Sei sulla pagina 1di 4

LEZIONE 11

DATA 5-12-2011
AUTORE MARIO PACILLI

FASCIO TETTO-TEGMENTO-SPINALE LATERALE (CONTINUAZIONE DELLE VIE


EXTRAPIRAMIDALI)
Tetto= Tubercoli quadrigemini del mesencefalo (soprattutto quelli superiori)
Tegmento= callotta (''parte funzionale'' del T. encefalico)
Spinale laterale= si pone nel cordone laterale del m. spinale

Questo fascio ha come principale scopo, quello di mediare i movimenti riflessi della testa e del
corpo in risposta a stimoli visivo-acustici ed esterocettivi (possiamo dire nocicettivi, quindi
dolorifici). Avendo già visto il fascio Spino-tettale, ricordiamo come quest'ultimo costituisca una
porzione (quella ascendente) dell'arco riflesso che si viene così a completare con il fascio tetto-
spinale (porzione discendente o efferente). Questo fascio dunque deve terminare su neuroni a
funzione motoria (nello specifico interneuroni perchè stiamo parlando di vie extra-piramidaili),
chiudendo così un sistema di arco riflesso ( Schema 1.1.)
N.B. Da non confondere con l'arco riflesso monosinaptico che avviene esclusivamente a livello del
midollo spinale, escludendo dal circuito le ''vie superiori''.
Altre terminazioni interessano invece il centro cilio-spinale, costituito da motoneuroni viscerali,
appartenenti dunque all'ortosimpatico (questo centro regola anche la midriasi).
Il fascio tetto-spinale laterale è definito crociato, perchè subito dopo la loro origine le fibre
decussano. Le fibre scendendo attraverseranno, mesencefalo, ponte, midollo allungato e a livello
del midollo spinale si dispone anteriormente al fascio rubro-spinale. Avremo in sequenza nel
cordone laterale f. tetto-spinale ===>f. rubro-spinale (laterale) ===> f. cortico-spinale. Li
troviamo vicini perchè regolano tutti funzioni motorie ( ragazzi riguardo a ciò che ho scritto in
corsivo ho, personalmente, qualche dubbio perchè non ho trovato riscontro sull'atlante, come
potete vedere anche voi sulla tavola 151 del netter, chiederò alla prof. E poi magari specifichiamo
meglio, grazie).

Schema 1.1: Arco riflesso polisinaptico.

Tubercoli quadrigemini Fascio tetto-spinale


del mesencefalo laterale

Info dolorifiche, attrav Motoneuroni-


sost gelatinosa del Mediati da viscerali del
Rolando interneuroni simpatico (regol.
Fascio spino-tettale midriasi)

Motoneuroni

1
FASCIO TETTO-TEGMENTO-SPINALE MEDIALE

Ha le stesse funzioni tranne regolare il riflesso di midriasi, cioè non si hanno sinapsi con il sistema
simpatico. Occupa però una posizione differente in quanto è localizzato più anteriormente, dove
normalmente troviamo le vie motori omolaterali (costituisce dunque un'eccezione).

FASCIO VESTIBOLO-SPINALE

Viene principalmente utilizzato per il mantenimento dell'equilibrio. Il suo nome è dato dal fatto che
prende origine dai nuclei vestibolari, che sono dei nuclei annessi all'VII paio di nervi encefalici ossia
il nervo stato acustico. Questo nervo (vedremo in seguito) prende informazioni dall'orecchio
interno ( maccule di sacculo e utriculo, canali semicircolari e creste ampollari) e le invia al
cervelletto, oppure al midollo spinale, tramite questo fascio che è a sua volta diviso in:
 Mediale: controlla le risposte muscolari e riflesse del collo e degli arti superiori, e termina sugli
stessi interneuroni che poi daranno informazioni ai motoneuroni della lamina IX. Costituirà la
componente vestibolare del fascicolo longitudinale mediale, che è un fascicolo che mette in
comunicazione l'encefalo con i nuclei vestibolari e con i NN. Oculomotori, ci permette dunque di
muovere gli occhi senza perdere l'equilibrio (per il momento dobbiamo sapere solo questo verrà
affrontato più specificatamente in seguito). Questo fascio inoltre si definisce diretto e crociato,
perchè scende omolateralmente ma prima di terminare manda informazioni anche al
controlaterale.
 Laterale: si trova al limite tra il cordone anteriore e quello laterale. È un fascio diretto, ovvero
termina solo sulla porzione omo-laterale, e anch'esso controlla le risp muscolari riflesse, ma
oltre a quelle del collo controlla anche tutti gli arti (sup e inf).
Questi due fasci (soprattutto quello laterale) hanno un azione facilitativa per i muscoli estensori
che non sono quelli che danno inizio al movimento (flessori), i quali sono invece innervati dalla via
piramidale e dal fascio rubro spinale, che è un fascio di coordinazione (supporto) del movimento.
Ogni qual volta dunque dobbiamo rimanere in equilibrio il movimento che i nostri muscoli devo
compiere è un movimento di estensione.

VIE RETICOLO SPINALI

Parliamo di vie perchè le troviamo sia in posizione laterale che ventrale che mediale. Originano
dalla sostanza reticolare del tronco encefalico, (callotta), e vengono definite generatori di schemi
motori. Ovvero ogni qual volta che apprendiamo un movimento, si genera uno schema cioè
l'attivazione contestuale dei muscoli necessari a quel movimento (es.: bambino che impara a
camminare-cadere-rialzarsi-riprendere a camminare fino al completo apprendimento dello schema
necessario a camminare correttamente).

Terminata dunque la descrizione delle vie extra-piramidali notiamo come più distretti, e a vari
livelli, intervengono nella modulazione del movimento. Queste vie però comprendono il più delle
volte dei circuiti a feedback, con ritorno alla corteccia.
Il nucleo rosso e i nuclei reticolari ricevono fibre dalla corteccia motoria e proiettano a loro volta
fibre al mid. Spinale costituendo così sistemi che modulano l'attività motoria volontaria.
I gangli della base costituiscono dei circuiti con la corteccia e non proietteranno mai dirett al
midollo spinale e esercitano dunque il loro influsso indirettamente, attraverso 3 vie: fascio cortico
spianle (via piramidale) via cortico rubro spinale e via reticolo spinale.
Il malfunzionamento di uno o più centri extra piramidali determina uno squilibrio delle interazioni
dei diversi gruppi nucleari. Ciò spiega la varietà di sintomi, riguardanti la postura e i movimenti.
Non troveremo mai dunque una sindrome che coinvolge contemporaneamente tutto, ma a
seconda dei centri che vengono colpiti noi avremo delle determinate disfunzioni.

2
SISTEMA NERVOSO AUTONOMO O VEGETATIVO O SIMPATICO

Come sappiamo, nel nostro organismo, oltre al Sistema Nervoso della vita di relazione, abbiamo un
sistema parallelo detto Vegetativo, Autonomo o Simpatico, che si occupano di tutte quelle funzioni
che avvengono indipendentemente dalla nostra volontà. Il Simpatico, viene suddiviso, secondo
criteri anatomo-funzionali, in ORTOSIMPATICO e PARASIMPATICO. Essi molto spesso svolgono
funzioni antagoniste tra loro, ma non si escludono casi in cui vi è una cooperazione tra i due
sistemi. Tuttavia hanno in comune l'obiettivo finale, che è quello di mantenere e preservare
l'omeostasi del nostro corpo. Anche nella descrizione del simpatico, è possibile fare una distinzione
tra una porzione centrale, e una porzione periferica.
Porzione centrale
 Parasimpatico Tronco Encefalico
 Ortosimpatico Midollo Spinale (da C8 a L2/3)
 Paras. Spinale da S2 a S5
N.B. L'assenza nella porzione centrale della corteccia telencefalica, dimostra la mancanza della
nostra volontà su questo sistema.
Porzione periferica
Anche a riguardo della p. periferica ci sono delle differenze a seconda che si parli di sistema
ortosimpatico o parasimpatico. Tuttavia è possibile definire qualche caratteristica comune, come la
presenza dei GANGLI, e dunque di una fibra PREgangliare ed una POSTgangliare, che sono inoltre
presenti sia nelle vie efferenti che in quelle afferenti.
N.B. Le fibre afferenti viscero-sensitive, prendono origine da un ganglio, che però è differente dal
ganglio da cui partono le fibre sensitivo-somatiche. Esiste solo un'eccezione ed è per il ganglio
genicolato del VII paio di nervi encefalici.

I nervi del sistema nervoso vegetativo, presentano altre differenze rispetto ai nervi spinali del
sistema nervoso periferico (che verrà illustrato nelle lezioni successive). Infatti sono contraddistinti
da un calibro minore, dall'assenza di una precisa area di innervazione, e di conseguenza dalla
mancanza di un nome vero e proprio; inoltre proprio per il loro piccolo calibro i nervi del simpatico
tendono spesso a decorrere, o insieme ad altri nervi del SNP, o ad arterie che decorrono più in
profondità rispetto alle vene. A livello addominale però, data l'intensa concentrazione di organi, i
nervi vegetativi (detti splancnici) diventano più spessi e numerosi, tanto da costituire un plesso,
detto PLESSO CELIACO o SOLARE.

ORTOSIMPATICO

CENTRI NEVRASSIALI Colonna intermedia laterale del M.S. che forma il corno laterale
del M. S. stesso. Segmento da C8 a L2/3

 MEDIATORE CHIMICO PREGANGLIARE: Acetilcolina (fibre colinergiche) l'ACh provoca una


vasodilatazione generalizzata nonostante buona parte dei vasi non sia innervata dal
parasimpatico (vedi oltre)
 MEDIATORE CHIMICO POSTGANGLIARE: Noradrenalina (fibre adrenergiche) Avrà i propri
recettori direttamente sull'organo interessato.

Sistema Ergotropo: ovvero un sistema di consumo di energia. Questo perchè l'ortosimpatico viene
attivato ogni qual volta il nostro organismo intuisce di aver bisogno di un'attività fisica maggiore e
un aumento del catabolismo. Effetti: aumento del battito cardiaco, vasodilatazione del sistema
coronario e dei mm. Scheletrici, vasocostrizione delle arterie bronchiali (circolazione nutritizia dei
polmoni) e vasocostrizione cutanea (tipico pallore dopo intensa attività fisica), aumento della
pressione arteriosa, broncodilatazione, glicogenolisi (richiesta di un apporto energetico maggiore),
aumento del metabolismo basale, midriasi (dilatazione della pupilla).
L'ortosimpatico si attiva in tutte le situazioni di stress, rabbia, paura e prepara il nostro organismo,

3
ad una reazione di combatti e/o fuggi.
Gangli PARAVERTEBRALI: sono i gangli annessi ai processi effettrici dell'ortosimpatico. Dobbiamo
considerare che ciascun ganglio è posto lateralmente e ventralmente ai processi trasversi delle
vertebre. Inoltre essi sono connessi al nervo spinale (dove la porzione efferente è composta oltre
che dai motoneuroni alfa e gamma, dalle fibre effettrici del simpatico) tramite due formazioni: il
ramo comunicante bianco (dal nervo sp. Al ganglio, detto così perchè mielinico), e il ramo
comunicante grigio ( dal ganglio al n. spinale non ricoperto da mielina). Inoltre ciascun ganglio è
interconnesso in senso longitudinale al ganglio più craniale/dorsale tramite cordone longitudinale
intermedio, percorso anch'esso da fibre viscero-effettrici.. Si delinea così la struttura del tronco del
simpatico.

La fibra sensitiva-viscerale invece come si comporta? Si comporta allo stesso modo di una
sensitiva-somatica, ovvero prenderà origine dal ganglio spinale (se parliamo di nervi spinali),
oppure a livello encefalico vedremo che ci sono delle fibre che avranno due gangli: uno per quelle
sensitive-somatiche e un altro per quelle sensitive-viscerali, tranne per il VII paio dei nervi
encefalici.