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IL DIRITTO TRIBUTARIO

Che cos’è?

Il diritto tributario = settore del diritto finanziario che regolamenta i tributi di ogni tipo.

Il diritto finanziario = branca del diritto che studia la finanza pubblica, ovvero le entrate e le spese
dello Stato e degli altri enti pubblici.

Scopo del diritto finanziario è quello di:


 Regolamentare al meglio l'attività di reperimento delle risorse (diritto delle entrate) da utilizzare
per il soddisfacimento dei bisogni pubblici (diritto delle spese).
 Individuare il sistema fiscale più idoneo per raggiungere il benessere sociale: lo sviluppo
economico, una distribuzione equa della ricchezza e del reddito prodotto, l'efficiente
allocazione delle risorse e la stabilità della crescita economica.

Le entrate tributarie.
Le entrate dello stato possono essere varie.
Possono essere così classificate:
 Di diritto pubblico e di Diritto privato = a seconda di quale diritto regoli la disciplina;
 A titolo originario o a titolo derivato = connesse al patrimonio fondiario o no;
 Entrate commutative ed entrate contributive, a seconda che esista o meno un rapporto di
scambio.
 Nelle entrate contributive non opera il principio di corrispettività = il privato è
tenuto ad una prestazione senza ricevere nulla in cambio. Le entrate di questo tipo
sono solitamente due:
 Penali = hanno lo scopo di punire il soggetto per un suo comportamento
inidoneo;
 Tributarie = hanno il diverso scopo di creare una entrata patrimoniale per
espletare le attività necessarie per il soddisfacimento degli interessi pubblici

Tasse, imposte, monopoli fiscali e contributi: analogie e differenze.

Le differenze possono essere così sintetizzate:

Imposte Tasse Monopoli Contributi


Fonte di SOVRANITA’ SOVRANITA’ NEGOZIO Si pensa non siano
legittimazione una categoria
autonoma ma
siano sussumibili
sotto quella di
tasse o imposte.
Causa legis Procacciare una Procacciare una Procacciare una
motivazione entrata entrata entrata
Titolo Capacità del Espletamento di Capacità del
giustificativo contribuente (art. una attività contribuente
53)
Le definizioni:

Imposta = la prestazione che lo stato od altri enti pubblici sono in grado di imporre in forza della loro
sovranità, per procurarsi una entrata e giustificata/basata dalla capacità contributiva del soggetto.

Monopolio fiscale = Situazione di monopolio cui lo stato assoggetta determinati beni, con lo scopo di
procurarsi un’entrata. Anche questi si giustificano sotto il profilo della capacità contributiva ma non trovano
la loro fonte di legittimazione nella sovranità, ma in un negozio. ATTENZIONE!!! Art. 41 primo comma
legittima solo i monopoli di diritto e non quelli fiscali perché non hanno come scopo quello di rendere
maggiormente fruibile un determinato bene. Quindi potrebbero essere ammessi solo se giustificati dal
bisogno di regolamentare una determinata attività (hanno carattere precario).

Tassa = obbligazione che lo stato è capace di imporre in virtù della sua sovranità in seguito
all’espletamento di una attività concernente il soggetto obbligato al pagamento, anche se da questo non
richiesta o non voluta. ATTENZIONE!!! La natura della tassa non viene meno nemmeno nell’ambito
dell’esercizio di pubbliche funzioni in cui la prestazione dal soggetto non sia richiesta e vantaggiosa, basta
che vi sia uno scambio di utilità (che manca in maniera specifica nelle imposte).

Contributi = In realtà non dovrebbero essere definiti una categoria autonoma ma essere considerati una
tassa o un’imposta a seconda che prevalga la natura contributiva o corrispettiva.

ATTENZIONE!!!la distinzione fra tasse e imposte è stata per lungo tempo influenzata dalla definizione data
dalla scienza delle finanze secondo cui:

 le imposte corrisponderebbero ad un tributo per servizi indivisibili,


 le tasse per servizi divisibili.
 Le imposte si basano sul concetto di contribuzione,
 le tasse su quello di corrispettivo.

Articoli della Costituzione in materia tributaria.

 Il tributo è la massima espressione della potestà d’imperio dell’ente pubblico.


Questa può essere:
- originaria, come nel caso dei tributi erariali,
- derivata, come quella attribuita agli enti locali e della regione(Es. Irap). La materia tributaria è
una competenza condivisa fra Stato e Regioni. ATTENZIONE!!! Se il tributo è manifestazione
della potestà d’ imperio, se non vi fosse una disciplina costituzionale saremo soggetti all’arbitrio
del potere pubblico.
- I limiti che troviamo in costituzione possono essere divisi in due filoni:
 Limiti formali;
 Limiti sostanziali.

ARTICOLO 23

Art. 23 : Nessuna prestazione personale e patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge.
Concetti più importanti:

 Prestazione patrimoniale = TRIBUTO = lo ricaviamo dallo Statuto Albertino


 In base alla legge = LIMITE LEGISLATIVO = rafforzamento del principio di legalità (rispetto
alla imposizione assoluta dello stato assoluto)

Elementi essenziali del tributo

Si definiscono essenziali perché solo una norma primaria può disciplinarli se emessa dallo Stato).

 Soggetto passivo = il soggetto, persona fisica o giuridica, che viene chiamato dalla legge al
pagamento di un determinato tributo al verificarsi di un determinato fatto economico.
 Presupposto = il fatto economico al manifestarsi del quale il soggetto è tenuto al pagamento del
tributo. Questi possono essere:
 Diretti (rilevanti nel reddito e nel patrimonio)
 Indiretti (Consumo, trasferimento di ricchezza, produzione). 3.
 Base imponibile = quantità di ricchezza che viene assoggettata ad imposizione, garantendo di non
assoggettare ad imposta quella quantità di ricchezza minimale che dovrebbe servire per il
sostentamento elementale del cittadino (principio del minimo vitale).
 Aliquota = esso è l’ammontare da versare allo Stato. Questa invece può essere devoluta ad una
fonte secondaria, sebbene debbano essere definiti prima i criteri e le limitazioni entro cui questa
può essere definito dalla fonte stessa. Questi criteri variano a seconda del tipo di tributo(uniche,
progressive..). Infine nelle imposte non si utilizza l’aliquota quanto più i tassi o le tariffe

Statuto dei Diritti del Contribuente

 E’ una legge di principio.


 Stabilisce subito che questo statuto non può mai essere abrogato implicitamente.
 Non è che questi principi siano insuperabili, ma è necessario una deroga espressa (Art. 1).
 Impone il divieto dell’uso del decreto legge per imporre nuovi tributi (Art. 4).
 Sono elencati anche il principio dell’affidamento e quello della partecipazione con l’ente pubblico.
 Principio della chiarezza delle norme dell’amministrazione tributaria, specialmente nei rapporti con
i contribuenti.
 Principio delll’istituzionalizzazione del Diritto di Interpello, ovvero il contribuente prima di pagare le
imposte, ha diritto di rivolgersi all’amministrazione nel caso in cui vi sia un caso dubbio,
proponendo tale dubbio, proponendo la possibile soluzione e l’amministrazione ha l’obbligo di
rispondere nel termine di 90 giorni. Il parere emesso diviene poi vincolante. E’ previsto il principio
del silenzio-assenso.

ATTENZIONE!!!!Dobbiamo anche ricordare altre fonti come quelle comunitarie e internazionali che
riguardano la materia tributaria. Vari esempi li possiamo trovare non solo nei regolamenti comunitari
ma anche nelle direttive come ad esempio quelle in materia di IVA.

Tra le fonti internazionali troviamo ad esempio i trattati contro le doppie imposizioni. (Qui si può
incorrere in un contrasto fra vari ordinamenti in cui ognuno cerca di attrarre a se il pagamento)

Altre fonti sono infine quelle secondarie = regolamenti attuativi e regolamenti integrativi.
Art. 53

 Comma 1 :“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità
contributiva”
 Comma 2: “Il sistema tributario è informato/basato a criteri di progressività”
ATTENZIONE!!!! Questa è l’unica disposizione che si occupa solo ed esclusivamente del
fenomeno tributario.

Comma 1:
Cosa si intende per capacità contributiva? E’ la forza economica idonea a consentire al
soggetto di far fronte all’adempimento dell’obbligazione impostagli.
Da questa definizione possiamo individuare due principi:
 ATTUALITA’ = PRINCIPIO DI LIMITAZIONE DELLA NORMA per il quale il prelievo può essere
eseguito solo alla manifestazione della forza economica del contribuente (esempio pratico
dopo la dichiarazione dei redditi) e non può essere anticipato
 EFFETTIVITA’ NELLA DESCRIZIONE DEL PRESUPPOSTO E DELLA BASE IMPONIBILE = non può
essere definita una base imponibile su base probabilistica non aderente alla reale
situazione
 LIMITE DEL MINIMO VITALE = Proprio il fatto che la capacità contributiva è un concetto che
rappresenta l’attitudine del consociato a concorrere alle pubbliche spese, per definizione
non è da sottoporre a contribuzione quella pare di reddito che ha lo scopo di coprire le
esigenze vitali della persona. Il limite vitale è quindi la ricchezza destinata a coprire gli
oneri che il soggetto ha per la conduzione della propria vita in modo che le sia garantita
l’esplicazione delle libertà fondamentali. La ricchezza utilizzata per i bisogni e le libertà
fondamentali della persona.

Comma 2: Cosa si intende per progressività? la tassazione deve discriminarsi


quantitativamente, per cui, all’aumentare della base imponibile, aumenta il sacrificio richiesto secondo
proporzionalità. Per esempio nel nostro ordinamento tributario abbiamo l’IRPEF ovvero una imposta
progressiva a scaglioni, per cui all’aumentare della base imponibile, aumenta l’aliquota applicabile.

Gli elementi principali della fattispecie imponibile.

Sono tutti quegli elementi su cui si fonda il tributo, così identificabili:

 Presupposto = fatto ed evento al cui verificarsi il legislatore collega la manifestazione di


un’attitudine alla contribuzione. L’imposta si dice diretta quando il presupposto si basa sulla forza
economica. Esempio classici sono le imposte sul reddito e sul patrimonio. Imposta indiretta Nel
caso opposto si dice indiretta. Qui il presupposto è una manifestazione di forza economica.
Esempio: imposta su successioni e donazioni.

 Base imponibile = ricchezza colpita dal tributo. Nelle imposte dirette questo coincide con il
presupposto della forza economica.

 Le imposte si classificano in reali e personali.


 Reali sono imposte su di un bene nella sua oggettività. Qui a parità di base imponibile,
l’importo non cambia.
 Personali si riferiscono alla capacità contributiva del soggetto (Es. Irpef. Qui a parità di
ceppo imponibile di reddito, l’importo può sensibilmente cambiare, in ragione di
apprezzamenti che attengono alla sfera personale).
Altra classificazione è fra imposte proporzionali e progressive.

 Soggetto dell’imposta = soggetti fra i quali intercorre il rapporto obbligatorio. Questi sono il
soggetto attivo, o creditore, il soggetto passivo, detto anche contribuente. Altro soggetto è l’ente
impositore che non coincide sempre con il soggetto creditore. L’ente è in fatti chi esercita la potestà
impositiva, istituisce e disciplina il tributo. Possono anche essere previsti fenomeni di
compartecipazione al gettito i quali non alterano il rapporto impositivo in quanto questo continua
ad intercorre fra contribuente e creditore. L’ente compartecipe non ha nessun rapporto
obbligatorio nei confronti del contribuente, e non può quindi pretendere il pagamento per la sua
quota parte nei confronti del contribuente, ma solo nel confronti del creditore di imposta. Il
rapporto obbligatorio d’imposta è un presupposto costitutivo del rapporto dipendente. Una volta
che il legislatore ha individuato l’indice alla contribuzione, diventa consequenziale individuare il
soggetto passivo, perché se vuole rispettare l’Art. 53 il soggetto è il titolare dell’indice di capacità
contributiva, tanto che una parte della dottrina ha ritenuto che l’individuazione del soggetto
passivo potrebbe anche non essere esplicitata, essendo consequenziali all’individuazione
dell’indice.

 Aliquota

Sostituto e responsabile di imposta Vi sono altri soggetti, presenti nel testo tributario, come Il
sostituto e responsabile

Sostituto è chi deve pagare l’imposta in forza al posto di di altri; questo può esercitare la rivalsa se non
è stabilito diversamente.

Responsabile è chi deve rispondere insieme altri; ha anche lui diritto di rivalsa.

Le obbligazioni che fanno loro carico non sono obbligazioni impositive, ma obbligazioni tributarie
perché l’obbligazione nasce dalla legge. Non sono infatti loro che manifestano la capacità contributiva.

Nel dettaglio la disciplina del rapporto fra sostituto e sostituito. Centrale è l’istituto della ritenuta,
ovvero il principio per il quale il sostituto trattiene le somme che il sostituito avrebbe dovuto pagare
all’ente impositore in base proprio a quel reddito percepito. La ritenuta può essere:

 A titolo di acconto se viene pagata solo una parte di quanto dovuto.


 A titolo di imposta se il pagamento avviene per intero. Ciò che qui deve essere evidenziato è
che se il sostituito non effettuasse il pagamento, il sostituito sarebbe sempre tenuto ad
effettuarlo essendo soggetto passivo del rapporto di imposta.
È chiaro che quindi tutto questo istituto si basa sul rapporto di provvista (principio per cui un
soggetto detiene delle somme di un altro, es. tipico è il rapporto che si ha nei confronti di una
banca) intercorrente fra sostituto e sostituito. Ed è su questo rapporto che si basa tutto
l’istituto anziché sulla più debole e inefficacie possibilità di esercitare la rivalsa come previsto
dall’art 64 del dpr 600/73. In virtù di questo infatti, dato che il sostituto detiene sin da subito le
somme che il sostituito deve all’amministrazione, egli può essere definito un adiectus
solutionis causa, ovvero un soggetto tenuto a ricevere le somme al posto del creditore (una
sorta di esattore, ma da quale si differenzia perché questo (l’esattore) è solo il concessionario
di un servizio pubblico e non titolare di una obbligazione autonoma).
Passiamo ora alla figura del responsabile di imposta. Egli è il soggetto che risponde del
pagamento del tributo insieme con il contribuente (obbligato principale). A differenza
del sostituto di imposta che è obbligato al pagamento in luogo del contribuente, il
responsabile è obbligato solidalmente con il contribuente e vanta nei confronti di
quest'ultimo il diritto di rivalsa per l'intera somma pagata. Figure tipiche di responsabile
di imposta sono, ad esempio, il notaio che ha redatto l'atto o ne ha autenticato le firme,
per l'imposta di registro.