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NTC D.M. 14.01.

08: QUESTIONI APPLICATIVE


Dott. Ing. Salvatore Palermo
Responsabile del progetto NTCalc (www.novaingegneria.it)

Le Norme Tecniche per le Costruzioni del D.M. 14.01.08 (nel seguito NTC) per quanto attiene il progetto e la verifica
degli elementi strutturali, si presentano, rispetto alle precedenti norme dei D.M. del ’96 utilizzate per oltre un decennio
dai professionisti italiani del settore, piuttosto articolate e complesse.
Il lavoro svolto dalla Commissione preposta è stato sicuramente pregevole e in buona parte riuscito nel voler fornire ai
progettisti italiani, uno strumento normativo snello e moderno, rispetto agli stessi testi degli Eurocodici, a cui occorreva
allinearsi.
Tuttavia, da un approfondimento applicativo del testo delle NTC, scaturiscono alcune questioni che verranno nel seguito
esposte; questioni che, si ritiene utile precisare fin d’ora, non inibiscono l’uso delle NTC e la validità generale del testo
normativo.
Per molte questioni viene anche proposta una possibile scelta.
La numerazione delle questioni è progressiva (da 1 a 16), scandita dall’argomento pertinente.

A. FONDAZIONI
1) Le NTC al p.to 7.2.5 prevedono che per le strutture progettate sia per CDA che per CDB il dimensionamento delle
strutture di fondazione e la verifica di sicurezza del complesso fondazione-terreno devono essere eseguiti assumendo
come azioni in fondazione le resistenze degli elementi strutturali soprastanti; si richiede tuttavia che le azioni così ottenute
risultino non maggiori di quelle trasferite dagli elementi soprastanti, amplificate con un γRd pari a 1,1 in CDB e 1,3 in
CDA, e comunque non maggiori di quelle derivanti da una analisi elastica della struttura in elevazione eseguita con un
fattore di struttura q pari a 1. Il parere del CSLLPP che ha accompagnato l’approvazione delle NTC, sullo stesso p.to
riporta: ‘la rottura anticipata delle fondazioni è protetta imponendo come azioni le resistenze degli elementi in elevazione
e non le sollecitazioni; non oltre però le sollecitazioni amplificate per 1,4 in CDA e 1,2 in CDB; ciò è una novità rispetto
alle precedenti normative sismiche ed è dettata dall’esperienza progettuale maturata recentemente in Italia’. N.d.A.: i
coefficienti 1,4 e 1,2 che precedono sono stati rispettivamente portati a 1,1 e 1,3 nel testo NTC pubblicato in G.U.
In sostanza il criterio previsto dalle NTC è unico ed è quello di dimensionare le fondazioni con le sovraresistenze
strutturali, ponendo un limite superiore a tali valori costituito dal valore sollecitante (amplificato per 1,1 in CDB e 1,3 in
CDA) e dal valore derivante da un’analisi con q=1.
Di solito i valori derivanti da un’analisi condotta con q=1 sono sempre molto elevati e quindi, di regola, non condizionano
la scelta e si potrebbe evitare tale analisi.
A questo punto allora il tetto superiore al valore resistente sarebbe dovuto al solo valore sollecitante amplificato.
Motivo per cui nella prassi progettuale, per evitare la valutazione delle sovraresistenze strutturali, si potrebbe in via più
sintetica, optare per utilizzare direttamente le corrispondenti sollecitazioni ai piedi dei pilastri, amplificate con un γRd pari
a 1,1 in CDB e 1,3 in CDA.
E’ chiaro che le sollecitanti amplificate, in qualche caso, potrebbero risultare superiori alle corrispondenti sovraresistenze,
con la sola conseguenza di un (leggero) sovradimensionamento delle fondazioni rispetto al minimo richiesto.

2) Per l’armatura longitudinale minima delle travi di fondazione, il p.to 7.2.5 in NTC, prevede una percentuale inferiore e
superiore non minore dello 0,2%, senza specificare l’area di cls a cui riferire lo 0,2%. In formula: As-min=0,2%Ac
Il valore As-min=0,2%Ac discende (con l’assunzione di valori medi per alcune grandezze e riducendo la percentuale per
tenere conto della maggiore rigidezza delle fondazioni) dalla analoga disuguaglianza delle travi in elevazione: ρt > 0,5
fctm/fyk, presente in 5.5.3.1.3.(5)P relativa a DCH (CDA) e in 5.4.3.1.2.(5)P, relativa a DCM (CDB), in EC8. I rapporti ρt
e ρc vanno riferiti ad un’area Ac=bh’.
Nelle NTC sul valore di tale area non è riportata alcuna indicazione, nell’EC8 si indica un’area bd; l’EC8 precisa poi che
b deve essere la larghezza della zona compressa (senza ulteriori precisazioni per le travi con sez. a T rovescio, come le
fondazioni).
In merito ad h’, per maggiore coerenza con quanto indicato da NTC per l'area Ac riferita alle travi di elevazione (eq.
7.4.25) si suggerisce di considerare h’=h in luogo di h’=d.
Quindi nelle verifiche, nell'assumere Ac, per trave a T rovescio, con base inferiore compressa sembrerebbe che si debba
assumere l'intera area della sez. trasversale, riferita a h’.
Poichè però nel caso di trave di fondazione a T rovescia, a differenza di quelle in elevazione, la larghezza inferiore è
dettata dalla necessità di distribuire il carico sul terreno, si suggerisce possa assumersi come unica area Ac, su cui
applicare lo 0,2%, quella fornita dall’area dell’anima della trave, riferita ad h’. Intendendo tale area come quella data
dall’altezza h’ (riferita all’intera altezza che attraversa la base della fondazione) per la base b dell’anima; adottando per
quest’ultima, a favore di sicurezza, quella assegnata in progetto e non quella minima necessaria da calcolo che sarebbe
variabile, per le varie sezioni, al variare del valore della flessione.

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Occorre però osservare che nel caso di travi di fondazioni senza anima, quindi a sez. piena rettangolare di regola molto
larghe (per distribuire le pressioni sul terremo), la larghezza dell’anima verrebbe a coincidere con la larghezza di base e
pertanto considerare l’intera larghezza b potrebbe oggettivamente portare a valori minimi di armatura elevati; solo per
questo caso sembrerebbe più opportuno calcolare Ac con la base minima necessaria da calcolo (dovuta al momento
flettente agente).

B. MURI DI ELEVAZIONE
3) NTC 7.4.4.5.2.2, all’interno del corpo di verifiche relative allo scorrimento dei muri di elevazione, prevede per le pareti
tozze la prescrizione Vid>VEd/2; il taglio assorbito dalle armature inclinate deve essere non inferiore al 50% del taglio
sollecitante.
Questa prescrizione si presta a possibili interpretazioni:
a) la si applica a tutti i muri tozzi, ivi compresi quelli debolmente armati;
b) la si applica a tutti i muri tozzi, esclusi quelli debolmente armati;
Stabilito dove applicarla, si pone il problema di come applicare la formula:
I) incondizionatamente; cosa che comporta, per rispettarla, la necessità di predisporre sempre armature inclinate
II) condizionatamente; cioè solo nel caso in cui si predispongono barre inclinate, con la conseguenza che solo se presenti,
queste ultime debbano assorbire almeno il 50% del taglio sollecitante.
In via cautelativa si dovrebbe optare, in ogni caso, per a) e per I).
Tuttavia in taluni casi, come per i muri estesi debolmente armati, appare oggettivamente gravoso (e in parte ingiustificato)
il suo adempimento.

4) Valutazione della duttilità minima in curvatura nelle zone critiche. NTC 7.4.4, riporta l’equazione:
µϕ,min= { 2q0 -1 se T1 Tc ; 1+ 2(q0 -1) Tc /T1 se T1 < Tc}.
EC8 5.4.3.4.2(2) riporta l’ equazione:
µϕ,min= { 2(q0 MEdx/MRdx) -1 se T1 Tc; 1+ 2[(q0 MEdx/MRdx)-1] Tc /T1 se T1 < Tc}.
Quest’ultima equazione, per i muri di elevazione, si ritiene più generale e pertinente dell’analoga relazione in NTC 7.4.4,
pertanto si ritiene che debba essere preferita l’equazione EC8.

C. TRAVI DI ELEVAZIONE
5) Ci si riferisce al termine tra parentesi dell’espressione del p.to 7.4.4.1.2.2 NTC; espressione da verificare per le travi di
elevazione per poterle armare a taglio mediante staffature, senza ricorrere ad armature diagonali.
Posto ξ=VEd,min/VEd,max, NTC in 7.4.4.1.2.2 pone il termine (2 - | ξ| ); EC8 in 5.5.3.1.2(3) pone invece il termine (2 + ξ).
Per valori negativi di ξ il risultato è lo stesso; per valori positivi di ξ, con NTC si ha un valore del termine più basso che
con EC8; quindi con NTC è più facile che sia non favorita la verifica per poter continuare ad armare con le staffe. La
scelta NTC risulta numericamente a favore di sicurezza e quindi, salvo future errata-corrige del testo normativo, sembra
da perseguire.

6) Riguarda la verifica a taglio tra anima e piattabanda (ali) e per sez. a T, con rif.to ai punti EC2 6.2.4 (2) e 9.2.1.;
quest’ultimo coincidente con NTC 4.1.6.1.1
Nel p.to NTC 4.1.6.1.1 è indicata l’espressione: As,min=0,26 (fctm / fyk) bt d’ (l’ultimo termine è qui indicato con d’,
poiché il termine d è di solito riservato all’altezza utile dell’anima) e l’espressione As-max=0,04 Ac, da rispettare al di fuori
delle zone di sovrapposizione.
Non appaiono univocamente definiti quali valori si debbano attribuire alle grandezze bt, d’, Ac.
Visto il caso esaminato si potrebbe però assumere bt=∆x=distanza longitudinale interessata, d’=hf – c’; Ac=bt hf; ove
hf=spessore piattabanda, c’= distanza da baricentro barra a lembo piattabanda.

D. PILASTRI
7) Per dove applicare l’eq. (7.4.28) NTC e con che coefficiente ω=ωmin, si pone la questione se si debba procedere con
l’opzione 1) o 2), opzioni di seguito esposte (con hcr si indica l’altezza critica).
Opzione 1). CDA: in tutte le hcr con ω=0,12; ovunque al di fuori con ω=0,08; CDB: in tutte le hcr con ω=0,08; ovunque al
di fuori con ω=0,08.
Opzione 2). CDA: per hcr di base con ω= 0,12; per le altre hcr con ω=0,08; niente al di fuori; CDB: per hcr di base con
ω=0,08; niente per le altre hcr; niente al di fuori;
L’opzione 1) deriva dalla interpretazione letterale della eq. (7.4.28) del p.to 7.4.6.2.2 in NTC (armature trasversali).
L’opzione 2) è desunta dai valori di ωwd, p.to 5.5.3.2.2(10) per DCH (alias CDA), p.to 5.4.3.2.2(9) per DCM (alias CDB);
in EC8.
Si ritiene che si possa procedere con l’opzione 1), difforme da EC8, ma a vantaggio di sicurezza.

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8) Se si usa l'eq. (7.4.1) e si è in CDA: per hcr oltre quella di base si pone la questione se effettuare la verifica con
ωwd,min=0,12 oppure ωwd,min=0,08.
NTC, per tramite del valore 0,12 presente nell’eq. (7.4.28), porta indirettamente a 0,12; il p.to 5.5.3.2.2(10) di EC8
prevede 0,08.
A favore di sicurezza e in maggiore coerenza con NTC si può ritenere di adottare 0,12.

9) Se si usa l’eq. (7.4.1) NTC, si è in CDB, per la verifica delle altre hcr, oltre quella di base, si pone la questione se
effettuare la verifica e, in caso affermativo, quale ωwd,min adottare.
NTC, per tramite dell’eq. (7.4.28) estesa anche alle hcr in CDB, porta indirettamente a verificarle (e con 0,08, valore che
compare nella eq. 7.4.28). EC8 5.4.3.2.2(9), per DCM (alias CDB) non richiede verifiche per le hcr oltre quella di base
(per quest’ultima assume comunque 0,08).
Si ritiene quindi che la verifica vada effettuata e che, in tal caso, si possa adottare il valore ωwd,min=0,08 (desunto
indirettamente da NTC e già previsto da EC8 per la sez. di base).

E. INSTABILITA’
10) Si fa innanzitutto riferimento all’espressione riportata al p.to 5.8.3.1(1) EC2: λlim= 20 A B C / v1/2 .
Qualora si adotti A=0,7; B=1,1; essendo 20x07x1,1=15,4; si perviene all’espressione NTC in 4.1.2.1.7.2: λlim=15,4 C /
v1/2.
Il valore B=1,1, scelto in NTC, non può che scaturire da progetto non sismico: B=(1+ 2ω)1/2 ; con ω=ωmin=0,105. Il valore
0,105 è ottenuto dalle norme ipotizzando valori minimi e cautelativi: fck=20, che con γc=1,5 ed αcc=0,85, porge fcd=11,33;
fyk=450 che con γs=1,15 porge fyd=391,30; As=0,003 Ac.
Quindi: As fyd /Ac fcd=0,003x391,30/11,33 0,105.
Appare utile segnalare che con progetto sismico essendo As(min)=0,01Ac andrebbe assunto 0,345 in luogo di 0,105
(0,01x391,30/11,33=0,345); questione che non viene esplicitata nell’utilizzo dell’espressione riportata al p.to 4.1.2.1.7.2.
in NTC.

11) Questa questione riguarda l’EC2. Il p.to 5.8.3.2(4) in EC2 riporta che se esiste un pilastro che nel caso di instabilità,
costituisce in un estremo vincolo alla rotazione del pilastro da verificare, nel calcolo di k (flessibilità relativa alla
rotazione) a quell’estremo è raccomandato di sostituire (EJ/l) con [(EJ/l)a +(EJ/l)b], dove a), b) sono i due pilastri.
Se si opera la suddetta sostituzione accade che k aumenta e generalmente aumenta lo; sembrerebbe quindi che tale
raccomandazione sia da adottare quando il pilastro non costituisca in un estremo vincolo alla rotazione, cioè quando si
instabilizza assieme al pilastro da verificare, contrariamente a quanto appare riportato in EC2.

F. DIAGRAMMA DI CALCOLO DEL CLS


12) Con riferimento al diagramma triangolo-rettangolo come da fig. 4.1.1(b) in NTC (ovvero fig. 3.4 in EC2 UNI EN
1992-1-1:2005), è riportato, sia in NTC che in EC2, per la deformazione ec3 un valore 1,75‰,
Si ritiene debba invece assumersi, in accordo con la letteratura tecnica, ec3=1,35‰ e non 1,75‰.

G. SEZIONI INFLESSE
13) Le limitazioni sulla posizione ξ=x/d dell’asse neutro, in sezioni inflesse, sono previste nel caso in cui le sollecitazioni
provengano da un’analisi plastica. Esse sono implicitamente previste in 4.1.1.2 di NTC (allorquando si parla di verifica
della duttilità delle sezioni) ed esplicitamente previste in 5.6 di EC2, secondo questo prospetto:
ξ 0,45 per cls di classe C fck /Rck C50/60;
ξ 0,35 per cls di classe C fck /Rck C55/67.
Si ritiene, in accordo alla letteratura tecnica corrente, che le limitazioni previste nel prospetto che precede siano da
estendersi anche al caso di sollecitazioni provenienti da un’analisi lineare; caso che costituisce la prassi progettuale.

H. ARMATURE AGLI APPOGGI


14) NTC al p.to 4.1.6.1.1 prescrive che negli appoggi di estremità all’intradosso debba essere disposta un’armatura
efficacemente ancorata, calcolata per uno sforzo di trazione pari al taglio.
La Circolare NTC ha aggiunto che la prescrizione si riferisce alle travi senza armatura al taglio. Per le travi con armatura
al taglio, sugli appoggi di estremità all’intradosso deve essere disposta un’armatura efficacemente ancorata, calcolata per
uno sforzo di trazione coerente con il valore dell’inclinazione del puntone diagonale (cotg θ) assunto nella verifica a
taglio e con la resistenza VRd.
Si ritiene che tale regola non sia coerente con l’altra regola (eq. 4.1.22) posta al p.to 4.1.2.1.3.2 di prolungare le armature
longitudinali di una quantità pari a: al = 0,9 d (cotg θ – cotg ) / 2 ; regola che deve valere indifferentemente anche agli
appoggi. Alla luce di quanto precede si ritiene che la regola in 4.1.6.1.1, che interessa di regola travi e travetti dei solai,
debba essere globalmente eliminata.
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I. TAGLIO
15) Per la resistenza al taglio, al p.to 4.1.2.1.3.1 NTC, viene indicata l’espressione:
VRd= [ 0,18 k (100 ρl fck )1/3 / γc + 0,15 σcp ] bw d [ vmin + 0,15 σcp ] bw d; posto
V’Rd= [ vmin + 0,15 σcp ] bw d;
V’’Rd= [ 0,18 k (100 ρl fck )1/3 / γc + 0,15 σcp ] bw d;
si può anche scrivere:
VRd= V’’Rd V’Rd.
Ciò premesso, dalla disuguaglianza sembra intendersi:
a) che qualora risultasse V’’Rd V’Rd sia da porsi VRd=V’’Rd e che qualora risultasse invece V’’Rd < V’Rd si possa fare
comunque affidamento su una resistenza minima V’Rd, per cui sia da porsi VRd =V’Rd; quindi inglobando i 2 casi:
VRd=max [V’Rd; V’’Rd].
Interpretazione formale alternativa è la seguente:
b) che occorra progettare in modo che risulti V’’Rd V’Rd, potendo ancora assumere l’espressione:
VRd=max [V’Rd; V’’Rd], ove questa volta risulterebbe sempre VRd=V’’Rd.
Sembrerebbe che la disuguaglianza possa intendersi come illustrato in a), trascurando l’interpretazione formale.

16) Per il valore di NEd da impiegare nelle verifiche per elementi che non richiedono armature a taglio, EC2 al p.to 6.2.2
(1) esplicita che NEd, forza assiale di compressione, possa essere indifferentemente dovuta ai carichi o alla
precompressione, nulla di diverso sembra riportato dalle NTC al p.to 4.1.2.1.3.1 che fa rif.to ad una tensione σcp di
compressione e quindi dovuta ad un NEd di compressione (anche se non viene esplicitata la natura del tipo di
compressione).
Per il valore di NEd da impiegare nel progetto di elementi che richiedono armature a taglio, EC2 al p.to 6.2.3.(3) (nota 3)
precisa che in caso di strutture non precompresse sia αc=1, ovvero che i valori di αc da calcolarsi con una delle formule
(a seconda del range in cui cade σcp), siano da considerarsi solo per gli NEd di precompressione; NTC al p.to 4.1.2.1.3.2 fa
riferimento sempre ad un NEd di compressione, senza però la precisazione che precede.
Si ritiene che anche in NTC possa valere la precisazione riportata in EC2.

L. CONCLUSIONI
Le questioni poste coinvolgono scelte in sede normativa, che a volte possono essere in tutto o in parte ‘convenzionali’.
Per questo motivo tali questioni e le scelte proposte, sono state anche inviate, in Settembre 2010, al Consiglio Superiore
dei Lavori Pubblici, per avere un riscontro univoco e autorevole.
Altrimenti, in linea generale, il progettista, nel sussistere di un dubbio interpretativo, potrà al più optare per scelte che
riterrà ‘coerenti’ con il resto del contesto normativo NTC, con la letteratura tecnica corrente, o che conducano ad una
maggiore sicurezza in termini di risultati numerici, criteri che sono stati generalmente di riferimento per le scelte proposte
sulle varie questioni riportate.

M. BIBLIOGRAFIA
[1] D.M. 14.01.08. Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni
[2] Circolare 2 febbraio 2009, n. 617. Istruzioni per l’applicazione delle “Nuove norme tecniche per le costruzioni” di cui
al D.M. 14 gennaio 2008
[3] EC2 UNI EN 1992-1-1:2005 Progettazione delle strutture di calcestruzzo. Parte 1-1: Regole generali e regole per gli
edifici
[4] EC8 UNI EN 1998-1-2005. Progettazione delle strutture per la resistenza sismica. Parte 1: Regole generali, azioni
sismiche e regole per gli edifici

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