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Termoablazione del carcinoma epatocellulare con nuovo ago-elettrodo espandibile

Termoablazione con radiofrequenza del carcinoma epatocellulare di


grosse dimensioni con un nuovo ago-elettrodo espandibile con
infusione intralesionale di soluzione salina
Ablation of large HCCs using a new saline-enhanced expandable
radiofrequency device *

L. Tarantino a,*, I. Sordelli b, V. Nocera c, A. Piscopo d, C. Ripa b, D. Parmeggiani b, P. Sperlongano b


a
Unità Operativa di Epatologia ed Ecografia Interventistica, Ospedale S. Giovanni di Dio, ASL NA3,
Frattamaggiore (Napoli), Italia
b
V Divisione di Chirurgia Generale, Seconda Università di Napoli, Napoli, Italia
c
Dipartimento di Radiologia, Ospedale S. Giovanni di Dio, ASL NA3, Frattamaggiore (Napoli), Italia
d
Unità di Anestesiologia, Ospedale S. Giovanni di Dio, ASL NA3, Frattamaggiore (Napoli), Italia

*Premio per i migliori poster presentati al XIX Congresso Nazionale SIUMB 2007
*
Indirizzo per corrispondenza. Luciano Tarantino, via Montedoro 43 (Parco Montedoro) – 80059
Torre del Greco (NA). Tel. 081.8817059 - Fax 081.8891302
E-mail: luciano_tarantino@fastwebnet.it
Traduzione italiana a cura della Dott.ssa Elisa Pagliara

Sommario
Scopo: Valutazione di un nuovo ago-elettrodo espandibile progettato per indurre ampi volumi di
necrosi mediante radiofrequenza (RF) del Carcinoma Epatocellulare (HCC).
Materiali e metodi: 29 pazienti con 31 HCC > 3 cm (range 3-7,5 cm, media 5,5 cm) sono stati
sottoposti a RF percutanea sotto guida ecografica usando un ago-elettrodo espandibile con sette
uncini con infusione intratumorale di soluzione salina, progettato per creare un’area di ablazione
tessutale del diametro fino a 7 cm (StarBurst-XLi-enhanced, Angiodynamics, Queensbury, NY,
USA). Il trattamento è stato condotto in anestesia generale (6 pazienti) o in sedazione profonda (23
pazienti). L’efficacia del trattamento è stata valutata con TC trifasica e con follow-up ecografico
ogni 2 mesi.
Risultati: Sono state praticate da 1 a 3 inserzioni (media 1,6) per paziente. La necrosi completa alla
TC è stata raggiunta in 23/31 noduli di HCC (74%) in 22 pazienti. Il follow-up di questi 22 pazienti
è compreso tra 2 e 15 mesi (media 8,3 mesi). 6/22 pazienti (28%) hanno presentato nuove recidive
intraepatiche entro 5-10 mesi (media 8.3 mesi). Complicanze maggiori sono state: sindrome post-
ablativa in 7/29 (24%), versamento peritoneale in 4/29 (14%), versamento pleurico in 2/29 (7%) e
ittero ostruttivo transitorio in 1/29 (3.4%) pazienti. Un paziente è deceduto 6 mesi dopo il
trattamento per la progressione del tumore.
Conclusioni: L’Ago-elettrodo StarBurst-XLi ad infusione salina è un dispositivo efficace e sicuro
per il trattamento del carcinoma epatocellulare di grandi dimensioni.
Termoablazione del carcinoma epatocellulare con nuovo ago-elettrodo espandibile

Parole chiave: Carcinoma Epatocellulare; Ecografia; Procedure Interventistiche; Radiofrequenza

Abstract
Purpose: Evaluation of a new device designed to achieve large volumes of necrosis in
hepatocellular carcinoma (HCC) nodules by application of radiofrequency ablation (RFA).
Materials and Methods: 29 consecutive patients with 31 HCC nodules ≥3 cm in diameter (range 3-
7.5 cm; mean diameter 5.5 cm) underwent ultrasound (US) guided percutaneous RFA using an
expandable electrode with 7 active arrays and saline injection designed to create tissue ablation in
areas of up to 7 cm (Starburst XLi-Enhanced RFA device). Treatment was performed in general
anesthesia (6 patients) or deep sedation (23 patients). Treatment efficacy was assessed by three-
phase contrast-enhanced computed tomography (CT) and bimonthly US follow-up.
Results: 1 to 3 electrode insertions (mean number 1.6) were performed in each patient. CT showed
complete necrosis in 23/31 HCC nodules (74%) in 22 patients. Follow-up of these 22 patients
ranged from 2 to 15 months (mean time 8.3 months). In 6/22 patients (28%) intrahepatic recurrence
occurred within 5-10 months (mean time 8.3 months). Major complications were post-ablation
syndrome in 7/29 (24%), peritoneal effusion in 4/29 (14%), pleural effusion in 2/29 (7%) and
transient obstructive jaundice in 1/29 (3.4%) patients. One patient died 6 months after treatment
because of tumor progression.
Conclusion: In the treatment of large HCC nodules, StarBurst-XLi-enhanced is an effective and safe
device.
Key words: Hepatocellular Carcinoma; Ultrasound; Interventional procedure; Radiofrequency
Ablation

Introduzione
L’ablazione percutanea con radiofrequenza (RF) ecoguidata è un’alternativa valida alla chirurgia nel
trattamento di piccoli noduli di carcinoma epatocellulare (HCC) in pazienti con cirrosi epatica.
Tuttavia una delle limitazioni della tecnica RF è che con i sistemi RF descritti finora in letteratura
non si possono ottenere ampie aree di necrosi; esse di solito non superano i 4 cm, il che significa
che questo trattamento non è adeguato nelle neoplasie più grandi ( ≥3 cm). Lo scopo di questo
studio era di testare una nuova apparecchiatura RF che combina multiple innovazioni tecnologiche
al fine di ottenere un più ampio volume sferico di necrosi (fino a 7 cm). Questo articolo riporta i
risultati ottenuti utilizzando questa nuova attrezzatura nel trattamento dei grossi noduli di HCC
(≥3cm) in pazienti con cirrosi epatica.

Materiali e metodi
Ventinove pazienti con cirrosi epatica (18 maschi, 11 femmine; intervallo di età 54-79 anni) con 31
grossi noduli di HCC (≥3cm di diametro) sono stati sottoposti a RF percutanea ecoguidata; 2
pazienti avevano 2 noduli.
I pazienti sono stati selezionati secondo i seguenti criteri:
• fino a 3 noduli di dimensioni ≥3cm;
• assenza di trombosi del tronco portale principale o di uno dei rami portali principali, mentre
la trombosi del ramo segmentale della porta non è stata considerata un criterio di esclusione;
la natura benigna o maligna della trombosi è stata valutata tramite eco-contrastografia
(CEUS);
• assenza di metastasi extraepatiche di HCC;
• gravità dell'alterazione della funzione epatica che non superasse la classe Child-Pugh B-9;
• assenza di ascite;
• pazienti con noduli adiacenti al tratto gastrointestinale o l'ilo epatico sono stati esclusi.
Noduli superficiali confinanti con il diaframma, la colecisti, il rene ed il ramo destro o
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sinistro della vena porta non sono stati considerati come criteri di esclusione.
Dei 29 pazienti, 19 non erano trattabili con la chirurgia e 10 avevano rifiutato la terapia (trapianto
epatico o resezione). Nessuno tra i pazienti era stato precedentemente sottoposto ad altri trattamenti
per HCC.
La diagnosi di HCC era stata posta sulla base dei pattern caratteristici di enhancement
(enhancement arterioso e wash-out tardivo) alla TC con mezzo di contrasto ed alla CEUS. 18
pazienti erano stati sottoposti anche a biopsia ecoguidata che aveva confermato la diagnosi basata
sui risultati TC e CEUS.
L’approvazione etica per questo studio è stata garantita dal Comitato Etico sull'Etica di Ricerca del
nostro Istituto, ed è stato ottenuto il consenso informato da tutti i pazienti.
Prima del trattamento tutti i pazienti sono stati sottoposti a:
• test sierologici sulla funzione epatica ed emocoagulativa;
• ECG;
• radiogramma del torace;
• alfa-fetoproteina sierica (AFP);
• ecografia addominale utilizzando l'attrezzatura ecografica disponibile (Aloka 5500 PV
extended, Tokio, Giappone) ed una sonda elettronica convex da 3.5-5.0 MHz;
• una TC trifasica con mezzo di contrasto (Atom Fast Ring, Hitachi Medical Systems, Tokyo,
Giappone; dopo somministrazione di mdc iodato (Iomeron 400 [iomeprolo], Bracco SpA,
Milano, Italia) (Fig. 3a).
Tutti i pazienti sono stati sottoposti a RF percutanea ecoguidata impiegando un ago-elettrodo
espandibile di nuova generazione di 15 gauge (Starbust Xli-enhanced. Angiodynamics, Queensbury,
NY, USA) attrezzato con 7 uncini attivi (Fig. 1) e canali multipli lungo l'asse dell’ago per
l’iniezione di una soluzione salina durante il trattamento. La distanza tra le punte di due uncini
opposti completamente spiegati è di 7 cm (Fig. 2). Il sistema è stato progettato per creare aree di
ablazione tissutale fino a 7 cm. Il sistema è equipaggiato con canali interni agli uncini, che quando è
collegato ad una pompa elettronica, permette un flusso intramurale regolare di soluzione salina
durante l'ablazione. 5 uncini sono anche equipaggiati di coppie termiche per una registrazione
continua della temperatura nel tessuto bersaglio.

Fig. 1. Il nuovo ago elettrodo Starbust XL-i potenziato.

Fig. 2. Dettaglio della punta dell’ago-elettrodo con uncini


pienamente spiegati. Il diametro dell'apparato è di 7 cm.
Termoablazione del carcinoma epatocellulare con nuovo ago-elettrodo espandibile

Le caratteristiche dello strumento sono riportate nella Tab. 1. Due grosse placche auto-adesive sono
attaccate alle cosce del paziente e sono usate come elettrodi di dispersione.
Il generatore di radiofrequenza (RITA 1500 X system, Angiodynamics, Queensbury, NY, USA) è
attrezzato con 3 porte seriali per erogare una potenza di 250 Watt. Si ottiene la coagulazione della
lesione bersaglio utilizzando corrente elettrica alternata ad alta frequenza prodotta dal generatore di
radiofrequenze. Software specifici permettono la modulazione in tempo reale dell'energia applicata
basandosi sulla temperatura rilevata dalle coppie termiche (thermocouples) di elettrodi nel tessuto
specifico. Durante l'esposizione della lesione alla corrente di radiofrequenza (RF), una soluzione
salina viene iniettata attraverso l'ago-elettrodo nel tumore affinchè il tessuto neoplastico intorno agli
uncini dell'ago sia perfuso in modo da aumentare la conduttività elettrolitica dei campi di
radiofrequenza nel tessuto bersaglio e di evitare la vaporizzazione e la carbonizzazione del tessuto,
aumentando così il volume di necrosi coagulativa.

Tab. 1 Caratteristiche tecniche dell'ago-elettrodo Starbust XL-i enhanced e del sistema di generazione di
potenza RITA 1500X
• diametro array di uncini fino a 7 cm
• infusione salina tramite pompa elettrica
• alta potenza: fino a 250 W
• software di regolazione automatica del calore

L’approccio percutaneo più favorevole è stato determinato tramite ecografia. Dopo aver fatto una
piccola incisione di cute e muscoli con bisturi, l’ago-elettrodo è stato inserito per via percutanea nel
fegato fino a quando il dente dell’ago non si sia trovato vicino al margine prossimale del tumore
(Fig. 3b). L'inserimento dell’ago e l'apertura delle punte sono state monitorate tramite ecografia
(Fig. 3c). A questo punto, il tumore è stato sottoposto ad ablazione con calore in passaggi multipli.
Le punte sono state aperte a 2 cm e sono stati attivati il generatore di corrente e la pompa per
l'iniezione salina per 2-5 minuti al fine di surriscaldare un volume di 2 cm a 90-110°C. La
procedura è stata poi ripetuta dopo aver aperto le punte a 3, 5, 6 e 7 cm al fine di surriscaldare sfere
concentriche multiple. Il tempo di esposizione per ogni passaggio non è standardizzato, ma viene
determinato dalle “coppie termiche” che rilevano la temperatura intralesionale. Quando
l’attrezzatura dimostrava che la temperatura richiesta fosse stata raggiunta e che il tessuto fosse
stato sufficientemente riscaldato, le punte venivano spiegate per procedere al passaggio successivo.
Il trattamento è stato monitorato in tempo reale tramite ecografia che dimostrava la progressiva
formazione di un'area iperecogena correlata alla lesione termica dentro il tumore per via
dell'iniezione salina e l'effetto vaporizzante del calore (Fig. 3d).
Dopo aver completato il trattamento, le punte sono state riposizionate nell'ago ed il sistema è stato
lentamente ritirato con il generatore di radiofrequenza acceso per surriscaldare il percorso dell'ago
a scopo emostatico e per impedire la disseminazione di cellule neoplastiche [21].
A seconda di forma/dimensioni del tumore o della posizione della neoplasia adiacente a strutture
critiche (l’ilo epatico, la parete del colon, lo stomaco, ecc) che potessero essere danneggiate dal
riscaldamento, le punte dell'elettrodo possono essere anche solo parzialmente spiegate per ottenere
lesioni termiche più piccole. Infatti, lo spiegamento completo delle punte è possibile solo nel caso
di noduli intraparenchimali che non siano troppo vicini a questi organi o a queste strutture.
È stato pianificato un inserimento singolo per noduli di diametro massimo di 5 cm, mentre sono
stati pianificati inserimenti multipli per noduli di diametro superiore a 5 cm per produrre una serie
di volumi parzialmente sovrapposti di necrosi per ottenere una grande area di necrosi che includesse
il tumore. Il trattamento è stato eseguito in anestesia generale (6 pazienti) o sedazione profonda (23
Termoablazione del carcinoma epatocellulare con nuovo ago-elettrodo espandibile

pazienti). L’esame ecografico addominale e l’esame emocromocitometrico per la rilevazione


precoce di un possibile emoperitoneo sono stati eseguiti 2-4 ore dopo aver completato il
trattamento.
Per i pazienti era stata programmata una dimissione dall’ospedale dopo 24 ore dal trattamento.
Febbre e dolore sono state classificate come complicanze minori. Gli eventi che richiedessero
un'ospedalizzazione prolungata, trasfusioni di sangue o terapia chirurgica sono stati considerati
complicanze maggiori (ossia emoperitoneo, versamenti pleurici, trombosi della vena porta, cirrosi
epatica scompensata, insufficienza renale, ittero marcato, ascessi, ecc.).
4 settimane dopo il trattamento con RF, il risultato è stato valutato con TC trifasica con mezzo di
contrasto (AtomFast Ring, Hitachi Medical Systems, Tokyo, Giapppne) eseguita con
somministrazione di 150ml di mezzo di contrasto iodato (Iomeron 400 [Iomeprolo], Bracco SpA,
Milano, Italia) ad un flusso di 3 ml/sec. Sono state ottenute immagini in fase arteriosa e portale
iniziate rispettivamente a 20 e 60 secondi dall’inizio dell’iniezione di mezzo di contrasto, mentre le
immagini tardive sono state ottenute da scansioni iniziate 70 secondi dopo la fine dell'iniezione di
mezzo di contrasto. La necrosi del tumore è stata considerata completa quando nessuna area di
enhancement intralesionale fosse stata evidente dalla fase arteriosa precoce (Fig. 3e) e durante la
fase portale e tardiva. Altrimenti, la risposta veniva registrata come incompleta [22,23]. Il follow-up
dei pazienti dopo il trattamento è stato effettuato con ecografia addominale e AFP sierica ogni 2 mesi
[23]. Gli studi ecografici sono stati eseguiti per valutare i cambiamenti nel volume delle lesioni
trattate e per localizzare nuovi noduli (ricorrenze) e trombosi della vena porta. Se l'ecografia avesse
dimostrato recidiva locale o a distanza, sarebbe stato eseguito un esame TC per dimostrare le lesioni
trattate e rilevare nuovi noduli e trombosi venosa portale.

Risultati
I risultati del trattamento con RF sono sintetizzati nella Tab. 2. 15 pazienti sono stati classificati nella
classe A di Child-Pugh e 14 nella classe B. I valori di INR variavano da 0,9 a 1,45 ed il conteggio
delle piastrine variava da 225.000/mmc a 55.000/mmc. I livelli di AFP sierica erano minori di 20
ng/ml in 12 pazienti, tra 21 e 400 ng/ml in 16 pazienti (range 35-245 ng/dl) e superavano i 400 ng/dl
in 1 paziente (460 ng/dl).
Il diametro dei noduli variava da 3 a 7.5 cm (diametro medio 5,5 cm). 22 noduli erano localizzati nel
lobo destro e 9 nel lobo sinistro del fegato. 12 noduli erano localizzati superficialmente sotto il
diaframma nella cupola epatica, 4 noduli erano localizzati vicino i rami portali principali, 4 noduli
erano localizzati vicino al rene destro e 4 noduli erano localizzati vicino alla colecisti.
In 2 pazienti era presente trombosi neoplastica del ramo portale: uno nel VI segmento ed una nel VII
segmento. Entrambi i trombi neoplastici sono stati trattati “en-bloc” con i noduli HCC correlati.
Da 1 a 3 inserimenti (numero medio 1.6) sono stati eseguiti per nodulo di HCC. Il tempo di
trattamento per sessione/paziente (dal primo all’ultimo inserimento dell’elettrodo) variava da 12 a 55
minuti (tempo medio: 27 minuti).
La TC ha mostrato che è stata ottenuta la necrosi completa in 23/31 noduli di HCC (74%) in 22
pazienti. Riguardo le dimensioni dei noduli, si è osservata necrosi completa in 9/10 (90%) dei noduli
di diametro ≤ 5 cm (range 3,0-4,8) ed in 14/21 dei noduli (67%) che misuravano tra i 5,3 ed i 7,5 cm
di diametro. Il trattamento RF ha avuto come risultato la necrosi incompleta di 8/31 noduli in 7
pazienti. Le possibili cause di necrosi incompleta erano la prossimità a grossi vasi in 3 casi [6] ed
una difficoltà all’approccio percutaneo in 4 casi. Tutti e 7 i pazienti sono stati sottoposti a trattamenti
ablativi supplementari e 5 pazienti sono stati sottoposti anche a TACE. Questi 7 pazienti non sono
stati considerati nell’analisi del follow-up.
Termoablazione del carcinoma epatocellulare con nuovo ago-elettrodo espandibile

a b

c d

Fig. 3 (a) Scansione TC nella fase arteriosa che dimostra un HCC nel V°segmento epatico 4,8 cm di diametro; (b) Sotto guida
ecografica, l'ago-elettrodo è inserito per via percutanea nel fegato fino a quando la punta dell'ago si trova vicino al margine
prossimale del tumore (freccia ricurva); (c) L'inserimento e spiegamento degli uncini (freccia ricurva) possono essere accuratamente
monitorati tramite ecografia; (d) Quando il generatore è acceso, si forma un’area iperecogena che si accresce progressivamente
attorno la punta dell'elettrodo. (e) Scansione TC trifasica successiva al trattamento in fase arteriosa che dimostra una grande area di
necrosi nel 5° segmento (frecce) che supera l'estensione del tumore.

Complicanze
Dopo il trattamento con RF, si è manifestata febbre in 23/29 pazienti (79%) e dolore in 5/29 pazienti
(17%) è stato necessario somministrare antidolorifici o antipiretici in 16/29 (55%) è stata osservata
una sindrome post-ablativa [24] (febbre e dolore che durino per 2-5 giorni) in 7/29 pazienti (24%).
Sono state osservate complicanze maggiori: versamento peritoneale in 4/29 pazienti (14%),
versamenti pleurici in 2/29 pazienti (7%) ed ittero ostruttivo transitorio in 1/29pazienti (3.4%). Tutti
i pazienti, tranne 5, sono stati dimessi dall'ospedale il giorno successivo alla procedura. 4 pazienti
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con versamento peritoneale autolimitantesi ed uno con dolore addominale persistente sono stati
dimessi entro 2-4 giorni dopo il trattamento. Nessuno dei pazienti ha avuto necessità di intervento
chirurgico o di trasfusioni di sangue.

Diametro dei noduli Patienti Noduli di Inserzioni di Elettrodi Necrosi Completa Recidive Morti
(media) HCC (media) (% noduli) (% pazienti) (%)

< 5 cm 10 10 Range : 1-2 9/10 1/9 0/10


3.0-4.8 cm (1.2) (90%) (11%)
(4.1 cm)

>5 cm 19 21 Range : 1-3 14/21 5/13 1/19


5.3 – 7.5 cm (1.8) (67%) (38%)
(5.9 cm)

Overall 29 31 Range:1-3 23/31 6/22 1/29


3–7.5 cm (1.6) (74%) (28%) (3 %)
(5.5 cm)

Tab. 2. Risultato dell’ablazione con radiofrequenza in accordo con il diametro dei noduli (<5 cm vs > 5 cm)

Complicanze
Dopo il trattamento con RFA, si è manifestata febbre in 23/29 pazienti (79%) e dolore in 5/29
pazienti (17%) è stato necessario somministrare antidolorifici o antipiretici; in 16/29 (55%) è stata
osservata una sindrome post-ablativa [24] (febbre e dolore per 2-5 giorni) in 7/29 pazienti (24%).
Sono state osservate complicanze maggiori: versamento peritoneale in 4/29 pazienti (14%),
versamenti pleurici in 2/29 pazienti (7%) ed ittero ostruttivo transitorio in 1/29 pazienti (3.4%). Tutti
i pazienti, tranne 5, sono stati dimessi dall’ospedale il giorno successivo alla procedura. 4 pazienti
con versamento peritoneale autolimitantesi ed uno con dolore addominale persistente sono stati
dimessi entro 2-4 giorni dopo il trattamento. Nessuno dei pazienti ha avuto necessità di intervento
chirurgico o di trasfusioni di sangue.

Follow-up
Il follow-up è compreso tra 2 e 15 mesi (tempo medio 8.3 mesi). Uno dei 7 pazienti che presentava
necrosi incompleta del nodulo di HCC è morto 6 mesi dopo il trattamento per progressione di
malattia. Tutti i pazienti restanti erano vivi all’ultimo follow-up.
Durante il follow-up, l’esame ecografico ed i controlli TC successivi hanno dimostrato una recidiva
locale in 6/22 pazienti (28%) che presentavano necrosi completa dei noduli di HCC dopo
trattamento con RF. La recidiva si è verificata in 1/9 pazienti (11%) con noduli <5 cm ed in 5/13
pazienti (38%) con moduli >5cm di diametro. Tutte le lesioni ricorrenti sono state trattate con
trattamenti addizionali di ablazione e/o TACE. Durante il follow-up, nessuno dei pazienti ha
presentato impianti neoplastici cutanei o nella parete addominale (seeding) lungo il percorso
dell’ago-elettrodo all’esame clinico, all’ecografia ed alla TC [21].

Discussione
I limiti del trattamento chirurgico dell’HCC a causa della sede, età e condizioni cliniche associate
hanno portato allo sviluppo di terapie locoregionali alternative. La RF percutanea ecoguidata è una
procedura scarsamente invasiva oramai considerata una valida alternativa terapeutica alla chirurgia
nel trattamento di piccoli noduli di HCC in pazienti con cirrosi epatica [1]. La procedura comporta
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l’inserimento di un ago-elettrodo nel tessuto neoplastico per indurre un volume di necrosi applicando
energia termica senza causare danni sistemici [1-5]. La RF è efficace quando la dimensione dell’area
di ablazione supera il diametro della neoplasia di 1-2 cm. Lo scopo è di ottenere necrosi di almeno
0,5-1,0 cm di parenchima cirrotico attorno ai margini del tumore per distruggere satelliti
microscopici responsabili di un alto tasso di recideve locali [5].
Un problema comune correlato a tutti i tipi di sistema utilizzati per la termoablazione è il piccolo
volume di necrosi ottenuto [5-7]. Questo limite sembra essere dovuto ad un aumento di impedenza
del tessuto vicino all’ago-elettrodo soprattutto per via della disidratazione e della carbonizzazione
che limita ulteriormente la diffusione di calore [6]. Al fine di ottenere aree più grandi di necrosi
indotte da RF, sono state sviluppate 2 strategie:
1. introduzione di sorgenti multiple di calore nel tumore tramite
• inserimento simultaneo di aghi-elettrodi multipli (cluster) [8]
• inserimento di un singolo grande ago che permetta lo spiegamento di molti uncini
terminali attivi nel tumore [9]
2. ridurre l’impedenza nel tessuto bersaglio tramite:
• raffreddamento interno della punta dell’ago-elettrodo per evitare la carbonizzazione
attorno la punta dell’ago [11]
• infusione di una soluzione salina attraverso fori laterali situati nella punta
dell’elettrodo durante la produzione della lesione termica per evitare la disidratazione
[12-14].
Malgrado questi miglioramenti tecnici, i sistemi di RF descritti in letteratura sono inadeguati nel
trattamento di lesioni grandi (≥3 cm) dato che il diametro di ablazione non supera i 4 cm. Oltretutto,
fino ad ora non ci sono stati studi che dimostrino la superiorità di una sonda per RF rispetto ad
un’altra.
In questo studio, è stato testato un nuovo apparecchio di RF che combina vari avanzamenti
tecnologici tra quelli riportati precedentemente per ottenere aree di termoablazione fino a 7 cm di
diametro. Lo strumento Starbust XL-i è progettato per un allargamento progressivo dell’area di
necrosi attraverso l’iniezione intralesionale di soluzione salina durante il trattamento per evitare la
carbonizzazione e l’aumento di impedenza. Questi processi sono accuratamente controllati da un
sistema di termocoppie ed un software per la modulazione della potenza dell’attrezzatura. 31 grandi
noduli di HCC sono stati trattati usando questo strumento. Un tasso di efficacia veramente alto è
stato ottenuto nel trattamento dei noduli < 5 cm di diametro (90% hanno avuto come risultato la
necrosi completa) e dei risultati relativamente buoni nel trattamento di noduli grandissimi, che
variano tra 5-7,5 cm (67% hanno avuto come risultato una necrosi completa).
In disaccordo con i buoni risultati a breve termine rilevati alla TC post-trattamento, è stato osservato
un alto tasso di recidive (28%) in un breve follow-up medio (media 8.3 mesi). Tuttavia, pazienti con
noduli molto grandi (>5cm) hanno presentato una percentuale significativamente più alta di recidive
locali rispetto ai pazienti con noduli <5cm.
Tuttavia, tutte le complicanze sono state autolimitantesi, e nessuna ha richiesto ricovero in chirurgia
o in terapia intensiva. Nessun caso di disseminazione neoplastica post-RF è stato trovato [21]. La
regola del mantenere il generatore di RF acceso mentre si sta ritirando l’ago-elettrodo (ablazione di
del percorso) probabilmente spiega l’assenza di queste complicanze.
In conclusione, l’ago Starbust XL-i ha dimostrato di essere efficace nel trattamento di grandi noduli
di HCC in questa breve esperienza con una piccola serie di pazienti. Tuttavia, uno studio correlato
all’uso di questo nuovo sistema in una serie più ampia di pazienti è necessaria per dimostrare il suo
vantaggio rispetto ad altri sistemi di RFA attualmente disponibili.
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Confltto di interesse
Gli Autori non hanno da dichiarare conflitti di interesse

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