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I Numeri

Andrea Scozzari
UNICUSANO - Facolta’ di Economia

17-02-2016

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1 I Numeri
I numeri sono alla base della Matematica e delle operazioni matematiche. A seconda della
loro “natura” questi vengono suddivisi in insiemi. Consideriamo il primo di questi insiemi
costituito dai numeri interi positivi compreso lo 0, altrimenti noto come:

• L’insieme dei numeri naturali: N := {0, 1, 2, 3, 4, 5, . . . , }.

I numeri naturali si possono sommare e moltiplicare tra loro dando sempre come risultato
ancora un altro numero naturale. Se invece si sottrae da un numero naturale x un altro
numero naturale y con x < y (es., 5-10) otterremo un numero negativo. Un numero
negativo non appartiene però all’insieme N, per cui se all’insieme dei numeri naturali N
si aggiungono anche i numeri interi negativi otteniamo:

• L’insieme dei numeri interi: Z := {. . . − 3, −2, −1, 0, 1, 2, 3, . . .}.

Consideriamo ora il problema seguente: dati due numeri interi a ∈ Z e b ∈ Z si vuole


trovare un numero x ∈ Z tale che x moltiplicato per b restituisca a, cioè tale che xb = a,
o equivalentemente, tale che x = ab . In questo caso non è detto che si riesca a trovare un
tale numero x in Z, per cui questo ci suggerisce di considerare un nuovo insieme:

• L’insieme dei numeri razionali: Q := { ab | a, b ∈ Z, b ̸= 0}.

Si noti che la condizione b ̸= 0 è necessaria dato che la divisione di un numero per zero
è una operazione impossibile oppure indeterminata. In altre parole, l’insieme dei numeri
razionali contiene oltre agli interi anche i numeri “con la virgola”.
Sulla base di quanto detto e seguendo la maniera in cui i tre insiemi sono stati introdotti
è possibile stabilire una relazione tra N, Z, e Q del tipo:

N⊂Z⊂Q
A partire dalla relazione precedente si evince che i numeri razionali si possono sommare,
sottrarre, moltiplicare e dividere ottenendo come risultato sempre un numero razionale.
Esiste però un’altra classe (o insieme) di numeri che sono i numeri irrazionali. Questi

sono i numeri che hanno un numero di cifre decimali inf inito, come ad esempio, 2 =
1, 4142135623 . . .

Definizione 1 L’insieme costituito dai numeri razionali (e dunque dagli interi e dai nat-
urali che sono due suoi sottoinsiemi) e dai numeri irrazionali prende il nome di insieme
dei numeri Reali, che è indicato con R.

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Rappresentazione dei Numeri
I numeri reali sono convenienetemente rappresentati mediante una retta orientata, in
cui è individuato un punto “0” detto di origine. L’insieme dei numeri reali è dunque
individuato da una retta chiamata Retta Reale.

I numeri reali individuati sulla retta presentano le seguenti proprieà:

1. tra due qualsiasi numeri interi consecutivi lungo la retta N ON é contenuto nessun
altro numero intero;
2. tra due punti o numeri razionali qualsiasi esistono sempre infiniti altri punti o
numeri razionali. Si dice anche che l’insieme Q è denso in R);
3. tra due punti o numeri irrazionali qualsiasi esistono sempre infiniti altri punti (o
numeri) irrazionali.

In molte situazioni, invece di considerare singoli numeri, ci si può riferire a coppie ordinate
di numeri del tipo (5, 10) oppure (24, 7) etc. . . , ognuno dei quali “misura” due diverse
grandezze oggetto di studio. L’insieme di tutte le possibili coppie ordinate di numeri reali
è rappresentabile mediante punti nel piano Cartesiano sul quale è stato fissato un Sistema
di Riferimento Cartesiano costituito da due assi ortogonali la cui intersezione “0” è detta
origine del sistema di riferimento. L’asse orizzontale viene chiamato asse delle ascisse,
mentre l’asse verticale viene chiamato asse delle ordinate.
Data una coppia ordinata (a, b), si rappresenta il numero a lungo l’asse delle ascisse, il
numero b lungo l’asse delle ordinate ed essi individuano nel piano delimitato dal riferimento
cartesiano il punto P di coordinate (a, b) indicato con P = (a, b) (vedi Figura nel caso del
punto P di coordinate (2, 1)).

(a,b)=(2,1)
1

−4 −3 −2 −1
0 1 2 3 4

−1

−2

−3

−4

Il principio di Induzione
Il principio di Induzione è uno dei principi cardini della matematica ed è spesso alla base
delle dimostrazioni di molti teoremi fondamentali dell’analisi. Inoltre, come verdremo,
il principio di Induzione può essere utilizzato anche per definire diverse grandezze che si
incontreranno durante il corso. La sommatoria ne è un esempio.

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Cosa è, e cosa vuol dire ragionare per induzione. Supponiamo di voler verificare se
vale una certa proprietà (o anche se vale una certa proposizione) per gli elementi di un
determinato insieme A. Possiamo scegliere, per semplicità, l’insieme dei numeri naturali
N. Indichiamo con p(n) per n ∈ N la proprietà da verificare; ad esempio si vuole sapere
se, preso un numero naturale n, il “quadrato” di n (cioè n2 ) è sempre un numero dispari.
Questa proprietà è vera se viene verificata da tutti gli elementi dell’insieme, è f alsa
se esiste almeno un elemento dell’insieme che non verifica tale proprietà. Evidentemente,
nell’esempio considerato la proprietà è falsa dato che basta prendere il numero 2 e verificare
che 22 = 4 è un numero pari. In questo caso siamo stati fortunati dato che si è potuto
immediatamente affermare che la proprietà è falsa avendo scelto come elemento di N il
numero 2. Ci sono casi in cui non è sempre cosı̀ semplice affermare che una proprietà è
vera o falsa dato che potremmo essere “costretti” a dover verificare la proprietà su tutti
gli elementi dell’insieme che possono essere anche in numero infinito come è nei fatti la
cardinalità di N. Il Principio di Induzione ed il ragionamento per induzione consente
di “semplificare” questo processo di verifica. Il Principio di Induzione si basa sulle due
regole seguenti: data una proposizione o proprietà p(n) da verificare per gli elementi di
un insieme (si continuerà ancora a fare riferimento all’insieme N), questa risulta essere
vera se:

a) la proposizione p(0) è vera;

b) assumendo che p(n) sia vera per un elemento generico n ∈ N, allora deve risultare
vera anche per p(n + 1).

Se almeno una delle due condizioni viene meno, allora la proposizione o la proprietà è falsa.
Si noti che con p(0) si è indicata la proposizione applicata al primo elemento dell’insieme
considerato che, nel caso dell’insieme N, è proprio il numero 0.

Esempio.
Verificare che è vera la seguente proposizione p(n): Dato l’insieme N, la somma dei primi
n numeri naturali può essere calcolata ricorrendo alla formula:

n · (n + 1)
2

Verifichiamo che in effetti la proposizione è vera applicando il principio di Induzione.


Si verifica facilmente che a) è vera dato che per n = 0 si ha n·(n+1)
2
= 0·(0+1)
2
= 0. In effetti,
essendo 0 il primo elemento di N si sta in pratica sommando 0 con se stesso! Supponiamo
che la proposizione sia vera per un n > 0 (caso b). L’ipotesi che si sta facendo viene detta
Ipotesi Induttiva, per cui risulta:

n · (n + 1)
0 + 1 + 2 + 3 + 4 + ... + n = (la formula vale per l′ ipotesi induttiva!)
2
di conseguenza, considerato l’intero n + 1 e sommando i primi n + 1 numeri naturali
possiamo scrivere:

4
[ ] n · (n + 1) (n + 1) · (n + 2)
0 + 1 + 2 + 3 + 4 + . . . + n + (n + 1) = + (n + 1) = ,
2 2
che corrisponde esattamente alla proposizione p(n + 1). Allora, dato un qualsiasi numero
naturale n, se si vuole conoscere la somma di tutti i numeri naturali fino ad n, invece che
sommare uno ad uno tutti i numeri fino ad n basta applicare la formula che ora sappiamo
essere vera!

Applicazioni del Principio di Induzione


A partire dalla somma di due numeri reali si definisce per Induzione la Sommatoria di
una qualsiasi successione di numeri reali a1 , a2 , a3 , a4 , . . . , an , . . . considerando:


1
ai = a1 caso a)
i=1


n ∑
n−1
ai = ai + an caso b)
i=1 i=1

da cui:

Definizione 2 La Sommatoria, indicata col simbolo , di n numeri reali a1 , a2 , a3 , a4 , . . . , an
è:

n
ai = a1 + a2 + a3 + a4 + . . . + an
i=1

Nella definizione, i è detto l’indice della sommatoria.

Per le sommatorie valgono le seguenti proprietà:


n ∑
k ∑
n
1. ai = ai + ai = (a1 + a2 + a3 + . . . + ak ) + (ak+1 + ak+2 + ak+3 + . . . + an )
i=1 i=1 i=k+1
(proprietà associativa);

n ∑
n
2. αai = (αa1 + αa2 + αa3 + . . . + αan ) = α(a1 + a2 + a3 + . . . + an ) = α ai con
i=1 i=1
α ∈ R (proprietà distributiva).

Analogamente alla sommatoria si può definire il prodotto di n numeri reali a1 , a2 , a3 , a4 , . . . , an


nel modo seguente:

n
ai = a1 · a2 · a3 · a4 · . . . · an
i=1

dove il simbolo , indica il simbolo di produttoria.

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L’operazione di produttoria consente inoltre di definire le potenze ad esponente intero non
negativo. Dato un numero reale a ̸= 0, ed un intero p ≥ 0 si definisce la potenza di a e si
indica con ap :


p

| · a · a ·{za · . . . · a}
p
a = ai = a
i=1 p volte

Le Progressioni
Siano dati due numeri reali a e d positivi, se si definisce una successione di numeri reali
a0 , a1 , a2 , a3 , a4 , . . . , an , . . . tali che:

a0 = a
ak = ak−1 + d k = 1, 2, 3, . . .
otteniamo una successione di numeri dove il primo elemento è a0 = a, il secondo è
a1 = a0 + d = a + d, il terzo è a2 = a1 + d = a + 2d, ed il generico elemento an è:

an = a + nd

Si noti che la differenza tra due elementi della successione è: ak+1 − ak = d. La succes-
sione di numeri reali a0 , a1 , a2 , a3 , a4 , . . . , an , . . . introdotta sopra, si definisce Progressione
Aritmetica di ragione d.
Se a0 , a1 , a2 , a3 , a4 , . . . sono i termini di una Progressione Aritmetica, la progressione dei
reciproci a10 , a11 , a12 , a13 , a14 . . . definisce una Progressione Armonica.
Sia q un numero reale qualsiasi con q ̸= 1, se si definisce una successione di numeri reali
a0 , a1 , a2 , a3 , a4 , . . . , an , . . . tali che:

a0 = 1
ak+1 = q · ak k = 0, 1, 2, 3, . . .

la successione di numeri a0 , a1 , a2 , a3 , a4 , . . . prende il nome di Progressione Geometrica di


ragione q. Il primo elemento della progressione è a0 = 1, il secondo è a1 = q · a0 = q, il
terzo è a2 = q · a1 = q 2 , il quarto è a3 = q · a2 = q 3 e cosı̀ via. Dunque, i termini di una
Progressione Geometrica di ragione q sono:

1, q, q 2 , q 3 , q 4 . . .
Si noti che il rapporto tra ciascun termine ed il precedente è costante e pari a q. In-
oltre, se 0 < q < 1 i termini della progressione decrescono, mentre se q > 1 i termini della
progressione crescono.

Proprietà delle Progressioni


Si può dimostrare, per Induzione, che per le somme dei termini di una progressione arit-
metica e geometrica valgono, rispettivamente, le seguenti proprietà:

6

n−1
1. sn = ai = a0 + a1 + an−1 = n(a + d n−1
2
) (progressione aritmetica);
i=0


n−1
1−q n
2. sn = q i = 1 + q + q 2 + q 3 + . . . + q n−1 = 1−q
(progressione geometrica).
i=0

Abbiamo in precedenza introdotto la potenza di un numero a ̸= 0 per un numero


intero p ≥ 0. Generalizziamo dunque al caso di p qualsiasi. Introduciamo a tal proposito
la seguente definizione. Dato un numero reale a ≥ 0, ed un intero positivo n > 0, si
definisce radice n − esima di a, il numero b tale che:

n
b= a
ovvero il numero b tale che
a = bn
Consideriamo ora due numeri interi positivi n > 0 e m > 0 ed il numero reale a ≥ 0, si
definisce la potenza di a con esponente razionale positivo r = m
n
, la quantità:
1 √
ar = (am ) n = n
am
Dato un numero reale positivo a > 0 e dati due numeri α, β qualsiasi, valgono le seguenti
proprietà:

- aα · aβ = aα+β

- aβ
= aα−β
- (aα )β = aαβ

Esempio.
43 1
73 · 75 = 78 6
= 43 · 4−6 = 4−3 = 3
4 4

(53 )7 = 521 (5−3 )−7 = 521

Valore Assoluto
Dato un numero reale a si definisce valore assoluto oppure modulo di a e si indica con
|a|:


a, se a ≥ 0
|a| := max{a, −a} =


−a, se a < 0
In altre parole, a è il più grande tra i due numeri a e −a, e pertanto si ha:

|a| > 0, |a| = | − a|, −|a| ≤ a ≤ |a|


Proprietà:

7
1. |a| = 0 se e solo se a = 0

2. |a · b| = |a| · |b|
|a|
3. | ab | = |b|
per b ̸= 0

4. |a + b| ≤ |a| + |b|

5. |a − b| ≥ |a| − |b|

Le Medie
Il concetto di media è molto diffuso nel lessico comune e sta ad indicare un valore che
si trova “nel mezzo” di una sequenza di numeri o più in generale “nel mezzo” tra due
estremi. La media più comunemente utilizzata (si pensi ad esempio alla media dei voti di
uno studente) è la M edia Aritmetica, essa è definita nel seguente modo:

Definizione 3 Siano dati n numeri a1 , a2 , a3 , . . . , an , la M edia Aritmetica, indicata con


ā, è:
1∑
n
a1 + a2 + a3 + . . . + an
ā = ai =
n i=1 n

Se ammettiamo che i numeri a1 , a2 , a3 , . . . , an siano ordinati dal più piccolo al più


grande, ossia a1 ≤ a2 ≤ a3 ≤ . . . ≤ an , allora abbiamo che per la media ā vale sempre la
seguente proprietà:

a1 ≤ ā ≤ an

Media Geometrica e Armonica.


Altre due medie comunemente considerate nell’ambito della matematica sono le due
seguenti:

Definizione 4 Siano dati n numeri a1 , a2 , a3 , . . . , an , si definisce M edia Geometrica,


indicata con â, la seguente quantità:

(∏
n
)1 √
â = ai n = n a1 a2 a3 . . . an
i=1

Definizione 5 Siano dati n numeri positivi a1 , a2 , a3 , . . . , an , si definisce M edia Armonica,


indicata con ã, il reciproco della media aritmetica dei reciproci degli n numeri, ovvero la
seguente quantità:
n
ã = 1
a1
+ a2 + a3 + . . . + a1n
1 1

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In generale si può dimostrare che la M edia Geometrica è sempre minore o al massimo
uguale alla M edia Aritmetica e che la M edia Armonica è sempre minore o al massimo
uguale alla M edia Geometrica, ossia:

ã ≤ â ≤ ā.
Abbiamo visto nelle definizioni precedenti che le medie considerate assumevano tutti i
numeri “allo stesso modo” e per questo, in generale, vengono chiamate medie semplici.
Ci sono però circostanze in cui ciò non e corretto. Si pensi nuovamente alla media dei voti
di uno studente, dove un voto può assumere maggore o minore importanza a seconda della
materia a cui si riferisce e dei crediti ad essa assegnati. Per “riequilibrare” la situazione
è nesessario pesare i numeri (es., i voti) e calcolare in questo modo delle medie pesate
o anche dette medie ponderate. Con riferimento alla media Aritmetica, vale la seguente
definizione:

Definizione 6 Siano dati n numeri a1 , a2 , a3 , . . . , an , e per ciascuno di essi siano as-


sociati dei pesi p1 , p2 , p3 , . . . , pn ; si definisce M edia Aritmetica P onderata la seguente
quantità:
p1 a1 + p2 a2 + p3 a3 + . . . + pn an
ā =
p1 + p2 + p3 + . . . + pn

Si noti che la Media Aritmetica Semplice è un caso particolare della Media Aritmetica Pon-
derata. Infatti, se si assumono tutti i pesi uguali ad 1, cioè p1 = 1, p2 = 1, p3 = 1, . . . , pn = 1
si ricava che p1 + p2 + p3 + . . . + pn = n, e l’espressione di ā ridiventa quella della Media
Aritmetica Semplice.

Riferimenti bibliografici
1. G.C. Barozzi, C. Corradi, Matematica generale per le scienze economiche. Il Mulino,
Bologna 1997.

2. A. Blasi, Matematica: Corso base per la Facolta’ di Economia. Edizioni Kappa,


2006.

3. A. Blasi, Matematica: Esercizi, complementi e argomenti preliminari. Edizioni


Kappa, 2006.

4. P. Morcellini, C. Sbordone, Elementi di analisi matematica uno. Liguori Editore,


2002.

5. M. Castellani, F. Gozzi, Matematica di base per economia e azienda. Esculapio


Economia, 2001.