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MERRIGARE PALLIDO E ASSORTO

IL TUO MURO
Il muro di cui Montale parla non è altro che un ostacolo che si incontra al fine di raggiungere
un traguardo, un obiettivo. Per ostacolo s’intende quella sconfitta dalla quale bisogna
rialzarci con una sensazione di rivincita.
In base alle mie esperienze personali, i più grandi muri li ho incontrati in ambito sportivo.
Ricordo, a tal proposito, che al fine di preparare con successo un tempo in una distanza, mi
impegnai così tanto per raggiungere il mio obiettivo prefissato. Ci furono diversi ostacoli da
superare, nei quali sentivi te stesso disperato e sconfitto, ma solo le parole di conforto della
tua allenatrice potevano tirati su di morale e ti portavano a riflettere sulle tue capacità di
potercela fare.
“chi non lotta, ha già perso” è un proverbio che rispecchia realmente quando una persona si
ritrova un muro davanti che non riesce a scavalcare. A mio avviso, non bisogna arrendersi,
non bisogna rinunciare ad aspirare a ruoli sempre più alti perché superare quel grande
ostacolo è l’unica cosa che ti rende soddisfatto di te stesso.

UNA BRECCIA NEL MURO


Immagina di essere nella tua camera e di avere un muro davanti a te, con una finestra che ti
permette di osservare il paesaggio che c’è fuori. Cosa faresti per “aprilo”?
Personalmente, prenderei un pezzo di carta, una tavolozza, dei colori e dei pennelli per
dipingere la sua continuazione, per andare oltre quel che si vede in quel piccolo rettangolo
della finestra. Non mi impegnerei a curarne i piccoli dettagli, ma ad immaginare quanto più
spazio possa riprodurre in modo che appari ai miei occhi meno minaccioso e oppressivo.
Oppure, prenderei una pianta, un modellino di un’automobile, un segnale stradale e li
sistemerei in un modo armonioso al fine di creare una continuazione personale a quel
dipinto stampato dalla finestra, cercherei di ipotizzare come fosse ampio il paesaggio
esterno.

ANALISI DEL TESTO E COMMENTO


Per quanto riguarda la metrica, la poesia è costituita da quattro strofe (tre quartine e
un’ultima strofa di cinque versi) di versi liberi (novenari, decasillabi ed endecasillabi). Nella
prima e nella terza strofa le rime sono baciate, nella seconda alternate; nell’ultima
l’alternanza delle rime è interrotta da un verso centrale, unito fonicamente da una
consonanza.
Nelle prima tre strofe (parte descrittiva) sono fissate le diverse sensazioni che il poeta prova
in un caldo "meriggiare" di luglio, sensazioni che dipendono non solo dal paesaggio riarso e
aspro della sua Liguria, ma soprattutto dalla gran calura che snerva il corpo e dall'ora
particolare del mezzogiorno.
Nella quarta strofa (parte riflessiva) sono espresse le considerazioni del poeta sull'esistenza
umana: vivere – per Montale – è come camminare lungo una muraglia invalicabile, irta di
cocci aguzzi di bottiglia, che assurgono a simbolo delle difficoltà insormontabili della vita.
Un’altra caratteristica evidente della poesia è la sua ricercatezza fonica. Moltissime
le allitterazioni presenti e, in particolare, gli scontri consonantici (con s, r, t, c, h). A queste si
aggiungono le molte assonanze (es. merli-serpi), le consonanze che chiudono tutti i versi
della quarta strofa e le onomatopee presenti ai vv. 4 o 11 (schiocchi, frusci, scricchi).
Altre figure retoriche che troviamo sono:

 sinestesia: “osservare tra frondi il palpitare/ lontano di scaglie di mare” (vv. 9-10);
 enjambements (vv. 5-6, 9-10, 11-12...);
 ossimoro: “triste meraviglia” (v. 14);
 metafora: la muraglia finale è metafora esplicita della vita;
 paronomasia: “sterpi”-"serpi" (vv. 3-4);
 analogia: “calvi picchi” (v. 12);
 climax ascendente: struttura l’intera poesia, dalle crepe del suolo ai calvi picchi alla
muraglia.

LO SGUARDO RECIPROCO DEGLI INNAMORATI


La poesia del poeta francese esprime in modo più efficace l’esperienza dell’amore sentita
dai ragazzi. Il poeta, infatti, non si limita solo a descrivere in modo ampio quali sono le
caratteristiche del sentimento provato dai due innamorati, ma ne cura la descrizione
parlando delle emozioni provate da chi è escluso da quel mondo esclusivo e indipendente
dei due innamorati. Parla, inoltre, anche delle difficoltà che i due devono affrontare durante
il loro percorso e le soluzioni possibili per affrontare al meglio la notte che ogni giorno cala.
I RAGAZZI CHE SI AMANO
Questa poesia esalta l'amore presso i giovani innamorati: niente e nessuno esiste più
attorno a loro, poiché essi non appartengono più a questo mondo, ma ad un altro, che vive
nell'accecante calore del loro sentimento. Ciascuno può dunque ritrovare in questa delicata
lirica d'amore echi ed immagini della propria adolescenza.
Il componimento si regge sulla contrapposizione - espressa senza enfasi ma con gioiosa
partecipazione - fra "i ragazzi che si amano", estraniati dal mondo e dimentichi di tutto, e "i
passanti" avvolti nella loro banale quotidianità.
 Si parla di due ragazzi che si amano e si baciano al tramonto e la gente che passa,
vedendoli, li disapprova indignata, ma loro non notano nulla, non ci sono per nessuno,
vivono esclusivamente nel loro primo amore. Perché l’amore tra due giovani deve essere
schernito, disapprovato, come se fosse qualcosa di proibito o un delitto che non va
commesso e i giovani additati come criminali da condannare e combattere? Forse, perché i
giovani hanno ancora il coraggio, che deriva dall’incoscienza o dall’innocenza dei loro anni,
di manifestarlo liberamente, di viverlo come amore. E cos’è allora, l’amore di cui ci parla il
poeta? È l’amore che rigenera l’esistenza, è l’amore che acceca e rende unici e straordinari,
è l’amore che crea un mondo e annulla gli altri, che rende invisibili e senza paura, è un
amore che libera.
 
Figure retoriche:
 le porte della notte   - metafora
 i passanti che passano - allitterazione
 più lontano della notte – metafora
 loro primo amore – allitterazione
 La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia – consonanza “l”
 porte della notte – consonanza “t”

VIVIAMO, MIA LESBIA, E AMIAMO


Figure retoriche:
 v. 2 rimproveri dei vecchi: ALLITTERAZIONE
 v. 4 sole: METONIMIA per giorno
 v. 5 luce: METONIMIA per giorno
 vv. 5-6 breve luce della vita / sola interminabile notte: CHIASMO. Notare anche l’ANTITESI
luce / notte
 vv. 8-9 poi … poi … poi … poi ANAFORA