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3 marzo 2021

Si distingue in tre componenti:

▪ Sistema sub glottidale: produzione del soffio


fonatorio
▪ Sistema vibratorio: laringe
▪ Sistema di risonanza e articolazione: tratto vocale
sopra laringeo

La produzione di suoni linguistici è dovuta alla generazione


di un flusso di aria che entra ed esce dai polmoni. Durante
la normale respirazione l’aria entra ed esce dai polmoni
senza incontrare ostacoli ma nella fonazione, l’aria incontra
occlusioni o restringimenti parziali del canale (ostacolo
laringeo v. superiore).

Nel canale della laringe, troviamo la glottide (sistema di


chiusura); quando l’aria esce dalla trachea per la laringe
passa per la glottide dove troviamo le corde vocali, arriva
alla faringe spingendosi o verso la bocca o verso il naso. Il
palato molle può attaccarsi alla faringe, e chiudere il
passaggio dell’aria per ricondurlo alla cavità orale.

Il meccanismo laringeo

Nella laringe, punto in cui inizia il tratto vocale, e più


specificamente nella glottide, l’aria incontra le corde vocali
(o pliche vocali). Il meccanismo che regola il funzionamento
delle corde vocali è costituito da un complesso sistema di
muscoli, cartilagini, legamenti e mucose.

1. Quando i muscoli vocali si contraggono, le corde vocali si tendono ed i loro margini liberi si avvicinano,
riducendo la rima vocale e ostruendo il passaggio dell’aria;
2. L’aria espirata dai polmoni continua a spingere, aumentando la pressione sub glottidale;
3. Quando la pressione diventa più forte della tensione muscolare, l’aria forza l’ostacolo ed esce;
4. Non appena un primo soffio d’aria supera la glottide, la pressione si abbassa e le pliche si richiudono.

Il movimento vibratorio che si viene a creare corrisponde alla generazione del fono. La vibrazione delle corde vocali è
un fenomeno passivo, il cui flusso dell’aria causa la vibrazione della mucosa che riveste la muscolatura cordale e
investe solo i foni sonori (vocoidi e contoidi sonori).

Il meccanismo laringeo crea cicli di apertura e chiusura della rima vocale (spazio tra le corde vocali) che genera la
frequenza fondamentale (F0) del suono prodotto (Hz) (rappresenta la fonetica acustica) mentre la fonetica uditiva
rappresenta l’altezza tonale.

Le caratteristiche di base della frequenza fondamentale sono determinate dalla dimensione delle pliche in particolare
dalla loro lunghezza e dal loro spessore: pliche vocali più forti nella popolazione maschile, vibrano più lentamente,
mentre quelle delle donne essendo più “deboli”, la vibrazione è maggiore e l’apertura è veloce, e per i bambini è
ancora più rapida l’apertura e chiusura delle corde vocali. La frequenza fondamentale viene inoltre abitualmente
modulata dal parlante aumentando la tensione della muscolatura cordale, al fine di ottenere variazioni di tono.
Il flusso dell’aria passa quindi alla faringe, e da questa nella cavità orale. In quest’ultimo passaggio, la parte posteriore
del palato, detta velo palatino (palato molle), può essere spostata all’indietro, o rimanere in posizione di riposo:

▪ Se il velo palatino è spostato dietro, blocca il passaggio dell’aria nella cavità nasale, quindi l’aria sarà tutta
convogliata nella cavità orale (come nella maggior parte dei foni);
▪ Se il velo palatino è in posizione di riposo, consente il passaggio dell’aria (anche) attraverso le cavità nasali
(suoni nasali e nasalizzati).

Primo accenno Fonologia

Sebbene l’apparato fonatorio sia in grado di produrre una quantità enorme di suoni, solo pochi di essi entrano a far
parte di un singolo sistema linguistico. Ogni lingua, infatti, seleziona un inventario di suoni che hanno valore distintivo
(fonemi). Oltre al repertorio, ogni lingua possiede delle regole per:

▪ Combinare insieme i fonemi (in sillabe e in parole)


▪ Regolare il modo in cui i diversi fonemi s’influenzano fra di loro
▪ Definire il funzionamento dell’accento e dei fenomeni tonali

Il fonema è un concetto linguistico, il fono è un concetto generale.

La fonologia permette la descrizione dei suoni all’interno di un sistema linguistico. La competenza fonologica è una
competenza che tutti possediamo, ed è grazie a lei che distinguiamo una realizzazione fonetica di significato con una
che non esiste. La competenza fonologica è la capacità di riconoscere se una certa sequenza di suoni è possibile in
una lingua.

Fonetica articolatoria segmentale. Si definisce segmentale perché ogni singolo segmento sonoro ha delle
caratteristiche articolatorie.

Se la configurazione del tratto sopralaringeo non produce ostacoli viene prodotto un vocoide, se diversamente viene
prodotto un qualche tipo di “rumore” si ottiene un contoide.

Vocoide vs. contoide: caratteristiche articolatorie dei foni (corrisponde al singolo suono)

Vocale vs. consonante: funzione dei foni nella sillaba

OSTACOLO LARINGEO OSTACOLO SUPERIORE


(presenza di sonorità)

VOCOIDE + -

CONTOIDE sonoro + +

CONTOIDE sordo - +
Lezione 8 marzo
Contoidi: luogo di articolazione

▪ BILABIALI
OCCLUSIVE bilabiali
Sordo [p] Sonoro [b]

FRICATIVI bilabiali
Sordo [ɸ] → es. FIOR. ‘tipo’ ['ti:ɸo]
Sonoro [β] → es. SP ‘cabeza’ [ka'βeθa]

NASALE bilabiale
Sonoro [m]

▪ LABIODENTALI
FRICATIVI labiodentali
Sordo [f] Sonoro [v]

AFFRICATO labiodentali
Sordo [pf] → es. TED ‘apfel’ ['apfəl]

NASALE labiodentale
Sonoro [ɱ] → es. ‘invano’ [iɱ'va:no]

▪ DENTALE
Articolato avvicinando la punta (apice) della lingua ai denti incisivi superiori
Tre sottogruppi
INTERDENTALI, o dentali propriamente dette
ALVEOLARI, si articolano avvicinando la lingua agli alveoli dei denti superiori
POSTALVEOLARI (PREPALATALI), si articolano nella parte anteriore del palato, subito dietro gli alveoli

▪ INTERDENTALI
FRICATIVI interdentali
Sordo [θ] → es. EN ‘bath’ [bɑθ]
Sonoro [ð] → es. EN ‘that’ [ðæt]

▪ ALVEOLARE
OCCLUSIVI alveolari
Sordo [t] Sonoro [d]

FRICATIVI alveolari
Sordo [s] → ‘casa’ ['ka:sa] Sonoro [z] → ‘rosa’ [‘ro:za]

AFFRICATI alveolare
Sordo [ts] → ‘pezzo’ ['pɛttso]
Sonoro [dz] → ‘mezzo’ ['mɛddzo]

NASALE alveolare [n]


LATERALE alveolare [l]
VIBRANTE alveolare [r]
▪ POSTALVEOLARE / PREPALATALE
FRICATIVI postalveolari
sordo [ʃ] → es. ‘scena’ ['ʃɛ:na]
sonoro [ʒ] → es. FR. ‘je’ [‘ʒə]; FIOR. giallo [‘ʒallo]

AFFRICATI postalveolari
sordo [tʃ] → es. ‘ciao’ ['tʃao]
sonoro [dʒ] → es. ‘giallo’ ['dʒallo]

▪ PALATALE
NASALE palatale [ɲ] → es. ‘regno’ ['reɲɲo]
LATERALE palatale [ʎ] → es. ‘paglia’ ['paʎʎa]
APPROSSIMANTE palatale [j] → es. ieri [jɛri]
APPROSSIMANTE labio-palatale (versione procheila di [j], rara in IT) → ‘quiete’ [‘kɥjɛte]

▪ VELARE
OCCLUSIVI velari
Sordo [k] → ‘cane’ [‘ka:ne] Sonoro [g] → ‘gatto’ ['gatto]

FRICATIVI velari
Sordo [x] → es. TED ‘buch’ [bux]
Sonoro [ɣ] → es. SP ‘agua’ ['aɣwa]

NASALE velare [ŋ] → es. ‘panca’ [‘paŋka]


APPROSSIMANTE velare [w] → es. ‘uovo’ ['wɔvo]

Lezione 9 marzo

L’orogramma è un grafico statico che rappresenta la configurazione degli organi articolatori al momento della
produzione di un certo fono.

Trascrizione fonetica: esempi

• Da S. Luraghi & A.N. Thornton, 2004

– aglio ['aλλo]
– ansia ['ansja]
– asma ['azma]
– azione [at'tsjo:ne]
– bacio ['ba:tʃo]
– barche ['barke]
– borsa ['borsa]
– casa ['ka:sa]
– piove ['pjɔ:ve]
– fogli ['fɔλλi]
– gioco ['dʒɔ:ko]
– hanno ['anno]
– laghi ['la:gi]
– lasci ['laʃʃi]
– piace ['pja:tʃe]
– piacque ['pjakkwe]
– ragno ['raɲɲo]
– rana ['ra:na]
– sciocco ['ʃɔkko]
– tipo ['ti:po]
o cacio ['ka:tʃo]
o caciotta [ka'tʃɔtta]
o gomitolo [go'mi:tolo]
o giusto ['dʒusto]
o passare [pas'sa:re]
o sbaglio ['zbaʎʎo]
o pizza ['pittsa]
o mezzaluna [ˌmɛddza'lu:na]
o sciopero ['ʃɔ:pero]
o gli [ʎi]
o glicine ['gli:tʃine]
o olio ['ɔ:ljo]
o vuoto ['vwɔ:to]
o infame [iɱ'fa:me]
o ingresso [iŋ'grɛsso]

10 marzo

Per fono intendiamo qualsiasi suono producibile (o effettivamente prodotto) dall’apparato fonatorio umano:

- ogni singolo suono per come è concretamente realizzato da un parlante in una precisa circostanza
- corrisponde a una classe di suoni concreti che condividono le stesse caratteristiche articolatorie
- livello concreto della parole (e della esecuzione)

Il fonema è quel tipo di suono che possiede un valore distintivo all’interno di una lingua. Vi possono essere diversi foni
che non possiedono dei valori distintivi perché non servono a creare delle variazioni di significante. I fonemi
corrispondono al livello astratto della langue (e della competenza).
La fonologia si occupa non solo di descrivere i fonemi di un inventario dato da una lingua, ma anche della loro
combinazione. Quindi, ogni lingua impone restrizioni alle possibili combinazioni di suoni possibili. Le consonanti
possono combinarsi insieme in nessi consonantici, soggetti a restrizioni.

In italiano, ad esempio:

▪ sono nessi consonantici possibili [pr] [tr] [fr] (prendere, treno, francese)
▪ non sono possibili *[fts] [gv] [gf]
▪ [p+r] è possibile sia in posizione iniziale di parola, sia in posizione interna (prendi, apri)
▪ [r+p] possibile in posizione interna di parola (arpa), ma non in posizione iniziale (rp-)
▪ Se una parola inizia con tre consonanti, la prima deve essere una [s] oppure [z] (strano, sbrodolarsi)

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