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CENTRO IGNAZIANO DI SPIRITUALITÀ

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ESERCIZI SPIRITUALI ONLINE

"GLI OCCHI DI TUTTI SONO RIVOLTI A TE IN ATTESA"


ESERCIZI DI AVVENTO – VIDEO 5
Testo: Esercizi spirituali 102-109
Il primo preludio consiste nel richiamare il soggetto della esse osservano la superficie ricurva della terra e gli
contemplazione: le tre Persone divine osservano tutta la uomini di tutte le razze, che vivono come ciechi e
superficie ricurva del mondo popolato di uomini; quando muoiono vanno all'inferno.
vedendo che tutti vanno all'inferno, stabiliscono da tutta
l'eternità che la seconda Persona si faccia uomo, per Terzo, vedo nostra Signora e l'angelo che la saluta, e
salvare il genere umano; così, giunto il tempo rifletto per ricavare frutto da questa vista.
prefissato, inviano l'angelo san Gabriele a nostra
Signora. Ascolto quello che dicono gli uomini sulla terra, cioè
come parlano tra loro, giurano, bestemmiano e via
Il secondo preludio è la composizione vedendo il luogo: dicendo; così pure ascolto quello che dicono le Persone
qui sarà vedere la grande estensione ricurva del mondo, divine, cioè: «Facciamo la redenzione del genere
dove vivono tanti e così diversi popoli; vedere in umano»; ascolto poi quello che dicono l'angelo e nostra
particolare la casa e le stanze di nostra Signora a Signora; infine rifletto per ricavare frutto dalle loro
Nazaret, nella provincia di Galilea. vedo le persone, le parole.
une e le altre.
Osservo quello che fanno gli uomini sulla terra; per
Primo, vedo gli abitanti della terra, così diversi sia nelle
esempio, feriscono, uccidono, vanno all'inferno, e via
vesti sia negli atteggiamenti: alcuni bianchi e altri neri,
dicendo; così pure guardo quello che fanno le Persone
alcuni in pace e altri in guerra, alcuni che piangono edivine, cioè compiono l'opera della santissima
altri che ridono, alcuni sani e altri malati, alcuni che
Incarnazione; e ancora guardo quello che fanno l'angelo
nascono e altri che muoiono, e così via. e nostra Signora, cioè l'angelo compie la sua missione
di messaggero e nostra Signora con un atto di umiltà
Secondo, vedo e considero le tre Persone divine nella ringrazia la divina Maestà; infine rifletto per ricavare
loro sede regale o sul trono della loro divina Maestà: qualche frutto da ciascuna di queste considerazioni.

Spunti di riflessione
Due estremi: l’eternità e la contingenza, la decisione presa dalla Trinità nell’eternità e per l’eternità e dall’altro
l’incontro particolare, piccolo, fugace di cui nessuno si accorge. La storia della salvezza presente nell’eternità si
sviluppa in maniera umile e impercettibile all’interno della storia umana.
La grande estensione del mondo e questa casa particolare con Maria. Un mondo così diverso, con persone che
fanno cose diverse, un mondo bisognoso in cui è presente il male che sembra prevalere. La Trinità che
nell’eternità guarda, contempla e si interessa della terra. Rifletto sulla frenesia, sulle parole del mondo, sulla pace
e sulle parole di Dio e di Maria. Un mondo frenetico che dice molte parole, eppure non sembra dire niente, mentre
l’Eternità usa poche parole e contempla nel profondo. Nell’incontro tra l’angelo e Maria ci sono poche parole, ma
sono parole che hanno sostanza, parole importanti. Il valore delle parole del mondo e il valore delle parole divine.
Si vede la contrapposizione tra la superbia del mondo e l’umiltà dell’incontro dell’annunciazione. Le azioni di Dio,
così centrali per la nostra fede, passano impercettibili nella storia del mondo.
In un mondo in cui tutti vogliono diventare più grandi, Dio si vuole fare piccolo, bambino. Noi non siamo esterni a
questo evento perché è una dinamica che ci riguarda tutti, perché ci dice la natura di Dio e della storia di salvezza.
Lasciamoci prendere dall’ampiezza della contemplazione che propone sant’Ignazio, guardando la storia della
salvezza che si inserisce nella storia più ampia, guardando la mia storia che si inserisce nella storia della
salvezza. Ampliamo il nostro orizzonte: cosa possiamo fare con la nostra storia? Dio che contempla e agisce, è
nel cielo e si incarna nella storia, che cosa dice della nostra visione di Dio, che cosa dice del nostro modo di vivere
la fede? A cosa ci sentiamo chiamati?

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