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Operatore in Cristalloterapia

Corso in Webinar | 16 ore

Schede tecniche

Docente
Francesca D’Addabbo
Labradorite
La pietra che svela ciò che hai dentro

Gruppo: feldspati; sottogruppo plagioclasi


Chakra di riferimento:
6° chakra - Ajna - Chakra del terzo occhio
5° chakra - Visshuddha - Chakra della gola
Altri chakra a seconda del colore della labradorescenza

A proposito di Labradorite
Questa pietra è normalmente opaca, con marcati riflessi bluastri (o anche verdastri e meno di frequente
giallastri o aranciati), di lucentezza metallica visibili nel movimento della pietra. Questi riflessi sono così
caratteristici della pietra da essere chiamati, appunto, “labradorescenze” e sono legati ad un fenomeno
ottico di interferenza della luce su lamelle di geminazione (zone di contatto tra individui cristallini
cresciuti insieme secondo precise regole di orientazione). Si precisa che la labradorescenza non è un
gioco di colori dovuto a luce riflessa dalla superficie della gemma, ma è causata dalla luce che penetra
nel minerale e che può essere visibile in alcune angolazioni e non in altre. Il nome deriva da Labrador,
regione del Canada Atlantico, dove fu rinvenuta per la prima volta, nel 1770. Tuttavia, vi sono storie e
leggende locali che mostrano come la labradorite fosse già conosciuta in tempi molto più antichi. Tra le
cose più interessanti da dire sulla labradorite, vi è sicuramente un'antica leggenda Inuit, ambientata
appunto in Labrador, zona di freddo, di ghiaccio, di neve. In questa regione dal contesto così rigido e
poco ospitale, si narra che vi fosse una grande montagna, di una bellezza impareggiabile, poiché sulla
sua superficie erano ben visibili enormi bagliori luminosi, così intensi da essere visibili anche attraverso
lo strato di neve che ricopriva la roccia e che di tanto in tanto si affacciavano alla superficie. Alcuni
credevano che fosse un grande fuoco colorato che divampava all'interno della roccia stessa; altri erano
convinti che fosse un fiume fluido di colore. Tuttavia, non molti osavano avvicinarsi alla grande
montagna, per timore di ciò che la abitava al suo interno e che non comprendevano. Un giorno, un
valoroso guerriero Inuit decise di sfidare qualsiasi cosa ci fosse al suo interno e ruppe la roccia. Da
questa rottura emerse... colore! Che fossero di fuoco o di acqua, i colori imprigionati nella roccia
volarono verso il cielo, finalmente liberi, creando l'Aurora Boreale. Una parte di essi rimase nella roccia,
così che l'uomo potesse toccarla e portarne un po' con sé. Questa storia ci svela l'energia della pietra, la
quale aiuta proprio a rompere la corazza di durezza e di freddezza che a volte ci si costruisce per
proteggersi, così da permettere ai colori che si hanno dentro di uscire, di colorare il mondo per
condividere la bellezza dentro ognuno... colori che spesso sono inaspettati anche per chi li porta con sé.
In questo senso, la labradorite aiuta anche a conoscersi meglio, soprattutto nei risvolti più belli del
proprio essere, che possono essere stati incompresi fino a quel momento. Infine, la labradorite aiuta
anche a cogliere la sincronicità degli accadimenti e a stare nel flusso della vita cogliendo i piccoli regali
che questa ci dona. Infatti, l'Aurora Boreale è spesso un regalo inaspettato che illumina i cieli nei periodi
più bui delle regioni artiche, e che, a dispetto delle stime che si possono fare, nessuno può prevedere
con certezza né dal punto di vista geografico né temporale.

Riassumendo, la Labradorite è la pietra ottimale per chi, indurito dalle esperienze di vita, si sente chiuso
in se stesso e desidera aprirsi di nuovo al mondo, soprattutto dal punto di vista dell'espressione di se
stessi. È un buon aiuto anche per imparare a cogliere le sincronicità che guidano il flusso della vita
quotidiana e per aiutare a conoscere meglio ciò che si ha dentro.

Quando è consigliata
La labradorite può essere consigliata in tutti i casi in cui la persona tende a chiudersi in se stessa,
particolarmente dopo delusioni emotive. In particolar modo, è utile quando la chiusura è così
consolidata nella persona, che questa non ha più la chiara visione di ciò che di bello ha dentro.

Sul piano fisico la labradorite può essere utile nei problemi degli occhi, soprattutto nei disturbi legati
alla qualità di luce (abbagliamento, difficoltà nella visione notturna) e quando si ha la sensazione di
chiusura e rigidità in qualsiasi parte del corpo.

Scheda tecnica _ Corso in Webinar “Operatore in Cristalloterapia” _ Università Popolare PERCORSI APS. All Rights Reserved 1 di 21
Lapislazzuli (o Lapis)
La meraviglia e la bellezza

Cristalli: aggregati massivi


Chimismo: Na6Ca2[(S,SO4,Cl2)2Al6Si6O24]
silicato di sodio, calcio e alluminio
Colore: blu, blu-violaceo
Chakra di riferimento:
5° chakra - vishuddha - Chakra della gola

A proposito di Lapislazzuli
Il nome del lapislazzuli deriva dal persiano “lazuvardi”, dal latino medievale “lapis lazulus” e dall'arabo
“lazward”, tutti traducibili con “pietra azzurra”. Dalla lavorazione del lapis si crea il colore chiamato “blu
oltremare”. Pigmento estremamente costoso per la lavorazione difficile e molto lunga, quindi usato solo
per opere di gran pregio. Si riscontra, a partire dal VI VII secolo, in dipinti zoroastriani, in templi buddisti ,
poi cinesi e indiani. L'utilizzo più diffuso è stati fatto per la realizzazione di Bibbie e Vangeli e libri di salmi
ed è associato per la maggior parte a realizzazioni religiose (almeno fino al 1600). Il nome “oltremare” del
colore ottenuto, non deriva dalla connessione all'acqua, ma dal fatto che la pietra veniva estratta
principalmente in Oriente e Vicino Oriente, zone chiamate, appunto “oltremare” in epoca medievale.
Costituita per la maggior parte da lazurite, associata ad altri minerali in composizione variabile
(principalmente calcite e pirite, ma anche , mica, orneblanda, augite, …), nel Lapis è evidente il contenuto
di piccolissimi cristallini di pirite che ne determinano il classico aspetto costellato di puntini brillanti.
Proprio questo aspetto è quello che ci svela l'energia del Lapislazzuli: costellazioni luminose in un
grande spazio blu, come un cielo stellato. Così, il lapis, ci aiuta a trovare la meraviglia nei confronti del
creato, fino all'estasi per la bellezza di dell'intero Universo, fino all'intuizione della scintilla divina che nel
creato si cela. Aiuta l'apertura del chakra della gola nei suoi aspetti più rivolti alla percezione e
all'espressione della bellezza.

Quando è consigliata
Il lapis può essere particolarmente utile nei momenti della vita in cui sembra che tutto sia monotono,
senza bellezza e senza senso di connessione all'Universo. Aiuta a ritrovare la bellezza in ciò che ci
circonda e l'ispirazione artistica. Molto utile per sbloccare la creatività artistica, soprattutto nelle arti
visive, musicali e letterali.

Sul piano fisico il lapis può essere efficace per tutti i problemi legati alla gola, ma anche agli occhi, in
particolare quando si avverte una sensazione di “gola chiusa”, “nodo alla gola” e quando ci siano
problemi visivi di percezione dei colori e della Luce.

Scheda tecnica _ Corso in Webinar “Operatore in Cristalloterapia” _ Università Popolare PERCORSI APS. All Rights Reserved 2 di 21
Corniola
Creatività

Gruppo: varietà di quarzo (in particolare, calcedonio)


Colore: arancione, rosso-bruno, rosso
Chakra di riferimento:
2° Chakra - Svadhistana - chakra sacrale

A proposito di Corniola
La corniola era conosciuta anticamente, ma non vi è nessuna coerenza tra le varie fonti in cui se ne parla.
Secondo alcuni, gli antichi egizi la mettevano in relazione al viaggio verso l'aldilà. Secondo altri,
nell'antico Egitto era invece associata a Iside, in particolare alla vicenda che vede Iside alla ricerca
dell'amato Osiride. Secondo altri ancora, ha una forte connotazione religiosa, per cui Maometto ne
indossava un anello, con incisi alcuni versi del Corano. Goethe scrive della corniola che sia un talismano
per la felicità. Personalmente ho potuto trovare solo due fonti certe: la prima, recente, legata ad un
poema di Lord Byron intitolato “the cornelian”, dedicato alla passione per un giovane corista. Ricordiamo
che egli era conosciuto per essere un grande amatore. Andando indietro nel tempo, e rivolgendoci a
fonti più interessanti, troviamo la corniola menzionata nella Bibbia, nel libro dell'Apocalisse. È invece
falso che sia menzionata tra le pietre costituenti il pettorale di Aronne -Esodo 28:15-30- dove invece
troviamo il sardonio, oggi detto sardonice, che è una pietra diversa e distinta, sebbene spesso confusa,
appartenente alla famiglia delle agate. Nell'Apocalisse (21:19) la corniola è citata come pietra che adorna
il sesto basamento della “città gloriosa”. Non potendo occuparci qui dell'ampio campo della
numerologia sacra, ricordiamo semplicemente che il 6 è il numero dell'incontro dei due 3, quello
maschile e quello femminile (terreno e celeste, yin e yang, ecc). I temi riportati (l'amore fisico e la dualità)
sono senza dubbio i temi portanti delle energie del secondo chakra, il chakra sacrale, non a caso detto
anche chakra sessuale a cui è attribuito proprio il colore arancione. Per questo possiamo dire che la
corniola costituisce un grande aiuto per il riequilibrio di tutte le tematiche legate a questo chakra, e delle
regioni del corpo ad esso legate. A conferma di ciò, ricordiamo che la corniola prende il suo nome, con
ogni probabilità, dall'albero Corniolo, che produce dei frutti ovaliformi di colore rosso-arancio. È
interessante notare che questo frutto ha proprietà diuretiche e astringenti, legate simbolicamente ai
temi del secondo chakra. Riassumendo: la corniola è considerata la pietra base del secondo chakra.

Quando è consigliata
In tutte le tematiche che riguardano il secondo chakra, come la dualità, il rapporto con l'altro, il rapporto
tra maschile e femminile, la creatività dal punto di vista materiale (non particolarmente la creatività
astratta e artistica, più inerente al quinti chakra; si intende qui la creatività nel senso stretto di “creare
cose”)

Sul piano fisico la corniola può essere utile in tutti i disagi correlati al secondo chakra: problematiche
sessuali (soprattutto per i genitali interni) e di fecondità; disagi dell'apparato urinario; disagi dell'intestino
crasso (soprattutto stipsi, diarrea).

Scheda tecnica _ Corso in Webinar “Operatore in Cristalloterapia” _ Università Popolare PERCORSI APS. All Rights Reserved 3 di 21
Occhio di Tigre
Realizzazione dei progetti materiali

Gruppo: quarzo
Colore: giallo-chiaro, giallo-verde, giallo-scuro,
giallo-bruno con fenomeno del gatteggio
Chakra di riferimento:
3° Chakra - Manipura chakra - chakra del plesso solare
6° chakra - Ajna chakra - chakra del terzo occhio

A proposito di Occhio di Tigre


Questa pietra è un quarzo contenete inclusioni fibrose di asbesto (amianto), responsabili del gatteggio,
ovvero l'effetto di un sottile riflesso luminoso la cui forma ricorda la pupilla dell'occhio di gatto, visibile
particolarmente al muoversi della gemma. Tradizionalmente 1, l'occhio di tigre è considerato in campo
mineralogico come l'archetipo dello pseudomorfismo, ovvero il processo in cui un minerale ne
sostituisce un altro, mantenendo la forma del minerale precedente (sostituzione dell'amianto –
crocidolite – con quarzo), sebbene nel 2003 sia stata proposta una nuova teoria per la sua genesi (non
per sostituzione, ma per crescita sincrona dei due minerali). Un altro componente importante dell'occhio
di tigre è la limonite (la responsabile del colore giallastro dell'occhio di tigre 2 ), che in un certo senso è il
residuo della trasformazione dell'amianto in quarzo. La limonite, a sua volta, è definita come un minerale
non identificato, massivo, composto da idrossidi e ossidi di ferro. In sostanza, l'occhio di tigre è
l'archetipo di ciò che non cambia forma, ma cambia sostanza. Nella trasformazione, restano residui di
materiale di cui si conoscono i componenti, ma che resta non identificato. Quale miglior simbolismo per
indicare la trasformazione in se stessi, in ciò che si è realmente, indipendentemente dalla
manifestazione esterna di sé e indipendentemente dal fatto che per gli altri questo essere sia
comprensibile o meno?! Nella prima descrizione di questa pietra, quando venne rinvenuta per la prima
volta, nel 1796, nel fiume Orange, in Sud Africa, Levaillant racconta di questi ciottoli dalla “cintura color
oro” disseminati sulle rive del fiume. Una pietra di cui nessuno in Europa sa dire nulla, che nessuno aveva
mai visto (l'avevano però già messa in relazione all'occhio di gatto) e che colpiva per la capacità di creare
scintille se colpita con del metallo. Senza dubbio, una pietra legata al concetto di fuoco interiore e alla
combattività, temi legati al terzo chakra. In effetti, l'occhio di tigre è considerate tra le pietre base del
terzo chakra. Infine, non dobbiamo dimenticare che il nome della pietra ha un chiaro rimando anche alla
tematica degli occhi, e che la particolarità estetica dell'occhio di tigre è il “gatteggio” che prende il nome,
come detto, dalla somiglianza con la lucentezza degli occhi dei gatti, che a loro volta hanno la
particolarità di vedere al buio. Per questi motivi, possiamo dire che l'occhio di tigre è legato anche al
sesto chakra, quello del terzo occhio, legato ai temi del vedere oltre, ma anche del vedere la realtà per
ciò che è. Ed è proprio questa la sfumatura di significato attribuibile all'occhio di tigre. Infatti, dobbiamo
considerare questo aspetto senza dimenticare quanto detto fin'ora, pensando alla relazione tra terzo e
sesto chakra. In quest'ottica, possiamo dire che l'occhio di tigre aiuta a vedere se stessi, le proprie
capacità e qualità, comprendere come utilizzarle al meglio, ma anche i propri difetti e carenze.

Riassumendo, l'occhio di tigre aiuta a trasformarsi in se stessi, alimentando il proprio fuoco interiore, la
tenacia e la combattività. Per questo è considerata anche la pietra dell'autostima e che aiuta a vedere se
stessi in maniera più oggettiva (pregi e difetti).

Quando è consigliata
In tutti i casi di timidezza causata da scarsa autostima. Inoltre, può essere consigliata quando si riscontra
carenza energetica nel terzo chakra, soprattutto scarsa capacità di realizzare progetti.

Sul piano fisico l'occhio di tigre può essere utile ogni volta che vi siano problemi gastroenterici senza
senso di bruciore. Particolarmente utile per migliorare la digestione.

1. www.mindat.org
2. Questa è la differenza sostanziale con l'occhio di falco: quest'ultima è considerata una varietà di occhio di tigre, in cui la crocidolite mantiene il suo colore
bluastro, invece di essere alterata dalla limonite che conferisce il colore giallastro.

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Ossidiana
Occasioni mancate e talenti nascosti

Gruppo: n.c. - roccia impiegata come gemma


Colore: nero
Chakra di riferimento:
1° chakra - muladhara - Chakra della radice

A proposito di Ossidiana
L'ossidiana è una pietra che svela le sue caratteristiche guardandone le modalità di formazione. Questa
pietra ha infatti origine vulcanica e si è raffreddata molto velocemente. A causa di ciò la massa non ha
potuto organizzarsi in struttura cristallina ordinata, ma è rimasta in stato amorfo e disordinato. Per questo
motivo, si dice anche che l'ossidiana sia un “cristallo mancato”. Per assonanza, l'ossidiana agisce su
questo tipo di situazione nella vita: mette in luce ciò che per fretta o distrazione non si è potuto fare nella
vita; fa rendere conto di ciò che si è (nel bene e nel male). In questo senso, aiuta anche a scoprire i talenti
nascosti e il potenziale inattivo e non rivelato. Per queste qualità, è una pietra da usare con cautela,
poiché non si è sempre pronti a fare queste scoperte su di sé e a puntare la luce sulle occasioni
mancate, su ciò che non si è portato a termine, assumendosene la responsabiltà. Il fatto che l'ossidiana
possa essere una pietra dall'energia violenta è rimarcato dal fatto che anticamente poteva essere
utilizzata anche per la realizzazione di strumenti da taglio e armi (rasoi, strumenti chirurgici, punte di
frecce), poiché poteva essere resa estremamente affilata. Il fatto che aiuti a guardarsi dentro, invece, è
rimarcato dal fatto che a volte veniva lucidata in maniera perfetta, per ricavarne i primi specchi. Gli
specchi, inoltre, sono da sempre considerati degli oggetti magici, in grado di mettere in relazione con
altre dimensioni. Per questo motivo, l'ossidiana nera (e gli specchi di ossidiana nera), sono legati
tradizionalmente alle arti magiche sciamaniche (utilizzati soprattutto dagli Inca e del Purù). Inoltre, il
nome deriva da Obsio 3, l'esploratore che la scoprì (secondo Plinio). Questa pietra è quindi legata
all'esplorazione dentro di sé e di altri mondi (sciamanesimo).

Quando è consigliata
Sul piano fisico problemi legati ai conflitti di velocità

Ossidiana Fiocco di Neve


Questa varietà di ossidiana è caratterizzata da piccole macchioline bianche, composte da piccoli
aggregati cristallini di cristobalite (un polimorfo del quarzo). La presenza di una struttura più ordinata
all'interno della massa vetrosa amorfa dell'ossidiana, conferisce a questa varietà un'energia
leggermente diversa rispetto alla classica ossidiana nera, meno impetuosa e che aiuta a riprendere il filo
di un lavoro incompiuto e a portarlo a termine

Ossidiana Gold e Ossidiana Silver


Queste due varietà di ossidiana sono caratterizzate da inclusioni gassose, bollicine di aria inglobate
durante il flusso di lava, che conferiscono dei bagliori dorati o argentati. Queste varietà hanno un'energia
più morbida rispetto alla qualità nera, meno invasiva: la presa di coscienza derivante dal loro utilizzo è in
genere meno brusca rispetto a quella determinata dall'ossidiana nera classica.

Nota Bene:
Non esistono in natura varietà di ossidiana di colore azzurro, né di colore rosso.
Queste sono vetri artificiali colorati.

3. Storie straordinarie delle materie prime – A. Giraudo

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Sodalite
Espressione meditata

Gruppo: faldspati
Colore: blu, bianco, grigio
Chakra di riferimento:
5° chakra - vishuddha - Chakra della gola

A proposito di Sodalite
Il nome deriva dall’elevato contenuto di sodio. Questo elemento nel corpo umano, in senso figurato, è
legato all’equilibrio tra ciò che deve essere espresso (portato fuori) o taciuto, tra ciò che deve essere
fatto o trattenuto. Infatti il sodio è legato all’equilibrio dei liquidi nel corpo umano sia dal punto di vista
dell’espulsione di questi sia dal punto di vista dell’ osmosi extracellulare. I liquidi, a loro volta
rappresentano le emozioni, da trattenere dentro o portare fuori per mezzo dell’espressione. Il sodio è
coinvolto anche nell’attivazione delle pompe di membrana dei neuroni e nell’attivazione dei muscoli.
Possiamo dire, quindi, che la sodalite, attraverso il suo alto contenuto di sodio, regola l’espressione di sé,
delle proprie emozioni (liquidi), della propria impulsività (impulso nervoso), delle proprie azioni
(attivazione muscolare). Un altro aspetto importante risiede nell’osservare che il sodio è il principale
costituente del sale, per eccellenza il più efficace conservatore e stabilizzatore. In questo senso la
sodalite è una pietra che aiuta a rallentare e a non essere preda dell’impulsività. Infine, specifichiamo
che le venature bianche normalmente presenti nella sodalite sono costituite da calcite, per eccellenza
la pietra della pulizia energetica (vedi “calcite”).

Riassumendo, possiamo dire che la sodalite è la pietra che aiuta a esprimersi in maniera controllata e
chiara; per utilizzare un famoso modo di dire la sodalite aiuta a “contare fino a 10 prima di parlare” in
maniera che si sia ben pensato è ben scelto ciò che si vuole dire e le modalità.

Quando è consigliata
La sodalite è particolarmente utile per chi tende a parlare troppo, a esprimersi frettolosamente e poi
pentirsi di ciò che ha detto o a chi tende ad essere troppo impulsivo in generale; nelle situazioni di lavoro
di gruppo e di cooperazione, poiché bilancia bene espressività, calma, intuizione e logica.

Sul piano fisico la sodalite può essere di aiuto nei casi di ritenzione idrica e di crampi muscolari (poiché
questi problemi sono legati al ruolo del sodio nell’organismo), e nelle patologie della tiroide (poiché
questo organo è legato simbolicamente ai temi della velocità e delle fretta).

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Shungite
Guarigione e protezione

Gruppo: roccia metamorfica


Colore: da nero a grigio intenso
Chakra di riferimento:
1° chakra - Muladhara chakra - Chakra della radice

A proposito di Shungite
La shungite è un carbone amorfo nero simile al vetro composto principalmente da carbonio, in forma
non cristallina e metastabile. È riconoscibile per la sua conducibilità elettrica (tale da interagire con gli
schermi touch screen, come se fosse un vero e proprio pennino) e dal fatto che quando manipolata
rilascia sempre microparticelle tanto da sporcare le mani. Essendo composta essenzialmente da
carbonio, la shungite si mostra una pietra che dialoga bene con l'essere umano e con il nostro “piano di
esistenza”. Infatti, la vita sul nostro pianeta è strettamente legata alla presenza del carbonio, al punto che
la branca della chimica che studia la vita, la chimica organica, è anche della “chimica del carbonio”. Così,
tutte le pietre con elevato contenuto di carbonio, interagiscono molto bene con l'uomo, e la Shungite è
la pietra che ne contiene maggiori percentuali. Nelle varietà dette “élite” la percentuale di carbonio
arriva fino al 90-98% (nella varietà di tipo 1, la percentuale oscilla tra l'80% e il 90%; nel tipo 2 è di circa
60%-80%). L'elevata percentuale di carbonio al suo interno la rende molto friabile e non adatta alle
lavorazioni a ciondolo, se non nelle qualità più impure e meno pregiate (quindi anche meno efficaci
energeticamente). Sebbene l'elevato contenuto di carbonio la renda molto adatta al dialogo con
l'essere umano, dobbiamo ricordare che la shungite ha una struttura amorfa, non cristallina, simile al
vetro, quindi disordinata, che rende la sua energia abbastanza instabile e che quindi potrebbe essere
non accettata facilmente da chi non abbia dimestichezza con i cristalli o dalle persone che hanno
problemi con i temi della rigidità/flessibilità. Per quanto riguarda la piccola percentuale della pietra che
non è carbonio, secondo alcune fonti, la shungite è l'unico minerale organico che è composto
praticamente da tutti gli elementi chimici della terra; questo la rende particolarmente completa come
pietra di guarigione, tanto da poterla considerare un guaritore universale, che contiene tutto ciò di cui si
può avere bisogno.

La shungite prende il nome dal villaggio Shun'ga, in Carelia, in Russia, dove fu scoperta e che ancora
oggi è l'unico luogo al mondo dove questo minerale è estratto. Pare che in quella regione, le proprietà
curative della shungite erano note già molti secoli fa tanto che l'acqua del sottosuolo della Carelia era
considerata miracolosa e fu utilizzata per curare la zarina Marija Ivanovna Romanova. Ad oggi,
comunque, è fortemente sconsigliato l'utilizzo di shungite per preparare elisir con metodo diretto,
poiché rilascia nell'acqua anche elementi tossici, principalmente alluminio.

Un'altra caratteristica particola della shungite è la metastabilità. Questa è una caratteristica molto
particolare e poco frequente, che rende idea del fatto che questa pietra è simbolicamente legata agli
stati energetici “diversi” dal nostro. Questo aspetto risulta comprensibile da un punto di vista pratico solo
se messo in relazione a quanto detto fin'ora. In sintesi, la shungite dialoga bene con l'essere umano, ma
è molto sensibile agli stati energetici diversi da quelli della materia organica. In pratica, aiuta a migliorare
il rapporto tra l'essere umano e le entità invisibili, sia questo nel senso della protezione, sia esso nel
senso del miglior dialogo. La particolare interazione con i campi elettromagnetici conferiscono alla
shungite anche la capacità di proteggere dai campi elettromagnetici stessi. Per questo motivo viene
considerata una pietra fondamentale da tenere in casa in prossimità di apparecchi elettronici o da
portare con sé.

Un altro elemento che rende la shungite una pietra estremamente particolare, è la presenza al suo
interno di fullereni. Questi sono microaggregati di carbonio scoperti recentissimamante, considerati un
“nuovo” stato di aggregazione del carbonio puro, come lo sono il diamante e la grafite. Questi elementi
sono davvero affascinanti perché sono associati alla comparsa della vita sulla terra... e tracce di questi
sono stati scoperti anche all'interno del meteorite Allende, caduto in Messico nel 1969, dando nuovi
elementi alle ipotesi secondo cui la vita sul nostro pianta ha avuto origine dai meteoriti. Addirittura,
secondo alcune teorie, la shungite si tratta di residui del pianeta Phaeton, che secondo alcune teorie
una volta apparteneva al nostro sistema solare.

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Riassumendo sinteticamente le molteplici proprietà della shungite, possiamo dire che questa pietra può
essere considerato un guaritore universale, perfetto in tutti i malesseri, siano essi di tipo fisico, psichico
o emotivo. Inoltre protegge bene dai campi elettromagnetici. Infine, la shungite è un'ottima pietra di
protezione dalle entità del basso astrale così come dalle forme pensiero negative. La shugite può
essere un'ottima compagna della vita quotidiana, ma la sua energia puà risultare instabile e poco gradita
per alcune persone. Per questo motivo il suo utilizzo deve essere sperimentato dapprima per poco
tempo, per poi aumentarne il tempo di utilizzo. Spesso questi problemi sono ben superati se abbinata a
tormalina nera o comunque migliorano nel tempo, man mano che la pietra viene utilizzata.

Quando è consigliata
In tutti i disturbi fisici, emotivi e psichici. Particolarmente indicata per chi tende a farsi carico di entità del
basso astrale e per chi ha difficoltà a chiudere i propri “scudi” energetici.

Sul piano fisico: in tutti i disturbi fisici, emotivi e psichici.

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Quarzo
Il Quarzo è una specie minerale accomunata dalla composizione chimica sio2. Il nome quarzo in italiano
deriva dal termine tedesco “querz erz”, ovvero “minerale che attraversa la roccia”. Andando indietro
nell'etimologia, troviamo anche il termine “querklufterz”, usato per indicare escrescenze delle rocce.

La specie dei quarzi è molto ampia e comprende due varietà principali: a monocristalli ( quarzo ialino,
ametista, quarzo affumicato, avventurina, quarzo ialino, quarzo citrino, quarzo rosa, occhio di falco,
occhio di tigre ed altri) e aggregati microcristallini ( Calcedonio, Agata, onice, corniola ed altri). In questo
testo il termine “quarzo” è utilizzato, come normalmente avviene in cristalloterapia, per indicare gli
esemplari macrocristallini, accomunati dalla stessa energia: quarzo ialino (cristallo di rocca), quarzo rosa,
quarzo citrino, quarzo latte, quarzo affumicato, quarzo viola (ametista).

Per la loro durezza i quarzi furono utilizzati già nelle comunità primitive come utensili. In seguito, furono
apprezzati anche come ornamento e nel Seicento, attraverso lo studio dei quarzi, Niccolò Stenone
formulò la prima legge geometrica della cristallografia. Per questo motivo, possiamo dire che i quarzi
sono legati all'ordine e alle leggi universali.

Spesso i quarzi macrocristallini delle specie a monocristalli rappresentano pietre base di un determinato
chakra, poiché hanno una struttura cristallina particolarmente ordinata e stabile che rende l’energia di
queste pietre facilmente gestibile per il corpo umano. Inoltre il fatto che nascano a punte le rende pietre
con una energia particolarmente efficace e non dispersiva.

Un'interessante impiego del quarzo è quello nel campo dell'orologeria; sicuramente in molti avranno
sentito nominare gli orologi al quarzo, per la cui realizzazione si usa in genere quarzo ialino, anche detto
per questo quarzo piezoelettrico, per la sua capacità di emettere un impulso elettrico in risposta a una
compressione. Per la stessa capacità si usa come stabilizzatore di frequenza in elettronica, fatto che
rimarca la capacità simbolica dei quarzi di stabilizzare le onde, ovvero l'energia in generale.

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Quarzo Latte
Nutrimento materno

Gruppo: quarzi
Colore: bianco lattiginoso
Chakra di riferimento:
7° chakra - Sahasrara chakra - Chakra della corona
4° chakra - Anahata chakra - Chakra del cuore
3° chakra - Manipura chakra - Chakra del plesso solare
2° chakra - Svadhisthana chakra - Chakra sacrale

A proposito di Quarzo Latte


Il quarzo latte deve il suo nome al colore bianco lattiginoso. Generalmente si ritrova in varietà massive,
prive di punte e facce evidenti. Ciò ne rende l'energia più dolce, meno netta rispetto ai quarzi che
formano delle punte. Così come suggerisce il nome, questa pietra è legata al nutrimento materno,
ovvero ai temi del sentirsi pieni e soddisfatti, del calore, della protezione, dell'abbondanza, oltre che a
tutti i temi di vita che prendono in considerazione il femminile in senso materno, il proprio rapporto con
la propria madre, l'alimentazione, la procreazione. Inoltre, dobbiamo considerare che si tratta di un
quarzo, quindi una pietra comunque legata all'ordine e alla stabilità, che in questo caso si focalizza
principalmente sui temi legati già menzionati. Un altro aspetto importante, che in questa sede
accenniamo solamente per la vastità del tema, è il legame del latte alle energie divine femminili: la Dea
Hator, divinità femminile di rilievo nella cultura egiziana dell'antichità, era chiama anche la “Dea Vacca”,
così come in India esiste la “Vacca Sacra”. Queste sono naturalmente legate anche alla produzione del
latte. Inoltre, da un punto di vista esoterico, vi è uno stretto legame tra il latte e l'anima. Inoltre, a
conferma della risonanza tra latte ed energie universali, ricordiamo che la nostra galassia prende
proprio il nome di “Via Lattea”. Riassumendo, il quarzo latte aiuta a elaborare il rapporto con il femminile
e con il materno, sia come tema principale, sia nei suoi risvolti simbolici, legati a tutto ciò che riguarda
l'alimentazione.

Quando è consigliata
Il quarzo latte è una pietra da utilizzare in tutte le situazioni che indichino problematiche legate al
materno, alla genitorialità in generale e ai problemi affettivi.

Sul piano fisico il quarzo latte è consigliato nei problemi dell'apparato gastro-enterico in generale, e in
particolare per ciò che riguarda le intolleranze alimentari. Da questo punto di vista, comunque, si
consiglia anche di prendere in esame il tipo di allergia o intolleranza specifica per comprenderne i
simbolismi del caso. Inoltre, è efficace in tutti i problemi ormonali femminili, nelle problematiche legate
al seno e può coadiuvare altre pietre nelle problematiche uterine.

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Quarzo Ialino
o Cristallo di Rocca
Connessione alla Luce

Gruppo: quarzo
Colore: incolore
Chakra di riferimento:
7° Chakra – Sahasrara - chakra della corona

A proposito di Quarzo Ialino


ll quarzo ialino viene considerato la pietra base del settimo Chakra. Come tutti i quarzi a monocristalli è
considerata una pietra dall’energia stabile e potente, particolarmente efficace e rivolta verso le energie
di luce. Il colore trasparente (da cui deriva il nome, hyalinus, vetro, ovvero trasparente come il vetro)
rende subito chiaro il legame con le energie più pure e con la Luce che connette al divino. Questa pietra
è chiamata anche Cristallo di Rocca, dal greco krystallos, “ghiaccio”, poiché i greci pensavano fosse
appunto un ghiaccio congelato per sempre. A guardarne i simbolismi, questo nome svela un aspetto
particolarmente poetico di questa pietra: un ghiaccio congelato per sempre, ovvero la fluidità dell'acqua
(femminile) che diventa rigido ghiaccio (maschile), e rimane in questa forma per sempre, come le leggi
divine del cielo. Per chi guarda le energie maschili e femminili con un occhio esoterico, è evidente che
questo nome svela quanto sia necessaria la materia femminile che deve nutrire il maschile, perché
questo divenga verticale e vicino alle leggi divine universali. Tra le pietre dure è una delle più diffuse,
poiché ve n'è grande abbondanza nella crosta terrestre. Questo però non l'ha mai resa meno amata,
anche nell'antichità. Molti libri di gemmologia spiegano questo con l'oggettiva bellezza del quarzo
ialino. Secondo me, vi è un sentire sottile, nell'uomo, che riconosce il legame di questa pietra con le
energie più pure e divine, e che lo spinge a tenerla in gran considerazione. Non a caso, uno degli auspici
4
del grandissimo Maestro Omraam Mikhael Aivanhov recitava “il cuore puro come il cristallo” .

Riassumendo, il quarzo ialino è la pietra che aiuta a connettersi con il divino, a portare la Luce nella vita,
in tutte le sue forme. Per questo, è anche la pietra che potenzia tutte le altre. Se non si sa bene cosa
usare, in qualsiasi circostanza, usare quarzo ialino.

Quando è consigliata
Questa pietra è consigliata sempre, in tutte le circostanze di vita e può essere il compagno della vita
intera, aiutando ad ispirarsi a ciò che è di più alto e di più puro.

Sul piano fisico è consigliata sempre, da sola o come coadiuvante di altre pietre più specifiche.

4. “Il cuore puro come il cristallo. L'intelletto luminoso come il sole. L'anima vasta come l'universo. Lo spirito potente come Dio e unito a Dio”.
Maestro Omraam Mikhael Aivanhov

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Quarzo rosa
Compassione (amore incondizionato, perdono)

Gruppo: quarzo
Colore: rosa
Chakra di riferimento:
4° Chakra – Anahata - chakra del cuore

A proposito di Quarzo Rosa


Il quarzo rosa viene considerata la pietra base del quarto Chakra. Come tutti i quarzi è considerato una
pietra dall’energia stabile e potente, particolarmente efficace e rivolta verso le energie di luce. Di colore
rosa, sempre più o meno lattiginoso e non perfettamente trasparente a causa di minuscole inclusioni
estranee e con scie nebbiose all'interno, che corrispondono spesso a discontinuità della struttura
interna; per questo tra i quarzi è il più fragile. È piuttosto frequente che cambi di colore, tendendo a
impallidire. Già per questa caratteristiche, è chiaro come il quarzo rosa sia legato al quarto chakra, il
chakra del cuore, dove le energie sono forti e delicate allo stesso tempo. L'aspetto lattiginoso, chiaro,
dolce e la fragilità ne spiegano da soli l'energia ugualmnte dolce e delicata. Dobbiamo tenere conto che
in molte culture il rosa è il colore legato alla compassione e alla dolcezza, all'infanzia e alla tenerezza. Il
colore rosato è dovuto a due elementi: titanio e manganese. Il titanio è un elemento leggero, resistente,
bianco metallico, resistente alla corrosione, lucido. Prende il nome dai Titani, figli di Gea e Urano, la Terra
e il Cielo, considerati le forze primordiali ma disordinate del Cosmo. Se poniamo la Terra e il Cielo
all'interno del sistema uomo, da un punto di vista energetico, li troviamo rispecchiati rispettivamente nel
primo e nel settimo chakra, le cui energie si incontrano, appunto nel quarto chakra.
Il manganese è un oligonutriente per tutte le forme di vita che può dare molti problemi sia in carenza sia
in eccesso. Nell'uomo è fondamentale per tutti i metabolismi e la carenza può portare gravi problemi
per il sistema osseo, nervoso e riproduttivo. L'eccesso lo rende tossico soprattutto per il sistema
nervoso. Attraverso il contenuto di questi elementi, il quarzo rosa nutre e bilancia l'energia del cuore,
situato tra la nostra Terra e il nostro Cielo interiori, rendendolo più dolce e stabile, con effetti riflessi
sull'intero sistema energetico ed in particolar modo calmando i pensieri e l'ansia.

Riassumendo, il quarzo rosa è lapietra che stimola il bilanciamento delle energie del cuore,
promuovendo l'amore incondizionato, il perdono, la compassione.

Quando è consigliata
Per addolcire il cuore e le energie dopo traumi emotivi, per superare la tristezza e i momenti difficili,
sentendosi nutriti. Utile anche per calmare gli stati d'ansia e il logorio della mente, per ritrovare la
serenità.

Sul piano fisico il quarzo rosa può essere utile in tutte le patologia polmonari e toraciche,
particolarmente quando si presentino con una sensazione di chiusura e di oppressione del petto.

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Quarzo Tormalinato
Realizzazione dei progetti materiali

Gruppo: quarzo
Colore: incolore con inclusioni nere
Chakra di riferimento:
7° Chakra – Ajna chakra - chakra del terzo occhio
1° Chakra – Muladhara chakra – chakra della radice

A proposito di Quarzo Tormalinato


Il quarzo tormalinato è, sostanzialmente, un quarzo ialino con inclusioni di tormalina nera; per questo
motivo, per una migliore comprensione di questa pietra si consiglia di vedere anche le sezioni dedicate
a queste due pietre. L'unione del quarzo ialino (cristallo di rocca) e della tormalina, crea un ottimo
circuito di interscambio energetico tra il settimo e il primo chakra, collegandoli e rendendoli coerenti.
Contiene in sé lo yin e lo yang, il maschile e il femminile, l'alto e il basso, che restano tra loro riconoscibili,
ma uniti e inscindibili, cooperando per il bene dell'insieme. Rappresenta la dualità che si ricongiunge
nell'uno.

Riassumendo, il quarzo tormalinato aiuta a riequilibrare e armonizzare gli opposti, a farli dialogare tra
loro, in modo che compiano insieme un lavoro coerente.

Quando è consigliata
Il quarzo tormalinato è utile in tutte le tematiche di divisione all'interno di sé e quando è necessario
riequilibrare le polarità (intuitività/razionalità – femminile/maschile – flessibilità/rigidità). È utile nei casi
di pregiudizio sull' “altro”, in particolar modo quando questi siano a carico dell'altro sesso o nelle
contrapposizioni materialità/spiritualità.

Sul piano fisico è molto utile nei problemi posturali con problemi di lateralità o quando i
problemi/dolori si localizzino in maniera preponderante sempre dallo stesso lato (anche in senso
verticale: sempre ai piedi o sempre alla testa).

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Howlite
Indipendenza e autodeterminazione

Colore: bianco
Chakra di riferimento:
7° chakra – Sahasrara chakra - Chakra della corona
1° chakra - Muadhara chakra - Chakra della radice

A proposito di Howlite
L'howlite è una pietra di colore bianco con sottili venature grigiastre, con pattern detto “a ragnatela”.
Il suo nome deriva dal nome del suo scopritore, Henry How, che nella seconda metà del 1800 dirigeva
una cava di gesso in Nuova Scozia; un giorno egli fu chiamato nella cava perché gli operai avevano
rinvenuto un grosso blocco di un materiale visivamente simile al gesso, ma più duro, il quale ostruiva il
passaggio e i lavori di estrazione. Il materiale venne studiato e identificato dal How (1868, si tratta quindi
di una pietra “moderna”), che vi attribuì un nome legato alla struttura chimica della pietra. Il nome
attuale, howlite, è stato attribuito successivamente, in onore e per riconoscimento al suo scopritore.
Come ci suggerisce la storia della scoperta di questa pietra, essa è legata alla rimozione degli ostacoli
che impediscono il progresso nella nostra vita. Il pattern a ragnatela, inoltre, suggerisce la qualità di
rimuovere i legami con il passato ormai vecchi e non più utili, ma che impediscono di proseguire sul
cammino con libertà. Inoltre, da un punto di vista dell'abito cristallino , l'howlite si ritrova in grosse masse
nodulari, che rimarca la risonanza rispetto al tema di tutto ciò che è duro, nodoso, difficile... e alla
capacità di sciogliere i nodi della vita. Un altro tema che ci viene suggerito dalla storia della scoperta di
questa pietra è quello del riconoscimento: essa in un primo momento è scambiata per gesso, sebbene
ci si rendeva conto che fosse un altro materiale. Il suo nome stesso venne attribuito come
riconoscimento al suo lavoro di analisi della pietra stessa. Allo stesso modo, l'howlite aiuta a riconoscersi
e ad ottenere il giusto riconoscimento dagli altri; aiuta a differenziarsi dal contesto circostante, a trovare
la propria identità per ciò che si è, indipendentemente dalle pressioni sociali a uniformarsi o da ciò che
vorrebbero le altre persone circostanti. In questo atteggiamento, l'howlite aiuta a valorizzarsi nel modo
giusto per ottenere i riconoscimenti meritati.

Riassumendo, l'howlite è la pietra che aiuta a rimuovere i blocchi, sciogliere i nodi e lasciarsi alle spalle
il passato e ciò che è obsoleto. Aiuta anche a identificarsi, a scoprire la propria identità, a procedere sulla
propria strada fieri di ciò che si è, in maniera fiera e indipendente.

Quando è consigliata
L'howlite è particolarmente utile in tutte le situazioni in cui è difficile procedere nella vita, sentendosi in
linea con ciò che si è, a causa di blocchi esterni, legami con il passato o forte pressione sociale. L'howlite
è particolarmente efficace quando è necessario saper dire “no” senza sensi di colpa.

Sul piano fisico l'howlite è utile per sciogliere le tensioni muscolari, in particolar modo quando si tratti di
contratture localizzate. Inoltre, questa pietra è utile per tutti i problemi delle gambe, soprattutto per le
rigidità o qualsiasi condizione limiti i movimenti delle gambe stesse. Infine, l'howlite può essere di aiuto
per tutto ciò che sia identificato come nodulo, cisti, callo.

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Tormalina
La Tormalina non è una singola pietra, ma un gruppo di pietre molto variegate. In effetti il termine
“tormalina” deriva dal termine cingalese (Sri Lanka) “toramalli” che può essere tradotto con “pietra dai
molti colori”, anche perché è piuttosto raro che un pezzo di tormalina (ad eccezione della tormalina nera)
sia di un solo colore: normalmente in uno stesso cristallo si ritrovano diverse tonalità o addirittura colori
diversi.

Una delle particolarità delle tormaline è la piroelettricità (si caricano elettricamente se prima riscaldate
poi raffreddate) e la piezoelettricità (si caricano elettricamente se sottoposte a pressione o a
sfregamento), che permette loro di attirare altri corpi, come piccoli pezzi di carta.
Grazie a queste proprietà, la tormalina è stata a lungo utilizzata come strumento per pulire le pipe, fino
a prendere il nome di “Aschentrekker” in olandese, ovvero “che attira la cenere”. Questo particolare
utilizzo ci svela una prima proprietà vibrazionale delle tormaline.

La cenere è il risultato di una combustione, la quale da un punto di vista simbolico rappresenta la


divisione del puro dall'impuro. Così, dopo una combustione, ciò che è puro e sottile sale verso il cielo
come il fumo, mentre ciò che è pesante e impuro resta come “scarto”, ovvero la cenere. Essendo la
tormalina la pietra che attira la cenere e che può essere utilizzata sul piano materiale per eseguire una
pulizia di questa, anche sul piano invisibile, essa è in grado di attirare le energie pesanti per pulire i nostri
corpi sottili.

L'efficacia della tormalina da questo punto di vista è condivisa ed evidente in ogni caso, infatti ovunque
viene indicata come la pietra che protegge dalle energie negative, poiché capace di assorbirle. Tuttavia
è doveroso segnalare che la tormalina è particolarmente efficace nel ripulirci energeticamente dalla
cenere generata durante la trasmutazione di se stessi e durane la fase di trasformazione ed evoluzione.
Attraverso questo lavoro di protezione e pulizia, la tormalina aiuta anche a ricostruirsi un guscio aurico
più sano, ad esempio dopo eventi particolarmente dolorosi o intensi che lo abbiano danneggiato. La
tormalina in questi casi, oltre che a distaccarsi da ripulirsi dalle energie dell'evento e a ricucire i buchi
nell'aura, aiuta a trasmutare l'accaduto in elemento di evoluzione.

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Tormalina Nera
Protezione dalle negatività circostanti

Gruppo: tormaline
Colore: nero
Chakra di riferimento:
1° chakra – Muladhara chakra - Chakra di base

A proposito di Tormalina Nera


La tormalina nera è chiamata tecnicamente Sciorlo (o sciorlite), dal nome del villaggio tedesco Schorl,
oggi conosciuto come Zschorlau, dove la tormalina nera veniva spesso estratta nelle cave di stagno.
Deve il suo colore alla presenza elevata di ferro, infatti in alcune zone dell'Inghilterra è chiamata anche
“iron tourmaline” ovvero “tormalina di ferro”. Questo, insieme al colore, la rende particolarmente legata ai
temi del primo chakra, quali il radicamento, ma soprattutto la resistenza e la forza vitale. Considerando
le proprietà di cui abbiamo parlato nel paragrafo dedicato alle tormaline in generale, possiamo dire che
la tormalina aiuta a proteggersi e ripulirsi dalle energie negative, particolarmente quelle che attaccano
la forza vitale. Alcune fonti riportano la tormalina nera come una pietra utilizzata particolarmente nella
gioielleria funebre antica. Appare evidente come il momento della morte sia un passaggio e una
trasmutazione delle energie, dove vi è una separazione delle energie più dense (corpo) e quelle più
sottili (anima) ed in cui è particolarmente auspicabile che si abbandonino le energie meno pure, per
poter proseguire il viaggio dell'anima nel migliore dei modi. Infine riportiamo che molte fonti indicano la
tormalina come un efficace protezione dai campi elettromagnetici forti, dannosi per la salute dell'uomo.
È quindi utile posizionarla in prossimità di apparecchi elettronici oppure indossarla quotidianamente.
Non esistono studi precisi che prendano in esame dimensione della pietra, purezza, distanza e intensità
del campo elettromagnetico in questione.

Riassumendo, possiamo dire che tormalina nera è un ottimo minerale per la protezione dalle energie
negative, in particolar modo dalle energie circostanti che attaccano la nostra forza vitale, facendoci
sentire stanchi e indifesi.

Quando è consigliata
La tormalina nera può essere un'ottima compagna di vita quotidiana. Inoltre, è molto utile indossarla
quando si devono affrontare momenti difficili, situazioni scomode o che creano disagio, dopo un grande
dolore o quando ci si sente invasi dalle energie altrui, o quando si è consapevoli che si dovranno
affrontare persone o situazioni che comportano dispendio energetico particolare.

Sul piano fisico è molto indicata nei periodi in cui ci si sente stanchi, affaticati e scarichi.

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Diaspro
Per Diaspro si intende una varietà di quarzo impuro, che qualche volta viene incluso nella famiglia dei
calcedoni. Questa variabilità dipende dalla grande diversità di composizione chimica che questo può
possedere., che determina anche la grande variabilità di colorazione e di proprietà fisiche.

Ciò che accomuna tutti i diaspri è la durezza, tanto che in senso poetico è utilizzato proprio come
simbolo di durezza d'animo 5.

Il primo utilizzo conosciuto del diaspro è quello di produzione di punte, lame e altri utensili, poiché oltre
ad essere un materiale duro, compatto e resistente, alla frattura crea bordi taglienti.

È comprensibile, quindi, perché il diaspro è associato ai concetti di forza e resistenza, sopratutto in


termini di combattività e aggressività, nonché di aumento della forza. Queste caratteristiche energetiche
sono condivise da tutti i tipi di diaspro, con leggere sfumature di significato legate al colore, sebbene vi
siano diaspri con energie diverse da quelle di tutto il gruppo, a causa di particolari componenti al loro
interno.

Diaspro Rosso
La pietra del guerriero

Gruppo: quarzi impuri


Colore: rosso vivo o rosso mattone
Chakra di riferimento:
1° Chakra – Muladhara chakra - chakra della radice

A proposito di Diaspro Rosso


Come tutti i diaspri, il diaspro rosso ha come caratteristica quella di rinforzare chi lo indossa.
In particolare, quello rosso dirige le sue energie verso il primo chakra, il chakra della radice, aumentando
quindi la forza fisica, la vitale, il coraggio, l'audacia, la combattività, tanto da essere denominata anche
“la pietra del guerriero”. In particolare, il diaspro rosso è considerato tra le pietre base del primo chakra.

Quando è consigliata
In tutti i casi in cui ci si senta scarichi, apatici, privi di forza vitale. Inoltre può essere consigliata in tutte le
tematiche riferibili al primo chakra.

Sul piano fisico è particolarmente consigliata per aumentare le difese immunitarie o recuperare energie
dopo una malattia debilitante. Inoltre può essere consigliata in tutti i problemi legati al sangue, piedi,
gambe (primo chakra).

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Agata
Smuovere le energie stagnanti

Gruppo: quarzo microcristallino (Calcedonio)


Cristalli: aggregati microcristallini
Chimismo: SiO2 biossido di silicio
Colore: estremamente variabile, a bande
Chakra di riferimento:
può indirizzare la sua energia all’essere nel suo
complesso; il colore della singola varietà in esame
indica il chakra specifico di riferimento (vedi oltre)

A proposito di Agata
A livello storico la pietra è sempre stata legata al concetto del movimento e dell’acqua. In effetti il suo
nome deriva da Akhátes, antico nome greco di un fiume della Sicilia, luogo di ritrovamento di queste
pietre già alcuni secoli prima di Cristo. Pare che sia stato proprio questo il primo giacimento di Agata
ritrovato dai greci. Dobbiamo tenere conto che l’acqua è sempre correlata alla parte emotiva dell’uomo.
Tuttavia non vi è acqua più mobile di quella di un fiume. Già per questo motivo l‘agata sarebbe collegata
al movimento dell’energia e allo scioglimento dei Blocchi. Come se ciò non bastasse il fiume stesso
akhates è stato caratterizzato nella sua storia da una grande variabilità di nomi. Ad oggi, in soli 54 km di
percorso, L’Antico fiume assume quattro nomi diversi a seconda del territorio che attraversa.
Proseguendo sul filone del concetto del Movimento, dobbiamo tenere conto che anche lo sviluppo
dell’Industria della lavorazione della Agata è legata alla vicinanza ai fiumi e a storie di migrazione. Infatti,
la presenza della prima taglieria della Agata viene documentata nel 1548 lungo il torrente idar in
Germania grazie alla vicinanza di alcuni giacimenti ai luoghi di fabbricazione delle Mole e dell’energia
idraulica necessaria per il loro azionamento. In quel luogo si svilupparono molte taglierie di Agata ma
quando agli inizi del XIX secolo questi giacimenti iniziarono ad esaurirsi, gli esperti del settore lasciarono
il paese. Una nuova fioritura del settore avvenne quando per caso alcuni emigranti Musicanti scoprirono
in Brasile dei grandi giacimenti di Agata. Iniziò così un nuovo impulso economico grazie ai grandi carichi
di Agata brasiliana che arrivavano nella regione. Anche il suo aspetto a bande e la grande variabilità di
colore richiamano il concetto del movimento e della variabilità. Per questo, possiamo dire che,
idealmente, L’agata rappresenta l'ondata che smuove tutto intorno a noi; è anche una pietra legata al
cambiamento, in particolar modo rispetto alle situazioni bloccate da più tempo. È importante tenere
conto che l’essere umano è normalmente portato alla resistenza al cambiamento. Per questo motivo
l’agata è una pietra con la quale può essere difficile lavorare. In genere è accettata bene dalle persone
che hanno davvero voglia di cambiare o che sono portate, per loro carattere, a cambiare spesso.

Quando è consigliata
In tutte le situazioni che sono ferme da troppo tempo, che stentano a cambiare e che hanno bisogno di
rinnovarsi. Quando si sente che tutto è bloccato e si sente il bisogno di smuovere energie stagnanti.
Quando vi è resistenza al cambiamento.

Sul piano fisico l’agata è indicata tutte le volte in cui ci siano blocchi per esempio delle articolazioni
oppure nella funzionalità di alcuni organi ( blocchi renali, blocchi intestinali, ecc). Essendo legata alla
scorrevolezza dell’acqua può aiutare il drenaggio dei liquidi e l’apparato urinario.

Note: tra tutte le pietre l'agata è quella che più spesso viene sottoposta al procedimento di colorazione
artificiale. Questa manipolazione da parte dell’uomo sicuramente modifica l’energia originaria della
pietra. Tuttavia, poiché l‘agata è una pietra dall’energia molto instabile e difficilmente accettabile è
possibile che un individuo che non sia ancora pronto a lavorare con un'agata possa trovare qualche
giovamento nel utilizzare come fase preliminare una di queste pietre colorate. Inoltre la colorazione può
indirizzare maggiormente l’energia di questa pietra verso un determinato chakra il lavorare quindi sui
blocchi di una determinata regione del corpo o di una determinata dinamica.

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Varietà

Agata del Brasile


Questa varietà di Agata è quella più classica che troviamo in commercio. Le bande sono solo appena
accennate, il colore è generalmente grigio-azzurrognolo con aspetto traslucido. Questa varietà rispetto
ad altre ha una energia meno impetuosa è più accettabile dalla maggior parte delle persone.

Agata Arborea (Agata albero)


Nella realtà questa pietra è un calcedonio bianco opaco con inclusioni Verdi simile a muschio. (Per
ulteriori informazioni vedi calcedonio)

Agata Botswana
Questa Agata È riconoscibile per le ha de particolarmente evidenti, nette e dall’andamento spesso
spigoloso e i colori un po’ più ricchi rispetto alle agate del Brasile. Già il suo aspetto ci fa pensare a un
energia più prorompente Ed in effetti è proprio così. Tra le agate Questa è quella con energia più violenta
e instabile, come un fiume in piena che scorre e travolge tutto. Per questo motivo, si raccomanda un
utilizzo cauto, indossandola ad esempio per poche ore per volta, testando gli effetti su ognuno.

Agata corniola
È importante sottolineare che l‘agata corniola e la corniola sono due pietre distinte, sebbene
strettamente imparentate. L‘agata corniola ha l’energia comune a tutte le agate, che indirizza, però,
maggiormente verso il Secondo Chakra, l’apparato genitale e quello urinario, oltre che alle tematiche
inerenti il godersi la vita, la creatività e i problemi di natura sessuale e di concepimento. (Vedi anche
Corniola)

Agata dendritica (merlinite)


Nella realtà sebbene chiamata Agata dendritica questa pietra è un Calcedonio bianco latte
conformazioni dendritiche nerastre di psilomelano (ossido di manganese). (per ulteriori informazioni vedi
calcedonio)

Agata muschiata
Nella realtà questa pietra è un calcedonio incolore traslucido con inclusioni Verdi simile a muschio. La
varietà muschiata è particolarmente utile per ritrovare il benessere del cuore e stimolarne la guarigione
emotiva. Dona un benessere simile a quello che ci pervade durante una passeggiata a contatto con la
natura. (Per ulteriori informazioni vedi calcedonio)

Agata pizzo blu (blu lace agate)


È caratterizzata da bande parallele di diverse tonalità di azzurro. Aiuta a smuovere le energie in
particolar modo nella regione della gola, bocca, naso e orecchie. È utile Inoltre in tutte le situazioni di
espressione bloccata o quando ci si sente un nodo in gola, nei blocchi di creatività.

Agata sardonica
È un Agata che alterna colorazioni Brune e biancastre. Aiuta a smuovere le energie in particolar modo
riferite al primo e al settimo chakra. In questo modo crea un buon flusso di energie all’interno di tutto il
corpo.

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Ametista
Chiarezza e calma della mente

Gruppo: quarzo
Colore: viola, dalle tonalità più chiare a quelle più scure
Chakra di riferimento:
6° Chakra - Ajna - chakra del terzo occhio

A proposito di Ametista
Ricordiamo che l'ametista è un quarzo di colore viola, perciò condivide le peculiarità di tutti i quarzi.
L'ametista viene considerata la pietra base del sesto Chakra. Come tutti i quarzi a monocristalli è
considerata una pietra dall’energia stabile e potente, particolarmente efficace e rivolta verso le energie
di luce. Il colore ne identifica subito l'energia come appartenente alla sfera del sesto Chakra, il terzo
occhio, ed in effetti questa pietra aiuta il benessere di questa parte del corpo e a lavorare sulle tematiche
ad esso associate. Il nome della pietra deriva dal greco améthystos, “non ubriaco”.Nella leggenda ad
essa legata, Bacco si invaghì di una ninfa che viveva con Diana e voleva possederla. Essa cercava di
sfuggire e chiese aiuto alla dea per riuscirci, che la trasformò in un gelido cristallo per proteggerla.
Bacco, preso dall'ira, scagliò una coppa di vino sul cristallo stesso, rendendolo violetto6. Da ciò deriva
non solo il nome della pietra, ma anche la credenza che, appunto, questa protegga dalle ubriacature.

Riassumendo, in senso simbolico, l'ametista protegge effettivamente dalle ebbrezze emotive e dagli
stati che distorcono la visione della realtà. Dona chiarezza nella visione delle cose e aiuta a interrompere
il logorio della mente.

Quando è consigliata
L'ametista è particolarmente consigliata quando è necessario un aiuto per vedere le cose chiaramente,
negli stati d'ansia e nell'insonnia causata da un'eccessiva attività della mente. Può essere molto utile
anche per tutte le persone che tendono a cambiare idea troppo facilmente.

Sul piano fisico l'ametista è un valido aiuto per il mal di testa, soprattutto se causato da stress. È efficace
anche per tutti i problemi degli occhi, in particolare affaticamento e cali della vista.

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Shivalingam
Riequilibrio e riarmonizzazione del maschile e del femminile

Colore: marrone chiaro con striature rossastre


Chakra di riferimento:
2° chakra - Svadhisthana chakra - Chakra sacrale

A proposito di Shivalingam
Lo shivalingam è una pietra composta da quarzo e basalto con striature rosse determinate da ossidi di
ferro. Alcuni avanzano l'ipotesi che queste striature siano di derivazione meteoritica, ma non vi è alcuna
evidenza scientifica in questo. Alcune fonti raccontano che queste pietre si presentino in forma
allungata in quanto si formano nel fiume Gange e si levigano in maniera naturale rotolando vi all'interno.
Tuttavia, ad oggi vi è la pratica ormai consolidata di levigarli ulteriormente perché assumano la forma
tipica ellittica in maniera più evidente. Il termine linga, in sanscrito significava “segno”. In quest'ottica,
Shivalingam significherebbe “il segno di Shiva”: sappiamo che Shiva è la divinità maschile per eccellenza
nell'induismo; l'aspetto trascendente e l'aspetto sessuale in questa figura sono inscindibili al punto che
in alcune letterature viene definito “asceta erotico”. Nell'uso comune, molti considerano il termine
lingam come significante la forma fallica. Nella società induista questa forma è sempre accompagnata
da oggetti circolari che ne abbracciano la base, che rappresentano il femminile. Per questo motivo
nell'uso comune, il termine linga puoi indicare anche questa unione, l'insieme delle due forme. Anche
nel caso della pietra che non chiamiamo Shivalingam vi è questa unione inscindibile di maschile e
femminile: la forma, spiccatamente fallica, rappresenta il maschile; le strie rosse che si sovrappongono
al colore marroncino, rappresentano il femminile che abbraccia il maschile. Ecco, quindi, che la pietra
Shivalingam rappresenta l'unione del maschile e del femminile nel loro corretto rapporto, l'armonia tra
questi due poli e la loro inscindibilità. Questa unione si trova anche a ben guardare i componenti della
pietra, che abbiamo detto essere quarzo e basalto, con striature di ossidi di ferro: il quarzo, in senso
generale, essendo legato all'ordine, alla stabilità, a ciò che è rigido e strutturato, ha una polarità
maggiormente maschile. Gli ossidi di ferro sono spesso legati al concetto della Madre Terra, soprattutto
7
per il colore rossastro ed in questo caso per la forma delle striature che realizza.

Riassumendo, possiamo dire che lo shivalingam è la pietra che unisce in sé il maschile e il femminile,
ponendoli nel giusto rapporto e nella giusta armonia.

Quando è consigliata
In tutti i casi in cui si sente sbilanciati verso una delle due polarità (maschile o femminile); quando si
hanno problemi di qualsiasi tipo con l'altro sesso, anche dal punto di vista simbolico. Può essere molto
utile anche quando si avverte una discrepanza tra l'aspetto terreno o addirittura carnale dell'essere
umano e l'aspetto divino e trascendente in ognuno, così come nei casi di preconcetti nei confronti del
sesso e della materia.

Sul piano fisico in tutti i casi in cui si sente sbilanciati verso una delle due polarità (maschile o femminile);
quando si hanno problemi di qualsiasi tipo con l'altro sesso, anche dal punto di vista simbolico. Può
essere molto utile anche quando si avverte una discrepanza tra l'aspetto terreno o addirittura carnale
dell'essere umano e l'aspetto divino e trascendente in ognuno, così come nei casi di preconcetti nei
confronti del sesso e della materia.

7. Nota: il basalto ha, invece, una valenza di supporto, essendo una roccia ignea generata da lava raffreddatasi velocemente in prossimità della superficie
terrestre e al cui interno si creano le condizioni perché possono crearsi altri minerali. Ad esempio, è basalto la base scura del druse di ametista.

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Schede tecniche

A cura della Docente:


Dott.ssa Francesca D’Addabbo

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