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Corso di Scienza delle Costruzioni 1 – Laurea in Ingegneria Civile per

l’Ambiente ed il Territorio

Prova di esame orale - Frequently Asked Questions (FAQs)

1. Definizione matematica e significato geometrico delle misure di


deformazione (dilatazionl lineari, scorrimenti angolari, dilatazione volumetrica)

2. Legame elastico lineare isotropo/ortotropo per un corpo continuo

3. Limitazioni sulle costanti elastiche per un materiale isotropo

4. Significato algebrico e fisico delle direzioni principali di tensione e


deformazione, delle tensioni principali e delle dilatazioni principali

5. Significato delle componenti di tensione (componenti cartesiane;


componenti normale e tangenziale)

6. Strutture labili, isostatiche ed iperstatiche: definizioni matematiche e loro


implicazioni nelle applicazioni

7. Teoria tecnica della trave: equazioni di equilibrio, di congruenza, legami


costitutivi, condizioni al contorno

8. Il ruolo delle distorsioni nella teoria tecnica della trave e loro effetti su
strutture isostatiche/iperstatiche

9. Parallelo tra la teoria tecnica della trave e la teoria a base della meccanica
dei corpi continui (analogie/differenze tra misure di deformazione, misure di
tensione, equazioni indefinite di equilibrio, equazioni di congruenza e legami
costitutivi nelle due teorie)

10 Significato delle equazioni di congruenza nell’ambito del metodo delle forze

11 Flessione composta e deviata: definizioni, formule di calcolo delle tensioni,


relazioni di coniugio tra asse neutro ed asse di sollecitazione e tra centro di
pressione e asse neutro, nocciolo centrale d'inerzia

12. La verifica a pressoflessione per i materiali non resistenti a trazione

13. La formula di Jourawski per il calcolo delle tensioni tangenziali da taglio,


centro di taglio
14. Casistica delle formule per il calcolo delle tensioni tangenziali da torsione
in sezioni di tipo ricorrente

15. Criteri di resistenza per materiali duttili (criteri di Tresca e Von Mises: loro
definizione generale, particolarizzazioni a stati di tensione piani ed alla teoria
tecnica della trave )

16. Carico critico euleriano, metodo ω per la verifica di sicurezza delle aste
compresse e metodo di verifica agli stati limite delle aste compresse

17. Momento al limite elastico e momento ultimo delle sezioni inflesse


(flessione retta): principii di calcolo e casistica (sezione rettangolare, sezione
a doppio T, sezione a T e sezione a rombo), verifiche agli stati limite di tali
sezioni
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO FACOLTÀ
DI INGEGNERIA
Corso di Scienza delle Costruzioni 1
Laurea in ingegneria civile per l’ambiente ed il territorio
Prof. Fernando Fraternali

Appendice: raccolta di tracce di esercizi proposti e


di esercizi svolti sulla geometria delle aree
A cura degli allievi

Amatucci Federico
Capuano Gerardo
Limongiello Marco
Rispoli Francesco
Spagnulo Giovanni
Esercizio 1
Corso di Laurea in Ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio

Anno Accademico 2010-2011

Corso di Scienza delle Costruzioni I – Prof. Fernando Fraternali

Esercitazione sulla geometria delle aree

Indicati con:
- n il numero di lettere componenti il nome dell'allievo;
- c il numero di lettere componenti il cognome;
- m l'ultima cifra del numero di matricola dell'allievo;

le dimensioni della figura assegnata saranno determinate dall'eguaglianza:


A = (n+c+m) x 2 con A espresso in millimetri.

Si chiede di calcolare:

1) il momento statico Sx rispetto all'asse X;


2) il momento statico Sy rispetto all'asse Y;
3) le coordinate del baricentro G (xg; yg);
4) il Momento d'inerzia Ix rispetto all'asse X;
5) il momento d'inerzia Iy rispetto all'asse Y;

detti poi X'g e Y'g gli assi baricentrici paralleli agli assi X ed Y assegnati, si determinino:

6) il momento d'inerzia rispetto all'asse X'g;


7) il momento d'inerzia rispetto all'asse Y'g;
8) gli assi principali d'inerzia ed i relativi momenti, mediante la tecnica del Cerchio di Mohr.

O X
Esempio di svolgimento

Si assume A=50mm

Baricentro rispetto al sistema di riferimento Oxy indicato in figura: XG: 141.4692 mm

YG: 164.5185 mm

Momenti d’inerzia e momento centrifugo rispetto agli assi baricentrici paralleli agli assi X e Y
assegnati:

IxG: 440.769x106 mm4

IyG: 85.617x106 mm4

IxyG: -133.933x106 mm4

(Si osservi che è opposto alla quantità “Prodotti d’Inerzia” fornita dal
software AutoCAD):

Figura 1:
Cerchio di Mohr del tensore d'inerzia



,

 
 
 

Esercizio 2

Determinare il baricentro e gli assi centrali di inerzia della seguente figura piana:

Fig. 1.1

Esercizio 3

Determinare il baricentro, gli assi centrali di inerzia ed i relativi momenti di inerzia della
seguente figura piana:

1 1
30

Area: 172.0000
Baricentro: X: 15.0000
Y: 15.0000

Momenti principali e direzione X-Y rispetto al


baricentro: I: 19937.3333 lungo
[0.0000 1.0000]
J: 26489.3333 lungo [-1.0000 0.0000]

Momenti di inerzia: X: 26489.3333


Y: 19937.3333

Prodotti di inerzia: XY: 0.0000


Esercizio 4

Determinare il baricentro, gli assi centrali di inerzia ed i relativi momenti di inerzia


della seguente figura piana:

60

30

Area: 1171.68
Baricentro: X: 15.0
Y: 30.0
Momenti principali e direzione X-Y rispetto al
baricentro: I: 382920.37 lungo
[0.0000 1.0000]
J: 119292.04 lungo [-1.0000 0.0000]

Esercizio 5

Determinare il baricentro e gli assi centrali di inerzia della seguente figura piana:
Esercizio 6

Con riferimento alla sezione riportata in Fig. 1.1, si determini:


a) la posizione del baricentro;
b) i momenti centrali di inerzia;
c) la posizione dell’asse neutro sapendo che quello di sollecitazione è inclinato
di 45° sull’orizzontale

A r e a : 38.0000
Baricentro: X: 2.0000
Y: 7.1316
Momenti principali e direzione X-Y rispetto al baricentroI
: 360.0088 lungo [1.0000 0.0000]
J: 928.6667 lun go [0.0000 1.0000]
Esercizio 7

Determinare il baricentro, gli assi centrali di inerzia ed i relativi momenti di inerzia della
seguente figura piana:

Area: 585.8407
Baricentro:
X: 15.0000
Y: 15.0000

Momenti principali e direzione X-Y rispetto al


baricentro: I: 59646.0184 lungo [1.0000 0.0000]
J: 59646.0184 lungo [0.0000 1.0000]

Momenti di inerzia:
X: 59646.0184
Y: 59646.0184
Esercizio 8

Determinare il baricentro, gli assi centrali di inerzia ed i relativi momenti di inerzia della
seguente figura piana:

60

30

Area: 1485.8407
Baricentro: X: 15.0000
Y: 30.0000

Momenti principali e direzione X-Y rispetto al


baricentro: I: 127146.0184 lungo
[0.0000 1.0000]
J: 532146.0184 lungo [-1.0000 0.0000]

Momenti di inerzia: X: 532146.0184


Y: 127146.0184
Esercizio 9
Con riferimento alla sezione riportata in Fig. 2.1, si determini:
a) la posizione del baricentro;
b) i momenti centrali di inerzia;
c) la posizione dell’asse neutro sapendo che quello di sollecitazione è inclinato di
45° sull’orizzontale.

Fig. 2.1

A r e a : 86.0000
B a r i c e n t r o : X : 1 6 .0000
Y: 8.8953
Momenti principali e direzione X-Y rispetto al baricentro:
I : 3 7 0 0 . 6 6 6 7 l u n g o [ 0 . 0 0 0 0 - 1.0000]
J : 5383.7248 lungo [1.0000 0.0000]
Esercizio 10
Con riferimento alla sezione riportata in Fig. 3.1, si determini:
a) la posizione del baricentro;
b) i momenti centrali di inerzia;
c) la posizione dell’asse neutro sapendo che quello di sollecitazione è inclinato di
45° sull’orizzontale.

22

Fig. 3.1

Are a: 58.0000
B a r i c e n t r o : X : 1 1 .0000
Y: 10
Momenti principali e direzione X-Y rispetto al baricentro:
I : 9 7 5 . 3 3 3 3 l u n g o [ 0 . 0 0 0 0 - 1.0000]
J: 1334.8333 lungo [ 1.0000 0.0000
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO FACOLTÀ
DI INGEGNERIA
Corso di Scienza delle Costruzioni 1
Laurea in ingegneria civile per l’ambiente ed il territorio
Prof. Fernando Fraternali

Parte IV A: raccolta di tracce di esercizi proposti


e di esercizi svolti sul metodo delle forze
per le strutture piane
A cura degli allievi

Amatucci Federico
Capuano Gerardo
Limongiello Marco
Rispoli Francesco
Spagnulo Giovanni
Esercizio 1

Si studi la trave iperstatica di Eulero-Bernoulli riportata in Figura 1.4.

Fig. 1.4

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI=cost.).

Si richiede:
a) il calcolo delle reazioni vincolari;
b) il diagramma del taglio e del momento flettente;
c) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.

Esercizio 2

Si studi la trave iperstatica di Eulero-Bernoulli riportata in Figura 2.4.


45°

Fig. 2.4

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI=cost.).

Si richiede:
a) il calcolo delle reazioni vincolari;
b) il diagramma del taglio, dello sforzo normale e del momento flettente;
c) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.
Esercizio 3

Si studi la trave iperstatica di Eulero-Bernoulli riportata in Figura 3.4.

Fig. 3.4

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI=cost.).

Si richiede:
a) il calcolo delle reazioni vincolari;
b) il diagramma del taglio e del momento flettente;
c) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.

Esercizio 4

Si studi la trave iperstatica di Eulero-Bernoulli riportata in Figura 4.4.

Fig. 4.4

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI=cost.).

Si richiede:
a) il calcolo delle reazioni vincolari;
b) il diagramma del taglio e del momento flettente;
c) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.
Esercizio 5

Si studi la trave iperstatica di Eulero-Bernoulli riportata in Figura 1.4.

traccia

TAGLIO
MOMENTO FLETTENTE
Esercizio 6

Si studi la trave iperstatica di Eulero-Bernoulli riportata in Figura 1.4.

Fig. 1.4: traccia

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI=cost.).

Si richiede:
a) il calcolo delle reazioni vincolari;
b) il diagramma del taglio e del momento flettente;
c) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.

TAGLIO

MOMENTO FLETTENTE

.
Esercizio 7

Si studi la trave iperstatica di Eulero-Bernoulli riportata in Figura 2.4.

Fig. 2.4: traccia

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI=cost.).

Si richiede:
a) il calcolo delle reazioni vincolari;
b) il diagramma del taglio e del momento flettente;
c) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.

TAGLIO

MOMENTO FLETTENTE
Esercizio 8

Si studi la trave iperstatica di Eulero-Bernoulli riportata in Figura 3.4.

Fig. 3.4: traccia

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI=cost.).

Si richiede:
a) il calcolo delle reazioni vincolari;
b) il diagramma del taglio e del momento flettente;
c) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.

TAGLIO

MOMENTO FLETTENTE
Esercizio 9

Si studi la trave iperstatica di Eulero-Bernoulli riportata in Figura 4.4.

Fig. 4.4: traccia

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI=cost.).

Si richiede:
a) il calcolo delle reazioni vincolari;
b) il diagramma del taglio e del momento flettente;
c) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.

TAGLIO

MOMENTO FLETTENTE
Esercizio 10
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

Q=10KN
1

4m 4m 1,5m

Fig. 1.3

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale
elastico lineare ed isotropo (E=210 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagramma T, M;
III) valore della tensione equivalente secondo tresca in (1) nella sezione A;
IV) deformata a maniera.
Esercizio 11
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

q=10 kN/m
1

4m 6m

Fig. 2.3

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale
elastico lineare ed isotropo (E=210 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagramma T, M;
III) valore della tensione equivalente secondo tresca in (1) nella sezione A;
IV) deformata a maniera.
Esercizio 12
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

v*=0,30cm

4m 3m

Fig. 3.3

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale
elastico lineare ed isotropo (E=210 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagramma T, M;
III) valore della tensione equivalente secondo tresca in (1) nella sezione A;
IV) deformata a maniera.
Esercizio 13
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

q=1 kN/m
1

4m 4m 2m

Fig. 4.3

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale
elastico lineare ed isotropo (E=210 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagramma T, M;
III) valore della tensione equivalente secondo tresca in (1) nella sezione A;
IV) deformata a maniera.
Esercizio 14
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

Q=10KN
1

4m 4m 1,5m

Fig. 1.3

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale
elastico lineare ed isotropo (E=210 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagramma T, M;
III) valore della tensione equivalente secondo tresca in (1) nella sezione A;
IV) deformata a maniera.
Esercizio 15
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

q=10 kN/m
1

4m 6m

Fig. 2.3

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale
elastico lineare ed isotropo (E=210 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagramma T, M;
III) valore della tensione equivalente secondo tresca in (1) nella sezione A;
IV) deformata a maniera.
Fig. 3.2
Esercizio 16
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

v*=0,30cm

4m 3m

Fig. 3.3

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale
elastico lineare ed isotropo (E=210 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagramma T, M;
III) valore della tensione equivalente secondo tresca in (1) nella sezione A;
IV) deformata a maniera.
Esercizio 17
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

q=1 kN/m
1

4m 4m 2m

Fig. 4.3

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale
elastico lineare ed isotropo (E=210 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagramma T, M;
III) valore della tensione equivalente secondo tresca in (1) nella sezione A;
IV) deformata a maniera.
Esercizio 18
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

M=10KNm

4m 2m 2m

La trave ha una sezione retta costante (rettangolare b= 30 , h=40cm) ed è costituita


tutta dallo stesso materiale elastico lineare ed isotropo (E =30 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagrammi T, M;
III) verifiche di resistenza
IV) deformata a maniera.

Esercizio 19
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

Q=10KN q=10 kN/m

4m 4m

La trave ha una sezione retta costante (rettangolare b= 30 , h=40cm) ed è costituita


tutta dallo stesso materiale elastico lineare ed isotropo (E =30 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagrammi T, M;
III) verifiche di resistenza
IV) deformata a maniera.
Tabella A
Tubi in Acciaio a sezione circolare cava

Sezione di Sezione Momento di Modulo di Raggio di


dxs Peso passaggio metallica inerzia resistenza inerzia
mm kg/m cm2 cm2 J = cm4 W = cm3 i = cm
33,7 x 2,6 2,010 6,380 2,540 3,090 1,840 1,100
33,7 x 2,9 2,220 6,110 2,810 3,360 1,990 1,090
33,7 x 3,2 2,420 5,850 3,070 3,600 2,140 1,080
42,4 x 2,6 2,570 10,90 3,250 6,460 3,050 1,410
42,4 x 2,9 2,840 10,50 3,600 7,060 3,330 1,400
42,4 x 3,2 3,110 10,20 3,940 7,620 3,590 1,390
48,3 x 2,6 2,950 14,60 3,730 9,780 4,050 1,620
48,3 x 2,9 3,270 14,20 4,140 10,70 4,430 1,610
48,3 x 3,2 3,590 13,80 4,530 11,60 4,800 1,600
60,3 x 2,9 4,140 23,30 5,230 21,60 7,160 2,030
60,3 x 3,2 4,540 22,80 5,740 23,50 7,780 2,020
60,3 x 3,6 5,070 22,10 6,410 25,90 8,580 2,010
76,1 x 2,6 4,750 39,50 6,000 40,60 10,70 2,600
76,1 x 2,9 5,280 38,80 6,670 44,70 11,80 2,590
76,1 x 3,2 5,800 38,20 7,330 48,80 12,80 2,580
76,1 x 3,6 6,490 37,30 8,200 54,00 14,20 2,570
88,9 x 2,6 5,570 55,00 7,050 65,70 14,80 3,050
88,9 x 3,2 6,810 53,50 8,620 79,20 17,80 3,030
88,9 x 3,6 7,630 52,40 9,650 87,90 19,80 3,020
88,9 x 4,0 8,430 51,40 10,70 96,30 21,70 3,000
114,3 x 3,6 9,900 90,10 12,50 192,0 33,60 3,920
114,3 x 4,0 11,00 88,70 13,90 211,0 36,90 3,900
114,3 x 4,5 12,10 87,10 15,50 234,0 41,00 3,890
139,7 x 2,9 9,860 141,0 12,50 292,0 41,80 4,840
139,7 x 3,6 12,20 138,0 15,40 357,0 51,10 4,810
139,7 x 4,0 13,50 136,0 17,10 393,0 56,20 4,800
139,7 x 4,5 14,90 134,0 19,10 437,0 62,60 4,780
Tabelle C (Teoria di Eulero-Bernoulli - z = z / l )
Tipo di schema e reazioni Diagramma del taglio Diagramma del momento Linea elastica
ql 2

!A !B

ql 2 ql 2 8
vmax = v /2
y, v
4
&1 ql 2 5 ql ql 4
QA QB #
T ( z ) = ql $ ' z ! M (z ) = (
z !z2 ) vl / 2 = = 0.0130
% 2 " 2 384 EI EI
3
ql ql ql ql 2 ql
Q A = QB = TA = ; TB = ! Ml/2 = ! B = "! A =
2 2 2 8 24 EI
F2
!A !B
F2

vmax = v /2
Fl 4
y, v
F
per 0 ! z < l / 2 M ( z ) = F z per 0 ! z ! l / 2
Fl 3
QA QB
T ( z) = vmax = vl / 2 =
2 2 48 EI
F F l 2
T ( z) = "
2
per l / 2 < z ! l M ( z ) = (1 " z ) per l / 2 ! z ! l! = "! = F l
F 2 B A
Q A = QB = F F l
16 EI
2 TA = ; TB = ! M = F
2 2 l/2
4
C
C
!A !B

y, v
vmax
2
QA QB
C Cl Cl 2
T ( z) = z vl / 2 = = 0.0625
l M ( z) = C 16 EI EI
l
C Cl Cl
Q A = QB = "A = ! ; !B =
l 6 EI 3EI
ql ql 2 2

vB
y, v
2 !B
QA
T ( z ) = ql (1 ! z ) ql
M (z) = (! 1 + 2 z ! z )
2
2 ql 4 ql 3
A

TA = ql ql 2 vB = ; "B = !
ql 2 MA = ! 8 EI 6 EI
Q A = ql ; M A = 2
2

y, v vB

!B
A

M ( z ) = !C 2
T =0 Cl Cl
M =C vB = ; "B !
A 2 EI EI
Fl
F
vB
y, v
!B
QA

Fl 3 F l2
A

&z #
T ( z) = F M ( z ) = Fl $ ' 1! vB = ; "B = !
%l " 3EI 2 EI
QA = F ; M A = Fl M A = !F l
Esercizio 1
Determinare il diagramma del momento flettente della trave continua riportata in Fig. 1.4 e
tracciare qualitativamente la competente deformata.

q= 10 kN
Q = 40 kN
l1 = l2 = 4 m
l3 = 2 m

Fig. 1.4

Nello specifico la trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso
materiale elastico lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI = cost.).

TAGLIO

MOMENTO FLETTENTE

DEFORMATA
Esercizio 2
Si studi la trave continua riportata in Fig. 2.4.

q= 10 kN
C = 10 kN
l1 = 5 m
l2 = l3 = l4 =2 m

Fig. 2.4

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI = cost.).
Si richiede:
a) il diagramma del momento flettente;
b) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.

TAGLIO

MOMENTO FLETTENTE

DEFORMATA
Esercizio 3
Si studi la trave continua riportata in Fig. 3.4.

Q= 20 kN
C = 10 kN
l1 = 4 m
l2 = l3 = l4 = 2 m

Fig. 3.4

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI = cost.).
Si richiede:
a) il diagramma del momento flettente;
c) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.

TAGLIO

MOMENTO FLETTENTE

DEFORMATA
Esercizio 4

Si studi la trave continua riportata in Figura 1.1a.

Figura 1.1.a: trave continua

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita dal profilo in acciaio indicato in figura
1.1.b
Il modulo elastico è pari a 210.000 N/mm2;
Il coefficiente di dilatazione termica lineare a è pari a 12 x 10-6 [K-1].

Si richiede di determinare:
a) le reazioni vincolari;
b) il diagramma del Taglio del Momento flettente e dello sforzo Normale
c) l’’andamento qualitativo della deformata della trave;
d) l’’abbassamento della trave nel punto B;
e) i diagrammi delle tensioni normali e tangenziali nella sezione di mezzeria del tratto C-D.
Esercizio 5

Si studi la trave continua riportata in Figura 2.1a.

Figura 2.1.a: trave continua

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita dal profilo in acciaio indicato in figura 2.1.b
Il modulo elastico è pari a 210.000 N/mm2;
Il coefficiente di dilatazione termica lineare a è pari a 12 x 10-6 [K-1].

Figura 2.1.b: sezione retta della generica asta della trave continua (dimensioni in mm)
Si richiede di determinare:
a) le reazioni vincolari;
b) il diagramma del taglio del momento flettente e dello sforzo Normale
c) l’’a
’’andamento qualitativo della deformata della trave;
d) l’’a
’’abbassamento della trave nel punto B;
e) i diagrammi delle tensioni normali e tangenziali nella sezione di mezzeria del tratto C-D.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO FACOLTÀ
DI INGEGNERIA
Corso di Scienza delle Costruzioni 1
Laurea in ingegneria civile per l’ambiente ed il territorio
Prof. Fernando Fraternali

Parte IV B: raccolta di tracce di esercizi proposti


e di esercizi svolti sul metodo delle forze
per le strutture piane
A cura degli allievi

Amatucci Federico
Capuano Gerardo
Limongiello Marco
Rispoli Francesco
Spagnulo Giovanni
PREMESSA
La trave presa in esempio è detta trave continua
perchè vincolata da appoggi intermedi che non
sconnettono la continuità della trave. In essa gli assi
dei vincoli non formano mai angoli diversi da 0 e
90°,le forze(concentrate o uniform distribuite)sono
perpendicolari all’asse della trave. Si tratta inoltre di
un problema estensionale,dove cioè lo sforzo
normale e le componenti orizzontali delle reazioni
sono nulli;per questo riduciamo di un gdl il tronco 3t
!2t,
con t = # tronchi
•Nel nostro caso:
t = 1;
2t=2
s=2+1+1+1=5
quindi
s-2t=5-2=3 :
la trave è 3 volta iperstatica.
Sopprimiamo 3 vincoli con le reazioni vincolari, in
modo da ricondurci ad una trave isostatica, a
partire dallo stato iperstatico di partenza:operiamo
tre sconnessioni a cerniera in corrispondenza degli
appoggi intermedi.
Dobbiamo però ripristinare la continuità della trave
originaria scrivendo le equazioni di congruenza
tante quante sono le incognite iperstatiche.
Applichiamo la sovrapposizione degli effetti.
Si noti che nella campata AC l’azione dell’incognita
iperstatica X1 provoca la reazione del cedimento
elastico K phi .
Ciò non accade per l’azione dell’incognita
iperstatica X2 e del carico Q.
Nella campata EG, l’azione dell’incognita
iperstatica X3 provoca uno spostamento rigido
infinitesimo che si determina a partire
dall’impostazione dell’equilibrio dovuto ad X3.
Si otterrà pertanto la deformata complessiva.
Si passa alla fase di progetto e verifica nella
sezione della trave più sollecitata, adottando 3 tipi
di profilo: HE, IPE, Sezione Rettangolare.

Infine consideriamo un generico profilo del quale si


determinano i valori di forma.
PROGETTO
DI
UN
SOLAIO

LATERO‐CEMENTIZIO



‐
RELAZIONE
TECNICA
‐



OGGETTO
E
SCOPO


Oggetto
 e
 scopo
 della
 presente
 relazione
 di
 calcolo
 è
 la
 realizzazione
 di
 un
 solaio,
 del
 tipo

misto
di
cemento
armato
e
laterizio
gettato
in
opera,
costituito
da
pignatte
interposte

fra
nervature
parallele
di
conglomerato
armato.







—
 Titolo
del
progetto:
Solaio
latero‐cemento


—
 Committente:
 Corso
 di
 Scienza
 delle
 Costruzioni
 1
 –
 Laurea
 in
 Ingegneria
 Civile
 per
 l’Ambiente
 ed
 il

Territorio,
Università
degli
Studi
di
Salerno


—
Nominativo
dei
progettisti:
Vincenzo
Ciancia


—
 Data
della
stesura
di
tale
relazione:
domenica
15
maggio
2011

2
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO












MODELLO
DI
CALCOLO


Descrizione
generale
dell’opera


Il
solaio,
appartenente
ad
uno
dei
piani
intermedi
di
un
edificio
a
struttura
intelaiata
costituita

da
 travi
 e
 pilastri
 in
 c.a.,
 è
 destinato
 alla
 realizzazione
 di
 un
 negozio
 e
 quindi
 soggetto
 a


sovraccarico
accidentale
di
400
 .


Saranno
impiegati
i
seguenti
materiali:
 
 Calcestruzzo
di
resistenza
caratteristica
Rck
250


 
 
 
 
 
 
 

Acciaio
di
tipo
FeB44k
in
barre
ad
aderenza
migliorata


Normativa
di
riferimento


DECRETO
MINISTERIALE
del

14
febbraio
1992

Norme
tecniche
per
l’esecuzione
delle
opere
in
cemento
armato

normale
e
precompresso
e
per
le
strutture
metalliche.


DECRETO
MINISTERIALE
del
16
gennaio
1996

Norme
tecniche
relative
ai
“Criteri
generali
per
la
verifica

di
sicurezza
delle
costruzioni
e
dei
carichi
e
sovraccarichi”


Schematizzazione
della
struttura
e
dei
vincoli


Relazione
Tecnica


Lo
schema
di
calcolo
adottato
per
lo
studio
di
tale
solaio,
o
meglio
una
striscia
di
questo
larga

60
cm,
è
quello
di
una
trave
continua
su
4
appoggi
con
due
sbalzi
alle
estremità.



[fig.
1
–
schema
statico
del
solaio,
misure
in
cm]



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 3



Dimensioni:








La
sezione
“tipo”
del
solaio
è
diversa
a
seconda
se
si
tratta
degli
sbalzi
o
delle
campate.

Per
 evitare
 entrata
 di
 acqua,
 durante
 le
 piogge,
 la
 sezione
 degli
 sbalzi
 è
 ribassata
 di
 2,5
 cm

rispetto
alla
sezione
di
campata.

La
differenza
di
altezza
non
è
ottenuta
modificando
gli
elementi
strutturali,
travetto
o
soletta,

bensì
usando
un
strato
di
massetto
di
diversa
altezza
tra
lo
sbalzo
e
la
campata.



Nelle
figure
2
e
3
sono
illustrate
le
due
differenti
sezioni
“tipo”.



[fig.
2
–
sezione
“tipo”
in
campata]











Relazione
Tecnica












[fig.
3
–
sezione
“tipo”
sugli
sbalzi]



4
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO




Modellazione

della
struttura
e
dei
vincoli


Lo
 spessore
 
 del
 solaio
 può
 essere
 ottenuto
 una
 volta
 che
 siano
 note
 le
 luci
 di
 calcolo
 del

solaio
stesso.

Detta
 
 la
 massima
 di
 tale
 luci,
 si
 può
 determinare
 il
 valore
 minimo
 dello
 spessore
 del

solaio
secondo
la
seguente
relazione:






 

Nel
nostro
caso
 
pertanto

assumiamo
l’altezza
del
solaio
di

 .




Per
 la
 realizzazione
 della
 struttura
 utilizzeremo

blocchi
 di
 dimensioni
 48x22x25
 cm
 con
 funzione

principale
 di
 alleggerimento
 al
 di
 sopra
 dei
 quali

realizzeremo
una
soletta
collaborante
di
4
cm.


Schematizzazione
delle
azioni


I
carichi
agenti
sulla
struttura
sono
sostanzialmente
di
due
tipi:


‐
PERMANENTI
(G),
così
detti
in
quanto
gravano
in
modo
permanente
sulla
struttura;
essi
sono

quantizzabili
in
modo
esatto
e
quindi
sono
determinabili.


‐
 ACCIDENTALI
 (Q),
 così
 detti
 in
 quanto
 sono
 quantità
 variabile,
 essi
 variano
 a
 seconda
 della

funzione
d’uso
dell’edificio
e
sono
previsti
dalla
normativa.


Tra
 i
 carichi
 permanenti
 ricordiamo
 che
 sugli
 sbalzi
 è
 prevista
 una
 balaustra
 il
 cui
 peso
 è

schematizzabile
come
una
forza
concentrata
(F)
applicata
all’estremità
degli
sbalzi.

Relazione
Tecnica



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 5


Modellazione
delle
azioni:

ANALISI
DEI
CARICHI


DETERMINAZIONE
DEI
CARICHI
PERMANENTI


2
[Con
riferimento
alla
fascia
di
60
cm ]


SOLAIO
IN
CAMPATA:


Peso
proprio,
 :
 
 
 


 Soletta:
 
 


 Travetto:
 
 


 Laterizio:
 
 


 
 
 


 
 
 


 
 
 

Sovraccarichi
 
 
 

permanenti,
 :


 Pavimento
in
marmo:
 
 


 Collante:
 
 


 Massetto:
 
 


 Intonaco:
 
 


 
 
 

La
 normativa
 prevede
 inoltre
 quale
 sia
 il
 carico
 sviluppato
 dai
 tramezzi;
 esso
 potrà
 essere


ragguagliato
ad
un
carico
uniformemente
distribuito
pari
a
 


 
 
 


 Incidenza
tramezzi:
 
 


 
 
 


 
 
 




Che
arrotondiamo,
a
vantaggio
di
sicurezza:




SOLAIO
SUGLI
SBALZI:


Relazione
Tecnica


Peso
proprio,
 :
 
 
 


 Soletta:
 
 


 Travetto:
 
 


 Laterizio:
 
 


 
 
 


 
 
 


 
 
 

Sovraccarichi
 
 
 



6
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO


permanenti,
 :


 Pavimento
in
ceramica:
 
 


 Collante:
 
 


 Massetto:
 
 


 Impermeabilizzante:
 
 


 Intonaco:
 
 


 
 
 


 
 
 


All’estremità
 degli
 sbalzi
 è
 prevista
 una
 balaustra
 formata
 da
 colonnine
 di
 calcestruzzo
 di

cemento
bianco
il
cui
peso
è
di
19,8
Kg;
si
è
stimato
che
su
una
fascia
di
60
cm
sono
presenti

3

colonnine.
(vedi
ALLEGATO
4)


 
 
 


 Peso
balaustra:
 
 




Che
arrotondiamo,
a
vantaggio
di
sicurezza:







DETERMINAZIONE
DEI
CARICHI
ACCIDENTALI



La
 normativa
 prevede
 che
 per
 luoghi
 soggetti
 a
 grande
 affollamento
 (teatri,
 negozi,
 sale


convegni
…)
e
che
per
balconi,
ballatoi
e
scale
comuni

il
carico
accidentale
sia
di
 .


[Con
riferimento
alla
fascia
di
60
cm2]


SOLAIO
IN
CAMPATA
E
SUGLI
SBALZI:





Tabella
riassuntiva
dei
carichi.


Carico
permanente
in
campata

Relazione
Tecnica



 Carico
accidentale
in
campata



 Carico
permanente
sullo
sbalzo



 Carico
accidentale
sullo
sbalzo



 Forza
concentrata
sullo
sbalzo



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 7




Nell’ALLEGATO

1

è
consultabile
una
tabella
con
i
pesi
per
unità
di
volume
dei
materiali
utilizzati

Relazione
Tecnica



8
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO


Render
di
una
sezione
di
solaio
in
campata




Caratteristiche
dei
materiali


ACCIAIO
del
tipo
FeB44k



 


CALCESTRUZZO
Rck
250



Relazione
Tecnica


Tipo
di
analisi


Il
criterio
di
calcolo
adottato
per
il
dimensionamento
e
la
verifica
della
nostra
struttura
è
quello

della
 Scienza
 delle
 Costruzioni
 basato
 sull’ipotesi
 di
 elasticità
 lineare
 dei
 materiali
 ed
 in

particolare
quello
delle
TENSIONI
AMMISSIBILI.



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 9


Combinazioni
di
carico
e
analisi
delle
caratteristiche
della
sollecitazione



A
 partire
 dai
 carichi
 agenti
 sul
 solaio
 è
 necessario
 individuare
 le
 combinazioni
 di
 carico
 di

interesse
per
l’analisi,
il
progetto
e
la
verifica
dell’elemento
strutturale.



Una
volta
quantificate
le
azioni,
bisogna
determinare
la
loro
disposizione
più
sfavorevole
ai
fini

della
valutazione
delle
sollecitazioni
risultanti
sulla
struttura.



Al
 fine
 di
 ottenere
 una
 indicazione
 generale
 sulle
 combinazioni
 di
 carico
 che
 massimizzino
 i

momenti
flettenti
in
campata
e
quelli
sugli
appoggi
(in
valore
assoluto)
utilizziamo
due
semplici

regole:


1. Per
massimizzare
il
momento
in
una
sezione
di
campata
bisogna
caricare
quella

campata
e
tutte
le
altre
in
maniera
alternata
(“a
scacchiera”)
verso
la
periferia

della
trave.


2. Per
ottenere
il
momento
massimo
(in
valore
assoluto)
sul
generico
appoggio

bisogna
caricare
le
due
campate
che
vi
concorrono
e
tutte
le
altre
in
maniera

alterna
verso
la
periferia.


Relazione
Tecnica



10
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO


PRIMA
COMBINAZIONE
DI
CARICO


Massimo
momento
flettente
sulla
campata
BC
e
il
minimo
sugli
appoggi
A
e
D





Relazione
Tecnica




PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 11


SECONDA
COMBINAZIONE
DI
CARICO


Massimo
momento
flettente
sulla
campata
AB
e
il
minimo
sulla
campata
CD





Relazione
Tecnica




12
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO


TERZA
COMBINAZIONE
DI
CARICO


Minimo
momento
flettente
sull’appoggio
B




Relazione
Tecnica



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 13


QUARTA
COMBINAZIONE
DI
CARICO


Minimo
momento
flettente
sull’appoggio
C






Relazione
Tecnica




14
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO





Diagramma
di
inviluppo
del
momento
flettente:







Diagramma
di
inviluppo
del
taglio:




Relazione
Tecnica



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 15



Verifica
e
progetto
dell’armatura


Procediamo
 al
 calcolo
 dell’armatura
 necessaria
 nelle
 sezioni
 critiche
 per
 contrastare
 le
 sollecitazioni

flettenti
calcolate
prima.


Calcoliamo
l’area
minima
di
tondini
di
ferro
dalla
formula:



dove:



è
il
momento
massimo
o
minimo
delle
sezioni
critiche


è
l’altezza
utile
della
sezione
 


è
lo
spessore
del
copri
ferro,
 


è
la
tensione
ammissibile
dell’acciaio
del
tipo
FeB44k

0,9
è
il
valore
del
braccio
della
coppia
interna


sezioni
 Momenti
 
 Tondini
 


 
 
 
 

Appoggio
A
 1256,445
 2,33
 2Ø14
 828,495

Campata
AB
 1775,396
 3,30
 1Ø14+1Ø20
 2519,300

Appoggio
B
 2706,172
 5,03
 2Ø20
 3381,600

Campata
BC
 1481.557
 2,75
 1Ø20
 1690,805

Appoggio
C
 1594,324
 2,96
 1Ø20
 1690,805

Campata
CD
 920,859
 1,71
 1Ø20
 1690,805

Appoggio
D
 1315,440
 2,44
 1Ø20
 1690,805



Effettuata
 la
 disposizione
 dei
 ferri
 è
 necessario
 verificare
 che
 in
 ogni
 sezione
 critica
 i
 ferri
 riescano
 a

supportare
il
momento
flettente.


È
 necessario
 quindi
 calcolare
 il
 momento
 resistente
 dell’acciaio
 e
 verificare
 che
 esso
 sia
 maggiore
 del

momento
flettente
causato
dai
carichi.


In
sintesi,
il
diagramma
del
momento
flettente
deve
essere
sotteso
al
diagramma
del
momento
resistente

dell’acciaio.



Relazione
Tecnica



dove:


è
l’area
di
un
singolo
tondino





16
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO





Diagramma
del
momento
resistente
dell’acciaio



Relazione
Tecnica



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 17


Verifica
a
taglio
e
organizzazione
della
carpenteria


Noti
 i
 valori
 delle
 tensioni
 tangenziali
 ammissibili
 
 
 e
 
 
 la
 normativa
 prevede
 che
 per

tensioni
tangenziali
massime
del
conglomerato
minori
di
 
non
è
necessaria
la
verifica
delle

armature
a
taglio.


È
necessario
avere
quindi
(applicando
la
formula
di
Jourawski
per
sezioni
rettangolari):





Indicando
 con
 
 (taglio
 resistente)
 il
 valore
 del
 taglio
 che
 permette
 di
 ottenere
 il
 valore

della
tensione
tangenziale
massima
pari
a
 ,
 


avremo
quindi
che:




dove:


è
la
base
della
sezione
resistente


è
l’altezza
utile
della
sezione



Quindi
 per
 ottenere
 valori
 di
 
 
 è
 necessario
 che
 per
 tutto
 il
 solaio
 si
 verifichi
 la

condizione
che
 
in
modo
da
evitare
un’armatura
a
taglio.



Poiché
il
taglio
 ,
che
dipende
dai
carichi,
non
può
essere
variato
per
soddisfare
la
condizione

che
 
 allora
 aumentiamo
 il
 valore
 di
 
 in
 modo
 che
 
 sia
 sempre
 minore
 di
 tale

valore.



Prima
 di
 tutto
 è
 necessario
 organizzare
 uno
 schema
 di
 carpenteria
 del
 solaio,
 ovvero

organizzare
numero
e
posizione
dei
laterizi
per
ogni
campata
del
solaio.


Relazione
Tecnica



1. Gli
appoggi
in
realtà
sono
delle
travi
con
base
di
30
cm


2. La
normativa
prevede
che
per
campate
con
luci
maggiori
di
5
m
sia
previsto
un
travetto

parallelo
alle
travi
d’appoggio
detto
“rompitratta”
e
posizionato
al
centro
della
campata,

allo
scopo
di
limitare
la
flessibilità
del
solaio;
tale
travetto
ripartitore
avrà
una
base
di
25

cm.



18
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO


Tale
travetto
ripartitore
(25x20
cm)
sarà
armato
con

4Ø12
e
staffe
Ø8/25


3. Inoltre,
sugli
sbalzi
è
necessario
creare
un
cordolo
in
fascia
piena,
di
circa
15
cm.


4. Ovunque
sarà
disposta
una
rete
ripartitrice
elettrosaldata
20x20
cm



Organizzati
gli
spazi
la
carpenteria
iniziale
sarà
formata
in
questo
modo:





A
 questo
 punto
 consideriamo
 tutti
 gli
 appoggi
 in
 cui
 il
 taglio
 
 è
 maggiore
 del
 taglio
 

calcolato
con
una
base
resistente
di
12
cm.


Il
 valore
 di
 
 
 è
 calcolato
 rispetto
 alla
 sezione
 in
 cui
 cominciano
 le
 pignatte,

fascia
corrente.



Per
 aumentare
 il
 valore
 di
 
 basta
 cominciare
 a
 togliere
 una
 fila
 di
 pignatte
 (in
 modo

alternato
 per
 ottenere
 una
 fascia
 che
 altrimenti
 sarebbe
 troppo
 pesante)
 in
 modo
 da
 avere

una
fascia
semipiena
con
una
base
resistente
di
36
cm.

Il
valore
del
taglio
 
risulterà,
ora,

sicuramente
inferiore
al
valore
di
 
e
quindi
la
verifica
è

soddisfatta.


Si
 riverifica
 che
 alla
 fila
 successiva,
 corrente,
 
 ;
 se
 ciò
 accade
 allora
 possiamo
 non

togliere
 la
 fila
 di
 pignatte
 altrimenti
 si
 procede
 come
 prima
 e
 si
 riverifica
 ancora
 alla
 fila

successiva.



Si
ottiene
quindi
la
seguente
carpenteria:
 

Relazione
Tecnica



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 19


Rete

elettrosaldata
20
x
20
 

Ø8



Relazione
Tecnica



20
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO



Relazione
Tecnica



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 21


Verifica
del
momento
resistente
del
calcestruzzo


Verificata
la
funzionalità
dei
ferri
tramite
il
diagramma
del
momento
resistente
dell’acciaio,
e

organizzata
la
carpenteria
in
modo
che
il
solaio
sia
resistente
a
taglio
in
assenza
di
un’armatura

specifica,
è
necessaria
la
verifica
del
momento
resistente
del
calcestruzzo.


Tale
verifica
viene
effettuata
solo
nelle
sezioni
in
cui
le
fibre
compresse
sono
quelle
inferiori,

dove
si
ha
una
base
resistente
minore.
Nelle
sezioni
in
cui
sono
compresse
le
fibre
superiori
il

momento
resistente
è
molto
alto
grazie
alla
grossa
soletta
quindi
la
verifica
sarà
sicuramente

soddisfatta.


È
 necessario,
 quindi,
 verificare
 che
 la
 sezione
 inferiore
 di
 calcestruzzo
 sia
 sufficiente
 ad

assorbire
la
compressione
generata
dalla
sollecitazione
flettente.


Nelle
sezioni
in
cui
le
fibre
compresse
sono
inferiori,
e
quindi
il
momento
è
negativo
si
verifica

sempre
che
l’asse
neutro
taglia
l’anima
della
sezione,
ed
è
per
questo
che
la
sezione
reagente

è
molto
piccola:


d
 

A
s


n
 n

-

d A'
M

'
 s


b




L’asse
neutro
n‐n
è
l’asse
baricentrico
della
sezione
ideale
equivalente;
si
determina
dalla
condizione

che
il
momento
statico
di
tale
sezione
rispetto
all’asse
n‐n
sia
nullo.




Relazione
Tecnica




dove:


 
è
il
coefficiente
di
omogeneizzazione
acciaio‐calcestruzzo

 



è
il
copri
ferro
inferiore


è
la
distanza
dal
lembo
più
compresso
dell’armatura
tesa



22
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO



è
l’area
di
armatura
superiore
tesa


è
l’area
di
armatura
inferiore
compressa


Relazione
Tecnica



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 23




Si
ricava
la
posizione
dell’asse
neutro
come:





A
questo
punto,
nota
la
posizione
dell’asse
neutro,
è
possibile
calcolare
per
ogni
sezione
il
momento

resistente
del
calcestruzzo
come:



dove:



è
la
tensione
ammissibile
del
calcestruzzo
 


è
il
momento
d’inerzia
della
sezione
rispetto
all’asse
neutro





Tale
 verifica
 sarà
 soddisfatta
 se
 il
 diagramma
 del
 momento
 flettente
 è
 sotteso
 al
 diagramma
 del

momento
resistente
del
calcestruzzo.


Relazione
Tecnica




24
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO





ALLEGATO

1

Pesi
per
unità
di
volume
dei
materiali
usati
nell’analisi
dei
carichi


Materiale
 Peso
specifico


Pavimento
in
marmo
 2800
 


Pavimento
in
ceramica
 2600
 


Collante
 1300
 


Massetto
di
allettamento
 1800
 


Impermeabilizzante
 10
 


Calcestruzzo
armato
 2500
 


Laterizio
 800
 


Intonaco
 1600
 



Relazione
Tecnica



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 25



ALLEGATO

2

Estratti
di
normativa:


DECRETO
MINISTERIALE
del

14
febbraio
1992

Norme
tecniche
per
l’esecuzione
delle
opere
in
cemento
armato

normale
e
precompresso
e
per
le
strutture
metalliche.


3.1.1.
Metodo
delle
tensioni
ammissibili.

Le
tensioni
del
conglomerato
compresso
e
dell’armatura
sono
calcolate
prescindendo
dal
contributo
a

trazione
del
conglomerato,
assumendo
come
area
della
sezione
resistente
quella
corrispondente
al

conglomerato
compresso
ed
alle
aree
metalliche
tese
e
compresse
affette
dal
coefficiente
convenzionale
di

omogeneizzazione
n=15.

Il
calcolo
delle
sezioni
resistenti
deve
essere
eseguito
con
i
metodi
della
scienza
delle
costruzioni
basati

sull’ipotesi
dell’elasticità
lineare
dei
materiali.


3.1.3.
Tensioni
normali
di
compressione
ammissibili
nel
conglomerato.

…
le
tensioni
ammissibili

σ
c
,
vengono
definite
in
base
alla
formula
sotto
indicata,
con
riferimento
alla

resistenza
caratteristica
a
28
giorni
Rck
,


2
(N/mm )

3.1.4.
Tensioni
tangenziali
ammissibili
nel
conglomerato.

Non
è
richiesta
la
verifica
delle
armature
al
taglio
ed
alla
torsione
quando
le
tensioni
tangenziali
massime

del
conglomerato,
prodotte
da
tali
caratteristiche
di
sollecitazione,
non
superano
i
valori
di
 
ottenuti

con
l’espressione:

2
(N/mm )

Nella
zona
ove
le
tensioni
tangenziali
superano
 
gli
sforzi
tangenziali
devono
essere
integralmente

assorbiti
da
armature
metalliche,
affidando
alle
staffe
non
meno
del
40%
dello
sforzo
globale
di

scorrimento.

La
massima
tensione
tangenziale
per
solo
taglio
non
deve
superare
il
valore:

2
(N/mm )

3.1.6.
Tensioni
ammissibili
negli
acciai
in
barre
ad
aderenza
migliorata.

Per
le
barre
ad
aderenza
migliorata
si
devono
adottare
le
tensioni
ammissibili
indicate
nel
prospetto
7.


Prospetto
7

Relazione
Tecnica


Tensioni
ammissibili
negli
acciai
in
barre
ad
aderenza
migliorata

Tipo di acciaio Fe B 38 K Fe B 44 K
N/mm² 215 255
[ kgf/cm² ] [ 2.200 ] [ 2.600 ]


26
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO



ALLEGATO

3

Estratti
di
normativa:


DECRETO
MINISTERIALE
del
16
gennaio
1996

Norme
tecniche
relative
ai
“Criteri
generali
per
la
verifica

di
sicurezza
delle
costruzioni

e
dei
carichi
e
sovraccarichi”


4.
Pesi
propri
dei
materiali
strutturali.

I
 pesi
 per
 unità
 di
 volume
 dei
 più
 comuni
 materiali,
 per
 la
 determinazione
 dei
 pesi
 propri
 .
 strutturali,

possono
 essere
 assunti
 pari
 a
 quelli
 riportati
 nel
 prospetto
 4.1.
 Sono
 comunque
 ammessi
 accertamenti

specifici.

Prospetto
4.1.

Pesi
per
unità
di
volume
dei
principali
materiali
strutturali



5.
Carichi
e
sovraccarichi

Tutti
i
carichi
ed
i
sovraccarichi
di
esercizio
saranno
considerati
agire
staticamente,
salvo
casi
particolari
in

cui
 gli
 effetti
 dinamici
 debbano
 essere
 debitamente
 valutati.
 In
 tali
 casi,
 a
 parte
 quanto
 precisato
 nei

regolamenti
 specifici
 ed
 in
 mancanza
 di
 analisi
 dinamiche,
 i
 carichi
 indicati
 nel
 seguito
 verranno

adeguatamente
 maggiorati
 per
 tener
 conto
 ‐
 in
 un'analisi
 statica
 equivalente
 ‐
 dell'amplificazione
 per
 gli

Relazione
Tecnica


effetti
dinamici.

In
 linea
 di
 massima,
 in
 presenza
 di
 orizzontamenti
 pur
 con
 orditura
 unidirezionale
 ma
 con
 capacità
 di

ripartizione
trasversale,
i
carichi
ed
i
sovraccarichi
potranno
assumersi
come
uniformemente
ripartiti,
per
la

verifica
d'insieme.
In
caso
contrario,
occorrerà
valutarne
le
effettive
distribuzioni.


5.1.
Carichi
permanenti.

Sono
 considerati
 carichi
 permanenti
 quelli
 non
 rimovibili
 durante
 il
 normale
 esercizio
 della
 costruzione,

come
 tamponature
 esterne,
 divisori
 interni,
 massetti,
 isolamenti,
 pavimenti
 e
 rivestimenti
 del
 piano
 di



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 27


calpestio,
 intonaci,
 controsoffitti,
 impianti,
 ecc.,
 ancorché
 in
 qualche
 caso
 sia
 necessario
 considerare

situazioni
transitorie
in
cui
essi
non
siano
presenti.

Essi
 vanno
 valutati
 sulla
 base
 delle
 dimensioni
 effettive
 delle
 opere
 e
 dei
 pesi
 per
 unità
 di
 volume
 dei

materiali
costituenti.

I
tramezzi
e
gli
impianti
leggeri
di
edifici
residenziali
possono
assumersi
in
genere
come
carichi
equivalenti

distribuiti,
quando
i
solai
hanno
adeguata
capacita
di
ripartizione
trasversale.


5.2.
Sovraccarichi
variabili.

Le
 intensità
 da
 assumere
 per
 i
 sovraccarichi
 variabili
 ed
 orizzontali
 ripartiti
 e
 per
 le
 corrispondenti
 azioni

locali
concentrate
‐
tutte
comprensive
degli
effetti
dinamici
ordinari
‐
sono
riportate
nel
prospetto
5.1.

Prospetto
5.1.

Sovraccarichi
variabili
per
edifici




I
sovraccarichi
verticali
concentrati
formano
oggetto
di
verifiche
locali
distinte
e
non
saranno
sovrapposti
ai

corrispondenti
ripartiti;
essi
vanno
applicati
su
un'impronta
di
50
x
50
m,
salvo
che
per
la
Cat.
n.
8,
per
la

quale
si
applicano
su
due
impronte
di
200
x
200
mm,
distanti
1,60
m.

I
 sovraccarichi
 orizzontali
 lineari
 vanno
 applicati
 a
 pareti
 ‐
 alla
 quota
 di
 m
 1,20
 dal
 rispettivo
 piano
 di

Relazione
Tecnica


calpestio
‐
ed
a
parapetti
o
mancorrenti
‐
alla
quota
del
bordo
superiore.
Essi
vanno
considerati
sui
singoli

elementi
ma
non
sull'edificio
nel
suo
insieme.

I
 valori
 riportati
 nel
 prospetto
 sono
 da
 considerare
 come
 minimi,
 per
 condizioni
 di
 uso
 corrente
 delle

rispettive
categorie.
Altri
regolamenti
potranno
imporre
valori
superiori,
in
relazione
ad
esigenze
specifiche.



28
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO



ALLEGATO

4

Scheda
prodotto



BALAUSTRA SERIE 770
CARATTERISTICHE:
Questa BALAUSTRA, con i pilastrini h 77 cm., e le copertine RBR h 12
cm, permette la costruzione di balaustre che, senza l’ausilio di muretti alla
base, raggiungono l’altezza legale parapetto di cm 101. Si fabbrica senza
armatura.

COLORE:
Si fabbricano esclusivamente in calcestruzzo di cemento bianco con
aggregato bianco.



Relazione
Tecnica





UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO FACOLTÀ
DI INGEGNERIA
Corso di Scienza delle Costruzioni 1
Laurea in ingegneria civile per l’ambiente ed il territorio
Prof. Fernando Fraternali

Parte III: raccolta di tracce di esercizi proposti e


di esercizi svolti sul problema elastico

A cura degli allievi

Amatucci Federico
Capuano Gerardo
Limongiello Marco
Rispoli Francesco
Spagnulo Giovanni
Problema elastico lineare
Il problema elastico si propone di determinare sollecitazioni, deformazioni, tensioni e spostamenti
prodotti da carichi assegnati (i dati del problema), supponendo che il comportamento del materiale
sia elastico e che il corpo sia in equilibrio sotto determinati carichi.

Le equazioni a cui far riferimento per la risoluzione di tale problema sono:

- EQUAZIONI DI EQUILIBRIO (relazioni tra carichi-tensioni e sollecitazioni);

- EQUAZIONI DI CONGRUENZA (relazioni deformazioni-spostamenti);

- EQUAZIONI DI LEGAME COSTITUTIVO (relazioni deformazioni-tensioni);

- CONDIZIONI AL CONTORNO (relazioni tra sollecitazioni-spostamenti,e forze-vincoli al


contorno);

In particolare si fa riferimento a due modelli costitutivi elastici di trave: il modello di Timoshenko


(o teoria della trave deformabile a taglio) dove la parte elastica dello scorrimento g è diversa da
zero; e il modello di Eulero-Bernoulli (o teoria della trave semplicemente inflessa) che invece
assume g pari a zero.

Soffermiamo l’attenzione sul modello di Eulero-Bernulli andando a considerare le così dette travi
snelle (ossia travi con h << l, indicando con h lo spessore della trave e con l la luce) e tale che G
non sia nullo.

Il problema in esame è retto dalle seguenti equazioni di campo:


𝑑𝑇
- Eq. indefinite di equilibrio +𝑞=0;
𝑑𝑧
𝑑𝑀
−𝑇+𝑐 =0;
𝑑𝑧
𝑀
- Eq. Legame elastico-lineare 𝜗 = 𝐸𝐼 ;
𝑑𝑉
- Eq. indefinite di congruenza 𝛾∗ = + 𝜑;
𝑑𝑧
∗ 𝑑𝜑
𝜗+𝜗 = ;
𝑑𝑧
- Condizioni al contorno in base al problema dato ;
𝑑𝑉
Da qui con opportuni passaggi e operazioni si arriva a : 𝜑 = − 𝑑𝑧 ;

𝑑2𝑉
𝑀 = −𝐸𝐼 + 𝜗∗ ;
𝑑𝑧 2

𝑑3𝑉
𝑇 = −𝐸𝐼 𝑑𝑧 3 ;

𝑑4𝑉 𝑞
= ; (eq. linea elastica)
𝑑𝑧 4 𝐸𝐼
Si riportano qui di seguito vari problemi con diverse condizioni al contorno svolti con Mathematica:

1.

2.

3.

4.

5.
6.

7.

8.

9.

10.
N. 1
N. 1

Analisi del problema elastico di una trave formata da piu' tratti

Ÿ Setup

Ÿ Definizione del numero di tratti NT, delle luci LT[i], delle rigidezze flessionali EIT[i], delle distorsioni termiche a farfa

NT = 2;

LT@1D = L  2;
EIT@1D = EI;
thetaT@1D = 0 H*2alpha Dt  h*L;
vpT@1D = 0 ;

LT@2D = L  2;
EIT@2D = EI;
thetaT@2D = 0;
vpT@2D = 0 H* q zT@2D^4  H24 EIT@2DL*L;

Ÿ Definizione degli integrali generali vT[i] delle equazioni della linea elastica dei singoli tratti (i=1,..,NT)

Do@voT@iD = C@0, iD + C@1, iD zT@iD + C@2, iD zT@iD ^ 2 + C@3, iD zT@iD ^ 3;


vT@iD = voT@iD + vpT@iD; Print@"vTH", i, "L = ", vT@iDD, 8i, 1, NT<D

vTH1L = C@0, 1D + C@1, 1D zT@1D + C@2, 1D zT@1D2 + C@3, 1D zT@1D3

vTH2L = C@0, 2D + C@1, 2D zT@2D + C@2, 2D zT@2D2 + C@3, 2D zT@2D3

Ÿ Definizione delle funzioni rotazione phiT[i], momento MT[i] e taglio TT[i] dei singoli tratti (i=1,..,NT)

Do@phiT@iD = - D@vT@iD, zT@iDD; MT@iD = - EIT@iD HD@vT@iD, zT@iD, zT@iDD + thetaT@iDL;


TT@iD = - EIT@iD D@vT@iD, zT@iD, zT@iD, zT@iDD; Print@"phiTH", i, "L = ", phiT@iDD;
Print@"MTH", i, "L = ", MT@iDD; Print@"TTH", i, "L = ", TT@iDD, 8i, 1, NT<D

phiTH1L = - C@1, 1D - 2 C@2, 1D zT@1D - 3 C@3, 1D zT@1D2


MTH1L = - EI H2 C@2, 1D + 6 C@3, 1D zT@1DL

TTH1L = - 6 EI C@3, 1D

phiTH2L = - C@1, 2D - 2 C@2, 2D zT@2D - 3 C@3, 2D zT@2D2


MTH2L = - EI H2 C@2, 2D + 6 C@3, 2D zT@2DL

TTH2L = - 6 EI C@3, 2D

Ÿ Definizione delle condizioni al contorno in numero pari a 4 x NT

vars = Table@C@j, iD, 8j, 0, 3<, 8i, 1, NT<D  Flatten;


2 notebook_problema_elastico_2011_esempio_1.nb

eqn@1D = HvT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@2D = HphiT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@3D = HvT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HvT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@4D = HphiT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HphiT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@5D = HMT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HMT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@6D = HTT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HTT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L + F Š 0

eqn@7D = HvT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@8D = HphiT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

C@0, 1D Š 0

- C@1, 1D Š 0

1 1 1
- C@0, 1D + C@0, 2D - L C@1, 1D - L2 C@2, 1D - L3 C@3, 1D Š 0
2 4 8
3
C@1, 1D - C@1, 2D + L C@2, 1D + L2 C@3, 1D Š 0
4
- 2 EI C@2, 2D + EI H2 C@2, 1D + 3 L C@3, 1DL Š 0

F + 6 EI C@3, 1D - 6 EI C@3, 2D Š 0

1 1 1
C@0, 2D + L C@1, 2D + L2 C@2, 2D + L3 C@3, 2D Š 0
2 4 8
3
- C@1, 2D - L C@2, 2D - L2 C@3, 2D Š 0
4

eqns = Table@eqn@nD, 8n, 1, 4 NT<D; Csol = Solve@eqns, varsD  Simplify  Flatten

:C@0, 2D ®
F L3
, C@0, 1D ® 0, C@1, 1D ® 0, C@1, 2D ® 0,
192 EI

>
FL FL F F
C@2, 1D ® , C@2, 2D ® - , C@3, 1D ® - , C@3, 2D ®
16 EI 16 EI 12 EI 12 EI

Ÿ Soluzione elastica tratto per tratto

Do@vsol@iD = vT@iD . Csol  Simplify; phisol@iD = phiT@iD . Csol  Simplify;


Msol@iD = MT@iD . Csol  Simplify; Tsol@iD = TT@iD . Csol  Simplify;
Print@"vsolH", i, "L = ", vsol@iDD; Print@"phisolH", i, "L = ", phisol@iDD;
Print@"MsolH", i, "L = ", Msol@iDD; Print@"TsolH", i, "L = ", Tsol@iDD, 8i, 1, NT<D
notebook_problema_elastico_2011_esempio_1.nb 3

F H3 L - 4 zT@1DL zT@1D2
vsolH1L =
48 EI
F zT@1D H- L + 2 zT@1DL
phisolH1L =
8 EI

F HL - 4 zT@1DL
1
MsolH1L = -
8
F
TsolH1L =
2
F HL - 2 zT@2DL2 HL + 4 zT@2DL
vsolH2L =
192 EI
F HL - 2 zT@2DL zT@2D
phisolH2L =
8 EI

F HL - 4 zT@2DL
1
MsolH2L =
8
F
TsolH2L = -
2

Ÿ Spostamenti e sollecitazioni notevoli

Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"vsolH", i, "LHsinL = ", vsinD;
Print@"vsolH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D
vsolH1LHsinL = 0

F L3
vsolH1LHdesL =
192 EI
F L3
vsolH2LHsinL =
192 EI
vsolH2LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify;
Print@"phisolH", i, "LHsinL = ", phisinD;
Print@"phisolH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D
phisolH1LHsinL = 0

phisolH1LHdesL = 0

phisolH2LHsinL = 0

phisolH2LHdesL = 0

Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"MsolH", i, "LHsinL = ", MsinD;
Print@"MsolH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D
4 notebook_problema_elastico_2011_esempio_1.nb

FL
MsolH1LHsinL = -
8
FL
MsolH1LHdesL =
8
FL
MsolH2LHsinL =
8
FL
MsolH2LHdesL = -
8
Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;
Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"TsolH", i, "LHsinL = ", TsinD;
Print@"TsolH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D
F
TsolH1LHsinL =
2
F
TsolH1LHdesL =
2
F
TsolH2LHsinL = -
2
F
TsolH2LHdesL = -
2

Ÿ Dati numerici

ndata1 = 8EYoung ® H2.1 * 10^ 11L, L ® 5, alpha ® H1 * 10^ - 6L,


Dt ® 25, h ® 0.1, b ® 0.05, q ® H10 * 1000L, F ® H20 000L , kscale ® H10^ 9L<;
ndata2 =
8EI ® H HEYoung * b * h ^ 3  12L . ndata1L<;
ndata3 = 8
k ® HHH kscale EI  HL ^ 3LL . ndata2L . ndata1L<;
ndata = Join@ndata1, ndata2, ndata3D

:EYoung ® 2.1 ´ 1011 , L ® 5, alpha ®


1
, Dt ® 25, h ® 0.1, b ® 0.05,
1 000 000
q ® 10 000, F ® 20 000, kscale ® 1 000 000 000, EI ® 875 000., k ® 7. ´ 1012 >

zfin@0D = 0;
Do@zin@iD = zfin@i - 1D; zfin@iD = zin@iD + HLT@iD . ndataL, 8i, 1, NT<D;

Do@vdata@iD = vsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;


phidata@iD = phisol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Mdata@iD = Msol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Tdata@iD = Tsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Print@"vdataH", i, "L = ", vdata@iD@zDD; Print@"phidataH", i, "L = ", phidata@iDD;
Print@"MdataH", i, "L = ", Mdata@iDD; Print@"TdataH", i, "L = ", Tdata@iDD, 8i, 1, NT<D
notebook_problema_elastico_2011_esempio_1.nb 5

vdataH1L = I- 0.00047619 z2 H- 15. + 4. zLM@zD

phidataH1L = 0.00285714 z H- 5 + 2 zL

MdataH1L = 2500 H- 5 + 4 zL

TdataH1L = 10 000

vdataH2L = I0.00047619 H- 5. + zL2 H- 5. + 4. zLM@zD

phidataH2L = - 0.00571429 H- 5. + zL H- 2.5 + zL

MdataH2L = - 2500 H- 15 + 4 zL

TdataH2L = - 10 000

Ÿ Valori numerici di spostamenti e sollecitazioni notevoli

vminglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


vmaxglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@vsin > vmaxglob, vmaxglob = vsinD; If@vdes > vmaxglob, vmaxglob = vdesD;
If@vsin < vminglob, vminglob = vsinD; If@vdes < vminglob, vminglob = vdesD;
Print@"vdataH", i, "LHsinL = ", vsinD; Print@"vdataH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D
vdataH1LHsinL = 0

vdataH1LHdesL = 0.014881

vdataH2LHsinL = 0.014881

vdataH2LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
Print@"phidataH", i, "LHsinL = ", phisinD;
Print@"phidataH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D
phidataH1LHsinL = 0

phidataH1LHdesL = 0

phidataH2LHsinL = 0

phidataH2LHdesL = 0

Mminglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Mmaxglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Msin > Mmaxglob, Mmaxglob = MsinD; If@Mdes > Mmaxglob, Mmaxglob = MdesD;
If@Msin < Mminglob, Mminglob = MsinD; If@Mdes < Mminglob, Mminglob = MdesD;
Print@"MdataH", i, "LHsinL = ", MsinD; Print@"MdataH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D
MdataH1LHsinL = - 12 500

MdataH1LHdesL = 12 500

MdataH2LHsinL = 12 500

MdataH2LHdesL = - 12 500
6 notebook_problema_elastico_2011_esempio_1.nb

Tminglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Tmaxglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Tsin > Tmaxglob, Tmaxglob = TsinD; If@Tdes > Tmaxglob, Tmaxglob = TdesD;
If@Tsin < Tminglob, Tminglob = TsinD; If@Tdes < Tminglob, Tminglob = TdesD;
Print@"TdataH", i, "LHsinL = ", TsinD; Print@"TdataH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D
TdataH1LHsinL = 10 000

TdataH1LHdesL = 10 000

TdataH2LHsinL = - 10 000

TdataH2LHdesL = - 10 000

Ÿ Diagrammi globali

zglobfin@0D = 0;
Do@zglobin@iD = zglobfin@i - 1D; zglobfin@iD = zfin@iD;
zgi = zglobin@iD; zgf = zglobfin@iD;
Tloc@i_D := Tdata@iD . 8z ® zglob<;
Tglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Tloc@iD, 0D;
Mloc@i_D := Mdata@iD . 8z ® zglob<;
Mglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Mloc@iD, 0D;
vloc@i_D := vdata@iD . 8z ® zglob<;
vglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, vloc@iD, 0D,
8i, 1, NT<D
zglobmin = zglobin@1D;
zglobmax = zglobfin@NTD  N;

plotfact = 1.05;
Do@Tplot@iD = Plot@Tglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8Tminglob * plotfact, Tmaxglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
GlobTplot = Show@Table@Tplot@iD, 8i, 1. NT<DD
10 000

5000

1 2 3 4 5

-5000

-10 000
notebook_problema_elastico_2011_esempio_1.nb 7

plotfact = 1.05;
Do@Mplot@iD = Plot@- Mglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8- Mmaxglob * plotfact, - Mminglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
GlobMplot = Show@Table@Mplot@iD, 8i, 1. NT<DD

10 000

5000

1 2 3 4 5

-5000

-10 000

plotfact = 1.05;
Do@vplot@iD = Plot@- vglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8- vmaxglob * plotfact, - vminglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
Globvplot = Show@Table@vplot@iD, 8i, 1. NT<DD

1 2 3 4 5
-0.002

-0.004

-0.006

-0.008

-0.010

-0.012

-0.014
N. 2

Analisi del problema elastico di una trave formata da piu' tratti

Ÿ Setup

Ÿ Definizione del numero di tratti NT, delle luci LT[i], delle rigidezze flessionali EIT[i], delle distorsioni termiche a farfa

In[236]:= NT = 2;

LT@1D = L  2;
EIT@1D = EI;
thetaT@1D = 0 H*2alpha Dt  h*L;
vpT@1D = 0 ;

LT@2D = L  2;
EIT@2D = EI;
thetaT@2D = 0;
vpT@2D = q zT@2D ^ 4  H24 EIT@2DL;

Ÿ Definizione degli integrali generali vT[i] delle equazioni della linea elastica dei singoli tratti (i=1,..,NT)

Do@voT@iD = C@0, iD + C@1, iD zT@iD + C@2, iD zT@iD ^ 2 + C@3, iD zT@iD ^ 3;


vT@iD = voT@iD + vpT@iD; Print@"vTH", i, "L = ", vT@iDD, 8i, 1, NT<D
In[245]:=

vTH1L = C@0, 1D + C@1, 1D zT@1D + C@2, 1D zT@1D2 + C@3, 1D zT@1D3

q zT@2D4
vTH2L = C@0, 2D + C@1, 2D zT@2D + C@2, 2D zT@2D2 + C@3, 2D zT@2D3 +
24 EI

Ÿ Definizione delle funzioni rotazione phiT[i], momento MT[i] e taglio TT[i] dei singoli tratti (i=1,..,NT)

In[246]:= Do@phiT@iD = - D@vT@iD, zT@iDD; MT@iD = - EIT@iD HD@vT@iD, zT@iD, zT@iDD + thetaT@iDL;
TT@iD = - EIT@iD D@vT@iD, zT@iD, zT@iD, zT@iDD; Print@"phiTH", i, "L = ", phiT@iDD;
Print@"MTH", i, "L = ", MT@iDD; Print@"TTH", i, "L = ", TT@iDD, 8i, 1, NT<D

phiTH1L = - C@1, 1D - 2 C@2, 1D zT@1D - 3 C@3, 1D zT@1D2


MTH1L = - EI H2 C@2, 1D + 6 C@3, 1D zT@1DL

TTH1L = - 6 EI C@3, 1D

q zT@2D3
phiTH2L = - C@1, 2D - 2 C@2, 2D zT@2D - 3 C@3, 2D zT@2D2 -
6 EI

q zT@2D2
MTH2L = - EI 2 C@2, 2D + 6 C@3, 2D zT@2D +
2 EI

q zT@2D
TTH2L = - EI 6 C@3, 2D +
EI

Ÿ Definizione delle condizioni al contorno in numero pari a 4 x NT


2 notebook_problema_elastico_2011_esempio_2.nb

Definizione delle condizioni al contorno in numero pari a 4 x NT

In[247]:= vars = Table@C@j, iD, 8j, 0, 3<, 8i, 1, NT<D  Flatten;

In[248]:= eqn@1D = HvT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@2D = HphiT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@3D = HvT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HvT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@4D = HphiT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HphiT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@5D = HMT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HMT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@6D = HTT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HTT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@7D = HvT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@8D = HMT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

Out[248]= C@0, 1D Š 0

Out[249]= - C@1, 1D Š 0

1 1 1
Out[250]= - C@0, 1D + C@0, 2D - L C@1, 1D - L2 C@2, 1D - L3 C@3, 1D Š 0
2 4 8
3
Out[251]= C@1, 1D - C@1, 2D + L C@2, 1D + L2 C@3, 1D Š 0
4
Out[252]= - 2 EI C@2, 2D + EI H2 C@2, 1D + 3 L C@3, 1DL Š 0

Out[253]= 6 EI C@3, 1D - 6 EI C@3, 2D Š 0

L4 q 1 1 1
Out[254]= + C@0, 2D + L C@1, 2D + L2 C@2, 2D + L3 C@3, 2D Š 0
384 EI 2 4 8

L2 q
Out[255]= - EI + 2 C@2, 2D + 3 L C@3, 2D Š 0
8 EI

In[256]:= eqns = Table@eqn@nD, 8n, 1, 4 NT<D; Csol = Solve@eqns, varsD  Simplify  Flatten

:C@0, 2D ®
19 L4 q 5 L3 q 7 L2 q
Out[256]= , C@0, 1D ® 0, C@1, 2D ® , C@2, 1D ® ,
6144 EI 1024 EI 256 EI

>
9 L2 q 23 L q 23 L q
C@1, 1D ® 0, C@2, 2D ® - , C@3, 1D ® - , C@3, 2D ® -
512 EI 768 EI 768 EI

Ÿ Soluzione elastica tratto per tratto

Do@vsol@iD = vT@iD . Csol  Simplify; phisol@iD = phiT@iD . Csol  Simplify;


Msol@iD = MT@iD . Csol  Simplify; Tsol@iD = TT@iD . Csol  Simplify;
In[257]:=

Print@"vsolH", i, "L = ", vsol@iDD; Print@"phisolH", i, "L = ", phisol@iDD;


Print@"MsolH", i, "L = ", Msol@iDD; Print@"TsolH", i, "L = ", Tsol@iDD, 8i, 1, NT<D
Ÿ
notebook_problema_elastico_2011_esempio_2.nb 3

L q H21 L - 23 zT@1DL zT@1D2


vsolH1L =
768 EI
L q zT@1D H- 14 L + 23 zT@1DL
phisolH1L =
256 EI

L q H- 7 L + 23 zT@1DL
1
MsolH1L =
128
23 L q
TsolH1L =
128
q I19 L4 + 30 L3 zT@2D - 108 L2 zT@2D2 - 184 L zT@2D3 + 256 zT@2D4 M
vsolH2L =
6144 EI

q I- 15 L3 + 108 L2 zT@2D + 276 L zT@2D2 - 512 zT@2D3 M


phisolH2L =
3072 EI

q I9 L2 + 46 L zT@2D - 128 zT@2D2 M


1
MsolH2L =
256
23 L q
TsolH2L = - q zT@2D
128

Ÿ Spostamenti e sollecitazioni notevoli

Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"vsolH", i, "LHsinL = ", vsinD;
In[258]:=

Print@"vsolH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D


vsolH1LHsinL = 0

19 L4 q
vsolH1LHdesL =
6144 EI
19 L4 q
vsolH2LHsinL =
6144 EI
vsolH2LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify;
In[259]:=

Print@"phisolH", i, "LHsinL = ", phisinD;


Print@"phisolH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D
phisolH1LHsinL = 0

5 L3 q
phisolH1LHdesL = -
1024 EI
5 L3 q
phisolH2LHsinL = -
1024 EI
11 L3 q
phisolH2LHdesL =
768 EI

Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"MsolH", i, "LHsinL = ", MsinD;
In[260]:=

Print@"MsolH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D


4 notebook_problema_elastico_2011_esempio_2.nb

7 L2 q
MsolH1LHsinL = -
128
9 L2 q
MsolH1LHdesL =
256
9 L2 q
MsolH2LHsinL =
256
MsolH2LHdesL = 0

Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"TsolH", i, "LHsinL = ", TsinD;
In[261]:=

Print@"TsolH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D

23 L q
TsolH1LHsinL =
128
23 L q
TsolH1LHdesL =
128
23 L q
TsolH2LHsinL =
128
41 L q
TsolH2LHdesL = -
128

Ÿ Dati numerici

ndata1 = 8EYoung ® H2.1 * 10^ 11L, L ® 5, alpha ® H1 * 10^ - 6L,


Dt ® 25, h ® 0.1, b ® 0.05, q ® H10 * 1000L, F ® H20 000L , kscale ® H10^ 9L<;
In[262]:=

ndata2 =
8EI ® H HEYoung * b * h ^ 3  12L . ndata1L<;
ndata3 = 8
k ® HHH kscale EI  HL ^ 3LL . ndata2L . ndata1L<;
ndata = Join@ndata1, ndata2, ndata3D

:EYoung ® 2.1 ´ 1011 , L ® 5, alpha ®


1
Out[265]= , Dt ® 25, h ® 0.1, b ® 0.05,
1 000 000
q ® 10 000, F ® 20 000, kscale ® 1 000 000 000, EI ® 875 000., k ® 7. ´ 1012 >

zfin@0D = 0;
Do@zin@iD = zfin@i - 1D; zfin@iD = zin@iD + HLT@iD . ndataL, 8i, 1, NT<D;
In[266]:=

Do@vdata@iD = vsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;


phidata@iD = phisol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
In[268]:=

Mdata@iD = Msol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;


Tdata@iD = Tsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Print@"vdataH", i, "L = ", vdata@iD@zDD; Print@"phidataH", i, "L = ", phidata@iDD;
Print@"MdataH", i, "L = ", Mdata@iDD; Print@"TdataH", i, "L = ", Tdata@iDD, 8i, 1, NT<D
notebook_problema_elastico_2011_esempio_2.nb 5

vdataH1L = I- 0.0000744048 z2 H- 105. + 23. zLM@zD

phidataH1L = 0.000223214 z H- 70. + 23. zL

H- 35 + 23 zL
3125
MdataH1L =
8
71 875
TdataH1L =
8
vdataH2L = I0.00047619 H- 7.2305 + zL H- 5. + zL I1.08049 - 1.36325 z + z2 MM@zD

phidataH2L = - 0.00190476 H- 6.32393 + zL H- 3.06535 + zL H- 0.806033 + zL

I575 - 435 z + 64 z2 M
625
MdataH2L = -
8

H- 435 + 128 zL
625
TdataH2L = -
8

Ÿ Valori numerici di spostamenti e sollecitazioni notevoli

vminglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


vmaxglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
In[269]:=

Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;


vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@vsin > vmaxglob, vmaxglob = vsinD; If@vdes > vmaxglob, vmaxglob = vdesD;
If@vsin < vminglob, vminglob = vsinD; If@vdes < vminglob, vminglob = vdesD;
Print@"vdataH", i, "LHsinL = ", vsinD; Print@"vdataH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D
vdataH1LHsinL = 0

vdataH1LHdesL = 0.0220889

vdataH2LHsinL = 0.0220889

vdataH2LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
In[272]:=

Print@"phidataH", i, "LHsinL = ", phisinD;


Print@"phidataH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D
phidataH1LHsinL = 0

phidataH1LHdesL = - 0.00697545

phidataH2LHsinL = - 0.00697545

phidataH2LHdesL = 0.0204613

Mminglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Mmaxglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
In[273]:=

Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;


Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Msin > Mmaxglob, Mmaxglob = MsinD; If@Mdes > Mmaxglob, Mmaxglob = MdesD;
If@Msin < Mminglob, Mminglob = MsinD; If@Mdes < Mminglob, Mminglob = MdesD;
Print@"MdataH", i, "LHsinL = ", MsinD; Print@"MdataH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D
6 notebook_problema_elastico_2011_esempio_2.nb

109 375
MdataH1LHsinL = -
8
140 625
MdataH1LHdesL =
16
140 625
MdataH2LHsinL =
16
MdataH2LHdesL = 0

Tminglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Tmaxglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
In[276]:=

Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;


Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Tsin > Tmaxglob, Tmaxglob = TsinD; If@Tdes > Tmaxglob, Tmaxglob = TdesD;
If@Tsin < Tminglob, Tminglob = TsinD; If@Tdes < Tminglob, Tminglob = TdesD;
Print@"TdataH", i, "LHsinL = ", TsinD; Print@"TdataH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D

71 875
TdataH1LHsinL =
8
71 875
TdataH1LHdesL =
8
71 875
TdataH2LHsinL =
8
128 125
TdataH2LHdesL = -
8

Ÿ Diagrammi globali

In[279]:= zglobfin@0D = 0;
Do@zglobin@iD = zglobfin@i - 1D; zglobfin@iD = zfin@iD;
zgi = zglobin@iD; zgf = zglobfin@iD;
Tloc@i_D := Tdata@iD . 8z ® zglob<;
Tglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Tloc@iD, 0D;
Mloc@i_D := Mdata@iD . 8z ® zglob<;
Mglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Mloc@iD, 0D;
vloc@i_D := vdata@iD . 8z ® zglob<;
vglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, vloc@iD, 0D,
8i, 1, NT<D
zglobmin = zglobin@1D;
zglobmax = zglobfin@NTD  N;
notebook_problema_elastico_2011_esempio_2.nb 7

plotfact = 1.10;
Do@Tplot@iD = Plot@Tglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
In[283]:=

PlotRange ® 8Tminglob * plotfact, Tmaxglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D


GlobTplot = Show@Table@Tplot@iD, 8i, 1. NT<DD

5000

1 2 3 4 5
Out[285]=
-5000

-10 000

-15 000

plotfact = 1.3;
Do@Mplot@iD = Plot@- Mglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
In[287]:=

PlotRange ® 8- Mmaxglob * plotfact, - Mminglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D


GlobMplot = Show@Table@Mplot@iD, 8i, 1. NT<DD

15 000

10 000

5000
Out[289]=

1 2 3 4 5

-5000

-10 000

In[290]:= 

Out[290]= 2

plotfact = 1.05;
Do@vplot@iD = Plot@- vglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
In[291]:=

PlotRange ® 8- vmaxglob * plotfact, - vminglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D


Globvplot = Show@Table@vplot@iD, 8i, 1. NT<DD

1 2 3 4 5

-0.005

-0.010
Out[293]=

-0.015

-0.020
N. 3

Analisi del problema elastico di una trave formata da piu' tratti

Ÿ Setup

Ÿ Definizione del numero di tratti NT, delle luci LT[i], delle rigidezze flessionali EIT[i], delle distorsioni termiche a farfa

NT = 2;

LT@1D = L  2;
EIT@1D = EI;
thetaT@1D = 0 H*2alpha Dt  h*L;
vpT@1D = 0 ;

LT@2D = L  2;
EIT@2D = EI;
thetaT@2D = 0;
vpT@2D = 0 H* q zT@2D^4  H24 EIT@2DL *L;

Ÿ Definizione degli integrali generali vT[i] delle equazioni della linea elastica dei singoli tratti (i=1,..,NT)

Do@voT@iD = C@0, iD + C@1, iD zT@iD + C@2, iD zT@iD ^ 2 + C@3, iD zT@iD ^ 3;


vT@iD = voT@iD + vpT@iD; Print@"vTH", i, "L = ", vT@iDD, 8i, 1, NT<D

vTH1L = C@0, 1D + C@1, 1D zT@1D + C@2, 1D zT@1D2 + C@3, 1D zT@1D3

vTH2L = C@0, 2D + C@1, 2D zT@2D + C@2, 2D zT@2D2 + C@3, 2D zT@2D3

Ÿ Definizione delle funzioni rotazione phiT[i], momento MT[i] e taglio TT[i] dei singoli tratti (i=1,..,NT)

Do@phiT@iD = - D@vT@iD, zT@iDD; MT@iD = - EIT@iD HD@vT@iD, zT@iD, zT@iDD + thetaT@iDL;


TT@iD = - EIT@iD D@vT@iD, zT@iD, zT@iD, zT@iDD; Print@"phiTH", i, "L = ", phiT@iDD;
Print@"MTH", i, "L = ", MT@iDD; Print@"TTH", i, "L = ", TT@iDD, 8i, 1, NT<D

phiTH1L = - C@1, 1D - 2 C@2, 1D zT@1D - 3 C@3, 1D zT@1D2


MTH1L = - EI H2 C@2, 1D + 6 C@3, 1D zT@1DL

TTH1L = - 6 EI C@3, 1D

phiTH2L = - C@1, 2D - 2 C@2, 2D zT@2D - 3 C@3, 2D zT@2D2


MTH2L = - EI H2 C@2, 2D + 6 C@3, 2D zT@2DL

TTH2L = - 6 EI C@3, 2D

Ÿ Definizione delle condizioni al contorno in numero pari a 4 x NT

vars = Table@C@j, iD, 8j, 0, 3<, 8i, 1, NT<D  Flatten;


2 notebook_problema_elastico_2011_esempio_3.nb

eqn@1D = HvT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@2D = HphiT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@3D = HvT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HvT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@4D = HMT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@5D = HMT@2D . 8zT@2D ® 0<L Š 0

eqn@6D = HTT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HTT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L + F Š 0

eqn@7D = HvT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@8D = HphiT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

C@0, 1D Š 0

- C@1, 1D Š 0

1 1 1
- C@0, 1D + C@0, 2D - L C@1, 1D - L2 C@2, 1D - L3 C@3, 1D Š 0
2 4 8
- EI H2 C@2, 1D + 3 L C@3, 1DL Š 0

- 2 EI C@2, 2D Š 0

F + 6 EI C@3, 1D - 6 EI C@3, 2D Š 0

1 1 1
C@0, 2D + L C@1, 2D + L2 C@2, 2D + L3 C@3, 2D Š 0
2 4 8
3
- C@1, 2D - L C@2, 2D - L2 C@3, 2D Š 0
4

eqns = Table@eqn@nD, 8n, 1, 4 NT<D; Csol = Solve@eqns, varsD  Simplify  Flatten

:C@0, 2D ®
F L3 F L2
, C@0, 1D ® 0, C@1, 1D ® 0, C@1, 2D ® - ,
48 EI 16 EI

>
FL F F
C@2, 1D ® , C@2, 2D ® 0, C@3, 1D ® - , C@3, 2D ®
8 EI 12 EI 12 EI

Ÿ Soluzione elastica tratto per tratto

Do@vsol@iD = vT@iD . Csol  Simplify; phisol@iD = phiT@iD . Csol  Simplify;


Msol@iD = MT@iD . Csol  Simplify; Tsol@iD = TT@iD . Csol  Simplify;
Print@"vsolH", i, "L = ", vsol@iDD; Print@"phisolH", i, "L = ", phisol@iDD;
Print@"MsolH", i, "L = ", Msol@iDD; Print@"TsolH", i, "L = ", Tsol@iDD, 8i, 1, NT<D
notebook_problema_elastico_2011_esempio_3.nb 3

F H3 L - 2 zT@1DL zT@1D2
vsolH1L =
24 EI
F zT@1D H- L + zT@1DL
phisolH1L =
4 EI

F HL - 2 zT@1DL
1
MsolH1L = -
4
F
TsolH1L =
2
F HL - 2 zT@2DL2 HL + zT@2DL
vsolH2L =
48 EI

F IL2 - 4 zT@2D2 M
phisolH2L =
16 EI
1
MsolH2L = - F zT@2D
2
F
TsolH2L = -
2

Ÿ Spostamenti e sollecitazioni notevoli

Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"vsolH", i, "LHsinL = ", vsinD;
Print@"vsolH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D
vsolH1LHsinL = 0

F L3
vsolH1LHdesL =
48 EI
F L3
vsolH2LHsinL =
48 EI
vsolH2LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify;
Print@"phisolH", i, "LHsinL = ", phisinD;
Print@"phisolH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D
phisolH1LHsinL = 0

F L2
phisolH1LHdesL = -
16 EI
F L2
phisolH2LHsinL =
16 EI
phisolH2LHdesL = 0

Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"MsolH", i, "LHsinL = ", MsinD;
Print@"MsolH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D
4 notebook_problema_elastico_2011_esempio_3.nb

FL
MsolH1LHsinL = -
4
MsolH1LHdesL = 0

MsolH2LHsinL = 0

FL
MsolH2LHdesL = -
4
Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;
Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"TsolH", i, "LHsinL = ", TsinD;
Print@"TsolH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D
F
TsolH1LHsinL =
2
F
TsolH1LHdesL =
2
F
TsolH2LHsinL = -
2
F
TsolH2LHdesL = -
2

Ÿ Dati numerici

ndata1 = 8EYoung ® H2.1 * 10^ 11L, L ® 5, alpha ® H1 * 10^ - 6L,


Dt ® 25, h ® 0.1, b ® 0.05, q ® H10 * 1000L, F ® H20 000L , kscale ® H10^ 9L<;
ndata2 =
8EI ® H HEYoung * b * h ^ 3  12L . ndata1L<;
ndata3 = 8
k ® HHH kscale EI  HL ^ 3LL . ndata2L . ndata1L<;
ndata = Join@ndata1, ndata2, ndata3D

:EYoung ® 2.1 ´ 1011 , L ® 5, alpha ®


1
, Dt ® 25, h ® 0.1, b ® 0.05,
1 000 000
q ® 10 000, F ® 20 000, kscale ® 1 000 000 000, EI ® 875 000., k ® 7. ´ 1012 >

zfin@0D = 0;
Do@zin@iD = zfin@i - 1D; zfin@iD = zin@iD + HLT@iD . ndataL, 8i, 1, NT<D;

Do@vdata@iD = vsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;


phidata@iD = phisol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Mdata@iD = Msol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Tdata@iD = Tsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Print@"vdataH", i, "L = ", vdata@iD@zDD; Print@"phidataH", i, "L = ", phidata@iDD;
Print@"MdataH", i, "L = ", Mdata@iDD; Print@"TdataH", i, "L = ", Tdata@iDD, 8i, 1, NT<D
notebook_problema_elastico_2011_esempio_3.nb 5

vdataH1L = I- 0.000952381 z2 H- 15. + 2. zLM@zD

phidataH1L = 0.00571429 H- 5. + zL z

MdataH1L = 5000 H- 5 + 2 zL

TdataH1L = 10 000

vdataH2L = I0.000952381 H- 5. + zL2 H5. + 2. zLM@zD

phidataH2L = H0.0285714 - 0.00571429 zL z

MdataH2L = - 5000 H- 5 + 2 zL

TdataH2L = - 10 000

Ÿ Valori numerici di spostamenti e sollecitazioni notevoli

vminglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


vmaxglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@vsin > vmaxglob, vmaxglob = vsinD; If@vdes > vmaxglob, vmaxglob = vdesD;
If@vsin < vminglob, vminglob = vsinD; If@vdes < vminglob, vminglob = vdesD;
Print@"vdataH", i, "LHsinL = ", vsinD; Print@"vdataH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D
vdataH1LHsinL = 0

vdataH1LHdesL = 0.0595238

vdataH2LHsinL = 0.0595238

vdataH2LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
Print@"phidataH", i, "LHsinL = ", phisinD;
Print@"phidataH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D
phidataH1LHsinL = 0

phidataH1LHdesL = - 0.0357143

phidataH2LHsinL = 0.0357143

phidataH2LHdesL = 0

Mminglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Mmaxglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Msin > Mmaxglob, Mmaxglob = MsinD; If@Mdes > Mmaxglob, Mmaxglob = MdesD;
If@Msin < Mminglob, Mminglob = MsinD; If@Mdes < Mminglob, Mminglob = MdesD;
Print@"MdataH", i, "LHsinL = ", MsinD; Print@"MdataH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D
MdataH1LHsinL = - 25 000

MdataH1LHdesL = 0

MdataH2LHsinL = 0

MdataH2LHdesL = - 25 000
6 notebook_problema_elastico_2011_esempio_3.nb

Tminglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Tmaxglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Tsin > Tmaxglob, Tmaxglob = TsinD; If@Tdes > Tmaxglob, Tmaxglob = TdesD;
If@Tsin < Tminglob, Tminglob = TsinD; If@Tdes < Tminglob, Tminglob = TdesD;
Print@"TdataH", i, "LHsinL = ", TsinD; Print@"TdataH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D
TdataH1LHsinL = 10 000

TdataH1LHdesL = 10 000

TdataH2LHsinL = - 10 000

TdataH2LHdesL = - 10 000

Ÿ Diagrammi globali

zglobfin@0D = 0;
Do@zglobin@iD = zglobfin@i - 1D; zglobfin@iD = zfin@iD;
zgi = zglobin@iD; zgf = zglobfin@iD;
Tloc@i_D := Tdata@iD . 8z ® zglob<;
Tglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Tloc@iD, 0D;
Mloc@i_D := Mdata@iD . 8z ® zglob<;
Mglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Mloc@iD, 0D;
vloc@i_D := vdata@iD . 8z ® zglob<;
vglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, vloc@iD, 0D,
8i, 1, NT<D
zglobmin = zglobin@1D;
zglobmax = zglobfin@NTD  N;

plotfact = 1.10;
Do@Tplot@iD = Plot@Tglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8Tminglob * plotfact, Tmaxglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
GlobTplot = Show@Table@Tplot@iD, 8i, 1. NT<DD

10 000

5000

1 2 3 4 5

-5000

-10 000
notebook_problema_elastico_2011_esempio_3.nb 7

plotfact = 1.6;
Do@Mplot@iD = Plot@- Mglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8- Mmaxglob * plotfact, - Mminglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
GlobMplot = Show@Table@Mplot@iD, 8i, 1. NT<DD
40 000

30 000

20 000

10 000

0 1 2 3 4 5

plotfact = 1.3;
Do@vplot@iD = Plot@- vglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8- vmaxglob * plotfact, - vminglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
Globvplot = Show@Table@vplot@iD, 8i, 1. NT<DD

1 2 3 4 5
-0.01

-0.02

-0.03

-0.04

-0.05

-0.06

-0.07
N. 4

Analisi del problema elastico di una trave formata da piu' tratti

Ÿ Setup

Ÿ Definizione del numero di tratti NT, delle luci LT[i], delle rigidezze flessionali EIT[i], delle distorsioni termiche a farfa

NT = 3;

LT@1D = L  3;
EIT@1D = EI;
thetaT@1D = 0 H*2alpha Dt  h*L;
vpT@1D = 0 ;

LT@2D = L  3;
EIT@2D = EI;
thetaT@2D = 0;
vpT@2D = q zT@2D ^ 4  H24 EIT@2DL ;

LT@3D = L  3;
EIT@3D = EI;
thetaT@3D = 0;
vpT@3D = 0 H* q zT@2D^4  H24 EIT@2DL *L;

Ÿ Definizione degli integrali generali vT[i] delle equazioni della linea elastica dei singoli tratti (i=1,..,NT)

Do@voT@iD = C@0, iD + C@1, iD zT@iD + C@2, iD zT@iD ^ 2 + C@3, iD zT@iD ^ 3;


vT@iD = voT@iD + vpT@iD; Print@"vTH", i, "L = ", vT@iDD, 8i, 1, NT<D

vTH1L = C@0, 1D + C@1, 1D zT@1D + C@2, 1D zT@1D2 + C@3, 1D zT@1D3

q zT@2D4
vTH2L = C@0, 2D + C@1, 2D zT@2D + C@2, 2D zT@2D2 + C@3, 2D zT@2D3 +
24 EI
2 3
vTH3L = C@0, 3D + C@1, 3D zT@3D + C@2, 3D zT@3D + C@3, 3D zT@3D

Ÿ Definizione delle funzioni rotazione phiT[i], momento MT[i] e taglio TT[i] dei singoli tratti (i=1,..,NT)

Do@phiT@iD = - D@vT@iD, zT@iDD; MT@iD = - EIT@iD HD@vT@iD, zT@iD, zT@iDD + thetaT@iDL;


TT@iD = - EIT@iD D@vT@iD, zT@iD, zT@iD, zT@iDD; Print@"phiTH", i, "L = ", phiT@iDD;
Print@"MTH", i, "L = ", MT@iDD; Print@"TTH", i, "L = ", TT@iDD, 8i, 1, NT<D
2 notebook_problema_elastico_2011_esempio_4.nb

phiTH1L = - C@1, 1D - 2 C@2, 1D zT@1D - 3 C@3, 1D zT@1D2


MTH1L = - EI H2 C@2, 1D + 6 C@3, 1D zT@1DL

TTH1L = - 6 EI C@3, 1D

q zT@2D3
phiTH2L = - C@1, 2D - 2 C@2, 2D zT@2D - 3 C@3, 2D zT@2D2 -
6 EI

q zT@2D2
MTH2L = - EI 2 C@2, 2D + 6 C@3, 2D zT@2D +
2 EI

q zT@2D
TTH2L = - EI 6 C@3, 2D +
EI

phiTH3L = - C@1, 3D - 2 C@2, 3D zT@3D - 3 C@3, 3D zT@3D2


MTH3L = - EI H2 C@2, 3D + 6 C@3, 3D zT@3DL

TTH3L = - 6 EI C@3, 3D

Ÿ Definizione delle condizioni al contorno in numero pari a 4 x NT

vars = Table@C@j, iD, 8j, 0, 3<, 8i, 1, NT<D  Flatten;


notebook_problema_elastico_2011_esempio_4.nb 3

eqn@1D = HvT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@2D = HMT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@3D = HvT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HvT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@4D = HphiT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HphiT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@5D = HMT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HMT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@6D = HTT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HTT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@7D = HvT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HvT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@8D = HphiT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HphiT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@9D = HMT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HMT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@10D = HTT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HTT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@11D = HvT@3D . 8zT@3D ® LT@3D<L Š 0

eqn@12D = HMT@3D . 8zT@3D ® LT@3D<L Š 0

C@0, 1D Š 0

- 2 EI C@2, 1D Š 0

1 1 1
- C@0, 1D + C@0, 2D - L C@1, 1D - L2 C@2, 1D - L3 C@3, 1D Š 0
3 9 27
2 1
C@1, 1D - C@1, 2D + L C@2, 1D + L2 C@3, 1D Š 0
3 3
- 2 EI C@2, 2D + EI H2 C@2, 1D + 2 L C@3, 1DL Š 0

6 EI C@3, 1D - 6 EI C@3, 2D Š 0

L4 q 1 1 1
- - C@0, 2D + C@0, 3D - L C@1, 2D - L2 C@2, 2D - L3 C@3, 2D Š 0
1944 EI 3 9 27

L3 q 2 1
+ C@1, 2D - C@1, 3D + L C@2, 2D + L2 C@3, 2D Š 0
162 EI 3 3

L2 q
- 2 EI C@2, 3D + EI + 2 C@2, 2D + 2 L C@3, 2D Š 0
18 EI

Lq
EI + 6 C@3, 2D - 6 EI C@3, 3D Š 0
3 EI

1 1 1
C@0, 3D + L C@1, 3D + L2 C@2, 3D + L3 C@3, 3D Š 0
3 9 27
- EI H2 C@2, 3D + 2 L C@3, 3DL Š 0
4 notebook_problema_elastico_2011_esempio_4.nb

eqns = Table@eqn@nD, 8n, 1, 4 NT<D; Csol = Solve@eqns, varsD  Simplify  Flatten

:C@0, 2D ®
11 L4 q 11 L4 q 13 L3 q
, C@0, 1D ® 0, C@0, 3D ® , C@1, 1D ® ,
1944 EI 1944 EI 648 EI
7 L3 q 7 L3 q L2 q Lq
C@1, 3D ® - , C@1, 2D ® , C@2, 3D ® - , C@3, 3D ® ,
648 EI 648 EI 36 EI 36 EI

>
L2 q Lq Lq
C@2, 2D ® - , C@2, 1D ® 0, C@3, 1D ® - , C@3, 2D ® -
36 EI 36 EI 36 EI

Ÿ Soluzione elastica tratto per tratto

Do@vsol@iD = vT@iD . Csol  Simplify; phisol@iD = phiT@iD . Csol  Simplify;


Msol@iD = MT@iD . Csol  Simplify; Tsol@iD = TT@iD . Csol  Simplify;
Print@"vsolH", i, "L = ", vsol@iDD; Print@"phisolH", i, "L = ", phisol@iDD;
Print@"MsolH", i, "L = ", Msol@iDD; Print@"TsolH", i, "L = ", Tsol@iDD, 8i, 1, NT<D

q zT@1D I13 L3 - 18 L zT@1D2 M


vsolH1L =
648 EI

- 13 L3 q + 54 L q zT@1D2
phisolH1L =
648 EI
1
MsolH1L = L q zT@1D
6
Lq
TsolH1L =
6
q I11 L4 + 21 L3 zT@2D - 54 L2 zT@2D2 - 54 L zT@2D3 + 81 zT@2D4 M
vsolH2L =
1944 EI

q I- 7 L3 + 36 L2 zT@2D + 54 L zT@2D2 - 108 zT@2D3 M


phisolH2L =
648 EI

q IL2 + 3 L zT@2D - 9 zT@2D2 M


1
MsolH2L =
18

q HL - 6 zT@2DL
1
TsolH2L =
6
L q I11 L3 - 21 L2 zT@3D - 54 L zT@3D2 + 54 zT@3D3 M
vsolH3L =
1944 EI

L q I7 L2 + 36 L zT@3D - 54 zT@3D2 M
phisolH3L =
648 EI

L q HL - 3 zT@3DL
1
MsolH3L =
18
Lq
TsolH3L = -
6

Ÿ Spostamenti e sollecitazioni notevoli

Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"vsolH", i, "LHsinL = ", vsinD;
Print@"vsolH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D
notebook_problema_elastico_2011_esempio_4.nb 5

vsolH1LHsinL = 0

11 L4 q
vsolH1LHdesL =
1944 EI
11 L4 q
vsolH2LHsinL =
1944 EI
11 L4 q
vsolH2LHdesL =
1944 EI
11 L4 q
vsolH3LHsinL =
1944 EI
vsolH3LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify;
Print@"phisolH", i, "LHsinL = ", phisinD;
Print@"phisolH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D

13 L3 q
phisolH1LHsinL = -
648 EI
7 L3 q
phisolH1LHdesL = -
648 EI
7 L3 q
phisolH2LHsinL = -
648 EI
7 L3 q
phisolH2LHdesL =
648 EI
7 L3 q
phisolH3LHsinL =
648 EI
13 L3 q
phisolH3LHdesL =
648 EI

Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"MsolH", i, "LHsinL = ", MsinD;
Print@"MsolH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D
MsolH1LHsinL = 0

L2 q
MsolH1LHdesL =
18
L2 q
MsolH2LHsinL =
18
L2 q
MsolH2LHdesL =
18
L2 q
MsolH3LHsinL =
18
MsolH3LHdesL = 0

Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"TsolH", i, "LHsinL = ", TsinD;
Print@"TsolH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D
6 notebook_problema_elastico_2011_esempio_4.nb

Lq
TsolH1LHsinL =
6
Lq
TsolH1LHdesL =
6
Lq
TsolH2LHsinL =
6
Lq
TsolH2LHdesL = -
6
Lq
TsolH3LHsinL = -
6
Lq
TsolH3LHdesL = -
6

Ÿ Dati numerici

ndata1 = 8EYoung ® H2.1 * 10^ 11L, L ® 5, alpha ® H1 * 10^ - 6L,


Dt ® 25, h ® 0.1, b ® 0.05, q ® H10 * 1000L, F ® H20 000L , kscale ® H10^ 9L<;
ndata2 =
8EI ® H HEYoung * b * h ^ 3  12L . ndata1L<;
ndata3 = 8
k ® HHH kscale EI  HL ^ 3LL . ndata2L . ndata1L<;
ndata = Join@ndata1, ndata2, ndata3D

:EYoung ® 2.1 ´ 1011 , L ® 5, alpha ®


1
, Dt ® 25, h ® 0.1, b ® 0.05,
1 000 000
q ® 10 000, F ® 20 000, kscale ® 1 000 000 000, EI ® 875 000., k ® 7. ´ 1012 >

zfin@0D = 0;
Do@zin@iD = zfin@i - 1D; zfin@iD = zin@iD + HLT@iD . ndataL, 8i, 1, NT<D;

Do@vdata@iD = vsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;


phidata@iD = phisol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Mdata@iD = Msol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Tdata@iD = Tsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Print@"vdataH", i, "L = ", vdata@iD@zDD; Print@"phidataH", i, "L = ", phidata@iDD;
Print@"MdataH", i, "L = ", Mdata@iDD; Print@"TdataH", i, "L = ", Tdata@iDD, 8i, 1, NT<D
notebook_problema_elastico_2011_esempio_4.nb 7

vdataH1L = I0.0286596 z - 0.0015873 z3 M@zD

phidataH1L = - 0.0286596 + 0.0047619 z2

25 000 z
MdataH1L =
3
25 000
TdataH1L =
3
vdataH2L = H0.00047619 H- 6.17727 + zL H- 5.20389 + zL H0.203889 + zL H1.17727 + zLL@zD

phidataH2L = - 0.00190476 H- 5.72749 + zL H- 2.5 + zL H0.727486 + zL

I25 - 45 z + 9 z2 M
5000
MdataH2L = -
9
TdataH2L = - 5000 H- 5 + 2 zL

vdataH3L = H0.0015873 H- 9.24918 + zL H- 5. + zL H- 0.750817 + zLL@zD

phidataH3L = - 0.0047619 H- 7.45327 + zL H- 2.54673 + zL

H- 5 + zL
25 000
MdataH3L = -
3
25 000
TdataH3L = -
3

Ÿ Valori numerici di spostamenti e sollecitazioni notevoli

vminglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


vmaxglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@vsin > vmaxglob, vmaxglob = vsinD; If@vdes > vmaxglob, vmaxglob = vdesD;
If@vsin < vminglob, vminglob = vsinD; If@vdes < vminglob, vminglob = vdesD;
Print@"vdataH", i, "LHsinL = ", vsinD; Print@"vdataH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D
vdataH1LHsinL = 0

vdataH1LHdesL = 0.0404174

vdataH2LHsinL = 0.0404174

vdataH2LHdesL = 0.0404174

vdataH3LHsinL = 0.0404174

vdataH3LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
Print@"phidataH", i, "LHsinL = ", phisinD;
Print@"phidataH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D
phidataH1LHsinL = - 0.0286596

phidataH1LHdesL = - 0.0154321

phidataH2LHsinL = - 0.0154321

phidataH2LHdesL = 0.0154321

phidataH3LHsinL = 0.0154321

phidataH3LHdesL = 0.0286596
8 notebook_problema_elastico_2011_esempio_4.nb

Mminglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Mmaxglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Msin > Mmaxglob, Mmaxglob = MsinD; If@Mdes > Mmaxglob, Mmaxglob = MdesD;
If@Msin < Mminglob, Mminglob = MsinD; If@Mdes < Mminglob, Mminglob = MdesD;
Print@"MdataH", i, "LHsinL = ", MsinD; Print@"MdataH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D
MdataH1LHsinL = 0

125 000
MdataH1LHdesL =
9
125 000
MdataH2LHsinL =
9
125 000
MdataH2LHdesL =
9
125 000
MdataH3LHsinL =
9
MdataH3LHdesL = 0

Tminglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Tmaxglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Tsin > Tmaxglob, Tmaxglob = TsinD; If@Tdes > Tmaxglob, Tmaxglob = TdesD;
If@Tsin < Tminglob, Tminglob = TsinD; If@Tdes < Tminglob, Tminglob = TdesD;
Print@"TdataH", i, "LHsinL = ", TsinD; Print@"TdataH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D

25 000
TdataH1LHsinL =
3
25 000
TdataH1LHdesL =
3
25 000
TdataH2LHsinL =
3
25 000
TdataH2LHdesL = -
3
25 000
TdataH3LHsinL = -
3
25 000
TdataH3LHdesL = -
3
notebook_problema_elastico_2011_esempio_4.nb 9

Ÿ Diagrammi globali

zglobfin@0D = 0;
Do@zglobin@iD = zglobfin@i - 1D; zglobfin@iD = zfin@iD;
zgi = zglobin@iD; zgf = zglobfin@iD;
Tloc@i_D := Tdata@iD . 8z ® zglob<;
Tglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Tloc@iD, 0D;
Mloc@i_D := Mdata@iD . 8z ® zglob<;
Mglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Mloc@iD, 0D;
vloc@i_D := vdata@iD . 8z ® zglob<;
vglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, vloc@iD, 0D,
8i, 1, NT<D
zglobmin = zglobin@1D;
zglobmax = zglobfin@NTD  N;

plotfact = 1.10;
Do@Tplot@iD = Plot@Tglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8Tminglob * plotfact, Tmaxglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
GlobTplot = Show@Table@Tplot@iD, 8i, 1. NT<DD

5000

1 2 3 4 5

-5000

plotfact = 1.6;
Do@Mplot@iD = Plot@- Mglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8- Mmaxglob * plotfact, - Mminglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
GlobMplot = Show@Table@Mplot@iD, 8i, 1. NT<DD

1 2 3 4 5

-5000

-10 000

-15 000

-20 000
10 notebook_problema_elastico_2011_esempio_4.nb

plotfact = 1.3;
Do@vplot@iD = Plot@- vglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8- vmaxglob * plotfact, - vminglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
Globvplot = Show@Table@vplot@iD, 8i, 1. NT<DD

1 2 3 4 5

-0.01

-0.02

-0.03

-0.04

-0.05
N. 5

Analisi del problema elastico di una trave formata da piu' tratti

Ÿ Setup

Ÿ Definizione del numero di tratti NT, delle luci LT[i], delle rigidezze flessionali EIT[i], delle distorsioni termiche a farfa

NT = 3;

LT@1D = L  3;
EIT@1D = EI;
thetaT@1D = 0 H*2alpha Dt  h*L;
vpT@1D = 0 ;

LT@2D = L  3;
EIT@2D = EI;
thetaT@2D = 0;
vpT@2D = q zT@2D ^ 4  H24 EIT@2DL ;

LT@3D = L  3;
EIT@3D = EI;
thetaT@3D = 0;
vpT@3D = 0 H* q zT@2D^4  H24 EIT@2DL *L;

Ÿ Definizione degli integrali generali vT[i] delle equazioni della linea elastica dei singoli tratti (i=1,..,NT)

Do@voT@iD = C@0, iD + C@1, iD zT@iD + C@2, iD zT@iD ^ 2 + C@3, iD zT@iD ^ 3;


vT@iD = voT@iD + vpT@iD; Print@"vTH", i, "L = ", vT@iDD, 8i, 1, NT<D

vTH1L = C@0, 1D + C@1, 1D zT@1D + C@2, 1D zT@1D2 + C@3, 1D zT@1D3

q zT@2D4
vTH2L = C@0, 2D + C@1, 2D zT@2D + C@2, 2D zT@2D2 + C@3, 2D zT@2D3 +
24 EI
2 3
vTH3L = C@0, 3D + C@1, 3D zT@3D + C@2, 3D zT@3D + C@3, 3D zT@3D

Ÿ Definizione delle funzioni rotazione phiT[i], momento MT[i] e taglio TT[i] dei singoli tratti (i=1,..,NT)

Do@phiT@iD = - D@vT@iD, zT@iDD; MT@iD = - EIT@iD HD@vT@iD, zT@iD, zT@iDD + thetaT@iDL;


TT@iD = - EIT@iD D@vT@iD, zT@iD, zT@iD, zT@iDD; Print@"phiTH", i, "L = ", phiT@iDD;
Print@"MTH", i, "L = ", MT@iDD; Print@"TTH", i, "L = ", TT@iDD, 8i, 1, NT<D
2 problema_elastico_esempio_5.nb

phiTH1L = - C@1, 1D - 2 C@2, 1D zT@1D - 3 C@3, 1D zT@1D2


MTH1L = - EI H2 C@2, 1D + 6 C@3, 1D zT@1DL

TTH1L = - 6 EI C@3, 1D

q zT@2D3
phiTH2L = - C@1, 2D - 2 C@2, 2D zT@2D - 3 C@3, 2D zT@2D2 -
6 EI

q zT@2D2
MTH2L = - EI 2 C@2, 2D + 6 C@3, 2D zT@2D +
2 EI

q zT@2D
TTH2L = - EI 6 C@3, 2D +
EI

phiTH3L = - C@1, 3D - 2 C@2, 3D zT@3D - 3 C@3, 3D zT@3D2


MTH3L = - EI H2 C@2, 3D + 6 C@3, 3D zT@3DL

TTH3L = - 6 EI C@3, 3D

Ÿ Definizione delle condizioni al contorno in numero pari a 4 x NT

vars = Table@C@j, iD, 8j, 0, 3<, 8i, 1, NT<D  Flatten;


problema_elastico_esempio_5.nb 3

eqn@1D = HvT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@2D = HphiT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@3D = HvT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HvT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@4D = HphiT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HphiT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@5D = HMT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HMT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@6D = HTT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HTT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@7D = HvT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HvT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@8D = HphiT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HphiT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@9D = HMT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HMT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@10D = HTT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HTT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@11D = HvT@3D . 8zT@3D ® LT@3D<L Š 0

eqn@12D = HMT@3D . 8zT@3D ® LT@3D<L Š 0

C@0, 1D Š 0

- C@1, 1D Š 0

1 1 1
- C@0, 1D + C@0, 2D - L C@1, 1D - L2 C@2, 1D - L3 C@3, 1D Š 0
3 9 27
2 1
C@1, 1D - C@1, 2D + L C@2, 1D + L2 C@3, 1D Š 0
3 3
- 2 EI C@2, 2D + EI H2 C@2, 1D + 2 L C@3, 1DL Š 0

6 EI C@3, 1D - 6 EI C@3, 2D Š 0

L4 q 1 1 1
- - C@0, 2D + C@0, 3D - L C@1, 2D - L2 C@2, 2D - L3 C@3, 2D Š 0
1944 EI 3 9 27

L3 q 2 1
+ C@1, 2D - C@1, 3D + L C@2, 2D + L2 C@3, 2D Š 0
162 EI 3 3

L2 q
- 2 EI C@2, 3D + EI + 2 C@2, 2D + 2 L C@3, 2D Š 0
18 EI

Lq
EI + 6 C@3, 2D - 6 EI C@3, 3D Š 0
3 EI

1 1 1
C@0, 3D + L C@1, 3D + L2 C@2, 3D + L3 C@3, 3D Š 0
3 9 27
- EI H2 C@2, 3D + 2 L C@3, 3DL Š 0
4 problema_elastico_esempio_5.nb

eqns = Table@eqn@nD, 8n, 1, 4 NT<D; Csol = Solve@eqns, varsD  Simplify  Flatten

:C@0, 2D ®
17 L4 q 47 L4 q L3 q
, C@0, 1D ® 0, C@0, 3D ® , C@1, 3D ® - ,
8748 EI 17 496 EI 243 EI
29 L3 q 13 L2 q 5 L2 q
C@1, 2D ® , C@1, 1D ® 0, C@2, 1D ® , C@2, 2D ® - ,
3888 EI 432 EI 648 EI

>
23 L2 q 23 L q 49 L q 49 L q
C@2, 3D ® - , C@3, 3D ® , C@3, 1D ® - , C@3, 2D ® -
1296 EI 1296 EI 1296 EI 1296 EI

Ÿ Soluzione elastica tratto per tratto

Do@vsol@iD = vT@iD . Csol  Simplify; phisol@iD = phiT@iD . Csol  Simplify;


Msol@iD = MT@iD . Csol  Simplify; Tsol@iD = TT@iD . Csol  Simplify;
Print@"vsolH", i, "L = ", vsol@iDD; Print@"phisolH", i, "L = ", phisol@iDD;
Print@"MsolH", i, "L = ", Msol@iDD; Print@"TsolH", i, "L = ", Tsol@iDD, 8i, 1, NT<D

L q H39 L - 49 zT@1DL zT@1D2


vsolH1L =
1296 EI
L q zT@1D H- 26 L + 49 zT@1DL
phisolH1L =
432 EI

L q H- 13 L + 49 zT@1DL
1
MsolH1L =
216
49 L q
TsolH1L =
216
q I68 L4 + 261 L3 zT@2D - 270 L2 zT@2D2 - 1323 L zT@2D3 + 1458 zT@2D4 M
vsolH2L =
34 992 EI

q I- 29 L3 + 60 L2 zT@2D + 441 L zT@2D2 - 648 zT@2D3 M


phisolH2L =
3888 EI

q I10 L2 + 147 L zT@2D - 324 zT@2D2 M


1
MsolH2L =
648
49 L q
TsolH2L = - q zT@2D
216
L q I94 L3 - 144 L2 zT@3D - 621 L zT@3D2 + 621 zT@3D3 M
vsolH3L =
34 992 EI

L q I16 L2 + 138 L zT@3D - 207 zT@3D2 M


phisolH3L =
3888 EI

L q HL - 3 zT@3DL
23
MsolH3L =
648
23 L q
TsolH3L = -
216

Ÿ Spostamenti e sollecitazioni notevoli

Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"vsolH", i, "LHsinL = ", vsinD;
Print@"vsolH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D
problema_elastico_esempio_5.nb 5

vsolH1LHsinL = 0

17 L4 q
vsolH1LHdesL =
8748 EI
17 L4 q
vsolH2LHsinL =
8748 EI
47 L4 q
vsolH2LHdesL =
17 496 EI
47 L4 q
vsolH3LHsinL =
17 496 EI
vsolH3LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify;
Print@"phisolH", i, "LHsinL = ", phisinD;
Print@"phisolH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D
phisolH1LHsinL = 0

29 L3 q
phisolH1LHdesL = -
3888 EI
29 L3 q
phisolH2LHsinL = -
3888 EI
L3 q
phisolH2LHdesL =
243 EI
L3 q
phisolH3LHsinL =
243 EI
13 L3 q
phisolH3LHdesL =
1296 EI

Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"MsolH", i, "LHsinL = ", MsinD;
Print@"MsolH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D

13 L2 q
MsolH1LHsinL = -
216
5 L2 q
MsolH1LHdesL =
324
5 L2 q
MsolH2LHsinL =
324
23 L2 q
MsolH2LHdesL =
648
23 L2 q
MsolH3LHsinL =
648
MsolH3LHdesL = 0

Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"TsolH", i, "LHsinL = ", TsinD;
Print@"TsolH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D
6 problema_elastico_esempio_5.nb

49 L q
TsolH1LHsinL =
216
49 L q
TsolH1LHdesL =
216
49 L q
TsolH2LHsinL =
216
23 L q
TsolH2LHdesL = -
216
23 L q
TsolH3LHsinL = -
216
23 L q
TsolH3LHdesL = -
216

Ÿ Dati numerici

ndata1 = 8EYoung ® H2.1 * 10^ 11L, L ® 5, alpha ® H1 * 10^ - 6L,


Dt ® 25, h ® 0.1, b ® 0.05, q ® H10 * 1000L, F ® H20 000L , kscale ® H10^ 9L<;
ndata2 =
8EI ® H HEYoung * b * h ^ 3  12L . ndata1L<;
ndata3 = 8
k ® HHH kscale EI  HL ^ 3LL . ndata2L . ndata1L<;
ndata = Join@ndata1, ndata2, ndata3D

:EYoung ® 2.1 ´ 1011 , L ® 5, alpha ®


1
, Dt ® 25, h ® 0.1, b ® 0.05,
1 000 000
q ® 10 000, F ® 20 000, kscale ® 1 000 000 000, EI ® 875 000., k ® 7. ´ 1012 >

zfin@0D = 0;
Do@zin@iD = zfin@i - 1D; zfin@iD = zin@iD + HLT@iD . ndataL, 8i, 1, NT<D;

Do@vdata@iD = vsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;


phidata@iD = phisol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Mdata@iD = Msol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Tdata@iD = Tsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Print@"vdataH", i, "L = ", vdata@iD@zDD; Print@"phidataH", i, "L = ", phidata@iDD;
Print@"MdataH", i, "L = ", Mdata@iDD; Print@"TdataH", i, "L = ", Tdata@iDD, 8i, 1, NT<D
problema_elastico_esempio_5.nb 7

vdataH1L = I- 0.0000440917 z2 H- 195. + 49. zLM@zD

phidataH1L = 0.000132275 z H- 130. + 49. zL

H- 65 + 49 zL
6250
MdataH1L =
27
306 250
TdataH1L =
27
vdataH2L = I0.00047619 I28.6283 - 10.6572 z + z2 M I0.269526 - 0.546528 z + z2 MM@zD

phidataH2L = - 0.00190476 H- 5.28171 + zL H- 2.80902 + zL H- 0.312044 + zL

I625 - 605 z + 108 z2 M


1250
MdataH2L = -
27
756 250
TdataH2L = - 10 000 z
27
vdataH3L = H0.00101411 H- 8.75905 + zL H- 5. + zL H- 1.24095 + zLL@zD

phidataH3L = - 0.00304233 H- 7.17029 + zL H- 2.82971 + zL

H- 5 + zL
143 750
MdataH3L = -
27
143 750
TdataH3L = -
27

Ÿ Valori numerici di spostamenti e sollecitazioni notevoli

vminglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


vmaxglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@vsin > vmaxglob, vmaxglob = vsinD; If@vdes > vmaxglob, vmaxglob = vdesD;
If@vsin < vminglob, vminglob = vsinD; If@vdes < vminglob, vminglob = vdesD;
Print@"vdataH", i, "LHsinL = ", vsinD; Print@"vdataH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D
vdataH1LHsinL = 0

vdataH1LHdesL = 0.0138807

vdataH2LHsinL = 0.0138807

vdataH2LHdesL = 0.0191881

vdataH3LHsinL = 0.0191881

vdataH3LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
Print@"phidataH", i, "LHsinL = ", phisinD;
Print@"phidataH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D
8 problema_elastico_esempio_5.nb

phidataH1LHsinL = 0

phidataH1LHdesL = - 0.0106555

phidataH2LHsinL = - 0.0106555

phidataH2LHdesL = 0.00587889

phidataH3LHsinL = 0.00587889

phidataH3LHdesL = 0.0143298

Mminglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Mmaxglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Msin > Mmaxglob, Mmaxglob = MsinD; If@Mdes > Mmaxglob, Mmaxglob = MdesD;
If@Msin < Mminglob, Mminglob = MsinD; If@Mdes < Mminglob, Mminglob = MdesD;
Print@"MdataH", i, "LHsinL = ", MsinD; Print@"MdataH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D

406 250
MdataH1LHsinL = -
27
312 500
MdataH1LHdesL =
81
312 500
MdataH2LHsinL =
81
718 750
MdataH2LHdesL =
81
718 750
MdataH3LHsinL =
81
MdataH3LHdesL = 0

Tminglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Tmaxglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Tsin > Tmaxglob, Tmaxglob = TsinD; If@Tdes > Tmaxglob, Tmaxglob = TdesD;
If@Tsin < Tminglob, Tminglob = TsinD; If@Tdes < Tminglob, Tminglob = TdesD;
Print@"TdataH", i, "LHsinL = ", TsinD; Print@"TdataH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D

306 250
TdataH1LHsinL =
27
306 250
TdataH1LHdesL =
27
306 250
TdataH2LHsinL =
27
143 750
TdataH2LHdesL = -
27
143 750
TdataH3LHsinL = -
27
143 750
TdataH3LHdesL = -
27
problema_elastico_esempio_5.nb 9

Ÿ Diagrammi globali

zglobfin@0D = 0;
Do@zglobin@iD = zglobfin@i - 1D; zglobfin@iD = zfin@iD;
zgi = zglobin@iD; zgf = zglobfin@iD;
Tloc@i_D := Tdata@iD . 8z ® zglob<;
Tglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Tloc@iD, 0D;
Mloc@i_D := Mdata@iD . 8z ® zglob<;
Mglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Mloc@iD, 0D;
vloc@i_D := vdata@iD . 8z ® zglob<;
vglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, vloc@iD, 0D,
8i, 1, NT<D
zglobmin = zglobin@1D;
zglobmax = zglobfin@NTD  N;

plotfact = 1.10;
Do@Tplot@iD = Plot@Tglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8Tminglob * plotfact, Tmaxglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
GlobTplot = Show@Table@Tplot@iD, 8i, 1. NT<DD

10 000

5000

1 2 3 4 5

-5000

plotfact = 1.6;
Do@Mplot@iD = Plot@- Mglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8- Mmaxglob * plotfact, - Mminglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
GlobMplot = Show@Table@Mplot@iD, 8i, 1. NT<DD

20 000

15 000

10 000

5000

1 2 3 4 5
-5000

-10 000
10 problema_elastico_esempio_5.nb

plotfact = 1.3;
Do@vplot@iD = Plot@- vglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8- vmaxglob * plotfact, - vminglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
Globvplot = Show@Table@vplot@iD, 8i, 1. NT<DD

1 2 3 4 5

-0.005

-0.010

-0.015

-0.020
N. 6

Analisi del problema elastico di una trave formata da piu' tratti

Ÿ Setup

Ÿ Definizione del numero di tratti NT, delle luci LT[i], delle rigidezze flessionali EIT[i], delle distorsioni termiche a farfa

NT = 2;

LT@1D = L  2;
EIT@1D = EI;
thetaT@1D = 2 alpha Dt  h ;
vpT@1D = 0 ;

LT@2D = L  2;
EIT@2D = EI;
thetaT@2D = 0;
vpT@2D = 0 ;

Ÿ Definizione degli integrali generali vT[i] delle equazioni della linea elastica dei singoli tratti (i=1,..,NT)

Do@voT@iD = C@0, iD + C@1, iD zT@iD + C@2, iD zT@iD ^ 2 + C@3, iD zT@iD ^ 3;


vT@iD = voT@iD + vpT@iD; Print@"vTH", i, "L = ", vT@iDD, 8i, 1, NT<D

vTH1L = C@0, 1D + C@1, 1D zT@1D + C@2, 1D zT@1D2 + C@3, 1D zT@1D3

vTH2L = C@0, 2D + C@1, 2D zT@2D + C@2, 2D zT@2D2 + C@3, 2D zT@2D3

Ÿ Definizione delle funzioni rotazione phiT[i], momento MT[i] e taglio TT[i] dei singoli tratti (i=1,..,NT)

Do@phiT@iD = - D@vT@iD, zT@iDD; MT@iD = - EIT@iD HD@vT@iD, zT@iD, zT@iDD + thetaT@iDL;


TT@iD = - EIT@iD D@vT@iD, zT@iD, zT@iD, zT@iDD; Print@"phiTH", i, "L = ", phiT@iDD;
Print@"MTH", i, "L = ", MT@iDD; Print@"TTH", i, "L = ", TT@iDD, 8i, 1, NT<D

phiTH1L = - C@1, 1D - 2 C@2, 1D zT@1D - 3 C@3, 1D zT@1D2


2 alpha Dt
MTH1L = - EI + 2 C@2, 1D + 6 C@3, 1D zT@1D
h
TTH1L = - 6 EI C@3, 1D

phiTH2L = - C@1, 2D - 2 C@2, 2D zT@2D - 3 C@3, 2D zT@2D2


MTH2L = - EI H2 C@2, 2D + 6 C@3, 2D zT@2DL

TTH2L = - 6 EI C@3, 2D

Ÿ Definizione delle condizioni al contorno in numero pari a 4 x NT

vars = Table@C@j, iD, 8j, 0, 3<, 8i, 1, NT<D  Flatten;


2 notebook_problema_elastico_2011_esempio_2_vuotto.nb

eqn@1D = HvT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@2D = HphiT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@3D = HvT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HvT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@4D = HphiT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HphiT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@5D = HMT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HMT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@6D = HTT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HTT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@7D = HvT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@8D = HMT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

C@0, 1D Š 0

- C@1, 1D Š 0

1 1 1
- C@0, 1D + C@0, 2D - L C@1, 1D - L2 C@2, 1D - L3 C@3, 1D Š 0
2 4 8
3
C@1, 1D - C@1, 2D + L C@2, 1D + L2 C@3, 1D Š 0
4
2 alpha Dt
- 2 EI C@2, 2D + EI + 2 C@2, 1D + 3 L C@3, 1D Š 0
h

6 EI C@3, 1D - 6 EI C@3, 2D Š 0

1 1 1
C@0, 2D + L C@1, 2D + L2 C@2, 2D + L3 C@3, 2D Š 0
2 4 8
- EI H2 C@2, 2D + 3 L C@3, 2DL Š 0

eqns = Table@eqn@nD, 8n, 1, 4 NT<D; Csol = Solve@eqns, varsD  Simplify  Flatten

:C@0, 2D ® -
alpha Dt L2 5 alpha Dt L alpha Dt
, C@0, 1D ® 0, C@1, 2D ® - , C@2, 1D ® ,
64 h 32 h 8h

>
9 alpha Dt 3 alpha Dt 3 alpha Dt
C@1, 1D ® 0, C@2, 2D ® , C@3, 1D ® - , C@3, 2D ® -
16 h 8hL 8hL

Ÿ Soluzione elastica tratto per tratto

Do@vsol@iD = vT@iD . Csol  Simplify; phisol@iD = phiT@iD . Csol  Simplify;


Msol@iD = MT@iD . Csol  Simplify; Tsol@iD = TT@iD . Csol  Simplify;
Print@"vsolH", i, "L = ", vsol@iDD; Print@"phisolH", i, "L = ", phisol@iDD;
Print@"MsolH", i, "L = ", Msol@iDD; Print@"TsolH", i, "L = ", Tsol@iDD, 8i, 1, NT<D
notebook_problema_elastico_2011_esempio_2_vuotto.nb 3

alpha Dt HL - 3 zT@1DL zT@1D2


vsolH1L =
8hL
alpha Dt zT@1D H- 2 L + 9 zT@1DL
phisolH1L =
8hL
9 alpha Dt EI H- L + zT@1DL
MsolH1L =
4hL
9 alpha Dt EI
TsolH1L =
4hL

alpha Dt IL3 + 10 L2 zT@2D - 36 L zT@2D2 + 24 zT@2D3 M


vsolH2L = -
64 h L

alpha Dt I5 L2 - 36 L zT@2D + 36 zT@2D2 M


phisolH2L =
32 h L
9 alpha Dt EI HL - 2 zT@2DL
MsolH2L = -
8hL
9 alpha Dt EI
TsolH2L =
4hL

Ÿ Spostamenti e sollecitazioni notevoli

Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"vsolH", i, "LHsinL = ", vsinD;
Print@"vsolH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D
vsolH1LHsinL = 0

alpha Dt L2
vsolH1LHdesL = -
64 h
alpha Dt L2
vsolH2LHsinL = -
64 h
vsolH2LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify;
Print@"phisolH", i, "LHsinL = ", phisinD;
Print@"phisolH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D
phisolH1LHsinL = 0

5 alpha Dt L
phisolH1LHdesL =
32 h
5 alpha Dt L
phisolH2LHsinL =
32 h
alpha Dt L
phisolH2LHdesL = -
8h

Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"MsolH", i, "LHsinL = ", MsinD;
Print@"MsolH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D
4 notebook_problema_elastico_2011_esempio_2_vuotto.nb

9 alpha Dt EI
MsolH1LHsinL = -
4h
9 alpha Dt EI
MsolH1LHdesL = -
8h
9 alpha Dt EI
MsolH2LHsinL = -
8h
MsolH2LHdesL = 0

Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"TsolH", i, "LHsinL = ", TsinD;
Print@"TsolH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D

9 alpha Dt EI
TsolH1LHsinL =
4hL
9 alpha Dt EI
TsolH1LHdesL =
4hL
9 alpha Dt EI
TsolH2LHsinL =
4hL
9 alpha Dt EI
TsolH2LHdesL =
4hL

Ÿ Dati numerici

ndata1 = 8EYoung ® H2.1 * 10^ 11L, L ® 5, alpha ® H1 * 10^ - 6L,


Dt ® 25, h ® 0.1, b ® 0.05, q ® H10 * 1000L, F ® H20 000L , kscale ® H10^ 9L<;
ndata2 =
8EI ® H HEYoung * b * h ^ 3  12L . ndata1L<;
ndata3 = 8
k ® HHH kscale EI  HL ^ 3LL . ndata2L . ndata1L<;
ndata = Join@ndata1, ndata2, ndata3D

:EYoung ® 2.1 ´ 1011 , L ® 5, alpha ®


1
, Dt ® 25, h ® 0.1, b ® 0.05,
1 000 000
q ® 10 000, F ® 20 000, kscale ® 1 000 000 000, EI ® 875 000., k ® 7. ´ 1012 >

zfin@0D = 0;
Do@zin@iD = zfin@i - 1D; zfin@iD = zin@iD + HLT@iD . ndataL, 8i, 1, NT<D;

Do@vdata@iD = vsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;


phidata@iD = phisol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Mdata@iD = Msol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Tdata@iD = Tsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Print@"vdataH", i, "L = ", vdata@iD@zDD; Print@"phidataH", i, "L = ", phidata@iDD;
Print@"MdataH", i, "L = ", Mdata@iDD; Print@"TdataH", i, "L = ", Tdata@iDD, 8i, 1, NT<D
notebook_problema_elastico_2011_esempio_2_vuotto.nb 5

vdataH1L = I6.25 ´ 10-6 H5 - 3 zL z2 M@zD

phidataH1L = 6.25 ´ 10-6 z H- 10. + 9. zL


MdataH1L = - 492.188 + 98.4375 z

TdataH1L = 98.4375

vdataH2L = H- 0.00001875 H- 7.88675 + zL H- 5. + zL H- 2.11325 + zLL@zD

phidataH2L = 0.00005625 H- 6.66667 + zL H- 3.33333 + zL

MdataH2L = - 492.188 + 98.4375 z

TdataH2L = 98.4375

Ÿ Valori numerici di spostamenti e sollecitazioni notevoli

vminglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


vmaxglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@vsin > vmaxglob, vmaxglob = vsinD; If@vdes > vmaxglob, vmaxglob = vdesD;
If@vsin < vminglob, vminglob = vsinD; If@vdes < vminglob, vminglob = vdesD;
Print@"vdataH", i, "LHsinL = ", vsinD; Print@"vdataH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D
vdataH1LHsinL = 0

vdataH1LHdesL = - 0.0000976563

vdataH2LHsinL = - 0.0000976563

vdataH2LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
Print@"phidataH", i, "LHsinL = ", phisinD;
Print@"phidataH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D
phidataH1LHsinL = 0

phidataH1LHdesL = 0.000195313

phidataH2LHsinL = 0.000195313

phidataH2LHdesL = - 0.00015625

Mminglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Mmaxglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Msin > Mmaxglob, Mmaxglob = MsinD; If@Mdes > Mmaxglob, Mmaxglob = MdesD;
If@Msin < Mminglob, Mminglob = MsinD; If@Mdes < Mminglob, Mminglob = MdesD;
Print@"MdataH", i, "LHsinL = ", MsinD; Print@"MdataH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D
MdataH1LHsinL = - 492.188

MdataH1LHdesL = - 246.094

MdataH2LHsinL = - 246.094

MdataH2LHdesL = 0
6 notebook_problema_elastico_2011_esempio_2_vuotto.nb

Tminglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Tmaxglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Tsin > Tmaxglob, Tmaxglob = TsinD; If@Tdes > Tmaxglob, Tmaxglob = TdesD;
If@Tsin < Tminglob, Tminglob = TsinD; If@Tdes < Tminglob, Tminglob = TdesD;
Print@"TdataH", i, "LHsinL = ", TsinD; Print@"TdataH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D
TdataH1LHsinL = 98.4375

TdataH1LHdesL = 98.4375

TdataH2LHsinL = 98.4375

TdataH2LHdesL = 98.4375

Ÿ Diagrammi globali

zglobfin@0D = 0;
Do@zglobin@iD = zglobfin@i - 1D; zglobfin@iD = zfin@iD;
zgi = zglobin@iD; zgf = zglobfin@iD;
Tloc@i_D := Tdata@iD . 8z ® zglob<;
Tglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Tloc@iD, 0D;
Mloc@i_D := Mdata@iD . 8z ® zglob<;
Mglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Mloc@iD, 0D;
vloc@i_D := vdata@iD . 8z ® zglob<;
vglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, vloc@iD, 0D,
8i, 1, NT<D
zglobmin = zglobin@1D;
zglobmax = zglobfin@NTD  N;

plotfact = 1.10;
Do@Tplot@iD = Plot@Tglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8Tminglob * plotfact, Tmaxglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
GlobTplot = Show@Table@Tplot@iD, 8i, 1. NT<DD

200

150

100

50

0 1 2 3 4 5
notebook_problema_elastico_2011_esempio_2_vuotto.nb 7

plotfact = 1.3;
Do@Mplot@iD = Plot@- Mglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8- Mmaxglob * plotfact, - Mminglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
GlobMplot = Show@Table@Mplot@iD, 8i, 1. NT<DD

600

500

400

300

200

100

0 1 2 3 4 5

plotfact = 2;
- vmaxglob
- vminglob
Do@vplot@iD = Plot@- vglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8vminglob * plotfact  4, - vminglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
Globvplot = Show@Table@vplot@iD, 8i, 1. NT<DD
0

0.0000976563

0.00015

0.00010

0.00005

1 2 3 4 5
N. 7

Analisi del problema elastico di una trave formata da piu' tratti

Ÿ Setup

Ÿ Definizione del numero di tratti NT, delle luci LT[i], delle rigidezze flessionali EIT[i], delle distorsioni termiche a farfa

NT = 2;

LT@1D = L  2;
EIT@1D = EI;
thetaT@1D = 0 H*2alpha Dt  h*L;
vpT@1D = 0 ;

LT@2D = L  2;
EIT@2D = EI;
thetaT@2D = 0;
vpT@2D = 0 H* q zT@2D^4  H24 EIT@2DL*L;

Ÿ Definizione degli integrali generali vT[i] delle equazioni della linea elastica dei singoli tratti (i=1,..,NT)

Do@voT@iD = C@0, iD + C@1, iD zT@iD + C@2, iD zT@iD ^ 2 + C@3, iD zT@iD ^ 3;


vT@iD = voT@iD + vpT@iD; Print@"vTH", i, "L = ", vT@iDD, 8i, 1, NT<D

vTH1L = C@0, 1D + C@1, 1D zT@1D + C@2, 1D zT@1D2 + C@3, 1D zT@1D3

vTH2L = C@0, 2D + C@1, 2D zT@2D + C@2, 2D zT@2D2 + C@3, 2D zT@2D3

Ÿ Definizione delle funzioni rotazione phiT[i], momento MT[i] e taglio TT[i] dei singoli tratti (i=1,..,NT)

Do@phiT@iD = - D@vT@iD, zT@iDD; MT@iD = - EIT@iD HD@vT@iD, zT@iD, zT@iDD + thetaT@iDL;


TT@iD = - EIT@iD D@vT@iD, zT@iD, zT@iD, zT@iDD; Print@"phiTH", i, "L = ", phiT@iDD;
Print@"MTH", i, "L = ", MT@iDD; Print@"TTH", i, "L = ", TT@iDD, 8i, 1, NT<D

phiTH1L = - C@1, 1D - 2 C@2, 1D zT@1D - 3 C@3, 1D zT@1D2


MTH1L = - EI H2 C@2, 1D + 6 C@3, 1D zT@1DL

TTH1L = - 6 EI C@3, 1D

phiTH2L = - C@1, 2D - 2 C@2, 2D zT@2D - 3 C@3, 2D zT@2D2


MTH2L = - EI H2 C@2, 2D + 6 C@3, 2D zT@2DL

TTH2L = - 6 EI C@3, 2D

Ÿ Definizione delle condizioni al contorno in numero pari a 4 x NT

vars = Table@C@j, iD, 8j, 0, 3<, 8i, 1, NT<D  Flatten;


2 notebook_problema_elastico_2011_esempio_k.nb

eqn@1D = HvT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@2D = HphiT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@3D = HvT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HvT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@4D = HphiT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HphiT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@5D = HMT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HMT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@6D =
HTT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HTT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L + HF - k HvT@2D . 8zT@2D ® 0<LL Š 0

eqn@7D = HvT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@8D = HphiT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

C@0, 1D Š 0

- C@1, 1D Š 0

1 1 1
- C@0, 1D + C@0, 2D - L C@1, 1D - L2 C@2, 1D - L3 C@3, 1D Š 0
2 4 8
3
C@1, 1D - C@1, 2D + L C@2, 1D + L2 C@3, 1D Š 0
4
- 2 EI C@2, 2D + EI H2 C@2, 1D + 3 L C@3, 1DL Š 0

F - k C@0, 2D + 6 EI C@3, 1D - 6 EI C@3, 2D Š 0

1 1 1
C@0, 2D + L C@1, 2D + L2 C@2, 2D + L3 C@3, 2D Š 0
2 4 8
3
- C@1, 2D - L C@2, 2D - L2 C@3, 2D Š 0
4

eqns = Table@eqn@nD, 8n, 1, 4 NT<D; Csol = Solve@eqns, varsD  Simplify  Flatten

:C@0, 1D ® 0, C@0, 2D ®
F L3 16 F
, C@3, 2D ® , C@1, 2D ® 0,
192 EI + k L3 192 EI + k L3
12 F L 12 F L 16 F
C@2, 1D ® , C@2, 2D ® - , C@3, 1D ® - , C@1, 1D ® 0>
192 EI + k L3 192 EI + k L3 192 EI + k L3

192  12.

16.

Ÿ Soluzione elastica tratto per tratto

Do@vsol@iD = vT@iD . Csol  Simplify; phisol@iD = phiT@iD . Csol  Simplify;


Msol@iD = MT@iD . Csol  Simplify; Tsol@iD = TT@iD . Csol  Simplify;
Print@"vsolH", i, "L = ", vsol@iDD; Print@"phisolH", i, "L = ", phisol@iDD;
Print@"MsolH", i, "L = ", Msol@iDD; Print@"TsolH", i, "L = ", Tsol@iDD, 8i, 1, NT<D
notebook_problema_elastico_2011_esempio_k.nb 3

4 F H3 L - 4 zT@1DL zT@1D2
vsolH1L =
192 EI + k L3
24 F HL - 2 zT@1DL zT@1D
phisolH1L = -
192 EI + k L3
24 EI F HL - 4 zT@1DL
MsolH1L = -
192 EI + k L3
96 EI F
TsolH1L =
192 EI + k L3

F HL - 2 zT@2DL2 HL + 4 zT@2DL
vsolH2L =
192 EI + k L3
24 F HL - 2 zT@2DL zT@2D
phisolH2L =
192 EI + k L3
24 EI F HL - 4 zT@2DL
MsolH2L =
192 EI + k L3
96 EI F
TsolH2L = -
192 EI + k L3

Ÿ Spostamenti e sollecitazioni notevoli

Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"vsolH", i, "LHsinL = ", vsinD;
Print@"vsolH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D
vsolH1LHsinL = 0

F L3
vsolH1LHdesL =
192 EI + k L3
F L3
vsolH2LHsinL =
192 EI + k L3
vsolH2LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify;
Print@"phisolH", i, "LHsinL = ", phisinD;
Print@"phisolH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D
phisolH1LHsinL = 0

phisolH1LHdesL = 0

phisolH2LHsinL = 0

phisolH2LHdesL = 0

Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"MsolH", i, "LHsinL = ", MsinD;
Print@"MsolH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D
4 notebook_problema_elastico_2011_esempio_k.nb

24 EI F L
MsolH1LHsinL = -
192 EI + k L3
24 EI F L
MsolH1LHdesL =
192 EI + k L3
24 EI F L
MsolH2LHsinL =
192 EI + k L3
24 EI F L
MsolH2LHdesL = -
192 EI + k L3

Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"TsolH", i, "LHsinL = ", TsinD;
Print@"TsolH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D

96 EI F
TsolH1LHsinL =
192 EI + k L3
96 EI F
TsolH1LHdesL =
192 EI + k L3
96 EI F
TsolH2LHsinL = -
192 EI + k L3
96 EI F
TsolH2LHdesL = -
192 EI + k L3

Ÿ Dati numerici

ndata1 = 8EYoung ® H2.1 * 10^ 11L, L ® 5, alpha ® H1 * 10^ - 6L,


Dt ® 25, h ® 0.1, b ® 0.05, q ® H10 * 1000L, F ® H20 000L , kscale ® H10^ 9L<;
ndata2 =
8EI ® H HEYoung * b * h ^ 3  12L . ndata1L<;
ndata3 = 8
k ® HHH kscale EI  HL ^ 3LL . ndata2L . ndata1L<;
ndata = Join@ndata1, ndata2, ndata3D

:EYoung ® 2.1 ´ 1011 , L ® 5, alpha ®


1
, Dt ® 25, h ® 0.1, b ® 0.05,
1 000 000
q ® 10 000, F ® 20 000, kscale ® 1 000 000 000, EI ® 875 000., k ® 7. ´ 1012 >

zfin@0D = 0;
Do@zin@iD = zfin@i - 1D; zfin@iD = zin@iD + HLT@iD . ndataL, 8i, 1, NT<D;

Do@vdata@iD = vsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;


phidata@iD = phisol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Mdata@iD = Msol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Tdata@iD = Tsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Print@"vdataH", i, "L = ", vdata@iD@zDD; Print@"phidataH", i, "L = ", phidata@iDD;
Print@"MdataH", i, "L = ", Mdata@iDD; Print@"TdataH", i, "L = ", Tdata@iDD, 8i, 1, NT<D
notebook_problema_elastico_2011_esempio_k.nb 5

vdataH1L = I- 9.14286 ´ 10-11 z2 H- 15. + 4. zLM@zD

phidataH1L = - 5.48571 ´ 10-10 H5 - 2 zL z


MdataH1L = - 0.0024 + 0.00192 z

TdataH1L = 0.00192

vdataH2L = I9.14286 ´ 10-11 H- 5. + zL2 H- 5. + 4. zLM@zD

phidataH2L = - 1.09714 ´ 10-9 H- 5. + zL H- 2.5 + zL


MdataH2L = 0.0072 - 0.00192 z

TdataH2L = - 0.00192

Ÿ Valori numerici di spostamenti e sollecitazioni notevoli

vminglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


vmaxglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@vsin > vmaxglob, vmaxglob = vsinD; If@vdes > vmaxglob, vmaxglob = vdesD;
If@vsin < vminglob, vminglob = vsinD; If@vdes < vminglob, vminglob = vdesD;
Print@"vdataH", i, "LHsinL = ", vsinD; Print@"vdataH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D
vdataH1LHsinL = 0

vdataH1LHdesL = 2.85714 ´ 10-9

vdataH2LHsinL = 2.85714 ´ 10-9


vdataH2LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
Print@"phidataH", i, "LHsinL = ", phisinD;
Print@"phidataH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D
phidataH1LHsinL = 0

phidataH1LHdesL = 0

phidataH2LHsinL = 0

phidataH2LHdesL = 0

Mminglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Mmaxglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Msin > Mmaxglob, Mmaxglob = MsinD; If@Mdes > Mmaxglob, Mmaxglob = MdesD;
If@Msin < Mminglob, Mminglob = MsinD; If@Mdes < Mminglob, Mminglob = MdesD;
Print@"MdataH", i, "LHsinL = ", MsinD; Print@"MdataH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D
MdataH1LHsinL = - 0.0024

MdataH1LHdesL = 0.0024

MdataH2LHsinL = 0.0024

MdataH2LHdesL = - 0.0024
6 notebook_problema_elastico_2011_esempio_k.nb

Tminglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Tmaxglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Tsin > Tmaxglob, Tmaxglob = TsinD; If@Tdes > Tmaxglob, Tmaxglob = TdesD;
If@Tsin < Tminglob, Tminglob = TsinD; If@Tdes < Tminglob, Tminglob = TdesD;
Print@"TdataH", i, "LHsinL = ", TsinD; Print@"TdataH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D
TdataH1LHsinL = 0.00192

TdataH1LHdesL = 0.00192

TdataH2LHsinL = - 0.00192

TdataH2LHdesL = - 0.00192

Ÿ Diagrammi globali

zglobfin@0D = 0;
Do@zglobin@iD = zglobfin@i - 1D; zglobfin@iD = zfin@iD;
zgi = zglobin@iD; zgf = zglobfin@iD;
Tloc@i_D := Tdata@iD . 8z ® zglob<;
Tglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Tloc@iD, 0D;
Mloc@i_D := Mdata@iD . 8z ® zglob<;
Mglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Mloc@iD, 0D;
vloc@i_D := vdata@iD . 8z ® zglob<;
vglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, vloc@iD, 0D,
8i, 1, NT<D
zglobmin = zglobin@1D;
zglobmax = zglobfin@NTD  N;

plotfact = 1.05;
Do@Tplot@iD = Plot@Tglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8Tminglob * plotfact, Tmaxglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
GlobTplot = Show@Table@Tplot@iD, 8i, 1. NT<DD
0.002

0.001

1 2 3 4 5

-0.001

-0.002
notebook_problema_elastico_2011_esempio_k.nb 7

plotfact = 1.05;
Do@Mplot@iD = Plot@- Mglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8Mminglob * plotfact, Mmaxglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
GlobMplot = Show@Table@Mplot@iD, 8i, 1. NT<DD

0.002

0.001

1 2 3 4 5

-0.001

-0.002

plotfact = 1.05;
Do@vplot@iD = Plot@- vglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8- vminglob * plotfact, - vmaxglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
Globvplot = Show@Table@vplot@iD, 8i, 1. NT<DD

1 2 3 4 5

-5. ´ 10-10

-1. ´ 10-9

-1.5 ´ 10-9

-2. ´ 10-9

-2.5 ´ 10-9

-3. ´ 10-9
N. 8

Analisi del problema elastico di una trave formata da piu' tratti

Ÿ Setup

Ÿ Definizione del numero di tratti NT, delle luci LT[i], delle rigidezze flessionali EIT[i], delle distorsioni termiche a farfa

NT = 3;

LT@1D = L  3;
EIT@1D = EI;
thetaT@1D = 0 H*2alpha Dt  h*L;
vpT@1D = 0 ;

LT@2D = L  3;
EIT@2D = EI;
thetaT@2D = 0;
vpT@2D = 0 ;

LT@3D = L  3;
EIT@3D = EI;
thetaT@3D = 0;
vpT@3D = 0 H* q zT@2D^4  H24 EIT@2DL *L;

Ÿ Definizione degli integrali generali vT[i] delle equazioni della linea elastica dei singoli tratti (i=1,..,NT)

Do@voT@iD = C@0, iD + C@1, iD zT@iD + C@2, iD zT@iD ^ 2 + C@3, iD zT@iD ^ 3;


vT@iD = voT@iD + vpT@iD; Print@"vTH", i, "L = ", vT@iDD, 8i, 1, NT<D

vTH1L = C@0, 1D + C@1, 1D zT@1D + C@2, 1D zT@1D2 + C@3, 1D zT@1D3

vTH2L = C@0, 2D + C@1, 2D zT@2D + C@2, 2D zT@2D2 + C@3, 2D zT@2D3

vTH3L = C@0, 3D + C@1, 3D zT@3D + C@2, 3D zT@3D2 + C@3, 3D zT@3D3

Ÿ Definizione delle funzioni rotazione phiT[i], momento MT[i] e taglio TT[i] dei singoli tratti (i=1,..,NT)

Do@phiT@iD = - D@vT@iD, zT@iDD; MT@iD = - EIT@iD HD@vT@iD, zT@iD, zT@iDD + thetaT@iDL;


TT@iD = - EIT@iD D@vT@iD, zT@iD, zT@iD, zT@iDD; Print@"phiTH", i, "L = ", phiT@iDD;
Print@"MTH", i, "L = ", MT@iDD; Print@"TTH", i, "L = ", TT@iDD, 8i, 1, NT<D
2 notebook_problema_elastico_2011_esempio_class.nb

phiTH1L = - C@1, 1D - 2 C@2, 1D zT@1D - 3 C@3, 1D zT@1D2


MTH1L = - EI H2 C@2, 1D + 6 C@3, 1D zT@1DL

TTH1L = - 6 EI C@3, 1D

phiTH2L = - C@1, 2D - 2 C@2, 2D zT@2D - 3 C@3, 2D zT@2D2


MTH2L = - EI H2 C@2, 2D + 6 C@3, 2D zT@2DL

TTH2L = - 6 EI C@3, 2D

phiTH3L = - C@1, 3D - 2 C@2, 3D zT@3D - 3 C@3, 3D zT@3D2


MTH3L = - EI H2 C@2, 3D + 6 C@3, 3D zT@3DL

TTH3L = - 6 EI C@3, 3D

Ÿ Definizione delle condizioni al contorno in numero pari a 4 x NT

vars = Table@C@j, iD, 8j, 0, 3<, 8i, 1, NT<D  Flatten;


notebook_problema_elastico_2011_esempio_class.nb 3

eqn@1D = HvT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@2D = HphiT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@3D = HvT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HvT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@4D = HphiT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HphiT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@5D = HMT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HMT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L + coppia Š 0

eqn@6D = HTT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HTT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@7D = HvT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HvT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@8D = HphiT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HphiT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@9D = HMT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HMT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@10D = HTT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HTT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L + F Š 0

eqn@11D = HvT@3D . 8zT@3D ® LT@3D<L Š 0

eqn@12D = HMT@3D . 8zT@3D ® LT@3D<L Š 0

C@0, 1D Š 0

- C@1, 1D Š 0

1 1 1
- C@0, 1D + C@0, 2D - L C@1, 1D - L2 C@2, 1D - L3 C@3, 1D Š 0
3 9 27
2 1
C@1, 1D - C@1, 2D + L C@2, 1D + L2 C@3, 1D Š 0
3 3
coppia - 2 EI C@2, 2D + EI H2 C@2, 1D + 2 L C@3, 1DL Š 0

6 EI C@3, 1D - 6 EI C@3, 2D Š 0

1 1 1
- C@0, 2D + C@0, 3D - L C@1, 2D - L2 C@2, 2D - L3 C@3, 2D Š 0
3 9 27
2 1
C@1, 2D - C@1, 3D + L C@2, 2D + L2 C@3, 2D Š 0
3 3
- 2 EI C@2, 3D + EI H2 C@2, 2D + 2 L C@3, 2DL Š 0

F + 6 EI C@3, 2D - 6 EI C@3, 3D Š 0

1 1 1
C@0, 3D + L C@1, 3D + L2 C@2, 3D + L3 C@3, 3D Š 0
3 9 27
- EI H2 C@2, 3D + 2 L C@3, 3DL Š 0
4 notebook_problema_elastico_2011_esempio_class.nb

eqns = Table@eqn@nD, 8n, 1, 4 NT<D; Csol = Solve@eqns, varsD  Simplify  Flatten

L2 H- 63 coppia + 23 F LL L2 H- 99 coppia + 40 F LL
:C@0, 2D ® , C@0, 1D ® 0, C@0, 3D ® ,
4374 EI 4374 EI
L H9 coppia - 2 F LL 11 L H- 9 coppia + 2 F LL
C@1, 3D ® , C@1, 2D ® , C@1, 1D ® 0,
243 EI 972 EI
- 9 coppia + 8 F L 45 coppia - F L 45 coppia - 28 F L
C@2, 1D ® , C@2, 2D ® , C@2, 3D ® ,
108 EI 162 EI 324 EI

>
- 45 coppia + 28 F L 45 coppia + 26 F L 45 coppia + 26 F L
C@3, 3D ® , C@3, 1D ® - , C@3, 2D ® -
324 EI L 324 EI L 324 EI L

Ÿ Soluzione elastica tratto per tratto

Do@vsol@iD = vT@iD . Csol  Simplify; phisol@iD = phiT@iD . Csol  Simplify;


Msol@iD = MT@iD . Csol  Simplify; Tsol@iD = TT@iD . Csol  Simplify;
Print@"vsolH", i, "L = ", vsol@iDD; Print@"phisolH", i, "L = ", phisol@iDD;
Print@"MsolH", i, "L = ", Msol@iDD; Print@"TsolH", i, "L = ", Tsol@iDD, 8i, 1, NT<D

zT@1D2 H9 coppia H3 L + 5 zT@1DL + 2 F L H- 12 L + 13 zT@1DLL


vsolH1L = -
324 EI L
zT@1D H9 coppia H2 L + 5 zT@1DL + 2 F L H- 8 L + 13 zT@1DLL
phisolH1L =
108 EI L
9 coppia HL + 5 zT@1DL + 2 F L H- 4 L + 13 zT@1DL
MsolH1L =
54 L
13 F 5 coppia
TsolH1L = +
27 6L

2 F L H23 L - 39 zT@2DL HL + 3 zT@2DL2 - 9 coppia I14 L3 + 99 L2 zT@2D - 270 L zT@2D2 + 135 zT@2D3 M
vsolH2L =
8748 EI L

9 coppia I11 L2 - 60 L zT@2D + 45 zT@2D2 M + 2 F L I- 11 L2 + 6 L zT@2D + 117 zT@2D2 M


phisolH2L =
972 EI L

2 F HL + 39 zT@2DL + coppia - 90 +
1 135 zT@2D
MsolH2L =
162 L
13 F 5 coppia
TsolH2L = +
27 6L

HL - 3 zT@3DL I4 F L I20 L2 + 42 L zT@3D - 63 zT@3D2 M - 9 coppia I22 L2 + 30 L zT@3D - 45 zT@3D2 MM


vsolH3L =
8748 EI L

4 F L I2 L2 + 42 L zT@3D - 63 zT@3D M - 9 coppia I4 L2 + 30 L zT@3D - 45 zT@3D2 M


2

phisolH3L =
972 EI L
H- 45 coppia + 28 F LL HL - 3 zT@3DL
MsolH3L =
162 L
14 F 5 coppia
TsolH3L = - +
27 6L
notebook_problema_elastico_2011_esempio_class.nb 5

Ÿ Spostamenti e sollecitazioni notevoli

Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"vsolH", i, "LHsinL = ", vsinD;
Print@"vsolH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D
vsolH1LHsinL = 0

L2 H- 63 coppia + 23 F LL
vsolH1LHdesL =
4374 EI
L2 H- 63 coppia + 23 F LL
vsolH2LHsinL =
4374 EI
L2 H- 99 coppia + 40 F LL
vsolH2LHdesL =
4374 EI
L2 H- 99 coppia + 40 F LL
vsolH3LHsinL =
4374 EI
vsolH3LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify;
Print@"phisolH", i, "LHsinL = ", phisinD;
Print@"phisolH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D
phisolH1LHsinL = 0

11 L H9 coppia - 2 F LL
phisolH1LHdesL =
972 EI
11 L H9 coppia - 2 F LL
phisolH2LHsinL =
972 EI
L H- 9 coppia + 2 F LL
phisolH2LHdesL =
243 EI
L H- 9 coppia + 2 F LL
phisolH3LHsinL =
243 EI
L H- 9 coppia + 4 F LL
phisolH3LHdesL =
108 EI

Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"MsolH", i, "LHsinL = ", MsinD;
Print@"MsolH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D
6 notebook_problema_elastico_2011_esempio_class.nb

H9 coppia - 8 F LL
1
MsolH1LHsinL =
54

H36 coppia + F LL
1
MsolH1LHdesL =
81

H- 45 coppia + F LL
1
MsolH2LHsinL =
81
5 coppia 14 F L
MsolH2LHdesL = - +
18 81
5 coppia 14 F L
MsolH3LHsinL = - +
18 81
MsolH3LHdesL = 0

Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"TsolH", i, "LHsinL = ", TsinD;
Print@"TsolH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D

13 F 5 coppia
TsolH1LHsinL = +
27 6L
13 F 5 coppia
TsolH1LHdesL = +
27 6L
13 F 5 coppia
TsolH2LHsinL = +
27 6L
13 F 5 coppia
TsolH2LHdesL = +
27 6L
14 F 5 coppia
TsolH3LHsinL = - +
27 6L
14 F 5 coppia
TsolH3LHdesL = - +
27 6L

Ÿ Dati numerici

ndata1 = 8EYoung ® H2.1 * 10^ 11L, L ® 5, alpha ® H1 * 10^ - 6L, Dt ® 25, h ® 0.1,
b ® 0.05, q ® H10 * 1000L, F ® H20 000L , kscale ® H10^ 9L, coppia ® 25 000<;
ndata2 =
8EI ® H HEYoung * b * h ^ 3  12L . ndata1L<;
ndata3 = 8
k ® HHH kscale EI  HL ^ 3LL . ndata2L . ndata1L<;
ndata = Join@ndata1, ndata2, ndata3D

:EYoung ® 2.1 ´ 1011 , L ® 5, alpha ®


1
, Dt ® 25, h ® 0.1, b ® 0.05, q ® 10 000,
1 000 000
F ® 20 000, kscale ® 1 000 000 000, coppia ® 25 000, EI ® 875 000., k ® 7. ´ 1012 >

zfin@0D = 0;
Do@zin@iD = zfin@i - 1D; zfin@iD = zin@iD + HLT@iD . ndataL, 8i, 1, NT<D;
notebook_problema_elastico_2011_esempio_class.nb 7

Do@vdata@iD = vsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;


phidata@iD = phisol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Mdata@iD = Msol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Tdata@iD = Tsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Print@"vdataH", i, "L = ", vdata@iD@zDD; Print@"phidataH", i, "L = ", phidata@iDD;
Print@"MdataH", i, "L = ", Mdata@iDD; Print@"TdataH", i, "L = ", Tdata@iDD, 8i, 1, NT<D

vdataH1L = I- 0.0000176367 z2 H- 345. + 149. zLM@zD

phidataH1L = 0.0000529101 z H- 230. + 149. zL

H- 115 + 149 zL
2500
MdataH1L =
27
372 500
TdataH1L =
27
vdataH2L = I- 0.00262787 H- 4.43157 + zL I3.40752 - 3.3201 z + z2 MM@zD

phidataH2L = 0.0078836 H- 3.38153 + zL H- 1.78625 + zL

H- 385 + 149 zL
2500
MdataH2L =
27
372 500
TdataH2L =
27
vdataH3L = H0.00118166 H- 7.79925 + zL H- 5. + zL H- 2.20075 + zLL@zD

phidataH3L = - 0.00354497 H- 6.61615 + zL H- 3.38385 + zL

H- 5 + zL
167 500
MdataH3L = -
27
167 500
TdataH3L = -
27

Ÿ Valori numerici di spostamenti e sollecitazioni notevoli

vminglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


vmaxglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@vsin > vmaxglob, vmaxglob = vsinD; If@vdes > vmaxglob, vmaxglob = vdesD;
If@vsin < vminglob, vminglob = vsinD; If@vdes < vminglob, vminglob = vdesD;
Print@"vdataH", i, "LHsinL = ", vsinD; Print@"vdataH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D
vdataH1LHsinL = 0

vdataH1LHdesL = 0.00473578

vdataH2LHsinL = 0.00473578

vdataH2LHdesL = 0.00996146

vdataH3LHsinL = 0.00996146

vdataH3LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
Print@"phidataH", i, "LHsinL = ", phisinD;
Print@"phidataH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D
8 notebook_problema_elastico_2011_esempio_class.nb

phidataH1LHsinL = 0

phidataH1LHdesL = 0.0016167

phidataH2LHsinL = 0.0016167

phidataH2LHdesL = - 0.000587889

phidataH3LHsinL = - 0.000587889

phidataH3LHdesL = 0.00925926

Mminglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Mmaxglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Msin > Mmaxglob, Mmaxglob = MsinD; If@Mdes > Mmaxglob, Mmaxglob = MdesD;
If@Msin < Mminglob, Mminglob = MsinD; If@Mdes < Mminglob, Mminglob = MdesD;
Print@"MdataH", i, "LHsinL = ", MsinD; Print@"MdataH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D

287 500
MdataH1LHsinL = -
27
1 000 000
MdataH1LHdesL =
81
1 025 000
MdataH2LHsinL = -
81
837 500
MdataH2LHdesL =
81
837 500
MdataH3LHsinL =
81
MdataH3LHdesL = 0

Tminglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Tmaxglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Tsin > Tmaxglob, Tmaxglob = TsinD; If@Tdes > Tmaxglob, Tmaxglob = TdesD;
If@Tsin < Tminglob, Tminglob = TsinD; If@Tdes < Tminglob, Tminglob = TdesD;
Print@"TdataH", i, "LHsinL = ", TsinD; Print@"TdataH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D

372 500
TdataH1LHsinL =
27
372 500
TdataH1LHdesL =
27
372 500
TdataH2LHsinL =
27
372 500
TdataH2LHdesL =
27
167 500
TdataH3LHsinL = -
27
167 500
TdataH3LHdesL = -
27
notebook_problema_elastico_2011_esempio_class.nb 9

Ÿ Diagrammi globali

zglobfin@0D = 0;
Do@zglobin@iD = zglobfin@i - 1D; zglobfin@iD = zfin@iD;
zgi = zglobin@iD; zgf = zglobfin@iD;
Tloc@i_D := Tdata@iD . 8z ® zglob<;
Tglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Tloc@iD, 0D;
Mloc@i_D := Mdata@iD . 8z ® zglob<;
Mglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Mloc@iD, 0D;
vloc@i_D := vdata@iD . 8z ® zglob<;
vglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, vloc@iD, 0D,
8i, 1, NT<D
zglobmin = zglobin@1D;
zglobmax = zglobfin@NTD  N;

plotfact = 1.10;
Do@Tplot@iD = Plot@Tglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8Tminglob * plotfact, Tmaxglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
GlobTplot = Show@Table@Tplot@iD, 8i, 1. NT<DD
15 000

10 000

5000

1 2 3 4 5

-5000

plotfact = 1.6;
Do@Mplot@iD = Plot@- Mglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8- Mmaxglob * plotfact, - Mminglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
GlobMplot = Show@Table@Mplot@iD, 8i, 1. NT<DD
20 000

10 000

1 2 3 4 5

-10 000
10 notebook_problema_elastico_2011_esempio_class.nb

plotfact = 1.3;
Do@vplot@iD = Plot@- vglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8- vmaxglob * plotfact, - vminglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
Globvplot = Show@Table@vplot@iD, 8i, 1. NT<DD

1 2 3 4 5

-0.002

-0.004

-0.006

-0.008

-0.010

-0.012
N. 9

Analisi del problema elastico di una trave formata da piu' tratti

Ÿ Setup

Ÿ Definizione del numero di tratti NT, delle luci LT[i], delle rigidezze flessionali EIT[i], delle distorsioni termiche a farfa

NT = 3;

LT@1D = L  3;
EIT@1D = EI;
thetaT@1D = 0 H*2alpha Dt  h*L;
vpT@1D = 0 ;

LT@2D = L  3;
EIT@2D = EI;
thetaT@2D = 0;
vpT@2D = 0 ;

LT@3D = L  3;
EIT@3D = EI;
thetaT@3D = 0;
vpT@3D = 0 H* q zT@2D^4  H24 EIT@2DL *L;

Ÿ Definizione degli integrali generali vT[i] delle equazioni della linea elastica dei singoli tratti (i=1,..,NT)

Do@voT@iD = C@0, iD + C@1, iD zT@iD + C@2, iD zT@iD ^ 2 + C@3, iD zT@iD ^ 3;


vT@iD = voT@iD + vpT@iD; Print@"vTH", i, "L = ", vT@iDD, 8i, 1, NT<D

vTH1L = C@0, 1D + C@1, 1D zT@1D + C@2, 1D zT@1D2 + C@3, 1D zT@1D3

vTH2L = C@0, 2D + C@1, 2D zT@2D + C@2, 2D zT@2D2 + C@3, 2D zT@2D3

vTH3L = C@0, 3D + C@1, 3D zT@3D + C@2, 3D zT@3D2 + C@3, 3D zT@3D3

Ÿ Definizione delle funzioni rotazione phiT[i], momento MT[i] e taglio TT[i] dei singoli tratti (i=1,..,NT)

Do@phiT@iD = - D@vT@iD, zT@iDD; MT@iD = - EIT@iD HD@vT@iD, zT@iD, zT@iDD + thetaT@iDL;


TT@iD = - EIT@iD D@vT@iD, zT@iD, zT@iD, zT@iDD; Print@"phiTH", i, "L = ", phiT@iDD;
Print@"MTH", i, "L = ", MT@iDD; Print@"TTH", i, "L = ", TT@iDD, 8i, 1, NT<D
2 notebook_problema_elastico_2011_esempio_class_2.nb

phiTH1L = - C@1, 1D - 2 C@2, 1D zT@1D - 3 C@3, 1D zT@1D2


MTH1L = - EI H2 C@2, 1D + 6 C@3, 1D zT@1DL

TTH1L = - 6 EI C@3, 1D

phiTH2L = - C@1, 2D - 2 C@2, 2D zT@2D - 3 C@3, 2D zT@2D2


MTH2L = - EI H2 C@2, 2D + 6 C@3, 2D zT@2DL

TTH2L = - 6 EI C@3, 2D

phiTH3L = - C@1, 3D - 2 C@2, 3D zT@3D - 3 C@3, 3D zT@3D2


MTH3L = - EI H2 C@2, 3D + 6 C@3, 3D zT@3DL

TTH3L = - 6 EI C@3, 3D

Ÿ Definizione delle condizioni al contorno in numero pari a 4 x NT

vars = Table@C@j, iD, 8j, 0, 3<, 8i, 1, NT<D  Flatten;


notebook_problema_elastico_2011_esempio_class_2.nb 3

eqn@1D = HvT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@2D = HphiT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@3D = HvT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HvT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@4D = HphiT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HphiT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@5D = HMT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HMT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L + coppia Š 0

eqn@6D = HTT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HTT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@7D = HvT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HvT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@8D = HphiT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HphiT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@9D = HMT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HMT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@10D = HTT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HTT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@11D = HvT@3D . 8zT@3D ® LT@3D<L Š 0

eqn@12D = HMT@3D . 8zT@3D ® LT@3D<L Š 0

C@0, 1D Š 0

- C@1, 1D Š 0

1 1 1
- C@0, 1D + C@0, 2D - L C@1, 1D - L2 C@2, 1D - L3 C@3, 1D Š 0
3 9 27
2 1
C@1, 1D - C@1, 2D + L C@2, 1D + L2 C@3, 1D Š 0
3 3
coppia - 2 EI C@2, 2D + EI H2 C@2, 1D + 2 L C@3, 1DL Š 0

6 EI C@3, 1D - 6 EI C@3, 2D Š 0

1 1 1
- C@0, 2D + C@0, 3D - L C@1, 2D - L2 C@2, 2D - L3 C@3, 2D Š 0
3 9 27
2 1
C@1, 2D - C@1, 3D + L C@2, 2D + L2 C@3, 2D Š 0
3 3
- 2 EI C@2, 3D + EI H2 C@2, 2D + 2 L C@3, 2DL Š 0

F + 6 EI C@3, 2D - 6 EI C@3, 3D Š 0

1 1 1
C@0, 3D + L C@1, 3D + L2 C@2, 3D + L3 C@3, 3D Š 0
3 9 27
- EI H2 C@2, 3D + 2 L C@3, 3DL Š 0
4 notebook_problema_elastico_2011_esempio_class_2.nb

eqns = Table@eqn@nD, 8n, 1, 4 NT<D; Csol = Solve@eqns, varsD  Simplify  Flatten

L2 H- 63 coppia + 23 F LL L2 H- 99 coppia + 40 F LL
:C@0, 2D ® , C@0, 1D ® 0, C@0, 3D ® ,
4374 EI 4374 EI
L H9 coppia - 2 F LL 11 L H- 9 coppia + 2 F LL
C@1, 3D ® , C@1, 2D ® , C@1, 1D ® 0,
243 EI 972 EI
- 9 coppia + 8 F L 45 coppia - F L 45 coppia - 28 F L
C@2, 1D ® , C@2, 2D ® , C@2, 3D ® ,
108 EI 162 EI 324 EI

>
- 45 coppia + 28 F L 45 coppia + 26 F L 45 coppia + 26 F L
C@3, 3D ® , C@3, 1D ® - , C@3, 2D ® -
324 EI L 324 EI L 324 EI L

Ÿ Soluzione elastica tratto per tratto

Do@vsol@iD = vT@iD . Csol  Simplify; phisol@iD = phiT@iD . Csol  Simplify;


Msol@iD = MT@iD . Csol  Simplify; Tsol@iD = TT@iD . Csol  Simplify;
Print@"vsolH", i, "L = ", vsol@iDD; Print@"phisolH", i, "L = ", phisol@iDD;
Print@"MsolH", i, "L = ", Msol@iDD; Print@"TsolH", i, "L = ", Tsol@iDD, 8i, 1, NT<D

zT@1D2 H9 coppia H3 L + 5 zT@1DL + 2 F L H- 12 L + 13 zT@1DLL


vsolH1L = -
324 EI L
zT@1D H9 coppia H2 L + 5 zT@1DL + 2 F L H- 8 L + 13 zT@1DLL
phisolH1L =
108 EI L
9 coppia HL + 5 zT@1DL + 2 F L H- 4 L + 13 zT@1DL
MsolH1L =
54 L
13 F 5 coppia
TsolH1L = +
27 6L

2 F L H23 L - 39 zT@2DL HL + 3 zT@2DL2 - 9 coppia I14 L3 + 99 L2 zT@2D - 270 L zT@2D2 + 135 zT@2D3 M
vsolH2L =
8748 EI L

9 coppia I11 L2 - 60 L zT@2D + 45 zT@2D2 M + 2 F L I- 11 L2 + 6 L zT@2D + 117 zT@2D2 M


phisolH2L =
972 EI L

2 F HL + 39 zT@2DL + coppia - 90 +
1 135 zT@2D
MsolH2L =
162 L
13 F 5 coppia
TsolH2L = +
27 6L

HL - 3 zT@3DL I4 F L I20 L2 + 42 L zT@3D - 63 zT@3D2 M - 9 coppia I22 L2 + 30 L zT@3D - 45 zT@3D2 MM


vsolH3L =
8748 EI L

4 F L I2 L2 + 42 L zT@3D - 63 zT@3D M - 9 coppia I4 L2 + 30 L zT@3D - 45 zT@3D2 M


2

phisolH3L =
972 EI L
H- 45 coppia + 28 F LL HL - 3 zT@3DL
MsolH3L =
162 L
14 F 5 coppia
TsolH3L = - +
27 6L
notebook_problema_elastico_2011_esempio_class_2.nb 5

Ÿ Spostamenti e sollecitazioni notevoli

Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"vsolH", i, "LHsinL = ", vsinD;
Print@"vsolH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D
vsolH1LHsinL = 0

L2 H- 63 coppia + 23 F LL
vsolH1LHdesL =
4374 EI
L2 H- 63 coppia + 23 F LL
vsolH2LHsinL =
4374 EI
L2 H- 99 coppia + 40 F LL
vsolH2LHdesL =
4374 EI
L2 H- 99 coppia + 40 F LL
vsolH3LHsinL =
4374 EI
vsolH3LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify;
Print@"phisolH", i, "LHsinL = ", phisinD;
Print@"phisolH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D
phisolH1LHsinL = 0

11 L H9 coppia - 2 F LL
phisolH1LHdesL =
972 EI
11 L H9 coppia - 2 F LL
phisolH2LHsinL =
972 EI
L H- 9 coppia + 2 F LL
phisolH2LHdesL =
243 EI
L H- 9 coppia + 2 F LL
phisolH3LHsinL =
243 EI
L H- 9 coppia + 4 F LL
phisolH3LHdesL =
108 EI

Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"MsolH", i, "LHsinL = ", MsinD;
Print@"MsolH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D
6 notebook_problema_elastico_2011_esempio_class_2.nb

H9 coppia - 8 F LL
1
MsolH1LHsinL =
54

H36 coppia + F LL
1
MsolH1LHdesL =
81

H- 45 coppia + F LL
1
MsolH2LHsinL =
81
5 coppia 14 F L
MsolH2LHdesL = - +
18 81
5 coppia 14 F L
MsolH3LHsinL = - +
18 81
MsolH3LHdesL = 0

Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"TsolH", i, "LHsinL = ", TsinD;
Print@"TsolH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D

13 F 5 coppia
TsolH1LHsinL = +
27 6L
13 F 5 coppia
TsolH1LHdesL = +
27 6L
13 F 5 coppia
TsolH2LHsinL = +
27 6L
13 F 5 coppia
TsolH2LHdesL = +
27 6L
14 F 5 coppia
TsolH3LHsinL = - +
27 6L
14 F 5 coppia
TsolH3LHdesL = - +
27 6L

Ÿ Dati numerici

ndata1 = 8EYoung ® H2.1 * 10^ 11L, L ® 5, alpha ® H1 * 10^ - 6L, Dt ® 25,


h ® 0.1, b ® 0.05, q ® H10 * 1000L, F ® 0 , kscale ® H10^ 9L, coppia ® 25 000<;
ndata2 =
8EI ® H HEYoung * b * h ^ 3  12L . ndata1L<;
ndata3 = 8
k ® HHH kscale EI  HL ^ 3LL . ndata2L . ndata1L<;
ndata = Join@ndata1, ndata2, ndata3D

:EYoung ® 2.1 ´ 1011 , L ® 5, alpha ®


1
, Dt ® 25, h ® 0.1, b ® 0.05,
1 000 000
q ® 10 000, F ® 0, kscale ® 1 000 000 000, coppia ® 25 000, EI ® 875 000., k ® 7. ´ 1012 >

zfin@0D = 0;
Do@zin@iD = zfin@i - 1D; zfin@iD = zin@iD + HLT@iD . ndataL, 8i, 1, NT<D;
notebook_problema_elastico_2011_esempio_class_2.nb 7

Do@vdata@iD = vsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;


phidata@iD = phisol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Mdata@iD = Msol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Tdata@iD = Tsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Print@"vdataH", i, "L = ", vdata@iD@zDD; Print@"phidataH", i, "L = ", phidata@iDD;
Print@"MdataH", i, "L = ", Mdata@iDD; Print@"TdataH", i, "L = ", Tdata@iDD, 8i, 1, NT<D

vdataH1L = I- 0.000793651 z2 H3. + zLM@zD

phidataH1L = 0.00238095 z H2. + zL

12 500 H1 + zL
MdataH1L =
3
12 500
TdataH1L =
3
vdataH2L = H- 0.000793651 H- 8.87298 + zL H- 5. + zL H- 1.12702 + zLL@zD

phidataH2L = 0.00238095 H- 7.23607 + zL H- 2.76393 + zL

H- 5 + zL
12 500
MdataH2L =
3
12 500
TdataH2L =
3
vdataH3L = I- 0.000793651 H- 5. + zL I10. - 10. z + z2 MM@zD

phidataH3L = 0.00238095 H- 7.23607 + zL H- 2.76393 + zL

H- 5 + zL
12 500
MdataH3L =
3
12 500
TdataH3L =
3

Ÿ Valori numerici di spostamenti e sollecitazioni notevoli

vminglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


vmaxglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@vsin > vmaxglob, vmaxglob = vsinD; If@vdes > vmaxglob, vmaxglob = vdesD;
If@vsin < vminglob, vminglob = vsinD; If@vdes < vminglob, vminglob = vdesD;
Print@"vdataH", i, "LHsinL = ", vsinD; Print@"vdataH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D
vdataH1LHsinL = 0

vdataH1LHdesL = - 0.0102881

vdataH2LHsinL = - 0.0102881

vdataH2LHdesL = - 0.016167

vdataH3LHsinL = - 0.016167

vdataH3LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
Print@"phidataH", i, "LHsinL = ", phisinD;
Print@"phidataH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D
8 notebook_problema_elastico_2011_esempio_class_2.nb

phidataH1LHsinL = 0

phidataH1LHdesL = 0.0145503

phidataH2LHsinL = 0.0145503

phidataH2LHdesL = - 0.00529101

phidataH3LHsinL = - 0.00529101

phidataH3LHdesL = - 0.0119048

Mminglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Mmaxglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Msin > Mmaxglob, Mmaxglob = MsinD; If@Mdes > Mmaxglob, Mmaxglob = MdesD;
If@Msin < Mminglob, Mminglob = MsinD; If@Mdes < Mminglob, Mminglob = MdesD;
Print@"MdataH", i, "LHsinL = ", MsinD; Print@"MdataH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D

12 500
MdataH1LHsinL =
3
100 000
MdataH1LHdesL =
9
125 000
MdataH2LHsinL = -
9
62 500
MdataH2LHdesL = -
9
62 500
MdataH3LHsinL = -
9
MdataH3LHdesL = 0

Tminglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Tmaxglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Tsin > Tmaxglob, Tmaxglob = TsinD; If@Tdes > Tmaxglob, Tmaxglob = TdesD;
If@Tsin < Tminglob, Tminglob = TsinD; If@Tdes < Tminglob, Tminglob = TdesD;
Print@"TdataH", i, "LHsinL = ", TsinD; Print@"TdataH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D

12 500
TdataH1LHsinL =
3
12 500
TdataH1LHdesL =
3
12 500
TdataH2LHsinL =
3
12 500
TdataH2LHdesL =
3
12 500
TdataH3LHsinL =
3
12 500
TdataH3LHdesL =
3
notebook_problema_elastico_2011_esempio_class_2.nb 9

Ÿ Diagrammi globali

zglobfin@0D = 0;
Do@zglobin@iD = zglobfin@i - 1D; zglobfin@iD = zfin@iD;
zgi = zglobin@iD; zgf = zglobfin@iD;
Tloc@i_D := Tdata@iD . 8z ® zglob<;
Tglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Tloc@iD, 0D;
Mloc@i_D := Mdata@iD . 8z ® zglob<;
Mglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Mloc@iD, 0D;
vloc@i_D := vdata@iD . 8z ® zglob<;
vglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, vloc@iD, 0D,
8i, 1, NT<D
zglobmin = zglobin@1D;
zglobmax = zglobfin@NTD  N;

plotfact = 1.10;
Do@Tplot@iD = Plot@Tglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8Tminglob * plotfact, Tmaxglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
GlobTplot = Show@Table@Tplot@iD, 8i, 1. NT<DD

8000

6000

4000

2000

0 1 2 3 4 5

plotfact = 1.6;
Do@Mplot@iD = Plot@- Mglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8- Mmaxglob * plotfact, - Mminglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
GlobMplot = Show@Table@Mplot@iD, 8i, 1. NT<DD

20 000

10 000

1 2 3 4 5

-10 000
10 notebook_problema_elastico_2011_esempio_class_2.nb

plotfact = 1.3;
Do@vplot@iD = Plot@- vglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8- vmaxglob * plotfact, - vminglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
Globvplot = Show@Table@vplot@iD, 8i, 1. NT<DD

0.020

0.015

0.010

0.005

0 1 2 3 4 5
N. 10

Analisi del problema elastico di una trave formata da piu' tratti

Ÿ Setup

Ÿ Definizione del numero di tratti NT, delle luci LT[i], delle rigidezze flessionali EIT[i], delle distorsioni termiche a farfa

NT = 3;

LT@1D = L  3;
EIT@1D = EI;
thetaT@1D = 0;
vpT@1D = 0 ;

LT@2D = L  3;
EIT@2D = EI;
thetaT@2D = 0
vpT@2D = 0 ;

LT@3D = L  3;
EIT@3D = EI;
thetaT@3D = 0;
vpT@3D = 0 H* q zT@2D^4  H24 EIT@2DL *L;

Ÿ Definizione degli integrali generali vT[i] delle equazioni della linea elastica dei singoli tratti (i=1,..,NT)

Do@voT@iD = C@0, iD + C@1, iD zT@iD + C@2, iD zT@iD ^ 2 + C@3, iD zT@iD ^ 3;


vT@iD = voT@iD + vpT@iD; Print@"vTH", i, "L = ", vT@iDD, 8i, 1, NT<D

vTH1L = C@0, 1D + C@1, 1D zT@1D + C@2, 1D zT@1D2 + C@3, 1D zT@1D3

vTH2L = C@0, 2D + C@1, 2D zT@2D + C@2, 2D zT@2D2 + C@3, 2D zT@2D3

vTH3L = C@0, 3D + C@1, 3D zT@3D + C@2, 3D zT@3D2 + C@3, 3D zT@3D3

Ÿ Definizione delle funzioni rotazione phiT[i], momento MT[i] e taglio TT[i] dei singoli tratti (i=1,..,NT)

Do@phiT@iD = - D@vT@iD, zT@iDD; MT@iD = - EIT@iD HD@vT@iD, zT@iD, zT@iDD + thetaT@iDL;


TT@iD = - EIT@iD D@vT@iD, zT@iD, zT@iD, zT@iDD; Print@"phiTH", i, "L = ", phiT@iDD;
Print@"MTH", i, "L = ", MT@iDD; Print@"TTH", i, "L = ", TT@iDD, 8i, 1, NT<D
2 notebook_problema_elastico_2011_esempio_class_3.nb

phiTH1L = - C@1, 1D - 2 C@2, 1D zT@1D - 3 C@3, 1D zT@1D2


MTH1L = - EI H2 C@2, 1D + 6 C@3, 1D zT@1DL

TTH1L = - 6 EI C@3, 1D

phiTH2L = - C@1, 2D - 2 C@2, 2D zT@2D - 3 C@3, 2D zT@2D2


MTH2L = - EI H2 C@2, 2D + 6 C@3, 2D zT@2DL

TTH2L = - 6 EI C@3, 2D

phiTH3L = - C@1, 3D - 2 C@2, 3D zT@3D - 3 C@3, 3D zT@3D2


MTH3L = - EI H2 C@2, 3D + 6 C@3, 3D zT@3DL

TTH3L = - 6 EI C@3, 3D

Ÿ Definizione delle condizioni al contorno in numero pari a 4 x NT

vars = Table@C@j, iD, 8j, 0, 3<, 8i, 1, NT<D  Flatten;


notebook_problema_elastico_2011_esempio_class_3.nb 3

eqn@1D = HvT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@2D = HphiT@1D . 8zT@1D ® 0<L Š 0

eqn@3D = HvT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HvT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@4D = HMT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@5D = HMT@2D . 8zT@2D ® 0<L Š coppia

eqn@6D = HTT@2D . 8zT@2D ® 0<L - HTT@1D . 8zT@1D ® LT@1D<L Š 0

eqn@7D = HvT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HvT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@8D = HphiT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HphiT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@9D = HMT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HMT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L Š 0

eqn@10D = HTT@3D . 8zT@3D ® 0<L - HTT@2D . 8zT@2D ® LT@2D<L + F Š 0

eqn@11D = HvT@3D . 8zT@3D ® LT@3D<L Š 0

eqn@12D = HMT@3D . 8zT@3D ® LT@3D<L Š 0

C@0, 1D Š 0

- C@1, 1D Š 0

1 1 1
- C@0, 1D + C@0, 2D - L C@1, 1D - L2 C@2, 1D - L3 C@3, 1D Š 0
3 9 27
- EI H2 C@2, 1D + 2 L C@3, 1DL Š 0

- 2 EI C@2, 2D Š coppia

6 EI C@3, 1D - 6 EI C@3, 2D Š 0

1 1 1
- C@0, 2D + C@0, 3D - L C@1, 2D - L2 C@2, 2D - L3 C@3, 2D Š 0
3 9 27
2 1
C@1, 2D - C@1, 3D + L C@2, 2D + L2 C@3, 2D Š 0
3 3
- 2 EI C@2, 3D + EI H2 C@2, 2D + 2 L C@3, 2DL Š 0

F + 6 EI C@3, 2D - 6 EI C@3, 3D Š 0

1 1 1
C@0, 3D + L C@1, 3D + L2 C@2, 3D + L3 C@3, 3D Š 0
3 9 27
- EI H2 C@2, 3D + 2 L C@3, 3DL Š 0
4 notebook_problema_elastico_2011_esempio_class_3.nb

eqns = Table@eqn@nD, 8n, 1, 4 NT<D; Csol = Solve@eqns, varsD  Simplify  Flatten

L2 H- 3 coppia + F LL L2 H2 coppia + F LL
:C@0, 2D ® , C@0, 1D ® 0, C@0, 3D ® ,
162 EI 108 EI
L H27 coppia + 2 F LL F L2
C@1, 1D ® 0, C@1, 2D ® , C@1, 3D ® - ,
108 EI 108 EI
- 3 coppia + F L 3 coppia - F L 3 coppia + F L
C@2, 1D ® , C@3, 1D ® , C@2, 3D ® - ,
12 EI 12 EI L 12 EI

>
3 coppia + F L 3 coppia - F L coppia
C@3, 3D ® , C@3, 2D ® , C@2, 2D ® -
12 EI L 12 EI L 2 EI

Ÿ Soluzione elastica tratto per tratto

Do@vsol@iD = vT@iD . Csol  Simplify; phisol@iD = phiT@iD . Csol  Simplify;


Msol@iD = MT@iD . Csol  Simplify; Tsol@iD = TT@iD . Csol  Simplify;
Print@"vsolH", i, "L = ", vsol@iDD; Print@"phisolH", i, "L = ", phisol@iDD;
Print@"MsolH", i, "L = ", Msol@iDD; Print@"TsolH", i, "L = ", Tsol@iDD, 8i, 1, NT<D

H- 3 coppia + F LL HL - zT@1DL zT@1D2


vsolH1L =
12 EI L
H- 3 coppia + F LL H2 L - 3 zT@1DL zT@1D
phisolH1L = -
12 EI L
H- 3 coppia + F LL HL - 3 zT@1DL
MsolH1L = -
6L
- 3 coppia + F L
TsolH1L =
2L

F L I2 L3 + 6 L2 zT@2D - 27 zT@2D3 M + coppia I- 6 L3 + 81 L2 zT@2D - 162 L zT@2D2 + 81 zT@2D3 M


vsolH2L =
324 EI L

- 27 coppia IL2 - 4 L zT@2D + 3 zT@2D2 M + F I- 2 L3 + 27 L zT@2D2 M


phisolH2L =
108 EI L
1 3 coppia zT@2D
MsolH2L = coppia + F zT@2D -
2 2L
- 3 coppia + F L
TsolH2L =
2L

HL - 3 zT@3DL Icoppia I2 L2 + 6 L zT@3D - 9 zT@3D2 M + F L IL2 + 2 L zT@3D - 3 zT@3D2 MM


vsolH3L =
108 EI L

27 coppia H2 L - 3 zT@3DL zT@3D + F L IL2 + 18 L zT@3D - 27 zT@3D2 M


phisolH3L =
108 EI L
H3 coppia + F LL HL - 3 zT@3DL
MsolH3L =
6L
3 coppia + F L
TsolH3L = -
2L
notebook_problema_elastico_2011_esempio_class_3.nb 5

Ÿ Spostamenti e sollecitazioni notevoli

Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"vsolH", i, "LHsinL = ", vsinD;
Print@"vsolH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D
vsolH1LHsinL = 0

L2 H- 3 coppia + F LL
vsolH1LHdesL =
162 EI
L2 H- 3 coppia + F LL
vsolH2LHsinL =
162 EI
L2 H2 coppia + F LL
vsolH2LHdesL =
108 EI
L2 H2 coppia + F LL
vsolH3LHsinL =
108 EI
vsolH3LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify;
Print@"phisolH", i, "LHsinL = ", phisinD;
Print@"phisolH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D
phisolH1LHsinL = 0

L H- 3 coppia + F LL
phisolH1LHdesL = -
36 EI
L H27 coppia + 2 F LL
phisolH2LHsinL = -
108 EI
F L2
phisolH2LHdesL =
108 EI
F L2
phisolH3LHsinL =
108 EI
L H9 coppia + 4 F LL
phisolH3LHdesL =
108 EI

Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"MsolH", i, "LHsinL = ", MsinD;
Print@"MsolH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D

H3 coppia - F LL
1
MsolH1LHsinL =
6
MsolH1LHdesL = 0

MsolH2LHsinL = coppia

H3 coppia + F LL
1
MsolH2LHdesL =
6

H3 coppia + F LL
1
MsolH3LHsinL =
6
MsolH3LHdesL = 0
6 notebook_problema_elastico_2011_esempio_class_3.nb

Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L  Simplify;


Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L  Simplify; Print@"TsolH", i, "LHsinL = ", TsinD;
Print@"TsolH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D

- 3 coppia + F L
TsolH1LHsinL =
2L
- 3 coppia + F L
TsolH1LHdesL =
2L
- 3 coppia + F L
TsolH2LHsinL =
2L
- 3 coppia + F L
TsolH2LHdesL =
2L
3 coppia + F L
TsolH3LHsinL = -
2L
3 coppia + F L
TsolH3LHdesL = -
2L

Ÿ Dati numerici

ndata1 = 8EYoung ® H2.1 * 10^ 11L, L ® 5, alpha ® H1 * 10^ - 6L, Dt ® 25, h ® 0.1,
b ® 0.05, q ® H10 * 1000L, F ® 20 000 , kscale ® H10^ 9L, coppia ® 25 000<;
ndata2 =
8EI ® H HEYoung * b * h ^ 3  12L . ndata1L<;
ndata3 = 8
k ® HHH kscale EI  HL ^ 3LL . ndata2L . ndata1L<;
ndata = Join@ndata1, ndata2, ndata3D

:EYoung ® 2.1 ´ 1011 , L ® 5, alpha ®


1
, Dt ® 25, h ® 0.1, b ® 0.05, q ® 10 000,
1 000 000
F ® 20 000, kscale ® 1 000 000 000, coppia ® 25 000, EI ® 875 000., k ® 7. ´ 1012 >

zfin@0D = 0;
Do@zin@iD = zfin@i - 1D; zfin@iD = zin@iD + HLT@iD . ndataL, 8i, 1, NT<D;

Do@vdata@iD = vsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;


phidata@iD = phisol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Mdata@iD = Msol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Tdata@iD = Tsol@iD . ndata . 8zT@iD ® Hz - zin@iDL<  Simplify;
Print@"vdataH", i, "L = ", vdata@iD@zDD; Print@"phidataH", i, "L = ", phidata@iDD;
Print@"MdataH", i, "L = ", Mdata@iDD; Print@"TdataH", i, "L = ", Tdata@iDD, 8i, 1, NT<D
notebook_problema_elastico_2011_esempio_class_3.nb 7

vdataH1L = I- 0.00047619 H- 5. + zL z2 M@zD

phidataH1L = 0.00047619 z H- 10. + 3. zL

H- 5 + 3 zL
2500
MdataH1L =
3
TdataH1L = 2500

vdataH2L = H- 0.00047619 H- 4.70199 + zL H- 1.57407 + zL H31.2761 + zLL@zD

phidataH2L = 0.00142857 H- 3.17351 + zL H19.8402 + zL

H25 + 3 zL
2500
MdataH2L =
3
TdataH2L = 2500

vdataH3L = H0.00333333 H- 8.1497 + zL H- 5. + zL H- 1.8503 + zLL@zD

phidataH3L = - 0.01 H- 6.81848 + zL H- 3.18152 + zL

MdataH3L = - 17 500 H- 5 + zL

TdataH3L = - 17 500

Ÿ Valori numerici di spostamenti e sollecitazioni notevoli

vminglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


vmaxglob = Hvsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@vsin = Hvsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
vdes = Hvsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@vsin > vmaxglob, vmaxglob = vsinD; If@vdes > vmaxglob, vmaxglob = vdesD;
If@vsin < vminglob, vminglob = vsinD; If@vdes < vminglob, vminglob = vdesD;
Print@"vdataH", i, "LHsinL = ", vsinD; Print@"vdataH", i, "LHdesL = ", vdesD, 8i, 1, NT<D
vdataH1LHsinL = 0

vdataH1LHdesL = 0.00440917

vdataH2LHsinL = 0.00440917

vdataH2LHdesL = 0.0396825

vdataH3LHsinL = 0.0396825

vdataH3LHdesL = 0

Do@phisin = Hphisol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;


phides = Hphisol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
Print@"phidataH", i, "LHsinL = ", phisinD;
Print@"phidataH", i, "LHdesL = ", phidesD, 8i, 1, NT<D
phidataH1LHsinL = 0

phidataH1LHdesL = - 0.00396825

phidataH2LHsinL = - 0.0462963

phidataH2LHdesL = 0.00529101

phidataH3LHsinL = 0.00529101

phidataH3LHdesL = 0.0330688
8 notebook_problema_elastico_2011_esempio_class_3.nb

Mminglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Mmaxglob = HMsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@Msin = HMsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
Mdes = HMsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Msin > Mmaxglob, Mmaxglob = MsinD; If@Mdes > Mmaxglob, Mmaxglob = MdesD;
If@Msin < Mminglob, Mminglob = MsinD; If@Mdes < Mminglob, Mminglob = MdesD;
Print@"MdataH", i, "LHsinL = ", MsinD; Print@"MdataH", i, "LHdesL = ", MdesD, 8i, 1, NT<D

12 500
MdataH1LHsinL = -
3
MdataH1LHdesL = 0

MdataH2LHsinL = 25 000

87 500
MdataH2LHdesL =
3
87 500
MdataH3LHsinL =
3
MdataH3LHdesL = 0

Tminglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;


Tmaxglob = HTsol@1D . 8zT@1D ® 0<L . ndata;
Do@Tsin = HTsol@iD . 8zT@iD ® 0<L . ndata  Simplify;
Tdes = HTsol@iD . 8zT@iD ® LT@iD<L . ndata  Simplify;
If@Tsin > Tmaxglob, Tmaxglob = TsinD; If@Tdes > Tmaxglob, Tmaxglob = TdesD;
If@Tsin < Tminglob, Tminglob = TsinD; If@Tdes < Tminglob, Tminglob = TdesD;
Print@"TdataH", i, "LHsinL = ", TsinD; Print@"TdataH", i, "LHdesL = ", TdesD, 8i, 1, NT<D
TdataH1LHsinL = 2500

TdataH1LHdesL = 2500

TdataH2LHsinL = 2500

TdataH2LHdesL = 2500

TdataH3LHsinL = - 17 500

TdataH3LHdesL = - 17 500

Ÿ Diagrammi globali

zglobfin@0D = 0;
Do@zglobin@iD = zglobfin@i - 1D; zglobfin@iD = zfin@iD;
zgi = zglobin@iD; zgf = zglobfin@iD;
Tloc@i_D := Tdata@iD . 8z ® zglob<;
Tglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Tloc@iD, 0D;
Mloc@i_D := Mdata@iD . 8z ® zglob<;
Mglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, Mloc@iD, 0D;
vloc@i_D := vdata@iD . 8z ® zglob<;
vglob@i_D := If@Hzglob > zglobin@iDL && Hzglob < zglobfin@iDL, vloc@iD, 0D,
8i, 1, NT<D
zglobmin = zglobin@1D;
zglobmax = zglobfin@NTD  N;
notebook_problema_elastico_2011_esempio_class_3.nb 9

plotfact = 1.10;
Do@Tplot@iD = Plot@Tglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8Tminglob * plotfact, Tmaxglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
GlobTplot = Show@Table@Tplot@iD, 8i, 1. NT<DD

1 2 3 4 5

-5000

-10 000

-15 000

plotfact = 1.6;
Do@Mplot@iD = Plot@- Mglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8- Mmaxglob * plotfact, - Mminglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
GlobMplot = Show@Table@Mplot@iD, 8i, 1. NT<DD

1 2 3 4 5

-10 000

-20 000

-30 000

-40 000

plotfact = 1.3;
Do@vplot@iD = Plot@- vglob@iD, 8zglob, zglobmin, zglobmax<,
PlotRange ® 8- vmaxglob * plotfact, - vminglob * plotfact<D, 8i, 1, NT<D
Globvplot = Show@Table@vplot@iD, 8i, 1. NT<DD

1 2 3 4 5

-0.01

-0.02

-0.03

-0.04

-0.05
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO FACOLTÀ
DI INGEGNERIA
Corso di Scienza delle Costruzioni 1
Laurea in ingegneria civile per l’ambiente ed il territorio
Prof. Fernando Fraternali

Parte I: raccolta di tracce di esercizi proposti e


di esercizi svolti su problemi statico
e cinematico di strutture piane
A cura degli allievi

Amatucci Federico
Capuano Gerardo
Limongiello Marco
Rispoli Francesco
Spagnulo Giovanni
Esercizio 1
Esercizio 2

Determinare (analiticamente e/o graficamente) le reazioni vincolari e diagrammi


della sollecitazione relativi alla struttura di seguito riportata:

Inoltre, si determini con il metodo delle catene cinematiche la reazione


orizzontale della cerniera in A.

Esercizio 3

Con riferimento alla struttura piana :


a) classificare la struttura;
b) calcolare le reazioni vincolari;
c) determinare analiticamente e/o graficamente i diagrammi delle caratteristiche della
sollecitazione interna (T, M, N).

1 1
Esercizio 4

Determinare (analiticamente e/o graficamente) le reazioni vincolari ed i diagrammi


delle caratteristiche di sollecitazione, relativi alla struttura riportata di seguito:

Dati
q = 3 kN/m
F = M / Lcos 30° kN
M = 10 kNm
L=4m

Esercizio 5
Determinare (analiticamente e/o graficamente) le reazioni vincolari ed i diagrammi
delle caratteristiche di sollecitazione relativi alla struttura riportata di seguito:

Dati
q = 3 kN/m
F = M / Lcos 30° kN
M = 10 kNm
L=4m
Esercizio 6

Determinare (analiticamente e/o graficamente) le reazioni vincolari diagrammi della


sollecitazione relativi alla struttura di seguito riportata:

l/2 l/2 l

Esercizio 7

Con riferimento alla struttura piana di Fig. 1.2, si richiede di:


a) classificare la struttura;
b) calcolare le reazioni vincolari;
c) determinare i diagrammi delle caratteristiche della sollecitazione interna (N, T, M).

h=6m
l=4m
q = 10 kN/m
Esercizio 8

Determinare (analiticamente e/o graficamente) le reazioni vincolari ed i


diagrammi della sollecitazione relativi alla struttura di seguito riportata:

Inoltre, si determini con il metodo delle catene cinematiche la reazioni


verticale della cerniera in A.

Esercizio 9

Determinare (analiticamente e/o graficamente) le reazioni vincolari ed i diagrammi


della sollecitazione relativi alla struttura di seguito riportata:
Esercizio 10

Con riferimento alla struttura piana di Fig. 2.3:


a) classificare la struttura;
b) calcolare le reazioni vincolari;
c) determinare analiticamente e/o graficamente i diagrammi delle caratteristiche della
sollecitazione interna (T, M, N).

1 1

Fig. 2.3

Esercizio 11

Con riferimento alla struttura piana di Fig. 3.3:


a) classificare la struttura;
b) calcolare le reazioni vincolari;
c) determinare analiticamente e/o graficamente i diagrammi delle caratteristiche della
sollecitazione interna (T, M, N).

1 1

Fig. 3.3
Esercizio 12

Con riferimento alla struttura piana di Fig. 5.3:


a) classificare la struttura;
b) calcolare le reazioni vincolari;
c) determinare analiticamente e/o graficamente i diagrammi delle caratteristiche della
sollecitazione interna (T, M, N).

1 1

Fig. 5.3

Esercizio 13

Con riferimento alla struttura piana di Fig. 6.3:


a) classificare la struttura;
b) calcolare le reazioni vincolari;
c) determinare analiticamente e/o graficamente i diagrammi delle caratteristiche della
sollecitazione interna (T, M, N).

1 1

Fig. 6.3
Esercizio 14

Determinare (analiticamente e/o graficamente) le reazioni vincolari ed i


diagrammi della sollecitazione relativi alla struttura di seguito riportata:

L=5m

Esercizio 15

Determinare (analiticamente e/o graficamente) le reazioni vincolari ed i


diagrammi della sollecitazione relativi alla struttura di seguito riportata:

L=5m L
Esercizio 16

Determinare (analiticamente e/o graficamente) le reazioni vincolari ed i


diagrammi della sollecitazione relativi alla struttura di seguito riportata:

Fig. 2.2

Esercizio 17

Con riferimento alla struttura piana di Fig. 2.2, si richiede di:


a) classificare la struttura;
b) calcolare le reazioni vincolari;
c) determinare i diagrammi delle caratteristiche della sollecitazione interna (N, T, M).

h=6m
l=4m
Q = 20 kN/m
Esercizio 18

Con riferimento alla struttura piana di Fig. 3.2, si richiede di:


a) classificare la struttura;
b) calcolare le reazioni vincolari;
c) determinare i diagrammi delle caratteristiche della sollecitazione interna (N, T, M).

h=6m
l=4m
C = 20 kN/m
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO FACOLTÀ
DI INGEGNERIA
Corso di Scienza delle Costruzioni 1
Laurea in ingegneria civile per l’ambiente ed il territorio
Prof. Fernando Fraternali

Parte II A: raccolta di tracce di esercizi proposti e


di esercizi svolti sulle travature
reticolari piane

A cura degli allievi

Amatucci Federico
Capuano Gerardo
Limongiello Marco
Rispoli Francesco
Spagnulo Giovanni
Na=7 Ne=3 Nc=5 ⇒ Na+Ne = 2Nc
ed i vincoli sono ben disposti.
Procediamo innanzitutto al calcolo delle reazioni vincolari esterne:
R1x = F
R1y = R3y = F/2

Per trovare gli sforzi nelle aste si procede considerando l’equilibrio dei nodi. Guardando ai soli
nodi, si può vedere che come il sistema di forze agente su un nodo sia definito dalle aste collegate
da questo e dalle forze esterne applicate al nodo.
Si consideri quindi ogni nodo sul quale agiscono eventuali forze esterne e le azioni fornite dalle aste
che in esso concorrono. Nel caso piano, come questo, affinché sia rispettato l’equilibrio nel
generico nodo k devono essere rispettate le seguenti condizioni:
∑F
x =0 ⇒ ∑α i ki N ki + Fkx = 0

∑F y =0 ⇒ ∑β i ki N ki + Fky = 0
dove si è indicato con k il nodo in esame,con i il generico nodo collegato a k mediante un’asta, con
αki il coseno dell’angolo che la direzione ki (orientata da k verso i) forma con l’asse x, e con β il
coseno dell’angolo che la direzione ki forma con l’asse y. Il sistema di riferimento Oxy è centrato
nel nodo k.
Consideriamo il nodo 1 (k=1) sul quale agiscono le due reazioni vincolari note e gli sforzi trasmessi
al nodo dalle due aste concorrenti. Si ha quindi:
Nodo 1 (k=1)
y N12
N14
N14
R1x N12 R1
k=1 x
R1y

α12=1 β12=0
2 2
α14= β14=
2 2
Le frecce illustrano graficamente la direzione delle forze su un’asta. Il verso corrisponde ad una
forza di trazione nell’asta, che per il principio di azione e reazione è in verso uscente dal nodo. Si
scrivono quindi le equazioni di equilibrio per il nodo in esame (nella figura viene anche indicato il
poligono di equilibrio per il nodo):
2
∑F
F
x = 0 ⇒ α12 N12 + α14 N14 − R1x = 0 ⇒ N12 + N14 − F = 0 ⇒ N12 =
2 2
2 2
∑F
F
y = 0 ⇒ β12 N12 + β14 N14 − R1 y = 0 ⇒ N14 − = 0 ⇒ N14 = F
2 2 2
Si procede quindi con gli altri nodi.
Nodo 4 (k=4)
y N45

N42
N45 N41
k=4 x

N41 N42

5
α45=1 β45=0
2 2
α41= − β41= −
2 2
α42=0 β42= −1

2 2
∑F
F
x = 0 ⇒ α 41 N 41 + α 45 N 45 = 0 ⇒ − F + N 45 = 0 ⇒ N 45 =
2 2 2
2 2
∑F
F
y = 0 ⇒ β 41 N 41 + β 42 N 42 =0 ⇒ − F − N 42 = 0 ⇒ N 42 = −
2 2 2

Nodo 5 (k=5)
y N54

N52
N54 F N53

k=5 x F
N52
N53

α54= −1 β54=0
2 2
α52= − β52= −
2 2
α53=0 β53= −1

2 2
∑F
F
x = 0 ⇒ α 54 N 54 + α 52 N 52 + F = 0 ⇒ − − N 52 + F = 0 ⇒ N 52 = F
2 2 2
2 2
∑F
F
y = 0 ⇒ β 52 N 52 + β 53 N 53 =0 ⇒ − F − N 53 = 0 ⇒ N 53 = −
2 2 2

Nodo 3 (k=3)
y
N35
N32
k=3 x
F3y
Dalla figura si evince chiaramente che N32=0.
Si può quindi procedere a riassumere gli sforzi nelle aste (le frecce indicano gli sforzi nelle aste):
4 5 F
F F
N12 = N 42 = − N 23 = 0
2 2
2 2
1 N14 = F N 52 = F
3 2 2
R1x 2
F F
R1y N 45 = N 53 = −
R3y 2 2

6
E’ interessante confrontare la soluzione della stessa trave reticolare con quella di una trave piena
della stessa luce e soggetta alla stessa condizione di carico.
F

A B

L L
F/2 F/2

F/2 + T
− F/2

M
FL/2

F
Per 0 ≤ z ≤ L ⇒ M z = z
2
Per L ≤ z ≤ 2 L ⇒ M z = z − F (z − L ) = FL − z
F F
2 2
Le azioni assiali nelle aste della travatura reticolare danno luogo, in ogni sezione a distanza z dalla
cerniera esterna, a risultanti che configurano le stesse azioni interne della trave a parete piena.

∑ M ( forze int erne) =


F
A z
A F/2 2

∑ M B ( forze int erne ) =


− 2 F/2 F F
F/2
L − (L − z)
2 2

F/2 B
z

Si può notare che le componenti verticali danno luogo all’azione tagliante, mentre le componenti
orizzontali costituiscono coppie interne.

9
232 Capitolo secondo

2.7.4.211metododelle sezionidi Ritter.

Il metododelle sezioni di Ritter permettedi calcolare


lo sforzo che compete
adunasingolaastadi unatravaturareticolarestaticamente
determinatanell, ambito
del problema statico di questastruttura.
Perla suaapplicazionedeveesserepossibileeffettuare
una sezionedella travatura
assegnata zin due parti, T1e z, (Fig. 2.50),in modo che essatagri,
oltre all,asta
nella quale si vuole determinarelo sforzo, un certo
numero di altre aste, tutte
concorrenti in uno stesso punto (proprio o improprio),
non appartenentea
quell'asta.
Una siffatta sezioneprende il nome di sezione dÍ Ritter
relativa all,asta con-
siderata.
Il metodosi basasull'osservazionecheil sistemacomplessivo
di fbrze agenti
su ciascunadelle due parti, costituito delle forze atfivee
dà quelle reattive, solu-
zione quest'ultima del problema staticodella travaturareticolare,
è equivalentea
zero' Si segnalachele forze reattivecomprendonosiale
reazionidei vincoli esterni,
sia le azioni trasmessesu ciascunadalle due parti delle
astesezionate.
ciò premesso,seil punto di concorrenzaè proprio, lo
sforzo incognito potrà
esserecalcolatoutllizzandoI'equazionedi equilibrio alla
rotazione,intorno a esso,
di una delle due parti, T, o zr, individuate dal sezionamento.
In questaequazione
interverrannoinfatti solole forze attivee reattiveesterne
agentisullaparteprescelta
nonché lo sforzo incognito; i contributi delle artre
aste sezionate, perartro
generalmenteincogniti, sarannoinvece nulli.
Se il punto di concorrenzaè improprio (cioè le altre
astesezionaresono tra
loro parallele),lo sforzo incognito potrà esserecalcolato
mediantel,equazionedi
equilibrio alla traslazionedi una deile parti, T, o T.r,nella
direzioneortogonalea
quella delle altre aste sezionate.Anche in questa
equazioneinfatti i contributi
relativi agli sforzi delle altre astesono nulli.
Si rileva esplicitamenteche l'applicazionedel metodo
delle sezionidi Ritter,
cosìcomequello dei nodi, presupponela determinazione
preventivadelrereazioni
vincolari esterne.
Si voglia calcolare, ad esempio,lo sforzo nell'asta 2-4
deyatravatura di
Fig.2.49. Si consideraa tal fine la sezionedi Ritter
riportatain Fig. 2.50, che
divide la travaturanelle due pzrti T, e Tr.
Le tensioni generalizzatenei sistemi piani 233

EtÈ
ito
It-
I' Nzo
Ira t^+
k._ - - - 7 \ ',

v
Tj
st.il ,/\ ,/\
,Z\

/' .ly'".\ ,/\


//\
me /'-\
/\
//\
,,\
,î 1 ,, \. ./ \ 5
o ---- - - + X ' -- ---------l c
- Nsr t
xt- +rl z
nti
tu-
ea
ni. Fig.2.50

d
s0.
fE Supponendodi isolare la parte T, dalla parte Tt ed applicando ad essagli
Ita sforzi staticamenteammissibili per la strutturaoriginaria, relativi alle astesezio-
]rfi nate,il sistemacomplessivodelle forze agenti su Zr (costituito dai suddettisforzi
e dalla rcazionevincolare esterna-) y->è equivalente a zero.
tra
di L'equazione di equilibrio zlla rofazione intorno al punto 3 della parte T,
3a assumepertantol'aspetto:
uti

cr. * ,, + ir = 0 , (2.e7)
ni

essendonulli i contributi degli sforzi Nt, e Nrr.


di
he Da essasi ottiene:

Nro= -i, (2.e8)


sicchéI'astain questioneè un puntone.
Si voglia ora calcorare ro sforzo nell'asta 2-3
della stessatravatura.
Riferendosiancoraalla sezionedi Ritter mostratain Fi g.2.50,si
scrivel, equazione
di equilibrio alla traslazioneverticale dellaparteTr:

+ F
f*,. 4=0' (2.ee)

nella quale i contributi di Nroe N,, sono evidentemente


nulli.
In definitiva si ricava:

Nr,= -Y, , (2.100)

per cui anchequest'astaè un puntone. I


I
i
Le tensioni generalizzatenei sistemipiani 235

2.7.4.3 Il metodo delle catene cinematiche.


ra.
ne Lavalutazione degli sforzi nelle aste di una travaturareticolare può
essere
ancheperseguitoattraversoil procedimentodelle catenecinematiche:
com,è ben
noto, quest'ultimo è applicabilein generalead una strutturapiana siaper
il calcolo
delle reazioni vincolari che per il calcolo delle caratteristichedella solleci
e) interna.
tazione

Nel caso in esame si tratterà di associare alla travatura staticamente


determinataT un' altratravaturaz-, labile, ottenutadalla precedente
sopprimendo
I'asta nella quale si vuole in particolarecalcolarelo sforzo.
La travaturaZ- saràsoggettaalle stesseforze nodali presentisu Ze
a due possibili
teazionivincolari (tra loro opposte)applicateai nodi tra i quali erainterposta
I'asta
soppressa.Lo sforzo incognito si calcoleràimponendoche il suddetto
sistemadi
D) forze esterneattive agentesul sistemalabile z- sia staticamentecompatibile.
E' utile rilevare che nel costruireun genericocinematismodi z- mediante
il
procedimentodelle catenecinematiche,le parti di z*, formate
da una o più maglie
triangolari collegatenei nodi, potrannoessereconsideratecome un
unico tronco
in armoniacon quantogià osservatonell, Esempio12 del g 2.5.3.
A titolo di esempio,si voglia calcolarelo sforzo nell'asta 2-4 dellatravatura
diFig.2.49.
Latravattra z- da prenderein esameed un suo genericocinematismo
sono
rappresentati
in Fig. 2.5r (il tronco1è formatodallamaglia 1-2-3,il troncolldalla
maglia 3-4-5).
La condizionedi ammissibilità staticasi scrive neila forma:

òZ = F \e + Nrol, + Nro(o =

= F et N^et N*q, = 0 Vq (2 . 1 0 1 )

ed è facile verificare che essa fornisce lo stessovalore di Nro già


ottenuto in
precedenzaattraversola (2.98\.
236 Capitolo secondo

,,
\2 \4

d, =C,=e,,,

Fig.2.51

sempre con riferimento alra travaturadi Fig. 2.20,


sivoglia ora carcolarelo
sforzonell'astal-3.
La solita condizionedi ammissibilitàstaticadel sistema
di forze attive agenti
sulla travaturalabile Z. di Fig. 2.52 siscrive nella
forma:

Cr
JJL = N,, (t
I. n. + N,: (r=

I
= -,F (D - + N," 9 . , = o vg , (2.r02)
'2 J

e porgela soluzione:

1
N,. = =F
4 {2.103)
per cui l'asta in questioneè un tirante.
A conclusionedel paragrafosi ritiene utile far rilevare in forma esplicita che,
a differenza dei due metodi precedentementeesposti,quello delle catenecine-
matichenon presupponeil calcolo preventivo delle reazioni vincolari esterne.

-;-- - -_-- -t
/f wz ,, 1,,
ll

9'--
e ii
'i
2L

e,,
I

v1

Fig.2.52
UNIVERSITA¶DEGLI STUDI DI SALERNO
Corso di laurea in Ing. Civile per l¶ambiente ed il
territorio
Prof. Fraternali Fernando

ESERCITAZIONE SUL CALCOLO, SUL


DIMENSIONAMENTO E SULLA VERIFICA DI
SICUREZZA DI UNA TRAVATURA
RETICOLARE PIANA

STUDENTI:
-Amatucci Federico
-Limongiello Marco
-Spagnuolo Giovanni  
 
Travatura analizzata

 
 
 

Coordinate Cartesiane dei nodi

 
 
ANALISI DELLA TRAVATURA:
‡ Calcolo degli sforzi in tutte le aste con:
‡ Metodo analitico;
‡ Metodo del poligono globale dei nodi;
‡ Metodo del poligono dei nodi singoli;
‡ Metodo analitico dei nodi;
‡ Metodo delle catene cinematiche;
‡ Metodo delle sezioni di Ritter;

‡ Verificare i profili supponendo la sezione tubolare


‡ Calcolare gli spostamenti dei nodi con il metodo
cinematico: Cs=į
‡ Analogia con una trave a mensola a parete piena
Metodo analitico
‡ Il metodo analitico consiste nello scrivere le equazioni di
equilibrio ad ogni nodo secondo le direzioni impostate
nel sistema di riferimento. L¶Hquilibrio della nostra
travatura, formata da sette nodi,verrà impostato tramite
quattordici equazioni in quattordici incognite. Le
incognite del nostro problema sono gli sforzi nelle undici
aste e le reazioni dei vincoli esterni. Dalla regola di
Maxwell infatti scaturisce che: a+se=2n (la somma del
numero di aste e le molteplicità dei vincoli esterni
devono eguagliare due volte i nodi).

‡ NB:La conoscenza delle reazioni vincolari non `e necessaria per la


determinazione degli sforzi nelle aste. Ad ogni componente di reazione
incognita corrisponde sempre una ed una sola equazione di equilibrio
alla traslazione, che puo¶ essere utilizzata o meno, a seconda della
convenienza.
Sforzi di tentativo

 
 
METODO ANALITICO

 
Metodo del poligono globale dei
nodi
‡ Il metodo del poligono globale dei nodi permette di
conoscere graficamente i versi e i moduli degli sforzi
secondo un fattore di scala pre-impostato . Si sviluppa
nelle fasi seguenti:
‡ Individuazione e numerazione progressiva delle maglie
triangolari della travatura;
‡ Calcolo delle reazioni esterne;
‡ Determinazione dei moduli degli sforzi;
‡ Determinazione del segno degli sforzi;
INDIVIDUAZIONE E NUMERAZIONE
PROGRESSIVA DELLE MAGLIE TRIANGOLARI
DELLA TRAVATURA
‡ In questa fase si numerano le maglie triangolari della
travatura ed inoltre per ogni coppia di forze si inserisce
una lettera maiuscola.

 
 

CALCOLO DELLE REAZIONI ESTERNE

‡ La seconda fase è destinata alla determinazione per via


grafica degli sforzi presenti nelle varie aste;la fase
comincia con il tracciamento della linea dei carichi
ottenuta tramite il susseguirsi di segmenti orientati
corrispondenti in una data scala delle forze alle varie
forze esterne attive e reattive. E¶ importante che la
successione delle forze lungo la linea dei carichi abbia lo
stesso verso della fase di etichettazione degli intervalli
tra le forze.
0.5cm=400KN

 
 
DETERMINAZIONE DEL MODULO E VERSO
DEGLI SFORZI

‡ Il modulo si ottiene misurando tramite un righello le


distanze tra gli estremi delle varie aste all¶Lnterno del
poligono globale.
‡ Il verso,invece,preso in esame un qualsiasi nodo della
travatura,si otterrà attraversando le aste in esame
muovendosi nel verso prescelto;si ordinano i due
caratteri che individuano ciascuna asta mettendo al
primo posto la lettera o il numero che precede l¶altro
carattere nel verso prescelto. Se lo sforzo è diretto dalla
lettera al numero della maglia questo è di
compressione,quindi PUNTONE,altrimenti sarà di
trazione,cioè TIRANTE.
Metodo del poligono dei nodi
singoli
‡ Si fonda sull¶osservazione che,se la travatura è in
equilibrio, deve essere in equilibrio in ogni suo nodo. Ciò
si traduce in una condizione analitica che per ciascun
nodo deve essere verificata la prima equazione della
statica,cioè: R=0. /¶equilibrio di ogni nodo si traduce
nella condizione grafica che per ciascun nodo la
poligonale di tutte le forze agenti su di essa sia chiusa.
Tale poligonale è detta POLIGONO ' ¶EQUILIBRIO DEL
NODO ,ed è applicabile per via grafica solo nel caso vi
sia un nodo nel quale concorrono al massimo due aste
incognite.
Metodo grafico dei nodi singoli

   
   
Metodo analitico dei nodi singoli

 
   
 
Metodo delle catene cinematiche
‡ Consiste nel sostituire O¶asta con il suo sforzo incognito e
rendere,quindi,la struttura,precedentemente isostatica,
una volta labile.
Resa la struttura labile siamo in grado di studiarne il
cinematismo e applicando il PLV( principio lavori virtuali)
possiamo calcolare lo sforzo dell¶asta in considerazione.
 
 

 
 

 
 
 

 
 
 

Metodo di Ritter
‡ Si definisce SEZIONE DI RITTER una sezione che
divide la travatura in due parti e che taglia oltre all¶asta
considerata un certo numero di aste concorrenti in un
unico punto P,proprio o improprio,non appartenente alla
retta che individua l¶Dsta considerata;in particolare,se P
è un punto proprio ricaviamo lo sforzo incognito tramite
la rotazione intorno al punto P; se, invece,P è
improprio,lo sforzo è ricavabile tramite l¶equilibrio alla
traslazione nella direzione perpendicolare a quella
individuata dal punto P stesso.
 
 
Dimensionamento e verifica dei profili
supponendo la sezione tubolare
‡ Per dimensionare la sezione ci rifacciamo alla formula di
progetto A=N/ı adm).Ricordiamo che la formula è
valida soltanto per i tiranti,in quanto per i
puntoni,parallelamente alla formula di
dimensionamento,avanza anche una formula di verifica,il
cosiddetto METODO OMEGA .Questo metodo consiste
in un parametro di correzione,appunto omega,utilizzato
per la formula precedentemente citata. Omega ingloba
nel suo valore la verifica a stabilità dell¶asta considerata
e quindi con questo metodo,dimensionamento e verifica

sono rappresentati dalla seguente formula Æ
A=Ȧ N/ı (adm)
 
 
 

 
 
Calcolo degli spostamenti dei nodi
con il metodo cinematico
‡ E¶ possibile ottenere la matrice cinematica affrontando in
primis il problema statico: Sr+f=0
r= vettore delle reazioni vincolari
f= vettore rappresentante le forze esterne attive sui nodi
S= matrice statitca
Andando ad applicare il PLV a un sistema di punti
materiali liberi otteniamo che C=S ;quindi,dal metodo
 

analitico,risulta agevole scrivere la matrice statica per


poi ottenere quella cinematica.
‡ Per il calcolo degli spostamenti dei nodi dobbiamo
imporre che Cs=į dove s rappresenta il vettore
spostamento dei nodi e į ,vettore degli spostamenti e
dei cedimenti vincolari,è calcolabile per ogni asta dalla
relazione į ij=Nij lij/EA dove į ij >0 se O¶asta
considerata è un puntone(questo perché il puntone
compie lavoro positivo).
Avendo impostato il diametro di ogni tubolare 55.1 cm^2
ed avendo impostato E=2.1×10^5 N/mm^2 (Modulo di
Young per l¶acciaio) possiamo ricavare i į ij e quindi
imporre il sistema matriciale di seguito indicato.
Calcolo della matrice cinematica
tramite quella statica

 
 
 

Calcolo del vettore delta

 
Calcolo analitico degli spostamenti
(con mathematica)

 
Spostamento dei nodi tramite i
carichi applicati

 
 
 

Diagramma degli sforzi

 
Analogia con una trave a mensola
piena
‡ Volendo considerare la stessa travatura come una trave
a mensola piena le differenze sostanziali sono :
1) La trave piena è utilizzata per luci più piccole in
quanto il peso aggravante risulta maggiore;
2) L¶incastro a differenza della travatura reagisce sia a
momento che a taglio,comportando ulteriori problemi;un
esempio può essere quello dell¶Dzione sismica dove la
sollecitazione risulterà maggiore rispetto la travatura,sia
perché il peso della struttura è maggiore sia perché la
sollecitazione massima si avrà nell¶incastro stesso.
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO FACOLTÀ
DI INGEGNERIA
Corso di Scienza delle Costruzioni 1
Laurea in ingegneria civile per l’ambiente ed il territorio
Prof. Fernando Fraternali

Parte II B: raccolta di tracce di esercizi proposti


e di esercizi svolti sulle travature
reticolari piane

A cura degli allievi

Amatucci Federico
Capuano Gerardo
Limongiello Marco
Rispoli Francesco
Spagnulo Giovanni
sercizio    
Si studi la trave reticolare riportata in Figura 1.2, rispondendo ai quesiti di seguito indicati:

F/2 F F F F/2
6 7 8 9 10

F=60 kN F=60 kN
2.00 m

1 2 3 4 5

2.00 m 2.00 m 2.00 m 2.00 m

Fig. 1.2

a) calcolare lo sforzo nell¶asta 1-6 con almeno due metodi a scelta;


b) dimensionarne il profilo utilizzando una sezione circolare cava (acciaio Fe360 ± Vadm= 160 N/mm2), da scegliere nella
tabella allegata (si utilizzi, ove necessario, la tabella dei coefficienti ³ omega´ fornita anch¶essa in allegato).
sercizio    
Si studi la trave reticolare riportata in Figura 1.2, rispondendo ai quesiti di seguito indicati:

F/2 F F F F/2
6 7 8 9 10

F=60 kN F=60 kN
2.00 m

1 2 3 4 5

2.00 m 2.00 m 2.00 m 2.00 m

Fig. 2.2

a) calcolare lo sforzo nell¶asta 6-7 con almeno due metodi a scelta;


b) dimensionarne il profilo utilizzando una sezione circolare cava (acciaio Fe360 ± Vadm= 160 N/mm2), da scegliere nella
tabella allegata (si utilizzi, ove necessario, la tabella dei coefficienti ³ omega´ fornita anch¶essa in allegato).
sercizio    
Si studi la trave reticolare riportata in Figura 1.2, rispondendo ai quesiti di seguito indicati:

F/2 F F F F/2
6 7 8 9 10

F=60 kN F=60 kN
2.00 m

1 2 3 4 5

2.00 m 2.00 m 2.00 m 2.00 m

Fig. 3.2

a) calcolare lo sforzo nell¶asta 7-8 con almeno due metodi a scelta;


b) dimensionarne il profilo utilizzando una sezione circolare cava (acciaio Fe360 ± Vadm= 160 N/mm2), da scegliere nella
tabella allegata (si utilizzi, ove necessario, la tabella dei coefficienti ³ omega´ fornita anch¶essa in allegato).
sercizio    
Si studi la trave reticolare riportata in Figura 1.2, rispondendo ai quesiti di seguito indicati:

F/2 F F F F/2
6 7 8 9 10

F=60 kN F=60 kN
2.00 m

1 2 3 4 5

2.00 m 2.00 m 2.00 m 2.00 m

Fig. 4.2

a) calcolare lo sforzo nell¶asta 8-9 con almeno due metodi a scelta;


b) dimensionarne il profilo utilizzando una sezione circolare cava (acciaio Fe360 ± Vadm= 160 N/mm2), da scegliere nella
tabella allegata (si utilizzi, ove necessario, la tabella dei coefficienti ³ omega´ fornita anch¶essa in allegato).
sercizio    
Si studi la trave reticolare riportata in Figura 1.2, rispondendo ai quesiti di seguito indicati:

F/2 F F F F/2
6 7 8 9 10

F=60 kN F=60 kN
2.00 m

1 2 3 4 5

2.00 m 2.00 m 2.00 m 2.00 m

Fig. 5.2

a) calcolare lo sforzo nelle asta 9-10 con almeno due metodi a scelta;
b) dimensionarne il profilo utilizzando una sezione circolare cava (acciaio Fe360 ± Vadm= 160 N/mm2), da scegliere nella
tabella allegata (si utilizzi, ove necessario, la tabella dei coefficienti ³ omega´ fornita anch¶essa in allegato).
sercizio  2

Si studi la trave reticolare riportata in Figura 1.3, rispondendo ai quesiti di seguito indicati:

 
 

Fig. 1.3

a) F DOF RODUHORVI RU] RQHOO¶DVWD -5 con almeno due metodi a scelta;


b) dimensionarne il profilo utilizzando una sezione circolare cava (acciaio Fe360 ± ıadm= 160
N/mm2), da scegliere nella tabella allegata (si utilizzi, ove necessario, la tabella dei coefficienti
³ RPHJD´ I RUQLWDDQF K ¶HVVDLQDOOHJDWR 
sercizio  

Si studi la trave reticolare riportata in Figura 2.3, rispondendo ai quesiti di seguito indicati:

 
 

Fig. 2.3

a) F DOF RODUHORVI RU] RQHOO¶DVWD -4 con almeno due metodi a scelta;


b) dimensionarne il profilo utilizzando una sezione circolare cava (acciaio Fe360 ± ıadm= 160
N/mm2), da scegliere nella tabella allegata (si utilizzi, ove necessario, la tabella dei coefficienti
³ RPHJD´ I RUQLWDDQF K ¶HVVDLQDOOHJDWR 
sercizio  

Si studi la trave reticolare riportata in Figura 4.3, rispondendo ai quesiti di seguito indicati:

 
 

Fig. 4.3

a) F DOF RODUHORVI RU] RQHOO¶DVWD -5 con almeno due metodi a scelta;


b) dimensionarne il profilo utilizzando una sezione circolare cava (acciaio Fe360 ± ıadm= 160
N/mm2), da scegliere nella tabella allegata (si utilizzi, ove necessario, la tabella dei coefficienti
³ RPHJD´ I RUQLWDDQF K ¶HVVDLQDOOHJDWR 
sercizio  10  
Si studi la trave reticolare riportata in Figura 1.2, rispondendo ai quesiti di seguito indicati:

F/2 F F F F/2
6 7 8 9 10

F=60 kN F=60 kN
2.00 m

1 2 3 4 5

2.00 m 2.00 m 2.00 m 2.00 m

Fig. 6.2

a) calcolare lo sforzo nell¶asta 10-5 con almeno due metodi a scelta;


b) dimensionarne il profilo utilizzando una sezione circolare cava (acciaio Fe360 ± Vadm= 160 N/mm2), da scegliere nella
tabella allegata (si utilizzi, ove necessario, la tabella dei coefficienti ³ omega´ fornita anch¶essa in allegato).
Tabella A  

                                                                                                                                             Tubi  in  Acciaio  a  sezione  circolare  cava

                                                                                                                                                     

Sezione  di   Sezione   Mo ento  di  inerzia Modulo  di   Ra io  di  inerzia
  d    s
  Peso passa io  cm2   etallica  cm2    = cm4   resistenza    = i  = cm  
 
mm kg/m   cm3  
33,7 x 2,6   2,010   6,380   2,540   3,090   1,840   1,100  
33,7 x 2,9   2,220   6,110   2,810   3,360   1,990   1,090  
33,7 x 3,2   2,420   5,850   3,070   3,600   2,140   1,080  

42,4 x 2,6   2,570   10,90   3,250   6,460   3,050   1,410  


42,4 x 2,9   2,840   10,50   3,600   7,060   3,330   1,400  
  42,4 x 3,2   3,110   10,20   3,940   7,620   3,590   1,390  

48,3 x 2,6   2,950   14,60   3,730   9,780   4,050   1,620  


 
48,3 x 2,9   3,270   14,20   4,140   10,70   4,430   1,610  
48,3 x 3,2   3,590   13,80   4,530   11,60   4,800   1,600  

60,3 x 2,9   4,140   23,30   5,230   21,60   7,160   2,030  


60,3 x 3,2   4,540   22,80   5,740   23,50   7,780   2,020  
60,3 x 3,6   5,070   22,10   6,410   25,90   8,580   2,010  

76,1 x 2,6   4,750   39,50   6,000   40,60   10,70   2,600  


76,1 x 2,9   5,280   38,80   6,670   44,70   11,80   2,590  
76,1 x 3,2   5,800   38,20   7,330   48,80   12,80   2,580  
76,1 x 3,6   6,490   37,30   8,200   54,00   14,20   2,570  

88,9 x 2,6   5,570   55,00   7,050   65,70   14,80   3,050  


88,9 x 3,2   6,810   53,50   8,620   79,20   17,80   3,030  
88,9 x 3,6   7,630   52,40   9,650   87,90   19,80   3,020  
88,9 x 4,0   8,430   51,40   10,70   96,30   21,70   3,000  

114,3 x 3,6   9,900   90,10   12,50   192,0   33,60   3,920  


114,3 x 4,0   11,00   88,70   13,90   211,0   36,90   3,900  
114,3 x 4,5   12,10   87,10   15,50   234,0   41,00   3,890  
139,7 x 2,9   9,860   141,0   12,50   292,0   41,80   4,840  
139,7 x 3,6   12,20   138,0   15,40   357,0   51,10   4,810  
139,7 x 4,0   13,50   136,0   17,10   393,0   56,20   4,800  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

sercizio  11
Si  sstudi  lla  ttravatura  rreticolare  rriportata  iin  ffig.  2 quesiti:  
2.3,  rrispondendo  aai  sseguenti  q
 
 
 
 
 
 
 
D a t i  
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   F
F  =
=  7
70,00  k
kN  
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           L
L  =
=  3
3,00  m
m  
 
 
 
 
 
   
   
F i gu r a 2.3 : t r a v a t u r a r e t i col a r e  
 
 
 
a)     calcolare  lle  rreazioni  vvincolari;;  ;;
b)     calcolare  llo  ssforzo  n
nell¶asta  3 3-­4
-­4  ccon  iil  p
principio  d dei  llavori  v
virtuali;;  ;;
c)     effettuare  lla  vverifica  d
di  ssicurezza  d di  ttale  aasta  ccon  iil  m
metodo  oomega,  u utilizzando  iil  p
profilo  aa  ssezione  ccircolare  ccava  8
88,9×2,6  
della   Tabella   A,   allegata;;  ;; acciaio   Fe360   ±    ıadm =   160   N /mm2 (si   utilizzi,   ove   necessario,   la   tabella   B   dei   coefficienti   Ȧ ,  
fornita  aanch¶essa  iin  aallegato.  
 
 
 
 
sercizio  12
Si  sstudi  lla  ttravatura  rreticolare  rriportata  iin  ffig.  1 quesiti:  
1.3,  rrispondendo  aai  sseguenti  q
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
D a t i  
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       F
F  =
=  7
70,00  k kN    
                                                                                                                                                                     L L  ==  3
3,00  m m  
   
   
 
F i gu r a 1.3 : t r a v a t u r a r e t i col a r e  
 
a)     calcolare  le  reazioni  vincolari;;  ;;
b)     calcolare  llo  ssforzo  n
nell¶asta  3 3-­4
-­4  ccon  iil  p
principio  d dei  llavori  v
virtuali;;  ;;
c)     effettuare  lla  v
verifica  ddi  ssicurezza  d di  ttale  aasta  ccon  iil  m
metodo  oomega,  u utilizzando  iil  p
profilo  aa  ssezione  ccircolare  ccava  8
88,9×2,6  
2
della   Tabella   A,   allegata;;  ;; acciaio   Fe360   ±    ıadm =   160   N /mm (si   utilizzi,   ove   necessario,   la   tabella   B   dei   coefficienti   Ȧ ,  
fornita  aanch¶essa  iin  aallegato.  
Tabella B  
 
Estratto  dalle  norme  CNR  10011/97  (Prospetto  7-­IIc)  
Coefficienti ω per aste con sezioni aperte composte mediante saldatura e per aste composte da più profilati - acciaio F  

 
λ   0   1   2   3   4   5   6   7   8   9   λ  
0   1.00   1.00   1.00   1.00   1.00   1.00   1.00   1.00   1.00   1.00   0  
10   1.00   1.00   1.00   1.00   1.00   1.00   1.00   1.00   1.00   1.00   10  
20   1.01   1.01   1.02   1.02   1.03   1.04   1.04   1.05   1.05   1.06   20  

30   1.06   1.07   1.08   1.08   1.09   1.10   1.10   1.11   1.12   1.12   30  

40   1.13   1.14   1.15   1.16   1.16   1.17   1.18   1.19   1.20   1.21   40  

50   1.22   1.23   1.24   1.25   1.26   1.27   1.28   1.29   1.30   1.32   50  

60   1.33   1.34   1.35   1.36   1.38   1.39   1.40   1.42   1.43   1.45   60  

70   1.46   1.48   1.49   1.51   1.52   1.54   1.56   1.57   1.59   1.60   70  

80   1.62   1.64   1.66   1.67   1.69   1.71   1.73   1.75   1.77   1.79   80  

90   1.81   1.83   1.84   1.86   1.88   1.90   1.92   1.95   1.97   1.99   90  

100   2.01   2.03   2.05   2.08   2.10   2.12   2.15   2.17   2.19   2.22   100  

110   2.24   2.27   2.29   2.32   2.35   2.37   2.40   2.43   2.45   2.48   110  

120   2.51   2.54   2.56   2.59   2.62   2.65   2.68   2.71   2.74   2.77   120  

130   2.80   2.83   2.86   2.89   2.92   2.96   2.99   3.02   3.05   3.08   130  

140   3.11   3.15   3.18   3.21   3.25   3.28   3.32   3.35   3.39   3.42   140  

150   3.46   3.50   3.54   3.58   3.62   3.65   3.69   3.73   3.77   3.81   150  

160   3.85   3.89   3.95   3.98   4.02   4.06   4.10   4.14   4.18   4.22   160  

170   4.28   4.30   4.35   4.39   4.43   4.47   4.52   4.56   4.60   4.64   170  

180   4.69   4.73   4.77   4.82   4.86   4.90   4.95   4.99   5.04   5.08   180  

190   5.13   5.17   5.22   5.26   5.31   5.36   5.40   5.44   5.49   5.54   190  

200   5.60   5.65   5.70   5.75   5.80   5.85   5.91   5.96   6.01   6.06   200  

210   6.11   6.16   6.21   6.27   6.32   6.35   6.43   6.49   6.54   6.60   210  

220   6.65   6.71   6.76   6.81   6.87   6.93   6.98   7.04   7.09   7.14   220  

230   7.20   7.25   7.30   7.36   7.41   7.47   7.53   7.59   7.65   7.70   230  

240   7.75   7.81   7.89   7.96   8.02   8.07   8.12   8.17   8.23   8.30   240  

250   8.36   250  


                 
Tabella A  
                                                                                                                                       Tubi  in  Acciaio  a  sezione  circolare  cava

                                                                                                                                               

Sezione  di   Sezione   Mo ento  di  inerzia Modulo  di   Ra io  di  inerzia
  d    s
  Peso passa io  cm2   etallica  cm2    = cm4   resistenza    = cm3   i  = cm  
mm   kg/m  
33,7 x 2,6   2,010   6,380   2,540   3,090   1,840   1,100  
33,7 x 2,9   2,220   6,110   2,810   3,360   1,990   1,090  
33,7 x 3,2   2,420   5,850   3,070   3,600   2,140   1,080  

42,4 x 2,6   2,570   10,90   3,250   6,460   3,050   1,410  


42,4 x 2,9   2,840   10,50   3,600   7,060   3,330   1,400  
42,4 x 3,2   3,110   10,20   3,940   7,620   3,590   1,390  

48,3 x 2,6   2,950   14,60   3,730   9,780   4,050   1,620  


48,3 x 2,9   3,270   14,20   4,140   10,70   4,430   1,610  
48,3 x 3,2   3,590   13,80   4,530   11,60   4,800   1,600  

60,3 x 2,9   4,140   23,30   5,230   21,60   7,160   2,030  


60,3 x 3,2   4,540   22,80   5,740   23,50   7,780   2,020  
60,3 x 3,6   5,070   22,10   6,410   25,90   8,580   2,010  

76,1 x 2,6   4,750   39,50   6,000   40,60   10,70   2,600  


76,1 x 2,9   5,280   38,80   6,670   44,70   11,80   2,590  
76,1 x 3,2   5,800   38,20   7,330   48,80   12,80   2,580  
76,1 x 3,6   6,490   37,30   8,200   54,00   14,20   2,570  

88,9 x 2,6   5,570   55,00   7,050   65,70   14,80   3,050  


88,9 x 3,2   6,810   53,50   8,620   79,20   17,80   3,030  
88,9 x 3,6   7,630   52,40   9,650   87,90   19,80   3,020  
88,9 x 4,0   8,430   51,40   10,70   96,30   21,70   3,000  

114,3 x 3,6   9,900   90,10   12,50   192,0   33,60   3,920  


114,3 x 4,0   11,00   88,70   13,90   211,0   36,90   3,900  
114,3 x 4,5   12,10   87,10   15,50   234,0   41,00   3,890  

139,7 x 2,9   9,860   141,0   12,50   292,0   41,80   4,840  


139,7 x 3,6   12,20   138,0   15,40   357,0   51,10   4,810  
139,7 x 4,0   13,50   136,0   17,10   393,0   56,20   4,800  
139,7 x 4,5   14,90   134,0   19,10   437,0   62,60   4,780  
sercizio  1

Si studi la trave reticolare riportata in Figura 1.3, rispondendo ai quesiti di seguito indicati:

F=60 kN 4

1 2

5m 5m

a) calcolare lo VI RU] RQHOO¶DVWD -4 con il P.L.V.;


b) effettuare la verifica di sicurezza con il metodo omega di tale asta utilizzando il profilo a sezione circolare
cava 88,9x2,6 della tabella A; acciaio Fe360 ± ıadm= 160 N/mm2 (si utilizzi, ove necessario, la tabella dei
coefficienti ³ RPHJD´ fornita DQF K ¶HVVD in allegato).
 
 
 
sercizio  1

Si studi la trave reticolare riportata in Figura 2.3, rispondendo ai quesiti di seguito indicati:

F=60 kN 4

1 2

5,00 m 5,00 m

a) calcolare lo VI RU] RQHOO¶DVWD -4 con il P.L.V.;


b) effettuare la verifica di sicurezza con il metodo omega di tale asta utilizzando il profilo a sezione circolare
cava 88,9x2,6 della tabella A; acciaio Fe360 ± ıadm= 160 N/mm2 (si utilizzi, ove necessario, la tabella dei
coefficienti ³ RPHJD´ fornita DQF K ¶HVVD in allegato).
                                             
sercizio  1

Si studi la trave reticolare riportata in Figura 3.3, rispondendo ai quesiti di seguito indicati:

F=60 kN

1 2

5,00 m 5,00 m

a) calcolare lo VI RU] RQHOO¶DVWD -4 con il P.L.V.;


b) effettuare la verifica di sicurezza con il metodo omega di tale asta utilizzando il profilo a sezione
circolare cava 88,9x2,6 della tabella A; acciaio Fe360 ± ıadm= 160 N/mm2 (si utilizzi, ove necessario, la tabella
dei coefficienti ³ RPHJD´ fornita DQF K ¶HVVD in allegato).
 
 
 
sercizio  1
Relativamente alla travatura reticolare riportata in Fig. 1.3, determinare lo sforzo QRUPDOHQHOO¶DVWD -3.

Q =  10  kN    
H =  10  kN    
l =  3  m                                                                                            
sercizio  1

Relativamente alla travatura reticolare riportata in Fig. 2.3, determinare lo sforzo QRUPDOHQHOO¶DVWD -2.

Q =  10  kN    
H =  10  kN    
l =  3  m
1. Il metodo delle successive bisezioni

Si prenda una funzione di equazione definita e continua in un intervallo .


Considerando poi i valore della funzione in a e in b tale che , è allora possibile
calcolarne un'approssimazione in .

Si procede calcolando il valore della funzione nel punto medio di ascissa ottenendo, quindi,

due intervalli uguali. Se risulta allora è la radice cercata; altrimenti tra i due

intervalli e si sceglie quello ai cui estremi la funzione assume valori di segno

opposto. Si ripete per questo nuovo intervallo il procedimento di dimezzamento e, così continuando
si ottiene, approssimativamente, una successione di intervalli uno all’interno dell’altro.

Prendendo l’intervallo i-esimo la cui funzione vale , l'algoritmo viene arrestato quando
è abbastanza vicino a 0 e/o quando l'ampiezza dell'intervallo è inferiore ad una certa
tolleranza ε.

Il numero di iterazioni necessario per calcolare l’approssimazione e:

2. Applicazione al caso della verifica di sicurezza delle aste compresse

Si consideri un’asta di una travatura reticolare soggetta ad uno sforzo normale di compressione
(Fig. 1). I dati iniziali sono di seguito elencati:

N = 1500 kg; kg/cm2; cm.

N


2


1
 l 0


N


Fig. 1

- Si fissi un raggio di inerzia = 1,10 cm (estremo a) di primo tentativo e tale che

. A tale raggio di inerzia corrisponde un’area cm2. Calcolo


 1

a cui corrisponde un . Calcolo la funzione

- Si fissi ora un raggio di inerzia = 4,52 cm (estremo b) di primo tentativo e tale che

. A tale raggio di inerzia corrisponde un’area cm2. Calcolo

a cui corrisponde un . Calcolo la funzione

Si evince che i due estremi fissati mi danno due funzioni di segno opposto e quindi si può
procedere con le iterazioni. Il grafico delle funzioni di primo tentativo sono mostrati nella
Fig. 2.

Fig. 2

Iterazione n. 1

Calcolo l’intervallo medio come: cm a cui corrisponde un’area di

cm2. Calcolo a cui corrisponde un . Calcolo la funzione

Essendo tale valore < 0, si pone . Il nuovo intervallo è indicato in rosso nella Fig. 3.

 2

Fig. 3

Iterazione n. 2

Calcolo l’intervallo medio come: cm a cui corrisponde

un’area cm2. Calcolo a cui corrisponde un . Calcolo la

funzione .

Essendo tale valore < 0, si pone ancora . Il nuovo intervallo è indicato in rosso nella
Fig. 4.

Fig. 4

 3

Restringendo l’intervallo si può costruire la seguente tabella dove si riportano le successive
iterazioni.

2,81 8,62 71 1,22 -1387,7 1,71

1,96 4,71 102 1,64 -1078 0,86

1,53 3,73 131 2,37 -647 0,43

1,21 3,25 165 3,57 47,69 0,32

1,26 3,25 159 3,31 -72,31 0,05

1,23 3,25 163 3,42 -21,54 0,02

Si fa presente che, alla quarta iterazione è risultato , pertanto si è posto . Il


nuovo intervallo è risultato (1,21; 1,53). Alla quinta iterazione è risultato ; si è posto
quindi, ed il nuovo intervallo è risultato pari a: (1,21; 1,26).

Dal controllo sull’intervallo si può ritenere che l’approssimazione del 2% può ritenersi accettabile.


 4

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO FACOLTÀ
DI INGEGNERIA
Corso di Scienza delle Costruzioni 1
Laurea in ingegneria civile per l’ambiente ed il territorio
Prof. Fernando Fraternali

Parte IV B: raccolta di tracce di esercizi proposti


e di esercizi svolti sul metodo delle forze
per le strutture piane
A cura degli allievi

Amatucci Federico
Capuano Gerardo
Limongiello Marco
Rispoli Francesco
Spagnulo Giovanni
PREMESSA
La trave presa in esempio è detta trave continua
perchè vincolata da appoggi intermedi che non
sconnettono la continuità della trave. In essa gli assi
dei vincoli non formano mai angoli diversi da 0 e
90°,le forze(concentrate o uniform distribuite)sono
perpendicolari all’asse della trave. Si tratta inoltre di
un problema estensionale,dove cioè lo sforzo
normale e le componenti orizzontali delle reazioni
sono nulli;per questo riduciamo di un gdl il tronco 3t
!2t,
con t = # tronchi
•Nel nostro caso:
t = 1;
2t=2
s=2+1+1+1=5
quindi
s-2t=5-2=3 :
la trave è 3 volta iperstatica.
Sopprimiamo 3 vincoli con le reazioni vincolari, in
modo da ricondurci ad una trave isostatica, a
partire dallo stato iperstatico di partenza:operiamo
tre sconnessioni a cerniera in corrispondenza degli
appoggi intermedi.
Dobbiamo però ripristinare la continuità della trave
originaria scrivendo le equazioni di congruenza
tante quante sono le incognite iperstatiche.
Applichiamo la sovrapposizione degli effetti.
Si noti che nella campata AC l’azione dell’incognita
iperstatica X1 provoca la reazione del cedimento
elastico K phi .
Ciò non accade per l’azione dell’incognita
iperstatica X2 e del carico Q.
Nella campata EG, l’azione dell’incognita
iperstatica X3 provoca uno spostamento rigido
infinitesimo che si determina a partire
dall’impostazione dell’equilibrio dovuto ad X3.
Si otterrà pertanto la deformata complessiva.
Si passa alla fase di progetto e verifica nella
sezione della trave più sollecitata, adottando 3 tipi
di profilo: HE, IPE, Sezione Rettangolare.

Infine consideriamo un generico profilo del quale si


determinano i valori di forma.
PROGETTO
DI
UN
SOLAIO

LATERO‐CEMENTIZIO



‐
RELAZIONE
TECNICA
‐



OGGETTO
E
SCOPO


Oggetto
 e
 scopo
 della
 presente
 relazione
 di
 calcolo
 è
 la
 realizzazione
 di
 un
 solaio,
 del
 tipo

misto
di
cemento
armato
e
laterizio
gettato
in
opera,
costituito
da
pignatte
interposte

fra
nervature
parallele
di
conglomerato
armato.







—
 Titolo
del
progetto:
Solaio
latero‐cemento


—
 Committente:
 Corso
 di
 Scienza
 delle
 Costruzioni
 1
 –
 Laurea
 in
 Ingegneria
 Civile
 per
 l’Ambiente
 ed
 il

Territorio,
Università
degli
Studi
di
Salerno


—
Nominativo
dei
progettisti:
Vincenzo
Ciancia


—
 Data
della
stesura
di
tale
relazione:
domenica
15
maggio
2011

2
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO












MODELLO
DI
CALCOLO


Descrizione
generale
dell’opera


Il
solaio,
appartenente
ad
uno
dei
piani
intermedi
di
un
edificio
a
struttura
intelaiata
costituita

da
 travi
 e
 pilastri
 in
 c.a.,
 è
 destinato
 alla
 realizzazione
 di
 un
 negozio
 e
 quindi
 soggetto
 a


sovraccarico
accidentale
di
400
 .


Saranno
impiegati
i
seguenti
materiali:
 
 Calcestruzzo
di
resistenza
caratteristica
Rck
250


 
 
 
 
 
 
 

Acciaio
di
tipo
FeB44k
in
barre
ad
aderenza
migliorata


Normativa
di
riferimento


DECRETO
MINISTERIALE
del

14
febbraio
1992

Norme
tecniche
per
l’esecuzione
delle
opere
in
cemento
armato

normale
e
precompresso
e
per
le
strutture
metalliche.


DECRETO
MINISTERIALE
del
16
gennaio
1996

Norme
tecniche
relative
ai
“Criteri
generali
per
la
verifica

di
sicurezza
delle
costruzioni
e
dei
carichi
e
sovraccarichi”


Schematizzazione
della
struttura
e
dei
vincoli


Relazione
Tecnica


Lo
schema
di
calcolo
adottato
per
lo
studio
di
tale
solaio,
o
meglio
una
striscia
di
questo
larga

60
cm,
è
quello
di
una
trave
continua
su
4
appoggi
con
due
sbalzi
alle
estremità.



[fig.
1
–
schema
statico
del
solaio,
misure
in
cm]



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 3



Dimensioni:








La
sezione
“tipo”
del
solaio
è
diversa
a
seconda
se
si
tratta
degli
sbalzi
o
delle
campate.

Per
 evitare
 entrata
 di
 acqua,
 durante
 le
 piogge,
 la
 sezione
 degli
 sbalzi
 è
 ribassata
 di
 2,5
 cm

rispetto
alla
sezione
di
campata.

La
differenza
di
altezza
non
è
ottenuta
modificando
gli
elementi
strutturali,
travetto
o
soletta,

bensì
usando
un
strato
di
massetto
di
diversa
altezza
tra
lo
sbalzo
e
la
campata.



Nelle
figure
2
e
3
sono
illustrate
le
due
differenti
sezioni
“tipo”.



[fig.
2
–
sezione
“tipo”
in
campata]











Relazione
Tecnica












[fig.
3
–
sezione
“tipo”
sugli
sbalzi]



4
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO




Modellazione

della
struttura
e
dei
vincoli


Lo
 spessore
 
 del
 solaio
 può
 essere
 ottenuto
 una
 volta
 che
 siano
 note
 le
 luci
 di
 calcolo
 del

solaio
stesso.

Detta
 
 la
 massima
 di
 tale
 luci,
 si
 può
 determinare
 il
 valore
 minimo
 dello
 spessore
 del

solaio
secondo
la
seguente
relazione:






 

Nel
nostro
caso
 
pertanto

assumiamo
l’altezza
del
solaio
di

 .




Per
 la
 realizzazione
 della
 struttura
 utilizzeremo

blocchi
 di
 dimensioni
 48x22x25
 cm
 con
 funzione

principale
 di
 alleggerimento
 al
 di
 sopra
 dei
 quali

realizzeremo
una
soletta
collaborante
di
4
cm.


Schematizzazione
delle
azioni


I
carichi
agenti
sulla
struttura
sono
sostanzialmente
di
due
tipi:


‐
PERMANENTI
(G),
così
detti
in
quanto
gravano
in
modo
permanente
sulla
struttura;
essi
sono

quantizzabili
in
modo
esatto
e
quindi
sono
determinabili.


‐
 ACCIDENTALI
 (Q),
 così
 detti
 in
 quanto
 sono
 quantità
 variabile,
 essi
 variano
 a
 seconda
 della

funzione
d’uso
dell’edificio
e
sono
previsti
dalla
normativa.


Tra
 i
 carichi
 permanenti
 ricordiamo
 che
 sugli
 sbalzi
 è
 prevista
 una
 balaustra
 il
 cui
 peso
 è

schematizzabile
come
una
forza
concentrata
(F)
applicata
all’estremità
degli
sbalzi.

Relazione
Tecnica



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 5


Modellazione
delle
azioni:

ANALISI
DEI
CARICHI


DETERMINAZIONE
DEI
CARICHI
PERMANENTI


2
[Con
riferimento
alla
fascia
di
60
cm ]


SOLAIO
IN
CAMPATA:


Peso
proprio,
 :
 
 
 


 Soletta:
 
 


 Travetto:
 
 


 Laterizio:
 
 


 
 
 


 
 
 


 
 
 

Sovraccarichi
 
 
 

permanenti,
 :


 Pavimento
in
marmo:
 
 


 Collante:
 
 


 Massetto:
 
 


 Intonaco:
 
 


 
 
 

La
 normativa
 prevede
 inoltre
 quale
 sia
 il
 carico
 sviluppato
 dai
 tramezzi;
 esso
 potrà
 essere


ragguagliato
ad
un
carico
uniformemente
distribuito
pari
a
 


 
 
 


 Incidenza
tramezzi:
 
 


 
 
 


 
 
 




Che
arrotondiamo,
a
vantaggio
di
sicurezza:




SOLAIO
SUGLI
SBALZI:


Relazione
Tecnica


Peso
proprio,
 :
 
 
 


 Soletta:
 
 


 Travetto:
 
 


 Laterizio:
 
 


 
 
 


 
 
 


 
 
 

Sovraccarichi
 
 
 



6
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO


permanenti,
 :


 Pavimento
in
ceramica:
 
 


 Collante:
 
 


 Massetto:
 
 


 Impermeabilizzante:
 
 


 Intonaco:
 
 


 
 
 


 
 
 


All’estremità
 degli
 sbalzi
 è
 prevista
 una
 balaustra
 formata
 da
 colonnine
 di
 calcestruzzo
 di

cemento
bianco
il
cui
peso
è
di
19,8
Kg;
si
è
stimato
che
su
una
fascia
di
60
cm
sono
presenti

3

colonnine.
(vedi
ALLEGATO
4)


 
 
 


 Peso
balaustra:
 
 




Che
arrotondiamo,
a
vantaggio
di
sicurezza:







DETERMINAZIONE
DEI
CARICHI
ACCIDENTALI



La
 normativa
 prevede
 che
 per
 luoghi
 soggetti
 a
 grande
 affollamento
 (teatri,
 negozi,
 sale


convegni
…)
e
che
per
balconi,
ballatoi
e
scale
comuni

il
carico
accidentale
sia
di
 .


[Con
riferimento
alla
fascia
di
60
cm2]


SOLAIO
IN
CAMPATA
E
SUGLI
SBALZI:





Tabella
riassuntiva
dei
carichi.


Carico
permanente
in
campata

Relazione
Tecnica



 Carico
accidentale
in
campata



 Carico
permanente
sullo
sbalzo



 Carico
accidentale
sullo
sbalzo



 Forza
concentrata
sullo
sbalzo



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 7




Nell’ALLEGATO

1

è
consultabile
una
tabella
con
i
pesi
per
unità
di
volume
dei
materiali
utilizzati

Relazione
Tecnica



8
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO


Render
di
una
sezione
di
solaio
in
campata




Caratteristiche
dei
materiali


ACCIAIO
del
tipo
FeB44k



 


CALCESTRUZZO
Rck
250



Relazione
Tecnica


Tipo
di
analisi


Il
criterio
di
calcolo
adottato
per
il
dimensionamento
e
la
verifica
della
nostra
struttura
è
quello

della
 Scienza
 delle
 Costruzioni
 basato
 sull’ipotesi
 di
 elasticità
 lineare
 dei
 materiali
 ed
 in

particolare
quello
delle
TENSIONI
AMMISSIBILI.



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 9


Combinazioni
di
carico
e
analisi
delle
caratteristiche
della
sollecitazione



A
 partire
 dai
 carichi
 agenti
 sul
 solaio
 è
 necessario
 individuare
 le
 combinazioni
 di
 carico
 di

interesse
per
l’analisi,
il
progetto
e
la
verifica
dell’elemento
strutturale.



Una
volta
quantificate
le
azioni,
bisogna
determinare
la
loro
disposizione
più
sfavorevole
ai
fini

della
valutazione
delle
sollecitazioni
risultanti
sulla
struttura.



Al
 fine
 di
 ottenere
 una
 indicazione
 generale
 sulle
 combinazioni
 di
 carico
 che
 massimizzino
 i

momenti
flettenti
in
campata
e
quelli
sugli
appoggi
(in
valore
assoluto)
utilizziamo
due
semplici

regole:


1. Per
massimizzare
il
momento
in
una
sezione
di
campata
bisogna
caricare
quella

campata
e
tutte
le
altre
in
maniera
alternata
(“a
scacchiera”)
verso
la
periferia

della
trave.


2. Per
ottenere
il
momento
massimo
(in
valore
assoluto)
sul
generico
appoggio

bisogna
caricare
le
due
campate
che
vi
concorrono
e
tutte
le
altre
in
maniera

alterna
verso
la
periferia.


Relazione
Tecnica



10
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO


PRIMA
COMBINAZIONE
DI
CARICO


Massimo
momento
flettente
sulla
campata
BC
e
il
minimo
sugli
appoggi
A
e
D





Relazione
Tecnica




PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 11


SECONDA
COMBINAZIONE
DI
CARICO


Massimo
momento
flettente
sulla
campata
AB
e
il
minimo
sulla
campata
CD





Relazione
Tecnica




12
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO


TERZA
COMBINAZIONE
DI
CARICO


Minimo
momento
flettente
sull’appoggio
B




Relazione
Tecnica



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 13


QUARTA
COMBINAZIONE
DI
CARICO


Minimo
momento
flettente
sull’appoggio
C






Relazione
Tecnica




14
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO





Diagramma
di
inviluppo
del
momento
flettente:







Diagramma
di
inviluppo
del
taglio:




Relazione
Tecnica



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 15



Verifica
e
progetto
dell’armatura


Procediamo
 al
 calcolo
 dell’armatura
 necessaria
 nelle
 sezioni
 critiche
 per
 contrastare
 le
 sollecitazioni

flettenti
calcolate
prima.


Calcoliamo
l’area
minima
di
tondini
di
ferro
dalla
formula:



dove:



è
il
momento
massimo
o
minimo
delle
sezioni
critiche


è
l’altezza
utile
della
sezione
 


è
lo
spessore
del
copri
ferro,
 


è
la
tensione
ammissibile
dell’acciaio
del
tipo
FeB44k

0,9
è
il
valore
del
braccio
della
coppia
interna


sezioni
 Momenti
 
 Tondini
 


 
 
 
 

Appoggio
A
 1256,445
 2,33
 2Ø14
 828,495

Campata
AB
 1775,396
 3,30
 1Ø14+1Ø20
 2519,300

Appoggio
B
 2706,172
 5,03
 2Ø20
 3381,600

Campata
BC
 1481.557
 2,75
 1Ø20
 1690,805

Appoggio
C
 1594,324
 2,96
 1Ø20
 1690,805

Campata
CD
 920,859
 1,71
 1Ø20
 1690,805

Appoggio
D
 1315,440
 2,44
 1Ø20
 1690,805



Effettuata
 la
 disposizione
 dei
 ferri
 è
 necessario
 verificare
 che
 in
 ogni
 sezione
 critica
 i
 ferri
 riescano
 a

supportare
il
momento
flettente.


È
 necessario
 quindi
 calcolare
 il
 momento
 resistente
 dell’acciaio
 e
 verificare
 che
 esso
 sia
 maggiore
 del

momento
flettente
causato
dai
carichi.


In
sintesi,
il
diagramma
del
momento
flettente
deve
essere
sotteso
al
diagramma
del
momento
resistente

dell’acciaio.



Relazione
Tecnica



dove:


è
l’area
di
un
singolo
tondino





16
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO





Diagramma
del
momento
resistente
dell’acciaio



Relazione
Tecnica



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 17


Verifica
a
taglio
e
organizzazione
della
carpenteria


Noti
 i
 valori
 delle
 tensioni
 tangenziali
 ammissibili
 
 
 e
 
 
 la
 normativa
 prevede
 che
 per

tensioni
tangenziali
massime
del
conglomerato
minori
di
 
non
è
necessaria
la
verifica
delle

armature
a
taglio.


È
necessario
avere
quindi
(applicando
la
formula
di
Jourawski
per
sezioni
rettangolari):





Indicando
 con
 
 (taglio
 resistente)
 il
 valore
 del
 taglio
 che
 permette
 di
 ottenere
 il
 valore

della
tensione
tangenziale
massima
pari
a
 ,
 


avremo
quindi
che:




dove:


è
la
base
della
sezione
resistente


è
l’altezza
utile
della
sezione



Quindi
 per
 ottenere
 valori
 di
 
 
 è
 necessario
 che
 per
 tutto
 il
 solaio
 si
 verifichi
 la

condizione
che
 
in
modo
da
evitare
un’armatura
a
taglio.



Poiché
il
taglio
 ,
che
dipende
dai
carichi,
non
può
essere
variato
per
soddisfare
la
condizione

che
 
 allora
 aumentiamo
 il
 valore
 di
 
 in
 modo
 che
 
 sia
 sempre
 minore
 di
 tale

valore.



Prima
 di
 tutto
 è
 necessario
 organizzare
 uno
 schema
 di
 carpenteria
 del
 solaio,
 ovvero

organizzare
numero
e
posizione
dei
laterizi
per
ogni
campata
del
solaio.


Relazione
Tecnica



1. Gli
appoggi
in
realtà
sono
delle
travi
con
base
di
30
cm


2. La
normativa
prevede
che
per
campate
con
luci
maggiori
di
5
m
sia
previsto
un
travetto

parallelo
alle
travi
d’appoggio
detto
“rompitratta”
e
posizionato
al
centro
della
campata,

allo
scopo
di
limitare
la
flessibilità
del
solaio;
tale
travetto
ripartitore
avrà
una
base
di
25

cm.



18
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO


Tale
travetto
ripartitore
(25x20
cm)
sarà
armato
con

4Ø12
e
staffe
Ø8/25


3. Inoltre,
sugli
sbalzi
è
necessario
creare
un
cordolo
in
fascia
piena,
di
circa
15
cm.


4. Ovunque
sarà
disposta
una
rete
ripartitrice
elettrosaldata
20x20
cm



Organizzati
gli
spazi
la
carpenteria
iniziale
sarà
formata
in
questo
modo:





A
 questo
 punto
 consideriamo
 tutti
 gli
 appoggi
 in
 cui
 il
 taglio
 
 è
 maggiore
 del
 taglio
 

calcolato
con
una
base
resistente
di
12
cm.


Il
 valore
 di
 
 
 è
 calcolato
 rispetto
 alla
 sezione
 in
 cui
 cominciano
 le
 pignatte,

fascia
corrente.



Per
 aumentare
 il
 valore
 di
 
 basta
 cominciare
 a
 togliere
 una
 fila
 di
 pignatte
 (in
 modo

alternato
 per
 ottenere
 una
 fascia
 che
 altrimenti
 sarebbe
 troppo
 pesante)
 in
 modo
 da
 avere

una
fascia
semipiena
con
una
base
resistente
di
36
cm.

Il
valore
del
taglio
 
risulterà,
ora,

sicuramente
inferiore
al
valore
di
 
e
quindi
la
verifica
è

soddisfatta.


Si
 riverifica
 che
 alla
 fila
 successiva,
 corrente,
 
 ;
 se
 ciò
 accade
 allora
 possiamo
 non

togliere
 la
 fila
 di
 pignatte
 altrimenti
 si
 procede
 come
 prima
 e
 si
 riverifica
 ancora
 alla
 fila

successiva.



Si
ottiene
quindi
la
seguente
carpenteria:
 

Relazione
Tecnica



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 19


Rete

elettrosaldata
20
x
20
 

Ø8



Relazione
Tecnica



20
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO



Relazione
Tecnica



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 21


Verifica
del
momento
resistente
del
calcestruzzo


Verificata
la
funzionalità
dei
ferri
tramite
il
diagramma
del
momento
resistente
dell’acciaio,
e

organizzata
la
carpenteria
in
modo
che
il
solaio
sia
resistente
a
taglio
in
assenza
di
un’armatura

specifica,
è
necessaria
la
verifica
del
momento
resistente
del
calcestruzzo.


Tale
verifica
viene
effettuata
solo
nelle
sezioni
in
cui
le
fibre
compresse
sono
quelle
inferiori,

dove
si
ha
una
base
resistente
minore.
Nelle
sezioni
in
cui
sono
compresse
le
fibre
superiori
il

momento
resistente
è
molto
alto
grazie
alla
grossa
soletta
quindi
la
verifica
sarà
sicuramente

soddisfatta.


È
 necessario,
 quindi,
 verificare
 che
 la
 sezione
 inferiore
 di
 calcestruzzo
 sia
 sufficiente
 ad

assorbire
la
compressione
generata
dalla
sollecitazione
flettente.


Nelle
sezioni
in
cui
le
fibre
compresse
sono
inferiori,
e
quindi
il
momento
è
negativo
si
verifica

sempre
che
l’asse
neutro
taglia
l’anima
della
sezione,
ed
è
per
questo
che
la
sezione
reagente

è
molto
piccola:


d
 

A
s


n
 n

-

d A'
M

'
 s


b




L’asse
neutro
n‐n
è
l’asse
baricentrico
della
sezione
ideale
equivalente;
si
determina
dalla
condizione

che
il
momento
statico
di
tale
sezione
rispetto
all’asse
n‐n
sia
nullo.




Relazione
Tecnica




dove:


 
è
il
coefficiente
di
omogeneizzazione
acciaio‐calcestruzzo

 



è
il
copri
ferro
inferiore


è
la
distanza
dal
lembo
più
compresso
dell’armatura
tesa



22
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO



è
l’area
di
armatura
superiore
tesa


è
l’area
di
armatura
inferiore
compressa


Relazione
Tecnica



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 23




Si
ricava
la
posizione
dell’asse
neutro
come:





A
questo
punto,
nota
la
posizione
dell’asse
neutro,
è
possibile
calcolare
per
ogni
sezione
il
momento

resistente
del
calcestruzzo
come:



dove:



è
la
tensione
ammissibile
del
calcestruzzo
 


è
il
momento
d’inerzia
della
sezione
rispetto
all’asse
neutro





Tale
 verifica
 sarà
 soddisfatta
 se
 il
 diagramma
 del
 momento
 flettente
 è
 sotteso
 al
 diagramma
 del

momento
resistente
del
calcestruzzo.


Relazione
Tecnica




24
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO





ALLEGATO

1

Pesi
per
unità
di
volume
dei
materiali
usati
nell’analisi
dei
carichi


Materiale
 Peso
specifico


Pavimento
in
marmo
 2800
 


Pavimento
in
ceramica
 2600
 


Collante
 1300
 


Massetto
di
allettamento
 1800
 


Impermeabilizzante
 10
 


Calcestruzzo
armato
 2500
 


Laterizio
 800
 


Intonaco
 1600
 



Relazione
Tecnica



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 25



ALLEGATO

2

Estratti
di
normativa:


DECRETO
MINISTERIALE
del

14
febbraio
1992

Norme
tecniche
per
l’esecuzione
delle
opere
in
cemento
armato

normale
e
precompresso
e
per
le
strutture
metalliche.


3.1.1.
Metodo
delle
tensioni
ammissibili.

Le
tensioni
del
conglomerato
compresso
e
dell’armatura
sono
calcolate
prescindendo
dal
contributo
a

trazione
del
conglomerato,
assumendo
come
area
della
sezione
resistente
quella
corrispondente
al

conglomerato
compresso
ed
alle
aree
metalliche
tese
e
compresse
affette
dal
coefficiente
convenzionale
di

omogeneizzazione
n=15.

Il
calcolo
delle
sezioni
resistenti
deve
essere
eseguito
con
i
metodi
della
scienza
delle
costruzioni
basati

sull’ipotesi
dell’elasticità
lineare
dei
materiali.


3.1.3.
Tensioni
normali
di
compressione
ammissibili
nel
conglomerato.

…
le
tensioni
ammissibili

σ
c
,
vengono
definite
in
base
alla
formula
sotto
indicata,
con
riferimento
alla

resistenza
caratteristica
a
28
giorni
Rck
,


2
(N/mm )

3.1.4.
Tensioni
tangenziali
ammissibili
nel
conglomerato.

Non
è
richiesta
la
verifica
delle
armature
al
taglio
ed
alla
torsione
quando
le
tensioni
tangenziali
massime

del
conglomerato,
prodotte
da
tali
caratteristiche
di
sollecitazione,
non
superano
i
valori
di
 
ottenuti

con
l’espressione:

2
(N/mm )

Nella
zona
ove
le
tensioni
tangenziali
superano
 
gli
sforzi
tangenziali
devono
essere
integralmente

assorbiti
da
armature
metalliche,
affidando
alle
staffe
non
meno
del
40%
dello
sforzo
globale
di

scorrimento.

La
massima
tensione
tangenziale
per
solo
taglio
non
deve
superare
il
valore:

2
(N/mm )

3.1.6.
Tensioni
ammissibili
negli
acciai
in
barre
ad
aderenza
migliorata.

Per
le
barre
ad
aderenza
migliorata
si
devono
adottare
le
tensioni
ammissibili
indicate
nel
prospetto
7.


Prospetto
7

Relazione
Tecnica


Tensioni
ammissibili
negli
acciai
in
barre
ad
aderenza
migliorata

Tipo di acciaio Fe B 38 K Fe B 44 K
N/mm² 215 255
[ kgf/cm² ] [ 2.200 ] [ 2.600 ]


26
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO



ALLEGATO

3

Estratti
di
normativa:


DECRETO
MINISTERIALE
del
16
gennaio
1996

Norme
tecniche
relative
ai
“Criteri
generali
per
la
verifica

di
sicurezza
delle
costruzioni

e
dei
carichi
e
sovraccarichi”


4.
Pesi
propri
dei
materiali
strutturali.

I
 pesi
 per
 unità
 di
 volume
 dei
 più
 comuni
 materiali,
 per
 la
 determinazione
 dei
 pesi
 propri
 .
 strutturali,

possono
 essere
 assunti
 pari
 a
 quelli
 riportati
 nel
 prospetto
 4.1.
 Sono
 comunque
 ammessi
 accertamenti

specifici.

Prospetto
4.1.

Pesi
per
unità
di
volume
dei
principali
materiali
strutturali



5.
Carichi
e
sovraccarichi

Tutti
i
carichi
ed
i
sovraccarichi
di
esercizio
saranno
considerati
agire
staticamente,
salvo
casi
particolari
in

cui
 gli
 effetti
 dinamici
 debbano
 essere
 debitamente
 valutati.
 In
 tali
 casi,
 a
 parte
 quanto
 precisato
 nei

regolamenti
 specifici
 ed
 in
 mancanza
 di
 analisi
 dinamiche,
 i
 carichi
 indicati
 nel
 seguito
 verranno

adeguatamente
 maggiorati
 per
 tener
 conto
 ‐
 in
 un'analisi
 statica
 equivalente
 ‐
 dell'amplificazione
 per
 gli

Relazione
Tecnica


effetti
dinamici.

In
 linea
 di
 massima,
 in
 presenza
 di
 orizzontamenti
 pur
 con
 orditura
 unidirezionale
 ma
 con
 capacità
 di

ripartizione
trasversale,
i
carichi
ed
i
sovraccarichi
potranno
assumersi
come
uniformemente
ripartiti,
per
la

verifica
d'insieme.
In
caso
contrario,
occorrerà
valutarne
le
effettive
distribuzioni.


5.1.
Carichi
permanenti.

Sono
 considerati
 carichi
 permanenti
 quelli
 non
 rimovibili
 durante
 il
 normale
 esercizio
 della
 costruzione,

come
 tamponature
 esterne,
 divisori
 interni,
 massetti,
 isolamenti,
 pavimenti
 e
 rivestimenti
 del
 piano
 di



PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO
CEMENTO
 27


calpestio,
 intonaci,
 controsoffitti,
 impianti,
 ecc.,
 ancorché
 in
 qualche
 caso
 sia
 necessario
 considerare

situazioni
transitorie
in
cui
essi
non
siano
presenti.

Essi
 vanno
 valutati
 sulla
 base
 delle
 dimensioni
 effettive
 delle
 opere
 e
 dei
 pesi
 per
 unità
 di
 volume
 dei

materiali
costituenti.

I
tramezzi
e
gli
impianti
leggeri
di
edifici
residenziali
possono
assumersi
in
genere
come
carichi
equivalenti

distribuiti,
quando
i
solai
hanno
adeguata
capacita
di
ripartizione
trasversale.


5.2.
Sovraccarichi
variabili.

Le
 intensità
 da
 assumere
 per
 i
 sovraccarichi
 variabili
 ed
 orizzontali
 ripartiti
 e
 per
 le
 corrispondenti
 azioni

locali
concentrate
‐
tutte
comprensive
degli
effetti
dinamici
ordinari
‐
sono
riportate
nel
prospetto
5.1.

Prospetto
5.1.

Sovraccarichi
variabili
per
edifici




I
sovraccarichi
verticali
concentrati
formano
oggetto
di
verifiche
locali
distinte
e
non
saranno
sovrapposti
ai

corrispondenti
ripartiti;
essi
vanno
applicati
su
un'impronta
di
50
x
50
m,
salvo
che
per
la
Cat.
n.
8,
per
la

quale
si
applicano
su
due
impronte
di
200
x
200
mm,
distanti
1,60
m.

I
 sovraccarichi
 orizzontali
 lineari
 vanno
 applicati
 a
 pareti
 ‐
 alla
 quota
 di
 m
 1,20
 dal
 rispettivo
 piano
 di

Relazione
Tecnica


calpestio
‐
ed
a
parapetti
o
mancorrenti
‐
alla
quota
del
bordo
superiore.
Essi
vanno
considerati
sui
singoli

elementi
ma
non
sull'edificio
nel
suo
insieme.

I
 valori
 riportati
 nel
 prospetto
 sono
 da
 considerare
 come
 minimi,
 per
 condizioni
 di
 uso
 corrente
 delle

rispettive
categorie.
Altri
regolamenti
potranno
imporre
valori
superiori,
in
relazione
ad
esigenze
specifiche.



28
 PROGETTO
DI
UN
SOLAIO
LATERO‐CEMENTO



ALLEGATO

4

Scheda
prodotto



BALAUSTRA SERIE 770
CARATTERISTICHE:
Questa BALAUSTRA, con i pilastrini h 77 cm., e le copertine RBR h 12
cm, permette la costruzione di balaustre che, senza l’ausilio di muretti alla
base, raggiungono l’altezza legale parapetto di cm 101. Si fabbrica senza
armatura.

COLORE:
Si fabbricano esclusivamente in calcestruzzo di cemento bianco con
aggregato bianco.



Relazione
Tecnica





UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SALERNO FACOLTÀ
DI INGEGNERIA
Corso di Scienza delle Costruzioni 1
Laurea in ingegneria civile per l’ambiente ed il territorio
Prof. Fernando Fraternali

Parte IV A: raccolta di tracce di esercizi proposti


e di esercizi svolti sul metodo delle forze
per le strutture piane
A cura degli allievi

Amatucci Federico
Capuano Gerardo
Limongiello Marco
Rispoli Francesco
Spagnulo Giovanni
Esercizio 1

Si studi la trave iperstatica di Eulero-Bernoulli riportata in Figura 1.4.

Fig. 1.4

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI=cost.).

Si richiede:
a) il calcolo delle reazioni vincolari;
b) il diagramma del taglio e del momento flettente;
c) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.

Esercizio 2

Si studi la trave iperstatica di Eulero-Bernoulli riportata in Figura 2.4.


45°

Fig. 2.4

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI=cost.).

Si richiede:
a) il calcolo delle reazioni vincolari;
b) il diagramma del taglio, dello sforzo normale e del momento flettente;
c) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.
Esercizio 3

Si studi la trave iperstatica di Eulero-Bernoulli riportata in Figura 3.4.

Fig. 3.4

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI=cost.).

Si richiede:
a) il calcolo delle reazioni vincolari;
b) il diagramma del taglio e del momento flettente;
c) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.

Esercizio 4

Si studi la trave iperstatica di Eulero-Bernoulli riportata in Figura 4.4.

Fig. 4.4

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI=cost.).

Si richiede:
a) il calcolo delle reazioni vincolari;
b) il diagramma del taglio e del momento flettente;
c) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.
Esercizio 5

Si studi la trave iperstatica di Eulero-Bernoulli riportata in Figura 1.4.

traccia

TAGLIO
MOMENTO FLETTENTE
Esercizio 6

Si studi la trave iperstatica di Eulero-Bernoulli riportata in Figura 1.4.

Fig. 1.4: traccia

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI=cost.).

Si richiede:
a) il calcolo delle reazioni vincolari;
b) il diagramma del taglio e del momento flettente;
c) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.

TAGLIO

MOMENTO FLETTENTE

.
Esercizio 7

Si studi la trave iperstatica di Eulero-Bernoulli riportata in Figura 2.4.

Fig. 2.4: traccia

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI=cost.).

Si richiede:
a) il calcolo delle reazioni vincolari;
b) il diagramma del taglio e del momento flettente;
c) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.

TAGLIO

MOMENTO FLETTENTE
Esercizio 8

Si studi la trave iperstatica di Eulero-Bernoulli riportata in Figura 3.4.

Fig. 3.4: traccia

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI=cost.).

Si richiede:
a) il calcolo delle reazioni vincolari;
b) il diagramma del taglio e del momento flettente;
c) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.

TAGLIO

MOMENTO FLETTENTE
Esercizio 9

Si studi la trave iperstatica di Eulero-Bernoulli riportata in Figura 4.4.

Fig. 4.4: traccia

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI=cost.).

Si richiede:
a) il calcolo delle reazioni vincolari;
b) il diagramma del taglio e del momento flettente;
c) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.

TAGLIO

MOMENTO FLETTENTE
Esercizio 10
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

Q=10KN
1

4m 4m 1,5m

Fig. 1.3

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale
elastico lineare ed isotropo (E=210 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagramma T, M;
III) valore della tensione equivalente secondo tresca in (1) nella sezione A;
IV) deformata a maniera.
Esercizio 11
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

q=10 kN/m
1

4m 6m

Fig. 2.3

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale
elastico lineare ed isotropo (E=210 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagramma T, M;
III) valore della tensione equivalente secondo tresca in (1) nella sezione A;
IV) deformata a maniera.
Esercizio 12
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

v*=0,30cm

4m 3m

Fig. 3.3

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale
elastico lineare ed isotropo (E=210 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagramma T, M;
III) valore della tensione equivalente secondo tresca in (1) nella sezione A;
IV) deformata a maniera.
Esercizio 13
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

q=1 kN/m
1

4m 4m 2m

Fig. 4.3

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale
elastico lineare ed isotropo (E=210 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagramma T, M;
III) valore della tensione equivalente secondo tresca in (1) nella sezione A;
IV) deformata a maniera.
Esercizio 14
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

Q=10KN
1

4m 4m 1,5m

Fig. 1.3

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale
elastico lineare ed isotropo (E=210 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagramma T, M;
III) valore della tensione equivalente secondo tresca in (1) nella sezione A;
IV) deformata a maniera.
Esercizio 15
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

q=10 kN/m
1

4m 6m

Fig. 2.3

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale
elastico lineare ed isotropo (E=210 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagramma T, M;
III) valore della tensione equivalente secondo tresca in (1) nella sezione A;
IV) deformata a maniera.
Fig. 3.2
Esercizio 16
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

v*=0,30cm

4m 3m

Fig. 3.3

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale
elastico lineare ed isotropo (E=210 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagramma T, M;
III) valore della tensione equivalente secondo tresca in (1) nella sezione A;
IV) deformata a maniera.
Esercizio 17
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

q=1 kN/m
1

4m 4m 2m

Fig. 4.3

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale
elastico lineare ed isotropo (E=210 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagramma T, M;
III) valore della tensione equivalente secondo tresca in (1) nella sezione A;
IV) deformata a maniera.
Esercizio 18
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

M=10KNm

4m 2m 2m

La trave ha una sezione retta costante (rettangolare b= 30 , h=40cm) ed è costituita


tutta dallo stesso materiale elastico lineare ed isotropo (E =30 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagrammi T, M;
III) verifiche di resistenza
IV) deformata a maniera.

Esercizio 19
E’ data la trave iperstatica rappresentata in figura

Q=10KN q=10 kN/m

4m 4m

La trave ha una sezione retta costante (rettangolare b= 30 , h=40cm) ed è costituita


tutta dallo stesso materiale elastico lineare ed isotropo (E =30 GPa).

Determinare:
I) grado di iperstaticità;
II) diagrammi T, M;
III) verifiche di resistenza
IV) deformata a maniera.
Tabella A
Tubi in Acciaio a sezione circolare cava

Sezione di Sezione Momento di Modulo di Raggio di


dxs Peso passaggio metallica inerzia resistenza inerzia
mm kg/m cm2 cm2 J = cm4 W = cm3 i = cm
33,7 x 2,6 2,010 6,380 2,540 3,090 1,840 1,100
33,7 x 2,9 2,220 6,110 2,810 3,360 1,990 1,090
33,7 x 3,2 2,420 5,850 3,070 3,600 2,140 1,080
42,4 x 2,6 2,570 10,90 3,250 6,460 3,050 1,410
42,4 x 2,9 2,840 10,50 3,600 7,060 3,330 1,400
42,4 x 3,2 3,110 10,20 3,940 7,620 3,590 1,390
48,3 x 2,6 2,950 14,60 3,730 9,780 4,050 1,620
48,3 x 2,9 3,270 14,20 4,140 10,70 4,430 1,610
48,3 x 3,2 3,590 13,80 4,530 11,60 4,800 1,600
60,3 x 2,9 4,140 23,30 5,230 21,60 7,160 2,030
60,3 x 3,2 4,540 22,80 5,740 23,50 7,780 2,020
60,3 x 3,6 5,070 22,10 6,410 25,90 8,580 2,010
76,1 x 2,6 4,750 39,50 6,000 40,60 10,70 2,600
76,1 x 2,9 5,280 38,80 6,670 44,70 11,80 2,590
76,1 x 3,2 5,800 38,20 7,330 48,80 12,80 2,580
76,1 x 3,6 6,490 37,30 8,200 54,00 14,20 2,570
88,9 x 2,6 5,570 55,00 7,050 65,70 14,80 3,050
88,9 x 3,2 6,810 53,50 8,620 79,20 17,80 3,030
88,9 x 3,6 7,630 52,40 9,650 87,90 19,80 3,020
88,9 x 4,0 8,430 51,40 10,70 96,30 21,70 3,000
114,3 x 3,6 9,900 90,10 12,50 192,0 33,60 3,920
114,3 x 4,0 11,00 88,70 13,90 211,0 36,90 3,900
114,3 x 4,5 12,10 87,10 15,50 234,0 41,00 3,890
139,7 x 2,9 9,860 141,0 12,50 292,0 41,80 4,840
139,7 x 3,6 12,20 138,0 15,40 357,0 51,10 4,810
139,7 x 4,0 13,50 136,0 17,10 393,0 56,20 4,800
139,7 x 4,5 14,90 134,0 19,10 437,0 62,60 4,780
Tabelle C (Teoria di Eulero-Bernoulli - z = z / l )
Tipo di schema e reazioni Diagramma del taglio Diagramma del momento Linea elastica
ql 2

!A !B

ql 2 ql 2 8
vmax = v /2
y, v
4
&1 ql 2 5 ql ql 4
QA QB #
T ( z ) = ql $ ' z ! M (z ) = (
z !z2 ) vl / 2 = = 0.0130
% 2 " 2 384 EI EI
3
ql ql ql ql 2 ql
Q A = QB = TA = ; TB = ! Ml/2 = ! B = "! A =
2 2 2 8 24 EI
F2
!A !B
F2

vmax = v /2
Fl 4
y, v
F
per 0 ! z < l / 2 M ( z ) = F z per 0 ! z ! l / 2
Fl 3
QA QB
T ( z) = vmax = vl / 2 =
2 2 48 EI
F F l 2
T ( z) = "
2
per l / 2 < z ! l M ( z ) = (1 " z ) per l / 2 ! z ! l! = "! = F l
F 2 B A
Q A = QB = F F l
16 EI
2 TA = ; TB = ! M = F
2 2 l/2
4
C
C
!A !B

y, v
vmax
2
QA QB
C Cl Cl 2
T ( z) = z vl / 2 = = 0.0625
l M ( z) = C 16 EI EI
l
C Cl Cl
Q A = QB = "A = ! ; !B =
l 6 EI 3EI
ql ql 2 2

vB
y, v
2 !B
QA
T ( z ) = ql (1 ! z ) ql
M (z) = (! 1 + 2 z ! z )
2
2 ql 4 ql 3
A

TA = ql ql 2 vB = ; "B = !
ql 2 MA = ! 8 EI 6 EI
Q A = ql ; M A = 2
2

y, v vB

!B
A

M ( z ) = !C 2
T =0 Cl Cl
M =C vB = ; "B !
A 2 EI EI
Fl
F
vB
y, v
!B
QA

Fl 3 F l2
A

&z #
T ( z) = F M ( z ) = Fl $ ' 1! vB = ; "B = !
%l " 3EI 2 EI
QA = F ; M A = Fl M A = !F l
Esercizio 1
Determinare il diagramma del momento flettente della trave continua riportata in Fig. 1.4 e
tracciare qualitativamente la competente deformata.

q= 10 kN
Q = 40 kN
l1 = l2 = 4 m
l3 = 2 m

Fig. 1.4

Nello specifico la trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso
materiale elastico lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI = cost.).

TAGLIO

MOMENTO FLETTENTE

DEFORMATA
Esercizio 2
Si studi la trave continua riportata in Fig. 2.4.

q= 10 kN
C = 10 kN
l1 = 5 m
l2 = l3 = l4 =2 m

Fig. 2.4

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI = cost.).
Si richiede:
a) il diagramma del momento flettente;
b) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.

TAGLIO

MOMENTO FLETTENTE

DEFORMATA
Esercizio 3
Si studi la trave continua riportata in Fig. 3.4.

Q= 20 kN
C = 10 kN
l1 = 4 m
l2 = l3 = l4 = 2 m

Fig. 3.4

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita tutta dallo stesso materiale elastico
lineare ed isotropo (rigidezza flessionale EI = cost.).
Si richiede:
a) il diagramma del momento flettente;
c) il tracciamento qualitativo della deformata della trave.

TAGLIO

MOMENTO FLETTENTE

DEFORMATA
Esercizio 4

Si studi la trave continua riportata in Figura 1.1a.

Figura 1.1.a: trave continua

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita dal profilo in acciaio indicato in figura
1.1.b
Il modulo elastico è pari a 210.000 N/mm2;
Il coefficiente di dilatazione termica lineare a è pari a 12 x 10-6 [K-1].

Si richiede di determinare:
a) le reazioni vincolari;
b) il diagramma del Taglio del Momento flettente e dello sforzo Normale
c) l’’andamento qualitativo della deformata della trave;
d) l’’abbassamento della trave nel punto B;
e) i diagrammi delle tensioni normali e tangenziali nella sezione di mezzeria del tratto C-D.
Esercizio 5

Si studi la trave continua riportata in Figura 2.1a.

Figura 2.1.a: trave continua

La trave ha una sezione retta costante ed è costituita dal profilo in acciaio indicato in figura 2.1.b
Il modulo elastico è pari a 210.000 N/mm2;
Il coefficiente di dilatazione termica lineare a è pari a 12 x 10-6 [K-1].

Figura 2.1.b: sezione retta della generica asta della trave continua (dimensioni in mm)
Si richiede di determinare:
a) le reazioni vincolari;
b) il diagramma del taglio del momento flettente e dello sforzo Normale
c) l’’a
’’andamento qualitativo della deformata della trave;
d) l’’a
’’abbassamento della trave nel punto B;
e) i diagrammi delle tensioni normali e tangenziali nella sezione di mezzeria del tratto C-D.