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GUIDA TECNICA

“ Si insegna meglio
ciò che più si ama”
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indice PAG.

1. SCHEMI MOTORI DI BASE 3

2. LE CAPACITÀ MOTORIE 6

LE CAPACITÀ COORDINATIVE 6

LE CAPACITÀ CONDIZIONALI 10

3. LE FASI SENSIBILI 11

4. LE ABILITÀ TECNICHE 12

5. METODI DI INSEGNAMENTO 13

6. LA PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITÀ 14

LA PROGRAMMAZIONE
DEI PICCOLI AMICI 21

LA PROGRAMMAZIONE
DEI PULCINI 24

LA PROGRAMMAZIONE
DEGLI ESORDIENTI 27

7. NON DIMENTICARE DI: 32

8. SUGGERIMENTI 32
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1. GLI SCHEMI MOTORI DI BASE

Gli schemi motori di base sono le unità elementari di movimento che il


bambino deve apprendere e tramite le quali può appropriarsi di tutto il
bagaglio motorio, fondamentale per la vita di relazione.
Esse sono:
· Strisciare
· Camminare
· Correre
· Arrampicarsi
· Saltare
· Lanciare
· Rotolare
· Quadrupedia

STRISCIARE

DEFINIZIONE Lo strisciare è il primo modo di usato dal bambino per spostarsi


sul terreno, prima di conquistare la stazione eretta; utilizzare questa attività
motoria di base significa rianalizzare un vissuto corporeo del bambino.

ESERCIZI PROPEDEUTICI Strisciare nelle varie direzioni (avanti, indietro,


lateralmente) Strisciare sul terreno, evitando di appoggiare le parti del corpo
indicate dall'istruttore; stessa cosa da supini o in appoggio su un fianco.
Porre un'asticella su due appoggi alti circa 30 o 35 cm. da terra oppure
utilizzare un ostacolo: proporre al bambino di passare sotto senza fare cadere
l'asticella.

GIOCHI La strega e le fate. Un bambino è la strega e deve cercare di toccare


un suo compagno, il quale, se toccato, diventerà a sua volta strega. I bambini
per salvarsi devono raggiungere la tana passando sotto un attrezzo (panca,
materasso sopraelevato, ostacolo ecc..) strisciando sotto questo.
Gatto e topo Gli allievi sono in cerchio con le gambe divaricate. Dentro il
cerchio ci sono due bambini, rispettivamente il gatto e il topo. Al via il topo
deve scappare dal gatto e per salvarsi potrà passare sotto le gambe dei
compagni in cerchio, prendendo il suo posto. Quest'ultimo diventerà a sua
volta il topo. Il gatto si libera solo quando toccherà un topo: in questo caso c'è
lo scambio immediato di ruoli.

GIOCHI CALCISTICI Gatto e topo con il pallone Stesso gioco solamente che il
topo ha il pallone e non deve farselo "rubare" dal gatto. Se il gatto entra in
possesso di palla, c'è l'immediata inversione dei ruoli. Per salvarsi occorre
sempre passare sotto le gambe dei compagni in cerchio lasciando davanti a
loro il pallone. Si consigliano piccoli gruppi da 6 bambini
Gioco del tunnel a coppie due allievi, uno con palla, l'altro senza. Al via,
l'allievo con palla dovrà passare sotto le gambe del compagno con la palla il
maggior numero di volte possibile in 1 minuto. Cambio di ruoli e vittoria a chi è
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passato il maggior numero di volte. Variante: palla laterale, allievo sotto; palla
sotto allievo che passa prono o supino. Staffette con ostacoli .Gara in staffetta
con ostacoli posti in linea retta o no.

CAMMINARE

DEFINIZIONE Attraverso il camminare si acquisisce e migliora l'equilibrio nelle


traslocazioni; è inoltre il primo esercizio di coordinazione intersegmentaria su
diversi piani. Per migliorare questo schema motorio è opportuno, all'inizio, far
camminare i bambini in gruppo liberamente per dare loro il senso dello spazio,
proponendo in seguito, sotto forma di gioco, tutte le possibili varianti sul tema.

ESERCIZI PROPEDEUTICI Tutte le varietà di spostamento riproducendo le


andature degli animali; cammina come cane, come un elefante…
Camminare secondo un percorso a linee spezzate, dirigendosi verso oggetti
disposti in vario modo nello spazio Camminare sugli avampiedi e sui talloni;
Camminare a passi lunghi o corti (dentro cerchi distanziati in modo diverso tra
loro).

GIOCHI Uomo ombra a coppie; un compagno segue da vicino ed imita tutti i


movimenti dell'altro.
Uno, due, tre stella:"Chi sta sotto" si volta verso un muro ad occhi chiusi,
mentre i compagni si dispongono in riga sul lato opposto dietro una linea di
partenza. Il bambino "che sta sotto" ad alta voce deve dire "Uno, due, tre
stella:", mentre i compagni avanzano verso di lui con l'obiettivo di toccare il
muro. Terminato di dire la frase, "chi sta sotto" di scatto si volta verso i
compagni per verificare che questi siano fermi. Nel caso in cui vede un
compagno in movimento, questo deve tornare indietro sulla linea di partenza.
Vince chi tocca per primo il muro senza farsi vedere la bambino che è "sotto".

GIOCHI CALCISTICI Staffetta sulla corda Disporre delle funicelle costruendo a


piacere un percorso per ogni squadra. Gli allievi d'ogni squadra devono
camminare sulla funicella il più velocemente possibile e tornare alla posizione
di partenza, in modo da far partire il loro compagno. Vince chi termina prima il
percorso. Uno, due, tre stella con il pallone Stesso esercizio solo che gli allievi
hanno un pallone e possono fermarlo solo con la pianta del piede.

CORRERE

DEFINIZIONE È uno schema motorio che origina e migliora il camminare


attraverso un migliore controllo motorio. Attorno ai 5/6 anni la tecnica di corsa
è poco armonica ed economica (sbandamenti, piedi non controllati, passi non
regolari). Alcuni bimbi tendono a galoppare. I bambini ancora tendono a
correre sempre al massimo o a riposarsi. Successivamente con il
miglioramento del camminare attraverso lo sviluppo delle capacità coordinative
si ha una corsa + economica.

ESERCIZI PROPEDEUTICI Correre liberamente nello spazio. Correre a coppie,


terne, gruppi (cercando di mantenere sempre invariate le distanze di partenza)
Correre secondo la direzione: avanti, indietro, laterale Corsa con cambi di
direzione (zigzagare come un serpente) Correre calciando il sedere con i talloni
Correre portando le ginocchia il più in alto possibile.
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GIOCHI Scalpo Ogni bambino ha una casacca infilata nei pantaloni. Al via
ognuno proverà a strappare la casacca degli avversari.
Strega ghiacciata gli allievi corrono in ordine sparso in uno spazio delimitato. Al
comando "strega ghiacciata", tutti i bambini devono correre evitando di farsi
toccare dalla strega; se succede, il bambino toccato si ferma a gambe
divaricate, e potrà ricominciare a correre, solo quando sarà liberato da un
compagno che gli striscerà sotto alle gambe. Variante: giocare con più streghe
contemporaneamente.
Sparviero Tutti gli allievi (X) sono in riga su una linea del campo, tranne lo
sparviero che si trova presso la linea opposta. Al segnale dell'istruttore i
giocatori (X) cercano di attraversare il campo senza farsi toccare dallo
sparviero. I "toccati" danno la mano allo sparviero per formare una catena, le
cui sole estremità hanno facoltà di presa. L'ultimo preso è il vincitore. Non è
possibile uscire dal campo

GIOCHI CALCISTICI Sparviero con palla e senza Stesso gioco di quello sopra
descritto con la variante che i giocatori (X) hanno un pallone a testa. Lo
sparviero è senza palla ed i giocatori presi non formano una catena, ma
rimangono fermi sul posto con la possibilità di toccare gli altri senza muoversi.
Variante: lo sparviero ha la palla; un gruppo di allievi ha la palla, un altro no!
(chi corre più veloce?) può servire a far capire che l'uomo senza palla corre
sempre più veloce di quello con palla. Staffetta "chi la porta e chi la prende" Gli
allievi vengono divisi in più squadre di pari numero e si dispongono sulla linea
di partenza in fila con un solo pallone al primo allievo di ogni squadra. Il primo
allievo al segnale di partenza porta la palla in guida in un quadrato posto a 10
metri, la ferma dentro lo spazio e ritorna di corsa alla posizione di partenza per
toccare la mano del compagno che al tocco deve partire.Il secondo parte di
corsa recupera la palla nel quadrato, con i piedi la guida alla posizione di
partenza, la lascia al compagno che esegue la parte dell'esercizio sopra
indicata. Tutto ciò continua fino alla fine dei giocatori.Vince la squadra che
finisce per prima Bandiera due squadre (A e B) poste una fronte all'altra e con i
giocatori numerati. Al centro del campo c'è un pallone, sul lato destro un cono
e su quello sinistro la porta. L'istruttore chiama un numero; gli allievi chiamati
corrono attorno al cono per toccare con i piedi il pallone: il primo è
l'attaccante, il secondo il portiere. L'attaccante guida la palla attorno al cono ed
esegue un 1>portiere.

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2. LE CAPACITÀ MOTORIE

Le capacità motorie vengono classificate in:


1. Capacità Coordinative
2. Capacità Condizionali

2.1 LE CAPACITÀ COORDINATIVE

Le capacità coordinative si dividono in generali e speciali.

Le capacità coordinative generali sono:

Capacità di apprendimento motorio è quella che consente all’individuo di


apprendere nuovi movimenti e di farli propri attraverso l’allenamento. E’
limitato allo stadio della coordinazione grezza sino ai tre anni, per poi
incrementarsi repentinamente dai 7 ai 10, proseguendo sino ai 13 quando si
avvertirà una stasi dell’apprendimento a causa dello sviluppo. Riprenderà dopo
i 15 con ancora più vigore per effetto dell’aumento della forza, della rapidità e
del controllo. In senso assoluto, l’apprendimento motorio, è elevato nel
bambino ed aumenta con l’allenamento, regredisce nell’età adulta.

Capacità di controllo motorio è la capacità del soggetto di controllare i


movimenti, rendendoli aderenti a quanto prefissato mentalmente prima
dell’inizio dell’esecuzione. E’ una capacità che origina a 5 anni, raggiunge il suo
picco tra i 7 ed i 10, per poi rallentare o involgersi con l’avvicinarsi della
pubertà.

Capacità di adattamento e trasformazione del movimento, rappresenta


l’abilità di mutare il proprio gesto motorio, ottimizzandolo nel più breve tempo
possibile, a nuove ed imprevedibili condizioni ambientali.
Queste tre capacità coordinative sono collegate in circolo, poiché si inizia con
l’apprendimento motorio, si affina la padronanza del gesto ed in fine la si
allena in modo da poterla modificare ed adattare.

I principi generali per lo sviluppo delle capacità coordinative sono: la


multilateralità orientata ovvero l’utilizzo di una vasta gamma di esercizi
differenti; la gradualità nel progressivo aumento della difficoltà del gesto; la
tempestività nell’intervenire stimolando le capacità coordinative nel periodo
migliore (11-13 anni).
I mezzi utili per lo sviluppo e l’allenamento delle capacità coordinative si
distinguono in mezzi generali (con esercitazioni tratte da sport differenti),
mezzi specifici (le cui esercitazioni sono specifiche di uno sport).

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Le capacità coordinative speciali sono:

Capacità di combinazione motoria vale a dire l’essere in grado di


accoppiare armonicamente più forme parziali in un’unica struttura motoria. Si
sviluppa con l’esecuzione di esercizi di coordinazione segmentaria fra arti
superiori ed inferiori in forma simultanea, con movimenti simmetrici ed
asimmetrici.

Capacità di equilibrio nello svolgere compiti motori su superfici d’appoggio


limitate o sotto la spinta di forze esterne che ne disturbano l’esecuzione.
L’equilibrio interessa tutti gli sport ed è una capacità che va sviluppata dalla
nascita e continuamente stimolata poiché tende ad involvere con l’età.
L’equilibrio si manifesta in forme diverse: statico, dinamico, in volo. Un corpo
si dice in equilibrio quando la verticale passante per il baricentro cade sulla
base d’appoggio. Per sviluppare la capacità di equilibrio è utile esercitarsi su
basi d’appoggio minime o mobili, eseguire rapidi cambi di direzione ed attività
combinate che compromettano l’equilibrio. Eseguire esercitazioni in condizioni
di stress ecc. L’equilibrio è una forma complessa in cui rientrano più fattori,
l’informazione visiva, tattile ecc. è da vita a reazioni che sono a cavallo tra le
riflesse e le automatiche, per sviluppare le quali sarà opportuno esercitarsi a
compiere attività in situazioni poco agevoli.

Capacità di differenziazione spazio temporale esprime la capacità di


sapersi collocare nello spazio circostante in rapporto con gli oggetti ed i luoghi.
Sono indispensabili i presupposti acquisiti nei primi anni di vita, sviluppando i
quali sarà possibile rivestire un determinato ruolo in una squadra o poter
eseguire una strategia predeterminata. La percezione temporale non si limita
alla valutazione della durata effettiva dell’azione ma a tutte le pause che la
compongono. L’affinamento di questa capacità consentirà di adattare un
movimento al ritmo più consono.

Capacità di orientamento si esprime con la capacità di modificare i


movimenti del corpo in uno spazio determinato rispetto ad oggetti o persone.
Importante, al fine di un buon funzionamento di questa capacità, è il ruolo dei
recettori muscolo-tendinei e dell’apparato visivo. E’ una capacità fondamentale
negli sport di squadra e di combattimento, dove è necessario avere molti punti
di riferimento. I metodi per sviluppare questa prestazione sono diversi, del
tipo: usare attrezzi di dimensioni e peso diversi, giocare con un numero
diverso di avversari, utilizzare spazi diversi da quelli abituali, inserire ulteriori
oggetti fissi o visibili nel campo dell’atleta ecc.

Capacità di anticipazione motoria, è un’abilità che consente di prevedere


l’andamento, la successione ed il risultato di un’azione programmando
conseguentemente i propri compiti motori. Tutto ciò avviene prevalentemente
a livello psicologico. E’ un’abilità che può essere sviluppata con una profonda
conoscenza delle esperienze motorie precedenti e con la ripetizione. Si parla di
reazione motoria come della capacità di iniziare una risposta motoria nel tempo
più breve possibile dopo la percezione di uno stimolo. Distinguiamo tra
reazione semplice, ossia una reazione ad uno stimolo conosciuto in
precedenza, e reazione complessa, caratterizzata da più movimenti adeguati
ad una situazione che si modifica. La prima varia al variare dell’età ed è

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scarsamente allenabile. La seconda è tipica dei giochi di squadra, si basa su
esperienze precedenti ed è migliorabile con l’allenamento.

Capacità di differenziazione dinamica consiste nel saper dosare ed


adattare il grado di contrazione muscolare alle diverse richieste di esecuzione
motoria. E’ una capacità allenabile e ben nota agli atleti di un certo livello per i
numerosi vantaggi che ne derivano. Per svilupparla è necessario eseguire
esercizi nei quali aumenta gradualmente il livello di precisione, ed autovalutare
la condizione e la posizione dei propri segmenti corporei.

Capacità di fantasia motoria consistente nell’essere in grado di risolvere, in


maniera inconsueta, un problema motorio che si contrappone alla buona
riuscita del gesto atletico. E’ fondamentale, per lo sviluppo della fantasia
motoria, accumulare un grande bagaglio di esperienze di movimento.

Capacità di ritmizzazione ossia di contrarre e decontrarre i gruppi muscolari


rispettando gli intervalli di determinati stimoli sensoriali, adattandosi ad un
ritmo e restando in grado di mutarlo repentinamente. La capacità di
ritmizzazione consente al soggetto di muoversi armonicamente nello spazio.
Per esercitarla sarà utile provare ad adattarsi a ritmi esterni o a quelli di un
compagno, o a seguire ritmi acustici.

Elasticità del movimento, oltre ad essere altamente influenzata dall’elasticità


tipica dei muscoli e dal funzionamento dell’apparato cinestetico, è soggetta alla
capacità di effettuare rapide contrazioni e decontrazioni muscolari. E’ una
caratteristica strettamente correlata alla capacità di ritmizzazione, e trae il suo
maggior vantaggio nell’allentare carichi e tensione (tendineo-articolare) nei
movimenti tipici della corsa.

Capacità di memorizzazione motoria consiste in un’esercitazione mentale


volta ad eliminare volontariamente possibili errori di esecuzione motoria. E’
importante per mantenere le capacità motorie allo stato raggiunto, in caso di
sospensione dell’allenamento. Inoltre, questa capacità, aiuta la risoluzione di
problemi futuri, riducendo il numero dei tentativi.

Destrezza fine consistente nella capacità di risolvere problemi motori in spazi,


tempi e con dispendi energetici limitati. Quindi movimenti veloci e precisi.
Indispensabile al fine di questa capacità è l’esperienza motoria, le informazioni
sensoriali, l’intelligenza pratica.

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LE CAPACITÀ COORDINATIVE NEL GIOCO DEL CALCIO
Attività in cui intervengono nel gioco del
Capacità
calcio

Combinazione motoria: capacità di combinare


conduzioni palla+passaggio, guida palla+tiro,
tra di loro movimenti di segmenti corporei
salto+colpo di testa, controllo+passaggio
differenti, gesti motori diversi ecc.

Differenziazione motoria: capacità di


finte, dosaggio della forza nei gesti tecnici, ritmo
selezionare il giusto grado di tensione
di corsa
muscolare a seconda dell'esigenza motoria.

Equilibrio: capacità di mantenere tutto il


giochi in acrobazia, colpo di testa, cambi
corpo, sia in fase statica che dinamica, in
direzionali e dribbling, contrasti, tuffi vari
condizioni di stabilità.

posizionamento in campo, valutazione di


Organizzazione spazio/temporale: capacità di
traiettorie e velocità della palla, valutazione della
definire e variare la posizione e i movimenti
velocità di spostamento dei compagni e degli
del corpo nello spazio e nel tempo, in
avversari
riferimento ad un campo di azione definito.

Reazione motoria: capacità di iniziare ad


reazione alle finte, tempi di attivazione della
eseguire un movimento il più rapidamente
risposta motoria in rapporto alle situazioni di
possibile in rapporto ad una sollecitazione e
gioco, ripartenze
nel rispetto della tecnica.

Adattamento e trasformazione motoria:


capacità che ha l'individuo, mentre svolge
uno contro uno, cambio tattica di gioco, rimbalzi
un'azione, in base alle variazioni percepite o
e deviazioni anomale della palla, variazione del
dedotte dalla situazione, di portare delle
programma motorio in relazione alle iniziative dei
modificazioni all'azione programmata in
compagni e degli avversari
precedenza e di eseguirla in modo, del tutto
o in parte, diverso.

Ritmizzazione: capacità di dare ordine adattamento ai tempi e ritmi di gioco, variazioni


cronologico specifico, ad un atto motorio. di ritmo dei movimenti a seconda delle situazione

Fantasia motoria: capacità che consente di


risolvere in forma originale e creativa un
dribbling, finte, ricerca di nuove soluzioni
problema motorio, quindi di variare,
ristrutturare nuove forme di apprendimento.

Anticipazione motoria: capacità che consente


al soggetto di prevedere l'andamento, la
lettura del gioco, lettura della situazione, visione
successione, gli esiti di un'azione e di
di gioco
programmare conseguentemente i propri
compiti motori.

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2.2 LE CAPACITÀ CONDIZIONALI

Le capacità condizionali sono quelle capacità che consentono di migliorare le


prestazioni attraverso l'allenamento. Esse sono strettamente dipendenti dalle
caratteristiche anatomiche e fisiologiche di alcuni apparati dell’individuo. Le
forme principali di sollecitazione motoria sono rappresentate dalla resistenza,
dalla forza, dalla rapidità, dalla mobilità articolare.
Una caratteristica delle capacità condizionali è che esse esprimono il grado di
condizione fisica della persona e variano con l’età. Nel corso dell'età non hanno
un andamento lineare, infatti dipendono molto dall'accrescimento, quindi si
modificano in funzione dell'età biologica, per questo durante la fase puberale,
possiamo avere differenze notevoli ad esempio di forza (quindi di velocità e
rapidità che vengono influenzate dalla forza) sia tra bambini della stessa età
anagrafica e dello stesso sesso che tra maschi e femmine, addirittura con un
vantaggio da parte delle femmine, per via dello sviluppo iniziato in genere 1-2
anni prima del sesso maschile.

FORZA : è la capacità di vincere, o di opporsi a delle resistenze (sollevamento


pesi).

RESISTENZA: è la capacità di protrarre un lavoro nel tempo, e


contemporaneamente contrastare l'insorgere della fatica, mantenendo il più
possibile inalterata la qualità del lavoro muscolare (è presente in tutti gli sport
in particolare nelle discipline aerobiche come maratona, ciclismo, etc…).

RAPIDITA': capacità di compiere delle azioni motorie in un determinato


tempo (il più breve possibile ad esempio la partenza dai blocchi, i lanci, etc…).

MOBILITA' ARTICOLARE O FLESSIBILITA’: è la qualità che permette di


effettuare movimenti con la maggior ampiezza possibile (è una capacità
atipica, ovvero fa parte sia delle capacità condizionali che delle capacità
coordinative).

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3. LE FASI SENSIBILI

anni 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15

capacità di
apprendimento
motorio

capacità di
differenziazione e
direzione

capacità di
reazione acustico
ottica
componenti
psicomotorie
capacità di
orientamento
spaziale

capacità di ritmo

capacità di
equilibrio

anni 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15

resistenza

forza

componenti
condizionali

rapidità

mobilità articolare

anni 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15
[Digitare il testo]
capacità affettive
cognitive

componenti
psicognitive

apprendimento

4. LE ABILITÀ TECNICHE

Alla base della prestazione calcistica giovanile esiste l’acquisizione delle abilità
tecniche specifiche. Le abilità tecniche del calcio rappresentano tutte le forme
di comunicazione motoria specifiche previste dal regolamento di gioco. La
tecnica è basilare per il gioco del calcio: è fantasia e scienza, è fatta di
invenzioni geniali e di movimenti precisi, deve essere studiata e appresa , non
solamente intuita.
Le abilità tecniche sono:
 guida della palla;
 dribbling;
 trasmissione della palla (passaggio);
 ricezione della palla (stop);
 copertura della palla;
 tiro in porta;
 colpo di testa;
 contrasto;
 rimessa laterale;
 tecnica del portiere (posizione fra i pali, presa, tuffo, uscita,
rilancio e rinvio).
Esse sono i fondamenti su cui si impianta l’azione di gioco e le qualità con cui
esse si esprimono influenza le probabilità di successo di determinate intenzioni
tattiche. La tecnica nel calcio deve essere considerata un elemento di
trasmissione motoria delle decisioni intraprese dal giocatore, quindi
rappresenta il mezzo e non l’obiettivo primario. Ma è anche vero che il
controllo (gestione) automatizzato dell’elemento tecnico permette al giocatore
di rivolgere maggior attenzione verso l’ambiente esterno cioè verso gli scopi
del gioco. L’apprendimento tecnico deve tener conto del concetto di
economicità che risulta determinante ed essenziale in qualsiasi azione di gioco,
dato che il risparmio di energie fisiche e mentali permette una maggiore
“lucidità” decisionale ed esecutiva.Il gesto tecnico, quindi, si esprimerà
variando le sue modalità esecutive in relazione a diversi parametri che
rappresentano altrettante variabili. Ne citiamo alcuni:

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 impegno di forza
 direzione di arrivo della palla
 direzione di uscita della palla
 variazioni di velocità, frequenza e ritmo
 condizioni di equilibrio
 presenza dell’avversario/i
 presenza del compagno/i
 spazio d’azione disponibile
 orientamento visivo (difficoltà percettive)
 combinazione di elementi motori contemporanei e successivi
 impegno mentale
 stanchezza fisica
 anticipazione pre e post-esecutiva
 feed-back regolativi (informazioni di controllo durante
l’esecuzione)

5. METODI D’INSEGNAMENTO

Si definisce Metodo il modo di organizzare e attuare le complesse procedure


d’insegnamento-apprendimento.

Porsi problemi di Metodo significa "domandarsi, ad esempio, quale sia il modo


migliore per organizzare la propria attività pratica per sviluppare e perfezionare
le abilità tecniche, tattiche e le motivazioni dell’allievo" (Madella).

In generale si usa fare riferimento a due gruppi di Metodi che normalmente si


differenziano per l’azione che viene svolta dall’Istruttore nell’insegnare e
dall’allievo nell’apprendere. Ciò che li differenzia non dipende dal fatto che il
compito motorio da risolvere venga proposto dall’Istruttore, dall’allievo o dagli
allievi ma, bensì, dal ruolo che ambedue svolgono nella ricerca della soluzione.

Nei casi in cui è l’Istruttore a "prescrivere" la soluzione (Metodo Prescrittivo) si


parla di Metodi DEDUTTIVI. Nei casi in cui l’allievo viene lasciato libero o al
massimo viene "guidato" nella soluzione del compito (Metodo della Scoperta
Guidata) si parla di Metodi INDUTTIVI.

L’ideale è l’utilizzazione di più Metodi d’insegnamento poiché ciascuno presenta


vantaggi e svantaggi, limiti e potenzialità.

E’ preferibile dare, nelle fasce più piccole d’età, una prevalenza a metodologie
di tipo induttivo, intervenendo con i più grandi in modo più analitico e
prescrittivo.

Attività globali come i giochi, le partite o, eventualmente, gli esercizi di


situazione, danno ampie possibilità di essere svolte con procedure induttive.

Le esercitazioni su gesti o parti di essi sviluppate in modo analitico sono più


facilmente proponibili con modalità prescrittivo-direttive.

Per concludere, l’alternanza di tali procedure didattiche rende molto più valido
tutto il processo di insegnamento-apprendimento.

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6. LA PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITÀ

LA PROGRAMMAZIONE DELL'ALLENAMENTO

Programmare: processo che consente di organizzare il proprio lavoro


determinando ciò che si intende conseguire (gli obiettivi), le modalità con cui si
intende perseguirli e quindi controllando il loro procedere. Si può programmare
nell'arco della carriera, nell'arco di più stagioni, nell'arco della stagione
agonistica e in quello della singola seduta.

La preparazione sportiva del processo formativo può essere:


preparazione atletica
preparazione tecnica
preparazione tattica
preparazione psicologico/morale
Le capacità da sviluppare del processo formativo sono:
poter giocare
saper giocare individualmente
saper giocare in modo collettivo
voler giocare
Le aree della personalità coinvolte nel processo formativo sono:
area cognitiva
area affettiva
area sociale
area motoria
Il processo di formazione dell'attività giovanile si esplica principalmente
attraverso l'azione di allenamento e quella di insegnamento, che sono
continuamente integrate tra loro.

ATTIVITÀ GIOVANILE = ALLENAMENTO + INSEGNAMENTO

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LA PROGRAMMAZIONE

L'allenatore per la realizzazione della sua attività si trova con la necessità operativa di
"insegnare bene, ma spesso con poco tempo a disposizione". Per fare ciò con efficacia, non è
possibile improvvisare. Per formulare un programma di lavoro si deve analizzare
innanzitutto la reale situazione di partenza, tenendo conto delle diversità che
caratterizzano i singoli componenti del gruppo che traggono origine da:

differenti esperienze motorio/sportive


diverso livello di bagaglio tecnico/tattico
un ritardato o precoce sviluppo biologico
attitudini e predisposizioni personali

Il piano di lavoro è il progetto corrispondente ad una elaborazione del lavoro da svolgere con
una squadra in una determinata categoria. Per l'allenatore il piano non è un fine, ma uno
strumento adatto a conseguire gli obiettivi prefissati.

L'attività programmata serve per la realizzazione della preparazione più efficace per
quel determinato gruppo di giocatori, valida solo se la squadra è preparata dal
tecnico che la ha ideata.

La mentalità dominante sarà quella della ricerca del continuo miglioramento, individuale e di
squadra.

Il contenuto delle attività dovrà offrire e ricreare situazioni di gioco il più possibile vicine a
quelle di gara.

Dal momento che una esigenza fondamentale dell'allenatore giovanile moderno risulta quella
di utilizzare al meglio il poco tempo a disposizione, avranno notevole rilevanza quei mezzi
operativi che perseguono, simultaneamente, obiettivi tecnico/tattici e condizionali.

Gli strumenti fondamentali della programmazione sono:

il piano annuale di lavoro


il diario dell'attività

Tale documentazione non rappresenta solo un obbligo di attestazione, in genere non richiesto,
ma costituisce un importante tributo alla propria professionalità, dalla quale dipende l'efficacia
del lavoro.

L'allenatore, analizzando, dall'agenda di lavoro, i dati contenuti dell'attività svolta e


confrontandoli con le risposte ottenute dai propri allievi in rapporto alla situazione di partenza
individuale e di squadra, sarà in grado di apportare quelle modifiche o variazioni di rotta al
piano generale che saranno ritenute più adatte.

Il piano di lavoro prevede una certa periodizzazione ed una determinata struttura.

Per periodizzazione s'intende la definizione dei periodi nei quali, durante la stagione, il lavoro
di allenamento assumerà una particolare differenziazione rispetto agli altri periodi. Determina,
quindi, il calendario cronologico che si adatterà anche agli impegni agonistici.

Nell'ambito della programmazione annuale, generalmente vengono individuati tre periodi, o


macrocicli, principali:

agost settemb ottobr novembr dicembr gennai febbrai marz maggi giugn
aprile luglio
o re e e e o o o o o
periodo periodo
periodo competitivo
preparatorio transitorio

La struttura è, invece, la forma con cui è costituito il piano, che l'esperienza ha consigliato sia
formato da contenitori standard che, in generale, sono rapportati alla stagione intera, al
periodo, al mese, alla settimana. L'allenatore partendo dalla programmazione annuale, passerà
alla programmazione del periodo (macrociclo), poi del mese (mesociclo) e della settimana
(microciclo), per procedere, infine, alla programmazione della singola seduta.
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MACROCICLO

MESOCICLO MESOCICLO

microciclo microciclo microciclo microciclo microciclo microciclo microciclo microciclo

all1 all2 all3 all4 all5 all6 all7 all8 all1 all2 all3 all4 all5 all6 all7 all8

La programmazione dell'allenamento prevede il passaggio per le seguenti fasi che si ripetono in


modo ciclico:

analisi della situazione (da dove si parte)


definizione degli obiettivi (dove si vuol andare)
scelta dei contenuti (quale strada prendere)
scelta dei metodi (come fare il viaggio)
monitoraggio e valutazione (controllare di essere sulla strada giusta)

Da dove partire: l'analisi della situazione.

Si intende la raccolta e la valutazione della totalità dei dati relativi a ciascuna delle variabili
implicate nel processo formativo. Si tratta di un vero e proprio check up iniziale che prende in
esame, non solo le caratteristiche dei singoli soggetti, ma anche il contesto ambientale, sia
individuale che generale, nel quale si svolge l'attività stessa.

Gli elementi essenziali dell'analisi sono:

l'ambiente: Società e impianti


il giovane calciatore
il gruppo squadra

Dove andare: stabilire gli obiettivi.

L'obiettivo rappresenta l'abilità che l'allievo o la squadra devono conseguire (saper fare) al
termine del ciclo di lavoro, mentre il contenuto è l'attività attraverso la quale l'allievo
acquisisce l'abilità, cioè raggiunge l'obiettivo.

Nei pulcini e negli esordienti gli obiettivi saranno più orientati sullo sviluppo delle abilità, nelle
categorie successive l'accento sarà posto sullo sviluppo delle capacità: il saper utilizzare le
abilità in contesto situazionale.

Gli obiettivi avranno sempre come riferimento quelli generali dell'attività giovanile che sono:

l'attivazione dei sistemi senso percettivi


la strutturazione degli schemi motori di base
il miglioramento della coordinazione dinamica generale
lo sviluppo delle capacità condizionali(resistenza, velocità, forza, flessibilità)
la formazione di abilità

Ripartizione del volume della seduta:

Primi Calci Pulcini Esordienti

Preparazione fisica generale Preparazione fisica generale


Area psicomotoria 25%
20% 15%

Preparazione fisica specifica Preparazione fisica specifica


Area motoria 25%
10% 15%

[Digitare il testo]
Area tecnico/coordinativa Preparazione tecnico/tattica Preparazione tecnico/tattica
25% 70% 70%

Area tattica 25%

Che percorso fare: i contenuti.

Le attività utilizzate nell'allenamento sportivo si suddividono in generali, specifiche e di gara.

Quelle forme di attività fisica che hanno poca attinenza


GENERALI con i movimenti di gara
Molto adatte per i più giovani

Quelle che contengono uno o più elementi dei movimenti


o delle azioni di gara ed in cui i parametri
SPECIFICHE
spazio/temporali riflettono notevolmente quelli di gara
stessa
Quelle che realizzano completamente i movimenti della
DI GARA
gara

Elemento base della seduta di allenamento è il mezzo operativo.

Il mezzo operativo deve produrre apprendimento

la scelta del mezzo operativo deve tener conto delle basi biologiche dei ragazzi

bisogna utilizzare mezzi operativi che prevedono l'uso della palla

la durata dell'esercizio è data dalla risposta dei ragazzi, cioè quando questi
raggiungono una elevata percentuale di successo

Aspetti metodologici di scelta degli obiettivi operativi:

tenere in considerazione le reali possibilità dei nostri allievi


più giovani sono i nostri allievi, più dovremmo utilizzare giochi rispetto a esercizi
creare sana competizione
provocare curiosità con nuove proposte
fare in modo di usare quasi sempre la palla
sviluppare le capacità percettive: psicocinetica, psicotattica
favorire il confronto con se stessi: giochi a confronto, test
far vivere con frequenza la situazione del tiro in porta perché gratificante
gratificare la giusta esecuzione
correggere in positivo l'esecuzione sbagliata

Determinazione del carico di allenamento.

Il carico è caratterizzato da tre fattori:

intensità: velocità, tempo di esecuzione, ritmo di lavoro, recupero;

quantità: numero di metri percorsi, numero di ripetizioni, ecc.;

complessità: il livello di difficoltà motoria.


[Digitare il testo]
Azione didattica dell'allenatore

Spiegare
Dimostrare
Controllare l'esecuzione

Correggere

Gli stili sono rappresentati dai particolari modi di interpretare il ruolo dell'allenatore e sono:

creare un ambiente sereno, positivo, pronto e disponibile all'aiuto


riporre fiducia nei ragazzi
orientare l'attenzione dei ragazzi sugli obiettivi
eseguire frequenti verifiche
fornire feedback rilevanti per il compito da svolgere
istituire regole che garantiscono l'ordine
organizzare la seduta in base alle esigenze dei ragazzi

Le strategie di conduzione dell'allenamento rispettano le seguenti regole metodologiche:

individualizzazione: per risolvere questo problema, una delle soluzioni più pratiche è la
formazione, per determinati periodi dell'allenamento, di gruppi omogenei per capacità, oppure,
in un contesto di attività collettiva, l'assegnazione di compiti differenziati
quantità: ricercare il maggior numero di rapporti con la palla e di momenti di apprendimento
variabilità: se la varietà del vissuto motorio del soggetto facilità ulteriori processi di
apprendimento, diventa importante contribuire all'arricchimento del patrimonio dei ragazzi. Nel
bambino la variabilità sarà riferita all'acquisizione ed al perfezionamento degli schemi motori,
nel ragazzo sarà riferita all'apprendimento ed all'affinamento dei gesti tecnici
distribuzione: la pratica di stimoli distributori nel tempo, in ogni caso ritenuti sufficienti a
produrre un effetto positivo, è in genere da preferire alla concentrazione dell'attività in periodi
ristretti o in un'unica seduta
organizzazione: utilizzare al meglio il tempo disponibile ed il materiale a disposizione
transfert bilaterale: processo per cui, eseguendo uno schema motorio con l'arto dominante,
si favorisce la fissazione dello stesso. Prima di utilizzarlo bisogna permettere che venga
raggiunta una certa abilità o padronanza con l'arto dominante
caratteristiche del carico: il carico dell'allenamento va dosato modulando opportunamente i
parametri di volume e di intensità. L'entità del carico dovrà essere adattata alle caratteristiche
dei ragazzi da allenare, quindi all'età ed al grado di preparazione

osservazione: attraverso essa si evita l'improvvisazione. Si tende ad oggettivare


l'osservazione attraverso l'applicazione di principi o criteri. Saper osservare significa quindi:

1. conoscere cosa si vuol osservare(cosa osservare?)

2. saper finalizzare l'osservazione(perché?)

3. saper organizzare l'osservazione(come?)

4. saper predisporre strumenti adeguati

5. saper oggettivare i risultati

correzione: è importante dirigere l'attenzione degli allievi sugli elementi chiave da osservare,
comunicando ciò che deve essere appreso

Dove siamo arrivati: la valutazione


[Digitare il testo]
La valutazione deve essere attuata con correttezza metodologica, cioè nel rispetto dei principi
di validità, affidabilità ed obiettività.

Il processo valutativo si sviluppa in due fasi:

la verifica: azione di controllo con la quale si registrano i dati e le informazioni relativi ai


comportamenti dei ragazzi
la valutazione: azione con la quale si assegna un valore o un giudizio sui risultati conseguiti

Il processo di valutazione si attua in tre momenti:

iniziale
in itinere
finale

[Digitare il testo]
6.1 LA PROGRAMMAZIONE
CATEGORIA PICCOLI AMICI

AREA TECNICO/COORDINATIVA

L'apprendimento tecnico, per questa categoria, deve essere concepito fondamentalmente


attraverso il gioco espresso liberamente, senza troppi condizionamenti da parte dell'allenatore.
La tecnica quindi va sviluppata in forma ludica e globale. L'istruttore deve limitarsi a dare
pochi suggerimenti ma efficaci e solo in occasione degli errori più grossolani. Questo perché le
capacità attentive del bambino sono molto limitate e di breve durata. Una quantità esagerata
di esercizi analitici avrebbe il solo risultato di annoiare e impedire al bambino lo sviluppo
psicomotorio attraverso il metodo della scoperta guidata. In questo delicato periodo occorre,
insieme alla tecnica, sviluppare le capacità coordinative, attraverso l'utilizzo della palla, dato
che sono connesse in modo profondo con il gioco del calcio. Lo sviluppo delle capacità
coordinative favorisce il miglioramento delle abilità tecniche favorendo in futuro il
raggiungimento dello stadio automatizzato.

Obiettivi area tecnico/tattica

 Sviluppo della capacità di combinazione motoria

Capacità coordinative  Sviluppo delle capacità di reazione

 Sviluppo della capacità di ritmizzazione

 saper controllare la palla


Dominio
 saper condurre la palla

 saper dare una palla rasoterra (interno piede,


esterno/collo, interno/collo)
Trasmissione
 saper dare una palla alta (interno/collo)

Capacità tecniche  saper calciare con palla a terra ferma (interno


piede, interno/collo)
Tiro
 saper calciare con palla a terra in movimento
(interno piede, interno/collo)

 saper arrestare la palla in arrivo rasoterra


(interno piede, esterno/collo)
Arresti
 saper arrestare la palla in arrivo dall'alto
(interno piede, collo piede, coscia)

AREA TATTICA

In questa fascia di età gli obiettivi tattici sono esclusivamente a carattere generale senza
entrare nella specificità.

Obiettivi area tattica

Occorre che il bambino prenda coscienza del proprio corpo, per


Sviluppo dello schema poi proiettare l'orientamento acquisito verso lo spazio. Bisogna
corporeo stabilizzare ed automatizzare le nozioni di destra/sinistra,
avanti/dietro, sopra/sotto.

[Digitare il testo]
Dopo aver ottenuto un buon orientamento sul proprio corpo, è
possibile proiettare tutto verso il mondo esterno. In questo
periodo il bambino percepisce lo spazio Euclideo, divenendo in
grado di riconoscere le più importanti forme geometriche.
Occorrerà sviluppare i concetti di vicino/lontano, dentro/fuori,
sopra/sotto, in alto/in basso, davanti/dietro. Le basi per
ottenere un'efficace costruzione della percezione dello spazio,
sono date dalla capacità di orientarsi nello spazio e dalla
capacità di percepire relazioni spaziali semplici e localizzate di
un oggetto nello spazio stesso. Si utilizzeranno esercizi di
Sviluppo dell'orientamento orientamento nello spazio in rapporto al bambino ed
spaziale esercitazioni che rapportino il bambino stesso con l'altro.
Occorrerà dare al bambino la possibilità di localizzare un
oggetto nello spazio in funzione della sua azione implicando
così, oltre alla valutazione della sua direzione, la stima della sua
distanza. Questi esercizi avranno lo scopo di far percepire al
bambino le nozioni di corto/lungo, stretto/largo, vicino/lontano.
Si potrà così favorire un adattamento del movimento in
rapporto alla distanza del lancio (precisione). Utilizzando
esercizi di coordinazione dinamica generale, oculo/manuale e
oculo/podalica si potrà rendere sensibile il bambino alla
valutazione e percezione delle traiettorie.

Sviluppo della capacità di Per insegnare ai bambini ad occupare in modo omogeneo lo


occupare lo spazio in modo spazio si useranno percorsi di orientamento e giochi che
omogeneo rafforzino la nozione di raggruppamento e le relative evoluzioni.

Sviluppo delle dinamiche di


Si dovranno sviluppare le principali dinamiche di gioco:
gioco in funzione del pensiero
divergente e del pensiero 1:1, 1:2, 2:2, 2:3, 3:3, 3:4, 4:4, 5:5
convergente

AREA PSICOMOTORIA

Obiettivi area psicomotoria

Sviluppo dell'immagine corporea e dello schema corporeo

Sviluppo della lateralità

Sviluppo della capacità di orientamento sul proprio corpo

Sviluppo della capacità di equilibrio statico e dinamico

Sviluppo della coordinazione generale globale

AREA MOTORIA

Obiettivi area motoria

Miglioramento della mobilità articolare

Favorire la reattività neuromuscolare e rapidità di movimento

Sviluppo della forza veloce

[Digitare il testo]
6.2 LA PROGRAMMAZIONE
CATEGORIA PULCINI

CAPACITA' TECNICHE INDIVIDUALI

Obiettivi capacità tecniche

 saper controllare la palla


Dominio
 saper condurre la palla

 saper dare una palla rasoterra (interno piede, esterno/collo,


interno/collo, tacco, punta)

Trasmissione  saper dare una palla alta (interno/collo, collo piede,


esterno/collo)

 saper dare la palla di controbalzo

 saper calciare con palla a terra ferma (interno piede,


interno/collo, esterno/collo, collo piede, punta)

 saper calciare con palla a terra in movimento (interno piede,


Tiro
interno/collo, esterno/collo, collo piede, punta)

Capacità  saper calciare una palla al volo (interno piede, interno/collo,


tecniche esterno/collo, collo piede, punta)

 saper arrestare la palla in arrivo rasoterra (interno piede,


esterno/collo, pianta)
Arresti  saper arrestare la palla in arrivo dall'alto (interno piede, collo
piede, coscia, interno/collo, esterno/collo, pianta, petto,
testa)

Colpo di
 saper colpire una palla con la fronte
testa

Cross  saper calciare facendo descrivere alla palla una parabola

Dribbling  sviluppo delle varie finte (forbice, veronica, ecc..)

 saper contrastare frontalmente


Contrasto
 saper contrastare lateralmente

[Digitare il testo]
CAPACITA' TATTICHE INDIVIDUALI

In questa fascia di età gli obiettivi tattici saranno sia generali, come nella categoria primi calci,
sia sebbene in minor numero anche a carattere specifico.

Obiettivi generali area tattica

Si lavorerà sul canale visivo, per favorire lo sviluppo della visione


periferica del gioco, sul canale uditivo, sul canale tattile e su quello
Sviluppo dei canali cinestesico. Il bambino dovrà avere un campo di conoscenze il più
percettivi vasto possibile per mezzo della percezione dei vari fattori esterni. Il
patrimonio tattico del bambino dipenderà molto da come verrà
trattata questa delicata fase.

Si userà molto lo spazio Euclideo o spazio geometrico. Le figure


geometriche saranno fondamentali per una metodologia di
addestramento alla percezione dello spazio calcistico. Sebbene gli
elementi delle figure piane offrono uno spazio rigido, circoscritto,
limitato, che difficilmente è rapportabile allo spazio dinamico del
gioco del calcio, saranno molto utili per la comprensione dello
spazio proiettivo, cioè quello spazio che cambia a seconda dei punti
Percezione e
di vista dell'osservatore. Notevolmente importante è che il bambino
strutturazione
inizi a intuire la relazione fondamentale che c'è tra lo spazio e il
spazio/temporale
tempo per dar vita al concetto di velocità. Bisognerà accompagnare
il bambino nel percorso che lo porterà ad apprendere la
strutturazione del proprio spazio di azione. Prima senza
l'opposizione dell'avversario, poi in seguito con l'opposizione. Il
bambino dovrà muoversi al meglio durate la ripetizione di percorsi
imparati nella categoria precedente e non dovrà più avere difficoltà
nelle future evoluzioni di tali percorsi.

Sviluppo delle dinamiche


Si dovranno rafforzare le principali dinamiche di gioco:
di gioco in funzione del
pensiero divergente e del 1c1, 1c2, 2c2, 2c3, 3c3, 3c:4, 4c4, 5c5, 6c6, 7c7
pensiero convergente
Obiettivi specifici area di tattica

Sviluppo dei principi Concetti generali riguardanti il marcamento (quando? dove? come?
difensivi effettuare l'azione difensiva).

Sviluppo dei principi Concetti generali riguardanti lo smarcamento (dai e vai, dai e
offensivi resta).

Sviluppo principali moduli


(2-2), (1-2-1).
di gioco a 5

Sviluppo principali moduli


(2-2-1), (1-3-1), (2-1-2).
di gioco a 6
Sviluppo principali moduli
(2-3-1), (3-2-1), (1-4-1).
di gioco a 7

[Digitare il testo]
PREPARAZIONE FISICA GENERALE

Obiettivi preparazione fisica generale

 Rafforzamento della capacità di combinazione


motoria

 Rafforzamento delle capacità di equilibrio

 Rafforzamento della capacità di ritmizzazione

Miglioramento delle Capacità  Sviluppo della capacità di differenziazione


coordinative
 Sviluppo della capacità di orientamento
spazio/temporale

 Sviluppo della capacità di reazione

 Sviluppo della capacità di adattamento e


trasformazione

Miglioramento della flessibilità e


Esercizi a corpo libero o con utilizzo di piccoli attrezzi.
stretching

Potenziamento della capacità motorie


Percorsi vari, salti, uso di funicelle, andature, esercizi
di base (camminare, correre, saltare,
con movimenti su piani diversi, esercizi di
lanciare, rotolare, arrampicarsi,
pre/acrobatica.
strisciare)

PREPARAZIONE FISICA SPECIFICA

Obiettivi preparazione fisica specifica

Giochi ed attività varie, con palla, protratte nel


Miglioramento della capacità aerobica
tempo intervallati da fasi di recupero.

Giochi ed esercitazioni per migliorare la velocità di


Miglioramento della reattività
esecuzione di un gesto tecnico e per aumentare la
neuromuscolare e rapidità di movimento
velocità di risposta agli stimoli esterni.

Giochi ed esercitazioni che permettano di poter


Miglioramento della forza veloce aumentare la capacità di reclutamento delle fibre
muscolari del soggetto nel minoro tempo possibile.

Giochi ed esercitazioni che permettano di poter


Miglioramento della forza
aumentare la capacità di risposta ad uno stimolo
esplosiva/elastica/reattiva
esterno.

[Digitare il testo]
6.3 LA PROGRAMMAZIONE
CATEGORIA ESORDIENTI

CAPACITA' TECNICHE INDIVIDUALI

In questa fase i nostri giovani atleti, rispetto alla fascia d'età precedente, hanno più
motivazioni per l'apprendimento tecnico e quindi si sottoporranno più volentieri ad esercitazioni
tecniche di tipo analitico, che presuppongono alto numero di ripetizioni. Questo anche dal
momento che i fattori motivazionali, riguardanti la prestazione, sono aumentati notevolmente
rispetto alla categoria pulcini. Naturalmente però i momenti ludici dovranno pur sempre
costituire una parte essenziale della seduta di allenamento tecnico, in quanto il gioco sarà
ancora sentito quale improrogabile esigenza vitale. Passando gradatamente dal facile al
difficile, si cercherà di far interiorizzare l'esatta esecuzione di tutti i fondamentali tecnici al
ragazzo. Questo mediante numerose ripetizioni di movimenti, sia di tipo analitico sia di tipo
globale, soprattutto se i ragazzi non ne possiedono ancora la padronanza. Anche in questa
categoria verrà dato un rilevante spazio alle capacità coordinative.

Obiettivi capacità tecniche

 saper controllare la palla


Dominio
 saper condurre la palla

 saper dare una palla rasoterra (interno piede, esterno/collo,


interno/ collo, tacco, punta)

 saper dare una palla alta (interno/collo, collo piede,


esterno/collo)
Trasmissione
 saper dare la palla di controbalzo (collo piede, interno piede,
esterno/collo)

 saper dare una palla al volo (interno piede, collo piede,


esterno/collo)
Capacità
tecniche  saper calciare con palla a terra ferma (interno piede,
interno/collo, esterno/collo, collo piede, punta)

 saper calciare con palla a terra in movimento (interno piede,


interno/collo, esterno/collo, collo piede, punta)
Tiro
 saper calciare una palla al volo (interno piede, interno/collo,
esterno/collo, collo piede, punta)

 saper effettuare una rovesciata

 saper arrestare la palla in arrivo rasoterra (interno piede,


esterno/collo,pianta)
Arresti
 saper arrestare la palla in arrivo dall'alto (interno piede, collo
piede, coscia, interno/collo, esterno/collo, pianta, petto, testa)

[Digitare il testo]
 saper colpire una palla con la fronte
Colpo di
 saper colpire una palla all'indietro
testa
 saper colpire la palla in tuffo

Cross  saper calciare facendo descrivere alla palla una parabola

Dribbling  sviluppo delle varie finte (forbice, veronica, ecc..)

 saper contrastare frontalmente

 saper contrastare lateralmente


Contrasto
 saper eseguire una scivolata frontale

 saper eseguire una scivolata laterale

CAPACITA' TATTICHE INDIVIDUALI

In questa fascia di età si continuerà nello sviluppo di obiettivi sia generali che specifici, dando
però maggior peso, rispetto alla categoria pulcini, a uno sviluppo qualitativo degli obiettivi
legati ai movimenti di squadra.

Obiettivi generali area tattica

Il tutto si baserà sull'occupazione funzionale dello spazio di


gioco. Bisogna educare i bambini in modo che ognuno riesca a
rappresentarsi mentalmente un proprio territorio in cui
interagire, che può essere riformulato a seconda degli
spostamenti dei suoi compagni. Di primaria importanza è
l'allenamento della duttilità mentale del ragazzo, in modo da
indurre in lui la capacità di formulare soluzioni inerenti alle
Percezione e strutturazione
problematiche di gioco. Fornendo al bambino la possibilità di
spazio/temporale
sperimentare situazioni nuove, attraverso esercitazioni a tema,
contribuiremo in modo significativo ad aumentare i suoi
collegamenti sinapsici. Questi sono molto importanti per
l'organizzazione strutturale della mente del ragazzo, che
funzionerà come una banca dati a cui si potrà attingere in ogni
situazione sia per problematiche legate al gioco, sia riguardanti
la quotidianità.

Rafforzamento delle Si dovranno rafforzare le principali dinamiche di gioco:


dinamiche di gioco in
funzione del pensiero 1c1, 1c2, 2c2, 2c3, 3c3, 3c4, 4c4, 4c5, 5c5, 7c7, 9c9
divergente e del pensiero
convergente

Nella metà campo avversaria pressione sul portatore di palla e


raggruppamento compatto nella zona del campo di presenza
Sviluppo principi tattici
della palla. Nella nostra metà campo azione di
generali in fase difensiva
temporeggiamento per favorire il rientro dei giocatori rimasti
temporaneamente tagliati fuori dall'azione difensiva.

Con la squadra avversaria schierata in assetto difensivo,


Sviluppo principi tattici imparare a gestire il possesso di palla. Con la squadra non
generali in fase offensiva ancora schierata in assetto difensivo, imparare a verticalizzare il
gioco velocemente.

[Digitare il testo]
Obiettivi specifici area tattica

Sviluppo dello spazio Si cercherà di proiettare in campo un'organizzazione geometrica


proiettivo e si lavorerà per cercare un'impostazione di gioco corale.

Il lavoro si baserà sulla comprensione dei concetti di:

 azioni di temporeggiamento sul portatore di palla


Principi difensivi specifici
 marcatura dell'attaccante avversario

 marcatura aggressiva per favorire l'anticipo

Il lavoro si baserà sulla comprensione dei concetti di:

 scaglionamento in fase di attacco

Principi offensivi specifici  movimenti senza palla

 ricerca dello spazio vuoto

 circolazione rapida della palla

Sviluppo principali moduli di


(2-3-1), (3-2-1), (1-4-1).
gioco a 7
Sviluppo principali moduli di
(3-3-2), (3-4-1), (4-3-1), (4-2-2), (2-4-2).
gioco a 9
Sviluppo principali moduli di
(4-3-3), (4-4-2), (3-5-2), (3-4-3), (5-3-2).
gioco a 11

PREPARAZIONE FISICA GENERALE

Obiettivi preparazione fisica generale

 Rafforzamento della capacità di combinazione


motoria

 Rafforzamento delle capacità di equilibrio

 Rafforzamento della capacità di ritmizzazione

Miglioramento delle Capacità  Rafforzamento della capacità di differenziazione


coordinative
 Rafforzamento della capacità di orientamento
spazio/temporale

 Rafforzamento della capacità di reazione

 Rafforzamento della capacità di adattamento e


trasformazione

Miglioramento della flessibilità e


Esercizi a corpo libero o con utilizzo di piccoli attrezzi.
stretching

Potenziamento della capacità motorie


Percorsi vari, salti, uso di funicelle, andature, esercizi
di base (camminare, correre, saltare,
con movimenti su piani diversi, esercizi di
lanciare, rotolare, arrampicarsi,
pre/acrobatica.
strisciare)

[Digitare il testo]
PREPARAZIONE FISICA SPECIFICA

Obiettivi preparazione fisica specifica

Giochi ed attività varie, con palla, protratte nel


Miglioramento della capacità aerobica
tempo intervallati da fasi di recupero.

Giochi ed esercitazioni per migliorare la


Miglioramento della reattività neuromuscolare velocità di esecuzione di un gesto tecnico e per
e rapidità di movimento aumentare la velocità di risposta agli stimoli
esterni.

Giochi ed esercitazioni che permettano di poter


aumentare la capacità di reclutamento delle
Miglioramento della forza veloce
fibre muscolari del soggetto nel minoro tempo
possibile.

Giochi ed esercitazioni che permettano di poter


aumentare la capacità di risposta ad uno
stimolo esterno. Esercitazioni, possibilmente in
Miglioramento della forza forma ludica, che contengano balzi, multibalzi
esplosiva/elastico/reattiva esplosivi, ostacoli bassi e corsa balzata. Tutto
sempre a carico naturale. Il numero di toccate
sarà basso e ogni esercitazione supportata da
un recupero adeguato.

[Digitare il testo]
7. NON DIMENTICARE DI:

 “RIDERE”;
 non sottovalutare mai ciò che riguarda la sicurezza dei
bambini;
 gratificare sempre i bambini;
 saper attendere la risposta dei bambini;
 essere in grado di utilizzare tutte le risorse mimiche
gestuali personali;
 di posizionarti nella maniera corretta;
 Osserva e ascolta perché non è mai troppo ciò
che fai in questa direzione!

8. SUGGERIMENTI

 Essere puntuali e rispettare l’orario d'inizio e fine


allenamento.
 Passare sempre in Segreteria prima e dopo
l’allenamento.
 Presentarsi in campo almeno venti minuti prima
dell’inizio dell’allenamento per poter preparare il
campo di gioco.
 Avere sempre il programma scritto della seduta di
allenamento.
 Far rispettare ai ragazzi il “regolamento interno”.
 Ridurre al minimo i tempi morti dell’allenamento,
grazie ad una precisa programmazione della seduta.
 Dove è possibile, lavorare a stazioni e a gruppi
omogenei.
[Digitare il testo]
 Essere chiaro e preciso nel comunicare con i propri
allievi.
 Ricordarsi che il protagonista è il bambino.
 Presentare le nuove proposte tecniche all’inizio della
seduta.
 Consultare sempre anche rivedendola più volte, la
programmazione Tecnico – Didattica, consegnata
all’inizio della stagione calcistica.
 Prevedere per i più piccoli, in ogni seduta, più giochi
polivalenti che ne innalzino le motivazioni.
 Non usare il fischietto.
 Far allenare sempre i giovani allievi con la presenza
della palla, anche nel caso di esercitazioni non
strettamente tecniche.
 Ridurre la lunghezza delle code e, quindi, dell’attesa
delle esercitazioni, trovando l’adeguata misura dei
tempi morti.
 Preferire il gioco partita con un numero di giocatori
adeguato ed in spazi ridotti, che permette un maggior
numero di contatti tra il giocatore e la palla.
 Motivare i ragazzi con esercitazioni sempre variate e
multilaterali, pur nel rispetto della programmazione
tecnico didattica.
 Stimolare la partecipazione attiva dei ragazzi,
rivolgendo loro opportune domande.
 Ricordare che un buon esempio vale più di “cento
parole”.
 Essere attento al rispetto delle regole di base e
disponibile al dialogo e predisposto all’atteggiamento
scherzoso.
 Tenere i ragazzi sempre impegnati nello svolgimento
delle attività didattiche.
 Programmare una o due pause nel corso della seduta
per permettere ai ragazzi di bere.
 Abituare i ragazzi a collaborare nel riporre gli attrezzi
alla fine di ogni seduta di allenamento.
 Tenere sempre aggiornate le schede presenze.

[Digitare il testo]
 Tenere i genitori sempre fuori dal recinto di gioco
evitando di esprimere, in loro presenza, giudizi tecnici
di qualsiasi natura, anche quando richiesti.
 Ricordarsi sempre di essere parte integrante del
“Progetto Tecnico” della Società.
 Saper osservare e soprattutto saper ascoltare
 Ricordarsi sempre di essere prima “Educatori” e poi
“Istruttori di calcio”.
 l’insegnamento qualunque esso sia, soprattutto se
rivolto ai giovani è ”UN LAVORO DI CUORE”

[Digitare il testo]