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LE TESI DI TRASIMACO E LA REPLICA DI SOCRATE

A R I S T O T E L E Trasimaco dice che la giustizia sta sempre nell’interesse del più forte, Socrate invece
replica che la giustizia è uno strumento che serve a soccorrere i più deboli, la giustizia
deve essere nell’interesse sia dell’individuo sia della società perché è essenziale se un
gruppo vuole raggiungere i suoi obiettivi

LA GIUSTIZIA NELL’ANIMA E NELLO STATO SECONDO REPUBBLICA


In repubblica Platone si sofferma sull’analisi tra stato e anima in riferimento ad una
prospettiva olistica. Egli dice che queste due giustizie sono la stessa cosa, perché la
giustizia dello stato consiste nell’equilibrio delle componenti della polis, e la giustizia
della polis equivale all’equilibrio dell’anima.

RAPPORTO FRA LE LEGGI E GLI UOMINI NE “IL POLITICO” E NE “LE LEGGI”


NELL’OPERA “IL POLITICO” si afferma che l’arte del governare fa parte dell’arte regia.
Per questo chi ha il potere è da considerarsi superiore alle leggi perché la legge è solo
uno strumento che può essere modificato a seconda delle occasioni. Ne “le leggi” si
afferma il contrario: esse derivando da dio sono da considerarsi al di sopra degli
E

uomini.

ORIGINE NATURALE DELLA POLITICA


S O C R A T E

Aristotele introduce il concetto di uomo come animale politico. Secondo l’autore è


portato per natura ad unirsi ai propri simili per formare comunità: non c’è dunque
uomo senza politica. La prima forma di aggregazione umana è la famiglia, nucleo alla
base della società. La famiglia è anche il pilastro per arrivare ai villaggi e
successivamente alla polis.

DIFFERENZA TRA LA FAMIGLIA E LA POLIS


La famiglia reincarna l’aspetto riproduttivo della polis ed è parte di una sfera
gerarchica dove il marito dirige la moglie come il padrone comanda il servo. Nella polis
invece il principio vigente è quello della partecipazione e dell’uguaglianza. La libertà
stessa è considerata partecipazione.

CHE COS'È’ LA POLITEIA?


Il termine politeia può essere tradotto come organizzazione dei poteri ed è una forma
virtuosa di governo, non è né una democrazia né un’aristocrazia, ma è situata tra le
due. È il risultato finale della democrazia chiamata democrazia buona perché al suo
interno presenta sistemi di equilibrio. Per Aristotele è il genere di stato migliore.

LA REPUBBLICA ROMANA COME STATO MISTO PER MACHIAVELLI


L’autore sostiene che qualsiasi forma di governo non è mai stabile, perché sarà sempre
soggetta ad un qualche percorso degenerativo. Secondo Machiavelli, grazie a questa
degenerazione, si instaurerà un governo misto, il quale riuscirà a garantire stabilità. Ai
tempi della repubblica romana esso consisteva nella forma della democrazia,
aristocrazia e della diarchia.

IL SIGNIFICATO POLITICO DELLA RELIGIONE SECONDO MACHIAVELLI


Machiavelli prende in analisi la religione degli antichi, che per lui equivale ad una
religione civile; questo tipo di religione funziona da collante sociale, in quanto
costituisce un elemento ideologico al quale tutti fanno riferimento, riconoscendosi così
come parte di una società. Per questo Machiavelli vede un significato politico nella
religione.

LA NOZIONE DI VIRTÙ’ IN MACHIAVELLI


la virtù è la capacità del principe di fronteggiare con forza la fortuna che muta sempre.
M A C H I A V E L L I
La virtù del principe sta nell’essere volpe e leone a seconda delle occasioni, sapendo
cogliere il Kairos (momento opportuno) offerto dalla fortuna per portare gli eventi a suo
favore.

IL CONFLITTO NELLA ROMA ANTICA E A FIRENZE SECONDO MACHIAVELLI


Nella Roma antica il conflitto era positivo perché visto come istituzionalizzato e la plebe
poteva partecipare al governo della città. A Firenze invece il conflitto si svolse su un
piano privato, sciogliendo l’unità del popolo e aumentando solo il potere privato, senza
una partecipazione attiva al governo della città da parte della plebe.
ARISTOTELISMO E STATO IN BODIN

B O D I N
LA TEORIA DELLA SOVRANITÀ DI BODIN

LA TEORIA DEI LIMITI DEL POTERE SOVRANO IN BODIN

I TRE TIPI DI STATO SECONDO BODIN

DIRITTO NATURALE E DIRITTO POSITIVO IN GROZIO

IL DIRITTO DELLE GENTI IN GROZIO

LA CONCEZIONE HOBBESIANA DELLO STATO DI NATURA.


H O B B E S

Lo stato di natura secondo hobbes non è una condizione ipotetica e astratta. È un fatto
concreto ogni volta che ci troviamo in una guerra civile, dove vale il diritto di tutti su
tutto. In questo stato non ci sono leggi che disciplinano gli uomini, quindi il singolo
persegue il proprio bene senza considerare gli altri.

DIRITTO E LEGGI DI NATURA


nello stato di natura gli uomini possono fare ciò che più desiderano, hanno il diritto su
tutte le cose. Le leggi di natura, secondo Hobbes, sono leggi soggettive in quanto
rispondono alla volontà del singolo individuo. Non sono regole, ma conclusioni, che
hanno come fondamento la pace collettiva. Indirizzano l’uomo verso la propria
protezione e per questo possono far scatenare una guerra.

PATTO E SOCIETÀ’ POLITICA


Lo stato nasce grazie a un contratto mediante il quale gli individui perdono la propria
libertà di stare dallo stato di natura in nome di una pace collettiva. Il patto politico è un
patto unionis tra i cittadini, che si riuniscono per creare il sovrano, che può essere uno
o un’assemblea. Non sono assoggettati a quest’ultimo, ma ne fanno parte, perché sono
essi stessi creatori del patto.

SOVRANITà SECONDO HOBBES.


La sovranità secondo Hobbes è assoluta e illimitata, e si ottiene per forza naturale: si
verifica quando gli uomini si accordano tra loro per sottomettersi ad un altro uomo,
volontariamente, confidando nella sua protezione. La sovranità è l’anima dello stato, e
sebbene sia immortale può sopperire a causa dell’ignoranza degli uomini.

CONCEZIONE HOBBESIANA DELLA GUERRA TRA STATI


Hobbes afferma che i rapporti tra gli stati sono regolati con la guerra, perché non
credono in qualcuno di superiore a essi che li possa governare. Gli stati sono egoisti,
pensano al proprio benessere e alla propria difesa. Ogni sovrano detiene il proprio
diritto di natura e per questo si può entrare in guerra in qualunque momento, quando
vede un altro stato come nemico perché pensa sia superiore.
STATO DI NATURA E DI GUERRA SECONDO LOCKE

L O C K E
Locke vede nello stato di natura uno stato di libertà, in cui ogni individuo può fare ciò
che gli serve. La libertà è frenata dall’etica personale e dalla ragione, che indicano
come usarla. Lo stato di natura non è lo stato di guerra. La guerra non è essenziale,
come invece è il lavoro, ed è definita dall’uso della forza senza diritto.

LA SOCIETà E ORIGINI PER LOCKE


La società politica secondo Locke viene fondata dagli uomini per stabilire un’autorità
che sia al di sopra delle parti e che possa amministrare la giustizia. Essa ha come
scopo tutelare la libertà, l’indipendenza, l’autonomia dei singoli e le loro proprietà
private. l’individuo quindi si spoglia del suo potere esecutivo a favore della società
politica.

DISTINZIONE TRA POTERI


Locke distingue due tipi di poteri quello legislativo e quello federativo. Il potere
legislativo è il potere supremo, è un potere costituente perché istituisce uno stato e
stabilisce chi governerà. Il potere federativo si occupa della politica estera ed è quindi
il potere di guerra, pace e alleanza. Potere affidato a una sola persona e assente di
leggi.

IL DIRITTO DI RESISTENZA E L’APPELLO AL CIELO


Il diritto di resistenza è il potere concesso ad un popolo di opporsi all’ingiusto esercizio
del potere da parte dello stato o ad un uso illegittimo di quest’ultimo. Da questa crisi si
può uscire, secondo Locke, con ciò che lui chiama “l’appello al cielo”, cioè l’appello a
dio. Attraverso questo appello il popolo rompe il patto e si pone in guerra con lo stato.
Questa rottura può avvenire in caso di conquista, tirannide, usurpazione e dissoluzione
del governo.

RAPPORTO TRA LEGGI E POPOLI SECONDO Montesquieu


M O N T E S Q U I E U

le leggi derivano dallo spirito e devono essere coerenti ad esso. Lo spirito di un popolo
è l’insieme delle sue caratteristiche; esso non è guidato dalle sue fantasie, ma dalle
leggi peculiari che lo regolano al meglio. Ogni governo si articola in ogni insieme di
leggi specifiche, la legge deriva dallo spirito di un popolo, quindi dal popolo stesso.

LA NATURA E I PRINCIPI DEI TRE TIPI DI GOVERNO SECONDO MONTESQUIEU


I tre tipi di governo sono: repubblicano, che si articola in democratico nel quale il
popolo detiene il potere, e in aristocratico, dove il potere è invece nelle mani di poche
persone. c’è poi la monarchia, nella quale le leggi sono tenute dal principe e infine c’è
il governo dispotico, dove un solo uomo detiene il potere in modo arbitrario. I principi
alla base sono, in ordine, la virtù, la moderazione, l’onore e la paura.

LA LIBERTÀ’ SECONDO MONTESQUIEU


Secondo l’autore la libertà consiste nell’esistenza di leggi e enlla certezza della loro
efficacia e applicazione. Perché questa libertà possa esistere, c’è bisogno che i tre
poteri, esecutivo, legislativo e giudiziario, siano separati. La monarchia inglese è la
migliore forma di governo perché il potere giudiziario gode di autonomia. In francia
invece il potere giudiziario è ancora parte di quello esecutivo.

L’ORIGINE DELLE DISUGUAGLIANZE SECONDO ROUSSEAU

IL PATTO SOCIALE SECONDO ROUSSEAU

DEVE COMPARIRE L’ESPRESSIONE “VOLONTÀ GENERALE”


R O U S S E A U I COSTUMI DELLE NAZIONI SECONDO ROUSSEAU - PARLARE DELL’IMPORTANZA DI
LEGAME SOCIALE

LA NOZIONE DI “GOVERNO” SECONDO ROUSSEAU - DISTINZIONE DALLA VOLONTÀ


GENERALE

LA RELIGIONE CIVILE SECONDO ROUSSEAU

LIBERTÀ DEGLI ANTICHI E DEI MODERNI IN CONSTANT


IL REPUBBLICANESIMO DI FRANKLIN
Frenklin contrappone l’etica americana a quella europea: quest’ultima si basa sulle
diseguaglianze e sullo sfarzo, mentre quella americana si caratterizza per laboriosità e
per l’obiettivo di lavorare per riuscire a reinvestire la ricchezza ottenuta. Il
repubblicanesimo di franklin è egualitario, basato sull’idea che gli individui devono
trovare la loro felicità attraverso il lavoro.

LA TESI DI HAMILTON A FAVORE DEL GOVERNO CENTRALE


Secondo Hamilton è essenziale avere un governo centrale, unito all’imposizione di
un’idea di cittadinanza nuova. Questa è l’unica soluzione perché l’America riesca a
trovare un certo ruolo a livello internazionale, per non essere di nuovo conquistati da
altri stati. Il governo deve intervenire, creando una nuova valuta nazionale, per
proteggersi dai mercati esteri.

REPUBBLICANESIMO DI JEFFERSON
Alla base del pensiero di Jefferson vi è un’America democratica. Questa democrazia
non può valere come una forma di governo centrale, ma deve basarsi sulle autorità
locali. La costituzione prevede le due camere del congresso, le rappresentanti dei
cittadini e il senato, il quale è eletto in modo indiretto per limitare il potere dei cittadini.
Il presidente ha poteri limitati perché il potere esecutivo è nelle mani del congresso.

DIBATTITO TRA ANTIFEDERALISTI E FEDERALISTI


questo dibattito vede lo scontro fra i federalisti Hamiltoniani, e gli antifederalisti,
contrari alla costruzione di un potere centrale forte. Essi ritenevano che la formazione
di un governo centralizzato forte avrebbe fatto diventare l’America una copia degli stati
europei. Alla fine, riuscirà a prevalere la corrente federalista, che verrà vista come un
avamposto europeo in America.

REPUBBLICANESIMO DI MADISON
Secondo Madison per tutelare le differenziazioni economiche è necessario limitare le
fazioni politiche. I poteri locali rischiano di essere dannosi per la proprietà privata,
quindi l’amministrazione centrale deve arginare la democrazia dal basso, e riuscire a
bilanciare i poteri per evitare un sopravvento delle assemblee locali. Per questo
ragionamento il suo pensiero si oppone in parte a quello di Hamilton.
A M E R I C A

ORIGINE E SVILUPPO DELLA DEMOCRAZIA SECONDO TOCQUEVILLE


T O C Q U E V I L L E

Secondo T la democrazia è una forma di governo a cui i popoli tendono perché


permette l’uguaglianza delle condizioni e l’assenza di privilegi aristocratici. Si è
sviluppata in America grazie ad alcune condizioni: la presenza di più emigranti rispetto
all'Europa grazie alla richiesta di lavoro, grazie alla mobilità fra le generazioni e grazie
a una condizione di libertà.

TIRANNIDE DELLA MAGGIORANZA


Secondo T la tirannide della maggioranza è il più grande pericolo dell’età democratica.
Essa deriva dagli ignoranti che con il loro voto portano alla rovina il paese. Essa nasce
dal dispotismo democratico ed è il tipo di tirannide peggiore del passato perché è
caratterizzata dall’omologazione e dal non rispetto delle minoranze. Spinge gli uomini
a non unirsi per il bene comune. DA RIVEDERE

DISPOTISMO DEMOCRATICO
Per T questo dispotismo deriva dal problema di fondo che è l’omologazione delle
persone. Secondo lui gli anticorpi per questo problema sono: il decentramento
amministrativo e la libertà di stampa e l’opinione pubblica. Il dispotismo democratico è
un potere unico e onnipotente.
LA VISIONE MARXIANA DELLO STATO

M A R X
Secondo Marx lo stato non è nulla se non l’unione dei suoi cittadini. Corregge la visione
di Hegel che lo vede come astratto, sostenendo che senza un popolo lo stato non può
esistere. l’unico stato che per Marx ha senso è quello incentrato sulla democrazia. Lui
vede i burocrati come utilizzatori dello stato in nome dei propri interessi personali, non
come la classe universale della visione di Hegel.

POLEMICA DI MARX VS LA SINISTRA DI HEGEL


Un esponente della sinistra di Hegel è Bauer. Egli teorizza la superiorità del
cristianesimo sull’ebraismo, perché il primo ha riportato la religione all’uomo. Con la
nascita del socialismo, in questa corrente c’è una sorta di antigiudaismo economico.
Marx polemizza queste teorie sostenendo la superiorità del giudaismo economico,
perché è moderno ed è attore di quella versione del mondo portata dal cristianesimo.

IL RUOLO STORICO DELLA BORGHESIA SECONDO IL MANIFESTO


Nel manifesto Marx afferma che la borghesia ha avuto nella storia una funzione
rivoluzionaria perché quando è giunta al potere, ha distrutto le condizioni di vita feudali
(e patriarcali). Tuttavia, al crescere dalla borghesia, crescerà il proletariato, che
raggiunta la maggioranza continuerà la rivoluzione permanente dello stato passando
da una rivoluzione borghese a una proletaria.

RIVOLUZIONE E DITTATURA DEL PROLETARIATO SECONDO MARX


La rivoluzione secondo Marx prevede che i proletari si uniscano per combattere i
capitalisti attraverso un cambiamento del potere di classe e uno economico di
trasformazione del sistema sociale. Quindi, la dittatura del proletariato, è la presa di
potere da parte della maggioranza del popolo, cioè il proletariato, il quale rappresenta
gli interessi di tutti, attraverso un sistema democratico.

LA TEORIA DELLA ALIENAZIONE IN MARX


Secondo Marx nella società capitalista il lavoratore non è un soggetto attivo nel
processo di produzione, bensì un soggetto passivo. Diventa un accessorio delle
macchine, si allontana da se stesso per identificarsi con gli oggetti da lui prodotti.
Esistono diversi tipi di alienazione: politica, religiosa ed economica; per uscire da
questo stato di alienazione l’uomo deve compiere una rivoluzione e riappropriarsi di se
stesso.

TIPI PURI DI POTERE LEGITTIMO SECONDO WEBER


W E B E R

Secondo Weber il potere può essere tradizionale, carismatico o legale. Il primo è


legittimato perché è sempre stato presente nella storia e deriva dalla tradizione
(l’eterno ieri). Quello carismatico si basa sulla fiducia dell’autorità che ha il dono della
grazia e ha un carisma straordinario. Infine, il potere legale è legittimo, funziona in
forza della validità di una norma e della competenza di chi scrive le regole.

LA NOZIONE DI STATO WEBER


Lo stato è una comunità politica di uomini, che dentro un determinato territorio
pretende con successo il monopolio dell’uso legittimo della forza fisica. È una relazione
di potere tra chi esercita la forza e i dominati che accettano quest’uso. I burocrati sono
i soggetti che si occupano di amministrare l’uso della violenza.

PARTITI DI NOTABILATO E DI MASSA SECONDO WEBER


In origine, con il suffragio universale ristretto, vi erano i partiti di notabilato, formati da
persone socialmente preminenti che vivevano per la politica e che prendevano le
decisioni in parlamento. Quando il suffragio diventa universale comincia l’epoca
dell’elettorato di massa. La politica diventa un esercizio professionale e si inizia a
vivere di politica. Le decisioni vengono prese nei partiti, che studiano i programmi di
governo e chi candidare.
L’EUROPEIZZAZIONE DELLA SCIENZA POLITICA STATUNITENSE DI FINE ‘800
Gli studiosi americani si spostano in Europa, in particolare in Germania, per studiare le
scienze sociali. Nasce così in loro la concezione di scienza politica come “scienza dello
stato”, sulla scia dei pensieri Hegeliani che si stavano sviluppando in Germania, che
avevano un approccio olistico e non individualista. AGGIUNGERE APPUNTI

DARWINISMO SOCIALAE E SOCIOCRAZIA NELLA SOCIOLOGIA STATUNITENSE


Ward fu il teorico della sociocrazia; egli riteneva che gli scienziati sociali dovevano
funzionare come educatori per orientare l’opinione pubblica a favore dello stato. La
sociocrazia importa l’idea che i comportamenti sociali siano studiabili e manipolabili
scientificamente. Il darwinismo apporto alla scienza politica l’idea che l’evoluzione
umana avvenga per natura all’interno della comunità AGGIUNGERE APPUNTI

L’INFLUENZA IN AMERICA DELLA SCIENZA ECONOMICA NAZIONALE TEDESCA

L’EPOCA DELL’AMMINISTRAZIONE WILSON


Secondo Wilson, nell’epoca moderna, l’America deve passare a essere fondata
sull’amministrazione, che costituisce il centro dello stato. Secondo lui in questo
passaggio non ci saranno problemi perché l’America non ha mai avuto un passato
assolutistico come l’Europa. l’amministrazione, per essere efficacie, deve essere
indipendente dalla politica.

BUROCRAZIA, LEADERSHIP E OPINIONE PUBBLICA IN WILSON


Wilson divide burocrazia da un lato e opinione pubblica dall’altro. Il medium tra i due è
il leader, il presidente della repubblica, che è il prodotto dell’azione della democrazia. Il
leader non deve limitarsi a fare da cassa di risonanza dell’opinione pubblica, ma deve
sfruttare il proprio carisma per far accettare alla popolazione le decisioni prese dalla
burocrazia.

TEORIE EUGENETICHE E SCIENZE SOCIALI NEGLI STATI UNITI


Gli USA erano centro propulsore delle nuove teorie eugenetiche. Gli scienziati sociali
avevano il compito di formulare queste teorie, che dovevano servire per curare i
problemi sociali, come il
pauperismo e la criminalità, che si pensava fossero malattie genetiche ed ereditarie.

LO STUDIO DELLA NATURA UMANA SECONDO LIPPMANN


Lippmann sostiene che per studiare la società bisogna capire la natura umana e i
motivi irrazionali che guidano il comportamento degli uomini. Automaticamente
bisogna studiare anche la politica, la quale deve essere in grado di rivolgersi
all’inconscio per controllare e dirigere gli impulsi. Il leader deve cercare di comprendere
i sentimenti delle persone di diversi livelli sociali per poter progettare e costruire le loro
speranze.

IL PROBLEMA DELL’INCOMPETENZA DELLE MASSE IN LIPPMANN


Per Lippmann il problema non è l’opinione pubblica, ma è la democrazia, visto che le
scelte dei cittadini si basano su informazioni di seconda mano. Secondo lui il cittadino
prende decisioni in base al suo pseudo-ambiente, che si inserisce tra lui e la realtà, e
che li permette di semplificare ciò che non capisce, che non comprende grazie a
informazioni più facili, manipolate da giornali, politici e media.

LA CONTRAPPOSIZIONE TRA IL BUSINESS E L’INDUSTRIA PER VEBLEN


La contrapposizione tra business e industria è il contrasto sociale dell’età moderna. Il
business è l’attività basata sul controllo dei fattori astratti, mentre l’industria è l’attività
degli ingegneri, che sono il nucleo centrale del sistema produttivo. l’industria è il luogo
del lavoro concreto. Inizialmente sono separate poi l’industria diventa schiva del
business.

I CONNOTATI TECNOCRATICI DELLA CULTURA POLITICA DEL NEW DEAL


I caratteri tecnocratici del new deal sono: l’assegnazione agli scienziati sociali di un
ruolo centrale nella missione di planner, legati alla necessità di attuare una
nazionalizzazione economica; l’importanza del leader e delle sue parole; il bisogno di

G E N E R A
concentrare gli interessi attraverso forme di governance in cui sono chiamati a
partecipare gli imprenditori l’imposizione dell’idea di una rinascita della nazione dalla
crisi.

I FONDAMENTI DEL COMPORTAMENTISMO IN SCIENZA POLITICA


Il comportamentismo nasce con Marriem, il quale decide di studiare nella città di
Chicago la mancanza di partecipazione al voto. Con questa scienza politica si cerca di
costruire e allevare il senso di cittadinanza facendo leva e usando i fattori emotivi e
irrazionali delle persone. Con questa consapevolezza della cittadinanza si potrà
arrivare a una maggiore partecipazione politica.

POLITICA E VISONE SECONDO WOLIN


Ci sono due significati di “visione”: come atto di percezione cioè come la descrizione di
un oggetto o di un evento in modo corretto, oggettivo e scientifico, e come visione
religiosa, dove l’elemento di immaginazione prevale su quello descrittivo. Fare politica
significa vedere, immaginare, in un modo che è automaticamente democratico.
L I