadeviatoio. Le lampade delle levette TbD e TcD lampeggiano quando ven-
È munita di una lampada che accesa a luce bianca fissa indica gono azionate a sinistra per attuare una operazione di soc-
l'esistenza del controllo normale. corso:
Illampeggiamento indica la mancanza di controllo solo se il fer- - L levetta Te (tasto energia). A 2 posizioni con ritorno a molla, con
madeviatoio è bloccato. disp. di piomb.; a sinistra permette di riottenere i controHi dei de-
E da notare che le levette dei fermade\'iatoi bloccabili in entram· viatoi c fermadeviatoi perduti per mancanza energia a 48 Vcc.
be le posizioni sono a tre posizioni stabili e l'orniscono le stesse indi- Una lampada a luce bianca si accende quando manca l'energia
cazioni delle levctte dei de\'iatoi. di cui sopra.
Le lcvctte dei PL sono di norma a due posizioni stabili, ad ecce· N.B. - [n presenza di PL, esiste un tasto TcPL (uno per ogni PL)
7.ione di quelle relative a PL che risultano ubir.::ali nelle zone di sta- che permette la disposizione a v.l. dei segnali in caso di mancato
zionamento e di uscita che debbono essere a tre posizioni in qunnto controllo di chiusura delle barriere.
(Segue)

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CORSI DI FDRM AZIONE PROFESSIONALE
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APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO
TAVOLA

ACEI 4 BANCO DI MANOVRA 15


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Apparati centrali eletlrici a pulsanti di itinerario
BANCO DI MANOVRA
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DISPOSITIVI AUSILIARI E DI ALLARME (fig. 2/b-f) do di arrivo o di partenza relativo al IaLO sinistro della stazione
è ancora attiva la codificazione di uno o più cdb. La segnalazione
Nella stazione in esame si hanno: è realizzata onde suggerire al DM l'eventuale intervento sul tasto
_ 2 levette: TtS e TtD (tasti lacitazione suoneria segnali e suoneria Tsm relativo.
deviatoi e fermadeviatoi). A 2 posizioni, con disp. di piomb.; a si- La lampada si accende invece a luce bianca fissa per indicare che
nistra taeitano la relativa suoneria di allarme per mancanza di i cdb dell'itinerario in alto sono regolarmente ·codificati.
controllo. Una lampada a luce bianca si accende quando manca Le stesse considerazioni valgono per la lampada dì destra relati-
un controllo e permane accesa anche dopo l'azionamento del la" va ai movimenti del lato destro deHa stazione;
sto tacitazione; - 1 lampada JsmD, normalmente spenta, che si accende a luce
_ 1 levelta DIS (disabilitazione). A 2 posizioni. con chiave yale e bianca lampeggiante allo scatto di uno o più interruttori di pro-
disp. di piomb.; a sin.istra dis!J.bilita t'impianto. La chiave yate, tez.ione delle manovre dei deviatoi o PL;
normalmente inserita, deve essere estratta dopo che una lampa- - I lampada N, normalmente accesa a luce bianca, per indicare
da, normalmente spenta, passa da luce bianca lampeggiante a !rc- che l'impianto è alimentato", normalmente,,;
ce bianca fissa; - L lampada R,'llormalmente spenta, che si accende a luce rossa
_ 1 levetta Tt Aliro (tasto tacitazione alimentazione). per denunciare che l'imp[anto e alimentato" in riserva ".
La '" suoneria alimentazione" si aziona e corrispondentemente si
accende la relativa lampada di segnalazione, o per l'intervento di
un interruttore a scatto, o per mancanza alimentazione sia nor- DISPOSITIVI PER L'INVERSIONE DEL BLOCCO E L'ESCLUSIO-
male che riserva, o per allarme alla centralina. L'azionamento NE DALLA CIRCOLAZIONE DI UN BINARIO (fig. 2la-g)
delta levetta Tt Alim tacita la predetta suoneria; "

_ 1 lampada TbTcTe (lampada contralto azionamento tastiTb, Tc e


Te). Si accende a luce bianca fissa, quando vengono usati detti
tasti;
_ 2levette Tsm (Ievetta soppressione manuale). Servono per la sop-
Sul banco di manovra sono installati gli organi di manipolazione
per la richiesta e la concessione del consenso di inversione del bloc-
co, per il ripristino del senso di circolazione a sinistra e per l'esclu-
sione dalla circolazione di un b.inario e i relativi tasti e pulsanti di
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pressione della codificazione dei cdb dei binari di corsa indipen- soccorso (Cs/Re', Reles', TbBA·, Tb/fs'. .1.k./Cs·
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dentemente dal senso di marcia, nel caso che essa non avvenga
automaticamente. Sono a due posizioni, di cui quella attiva, a si-
nistra, è raggiungibile dopo l'azionamento del disp. di piombo
Ciascuna di esse è sussidiata da due lampade, una relativa al lato SEGNI GRAFICI E ASPETTI DEI PULSANTI E DELLE LEVETTE
sinistro della stazione, l'altra al lato destro. La descrizione del
funzionamento sarà completata nella tavola 37. In fig. 3, in corrispondenza di ciascun segno grafico, sono indica-
La lampada posta a sinistra di ciascuna leveua indica, se accesa ti i diversi tipi di pulsanti e levene necessari per assolvere le diverse
a luce bianca lampeggiante, che dopo l'occupazione di un itinera- funzioni.

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CORSI DI F D R M AZ IONE PROFESSIONALE

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CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


IS
ACEI5 FASI DI FUNZIONAMENTO

GENERALITÀ altri itinerari che richiedano la manovra degli stessi deviatoi in po-
sizione opposta.
Le principali operazioni dell 'apparato per il comando e la costi-
RISPOSTA APPARATO. La risposta dell'apparato consiste nella
trJzione di un itinerario sono, nell'ordine, le seguenti: verifica, mediante la cosiddetta serratura elettrica, che non siano in
- comando dell'itinerario;
atto itinerari incompatibili e che siano soddisfatte alcune condizio-
- indicazione dell'itinerario;
ni preliminari: rispetto alla costituzione dell'itinerario.
- risposta dell'apparato e registrazione del comando;
- verifica della libertà della via; REGISTRAZIONE COMANDO. Questa fase si realizza solo se le
- bloccamento del percorso: verifiche delle fasi precedenti vanno a buon fine, Viene segnalata
- controllo del percorso; su(banco con l'accensione a luce bianca della lampada corrispon-
- bloccamento del punto origine; dente al pulsante di comando e sul QL con il passaggio da luce bian-
- verifica delle condizioni di linea; ca fissa a lampeggiante dello scudetto relativo al punto iniziale.
- verifica delle condizioni per la manovra del segnale; Il lampeggialpento dello scudetto iniziale è preceduto da quello
- selezione dell'aspetto del segnale; dello scudetto finale che, come si vedrà in seguito, si verifica se, a
- codificazione dei binari di corsa; seguito del comando, sono soddisfatte le condizioni di risposta (Ru)
- manovra del segnale. del punto finale stesso.
Peraltro la verifica delle condizioni di linea, non è sequenziale in Il buon esito della fase consente al comando di restare in atto, an-
quanto si manifesta tra la fase di indicazione di itinerario (1) e quel. che se viene rilasciato il pulsante.
la di verifica delle condizioni per la manovra del segnale (S).
VERIFICA CONDIZIONI DI LINEA. Completata l'indicazione
Le operazioni dell'apparato per la distru'zione del/'itinerario so-
dell'itinerario, indipendentemente dallo svolgimento delle altre fasi
no, nell'ordine, le seguenti:
di funzionamento, si attiva la fase di verifica deUe condizìoni di li-
- occupazione del segnale e distruzione del comando;
nea (di regola: blocco e P.L.). Ovviamente, tale fase è presente solo
- liberazione del punto origine dell'itinerario;
per gli itinerari .di partenza.
- liberazione elastica del percorso;
- liberazione del punto finale dell'itinerario. VERIFICA LIBERTÀ DELLA VIA. Questa fase, a parte altre con-
In figura è riportato lo schema a blocchi con la sequenza deHe dizioni che vedremo, controlla che siano liberi i cdb interessati e che
suddette fasi di funzionamento completate da quelle relative aHa siano a v.i. i segnali per i quali è richiesto tale aspetto. La verifica
manovra dei deviatoi (che si effettua tramite particolari teleruttori della via, come anche la verifica delle condizioni di linea, non deter-
bloccabm-a ritenuta meccanica detti combinatorz) e all'acquisizione mina direttamente variazioni alle indicazioni luminose del banco e
dei relativi controlli, aUa verifica delle condizioni di linea e dell'in· del QL.
tallonabilità dei deviatoi.
BLOCCAMENTO DEL PERCORSO. L'apparato stabilLsce dei col-
Le frecce riportate sulle linee che collegano i blocchi indicano,
legamenti elettrici che impediscono di modificare la posizione dei
collaro senso, l'ordine nel quale le fasi si susseguono: ad esempio
relè combinatori di manovra dei deviatoi e di realizzare un successi~
lo schema indica che la fase dell'indicazione dell'itinerario non si
va itinerario incompatibile. Sul QL tale bloccamento de! percorso si
attua se non sono completate le fasi di comando dell'itinerario e di
manifesta con l'accensione a luce bianca della striscia relativa all'i~
intervento dei combinatori. Le frecce orientate'verso l'alto indicano
tinerario comandato, Continua a lampeggiare lo scudetto del punto
retroazioni su operazioni precedenti.
origine, mentre si spegne lo scudetto del punto finale. Lampeggiano
A sinistra della rappresentazione a blocchi, con riferimento all'i-
pure sul QL i tratti di striscia corrispondenti ai« calci" dei deviatoi
tinerario di partenza II·3 della stazione in esame, sono indicate in
per i quali non è ancora pervenuto LI controllo.
corrispondenza delle varie fasi, le posizioni del pulsante di coman-
Il bloccamento del percorso può essere sciatto mediante estra-
do e gli aspetti della lampada relativa, gli aspetti delta lampada del.
zione del pulsante di comando, ma solo a condizione che non sia an-
la levetta Tl/Tm e le ripetizioni sul QL
cora broccato il punto origine (vedi oltre).
CONTROLLO DEL PERCORSO, L:operazione consiste nel con-
COMANDO E COSTITUZIONE DI UN ITINERARIO trollo della corretta costituzione dell'itinerario mediante un circui·
to sul quale è verificata l'esistenz.a dei cOrltrolli dei deviatoi e la rea-
Ci si riferisce all'itinerario di partenza 11-3. lizzazione dei bloccamenti e dei collegamenti di incompatibilità, Ta-
le fase non determina direttamente variazioni alle indicazioni lumi-
IMPIANTO A RIPOSO. Pulsanti e levette sono in posizione nor· nose del banco e del QL
male e le lampade del banco sono tutte spente, escluse eventualmen-
te quelle di controllo dell'alimentazione, e le lampade delle levette BLOCCAMENTO DEL PUNTO ORIGINE, Il bloccamento del pun-
TID, Tbfs e TbBA. Sul QL è spenta la striscia dell'itinerario da per- to origine (iniziale) dell'itinerario si ottiene se e stato effettuato con
correre e acceso a luce rossa il binario di stazionamento dal quale esito favorevole ii controllo del percorso. Esso conferma con un col-
deve partire il treno; sono accese le luci di controllo dei segnali. So· legamento di rctroazione, il bloccamento del percorso, impedendo-
no accesi a luce bianca gli scudetti det punto iniziale e del punto fi- ne uno scioglimento intempestivo. Questa fase si manifesta, sul ban~
nale d'itinerario. co, con l'accensione a luce rossa fissa della lampada della levetta
Tl/Tm corrispondente al punto iniziale del1'itinerario e, sul GL, con
COMANDO ITINERARIO, Con la pressione sul pulsante di itine- l'accensione a luce rossa fissa delta scudetto del punto stesso. Il
rario si eccita il relè di comando cdII-) se non e in atto l'itinerario bloccamento del punto origine non richiede la \'erifica delle condi·
inverso Cs3-H (quale condizione di serratura elettrica preventiva). zioni di linea,
L:eccitazione del Telè di comando CdII·3 aziona i combinatori di
VERIFICA CONDIZIONI PER LA MANOVRA DEL SEGNALE. In
manovra dei deviatoi dell'itinerario,
[J pulsante va tenuto premuto sino alla fase di registrazione.
questa fase si verifica che l'itinerario comandato sia stato formato,
controllato e bloccato e che esistano le condizioni di linea. Il buon
INDICAZIONE ITINERARIO. Il raggiungi mento da parte dei C'sito della fase si evidenlia sul Gl con l'accensione di una ripeti7.io-
combinatori di manovra dei deviatoi della posizione richiesta dal- ne di forma circolare sullo stante del segnale di panC07.3 che per
l'itinerario consente all'apparato di verificare che non siano in atto semplicità non è stata indicata in figura.
(SegHe)

21
-
r ~---.:...-C-O-R-S-I--D-I--'-F-O-R-M-A-Z-ID_N_E P_R_O_F_E_S_S_I_O_N_A_L_E , -1
TAVOLA A PPA RA T I CE NTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO

ACEI 5 FASI 01 FUNZIONAMENTO s


PULS.LJHTE DI COMANDO E .oE.qFEZIONAMbNro
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CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di Itinerario


IS
ACEI5 FASI DI FUNZIONAMENTO

Subito dopo viene realizzata l'intallonabilità dei deviatoi presi di cupazione permanente; contemporaneamente, sul banco, si spegne
punta. Essa viene presentata con il noto segno grafico che è stato an- la lampada del pulsante d'itinerario. Sul QLìL tratto di striscia, cor-
che esso tralasciato per sempHcità. rispondente al cdb occupato, passa a luce rossa e la ripetizione del
segnale indica la v.i.
SELEZIONE ASPETTO SEGNALE. La selez.ione avviene in base
alle condizioni dei segnali a valle per i segnali di ingresso e delle LIBERAZIONE DEL PUNTO ORIGINE. Questa"fase, necessaria
condizioni di codificazione per i segnali di partenza. per la liberazione elastica del percorso, avviene non appena il treno
ha abbandonato il cdb di stazionamento. Sul QL lo scudetto del pun-
CODIFICAZIONE BINARI DI CORSA. In questa fase si innesca to orlgine passa da luce rossa a luce bianca.
un di:spositivo che commuta da fissa a codificata l'aliment3zione dei
cdb dei binari di corsa. Si accende a luce bianca fissa la luce destra LIBERAZIONE ELASfICA DEL PERCORSO. Successivamente
del tasto Tsm 2·3, che per semplicità non è stata dportata. alla liberazione del punto origine. via via che il treno abbandona i
cdb, si annullano i bloccamenti degli enti di piazzale (in particolare
MANOVRA SEGNALI. Al buon esito di tutte le fasi precedenti se- . dei deviatoi) interessati dall'itinerario.
gue la manovra automatica del segnale e la presentazione sul simbo- La liberazione elastica si manifesta sul QL con lo spegnimento
lo riportato sul QL dell'aspetto relativo. dei tratti di striscia, passati a luce rossa quando il treno aveva impe-
gnato i corrispondenti cdb.
DISTRUZIONE DI UN ITINERARIO. Ci si riferisce ancora all'iti.
nerario 11-3. LIBERAZIONE PUN10 FINALE. Ultimata la liberazione di tutti
i cdb, avviene la liberazione del punto finale dell'itinerario e il rela·
OCCUPAZIONE DEL SEGNALE. Il segnale si dispone permanen- tivo scudetto si riaccende a luce bianca fissa. L:impianto è ritornato
temente a v.i. all'atto dell'impegno da parte del treno del cdb di oc- a riposo. ...-
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23
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"" C_O_R_S_I_D_I_FO_R_M_A_Z_IO_N_E_P_R-'-O_F_E_S_S_IO_N_A_L_E -r -j

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


IS
ACEI6 [' PROVA DI CONTROLLO

N.a., AL FINE DI RISPONDERE AI QUESITI SOTTOINDICATI AI[ 7 - Che funzione, tra le seguenti. può avere In Icvctta disegnaLa in
. 2 . 3, SI INVITA A PRENDERE NOTA DEI SIMBOLI USATI figura?
IN TAV. 5.

A - SCELTE MULTIPLE
A - Accensione lampada di conlro(]o
I Se sul Ql appare l'jndica7.ione di figura per un treno in arrivo. normalmente spenta
quale è la fase di funzionamento in corso? B - Manovra a v.i. di un segnale e [aslo Tb
C - Liberazione e blocca mento manuale
D - Disabilitazione della stazione
8 Come appare normalmente la lampada nella levctla in figura?

In I

Lo.
Al ConI roIla del percorso
B) Distruzione del comando
,......el Liberazione punto origine
\ Occupazione segnale
A ~ Accesa a luce bianca
B - Accesa a luce rossa
C - Accesa a luce azzurra
D - Spenta
,:8 nD
2 - Se sul Ql appare l'indicazione di figura per un treno in parten- 9 - Quale levetta, fra le seguenti. può essere disegnata in figura?
·za, quale è la fase di funzionamenLo in corso?

v
"~~!"'-:;~'.~""C'~="'"
---
J..
~ "~,,
- __
~
__ --",il .. " ""H"'" =
3 Q = Il,' F.:W::"
~
A -TcD
B -Tb/s
C - Tlrrm
" D - Dis

Al Comando effettualo lO - Quale fase di funzionamento deve realizzarsi dopo i l blocca-


B) Comando ancora da effettuare mento' del percorso e prima del bloccamento del punto ori-
Cl Ocçupazione segnale di partenza gine?
DJ SiLuazion~ impossibile A - Liberazione elastica D
B - Controllo del percorso D
3 - Se sul QL appare l'indicazione di figura per un treno in parten- C - Risposta O
za, quale è la fase di funzionamento automatico dell'apparato? D - Verifica condizioni per la manovra del segnale O

B - DOMANDE BREVI
"
I" ~I ,-<.~, 3 CJ '" L Apporre nel quadratino una crocetta in corrispondenza dei so-
, ". ''''i ~'~"
i= ~fJL""=O=o"i ="'"
",," ,= = 118
~i"'OO:::' ."", li tasli piombati,

-
~' '-'~ d'"
,="'-'<.
~ 1.1l1':U TcD O Di, C TtD O D C
Fd C TbD C Tb/S O TID C
'" Te O Tsm [J Tacc D Tl/Tm D
) Treno in transito T'. C TtS O
J) Treno in sosta
Cl Occupazione del segnale 2 Con riferimeoto allo stralcio di QL indicato in figura,
DJ Possibile solo per un guasto
4 Se un cdb di percorso resta indebitamente DccupalO dopo l'ar- Pun/b
ri"O di un treno, quale C, tra quelle indicate sollO, la sigla del /Oi;llO!~
dispositi~'o di soccorso da usare successivamente alla manipo-
lazione del tabulalore?
A . TlD C· Tb sulla labell.a seguente, indicare con Ulla cmcetta e per ogni fase
B . Tb/S D . TbD lo stato d'accensione a luce bianca fissa (simbulo ';:';), oppure a
luce bianca lampeggiante (2.,}'1), o lo sLato di spento (:.-:) delk-
5 Quale, fra le seguenli le\'t:tte, ha il l-ilOI'OO a molla? l-,petizioni luminose che appaiono sul QL StL"SSU.
A . TbD C - Tz
B-TtS D-TlD
Fc::r.se [g9> lo Q Q 001
, Ouale funzione, tra le seguenli, può ottenere la len.. tta disegna-
La in figura? o O"" :.::.

wrnondo
A - Disporre a via impedita un segnale
B - Taci.l'lre una suoneria
C - Effettuare la liberazìone dci punto Ven)/co della VIa
J. origine
D - Manovrare singolarmenle un devialo io
L"'""'-- ----.J

-
24
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


15
ACEI6 l' PROVA DI CONTROLLO

c . CORRISPONDENZE 5 - Un itinerario si può bloccare manualmente anche se non avvie-


ne automaticamente il bloccamento del punto origine
Con riferimento ai simboli usati nella rappresentazione schema- Vero D Falso D
tica dei banchi ACEI, tracciando delle linee far corrispondere i siro-
baH della colonna A all'esatto significato scelto fra quelli della co- 6 - la lampada nel simbolo fsP o fsD si accende a luce rossa fissa
ionna B. quando il binario corrispondente è fuori servizio
Vero D Falso O
A B 7 - La manovra a via libera di un segnale relativo ad un binario di
corsa per un itinerario di corretto tracciato è subordinata al
buon esito della codificazione dei cdb interessati
I Le~11O 7Z Vero O Falso O
:lE .D/~o.s,hVa d/;6/i::unao7'&ro
8 - La fase di indicazione dell'itinerario è subordinata al controllo
.1lZ Lel't?M;r dI" cornCl'nab ~ ...roccorJO degli enti di p~zzale
1 Vero- D Falso D
.1Y teveffo del B.A. 9 - Con la liberazione elastica del percorso, tutti i deviatoi interes- I
2 sati dall'itinerario si dispongono automaticamente in posizio- I

r LeVe~ d·~.sa,6I//lb"z-/on~ ne normale


3 Vero D Falso D I
J!I L. e velfct /UOI'Y' .serv/vO
4
ID Dopo aver premuto un pulsante di itinerario ed aver ottenuto --'I, -
la registrazione, ti comando può essere annullato prima del
YIl S/ub /wn'1/nosO' bloccamento del punto origine previo spiombamento di un ap-
5 x F117 p",/.J'on/e al, '="""0'>'70'0 posito tasto
Vero D Falso D
.JlC tòmo-,,06 CM;7l7JiJo {oo""'OItjI7;eN~
11 La codificazione dei cdb dei binari di corsa può essere soppres-
sa ruotando a sinistra, previo spiombamento, la levetla Tsm
Vero D Falso D
12 - La [evetta TID deve essere usata dopo la manipolazione del ta-. i
D . DOMANDE BREVI bulatore
Vero O Falso D ·11
1 - Per quale fase è necessaria t'esistenza del controllo deviatoi?
2 - Quando cessa di lampeggiare lo scudetto finale?
13 + Quando un cdb di immobilizzazione è occupato, per manovrare
il deviatoio interessato, occorre dapprima azionare il pulsante il
"

3 Che luce emette la lampada de!la levetta Tlrrm quando si effel-


tua un bloccamento manuale?
Tacc e poi ruotare a sinistra la levetta TbD e mantenerla in tale
posizione sino a che non sia stata spostata anche la levetta del
deviala io
Il
4 In quale fase, fra quelle necessarie per un itinerario di parten- Vero O Falso D
za, si sentono le condizioni di blocco?
14 - Il controllo del percorso è la fase successiva al bloccamento
5 - Quale è la fase che precede il bloccamento del percorso? del percorso
6 - Quale funzione assolve il pulsante Tacc oltre a quella di accen- Vero O Falso O
dere le lampade relative al controllo di posizione dei deviatoi
e dei fermadeviatoi? 15 Il tabulatore serve per selezionare un cdb guasto che impedi-
sce la liberazione del punto origine
7 • Quale è la fase che segue la registrazione del comando? Vero C Falso O
8 Dopo quale fase può iniziare la manovra dei deviatoi?
9 - Dopo quale fase inizia la codificazione dei binari di corsa?
10 - Quando si accende [a lampada L Tb-Tc-Te?
16 . Se lo scudetto del punto origine lampeggia, pur essendo accesa
la striscia a luce bianca fissa e spento lo scudetto del punto fi·
naie, significa che non avviene il bloccamento del punto ori-
gine
Vero D Falso O
r
i
i

E . VERO O FALSO l7 Contemporaneamente al lampeggiare dello scudetto del punto


iniziale, lampeggia anche la lampada del pulsante di itinerario
1 La lampada a luce bianca del pulsante di itinerario si spegne Vero D Falso D
subito dopo la liberazione del punto origine
18 . Sul QL i tratti di striscia corrispondenti ai calci dei deviatoi
Vero O Falso O
possono lampeggiare a luce bianca
2 - Quando sì a7.iona il tasto Tz, sul QL si accende il simbolo del Vero O Falso O
segnale di chiamata a luce bianca lampeggiante
Vero O Falso D 19 l combinatori di manovra dei devialo i vengono bloccali duran-
te la fase del blocca mento del percorso
3 - Se manca il controHo di un deviatoio ubicato su di un cdb occu- Vero D Falso D
pato da ~n treno, il tratto di luce rossa corrispondente al calcio
lampeggla 20 Cesito negativo della verifica delle condizioni di linea impedi-
Vero O Falso O sce il blocca mento del punto origine
Vero D Falso D
4 - Quando un treno in partenza occupa la prima sezione dì BA,
sul Ql si accende a luce bianca la sezione di destra dell'apposi- 21 Per disporre temporaneamente a via impedita un segnale, si
lo simbolo rettangolare estrae il pulsante di comando relativo
Vero O Falso D Vero D falso D
I~

25
,J- CORSI DI F O Rf-I A Z I ON E PROFESSIONALE

- TAVO LA A PPARA TI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINER ARIO

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ACE! 7 I NCOMPATIBILITA FRA ITINERARI

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- 26
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola
ACEI7
Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario
INCOMPATIBILITÀ FRA ITINERARI
IS
-
GENERALITA a} I due itinerari hanno un tratto di percorso in comune. Poiché in
tale caso i due itinerari richiedono almeno un deviatoio disposto
Scopo della presente tavola è illustrare i concetti di incompatibi- in posizione diversa, si dice che vi è incompatibilità per deviatoio
lità e di collegamento tra itinerari. Poiche nell'impianto in esame (v. esempio in fig. 6).
non esiste segnalamento di manovra, si tralasciano le incompatibili- h) I due itinerari hanno l'intero percorso in comune e, ovviamente
tà ed i collegamenti fra istradamenti e fra lstradamenti e itinerari. senso inverso. Si dice che vi è incompatibilità di senso per itinera-
Si premette una breve illustrazione dei concetti di itinerario di ri inversi (v. esempio in fig. 7).
arrivo, di partenza e di transito. di zona d'uscita e di deviatoio latera~ c) I due itinerari hanno lo stesso punto finale e provengono da dire-
le, secondo le definizioni dell'o.S. 70/1963. zioni opposte. Si dice che vi è incompatibilità di Senso per itinera-
ri opposti (v. esempio in fig. 8).
cl) I due itinerari hanno percorsi che si intersecano. Si dice che vi
ITINERARIO DI ARRIVO, DI PARTENZA E DI TRANSITO è incompatibilità per intersezione (v. esempio in fig. 9).
Cincompatibililrà per motivi regolamentari si ha quando, pur in
Un itinerario è un percorso nell'ambito di una località di servizio mancanza delle interferenze reali illustrate, l'impegno contempora-
(sUlzione, bivio, ecc) delimitato da due punti caratteristiçi che ne in- neo dei due itinerari potrebbe dar luogo ad una confluenza di treni
dividuano l'inizio (punto origine Q,jniziale) e la fine (punto finale). in caso dì arresto intempestivo. In tale caso, disciplinato, come già
Esso può impeg~are vari enti di pi~zzale (deviatoi, cdb, PL) e può es- detto, dal RCT e illustrato in fig. 10, sj dice che esiste itlcompatibilità

-
sere di arrivo, di partenza o di transito. per convergenza.
L'itinerario di arrivo (fig_ 1) è il percorso che si estende dal segna·
le di protezione al segnale di partenza o, in alcuni casi;precisati nel
già citato O.S. 70/63, ad un altro ente terminate (traversa limite di de- COLLEGAMENTI DI INCOMPATIBILITÀ
viatoio, paraurti di binario tronco, ecc.).
L'itinerario di partenza (fig. 2) è il percorso che si estende dal bi- Se due itinerari sono incompatibili, occorre realizzare un colle-
nario di stazionamento alla piena linea. gamento fra di essi, cioè un vincolo che impedisca la formazione di
L'itinerario di transito (fig. 3) è costituito dalla successione di un uno se è in atto l'altro. In relazione alla funzione svolta, tale collega-
itinerario di arrivo e di un itinerario di partenza; si estende quindi, mento viene detto collegamento di incompatibilità. Esso ha, ovvia-
dal segnale di protezione alla piena linea. mente, carattere di reciprocità.
I collegamenti di incompatibilità vengono realizzati tramite due
categorie di relè:
ZONA DI USCITA - relè m e m. che ripetono la posizione normale o rovescia dei com-
binatori di manovra dei deviatoi;
La zona di uscita (fig. 4) è una mna di sicurezza che si estende per - relè g, detti genericamente relè di giu.nzione o di collegamento,
50 o per 100.m, secondo quanto stabilito per i vari casi dall'o.S. associati a punti caratteristici degli itinerari. Ciascuno di essi si
70/63, immediatamente a valle del punto finale di un itinerario di aro riferisE:e al senso destro o sinistro. Lo stato di eccitazione di uno
rivo. di tali relè attesta che non è in atto alcun itinerario che interessi,
nel senso corrispondente a quello del relè, il punto al quale il relè
stesso si riferisce. Viceversa, lo stato di diseccitazione impedisce
DEVIATOIO LATERALE la formazione di un qualsiasi itinerario che interessi tale punto.

Il deviatoio laterale (fig. 5) è un deviatoio non compreso nel per-


corso di un itinerario, situato su un binario laterale, e in grad~ se COLLEGAMENTO DI INCOMPATIBILITÀ PER DEVIATOIO
disposto in posizione opportuna (normale o rovescia, secondo i ca-
si), di garantire l'indipendenza fra l'itinerario stesso ed altri movi- I collegamenti di incompatibilità per deviatoio vengono realizza-
menti contemporanei ipotizzabiti. CO.S. 70/63 stabilisce che tale de- ti con i contatti dei relè rri e ID. I deviatoi richiesti in posizione diver-
viatoio deve essere effettivamente disposto nella posizione che assi- sa possono trovarsi sia lungo il percorso, sia nella zona di uscita, sia
cura l'indipendenza. sui binari laterali.
Cestrema semplicità circuitale dei collegamenti di incompatibi-
lità per deviatoio induce ad utilizzarli ogni volta che sia possibile.
ITlNERARI INCOMPATIBILI indipendentemente dal tipo di incompatibilita esistente fra gli itine·
rari interessati. E tipico il caso dell'incompatibilità per intersczio-
ne; essa, se possibile, viene realizzata con un collegamento di incom-
Due itinerari si dicono incompatibili quando non è ammesso il
patibilità per deviatoio. Per esempio, con riferimento alla fig. 9, l'iti-
loro impegno contemporaneo da parte di due treni.
nerario 1-3 richiederà normali i deviatoi della comunicazione 2, cri·
Di seguito sono specificati natura e motivi della classificazione
sulterà, pertanto, incompatibile per deviaLoio con gli itinerari IlA e
delle incompatibilità con riferimento agli esempi riportati nelle
4-11.
figg. da 6 a lO.
Le incompatibilità possono essere;
- di natura fisica, se tra i due itinerari da percorrere esiste una in- COLLEGAMENTO DI INCOMPATIBILITÀ PER ITINERARI CON-
terferenza reale: VERGENTI
- di natura regolamentare, se, pur in mancanza di interferenze rea-
li, i 'due itinerari non soddisfano le condizioni espressamente Si è gia chiarito j l significato di incompatibilità per convergenza:
stabilite nel Regolamento Circolazione Treni (RCT) che, all'art. si mette ora in evidenza che un'incompatibilLtà pelO cOnVtTgenza tra
4/14·[5, introduce delle cautele rispello al rischio di interferenze due itinerari può verificarsi solo se almeno uno dei ùue è un itinera-
potenziali. che saranno indicate in seguito. rio di arrivo.
Cincompatibilità per motivi di natura fisica si ha nei quattro ca- In fig. 10 è riportato un esempio di convergew_a fra un itinerario
si seguenti: di arrivo (2-1I) ed un itinerario di partenza (I-3).
(Se glie) l'
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27
-
~ CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO


TAVOLA

ACEI 7 I NCOMPATIBILITA FRA ITINERARI [ S

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- 28
-
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centr'<lli elettrici a pulsanti di itinerario


IS
ACEI7 INCOMPATIBILITÀ FRA ITINERARI

Spesso te incompatibilità pereonvcrgenza sono realizzate in mo- Di norma il programma di esercizio prevede il libero transito nel-
do implicito mediante collegamenti di incompatibi [ila per devia- le stazioni solo attraverso i binari di corsa. Di conseguenza, neH'ap-
toio; quando. invece, non esiste tale possibilità, si ricorre ad un ap- parato vengono resi incompatibili gli itinerari di arrivo e di parten-
posito collegamento di incompatibilità per itinerari convergenti, za relativi al medesimo binario di stazionamento non di corsa.
realizzato tramite contatti di opportuni relè g di collegamento. Anche tale collegamento di incompatibilità è spesso implicito,
perché ottenuto mediante un collegamento di incompatibilità per
deviatoio; ad esempio, in fig. 12 l'inibizione del libero transito 1·11-2
COLLEGAMENTO DI INCOMPATIBILITÀ DI SENSO è ottenuta richiedendo la comunicazione 2 normale per la costitu-
zione dell'itinerario l-II.
Come già accennato, nel termine generico di incompatibilità di Quando tale tipo di soluzione non è possibile, si ricorre ad un ap-
senso sono comprese le incompatibilità per movimenti inversi e per posito collegamento di inibizione del libero transito, realizzato tra-
mite relè g di collegamento: ad esempio in fig. 13 la costituzione del·
movimenti opposti. Più precisamente, si dice che due itinerari sono
inversi, quando impegnano lo stesso percorso in senso inverso di l'itinerario di arri~o 2-11 è -possibile solo se è eccitato it relè g del
marcia; si dice che sono opposti, quando confluiscono nello stesso punto iniziale dell'itinemrio di partenza 11+3 e la costituzione dell'i+
punto finale e provengono da lati opposti. tinerano di partenza 11·3 è possibile solo se è eccitato il relè g del
Le incompatibilità di senso sono in genere realizzate tramite con- punto finale dell'itinerario di arrivo 2-1I.
tatti dei relè g di collegamento dei punti finali di itinerario. Di fre- Anche il collegamento di inibizione del libero transito è un colle-
quente, tuttavia, le incompatibilità per itinerari opposti vengono gamento reciproco e rientra quindi a tutti gli effetti nella categoria
realizzate mediante collegamenti di incompatibilità per deviatoio. dei collegamenti di incompatibilità; qui è stato tenuto separato, per
Per esempio nel caso di fig. Il, tra gli itinerari opposti l-II e 2-11 non mettere in luce la diversa origine concettuale.
sarà istituito un collegamento di senso; invece il collegamento di in- Il collegamento di ordine (o disci.plina) del libero transito ha (o
compatibilità sarà realizzato in modo implicito, richiedendo la co- scopo di discipllnare la sequenza delle operazioni per la formazione
municazione di uscita 2 in posizione normale per la costituzione degli itinerari di arrivo e di partenza relativi ad un binario sul quale
dell'itinerario l-II. è ammesso il libero transito. Esso impone di costituire prima l'itine-
rario di arrivo e poi quello di partenza, nel caso si voglia effettiva-
mente costituire un itinerario di libero transito. ~ sempre realizzato
tramite contatti del relè g del punto iniziale dell'itinerario di. parten-
ALTRI COLLEGAMENTI
za; se quest'ultimo è diseccitato, l'itinerario di arrivo non si registra.
Il collegamento di ciclo ha lo scopo di impedire la costituzione
La formazione degli itinerari è condizionata anche dai seguenti di un itinerario se prima non si è concluso il ciclo di funzionamento
altri collegamenti: dell'apparato per un itinerario precedente che ha impegnato nello
- inibizione del libero transito; stesso senso (o stesso punto finale.
- ordine del libero transito; E sempre realizzato verificando che risulti ecdtato il relè g di
~ ciclo. collegamento del punto finale.

29
-
CORSI 01 FORMAZIONE PROFESSIONALE
1-'- ----...--------------------------,------1
- TAVO L A
APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO

I NTRODUZIONE ALLA TABELLA DELLE 15


A CEl 8 CONDIZIONI (PARTE 1')

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- 30
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola
ACE! 8

GENERALITA
Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario
INTRODUZIONE ALLA TABELLA DELLE CONDIZIONI (Parte l")
IS

mandato riguarda iI deviatoio di percorso 4, richiesto nella posizio-


-
ne normale_
In questa e nella successiva tavola vengono elencate le condizio-
ni di sicurezza relative alle diverse fasi (v. lavo 5), adottando nomen-
datura, sigle e segni gra'fiei che verranno usati nella elaborazione INDICAZIONE DELI.:ITINERARIO (seconda fase)·
dei circuiti elettrici.
Quindi tavola 8 e 9 vanno considerate propedeutiche rispetto a Per mezzo dei relè m si verifica che i combinatori di manovra dei
quelle inerenti ai circuiti che realizzano l'impianto. deviatoi di percorso e laterali abbiano effettivamente assunto la po-
Per esigenze di spazio tali condizioni di sicurezza si riferiscono sizione richiesta.
a due soli itinerari della stazione in studio, quello di arrivo 4-II1 e Per gli eventuali deviatoi di uscita, analoga verifica sarà effettua-
quello di partenza 1-4.• ta nella fase successiva.
Per gli altri itinerari, sia di arr·ivo che di partenza, le condizioni Per gli itinerari 4-II1 e 1-4 occorre rispettivamente controllare la
di sicurezza sono analoghe e possono essere ricavate dagli allievi posizione rovesciadei combinatori di manovra dei deviatoi 4 e 3 (re-
stessi in sede di esercitazione. lè m1t e mln e la posizione normale del combinatore del deviatoio
4 (relè m4Il.

DESCRIZIONE DELLA TABELLA


RISPOSTA DELl.:ITINERARIO E REGISTRAZIONE (tena fase)
Essa comprende sette colonne.
Le prime due si riferiscono alle fasi di funzionamento, specifica· In questa fase si controlla che i combinatori di manovra degH
te con uno schema a blocchi ricavato da quello di tav. 5. eventuali deviatoi di uscita (per l'itinerario 1-4 non ne esistono) ab·
In ogni riquadro, relativo ad una fase o ad una soltofase è ripor- biano assunto la posizione richiesta e che non siano in atto itinerari
tata la sigla del relè, diseccitato o ecdtato, che condude la fase o la che non consentono la contemporanea formazione di quello in esa-
sotto fase. me. Quindi:
Il significato delle sigle è il seguente: - L'itinerario 4-III puÒ essere registrato se il combinatore di
C - relè di comando itinerario manovra del deviatoio 2 di uscita ha assunto la posizione normale
J • relè di indicazione itinerario (m2t) e se non sono in atto l'itinerario inverso lIIA e gli itinerari
R • relè di risposta itinerario convergenti l-II e 2-II (si suppone infatti che non siano verificate le
V - relè di verifica della libertà di via condizioni dell'art. 4115 RCT, per cui gli itinerari l-Il e 2-11 sono in-
b - relè di bloccamento del percorso compatibili per convergenza con quello in esame~ Ciò equivale adi-
g - relè di collegamento (o giunzione) re che l'apparato controlla t'eccitazione del relè gdu 4 (collegamento
E - relè di controllo del percorso ultimo per movimenti destri verso il punto 4) che realizza il collega-
EV - relè di verifica delle condizioni di linea (per i soli itinerari di mento di incompatibilità per« inverso" e gdu Il (collegamento ulti-
partenza) mo per movimenti destri verso il punto II) che realizza il collega-
Ap - n:lè di bloccarnento del punto origine mento di incompatibilità per convergenza. la registrazione dell'iti-
S - relè sommatore delle condizioni di manovra segnale nerario 4-11I richiede anche che sia concluso il ciclo precedente (gsu
BED - relè di bloccamento elettromagneti deviatoi II11).
mS - relè di manovra segnale - Litinerario 1-4 può essere registrato se non è in atto l'itinera-
va - relè di codificazione. r:io inverso 4-1, cioè se è eccitato il relè di collegamento ultimo per
La colonna 3 elenca Cl enti e controlli interessati ~ e le altre quat- movimenti sinistri verso il punto I (gsuIi). La registrazione de!l'iti-
tro le vere e proprie' condizioni di sicurezza, e più precisamente: nerario lA richiede infine che sia concluso il ciclo precedente
- Le colonne 4 e 5 riguardano l'arrivo dal punto 4 al binario III
(gdu41).
nei due casi possibili: con la disposizione a v.1. del segnale luminoso La registrazione dell'itinerario si conclude con l'eccitazione del
relè R e l'accensione della lampada del pulsante dì comando che in-
di protezione o con l'attivazione del segnale di chiamata di cui al-
dica che il pulsante può essere rilasciato. Contemporaneamente, sul
l'art. 51 bis R.S.
QL gli scudetti del punto iniziale e finale, finora accesi a luce bianca
- Le colonne 6 e 7 riguardano la partenza dal binario I al punto
fissa, lampeggiano.
4 nei due casi ipotizzabili: con la disposizione del segnale di parten-
za a v.l. oppure con segnale a v.L e tasto Tb.

VERlFICA DELLA VIA E BWCCAMENTO DEL PERCORSO (quar-


la fase con due soUofasi)
COMANDO DELl:ITINERARID (prima fase)
Nella fase di verifica della l'ia si controlla ch"" tuni i cdb di pa-
Per i due itinerari prescelti sono indicate le sigle dei pulsanti di corso, lalerali e di uscita interessati daIl'itin""rario. siano liberi.
comando, del segnate comandato e dei combinatori di manovra dei Per l'ilinerario 4-111: cb14, cb13, cbIO, cb09. cbIll. cbOB, cb07.
deviatoi (che vengono azionati nella posizione richiesta, a meno che Per l'itinerario 1-4: cbl2, cbl3, cb14.
non [o siano già). Inoltre, per l'itinerario di arrivo, si n::rifica l'dficit::ll7.n dci suc-
Per l'itinerario di arrivo 4-/Il, comandato tramite il pulsante di cessivo segnale di partenza (IllET), che penanto ~;]nì al'L't.'so a luce
itinerario 4-111, il segnale comandato è L e i combinatori comandati rossa.
sono quelli dei deviatoi di percorso 4 e 3, richiesti entrambi in posi- La \'erifica della via si conclude con ['eccitazione del h:l" V (Vs4 t
zione rovescia, e del deviatoio d'uscita 2 richiesto in posi7.ione nor- per l'itinerario 4-III e Vdn per l'itinerario 1-4).
male: Il bloccamento del percorso consiste nella dis~ccilazione dei relè
Per !'itinerario di partenza /·4, comandato tramite il pulsante d'i· di collegamento g e dci rele di bloccamento b relati,·i all'ilineral-io;
tinerario [-4, il segnale comandato è H e l'unico combinatore co- dei relè g si è gia accennato, dei relè b è per ora sufficiente dire che
(Segue)

31
-
CORSi DI FORMAZIONE PROFE 551 ONA LE

A PPARA TI CE NTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO


TAVOLA
I NTRODUZIONE ALLA TABELLA DELLE 15
A CEI 8 CONDIZIONI (PARTE 1')

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CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di Itinerario ..-../


lS
ACEl8 INTRODUZIONE ALLA TABELLA DELLE CONDIZIONI (Parte l")

sono i relè che diseccitati impediscono la manovra di dl:':viatoi o di raneamente, [a lampada della levetta Tlrrm interessata si accende
eventuali altri enti riguardanti l'itinerario. pure a luce rossa fissa
Ricordiamo che la conclusione della fase viene indicata sul QL
con l'accensione a luce bianca della striscia relativa all'itinerario
comandato e lo spegnimento dello scudetto del punto finale dell'iti- MANOVRA SEGNALE (sesta fase con quattro sottofasi)
nerario. Intanto possono lampeggiare i tratti di striscia corrispon-
denti ai deviatoi di cui non è ancora pervenuto il controllo. Le quattro sottofasi sono: la verifica delle condizioni per la ma-
novra del segnale, la selezione dell'aspetto del segnale, la codifica-
zione dei binari interessati e la manovra del segnale stesso.
Come vedremo si dovranno eccitare il relè S (sommatore delle
CONTROLLO DEL PERCORSO E BLOCCAMENTO DEL PUNTO
condizioni), il relè m5 di manovra e il re[è di codificazione va__
ORIGINE (quinta fase con tre sottofasi)
Quindi per gli itinerari prescelti occorre controllare:
Per l'arrivo con l'itinerario 4-Il1 e il segnale L: la posizione ruota·
Il controllo del percorso consiste nella verifica che le apparec- ta a destra della rftaniglia Tb/54, la nonnaIità della levetta Tz4, la di·
chiature di piazzale abbiano effettivamente assunto la posizione co- seccitazione dei relè BED4b e BE03 (deviatoi incontrati di punta re-
mandata o siano, comunque, nella posizione richiesta, cioè che in si intaUonabìli), l'eccitazione del relè IIlL(I) (equivale al controllo di
cabina siano pervenuti i controlli relativi. Per gli itinerari in esame accensione al rosso della luce alta del segnale L) e del relè vas4 (co-
si verifica l'esistenza dei controlli dei deviatoi, e rispettivamente: dificazione dei cdb del binario di corsa).
Il.H. llll. D21 e 041. N.B. Tale relè, per questo itinerario deviato, non comporta l'effet·
Inoltre si verifica che la levetta TllTm non sia ruotata a sinistra, tiva codificazione del binario di corsa. Viene quindi eccitato in mo-
cioè in posizione di liberazione. Per gli itinerari in esame, si control- do diretto con il relè indicatore ls 4·III, come si vedrà di seguito. Per
la rispettivamente che TIITm4 ,e TllTmld siano in posizione nonnale questi mOtivi non è indicato nella tabella in esame.
o molata a destra (Tm). Per la par-timza con l'itinerario [4 e il segnale H: [a posizione ruo·
Al controllo del percorso, che si conclude con l'eccitazione del re~ tata a destra della maniglia Tb/Sld, l'eccitazione del relè di blocco
lè E (Es4t o EdIt, nei~casi in esame), segue il bloccamento del punto BA4 (sezione libera), del relè vadI di codificazione dei cdb del bina-
origine, cioè la diseccilazione del relè Ap (Aps4t e ApdH, nei casi in rio di corsa e la normalità della levetta Tsm 1-4.
esame)_ N.a. La fase di "manovra del segnale di partenza H richiede, oltre
Il bloccamento del punto origine non richiede la verifica delle al bloccamento del punto origine (ApdU anche l'eccitazione del relè
condizioni di linea per le partenze. Tuttavia, in quest'ultimo caso, ta- EVdI di controllo libertà della sezione di blocco e chiusura eventua-
le verifica è necessaria per la manovra del segnale (in tabella EVt). li PL di linea).
Con la oli caduta" del relè Ap, sul QL lo scudetto del punto origine Naturalmente sul QL viene ripetuto l'aspetto del segnale dispo-
passa dalla luce bianca lampeggiante a luce rossa fissa. Contempo- sto a v.L corrispondente al segnale comandato.

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33
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I CORSI 01 FORMAZIONE PROFESSIONALE
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A PPA RATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI 01 ITINERARIO
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I NTRODUZI ONE ALLA TABELLA DELLE 18
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CONDIZI ON I (PARTE 2')

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CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


IS
ACEI9 INTRODUZIONE ALLA TABELLA DELLE CONDIZIONI (Parte 2')

GENERALITA Si deve infine osservare chc il cdb di linea 004 ha il compila di oc-
cupare il segnale di avviso (AvvL) accoppiato al rispettivo segnale di
Prosegue l'esame delle condizioni di sicurezza relative a[}e diverse blocco permissivo 004.
fasi di funzionamento dell'ACEI riferito all'itinerario di arrivo 4·111 e
di paTtenza 14.
La tabella riportata a lato è la stessa già descritta nellaprecedente LIBERAZIONE DEL PUNTO ORIGINE
tavola n. 8. Essa si effettua automaticamente dopo la fase precedente. Le con-
diz.ioni richieste variano a seconda dei casi che verranno illustrati in
seguito con la trattazione dei circuiti.
ARRIVO CON SEGNALE DI CHIAMATA
Per ora è sufficiente ricordare che per un itinerario di arrivo la li-
Il segnale di chiamata, di cui è noto il significato (v. Regolamento berazione del punto origine richìede la libertà del dispositivo di ap-
sui segnali) può essere attivato con la levetta TbIS, ruotata a sinistra proccio. Nel caso specifico dell'itinerario di arrivo: cbOO4 t e cbOOO4 t
in posizione Tb, Dccn la levetta Tz nel rispetto di precise norme rego- oppure BA4t, e la libertà del circuito di occupazione permanente del
lamentari. segnale che ha anche funzione di ricoprimento (cb 14t),
Il segnale di chiamata viene attivato« in Tb,. nei seguenti casi: Per un itinernrio di partenza, in generale, (a liberaz.ione del punto
- guasto segnale; origine richiede la libertà del cdb di stazionamento (cbIt)e, se si trat-
- occupazione,perguastorli unoo più cdb, esclusoqueUo dioccupa- ta di binario sul quale è consentito il libero transito, come nel caso
zione permanente; dell'itinerario 1-4 in esame, che si sia concluso l'itinerario di arrivo
- mancanza del controllo di v,i" del segnale di partenza che delimita nello stesso senso sullo stesso binario (relè gduIt),

--
l'itinerario; Il risultato della liberazione del punto origine è la rieccitazìone
- mancanza del controllo di v.i. della luce alta di un segnale di prote- del relèAp econseguentementedel relègi. Loscudettodel puntoorigi-
zione per un itinerario in deviata; ne torna a luce bianca e si spegne la lampada del tasto Tlrrm.
- mancanza del controllo di intallonabilità a comando per i deviatoi Avvertenza, In alcuni casi, per motivi di esercizio che v~rranno
che lo richiedono; chiariti in seguito, la liberazione del puma origine può avvenire in
- mancata codificazione degli itinerari per cui essa è prevista. due situazioni diverse, Per esempio, per l'itinerario IlI-l, in alternati·
Come si vede dalla tabella a fianco riportata, per rendere attivo il va si può avere la liberazione nei casi seguenti:
segnale di chiamata Cl: in Tb l> occorre: - alla liberazione dei due cdb III e 08 (chIIIt, cb08 t);
- azionare il pulsante di comando 4-III; - al completamento di un ciclo di transitato sui cdb 08 e07, cioè alla
- avere l'indicazione e la risposta dell'itinerario; fine delta verifica da parte dell'apparato che in una prima fase sia
- portare le leva Tb/S4 in posizione di ruotata a sinistra, per shunta- risultato occupato il cdb 08 e libero il cdb 07 e in una seconda fase
re le condizioni legate alla verifica della via; libero il cdb 08 e occupato il cdb 07 (tale verifica, indirettamente,
- avere il controllo del percorso. comprova che il treno ha superato il giunto tra i cdb 08 e 07).
Il segriale di chiamata viene attivato ... in Tz" quando risultaneces-
sariq escludere le condizioni di apparato in una qualsiasi delle fasi di LIBERAZIONE DEL PERCORSO
comando ecostituzionedi itinerario. In tal caso, essendoesclusetutte
le condizioni e tutti i collegamenti dell'apparato, la sicurezza di rice- È la fase nella quale, liberato il punto origine, l'apparato libera
vimento di ciascun treno è garantita solo dalla tassativa osservanza «elasticamente" il percorso. La liberazione del percorso avviene re-
di norme cautelative da parte del Dirigente. golarmente a patto che la levetta Tlrrm non sia in posizione Tm (ruota-
ta a destra), che la levetta Tb/S non sia in posizione Tb (ruotata a si.ni-
stra) e, per gli itinerari di arrivo. che la levetta Tz sia normale(U4}!. Ta-
PARTENZA CON TASTO Tb li condizioni sono richiamate nella tabella per i due itinerari in
esame.
Quando il Dirigente Movimento dispone la partenza col relativo Nella tabella a lato fra i cdb di liberazione viene accennato solo a
pulsante d'itinerario, nei casi più frequenti di anormalità analoghe a quello (cdb 09) che per ultimo consente la liberazione del percorso {ol-
quelle sopraelencate, può verificarsi che non si effettui regolarmente tre che del deviatoio 3}.
la fase di verificadeHa via. Il Dirigente stesso quindi se neaccorge, oso In effetti la liberazione dei deviatoi an'iene gradualmente via via
servando il QL, dal persistere dellampeggiamento degH scudetti dei che il treno abbandona il cdb di immobilizz.azione che lo riguarda.
punti iniziale e finale dell'itinerario e dalla mancata accensione a lu- Per l'itinerari04-III, i deviatoi 4a e b risultano liberi non appena la CO~
ce bianca della striscia relativa all'itinerario comandato. In tal caso, da del treno lascia libero il cdb IO, mentre il deviatoio di percorso 3 e
per esempio, può essere occupato indebitamente un cdb di percorso i deviatoi di uscita 2a e b si liberano quando il treno lascia il cdb 09.
edè prescritto, anche se ciò nOl1.comporta la disposizione a v,L del se- Per l'itinerario 1-4, la liberazione dei deviatoi 4a e b si \'erifica con
gnale, di ricorrere al tasto Tb affinché si determini il bloccamento e la liberazione del cdb 13 di percorso.
quindi si possa, insicurezza, disporre la partenza del trenocon modu· Per nessuno dei due itinerari considerati vi sono deviatoi laterali
lo di servizio. (tav, 7 fig, 5), quindi nella tabella non sono indicate condizioni per (a
Tale situazione è indicata nella colonna riguardante la partenza liberazione dei cdb corrispondenti,
con l'itinerario 1-4. Il risultato della liberazjone del percorso è la rieccitaz.ione, in suc-
Nelle stazioni con diramazioni la funzione del tasto Tb è anche cessione ordinata; dei rclè g e b, Sul QL si spengono via \"ia i tratti di
quella di accendere l'indicatore di direzione posto sullo stante del se- striscia che rappresentano i cdb.
gnaie di partenza stesso. Avvertenza. Nel caso di azionamento dt:"lle le\'ette Tz{per un arrivo)
N,B.: Lefficaciadel tasto Tb è subordinata alla libertà del circuito oTb/S (per un arrivo o per una panenza) p~r la liberazione del percor-
di binario di occupazione permanente. so occorre riporLare dette levette nella loro posizione normale,

OCCUPAZIONE DEL SEGNALE LIBERAZIONE DEL PUNTO FINALE


È questa la prima delle quattro fasi necessarie per la distruzione t: la fase eone lusiva per la liberazione ddl'iLinerario e, di norma,
dell'itinerario e il ritorno dell'impianto a riposo. avviene quando il treno abbandona con l'tllt imo asse l'ultimo cdb di
L:occupazione del segnale {disposizione del segnale a v.i.} avviene stazione prima dello staziona mento. St:" trattasi di arrivo, oppure l'ul-
atitomalicamente non appena il treno col Io asse raggiunge il previsto timo cdb di stazione, se Lrattasi di pal"lcl/::'a.
circuito di binario, ubicato a valle del segnale. La condizione per l'ar- Per gli itinerari in esame le condizioni da reali7.zan~ per la libera-
rivo con l'itinerario 4-II1 e la partenza con l'itinerario 1-4 è quindi ri- zione del punto finale sono quindi, rispeLtivamenLe, per l'itinerario
spettivamente cbl4! e cbl2!. 4-111: cb091, e per l'itinerario {·'k cbl4T.
Loccupazionc del segnale comporta anche la distruzione del co- Il risultato della libera7.ione dci punto finale è la riecc itazione del
mando con spegnimento della lamp<lda relativa al pulsante di coman- rclè gu destro o sinistro, a secor da del senso di percorso dell'itinera.
do. Naturalmente, di conseguenw, si modifica la ripetizione del se- rio. Sul QL si riaccende lo scudetto del punto finale e l'impianto va
gnale su! QL. considerato a riposo

35
-
I---~-----------------.-------l CQRSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

- T AVO L A
APPARATI

TABELLA
CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI

DELLE CONDIZIONI
DI ITINERARIO

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- CONDIZIONI ,DEI< .LA OISPOSIZIONE A VIA L IBFJ<.A .DEI SEC;NA.L I

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7l/a/~ puo· essere ~rcorso /'i!'/n.:-rO'oo slesso e/a s&/o del s:Jna/e cOJ'nCTl?doJO_
Lq 5eCO?da)ad'e(Lr)n)or/O- f;e#e co..-bnoe d a 4 a 22 e per C/o-fCU,? ,/!qeroo?-/ /~ col?O'/rlolN" c6e o!>PCMO essere

- soddi:sjo/if!! ?~ ~nde-re ;bossll:J/le /a n:>onovrO a V/CI l/berCI de/ sqaq/e corr,spo'7de'?k_

l.... La ~r.za' ,bcYr;e (.JZC) n}or/& fN?~ colonne


cOn")pk/a l,oero;uòQe d~;" I/7Qe-rar/_
do 23 0'.30 ne/la ?':9" sryue17A5J le cono/i-/Or.J/ che cOrJ..reof5no /0'

- 36
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola
ACEI lO
Apparati centrali elettrici a pulsantl di itinerario
TABELLA DELLE CONDIZIONI
IS --

III GENERALITÀ
La tabella de!le condizioni, oggetto di questa tavola, oltre ad esse~
CONDIZIONI LlBEQAZION" ITINERAJ<I re un documento preliminare di progetto, costituisce l'elemento di ri-
ferimento per tutte le verifiche tecniche. periodiche e speciali, da ef-
fettuare sull'impianto secondo le disposizioni regolamentari vigenti
~'Nro (O. di S. 23/1984 che dal 1-9-84 sostituisce quello n. 5311958).
PUNTO INIZIALE PERCOQSO
DEVldTO/
"NN' Essa non va confusa con quella rit:!ortata nelle precedenti tavole
8 e 9, propedeutica allo studio dei circuiti elettrici.
cdB Li"eri TASTI VA La tabella riguarda tutti gli itinerari consentiti dall'apparato, e
~ (04 UB) non, come nelle tavole precedenti 8 e 9, un solo itinerario di arrivo e
so
r~
rS) di partenza.
t'dG NaqM
UNE""~4Z.tm (4) "'TEfI ()fc!l1l cdB Nonostante la differenza fra le tabelle, esaminando le condizioni
riportate nelle finche verticali a fianco evidenziate, non sarà difficile
"'- ti!.
riconoscerne!a perfetta rispondenza sul piano concettuale.
- - T6 r - - O,J
PRIMA PARTE DELLA TABELLA (colonne da l a 3)
00f.0M 101
Trnl Contiene i dati ai quali si riferiscono le condizioni riportate nella
Ot - - - 06
BM(.j)
'" (00) seconda e terza parte della tabella stessa e precisamente:
Colonna 1 . Elenco degli itinerari previsti per la stazione a riferimen-
to! lo (v. tav. 2).
- - Trt (OS) - 07 Colonna 2· Velocità massima corrispondente ai diversi itinerari.
Essa è di 30 o 60 km/h, se limitata da dev.iate di scambi. È
T62 la velocità di linea (VL) per gli itinerari di corretto trac-
_MlI - - - - 06
{2} ciato.
T~2
<Y 04 Colonna 3· Sigle dei segnati luminosi relativi a'i corrispondenti iti-
nerarL
B""7::J) - - Tr2 - - 07
SECONDA PARTE DELLA TABELLA (colonne da 4 a 22)
'<>0.1. <Wl T6.3
- - - - Riguarda le condizioni per la disposiz.ione a v.t. dei segnali lumi-
Tm .3 nasi.
d f1 09 Le condizioni per la formaz.ione e il blocca mento degli itinerari so-
:2
BA"f-J) - - 1".. ..3 - (09) no elencate in separate colonne (da 4 a 16) e precisamente:
- itinerari incompatibili per motivi diversi da quelli dovuti alla pc-
sizione di deviatoi (col. 4..;-.8).
- - T64
- - t2 Ad esempio, per l'itinerario 4·111 nella col. 7 non figura né L'itine·
rario III·I, né queHo III·2 perché quest'ultimi chiedono entrambi
--oqJj la comunicazione 2 rovescia (v. col. 13), mentre l'itinerario 4·III
(1?J Tn,4 -
tY f4 - - - chiede la stessa comunicazione 2 normale (v. col. 15);
- cdb liberidcol. 9..,.. 11);
Bi! 4 09 - controllo ei segnati (col. 12);
(J)
- 2 - controllo di deviatoi (col. 13 .... 15);
- Tz:4 -
(o,,) - normalità di tasti di soccorso (col. 16).
Le condizioni per la manovra dei segnali sono riportate nelle co·
T61$ lonne 17..;-.22 e non richiedono al momento particolari commenti.
I - IS -
lmIs TERZA PARTE DELLA TABELLA (colonne 23..,.. 30)
T6Us ~~I
- U - ffS" - 01 Le condizioni per la liberazione degli itinerari sono suddivise in
lmlls (02) tre gruppi:
- condizioni per la liberazione del punto iniziale (col. 23..,.. 26);
T6Ilfs M - condiz.ioni per la liberazione del percorso {col. 27 -7- 29};
lll- 08 08-07 -
Tmllls (02) - condizioni per (a liberazione del punto finale (col. 30).
Tt>JIs NOTE (colonne 9, 23, 25 e 28·29)
II - ffs -
Tmlls
- T6Ilfs 04
Le note hanno il seguente significato:
(Il Con riferimento al richiamo fatto in testa alla colonna 9 i cdb ri·
DI-08 tl8- 0 l' -
7inIlfs
- quadrati sono quelli di occupazione permanente. [n certi casi, il

7!Jffd
- - numero dei cdb è cerchiato per indicare che il cdb stesso è richie-
sto libero per la disposizione a v.l. del corrispondente segnale, ma
II - .lld
JmlId
- non per il suo mantenimento.
- Il (2) Con riferimento ai richiami di cui alla colonna 23 i due cdb incli-
lOllld cati sono richiesti entrambi liberi solo nel caso di annullamento
DI - - TmllFd - manuale dell'itinerario. La nota (2) non vale per gli arrivi dal pun·
to 1 e dal punto 3 perché il blocco è a 2 asretti.
7!Jld (3) Con riferimenLo ai richiami di cui alla co oona 23, la sezione di
.l - Id
"!mIo'
- blocco è richiesta libera quando il senso di alimentazione del BA
è orientato per le parlenze (per maggiori dettagli vedere Approc·
G
--
71>.11"0' cio .. [avo 38).
- U - lId
?mId
- - 14 14l Con riferimento al richiamo fatlo in lesta alla colonna 25, la Iibe·
razione con transitato è in alternativa a quella ottenibile con il
lOIId cdb di sla7.ionamento libero.
DI - - - (5) Con riferimenlo al richiamo fatto in testa alle colonne 28·29, si
7mlll0 rammenta che i deviatoi di percorso si liberano con l'abbandono
in successione, da parte del lreno, dci cdb che li comprendono.
I~

37
-
CORSI DI

- lAVOLA APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARiO


IS
ACEI 11 COMANDO E INDICAZIONE

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38
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola
ACEI Il
Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario
COMANDO E INDICAZIONE
IS -
GENERALITÀ In fig. 6 sono riportati i circuiti dei relè C di comando degli itine-
rari che hanno origine nel punto t. Ogni relè di comando ha due ra-
In questa tavola ha inizio l'esame dei circuiti elettrici che realiz- mi di alimentazione: quello di ·sinistra subordinato all'azionamento
zano le diverse fasi di funzionamento dell'impianto. del pulsante; quello di destra che possiamo chiamare di auloeccila-
In fig. l è riportata là rappresentazione a blocchi delle varie fasi. zione, subordinato all'eccitazione di un relè R e·di un relè 1, che, co-
già presentata e commentata in tav. 5. Tale schema verrà sistemati- me vedremo nel seguito, si eccitano solo se è eccitato in precedenza
camente esposto. per comodità del lettore, anche nelle tavole succes- il relè C.
sive e sarà disegnato con le regole seguenti: Esaminando i circuiti. con riferimento, per esempio, all'itinera·
- I blocchi esaminati nel corso della tavola o nel gruppo di tavole rio l-II, si comprende che, quando si preme il pulsante l-II, si eccita
collegate saranno tratteggiati. il relè CdI-II attraverso il ramo di sinistra, a condizione che sia di-
- I blocchi esaminati in tavole precedenti sarnnno evidenziati con seccitato il relè di comando dell'itinerario inverso CslI·l.
«sabbiatura l>. Non è però sufficiente eccitare il relè CdI·1I perché il relè stesso
- I blocchi non ancora esaminati saranno bianchi. 11
resti eccitato; pulsante non va rilasciato sino a che non si stabili-
- Quanto ai blocchi già trattati o in corso ai esame saranno ripor- sca la continuità del ramo di alimentazione di destra attraverso i
contatti alti (cioè stabiliti a relè eccitato) dei relè Rdi e IdI-II. Infatti
tate le sigle di relè a apparecchiature rappresentative della fase_
In fig. 2 è riportato uno stralcio del piano schematico della sta- l'eccitazione di tali relè, ripetuta dalla lampada LR relativa al pul-
zione alla quale ci riferiamo. sante (vedi lavo 12 fig. 5). consente al Telè C di rimanere eccitato no-
Si è visto in tav. 5 che le prime quattro fasi di funzionamento di nostante l'interruzione del ramo di alimentazione di sinistra provo-
un ACEI per la formazione di un itinerario sono: cata dal rilascio del pulsante.
- ìl comando. Con]a sua eccitazione. il relè C interviene sui circuiti dei combi-
- l'indicazione. natori di manovra di tutti i deviatoi interessati dati 'itinerario. Nel-
la tavola non è riportato tale intervento, che sarà illustrato nella
- ]a risposta,
tav_ 39.
- la registrazione del comando.
Complessivamente in un ACEI ci sono tanti relè C quanti sono gli
Queste quattro fasi si concludono rispettivamente:
itinerari previsti.
- con l'eccitazione del relè C di comando,
- con l'eccitazione del relè J di indicazione,
- con l'eccitazione del relè R di risposta,
INDICAZIONE
- con l'accensione della lampada di registrazione relativa al pul·
sante di comando. I relè C, J ed R sono relè neutri a 24 V cc.
In questa fase si verifica che i combinatori di manovra dei devia-
In questa tavola vengono esaminati i circuiti elettrici relativi alle
toi di percorso e laterali (esclusi quelli di uscita) interessati dall'iti-
prime due fasi di funzionamento (comando e indicazione), tratteg-
nerario da formare si siano disposti nella posizione voI ula, qualora
giati in fig. 1.
non vi si trovassero già prima del comando di itinerario.
Come già accennato in tav. 5. per effettuare un comando, il pul-
La verifica viene eseguita controllando lo stato di eccilazione dei
sante relativo, mostrato neHe sue parti principali in fig. 3, deve esse-
relè m e ID., che ripelono la posizione normale e rovescia dei combi-
re tenuto premuto finché non si accende.la lampada LR di registra-
natori di manovra M.
zione del comando stesso; l'accensione della lampada (v. tav. seguen-
Si ricorda che, come già messo in evidenza nella tm·. 8, la posizio-
te) conferma che il comando è stato memorizzato dall'impianto do-
ne dei combinatori dei deviatoi di uscita dene "erificata durante la
po che, con l'eccitazione dei relè C, l e R si è controllato che non sus-
fase di risposta.
sistano condizioni di incompatibilità.
In fig. 7, con linea a tratto continuo, è riportato il circuito dei relè
Vengono ora illustrati i circuiti dei relè C e 1, rimandando alla
1 relativi agli itinerari di ingresso che hanno origine nel punto t.
tavola successiva i circuiti del retè R e di accensione delle lampade
I circuiti dei relè i sono molto semplici; comunque, a titolo di
LR.
esempio, con riferimento al solito itinerario 1-[1, si rileva dalla fig.
7 che, dopo l'eccitazione del relè CdI-II, se il combinatore Ml della
comunicazione l si è portato nella posizione l·m·escia (ml T) e se il
COMANDO combinatore M2 della comunicazione 2 si è portato nella posizione
normale (m2t), si eccita il relè ldl-U che ha la funzione di illdicare
Il comando di un itinerario si altua premendo il pulsante corri- l'itinerario l-II.
spondente all'itinerario stesso. I..:organo fondamentale di tale pul- I rami di circuito indicati con linea a tratti si riferiscono agli iti-
saote è un insieme di contatti che può stabilire o interrompere la nerari inversi 151-l, lsI1"1 e isIlI-L Si oss('l"\"a cl)(' una parte dd cir-
continuità fra tre terminali. cuito è comune per ciascuno dei due itinerari im·ersi. Tale .accorgi-
In fìg. 4 sono evidenziate le tre posizioni di ciascun pulsante di memo, con il quale si realil.7.a un'on'ia economia di conlalti. è possi-
comando (a riposo, premuto, estratto). In corrispondenza di ogni po- bile perché i devialoi di percorso e laterali sono gli stessi t" sono ri-
sizione sono riportati il simbolo del pulsante (v. anche tav. 4) e la chiesti in posizione idenLica da due itineral-i im·asi. Ll"CCilazione
confi~urazione dei contatti stabiliti o intermlti_ Nella prima posi· del relè destro o sinistro (idl:1 o lsI-l) è poi discriminata Jl1o~diante
zione sono in continuità solo due terminali (è stabilito un solo ra- il relè C del senso corrispondente.
mo); nella seconda pos~7.ione tutti i terminali s.ono in continuità (so- Complessivamer1te in un ACEI ci sono tanti relè l quanti suno ~Ii
no stabiliti entrambi i rami) e nella terza posizione non esiste conti- itinerari previsti.
nuità fra i terminali (sono interrotti entrambi i rami). Vedremo in seguilo che i rele i intel·vengono in tUllL'll.' reti llL'lll'
In fig. 5 è riportata l'effettiva costituzione del pulsante: c intuiti- quali e necessario discriminare le operazioni a seconda dell·itinera·
vo comprendere come sia realiZ7.ato quanto sopra esposto. rio interessato.

39

I~
-
-
TAVOL A

A CEI 12
CORSI

APPARATI

RISPOSTA
DI

CENTRALI
FORMAZIONE

ELETTRICI A PULSANTI

E REGISTRAZION E
PROFESSIONALE

01 ITINoRARIO
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40

CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


IS
ACEI12 RISPOSTA E REGISTRAZIONE

GENERALITÀ RISPOSTA PER GLI ARRIVI SINISTRI

In questa tavola si esaminano la risposta deH'apparato e [a regi- Esaminiamo dapprima il funzionamento della 'rete di fig. 3 per
strazione del comando (v. schema a blocchi di fig. I) con riferimento ['itinerario 3-//.
allo stralcio di piano schematico di fig. 2. Completata la fase di indicazione per detto itinerario (relè
Si vedrà in dettaglio come la fase di risposta al comando si con· ls3-IIt), si ottiene la rispDsta del punto finale con l'eccitazione del
duda con la eccitazione di un relè R e la fase di registrazione del co- relè RusII attraverso il ramo a tratto marcato della rete.
mando con la conferma dell'eccitazione del relè C e l'accensione del- Più dettagliatamente l'eccitazione di tale relè Rus II si effet-
la lampada LR inserita nella mostrina del pulsante di comando. tua se:
- Js3-IIt, cioè se è avvenuta l'indicazione dell'itinerario 3-II;
- gduIIt, cioè se non è in atto un blocca mento del punto finale per
RISPOSTA un movi!\1ento destro diretto verso il punto II. Tale verifica esclu-
de che sia in atto un movimento opposto (coflegamento di
Come già accennato in tav. S, nella fase di risposta si verificano, opposto);

--
tramite relè R, le condizioni. relative ai coHegamenti di incompatibi- - gsuIIt, cioè se non è in atto un bloccamento del punto finale per
lità, a quelli di ciclo ed, eventualmente, a quelli di ordine o di inibi- un movimento sinistro diretto verso il punto II. Si verifica in que-
zione del libero transito. Inoltre, il relè R, come vedremo nella lavo sto modo che si sia concluso il èiclo precedente, relativo allo stes-
28, alt 'atto della sua diseccitazione provvede anche all'occupazione so itinerario (collegamento di ciclo);
automatica del segnale. - gsIIt, cioè se non è in atto un bloccamento del punto iniziale per
In relazione alla prima delle funzioni ricordate, al ['insieme delle un movimento sinistro che abbia origine nel punto IL Si verifica
reti di alimentazione dei relè R viene attribuito il termine serratura in questo modo che, in caso di libero transito, venga comandato
elettrica. prima l'itinerario di arrivo e poi quello di partenza (collegamen-
I relè R sono relè direzionali. Òoè ciascuno di essi è riferito al to di ordine de/libero transito). Infatti. se fosse comandato prima
senso destro o sinistro di marcia_ Si suddividono in due famiglie: l'itinerario di partenza II-lo 11-2, il relè gsII si disecciterebbe ed
impedirebbe l'eccitazione del relè RusII e, di conseguenza, come
- relè R dei punti iniziali, contraddistinti con la lettera che indivi- vedremo, la risposta per l'itinerario 3-II;
dua il senso di marcia (cl o s) e con un numero, arabo o romano,
- FsIU e mFsIH: questi ultimi sono controlli di diseccitazione dei
che individua il punto iniziale dell'itinerario (per' esempio
relè di codificazione, che saranno illustrati nelle tavole 35 e 36.
RdllI);
Il relè RusII, una volta eccitato, resta alimentato attraverso i pro-
- re!è R dei punti finali, contraddistinti con la lettera u (ultimo) se- pri contatti e con gli stessi consente "alimentazione del ramo
guita dalla lettera che individua il senso di marcia destro o sini- tratteggiato del circuito relativo al relè Rs3 di risposta del punto
stro e dal numero (arabo o romano), che individua il punto finale iniziale 3.
dell'itinerario (per esempio Rud3). Quest'ultimo si eccita:
In ogni punto iniziale di itinerario esiste un relè R; in ogni punto - se non è in atto un bloccamento del punto finale per un movi-
finale un relè Ru. Se un punto può essere sia iniziale che finale esi- mento destro diretto verso il punto III (gduIIIt). Tale collegamen-
stono entrambi i relè (relativi allo stesso senso di marcia). Ino[tre, to rende impossibile la risposta per l'itinerario 3·11, se è in atto
se un punto può essere sia destro che sinistro, in esso esistono sia uno degli itinerari l-IlIo 2-111, convergenti rispetto al primo sul-
relè Rd che relè Rus e viceversa). la traversa limite del deviatoio 3 (collegamenlo di convergenza);
Per maggiore chiarezza, si riporta l'elenco completo dei relè R - se sono eccitati i relè ripetitori della posizione normale dei com-
esistenti nell'apparato delta stazione in studio: binatori di manovra dei deviatoi 3 e 4 (m3 t e m4 t). ~ questa la
- punto l: Rdl, Rusl; parte della rete che realizza [a topografia;
- punto 2: Rd2, Rus2; - se non è in atto un bloccamento del punto finale per un movi-
- punto Id: RdI, RudI; - punto Is: RsL RusI; mento destro diretto al punto 3 (gdu3t). Tale verifica esclude che
sia in atto un itinerario inverso (collegamento di inverso);
- punto IId: RdII, RudII; - punto IIs: RsII, Rusll;
- se sono eccitati il relè di giunzione del punto iniziale 3 e il relè
- punto IIId: RdIII, RudllI; - punto IIIs: RsIII. RusIII;
di bloccamento del punto origine (gs3t e Aps3t).
- punto 3: Rs3, Rud3;
Una volta eccitato il re!è Rs3 resta in autoeccitazione attraverso
- punto 4: Rs4, Rud4.
il ramo segnato con linea punteggiata (cblIt e Rs3t).
Nella stazione in esame ci sono, quindi, 20 relè R; essi sono ali, Quanto al funzionamento del circuiLO di autoeccitazione del relè
mentati da 4 reti distinte, una per gli arrivi destri (cioè da sinistra RusII ricordiamo che con la successiva manovra del segnale 1, ver-
a destra), una per le partenze sinistre (cioè da destra a sinistra), una ranno a mancare le condizioni gsulIl e mFslI: la prima quando si
per gli arrivi sinistri, una per le parten'l.e destre. bloccherà il punto finale, la seconda quando si provvederà alla codi-
Queste reti, per le loro caratteristiche, vengono dette lopografi· ficazione degli itinerari.
che. Tale termine trova la sua giustificazione nel fatto che la loro La terza condizione, FslI è inserita come condizione di ciclo ed
configurazione riproduce (a topografia del piazzale, come può os- è relativa all'annullamento delle condizioni di codificazione del pre-
servarsì nelle figure 3 e 4, nelle quali sono riportate, rispettivamen- cedente movimento. Inoltre nel caso venga successivamente coman-
te, le reLi per gli arrivi sinistri e le partenze destre. dato un itinerario sinistro di partenza dal binario Il, per realizzare
Sulle stesse figure si può verificare che le reti di alimentazione il libero transito, mancherà la condizione gslIl, appena inizierà il
dei relè R sono", specializzate cioè distinte per senso di marcia e
M bloccamento del percorso dell'itinerario di partenza. È quindi evi-
alimentate in un solo senso: COrllrO (reno. Quest'ultima espressione, dente perche dette condizioni devono essere prima sentilc c poi
che ha significato in quanto la rele è Lopografica, indica che l'ali- shunlate.
mentazione della rete avviene dalla parte corrispondente al punto Quanto al relè Rs3, già si e detto che esso dopo la diseccitazione
finale. In altre parole, se si immagina di seguire sulla rete il movi- di gs3 c Aps3, e quindi sicuramente ['lrima della manovra del segnale
mento del treno, ci si sposta dal rele R iniziale verso l'alimentazione_ l, resLa in 3utocccital.ione; di conseguenl.3, un'occupazione. anche
(Segue)

41
-
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

TAVOL A APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI I TINoRARIO

RISPOSTA E REGISTRAZION E IS
ACE I 12

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42

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-
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


IS
ACEII2 RISPOSTA E REGISTRAZIONE

temporanea del cdb 11 (cdiI 1) provoca la diseccitazione permanente menti di ordine del libero transito, perché soggetto a disciplina è l'i-
del relè Rs3 e quindi, come vedremo, l'occupazione permanente del tinerario di arrivo e non quello di partenza.
segnale. In fig. 4 è riportata la rete dei relè R per le partenze dì senso de-
Il circuito ha anche Jafunzione di consentire La registrazione, qua- stro. Si richiama l'attenzione sui contatti alti del relè gduIII contras-
lora, all'atto del comando, sia occupato il cdb Il. In questo modo si evi- segnati con convergenza e inibizione L.T. Tale condizione realizza un
ta che l'operatore perda tempo all'atto della formazione deli'itinera· collegamento di convergenza rispetto agli itinerari 11-3 e 11-4, perché
rio per accertare la causa della mancata registrazione del comando. entrambi gli itinerari sono inçompatibili per convergenza con gli iti-
ITINERARIO 3·111. Gli itinerari che terminano sul terzo binario nerari di arrivo destri in III binario, e quindi non devono poter esse-
richiedono in posizione normale la comunicaz.ione 2 di uscita. Inol- re registrati, se è in atto un itinerario di arrivo in III binario
tre, sul ramo di prima eccitazione del relè RusIII mancano le condi- (gduIlU); la stessa condizione realizza un collegamento di inibizione
zioni relative alla codificazione, perché essa è prevista solo per i bi- de/libero transito rispetto agli itinerari 111-3 e III-4, perché il libero
nari di corsa. transito non è ammesso sul III binario, e quindi nessuno dei due iti-
Ciò premesso, e ricordando quanto detto per l'itinerario 3-11, è nerari deve pot~ essere registrato, se è in atto un itinerario di arrivo
facile comprendere il funzionamento della rete per l'itinerario 3·III. sul Hl binario (gduIIIJ.). Come si vede, il fatto ostativo è sempre lo
Il relè RusIII si eccita (e resta autoecdtato) controllando la posi- stesso (l'arrivo in III binario), e quindi la condizione è unica: al fatto
o zione della comunicazione 2 (m2t), l'avvenuta indicazione (Js3·IIIt) che essa debba intervenire su due relè diversi (RdII e RdIII) si fa
. e il collegamento di ciclo (gsuIIIT). Dopo l'ecdtazione del relè RusHI fronte inserendola nel punto adatto detla rete.
il relè Rs3 si eccita attraverso i contatti alti dei relè gdull (collega- Ciò premesso e ricordando quanto già esposto, il funzionamento
mento di convergenza), mJ. e m4 e gdu3 (collegamento di inverso) della rete non dovrebbe presentare difficoltà di interpretazione e ciò
e, infine, attraverso il ramo tratteggiato già commentato. può essere verificato come esercizio.
ITINERARI04-I. Il relè RusI si eccita controllando ['avvenuta in- Infine si osserva che i rami tratteggiati che portano ai relè S ed
dicazione (Js4-It), il collegamento di opposto (gduIt) e il collegamen~ U in figura 3 e S e]D in fig. 4 sono stati riportati solo perché i con-
to di ciclo (gsuIt), il collegamento di ordine del libero transito (gsIt) tatti deirelè Ap sono a deviatore. I rami di circuito mancanti saran-
e lo stato di diseceitazione dei relè di codificazione_ Dopo l'eccitazio- no illustrati nella tavola 28.
ne del relè RusI. il relè Rs4 si eccita attraverso i contatti alti dei relè
m4 e gdu4 (collegamento di inverso) e, infine, attraverso il ramo su-
periore di una maglia in tutto analoga a quella commentata trattano
do dell'itinerario 3-11. REGISTRAZIONE
ITINERARI 4·I1 e 4·III. Dopo quanto già esposto, il funzionamen-
to della rete na'n richiede ulteriori commenti e precisazioni. Si sug- Questa fase è evidenziata con l'accensione delle lampade di con-
gerisce di verificarlo a titolo di esercizio. trono LR mediante circuiti del tipo rappresentato in fig. 5. che risul-
tano di ovvia interpretazione, dopo quanto già esposto. Essa si rife·
risce agli arrivi destri dal punto 1. Il relè Rd! è quello del punto ini·
RISPOSTA PER LE PARTENZE DESTRE ziale, che rappresenta la risposta« completa» dell'apparato per det-
ti arrivi destri.
Per gli itinerari di partenza non esistono, e.videntemente, collega- Le lampade LR applicata al pulsante di comando sono alimenta-
menti di opposto, perché non esistono itinerari opposti, né -collega- te a 24 V ca.

43
I~
"p
-
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE
.- Tavola Apparati centrali elettr-ici a pulsanti di itinerario
IS
ACEII3 2" PROVA DI CONTROLW

A • DOMANDE BREVI 6 - Per (a stazione parzialmente rappresentata in figura, nel circui·


to delle lampade di registrazione degli itinerari destri dal punto
'. 1 Nella tabella delle condizioni delta stazione in figura. si legge 1, è stato commesso un errore e mancano anche le sigle relative
che gli itinerari 4-111 e 2-11 sono incompatibili. Perché? a due condizioni. Quale è l'errore e quali sono le sigle mancanti?

- : IRdl

I- •.•
2 - Nella stazione in figura sono inibiti i liberi transiti sul II binario )< X
mediante relè rn. Quali sono i relè m interessati per tale inibizio-
ne per i treni pari e per i treni dispari? @ @
f· I t·][

7 - Rispetto all'itinerario 2·III i contatti del relè gdIII, nel circuito


di risposta di figura, realizzano funzioni diverse a seconda che
siano inseriti nel punto (a) o nel punto (b). Quali sono tali fUl:J,zio-
ni nei due casi?

.. 3 Perché, nella stazione in figura, l'itinerario l-III richiede la C~


municazione 2 in posizione normale?

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4 - Per la stazione parzialmente rappresentata in figura, completa-
re le indicazioni mancanti nel circuito del relè indicatori dei due
itinerari inversi. 3-II e 1I-3.
a) _ .

--
= Y: __ a b) .
I- ... ~
--- c
r ... d 8 . Per la stazione di cui allo stralcio in figura, indicare nel circuito
r------1 dei relè R riportati in figura, il tipo di collegamento di incompa-
tibilità realizzato dai contatti dei rele g contrassegnati con let-
tere.
_ ..e I- .. . /
I(

.. g
.9 ...
... h

5 - Nella stazione in figura l'itinerario l-I può essere registrato solo


a condizione che non ci sia in atto alcun altro itinerario. Per cia-
l
.. scuno degli altri 7 itinerari sotto elencati esprimi il motivo del-
l'i ncompatibi lità. Rs4

incompatibile per . a) .
b) . .
c) '.. .. .
d) .

.. 44
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati ·centrali elettrici a pulsanti di Itinerario


IS
ACEI13 2' PROVA DI CONTROLLO

B - VERO O FALSO c - SCELTE MULTIPLE


l - Quando viene estratto un pulsante di comando, vengono inter- I Di che tipo è l'incompatibilità tra gli itinerari I-l e II-l della
rotti entrambi i rami di alimentazione del relè C corrispon- stazione indicata nella domanda breve n. l?
dente. A - Convergenza
Vero D Falso D B - Opposto
C - Deviatoio
2 - Quando è in atto un itinerario, se si preme il pulsante dell'itine- D - Inverso
rario inverso. si eccita solo il relè C di questo secondo itinera-
rio, che, però, non si registra.
2 . Nella stazione indicata nella domanda n. S, quale elemento del·
Vero O Falso D l'itinerariq, 1·1 realizza il collegamento di incompatibilìtà che
impedisce la registrazione dell'itinerario II-n
3 - Sul circuito dei relè indicatori intervengono i relè m dei devia·
A - gdul
toi di percorso, laterali e di uscita.
B - RudI
Vero D Falso O C - gd1
D - Rdl
4 . Dopo il rilascio del pulsante di comando, il relè C corrispon-
dente resta eccitato se si è nel frattempo eccitato il relè J dell'i-
tinerario comandato e il relè R del punto iniziale. 3 - Nella stazione indicata nella domanda n. 3, quale è l'elemento
che realizza l'ordine per il libero transito l-II-2 e in quale itine-
Vero D Falso D rario interviene?
5 . La verifica che il precedente itinerario è tornato a riposo (con- A - gduII sull'itinerario di partenza
dizione di ciclo) è attuata dal relè R del punto finale. B • gdI sull'itinerario di partenza
C - gdiJ2 sull'itinerario di arrivo
Vero D Falso D D - grlI! sull'itinerario di arrivo

6 - Se è guasto il cdb di occupazione permanente di un itinerario,


quando si preme il pulsante di itinerario, si ottiene la registra- 4 ~ Come è evidenz.iato nella tabella delle condizioni il circuito di
zione dell'itinerario. binario di occupazione permanente di un segnale?
Vero D Falso D A - Non è affatto evidenziato
B - Con la sottolineatura
7 ~ Se la liberazione del punto origine non si ottiene automatica- C . Racchiudendo il numero nel simbolo O
mente, si può ricorrere alla levetta Tl/Tm ruotandola a sinistra. D - Racchiudendo il numero nel simbolo D
Vero D Fai so O
5 - Nella stazione i.ndicata nella domanda 3 quale è l'demento che
8 . Il collegamento di opposto tra due itinerari è realizzato con realizza il collegamento di incompatibilità di inverso su(l'itine-
contatti di relè g del punto finale. rado l-II?
Vero D Falso D A - Rusl
B . gsul
C - RdII

-
9 . Il collegamento di opposto interviene nella risposta di un itine-
rario di partenza. D - gsI!
Vero D Falso D
6 • Per quali itinerari viene effettuato il controllo di ciclo?
10 ~ Se [a levetta Tb/S di un segnale non è in posizione nlOtata a de- A . Per tutti gli itinerari
stra (manovra automatica delJsegnale), non si ottiene la regi- B . Per gli itinerari di corretto tracciato
strazione dell'itinerario cO!Jlandato dal segnale stesso. C - Per gli itinerari di arrivo
Vero D Falso D D - Per gli itinerari di partenza

'-
45
-
r ORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

- TAVOLA APPARATI CENTRALI

V ERIFICA DELLA VIA - PARTE


ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO

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- 46

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-
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di ltinerario


IS
ACEI14 VERIFICA DELLA VIA - PARTE \"

GENERALlTA dall'insieme delle condizioni per ['eccitazione del relè VsII. Infatti la
contemporaneità tra i due movimenti di treno 11-( e 2"111 è senz'altro
La verifica dello stato libero della via, o più brevemente la verifica ammessa, purché [a disposizione a via libera dei segnali B e D garanti~
della via, ela fase contrassegnata con il rettangolo rigato del diagram- sca la completa indipendenza degli itinerari; ma, se la condizione
ma a blocchi di fig. L Essa è successiva alla risposta ed alla registra- cb04t non fosse shunrata dal controllo della comunicazione 2 rove-
zione del comando e precede: scia, l'occupazione del cdb 04 da parte del treno in arrivo potrebbe
- b!occarnento del percorso; provocare un'occupazione indebita del segnale o.
- controllo del percorso; Illustriamo ora la condizione 3).
- bloccamento del punto origine; Per gli itinerari di arrivo è principio di carattere generale far pre-
- verifica delle condizioni per la manovra del segnale; cedere un comando di movimento di treno dalla verifica che sia effi·
- selezione dell'aspetto del segnate; ciente il segnale verso il quale il movimento stesso è comandato.
- codificazione dei binari di corsa; Coerentemente a tale principio, la manovra a vialibera del segnale
- manovra del segnale. di protez.ione è subordinata alla verifica che il segnale di partenza a
La verifica della via viene eseguitapermezwdi relè di via, detti re- valle dell'itinerario di arrivo sia a via impedita e regolarmente illumi~
tè V, che sono retè neutri a 24 V cc normalmente diseccitati. nato_ PertantC?t, in fig. 4 si rileva che per l'eccitazione del rdè Vdl per
I rele V, come i relèR. si distinguono in destri e sinistri: i relè Vd, de- ('itinerario l·roccorre:
stri, si riferiscono agli itinerari per movimenti da sinistra a destra, - che sia ecdtato il relè Rdl;
detti, brevemente, itinerari destri, i relè Vs, sinistri, si riferiscono agli - che siano liberi i cdb del percorso, il cdb di stazionamento e il cdb
itinerari per movimenti da destra a sinistra, detti, brevemente, itine~ di usCita (cbOl i, cb02t, cbIt, cb07t);
rari sinistri. - che sia eccitato il retè Il[ SE.
Le reti che alimentano tali relè sono topografiche, nel senso già vi- Lo stato di eccitazione di tale relè assicura che il segnale E è rego~
sto per le reti che alimentano i relè R; però a differenza di queste ulti- lannente illuminato; sul seguito sarà chiarito che, poiché il segnale è
me, che abbiamo chiamato « specializzate", cioè distinte per senso di
marcia, le reti di alimentazione dei relè V sono « banalizzate", cioè
dotato di un circuito di spegnimento automatico, la condizione di III
SEt è sufficiente da sola a garantire anche che il segnale E, a seguito .--
utilizzate per entrambi i sensi di marcia e alimentate in entrambi i di una precedente occupazione, è ritornato a via impedita ed è rego-
sensi. Anch'esse, come già visto per le reti dei relè R, sono alimentate lannente acceso.
contro treno. La condizione di Il! St è sempre richiesta per l'eccitazione del relè
Gli elementi su cui è impostata la topografia del circuito sono i V degli itinerari di arrivo. È pecòda tenere presente che, se sul binario
contatti dei relè m, ripetitori della posizione, normale o rovescia, dei di ricevimento è ammesso il libero transito, la condizione è successi·
combinatori di manovra dei deviatoi. vamente shuntata (fig. 4: ramo tratteggiato in parallelo a Hl SE t) dal·
l'eccitazione del relè S relativo all'itinerario di partenza, cioè daU'ec-
dtazionedel relè sommatore delle condizioni di manovra del segnale
CONDIZIONI PER L'ECCITAZIONE DEI RELÈ V di partenza stesso.
Tale intervento consente di mantenere eccitato il relè V dell'itine-
Per eccitare i relè V occorre: rario di arrivo anche se si verifica, con LT_ in atto, [o spegnimento del-
1) che esista la risposta al comando per l'itinerario; la prima lampada del segnale di partenza.
2) che siano liberi i cdb relativi all'itinerario stesso; Viene così consentito il rice\'imento del treno con il segnale di pro-
3) per i soli itinerari di arrivo, che sia a via impedita e illuminato il se- tezione disposto al giallo, anche se il corrispondente segnale di par-
gnale di partenza a valle dell'itinerario. tenza e spento, perché a norma dell'Art. 58 dell'R.S. esso fornisce
ugualmente l'indicazione di via impedita. Comunque nell'eventualità
La condizione 1) non richiede particolari commenti. Esaminiamo,
invece, la condizione 2).
I circuiti di binario relativi ad un itinerario sono;
- i cdb di percorso;
- i cdb di uscita (solo per itinerario di arrivo);
dell'indebito superamento dello stesso, il treno impegnerà una zona
di binario interessata da un itinerario regolarmente costituito, con-
trollato e bloccato. -
- i cdb laterali (che esistono solo in alcuni èasi). SITUAZIONI PARTICOLARI D'IMPIANTO O DI ESERCIZIO
Per i circuiti di binario di uscita si intendono quelli situati nella zo-
na di uscita. Essa, secondo l'ordine di servizio n. 70/63, si estende oltre L:eccitazione del relè V per un itinerario di partenza può avvenire
il termine dell'itinerario di arrivo almeno: attnlverso un ramo un po' diverso da quelli visti finora.
al per 50 metri nel caso di binari provvisti di distinto segnale di par- Questo può avveni re se:
tenza; in tal caso il termine dell'itinerario è individuato dal segna- a) il primo cdb a valle del segnale inizia ad una distanza inferiorealO
le di partenza; m dal segnale stesso (fig. 5);
b) per 100 metri nel caso di binari privi di segnale di partenza o con b) è previsto dal programma di esercizio della stazione che un treno
segnale di partenza comune a più binari; in tali casi, i[ tetmine del- possa partire da un binario non di corsa lasciandovi in sosta dei ro-
l'itinerario è individuato dal primo ente situato oltre il punto di tabili (fig. 6);
normale fermata del treno di massima composizione (traversa li- c) esista un segnale di partenza di fascio, cioè comune a più binari,
mite, punta di deviatoio, paraurti di binario tronco, segnale di par- ubicato a valle del giunto estremo dei cdb di stazionamento (fig. 7).
tenza) o, in mancanza di tale ente, dall'anzidetto punto di normale Nel caso a) (fig. 5) il cdb 02, che inizia a meno di 20 m dal segnale di
fermata. partenza, non deve intervenire sulla sua occupazione: di conseguenza
Per i circuiti di binario laterali si intendono quelli che assicurano il cdb che interviene sull'occupazione della risposta e il cdb 01, men-
ilo buono linea ", quando questo non sia ottenuto con cdb (di percorso tre il cdb 02 sarà verificato libero per l'eccitazione del relè V, ma sarà
e contenenti deviatoi) di sufficiente estensione sul ramo non percor- poi shuntatoda! relè S sommato re delle condizioni per la manovradel
so, cioè che si prolunghino per almeno 5 metri oltre la traversa limite. segnale.
In fig. 2 è riportato un esempio di cdb laterale; è evidente che l'iti- Il caso b} (fig_ 6) si verifica quando il programma di esercizio della
nerario II-l richiede che, oltre ai cdb percorsi, sia libero anche il cdb stazione prevede che qualche treno possa partire da un binario (non
04. Nella stessa figura, dallo stralciocorrispondente della rete dei rc- di corsa) lasciando del materiale in sosta sullo stazionamento. In tal
lè V si rileva che il relè cb04 i è sentito come condizione per l'eccitazio- caso è necessario istituire a valle deUo stazionamento ed a cavallo del
ne del relè VsII. segnale di parlenza un cdb che, come sarà chiarito in seguito, inter-
Nella rete dei V la condizione relativa ad un cdb laLcraledeve esse- verrà per la liberazione dell'itinerario di partenza.
re esclusa mediante il relè dì controllo principale del deviatoio (o dei Poiché, d'altra parte, talecircuito di binario può essere già occupa-
deviatoi) nella posizione che assicura ['indipendenza dall'immissio- to dal treno in partenza ali 'atlodcl comando di itinerario, esso non de-
ne laterale; la condizione deve, cioè, essere esclusa quando esiste il ve essere sentito sul rele V, né, ovviamente, sul rclè R. In sostanza, ri-
controlto di un deviatoio nella posizione che rende impossibile t'im- spelto a! relè V, il cdb 07 è trattato come se facesse parte dello stazio-
pegnoda parte di un rotabile del tratLo di cdb laterale che può essere namenLo.
inLeressato dalla sagoma del treno. Nel caso c) (fig_ 7), il cdb 09 è lrattato in modo del Lutto analogo al
Quindi, osservando la fig. 3 si comprende che, se la comunicazione caso a): è sentito e poi shuntato dal rele $, perevitare che illreno, avan-
2 è rovescia, (a condizione cb04 r deve essere sh unlala, cioè eliminata zando. occLLpi il segnale prima di averlo superato.

47

-
-
- T Aval A APPARATI
CORSI

VERIFICA
DI FORMA ZIONE PROFESSIONALE

CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO

DELLA VIA - PARTE 2~


15
ACEI 15

-
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- 48
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali eleUrici a pulsanti di itJnerario


15
ACEII5 VERIFICA DELLA VIA - PARTE 2'
.

GENERALITA CIRCUITO DEL RELE Vdt PER VITINERARIO DI ARRIVO l-III


(fig. 3)
Con riferimento alpiano schematico della stazione in studio. ripe-
tuto in fig. 2, vengono illustrati i circuiti per la verifica della via. sinte- Il circuito comprende in parte q uello a tratto marcato (contatti dei
ticamente rappresentata dal rettangolo rigato del diagramma a bloc- relè Rdl, cbOI e cb02), in parte quello evidell7jato con tratteggio (con·
chi di fig. L tatti dei relèml, cbOS e cb09) e in parte quello evidenzialo con la pun-
I circuiti sono quelli di fig. 3. che riguardano il ialo della stazione teggiatura. In quest'ultima parte, iniziando dall'alimentazione, si in-
verso la direzione X ed alimentano i re!è: contrano i contatti dei relè:
- III SFt con lo stesso significato dei contatti dei relè III SH e III SGI,
Vdl (relè V per itinerari destri del punto 1), ma, a differenza di quest'ultimi, non shuntabili, perché sul III bi·
Vd2 . (relè V per itinerari destri del punto 2), nario non è ammesso il libero transito;
VsI (relè V per itinerari sinistri del I binario), - cbIIIi che garantisce libero il cdb di stazionamento;
VsII (relè V per itinerari sinistri del II binario) e - cbOBt che garantisce libero il cdb di percorso 08;
VsHI (relè V per itinerari sinistri del III binario), - RsIIU relativo alla risposta per un itinerario sinistro dal III bi-
e quelli di fig. 4, che riguardano il lato della stazione verso la di rezione nario;
- cban che garantisce libero il cdb di percorso 07;
Y ed alimentano i relè: - m2i, ripetitore del combinatore di manovra della comunicazione
VdI (relè V per itinerari destri del I binario), 2, che discrimina il ramo di alimentazione.
Vdll (relè V per itinerari destri del II binario), Anche in questo caso si tralascia l'elencazione dei contatti inseriti
VdIU (relè V per itinerari destri del III binario), nei tratti di circuito già esaminati.
Vs3 (relè V per itinerari sinistri del punto 3) e
Vs4 (relè V per itinerari sinistri del punto 4).
In entrambe le reti di fig. 3 e fig. 4, sia per gli itinerari destri che CIRCUITO DEL RELÈ Vd2 PERGLI ITINERARI DI ARRIVO 2-11 E
per quelli sinistri, l'alimentazione avviene sempre contro treno. 2·111 (fig. 3)

Per entrambi gli itinerari la parte del circuito la più prossima al re·
lè Vd2 è comune: contatti di Rcl2, cb04 e mi.
CIRCUITO DEL RELÈ Vdl PER VITINERARIO DI ARRIVO l-I Poi per l'itinerario 2-11, il circuito si completa attraverso il ramo
con il tratteggio (cba5, m2, cb06, RsII, cbll, III SGI e cb09); per l'itine-
È la parte di fig. 3 indicata con tratto più marcato. Partendo dall'a- rario 2-Illattraverso il ramo pumeggiato e, in parte attraverso il ramo
limentazione, si incontrano nell'ordine i contatti dei relè: con tratteggio (cbOS, m2, cbO?, RslII, cbOB, cbIlI, III SF e cb 09).
- chili che garantisce libero il cdb di uscita;
- IllSHt che garantisce che il segnale di partenza è a via impedita ed
è illuminato. Questa condizione sarà shuntata nel caso che venga CIRCUITO DEL RELÈ VsI PER L'ITINERARIO DI PARTENZA I-I
comandato un libero transito (relè SdIi); (fig. 3)
- cbIl che garantisce libero il cdb di stazionamento; Partendo daH'alimentazione si incontrano i contatti dei relè:
- RsU relativo alta risposta per l'itinerario sinistro di partenza dal - Rdl.1- relativo alla risposta per un itinerario destro dal punto l;
I binario; - cbOI t e cb02t che garantiscono liberi i cdb di percorso 01 e 02;
- cb03t che garantisce libero il cdb di percorso 03; - mi t con la solita funzione di discriminare il ramo di alimenta·
- mI t ripetitore del combinatore di manovra della comunicazione zione;
l, che discrimina il ramo di alimentazione con la posizione (nor· - cb03t che garantisce libero il cdb di percorso 03;
male) del deviatoio di percorso; - RsIt relativo alla risposta per l'itinerario di partenza dal I binario.
- cbOI i e cb02i che garantiscono liberi i cdb di percorso Ol e 02;
- Rdi i relativo alla risposta per un itinerario dal punto 1.
CIRCUITI DEI RELE Vsll e VsIlI PER GLI ITINERARI DI PARTEN·
N.'B.: icontatti dei relè RsI! e Rdl t discriminano in modoinequivo· ZA SINISTRI DAL II E III BINARIO
cabile che la verifica di viaè relativa ad un itinerario che si diparte dal
punto t. Per l'itinerario II·l, il relè VsII si eccita attraverso RdU, cbOlì,
cb02i, mli. cbOSt, m2i. cb06t e RsIIt.
Per l'itinerario II·2, il relè VslI si eccita attraverso Rd2!, cb04t,
CIRCUITO DEL RELE vdl PER L'ITINERARIO DI ARRIVO 1·11 mi t, cbOSi. m2 i. cb06 t e RsIIt.
Per l'itinerarioIII-L il relè Vs[Il si eccita attraverso RdL 1, cbOI r.
Il circuito comprende in parte queDo descritto sopra e in parte cb02t. mli, cbOSt, m2 t, cb07t e RsI.IIi.
quello segnato a tratti nella stessa fig. 3. Per l'itinerario 111-2, il relè VslII si eccita attraverso Rd2t. cb04t,
In quest'ultima parte sono inseriti i contatti dei relè: mI t, cb05i, m2t, cb07t e RslIIt.
- cbD9t (anziché chl2) che garantisce libero il cdb di usciLa;
- III SGIt (anziché III SH)con lo stesso significato dei contatti del re- RETE DEI RELÈ VdI, VclU, VdIlI, Vs3 E Vs4
lè III SHe anch'essi shuntabili (dai contatti alti del relè sdII) in ca·
so di libero transito; In fig. 4è riportata la rete dei relè V relativi al Ialo destro della sta·
- cbIlt (anziché cbl) che garantisce libero il cdb di stazionamento zione in studio.
del II binario; E facile constatare che essaè del tutto simile alla rcledi fig. 3. Uni·
- RsIU (anziché Rsl), relativo alla risposta perun itinerario sinistro ca lieve differenza è costituita dal fatto che in fig. 4 non esistono cdb
di partenza dal II binario; di uscita comuni a due binari di ricevimento: la differenza è. ovvia-
- cb06t che garantisce libero il cdb di percorso 06; mente, dovuta alla diversa éonfigurazione del piazzale dai due lati
della stazione.
- mli, ripetitore del combinatore di manovra della comunicazione
Può costituire un utile esercizio verificare il funzionamento della
2, che discrimina il ramo di alimentazione con la posizione (nor-
rete per qualche itinerario.
male) del combinatore stesso;
- cbost che garantisce libero il cdb di percorso 05;
- mI t ripetitore del combinatore di manovra della cornunica7.ionc .OSSERVAZIONE IMPORTANTE
l, che discrimina il ramo di alimentazione con la posizione (rove·
scia) del deviatoio di percorso. t:. facile controllare che i contalli dei relè m e dei rclè di risposta
La parte di circuito comune al ramo esaminato in pl·ecedcol.a non impediscono che si verifichino false alimcnta7.ioni o corto circuiti,
richiede ulteriori commenti. nonostante la reLativa complessit.à della reLe.

49
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C ORS I 01 FORMAZIONE PROFESSIONALE

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BLOCCAMENTO DEL PERCORSO PARTE


ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO

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CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati c;,entrali elettrici a pulsanti di itinerario


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ACEI 16 BWCCAMENTO DEL PERCORSO - PARTE l'

GENERALITA La verifica dello stato libero dei cdb è, invece, fondamentale, co-
me sarà chiarito in seguito, per la rieccitazione del relè b, una volta
Dopo le fasi di funzionamento fin qui descritte, si esaminerà ora che sia «caduto il bloccamento "".
quella indicata nel riquadro rigato del diagramma a blocchi di fig. 1:
il blocca mento del percorso.
Tale bloccamento, determinato da Ha diseccitazione dei relè b e g, RELE CBt RIPETITORE DEL CdB
agisce sui combinatori di manovra dei deviatoi e ne impedisce l'azio-
Il telè CBt, come già accennato, è un relè ripetitore del cdb ed è
namento in posizione diversacla quella precedentemente comandata.
fornito di un'alimentazione di soccorso.
Inoltre, esso, oltre che nei deviatoi, agisce pure sui fermacleviatoi
bloccabili e sui combinatori di manovra delle sbarre dei passaggi a li· In fig. 3 è riportato il circuito del relè CBt di un circuito di binario
vello. per il quale non è mai prevista la codificazione (di regola, i cdb che
Il bloccamento del percorso è reso permanente per effetto del non coprono tratti dei binari di corsa). L:alimentazione a sinistra è
quella nonnale, l'altra è di soccorso. .
bloccamento del punto origine. Una volta intervenuto tale ultimo·
Sul ramo di alimentazione normale troviamo nell'ordine: i con-
bloccamento, il bloccamento del percorso si manterrà sino aUa libe-
tatti alti del.relè principale di binario CB,la derivazione di un relè cb
razione del punto origine che, in condizioni di normale esercizio, se-
ripetitore del medesimo (destinato ad intervenire sul relè di via, co-
guirà l'utilizzazione dell'itinerario da parte del treno.
Netla tavola presente e nella successiva si accennerà al principio me già visto. e nei circuiti del Q.L.) e, infine, i contatti alti del relè cb.
In questo modo il relè CBt si eccita in ritardo rispetto al CB. Il ritardo
di funzionamento dei circuiti che riguardano il btoccamento del per-
è utile nella fase di liberazione elastica del percorso.
corso, che, come si ricorda, si manifesta sul Q.L. con l'accensione a lu-
I..:alimentazione del ramo di soccorso viene derivata dai circuiti
ce bianca fissa della striscia dei cdb interessati dall'itinerario co-
relativi al tabulatore. Il funzionamento del tabulatore viene ritenuto
mandato (ameno dei tratti corrispondenti ai catci dei deviatoi in cor-
noto. Pur tuttavia si rammenta che per eccitare artificialmente un
so di manovra, dove il bloccamento si manifesta a luce bianca lam-
CBt, quando esso non si rieccita per la via normale, bisogna imposta-
peggiante). re sul tabulatore il numero del cdb interessato e, quando esso compa-
re sul display, azionare previo spiombamento il tasto TlD.
Il funzionamento del relè CBt per un cdb per il quale è prevista
RELÈ b E RJ;:LÈ g
la codificazione non differisce concettualmente da quello illustrato;
Il blocca mento dei deviatoi (fermadeviatoi, ecc.) è ottenuto con la H circuito relativo, costituito in modo alquanto diverso, sarà presen-
tato ne!la tavola 36.
diseccitazione dei relè b. In questa fase intervengono anche i relè g di
giunzione o di collegamento che, in diseccitazione, realizzano i colle-
gamenti di serratura elettrica nei circuiti dei relè R. ESEMPI DI CIRCUITI DI BWCCAMENTO
Inoltre i relè g svolgono altre funzioni connesse col bloccamento
del percorso (per esempio, per i binari sui quali è ammesso il libero In fig_ 4 è riportato uno stra1cio di piano schematico con un itine-
transito, il g finale dell'itinerario di arrivo insiste sulla liberazione rario destro privo di deviatoi e i circuiti per il bloccamento del per-
del punto origine dell'itinerario di partenza in modo da avere la con- corso relativo.
tinuità del bloccamento fra l'itinerario di arrivo e quello di partenza). Si richiama ['attenzione sui seguenti punti:
I relè b e g sono relè a 24 Vcc e si differenziano a seconda del senso di - il bloccamento può interessare cdb privi di deviatoi: in questo ca-
marcia. Si indicano con bd e gd quelli relativi ai movimenti destri e so si dice che è un bloccamento di continu.ità;
con bs e gs quelli relativi ai movimenti sinistri. I relè g vanno previsti - il relè. che, diseccitandosi, dà il via alla caduta a catena degli altri
per ciascun punto caratteristico del percorso, cioè nei punIi iniziali, relè b e g, è, come già accennato, il relè di collegamento del punto
finali e intermedi. iniziale, gdl.
Nei circuiti figurano i relè:
- gdl, relè di collegamento de! punto iniziale l,
CIRCUITI DEI RELE b - bdOl, relè di bloccamento destro del cdb 01,
- bd02, relè di bloccamento destro del cdb 02,
Di solito esiste un relè b per ogni cdb e per ogni senso di marcia. - gduI, relè di collegamento ultimo del punto I,
Se il cdb contiene deviatoi. occorre un relè b per ciascun senso è tutti relativi a movimenti destri.
pereiascutl deviatoio. lcircuiti dei relè b sono costituiti, per ogni sen- I circuiti stessi indicano come il bloccamento, si estenda via via
so di marcia, da una rete con andamento topografico di tipo partico- a valle a partire dalla diseccitazione del relè gdl fino a quella del relè
lare: essa comprende una successione di circuiti elementari (celtule) gduI.
corrispondenti ai singoli relè di bloccamento. Ogni cellula è logica- Si osservi anche che, a mano a mano che il treno avanza, si verifi-
mente legata a quella che la precede e a quella che la segue secondo ca la Iìberazione elastica del percorso con le seguenti fasi: si rieccita
il senso di marcia dei treni (da monte a valle). Più precisamente, la di- gdl, si controlla la libertà del cdbOl e si rieceita bdOl, si controlla la
seccitazione dei relè di bloccamento si trasmette automaticamente libertà del cbd02 e si rieccitano bd02 e gduI.
verso valle a partire dal punto origine dell'itinerario. Negli altri casi, cioè quando il cdb contiene deviatoi, occorre di-
Naturalmente, quando vi sono deviatoi presi di punta, il blocca- stinguere se i deviatoi sono incontrati di calcio o di punta.
mento non deve trasmettersi indiscriminatamente verso valle sui due In fig. 5 esiste un deviatoio incontrato di calcio a valle dei cdb 01
rami della biforcazione, ma solo sut ramo interessato dall'itinerario e 03. Il bloccamento deve trasmettersi al cdb 02 sia che provenga dal
definito dalla posizione del combinatore di manovra. In fig. 2 e indi- ramo contenente il cdb 01 sia che provenga da quello contenente il
cata una generica cellula di bloccamento. Il rele b risulta eccitato at- cdb 03; di conseguenza nella cella del relè bd02 le condizioni bdOIt
traverso i contatti alti delle" condizioni di bloccamento trasmesse
I> e bd03 r sono disposte in serie.
da monte e con i contatti alti del corrispondente relè CSt oppure con In fig. 6 è indicato, invece, il caso di un deviatoio incontrato di
quelli di stick del relè b. La condizione di bloccamento si realizza di punta immobilizzato dal cdbOl, situato a monte dei cdb 02 e 03. Dai
norma con il relè b del cdb a monte; se, però, la cellula è relativa al pri- circuiti risulta che la diseccitazione del relè gdl provoca la diseccita-
mo cdb incontrato dal treno la condizione trasmessa da monte sarà zione del relè bdOl. Il bloecamento si trasmette poi sul ramo di destra
ottenuta con la diseccitazione del relè g di collegamento del punto o di sinistra del deviatoio l in funzione deHa posizione del combina-
iniziale. Il relè eSt che interviene nel circuito di fig. 2 e un relè ri.peti- tore di manovra del deviatoio stesso. Tale combinatore, rappresenta-
tore dicdb con soccorso (tramite tasti) e verrà spiegato nel paragrafo to con il simbolo acMl, ha i contatti che stabHiscono in posizione nor-
seguente. Dall'esame della cellula di bloccamento, risulta evidente male in parallelo ai contatti del re!è bdOl neUa fig. 6c e i contatti che
che il relè b si diseccita appena ~ cade" il relè relativo alla condizione interrompono in posizione normale in parallelo ai contatti del relè
di bloccamento a monte; il contatto di stick fà si che un'eventuale di- bdOI nella fig_ 6d. Conseguentemente, con il deviatoio comandato in
seccitazione del edb (c, quindi. del relè eBt) non abbia alcun effetto posizione rovescia, i contatti del combinatore M vengono a tagliare
quando il relè b è eccitato. nel circuito di fig. 6c ed a stabilirç: quello di fig. 6d.
Si evita, in questo modo, di creare (e trasmettere) bloccamenti non E. allora chiaro che, se il combinatore MI è in posizione normale,
richiesti, per esempio, in caso di movimenLi di rotabili per i quali non il bloccamento si trasmette al relè bd02 e non al relè bdO] e viceversa
è slalO comandato un itinerario (mano\'l'e e carrelli). con il combinatore in posizione rovescia.

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CORSI 01 FORMAZIONE PROFESSIONALE
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,AVOLA APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI 01 ITINERARIO

ACEl 17 BLOCCAMENTO DEL PERCORSO- PARTE 2" 15

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CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali eleUricl a pulsanti di itinerario


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ACEI 17 BLOCCAMENTO DEL PERCORSO· PARTE i'

GENERALITA b) la rieccitazione del relè Ap, che avviene automaticamente al pas-


saggio del treno.
In questa tavola si completerà l'esame dei circuLti inerenti alla 2° CASO: la diseccitazione del relè gd è provocata dall'aziona-
. fase di bloccamento del percorso (fig. 1). mento in posizione Tb della levetla Tb/S, a condizione che esista la
In particolare verranno trattati i circuiti dei relè di collegamento risposta.
dei punti iniziali e dei punti finali di itinerario. Anche in questo caso, come vedremo, si realizza il bloccamento
Si accennerà anche ad alcuni casi particolari di bLoccamento dei del punto origine; quindi si eccita il relè U e si aziona il segnale di
deviatoi, cioè di quelli situati in zona di stazionamento al/re ii punto chiamata.
di nonnale fermala, dei deviatoi di u.scita e di quelli laterali. La rieccitazione del relè gd avviene a seguito delle seguenti ope-
razioni: occupazione della risposta, che provoca (a diseccitazione
del relè C e del relè U; rieccitazione (automatica) del relè Ap al pas-
RELÈ DI COLLEGAMENTO INIZIALE DI ITINERARIO saggio del treno; az.ionamento in posizione normale o ruotata a de-
sta della levetta Tb/S.
Si è visto che il bloccamento del percorso interessa successive 3° CAsb: la diseccitazione del relè gd è provocata dall'aziona-
.. cellule .. riferite ai cdb e relativi deviatoi che si susseguono da mento in posizione Tm della levetta TllTm. In questo caso l'eccitazio-
monte a valle e che l'elemento che dà. inizio al bloccamento del per· ne del relè U, e quindi l'azionamento del segnale di chiamata, viene
wrso è il relè g del punto iniziale di itinerario. ottenuta con la levetta Th.
In fig. 2 è indicato il circuito di principio di un relè gd di punto Poiché, nel caso di mancanza di condizioni che non si riferiscono
iniziale e precisamente di un itinerario destro di arrivo. alla fase di verifica della via, non si ottiene il bloccamento del punto
Prendiamo nota che nel ramo tratteggiato del circuito sono inse·
riti in serie i contatti bassi di tutti i relè C relativi agH itinerari che
iniziano nel punto al quale s~ riferisce il relè gd e osserviamo il ciro
origine. l'azionamento della levetta Tz deve essere preceduto dal
bloccamento manuale dell'itinerario che si ottiene, come già detto,
..../ .
ruotando a destra la levetta Tlrrm_
cuito. Rileviamo contatti delte levette TllTm e Tb/S che già conoscia· Per norma d'esercizio la levetta Tl/Tm non deve essere spostat~
ma e detle quali sappiamo che sono associate al punto iniziale di iti·
daHa posizione di bloccamento manuale finché il movimento de'
nerario.
treno non sia concluso.
Poi rileviamo contatti dei relè C, R e V che abbiamo già studiato,
Al passaggio del treno, R e C. se erano eccitati. si diseccitano. 1:a·
wntatti di stik del relè gd e contatti de! relè Ap di. bloccamento del
zionamento della levetta Tz in posizione normale fa diseccitare il
punto origine,. del quale abbiamo già accennato la funz.ione (tav. 5)
relè U.
e che sarà completamente esaminata in seguito.
A movimento concluso, il ritorno in posizione normale della le-
Infine, troviamo i contatti del relè U. Esso è il relè che, all'atto
vetta Tlrrm consente la rieccitazione di gd.
dell'eccitazione, attiva il segnale di chiamata: il circuito relativo sa-
rà illustrato nella tavola 28. 4° CASO: la diseccitazione e la rieccitazione de! relè gd seguono
Per ora (fig. 3) è sufficiente ricordare che il relè U ha due bobine l'azionamento in posizione Tm e in posizione normale della levetta
alimentate in modo indipendente: l'eccitazione del relè può essere Tlrrm_ Anche in questo caso vale la norma-di esercizio sopra riferita
ottenuta da un lato mediante l'azionamento della levetta Tz, dall'al- relativamente alla levetta TI/Tm. .
tro mediante l'azionamento in posizione Tb della !evetta Tb/S a con- In fig. 4 è riportato il circuito di principio di un relè gs di punto
dizione che esista la risposta per l'itinerario eclie, a seguito dell'a· iniziale per un itinerario sinistro di partenza.
zionamento délla levetta si ottenga il controllo del percorso e il con- Naturalmente, non esiste il contatto del relè U; esiste invece, an-
seguente bloccamento del punto origine. che in questo caso, la possibilità di ottenere il bloccamento median-
Per comprendere il funzionamento del circuito del relè g di colle- te la levetta Tb/S in caso di mancanza di una o più condizioni re!ati-
gamento dal punto iniziale, dobbiamo considerare i quattro casi che va alla sola fase delta verifica delta via.
si presentano in esercizio per l'ingresso di un convoglio in stazione:
Il ricevimento di un treno a seguito di un comando di itinerario, in
condizioni normali di impianto; RELÈ g DI COLLEGAMENTO DEL PUNTO FINALE
2) ricevimento di un treno a seguito di un comando di itinerario. nel
caso di mancanza di una o più condizioni relative alla sola fase Per ogni punto finale di itinerario è necessario, come abbiamo vi-
della verifica della via; sto nella tavola precedente, un apposito relè gdu oppure gsu (a s~­
3) ricevimento di un treno a seguito o meno di un comando di itine- conda del senso di marcia).
rario, quando manchino altre condizioni; Il circuito relativo e semplicemente quello di un ripetitore d~lle
4) ricevimento di un treno senza segnale di chiamata oppure, in con- condizioni di blocca mento che pervengono in quel punto (vedi, ad
seguenza di una anormalità, oppure per percorsi non previsti esempio, il relè gduI in fig. 4 della tavola precedente).
dall'apparato.
1 ° CASO: la diseccitazione del relè gd è provocata dall'eccitazio-
ne del relè V (si noti che l'eccitazione dei relè C e R non ha effetto BWCCAMENTO DEI DEVIATOI
sullo stato del relè gd) e, successivamente, sarà confermata dalla di-
seccitazione del relè Ap di bloccamento del punto di origine. Esso, Abbiamo già accennato nella tavola precedente che i relè b agi-
come accennato nella tavola 5, agisce sul bloccamento del percorso, scono sui combinatori di manovra dei deviatoi.
e ne impedisce l'intempestivo scioglimento, impedendo la rieccita- Più precisamente. quando un relè b si disecci.ta, taglia coi suoi
zione del relè gd. contatti alti il circuito di un combinatore M, impedendo qualsiasi
Si osservi a tale proposito che, prima della diseccitazione de! re- manovra del deviatoio relativo al cdb interessato. Esaminiamo ora
lè Ap, a un'eventuale diseccitazione del relè C o R seguirebbe1a riec- la differenza che esiste fra bloccamento dei deviatoi di percorso e
citazione del relè gd attraverso i contatti T11Tm, Tb/S, CL , V t, UI, e bloccamento dei deviatoi di uscita e laterali.
Apt. DEVIATOI PERCORSI: Ogni deviatoio semplice comporta due
Per la rieccitazione del relè gd sono necessarie: rele b, uno per il senso di moto che lo incontra di punta, l'altro per
al l'occupazione della risposta. che, a sua volta, provoca l'annulla-_ il senso contrario.
mento del comando (rele C diseccitati in parallelo ai contatLi di La liberazione dei deviatoi percorsi avviene di regola quando il
stick del relè gd) e la diseccitazione del rele di via V (vedi tav. 14); treno abbandona con l'ultimo asse il cdb che (i comprende. Per i de-
(Segue)

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CORSi 01 FORMAZIONE PROFESSIONALE

- TAVOLA APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO

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ACEI 17 BLOCCAMENTO DEL PERCORSO- PARTE 2"

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- FIG7

- 54
-
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


IS
ACEI17 BWCCAMENTO DEL PERCORSO· PARTE 2'

viatoi percorsi, ubicati nella zona di stazionamento, ma allre il pun- In fig. 6 e riportato un esempio di deviatoio laterale non condi-
to nonnale di fermata, può risultare eccessivamente gravoso alte- zionato: si osserva che. quando la comunicazione l è rovesda, [a di-
nerne la liberazione quando il treno ha sgombrato il edb che li com- sposizione normale della comunicazione 2 impedisce un'eventuale
prende; dal punto di vista della sicurezza è sufficiente ritardare la interferenza di movimenti provenienti dal punto I con un movimen-
liberazione rispetto al momento in cui il treno in ingresso ha abban- to di treno A-B o B-A.
donato il cdb che libera il punto finale di un tempo tale per cui il Non ci sono condizioni: per tutti i movimenti che uti lizzano la co-
treno si sia sicuramente fermato prima di impegnare il devialoio in municazione l rovescia, la comunicazione 2 è chiesta laterale in po-
esame. Ciò viene realizzato creando un relè ritardato aU'eccitazione, sizione normale.
come illustrato in fig. S, che interverrà con i suoi contatti alti l'ali~ Un deviatoio laterale non condizionato viene bloccato attraver·
mentazione del combinatore M del deviatoio interessato. so i contatti di bloccamento di percorso del deviatoio a cui fa da
Dalla fig. 5 si rileva che ~ll'atto del bloccamento del percorso il laterale.
relè bduUDx si diseccita a seguita della diseccitazione di gdui. La In fig. 6 si osserva che il combinatore M2 viene bloccato, se m!!,
sua rieccitazìone avviene, dopo fa rieccitazione di gduI, o all'atto doè se la comunicazione 1 è rovescia, sia che cada il bd02, sia che
della rieccitazione di CBtI (per esempio, in caso di libero traosito), cada il bsOl: in'questo modo la cOmunicazione 2 viene liberata solo
o dopo un tempo prefissato a partire dalla rieccitazione di gdui. Il quando il treno ha lasciato di coda la comunicazione protetta.
temporizzatore viene tarato in relazione alla lunghezza del cdb di In Hg. 7 è riportato un esempio di deviatoio laterale condiziona·
stazionamento. to: si osserva che, quando la comunicazione l è rovescia, se (ecco la
DEVIATOI DI USCITA: I deviatoi di uscita sono quelli che: condi2;i.one!) il movimento del treno si effettua tra i punti A e B, la
a) rispetto a un itinerario di arrivo, si trovano nella zona di uscita disposizione della comunicazione 2 in posizione normale costitui-
(vedi tav. 7 e, più dettagliatamente, tavola 14); sce protezione contro movimenti indebiti dal punto I; ma se il movi-
....-1'". -"
b) si trovano entro 100 metri da un possibile punto di confluenza mento di treno si svolge tra i punti A e C, la dispo-sizione della comu-
con la zona di uscita e, se disposti in posizione opportuna, assicu- nicazione 2 in posizione normale scambia soto i( punto di eventuale
ra.oo l'indipendenza del movimento di treno in arrivo rispetto ad interferenza, e quindi non serve a nulla. In definitiva possiamo dire
altri movimenti di treno o di manovra o a fughe accidentali di vei- che se la comunicaz.ione 3 è normale, la comu.nicazione 2 è laterale
coli. rispetto alla comunicazione t. .
r.:O.S. 70/63 stabilisce che, per l'arrivo di un treno, essi devono es- Un deviatoio laterale condizionato viene bloccato attraverso i
.sere effettivamente disposti nella posizione che assicura l'indipen- contatti di un apposito relè bds (bloccatore destro sinistro).
denza, a condizione che non vengano cosi resi incompatibili movi· In fig. 7 si osserva che se mU e .m}l, il bloccamento della comu-
menti contemporanei di treni o manovre altrimenti consentiti. con nicazione 2 funziona esattamente come quello di fig. 6.
l'osservanza del.le norme regolamentari, dal dispositivo di arma- Se, vicerversa, pur essendo la comunicazione I rovescia, la co·
mento. municazione 3 è anch'essa rovescia (mi!), il relè bds non cade e la
La funzione di bloccamento dei deviatoi di uscita viene assolta comunicazione.2 non viene bloccata.
dai relè gu. Si fa infine osservare che il contatto di stick del relè bds serve
Si vuole qui ricordare che molto spesso si verifica l'opportunità a garantire che la liberazione della comunicazione 2 avvenga quan-
di realizzare l'incompatibilità tra movimenti convergenti mediante do il treno ha sicuramente (asciato di coda la comunicazione 1 pra-
un collegamento di incompatibilità per deviatoio, sfruttando pro· tetta. Sì consideri infatti un treno diretto da B ad A che abbia già
prio la chiamata di deviatoi di uscita di uno degli itinerari conver· liberata la comunicazione 3 e stia ancora percorrendo (a non abbia
genti. ancora impegnato) la 1: se non' esistesse il contatto di stick del relè
DEVIAmI LATERALI: Nella tavola 7 si è già data la definizione bds, un'eventuale monovra in posizione rovescia della comunicazio-
generale di deviatoio laterale. Si specifica ora che un deviatoio può ne 3, già liberata, libererebbe indebitamente anche la comunicazio·
essere laterale in modo ·incondizionato o condizionato. ne 2 laterale.

55
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_____________________ ~.L

-
-
c o RS I 01 FORMAZIONE PROFESSIONALE

TAVOLA APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITlNéRARIO

BLOCCAMENTO DEL PERCORSO-PARTE 3~ l S


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CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE
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Tavola
ACEI18
Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario
BWCCAMENTO DEL PERCORSO - PARTE 3'
IS
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I

GENERAUTÀ del relè bdL31D4 si dovrà attendere l'abbandono da parte del treno
del cdb13. Allo stesso modo, per la rieccitazione dei relè bd14 e gdu4
Nelle tavole 16 e 17 abbiamo spiegato i circuiti di principio che si dovrà attendere la liberazione del cdb14.
interessano il bloccamento del percorso (fig. 1). Come già accennato nena tavola 16, la verifica delta libertà del
Riepilogando quanto già detto, essi fanno capo a due famiglie di cdb come condizione per la rieccitazione del relè b corrispondente
relè, i relè g e i relè b. è di fondamentale importanza. Osservando la fig. 3, è facile vedere
I relè b si distinguono in: che, se il relè bd12 potesse rieccitarsi quando il treno è ancora sul
- bd e hs che realizzano il bloccamento dei deviatoi di percorso, in- cdb12 e non ha ancora occupato il cdb13, si riecciterebbero subito
tervengono su eventuali deviatoi laterali e assicurano la conti- a catena anche i relè bd13/D4, bd14 e gdu4. In tale eventualità risul·

-
nuità del bloccamento in presenza di cdb non contenenti de-
via.tai;
bdu e bsu che realizzano il bloccamento dei deviatoi in zona di
stazionamento oltre il punto di normale fermata;
terebbero liberi il punto finale 4 e la comunicazione 4; quindi ad
esempio, non sussisterebbe più alcun vincolo per la costituzione
dell'itinerario II-4 e la manovra a via libera del segnale G.
Consideriamo adesso gli itinerari destri di partenza dai binari II
-
- bds che realizzano il bloccamento dei deviatoi laterali condizio- e III. I bloccamenti relativi iniziano con le diseccitazioni del relè
nati. gdII o gdlll a seconda del punto origine del movimento comandato
e, in ogni caso, essendo il deviatoio 3 incontrato di calcio, continua-
I relè g si distinguono in:
no con la diseccitazione del relè bd09/D3 (contatti alti di gdII e gdlII
- gd e gs di collegamento del punto iniziale;
- gdu e gsu di collegamento del punto finale e di bloccamento dei
deviatoi di uscita.
Talvolta esistono rele g intermedi; ne! seguito della tavola ne sarà
dato un esempio.
in serie sull'alimentazione del relè bd09ID3).
A questo punto osserviamo l'esistenza di due Telè gd09/D3 e
gd09/~ che assolvono alternativamente la funzione di relè di colle-
gamento del punto intermedio.
-
Per chiarire [aloro funzione, consideriamo un itinerario destro
Thtti i relè citati sono direzionali, si riferiscono, cioe, a movimen~
di arrivo in II binario, per esempio 2-11 e un itinerario destro di par-
ti di senso determinato (destro o sinistro), ad eccezione dei relè bds
tenza dal III binario, per esempio 111-3: essi sono incompatibili, per-
che intervengono per entrambi i sensi di marcia.
ché devono essere previsti vincoli che impediscano la risposta per
Nella presente tavola sono riportati ed illustrati i circuiti per il
il primo se è in atto il secondo, e viceversa_ Poiché, d'altra parte, i
bloccamento del percorso relativi agli itinerari di partenza del lato
movimenti in esame non sono differenziati da deviatoio, perché l'iti-
destro della stazione in studio (vedi piano schematico in fig. 2).
nerario 2-11 non chiama normale il deviatoio 3, è necessario prevede-
re dei collegamenti espliciti tramite relè di collegamento.
L'itinerario di partenza 111-3 può essere facilmente inibito inse-
BWCCAMENTO DEL PERCORSO PER GLI ITINERARI DI PAR- rendo sull'alimentazione del relè RdIII i contatti alti del relè gdulI:
TENZA PER I PUNTI 3 E 4 in questo modo, se e in atto un itinerario destro di arrivo in II bina-
rio, non può eccitarsi la risposta per un itinerario destro di partenza
Nella fig. 3 sono riportati gli schemi elettrici che realizzano le dal III binario.
catene dei bloccamenti per gli itinerari di partenza dal punto I per L'inibizione dell'itinerario 2-11 se è in atto l'itinerario 111-3 (o an-
il punto 4 e dai punti II e III per i punti 3 e 4. che 111-4) è invece meno immediata. Non è, infatti. possibile inserire
Prendiamo in esame l'itinerario 1-4. I relè interessati sono, nel- sull'alimentazione del relè Rd2 contatti alti del relè gdIII, perché,
l'ordine: come abbiamo appena imparato, tale relè si rieccita appena il treno
gd[ di collegamento iniziale per gli itinerari destri dal r binario; lascia cdbllI; quindi il vincolo per l'itinerario 2-11 si scioglierebbe
bdl2 di bloccamento di continuità sul cdb 12;
bdL3/D4 di bloccamento, per gli itinerari destri. del deviatoio 4, im-
mobilizzato con it cdb 13;
bd14 di bloccamento di continuità sul cdb 14;
gdu4 di collegamento finale per gli itinerari destri verso il punto 4.
Esaminando i circuiti interessati, si rileva che la diseccitazione
del relè gdl provoca la diseccitazione del relè bdl2 e, a catena, la di-
quando i! treno partito dal III binario non ha ancora sgombrato il
punLo di convergenza.
Si potrebbe allora pensare di condizionare l'eccitazione del relè
Rd2 alla rieccitazione del relè gdu3; in questo modo l'inconveniente
illustrato sopra non si verificherebbe, perché il relè gdu3 si rieccita
quando il treno lascia il cdbll, ma è evidente che la costituzione del-
l'itinerario 2-11 verrebbe ritardata in modo talvolta eccessivo, e, co-
--
seccitazione dei rele bd13fD4, bdl4 e gdu4. munque, ingiustificato.
In merito al circuito del retè gdI, si osserva soltanLo che nel ramo Si ricorre, allora, all'istituzione di un apposito relè di cotlega-
dei controlli di diseccitazione dei relè C è inserito il solo relè CdIA,
perché nella nostra stazione esiste un unico itinerario destro dal I
binario, l'itinerario 1-4. Pertanto all'alto della diseccitazione di gdl
mento di punto intermedio, il relè gd09/D3. Dalla fig.3 ricordando
che jJ deviatoio 3·è rovescio, si ri leva che il relè gd09l.Ql si rieccita
quando si riec.cita il relè bd09fD3, il quale a sua volta, si rieccita
-
è sufficiente controllare la diseccitazione det solo Cdl-4. quando si rieccita il relè CBt09 e cioè quando il treno in partenza
Esaminiamo ora le modalità di liberazione (elastica) del percor- ha lasciato il cdb09.
so. Si vedrà in seguito che, quando il treno abbandonata il cdbI, si La fig. 4, in cui è riportata la rete dei relè R per gli arrivi destri,
rieccita il relè ApdI. D'altra parte è già nolo dalle tavole precedenti consente di osservare l'intervento dci relè gd09/D3 inserito ovvia-
mente nel punto finale II.

-
che, all'atto dell'occupazione de! cdb12, si diseccitano i relè RdI,
CdIA e VdI. Di conseguenza, aH'atto della rieccitazione del relè Resta da spiegare perché la diseccitazione del relè gdD9/lli av-
ApdI, esistono tutte le condizioni per l'alimentB.7.ione del relè gdI viene solo se H deviatoio 3 è rovescio. Supponiamo, allora, di elimi-
che, quindi, si rieccita. nare dal circuito del relè gd09/.D1 il ramo marcato e supponiamo
Non può, invece, rieccitarsi il rele bd12, finche il treno è sul pure di voler effettuare il libero transito 2-11-3. E evidente che con
cdb12 e mantiene, quindi, diseccitato il relè CBtL2; il relè bd12 si tale disposizione circuitale, durante la fase di blocca mento del per-
riecciterà solo dopo la verifica della rieccitazione del relè CBtt2, corso dell'itinerario II"3 si disecciterebbe il relè gd09/D3; c poiché,
quando il treno avrà abbandonato il cb12. come già detto; esso insiste con i contatti alti sull 'alimentazione del

-
Analogamente, poiché, quando si rieccita bdl2, il treno è già sul rclè Rd2, si verificherebbe l'occupazione della risposta per l'itinera-
cdb13 e, quindi, mantiene diseccitato il CBtU, per [a rieccitazione rio di arrivo; risulterebbe, quindi, impossibile il libero tr-ansito. ;J_

(Seg!4e)

57
..
-
- TAVOLA
CORSI

APPARATI
DI

CENTRALI
FORMAZIONE

ELETTRICI A PULSANTI DI
PROFESSIONALE

ITINERARIO

BLOCCAMENTO DEL PERCORSO-PARTE 3~ 15


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- 58
-

CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati èentrali elettrici a pulsanti di itinerario


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ACEI18 I\WCCAMENTO DEL PERCORSO· PARTE 3'

Dobbiamo ora Dssenrare che esiste incompatibilità anche tra iti- ITINERARIO [-4. Si diseccitano, nell'ordine, gdI. bd12, bd13fD4,
nerari destri di arrivo in III binario e itinerari destri di partenza dal bd14, gdu4.
II binario.
Sulla base di considerazioni del tutto analoghe a quelle fin qui ITINERARIO 11·3. Si diseccitano, nell'ordine, gdlI, bd09/D3,
sviluppate, è agevole comprendere l'istituzione del relè gd09/D3 che gd09fD3 e bdlOID4, bdll (e non bd13/D4: vedi con"tatti di M4 in paral~
interverrà con i contatti alti sull'alimentazione del relè Rd2. ovvia- lelo a bdlO/D4 sui circuiti di bdIl e bd13/D4), gdu3.
mente nel punto finale III.
ITINERARIO IlA. Si diseccitano, nell'ordine, gdII, bd09/D3,
Sebbene s~l III binario non sia ammesso il libero transito, e
quindi non sussistano le motivazioni viste in precedenza per il con- gd091D3 e bdlO/D4, bd131D4 (e non bdII: questa volta la comunica-
dizionamento della diseccitazione alla posizione del deviatoio 3, tut· zione 4 è rovescia e quindi j contatti di M4 sono invertiti), bd14,
gdu4.
tavia anche la diseccitazione del relè gd09/D3 è subordinata alla po-
sizione (normale) del deviatoio.
ITINERARIO 111-3. Si diseccitano, nell'ordine, gdIII, bd09/D3,
È infatti, inopportuno provocare la diseccitazione di un relè,
gd09/ill. e bdlOID4, bdll, gdu3.
quando essa non è richiesta. Inoltre, in situazioni di impianto diver-
se da quelle della stazione in studio, la diseccitazione indiscrimina- ITINERARIO 11104. Si diseccitano, nell'ordine, gdIII, bd091D3,
ta del relè gd09/D3 comporterebbe un ritardo alla costituzione di un gd091Ili e bdlO1D4, bd13ID4. bd14, gdu4.
itinerario di arrivo in III binario, se il treno in arrivo sì annunciasse
immediatamente dopo la partenza di un treno precedente dallo stes- Infine si deve osservare che per i movimenti sinistri de(la stazio-
so binario. ne iI problema dell'istituzione di appositi relè gs intermedi non si
Diamo infine per ognuno degli itinerari destri di partenza (a ca- pone in quanto non v'è incompatibilità di convergenza tra movimen-
tena delle diseccitazioni dei relè di bloccamento del percorso. ti di arrivo e partenza.
-
CORS I DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

TAvOLA APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO


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A C El 19 BLOCCAMENTO DEL PERCORSO - PARTE 4~

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60
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


1S
ACE119 BWCCAMENID DEL PERCORSO· PARTE 4"

GENERALITA - bsl2 di bloccamento di continuità. per gli itinerari sinistri, rela-


tivo al cdb 12;
In questa tavola concludiamo la trattazione dei circuiti relativi - gsuI di collegamento finale per gU itinerari sinistri ver~o il bina-
alla fase di bloccamento del percorso di cui alla fig. 1, riportando rio I e
e illustrando i circuiti delle catene dei bloccamenti per gli itinerari - bsuIlDlOl di bloccamento del fermadeviatoio·bloccabile 101 ubi-
sinistri di arrivo delta stazione in studio (fig. 2). cato oltre iL punto di nonnale fermata.
Si ritiene utile osservare ancora una volta che il bloccamento si
trasmette da bs131D4 a bs12 solo se (a comunicazione 4 è normale;
BWCCAMENTO DEL PERCORSO PER GLI ITINERARI DI ARRI· in caso contrario, cioè se l'itinerario comandato è 4-II o 4-III, il bloe-
VO DAL PUNTO 3 camento non interesserà bs12, ma si trasmetterà da bs131D4 a
bslOID4 (vedi nel circuito del relè bslOID4 i contatti di bs131D4 e M4
La catena dei bloccamenti perl'itinerario di arrivo 3-11 interessa, in parallelo).
nell'ordine, i relè: Si richiama anche l'attenzione sul circuito del relè bsuIfDI01. Ta·
- gs3 di collegamento iniziale per gli itinerari sinistri dal punto 3; le relè effettua H bloccamento del fennadeviatoio bloccabile 101,
- bslOfD4 di bloccamento per gli itinerari sinistri. del deviatoio 4, che si suppone ubicato oItre il punto di nonnale fermata dei treni
immobilizzato con il cdblO; provenienti dal lato Y della stazione in studio.
- bs09/D3 di bloccamento, per gli itinerari sinistri, del deviatoio 3, Il circuito del relè bsuI/DlOl è diverso e più semplice rispetto a

-
immobilizzato con il cdb09; quello illustrato nella.tavola 17. Nel caso della fig_ 5 della tavola ci-
- gsull di collegamento finale per gli itinerari sinistri verso il bi~ tata, si è, infatti, ipotizzato che la manovra della comunicazione X,
nario Il ubicata oltre il punto di normale fennata, fosse elettrica. Di conse-
I circuiti, riportati in fig. 3, non presentano difficoltà di interpre- guenza, ad evitare possi]Jili manovre intempestive della comunica-
tazione dopo quanto già esposto nelle tavole precedenti. Si richiama
soltanto ancora una volta l'attenzione sulla funzione di selezione del
zione stessa, per esempio a seguito dell'azionamento di un pulsante
di itinerario che la richiede rovescia, era stato necessario introdurre
-
relè al quale deve essere trasmesso il bloccamento operato dai con- un ritardo fra la rieccitazione del re!è gdul e quella del bduIlDx.
tatti dei combinatori M di manovra dei deviatoi. Cosi, per esempio, Nel caso del fennadeviatoio bloccabile, invece, la manovra della
nel caso dell'itinerario 3-111, la catena dei bloccamenti è, ovviamen- comunicazione può avvenire solo a seguito di specifico sbloccamen-
te, uguale a quella dell'itinerario 3-II fino alla cellula del relè to operato dal banco di manovra dell'apparato e, per di più, deve es-
bs09/D3; quando il bloccamento giunge in questo punto, la posizione sere effettuata sul posto. Pertanto, ii rischio ricordato per la mano-
del combinatore M3 del deviatoio 3 determinerà se il bloccamento vra elettrica non sussiste e non è quindi necessario introdurre un ri-
deve essere trasmesso al relè gsuII (M3 normale) o al relè gsuIII tardatore dell'eccitazione di bsuIlDlOl.
(M rovescio).
Riassumendo, quindi, la catena..dei bloccamenti per l'itinerario
3-III interessa, nell'ordine, i relè gs3, bslO/D4, bs09/D3, gsulIl BWCCAMENTO DEL PERCORSO PER ITINERARI RELATIVI A
BINARI DI STAZIONAMENTO SUI QUALI I TRENI IN PARTENZA
POSSONO LASCIARE MATERIALE IN SOSTA
CONTINUITA DI BLOCCAMENTO IN CORRISPONDENZA DEI
CDB DI OCCUPAZIONE DEL SEGNALE DI PROTEZIONE Nella fig. 6 della tavola 14 si è considerato il caso di un binario
di stazionamento per il quale il programma di esercizio della stazio-
AI lettore attento non è certamente sfuggito che nella catena dei ne prevede che un treno possa partire lasciando in sosta deiTOtabili.
b!occamenti per gli itinerari di arrivo 3-11 e 3-111, non esiste un relè Si è allora visto che, in tali casi, occorre istituire a valle dello stazio-
di bloccamento bsll. namento e a cavallo del segnale di partenza un cdb che interverrà
In effetti, per gli itinerari di arrivo, la liberazione del circuito di per [a liberazione de Il 'itinerario di partenza e si è illustrato il tratta-
binario di occupazione del segnale di protezione è verificata sulla li- mento da riservare al cdb stesso nella rete dei relè V.
berazione del punto origine o, in altre parole, del relè Ap. Nel nostro Consideriamo ora il cdb 08 della nostra stazione (fig_ 2), istituito
caso, per esempio, soltanto quando il treno in arrivo dal punto 3 proprio per i motivi dianzi ricordati. A differenza degli altri cdb che
avrà lasciato il cdb Il, potrà rieccitarsi il relè Aps3 e, di conseguen- non contengono scambi, per i quali esistono, come si è visto, dei relè
za, il relè gs3. D'altra parte, la rieccitazione de! relè bslO/D4 e dei di bloccamento, che abbiamo chiamato di continuità, aledb 08 in di-
bloccatori che la seguono neHa catena avverrà con le solite modalità scorso non sono associati relè bloccatori, né per il senso destro (ar·
a mano a mano che il treno, avanzando, abbandona i cdb corrispoo" rivi), ne per il senso sinistro (partenze).
denti. Esplicitamente, ad esempio, la catena dei bloccamenti per l'itine~
Concludendo, per i circuiti di binario di occupazione dei segnali rario di arrivo 2-111 è costituita dai relè gd2. bdOSIDI, bdOS/D2,
di protezione non esiste un bloccatore per il senso degli arrivi. Esi- bd07/D2, gduIII. Analogamente. la catena dei bloccamenti per l'iti-
ste, invece, secondo le regole generali già studiate, il bloccatore per nerario 111-1 è costituita dai relè gsIlI, bs071D2, bsOS1D2, bsOSlDl,
gli stessi circuiti di binario nel senso della partenza. bs021DI, bsOI, gsul.

BLOCCAMENTO DEL PERCORSO PER GLI ITINERARI DI ARRI·


va DAL PUNTO 4 NOTA

La catena dei bloccamenti per l'itinerario di arrivo 4-1 interessa, Si richiama l'attenzione sul fatto che le catene dei bloccamenti
nell'ordine. i relè (fig. 4): che interessano il deviatoio inglese doppio la/2b sono perfettamente
- gs4 di collegamento iniziale per gli itinerari sinistri dal punta 4; uguali a quelle che si avrebbero se, invece dell'inglese, il piano sche-
- bs131D4 di bloccamento, per gli itinerari sinistri, de! deviatoio 4 matico prevedesse due deviatoi con le punte affacciate ubicate sullo
immobilizzato con il cdb l3; stesso cdbOS.

61
-
,- CORS I 01 FORMAZIONE PROFESSIONALE

TAVOLA APPARATI CEN T RA LI ELETTRICI A PULSANTI 01 ITINERARIO

AC El 20 3- PROVA DI CONTROLLO I S

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62
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di 'itinerario


ACEI20 3' PROVA DI CONTROLW IS

B . SCELTE MULTIPLE 9 - Perché nella cella tipica del bloccamento il relè CBt può essere
shuntato?
1 . Quai'è la condizione da inserire nel ramo segnato con l'aste-
risco?
lO - Azionando il segnale di chiamata in Tz, si provoca il blocca.
mento del percorso, Quale relè provoca la·diseccitazione del g
iniziale?
®
CV ~I
@lI ~@ @ 11 - Il bloccamento del percorso ottenuto azionando il segnale di
1_ Il chiamata in Tz non può essere ritenuto stabile senza altri prov-
,/2à vedimenti, perché in caso di caduta accidentale del relè U, si
2lj' riecciterebbe senza'altra condizione il relè g iniziale. Che prov-
-- - • vedimento è previsto dalla nonnativa di' esercizio in caso di
azionamento del tasto Tz?
"
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-
12 . Nel circuito del relè V relativo agli itinerari d'arrivo, si pongo-
no talvolta in parallelo ai contatti del relè di illuminazione del
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ll
1~603 1,~hE
-
segnale di partenza quelli del relè S relativo. Per quale ra.
gione?
1.Jai'2 13 - In quali casi nella verifica della via di un itinerario di partenza
1;,"2l occorre verificare e poi shuntare la libertà del cdb che ha ini.
zio dopo il segnale di partenza?
1::.1r<lP
14 - Che cos'è un circuito di binario laterale?
a) m2t·
blm11
c) ocM2
d) K!.!<l D - VERO O FALSO

2 - Qual'è la condizione da inserire nel ramo segnato con l'aste- l - Nelle celle di bloccamento intervengono i contatti dei rete m
risco? per propagare il bloccamento a valle.
Vero D Falso D

2 - La levetta Tb/S, azionata in Tb, eccita artificialmente il relè V


al fine di determinare la caduta dei bloccamentL
Vero D Falso D

3 - Il bloccamento del percorso si effettua sempre da monte a


vaHe.
a) CB Vero O Falso O
bl cb
cl CB, 4 - NelJa rete dei relè V esistono due lati di alimentazione, uno per
d)TllTm i movimenti destri, l'altro per i movimenti sinistri.
Vero D Falso D

C . DOMANDE BREVE 5 L'accensione sul QL della striscia relativa all'itinerario è co-


mandata dalla diseccitazione dei relè g.
l Perché l'azionamento a sinistra della levetta Tb/S è efficace Vero D Falso O
sulla catena dei bloccamenti solo se è eccitato il relè R di ri-
sposta? 6 - Nella fase di bloccamento dei deviatoi, i rele b, diseccitandosi,
tagliano L'alimentazione del relè combinatore M.
2 - Perché, in caso di guasto di un cdb, llon si ottiene il btoccamen-
to deI percorso? Vero O Falso D

3 - Quale funzione assolve la maniglia Tb/S in posizione Tb sui 7 • L.:accensione delle diverse lampade a luce bianca della ripeti-
punti origine degli itinerari di partenza? zione di un deviatoio sul QL è comunque condizionata dalla li-
bertà de! cdb di immobitizzazione.
4 - Se al transito di un treno con segnali a via libera, si riecdta re- Vero D Falso O
golarmente il relè Ap, ma resta guasto un cdb del percorso, si
ottiene la completa liberazione dell'itinerario? & - Sui rele V, oltre ai cdb di percorso, possono essere verificati an-
Spiega quello che accade. che cdb di uscita e laterali.
Vero O Falso O
5 Quati relè provvedono all'accensione sul QL della striscia del-
l'itinerario?
9 - Se la levetta Tb/S è ruotata a destra, non si ottiene il blocca-
mento automatico del percorso.
6 - Il bloccamento di un deviatoio si ottiene tagliando con i contal-
ti dei relè b un circuito del deviatoio. Quale circuito? Vero D Falso O
7 - Qual'è il relè che normalmente fa diseccitare il relè di collega- lO . Se non esiste la risposta per l'itinerario, la diseccitazione del
mento iniziale, dando luogo alla caduta dei blocca menti ? relè g iniziale può essere ottenuta ruotando a destra la levetta
Tlrrm, ma non può essere ottenuta ruotando a sinistra la level-
& - In corrispondenza dei deviatoi incontrati di punta, quale eme ta Tb/S.
determina [a direzione di propagazione del bloccamento? Vero D Falso O

63
-
-
C ORSI 01 FORt-iAZIONE PROFESSIONALE

- TAVOLA

ACEI 21
APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI 01

CONTROLLO DEL PERCORSO


ITINERARIO

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64
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


IS
ACEI21 CONTROLLO DEL PERCORSO

.,
GENERALITÀ - conlatto basso del relè bslJ/D4: controlla che sia bloccata la co-
municazione 4 (tale b[occamento si libererà con il cdb 13);
Il I..'OOlml1o dd percorso ~ la bse contrassegnata col rettangolo - contatti della levetta TI!Tm4 stabiliti in posizione nonnale o in
rigato del diagramma a blocehi di fig. l. Essa è successiva al blocca- posizione Tm: controllano che il dispositivo sia tornato a riposo
m~nto del percorso e pn~cede il bloccamento del punto origine. dopo un precedente azionamento in TI e proVQcano La disposizio-
Il contralto del percorso \'iene eseguito per mezzo dei relè E la ne (temporanea) a v.L del segnale di protezione in caso di indebi-
cui funzione principale è quella di verificare che i deviatoi (del per- to azionamento della (evetta in TI.
corso lalerali e di uscita) ed e\'entuali altri enti (ad esempio ferma- Vale (a pena di osservare che ['azionamento in tm non ha effetto
de\"ialOi e PL) dian"o il regolare controllo di concordanza con la posi- alcuno sullo stato del relè E, in quanto provoca una conferma di
i'.lUllt' richiesta dal comando impartito e siano bloccati in tale posi- bloccamento che, ovviamente, non è contraria alla sicurezza;
lione. - contatto basso del relè gs4: controlla che il bloccamehto è in atto
I relè E sono relè neutri a 24 Vcc normalmente diseccitati che a partire dal punto iniziale 4;
,"cngono alimentati con circuiti di tipo lopografico specializzato. - contatti alti del relè R: esplicano le funzioni già ricordate;
Esiste un rel~ E per ogni punto di origine di itinerario; l'alimenta- - contatti alti del re!è V: controllano l'esistenza della libertà del-
zione è posta, inveçe, nel punto finale dell'itinerario. la via.
Gli clementi su cui è impostata la topografia del circuito sqno i Tali contatti possono essere shuntati azionando in Tb (a sinistra)
contatti dei re[è secondari di controllo dei deviatoi (retè D e ili o dei la levetta Tb/S per consentire la manoVra del segnale di chiamata in
fermade,'iatoi nel ca~o che essi siano bloccabili nelle due posizioni. caso di mancanza di una delle condizioni controllate dal relè V'(per
Vedremo in seguito che i contatti alti dei relè E determinano la es. uno o più cdb, escluso quello che realizza l'océupàzione perma-
di.'ieccitazione det rdè Ap di b[occamento del punto origine relativo. nente).
Nella presente tavola tratteremo le condizioni inserite sui circui- Le verifiche effettuate dai relè E per gli altri itinerari di arrivo
ti dei rele E per il controllo degli itinerari di arrivo e per quelli di sono del tutto analoghe a quelle descritte per ['itinerario 4-1 (v. fig.
partenza e illustrel'emo, come esempi, i circuiti relativi agli itinerari 3). C'è solo da ritevare che per gli itinerari 3-III e 4-III vien.; control-
di arriyo sinistri e agli itinerari di partenza destri della stazione in lata l'eccitazione del relè D2, perché la comunicaz.ione 2 è richiesta
studio (fig. 2). norm.ale in quanto di uscita rispetto ai movimenti suddetti.

CONDIZIONI CONTROLLATE NEL CIRCUITO DEL RELi:: E CONTROLLO DEL PERCORSO PER GLI ITINERARI DI PARTEN~
ZA DESTRI
Non esistono sostanziali differenze tra i circuiti dei relè E di arri-
\'0e quelli dei re[è E di partenza. In entrambi i casi, il relè E verifica Si è già osservato che nOr! esistono sostanziali differenze tra i cir-
la posizione dei relè secondari di controllo dei deviatoi interessati cuiti dei relè E di arrivo e quelli dei relè E di partenza. Comunque
dall'itinerario, la diseccitazione dei relè g e b relativi all'itinerario, a titolo di esempio, si illustra il circuito di alimentazine del relè
l'esistenza della risposta per l'itinerario (relè R t), la libertà de(Ja via EdIlI per l'itinerario 1I1A. Procedendo da destra a sinistra, si incon-
(rele Vt) e, infine, che la levetta TltTm non sia in posizione di TI (cioè trano le seguenti condizioni:
non sia girata a sinistra). - contatto basso del rele gdu4: controlla che il bloccamento del
La [evetta Tb/S, azionata in posizione Tb, consente, i.n mancanza percorso si e esteso fino al punto finale 4;
de[la libertàdeJ[a via (re[è V~), di manovrare il segnale di chiamata - contatto basso del relè bd14: controlla che esista la continuità
per gli itinerari di arrivo e di accendere l'indicatore di direzione, se del bloccamento tra il deviatoio 4b e il punto finale;
esso esi~te, per gli itinerari di partenza. - contatto basso del relè bdIJ1D4 controlla che sia bloccata la co-
I contatti del relè R. sentiti sull'eccitazione dcI rele E., sono ri- municazione 4 (tale bloccamento si libererà, e con esso la comu·
dondanti in caso di fum.ionamento normale, ma, in caso di funzio- nicazione, con il cdb [3);
namento in Tb, asso[\"ono le seguenti funzioni: - contatti alti del relè D4, secondario di controllo della comunica·
_ consentono ['eccitazione dei retè E, e conseguentemente, il bloc-
zione 4atb in posizione rovescia;
camento del punto origine, solo a condizione che si sia registrato
- contatto basso del rele bdlO/D4: controlla che sia bloccata la co-
'l'itinerario; municazione 4 (tale bloccamento. ma non la comunicazione, si li·
_ diseccitano il re[è E, permettendo la liberazione del punto origi-
berera con il cdb IO);
ne, che, altrimenti sarebbe impedita, appena il treno impegna il _ contatto basso del relè bd091D3: controlla che sia bloccato il de-
cdb di occupazione permanente. viatoio D3 (tale bloccamento si libererà con il çdb 09);
- contatto basso del relè gd09/DJ ,c;he assicura che sia in atto l'in-
compatibilità per convergenza con gli itinerari (-II, 2-II;
CONTROLLO DEL PERCORSO PER GLI ITINERARI DI ARRIVO
- contatti alti deJ re[è DJ, secondario di controllo del deviatoi.o 3
SINISTRI
in posizione rovescia;
In fig. J è riportato il circuito dei relè E rdativi ad itinerari di _ contatti delia levetta Tl/Tm llId, stabiliti in posizione normale o
arri\'o sinistri. Si osserva ch~ ciascuno dei due ndè può essere ali- di Tm, con le funzioni già ricordate;
mcntato da tre punti distinti, corrispondenti ai punti finali di arri- _ contatto basso del re[è gdIlI: controlla che il bloccamento e in at-
\'0', si dice. al solito, che il circuito è alimentato «contro {(-cna ...
to a partire dal punto origine IlId:
Procedendo da sinistra a dcsLra. esaminiamo il circuito per l'ec· _ contatti alti dei relè RdIlI E VdIII con le funzioni già note.
citazione del rdè Es4 per l'itinerario sinistro di arrivo 4-1. Si incon- l contatti del re[è VdlIE possono essere shuntati con la levetta
trano neH'ordine le seguenti condizioni: TblSmd in posizione di Tb (a sinistra previo spiombamento). Con
_ contatto basso del relè gsul: controlla che il bloccamcnto del per- tale operazione, in caso di mancanza di una delle condizioni control-
corso si e esteso fino al punto finale [; tale da! relè Vdm, si ottiene ugualmente l'eccitazione del re[è EdIlI
_ contatto basso dci re[è Fd 101 e bsul!DlOI e contatti alti del rde e conseguentemente il bloccamento del punto origine.
D 101: controllano rispettimmentc. che esiste il bloccamento e i[ Si tralascia la descrizione dei circuiti dei re[è di controllo del
controllo di posi7:ione normale dci deviatoio 101; percorso EdI, EdIl in quanto analoghi a quello precedentemente de·
_ corltalto basso dci rete bs12: controlla che esista la continuita del scritto. Si mette ~olo in e\'idenza che l'itinerario [-4 non richiede il
bloccan1L'nto Ira il devialo io 4b c il punto finale; controllo e relativo bloccamento del deviatoio 101 in quanto questo
_ contatti alti ucl rclL' 04, sL'condal"io di controllo della comunica· è ipOLi-aato essere ubicato a monte del punto di normale fermata
l.ionc 4a/b in posizione nonna[e; per gli arrivi destri in I binario (O.S. 70/63 punto 21).

65

-
-
CORSI DI F ORMAZ IONE PROFESSIONALE

- TAVOLA

ACEI22
A PPARA TI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI 01 ITINERARIO

BLOCCAMENTO DEL PUNTO ORIGINE - PARTE 1


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66

-
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


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ACEI22 BLOCCAMENTO DEL PUNTO ORIGINE· PARTE l"

GENERALITÀ con l'accensione a lu,ce rossa fissa delta lampada del tasto TIITm
corrispondente al punto origine stesso.
Il bloccamento del punto origine rende permanente il blocca- Nella tavota presente e nelle due successive esaminiamo le con-
mento del percorso; assicura, cioè. che i collegamenti stabiliti dal- dizioni che devono essere inserite suì circuiti dei relè Ap. Successi-
l'apparato non incomincino a sciogliersi finché il treno non abbia vamente illustreremo alcuni circuiti riferiti aHa stazione in studio.
superato, disponendolo a via impedita. il segnale di partenza o di
protezione e non abbia occupato almeno il primo cdb interessato
daUa catena di bloccamenti. BLOCCAMENTO DEL PUNTO ORIGINE DEGLI ITINERARI DI
In fig. I, sul soli~o diagramma a blocchi, la fase di blocca mento ARRIVO
del punto origine è indicata con il rettangolo rigato.
Il bloccamento del punto origine è realizzato dal relè Ap, che è Di regola, it blocca mento del punto origine di un itinerario di ar-
un relè a 24 Vcc stabilizzato nella posizione di eccitato. Tale relè è rivo è permanente, se la tralLa di provenienza del treno è esercitata
dotato, come iI relè neutro, di due bobine distinte. A differenza del con il blocco FS o il blocco telefonico; è di approccio, se la tratta è
re(è neutro, però, le due bobine del relè stabilizzato sono destinate eserçitata con il blocco automatico.
ad essere alimentate sempre separatamente: una di esse, infatti, e Tale scelta è motivata da considerazioni tecniche ed economiche:
precisamente quella che fa capo ai morsetti 41 e 49, provoca ['eccita- non esiste però, in finea di principio, un'interdipendenza assoluta
zione del relè, l'altra, che fa capo ai morsetti 42 e 40, ne provoca (a tra tipo di bloccamento e regime di esercizio della tratta.
diseccitazione (fig. 2).
Costruttivamente, il relè stabilizzato differisce da quello neutro
essenzialmente per l'aggiunta di un magnete permanentè in paralle- BWCCAMENTO PERMANENTE
lo su(la porzione di destra del nucleo (fig. 3).
Normalmente il relè è mantenuto eccitato da Ho stick magnetico Il bloccamento permanente del punto origine si realizza subordi-
e rimane in taLe stato finché non viene alimentata, sia pure per breve nando la rieccitazione del relè Ap all'azionamento di un pedale di li-
tempo, la bobina di diseccitazione; in questo caso, quindi, il blocca- berazione.
mento è possibile solo per azione di corrente. Il pedaJe è, in genere, del tipo a flessione di rotaia ed è controlla-
Per rieccitare il relè Ap, cioè per ottenere la liberazione del punto to tramite due relè, PA e PE (fig. 4). Il relè PA, quando è eccitato. assi-
origine, che è condizione preliminare per la liberazione elastica del cura positivamente che il pedale è a riposo.
percorsa, occorre alimentare, sia pure temporaneamente, la bobina Le bobine del relè PE sono alimentate separatamente. Quando il
di eccitazione. pedale viene azionato dal treno, il relè PB si eccita attraverso il ramo
Il simbolo, metà nero e metà bianco, scelto per il relè stabilizzato inferiore del circuito di fig. 4, a condizione che j[·relè PA si sia disec-
sta a ricordare che le due bobine del relè hanno funzioni nettamente citato (controllo di ciclo), e resta poi eccitato, anche dope il ritorno
distinte (diseccitazione e rieccitazione). Negli schemi elettrici il cir- a riposo del pedale, finche il relè Ap non si sia rieccitato. Il re!è PE
cuito di diseccitazione fa capo alla meta nera del simbolo, il circuito è ritardato alla diseccitazione (mediante condensatore), per dare
di eccitazione alla metà bianca. tempo al relè Ap di eccitarsi nella fase di liberazione.
Con [a diseccìtazione del relè Ap si ha il bloccamento definitivo In fig_ 5 è riportato uno stralcio di piano schematico e parte del
det percorso in quanto, come si è già detto parlando dei bloccamen- circuito del relè ApdI relativo agli itinerari di ingresso destri: si è
ti, il suddetto relè interviene con contatti alti sull'alimentazione dei supposto che la tratta lato X sia esercitata con il blocco FS.
relè g di collegamento del punto iniziale dell'itinerario, rendendo Dal circuito si rileva che (a diseccitazione del relè Apdl si ottìene
cosi definitiva la sua diseccitazione gia in atlo per l'intervento dei a condizione che sia andato a buon fine il controllo del percorso (re.
relè V (v. tavola 17). lè EdIi) e che il pedale P sia a riposo.
Il bloccamento del punto origine può essere permanente o di ap- La liberazione del rele Apdl avviene solo dopo l'azionamemo del
proccio. pedale P elaliberazione del cdb 01 di occupazione permanente a
Si dice che il btoccamento è permanel1le se, una volta stabilito, condizione che:
non può essere sciatto finché il treno non ha occupato il primo cdb ~ si sia completato il ciclo di occupazione dei relè relativi all'itine-
interessato dalla catena dei bloccamenti. rario (relè J, R, E, S e mS diseccitati);
Si dice che il bloccamento è di approccio se è possibile lo sciogli- ~ il segnale di avviso e quello di protezione siano lornati rispettiva-
mento con il semplice annuHamento del comando a condizione che mente al giallo e al rosso;
il treno si trovi ancora tanto lontano dal segnale da poterne rispetta- - nel caso del blocco FS, sia stala riportata normale la maniglia
re l'indicazione di \'.i. Ovviamente, se tale condizione non è rispetta- Mc dello strumento di blocco.
ta, il bloccamento risulterà permanente; i.n altri termini.. l'annulla- La levetta TllTm consente di ottenere ugualmente la liberazione
mento de! comando non sarà sufficiente a provocare la rieccitazione del punto origine anche in caso di guasto al pedale o al cdb 01 (o di
del relè Ap. Il tratto di binario, in precedenza al segnale, richiesto mancato arrivo del treno e, quindi, di mancato azionamento del pe-
libero per la liberazione del punto origine prende il nome di «zona dale) o di mancanza dei controlli dei segnali di avviso e protezione.
di approccio ». Si ricorda però che l'azionamento della le\"etla a sinistra è possibile
Il sistema di approccio è di solito preferito per la sua maggiore solo dopo spiombamento e deve av\·enire con le cautele previste pel"
elasticità. i singoli casi dalla normativa vigenle.
Il btoccamento del punto origine si manifesta sul QL con il pas- Si fa infine osservare che la liberazione descrilla I.' ulla libera:io·
saggio a luce rossa fissa delta scudetto del punto iniziale, che, du- ne di ultimo asse, perche essa non si oLLicne fincht: ì11rcno non ha
rante le fasi precedenti, era acceso a luce bianca lampeggiante, e sgomberato il cdb 01.

67
-
2

CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

TAVOLA APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO


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ACEI 23 BLOCCAMENTO DEL PUNTO ORIGINE - PARTE 2"

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68
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


IS
ACEI23 BWCCAMENTO DEL PUNTO ORIGINE· PARTE 2'

GENERALITÀ fatti, che si eccita il retè aTemLl (perché cb 001 è ancora eccitato) e
il temporizzatore comincia a contare il tempo: trascorsi 20". si ecci-
In questa tavola si completa ['esame del bloccamento del punto ta il relè TemU e si verifica la liberaZione del punto origine. cioè la
origine (fig. l) per gli itinerari di arrivo. Viene esaminato il caso del rieccitazione del relè ApdI, attraverso la strada punteggiata. Il relè
bloccamento di approccio e vengono illustrate in dettaglio le due so- TemU è ritardato alla diseccitazione mediante un diodo per dar
luzioni che trovano concreta applicazione nella pratica. tempo al rele Apdl di stabitizzarsi in posizione di eccitato.
Se, invece, all'atto della distruzione del comando. il treno non ha
ancora impegnato il segnale di avviso, ma si trova in un punto dal
BLOCCAMENTO DI APPROCCIO quale raggiungerà il cdb 001 in meno di 20", non si otterrà la libera-
zione del punto origine. Infatti, dopo l'eccitazione del relè aTemLl
Si è già accennato nella tavola precedente che il bloccamento del e l'inizio del conteggio del tempo da parte de! temporizzatore, che
punto origine si dice di approccio, se ne è possibile lo scioglimento si verificano come nel caso precedente, il relè TemU non fa in tem·
con il semplice annullamento del c'ornando a condizione che il treno po ad eccitarsi, perché, prima che scadano i 20", il treno occupa il
sia ancora a distanza sufficiente a garantire il rispetto del segnale cdb 001 e provoca la diseccitazione del relè aTemLl e la disalimenta·
da parte del personale di macchina. zione del temporizzatore.
Si è anche detto che lo scioglimento dei vincoli di b(occamento La liberazione del punto origine potrà avvenire solo azionando a
prima del transito del treno deve risultare impossibile se non è ri- sinistra, previo spiombamento, la levetta TllTmld; in tal c'aso, è ob-
spettata la condizione sopra esposta e che, per verificare l'esistenza bligo del Dirigente Movimento accertare preventivamente che il tre-
o meno della condizione, occorre realizzare una zona di approccio no si sia fermato al segnale di protezione.
e disporre le cose in modo che, se il pulsante di itinerario viene Con gli accorgimenti tecnici e normativi illustrati, ci si cautela
estratto quando la zona di approccio è occupata, non si verifichi la rispetto all'eventualita che il treno non abbia potuto osservare l'a-
liberazione. spetto del segnate di avviso, perché troppo vicino al segnale stesso,
In linea di principio è sufficiente che la zona di approccio si al momento in cui è stato estratto il pulsante di itinerario.
estenda da! segnale di protezione fino a 200 m a monte del segnale Se, infine, all'atto della distruzione del comando, il treno si trova
di avviso, cioè fino ad un punto dal quale è ancora sicuramente visi- gi.à sul cdb ODI, non si otterrà la liberazione del punto origine per-
bile il segnale di avviso, che, evidentemente, si dispone al giallo ap- ché la diseccitazione in atto del relè cbOOl impedisce direttamente
pena viene estratto il pulsante di itinerario. l'eccitazione del re!è ApdI.
In pratica i cdb che si hanno a disposizione per individuare la zo-
na di approccio sono i cdb del blocco automatico. In fig. 2 essi sono
indicati con 002 e 0002: il primo si estende fra il segnale di avviso DISTRUZIONE AUTOMATICA DEL COMANDO
e il segnale di protezione ed è quindi insufficiente da solo a ricopri-
re [a zona di approccio: il secondo, 0002, si estende molto oltre il Appena il treno impegna il cdb 01, si distrugge il comando e si
punto A che, teoricamente, dovrebbe delimitare la zona di ap- eccita il relè adI attraverso i contatti dei Telè interessati dai control-
li di ciclo (\I. fig. 3), i contatti bassi del relè Apdl, i contatti bassi det
proccio.
deviatore del relè cbOOl (si rifletta sul fatto che il treno è a cavallo
Se si vuole evitare il ricorso ad enti di. campagna aggiuntivi (ad
del giunto tra il cdbOOI e il cdbOI) e i contatti alti del relè cb02.
es. cdb sovrappostil, sono possibili due soluzioni per la realizzazio-
Poiché il relè adI si mette in stick, la successiva rieccitazione del
ne della zona di approccio:
re!è cbOOl non ha effetto sullo stato del relè stesso, che resta eccita-
al la zona di approccio è costituita dal solo cdb 002, ma si supplisce
to. Di conseguenza, quando il treno occupa il cdb02 e libera il cdbOl,
aHa sua deficiente estensione con l'aggiunta di un ritardo mini-
si verifica la liberazione del punto origine attraverso la strada trat-
mo di 20" sulla liberazione del punto origine;
teggiata. Il relè adi è ritardato alla diseccitazione per dar tempo al
b) la zona di approccio è costituita da entrambi i cdb 002 e 0002.
relè ApdI di stabilizzarsi in posizione di eccitato.
Mediante i circuiti di binario 00 L. 01 e 02 si realizza un particola-
re dispositivo, detto« di transitato .., adatto a rilevare il transito del
ZONA DI APPROCCIO COSTITUITA DA UN CDB CON INTEGRA- treno.
ZIONE DI UN RITARDO L.:adozione di tale dispositivo è dovuta alta scelta di non ritardare
inutilmente la liberazione di 20" dopo il transito del treno. È facile
In fig. 3 sono rappresentati uno stralcio di piano schematico e i convincersi, infatti, che, se si eliminasse il relè' adi, occorrerebbe
circuiti relativi alla liberazione del punto origine per gli itinerari di eliminare anche il ramo del circuito del relè Apdl compreso tra le
arrivo destri dal punto l. lettere A e B. Di conseguenza, alla liberazione dei cdb 001 e 01. oc-
Come ci è già noto, il relè ApdI si <liseccita appena ha termine correrebbe poi attendere 20" per [a libel'azione, in quanto essa sa-
con esito positivo la fase del controllo del percorso (rele EdI t); la di- rebbe subordinata all'eccitazione del re!è TemU. Con la disposizio-
seccitazione stessa è subordinata pure al controllo di ciclo dei relè ne adottata, invece, l'innesco del temporizzatore, che· pure si verifica
adI, aTemLl e TemU, di cui diremo in seguito. alla rieccitazione di cbOOl. è irrilevante, perché in ogni caso la libe-
Esaminiamo adesso le modalita di liberazione, cioè di rieccita~ razione è immediata conseguenza della liberazione del cdbOI.
zione del rele Apdl. Esse sono differenti a seconda che la distruzio- Si osservi, infine, r:he la rieccilazione del relè ApdI provocaJa di·
ne de! comando di itinerario venga effettuata automaticamente dal scccitazione di tutti i relè aTemU. adl e TemU, ripristinando (a si-
treno al momento di impegnare l'itinerario o manualmente da! Diri- tuazione iniziale, che sarà poi controllata alla successiva diseccita-
gente Movimento. zione di Apdl (contatti bassi di adI, aTemLl e TemU sul ramo delta
bobina nera).

DISTRUZIONE MANUALE DEL COMANDO


ZONA DI APPROCCIO COSTITUITA DA DUE CIRCUITI DI BI-
Se all'alto della distmzione del comando. e della conseguente di- NARIO
seccilazione di lutti i rcli:: interessati ai controlli di ciclo, il treno si
trova ancora a monte del segnale di avviso. in un punto dal qualè sa- In fig. 4 sono rappresentati uno stralcio di piano schematico e i
rà possibile raggiungere il cdb 001 in più di 20", si olterra certamen- circuili relativi alla liberazione del punto origine per gli itinerari di
te la liberazione con la distruzione del comando. Si vede subito, in- arrivo destri dal pumo 1.
(Segue)

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-
COR5 I 01 FORMAZIONE PROFESSIONALE
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- TAVOLA

A CE l 23
APPARATI

BLOCCAMENTO
CENTRALI ELETTRICI A PULSANTi DI

DEL PUNTO ORIGINE- PARTE 2"


ITINERARIO
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70
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di ItinerarIo


15
ACEI23 BWCCAMENTO DEL PUNTO ORIGINE - PARTE 2"

I circuiti che realizzano l'approccio si sviluppano in cavo tra la Quando il treno occupa l'avviso e libera il cdbOOOl, si verifica la
garitta del segnale A, la garitta del segnale di avviso e la stazione. rieccitazione di bdOOOl. mentre bapl resta diseccitato, perché HR2
I relè interessati sono: è diseccitato in quanto l'avviso non riceve codi.ce.
- cbOOOl, nella garitta del segnale di avviso: è alimentato tramite Si noti che se un secondo treno impegna iLcdbOOOl, mentre il
il relè di blocco HRl della garitta precedente e fornisce, quindi, cdbOOI è ancora occupato, la liberazione avverrà. ugualmente per·
l'informazione della libertà o meno del cdbOOOI; ché, non potendo essere manovrato di nuovo l'avviso prima della li·
- bdOOOI. nella garitta del segnale di avviso: effettua un blocca- berazione, i relè MSAvvP restano bassi e bdOOOI resta in stick: come
mento relativo al cdbOOOl e provvede a scartare la condizione di abbiamo detto in precedenza, cbOOOI viene <o; scartato "'.
cdbOOOllibero dopo che il treno ha superato l'avviso, come sarà
Successivamente, al transito del primo treno, alla liberazione di
meglio illustrato in seguito; cbOOl si rieccita bapI e, quindi, alla liberazione di cdbOI, si verifica
la rieccitazione di ApdI.
- i relè MSAvvP. nella garitta del segnale di avviso: effettuano la
La liberazione normale nel caso in esame non richiede particola-
manovra del segnale di avvi.so e, come si rileva dai circuiti provo- ri spiegazioni: basterà verificare che essa avviene solo a condizione
cano la diseccitazione del relè bdOOOl (in figura ne è rappresen· che siano liberi i cdbOOOl, 001 e 01.
tato, per semplicità, uno solo); Osserviamo. per finire, che in entrambe le liberazioni di approc-
- bapl, in stazione: dà l'informazione relativa alla libertà della zo· cio esaminate possono verificarsi delle mancate liberazioni in caso
na di approccio. di contemporanea presenza di due treni sullo stesso cdb; tale even-
La diseccitazione del reJè ApdI segue, anche in questo caso, al· tualità è resa possibile dalla pennissività dei segnali di blocco auto-
l'eccitazione del relè EdI; non esistono, questa volta, relè dei quali matico.
controllare la regolarità del ciclo. L:allievo potrà verificare per esercizio che la mancata liberazione
All'atto della manovra del segnale di avviso, si verifica la disecci· si verifica con entrambi i tipi di approccio se sul cdbOOl si trovano
tazione del relè bdOOOl e, di conseguenza, indirettamente quella del contemporaneamente due treni, mentre nel caso di approccio realiz-
relè bapl. La zona di approccio comprende i cdbOOl e 0001, perché zato con due cdb, la mancata liberazione si verifica anche se due tre·
essi sono richiesti entrambi liberi per la rieccitazione di bap L ni si trovano contemporaneamente sul cdboool.

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71
-
-
COR SI DI FORMAZIONE PROFE55 ION ALE

- TAVOL A A PPA RATI CENTRALI ELE TTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO


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A CE I 24 BLOCCAMENTO DEL PUNTO ORIGINE - PARTE 3-

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- 72
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE '

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


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ACEI24 BWCCAMENTO DEL PUNTO ORIGINE - PARTE 3"·

GENERALITA rerebbe subito anche il punto origine, e quindi anche tutto il percor-
so, dell'itinerario 1·3. Tale possibilità sarebbe molto pericolosa, co-
Nella presente tavola viene esaminato il b(occamento del punto me è facile comprendere, considerando che il treno, nelle ipotesi fat-
origine (fig. 1) per gli itinerari di partenza. Per tali itinerari il bloc- te, ha ricevuto al segnale di protezione un avviso di segnale (di par-
camento è sempre dì approccio, indipendentemente dal tipo di bloc- tenza) a via libera e quindi potrebbe non essere in grado di rispet-
co con cui è esercitata la linea. tarlo.
La diseccitazione del relè Ap avviene sempre a seguito del con- Si ripropone, in sostanza, la problematica già esaminata della li-
trollo del percorso (relè Et). berazione di approccio di un itinerario a valle di un segnale preavvi·
Le modalità di liberazione del relè Ap sono invece differenti a se- sato: come già visto in precedenza, è necessario che la zona di ap-
conda che l'itinerario sia relativo ad un binario di corsa o ad un bi- proccio si estenda a monte det segnale di avviso.
narìo sul quale non è ammesso il transito. In quest'ultimo caso, inol- Questo «allungamento. della zona di approccio a monte del
tre, può essere necessario adottare degli accorgimenti parùcolari se cdbl di stazionamento, che da solo sarebbe insufficiente, nel caso in
il programma di esercizio della stazione prevede che si verifichino esame, ad escludere liberazioni intempestive, è appunto effettuato
con una certa frequenza partenze di treni che lascino materiale in tramite l'inserzione della condizione di gduI che, come è noto, si
sosta sul(o stazionamento. rieccita quando iI treno ha già sicuramente occupato il cdb di stazio-
namento.
Dalla soluzione adottata discende, ovviamente, che, qualora si
LIBERAZIONE DEL PUNTO ORIGINE DI UN ITINERARIO DI desideri effettuare la liberazione di un itinerario di partenzà prece-
PARTENZA DA UN BINARIO DI CORSA

Si rammenta che i binari di corsa costituiscono la diretta prose-


dentemente comandato per un libero transito che non deve più esse-
re effettuato, occorre procedere preventivamente alla liberazione
dell'itinerario di arrivo.
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cuzione della linea nell'ambito della stazione e sono quelli utilizzati
di regola per il transito dei treni senza fermata (vedi Regolamento
Circolazione Treni - art. 2/6).
LIBERAZIONE DEL PUNTO ORIGINE DI UN ITINERARIO DI
Di conseguenza, il circuito del relè Ap deve essere costituito in
PARTENZA DA UN BINARIO DI CIRCOLAZIONE NON DI CORSA
modo tale che la liberazione del punto origine possa avvenire in mo-
do sicuro sia che il treno parta da fermo dalla zona di stazionamen-
lo, sia che transiti senza fermata. BINARI DAl QUALI I TRENI PARTONO LIBERANDO COMPLETA-
MENTE LA ZONA DI STAZIONAMENTO

Supponiamo che il programma di esercizio preveda che dal bina-


PARTENZA DA FERMO
rio II della stazione in fig. 3a i treni in partenza liberino sempre
completamente la zona di stazionamento. cioè non lascino mai mate-
Consideriamo la fig. 2a e supponiamo che sul cdb di staziona-
riale in sosta sul binario.
mento I sia fermo un treno pronto a partire verso il punto 3.
1:. assolutamente evidente che, se si subordina la liberazione del Dopo quanto esposto in precedenza. è chiaro che la zona di ap-
proccio è costituita dal solo cdb di stazionamento e non presenta al-
punto origine alla libertà del cdbl, sono soddisfatte tutte le condi-
cuna difficoltà l'interpretazione del circuito del relè ApdII della fig.
zioni di sicurezza. Nel circuito del relè Apdl (fig. 2b), oltre a vari con-
3b. Non occorre condizionamento a gdulIt, perché l'apparato esclu-
trolli di ciclo analoghi a quelli sugli Ap degli arrivi, si osserva l'esi-
de il libero transito sul binario II.
stenza della condizione di cbH per t'eccitazione del relè ApdI stesso;
essa può essere shuntata solo tramite spiombamento e rovesciamen-
to a sinistra deUa levetta TlrrmId che, ovviamente, anche in questo BINARI DAI QUALI I TRENI POSSONO PARTIRE LASCIANDO MA-
caso, come già visto per gli arrivi, potrà essere azionata solo dopo TERIALE IN SOSTA
l'accertamento diretto che il treno abbia potuto rispettare il segnale
di partenza disposto a v.i. al momento dell'estrazione del pulsante
h assolutamente evidente che, se si adoltasse anche in questo ca-
so la soluzione in fig. 3, la permanenza dello stato di occupazione
di itinerario.
del cdb di stazionamento impedirebbe la liberazione del punto ori-
Nel circuito si osserva pure l'esistenza della condizione di gduIt.
Come si ricorda, esso è il relè di collegamento del punto finale per gine.
un itinerario di arrivo destro verso il punto r. Nel caso in esame non Di conseguenza, nei casi in cui il programma di esercizio prevede
c'è evidentemente motivo che esso sia diseccitato, perché non è stato la possibilità in esame, ad evitare frequenti spiombamenti, si ricor-
comandato un itinerario destro verso il punto I: quindi la presenza re ad una delle due so!uzioni impiantistiche seguenti:
della condizione è ininfluente. Se, per esempio, supponiamo che, per a) spezzamento del cdb di stazionamento in due parti;
errore, sia stato comandato l'itinerario 1-3 in assenza di treno, b) dispositivo di transitato.
estraendo il pulsante 1-3, essendo libero il cdbI (ed eccìtato gduI), si In fig. 4a osserviamo un esempio di spezzamento del cdb di sta-
otterrà senza altre condizioni la liberazione del punto origine. zionamento.
Ciascuno dei due cdb rappresenterà la zona di approccio per l'iti-
nerario a valle del segnale di partenza più prossimo, di conseguenza
TRENO IN TRANSITO i circuiti dei relè ApsII e ApdII risulteranno costiluiti come illustra-
Lo nelle figg. 4b e 4c.
J': questo il caso·che rende necessario inserire sulla liberazione f3:. appena il caso di osservare che con la disposizione illustrata
la condizione che sia libero il punLo finale dell'itinerario di arrivo. è necessario che il materiale in sosta non resti sul cdb dal lato della
Riprendiamo, infatti. in esame le Figg. 2a e b e supponiamo, que- partenza. Se questo fatto non fosse sempre garantito, occorrerebbe
sta volta, che un treno in transito abbia già superato il segnale di ricorrere alla seconda soluzione.
protezione, ma non abbia ancora impegnalo il cdbI. Supponiamo, Essa consiste nella realizzazione di un dispositivo di transitato
pure, che in questo momento venga estratto il pulsante dell'itinera- c nella istituzione di un ramo alternativo di libera7jonc del relè Ap
rio di partenza. che viene abilitato qualora il cdb di slazionamento risulti occupato.
Se per la li.berazione del relè ApdI non fosse richi.esta la condi- Il dispositivo di transitato è realizz<lto tramite due circuiti di bi·
zione di gduIT, è evidente che, essendo il cdbI ancora libero, si libe- nario adiacenti: in fig. Sa essi sono il cdb04 e il cdb03. Come già \'i-
(Segue)

73

-
-
CORSI DI FORMAZIONE PROFESS ION ALE

- TAVOL A

A CE 124
APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO

BLOCCAMENTODEL PUNTO ORIGINE - PARTE 3


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74
-
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di Itinerario


15
ACE! 24 BLOCCAMENTO DEL PUNTO ORIGINE - PARTE 3"

sto in precedenza, il funzionamento del dispositivo avviene in due allo scopo di rendere sicuro il dispositivo di transitato occorre adot-
fasi: nella prima fase si verifica che sia occupato il cdb di monte e tare i seguenti importanti accorgimenti:
libero il cdb di valle (in fig.· Sa, rispettivamente il cdb04 e il cdb03); - il primo cdb posto oltre lo stazionamento deve iniziare in un pun~
nella seconda si verifica che sia libero il cdb di monte e occupato il to in cui sia ancora visibile il segnale di partenza. In tal modo,
. cdb di valle. poiché la liberazione è subordinata aU'occupazione del segnale
Più. in dettaglio dalla fig. Se si rileva che, se il punto origine ApsII e alla libertà del primo dei cdb del dispositivo di transitato, si ot·
è bloccato, quando è eb04! e cb03t, si eccita e si mette in stick il relè tiene che eventuali simulazioni di transitato dovute a cause acci-
ausiliario asII. Successivamente. qualora cbIT resta occupato, essen~ dentali non determinino l'intempestiva liberazione del punto
do asII in stick. la concomitanza di cdb04 libero e cdbD3 occupato origine;
assicura la liberazione di ApsII attraverso la strada punteggiata. Il - l'alimentazione dei due cdb del dispositivo di trànsitato deve es-
ritardo della diseccitazione di asII garantisce al relè ApsIl il tempo sere derivata dallo stesso interruttore. Diventa COSL ben più diffi-
di eccitarsi con sicurezza cile che il dispositivo funzioni in modo irregolare e non previsto
Si può anche dire che la prima fase del transitato è verificata sul per anormalità o per altra causa; .
relè asIl. la seconda direttamente sul relè ApsII. - si deve controllare che il reLè ausiliario a non resti indebitamente
Risulta anche evidente dall'esame della figura Sb che, qualora il eccitato.
treno in partenza non lasci materiali in sosta sullo stazionamento A tal fine la liberazione elastiça del percorso- viene subordinata
(cbIlt),la liberazione avviene per la strada tratteggiata; in entrambi al controllo di diseccitato di detto relè mediante l'inserzione di
i casi si verifica alla liberazione del cdb04. un suo contatto basso sull'alimentazione de! relè di collegamen-
Non vogliamo concludere la trattazione fatta senza ricordare che to iniziale, come indicato in fig. Sd.

75

-
-
-TAVOLA
CORSi

APPARATI
DI

CENTRALI ELETTRICI A

BLOCCAMENTO DEL PUNTO ORI6INE- PARTE


fORMAZIONE

PULSANTI
PROFESSIONALE

01 ITINERARIO

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76
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di ftinerario


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ACEI25 BLOCCAMENTO DEL PUNTO ORIGINE - PARTE 4'

GENERALlTA Infine, nel ramo di eccitazione det relé Aps3 si riconosce la ma~
glia, già presentata nella fig. 4 delta tavola 23, costituita dai contatti
Nelle tavole precedenti sono stati illustrati i concetti fondamen· alti del relé bap3, che verifica la libertà della zona di approccio, dai
tali e te soluzioni circuitali tipiche relative aHa fase di bloccamento contatti alti del relé cbll, che verifica la libertà del cdbll di occupa-
del punto origine (fig. I). zione del segnale di protezione, e dai contatti della levetta di soccor.
Nella presente tavola viene completatala trattazione generale so Tlrrm3.
dei circuiti dei relé Ap, accennando ad alcune condizioni tralasciate Il circuito det relé Aps4, concettualmente del tutto analogo a
in precedenza e vengono poi illustrati, a titolo di esempio, i circuiti quello del relé Aps3, non è stato, per mancanza di spazio, riportato
per il bloccamento del punto origine riguardanti alcuni movimenti in figura; si suggerisce allettare di disegnarlo come utile esercizio.
nell'ambito detla stazione di fig. 2.

CONDIZIONI INSERITE SULL'ALIMENTAZIONE DEI CIRCUITI MOVIMENTI DÌ PARTENZA DESTRI


DEI RELÈ Ap

L'alimentazione dei circuiti di tutti i relé Ap è subordinata a con- I movimenti di partenza destri hanno origine in 3 punti distinti;
dizioni di abilitazione o disabilitazione della stazione della quale si di conseguenza, per gli itinerari di partenza destri esistono tre relé
tratterà diffusamente nella tavola 46. di bloccamento del punto origine: Apdl, ApdII e ApdII!. I circuiti dei
Per il momento basterà osservare (fig. 3) che la continuità dell'a- relé Apdl e ApdII sono concettualmente del tutto simili; alquanto di·
limentazione del circuito del relé Ap si ottiene se: verso dagli altri due è, invece, il circuito del relé ApdII!.
- la levetta DIS per la disabilitazione è in posizione normale ed 1 Illustriamo il circuito del relé ApdII.
relé Ad sono eccitati, a conferma che ('impianto è abilitato; Il bloccamento del punto origine si verifica, come al solito, con
oppure se: ' l'eccitazione del relé di controllo del percorso Edll
- la levetta OIS è in posizione rovescia (a sinistra) ed i relé AlD e La liberazione è subordinata agli usuali controlli di ciclo relati.
Ad sono diseccitati, a conferma che l'impianto è disabilitato. vi ai:
Inoltre sul ramo di eccitazione dei relé Ap è verificata la condi, - relé indicatori degli itinerari IdII-3 e IdII-4;
zione rispettivamente di diseccitato ed eccitato dei relé Al e Ct che - relé di manovra delle luci del segnale G: rnSGI e mSGI (v) di ma-
intervengono nella liberazione artificiale del percorso mediante ta· novra al giallo o al verde della 111. Luce e mSGII di manovra al ver-
bulatore. de delta 2 a luce; .
- relé di controllo dell'integrità del segnale CISG;
MOVIMENTI DI ARRIVO SINISTRI - relé di selezione del codice da immettere sul binario a monte del
segnale di partenza G, ckIId/120, ckIId/180 e ckIId/270;
I movimenti di arrivo sinistri hanno origine nei punti 3 e 4 della - rele di codificazione vd*'Il, vd"Il e vadII;
stazione in studio: per ognuno di tati punti esiste un rdé di blocca- - relé di verifica delle condizioni di linea EVdIl, che controlla l'esi-
mento del punto origine, Aps3 e Aps4. stenza delle çondizioni di linea (di regola, blocco e PL), che sarà
Esaminiamo in fig. 4 il circuito del relé Aps3: esso, come tuLti gli illustrato nella tavola 27;
altri circuiti dei relé Ap, è derivato dal ramo comune illustrato in - relé di risposta, di controllo del percorso e di verifica dell'esi·
precedenza in fig. 3. stenza delle condizioni per la manovra del segnale, RdIl, EdI! e
Il bloccamento del punto origine si verifica con l'eccitazione del SdlI.
relé di controllo del percorso Es3. Poiché la liberazione del punto Infine, nel ramo di eccitazione del relé ApdII si riconosce la ma·
origine è di approccio e non sono impiegati né pedali, né temporiz- glia già presentata nella fig. 2b della tav. 24, costituita da contatti
zatori, sul ramo di diseccitazione non compaiono contatti di ciclo. dei relé cbIl, gdull e della levetta TIlTmIId. Si ricorda che, come già
Sul ramo di eccitazione sono inseriti con funzioni di controllo di chiarito nella tavola 24, nel caso di binari sui quali è ammesso il
ciclo i contatti bassi dei seguenti relé: transito, la zona di approccio non può essere limitata al cdb di sta-
- relé indicatori di tutti gli itinerari che hanno origine nel punto zionamento. ma deve essere prolungata a monte del segnale di prote-
3: nel nostro caso essi sono ls3-II e ls3-III; zione: questo prolungamento si ottiene mediante il relé di collega-
- relé di manovra delle luci che costituiscono il segnale che co- mento del punto finale degli itinerari di arrivo, nel nostro caso me-
manda gli itinerari che hanno origine nel punto 3: nd nostro ca- dianLe il relé gdull.
so essi sono mSII e mSIII, che effettuano la manovra al giallo Il circuito del relé ApdI, che non e stato riportato, è del tutto si-
della prima e della seconda luce rispettivamente, e mSil (v) e mile a quello sopra illustrato.
mS1II (v), che effettuano la manovra al verde delle stesse luci. I Commentiamo, invece, brevemente il circuito del relé ApdlII. Si
reté rnS saranno illustrati nelle tavole 29 e 31; osserva che:
- relé di controllo dell'integrità del segnale i, CiS i: lo stato di eco - i controlli di ciclo sono meno numerosi, perché il segnale F ha
citazione di tale relé attesta che, dopo la precedente manovra a una sola luce e, soprattutto, perché il terzo binario non è mai co-
via libera, il segnale i si e ridisposto a via impedita oppure è dificato e, di conseguenza, mancano i controlli di ck, vd e vad;
spento. In altri termini ['eccitazione del relé CiS che sarà illu- - l'approccio è costituito soltanto dal cdbIII, perché nel terzo bina-
strato nella tavola 32, attesta che il segnale ha assunto l'aspetto rio non è ammesso il transito {vedi tavola 24 - fig. 3b}.
di via impedita o, almeno, un aspetto degradato (o: spento,,) da in-
terpretare come via impedita a termini di regolamento sui segna-
li (art. 58);
- relé di selezione del codice, ck3s1120, à3s/18D e ck3s/270 (vedere
tav. 30). All'atto della manovra del segnale di protezione, l'eccita- UN ESEMPIO DI LIBERAZIONE CON TRANSlTATO
;done di uno di tati relé provvede a selezionare il codice che deve
eSSel"e inviato in linea verso il segnale di avviso c, anche, l'aspetto In fig. 4 abbiamo riportato anche il circuito dei relé ApsII[
chc dc\'e essere assunto dal segnale di avviso stesso, come sarà e asIlL
illustralo nelle tavole 37 e 38. Osservando il piano schematico in fig. 2, si rileva la presenza di
- relé di codifica:zione, vs"'ll, vs"ll c vas3, che provvedono alla un cdb particolare, il cdb08_ Esso è stato introdotto perché si è fatta
codificazione dei cdb di stazione e che saranno illusll"ati nella ta- l'ipotesi che dal terzo binario si effettuino partenze verso X di treni
vola 36; che lascino materiale in sosta sullo stazionamento.
- rcIC di risposta, di controllo del percorso e di verifica dell'esi· E immediato constatare che i circuiti dei rdé ApslII e asIlI non
stcnza delle condizioni per la manovra del segnale, RsJ, Es3, 553. presentano alcuna novità concettuale rispetto a quanto esposto
Dei primi due è già nota la funzione, il terzo sarà illustrato ndla commentando la fig. 5 della tavola precedente e costituiscono un
tavoLa 28. esempio completo di applicazione di quella soIU7.ione.

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-
-
CORSI 01 FORMAZIONE P R OFE SSIONALE
1-

- T A V Ol A

ACEI 26
APPARATI

4~
CENTRALI

PROVA
ELETT RICI

DI CONTROLLO
A PULSANTI 01 ITINERARIO
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78
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


IS
ACEI26 4" PROVA DI CONTROLW


c - VERO O FALSO D - DOMANDE BREVI

I· - Dispositivi di transitato si riscontrano soltanto per (a libera- l - Con quale tasto di soccorso si può ottenere, in determinate con-
zione di itinerario di partenza. dizioni, la liberazione det punto origine?
Vero D Falso D

2 ~ Il dispositivo di transitato può essere adottato anche per un iti· 2 - Perché azionando il segnale di chiamata in Tb si provoca il
nerario di partenza da un binario di corsa. bloccamento del punto origine?
Vero D Falso D
3 . L'alimentazione a ISO V ca di due cdb che costituiscono un di· 3 - In quali circuiti di liberazione del punto origine di un itinera-
spositivo di transitato deve essere derivata dallo stesso inter- rio di partenza occorrono relé ausiliari?
ruttore di protezione.
Vero D Falso D
4 . Perché quando la zona di approccio per un itinerario di arrivo
4 - Se il dispositivo di transitato presenta una anormalità, si otter- viene realizzata in parte con un temporizzatore, si realizza an-
rà ugualmente dopo l'arrivo di un treno, la liberazione del pun- che un dispositivo di transitato per la liberazione del punto ori-
to origine. gine?
Vero D Falso D
5 - Se la zona di approccio è realizzata con due cdb, si otterrà 5 . In quale circuito si controlla che il relé a ausiliario del disposi-
ugualmente la liberazione del punto origine se due treni vengo- tivo di transitato per la liberazione del punto origine di un iti-
no ad occupare distintamente le due sezioni di blocco prece- nerario di partenza si sia regolannente diseccitato?
denti il segnale di protezione.
Vero D Falso D
6 . Che funzione svolgono i contatti del relé g finale dell'itinerario
6 - Per gli itinerari di partenza il bloccamento è sempre di ap- di arrivo sul ramo di liberazione del punto origine di un itine·
proccio.
rario di partenza?
Vero D Falso D

7 - La liberazione di un relé Apdx di un itinerario di partenza è


7 - Che funzioni esplica nel circuito del relé E la condi7.lone di relé
sempre subordinata allo stato di eccitato del relé gudx.
R eccitato. che è apparentemente ridondante, in quanto già imo
Vero D Falso D
plicita nella condizione di relé V eccitato?
8 - Dopo aver comandato un libero transito, per liberare l'itinera-
rio di partenza. occorre procedere prima alla liberazione del-
l'itinerario di arrivo. 8 - In funzionamento normale, quali sono le variazioni di aspetto
Falso D dello scudetto del punto iniziale e in quale momento avven·
Vero D
gana?
9 Se la zona di approccio è realizzata con due circuiti di binario,
occorrono due conduttori di linea tra la stazione e il segnale
che precede quello di avviso. 9 - Il relé PB e il relé a sono ritardati alla diseccitazione per lo
Vero D Falso D stesso motivo: qual'è il motivo?

lO - Se non si eccita il relé E, il bloccamento del punto origine può


essere ugualmente ottenuto mediante il tasto Tm. 10 . Su quali elementi è impostata la topografia det circuito del
Vero D Falso D reté E?

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-
-
CORSI 01 F O RM AZIONE PROFESSIONALE

- TAVOLA 'APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI 01 ITINERARIO

IS
ACEI 27 VERIFICA DELLE CONDIZIONI DI LINEA

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CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


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ACEI27 VERIFICA DELLE CONDIZIONI DI LINEA

GENERALITA che per il punto 4. Di consegue;nza il relé EVdII deve Poter essere ali·
mentato per due strade diverse.
Nella tavola 5 si è visto che, appena si completa La fase di indica· I relé BV sono neutri e alimentati a 24 Vcc.
zione dell'itinerario. si attiva la fase di verifica delle condizioni di In fig. 4 si osserva, infatti, che se si eccita il relé ldII-3, il reJé
linea (di regola: blocco ed eventuali PL). Lo schema a blocchi di fig. EVdII può essere alimentato soltanto dal ramo di .sinistra; viceversa,
l, tra le altre cose, ci ricorda che la fase di verifica delle condizioni se si eccita il relé JdII-4, il relé EVdIl può essere alimentato soltanto
di linea procede indipendentemente dalle altre fasi di funzionamen- dal ramo di destra.
. to dell'apparato comprese tra l'indicazione e la verifica delle condi- I due rami di alimentazione sono concettualmente molto simili.
zioni di manovra segnale: i percorsi dello schema sono paralleli e Esclusa, infatti, la condizione di assenza del fuori servizio del bina~
confluiscono soltanto più avanti nella verifica delle condizioni per rio (relé fs3.!.), che è presente solo sul circuito di sinistra (vedi qua~
la manovra del segnale. demi del blocco), le altre condizioni riguardano, in entrambi i. casi:
In questa tavola, con riferimento alla solita stazione in studio, - la ricezione di un codice qualsiasi della prima sezione di blocco
rappresentata in fig. 2, vengono commentati i circuiti dei relé BY (relé j-IR e BA);
che effettuano la verifica dell'esistenza delle condizioni di linea. - l'orientamento del senso del blocco (combinatore MI);
Il relé BY è stato creato per consentire, anche in mancanza delle - il consenso di eventuali PL di linea;
condizioni di linea, l'eccitazone del relé E con conseguente blocca- - la condizione di efficienza di un segnale a valle del segnale di
partenza (relé EIIIS) vedere tav. 38.

--
mento del punto origine.
La diversa posizione dei relé, eccitati sul ramo relativo al punto
3, diseccitati sull'altro, è diretta conseguenza del fatto che con im-
pianto a riposo, il blocco è orientato per le partenze sul binario di
CARATTERISTICHE E CONDIZIONI DEI CIRCUITI DEI sinistra.
RELÈEV In fig. 5 sono riportati i circuiti dei relé EVd relativi al lato destro
della stazione in fig. 2.
Poiché i relé EV controllano l'esistenza delle condizioni di linea, Dopo quanto già illustrato, la comprensione dei circuiti è molto
è evidente che essi esistono soltanto per gli itinerari di partenza. In semplice. Si vuole solo osservare che mentre i relé EVclII e EVclIII
particolare, si può dire che per ogni punto origine di partenza esiste possono essere alimentati da due rami diversi, a seconda che il pun-
un relé EV associato a quel punto. Ad esempio, nella nostra stazione to finale dell'itinerario sia il3 o il 4, il relé EVdI può essere alimen-
di fig. 2 esistono 6 relé EV, tre destri e tre sinistri: EVdI, EVdlI, tato da un solo ramo. Ciò è conseguenza del fatto che, nella stazione
EVdIII e EVsI, EVsII, EVsIII. in studio, per dispositivo di armamento, non esiste l'itinerario 1-3.
Osservando la fig. 3, si fa subito la riflessione che, a seconda che Occorre anche ricordare che, per due dei tipi di blocco attual-
l'itinerario comandato sia il II·3 o il Il-4, l'unico relé EvdII deve veri· mente in uso sui rami di alimentazione dei relé EV sono inseriti i
ficare condizioni diverse: non è, per esempio, assolutamente detto contatti (tratteggiati in fig. 5) di un relé aBA con funzioni di control-
che, se esiste il consenso di blocco per il punto 3, debba esistere an- lo ciclico di diseccitazione dei relé di blocco.

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-
CORSI 01 FORMAZIONE PROFESSIONALE

- TAVOLA APPARATI

VERIFICA
CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI

DELLE CONDIZIONI PER LA MANOVRA


DI ITINERARIO

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Tavola
ACEI28
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


VERIFICA DELLE CONDIZIONI PER LA MANOVRA DEL SEGNALE
IS
-
GENERALITÀ Occorre, infine, ricordare che con l'eccitazione del relé $ si effet-
tua il comando di intallonabilità dei deviatoi incontrati di punta in-
La verifica delle condizioni per [a manovra del segnale è la fase teressati dal movimento de! treno. In una tavola successiva vedremo
di funzionamento dell'apparato in cui si controlla che l'itinerario che la diseccitazione dei relé BED conferma il bloccamento degli
sia stato formato, controllato e bloccato e, nel caso di itinerario di elettromagneti dei deviatoi. .
partenza, che esistano le condizioni per l'inoltro del treno in linea.
La verifica delle condizioni per la manovra del segnale si effet-
tua per mezzo dei rele S; essi sono rete neutri a 24 Vec, normalmente IL RELÉ U
diseccitati, che vengono alimentati con circuiti di tipo topografico
specializzato, in gran parte comuni ai circuiti di alimentazione dei Il relé U è un relé associato al punto iniziale dell'itinerario di aro
corrispondenti relé R del punto iniziale. rivo ed ha la funzione di comandare l'attivazione del segnale di chia-'
Esiste un relé S per ogni punto iniziale di itinerario; l'alimenta- mata.
zione è posta, invece, nel punto finale dell'itinerario. Dalla fig. 3 si rileva che esso può essere eccitato attraverso uno
L'eccitazione del relé S si evidenzia sul QL, solo nel caso di itine- dei due rami di circuito che alimentano separatamente le due bobi-
rari di partenza, con l'accensione di una ripetizione di forma circo- ne del relé. Le due possibilità corrispondono a due distinte situazio-
lare sullo stante de! segnale di partenza.
In questa tavola tratteremo le condizioni inserite nei circuiti dei
relé S per gli itinerari di arrivo e per gli itinerari di partenza e illu-
streremo, come esempi, i circuiti relativi agli itinerari di arrivo sini-
stri e di partenza destri della stazione in studio (fig. 2).
Tratteremo poi anche dei compiti e del funzionamento dei relé
lD e U. Di essi i primi, associati ai punti iniziali di itinerari di par·
tenza, comandano l'accensione dell'eventuale segnale indicatore di
ni di esercizio.
~ ~ prima situazione sì verifica quando non si ottiene l'eccitazio-
ne del relé V per la mancanza di una o più delle condizioni necessa-
rie (è tipico il caso di guasto di un cdb che non sia di occupazione
permanente). In questo caso, dopo l'eccitazione del relé R, le opera-
zioni dell'apparato si arrestano, perché il relé V non si eccita e, di
conseguenza, non si diseccita il relé g iniziale (vedi tav. 17).
Azionando, allora, la levetta Tb/S in posizione Tb (ruotata a sini·
--
direzione e intervengono sul circuito della ripetizione sullo stante stra), si determina artificialmente la diseccitazione del relé g inizia-
del segnale sul QL precedentemente citata; i secondi, associati ai le (vedi tav. 17) e, quindi, il bloccamento del percorso. Sul relé E,
punti iniziali degli itinerari di arrivo, comandano l'accensione del d'altra parte, viene esclusa da contatti della levetta Tb/S stabiliti a
·segnale di chiamata. sinistra la condizione di relé V eccitato (vedi tav. 21).
Quindi nell'apparato riprende la normale successione delle fasi.
In fig. 3 si vede che i contatti a deviatore della levetta Tb/5, che è sta·
CIRCUITO DEI RELÈ S ta ruotata a sinistra, consentono l'eccitazione de! relé U, escludendo
al contempo quella del relé $: il segnale resterà a via impedita e sarà
Se osserviamo attentamente la rete di alimentazione dei relé 5s3 ~ttivato il segnale di chiamata.
e Ss4 in fig. 3 e la confrontiamo con quella disegnata nella fig. 3 del- ~ La seconda situazione anormale di esercizio si verifica quando
la ta\'ola 12, ci rendiamo conto del fatto, finora soltanto enunciato, la condizione mancante non è shuntabile con il tasto Tb (si cita ad
che relé Re relé S dello stesso punto iniziale hanno in comune il cir- esempio: mancanza del controllò di un devi~toio, mancata risposta
cuito di alimentazione per tutto illratto dall'alimentazione ai con- di itinerario). In questi casi l'eccitazione del relé U non è possibile
tatti a deviatore del relé Ap. Giunti in questo punto i circuiti si divi· azionando il tasto Tb/S, perché c'è sempre almeno una condizione
dono: il ramo del relé R fa capo al contatto alto del deviatore, il ramo mancante (relé E!). :t: allora necessario azionare il tasto Tz per ecci-
relativo al relé S fa capo al contatto basso. tare direttamente il relé U e provocare l'attivazione del segnale di
In definiLiva, sul relé S relativo ad un itinerario di arrivo inter- chiamata.
vengono le seguenti condizioni (fig. 3): In tal caso il bloccamento del percorso dovrà essere confermato
- tutte quelle che sono richieste !Jer manlenere eccitato il relé R con il tasto Tm, perché, evidentemente (vedi tav. 17), in assenza di
del punto iniziale; b!occamento del punto origine (il relé Ap resta eccitato), la conserva-
- il controllo che il punto origine dell'itinerario sia bloccato (relé zione dello stato di diseccitazione del relé g del punto iniziale non
ApI); è garantita (il relé U potrebbe cadere e liberare il g in qualunque mo-
- il controllo del percorso effettuato con esito positivo (relé Et); mento).
Osserviamo, infine, che il relé U è alimentato a 24 Vcc dal lato del
- la levetta Tb/S in posizione di manovra automatica (ruota la a de-
Tb; dal lato della levetta Tz è alimentato a 24 Vcc, se l'alimentazione
stra).
del segnale di chiamata non è derivata direttamente dalla batteria
Viene, inoltre, controllata la normalita della levetta Tz.
è, invece, alimentato diretLamente dalla batteria a 144 Vcc con l'in-
Le condizioni per l'eccitazione di un relé S relativo al punto ini-
terposizione di una resistenza opportuna (5500 n se il relé è 8/6), se
ziale di un iLinerario di partenza differiscono dalle precedenti solo
il segnale di chiamata è derivato direttamente dalla batteria. ln que-
per l'aggiunla della verifica che sia eccitato il rclé EV; manca, ovvia-
sto modo si garantisce al massimo il fun:donamento del segnale di
mente, il controllo di normaliUl delle levelta Tz, che in questo caso
chiamata.
non esiste.
Il circuito per l'attivazione del segnale di chiamaLa schematizza-
Le condizioni inserite sul relé S relativo ad un itinerario di par-
to in fig. 5 è di seguito illustrato.
tenza sono, quindi, le seguenti (fig. 4):
L:a7.ionamento della le\"etta TblS o dell-alevetLa Tz determina l'ec-
- tutte quelle che sono richieste per manLcnere ccci lato il relé R citazione del relé U che a sua volta attiva il dispositivo statico di
del punto iniziale: lampeggia mento LpU e chiude il circuito di accensione delle lampa-
- il controllo che il punto origine dc\l'iLinerario sia bloccalo (relé de del segnale di chiamata sotto tensione intcrmitLente a condizione
ApI); che risulti eccitato il relé K di controllo di regolare lampeggi amen lo
- il controllo del percorso effcHuato con esito positivo (relé El); posto all'interno del dispositivo stesso.
- l'esistenza delle condizioni di linea (relé EVI): Se le lampade sono entrambe regolarmentc accese si eccita il re-
_ la levetta Tb/S in posizione di manovra automulica (ruo1<.lta a lé differenziale Sch di controllo e si accende a luce fissa sul QL il
destra). simbolo del Sch in corrispondenza del segnale inleressato.
(Segue)

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OQ

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CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

TAVOLA APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO

A CE I 28 VERIFICA DELLE CONDIZIONI PER LA MANOVRA I 5


DEL SEGNALE

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- 84
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali eleUrlci a pulsanti di ltinerario


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ACEI28 VERIFICA DELLE CONDIZIONI PER LA MANOVRA DEL SEGNALE

Nel caso di spegnimento di almeno una delle due lampade. il relé In condizioni riormali una delle due bobine del relé lD risulta in
Sch si diseccita a patto che siano state osservate le norme di regota- parallelo al relé S e quindi i due relé si eccitano entrambi; in questo
zione contenute nello schema S.Se7 cui si rimanda. caso, sul'QL la ripetizione sullo stante del segnale è fissa (vedi fig.
Si spegnerà pertanto il simbolo del QL e il D.M. riceverà il treno 6). Qualora, invece, per un guasto che impedisca l'eccitazione del re·
attuando uno dei provvedimenti indicati nell'Art. 49 R.S. lé V, venga azionato il tasto Tb, il relé S resta diseccitato mentre, se
esistono tutte le altre condizioni, si eccita' il reli!: ID attraverso la se-
conda bobina; in questo caso sul QL la ripetizione di fig. 6 è lampeg·
IL RELÈJD giante.
IL relé ID è un relé associato al punto iniziale dell'itinerario di Il circuito per l'accensione dell'indicatore di direzione è molto
partenza ed ha la seguenti funzioni: semplice ed è schematizzato senza riferimento alla stazione in esa-
- comanda l'accensione dell'indicatore di direzione, quando que- me in fig. 7.
sto esista; Si suppone che per i movimenti di partenza sinistri siano previ.
- comanda l'accensione a luce lampeggiante della ripetizione sul- ste due direzioni contrassegnate con i numeri l e 2. Per l'accensione
lo stante del segnale sul OL. qualora il re]é S sia diseccitato. della indicazione di direzione 1 oltre al relé ]D relativo al punto da
In fig. 4 si osserva che il relé ID può essere eccitato attraverso cui iniziano gli itinerari di partenza dev'essere eccitato un relé J di
uno dei due rami di circuito che alimentano separatamente le due un itinerario che sviluppandosi dal punto considerato confluisca

--
bobine del relé. verso tutti i punti di linea associati alla direzione 1.

85

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- TAVOLA APPARATI
CORSI DI

CENTRALI
FORMAZIONE

ELETTRICI A
PROFESSIONALE

PULSANTI or ITINERARIO
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ACEI 29 SELEZIONE DELL' ASPETTO DEL SEGNALE-PARTE 1~

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86
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


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ACEl29 SELEZIONE DELL'ASPETTO DEL SEGNALE - PARTE la

GENERALITÀ INTALLONABILITÀ. DEI DEVIATOI

Le verifiche di apparato che provocano l'eccitazione del relé S n Capitolato Tecnico IS/Ol ed. 1973 al punto 2.02 prescrive che le
non sono di per sé sufficienti a determinare senz'altro la manovra casse di manovra dei deviatoi incontrati di punta dai treni a velocità
a via libera del segnale. uguale o supen"ore a 60 km/h devono essere ìntallonabili.
Se si riprende in esame quanto fin qui illustrato, ci si rende subi- Di regola, negli impianti normalmente presenziati da Dirigente
to conto di due cose: Movimento il vincolo dell'intallonabilità non è pennanente, ma è
1) l'apparato non ha ancora controllato che siano stati resi i.niaUo- stabilito a comando, per mezzo di un eleltromagnete, per i soli movi·
nabili i deviatoi per i quali è richiesta tate caratteristica; menti di treno interessati.
2) l'apparato non ha ancora determinato quale sia l'aspetto del se· I principi e le soluzioni circuitali relative sono illustrati nella ta-
gnale congruente con le condizioni a valle di esso (possiamo dire vola 44. Per il momento è sufficiente ricordare che la verifica che un
che non è stato ancora selezionato l'aspetto del segnale). deviatoio sia stato reso intaUonabile è effettuata tramite il relé sta-
Entrambe queste operazioni sono effettuate tramite relé che ven- bilizzato BED, bloccatore dell'elettromagnete del deviatoio, associa-
gono individuati dalla sigla mS (che sta per manovra segnale) e che to al deviatoio stesso. In altri termini, di principio, per l'eccitazione
realizzano la fase di funzionamento in fig. 1. del relé mSDI di fig. 2b è sufficiente verificare che siano eccitati i
Poiché, in realtà, la famiglia dei relé mS è suddivisa in due grup- relé JsII-2 e SsII e sia diseccitato il relé BEDla.
pi ben distinti come funzione e come struttura del circuito che li ali-
menta, nella tavola presente vengono prima introdotti i relé mS in
generale e poi vengono diffusamente illustr.ati i relé del primo grup-
po; nella tavola 31 saranno poi illustrati quelli del secondo gruppo. CIRCUITI DEI RELÉ mS DI MANOVRA SEGNALE AL PRIMO
ASPETTO

LA FAMIGLIA DEI RELÉ rnS Se si riflette sul fatto che l'intallonabilità è una caratteristica del
singolo deviatoio, potrebbe sorgere spontanea l'idea di dare ai cir-
Consideriamo una luce di un segnale. Escluso il caso di una luce cuiti di alimentazione dei relé mS di manovra segnale al primo
che non può mai essere manovrata, essa può presentare due o tre aspetto una configurazione topografica e di disporre le condizioni
aspetti. relative ai reté BED in punti del circuito opportunamente scelti.
Evidentemente, nel caso di una luce a due aspetti, l'apparato de- È abbastanza facile convincersi, invece, che il problema della ve-
ve decidere solo se la luce stessa può essere manovrata o no. Invece, rifica dell'intallonabilità non può essere risolto di principio in mo-
nel caso di una luce a tre aspetti, oltre alla decisione predetta, l'ap- do rigorosamente topografico.
parato deve anche decidere quale aspetto deve essere presentato al Consideriamo, ad esempio, lo stralcio di piano schematico in fig_
treno. 2a: in conseguenza delle velocità ammesse sui rami deviati dalle co-
Le verifiche necessarie possono essere organizzate nel modo se- municazioni, riportate nella stessa figura, è chiaro che l'intallonabi-
guente: lità della comunicazione I è richiesta solo per gli itinerari II-2 e
a) viene affidata ad un reLé la verifica che, essendo state realizzate II -3 (gli itinerari 1-2 e 1-3 sono percorsi a 30 km/h) mentre l'inta(]ona-
le condizioni di intallonabilità dei deviatoi, la luce del segnale biUta della comunicazione 2 è richiesta solo per l'itinerario l-l.
può essere manovrata; ~ Osserviamo ora in fig. 2c la rete topografica di alimentazione dei
b) nel solo caso che gli aspetti conseguenti a manovra siano più di relé mSC, mSDI, mSDII, mSEI, mSEII. La parte della rete a destra
uno, viene istituito un secondo relé, al quale viene affidata la ve- non presenta alcuna necessità di chiarimento: è ovvia (vedi fig. 2a)
rifica che le condizioni a valle èonsentano che la luce assuma l'a- la presenza dei contatti dei relé 5sl, SsII e SsIII; è chiara la funzione
spetto meno restrittivo. Per esempio, se una luce ha i due aspetti dei contatti di 151-1 e 1s11-2, che discriminano se deve essere mano-
di fOSSO e di verde, la verifica a) è sufficiente ad autorizzare la vrata la prima o la seconda luce.
manovra della luce stessa al verde. Se, invece, la luce ha i tre A questo punto occorre precisare che, nel caso di impiego di un
aspetti di rosso, di giallo e di verde, la verifica a) è sufficiente sol- relé ripetuto, si devono utilizzare nei circuiti del relé di risposta e
tanto ad autorizzare la manovra al giallo, per la manovra al verde di selezione dell'aspetto del segnale i contatti di uno stesso relé.
occorre anche la verifica b). Tale accorgimento ha lo scopo di e\'itare una indebita commuta~
Come già accennato, la famiglia dei rele rnS è costituita da due zione della manovra de! segnale dalla I alla Il luce nel caso si verifi-
gruppi di relé. Del primo gruppo fanno parte i relé che effettuano chi l'intempestiva diseccìtazione del relé ] utilizzato nel circuito del
la verifica al. Essi sono individuati dalla sigla mS seguita dal nome relé rnS.
del segnale e, se il segnale ha più di una luce, dal numero romano Se, adesso, osserviamo la parte topografica del circuito, vediamo
che precisa la luce alla quale il reJé si riferisce (se, per esempio, il subito che l'intallonabilità delle comunicazioni Le 2 è inutilmente
segnale B ha due luci e il segnale F ne ha una, esistono i relé mSBI, verificata sul relé mSE, che si riferisce ad un i1in~rario da percorre-
mSBII e mSF). Per esigenze didattiche indicheremo questi rclé con re a 30 km/h. Questo comporta l'onere, che potrebbe essere e\'iLalO,
il nome di relé di manovra segnale al primo aspetto. che in caso di anormalità relativa all'intallonabilità di una delle due
Dd secondo gruppo fanno parte i relé che effettuano la verifica comunicazioni, il segnale E non posso essere disposto a \·ia libera.
b). Anche essi, come i precedenti, sono individuati dalla sigla mS se- Gli impianti ACEI immediatamente precedenti a quelli realizzati
guita dal nome del segnale ed, evenLualmente, da un numero roma,
no; ma tali caratteri sono seguiti dall'indicazione flbbreviata e rac·
secondo gli schemi 1_°_
16
2 a serie, oggelto della presenle traltazione,

chiusa tra parentesi deH'aspetto meno rcstritlivo, al quale sarà co- non presentavano tale inconveniente, perché i l-eit': mS non erano ali-
mandata la luce in caso di eccitazione del relé {se, per esempio, la mentati in topografia, ma erano progeLtati itinerario per itinerario.
prima luce di un segnale B può assumere, o1Lre al rosso, gli aspetLi In effetti, se torniamo a considerare la fig. 2c, vediamo che l'in-
di giallo e di verde, esisterà, oltre al rclé mSBL il rclé rnSBI(v}. Per conveniente ricordato scompare se si dispongono in parallelo ai
esigenze didattiche, indicheremo questi relé con il nome di rdé di conlatti dei relé SEDia e SED2a c-ontatti alli dci rek ls(-2 e ls(·3.
manovra segnale al secondo aspeLto. È chiaro, però, che q uesto l'q uivale a rinunciare al concetto torog!";)·
I relé mS sono relé neutri alimentati a 24 Vcc. fico c a progettare caso rer caso i circuiti.
(Segfce)

87

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CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

TAVOLA APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI 01 ITINERARIO


15
ACE I 29 SELEZIONE DELL'ASPETTO DEl:. SEGNALE-PARTE1~

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- 88
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di Itinerario


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ACEI29 SELEZIONE DELL'ASPETTO DEL SEGNALE· .PARTE l"

Quanto esposto rende conto a sufficienza del fatto che l'intallo- BED3J non sarebbe richiesta per gli itinerari 3-111 e 4-111 e la condi-
nabitità non è correlala alta topografia, ma piuttosto alt 'itinerario zione di BED4bJ non sarebbe richiesta per l'itinerario 4-111. Analo-
che impegna il deviatoio. gamente (fig. 5), il controllo di BED4aJ non sarebbe richiesto per gli
Tuttavia. per obiettivi di risparmio di contatti di relé ) e per di- itinerari 111-3 e III-4.
minuire gli oneri di progettazione dei circuiti, si è atIa fine scelta la Richiamiamo solo l'attenzione sul fatto, facilmente verificabile
soluzione topografica sia per la chiamata degli elettromagneti, che nella figura, che per ogni luce di segnale di protezione o partenza
sarà illustrata nella tavola 44, sia per il controllo degli stessi, che esiste un relé del tipo in discorso.
stiamo esaminando. Presupposto indispensabile di tale scelta è l'in-
troduzione deHa seguente semplificazione: se un itinerario qu.alsiasi
richiede l'in.tallol1abilirà di zm certo deviatoio, tutti gli itinerari che CARATTERISTICHE GENERALI DELLE RETI DEI RELÉ mS DI
percorrono quel deviatoio ne richiederanno f'intallonabilità. La rigi- MANOVRA SEGNALE AL PRIMO ASPETIO
dità delta regola comporta, ovviamente, l'accettazione dell'inconve-
niente già illustrato in pr:ecedenza. E. invece, interessante rilevare che la topografia delle reti dei re-
lé mS di manovra segnale al primo aspetto sono molto semplificate
rispetto alla topografia completa del piazzale. Per convincersene,
ESEMPI DI APPLICAZIONI basta, per esempio, confrontare la fig. 4 con la fig. 3 di tavola 12, re-

--
lativa alla risposta per gli itinerari di arrivo da Y. ' '
Esaminiamo in dettaglio i circuiti dei relé mS per la manovra al Il motivo principale della semplificazione risiede nel fatto che,
primo aspetto dei segnali della nostra stazione lato Y (fig. 3). evidentemente, il controllo di intallonabilità nOn è richiesto per tut-
In fig. 4 è rappresentata la rete di alimentazione dei relé roSII, ti i deviatoi; in particolare, di solito non è richiesto per i deviatoi
mS1II, mSLI e mSLII; in fig. 5 è rappresentata la rete di alimentazio· ubicati su binari non di corsa.
ne dei relé mSF, rnSGI, mSGII e rnSH. Come si vede, le reti sono spe- Tattavia il lettore volenteroso può verificare che ulteriori sempli-
cializzate per senso di marcia: è questa una intuibile conseguenza ficazioni circuitali si ottengono con le regole seguenti:
del fatto che le condizioni di intallonabilità sono legate al senso di - per ogni deviatoio incontrato di punta dal treno occorre disporre
impegno del deviatoio. nella rete un elemento del tipo in fig. 6;
Dopo quanto già esposto, il funzionamento dei circuiti non ri- - per ogni deviatoio incontrato di calcio dal treno occorre disporre
chiede ulteriori spiegazioni: il lettore è ceno perfettamente in grado nella rete un elemento deI tipo in fig. 7;
di controHare che tutti gli elettromagneti che devono essere control- - gli elementi circuitali a vatle dei quali non esistono condizioni di
lati per i singoli itinerari lo sono effettivamente, come pure di rico- intallonabilità da controllare possono essere eliminati.
noscere i controlli superflui, ma accertati in conseguenza della sem- È, per esempio, un utile 'esercizio ricostruire le reti di figg. 4 e
pliricazione circuitale adottata. Ad esempio (fig. 4), la condizione di 5, applicando le regole enunciate alla nostra stazione.

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co RSI DI FORMAZ'ONE PROFESSIONALE

APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO


T AVOLA
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ACEI 30 SELEZIONE DELL'ASPETTO DEL·SEGNALE PARTE 2~

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90
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


IS
ACEI30 SELEZIONE DELL'ASPElIO DEL SEGNALE - PARTE 2"

GENERALITÀ CONTROLLO DI ILLUMINAZIONE

Si è già detto nella tavola precedente che, qualora una luce di un Il circuito di illuminazione della lampada è alimentato a 150 Vca.
segnate abbia tre aspetti, occorre discriminare in apparato l'aspetto In fig. 4 è riportato il circuito di illuminazione e controtlo deHa lam-
al quale la luce stessa deve essere manovrata. Si deve ora riflettere pada di una prima e di una seconda luce. L.:alimenlazione'è subordi-
sul fatto che, se una luce ha tre aspetti, la scelta tra i due aspetti me- nata all'eccitazione di un relé di concordanza Y relativo alla luce,
no restrittivi è determinata dall'aspetto del segnale successivo. che sarà iltustrato nella tavola 32. Il controlto è di tipo amperome-
Sulle linee con blocco automatico a correnti codificate l'aspetto trico ed è ottenuto inserendo nel circuito della lampada un TA che,
del segnale successivo è in relazione stretta con il codice immesso attraverso una successiva trasformazione con raddrizzamento, ali-
nel tratto di binario tra i due segnali. La scelta di tale codice è deter- menta un relé neutro contraddistinto dalla sigla lllS seguita dal no-
minata dai relé ck, detti selettot:'i di codice, i quali, in sostanza, veri- me del segnale e, se necessario, da un numero romano che individua
ficano 'la posizione del relé schermo e l'illuminazione delle lampa- la luce.
de; vedremo che gli stessi relé ck forniscono aH'apparato anche"le Nel circuito della lampada è anche inserita una valvola da 3,4 A.
informazioni sufficienti a determinare l'aspetto delle luci del segna- La tensione alla lampada è di 12 V. Qualora sia previsto il !ampeg-
le a monte. giamento della luce si provvede ad inserire nel circuito di illumina-
Nella tavola presente vengono illustrati i rele KS di controllo del- zione del segnale una resistenza che viene alternativamente inclusa
la posizione del relé schermo, il relé nIs di controHo di illuminazio- od esclusa dal contatto del dispositivo statico di lampeggiamen-
ne della lampada ed i relé ck selettori di codice. lo (Lp). .
Nella tavola successiva si vedrà come questi ultimi intervengono Il segnate viene cosi alimentato con una tensione lampeggiante.
sui relé mS che abbiamo chiamàto di secondo aspetto e verrà, quin- Ciò è vero se il relé K di controllo posto aH 'interno del dispositi-
di, completato lo studio della fase della selezione dell'aspetto del se- vo sopraddetto è eccitato, quale conferma che la tensione lampeg- ~'-
gnale (fig. l). giante generata è regolare (60 pulsazioni al minuto primo).
Nel caso di mal funzionamento del dispositivo, il relé K resta di-
seccitato, impedendo così l'invio di una tensione lampeggiante irre-
golare al segnale che risulterà invece alimentato a tensione fissa,
RELÉ SCHERMO cioè ad un aspetto più restrittivo, ma definito.
Le lampade di seconda e terza luce sono mantenute normalmen-
È noto che l'aspetto di una luce di un segnale è fornito dal fascio te spente dal corrispondente relé Y diseccitato,
luminoso di una lampada ad incandescenza filtrato da vetrini colo- Si invita il lettore a prendere nota fin d'ora che, qualora la prima
rati montati sull'equipaggio mobile di un particolare relé, detto relé luce non sia illuminata, non potrà essere illuminata nemmeno la se-
schermo. È anche noto che il controllo del segnale comprende il con- conda; anche questa funzione è svolta dal re!é Y di seconda luce, co-
trollo della posizione dell'equipaggio mobile e il controllo dell'illu- me sarà illustrato in seguito.
minazione della lampada.
Qualche maggiore dettaglio sui tipi e le caratteristiche del relé
schermo sarà fornito nella tavola 33; per ora è sufficiente ricordare
RELE SELETTORI DI CODICE
che il controllo di posizione dell'equipaggio è effettuato verificando
lo stato dei due noti commutatori « a» e « b ».
Sulle linee esercfte con il blocco automatico a correnti codifica-
te, all'atto della formazione di un itinerario che interessi i binari di
corsa, occorre codificare con il codice appropriato i cdb di stazione
CONTROLLO DI POSIZ[ONE e, per un itinerario di arrivo, inviare a monte del segnale di protezio-
ne il codice congruente con le condizioni di valle, in sostituzione del
Il controllo di posizione di una luce di segnale viene effettuato codice 75 che si trova normalmente in quel tratto di binario, quando
con coppie di relé polarizzati; i circuiti relativi, che, ovviamente, si il segnale di protezione è a via impedita.
svolgono parzialmente in campagna, sono alimentati a 48 Vcc. Con il riferimento alla nostra stazione (fig. 5) e, in particolare al-
Dal momento che un controllo può ritenersi valido solo se è effet- l'itinerario di transito 2-1I·3, si forniscono le seguenti indicazioni di
tuato tramite i contatti alti di un relé, si deduce che per controllare validità generale:
una luce che può presentare due soli aspetti è sufficiente una coppia - nei cbd a valle del segnale di partenza viene. ovviamente, immes-
di relé pala rizzati; per controllare, ìm'ece, una luce a cre aspetti, oc- so lo stesso codice esislente nel cdb 003; quindi non c'è bisogno
corrono due coppie di relé polarizzati. di selezione, cioè di elementi che siano in grado di scegliere il \'a·
In fig. 2 è riporcato il circuito di controllo di posizione della luce lore de! codice;
di un segnale H, che può presentare solo due aspetti, rosso c verde, ~ nei cdb tra il segnale B e il segnale G viene immesso un codice
E. sufficiente una sola coppia di relé polarizzati, KSH(r) per il con- sele:t.ionato in funzione dell'aspetto di G;
trollo del rosso e KSH(v) per il controllo del verde. Essi sono alimen- - nel cdb 002, al posto del precedente codice 75, viene immesso un
tati tramite il commutatore o: a che provvede ad invertire il senso
D codice selezionato in funzione dell'aspetto di R
della corrente sul ramo di circuito lato relé, È allora chiaro che dovremo avere dei rele ck selettori di codice,
In fig. 3 è riportato il circuito di controllo di posizione della pri- che verificano lo stato del segnale G c dei relé ck che verificano lo
ma luce di un segnale B, che può presentare i tre aspetti di rosso, di sLato dcI segnale H Analogamente, per la marcia a destra, 3\'Temo
giallo e di verde e che si suppone a ventola non centrata in posizione i relé ck relativi al segnale D e i relé ck relativi al segnale J. Poiché,
dì riposo. Il circuito non richiede spiegazioni. Si rammenta soltanto naturalmente, la situazione è del tuUo simile nell'altru binario, avre·
che, come regola generale: ma in tutto 8 gruppi di relé ck.
- la prima coppia di polarizzati discrimina tra l'aspetto di riposo I relé sclettori di codice sono contraddistinti da una frazione nel-
(re!é a sinistra eccitato) ed i rimanenti (rdé a destra eccitaLO); la quale il numeraLDre presenta le lettere ck seguite dali'indicazione
~ la seconda coppia di po!arizzati discrimina tra l'aspetto meno re- dcI punto sul quale insisLe il segnale (pel" esempio, per i ck relativi
sLrittivo (relé a destra eccitato) ed i rimanenti (rclé a sinistra ecci- al segnale G. si ha ckHd) e il dc nominato re fornisce il valore del co-
tato), dice del quale viene abilitata la trasmissione,
(Seglle)

91
-
c OR S I 01 FORMAZIONE PROFESSIONALE

- TAVOLA
APPARATI CENTRALI ELE TTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO
IS
A CE l 30 SELEZIONE DELL' ASPETTO DEL SEGNALE

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92
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CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


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ACEI30 SELEZIONE DELL'ASPETrO DEL SEGNALE - PARTE 2"

In fig. 6 sono riportati i circuiti dei relé ckIIdll20, ckIIdll80 e Diciamo subito che tate relé non è un selettore di codice, in quan-
ckIId1270. to, in effetti, non svolge affatto la funzione di discriminare il valore
Il relé ckIId/120 dà l'indicazione dì deviata a valle de! segnale G, del codice da immettere nel binario a monte del segnale, ma deve es-
senza, però, discriminarne la velocita. Esso richiede: sere istituito se il segnale a monte può assumere l'aspetto'di giallo
- l'illuminazione del segnale: si ricorda che, come già detto, lampeggiante.
1llSGII può essere eccitato solo se entrambé le luci sono illumi- Nel nostro caso, per esempio, esse!1do ridotta la distanza tra i se·
nate; gnali B e G, il segnale AvvB presenta anche l'aspetto di giaHo lam-
- il controllo che l'aspetto della seconda luce sia congruente con peggiante. Allora, se B è verde. AvvB deve essere verde, se B è giallo,
le condizioni di valle: nel nostro caso è richiesto l'aspetto di ver- AvvB deve essere giallo lampeggiante. D'altra parte, sembra a prima
de (KSGII(v}t e KSGII{n)J-) perché la deviata immette su! binario vista che. se B è verde, nel cdb 002 viene inviato codice 270
di destra sul quale abbiamo supposto ci sia il blocco a due aspet- (ck2dJl80t e ck2d/270t), e se B è giallo, viene inviato codice 180
ti; è ovvio che, se anche sul binario di destra ci fosse il blocco a (ck2dfl80t e ck2d/270!). Quindi può sembrare che ck2d/v non con·
tre aspetti, per l'eccitazione del relé ckIIdfl20 sarebbe sufficien- tenga nessuna informazione che non sia già cOntenuta in ck2d/270.
te il controllo di giallo o di.verde (KSGII(n)!-KSGII(g o v)l); Il problema è che non è detto che se B è verde, nel cdb 002 ci sia
- il controllo di rosso della prima luce: esso è implicito nel fatto il codice 270, perché. può essere in atto un rallentamento {RI2d!}; in
che l'eccitazione del relé mSGII esclude quella di mSGI, come tale caso B può essere verde, nel cdb 002 c'è codice 180 (ck2d/270!),
abbiamo visto nella tavota precedente (vedi contatti a deviatore ma il segnale AvvB deve essere verde, e non giaIlo lampeggiante. Di
dei relé J nelle reti dei relé mS).
questo si incarica ck2d1v.
Il relé ckIId/180 dà l'indicazione di via libera condizionata in cor-
retto tracciato a valle del segnale G. Esso richiede: Concludiamo riassumendo:
- l'illuminazione della prima tuce (nlSGIl); - Per ogni segnale di protezione o partenza situato sui binari di
- il controllo dell'aspetto di giallo o di verde della prima luce: il corsa esiste un gruppo di relé cl.
blocco sul binario di sinistra è supposto a tre aspetti; quindi è - Se a valle del segnale c'è la possibilità di deviata, del gruppo fa
sufficiente il controllo di giallo (K.SGI(g-v)l e KSGI(r)!). \ parte un reLé ck/120.
H relé ckIId/270 dà l'indicazione di via libera incondizionata a - Se a monte del segnale ce n'è un altro che può assumere l'aspetto
valle del segnale G. Esso richiede le stesse condizioni per l'eccitazio- di giallo lampeggiante, del gruppo fa parte un relé ck/v.
ne del relé ckIId!l80 del quale controlla pure l'eccitazione e inoltre: I relé ck sono relé neutri alimentati a 24 Vcc.
- il controllo dell'aspetto di verde detla prima luce del segnale
(KSGI(v)1 e KSGI(,-g)l);
- l'assenza di rallentamento in atto; questa condizione è verificata
dal relé RlIId; come sarà richiamato nel seguito, l'eccitazione del CHIAVI DI RALLENTAMENTO
relé RlIId attesta che non è stata estratta la chiave di rallenta-
mento relativa at segnale G (vedi anche quaderni del blocco auto-
matico). f:. nota la funzione delle chiavi di rallentamento sulle linee con
In fig. 7 sono riportati i circuiti dei rele ck 2d relativi al se- blocco automatico a correnti codificate (vedi quaderni del blocco
gnale B. automatico). t=. anche noto che le chiavi di rallentamento relative ai
[circuiti dei relé ck2d!l20, ck2cl/180 e ck2d1270 sono del tutto si- segnali di protezione e partenza sono ubicate in corrispondenza del
mili a quelli dei rele ckIIdll20, ckIId/180 e ckIId/270 e non richiedo- fabbricato viaggiatori.
no, perciò, ulteriori spiegazioni. . In fig. 8 è riportato, per completezz.a, il circuito del rele R12d. Es-
Si osserva, però, l'esistenza di un relé ck2dlv. dove v sta per ver- so è concettualmente un ripetitore dei contatti della chiave, ma è te-
de, che sente tutte le condizioni per l'eccitazione di ck2dfZ70, esclu- nuto diseccitato dal relé ck2d/18D al fine di ciclarne il funz.ionamen-
sa quella di assenza di rallentamento in atto. to (vedi quaderni del blocco automatico)_

93

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CORS I DI FORMAZ IONE PROF ESS laNA lE -.-- ----l

TAVOLA A PPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO

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94
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


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ACEI31 SELEZIONE DELL'ASPETTO DEL SEGNALE - PARTE 3'

GENERALITA 111-4, non esiste l'analoga condizione relativa al punto 3, perché. es-
sendo il blocco a due aspetti sul binario di destra, se si può partire
Nella tavola presente viene completato (o studio della fase di se- verso il punto 4, si parte in ogni caso al verde. È superfluo rammen·
lezione dell'aspetto del segnale (fig. 1). tare che la condizione di blocco libero è già contenuta nel relé rnSF,
Si è visto nella tavola 29 come i relé del gruppo che abbiamo che non sarebbe eccitato se non fosse eccitato il r:elé EVdIII.
chiamato di mànovra segnale al primo aspetto effettuino, tramite re- Si fa notare che se il blocco fosse a tre aspetti anche sul binario
te a topografia ridotta, la verifica che, oltre alle condizioni che con· di destra lato Y. in serie ai contatti di ldlIl-4 ci sarebbero anche
sentono l'eccitazione del relé sommatore S, esistano anche le condi- quelli del rdé DR41180/270.
zioni di intallonabilità dei deviatoi. Si mette anche in evidenza che è regola generale che. nei casi in
Vengono ora illustrati i relé mS del secondo gruppo, che abbia- cui le condizioni per l'eccitazione di un relé di manovra segnale al
mo chiamati di manovra segnale al secondo aspetto. verde dipendono dal punto finale, la selezione del ramo del circuito
viene effettuata tramite i relé l_

RELÉ mS DI MANOVRA SEGNALE AL SECONDO ASPETTO


MANOVRA AL VERDE DI 2- LUCE
Ricordiamo che, a differenza dei relé mS di manovra al primo
aspetto, dei quali ne esiste uno per ogni luce di segnale di protezione La manovra di seconda luce al verde può aversi o in concomitan-
o di partenza, j relé mS di manovra al secondo aspetto esistono solo za di una manovra della prima Luce al giallo o in assenza di manovra
per le luci che possono presentare tre aspetti, per i motivi illustrati di prima luce, che resta, quindi, al rosso. Nel primo caso il segnale
nella tavola 29. assume l'aspetto giallo/verde, nel secondo l'aspetto rosso/verde.
I relé mS di secondo aspetto sono alimentati da circuiti non topo~
grafici e presentano una casistica molto ampia. Li illustreremo con ASPETW GIALWIVERDE. La manovra di seconda luce al verde
riferimento alla nostra stazione (fig, 2), suddividendoli in relé di pri- conferisce in questo caso al segnale un aspetto di avviso di deviata
ma luce e relé di seconda luce. (si consideri, ad esempio, l'itinerario 2~1I-4). Essa deve essere, quin-
L'eccitazione di tutti i relé mS di manovra al secondo aspetto è di, subordina·ta al controllo che il segnale successivo presenti un
sempre subordinata all'eccitazione del corrispondente relé mS di aspetto di via libera sotto rosso; deve essere cioè subordinata all'ec-
manovra al primo aspetto se essi si riferiscono alla prima luce. È in- citazione del re(é ck/120 relativo a quest'ultimo segnale. Ad esempio,
fatti evidente che una prima luce non può essere manovrata all'a- in fig. 4 l'eccitazione di rnSBII(v) verifica l'eccitazione del relé
spetto meno restrittivo, se non esistono almeno le condizioni per la ckIIdfl20, relativo al segnale G.
manovra D'altra parte, la manovra di seconda luce al verde richiede nel
nostro caso anche la manovra e il controllo di giallo della pri-
ma luce.
MANOVRA AL VERDE DI .- LUCE Nel caso del relé mSBII(v) (fig. 4) la prima condizione (manovra)
implica evidentemente che sia eccitato mSSI.
Esaminiamo la·manovra di prima luce al verde nei seguenti casi: La seconda condizione (controllo), invece, richiede qualche com-
- arrivo in corretto tracciato; mento. Per fissare le idee, riferiamoci ancora al rele mSBII(v) in fig.
- partenza in corretto tracciato; 4. A parte rnSBI, del quale si è già detto, mSBII(v) si eccita, se sono
- partenza in deviata (da binari non di corsa). eccitati cklIdfl20 e ck2d1l80. Se, ora, riprendiamo in esame la fig.
7 della tavola precedente, ci rendiamo conto che ck2dl180 « non sa»
ITINERARIO DI ARRIVO 2·II. Il segnale di protezione B può as- se BI è al giallo (sa solo che BI è giallo o verde ed è illuminato). Dove
sumere l'aspetto di verde se il segnale di partenza G è illuminato e
è allora il controllo di giallo?
disposto a via libera (giallo o verde). In fig. 4 si osserva che mSBI(v)
Riflettiamo. In fig. 4 si vede che se si eccita mSBII(v), non può ec-
si eccita se, oltre a mSBI. è eccitato ckIId/180; ricordando quanto il~
citarsi mSBI(v) perche, ovviamente, se è eccitato ckIId/120, non può
lustrato nelta tavola precedente o riscontrando direttamente la fig.
esserlo anche ckIIdft80. Allora, indirettamente, ckIId/120 eccitato
6 della tavola precedente, si vede che ckIIdl180 è eccitato proprio
esclude che BI sia verde; e poiché ck2d/180 «sa» che BI o è giallo
quando sussistono le condizioni sopra elencate per manovrare al
o è verde, ne consegue che BI deve essere giallo.
verde il segnale B. In sostanza il controllo di giallo è garantito dalla concomitanza
ITINERARIO DI PARTENZA 11-3. Si richiama all'attenzione che deU'eccitazione del relé ckll80 relativo al segnale e del relé ckl120
lato Y il blocco è a tre aspetti sul binario di sinistra e che la prima relativo al segnale successi\'o.
sez.ione è lunga almeno 1.350 m. Le due cose si deducono, la prima Abbiamo tralasciato finora il fatto che, in realtà, il segnale B de-
dal fatto che il segnale G può presentare anche il giallo, la seconda ve assume~e l'aspetto giallofverde lampeggiante, perché la comuni-
dal fatto che B non ha il giallo lampeggiante. Di conseguenza, il se- cazione 4 consente velocità di 60 km/h.
gnale G può essere disposto al verde, se il primo segnale di blocco In fig. 4 si vede che l'attivazione del lampeggiatore avviene:
è illuminato e a via libera (giallo o verde). Coerentemente a ciò, os- - se esiste [a manovra di l B luce (roSBI i), per evitare un RfV lam-
serviamo in fig. 3 che per l'eccitazione di rnSGI(v) è richiesto eccita- peggiante nei casi in cui è previsto l'aspetlo R/V;
to, oltre al relé mSGI, anche il rele DR del punto 3, che, com'è noto - se esiste la manovra al verde di seconda luce (mSBII(v)t); per un
(vedi quaderni del blocco automatico), contiene tutte le informazio- motivo che san} chiarito nella tavola successiva questo è suffi-
ni rdative alla linea richieste per la manovra al verde del segnale G. ciente a garantire che la seconda luce. se è illuminata, sia al
verde;
ITINERARI 01 PARTENZA DAL PUNTO IlId. L'itinerario di par-
tenza può interessare il punto 3, cioè un tratto di linea sul quale il
- se la seconda luce è illuminata (JllSBlI!).
Ne! seguito generalizzeremo la questione dell'attivazione del
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blocco è a tre aspetti, oppure il punto 4, cioè un trallo di linea sul lampeggiatore.
quale il blocco è a due aspeUi.
In fig. 3 osserviamo che l'eccitazione di mSF(v) è possibile atlra- ASPETIO ROSSO/VERDE. In questo caso la prima luct." non deve
verso due rami. Sul primo, che viene attivato in caso di itinerario essere manovrata; quindi la manovra al verde di seconda luce è su-
1lI-3 (idIlI-3!), è inserita la condizione già illustrata di DR3/180f270 borJin<l.ta alla manovra al primo aspctlo della sCC()Ilria luce, c non
eccitato. Sul secondo ramo, che viene· attivato in caso di itinerario della prima.
(Segue)

95

-
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CORSI 01 FORMAZIONE PROFESS IDNAlE

- TAVOLA

ACEI 31 SELEZIONE DELL'ASPETTO DEL-SEGNALE-PARTE 3


ApPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO
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96
-
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


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ACEI3I SELEZIONE DELL'ASPETrO DEL SEGNALE - PARTE 3~

In fig. 5 è riportato uno stralcio di piano schematico differente LAMPEGGIATORE DI l a E 2· LUCE


da quello in esame in quanto prevede un itinerario deviato sul bina-
rio di corsa a valle del segnale di protezione B. Nella fig. Sa sono Quando un segnale presenta l'aspetto GxNx, da solo o in alterna-
riportate le condizioni per la manovra al GIV del segnale B che tiva all'aspetto GIV, dopo la selezione degli aspetti delle due luci, bi-
sono uguali a quelle già illustrate in fig. 4. Nella fig. 5b sono sogna attivare il lampeggiatore di 1 B e 2 B luce. .Si è già visto l'esem-
riportate le condizioni per la manovra al RIV sempre del segnale B. pio del segnale B dell stazione in fig. 2.
si vede che in questo caso occorre il controllo di via libera de! In fig. 7 è presentato un caso in cui il segnale X può assumere
segnale successivo (ckId/1801). Inoltre, nel solo caso che il segnale sia l'aspetto di GIV (itinerario 2-II-3), sia l'aspetto di GxlVx {itinera-
possa comandare di più di un itinerario deviato. è necessaria la con· rio 2-II4).
dizione che sia eccitato il relé i.ndicatore relativo all'itinerario sele- Il lampeggiatore, evidentemente, deve essere attivato sol6 per l'i-
zionato (Jd2~n). tinerario 2-II4: bisognerà quindi controllare l'eccitazione di JdII-4.
In conclusione. riassumendo quanto già detto, il relé lampeggia-
Per gli itinerari di partenza. basta ricordare quanto già detto a
tore di 1· e 2 a luce viene attivato a patto che ci siano le seguenti con-
proposito dell'eventuale concatenamento con il segnale di blocco dizioni:
successivo. A titolo di esempio (fig. 6), si riporta il circuito del relé - manovra di 1· luce al primo aspetto, per evitare il lampeggia·
mSXH(v) di un se.gnale X a valle del quale esiste un solo itinerario mento del RN, se previsto;
di partenza in deviata, facendo l'ipotesi che in direzione 4 esista il - manovra di 2 B Luce al verde che, come già anticipato, unita alla
blocco automatico a tre aspetti. condizione seguente, garantisce che la seconda luce è al verde ef·
Nel circuito sono presenti le sole condizioni di rnSXIIt e fettivamente;
DR41IBO·2701. - illuminazione della 2 B luce che, oltre alla funzione indiretta det-
Si richiama l'attenzione sul fatto che non esiste la condizione ta sopra, garantisce che, in caso di fulminazione della lampada
JdII-4t, perché si è supposto che a valle di X esista un solo itinerario della 2 a luce, non venga presentato l'aspetto di Gx;
deviato e quindi la selezione deH'itinerario o, se si vuole, del punto - indicazione di uno degli itinerari deviati con velocità massima di
finale, è implicita. 60 kmfh a valle del segnale successivo.

97

-
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

- TAVOLA

A C E I 32 SELEZIONE DELL' ASPETTO DEL SEGNALE - PARTE 4'


APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO

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CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


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ACEI32 SELEZIONE DELL'ASPETfO DEL SEGNALE - PARTE 4'

GENERALITA In fig. 3 A e B sono due segnali di I ~ categoria che si susseguono.


Si suppone che B sia incastrato a via libera.
Abbiamo fin qui passato in rassegna e commentato i relè che rea· La protezione del treno fermo a valle di B può essere «trasferi-
lizzano fondamentali funzioni logiche relative al funzionamento del ta IO sul segnale A solo se il segnale A è imperativo; se, infatti, A è per-
segnale: il relè S sommatore delle condizioni per la manovra del se- missivo, può accadere che illreno 3 lo superi sel")za essere preventi-
gnale, i rete mS che ne selezionano l'aspetto, utilizzando, se necessa- vamente avvisato dell'anormalità relativa al segnale B. Dopodiché,
rio, anche il contenuto informativo dei relè cK, i relè KS e Jlls che incontrando B a via libera, sarebbe autorizzato a riprendere la corsa
forniscono, rispettivamente, ii controllo di posizione e di illumina- senza limitazioni.
zione, e cioè. in definitiva, il controllo completo dello stato del se- In sintesi, possiamo dire che la possibilità a} è utilizzabile se il
gnale. segnale precedente è imperativo: nella pratica, essa è di regola adot-
Può quindi sembrare che siamo finalmente in pos::;esso di tutti tata se la tratta acliacenle alla stazione é eserci~a con il blocco FS
gli elementi che consentono di manovrare e controllare il segnale. In o telefonico, subordinando poi di impianto o per normativa la con-
realtà, essi non sono sufficienti a trattare in modo adeguato l'inca- cessione del consenso alla verifica di normalità dell'impianlo.
stro a via libera del relè schermo, che, com'è nolo, è un'eventualità Se, invece, il segnale di 1 ~ categoria che precede il segnale che
che non può essere esclusa in considerazione delle caratteristiche si ipotiz.za incastrato è permissivo, è necessario intervenire nel mo-
costruttive e di esercizio del relè schermo. do b): non rimane altro che togliere al segnale B l'aspetto di via li-
Nella tavola presente viene presentata una disamina generale del bera.
problema dell'incastro del relè schermo e vengono poi illustrati i re- Abbiamo già visto nella tavola 30 che nel circuito di illuminazio-
lè Y, di concordanza tra aspetto e manovra, e CIS, di controllo del- ne de Ha lampada sono inseriti i contatti di un relè Y, che ha appunto
l'integrità del segnale, che risolvono in maniera completa la proble- la funzione di spegnere la lampada nel caso che l'aspetto di un se-
matica accennata. gnale non sia in concordanza con le condizioni di manovra. Tale relè
prende appunto il nome di relè di concordanza tra aspetto e mano-
Vfa e funziona in sostanza da interruttore automatico della lampada
INCASTRO DEL RELÈ SCHERMO del segnale.
L:istituzione del relè Y risolve completamente tutte le problema-
Si rammenta che l'art. 4/9 del Regolamento Circolazione Treni tiche appena proposte all'attenzione. Di principio, esso potrebbe es-
definisce il collegamento di sicurezza come un vincolo tra gli organi sere un relè sempre eccitato, finche il segnale o la luce controllata
per la manovra di un segnale e i deviatoi od eventuali altri meccani- funzionano correttamente.
smi (PL, scarpe fermacarri, ecc.) interessati dal movimento coman-
dato dal segnale stesso, tale da soddisfare le seguenti condizioni: Tuttavia, negli impianti più recenti, compresi gli ACEI I l'k- II
- per disporre il segnale a via libera è necessario che i deviatoi e serie, oggetto della nostra trattazione, è prevalsa la scelta di estende-
gli altri meccanismi interessati siano disposti e assicurati nella re al circuito di concordanza il concetto della rilevabilità del guasto.
posizione voluta; Essa è ottenuta provocando ad ogni di SI ruzione del comando di iti-
- per rimuovere i deviatoi e gli altri meccanismi da questa posizio- nerario una temporanea diseccitazione del relè Y verificandone la
ne, occorre che il segnale sia ridisposto a via impedita. diseccitazione stessq. sul ramo di rieccitazione di un relè stabilizza-
La prima condizione non richiede commenti. to, apposiLamente istituito con il nome di ClS, controllo integrità se-
Quanto alta seconda, osserviamo subito che alcuni dei controlli gnale.
di ciclo già incontrati sul ramo di rieccitazione del relè Ap (S~, mS~)
possono essere messi concettualmente in relazione con la condizio-
ne enunciata: prima si verifica che S c mS si siano diseccitati e poi
si consente la liberazione dell'Ap e quindi, quella degli enti di piaz- RELÈ CIS DI CONTROLLO DELl:INTEGRITA DEL SEGNALE
zale precedentemente interessati.
Ma, evidentemente, per essere certi che il segnale si sia ridispo- In fig. 4 è riportato il circuito del relè CISH del segnale H della
sto a via impedita, non basta verificare lo stato degli elementi di ma- nostra stazione, rappresentata in fig. 2. Il relè CISH, normalmente
novra, ma è necessario verificare anche direttamente i controlli. E eccitato, si diseccita all'atto dell'eccitaz.ione del rele mSH, e si riec-
questo un ben noto principio generale del segnalamento, tanto più cita appena risultano diseccitati mSH. YSH E JlISH.
importante nel nostro caso perché, come già accennato, la ipotesi In fig. 5 è riportato il circuito del relè CJSB dcI segnale B della
dell'incastro del relè schermo non può essere esclusa a priori. stessa stazione. Il relè eISB si diseccita appena si eccita roSBI o
Il primo modo, spontaneo, di sistemare la questione è quello di mSBII, cioè appena esistono le condizioni per la manona al primo
inserire sul ramo di eccitazione del relè Ap i controlli di via impedi- aspetto della prima o della seconda luce. e si rieccita controllando
ta del segnale interessato. Tale solU7,jone, molto semplice, è in effelti la diseccitazione dei relè mSBI, mSSIl, YSBI, ll/SBI, YSBII e
adottata in alcuni casi (l'abbiamo già incontrata nella fig. 5 di tavola IIlSBIL YSBI è il relè di concordanza della prima luce di B, YSBn
22) e soddisfa pienamente la condiz.ione enunciata dal R.CT. è il relè di concordanza della seconda luce di B.
Se, però, consideriamo attentamente l'ipotesi dell'incastro a via In fig. 6 è riportato il circuito del relè C1SG della nostra stazione,
libera, ci rendiamo subito conto che, oltre al problema del blocca- che risulta del tutto an",logo a quello del l'elè elSB. 1.'", pertanto, non
mento, esiste anche un problema di via: il segnale guasto non è più viene commentato. Si richiama, invece, l'attenzione sulle seguenti
in grado di assicurare la protezione di un ostacolo a valle di esso. osservazioni di carattere generale:
Dal momento che, ovviamente, il fatto che l'ilinerario resti bloc- - per ogni segnale esiste un solo relè CIS. u prescindere dal nume-
cato non -ci aiuta minimamente rispetto al nuovo problema che ab- ro delle luci c degli aspetti presentati:
biamo individuato, occorre trovare un rimedio diverso. Abbiamo a - la diseccitazione de/ relè C1S è sempre provocata da un relè di
disposizione due possibilità: manovra segnale al primo aspetLO:
a) rilevata l'anormalità. inlervenL"mo su un segnale precedente, - il relè CIS controlla la diseccila~ione dci n:lè Y di concordanza
mantenendolo a via impedila: e dei relè 1115 di efficienza della lampada di Wtte le luci del se"
b) rilevala l'anormalità, intcrw,:niamo direttamenle sul .:iegnale gua- gnale.
sto, spegnend%, cioè, portandolo ad un aspetto da inlerpretare Vogliamo anche ricordare che, come giil visto parlando dd bloe-
come via impedita. camento del punto origine, la rieccita7jone del relè CIS c verificata
(Segue)

99

-
-
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIO NALE

- TAVOLA APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO

ACEI 32 SELEZIONE DELL' ASPETTO DEL SEGNALE - PARTE 4" S

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100
1-

CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparatl centrali elettrlci-a pulsanti di itinerario


IS
ACEI32 SELEZIONE DELL'ASPETfO DEL SEGNALE - PARTE 4"

sul ramo di liberazione del relè Ap_ Su quest'ultimo punto ritornere- e manovra (o manovra al giallo e controllo di giallo oppure manovra
mo, comunque, nella tavola successiva. al verde e controllo di verde), Inoltre, nel caso della 2:0.. luce, è indi-
l relè CiS sono alimentati a 24 Vcc. spensabile verificare che la prima luce sia illuminata prima di ali-
mentare la seconda, ad evitare. soprattutto di notte, indicazioni er-
rate e, talvolta, pericolose,
RELJ',: Y DI CONCORDANZA TRA ASPETTO E MANOVRA I relè Y esaminati sono entrambi ritardati alla diseccitazione per'
evitare la.diseccitazione del relè, e il conseguente spegnimento della
Come già detto. il relè Y verifica che l'aspetto di un segnale sia lampada controllata, durante le commutazioni (per la 1a luce nel
in concordanza con le condiz.ioni di manovra; qualora tale concor- passaggio ad un aspetto più restrittivo, per (a 2 a in entrambi i casi).
danza manchi, il relè Y provvede a spegnere la luce interessata dal- Il diodo che, in questo caso non ha alcuna funzione, è previsto solo
l'anonnalilà. per uniformità circuitale con i casi in cui: è necessario impedire che
. La casistica circuitale dei circuiti di concordanza è piuttosto la scariéa del condensatore possa avvenire su un eventuale relè in
ampia. p araltelo al relè ritardato,
In fig. 7 è riportato il circuito di concordanza relativo ad un se- Occorre inoltre dire che è stato inserito un contatto alto del relè
gnale (il segnale B della nostra stazione) che ha tre aspetti sulla II. Y nel ramo contenente i componenti R-e di ritardo, per ottenere una
luce. In condizioni di riposo, il relè Y è eccitato attraverso la strada diseccitazione del relè con tempi normali quando la tensione ai suoi
tratteggiata (controllo di rosso del segnale). Dopo l'eccitazione del capi, dovuta alla scarica del condensatore, raggiunge ~a soglia di di.-
re(è R, esso resta eccitato anéhe attraverso la strada con le crocetle. seccitazione.
Ottenuta la manovra al giallo del segnale (rnSBIt), si ha la diseccita· Avvenuta l'occupazione del segnale (Rd2 e relè mS diseccitati), i
zione del relè eJSB (vedi fig. 5) e l'acquisizione del controllo di giallo relè Y si diseccitano e spengono le lampade del segnale (lo spegni·
(KSBI(r)~ KSBI{g-v)l): il relè Y resta eccitato attraverso la strada a mento della prima luce al transito del treno può essere comodamen·
tratto e punto e controlla quindi (KSBI{r-g)r e KSBI(v)q che il segna- te osservata da terra)_ Dopodiché il relè YSBI, a seguito della riecci-
le non sia al verde, ma al giallo o al rosso. tazione di CJSB, si rieccita attraverso la strada tratteggiata verifi-
Se, successivamente, si ha la manovra al verde (mSBI(v)l), Y resta cando il controllo di rosso. YSBII resta invece normalmente disecci·
eccitato attraverso la strada punteggiata e non eHettua quindi più tato fino alla successiva manovra di 2a luce.
alcun controllo sull'effettiva posizione della ventola. B degno di nota il fatto che se, con segnale a via libera, manca
In sostanza il relè Y di 1a luce controlla la concordanza tra aspet- una condizione temporanea o viene portata in posizione centrale la
to e manovra solo in un senso: non interessa che ['aspetto sia esatta· levetta Tb/S, il segnale va al rosso, ma Rd2 non si diseccita e quindi
mente corrispondente alle condizioni di manovra, ma solo che non il relè YSBI resta eccitato attraverso la strada a crocette di fig_ 7,
sia più permissivo di queste ultime. In fig. g è riportato il circuito del rele YSH della nostra stazione
Se, invece, osserviamo nella stessa fig_ 7 il circuito del relè e in fig. 9 il circuito dei relè YSGI e YSGII.
YSBIl, che si riferisce ad una 2 a luce a 3 aspetti, ci rendiamo conto Si osserva che i circuiti relativi a luci a 2 aspetti sono molto più
che in questo caso la concordanza è stretta: per eccitare il relè semplici di quelli visti in fig. 7 ed e facile rendersi conto che sùl rele
YSBII (normalmente diseccitato) ed alimentare quindi, la lampada YSGII non serve il ritardo, perché il circuito di alimentazìo-ne non
delta 2a luce, occorre anche una corrispondenza esatta tra aspetto è interessato da commutazioni.

101

-
CORS I DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

TAVOLA A PPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO


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A GE l 33 SELEZIONE DELL'ASPETTO DEL SEGNALE - PARTE 5~
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-
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


IS
ACEI33 SELEZIONE DELL'ASPETIO DEL SEGNALE - PARTE 5'

GENERALITA questo evidentemente richiede che si sia precedentçmente verifi.


cato che il relè stesso sia partito dallo stato iniziale opposto;
Si è visto che le problematiche relative alla manovra del segnale - è eccitato il relè vad2: il relè attesta che è in atto la codificazione
presentano aspetti complessi che richiedono un numero non trascu- dell'itinerario e sarà trattato nella tavola 36.
rabile di circuiti logicamente collegati. Perora è sufficiente ricordare che esso interviene sulla mano-
Allo scopo di dare una visione complessiva del funz.ionamento vra del reLè schenna solo se almeno uno degli" itinerari cui il se-
dell'apparato a partire dall'eccitazione di un relè S, l'illustrazione gnale comanda deve essere codificato;
deUa fase di codificazione viene rimandata alle tavole 35 e 36; que- - è eccitato il reLè rnSBI.
sto accorgimento consente di esaminare subito, in questa tavota, il Per la manovra di prima luce al verde sono richieste le stesse
funz.ionamento del relè schenna e di fornire poi un riassunto delle condizioni dette sopra con l'aggiunta di quella di relè mSBI(v) ecci-
operazioni dell'apparato dal momento in cui termina con esito posi- tato. Ovviamente, tale condizione. inserita nell'inversion-e di polari-
tivo la verifica delle condizioni per la manovra del segnale fino al- tà, per consentire l'intervento dell'elemento polarizzato del relè
l'occupazione del" segnale e alla liberazione del pun-to origine. schermo, deve essere realizzata con contatti a deviatore per impedi-
Perciò nello schema di fig. 1, il blocco che rappresenta la mano· re un corto circuito sull'alimentazione_
vra del segnale è tratteggiato, mentre quello relativo alla codifica- È, poi, da notare che per tutte le altre condizioni citate è realizza-
zione è bianco, perché ancora non trattato. to il circuito chiuso neutro, perché il circuito si svolge parzialmente
Il riassunto funzionale accennato viene effettuato nella seconda in campagna.
parte della tavola con riferimento all'itinerario 1l-4 della solita sta- Il circuito di manovra del relè schermo di seconda luce non pre-
zione. senta alcuna difficoltà di interpretazione dopo quanto illustrato. Il
ramo di alimentazione della seconda luce è derivato a valle delle
condizioni Sd2, CJSB e vacl2.
IL RELÈ SCHERMO Occorre ricordare che. nel caso di segnale di partenza, il ramo
della seconda luce è derivato a monte dei contatti del relè va, perché,
Nei vecchi impianti sj adoperava un relè schermo a ventola cen- per motivi di semplicità, nel caso di itinerari di partenza in deviata
trata in condizioni di riposo. La ventola nel caso di luce a tre aspeui, non è prevista la codificazione dei binari di stazione a valle del se-
aveva in posizione centrale un vetro rosso o uno schermo opaco e i gnale di partenza.
due vetri del giallo e del verde da parti opposte; di conseguenza nel- Si mette, infine, in evidenza che dal circuito ilIustrato.si possono
le transizioni da giallo a verde, e viceversa, la luce presentava, sia ricavare quelli per tutti gli altri casi ricordando che:
pur per brevissimo tempo, un aspetto di rosso o di spento, a seconda - se il segnale è di partenza, il punto di derivazione del ramo della
dei casi. seconda luce è a monte dei contatti di va;
Attualmente si adoperano due tipi di relè schermo. - se non è prevista la codificazione, basta cancetIare i contatti
Il primo tipo ha la ventola centrata in condiz.ioni di riposo e si di va;
utilizza per le luci che devono poter presentare due aspetti. Lele- - se la luce ha due aspetti, basta cancellare l'inversione e i contatti
mento di manovra è costituito da un rotore libero di muoversi tra le della condizione di manovra a[ verde.
espansioni polari di un magnete permanente. La rotazione dello In fig. 4 è riportato ['esempio di un generico segnale X con due
schermo è meccanicamente consentita solo in un senso e il rotore aspetti su entrambe le luci e senza codificazione a valle.
viene, quindi, alimentato sempre con la stessa polarità.
Il secondo tipo di relè schermo ha la venLOla non centrata in con-
dizioni di riposo e si utilizza per le luci che devono poter presentare RIEPILOGO DEI CIRCUITI RELATIVI ALLA MANOVRA E AL
tre aspetti. Ha due elementi di manovra: il primo, di tipo neutro, co- CONTROLLO DEL SEGNALE
stituito dalla struttura magnetica del relè neutro, consente la mano-
vra al giallo; il secondo, di tipo polarizzato, costituito da un rotore Consideriamo l'itinerario di partenza destro Il·4 della stazione
come quello ricordato sopra CO[l l'aggiunta in serie di due diodi di in esame: nelle figure da 5 a 13 sono riportati i circuiti che ci interes-
polarizzazione che lo rendono attivo solo in un senso, consente la sano.
manovra al verde. Al momento dell'eccitazione del relè SdII, i vari organi di cabina
Per fissare le idee. in fig. 2 è schematizzato il circuito elettrico e di campagna sono negli stati indicati di seguito: -.../1
di un relè schermo a tre aspetti. Con condiz.ioni di manovra al giallo - il relè ApdII è diseccitato;
è alimentato solo l'elemento neutro, mentre l'altro è sbarrato dai - i relè mS sono tutti diseccitati (figg. 5 e 6);
diodi. Con condizioni di manovra al verde sono alimentati entrambi - la prima luce è al rosso e fa seconda ancora ascu rata; quindi (fig.
gli elementi: è da n-otare che la coppia fornita dall'elemento polariz- 7) si hao KSGI(r)l, KSGI(g-v)l, KSGI(r-g)l, !<SGII,')I, KSGII(n)l e
7.ato è necessaria per completare la rotazione inil.iata dall'elemento KSGII(v)l;
neutro. - la prima luce è illuminata e la seconda spenta; quindi (fig. 8) si
ha' JlISGI1 e JllSGIII;
- i relè selettori di codice (fig. 9) sono diseccitati: cklId/120!,
CIRCUITI DI MANOVRA DEL RELE SCHERMO ckIId/lSO! e ckIIdf270!;
- per la prima luce c'è concordanza tra aspelto e condizioni di ma-
In fig. 3 è riportato il circuito di manovra del rele schermo di un novra: YSGli (fig. IO); per la seconda luce non \"iene effetluato i!
segnale a due luci entrambe a tre aspetti, rosso, giallo e verde- la pri- controllo di concordanza tra aspetto oscurato e condizioni di-ma-
ma, nero, giallo e verde la seconda. Cl si è riferiti al segnale B della novra: YSGIU;
nostra stazione. - il dispositivo di controllo dell'integrità del segnaie non è ancora
Si rileva che la manovra di prima luce al giallo avviene se: aLtivato: CiSGt (fig. Il).
- è eccitato il relè Sd2; Appena si è eccitato il rele SdII, si effettua il comando di intallo"
- e diseccitato il relè CiSB: si ricorda che al faLto che il rele CiS nabilità dei deviatoi interessati (vedi ta\". 44l: si diseccita, quindi. il
sia eccitato viene attribuito \'alon~ di verifica positiva del COiTel- rdè BED4a di bloccamcnto dell'elettromagnete di inlallonabililà.
to funzionamento degli elementi della logica del segn<lle (vedi li- Poiche idu-3 è diseccitalo, si eccita (fig. 5) il relè mSGll di manO\'Ta
berazione relè Ap in tavola 25 e funzionamento CiS in lavola 32.); segnale della seconda luce al primo aspetto: esso corrisponde ad
(Segue)

103
..
CORS I DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

- A GEI
TAVOLA

33
APPARATI CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO

SELEZIONE DELL'ASPETTO DEL SEGNALE - PARTE 5~


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104
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


IS
ACEI33 SELEZIONE DELL'ASPElTO DEL SEGNALE· PARTE Sa

una manovra della seconda luce al verde, che. in questo caso, è il pri- - cklldiI201, ckIId/lBOI, ckIId/2701;
mo aspetto, perché la seconda luce non può presentare il giallo (r1 4
- YSGll. YSGllI;
corda quanto discusso in tav. 29). - JIlSGIl. ll/SGllI;
L'eccitazione del relè mSGII provoca ta diseccitazione del relè - CJSGI.
ClSG (fig. 11). Essendo cosi attivato il dispositivo di controllo del-
La rieccitazione del relè C1SG assicura che i relè Y e JIlS si sono
l'integrità del segnale, può essere finalmente manovrata la seconda
regolarmente diseccitati e consente la rieccitazione di YSGI attra-
luce al verde (fig. 12). verso i controlli di rosso della prima luce (fig. lO). Si rkorda che
lo stato dei re.lè si modifica in successione, come indicato sul
YSGII resta invece diseccitato e quindi la seconda luce resta in ogni
prospetto che segue, nel quale sono stati indicati in corsivo i relè che
caso spenta (figg. 8 e lO): essa sarà riaccesa soltanto se al successivo
subiscono variazione di stato:
itinerario deviato esisterà la concordanza tra condizioni di manovra
- KSGI(r)l, KSGI(g·v)l. KSGI(r·g)l, KSGI(v)l, KSGlI(n)l, KSGlI(v)l; (mSGIIt) e controllo di posizione della ventola (KSGII(v)t e
- YSGIt, YSGIlt; KSGII(n)!), oltre alla condizione di prima luce illuminata. In altre
- J1ISGIt. JIISGIlt; parole, un eveat~ale difetto di concordanza non influenza le opera-
_ ckIld/12ot (quindi il binario a monte del segnate G è codificato zioni della logica dell'apparato. I..:anormalità viene, pero, ugualmen-
con codice ·120) ckIIdl180!, ckIIdJ270!. te rivelata e segnalata tramite la suoneria di allarme segnali, come
All'atto dell'occupaz.ione da parte d~I treno del cdb 09 di occupa- si vedrà in una tavola successiva.
z.ione pennanente, a seguito della diseccitazione del relè RdII, lo sta- Infine (fig. 13), quando il treno abbandona lo stazionamento, si
to dei relè si modifica nuovamente: rieccita il relè ApdII, verifìcancio che i relè SdII, mSGII e ckIIdl120
- Sdlll, rnSGIl, mSGllI; si siano diseccitati e che il relè C1SG sia eccitato.

..J!

105
...

I _ CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE


I.J--,-------------------r-----l
.... Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario
IS
ACE! 34 S' PROVA DI CONTROLLO

A- v~RIE 5 - Nel circuito del relè ckIId/120 è stato omessa una condizione ed
è stato commesso un errore. Indicali.
... I HL

W 2/ .II

~
'6 I

LS l. k's "Il (n)


... Per ciascuno degli itinarari: elencati indica quali deviatoi risul-
, !' k's "Ile}
teranno intallonabili (ricorda le semplificazioni circuitali adot-
tate).
, l msllIl
I - I; l - II; l - III; III - I; III . 2; II . 2; II . l; ! - l
I CkIIc/
2 - Cancellare le coppie di relè pala rizzati che non sono necessarie f f20
pelO il controllo di posizione e assegnare a ciascun relè la sigla
l'''''' che ne indi\'idua la funzione. . 6 - Alla prima luce di un segnale F a due aspetti deve essere aggiun-
.... to l'aspetto giallo. Sapresti modificare il circuito del relè YSFI?
t~l

1-'<
.~-"j!Jl cJSF
... kSFI(r.
l" 1=
1---._---
ItSFI(-)
l" I-

....

f..-j YSFI

IO
YsF!
-~
Le çondil.ioni segnate senza sigla sul Cil'Cuito sono relative a due
rcle cl\. Quali sono?
7 - Nel circuito del relè C1SG di un generico segnale a due luci ci
sono due errori. Quali sono?
CD r&CQB JI ~ mSBf

... ~
l
I
t---'\,J I "" se; P:
! ~SBll (v)
l YSCf
4 . Indil.:iire l'erron~ commesso nel circuito.
tJ!!SCI
i ys e; p
... ~! mSBI t71/SC;JI

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c:7 se;
ImSBI(v)
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106
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


IS
ACEI34 5" PROVA DI CONTROLLO

8 - Mentre è in atto un libero transito, prima che il treno impegni 11 Se la prima luce di un segnale a tre aspetti viene comandata al
['itinerario di partenza, si occupa indebitamente la sezione di verde, ma per guasto del relè schermo il segnale resta posizio-
blocco 103. Indicare con una freccia verso l'alto o verso il basso nato al giallo, non si verifica lo spegnimento del segnale.
accanto alla sigla di ogni relè lo stato di eccitato o diseccitato Ve ro D Falso D
che si determina a seguito dell'anormalità.
12 . Per i segnali di partenza non esiste il relè cl/120.

-1I0c.3l Il (ro() lD u ~ Il 0
Vero D Falso D

()o-i ()D-< E
~ c . DOMANDE BREVI
esI - I E,I rnSE KSE (r) 1 - Se il relè S è diseccitato e il relè IÒ è eccitalo, che aspetto ha la
JsI - l EVsI rnSE (v) KSE (g o v) ripetizione sullo stante del segnale sul QL?
RsI
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DRl/IB01270
KSE
KSE
(r o g)
(v)

2 . Quali sono, oltre a quelle richieste per mantenere eccitato il relè
R, le condizioni richieste per l'ecdtazione del relè S di un itine-
rario di partenza?
B . VERO O FALSO
3 - Che cosa impedisce l'eccitazione del relè U mediante aziona·
l - Per ogni punto finale di partenza esiste un re!è EV. mento della levetta Tb/S se manca il controllo di un deviatoio?
Vero O Falso D -... 4 4 Se un segnale di partenza ad una luce a tre aspetti è indiqto sul
piano schematico con (a lettera G, quali relè mS saranno sicura-
2 - Se in linea non esistono PL i retè. EV sono normalmente ecci· mente presenti in apparato?
tati.
Vero D Falso O 5 - Quale relè interviene ad impedire l'illuminazione della seconda
luce, se non è muminata la prima luce?
3 Il bloccamento del punto origine di un itinerario di partenza
non richiede la condizione di eccitato del relè EV. 6 In quale caso per un segnate deve essere istituito il relè ck/v?
Vero D Falso D
7 Dopo la manovra a via libera di un segnale di partenza per un
4 . Il relè U ha due alimentazioni distinte sulle due bobine. (ibero transito, si verifica lo spegnimento del segnale di parten-
Vero D Falso D za. Che aspetto assume il segnale di protezione?

5 - I relè BED condizionano l'eccitazione del relè S. g . Sei in un impianto che non conosci e non hai le chiavi della sala
reLè. Qualcuno ti chiede se nell'impianto esiste il relè CIS. Come
Vero O Falso D puoi fare per rispondere all'interlocutore?
6 - I relè ckl180 e ck/270 relativi allo stesso punto possono essere
entrambi eccitati.
Vero D Falso D D· SCELTE MULTIPLE

7 4 Il relè ID si eccita sempre in alternativa al relè S. I Se per un guasto si interrompe il circuito di ritardo del relè Y,
Vero D Falso D t'inconveniente si manifesterà:
a - con un impianto a riposo
8 - I..:eccitazione dei relè ck è sempre subordinata a controlli di il· b nella fase di risposta
luminazione di luci di segnale. c . nella fase di verifica delle condizioni per la manona del se-
Vero D Falso D gnale (relè S)
d . durante il passaggio del retè schermo da una posizione me-
9 . Il retè CIS si rieccita alla condizione che dopo ['occupazione no restriltiva ad un'altra più restrittiva.
dei relè mS, si ottenga il comando e il controllo di spegnimento
delle luci del segnale. 2 Quale dei seguenti relè è ininfluente sullo stato dì eccitato o di-
Vero D Falso D seccitato del relè cK!lBO?
a - III S.. .I
lO • Il relè CIS è realizzato solo per i segnali interessati da liberi b . KS.. I (g-v)
transiti. c - RI
Vero D Falso D cl . KS..I (v).

107

-
J-- • TAVOLA
C_O_R_S_I__D_I F_O_R_M_A_Z_IO_N_E

APPARATI CENTRALI ELETTRICI A


P_.R_O_F_E_S_S_I_O_N_A_L_E

PULSANTI DI ITINERARIO
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ACE I 35 CODIFICAZIONE DEI CIRCUITI DI BINARIO DI IS


STAZIONE - PARTE 1 A

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108
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


15
ACEI35 CODIFICAZIONE DEI CIRCUITI DI BINARIO DI STAZIONE - PARTE l'

GENERALITA da una o piu cifre, arabe o romane, che indicano il punto finale dell·i·
tinerario. Sono relè neutri, associati al punto finale e alimentati a 24
Nette stazioni uhicate su linee attrezzate con blocco automatico a V c.c. da reti a struttura pseudotopografica. Per motiti che saranno
correnti codificate deve essere realizzata la codificazione dei circuiti chiariti in seguito, sono sempre ritardati alla diseccitazione con di-
d.ci binari di cors.a. allo ~~opo di ass,icurare I~ c0;tl.inuità ~ella capta- spositivo a resistenza e capacità.
ZIOne a bordo del rotablh attrezzati per la npetiZlOne del segnali in Nella nostra stazione esistono 4 reti per l'alimentazione dei relè
macchina. Il complesso di circuiti che realizza questa fase di funzio- mF, una perg!i arrivi destri, una per gli arrivi sinistri, una per le par-
namento dell'apparato, rappresentata come al solito netIo schema a tenzedestre ed una per le partenze sinistre. In rtg. 4 e fig. 5 sono ripor-
blocchi di fig. l, prende nel gergo tecnico il nome di «macchinetta ". tate rispettivamente la rete per le partenze destre e quella per gli arri-
Storicamente, la prima macchinetta realizzata fu una macchinet- vi sinistri. Si vede subito che la rete per le partenze ha una çonfigura·
ta cosiddetta di primo asse: essa realizzava la codificazione dei cdb zione semplificata, priva di ogni connotazione topografica; il fatto è
interessati a mano a mano che gli stessi venivano impegnati dal pri- conseguenza della scelta di rinunciare per le partenze alla codifica-
mo asse del treno. Essa viene ancora oggi adoperata in situazioni di zione dei cdb a valle dell'ultimo deviatoio rovescio.
impianto particolari (per esempio, adeguamento di apparati al bloc- La struttura del circuito del singolo relè mF è molto semplice.
co automatico con ripetizione in macchina) per la relativa semplicità In fig. 4, a~sempio, si rileva che il relè mFd3 si eccita, dopo l'ecci·
con cui si innesta in una struttura circuitale preesistente. tazione del relè mSGI, a condizione che siano diseccitati i relè HR09,
Alla macchinetta di primo asse è seguita la macchinetta con codi- HRlO e HR11.
ficazione preventiva, detta anche talvolta macchinetta imperativa: I relè HR, come si ved~à nelle tavole successive, svolgono, in regi·
essa realizza la codificazione dei cdb interessati prima dell'apertura me di codificazione, le stesse fum:ioni che i relè a disco svolgono nei
del segnale che comanda l'itinerario; la parola imperativa indica che confronti dei cdbquando questi ultimi non sono codificati. Il control-
l'apertura del segnale è subordinata al completamento delle opera- lo di ciclo dei relè HR effettuato dal relè mF garantisce che la succes·
zioni della macchinetta stessa. siva eccitazione dei relè HR è sicuramente dovuta ad una ricezione di
H passaggio dalla macchinetta di primo asse a quella imperativa codice successiva al comando di codificazione.
ha comportato un certo appesantimento dei circuiti relativi. ma ha,
Una volta eccitato, il relè mFd3 si mette in autoeccitazione, perché
d'altra parte, eliminato l'inconveniente costituito da una certa diffi-
non deve risentire dell'eccitazione dei reLè HR.
coltà di regolazione dei tempi di commutazione che, talvolta, si ri-
Nella stessa fig. 4 si osservi il circuito del relè mFd4. Esso è del
scontrava, soprattutto in fase di messa a punto, con la prima macchi-
tutto anaLogo a quello precedente: il relè mFd4 si eccita, se mSH è ec-
netta E anche interessante rilevare che la macchinetta con codifica-
citato. controllando lo stato di diseccitato dei relè HRll, HRI3 e
zione preventiva consente di controllare l'efficienza dei circuiti logi-
HR14, e si pone in autoeccitazione.
ci e di attuazione della codificazione prima di manovrare a via libera
il segnale, e che, viceversa, tale possibilità non esiste....a con la vecchia Si mette, infine, in evidenza che, come già accennato, la rete dei re·
macchinetta. lè mF per le partenze risulta in realtà costituita da due circuiti com-
Nel seguito illustreremo soltanto la macchinetta con codificazio- pletamente sep.arati.
ne pre'·enti....a. correntemente impiegata negli ACEI realizzati secon- Se, invece, si esamina la fig. 5, che riporta la rete dei relè mF per
do gli schemi di principio I O/l6 Il serie. gli arrivi sinistri, si rileva subito che i circuiti sono interconnessi in
Ci riferiremo. come al solito, alla stazione rappresentata in fig. 2. una struttura che, per le sue caratteristiche, prende l'attributo di
pseudotopografica.
Nella stessa fig. 5 si osserva che il relè mFsI si eccita solo per l'iti·
nerario 4-1, perché l'itinerario 3-1 non esiste nella nostra stazione. II
CRITERI DI CODIfICAZIONE DEI CDR relè stesso si eccita, dopo aver controllato lo stato di diseccitato dei
Quando t'impianto è a riposo e, quindi, i segnali sono a via impedi- relè HR relativi ai cdb percorsi, compreso lo stazionamento, HR14,
ta, l'alimentazione dei cdb di stazione è fissa (non codificata). BRl3, HRI2, e HRI, e si mette, al solito, in autoeccitazione_
Si è, infatti, considerato che concettualmente non è corretto man- Invece, il rele mFsII può eccitarsi per due strade diverse. che cor-
tenere nel binario a valle di un segnale a via impedita uno qualsiasi rispondono a due itinerari diversi. La prima possibilità si ha se viene
dei codici adoperati per ripetere l'aspetto del segnale a monte; si ri- comandato l'itinerario di corretto tracciato 3-11: in questo caso, come
fletta sul fatto che, per esempio, in caso di indebito superamento del già visto per itinerario 4-1, il relè mFsII si eccita attraverso mSlH,
segnale a via impedita, la captazione del codice autorizzerebbe la HRl (~, HRIO~, HR09~ e HRII~ e si mette in autoeccitazione attraver-
prosecuzione del treno. so la serie di due propri contatti.
Si deve poi anche considerare il fatto che, per consentire la capta- Se, invece, è comandato l'itinerario 4-11, il relè mFsII si eccita at-
zione a bordo dei rotabili, l'alimentazione codificata deve avvenire traverso mSLIIl (sarà, infatti. manovrata a via libera la Il luce del se-
sempre contro treno edè, quindi, direzionale; ne de riva che la direzio- gnale L), HR09t e HRIU, perché, come già detto in precedenza, ver-
ne d'invio del codice può essere stabilita solo dopo che sia stato defi- ranno codificati soltanto i cdb a valle dell'ultimo deviatoio percorso
nito il senso dell·itinerarlo. in posizione rovescia. Ovviamente il relè mFslI questa volta resta in
La scelta di codificare il binario solo dopo la costituzione dell'iti- autoeccitazione attraverso il proprio contatto in parallelo a HRII
nerario ha reso possibile evitare l'installazione in stazione dei dispo- e HR09.
sitivi di controllo giunto, in considerazione del falto che il codice è Se, infine, viene comandato ['itinerario 4-111, che non comporta
presente nel binario per un tempo Hmitato. codificazione di cdb, si eccita il Telè msLII, ma il relè ls4-II diseccita-
Nell'ambito di una stazione sono di norma codificati i soli binari to impedisce l'eccitazione di mFsII. Questa considerazione spiega in
di corsa, con le regole seguenti: generale la presenza de~ contatti di relè l nelle reti dei rcle mF degli
- per gli itinerari di corretto tracciato sono codificali tutti i cdb sia itinerari di arrivo.
degli itinerari di arrivo che di quelli di partenza; Dobbiamo, per ultimo, ricordare allettare che, come già accenna-
- per gli itinerari deviati: to nella tavola 12, alla quale si rimanda per il dettaglio circuitale, la
- sono codificati tutti i cdb a valle dell'ultimo deviatoio percorso diseccitazione dei relè mF è controllata sul ramo di prima eccitaz.io-
rovescio per i movimenti di arrivo sui binari di corsa; ne dei relè Ru associati allo stesso punto finale: ad esempio, mFd3 è
- non e codificato nessun cdb per i movimenti di partenza. contmllatodiseccitato su Rud3. rnFd4 su Rud4. mFsIl su RusII, mFsI
In fig. 3 sono riportati in tabella i cdb codificati per ogni itinera- su RusL
rio possibile della stazione in fig. 2. È opportuno concludere la presente tavola con le seguenti dueos-
servazioni:
- si e stabilito di non codificare. per gli itinerari deviati di partenza,
COMANDO DI CODIFICAZIONE i cdb a valle deU'ultimo deviatoio incontrato rovescio per conside-
razioni di carattere economico; in alcuni casi - dislanza ridotta
Il comando di codificazione per ['itinerario interessato avviene a t ra giunto del blocco e successivo segnale di I a categoria - si de-
seguito della eccitazione del relè di manO\'ra segnale topografico di roga dalla scelta fatta;
prima o di seconda luce. - per gli ili ne rari deviati di ingresso e possibile codificare i cdb a val-
I refè di comandù codificaZione sono contrassegnati con la sigla le dell'ultimo deviatoio incontrato rovescio solo se il tratto codifi-
mF. seguita da una lettera s o d, che indica il senso del movimento. e cato raggiunge un valore limite (ci rcofare lE 5113/10932 del 9-1-84).

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-
-
CORSI 01 FORMAZIONE PROFESSIONALE

- TAVOLA APPARATI .CENTRALI ELETTRICI A PULSANTI DI ITINERARIO

A C E l 36 CODIFI CAZIONE DEI CIRCUITI DI BI NARIO DI STAZIONE IS


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110
CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Tavola Apparati centrali elettrici a pulsanti di itinerario


IS
ACEI36 CODIFICAZIONE DEI CIRCUITI DI BINARIO DI STAZIONE - PARTE 2'

GENERALITA codice che mantiene eccitato HRlO è realmente proveniente dal bi-
nario.
Determinatasi l'eccitazione del relè rnF, che abbiamo chiamato In definitiva, ricordando anche che la diseccitazione di HRlO è
di comando di codificazione, inizia la codificazione vera e propria stata preventivamente controllata su mFd3, si può senz'altro affer-
dei cdb di stazione. cioè si determina il passaggio dall'alimentazio- mare che, se c'è tensione nel punto B, è avvenuta .la commutazione
ne a corrente fissa dei cdb stessi ad una alimentazione a corrente co- del cdb da alimentazione fissa a codificata (vdlO"lt) e il cdb è effet·
tivamente alimentato a corrente codificata (HRlOt e CalOI).
dificata.
La codificazione avviene cdb dopo cdb a partire dal punto finale. Il relè vdlO"l è in autoeccitaZione, per evitare che l'occupazione
Come già accennato, il codice deve essere immesso nel binario con- con il primo asse del cdblO (HR10l) provochi la sua diseccitazione
e quindi il passaggio a corrente fissa dell'alimentazione del cdb
tro treno; quindi, poiché i cdb deUa nostra stazione possono essere
percorsi da treni nei due sensi. Le funzioni di alimentazione e rice- stesso. Il relè vd IO'" l si disecciterà al momento dell'occupazione del
zione degli estremi relativi devono poter essere scambiate. cdbll (HRll è ovviamente inserito, a monte del punto A, nella cella
I circuiti di codificazione possono essere considerati suddivisi in del cdbll che è in tutto analoga a quella vista in fig. la); è questo il
due gruppi: momento esatto per iI ritorno all'alimentazione a corrente fissa del
- circuiti logici di codificazione; cdblO, perché esso è stato appena superato dai captatori di codice
- circuiti di attuazione della codificazione. rlellocomotore.
I primi determinano le condizioni per la codificazione del singo- Il funzionamento delle celle di fig. lb e fig_ lc per il senso sini-
lo cdb; i secondi provvedono all'immissione di codice nel binario. stro non presenta alcuna differenza rispetto a quanto illustrato per
Nella tavola presente illustreremo i circuiti logici di codificazio- il senso destro_ Si suggerisce di verificarlo per esercizio.
ne, nella tav. 38 quelli di attuazione della codificazione. Nel seguito apparirà chiaro il motivo per il quale i relè vd" e vs*
Poiché entrambi i circuiti presentano una notevole modularità, sono ritardati alla diseccitazione.
cercheremo di semplificare il compito del lettore premettendo la
spiegazione delle celle circuitali elementari che costituiscono, per
cOSI dire, l'ossatura dei circuiti logici e di quelli di attuazione. RELÈ CBt

In fig. 2 è riportato il circuito del relè ripetitore del cdblO e del


relè ripetitore con soccorso dello stesso cdb. Esso è m9\to diverso.
CELLE ELEMENTARI DEI CIRCUITI DI CODIFICAZIONE da queI10 [(lustrato nella fig. 3 della. tav. 16, che si riferiva ad un cdb
mai codificato. Osservando il circuito in fig. 2, ci si rende conto che
Consideriamo il cdb 10 della nostra stazione, riportato nella fig. aver effettuato La scelta di diseccitare il relè a disco CBlO comporta
2 della tavola precedente. la necessità di predisporre una strada di alimentazione sussidiaria
In fig. la e lb sono riportate le celle circuitali logiche relative al per il relè neutro cb 10 (che insiste sul relè V e, quindi, deve restare
edb iO per movimenti. rispettivamente, destri e sinistri; in fig. le è eccitato), prima che il relè a disco CBlO si disecciti: essa si realizza
riportata la cella circuitale di attuazione relativa al cdb lO. Si richia- attraverso i contatti alti del relè HRlO e dei relè vdlO'" o vslO'" a se-
ma all'attenzione che quest'ultima, a differenza delle precedenti, è conda del senso dell'itinerario comandato.
sufficiente a gestire sia i movimenti destri che quelli sinistri. La riecCÌtazione del relè CBtlO, e quindi la liberazione del bloc-
Osserviamo attentamente la cella della fig. le. Rileviamo che es- camento di percorso avviene solo a condizione che l'alimentazione
sa è alimentata dalle tensioni 150e SO V C.a. per l'ecci.tazione dei relè de! cdb ritorni fissa (CBlOf) e che i relè v siano diseccitati. Quest'ul-
a disco e da quattro barre distinte, due a tensione diretta e due a ten- timo controllo è esplicito sul ramo di soccorso che proviene dal ta-
sione ridotta tramite opportuni trasformatori. Nelle tavole successi- bulatore; è, invece, in parte (relè V"'I) effettuato implicitamente da
ve vedremo esattamente come sono alimentate le barre; per ora è CB10f sul ramo.di rieccitazione normale (fig. lc).
sufficiente sapere che nelle barre,al momento opportuno si presen~ Si comprende ora il motivo det ritardo alla diseccitazione del re·
tano tensioni codificate con la frequenza corrispondente al codice lè v"': se vdlO* non fosse ritardato, in caso di occupazione tempora-
che deve essere immesso sul binario. nea dell'itinerario, il relè cblO si disecciterebbe momentaneamente
Suppcniamo ora che sia stato comandato un itinerario destro in attesa della rieccitazione di CB 10. Invece, nel caso ipotizzato. il ri-
che interessi il cdb lO, e supponi'amo pure che le operazioni dell'ap- tardo esterno di vdlO* e quello intrinseco di HRIO fanno in modo
parato siano giunte all'istante nel quale si manifesta tensione nel che l'alimentazione di cb IO attraverso i contatti del relè a disco \·en-
punto A di fig. la. ga Slabilita prima che si interrompa il ram'o attivo durante la codifi-
Si eccita allora il relè vdlO"'. Esso consente di alimentare il relè cazione (HRlOf e vdlO"f).
HRIO (fig. le), tramite una derivazione dalla barra a tensione ridotta
per il senso destro di marcia e un dispositivo statico di decodifica-
zione ns. Leccitazione di HRIO consente ['eccitazione di \IdiO"'1, CIRCUITI LOGICI DI CODIFICAZIONE
che si pone in stick (fig. la) e toglie l'alimentazione a 150 V C.a. al
cdb (fig. le); di conseguenza, si diseccita il relè di binario a corrente Esaminiamo ora il funzionamento nella loro intereaa dei circui·
alternata CB10 per mancanza della corrente di campagna. ti per la codificazione che abbiamo chiamato logici, per distinguerli
D'altra parte, l'eccitazione di vdlO"'1 ha provocato anche la com- in qualche modo da quelli attuatori.
mutazione dell'alimentazione del cdb 10 da fissa a codificata e la Tali circuiti presentano caratterisliche strullurali analoghe 2.
commutazione lato ricezione da! ramo che va ai CB10 a quello che quelle iHustrate per la funzione mF e costituiscono, quindi, reti spe-
va al DS. Quest'ultimo viene ora effettivamente alimentato dal codi- da\tZ7.ate. Esiste, cioè, una rete per ogni raggruppamento di reziooa-
ce che passa nel senso giusto (contro treno) nel cdb. perché CB lO, ca- le di itinerari (partenze e arrivi, destri o sinistri), con strultura pseu-
dendo, lo ha commutato dalla barra a tensione ridotta al binario. dotopografica per gli arrivi e con circuiti risicamente separati per
Durante le varie commutazioni illustrate il relè HRlO non cade, le partenze. CeIemcnto base di tali reti è la cella cireuitale i IlusLrata
perché trattenuto dal ritardo intrinseco del DS. in precedenza (figg. la e lbl·
È facile vedere in fig. la che, al momento della diseccitazionc di Le reti fanno capo a relè \'a, i quali attestano l'avvenuta codifica·
CB IO. si presenta tensione nel punto B. Questa considerazione è in- zione dei cdb dell'itinerario e, come già visto nella tavola 33, im'isto-
teressante, perché in effetti la condizione di CBiOI garanLiscc che il no diretLamente sulla manovra del relè schermo.
(ScguC)

III

-
-
- TAVOLA APPARATI

AC E 136 CODIFICAZIONE DEI CIRCUITI DI BI NARIO DI STAZIONE


CORSI 01 FORMAZIONE

CENTRALI
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ELETTRICI
PROFESSIONALE

A PULSANTI DI ITINERARIO

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