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N. 10 del 19.03.

2009

LE SCRITTURE CONTABILI DEGLI ESERCENTI ARTI E


PROFESSIONI
NON É SUFFICIENTE LA SOLA TENUTA DEI LIBRI OBBLIGATORI AI FINI IVA

Gli esercenti arti e professioni determinano il reddito professionale in base al criterio di


cassa. Pertanto gli obblighi contabili sono “strutturati” in modo da applicare il predetto
principio, in modo tale da consentire la rilevazione degli incassi dei compensi e dei
pagamenti delle spese.

L’art. 19 del D.P.R. n. 600/1973 individua le scritture contabili obbligatorie per i


professionisti tenendo, però, in considerazione i diversi criteri di determinazione del reddito
di lavoro autonomo.

Secondo quanto prescritto dall’art. 54 del D.P.R. n. 917/1986, il reddito di lavoro autonomo
è determinato effettuando la differenza tra i compensi e le spese avendo riguardo, nella
maggior parte dei casi, agli avvenuti incassi e agli effettivi pagamenti delle spese. Tuttavia
sono previste alcune eccezioni in quanto, sia pure con riferimento per alcune tipologie di
costi, trova applicazione il principio di “maturazione”. Si tratta, ad esempio, dei canoni di
locazione finanziaria che possono essere considerati in deduzione dal reddito in base al
principio di competenza e lo stesso principio riguarda i criteri di computo della quota del
trattamento di fine rapporto riferibile ai lavoratori dipendenti assunti dal professionista.

A parte queste (ed altre) eccezioni gli obblighi contabili degli esercenti arti e professioni
sono praticamente strutturati in modo da consentire la determinazione del reddito
conseguito nell’esercizio dell’attività in base al predetto criterio di cassa. Pertanto non è
sufficiente la sola tenuta dei registri Iva in quanto non sono di per sé idonei a tenere conto
degli avvenuti incassi dei compensi e del pagamento delle spese.

I diversi obblighi contabili - Cenni

Prima di entrare nei dettagli della disciplina in analisi è opportuno effettuare qualche
considerazione di tipo generale.

L’obbligo in rassegna è praticamente inesistente per i professionisti che si avvalgono del


cosiddetto regime dei minimi di cui alla legge Finanziaria del 2008 (L. n. 244/2007). Negli
altri casi la contabilità è di tipo semplificato e consiste nella tenuta dei libri Iva e del
registro cronologico degli incassi e dei pagamenti. É poi prevista una contabilità ordinaria
su opzione del contribuente, ma che è comunque semplificata rispetto alla tenuta del libro
giornale delle imprese. In questo caso deve essere tenuto, in luogo del registro
cronologico degli incassi e dei pagamenti, il libro dei movimenti finanziari.

Il professionista obbligato alla tenuta della contabilità semplificata, ovvero che si avvale
volontariamente della contabilità ordinaria, rimane comunque soggetto all’applicazione
degli studi di settore. Non sussistono reali vantaggi ad adottare un regime contabile
anziché un altro. L’unico beneficio derivante dall’adozione del sistema contabile ordinario

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consiste nella possibilità di difendersi più agevolmente dall’applicazione delle presunzioni


di cui al D.P.R. n. 600/1973 in materia di accertamento.

In particolare, tramite il registro dei movimenti finanziari il contribuente potrà difendersi


dalla presunzione di cui all’art. 32 del citato decreto. La disposizione citata prevede che i
prelevamenti risultanti dai conti correnti per i quali il contribuente non sia in grado di
indicare il beneficiario e qualora non risultino dalle scritture contabili si presume abbiano
natura di compensi.

Obblighi contabili ai fini delle imposte sui redditi

Regime dei minimi Nessun libro contabile

Contabilità semplificata Incassi e pagamenti

Contabilità ordinaria Movimenti finanziari

Regime dei minimi

Il regime dei minimi trova la sua disciplina nell’art. 1, commi da 96 a 117 della legge
Finanziaria del 2008.

In questa sede non saranno presi in esame i presupposti per l’applicazione del predetto
regime. Tuttavia gli obblighi contabili sono praticamente inesistenti. In pratica i predetti
soggetti sono esonerati dagli obblighi:

• di registrazione delle fatture emesse;


• di registrazione dei corrispettivi;
• di registrazione degli acquisti;
• di tenuta e conservazione dei registri e dei documenti, fatta eccezione per le fatture di
acquisto e le bollette doganali di importazione.

NOTA BENE

Il reddito deve essere determinato in base al criterio di “cassa”. Pertanto, è comunque


opportuno procedere alla tenuta di un apposito prospetto da utilizzare quale supporto per

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la “ricostruzione” del risultato d’esercizio in base agli incassi e ai pagamenti effettuati


nell’anno. Infatti, non effettuando alcuna registrazione contabile potrebbe essere difficile,
a distanza di alcuni anni, comprendere quali costi siano stati presi in considerazione ai fini
della determinazione del predetto reddito.

La contabilità semplificata

Il regime contabile semplificato dei professionisti trova la sua disciplina, ai fini delle
imposte sui redditi, nell’art. 19 del D.P.R. n. 600/1973. In base alla disposizione citata i
contribuenti “devono annotare cronologicamente in un apposito registro le somme
percepite sotto qualsiasi forma e denominazione nell’esercizio dell’arte o della
professione, anche a titolo di partecipazione agli utili …”. L’obbligo deve essere assolto,
sotto il profilo temporale, entro 60 giorni dagli incassi o dall’effettuazione dei pagamenti
delle spese.

Il lavoratore autonomo in contabilità semplificata potrà avvalersi di due diverse modalità di


registrazione delle operazioni con la tenuta delle seguenti scritture contabili:

• il registro cronologico degli incassi e pagamenti e dei registri obbligatori ai fini Iva
(acquisti, fatture e corrispettivi);
• in alternativa potranno essere utilizzati i registri previsti ai fini Iva integrati con le
registrazioni ai fini delle imposte sui redditi, cioè con l’indicazione delle date di incasso
e pagamento.

NOTA BENE

Ai fini delle imposte sui redditi non è sufficiente la sola tenuta dei registri obbligatori ai fini
Iva senza fornire indicazioni a proposito degli avvenuti incassi dei compensi e dei
pagamenti delle spese.

Tuttavia sono possibili ulteriori semplificazioni. Ad esempio, se nel corso del periodo
d’imposta il professionista ha incassato tutte le fatture ed ha pagato tutte le spese,
saranno sufficienti solo le registrazioni ai fini Iva senza che vi sia la necessità di fornire
ulteriori indicazioni. In alternativa, sarà possibile indicare in calce ai registri Iva,
l’ammontare complessivo delle somme non incassate e/o non pagate.

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Non è obbligatoria la tenuta del libro dei beni ammortizzabili (ove indicare il costo storico,
le relative quote, etc). Le informazioni relative ai cespiti possono essere riportate:

- nel libro cronologico degli incassi e dei pagamenti;


- nel libro degli acquisti;
- in un apposito prospetto

La contabilità ordinaria

La contabilità ordinaria è facoltativa nel senso che il professionista può adottare tale
regime contabile in base ad una specifica scelta ed indipendentemente dall’ammontare dei
compensi percepiti nel periodo d’imposta precedente.

L’obbligo consiste nella tenuta del registro dei movimenti finanziari, da utilizzarsi in luogo
del registro cronologico degli incassi e dei pagamenti. Il predetto registro deve riportare:

- le operazioni produttive di componenti positivi e negativi di reddito;


- le movimentazioni finanziarie inerenti all’esercizio dell’attività artistica o professionale
(in pratica le entrate e le uscite del conto cassa, nonché i versamenti e i prelevamenti
bancari);
- gli importi destinati a finalità estranee all’esercizio dell’attività professionale;
- gli estremi dei conti correnti bancari utilizzati per le movimentazioni finanziarie.

Il predetto registro può essere altresì compilato utilizzando il metodo della partita doppia,
sempre che sia osservato il principio di cassa. La possibilità è prevista dall’art. 2 del DM
20 dicembre del 1990.

In base al predetto regime contabile sono altresì obbligatori i registri previsti dal D.P.R. n.
633/1972 ai fini Iva.

Il lavoratore autonomo in contabilità ordinaria potrà avvalersi di due diverse modalità di


registrazione delle operazioni con la tenuta delle seguenti scritture contabili:

• il registro delle movimentazioni finanziarie e dei registri obbligatori ai fini Iva (acquisti,
fatture e corrispettivi);
• in alternativa potrà essere istituito il solo registro delle movimentazioni finanziarie
integrato con le registrazioni ai fini Iva.

Non è obbligatoria la tenuta del libro dei beni ammortizzabili (ove indicare il costo storico,
le relative quote, etc). Le informazioni relative ai cespiti possono essere riportate:

- nel libro degli acquisti;


- in un apposito prospetto.

Facoltativamente può comunque essere istituito il libro dei beni ammortizzabili ove
indicare i predetti elementi.

Nicola Forte