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IL MUSCOLO

IL MUSCOLO
Il muscolo può essere considerato il MOTORE del nostro corpo, in
quanto è in grado di trasformare L’ENERGIA CHIMICA (prodotta dalla
combustione degli alimenti) in ENERGIA MECCANICA (cioè in
MOVIMENTO).
Il muscolo è in pratica un piccolo laboratorio chimico che trasforma gli
alimenti in energia. I muscoli possono essere lisci o involontari
(perché il loro funzionamento è indipendente dalla volontà)
oppure striati o volontari (perché il loro funzionamento è comandato
dalla volontà). Sono muscoli lisci quelli che ricoprono le pareti
dell’apparato digerente, respiratorio, urogenitale;
sono muscoli striati i muscoli che ricoprono lo scheletro.
I muscoli che prenderemo qui in esame sono quelli SCHELETRICI e
cioè quelli che si attaccano alle ossa dello scheletro e che determinano,
attraverso la loro CONTRAZIONE, il movimento delle ossa (ossia lo
SPOSTAMENTO di queste) e quindi del corpo.

La fibra muscolare è formata, a sua volta, da cellule molto allungate


dette MIOFIBRILLE .
Il muscolo si collega con le ossa attraverso strutture connettivali
chiamate TENDINI, che si inseriscono su un’asperità ben localizzata
della superficie ossea. Può avere uno o più punti d’inserzione sulle ossa
e quindi uno o più tendini
BICIPITE = due tendini; TRICIPITE = tre tendini Attraverso la
CONTRAZIONE il muscolo si accorcia determinando così lo
spostamento delle ossa
attraverso lo snodo delle articolazioni.
CARATTERISTICHE DEL MUSCOLO
Si possono evidenziare alcune caratteristiche peculiari del muscolo, al
fine di comprenderne meglio il funzionamento.
LA CONTRATTILITÀ
LA CONTRATTILITÀ è una delle caratteristiche del muscolo e
rappresenta la sua capacità di contrarsi e quindi di accorciarsi in seguito
ad una stimolazione del sistema nervoso.
Come si è visto, nelle fibre muscolari giungono i terminali delle FIBRE
NERVOSE con lo scopo di trasmettere gli ordini di contrazione e
rilasciamento, a seconda delle esigenze dell’organismo.
All’interno del muscolo vi è una particolare organizzazione che permette
di razionalizzare l’azione delle fibre muscolari in modo intelligente: a
seconda della quantità di forza richiesta vengono stimolate più o
meno fibre, mentre altre non partecipano al movimento. La totalità
delle unità motorie viene stimolata solo in pochissimi casi in cui è
necessario impegnare la FORZA MASSIMA di quel muscolo.
E’ utile ricordare che le FIBRE di cui è composto il muscolo sono
essenzialmente di due tipologie: rosse e bianche, a seconda della
quantità di MIOGLOBINA in esse contenute.
Ognuno di noi possiede lo stesso numero e tipo di muscolo, ma
nonostante ciò, la struttura varia da persona a persona per:
lunghezza, quantità di grasso, struttura interna e volume.
La mioglobina è una sostanza che trasporta l’ossigeno dai capillari alla
cellula muscolare.

Le fibre rosse sono ad alta concentrazione di mioglobina e sono


caratterizzate da contrazione e rilasciamento più lenti oltre che da
minore affaticabilità ad un lavoro prolungato. Le fibre rosse quindi sono
in grado di utilizzare prevalentemente i meccanismi aerobici che
consistono nell’utilizzo dell’ossigeno come fonte di energia.
Le fibre bianche sono caratterizzate invece da una maggiore velocità di
contrazione unita ad un affaticamento più rapido. Esse utilizzano in
prevalenza i meccanismi anaerobici, quelli cioè che utilizzano l’energia
presente nel muscolo senza sfruttare l’ossigeno acquisito durante
l'azione.
In base a questa differenza (genetica) di struttura interna del muscolo si
determinano possibilità diverse per l’individuo:
- un muscolo più ricco di fibre rosse sarà più adatto a sviluppare un
lavoro lento per tempi molto lunghi, mentre
- un muscolo più ricco di fibre bianche sarà più veloce, ma si
stancherà molto presto. Se si confronta lo stesso muscolo dell’arto
inferiore di un velocista e di un maratoneta, si noterà infatti,
che nel primo ci sono più fibre bianche e nel secondo più fibre rosse.
Altre caratteristiche del muscolo sono
a) l’ESTENSIBILITÀ e cioè la sua capacità di allungarsi (entro certi
limiti).
b) L’ELASTICITÀ permette invece al muscolo di ritornare alla lunghezza
originaria dopo aver subito un allungamento.
c) Il TONO MUSCOLARE è lo stato del muscolo che si esprime,
anche a riposo, con un leggero grado di contrazione che permette di
sentirne la consistenza. Il miglioramento della forza muscolare
determina un aumento del tono muscolare (il muscolo cioè ottiene una
maggior consistenza).
d) Il VOLUME di un muscolo dipende invece dai caratteri ereditari, dal
tipo di alimentazione e dalla quantità di esercizio fisico fatta.
L’alimentazione, in particolare, è determinante, perché attraverso di
essa il corpo acquisisce le sostanze per nutrire in modo adeguato le
fibre muscolari; le diete dimagranti prolungate incidono infatti non solo
sulla riduzione di grasso, ma anche sul volume muscolare. L’attività
fisica, inoltre, più è intensa e caratterizzata da esercizi di forza, più
agisce sull’aumento del volume muscolare, determinato in particolar
modo da un aumento del diametro delle fibre bianche e da un minor
aumento delle fibre rosse.
e) IL TIPO di AZIONE esercitata dal muscolo: ogni azione muscolare è
caratterizzata normalmente dall’intervento di più muscoli che concorrono
nel determinare il movimento stesso.
Quando diversi muscoli svolgono assieme la medesima funzione essi
sono detti SINERGICI.
I muscoli che realizzano l’azione sono detti AGONISTI, quelli che
compiono il movimento opposto sono detti ANTAGONISTI. (ad es.
quando flettiamo l’avambraccio, il BICIPITE BRACHIALE è il muscolo
agonista, che realizza la flessione, mentre il TRICIPITE BRACHIALE è
l’antagonista, quello cioè che realizza il movimento opposto, cioè
l’estensione.
I GUAI DEL MUSCOLO
CONTRATTURA
Rigidità della muscolatura, che si mantiene in uno stato continuo di
contrazione, senza riuscire a rilassarsi. La causa può essere il freddo,
l’umidità o un affaticamento esagerato.
Può trattarsi anche di mancanza di sale o di potassio che va corretta
con l’alimentazione. Può essere eliminata tramite MASSAGGI.

CRAMPO
E’ una contrazione involontaria massimale delle fibre muscolari causata
da un’eccessiva stimolazione e da un allenamento esagerato.
Occorre allungare il muscolo passivamente.

STIRAMENTO
Allungamento eccessivo delle fibre muscolari e del tessuto connettivo
che le circonda. La causa: riscaldamento del muscolo inadeguato
Fare IMPACCHI FREDDI e tenere il muscolo a RIPOSO.
STRAPPO
Lacerazione di alcune fibre del muscolo che provoca forti dolori. La
causa è un riscaldamento insufficiente.
Eseguire IMPACCHI FREDDI e una FASCIATURA di COMPRESSIONE.
TENDINITE
Infiammazione dolorosa del tendine. Frequente è quella del tallone
d’Achille, che può essere causata da corse su suolo duro o da scarpe
inadatte.
Altre CAUSE possono essere: un'esagerata ipertrofia muscolare, una
cattiva statica del piede. Occorre RIPOSO e IMPACCHI FREDDI.
CONTUSIONE
Viene causata da forti urti (vecchietta), che provoca un forte dolore ed
un’ematoma sottocutaneo; se non è tale da procurare una lacerazione
del muscolo (raramente), si consiglia di continuare l’attività per non
permettere all’ematoma di consolidarsi all’interno del muscolo e
ritardare così la guarigione. IMPACCHI FREDDI.
LEL
ELE ARTICOLAZIONI

LA MOBILITÀ ARTICOLARE
Le articolazioni svolgono la funzione di tenere unite le ossa, in modo
tale che lo scheletro possa permettere le sue funzioni di sostegno,
mobilità e protezione.

Le articolazioni sono le strutture anatomiche che mettono in reciproco


contatto due o più ossa.

Nel nostro organismo sono presenti tre tipi di articolazioni: mobili,


semimobili e fisse.
Le articolazioni mobili, dette diartrosi, permettono alle ossa connesse
una notevole mobilità. In queste articolazioni le superfici ossee adiacenti
si presentano rivestite da cartilagine ialina e separate da una cavità
articolare nella quale è contenuto un liquido denso e limpido,
detto liquido sinoviale, che funziona da lubrificante favorendo lo
scivolamento reciproco delle ossa.
In alcune diartrosi (es: ginocchio) nella cavità articolare si trovano delle
lamine cartilaginee (i menischi) che permettono una corrispondenza
precisa tra le ossa a contatto e ammortizzano le sollecitazioni
biomeccaniche a cui sono sottoposte le ossa. Intorno all'articolazione
c'è una capsula articolare, che la ricopre interamente e che presenta al
suo interno una membrana, la sinovia, che produce il liquido sinoviale.
All'esterno della capsula articolare si trovano i legamenti, fasci di tessuto
connettivo denso attaccati alle due ossa affacciate, e i tendini, che
collegano i muscoli alle ossa.
Sono diartrosi le articolazioni della spalla, del gomito, dell'anca e del
ginocchio.
COXOFEMORALE   SPALLA   GOMITO  

Le anfiartrosi sono articolazioni semimobili: in questo caso tra le ossa a


contatto si può avere l'interposizione di uno strato di tessuto cartilagineo
fibroso, come avviene per le vertebre. Anfiartrosi sono anche le
articolazioni fra le coste e le vertebre, fra le coste e lo sterno e la sinfisi
pubica del bacino (articolazione tra le due ossa pubiche). Le anfiartrosi
permettono movimenti molto ridotti.
Le sinartrosi sono articolazioni fisse e non permettono nessun
movimento tra le ossa. Sono sinartrosi le suture craniche, lungo le quali
le ossa della scatola cranica si incastrano perfettamente con
l'interposizione di un sottile strato fibro-cartilagineo. Ne risulta così una
struttura ossea molto salda e resistente che garantisce la protezione
dell'encefalo.

 
 

Traumatologia articolare

• Distorsioni
• Lussazioni
• Lesioni capsulo-legamentose
• Lesioni meniscali e dei dischi
• Lesioni cartilaginee
Distorsione
E' rappresentata da movimenti abnormi dell'articolazione che
oltrepassano i limiti fisiologici con una temporanea perdita di contatto tra
i capi articolari e senza lesioni ossee.
La sintomatologia è caratterizzata da dolore intenso e localizzato
aggravato (ovviamente) dal movimento, gonfiore, ecchimosi (livido) e
infiammazione locale acuta.

Lussazione

Slittamento reciproco dei capi ossei di una articolazione delle diartrosi


con perdita totale e permanente di contatto. Viene definita
"sublussazione" quando esiste ancora un margine di contatto.
E' caratterizzato da gonfiore e dolore alla palpazione, instabilità
articolare e un anomalo profilo.
Bisogna fare attenzione nel riportare il capo osseo fuori sede nella
propria giuntura perché si può danneggiare la cartilagine (tessuto poco
rigenerabile) dell'acetabolo o sfilacciare le fibre dei legamenti
Lesioni capsulo-legamentose
Possono essere parziali o complete e si distinguono in:
• lesione di I grado (rottura di poche fibre)
• lesione di II grado (rottura al di sotto del 70% delle fibre)
• lesione di III grado (rottura di tutte le fibre)
Queste lesioni son provocate da traumi rapidi. Provocando ecchimosi e
instabilità dell'articolazione (a seconda del grado del danno).

Lesioni meniscali e dei dischi

Menischi e dischi son strutture che hanno la funzione di assorbire e


ammortizzare le sollecitazioni subite dalle ossee in direzione
longitudinale. Si distinguono lesioni parziali e totali. Spesso è necessario
un intervento chirurgico per la loro rimozione. Provocano limitazione del
movimento e a volte gonfiore.

Lesioni cartilaginee

Son alterazioni cartilaginee causate, generalmente, da distorsioni,


lussazioni, contusioni articolari o microtraumi ripetuti. L'erosione della
cartilagine è chiamata condropatia.
Questi danni provocano dolore e gonfiore durante e dopo l'attività con
una sensazione di blocco.
Scheletro

Oltre alle funzioni di sostegno, lo scheletro:

• consente il movimento del corpo tramite le contrazioni muscolari


• ha funzioni di protezione degli organi vitali e delle altre parti molli
• produce le cellule sanguigne
• è un'importante riserva di minerali di vario genere.
Lo scheletro di un adulto è formato da 206 ossa circa
Le ossa contengono midollo osseo rosso, organo implicato nella
produzione dei globuli rossi e bianchi del sangue.
Fratture ossee

COMPOSTA in rapporto all'eventuale spostamento dei


segmenti fratturati. Quando i 2 monconi rimangono in asse
conservando la loro posizione anatomica,

SCOMPOSTA: in cui si verifica uno spostamento dei


frammenti. Quando i 2 monconi vanno fuori asse perdendo la
loro posizione anatomica. Può essere anche ESPOSTA se
parte del moncone fuoriesce dalla pelle.

COMPLETA/INCOMPLETA: a seconda che la frattura interessi


tutto lo spessore dell'osso (frattura completa) o una parte di
esso (frattura incompleta o semplice infrazione ossea).

PLURIFRAMMENTARIE: in base al numero di frammenti ossei


prodotti. Se origina numerosi frammenti prende il nome di
frattura pluriframmentale o multipla.

Come abbiamo visto per le fratture scomposte, le lesioni associate alla


frattura possono essere di natura: muscolare, tendinea, ligamentosa,
vascolare, nervosa, viscerale o cutanea.
Primo soccorso. Assistere psicologicamente l’infortunato e Chiamare il
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SINTOMATOLOGIA DELLE FRATTURE
La sintomatologia delle fratture è caratterizzata da:
-dolore
-ridotta motilità (più o meno ampia a seconda della sede della frattura e
della posizione anatomica del singolo osso)
-impotenza funzionale (dolore e mancanza del braccio di leva per i
muscoli)
-ematoma
IL DOPING
Il doping è l'uso (o abuso) di sostanze o medicinali con lo scopo di
aumentare artificialmente il rendimento fisico e le prestazioni dell'atleta.
II ricorso al doping è un'infrazione sia all'etica dello sport, sia a quella
della scienza medica.
CLASSIFICAZIONE

ECCITANTI

Anfetamina, cocaina, caffeina ed efedrina .

Stimolatori psicomotori che causano uno stato di euforia, aumento


della funzione cardiaca, del metabolismo e della capacità respiratoria.
Innalzano la soglia di percezione della fatica, quindi provocano un
aumento della tolleranza allo sforzo, di prolungare la prestazione
psicomotoria. L’Efedrina è presente in vari prodotti farmaceutici da
banco contro raffreddore o allergie. L’efedrina è un bronco dilatatore e
inoltre stimola il cuore, aumentando frequenza e forza delle contrazioni
cardiache;
Queste sostanze causano anche effetti dannosi come: insonnia, disturbi
all'umore e aumento della temperatura, crisi ipertensive, gravi aritmie ed
episodi di scompenso cardiaco.

SOSTANZE MASCHERANTI
Diuretici
Sono farmaci che aumentano la diuresi, favorendo l’eliminazione di
acqua e sali dall’organismo. La diminuzione dei liquidi in circolo ha
come conseguenza l’abbassamento della pressione sanguigna: per
questo i diuretici sono impiegati nella cura dell’ipertensione e dello
scompenso cardiaco. Gli atleti che fanno uso di sostanze anabolizzanti
utilizzano i diuretici per mascherare la presenza nel loro organismo dei
principi attivi proibiti; nelle discipline sportive in cui sono presenti
categorie di peso (pugilato, lotta) i diuretici sono assunti perché
consentono di perdere rapidamente i chili superflui.

Gli effetti collaterali derivanti dall’uso di questi farmaci sono


decisamente gravi: forte ipotensione, collasso e perdita eccessiva di
potassio (che può provocare arresto cardiaco, anemia emolitica,
pancreatite e insufficienza renale).
Ormonali

Steroidi anabolizzanti

Sono farmaci che agiscono in maniera simile al testosterone, il più


importante ormone maschile, che determina e regola il normale sviluppo
fisico e sessuale. In ambito sportivo sono usati perché in grado di
sviluppare la massa muscolare e aumentare resistenza e forza.

Gli effetti collaterali degli steroidi anabolizzanti non lasciano dubbi sulla
loro pericolosità: rottura dei tendini sotto sforzo, ipertensione, infarto,
trombosi, arresto cardiaco, psicosi paranoidi, stati maniaco-depressivi e
aumento dell’aggressività. Ancora più devastanti e frequenti sono le
conseguenze per la sfera sessuale: diminuzione delle dimensioni e della
funzionalità dei testicoli, impotenza e infertilità nell’uomo; acne grave,
cisti sebacee, perdita dei capelli, mascolinizzazione irreversibile e
alterazione del timbro vocale nella donna.

Eritropoietina (EPO)

L’eritropoietina è l’ormone che stimola la produzione di globuli rossi.


Negli anni ’80 si è cominciato a sintetizzarla per il trattamento di varie
forme di anemia. L’EPO, prodotta dalle ghiandole surrenali, aumenta la
capacità del sangue di trasportare l’ossigeno ai tessuti e ai muscoli,
garantendo una migliore resistenza agli sforzi prolungati e un più rapido
recupero fisico. Per questo motivo è impiegata negli sport "di fatica",
come il ciclismo, nei quali ha sostituito la pratica delle autotrasfusioni.

L’aumento del numero di globuli rossi indotto dall’EPO rende il sangue


più viscoso causando ipertensione arteriosa, noto fattore di rischio per
malattie cardiovascolari (infarto, ictus);

Ormone della crescita (GH)

Questo ormone, detto anche somatotropina, stimola e regola la crescita


nell’uomo e nella donna; Il suo impiego terapeutico è di fondamentale
importanza per garantire un normale sviluppo nei bambini con problemi
di crescita .
Molti sportivi fanno uso dosi elevate di somatotropina, con la
convinzione che essa aumenti la massa muscolare e la forza. L’uso
improprio dell’ormone della crescita causa effetti collaterali irreversibili:
acromegalia (aumento delle dimensioni degli organi interni),
indebolimento dei muscoli, cambiamento della fisionomia del cranio,
diabete, impotenza, cardiopatie e accorciamento della durata della vita.

DROGHE
Marijuana,morfina,metamfetamine,eroina,codeina,LSD,extasy:
agenti psicotropi, sostanze chimiche naturali o artificiali, che agendo sul
snc, provocano mutamenti fisici e danni all’organismo. I narcotici sono
impiegati in medicina per trattare gravi forme di dolore acuto e cronico
Un consumo massiccio induce dipendenza fisica e psichica (angoscia e
bisogno di procurarsi una dose). Si distinguono in leggere (non
provocano dipendenza fisica né assuefazione) e pesanti (inducono
alterazioni psicofisiche). Assumere droghe può essere pericoloso
perché agiscono sul snc a livello dei neurotrasmettitori impedendone il
loro normale funzionamento. I danni sono anche a carico dei polmoni,
del fegato e del cuore.

TABACCO
viene prodotto da foglie essiccate e fermentate e nicotina (principale
responsabile della dipendenza fisica, azione prima eccitante poi
deprimente), monossido di carbonio (gas rilasciato dalla combustione
del tabacco, determina scompenso tra richiesta e disponibilità di
ossigeno che può provocare malattie cardiovascolari) e catrame (si
forma quando il fumo si raccoglie nei polmoni, può provocare il tumore).
ALCOOL

il suo abuso provoca un’intossicazione, alcolismo. Inizialmente si ha


benessere, euforia, sensazioni piacevoli che poi si tramutano in una
forte depressione. Nel tempo si ha l’inibizione dei movimenti e della
parola, si allungano i tempi di reazione, si ha perdita dell’equilibrio e di
coscienza compromettendo l’attività respiratoria. Il consumo eccessivo
provoca dipendenza costringendo a consumare continuamente alcool
per evitare l’astinenza

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