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ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

Organizzazione: insieme di persone con obiettivo comune che si struttura per ottenerlo, unisce le forze e si
dà delle regole per sopravvivere.

Entità sociali guidate da obiettivi, progettate come sistemi di attività strutturati e coordinati che interagiscono
con l’ambiente esterno —> un mezzo per raggiungere uno scopo, progettata per raggiungerlo.
Aspetto centrale = coordinamento di individui e risorse per la realizzazione collettiva degli obiettivi
desiderati / Manager e proprietari strutturano le risorse organizzative per raggiungere i fini
dell’organizzazione.
Lavoro strutturano in diverse unità/insiemi di attività. (ora maggiore coordinazione orizzontale delle attività
lavorative, usando gruppi di persone di aree funzionali diverse da far cooperare in progetti.
Organizzazione= sistema aperto che riceve input dall’ambiente esterno, aggiunge valore tramite un processo
di trasformazione e restituisce prodotti e servizi all’ambiente.

Ambiente: componente fondamentale di una organizzazione; interno o esterno. Organizzazione non è


stabile, muta e si adatta costantemente al contesto/ai cambiamenti dell’ambiente esterno che evolvono il
concetto di organizzazione —> l’amministratore delegato dovrà adottare nuove misure per mantenere la
competitività aziendale e sopravvivere.

Organizzazione aziendale: deriva dall’esperienza, sono modelli e regole che sono stati definiti da studiosi,
ma non sono scientifici, servono per capire al meglio possibile i fenomeni all’interno di un’organizzazione e
di darne un nome e per cercare di interpretarli —> non esiste una visione giusta e una sbagliata, ogni
organizzazione può essere interpretata in modo differente, in modo soggettivo. Ogni modello/teoria ha diritto
di esistere, potendo essere confermata o smentita.

6 sfide da affrontare:

Globalizzazione: inizio con rivoluzione industriale con motore e telegrafo, che riducono i tempi di
raggiungimento di un luogo a livello fisico e comunicativo.
Con venerdì nero e crollo della borsa, Stati Uniti falliti, ma per risollevare economia introducono i dazi,
penalizzando prodotti importati e avvantaggiando la produzione interna —> brusca limitazione per la
globalizzazione, alza il livello del nazionalismo —> causa inizio delle WW che causano il blocco della
globalizzazione, dello sviluppo dell’economia e la creazione di dazi.
Fine 2^WW= accordi di Bretton Woods riguardanti le relazioni commerciali e finanziarie internazionali tra i
Paesi industrializzati del mondo occidentale, azzerando anche i dazi tra di essi = trattative 1-22 luglio 1944 =
inizio seconda fase della globalizzazione.
Terza fase della globalizzazione = internet — programma ARPANET nel 1969 che aveva scopi militari per
la comunicazione, realizzato dal DARPA (agenzia del dipartimento della difesa degli Stati Uniti) —> forma
embrionale da cui nacque Internet nel 1983.
• Con globalizzazione le aziende possono collocare le diverse parti dell’organizzazione ovunque ciò offra un
vantaggio economico —> outsourcing globale = appaltare alcune funzioni a organizzazioni in altri paesi +
partnership strategiche con organizzazioni straniere per ottenere vantaggio su scala globale.

Competizione: legata direttamente alla globalizzazione —> crescente interdipendenza dell’economia


mondiale crea nuovi vantaggi competitivi, ma anche una maggiore complessità e competitività ambientali.
Bisogna avere consapevolezza, sapere le regole, sopravvivendo così alla globalizzazione (esempio caso
Radaelli con antenne portatili). Ora il consumatore richiede prezzi bassi per beni e servizi di qualità e le
organizzazione che sapranno soddisfare questa richiesta vinceranno la sfida competitiva —> non prendere
prodotto di bassa qualità solo per il costo, sapere le regole, non basta solo produrre un bene. Mantenere bassi
i prezzi e quindi i costi, ma dovendo anche investire sulla ricerca e lo sviluppo per cavalcare l’onda
dell’innovazione, altrimenti si fallisce.

Etica e sostenibilità: regole e valori su cui si basa la convivenza, l’occuparsi della res publica = della cosa
pubblica, del bene di tutti, condiviso. Consapevolezza rafforzata da regole e leggi da parte del governo e da
pressioni dell’opinione pubblica che spinge i manager a rispettare standard etici e professionali elevati.
Ecosostenibilità= nuovo imperativo a causa dei cambiamenti climatici, deli atteggiamenti sociali, delle
politiche pubbliche, e delle tecnologie che divulgato notizie sui danni ambientali causati dalle attività
aziendali + filosofia della sostenibilità che rispetta le risorse naturali.

Time to market/rapidità di risposta: rapidità e incisività di risposta a cambiamenti ambientali, crisi


aziendali e cambi delle aspettative dei clienti. Azienda deve continuamente reinventarsi per avere successo, a
causa dei continui mutamenti ambientali —> ormai grazie a tecnologia è tutto ridotto all’immediato, diverso
da prima. Ma minaccia per un altro valore: qualità.

Digitale/social business e grandi volumi di dati: rivoluzione digitale ha cambiato la comunicazione,


ricorda delle informazioni, la condivisione, ma anche le modalità di progettazione e gestione delle
organizzazioni, l’operatività e lo svolgimento del lavoro nelle aziende.
Social business = utilizzo delle tecnologie sola per facilitare interazione, la comunicazione e la
collaborazione tra impiegati clienti e vari stakeholder —> programmi di social media per aumentare
efficienza e produttività migliorando la collaborazione e la comunicazione nell’impresa/tra imprese + creare
relazioni con i clienti + analisi di grandi volumi di dati/big data analytics= tecnologie per ricerca e esame
deiformi se di dati per ricercare modelli e correlazioni nascosti.

Diversità: valorizzazione delle differenze e rispondere alle esigenze di consumatori differenti. Valore
aggiunto con cui ci si apre con nuove modalità di lavoro, visioni e opportunità. Oggi bisogna adeguarsi alla
diversità, il mondo cambia e si evolve e non si possono mettere dei muri / rispondere alla diversità dei
bisogni.

Aziende a scopo di lucro = acquisizione di profitti + vendita prodotti e servizi ai clienti + miglioramento dei
servizi/prodotti offerti per incrementare i ricavi e le vendite.
Organizzazioni non profit = produzione di un tip di impatto sociale + risorse finanziarie da stanziamenti
pubblici, donazioni e sovvenzioni + servizi forniti a clienti non paganti + mantenere costi al minimo, usare la
meglio le risorse e cercare sempre di ottenere i fondi necessari + gestire molti statolder e pubblicizzare
servizi per attrarre i clienti, volontari e donatori.

Caratteristiche di un’organizzazione:

• Mettere insieme risorse, economiche e umane, per raggiungere gli obiettivi desiderati.
• Producono beni e servizi in maniera efficiente.
• Facilitano l’innovazione: organizzazioni creano spinta all’innovazione e non si affidano a prodotti standard
e ad approcci sorpassati.
• Utilizzano moderne tecnologie produttive e dell’informazione.
• Si adattano all’ambiente in trasformazione e lo influenzano: monitorare ambiente esterno e trovare modi
per adattarsi ad esso o influenzarlo.
• Conciliano le sfide di diversità, etica e coordinamento.
• Creano valore per gli stakeholder.

Aspetti da analizzare:
Interno = dimensioni strutturali - etichette per descrivere le caratteristiche interne di un’organizzazione.
Sia interno che esterno = fattori contingenti - elementi più ampi che influiscono sulle dimensioni
strutturali + descrivono ambiente organizzativo che influenza e modella le dimensioni strutturali -
rappresentano sia l’organizzazione che l’ambiente.

Dimensioni strutturali:

• Formalizzazione: quantità di documentazione scritta riguardo l’organizzazione, descrivono


comportamenti e attività, mettere per iscritto e definire un’idea (procedure, mansioni, regole, manuali,
linee di condotta)
• Specializzazione: grado in cui i compiti organizzativi vengono suddivisi tra posizioni lavorative separate.
Se alta ogni dipendente svolge ristretta gamma di compiti, se bassa svolgono ampia gamma di compiti nei
rispettivi lavori.
• Gerarchia: descrive l’ambito di controllo (span of control) di ogni manager. Descritta in un organigramma
da linee verticali.
• Centralizzazione: livello gerarchico che ha l’autorità per prendere decisioni. Quando l’attività decisionale
è ristretta ai livelli superiori, l’organizzazione è centralizzata, quando vengono delegate ai livelli
organizzativi più bassi è decentralizzata. Indica il flusso comunicativo e decisionale (richieste verso alto e
comunicazioni verso il basso).

Fattori contingenti: assestano un’organizzazione, sono anche esterni e permettono che un’organizzazione
sia differente dalle altre + concetto di soggettività.

• Dimensione: misurata per l’organizzazione nel suo complesso o per specifiche componenti (stabilimenti,
fatturato, capitale, metri quadrati occupati, valore delle attività a bilancio, dipendenti)
• Tecnologia: strumenti, tecniche, azioni usate per trasformare gli input in output. Modo in cui si realizzano
i prodotti e servizi forniti ai clienti. Aspetto interno, maggiore è la qualità, maggiore è la specializzazione.
• Ambiente: include tutti gli elementi esterni ai confini dell’organizzazione. Sia aspetto fisico (ambiente
geografico) che sociologico (abitudini diverse di una determinata zona). L’ambiente mi condiziona.
• Cultura: insieme dei valori fondamentali, convinzioni, conoscenze e regole condivise dal complesso dei
dipendenti. Riguarda impegno e il comportamento morale dei dipendenti, l’efficienza o il servizio ai
clienti e forniscono collante che tiene unito i membri dell’organizzazione. Non è scritta, ma può essere
osservata nella sua storia, nei suoi slogan, cerimonie, abbigliamento, layout dei servizi. Cultura aziendale =
valore che l’imprenditore vuole trasmettere all’interno. Cultura esterna = dell’ambiente che mi circonda,
condiziona tutto ciò che è esterno e interno ad una organizzazione.
• Obiettivi e strategia: definiscono lo scopo e le tecniche competitive che la distinguono da altre
organizzazioni. Obiettivi spesso messi in forma scritta - strategia = piano di azione che descrive
l’allocazione delle risorse / attività con cui ci si relazione all’ambiente e si raggiungono gli obiettivi.

Efficacia = capacità di raggiungere gli obiettivi; livello di raggiungimento degli obiettivi.


Efficienza = utilizzo del numero minore di risorse possibile per raggiungere un obiettivo; si misura con la
quantità di materie prime, denaro e lavoratori per un determinato livello di output.
Differenza nella durata, deve perdurare per essere efficiente.

Stakeholder = tutti i portatori di interesse che hanno degli obiettivi in un’organizzazione - il livello di
soddisfazione di ogni gruppo è un indicatore della performance e dell’efficacia di un’organizzazione. Esterni
o interni.

• Management: efficienza + efficacia, definisce obiettivi e strategia.


• Proprietari/shareholder: obiettivo che l’azienda prosperi e che porti loro guadagno.
• Dipendenti: soddisfazione, compenso.
• Rivenditori/catena distributiva.
• Fornitori: transazioni soddisfacenti, ricavo dagli acquisti, obiettivo il guadagno e il pagamento
dall’azienda.
• Clienti: qualità dei beni e dei servizi, hanno richieste e vogliono un determinato prodotto con determinato
prezzo.
• Creditori: capacità di credito, chi mi finanzia, si aspettano che vengano ridati loro i soldi.
• Stato/governo: socio occulto, rispetto di leggi e regolamenti, concorrenza leale.
• Sindacati: difendere diritti dei lavoratori, garantire ambiente di lavoro sicuro e abitabile, dare ricchezza ai
lavoratori e non solo economica, welfare.

Taylor: efficienza prima di tutto, massimizzare l’efficienza con un modello scientifico. I lavoratori possono
essere riattrezzati come le macchine - catene di montaggio, Rivoluzione industriale. Massimizzare la
produzione, spendendo il meno possibile. Dare struttura/modello per arrivare all’obiettivo = efficienza —>
dare strumenti al nucleo operativo.

Fayol: funzionamento dell’organizzazione nel suo complesso, regole a tutta l’organizzazione. Massimo
livello di formalizzazione = burocrazia - obiettivo = essere ambienti burocrati. Rendere impersonale
l’ambiente lavorativo —> autorità e responsabilità definite, regole standard.
Hawthorne: psicologo/studi su psicologia industriale e su relazioni umane. Esperimenti nella società
elettrica di Chicago di Hawthorne. Miglioramento e aumento della motivazione e della produttività —>
rivoluzione nella gestione del personale. produttività dell’azienda o lavoratore era data dalla motivazione —
> incentivare e motivare l’operaio a lavorare di più. Primo studio che pone attenzione sulla persona.

Anni ’80 = nuove culture aziendali e non si segue più la burocratizzazione. Flessibilità (no regole rigide e no
gerarchia), rapidità di risposta (internet e innovazioni tecnologiche), motivazione dei dipendenti, qualità dei
prodotti e servizi, viene compreso l’ambiente esterno, globalizzazione, interconnessione tra le
organizzazione.
Nuovo concetto = contingenza, “una cosa dipende da altre cose”, ”tutto dipende”, l’approccio corretto
dipende dalla situazione contingente dell’organizzazione —> non è una mia scelta, sono le variabili
dell’ambiente.
—> l’organizzazione aziendale è il risultato della definizione soggettiva dell’ambiente e delle organizzazioni
che mi circondano; è una schematizzazione soggettiva della realtà/interpretazione seguendo i modelli degli
studiosi.

Mintzberg 1979: ogni organizzazione è divisa in 5 parti —> nucleo operativo “gambe”, tecno-struttura
“braccio destro” (permette adattamento ambiente, individua opportunità e innovazioni), staff di supporto
“braccio sinistro” (mantenimento dell’ordine nella gestione), management “tronco, organi” (linea intermedia
tra articolazioni cervello, coordinano l’organizzazione), vertice strategico “cervello” (guida, strategia,
obiettivi). Possono essere coperte anche dalle stesse figure.

Burns e Stalker:
Modello organico = decentralizzazione, lavoro in team, comunicazione orizzontale, informalità, ruoli
allargati + libertà e elasticità, flessibilità, dipendenti con molta autonomia, meno gerarchia rigida, autorità
decisionale decentrata.
Modello meccanico = regole e procedure standard, chiara struttura gerarchica, altamente formalizzato,
struttura centralizzata, compiti specializzati, decisioni prese ai vertici, comunicazione verticale.
Se ambiente non muta è staile —> modello meccanico funziona al meglio, ma se i sono variabili il modello
meccanico non è efficace —> adattare l’organizzazione alle contingenze, plasmarla sull’ambiente esterno

Sistema aperto: accoglie le variabili e se ne fa influenzare.


Sistema chiuso: non si fa influenzare da un ambiente esterno, dalle contingenze e non varia al variare delle
condizioni.

Teoria del caos: nn esiste una teoria, oggi è tutto governato dall’imprevedibilità, tutti hanno ragione, tutto
dipende, le variabili sono talmente tante che non riesco a definirle e il manager prende decisioni in base a
supposizioni.

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