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LE ARTI DI BISANZIO (Concina)

1. Costantinopoli: le città e le arti, secoli IV-V

- storia della formazione dell'impero bizantino: lungo processo che induce profondi mutamenti nell'impero
tardoromano
- vita mercantile e collegamenti con l' "esterno"
- Costantinopoli: Nuova Roma sul Bosforo
- partizione dell'impero romano in Occidente e Oriente tra i figli di Teodosio I (395) di per sé non appare
che applicazione del sistema elaborato da Diocleziano
- fino al 476 due imperi reggono un unico stato
- disgregazione della parte occidentale dell'impero di Roma _ penetrazione barbarica, insediamento degli
ostrogoti in Italia, dei visigoti in Spagna
- metà del V secolo _ Costantinopoli è capitale, in decisa affermazione della propria preminenza
- diffusione del cristianesimo nel mondo tardoantico e dalla sua compenetrazione con le strutture
dell'impero

- organizzazione ecclesiastica si consolida in Oriente attorno ai quattro patriarcati di Alessandria,


Antiochia, Gerusalemme e Costantinopoli
- nel 451, al vescovo della nuova capitale veniva riconosciuto il rango di seconda figura della gerarchia
della chiesa
- 325: concilio di Nicea _ 451: concilio di Calcedonia
- si viene conformando un nuovo rapporto fra impero e religione, fra stato e chiesa
- Costantinopoli si afferma rapidamente anche come grande centro culturale dell'Oriente mediterraneo
- allontanandosi da Alessandria, ben presto anche la letteratura cristiana entrava nell'orbita di
Costantinopoli

La città

- il tessuto insediativo dell'odierna Istanbul si è ampiamente, quasi completamente sovrapposto o


sostituito a quello tardoantico e medievale, rendendo poco leggibili l'assetto d'impianto e le successive
trasformazioni
- i manufatti antichi e bizantini tuttora visibili emergono come frammenti di memoria
- la formazione della città di Costantinopoli è consistita nella giustapposizione dell'insediamento di una
città di residenza imperiale tardoromana a un nucleo urbano greco-romano preesistente costituito
dall'antica Bisanzio e dalla più recente Colonia Antoninia severiana

Byzantion: toponimo di origine tracia


* sito già frequentato in epoca preistorica e protostorica
* penisola collegata da un istmo alla terraferma
* atta a controllare il Bosforo verso il quale si protende, e dunque le rotte di collegamento fra Mediterraneo
e Mar Nero
* una colonia megarese vi si era stabilita verso il 660 a.C.
* entrata nell'ambito di influenza politica romana nel 73 a.C.
* acropoli con i templi di Afrodite, di Artemide, del Sole e di Poseidone
* cinta muraria distrutta nel 195-196 da Settimio Severo
* anfiteatro e teatro aperto verso il mare
* nucleo economico della città a settentrione con i porti del Corno d'Oro

Costantinopoli: Altera Roma/ Nea Rome/ Constantinopolis


* fondata nel 324 e dedicata l'11 maggio 330
* la Polis per antonomasia
* inclusa in una nuova cinta di mura portata a termine da Costanzo II (337-361)
* previsti alcuni grandi interventi di riqualificazione nella stessa città preesistente
* la zona esterna veniva ripartita in tre settori mediante una prima via che procedeva verso nord-ovest e
una seconda grande arteria che correva sino alla prima Porta Aurea, dove giungeva Tessalonica la
grande via Egnatia
* politica di popolamento e di assegnazione dei terreni riuscita
* obbligo di edificare residenze in Costantinopoli fino al 361 _ garantita a chi si costruisce casa l'elargizione
gratuita del pane

* verso il 384 i terreni non edificati di uso agricolo entro le mura costantiniane si sono ridotti notevolmente
* mantenuto inalterato l'assetto dell'acropoli
* per gran parte dei percorsi più importanti venne adottato il tipo della via colonnata
* fra IV e V secolo la committenza imperiale veniva attuando un programma di magnificenza trionfale,
affidato largamente all'architettura e alla statuaria
* la piazza del Philadelphion già dell'età costantiniana riproponeva un'elevata monumentalità pubblica _
tempio dedicato probabilmente alla triade capitolina sul modello di Roma
* gruppo delle statue dei figli dell'imperatore stretti nell'abbraccio ideologicamente simbolico della
concordia dei governanti _ Tetrarchi murati nel Duecento all'angolo sud-occidentale esterno del Tesoro di
san Marco

* la monumentalità teatrale degli spazi pubblici venne notevolmente accentuata dai successori di
Costantino, in particolare da Teodosio il Grande (379-395)
* nel 386, Teodosio I, aveva fatto erigere nel foro una colonna con banda tortile di rilievi celebrativi _ in
coincidenza con l'inaugurazione della piazza, vi fece collocare una sua grande statua equestre che lo
raffigurava nell'atto di indicare con la destra i bassorilievi celebrativi delle sue vittorie
* il profilo urbano della Nuova Roma appariva dunque marcato dalle colonne onorarie, da entrambe le
prospettive, quella dalle acque del Corno d'Oro e quella dal Mar di Marmara
* la portualità della capitale venne potenziata con due nuove grandi installazioni sul Mar di Masmara
* Costantinopoli non nasce come capitale cristiana, né nel programma costantiniano è progettata in tal
senso
* al nome di Costantino vennero collegati due importanti edifici di culto cristiano: Santa Sofia e la prima
fabbrica della chiesa dei Dodici Apostoli
* Teodosio I: nella capitale convoca il concilio del 381 e impone la chiusura al culto dei templi della stessa
acropoli
* in un momento imprecisato l'edilizia abitativa avanza sulla costa meridionale grazie anche al ricorso di
tecniche di fondazione su palafitta

- Teodosio II: impresa di raddoppiare la superficie intramuraria di Costantinopoli includendo in un nuovo


circuito protettivo una fascia di terreni della profondità di circa un miglio romano
- dal 439, la città sarà assicurata anche verso il mare mediante cortine murarie continue lungo le due fronti
marittime
- mura teodosiane: applicazione delle tecniche ingegnerili militari più avanzate
- Costantinopoli diveniva il caso esemplare della città chiusa
- dieci porte principali davano accesso alla città
- illuminazione pubblica
- indizi di mutamento della concezione del vivere nella città

Le arti

- la Costantinopoli dei secoli IV e V è anzitutto un cantiere vasto e diffuso


- due disposizioni (del 334 e del 337) stimolano l'arrivo e lo stabilirsi in città di architetti e di maestranze
attraverso la concessione del privilegio di esenzione da cariche curiali e da altre prestazioni
- prima storia della cultura artistica a Costantinopoli: "chiamata" delle arti _ segno della necessità e delle
richieste di una committenza imperiale decisa a imprimere il proprio segno nella vita e nel volto della città
- rapporto fra Costantinopoli e l'arte _ trasferimento di opere di varia provenienza, formazione di un
"museo diffuso" nello spazio urbano _ rapporto diretto con l'Antico

- colonna del foro di Costantino: manufatto artistico "delle origini"; nonostante i danni da incendio, la
colonna resta _ luogo simbolico scelto per i cerimoniali di dedicazione dell'11 maggio (giorno genetliaco
bizantino)
* fino all'inizio del XII secolo sulla colonna era collocata la statua dell'imperatore fondatore ed eponimo
* adattamento a statua imperiale di una statua di Apollo-Helios

- colonna serpentina: evoca la memoria delle vittorie sui Persiani a Platea e a Salamina
* sostegno del tripode bronzeo dedicato dalle città greche nel 478 a.C.
* collocato in età costantiniana sulla spina (barriera centrale dell'Ippodromo
- iconografia simbolica della città elaborata per i coni imperiali _ Costantinopoli è personificata da un busto
femminile elmato o rappresentata attraverso l'allegoria della sua Tyche come figura di donna assisa in
trono, il capo cinto da una corona turrita, che poggia il piede su di una prora di nave
- le testimonianze dell'architettura imperiale e aristocratica si ampliano tra il tardo IV e l'avvio del V secolo,
nel corso degli anni di Teodosio I, di Arcadio e di Teodosio II
- del foro teodosiano rimane traccia nei frammenti di arco trionfale nei pressi della moschea di Beyazid _
alcuni capitelli corinzi del manufatto appaiono ancora vicini ai modelli classici
- nei pressi dell'Ippodromo, riconosciute strutture appartenenti a due dimore aristocratiche databili agli inizi
del V secolo, appartenenti al palazzo di Antioco

- le arti ufficiali si manifestano trasmettendo messaggi simbolici _ mezzi di espressione dei propri
programmi ideologici
- la scelta del materiale lapideo non è casuale _ la cromia è allusione analogica alla porpora
- Costanzo II: probabilmente deposto in un sarcofago di marmo rosso dal ricco decoro figurato a rilievo
- deliberatamente sottratta ogni connotazione individuale
- gesto dell'abbraccio: emblema della concordia tra coloro cui appartiene il dominio sull'orbe
- tema dell'epifania imperiale: rilievi di quattro facce dalla base in marmo proconnesio sulla quale, nel 390,
Teodosio I fa innalzare nell'Ippodromo un obelisco
- l'Ippodromo non è soltanto luogo di spettacolo, è spazio politico
- il processo di ieratizzazione dell'immagine imperiale è riconoscibile nel missorium argenteo di Teodosio I
_ astratta idealizzazione della virtus del sovrano, il volto di Teodosio appare divinamente impassibile e
imperscrutabile

- lo stato di conservazione ha reso poco leggibili i volti imperiali nei rilievi della base dell'obelisco
costantiniano
- Costantinopoli non nasce come città cristiana: in età costantiniana il simbolo cristiano era presente nel
Palazzo e nella città; ma sarà la proclamazione del cristianesimo come religione ufficiale dello stato da
parte di Teodosio I a imprimere una certa accelerazione alla produzione architettonica e artistica

- chiesa dei Santi Apostoli: maggior impresa architettonica certamente avviata da Costantino
* radicalmente ricostruita poi da Giustiniano e distrutta poco dopo la metà del XV secolo
* segno allusivo al rapporto stabilito tra impero e cristianesimo
* edificata prima del 337
* edificio a pianta cruciforme, rivestito all'interno di lastre di marmo e coperto da un soffitto dorato
* all'incrocio dei bracci: sarcofago di Costantino il Grande
* le spoglie di Costantino vennero traslate in un mausoleo a pianta circolare cupolata aggregato alla chiesa
vera e propria _ a seguito della traslazione nell'edificio delle reliquie dell'evangelista Luca e dei santi
Andrea e Timoteo
* rimaneggiamento dovuto a Costanzo II

- cattedrale di Gaza: architetto antiocheno Rufino


* pianta cruciforme progettata a Costantinopoli

- santuario di San Simeone Stilita: sostegno economico dell'imperatore Zenone (474-475, 476-491)
* quattro basiliche radiali immesse in un ottagono centrale disposto intorno alla colonna dell'asceta

- limitate sono le informazioni circa l'arte figurativa religiosa


- testimonianze di una prima diffusione di dipinti sacri e di ritratti su tavola
- si levano anche le prime autorevoli voci di opposizione alla pittura di sacre immagini
- il quadro si fa relativamente più chiaro con il V secolo
- restauro di Santa Sofia dopo l'incendio del 404, condotto da Arcadio e Teodosio II _ rimangono resti dei
propilei
- vitalità nella decorazione architettonica del repertorio antico
- emergere della tendenza della disorganizzazione della struttura compositiva classica, a scapito della
naturalezza dei motivi fitomorfi

- chiesa di San Giovanni di Stoudios: la più antica delle architetture cristiane di Costantinopoli
* basilica con nartece e abside, partita all'interno in tre navate
* colonne con capitelli ionici delle gallerie correnti su tre lati
* esuberante decorazione, trattamento chiaroscurale dell'intaglio lapideo
* le colonne dell'ordine inferiore portano capitelli compositi
* proporzioni raccorciate
* propensione ad accentrare lo spazio

- chiesa di Theotokos en Chalkoprateia: no lontana da Santa Sofia


* chiesta costantinopolitana del V secolo
* aggregato all'atrio vi è un battistero

- chiesa di San Demetrio a Tessalonica:


* edificata sopra alcuni ambienti delle terme romane
* luogo del martirio del santo
* cripta sottostante il presbiterio
* basilica a cinque navate con transetto e gallerie

- nulla rimane a Costantinopoli di decorazioni figurative parietali cristiane databili ai secoli IV e V


- 473: Leone I si era fatto raffigurare al cospetto della Vergine in trono insieme con l'imperatrice Verina
- Tessalonica: sarà il maggior centro artistico dopo Costantinopoli attraverso l'intero Medioevo
- alcuni mosaici mostrano adeguatamente alcuni momenti determinanti del percorso formativo dell'arte
protobizantina

- Rotonda di San Giorgio: rotonda-mausoleo di Galerio trasformata in chiesa tra la fine del IV e l'inizio del
V secolo
* sommo della cupola accoglieva il Cristo trionfante tra apostoli o profeti
il
* martiri oranti sullo sfondo di architetture ellenistiche _ figure immobili e frontali, volti idealizzati di bellezza
classica su ricche vesti

- abside di Osios David: piccolo edificio religioso


* chiesa di dimensioni ridotte
* pianta a croce e il vano coperto da una cupola su pennacchi
* ornata verso la fine del V secolo
* Cristo dalle fattezze giovanili, glorificato entro un grande clipeo _ veste purpurea e manto azzurro cupo
* accanto i simboli degli evangelisti
* la gamma cromatica del mosaico si presenta ricca e squillante
* evidente la continuità di rapporto con la tradizione classica

2. Il secolo di Giustiniano

- età giustinianea: età di ritorno all'aspirazione romana all'impero universale


- tra 11 e 19 gennaio 532: tragico confronto tra le forze più attive della popolazione di Costantinopoli e il
potere imperiale, spento nel sangue
- nuova riforma amministrativa (535-536)
- l'obiettivo di Giustiniano I: volgersi a restaurare il dominio sull'Occidente, dopo aver assicurato la stabilità
delle frontiere orientali con la Persia sasanide
- un attacco del 503 induce Costantinopoli a ridefinire la linea di fortificazioni che protegge l'Alta
Mesopotamia e alla fondazione della città forte di Dara, sede dal 527 del dux della regione
- pax aeterna del 531 _ relativa quiete

- presa di Cartagine del 533 segna la fine del regno vandalo nel Nord Africa
- devastanti guerre gotiche (530-540, 552-554): ristabiliscono il dominio sull'Italia
- il mondo mediterraneo ritorna ad essere quasi completamente romano
- promulgazione del codice giustinianeo nella sua edizione definitiva del 534 _ unificazione giuridica
- l'autorità imperiale si attribuisce il potere di giurisdizione sulla chiesa
- dispute teologiche a favore dell'ortodossia calcedonese
- realizzazione dell'unità del pensiero teologico dell'impero
- una disposizione di legge databile al 527 interdisce a eretici, samaritani ed "elleni"cariche, dignità e
stipendi pubblici
- 529: chiusura della scuola di Atene
- 617: l'ultima personalità di rilievo della scuola filosofica di Alessandria lascia la metropoli egiziana per
Costantinopoli

- la trasmissione della cultura risulta ridefinita entro l'ambito della dottrina ufficiale della chiesa
- la poesia religiosa e liturgica si esprimono secondo la metrica classica
- non si interrompe il rapporto con la letteratura antica
- attraverso l'epigramma giunge l'ultima espressione poetica profana in continuità con l'Antico
- nelle province segni di crisi turbano la prosperità dei centri urbani non coinvolti dal flusso vitale delle
maggiori direttrici di circolazione commerciale
- nell'Italia sconvolta dalle guerre gotiche la situazione si fa insicura
- avari e slavi avanzano e si infiltrano nei Balcani
- la pace d'Oriente si infrangerà, con una nuova fase di duro scontro fra i due imperi, romano e sasanide

La megalopoli cristiana

- 465: devastazione causata dal fuoco in otto regioni della città _ si apriva in Costantinopoli una serie di
opere di ripristino e di rinnovamento urbano
- 11-19 gennaio 532: rivolta di Nika
- quelli giustinianei sono lunghi anni in cui Costantinopoli si riconferma il principale cantiere del mondo
mediterraneo
- necessità e opportunità di ridefinire l'ampia area nodale compresa fra Sant'Irene, la Grande Chiesa
costantiniana, i palazzi, l'Ippodromo e i bagni di Zeuxippo

- rinnovo e rafforzamento dei segni architettonici dell'autorità imperiale


- riqualificazione del volto della metropoli dell'impero in quello di centro dominante dell'ecumene cristiana
- adeguamento di alcune infrastrutture civili
- interventi di prestigio e di adeguata sistemazione dell'ampia fascia suburbana europea e asiatica

- riassetto ed esaltazione architettonica dei luoghi delle istituzioni circostanti il nodo della grande piazza
dell'Augustaion
- ricostruzione radicale della Grande Chiesa di Santa Sofia, degli annessi e della vicina Sant'Irene
- si rinnovarono il palazzo del Senato e le terme di Zeuxippo
- il Mega Palation si veniva ampliando, assumendo sempre più nettamente il carattere di "città entro la
città"
- a centro ideale della renovatio urbis giustinianea una nuova colonna onoraria che sosteneva la statua
equestre bronzea del sovrano _ eretta nella grande piazza dell'Augustaion (davanti a Santa Sofia)

- cisterna Basilica: importante opera ingegnerile


* realizzata nel sottosuolo immediatamente presso Santa Sofia
* pianta rettangolare e ampie dimensioni
* divisa in navate da 28 file di 12 colonne ciascuna con capitelli corinzi lavorati nel V secolo
* copertura a volte in laterizi

- cisterna di Filosseno: a ridosso dell'Ippodromo


* cisterna sotteranea coeva
* raddoppiata la profondità dell'invaso mediante l'impiego di colonne sovrapposte

- costruzioni religiose giustinianee: Santa Sofia, costruzione ex novo di una trentina di chiese nella
capitale
- radicale riqualificazione dei principali segni architettonici cristiani che emergevano nel profilo di
Costantinopoli
- numerose fondazioni assistenziali, nuove o rinnovate

- il paesaggio urbano di Costantinopoli stava mutando profondamente


- interventi giustinianei anche nella fascia circumurbana europea e asiatica
* ricostruzione del grande palazzo delle Ioukoundianai e della vicina chiesa di San Giovanni Battista
* costruzione di una serie di edifici religiosi che si concludeva con il completo rifacimento del santuario di
San Michele del borgo di Anaplo
* riqualificare il borgo di Sykaì sulla sponda opposta del Corno d'Oro rispetto alla capitale: restaurandone le
mura, il teatro, edificandovi una chiesa intitolata a Sant'Irene
* ridenominazione di Iustinianopolis

- l'esempio giustinianeo verrà seguito da Giustino II _ 568: fonda il palazzo delle Sophianae
- l'idea-immagine di "bell'ordine" che dalla città è esteso all'intorno, fra terra e acque, e la include quasi
forma geometrica orbicolare
- le nuove edificazioni religiose nei sobborghi non vengono percepite come eventi singoli
- parte della tradizione urbanistica di matrice classica trova continuità nei porticati, nell'arredo urbano, nei
palatia e nelle ville urbane e suburbane, nelle opere portuali
- nell'anfiteatro vengono trascinati i fedeli dei culti antichi e dati alle fiamme i loro libri e le loro immagini
sacre
- la committenza imperiale ufficialmente assume un nuovo stile
- Costantinopoli del VI secolo _ progetto culturale che si propone di comporre due modelli ideali; Nuova
Roma ma allo stesso tempo anche Nuova Gerusalemme
- a Costantino e a Giustiniano insieme si guarda quali co-fondatori

"Città senza numero": la cultura urbana nell'impero di Giustiniano

- presentazione dell'opera giustinianea: contraddizione profonda quanto a immagine e valutazione


- sullo sfondo dell'ambizioso programma di renovatio imperii, Giustiniano è sovrano-costruttore
- alla medesima figura imperiale si addossa la colpa di aver distrutto l'onore e il decoro della città
- Procopio di Cesarea imputa ai meccanismo fiscali e alle politiche sociali ed economiche imperiali nei
confronti delle province gli aspetti negativi del quadro che ha davanti ai propri occhi
- nel Peloponneso, il completo abbandono delle città antiche dell'interno è caso quanto mai limitato,
nonostante la formazione di nuovi insediamenti-rifugio lungo le coste
- crisi delle antiche municipalità, avvertita nettamente anche dai contemporanei
- la cristianizzazione riplasma le antiche poleis accelerando e per vari aspetti indirizzando i mutamenti di
altra natura già in atto
- mutamento di Atene: da madre della cultura urbana classica a città protobizantina _ costruiti un nuovo
ginnasio nell'agorà e un edificio in onore di Arcadio
- all'inizio del V secolo le attività pubbliche di manutenzione e di fabbrica risultano ancora abbastanza
rilevanti
- Atene non cambia il suo nome cristianizzandolo
- l'agorà ha perduto il suo significato: da spazio monumentale a "spazio aperto"
- la committenza imperiale sembra limitarsi all'essenziale, alla protezione: restauro e rafforzamento delle
mura

- la venerazione per Roma si esprime in una delle disposizioni della Pragmatica Sanctio che prevede il
rifinanziamento del sistema di manutenzione delle grandi attrezzature urbane
- Cartagine: rifacimento della cinta muraria e dei porti, serie di lavori intesi evidentemente a restaurare
l'immagine della presenza imperiale nella capitale della prefettura e poi esarcato bizantino d'Africa
- Antiochia: sede patriarcale e della massima autorità militare in Oriente _ lavori di sistemazione idraulica,
ripristino delle vie porticate, interventi per il ripristino di fabbriche pubbliche di vario genere _ grande
chiesa intitolata alla Theotokos e grandissima chiesa dedicata all'Arcangelo Michele

- nuove fondazioni pianificate, per lo più giustinianee, tra Balcani e Oriente


* Dara: città fondata da Anastasio I _ realizzazione concreta è affidata alla massima carica religiosa della
regione, il vescovo di Amida; il progetto sarà presentato e discusso a Costantinopoli _ vie porticate come
qualificazione degli assi maggiori; foro circolare _ acquedotto, terme, edifici di culto
* Resafa-Sergiopoli: sviluppatasi a partire da un sito controllato da un castrum romano _ centro di
pellegrinaggio al santuario dei veneratissimi santi militari Sergio e Bacco; creata sede episcopale _
radicalmente trasformata da Giustiniano entro una nuova cerchia di mura
* Zenobia: rifondata e ingrandita da Giustiniano _ funzioni militari di controllo del territorio prevalgono su
ogni altra considerazione

L'architettura

- ricerca di una nuova magnificenza architettonica

Anicia Giuliana: straordinaria figura di committente


* figlia di Anicio Olibrio, imperatore per pochi mesi nel 472
* erede di una delle più fluenti famiglie dell'aristocrazia senatoria romana e discendente della dinastia
teodosiana
* chiesa di San Polyeuktos: sorta nei pressi dell'acquedotto di Valente _ si ergeva su un alto podio,
preceduta da un atrio da cui una scalinata saliva sul nartece
* spazio basilicale a navate e galleria, con abside sporgente all'esterno
* origine della chiesa documentata da un'iscrizione celebrativa
* spogliata a seguito della conquista latina di Costantinopoli
* ipotesi che l'edificio fosse coperto a volte e cupola
* apparato decorativo di esuberante ricchezza _ ampio impiego di marmi policromi
* attinge a modelli orientaleggianti
* nicchie ornate di pavoni dalla coda spiegata a ruota e i Pilastri Acritani (ora a Venezia)
* comparsa dei capitelli-imposta: trattamento decorativo avvolgente di foglie d'acanto
* accertata la presenza di mosaico parietale probabilmente nell'abside
* pianta quadrata _ soluzione spaziale accentrata

Chiesa dei Santi Sergio e Bacco, Costantinopoli


* edificazione tra il 527 e il 536
* contigua a una chiesa palaziale, Santi Pietro e Paolo
* organismo architettonico a pianta centrale
* si inscrive in un ottagono sui cui lati si alternano quattro esedre disposte sulle diagonali e tre lati rettilinei
* abside semicircolare interamente e poligonale all'esterno
* nicchie semicircolare
* ottagono interno si eleva quindi in due ordini
* elaborazione complessa e colta di un tipo architettonico a pianta centrale con deambulatorio
* coppie di colonne di verde antico e di marmo rosso si alternano fra i pilastri
* capitelli polilobati con ornamentazione a ramoscelli
* severa e spoglia alla veduta dall'esterno
* la luce della navata ottagona centrale si contrappone all'ombra del deambulatorio
* rapporti proporzionali fra architrave, fregio e cornice
* abbandono deciso degli ordini classici

Santa Sofia: centro e metafora della storia e della cultura di Bisanzio


* responsabilità progettuale di Antemio di Tralles e di Isidoro di Mileto
* prevedeva al centro della navata principale un'enorme cupola di 31 metri di diametro
* consacrata il 27 dicembre 537
* la cupola crollò nel 557 _ la seconda cupola venne condotta a termine nell'aspetto tutt'oggi visibile
* rettangolo assai accorciato con i lati quasi eguali
* unico abside, un atrio e due narteci
* non ricorre a una doppia serie rettilinea di sostegni per dividere le navate stesse
* agli angoli, otto pilastri reggono la copertura, alternati da una fila rettilinea di colonne lungo i lati nord e
sud del quadrato centrale
* combina pianta longitudinale e pianta centrale, schema basilicale e schema a doppio involucro
* le due semicupole sulle campate orientale e occidentale, le quattro minori in corrispondenza delle esedre
* apertura di 40 finestre che inondano di luce l'interno
* dalle finestre dell'abside la luce si diffondeva verso il synthronon, il ciborio e verso il bema (zona rialzata
dell'altare) che si estendeva a gran parte della campata orientale
* decorazione musiva parietale
* l'aspetto esteriore appare spoglio e severo

- verso l'Occidente, se a Roma l'importazione è limitata, Ravenna invece ne richiede in grandi quantità
- culture e scuole architettoniche locali si manifestano vigorose e attive
- la ripresa da modelli costantinopolitani nelle architetture religiose o le affinità con questi, insomma,
appartengono più all'eccezione che alla norma

San Vitale di Ravenna: molto vicina alle concezioni protobizantine


* dedicata nel 547
* adotta tecniche murarie affini a quelle dei maestri costantinopolitani
* struttura su pianta a doppio involucro _ un ottagono centrale si inscrive entro un maggiore ottagono
perimetrale
* somiglianza con i Santi Sergio e Bacco di Costantinopoli

L'arte e la visione imperiale

- luogo centrale dell'arte imperiale giustinianea: il complesso costituito dall'Augustaion e dall'edificio della
Porta di Bronzo
- colossale statua equestre bronzea che Giustiniano fa erigere nel 543 su un'alta colonna _ finisce nel XVI
secolo in una fonderia da cannoni ottomana
- Giustianiano: rappresentato nelle vesti eroiche di Achille, dal manto disseminato di stelle e di ricami a
foglie, capo coronato da un cerchio d'oro
- importanza attribuita anche all'arredo scultoreo _ presenza della maiestas e della gloria nelle statue di
marmo e metallo
- il culto della tradizione antica trova riaffermazione nelle opere trasferite da Efeso e da Atene
- esaltazione della figura imperiale
- realizzazione di un numero elevato di sculture a tutto tondo
- tecnica dei lapicidi _ rivestimenti marmorei
- produrre un simbolismo sublime di perennità cosmica
- ruolo attribuito al mosaico figurato
- storie di Giustiniano sulle pareti stese a mosaico _ eleganza dei colori
- "necessità" del legame tra cultura artistica imperiale e prezioso mezzo musivo
- l'arte produceva ancora luce, "luce imperiale"

"medaglione perduto" di Giustiniano I


* disponiamo di una copia galvanoplastica realizzata da un calco di un eccezionale medaglione aureo,
rinvenuto nel 1751
* rubato e fuso nel 1831
* coniato forse per il trionfo del 534 seguito alla riconquista di Cartagine
* busto di Giustiniano I con diadema ed elmo coronato

Salus et Gloria Romanorum


* imperatore in armi su un cavallo bardato, preceduto dalla personificazione della Vittoria
* rilievo accentuato con cui le figure sono state incise
* resa del modellato del corpo femminile della Vittoria
* caratteri tutti di intenzionale continuità "classica"

- la produzione di scultura a tutto tondo ha decisa continuità


- le modulazioni espressive e la qualità artistica sono diverse
- momento decisivo di passaggio fra scultura tardoimperiale e scultura protobizantina
- ultimo conflitto fra l'intento di rappresentare una presenza corporea nello spazio e la perdita di significato
del ritratto naturalistico
- la verità va cercata oltre la natura

Avorio Barberini: dispiego di virtuosismo tecnico


* scultura in avorio
* iconografia trionfale protobizantina
* figura di un imperatore in sella ad un possente cavallo impennato
* due angeli e un alto dignitario in vesti militari che gli offre la statuetta d'una Vittoria tripudiante
* Vittoria: stringe una palma nella sinistra e un tempo porgeva al sovrano una corona
* placchetta orizzontale sottostante _ tema della vittoria sulle genti articolato in tre personificazioni
* intento evidente di "sfondare" il piano verso l'osservatore
* virtuosismo stilistico delle torsioni dei corpi
* astrattezza dell'espressione del luminoso volto imperiale
* la datazione resta discussa, così come l'identificazione dell'imperatore raffigurato
* intento di comporre in sintesi la tradizione antica e il senso nuovo della visione imperiale del mondo

piccole sculture eburnee: entrambe figure di imperatrici


* sontuosissime vesti di cerimonia
* inquadrate entro un'architettura glorificante
* uso dell'altorilievo _ presenza corporea alla figura, evidenza fisica allo spazio
* impassibilità dei volti _ volontaria omissione dei tratti individuali
* maggiori dimensioni attribuite alla figura principale rispetto alle altre
* rigida staticità del portamento

dittico eburneo di Areobindo:


* la fissità cerimoniale contrasta con il movimento minuto e tumultuoso dei ludi circensi
* Areobindo: console a Costantinopoli nel 506

- molte delle immagini mostrano stretta affinità con i preziosissimi letterari alessandrini
- il difficile compromesso fra tradizione e nuove tendenze di sensibilità estetica si svela
- piena adesione degli ambienti elitari costantinopolitani alla cultura ellenistica
- sontuosi manoscritti scientifici illustrati protobizantini
- unico codice noto e datato con sicurezza prima del IX secolo: manufatto artistico di particolare
importanza dedicato ad Anicia Giuliana _ manoscritto illustrato con centinaia di immagini; cinque
frontespizi

Arte e religione, a Costantinopoli e nell'impero

- attorno al 525: conferma che a Costantinopoli la lunga stagione del mosaico parietale figurato nelle
architetture religiose si è già aperta
- trasparenza e luminosità delle materie
- inclinazione verso il basso delle tessere auree
- la decorazione musiva di età giustinianea di Santa Sofia si mostra totalmente aniconica
- rarefatta atmosfera simbolica
- a marmi e a mosaici è attribuito il compito di trasfigurare l'ambiente interno
- il mosaico parietale figurato con soggetto cristiano dell'epoca è documentato in Costantinopoli da un
importante brano musivo

- Tessalonica: pannelli dedicati al santo da donatori


- Cipro: due chiese con decorazioni musive riferibili al VI secolo
- Lythrankomi: Vergine assisa frontale su un trono tenendo il Bambino sull'asse del proprio corpo
- Kiti: antica basilica con decorazione musiva absidale _ Vergine raffigurata in piedi affiancata dagli
arcangeli Michele e Gabriele _ ieraticità dei volti e campo astratto del fondo aureo
- Santa Caterina del Sinai: decorazione absidale della Trasfigurazione

- monastero giustinianeo di Santa Caterina del Sinai: ha conservato il più notevole gruppo di icone di
datazione anteriore alla controversia sulle immagini giunte fino ai nostri giorni
- dipinti attribuiti a maestri costantinopolitani
- documentazione più antica di un genere di pittura devozionale destinato ad avere diffusione quanto mai
ampia
- le principali icone di Santa Caterina rappresentano l'una l'immagine del Cristo Pantokrator, un'altra
l'apostolo Pietro e una terza la Vergine in trono
- il legame diretto con la tradizione pittorica traspare in tutta evidenza

- manoscritti illustrati, tre famosi codici purpurei _ Codex Purpureus, Codex Sinopensis, Genesi
- associazione del colore della porpora al verbo evangelico
- ricorso limitato a riferimenti di ambientazione architettonica e di paesaggio
- nelle province orientali dell'impero la produzione artistica può sviluppare caratteri propri in termini più o
meno avanzati
- in Occidente, i rapporti con l'arte di Bisanzio assumono forme e caratteri diversi
- Roma: accoglie convenzioni provenienti dalla metropoli imperiale _ permane decisamente romano il
linguaggio (vigore espressivo, ritratti dai segni marcati e decisi)
- l'attenzione e l'attrazione verso la cultura greco-orientale sono forti nella corte del regno goto di
Teodorico
- Ravenna: assume un importante ruolo di riferimento per la cultura artistica altoadriatica
- alcuni importanti rinvenimenti documentano parte almeno dell'insieme di arredi liturgici di chiese cristiane
d'Oriente in età protobizantina
- espandersi nell'oreficeria dei soggetti cristiani associati al repertorio decorativo di derivazione antica
- oggetti di devozione popolare: ampolle di Terrasanta di piombo e di stagno, prodotte in serie

cattedra di Massimiano
- trono eburneo giuntoci dal VI secolo
- sotto: ricca fascia decorativa
- magnificente sfondo architettonico
- programma iconografico articolato leggibile nella cattedra
- l'intelaiatura è sottolineata da cornici e montanti con girali fitomorfi
- opera unitaria in cui si esprimono tre maniere diverse
* carattere più aderente alla tradizione antica
* distesa maniera pittorica impronta il ciclo cristologico
* coloristica e concitatamente espressiva nelle scene bibliche della vita di Giuseppe

- dono di Giustiniano al principale esponente della gerarchia ecclesiastica occidentale fedele alla sua linea
di politica religiosa
- è assai verosimile vedere nel trono eburneo un documento diretto della molteplicità di esperienze e di
tendenze accolte nei laboratori della capitale d'Oriente

3. Dalla tarda antichità all'alto medioevo bizantino

- già nel tardo VI secolo si annunciavano nuove minacce all'integrità territoriale dell'impero
- spinta sasanide _ presa persiana di Gerusalemme e delle reliquia della Croce, dominio temporaneo
sull'Egitto, Costantinopoli assediata dagli Avari
- Eraclio: invade la Persia nel 627 _ ritorno della Vera Croce a Gerusalemme
- espansione arabo-islamica con la conquista della Siria, dell'Armenia e dell'Egitto
- pressione bulgara che, superato il Danubio, giunge ancora sotto le mura di Costantinopoli
- Ravenna cede ai Longobardi e Carlo Magno è riconosciuto e incoronato "imperator romanorum" da
Leone III il 25 dicembre 800
- tra i secoli VII e IX: età di vasti sconvolgimenti e di profondi mutamenti
- impero d'Oriente risponde con il rinnovamento dell'amministrazione del territorio, con uno sforzo di
stabilizzazione dei confini e trasformazioni sociali profonde

- pace del 816: rende meno preoccupante la situazione nei Balcani e apre l'area bulgara all'influenza
culturale di Costantinopoli
- conversione di Boris I al cristianesimo ortodosso (864) _ accelerazione al processo di acculturazione
bulgara nei confronti del mondo bizantino
- fra il 730 e l'843: grande crisi iconoclastica _ terreno della decisiva affermazione del primato del carattere
religioso dell'autorità dell'imperatore e sacerdote
- editto di Leone III Isaurico del 730
- il potere politico si dichiara dunque emanazione divina
- metà del VII secolo: superamento del bilinguismo latino (lingua ufficiale dell'amministrazione imperiale e
dell'esercito) - greco (lingua della chiesa, del quotidiano nelle amministrazioni civiche, del popolo)
- con Eraclio si ha l'assunzione del greco a lingua di stato
Costantinopoli

- anche la capitale ha sofferto delle condizioni generali di insicurezza e di impoverimento di cui soffre
l'impero
- le strutture messe a punto nel secolo VI assicurano il funzionamento della città, l'ossatura del corpo
urbano mantiene solidità e stabilità
- Costantinopoli altomedievale conosce assedi ed è colpita da sismi
- restauri condotti da Eraclio, da Leone III Isaurico e Costantino V, da Leone V e Teofilo
- lavori fatti eseguire da Eraclio nel 627 avanzano le difese nella zona della chiesa delle Balcherne per
includere nel perimetro urbano il complesso monastico
- rafforzamento della fronte muraria disposto da Leone V l'Armeno nell'813
- Grande Palazzo _ nel corso del VII e VIII secolo si interviene edificando e aggiornando
- la portualità della metropoli si contrae e si specializza al tempo stesso
- approvvigionamento idrico _ scavo di grandi cisterne
- abbandono delle terme pubbliche _ ambienti reimpiegati per caserme e prigioni
- l'abbandono o il cambiamento di destinazione di vari importanti edifici alterano il paesaggio della
metropoli

- fine del VII e inizio dell'VIII secolo: situazione di difficoltà, osservabile anche nel paesaggio urbano, dove
le rovine non sono infrequenti
- tragico sisma del 26 ottobre 740 _ chiese e monasteri crollarono e molta gente morì
- 747: Costantinopoli è decimata dalla grande epidemia di peste
- si incomincia a deporre le salme nella città, in cisterne vuote e fossi, in giardini e vigneti anche all'interno
delle vecchie mura costantiniane
- Costantino V: restauro dell'acquedotto di Valente, provvedimento di ripopolamento della città _
costruzione di chiese e secolarizzazione di alcuni edifici religiosi
- damnatio dell'operato degli imperatori iconoclasti nella memoria storica bizantina
- Teofilo: adeguamento delle difese urbane verso il mare
- dispiegata riaffermazione architettonica dell'immagine del basileus mediante nuovi lavori al Grande
Palazzo
- ripresa di forme e repertori decorativi ornamentali dell'architettura abbaside
- costruzione di uno xenon (ospedale) _ pieno recupero della dimensione urbana

Le città

Roma bizantina: mostra affinità con Costantinopoli


* attività di manutenzioni costanti
* ridursi dell'insediamento abitativo a nuclei sparsi
* comparsa di numerose fondazioni monastiche orientali
* trasformazioni d'uso di edifici pubblici civili e religiosi
* stabilità e continuità di funzioni caratterizzano il cuore politico di Roma: il Foro e il complesso Palatino
* VIII secolo: processi di ruralizzazione, di impaludimento e spoliazioni _ occupazione dell'area da parte di
abitazioni di privati
* nell'oratorio di san Cesario vengono esposti i ritratti imperiali inviati da Costantinopoli per l'ascesa al trono
di Foca

Ravenna bizantina:
* fra il 568 e il 751 centro amministrativo e militare degli interessi dell'impero d'Oriente in Italia
* manutenzione, restauro e riuso di strutture e nodi funzionali

Tessalonica:
* grande centro portuale greco
* perno della presenza bizantina nei Balcani
* insediamento slavo si spinge fino nei pressi delle mura
* notevole contrazione demografica
* cessazione dell'attività della zecca _ emissioni monetarie riprendono con Basilio I (867-886)
* destrutturazione del sistema dei collegamenti
* scompare il sistema di edifici religiosi immediatamente circumurbani
* dura campagna antislava _ ingresso trionfale in Tessalonica e deportazione della popolazione slava
sottomessa in Anatolia
* restauro immediato della chiesa di san Demetrio dopo l'incendio divampato tra il 629 e il 634, edificazione
della chiesa cruciforme di Santa Sofia

- l'arretramento demografico, l'impoverimento economico e sociale, la dequalificazione funzionale


appaiono caratterizzare il panorama d'insieme delle città bizantine tra il VII secolo e la prima metà
dell'VIII
- l' abbandono completo dei centri antichi appare piuttosto raro

Gortyna:
* capitale tardoantica dell'isola di Creta
* colpita da un forte sisma nel 618
* ampio intervento di ricostruzione condotto negli anni di Eraclio
* terremoto del 670: porta alla fine della vita urbana

Cizico:
* Giustiniano II: "atto di rifondazione"
* insediamento nel 688 di rifugiati di provenienza cipriota
* no radicale interruzione di continuità

- Side di Panfila: nuova cortina muraria include la metà soltanto dell'abitato antico
- Sardi: conosce l'abbandono di vaste zone abitate _ l'acropoli viene trasformata in un "kastron" incluso in
un tracciato a salienti
- Mileto: nuove mura includono soltanto il settore dell'abitato antico
- Efeso: mura del VII-VIII secolo proteggono solo i quartieri portuali
- Corinto: sepolture nell'agorà, costruzione di una basilica a ridosso del tempio di Apollo

- in particolari contesti non sono assenti casi di formazione o di fondazione di nuovi insediamenti
- quelli che nascono sono abitati di modeste dimensioni, relativamente poveri
* Ferrara: nasce come castrum
* Eraclea Veneta: caposaldo difensivo della costa veneta
- abbandono completo degli strumenti dell'urbanistica di matrice tardoantica
- la crisi delle città è in complesso strettamente correlata alla crisi della strutture di relazione e di controllo
territoriale

- l'impero pone fine all'ordine amministrativo territoriale di origine tardoantica _ nuova organizzazione
provinciale in temi, destinata a divenire la struttura portante dell'impero bizantino fino all'incirca al X
secolo
- sistema di capoluoghi amministrativi
* rendono più agevole la ripresa del controllo territoriale
* ritornano a conferire funzioni militari e politico-amministrative a una numerosa serie di città
- Niceforo I: programma di reinsediamento urbano nel Peloponneso
- entro le città, la struttura sociale si articola e riprende complessità
- i grandi proprietari terrieri tendono a ritornare nei centri urbani
- nuove élite urbane, nuova committenza, nuovi luoghi di produzione e di mercato dell'arte

L'architettura

- tra i primi del VII secolo e la metà circa del IX secolo: no arco di tempo ricco di testimonianze o
monumenti, soprattutto di datazione sicura
- 740: evento sismico che colpì la Tracia, la Bitinia e Costantinopoli
- crollo della grande chiesa giuistinanea di Sant'Irene _ riedificazione parziale recupera nel livello inferiore
della chiesa l'impianto basilicale preesistente a tre navate
* grande abside poligonale esternamente e circolare all'interno
* campata ovest: volta a vela molto ribassata
* campata centrale: pianta quadrata, sormontata da una cupola su un basso tamburo
* quattro massicci pilastri in pietra calcarea collegati da altrettanti arconi
* una struttura a croce inscritta cupolata si sovrappone a quella longitudinale terrena
* architettura di dimensioni eccezionali e di impianto massicciamente monumentale
* basilica a cupola compatta o basilica cruciforme con cupola

Santa Sofia di Tessalonica: fabbrica basilicale triabsidata


* naos di pianta cruciforme
* campata centrale coperta con una cupola dal basso tamburo su pennacchi
* navate laterali comunicano direttamente con il nartece

San Nicola di Myra in Anatolia:


* abside centrale poligonale esternamente che conserva synthronon e deambulatorio sottostante
* naos dall'assetto cruciforme cupolato

chiesa degli Arcangeli a Kumiyaka


* priva di navate e deambulatorio
* naos cruciforme cupolato
* opera riferibile a Costantino VI, databile al 780

Santa Sofia di Byzie:


* edificio relativamente grande
* absidi esternamente poligonali _ una struttura a croce viene impostata sul livello inferiore basilicale

- riservare il naos cruciforme sottostante la cupola allo svolgimento di momenti culminanti della liturgia
come le processioni della Piccola e Grande Entrata compiute dal clero; navate e tribune, invece, ai fedeli
- interpretazione dell'edificio religioso come "cielo sulla terra"
- all'VIII secolo va datato, per quanto sappiamo, un gruppo di chiese monastiche
- tutte architetture che presentano assai precocemente una pianta a croce greca con cupola su quattro
colonne
- uso ampio, e per lo più accurato, di materiali di spoglio (colonne,capitelli,cornici)

Le arti

- incertezze sulla possibilità di ricostruzione anche della produzione artistica bizantina del VII e dei primi
decenni dell'VIII secolo
- ciclo di scene commemorative fatte realizzare da Eraclio e quello degli affreschi celebrativi dell'ingresso
di Giustiniano II in Tessalonica eseguiti in San Demetrio
- importanza attribuita alla trasmissione di messaggi "forti" soprattutto attraverso la moneta aurea
- moneta bizantina si allontana dalle tradizioni tardoimperiali _ cristianizzazione iconografica e simbolica
- ritrattistica del busto e della figura imperiali a favore di una rappresentazione impersonalmente ieratica e
di un trattamento espressionistico _ rigorosamente frontale
- la Victoria Augusti scompare definitivamente dalle monete d'oro e d'argento _ non scompare prima dei
tempi di Eraclio
- busto imperiale di profilo ai tempi di Costantino IV
- ritorno all'iconografia di origine bassoimperiale del busto del sovrano armato messo a punto nel V e
ripreso fino al VI secolo

- Giustiniano II: sostituisce al busto imperiale l'effigie del Pantokrator benedicente


* si fa rappresentare a figura intera, frontale, in vesti cerimoniali _ tiene nella mano sinistra l'insegna
imperiale, nella destra una grande croce innalzata su due gradini

- coincidenza tra cristianesimo e impero e della natura del potere imperiale


- a livello strettamente iconografico, il secolo VII si chiudeva con la rottura radicale della tradizione
monetaria ellenistica o romana
- il busto del Pantokrator sorprende per l'accuratezza con cui riprende a piccola scala il modellato di un
prototipo di tradizione antica
- totale cristianizzazione dei contenuti e della de-materializzazione delle figure rappresentate
- rinvenimenti di due importanti tesori nell'isola di Cipro e di altri in varie località della Russia _ due
principali gruppi di piatti e altro vasellame d'argento finemente figurati a sbalzo
- tesori di Lambousa: serie di nove piatti con scene della vita di Davide
- scene vivaci, figure dinamiche e vitali, volti dalle fattezze delicate, panneggi morbidi e profondi, resi con
una tecnica esecutiva accurata e sicura, precisa nella cura dei dettagli
- sguardo rivolto allo stile della tradizione "antica"
- ritorna in scena pure la sfrenata, sensuale danza bacchica
- i miti greci hanno corpo, provocante evidenza e prestanza fisica
- accostamento con l'opera del migliore poeta profano dell'età bizantina, Giorgio di Pisidia, autore di canti
epici in celebrazione di Eraclio

- collegare ai piatti figurati a sbalzo opere monumentali coeve


- testimonianza di arte imperiale nel VII secolo: affreschi scoperti in San Demetrio di Tessalonica poco
prima del 1917

- Adventus di Giustiniano II _ commemorava l'entrata in città di Giustiniano II


* rigida severità del basileus nimbato
* pittura ufficiale intrisa di espressioni e stilemi ellenistico-romani

- continuità siro-bizantina, chiamate dall'esterno da parte della nuova committenza califfale


- competizione di prestigio attraverso gli strumenti dell'arte con l'impero rivale
- rappresentazione del califfo in trono si rifà all'iconografia del Pantokrator e ad una serie di mestieri
- fascino esercitato dalle arti di Bisanzio sulla cultura islamica dei primi secoli
- tradizione antica e bizantina accolte soprattutto nell'ambito della decorazione musiva delle prime grandi
architetture islamiche di età omayyade
- le fonti arabe insistono sulla chiamata attraverso canali ufficiali di maestri bizantini per realizzazioni
musive
- mosaici della Cupola della Roccia a Gerusalemme _ decisi accenti anticheggianti combinati con l'ampio
accoglimento di motivi iconografici sasanidi
- Damasco: elementi bizantini pure nelle forme architettoniche
- i mosaici della Grande Moschea sono totalmente aniconici
- tutto dipende direttamente e in modo inequivocabile della grande pittura ellenistica trasmessa dalla tarda
antichità alla prima cultura artistica bizantina

- l'ambito di diffusione della corrente ellenistica comprendeva di certo la decorazione pittorica di edifici
religiosi, non documentata nella stessa Costantinopoli
* parete palinsesto di Santa Maria Antiqua in Roma
- cultura artistica ellenizzante degli anni a ridosso della metà del secolo _ capacità di riprendere con
proprietà ed eleganza i modi impressionistici della prima età imperiale
- ciclo "greco" _ datazione: tra la fine del VI e gli inizi del VII secolo oppure tra il VII e l'VIII secolo - inizio IX
_ elevatissima qualità artistica, strumento illusionistico-prospettico

- pannelli musivi realizzati sui pilastri di San Demetrio di Salonicco _ san Demetrio tiene accanto a sé i
due ktetores della sua chiesa (Leonzio e Giovanni)
* prevalere di verticali serrate
* figure allungate, ieraticamente immobili e astratti, sguardi fissi
* forme appaiono appiattite, private di ogni corporeità materiale
* esclusione di ogni riferimento spaziale
* gamma di colori elegante ma fredda e severa
- ricerca dell'astrazione è palese e avanzata anche a Roma
* sant'Agnese fuori le Mura
* cappella di San Venanzio al Laterano

- mosaici di Tessalonica: pannelli votivi assai prossimi alla pittura d'icona


- uso devozionale, liturgico e cerimoniale del dipinto sacro su tavola non soltanto si allarga ma anche
radica in maniera profonda nell'immaginario collettivo
- icona: presenza protettrice nella difesa delle città
- compaiono santi dipinti "non manufatti", non creati da mano d'uomo, miracolose e divine emanazioni
visive della Verità dell'Incarnazione
- numero di icone orientali conservate è assai limitato _ influenza iconografica bizantina
- rigore ieratico del linguaggio
- la giustificazione teologica dell'arte figurativa di carattere sacro non avverrà che nel contesto delle
successive, durissime dispute tra iconoclasti e iconofili
- intenzione dei padri conciliari di agire su entrambi i versanti della produzione artistica coeva: quello laico
e quello religioso

- distruzione di ogni opera d'arte "corrotta e confusa", minaccia della scomunica nei confronti dell'artista
che esegua "rappresentazioni che ammaliano la vista"
- severe prescrizioni circa i comportamenti ritenuti seduttivi
- concilio del Trullo: arte e cristianesimo avrebbero potuto definitivamente e completamente coincidere
- un aspetto fondamentale dell'arte religiosa è il simbolismo di tradizione paleocristiana
- l'immagine del Cristo non avrebbe più dovuto essere richiamata attraverso l'antico simbolo dell'Agnello,
ma si sarebbe dovuto raffigurare il Salvatore
- ruolo quanto mai impegnativo per la pittura sacra

Iconoclastia e arte

- fermenti di una forte opposizione al culto delle immagini nelle regioni orientali dell'impero
- le ragioni storiche della crisi iconoclastica appaiono molteplici
- lotta contro l'arte sacra figurativa si apre con un atto autocratico altamente simbolico dell'imperatore
Leone III _ rimozione dell'icona del Cristo dalla porta del Gran Palazzo
- 17 gennaio 730: l'imperatore faceva approvare un editto che ordinava la distruzione delle immagini
religiose e deponeva il patriarca Germano I contrario alla decisione _ rottura con il papato di Roma
- Costantino V riprende con durezza la "guerra delle immagini"
- 754: formulazione di un'articolata teologia iconoclasta, un'iconoclastia "greca"
- l'unica "immagine" ammissibile del Cristo non avrebbe potuto essere che quella sacramentale
dell'Eucarestia
- ripresa della lotta contro il monachesimo
- la dura crisi si conclude definitivamente nell'843

- quella dell'iconoclastia non può essere considerata l'età di una "morte dell'arte"
- indubbiamente distruzioni vere e proprie e a scala ampia di manufatti artistici vi furono
- le decorazioni musive vennero scialbate per sottrarle alla vista
- il rapporto fra arte e iconoclastia può essere chiarito in modo esemplare da alcuni interventi di Costantino
V
- altri cicli pittorici fatti eseguire dallo stesso imperatore, a memoria perenne delle sue vittorie su arabi e
bulgari
- continuità di un'arte figurativa imperiale strettamente indirizzata verso il genere celebrativo e
commemorativo
- l'arte religiosa ritorna a repertori simbolici e decorativi di matrice in parte paleocristiana
- croce musiva di Sant'Irene di Costantinopoli _ la vittoria della Croce e la Croce di ogni vittoria sulle
fragilità della natura e sulla morte, ma anche la vittoria del basileus, della cristianità e dell'impero
- manoscritti miniati iconoclasti come due evangelari di San Pietroburgo
- successiva ripresa delle arti figurative _ presupposto per un'arte imperiale per noi pressoché sconosciuta
- ripresa dell'arte sacra iconofila
- produzione "segreta" di icone, mantenuta nell'ombra dei monasteri

4. I secoli IX-XI: l'epoca della dinastia macedone

- la pressione araba era stata contenuta


- tra la seconda metà del IX e l'inizio del X secolo, l'impero d'Oriente si impegna in ogni direzione, in una
lunga serie di offensive di riconquista territoriale
- IX secolo in Italia: Sicilia quasi perduta
- all'inizio dell'XI secolo la Bulgaria sarà integrata nell'impero
- ripresa economica ben avvertibile già tra il IX e il X secolo _ Costantino mantiene un ruolo egemonico sia
nelle produzioni manifatturiere, sia nel commercio
- lotte di espansione territoriale
- si afferma il modello bizantino "classico" di stato universale e centralizzato
- al centro sta la restaurata autorità della figura imperiale
- il fine ultimo nella visione bizantina rimane quello della costruzione dell'orbe universale cristiano,
amministrato dall'imperatore e guidato spiritualmente dalla chiesa
- età della dinastia macedone: espansione dell'ortodossia verso la Serbia, la Bulgaria e la Russia
- 1054: distacco progressivo fra cristianità ortodossa e cristianità latina _ scisma fra Costantinopoli e
Roma

- dopo la morte di Basilio II, nuova fase di crisi _ lotta politica fra gli esponenti di un'aristocrazia fondiaria e
militare e il partito dell'aristocrazia burocratica della capitale
- Alessio Comneno: assicurerà il predominio dell'aristocrazia militare e darà avvio, dal 1081, ad un nuovo
processo di ripresa dell'impero d'Oriente

Costantinopoli

- Theotokos in trono alla quale gli imperatori Costantino e Giustiniano offrono l'uno il modello della città,
l'altro il modello della Grande Chiesa
- tema iconografico della pietas dei due sovrani-costruttori, il fondatore e il co-fondatore
- ripresa delle attività edificatorie di cura imperiale si intensifica e si accelera nel corso degli anni di regno
di Basilio I
- sisma del 869 _ restauro ai Santi Apostoli, a Santa Sofia, ricostruzione degli edifici compresi nell'area fra
le mura costantiniane e quelle teodosiane
- opere di riqualificazione: ripristino delle cisterne, nuove costruzioni al Grande Palazzo

Nea Ekklesia: la più ragguardevole delle costruzioni costantinopolitane del IX secolo


* demolita forse nel 1490
* edificio collegato al Palazzo
* ritorno emulativo alla grandezza dei sovrani-costruttori
* copertura a cinque cupole
* reimpiegati marmi di un mausoleo imperiale giustinianeo
* accolto un gruppo di reliquie costantiniane (croce e scudo)

- Costantinopoli: città "gloria dei santi"


- l'agorà era divenuta foro con Teodosio I, abbellito di numerose statue

Le città

- ritorno alla normalità del sistema di comunicazioni, ripresa commerciale, sviluppo di una componente
artigiana in diversi centri _ Costantinopoli: ruolo egemone
- organizzazione militare, terrestre e marittima, e quella amministrativa contribuiscono in più casi alla
ripresa
- restano le strutture difensive e le architetture religiose, chiese e monasteri intramurari _ emergono torri e
campanili
- le città si ingrandiscono e le loro funzioni si articolano
- casi di rifacimento delle fortificazioni

L'architettura

Nea Ekklesia
* compiuta nell'880
* modello di riferimento determinante per gli sviluppi dell'architettura mediobizantina, soprattutto nella
capitale
* varie testimonianze descrittive
* edificio coperto a cinque cupole su pianta a croce inscritta in un quadrato
* segno architettonico glorificante di ispirazione giustinianea
* apriva una lunga serie di architetture religiose progettate
* edificio settentrionale _ chiesa dedicata alla Theotokos del monastero nel vallone del Lykos (907/908)
* quattro piccole cappelle cupolate
* ricco apparato decorativo

* a sud del Philadelphion, Romano I Lecapeno trasformava in monastero femminile una sua residenza
privata _ rimane la chiesa Myrelaion (ora trasformata in moschea)
* pianta centrale a croce greca inscritta
* campata centrale coperta da una cupola a ombrello
* attenta cura del trattamento dell'esterno

Panagia ton Chalkeon di Tessalonica


* arretramento di piani e di nicchie cieche alternate a finestre sulle pareti delle cupole minori
* impianto a croce inscritta a quattro colonne
* cupola principale e due altre minori sulle due estremità del nartece

chiesa della Dormizione della Vergine di Skripoù in Beozia


* costruita con blocchi lapidei di spoglio
* edificio fondato nell'873-874
* pianta basilicale a tre navate
* cupola su tamburo con monofore

- il tipo cruciforme metropolitano a quattro colonne raggiungerà la Grecia centrale nella seconda metà del
X secolo
- chiesetta della Theotokos _ tendenza ad animare con decorazioni le superfici murarie
- chiesa a croce greca inscritta verrà imitata nel corso dei secoli X-XI
- processo di affermazione e di diffusione del principale e più stabile fra i temi dell'architettura religiosa
ortodossa
- schema che prevede un vano centrale quadrato sormontato da un'alta cupola su tamburo, pennacchi e
quattro sostegni _ il rituale liturgico si svolge principalmente tra il santuario e la campata centrale
cupolata

- l' "armonia" consiste il bello nell'architettura secondo Michele Psello


* nell'interno, le arti dovranno concorrere a "vestirlo di incommensurabile" bellezza
* all'esterno, si innalza la cupola glorificante
- precisa corrispondenza tra edificio religioso e immagine del mondo
- metà del IX e la prima dell'XI secolo _ i casi di piante basilicali con copertura a capriate o a botte
abbastanza frequenti fra Grecia e Balcani

Sant'Andrea di Peristerà in Macedonia


* edificata intorno all'870-871
* quadricono a cinque cupole
* campata centrale quadrata che poggia su quattro colonne

chiesa del Protaton


* impianto cruciforme iscritto, forse non cupolato

chiesa dei Santi Apostoli dell' Agorà di Atene


* esperimento di fusione tra la pianta a quinconce e uno schema policonco
* quattro absidi maggiori e altrettante absidiole

alcune ragguardevoli fondazioni imperiali in Costantinopoli


* chiesa del Salvatore _ Giovanni I Zimisce
* la Peribleptos _ Romano III Argiro
* San Giorgio dei Mangani _ Costantino IX Monomaco
- pianta a croce greca inscritta

- un architetto armeno, Trdat, chiamato ai restauri di Santa Sofia dopo il sisma del 989
- monastero nell'isola di Chios
* unica navata di pianta quadrata coperta da un'ampia cupola
* cupola poggia su una base di raccordo di disegno ottagonale
* quattro tombe emisferiche edificate agli angoli in corrispondenza dell'ordine superiori delle pareti

chiesa principale di Osios Loukàs


* riferibile forse attorno al 1020
* dalla grande navata centrale promanano quattro bracci fino a raggiungere i lati di un quadrangolo esterno
nel quale il nucleo è inscritto
* serie di ambienti sussidiari

- un certo numero di architetture di area greca documenta bene la fortuna della chiesa con cupola su
trombe d'angolo

La scultura e la decorazione architettonica

- rinnovamento post-iconoclastico: celebrazione e trasmissione visiva delle verità e dei valori riaffermati
dal Trionfo dell'Ortodossia e la sacralità dell'impero
- ruolo secondario della scultura _ declino definitivo del tutto tondo
- consapevole associazione fra statuaria antica e idolatria
- realizzazione di grandi cicli iconografici religiosi
- ultimi decenni del IX e l'XI secolo: arredo lapideo degli interni e delle strutture dell'architettura religiosa
con repertorio piuttosto limitato

rilievi della Koimesis di Skripoù e trabeazione del templon originario


* croci, tralci vitinei, palmette e foglie di acanto stilizzati
* animali fantastici in medaglione, pavoni si rifanno liberamente a modelli protobizantini
* evidente impoverimento tecnico

chiesa nord del monastero costantinopolitano di Costantino Lips (907)


* committenza aristocratica
* dispiego decorativo originario di elevato livello qualitativo
* doratura e policromia
* arredo lapideo si impreziosisce con l'applicazione della tecnica dell'intarsio
* realizzazione di icone parietali (es. immagine di sant'Eudocia)

naos della chiesa della Theotokos _ capitelli con lunghe, rigide foglie piumate che reinterpretano il tipo
corinzio e altri fasciati di fogliame piatto punteggiato a punte di diamante
* fregi a motivi pseudocufici
* decori geometrici, fitomorfi e zoomorfi

una lastra proveniente dal templon di una chiesa di Tessalonica


* tre apostoli: Giacomo di Alfeo, Filippo e Luca a figure intere
* figure rese in maniera simile a quella degli smalti

- la ricerca di luce e colore e l'osservazione delle tecniche artistiche del mondo islamico _ uso di
ceramiche invetriate policrome
- buon numero di piastrelle, frammenti di colonnette e di cornici a motivi geometrici, floreali, zoomorfi ma
anche elementi figurati
- opera di botteghe locali di influenza bizantina

Il "Trionfo dell'Ortodossia" e la pittura mediobizantina

- definitiva conclusione del conflitto fra iconoclasti e iconofili qualche tempo dopo la morte dell'imperatore
Teofilo
- solenne atto imperiale di riabilitazione della venerazione delle immagini cristiane di importanza
determinante per la storia della cultura artistica bizantina
- 843: un solenne rituale liturgico proclamava ufficialmente la restaurazione del culto delle sacre icone
- "Trionfo dell'Ortodossia" _ vittoria sugli iconoclasti, intesa anche come metafora di vittoria su tutte le
deviazioni ereticali che avevano lacerato la cristianità
- analogia fra la predicazione per mezzo del discorso e la conferma della verità attraverso le icone
- le immagini sacre santificano lo sguardo di chi le contempla, elevano lo spirito alla conoscenza di Dio
- ogni forma di espressione artistica volta all'affermazione della fede cristiana è pienamente accolta

- fra l'843 e l'847 veniva ricollocata sulla porta del Grande Palazzo un'opera musiva del pittore Lazaros
(monaco e pittore, martire della difesa delle immagini)
- Santa Sofia: l'abside accoglie nuova immagine musiva della Theotokos con il Bambino tra le braccia
- come conseguenza della politica imperiale a favore della venerazione delle icone, sui solidi aurei di
Michele III e Teodora ricompare il busto del Cristo benedicente e con il Vangelo nella sinistra
- impulso notevole all'arte religiosa nella capitale e nei territori imperiali bizantini _ rinnovamento degli
apparati decorativi di edifici preesistenti
- si adeguò la decorazione di importanti edifici religiosi di età giustinianea come i Santi Sergio e Bacco e
l'Apostoleion

abside della chiesa della Dormizione a Nicea


* distrutta nel 1922
* interventi di ridecorazione monumentale
* tracce di una grande croce iconoclasta _ sostituita poi dalla Theotokos con il Bambino benedicente

chiesa della Theotokos del Faro


* dalla cupola centrale,il Creatore (in mosaico) contemplava la terra
* angeli scortano il Signore
* nell'abside, immagine della Vergine Orante
* coro di apostoli, martiri, profeti e patriarchi nel naos

- la pittura religiosa è riflesso di un'ispirazione che giunge dall'alto


- la decorazione pittorica dei luoghi di culto era concepita e percepita come rappresentazione della
monarchia cosmica
- arte: esprimere il rinnovato, indissolubile legame fra autocrazia ed ortodossia

Iconografia e programma nella decorazione pittorica dell'architettura religiosa mediobizantina

- la distribuzione delle figurazioni musive nella chiesa costantinopolitana era ordinata secondo uno
schema espositivo di natura teologica e dogmatica
- corrispondenza simbolica con l'organizzazione spaziale dell'edificio
- certa flessibilità di formulazione
- la relativa uniformazione e codificazione dei programmi decorativi vanno delineandosi nettamente tra la
fine del X secolo e l'avvio dell'XI
- XI secolo: casi di decorazione pittorica di edifici religiosi superstiti integralmente o per larga parte
- variazioni in rapporto alla struttura architettonica e alle funzioni liturgiche
- l'obiettivo dello schema-tipo mediobizantino di decorazione pittorica consiste essenzialmente nel dare
rappresentazione in sintesi dei dogmi cristiani e della storia della salvezza _ disposizione gerarchica dei
soggetti adeguata al tipo architettonico centralizzato prevalente nella cultura artistica contemporanea
- la dimensione storica della salvezza si compendia in immagini di martiri e vescovi, monaci e santi
guerrieri; episodi della storia evangelica
- restano per lo più esclusi i soggetti biblici, fatta eccezione per figure dei profeti che hanno annunciato la
salvezza attraverso l'incarnazione del Verbo
- il repertorio iconografico mediobizantino si arricchirà e si articolerà ulteriormente soprattutto nel corso del
XII secolo
- l'importanza dell'icona risulta notevolmente accresciuta e in certo modo codificata
- la pittura appare confermata come uno dei principali mezzi di consolidamento e di affermazione
dell'ortodossia

Il mosaico e la pittura parietale

- perduti i grandi cicli a soggetto profano descritti più o meno diffusamente da varie fonti
- età di notevole tensione nella ricerca di modi e strumenti espressivi di tono elevato, in continua
elaborazione
- volontà imperiale di sottolineare il ritorno all'arte religiosa
- grandi cicli di decorazione parietale musiva e rivestimenti in marmi preziosi e policromi
- i marmi rivestono le pareti, e i mosaici, solitamente, le parti alte dell'edificio _ atmosfera rarefatta e
atemporale
- solare incorruttibilità dell'oro, senso dell'eternità
- posa su superfici curve, concave e ondulate

Vergine Brephokratousa in Santa Sofia (Costantinopoli)


* veste azzurro cupo, intenso e luminoso
* Vergine tiene tra le sue braccia il Cristo bambino in chitone aureo
* sfondo oro del catino absidale

- l'evidente tradizione ellenistica si compone con la ricerca espressiva di una persona e protettiva
spiritualità nella Vergine e di assorta gravità nel volto del Bambino
- palesi affinità stilistiche avvicinavano i mosaici absidali di Santa Sofia a quelli distrutti dell'abside della
chiesa della Dormizione di Nicea
- figure rigorosamente frontali, più tarchiate e dai lineamenti pronunciati

lunetta della porta centrale del nartece in Santa Sofia (Costantinopoli)


* mosaico che sostituisce una croce preesistente
* Cristo severo e imponente, assiso sul trono
* sfondo aureo
* Cristo riceve la genuflessione di un imperatore (probabilmente Leone VI il Saggio)
* contorni marcati, resa schematica del panneggio delle vesti, sobria gamma di colori freddi

- allontanamento dalla tradizione di matrice classica


- parziale distacco dalla tradizione protobizantina di matrice tardoantica, appiattimento delle figure e
scarso interesse alle proporzioni
- San Demetrio in Tessalonica _ pannello musivo di un pilastro della navata centrale databile al IX secolo
e raffigurante la Vergine e san Teodoro
- numero di affreschi del tardo IX secolo e del X testimoniano le versioni provinciali della ripresa post-
iconoclastica
- la tradizione devota della cronachistica bizantina attribuisce un'icona del Giudizio dipinta da un monaco
la conversione del khan bulgaro Boris I
- durante i decenni centrali del X secolo, soltanto le aree provinciali ci mettono in grado di percepire taluni
sviluppi della pittura bizantina in questo arco di tempo
- Cappadocia: reminiscenze dello stile classicheggiante ben noto dai manoscritti miniati della "rinascenza
macedone"

- frammento musivo con una testa della Vergine _ primo documento pittorico a Costantinopoli che
interrompe il vuoto
- proveniente dal monastero di San Giovanni di Stoudios
- vestibolo in Santa Sofia _ Vergine Brephokratousa in trono fra gli imperatori Costantino il Grande e
Giustiniano
- idealizzazione delle due figure imperiali, dalle espressioni ieratiche e ufficiali
- notevole pannello musivo in Santa Sofia _ Cristo in maestà, assiso al trono e benedicente, affiancato da
Costantino IX Monomaco e Zoè

- la ritualità della raffigurazione si traduce nell'aulico sfarzo e nella resa minuziosa e insistita dei particolari
delle vesti e delle insegne imperiali
- i volti, benché idealizzati, palesano anche l'intento di raggiungere una rassomiglianza ritrattistica

Anastasis dei mosaici di Osios Loukàs


* linguaggio spoglio
* composizioni semplici
* figure generalmente frontali, dai grandi occhi estatici in ieracità fissa
* ambientazione scarna e simbolica
* intensa forza espressiva
* uso accorto di colori sobri (bianchi,grigi, bruni e nero)
Nea Monì di Chios
* complesso fortificato sull'antico esempio dei monasteri del Sinai
* fondato poco prima del 1042
* realizzazione di una vasta e ricca decorazione musiva musiva
* uno dei più antichi esempi pervenutici di raffigurazione della Vergine scortata da santi militari e martiri
* resa delle figure: più slanciate, dai volti espressivi e dai movimenti ritmati
* ricca e vivida la gamma di colori intensi

Santa Sofia di Kiev _ grande ciclo musivo


* stretti legami con la cultura bizantina
* ricostruzione della città sul modello costantinopolitano con l'apporto di architetti greci
* fondata nel 1037 e consacrata nel 1046
* notevole apparato di decorazione pittorica, a mosaico e ad affresco, affidato a maestri inviati da Bisanzio
* stretta aderenza con il sistema iconografico mediobizantino
* gli affreschi ampliavano la serie dei soggetti con episodi evangelici e altri dell'Infanzia della Vergine,
figure e storie dei santi
* ritratti del principe committente e della sua famiglia
* predominio di uno stile più rigido e di intensa espressività
* virtuosismo di una gamma di colori ricca di sfumature

ciclo di dipinti murali nella chiesa della Vergine dei calderai


* edificata nel 1028 a Tessalonica
* all'interno, affreschi dell'XI secolo e di età paleologa
* cupola: Ascensione _ abside: una Vergine Orante affiancata da sei angeli
* il bema presenta la Comunione degli Apostoli e il naos le Grandi Feste
* presenza nel nartece del Giudizio Universale
* linearismo e staticità dei personaggi
* sensibilità e raffinatezza stilistica
* figure snelle e di modellato morbido

chiesa di San Nicola a Cipro


* affreschi della prima metà dell'XI e del XII secolo _ Trasfigurazione, Entrata in Gerusalemme,
Resurrezione di Lazzaro e frammenti di una Dormizione
* consonanze di linguaggio con lo stile della Nea Monì di Chios

Le icone

- ripresa e diffusione della produzione di icone tra la seconda metà del secolo IX e la prima del X
- piccolo numero di importanti opere conservate nel monastero di Santa Caterina del Sinai
- Lavanda dei piedi _ riferibile alla prima metà del X secolo (945); un'opera tra le più interessanti del
gruppo
- in alto sulla destra è raffigurato il re Abgar coronato e assiso in trono con maestosa solennità
- figura in trono dell'apostolo Taddeo in trono
- classicità monumentale e ridotte dimensioni
- somiglianza tra il volto di re Abgar e quello di Costantino VII Porfirogenito
- si ritiene che si tratti di un dipinto proveniente dalla capitale

- lavoro di bottega costantinopolitana: icona di San Giovanni Crisostomo del Museo Sacro della Biblioteca
Vaticana
* disegno elegante, resa del volto severo
* stilizzazione accurata e più rigidamente geometrica delle pieghe delle vesti
- produzione artistica che partecipa del clima degli ambienti colti di Costantinopoli

La miniatura e la "rinascenza macedone"

- casi di ripresa di motivi e di modi classicheggianti


- ricostruzione post-iconoclastica: apertura nei confronti dell'estetica dell'antichità di matrice classica
- produzione di manoscritti miniati
- lavoro di riadattamento ai modelli antichi
- botteghe che affiancano l'attività filologica delle cerchie di eruditi e intellettuali impegnati a trasmettere
l'eredità culturale del mondo antico
- l'attività dei miniaturisti mediobizantini esce dall'ombra con il tardo IX secolo
- diffusa illustrazione e decorazione di salteri _ salteri con miniature eseguite ai margini esterni dei fogli
- elevato numero di immagini

Salterio Khludov: Museo Storico di Mosca


* comprende 209 miniature
* tratta figure e scene narrative con grande vivacità
* talvolta libertà dello schizzo rapido e sicuro
* uso di colori brillanti

cinque miniature a piena pagina


* vere e proprie icone miniate del Cristo, della Vergine e degli evangelisti Marco, Luca e Giovanni
* inserite in un piccolo manoscritto del XII secolo
* la più antica testimonianza giunta sino a noi di illustrazioni dei Vangeli databile al IX secolo

Sacra parallela _ attribuiti a Giovanni Damasceno


* unica copia illustrata è rappresentata da un manoscritto di discussa provenienza artistica
* florilegio di testi teologici
* arricchito da 658 miniature ai margini
* apparato illustrativo complesso e assai ricco

raccolta delle Omelie di Gregorio Nazianeno


* codici imperiali della dinastia macedone
* eseguito per Basilio I
* grande formato e grande qualità delle illustrazioni
* più di 40 miniature a piena pagina
* grande ricchezza iconografica
* episodi storici riguardanti la storia religiosa del IV secolo
* varietà di stili
* la più celebre delle sue pagine, è quella che accoglie una miniatura che rappresenta il profeta Ezechiele

- per l'impulso culturale di Costantino VII Porfirogenito: ricopiatura sistematica di un elevato numero di
manoscritti antichi
- attività delle botteghe metropolitane raggiunge una grande perfezione tecnica

- Rotulo di Giosuè: mantiene la forma arcaica del volumen


* comprende estratti dei primi dodici capitoli del Libro di Giosuè e della conquista della Terra Promessa
* illustrati attraverso una sequenza orizzontale continua di scene
* tecnica del disegno acquarellato

- ritorno aulico alla tradizione antica dei maestri costantinopolitani

Salterio di Parigi _ giunto in Occidente in età rinascimentale


* il più famoso tra i manoscritti miniati bizantini
* il più antico e miglior esempio della serie dei salteri detti "aristocratici"
* eccezionale qualità artistica delle otto miniature a piena pagina
* trasmettono il fascino della cultura artistica ellenistica: resa plastica delle figure
* ripresa di allegorie e di personificazioni

Bibbia del 940: commissionata da Leone


* impegno nel recupero di modelli e stilemi di matrice ellenistica
* codice vaticano di grande formato
* 18 miniature a piena pagina

Evangelario del monastero Stavronikita


* esempio di miniatura classicheggiante del X secolo
* ritratti di evangelisti derivati da statue di antichi filosofi

- trasmissione del sapere scientifico del mondo classico e tardoantico attraverso manoscritti più rari
- raccolta di scritti riscoperti _ gruppo di codici greci della Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze

Theriaca di Nicandro di Colophon


* redatti nel II secolo a.C.
* trattano di morsi di serpenti e di altri animali velenosi e dei corrispondenti antidoti
* copie bizantine di un codice parigino di piccolo formato del X secolo
* aggiunta di figure di carattere idillico e mitologico

De materia medica di Dioscoride


* manoscritto viennese di Anicia Giuliana del VI secolo
* riedito in una sontuosa copia del manoscritto di Vienna prodotta a Costantinopoli nel X secolo

- riedizione di trattati di tattica e poliorcetica

- riedizioni mediobizantine della Topographia Christiana di Cosma Indicopleuste _ opera giunta attraverso
tre codici miniati
* apparato di notevole rilievo per la ricostruzione del quadro di conoscenze cosmologiche, astronomiche e
zoologiche

- processi innovativi iniziano a coinvolgere la miniatura bizantina del secolo X e dei primi anni dell'XI
- ripresa e parziale reinterpretazione della lezione dell'antico
- adattamento dei mezzi espressivi alle esigenze di fondo della cultura mediobizantina
- affermarsi di una fase di nuova elaborazione stilistica _ uso di proporzioni corrette
- colta ricerca di strumenti figurativi di espressione di spiritualità adeguati ai temi religiosi trattati
- l'intero apparato decorativo dei codici si fa più ricco _ elaborate ornamentazioni, delicatamente
calligrafiche
Tetraevangelo della Biblioteca Nazionale di Parigi
* prodotto nel 964 sotto il regno di Niceforo II Foca
* ornamentazione traduce in stile costantinopolitano elementi di provenienza siro-armena
* quattro miniature a piena pagina con gli evangelisti
* rapporto fra testo e immagini : soluzione simbolica e devozionale
* testo scritto composto a formare una croce che accoglie figure di santi
* importanza assunta dalle decorazioni ornamentali che evocano preziosissime architetture
orientalegginanti
* minute, vivacissime immagini di mostri, animali e piante
Monologion di Basilio II
* oltre 400 miniature
* repertorio iconografico comprende festività liturgiche, traslazioni di reliquie, santi e profeti
* fondo di immaginarie strutture architettoniche di gusto antico
* sfondi d'oro
* ricca gamma cromatica abbandona le sfumature tenui

codice di Salmi e odi di Basilio II


* due miniature a piena pagina aprono i testi
* arcangelo Gabriele corona Basilio e l'arcangelo Michele gli porge la lancia
* otto prigionieri, nemici sottomessi, prostrati al suolo
* sei cornici quadrate e circolari _ sei scene di santi militari
* sei episodi della vita di Davide, su fondo oro
* icona del potere e della gloria

Lusso, cerimonia, devozione: le arti minori

- produzione artistica "minore" mediobizantina _ espansione nell'età della dinastia macedone


- gusto e cultura classicheggianti degli ambienti di corte e delle cerchie elitarie costantinopolitane
orientano una parte assai significativa di tale produzione
- miti ed eroi ritornano in opere di straordinaria finezza

cofanetto eburneo dalla Cattedrale di Veroli


* intagli di scene vivacissime e figure dinamiche
* programma coerente attorno ai temi dell'amore
* il più celebre della seria dei cofanetti "a rosette" _ motivo decorativo delle fasce scolpite che inquadrano
le figure

- i temi talora si intrecciano, la tradizione classica e l'immaginario medievale, il sacro e il profano vengono
posti gli uni accanto agli altri in termini di ardua interpretazione

vaso in vetro purpureo, dipinto e dorato (Tesoro di San Marco, Venezia)


* sette medaglioni con figurazioni riprese da prototipi ellenistici o romani
* bianco su fondo rosso scuro
* fasce di rosette alternate a busti di profilo
* iscrizione pseudocufiche che corrono lungo il bordo superiore interno e intorno al piede

- ripresa vigorosa della lavorazione dell'avorio tra la metà del X secolo e i primi decenni dell'XI
* trattazione aulica e devozionale di soggetti collegati all'ideologia imperiale e all'uso religioso privato

cofanetto della cattedrale di Troyes


* tinto di porpora
* temi collegati all'ideologia imperiale
* richiami iconografici tanto anticheggianti quanto orientaleggianti

- tra la seconda metà del X secolo e i primi decenni del successivo, varie botteghe costantinopolitane
producono anche bassorilievi devozionali di carattere più narrativo, con scene evangeliche, episodi
celebrati dalle Grandi Feste della chiesa ortodossa e altro ancora
- a partire dalla seconda metà del X secolo, da numerose botteghe costantinopolitane provengono poi
piccole icone in steatite a bassorilievo
- introduzione di una nuova tecnica _ smalti lavorati a cloisonné
- testimonianza simbolica per splendore della pietà e dell'ortodossia imperiale è rappresentata da due vasi
liturgici in sardonica montana in argento dorato
- il Tesoro di San Marco testimonia perfettamente il quadro della pompa cerimoniale religioso-imperiale
mediobizantina
- molto vasta anche la produzione di argenti e oreficerie
- in notevole ripresa la lavorazione artistica del bronzo e di altri metalli per manufatti diversi, di carattere
religioso

5. L'età dei Comneni: 1081-1204

- la restaurazione del prestigio dell'impero dopo la grave crisi dei decenni successivi alla metà dell'XI
secolo avverrà ad opera di Alessio I Comneno
- affronta i normanni in espansione verso Oriente
- respinge gli attacchi congiunti dei peceneghi in Tracia e di Tzachas
- si rivolge ai gravi problemi creati dalla prima crociata
- arte diplomatica della Bisanzio comnena: sistema di alleanze contrapposte nei vari quadranti politico-
geografici in cui si impegna
- ristabilita l'autorità imperiale, riforma dei titoli di corte
- riorganizzazione di amministrazione ed esercito, stabilizzazione della moneta
- assegnazione ai laici dell'amministrazione di beni di monasteri in difficoltà

- fattori di perturbazione e di fragilità appaiono notevoli e concomitanti


- 1171: l'imperatore poteva disporre l'arresto e la confisca dei beni veneziani nei territori bizantini
- massacro del maggio 1182
- affermazione della dinastia degli Angeli
- in questo contesto di crisi, il solco tra Oriente e Occidente si faceva più profondo
- in età comnena, la prima costruzione dell'immagine fortemente ostile del "latino"
- culturalmente, Bisanzio si attesta nella decisa e vitale prosecuzione della tradizione di tono elevato e
splendido
- l'espressione linguistica va divergendo in rapporto ai livelli sociali
- si chiudeva la strada a ogni nuova sintesi fra pensiero greco e cristianesimo che non fosse già stata
elaborata dalla patristica
- gli "studi ellenici" venivano ammessi ai soli fini di istruzione
- rapporti quanto mai stretti tra ortodossia, trasmissione e orientamento della cultura

Costantinopoli

- la fascia insediativa settentrionale è in piena espansione


- preferenza dei Comneni per l'area delle Blacherne
- Alessio I edifica un nuovo palazzo _ riorganizza il "quartiere" separato dei poveri e dell'assistenza
- Manuele I affianca una sala di udienze e costruisce successivamente un nuovo palazzo
- presenza di dimore aristocratiche
- Costantinopoli comnena: città cosmopolita
- esempio della formazione e della crescita del quartiere veneziano
- nuova chiesa intitolata a San Marco ed altre due San Nicolò de Venetorum e Santa Maria de Embolo
- Manuele I fonda il monastero dell'Arcangelo Michele sul Bosforo

Le città

- centri urbani: in crescita e in competizione


- ulteriore articolazione delle funzioni economiche _ estendersi dell'artigianato e di alcune attività
manifatturiere
- trasformazioni in questo arco di tempo delle città di Efeso e Corinto

L'architettura

- prima del 1087: fondazione del monastero maschile intitolato al Cristo Pantepotes
* chiesa edificata su pianta a croce inscritta con la cupola sostenuta da quattro colonne
- ricorso all'apparecchiatura muraria "a mattone arretrato"

complesso del Cristo Pantokrator


* il più notevole esempio costantinopolitano di chiesa a croce iscritta
* nartece a cinque campate
* rimangono parti del rivestimento lapideo parietale e della ricca pavimentazione a opus sectile

nucleo mediobizantino della chiesa San Salvatore in Chora


* legata alle iniziative della famiglia dei Comneni nei quartieri nord-occidentali della capitale
* la chiesa del XII secolo viene progettata anch'essa seguendo una formula più antica
* naos sormontato da un'ampia cupola sostenuta da archi impostati su semipilastri angolari

- fenomeni di persistenza di edifici basilicali


- l'architettura religiosa delle regioni greche centro-meridionali appare relativamente autonoma rispetto a
Costantinopoli _ apparecchiatura muraria detta a cloisonné
- varianti "composte" e "semicomposte" delle chiese a quattro colonne
- continuità dei più elaborati schemi di impianto "ottagonali"
- anche l'architettura monastica extraurbana è ben rappresentata in Grecia _ "cittadella di Dio" isolata e
autosufficiente

La scultura

- diversificazione di sviluppi fra ambiente costantinopolitano e quello greco e balcanico


- di notevole interesse e qualità artistica appare anche la produzione di plutei con rappresentazioni di
animali che possono richiamarsi a fonti letterarie
- decorazione scultorea degli elementi architettonici e dell'arredo fisso delle chiese
- di rado, sulle pareti esterne di alcune architetture religiose sono poste in opera lastre a rilievo con figure
di uccelli e altri animali, evocazioni fantasiose e stilizzate dell'immaginario medievale
- fra la seconda metà dell'XI e il XII secolo, significativo allargamento di interesse per il bassorilievo a
soggetto religioso di dimensioni relativamente grandi _ produzione di icone marmoree di varia funzione

Il mosaico a Costantinopoli e in Grecia

- secondo mosaico votivo della tribuna meridionale di Santa Sofia


* Giovanni II Comneno e la consorte Irene accanto alla Vergine con il Bambino
- figure imperiali: percettibile scioltezza di resa rispetto al mosaico più antico
- tecnica minuziosa e sofisticata
- monastero a Dafnì _ busto del Cristo Pantokrator
* decorazione musiva si articola essenzialmente nelle figure dei profeti sul tamburo
* immagine della severa maestà del Cristo che guarda dal cielo
- accoglimento pieno e coerente nella pittura monumentale delle tendenze classiciste evocate dalle
miniature di età macedone
- ricerca di equilibrio e armonia delle composizioni e degli accostamenti cromatici, resa delle proporzioni
del corpo umano
- tocchi naturalistici e dettagli pittoreschi e narrativi
- accenni ad attitudini dinamiche dei corpi

La pittura parietale: le regioni greche e Cipro

- lungo il corso del XII secolo: numerosi cicli di affreschi ciprioti


- progressivo prevalere della pittura parietale a fresco che tende a sostituirsi al mosaico
- si abbandonano i rivestimenti lapidei parietali
- la duttile tecnica pittorica (affresco) si presta meglio alla ricerca di espressività

Cipro: bizantina fino alla conquista crociata del 1192


* scene con vari punti di contatto con Dafnì nella resa espressiva dei volti, nelle attitudini delle figure, nel
drappeggio delle vesti
* tono espressivo resta, nell'insieme, moderato, elegantemente trattenuto
* relazioni artistiche con Costantinopoli
* avanzamento verso l'accezione manieristica dello stile grafico ed espressivo _ forzate le proporzioni dei
corpi, le figure si allungano
* i dipinti murali di due fondazioni monastiche, dovute entrambe a membri della dinastia comnena,
illustrano adeguatamente l'articolazione in tendenze della cultura artistica nelle regioni del nord della
Grecia e nelle prossimità balcaniche durante gli anni immediatamente successivi alla metà del secolo XII

- pittura monumentale comnena: disegno severo e preciso,stesura priva di esitazioni


- nella maggior parte degli episodi affrescati è la linea ad essere assunta come strumento fondamentale di
espressione
- le figure si allungano oltre il naturale
- il senso del dramma si acuisce e si carica di accenti tragici

L'icona

- ambito della pittura delle icone in netta espansione nell'età dei Comneni
- allargarsi di un uso liturgico del dipinto religioso su tavola
- l'icona della fine dell'XI e del XII secolo ci è meglio documentata che per i tempi precedenti
- gruppo più cospicuo resta quello del monastero di Santa Caterina del Sinai
- la diffusione coincide con l'innovazione: comparsa di nuovi tipi e di varianti iconografiche
- si registra pure una più articolata narratività delle immagini
- fondamentalmente, le tendenze espressive non appaiono difformi da quelle che traspaiono nella pittura
monumentale, mosaici e affreschi _ moderato classicismo nell'equilibrio compositivo, nelle proporzioni,
nel modellato dei volti
- anche nell'icona si fanno strada ora patetismo ed emozione
- nella pittura di icone si manifesta anche il ricorso a un linearismo più spinto, atto a esprimere il dolore, la
pietà
- con l'epoca comnena, ci è documentato il trasferimento all'icona della tecnica e della rifulgente
luminosità del mosaico
- l'icona musiva portatile compare attorno al 1100

La miniatura

- assai rari i manoscritti miniati di opere profani databili tra la fine dell'XI e il XII secolo
- ricercata esuberanza decorativa del manoscritto illustrato dell'XI secolo
- l'innovazione iconografica si accompagna all'espressione dei sentimenti, all'evocazione dei luoghi
- sviluppo delle cornici ornamentali delle tavole dei canoni
- si annuncia la tensione drammatica
- anche entro la continuità delle formule convenzionali dell'illustrazione miniata possono innestarsi tesi
grafismi ed elaborazioni in senso "manieristico"

Altre arti

- stabilità e continuità di tecniche e in parte anche di stili rispetto a ciò che si è visto per l'età macedone
- risulta in declino la produzione di placchette a bassorilievo in avorio
- artigianato artistico della ceramica in sviluppo e rinnovamento
- la tensione drammatica, la sofferente pietà ancora si fanno strada, e insieme la resa del movimento e il
gioco manieristico dei drappeggi, affinando in funzione degli effetti ricercati l'uso dei materiali e le
tecniche delle arti

Pala d'Oro nella chiesa di San Marco (Venezia)


* opera ricchissima, di origine composita
* ultime versione del 1345
* per commissione del doge Andrea Dandolo a Giovanni Paolo Bonesegna
* numero assai elevato di smalti, per la maggior parte bizantini
* primo nucleo risale al 1105 _ probabilmente smalti della sezione inferiore della pala
* 1209: pala viene ingrandita probabilmente con parte del bottino della conquista di Costantinopoli
* rimontaggio trecentesco entro una rinnovata struttura architettonica gotica _ gruppo eterogeneo di piccoli
smalti inseriti nel registro superiore e nelle cornici
* molteplici tecniche esecutive si associano per concorrere a comporre effetti diversi

- dall'XI secolo, si vanno elaborando e diffondendo vari nuovi tipi di ceramica di buon livello di qualità
- ritrovamenti di ceramica bizantina di età comnena sono stati fatti lungo le coste del Mar Nero, ad
Antiochia, in Egitto, in Italia
- oggetti ornati di semplici motivi geometrici _ piuttosto diffusa anche l'ornamentazione figurata

Oltre i confini dell'impero

- ampia diffusione dell'arte di Bisanzio e dei suoi modelli negli ultimi decenni dell'XI secolo e del secolo
successivo
- si guarda ai segni della magnificenza della "Città custodita da Dio", alle immagini della pietà della "Nuova
Gerusalemme" come archetipi cui adeguarsi
- l'arte di età comnena si trapianta oltre i confini dell'impero, producendo imitazioni locali e stimolando la
formazione di nuovi, autonomi linguaggi artistici
- l'influenza bizantina appare determinante anche nell'arte bulgara dei secoli XI e XII
- assai complesso appare il quadro dei rapporti artistici fra Bisanzio e la Russia in questo stesso arco di
tempo
- nell'architettura, quasi l'intero arco dell'XI secolo vede la ripresa di modelli architettonici introdotti da
maestri greci e accolti dai costruttori locali formati alla loro scuola
- a procedere dall'accoglimento e dalla reinterpretazione di modelli comneni si viene sviluppando ora in
più centri la pittura russa di icone, che elabora anche iconografia e caratteri propri

- un intreccio complesso di rapporti fra culture artistiche occidentale e bizantina e tradizioni del
cristianesimo vicino-orientale caratterizza la produzione artistica nel regno crociato di Gerusalemme
- l'eco costantinopolitana si coglie nella vivacità dei gesti e delle attitudini, nella marcata espressività dei
volti
- Italia: svolge un ruolo fondamentale, tra XI e XII secolo, nell'accoglimento e nella trasmissione di modelli
propri della cultura artistica bizantina
- fra il 1140 e il 1190 corre la grande stagione dei cicli musivi affidati a maestri greci _ vera e propria
traslazione di cultura figurativa bizantina in Sicilia
- l'autocelebrazione dinastica si traduce ancora una volta in figurazione di concezione bizantina
- profonda e di particolare rilevanza appare l'incidenza della cultura artistica mediobizantina sul dicato
venetico

chiesa di santa Fosca a Torcello


* edificata attorno alla metà dell'XI secolo
* nitida geometria, accurate simmetrie e sapiente articolazione di volumi
* pianta si articola intorno ad un perfetto quadrato centrale, tre lati del quale si aprono in altrettanti bracci
coperti con volte a botte e arconi
* cupola crollata probabilmente a causa del terremoto del 1177
* semplice chiarezza dei volumi
- ricostruzione in forme di rilevante impegno della chiesa di san Marco
* pianta a croce greca leggermente allungata con cinque cupole
* chiesa-reliquiario apostolica e luogo delle sepolture imperiali
* ars musiva applicata alla decorazione parietale
* compiuta coerenza nel ricorso a modelli bizantini viene frattanto realizzata con la committenza a
Costantinopoli dei battenti bronzei delle porte e con quella della prima Pala d'Oro
* impresa della decorazione della cupola centrale dell'Ascensione
* cicli della Passione e della Resurrezione

6. L'impero latino di Oriente, gli stati greci e l'arte bizantina del primo Duecento

- 1204: presa di Costantinopoli _ rottura tragica del lungo filo di continuità storica
- trattato fra occidentali del 1204 portava all'attribuzione all'imperatore latino di un quarto dei territori
bizantini
- Venezia: controllava l'intera rotta marittima dall'Adriatico settentrionale fino a Costantinopoli e dominava
gli stretti e l'accesso alle città
- fondazione dell'impero di Trebisonda (1203-1461)
- Epiro: terzo stato indipendente
- la Nicea dei Lascaridi: ruolo di tramite primario della continuità culturale bizantina e dei suoi precedenti
ellenici

Costantinopoli latina

- tra il 1203 e il 1204: incendi di vasti quartieri, distruzione dell'insediamento ebraico di Galata,
devastazione dell'ippodromo
- processi di spoliazione sistematica e spartizione dello spazio urbano
- bottino del saccheggio (reliquie,oggetti sacri,sculture e materiali lapidei di pregio) in larga parte verso
Venezia _ riqualificazione duecentesca della chiesa ducale di san Marco e della piazza circostante
- i siti dell'autorità imperiale nello spazio urbano non conoscono variazioni
- le chiese della città saranno ripartite tra chierici e capitoli "franchi" e veneziani
- sotto il controllo veneziano: monastero del Cristo Pantokrator, il monastero del Cristo Pantepoptes
- Corno d'Oro si amplia fino a raggiungere la torre delle Blacherne e acquista diritti di pesca nelle acque
antistanti

- lo spazio dei veneziani in Costantinopoli tendeva a farsi "città entro la città", poiché veniva cinto da
nuove mura ad opera dello stesso Marino Zen
- la produzione artistica subisce senza dubbio una considerevole contrazione
L'impero di Nicea

- intensa attività costruttiva _ notevoli opere di architettura militare


- rafforzamento della cinta muraria di Nicea con l'edificazione di un secondo muro esterno
- meno conosciute le caratteristiche dell'architettura civile e religiosa
- frammentario, discontinuo e poco chiaro risulta anche il quadro delle architetture religiose nicene di età
lascaride e delle connesse decorazioni artistiche
- uno dei compiti primari dell'impero: conservazione e trasmissione dei saperi e della cultura dell'antica
tradizione bizantina

L'impero dei Grandi Comneni di Trebisonda

- impegno pubblico si volge in primo luogo al settore dell'architettura militare


- lavori di rinnovamento delle fortificazioni di Eraclea Pontica
- la città imperiale dei Grandi Comneni conosce pure, nel Duecento, un'intensa attività architettonica e
artistica, fortemente marcata da fenomeni di tranculturazione che la coinvolgono e di cui è tramite
- ciclo dinastico: immagini degli antenati dei Comneni di Trebisonda e la serie di imperatori
- alla cultura costruttiva bizantina appartiene anche l'uso di materiali di spoglio
- aggregazione eclettica di forme e stilemi intorno alle basi bizantine della cultura artistica della Trebisonda
comnena

Continuità bizantina fra Vicino Oriente e Mediterraneo orientale: Cappadocia, Sinai, Cipro

- dominio turco su gran parte della penisola anatolica


- produzione di livello nell'insieme modesto _ numerosi richiami epigrafici e iconografici ai regnanti
bizantini
- un buon numero di icone del complesso monastico databili ai primi decenni del Duecento e di alta qualità
testimoniano la continuità delle relazioni dirette con la cultura di Costantinopoli
* dipinti che mostrano grande equilibrio e nobile, classica armonia
- i modi e le forme di trasculturazione artistica mostrano di accelerarsi dalla metà del Duecento
- un buon numero di botteghe lavora in genere secondo modi vicini a quelli della pittura cosiddetta
crociata, accostando e combinando componenti bizantine, orientali e "latine"

Il despotato d'Epiro
- significativa crescita economica della capitale, Arta
- testimonianze ragguardevoli di cultura architettonica e artistica
- preferenza epirota per architetture di tipo basilicale
- il despotato duecentesco veniva esprimendo una monumentalità sua propria, vagamente allusiva forse,
alla continuità della locale tradizione mediobizantina
- nel complesso arte provinciale e tradizionalista, anche se non vi è assente una certa qualità
- attiva e aggiornata si mostra la temperie artistica della grande Tessalonica

La Grecia "franca"

- trapianto di forme gotiche attraverso un considerevole numero di edifici di nuova costruzione


- tenace persistenza della tradizione bizantina nelle altrettanto numerose chiese ortodosse di costruzione
duecentesca
- sul paesaggio greco si stampa un'impronta feudale di tipo europeo occidentale affine a quella che ha già
modificato il paesaggio del Vicino Oriente crociato
- relativamente considerevole è anche il numero di edifici religiosi edificati o adattati nella Grecia
duecentesca _ edifici a pianta allungata, coperti con volte a nervature e affiancati da campanili
- quadro per lo più attardato e provinciale della maggior parte della produzione pittorica murale coeva

L'arte bizantina in Serbia

- 1217: autonomia politica della Serbia e realizzazione dell'autonomia religiosa con il riconoscimento della
chiesa autocefala nazionale poco più tardi
- lo sguardo e la competizione della Serbia duecentesca sono rivolti, quindi, tanto verso Bisanzio, quanto
verso l'Occidente
- nelle forme architettoniche la Serbia elabora un'originale combinazione di elementi occidentali e bizantini
- decorazione interna e cicli pittorici si conformano pienamente alla cultura artistica bizantina
- l'intento di emulare i più prestigiosi modelli bizantini risulta evidente anche sul piano tecnico
- gli affreschi rimasti costituiscono uno fra i documenti di maggiore rilevanza della pittura monumentale del
Duecento bizantino
- ritorno al trattamento plastico delle forme

Verso la Bulgaria e la Russia

- ricorso a esempi costantinopolitani assai evidente


- opere assegnabili ai pittori bulgari
- nella Russia duecentesca, il fascino di Costantinopoli raggiunge gli affreschi e le porte bronzee della
cattedrale della Natività della Vergine a Suzdal
- a Novgorod, dalla matrice bizantina si sviluppa l'arte russa delle icone

Bisanzio e l'Italia

- le aree costiere adriatiche del meridione risultano territorio di tenace attaccamento di legami molteplici e
vari con l'oltremare ortodosso
- lunga serie di dipinti in chiese rupestri che si inoltra fin nel secolo XIV
- bizantinismo artistico del Duecento veneziano _ riapertura della fabbrica della basilica di San Marco e
ulteriore definizione dell'assetto della piazza
- reimpiego di spolia costantinopolitane e accoglimento di vari elementi di stile e di decorazione di
impronta bizantina
- a Venezia si consolida un contesto coerente di mediazione innovativa fra emulazione dei riferimenti
provenienti dal mondo dell'Oriente bizantino e costruzione di una propria autonomia di linguaggio
artistico
- principale novità della pittura italiana del Duecento: ampia diffusione del dipinto sacro su tavola

7. Rinnovamento e declino: l'età paleologa

- l'ultima età di Bisanzio, aperta con il riacquisto di Costantinopoli da parte di Michele VIII Paleologo _
tenace riaffermazione di identità dell'impero greco, fattori di turbamento diversi e profondi
- quello ricostruito da Michele VIII era comunque un territorio ridotto
- i turchi ottomani riprendono ad avanzare in Anatolia _ 1331: presa di Nicea
- 1354: assoggettamento di Gallipoli _ avanzata in Europa
- tra il 1402 e il 1423 Tessalonica diviene sede di un despotato bizantino
- guerra tra Andronico II e il nipote Andronico III sostenuto dall'aristocrazia, tra Giovanni VI Cantacuzeno e
Giovanni V Paleologo
- dal 1373 l'imperatore è vassallo del sultano ottomano e partecipa a campagne militari nelle sue file

- stretto collegamento veniva a stabilirsi fra la salvezza dello stato e la possibilità di sostegno a
quest'ultimo da parte della cristianità d'Occidente, che la condizionava tuttavia alla riunificazione delle
chiese dopo lo scisma consumato nel 1054
- Giovanni VIII: unione delle chiese ortodossa e cattolica romana promulgata ufficialmente nel 1452
- sensibilità diffusa nella difesa della tradizione dell'ortodossia
- ortodossia come riaffermazione di identità
- energica, determinata ripresa delle attività e delle istituzioni culturali _ programma di restitutio

Costantinopoli
- collocazione di un gruppo scultoreo nelle vicinanze della chiesa dei Dodici Apostoli _ atto di offrire
all'arcangelo guerriero il modello di Costantinopoli ritornata ai romani d'Oriente
- lavori alla cinta muraria
- sforzi di una ricostituzione di una forza navale bizantina
- complesso fortificato, protetto da un molo e chiuso da porte rafforzate da una catena
- reinsediamento di veneziani e genovesi sul Corno d'Oro
- crisobolla del 19 marzo 1277: ripristino dell'insediamento nell'antico sito
- atti significativi di committenza architettonica e artistica
- crescenti difficoltà e incertezze economiche e politiche

- raffigurazione di una capitale senza impero come spazio magnificente e immoto di memoria
- restauri apportati alle mura da Giovanni VIII e da Costantino XI

Le città

- forte crisi demografica, pestilenze


- agricoltura si riduce per lo più al livello della sopravvivenza
- Tessalonica va spopolandosi
- Trebisonda, dalla fine del Duecento, conosce un significativo sviluppo
- elementi bizantini, orientali e "franchi" concorrono a riconfigurarne il paesaggio urbano

L'architettura

- la ripresa architettonica nella capitale imperiale si manifesta nettamente tra gli ultimi decenni del XIII e i
primi decenni del XIV secolo
- palazzo di Costantino Porfirogenito _ risulta problematico restituirne l'antica distribuzione interna di spazi
e funzioni
- costruzione del monastero di Costantino Lips
- considerevoli esempi di fabbriche religiose costantinopolitane
- committenza dell'aristocrazia e dei grandi funzionari e ufficiali imperiali
- compresenza a Costantinopoli di tipi architettonici centralizzati tetraconchi
- tratto decisamente coloristico delle pareti esterne, ottenuto con la tecnica muraria del cloisonné, con
motivi ornamentali e con l'accostamento di pietra bianca e laterizio rosso
- linguaggio architettonico severo, arcigno, adeguato ai nuovi modelli del potere e non privo di assonanze
anche con quello di edifici tardomedievali
- occidentalismi relegati nell'ambito della fantasia ornamentale

La scultura
- la scultura tardobizantina sembra non varcare salvo che in un caso eccezionale, documentato da fonti
descrittive _ gruppo bronzeo di Michele VIII e dell'arcangelo suo protettore
- area costantinopolitana: interesse all'altorilievo e al modellato morbido torna a manifestarsi nettamente in
icone marmoree
- il "ritorno all'Antico" si manifesta nella diffusa ripresa di modelli di età giustinianea
- in area greca ha ampia diffusione una tecnica decorativa convenzionalmente definita a champlevé,
applicata in prevalenza ai sarcofagi
- all'età paleologa risalgono ancora rari esempi di intaglio ligneo bizantino
- nella linea della tradizione comnena si inscrive la produzione di larga serie di oggetti devozionali in
steatite
- rinnovo di interesse per il trattamento plastico della figura

Il mosaico

Deesis della tribuna meridionale di Santa Sofia


* pannello musivo di considerevoli dimensioni e di elevatissimo livello artistico
* apre la nuova e ultima stagione della grande arte musiva in Costantinopoli
* interpretato come atto devozionale dei Paleologhi
* ripresa di modelli antichi nettamente avvertibile sul piano dell'iconografia
* un'aura classicista impronta la scena
* monumentalità della divina e delle sacre figure

- pluralità di tendenze nell'arte musiva della capitale


- alla libertà di racconto e di osservazione - alla struttura narrativa, in altri termini - corrisponde una certa
libertà compositiva e più estesamente espressiva
- gamma estesa di colori chiari e accesi
- figuratività dinamica e drammatica, che smaterializza le figure
- Tessalonica: vasto ciclo musivo eseguito nella chiesa dei Santi Apostoli
- tendenza verso un eloquio figurativo "eroico"
- Costantinopoli: eventuali sviluppi dell'arte musiva sino alla metà del Trecento ci sono oscuri
- la storia del mosaico parietale bizantino volgeva al termine

La pittura parietale a Costantinopoli e nelle regioni greche

- anche a Costantinopoli la ripresa delle attività artistiche nei decenni che corrono dal 1261 alla prima
metà del Trecento è affidata ampiamente alla pittura parietale
- quanto ci è giunto comprende poco più di un elenco di lacerti, di documenti visivi mutili
- primi fra questi pittori Michele ed Eutichio
- composizioni assai elaborate, per lo più affollate di figure su sfondi di paesaggio architettonico dai volumi
netti
- personaggi dalle corporature massicce _ emozioni intense con gesti e moti accentuati
- la preparazione e la vigoria della scuola pittorica macedone si manifestano senza incertezze
- forte interesse per la resa della profondità spaziale nelle articolate architetture monumentali che
occupano gli sfondi
- a Tessalonica, ai primissimi del Trecento, l'attività artistica appare vivace, multiforme, aperta ad
esperienze diverse
- la produzione artistica entro i confini dell'impero nella seconda metà del Trecento e nella prima del
secolo che segue ci è nota soprattutto da opere di Tessalonica e della regione circostante, quindi dai cicli
di affreschi di Morea
- libero è l'immaginario figurativo architettonico e di paesaggio

La pittura bizantina nella Grecia "franca"

- quanto alle regioni rimaste sotto il dominio occidentale, si incontra un'apertura verso l'arte tardogotica (su
una trama di sensibilità paleologa e mantenendo il rispetto per la tradizione iconografica
- nell'isola di Creta, l'ars pictoria è in pieno sviluppo
- il numero di pittori di cui ci resta notizia diretta, già elevato nel Trecento, aumenta di molto nel corso della
prima metà del secolo che segue
- committenza che di frequente dispone lasciti per interventi di decorazione parietale di chiese e oratori
- ricezione di elementi occidentali nella pittura cretese
- anche fedeltà alla tradizione e adeguamento agli sviluppi dell'iconografia e del linguaggio artistico di
Costantinopoli si manifestano in tutta evidenza

I pittori bizantini oltre i confini dell'impero

- nonostante la crisi dell'impero, l'energia creativa e la sofisticata esperienza dell'arte paleologa


continuarono ad essere di riferimento per vaste regioni, anche attraverso la chiamata di maestri greci
- la celebrazione artistica si accompagna deliberatamente all'emulazione del fasto della committenza
imperiale bizantina
- l'imitazione del mosaico mediante il fondo a foglia d'oro, da tempo in uso, si estende dall'interno della
chiesa allo stesso nartece
- ricorso agli sfondi architettonici "all'antica" nei capitelli, nelle cornici, nei robusti pilastri, costruzioni
immaginate, ma interpretate come strutture possenti di salda mole
- spazio e materia appaiono intenzionali evocazioni visive che accompagnano la dignità statuaria dei
personaggi, di chiara ispirazione classica
- la Serbia si apre nuovamente alle presenze greche e con queste alle tendenze affermatesi a Tessalonica
e a Costantinopoli
- nella sfera di influenza bizantina continueranno a restare le opere migliori della pittura parietale serba
- gli ultimi sviluppi dell'arte paleologa raggiungeranno ancora le regioni più orientali della cristianità
ortodossa, il Caucaso e la Russia
- è la personalità di Teofane il Greco a rappresentare il momento di maggior rilievo nel rapporto fra l'ultima
cultura artistica di Bisanzio e la straordinaria stagione che le arti vivono nel Trecento e Quattrocento
russo
- quanto ci resta della pittura monumentale di Teofane _ frammenti di scene bibliche e di teorie di santi :
linguaggio fortemente caratterizzato e altrettanto libero

Rinnovamento e synetheia

- l'arte dell'ultimo secolo di Bisanzio nel suo complesso retrocede, rispetto alle scelte umanistiche, al
passo compiuto in direzione della natura, per rinunciare a quello sviluppo delle tendenze a ritrovare
corpo e spazio
- grafismo e smaterializzazione delle forme
- la produzione artistica trova gli interlocutori principali nella chiesa e nei suoi monasteri
- Simeone di Tessalonica _ richiesta severa e fremente di saldezza nella continuità dell'arte di Bisanzio
come arte religiosa ortodossa

L'icona

Trionfo dell'Ortodossia _ icona della Vergine


* Vergine sorretta e presentata a chi guarda fra ricchi drappi rossi dai ricami d'oro
* coppia di angeli che la indicano con la mano
* alla sua sinistra: l'imperatrice Teodora e il figlioletto di lei Michele III
* sulla destra: patriarca Metodio I
* evocazione storica del solenne atto di riabilitazione del culto delle immagini dopo la lunga crisi
iconoclastica

- moltiplicarsi degli atti simbolici di offerta devota di immagini sacre a istituzioni religiose particolarmente
venerate
- diffondersi dell'uso di immagini sacre per devozione personale
- riaffermazione di identità religiosa ortodossa
- aumenta la lavorazione di icone musive _ rivestimenti in lamina d'oro, d'argento dorato
- in alcuni casi, rinuncia al fondo aureo, sostituito dal giallo ocra
- il patrimonio di pittura di icone che ci è pervenuto dall'età paleologa è assai vario
- le opere, sovente di tono artistico elevato, in complesso seguono da vicino le coeve tendenze della
grande pittura parietale
- anche ricorso a sfondi architettonici aulici e anticheggianti

- icone a mosaico: immagini di dimensioni ridotte


* accentuato virtuosismo tecnico
* tessere minutissime con un'ampia di colori

La miniatura

- complessiva riduzione del numero di manoscritti con raffigurazioni miniate


- pittura di illustrazione mantiene livelli di notevole interesse fra tardo Duecento e primo Quattrocento
- serie di splendidi, lussuosi manoscritti di provenienza costantinopolitana
- opere di carattere religioso ristabiliscono la continuità con il "paesaggio spirituale", oltre che figurativo,
dell'ellenismo
- profondo interesse per la lettura della personalità attraverso l'immagine
- sono più rari, in età tardobizantina, i manoscritti corredati da un folto apparato illustrativo
- rari anche i manoscritti conservati di carattere scientifico

Le altre arti

- la Costantinopoli in declino resta pur sempre grande centro di produzione e mercato per numerosi settori
di produzione artistica "minore", settori ancora in evoluzione
- è soprattutto nell'ambito delle arti per la liturgia e per la devozione che siamo meglio informati
- l'oreficeria lascia lavori di rilevante interesse tecnico e artistico
- diffusa produzione di tessuti dai finissimi ornati figurati a ricamo
- epitaphios: grande drappo di seta che si evolve dal primo e il cui uso rituale si afferma nel primo
Trecento, viene associato alle cerimonie del Sabato Santo come equivalente simbolico del cataletto del
Cristo condotto al sepolcro o della sindone di Giuseppe d'Arimatea

8. Paradosis: l'arte di tradizione bizantina

Da Costantinopoli a Istanbul

- 29 maggio 1453: ingresso in Costantinopoli di Mehmed II


- attraversamento simbolico della città sino a Santa Sofia, entrata del sultano a cavallo e sua preghiera nel
tempio
- serie di trasformazioni che raggiungeranno il loro compimento simbolico entro il volgere di un secolo
- rottura di continuità: la nuova capitale ottomana sarebbe venuta a sovrapporsi a quella imperiale
bizantina
- avvio della costruzione del palazzo di Topkapi e ripopolamento della città
- schema di ridistribuzione delle funzioni nella Istanbul dei primi tempi ottomani
- permane economicamente assai attiva la fronte della città sul Corno d'Oro

- si infittiscono gli insediamenti religiosi islamici


- edificazione della prima grande moschea ottomana in città
- trasformazione di Santa Sofia _ compimento simbolico della conquista
- risemantizzazione dello spazio urbano costantinopolitano nel senso della retorica trionfale dell'impero
islamico ottomano
- dopo l'allontanamento da Santa Sofia, la chiesa degli Apostoli era stata per breve tempo sede patriarcale
- ciò che restava della vita di Costantinopoli bizantina trovava continuità fra le case di pietra delle facciate
cieche, le botteghe di assi, le chiese di legno del distretto di Phanari
- dal 1599 il patriarcato avrà sede definitiva in San Giorgio

L'arte di tradizione bizantina

- Costantinopoli Nuova Roma, Signora dei Sette Colli: riprendono vigore i miti antichi riaffermati
- sulla memoria, sulla tenace autodifesa della cultura greca e sulle strutture della chiesa ortodossa si
innesta la lunga continuità dell'arte di tradizione bizantina
- l'impulso dell'arte postbizantina non proviene più da Costantinopoli e Tessalonica, e la produzione si
articola nettamente per aree, per "scuole" regionali, di diverso raggio di influenza
- è nella pittura, di affreschi e di sacre immagini su tavola, che l'arte postbizantina trova il suo spazio di
espressione e di ricerca più ampio e vitale
- il primo secolo di dominazione ottomana vede comunque una notevole operosità artistica in vari centri
delle regioni contermini

- la regione del mondo greco post-bizantino in cui la produzione artistica trova maggior impulso è l'isola di
Creta
- quella dei pittori cretesi di icone è un'arte di ampia diffusione e di committenza assai articolata
- la scuola cretese svolge un ruolo assai dinamico nella diffusa ripresa artistica del Cinquecento greco
- in rapporto con la Grecia settentrionale si delinea anche il risveglio artistico dell'area albanese
- Venezia: nella sua devozione pubblica e privata, coltiva assai a lungo un rapporto particolare con l'icona
- le più venerate, le icone più celebri per storia e per poteri miracolosi non sono soltanto quelle custodite
nelle parrochiali del cuore della città
- l'immaginario religioso di Venezia legittima e sostiene il culto dell'immagine sacra dipinta nel Levante
greco
- Venezia accoglie in sé la sede della comunità greca culturalmente più importante e attiva nell'Occidente
europeo
- 1539: si pone la prima pietra della chiesa di San Giorgio dei Greci

- 1699: definitiva presa turca di Creta _ declino della vivace produzione artistica dell'isola
- dopo il 1699, le esperienze cretesi si trasferiranno in parte nelle isole dell'Egeo e più ancora nelle isole
Ionie, soggette a Venezia, e a Venezia stessa

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