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1.

CORPO A CORPO

GRAVIDANZA

Il primo capitolo inizia con l’immagine di un dottore, il quale si rivolge ad una


giovane donna dicendole che il bambino sta bene.

In questa scena sono due i corpi di nostro interesse: il feto intrauterino e una
donna alla ventesima settimana di gravidanza. L’esperienza materna del
grembo sono ad oggi qualcosa di diverso rispetto al passato, la gravidanza è
diventata verificabile attraverso immagini ecografiche. Inoltre le donne di
questa generazione sanno già da tempo di essere incinta attraverso l’esito di
un test chimico. A modificarsi è l’esperienza che la donna incinta fa del
proprio corpo, ma non solo. Oggi con la medicina la donna vede l’interno del
proprio corpo, attraverso la macchina si comprende il confine tra dentro e
fuori: nasce quindi in feto pubblico. Il feto fa del corpo della donna il luogo in
cui si compie un processo esposto allo sguardo della ricerca, un terreno su cui
è possibile intervenire e prendere decisioni come ad esempio l’amniocentesi e
la moderna cura del neonato. Questo processo riflette e rinforza la
distribuzione del potere tra uomini e donne. Questa ricostruzione di una
particolare condizione del corpo, cioè la gravidanza, è qui introdotta per
ricostruire quel processo che i sociologi chiamano costruzione sociale del
corpo. Questo processo è caratterizzato da rappresentazioni, in questo caso il
corpo della donna che cambia, queste rappresentazioni orientano una
molteplicità di pratiche che si definiscono politiche del corpo. Esse producono
e normalizzano il corpo che abbiamo. La scelta di questa immagine che apre il
capitolo non è casuale, intende introdurre alla riflessione femminista sul
corpo.

1.1CORPI DAL FEMMINISMO

Il femminismo introduce una metafora: la politica del corpo, cioè l’idea del
corpo come sede di lotta politica, l’idea che la definizione e l’adattamento del
corpo siano il punto focale delle lotte per la forma del potere. Il femminismo
introduce la distinzione tra la corporeità materiale del sesso e la socialità del
genere per concentrarsi su quest’ultima. Le pratiche politiche adottate dal
femminismo sono 3:
FEMMINISMO EGUALITARIO: è di natura essenzialista, perché pone il corpo e
la sua natura biologica come essenza del problema. (La cosa può essere vista
sia in termini positivi che negativi). Principio radicato anche oggi per le donne
che rifiutano la gravidanza per paura della decadenza fisica.
Distingue tra una mente sessualmente neutrale ed un corpo sessualmente e
biologicamente determinato. Sono i ruoli sessuali e riproduttivi che inducono
nel corpo femminile l’ostacolo all’uguaglianza. In questa prospettiva è la
biologia stessa a dover essere modificata con il rifiuto della maternità o con il
ricorso a tecnologie come la contraccezione e la riproduzione assistita.

Episteme: Il corpo è astorico, sessualmente (biologicamente) determinato. La


mente è biologicamente neutrale, asessuata, la persona è la stessa dovunque.

COSTRUZIONISMO SOCIALE: Condivide con la prima la nozione di corpo come


sessualmente e biologicamente determinato ma individua l’origine
dell’oppressione delle donne nei modi in cui le società organizzano e danno
significato ai cicli e alle pratiche corporee femminili. Al sesso si attribuisce il
concetto di mascolinità e femminilità (cioè il genere). A mutare quindi devono
essere gli atteggiamenti, le credenze e i valori connessi al corpo.

Vulnerabilità
È la cultura stessa a realizzare una sovrapposizione tra sesso e genere e fa in
modo che le donne rispondano alle aspettative culturali nelle pratiche di tutti i
giorni, esibendo un comportamento gentile, altruista, delicato, grazioso, non
trascurato, proprio come gli altri si aspettano. Il corpo della donna si presta ad
essere una tabula rasa, una lavagna su cui scrivere il suo destino.

DIFFERENZA SESSUALE: All’idea del corpo come oggetto naturale, astorico e


preculturale si sostituisce quella di corpo come oggetto naturale e culturale, e
perciò il luogo del contrasto in una serie di conflitti di natura economica,
politica, sessuale e intellettuale. Tale differenza nella storia si è trasformate in
una profonda asimmetria della posizione della donna rispetto alla posizione
dell’uomo, di cui si richiede riconoscimento e valorizzazione. Inoltre la
differenza riguarda le donne stesse.

Politica del corpo


La prospettiva femminista si impone per ricevere maggior valorizzazione e
riconoscimento, accettando le differenze tra donne e facendolo diventare il
perno della propria politica.

La riflessione femminista sui concetti di sessualità e di corporeità è venuta a


crearsi gradualmente come attività di ricerca non collegata ad un movimento
di donne politicamente organizzato (a tal proposito si è parlato di
accademizzazione del pensiero femminista). L’eredità teorica del femminismo
è caratterizzata da strumenti teorici in particolare il genere come categoria
d’analisi. Il genere è l’insieme dei processi, comportamenti e rapporti con i
quali le società trasformano la sessualità biologica e organizzano la divisione
dei compiti tra uomini e donne, differenziandolo l’uno dall’altro. Però non
tutto il femminismo adottò tale concetto, per l’incapacità di quest’ultimo a
rendere conto della differenza tra uomini e donne. Ma è davvero così?
Davvero il corpo per questa via scompare dalla teoria femminista?
SI, accade ogni volta che il termine genere assume il significato opposto alla
parola sesso, e quando i due indicano ambiti distinti. In questo senso il corpo è
una costante, il dato cui vengono sovrapposti tratti della personalità e del
comportamento; come se fosse un attaccapanni sul quale vengono gettati
diversi abiti culturali.
NO, se il termine genere è utilizzato per indicare qualsiasi costruzione sociale
relativa alla distinzione maschio/femmina. Qui il corpo non è una costante ma
una variabile, il sesso rientra nella più vasta categoria del genere.

Veniamo ora ad alcuni corpi costruiti di cui si è occupato il femminismo:


DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE: con questa espressioni ci riferiamo ad
alterazioni del comportamento alimentare come la bulimia e l’anoressia.
Nell’affermare che l’anoressia e la bulimia come fenomeni sociali di rilievo,
sono stati prodotti culturalmente il femminismo non l’ha mai messo in
discussione, e tende a considerare il corpo come materia inerte sulla quale si
inscrive il disturbo, descrivendolo come impegnato in un processo di
produzione di significato , di ‘’lavoro sul corpo’’.
In realtà nel disturbo ritroviamo molti strati di significato culturale, portando
alla luce le profonde associazioni della snellezza con l’autonomia, la volontà, la
disciplina e la conquista del desiderio.
La cultura è descritta come il terreno necessario al prosperare storico dei
disturbi del comportamento alimentare. L’anoressica avrebbe cioè appreso
perfettamente gli standard culturali dominanti relativi al modo in cui
percepirlo.

SINDROME PREMESTRUALE: con questa espressione ci si riferisce ad un


complesso di sintomi di tipo emozionale, fisico e comportamentale in stretta
relazione con il periodo postovulatorio del ciclo mestruale, che conduce al
deterioramento delle relazioni interpersonali e delle attività normali. Furono
le femministe per prime a sollecitare le riflessioni sul significato e sulle
potenziali conseguenze della sindrome in termini di malattia, in modo
particolare per quanto riguarda la possibilità di occupare posizione lavorative
di responsabilità per tutte le donne. Questo dibattito portò all’osservazione di
tale sindrome in termini di disturbo mentale, andando a stigmatizzare le
donne.
Si può affermare come la sindrome premestruale è una costruzione sociale,
cioè che non è possibile guardare al corpo come ad una forma puramente
naturale, mentre la sindrome in oggetto è un implicita assunzione sulla natura
della società.
Possiamo fare riferimento a due varianti del modello cultural-femminista della
sindrome: la prima spiega la diffusione di manifestazioni della sindrome come
effetto combinato di un atteggiamento negativo nei confronti delle
mestruazioni alimentato dai media e da interessi politici ed economici; la
seconda individua nell’organizzazione del lavoro delle società industriali la
causa dell’etichettamento nei termini di malattia della riduzione di efficienza
che può verificarsi nel periodo premestruale. Spostare l’attenzione dai sintomi
della sindrome all’ambiente sociale in cui essi si manifestano conduce ad
interrogarsi sui motivi per i quali alla riduzione del controllo emotivo che
caratterizza il periodo mestruale corrisponda spesso un crescente sentimento
di rabbia estrema. Gli insegnamenti della medicina hanno condotto in
direzione diversa con: l’individuazione di farmaci con cui trattare la comparsa
regolare a carenza mensile in milioni di donne di ansia e rabbia.

1.2CORPI DOCILI
Rimane da comprendere il come delle politiche del corpo. Nonostante queste
ultime agiscono in maniera omogenea è altrettanto vero che rifacendoci agli
esempi precedenti, nessuna donna in gravidanza verrà condotta contro la sua
volontà ad effettuare delle ecografie. Quindi possiamo osservare come le
donne scelgono volontariamente a controlli, a diete, ad operazioni
chirurgiche; partecipando cioè attivamente alla riproduzione della cultura
della società a cui appartengono. Cosa ha reso le loro menti e i loro corpi cosi
docili? La risposta è in riferimento ai corpi docili descritti da Foucault.
Parleremo di politica del corpo, di corpi come luogo di potere. Secondo
Foucault il potere ha la funzione di gestire la vita organizzandosi intorno a due
poli:

L’ ANATOMO-POLITICA: è l’applicazione dei meccanismi di potere al corpo


umano in quanto macchina attraverso metodi, i cosiddetti regimi disciplinari,
volti a garantire il potenziamento delle attitudini e la crescita dell’utilità.
L’anatomo-politica è diretta all’addestramento del corpo, il corpo viene
programmato dall‘interno rispetto ai movimenti e le posture che deve
eseguire, alle pratiche che deve svolgere. Le «tecniche disciplinari» sono sia
quelle che addestrano il corpo dell’individuo sia quelle che l’individuo applica
a se stesso, in un ciclo che è produttivo e riproduttivo allo stesso tempo
(indossare la mascherina).

BIO-POLITICA DELLA POPOLAZIONE: insieme di interventi politici ed


economici, campagne di salute pubblica, di habitat e di migrazione.
Programmare la vita delle persone. Qui il potere non assume una consistenza
repressiva in termini di potere di vita e di morte ma è un generatore stesso di
vita e di pratiche.
Entrambe costituiscono la tecnologia politica della vita; si apre così l’era di un
‘’bio-potere’’.
L’uomo secondo Aristotele è rimasto quel che era, cioè un animale vivente
capace di un’esistenza politica; mentre l’uomo moderno è un animale nella cui
politica è in questione la sua vita di essere vivente.
Il bio-potere per Foucault è letteralmente un potere senza il re: ossia un
potere che proviene dal basso, si produce ogni istante in ogni punto e viene da
ogni dove. Non è un’istituzione, una struttura, ma piuttosto il nome che si dà
ad una situazione strategica e complessa in una determinata società.
Il potere senza il re si esercita positivamente sulla vita, incomincia a gestirla, a
potenziarla, a moltiplicarla per ottenere prestazioni produttive. Questo potere
ha rappresentato uno degli elementi indispensabili allo sviluppo del
capitalismo attraverso una vera e propria incorporazione del potere, nel senso
che esso ha dovuto arrivare sino al corpo degli individui, ai loro gesti, ai loro
atteggiamenti, fino a trattare, controllare e dirigere l’accumulazione degli
uomini. Da qui si ha lo sviluppo dei regimi disciplinari.
Foucault riconosce due tipi di politiche del corpo: i regimi disciplinari e quelli
sessuali.
REGIMI DISCIPLINARI: Foucault giunge a questi ultimi ricostruendo i modi in
cui il modello coercitivo e corporale del potere di punire si affermò nella
seconda metà del 18esimo secolo, mediante la riforma del codice penale la
quale prevedeva la trasformazione del corpo del condannato in un bene
sociale, facendo di questo corpo, del suo tempo e dei suoi gesti il punto di
applicazione della pena. Ciò rese la punizione di una tecnica di coercizione
degli individui, nella forma di un vero e proprio addestramento del corpo.
In quegli anni mutarono nei procedimenti disciplinari che esistevano, la scala,
l’oggetto e la modalità di controllo. La scala era caratterizzata da movimenti,
gesti e attitudini, l’oggetto dal livello economico e dall’efficienza dei
movimenti, mentre la modalità di controllo era ininterrotta e costante.
Queste tecniche minuziose, nel corso del tempo, intervennero in maniera
disciplinare anche in altre istituzioni, come la scuola, gli ospedali, le caserme,
costruendo i corpi, ripartendoli nello spazio e componendo le loro forze.

POLITICHE SESSUALI: la sessualità è un punto di passaggio delle relazioni di


potere fra uomini e donne, tra giovani e vecchi, tra educatori ed alunni. Le
politiche di tale forma di potere disegnano a proposito del sesso dei
dispositivi specifici di sapere e di potere ben individuabili; i principali sono
l’isterizzazione del corpo della donna, la pedagogizzazione del sesso del
bambino, la socializzazione delle condotte procreatrici e la psichiatrizzazione
del piacere perverso. Ognuno di questi è una politica del corpo più
specificamente, una politica sessuale guidata da rappresentazioni del corpo,
attraverso le quali quest’ultimo è socialmente definito e storicamente
colonizzato. Nei secoli indicati alcuni processi analizzano il corpo femminile
integrandolo al campo delle pratiche mediche per assicurarne la fecondità,
oppure in ambito familiare per educare e nutrire i figli. In maniera analoga
sono corpi socialmente costruiti quelli dei bambini di cui si prende a
controllare l’attività sessuale considerata illecita e pericolosa, mentre quella
degli adulti come patologia.
Quello sviluppato da Foucault non è un discorso sul rapporto tra la sessualità
come dato naturale ed il potere che cercherebbe di domarla ma è, la
ricostruzione della produzione stessa della sessualità. Il sesso viene in questa
prospettiva a rappresentare l’elemento speculativo creato dalla sessualità in
quanto dispositivo storico e politico, ‘’figura storica ben reale’’.

Anche M. Mauss parla di «tecniche del corpo» per definire «i modi in cui gli
uomini, nelle diverse società, si servono, uniformandosi alla loro tradizione,
del corpo».
Mauss afferma che in tutto l’insieme della vita di gruppo c’è una specie di
educazione dei movimenti in file serrate. Attraverso essa, in ogni società
ciascuno impara ciò che gli è richiesto in ogni situazione: dalla posizione in cui
partorire a modo di camminare, mangiare e accoppiarsi. Quelli che ne
risultano sono corpi disciplinati, dietro agli uni e agli altri c’è sempre un
modello di corpo corretto e corpi da correggere.

Elias parla di movimento di civilizzazione, descritto come orientato verso una


crescente privatizzazione di tutte le funzioni corporali ed una loro riduzione a
determinati settori chiusi, al che consegue una separazione sempre più netta
tra sfera intima e sfera pubblica nella vita dell’uomo. Pensiamo alla scissione in
due corpi: naturale (cioè mortale) e politico (cioè immortale). Solo la morte
consente la separazione dei due corpi del re, e la sopravvivenza del re alla
scomparsa del re. (dell’istituzione all’individuo).

2. DA UN CORPO ALL’ALTRO
MORTE
Questo capitolo si apre con l’immagine di un adulto colpito da emorragia
celebrale e sottoposto a rianimazione: ossia la scena di un cadavere a cuore
battente.
Che significa essere morto? Le definizioni non sono univoche, la morte
biologica entra in contrasto con altre definizioni scritte sul corpo dalla
medicina. Non si muore più e basta ora grazie alle sofisticate apparecchiature
della terapia intensiva, la morte può avvenire anche a cuore battente (morte
cerebrale).

Le biotecnologie sono in grado di prendere il controllo del corpo ed esercitare


un potere sulla vita (Biopotere). A cuore battente chi decide se il paziente è
clinicamente morto?

La terapia intensiva ha messo in luce il fenomeno complesso della morte


cerebrale che non coincide con quella biologica (B. Turner). La morte
cerebrale ammette al suo interno una distinzione tra morte corticale (perdita
di coscienza) e la morte tronco-encefalica. La morte cerebrale è importante
per l’espianto degli organi in quanto va a danneggiare la funzionalità stessa
degli organi da espiantare, sempre che il soggetto non abbia espressamente
vietato l’espianto.
La definizione di morte diventa un fatto politico che rinvia alle decisioni di
un'equipe di medici, un medico anestesista, un neurofisiopatologo, un medico
legale: Il paziente, attaccato alla macchina, viene tenuto sotto osservazione
per un certo numero di ore per valutare se le reazioni fisiologiche e le funzioni
vitali sono adeguate in modo tale da mantenerlo in vita e a provvedere
all’espianto.
Non si muore dunque come si è sempre morti, e la morte ha una storia. Che
risulta essere la storia anche dei modi in cui ogni società ha prodotto
definizioni di morte e modalità per il suo accertamento. Concordare con le
affermazioni secondo le quali la morte è una e certa non impedisce di
riflettere sul fatto che i progressi della scienza medica, piuttosto che mutare
l’evento della morte, abbiano contribuito a migliorare la capacità di
riconoscerne con certezza il momento.
In alcuni paesi la morte celebrale non è accettata come causa di morte, ma
questo è un dato da spiegarsi prendendo in riferimento tutti quei valori
filosofici, etici e religiosi delle culture di riferimento. Sostenere che la morte è
costruita culturalmente non significa affermare che siamo immortali, ma vuol
dire riconoscere che di fronte a situazioni in cui si articola il passaggio dalla
vita alla morte assoluta e ad alle varietà di possibili definizioni di morte, cosa
significa essere morto è collegato alla società storica di riferimento. Quindi alla
domanda ‘’quando il soggetto diventa cadavere?’’ trova risposte diverse a
seconda delle culture diverse.
2.1 CORPI DELLA MEDICINA
La medicina è la principale fonte di costruzione delle rappresentazioni del
corpo che agiscono sia a livello dell’identità personale, sia trasformazione del
corpo, fin anche a modificare la sua morfologia e fisiologia.
La conoscenza medica unita alla sua legittimazione e alle relazioni di potere
che si stabiliscono tra medico e paziente mettono in-forma i nostri corpi
(Borgna, p. 59) e ci dicono anche il modo in cui dobbiamo percepirli, prenderci
cura, preservarli dall‘invecchiamento e come dobbiamo ripararli. Tutto ciò
rende l’idea di un corpo riparabile, riprogrammabile, duplicabile .

Le definizioni della medicina hanno effetti sociali sull’identità e sul corpo


poiché indicano:

1)Cosa significa starebene o male (biopolitiche), essere in salute o malattia;


2)cosa si deve fare per stare bene e per essere in salute (tecniche del corpo/
anatomopolitiche)

Veniamo quindi ora ad elencare i vari corpi della medicina, ossia delle
cosiddette tecnologie biomediche:
I trapianti
In caso di morte cerebrale ad esempio, si può ricorrere al trapianto d’organi
nel caso in cui c’è la presenza di un donatore. Mutano le possibilità del corpo
del destinatario del trapianto; talvolta a guadagnare è la qualità della sua vita,
più spesso la sua stessa possibilità di permanenza in vita.

La procreazione medicalmente assistita (PMA)


Contribuiscono a mutare le nostre rappresentazioni del corpo, dei suoi limiti e
possibilità, anche le tecnologie della riproduzione medicalmente assistita o
artificiale. L’espressione è usata per indicare una grande varietà di metodi
d’intervento accomunati dalla sostituzione di una parte del processo
riproduttivo naturale con operazioni tecniche, intese a facilitare la
fecondazione in vivo o in vitro, vale a dire nel corpo della donna o al di fuori di
esso. Grazie a queste tecnologie è possibile che nell’atto della riproduzione
intervengano sino a 5 individui in luogo di due (madre e padre anagrafici,
donatori di gameti maschili e femminili, madre di sostituzione).
Nel nostro paese, governi diversi hanno tentato per anni, di disciplinare la
riproduzione assistita. L’obiettivo è: la normalizzazione delle funzioni
riproduttive sostenute medicalmente. Ogni proposta di legge prevede
specifiche rappresentazioni del corpo: di quello dell’uomo, di quello della
donna e delle loro funzioni riproduttive. Questi disegni di legge consentono il
ricorso alla procreazione medicalmente assistita solo al fine di favorire una
soluzione dei problemi riproduttivi derivanti da sterilità o da infertilità,
consentono l’accesso alle tecniche in via esclusiva a coppie di sesso diverso,
conviventi o coniugate, in età fertile ed entrambi in vita.
A questi disegni di legge ci sono state però delle opposizioni, da parte di
donne che considerano la legge offensiva alla loro dignità di persone infertili e
anche da parte di coppie lesbiche e gay.

Le modificazioni genetiche e la clonazione


Anche a proposito di clonazione troviamo annunci più o meno fondati su
esperimenti riusciti di clonazione umana, protocolli di divieto di interventi
aventi lo scopo di creare esseri umani geneticamente identici ad un altro
essere umano vivente o morto, hanno pure essi negli ultimi anni contribuito a
modificare alcune nostre rappresentazioni dell’identità personale.

La chirurgia riparativa, implantologia meccanica o cellulare


Sono realizzabili anche interventi che operano a livello somatico trasmettendo
istruzioni sotto forma di sequenze di DNA a cellule malate in modo tale che
queste producano una proteina capace di contrastare la patologia.

Abbiamo quindi parlato di corpi riparabili, riprogrammabili e duplicabili. A


trasformarsi sono proprio i modi in cui ci immaginiamo la sopravvivenza, la
nostra identità e quella altrui. Un’ entità così ovviamente materiale alla quale
non siamo in grado di pensare se non attraverso rappresentazioni mentali
offerte dalla cultura.
La tecnologia forma da sempre un anello essenziale dell’evoluzione della
specie umana sotto il profilo sociale, culturale e biologico.
Ci riferiamo spesso anche all’espressione MEDICALIZZAZIONE DEL CORPO,
intendendo la progressiva estensione del dominio, dell’influenza o della
supervisione della medicina su fasi ed aspetti della vita dell’uomo.
Medicalizzare in fertilità, disturbi del comportamento alimentare o vecchiaia,
significa costruirli come problemi di trattamento medico e fare dei corpi fertili,
o anoressici, corpi da normalizzare. In questo senso la medicina funziona
come una delle principali fonti di costruzione del corpo e delle sue
rappresentazioni.
In senso più ampio si ha la medicalizzazione quando si adotta una definizione
ed un approccio medico ad un problema, anche qualora ciò non comporti
l’intervento del professionista medico o trattamenti medici. Questo vale ad
esempio per l’epilessia come per la disforia di genere (transessualismo).

2.2 CORPI FLESSIBILI


Ci sono pratiche che possono essere assimilate alle tecniche mediche
riconducibili anche alle biotecnologie.
Si tratta di tecniche che riguardano il potenziamento del corpo, la
trasformazione della sua fisiologia e morfologia.

• Terapie medicali: vitamine, integratori, erbe, infusi, proteine, aminoacidi,


ecc.
• Lo shaping o modellamento - chirurgia estetica
• La scarificazione
Il body building, la body art, piercing e tatooing
BODY BUILDING
E’ un metodo di allenamento che prevede l’utilizzo di pesi esterni al corpo, al
fine ultimo di rimodellamento del fisico.

BODY ART
È l’etichetta sotto la quale si assumono forme di marcatura del corpo differenti
per entità e reversibilità delle modificazioni apportate a quest’ultimo dal body
painting al piercing, dal tatoo al cosiddetto shaping. Nel caso del body
painting, le alterazioni del corpo provocate possono farsi permanenti e
profonde come accade nello shaping della body art cosiddetta ad alta
tecnologia, discendente delle pratiche di fasciatura dei piedi e del capo e
intesa a mutare in maniera definitiva lineamenti e forme del corpo.

CHIRURGIA ESTETICA
Quanto alla chirurgia estetica gli artisti che vi si dedicano fanno del proprio
corpo una scultura vivente modellata grazie al ricorso alla chirurgia plastica, a
strumenti protesici di vario tipo, a sistemi di realtà virtuale e ad internet. Il
proposito è quello di modificare il corpo umano estendendone i sensi e le
capacità al di là dei limiti tradizionali.

PRIVATIZZAZIONE DEL CORPO


Quando la riproduzione delle condizioni della vita sociale è sottratta al
dominio delle decisioni pubbliche e politiche e affidata al libero gioco della
iniziativa privata, nell’individuo nasce la paura dell’incertezza, Quindi in
assenza di meccanismi istituzionali di ristrutturazione agli individui spetta il
compito e la necessità di autocostituirsi e auto ricostruirsi, ricomponendo i
pezzi della propria identità. In questo lavoro di costruzione del se, l’attenzione
verso il corpo diviene un compito e un dovere dell’individuo, che acquista sul
mercato del consumo privato esercizio fisico, cibi e farmaci salutisti.
Tutte queste tecniche sono accomunate dall’idea del corpo come oggetto di
scelte e di opzioni.
Il corpo diventa luogo delle opportunità, delle chance, la tabula rasa su cui
iscriviamo la nostra identità, il nostro gusto, l’habitus culturale e lo status
sociale. Come dice M. Foucault, ci scolpiamo addosso i caratteri della nostra
cultura. Il corpo inteso come luogo dell’autodeterminazione personale,
modellabile nella forma e nei significati che noi scegliamo.
2.3 CORPI DEL DIRITTO E CORPI DELL’ETICA
La proposta di legge per quanto riguarda la procreazione medicalmente
assistita è stata approvata in via definitiva dalla camera. L’intento del
legislatore è chiaro: definire ruoli, diritti e responsabilità di ciascuno di questi
soggetti. Altrettanto chiaro è l’esito: la riproduzione assistista diverrà presto
nel nostro paese una realtà per sole coppie eterosessuali, coniugate o
conviventi, in età fertile. Allo stesso modo c’è una schiera di nuovi diritti, come
il diritto di procreare, il diritto al figlio, ad una famiglia stabile, diritto
all’identità, il diritto di morire, il diritto alla malattia.
Possiamo fare due esempi di diritto connessi alla nozione di proprietà del
corpo. Il primo riguarda il principio del silenzio-assenso previsto dalla
normativa italiana in materia di prelievi e trapianti di organi e tessuti nei paesi
che vietano la commercializzazione per i prelievi da cadavere. Ciò è definito
dai suoi oppositori un esproprio.
Il secondo riguarda il momento in cui viene stabilito che un diritto di proprietà
rispetto ai materiali biologici non è configurabile. Come può essere decretata
quindi la brevettabilità di questi materiali biologici? Ad essere brevettabile non
è il corpo bensì l’opera dell’ingegno sul corpo, “l’appropri abilità intellettuale
del corpo”.
Le conseguenze di questa commerciabilità dell’essere umano è uno dei temi
più influenti della riflessione bioetica.
BIOETICA
È il termine utilizzato per riferirsi a quell’insieme di riflessioni razionali
sviluppatesi alla fine degli anni sessanta sui vari problemi sollevati dalla
medicina e dalle altre scienze della vita. Le posizioni della bioetica per quanto
riguarda il tema dell’accertamento della morte dell’uomo, della brevettabilità
degli organismi viventi e della fecondazione assistita, dipendono dalla
risoluzione del problema del rapporto tra corpo e persona (o dell’incarnazione
della persona in un corpo).
Possiamo concludere con un’osservazione. L’utilizzo del termine bioetica
diviene al plurale bioetiche, in modo tale da sottolineare l’esistenza di
comunità morali diverse. E’ nella comunità morale (cattolica, ebrea,
ortodossa) che si apprende se sia meglio soffrire le pene di una lunga malattia
mortale o evitarle con il suicidio, se sia meglio accudire con amore un
bambino disabile o impedirne la nascita con l’aborto.