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N O R M A I T A L I A N A CEI

Norma Italiana

CEI EN 60439-3
Data Pubblicazione Edizione
1997-09 Prima
Classificazione Fascicolo
17-13/3 3445 C
Titolo
Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT)
Parte 3: Prescrizioni particolari per apparecchiature assiemate
di protezione e di manovra destinate ad essere installate in luoghi
dove personale non addestrato ha accesso al loro uso
Quadri di distribuzione (ASD)
Title
Low-voltage switchgear and controlgear assemblies
Part 3: Particular requirements for low-voltage switchgear and controlgear assemblies
intended to be installed in places where unskilled persons have access for their use
Distribution boards

APPARECCHIATURE ELETTRICHE PER SISTEMI DI ENERGIA E PER TRAZIONE


Copia concessa a AB IMPIANTI SRL in data 25/06/2010 da CEI-Comitato Elettrotecnico Italiano

NORMA TECNICA

COMITATO
ELETTROTECNICO CNR CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE • AEI ASSOCIAZIONE ELETTROTECNICA ED ELETTRONICA ITALIANA
ITALIANO Copia concessa a AB IMPIANTI SRL in data 25/06/2010 da CEI-Comitato Elettrotecnico Italiano
SOMMARIO
La presente Norma fornisce prescrizioni supplementari per i quadri di distribuzione con involucro (ASD)
fissi, costruiti in serie (AS) per uso all’interno, contenenti dispositivi di protezione e destinati sia alle ap-
plicazioni domestiche sia all’applicazione in altri luoghi cui hanno accesso per il loro uso persone non
qualificate. Possono essere inclusi anche dispositivi di controllo e/o segnalazione.
La presente Norma costituisce la ristampa consolidata, secondo il nuovo progetto di veste editoriale, del-
la Norma pari numero ed edizione (Fascicolo 1926); essa incorpora la Variante V1 pubblicata preceden-
temente in Fascicolo separato (Fascicolo 2504 V).

DESCRITTORI
apparecchiature assiemate di protezione per bassa tensione; personale non qualificato;

COLLEGAMENTI/RELAZIONI TRA DOCUMENTI


Nazionali (UTE) CEI EN 60439-1:1995;
Europei (IDT) EN 60439-3:1991-02; EN 60439-3/A1:1994-04; EN 60439-3/EC:1994-04;
Internazionali (IDT) IEC 439-3:1990-10; IEC 439-3:1993-12;
Legislativi

INFORMAZIONI EDITORIALI
Norma Italiana CEI EN 60439-3 Pubblicazione Norma Tecnica Carattere Doc.

Stato Edizione In vigore Data validità 1992-12-1 Ambito validità Europeo


Nessuna
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Varianti

Ed. Prec. Fasc. Nessuna

Comitato Tecnico 17-Grossa apparecchiatura


Approvata dal Presidente del CEI in Data 1992-10-19
CENELEC in Data 1990-12-10
Sottoposta a inchiesta pubblica come Documento originale Chiusa in data 1990-10-15

Gruppo Abb. 3 Sezioni Abb. B


ICS

CDU 621.316.54.027.2:621.315.67

LEGENDA
(UTE) La Norma in oggetto deve essere utilizzata congiuntamente alle Norme indicate dopo il riferimento (UTE)
(IDT) La Norma in oggetto è identica alle Norme indicate dopo il riferimento (IDT)

© CEI - Milano 1997. Riproduzione vietata.


Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente Documento può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi senza il consenso scritto del CEI.
Le Norme CEI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione sia di nuove edizioni sia di varianti.
È importante pertanto che gli utenti delle stesse si accertino di essere in possesso dell’ultima edizione o variante.
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Europäische Norm • Norme Européenne • European Standard • Norma Europea
EN 60439-3
Febbraio 1991

Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT)


Parte 3: Prescrizioni particolari per apparecchiature assiemate
di protezione e di manovra destinate ad essere installate in luoghi
dove personale non addestrato ha accesso al loro uso
Quadri di distribuzione (ASD)

Low-voltage switchgear and controlgear assemblies


Part 3: Particular requirements for low-voltage switchgear and controlgear assemblies
intended to be installed in places where unskilled persons have access for their use
Distribution boards
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I Comitati Nazionali membri del CENELEC sono tenuti, in accordo col regolamento interno del CEN/CENELEC,
ad adottare questa Norma Europea, senza alcuna modifica, come Norma Nazionale.
Gli elenchi aggiornati e i relativi riferimenti di tali Norme Nazionali possono essere ottenuti rivolgendosi al Se-
gretario Centrale del CENELEC o agli uffici di qualsiasi Comitato Nazionale membro.
La presente Norma Europea esiste in tre versioni ufficiali (inglese, francese, tedesco).
Una traduzione effettuata da un altro Paese membro, sotto la sua responsabilità, nella sua lingua nazionale e
notificata al CENELEC, ha la medesima validità.
I membri del CENELEC sono i Comitati Elettrotecnici Nazionali dei seguenti Paesi: Austria, Belgio, Danimarca,
Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Portogallo, Regno
Unito, Spagna, Svezia e Svizzera.

I diritti di riproduzione di questa Norma Europea sono riservati esclusivamente ai membri nazionali del CENELEC.

C E N E L E C
Comitato Europeo di Normalizzazione Elettrotecnica Secrétariat Central: Comité Européen de Normalisation Electrotechnique
European Committee for Electrotechnical Standardization rue de Stassart 35, B - 1050 Bruxelles Europäisches Komitee für Elektrotechnische Normung
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INDICE GENERALE
Rif. Argomento Pag.

1 GENERALITÀ 1
1.1 Oggetto ........................................................................................................................................................................................... 1

2 DEFINIZIONI 1

3 CLASSIFICAZIONE DELLE APPARECCHIATURE 2

4 CARATTERISTICHE ELETTRICHE DELLE APPARECCHIATURE 3


4.2 Corrente nominale (di un circuito di un’apparecchiatura) ........................................................................ 3
4.8 Fattore di contemporaneità nominale ....................................................................................................................... 3
Tab. 1 .............................................................................................................................................................................................................. 3

5 DATI RELATIVI ALL’APPARECCHIATURA 3


5.1 Targhe .............................................................................................................................................................................................. 3
5.2 Identificazioni ............................................................................................................................................................................. 4

6 CONDIZIONI DI SERVIZIO 4

7 PROGETTO E COSTRUZIONE 4
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7.7 Suddivisioni interne all’apparecchiatura mediante barriere o diaframmi ....................................... 6

8 PRESCRIZIONI PER LE PROVE 7


Tab. 7 Elenco delle prove di tipo da effettuare ................................................................................................................. 7
Tab. 7b Elenco delle prove individuali da effettuare ........................................................................................................ 8
Tab. 7a Sequenza delle prove di tipo .......................................................................................................................................... 8
Tab. 13 Coppie di serraggio per la verifica della resistenza meccanica ........................................................... 10
Tab. 12 ............................................................................................................................................................................................................ 13

Fig. 1 Apparecchiatura per la prova di pressione con la sfera ........................................................................... 13

A L L E G AT O
ZA informativo Deviazioni di tipo A 15
Fig. 101 Circuito di prova per la verifica della coordinazione delle caratteristiche .................................. 19

NORMA TECNICA
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PREFAZIONE
In seguito alla decisione presa dal Comitato Tecnico del CENELEC TC 17 D, du-
rante la riunione di Bruxelles nell’ottobre 1989, la Norma Internazionale
IEC 439-3: 1990, con le modifiche comuni preparate dal CLC/TC 17 D, è stata sot-
toposta alla Procedura unica di Accettazione (UAP) del CENELEC nell’aprile 1990
per essere accettata come Norma Europea.
Il testo del documento di riferimento è stato approvato dal CENELEC come
EN 60439-3 il 10 dicembre 1990.
Sono state fissate le seguenti date:
n Data limite di pubblicazione
(dop) 01/12/1991
n Data limite di ritiro delle norme nazionali contrastanti
(dow) 01/12/1991

Per i prodotti che, come mostrato dal costruttore o da un Organismo di Certifica-


zione, erano conformi alle relative Norme nazionali prima del 01/12/1991, si può
continuare ad applicare questa precedente Norma per la produzione fino al
01/12/1996.

AVVERTENZE
Il testo della Pubblicazione IEC 439-3 (1990) è stato approvato dal CENELEC
come Norma Europea con modifiche comuni riportate nel testo della presente
Norma, evidenziandole con barre verticali a margine.
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PREFAZIONE ALLA MODIFICA A1
Il testo del documento 17D(CO)53, preparato dal sottocomitato 17D “Apparec-
chiature assiemate di protezione e manovra a bassa tensione” del TC 17 “Appa-
recchiature di protezione e di manovra”, è stato sottoposto al voto parallelo
IEC-CENELEC nel settembre 1992.
Il documento di riferimento è stato approvato dal CENELEC come Modifica A1
alla EN 60439-3 l’8 dicembre 1993.
Le date di applicazione sono le seguenti:
n data ultima di pubblicazione di una Norma nazionale identica
(dop) 01/12/1994
n data ultima di ritiro delle Norme nazionali contrastanti
(dow) 01/12/1994

Per i prodotti che, come indicato dal costruttore o da un Organismo di certifica-


zione, erano conformi alla EN 60439-3 (1991) prima del 01/12/1994, la Norma
precedente può continuare ad essere applicata per la produzione fino al
01/12/1999.

AVVISO DI ADOZIONE
Il testo della Modifica 1 (1993) alla Pubblicazione IEC 439-3 (1990) è stato appro-
vato dal CENELEC come Modifica alla Norma Europea senza alcuna variazione.
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1 GENERALITÀ

1.1 Oggetto
Sostituire la seconda nota con quanto segue.
La presente Norma fornisce prescrizioni supplementari per i quadri di distribuzio-
ne con involucro (ASD) fissi, costruiti in serie (AS) per uso all’interno, contenenti
dispositivi di protezione e destinati sia alle applicazioni domestiche sia all’appli-
cazione in altri luoghi cui hanno accesso per il loro uso persone non qualificate.
Possono essere inclusi anche dispositivi di controllo e/o segnalazione. Sono de-
stinati all’uso in corrente alternata, con tensione nominale verso terra non supe-
riore a 300 V. I circuiti di uscita contengono dispositivi di protezione contro il
cortocircuito, ciascuno con una corrente nominale non superiore a 125 A, con
una corrente totale di entrata non superiore a 250 A.
Nota La tensione nominale verso terra in un sistema IT è considerata come la tensione nominale del
sistema.

Persone non qualificate hanno generalmente accesso a queste apparecchiature


assiemate per es. per le operazioni di manovra e di sostituzione dei fusibili.

2 DEFINIZIONI
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2.1 Definizioni generali

2.1.1.2 Apparecchiatura costruita non in serie (ANS)


Non si applica.

2.1.9 Condizione di prova


Non si applica.

Aggiungere:

2.1.10 Quadri di distribuzione


Apparecchiatura assiemata che contiene dispositivi di chiusura e interruzione o di
protezione (per es. fusibili o i piccoli interruttori automatici) associati ad uno o
più circuiti di uscita alimentati da uno o più circuiti di entrata, e anche a terminali
per i conduttori di neutro e del circuito di protezione. Può includere anche di-
spositivi di segnalazione e altri dispositivi di comando. Mezzi di sezionamento
possono essere inclusi nel quadro o forniti separatamente.

2.2 Definizioni relative alle unità costruttive delle apparecchiature

2.2.8 Parte estraibile


Non si applica.

2.2.9 Posizione di servizio


Posizione di una parte asportabile quando essa è completamente collegata per
compiere le funzioni assegnatele.

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2.2.10 Posizione di prova
Non si applica.

2.2.11 Posizione di sezionamento


Non si applica.

2.3 Definizioni relative alla configurazione esterna delle apparecchiature

2.3.1 Apparecchiatura aperta


Non si applica.

2.3.2 Apparecchiatura aperta con protezione frontale


Non si applica.

2.3.3.3 Banco
Non si applica.

2.3.4 Condotti sbarre prefabbricati


Non si applica.

2.4 Definizioni relative alle parti strutturali delle apparecchiature


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Aggiungere:

2.4.15 Parti aventi un fine estetico


Parti fornite unicamente per migliorare l’aspetto di un’apparecchiatura e che non
sono previste per assicurare una protezione elettrica o meccanica.

2.5 Definizioni relative alle condizioni di installazione delle apparecchiature

2.5.4 Apparecchiatura spostabile


Non si applica.

2.7 Passaggi all’interno delle apparecchiature


Non si applica.

3 CLASSIFICAZIONE DELLE APPARECCHIATURE

Cancellare quanto segue:


n le condizioni di installazione relativamente alla mobilità (2.5.3 e 2.5.4).

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4 CARATTERISTICHE ELETTRICHE DELLE APPARECCHIATURE

4.2 Corrente nominale (di un circuito di un’apparecchiatura)


Rinumerare il paragrafo 4.2 in 4.2.1.

Aggiungere il paragrafo che segue:

4.2.2 Corrente nominale di un quadro di distribuzione


E’ la corrente indicata dal costruttore come corrente nominale del circuito o dei
circuiti di entrata. Se esiste più di un circuito di ingresso, la corrente nominale di
un quadro di distribuzione è data dalla somma aritmetica delle correnti nominali
di tutti i circuiti di entrata che sono destinati ad essere usati contemporaneamen-
te. Il circuito deve portare tale corrente o correnti senza che le sovratemperature
nelle sue diverse parti superino i limiti specificati in 7.3, quando la prova è con-
dotta secondo 8.2.1.

4.8 Fattore di contemporaneità nominale


Sostituire la nota e la Tab.1 con quanto segue.
Ai fini della presente Norma il numero di circuiti principali è il numero di circuiti
di uscita connessi a ciascuna fase di alimentazione. In assenza di informazioni
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inerenti le correnti effettive, possono essere utilizzati i valori convenzionali della


Tab. 1.

Tab. 1

Numero dei circuiti principali Fattore di contemporaneità


2e3 0,8
4e5 0,7
da 6 a 9 compresi 0,6
10 e più 0,5

Cancellare l’ultima frase di 4.8.

5 DATI RELATIVI ALL’APPARECCHIATURA

5.1 Targhe
Aggiungere come seconda frase:

Le targhe possono essere affisse dietro a una porta o una copertura mobile.

Nella quarta riga sostituire q) con r).

Al punto c) sostituire EN 60439-1 con EN 60439-3(1).


Sostituire il testo del punto l) con:
l) grado di protezione (7.4.2.2.1), se superiore a IP2XC in conformità con la
Pubblicazione IEC 529(2);

(1) Norma CEI 17-13/3.


(2) Vedi Norma CEI 70-1.

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Aggiungere:
r) corrente nominale del quadro di distribuzione (4.2.2).

Sostituire “Informazioni specificate in a) e b) ...” con “Informazioni specificate in


a), b), c), d), e), l) e r) ...”.

Sostituire “Informazioni specificate da c) a q)” con “Informazioni specificate nei


punti restanti”.

5.2 Identificazioni
Aggiungere:
I diagrammi e i simboli usati devono essere conformi alle Norme IEC pertinenti.

6 CONDIZIONI DI SERVIZIO

6.2.9 Cancellare gli esempi.


Aggiungere:
Per le apparecchiature a incasso, l’incasso nel muro non è da considerarsi una
condizione particolare.
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7 PROGETTO E COSTRUZIONE

7.1.1 Generalità
Aggiungere all’inizio del primo capoverso quanto segue:
Le apparecchiature destinate ad essere usate da persone non qualificate devono
essere progettate come apparecchiature assiemate di protezione e di manovra
per bassa tensione, costruite in serie (AS).

Aggiungere alla fine del primo capoverso:


Per le parti dei quadri di distribuzione fatte di materiale isolante si deve verificare
la loro resistenza al calore secondo quanto indicato in 8.2.11. La resistenza dei
materiali isolanti ad un riscaldamento anormale ed al fuoco dovuti a effetti elettri-
ci interni deve essere verificata come indicato in 8.2.12.

Aggiungere una seconda frase al secondo capoverso:


Le parti dei quadri di distribuzione costruite in ferro, involucri compresi, devono
avere una resistenza sufficiente alla ruggine quando sono provate come in 8.2.10.

Aggiungere una seconda frase e la nota al terzo capoverso:


Gli involucri dei quadri di distribuzione devono, inoltre, superare una prova di
resistenza all’impatto come in 8.2.9.
Nota Le parti con fini estetici ed i singoli componenti non necessitano di essere sottoposti alle prove di
resistenza all’impatto.

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Aggiungere alla fine dell’articolo:
Qualunque copertura che debba essere tolta durante l’installazione o la manuten-
zione non deve essere utilizzata come supporto di componenti ai quali sono col-
legati dei conduttori se questi ultimi sono sottoposti a una qualunque sollecita-
zione quando la copertura viene rimossa. In questo caso, si deve invece usare
una porta a cerniera.
Le porte e simili provviste di cerniera devono permettere libero accesso e facilità
di manovra dei componenti incorporati.

7.1.2.2 Distanze di sezionamento


Non si applica.

7.1.3.5 Sostituire con quanto segue:


Si deve provedere affinché i terminali per i conduttori di neutro di uscita corri-
spondano al numero dei conduttori di neutro di uscita. Questi terminali devono
essere collocati o identificati nella stessa sequenza dei loro rispettivi terminali dei
conduttori di fase.
I terminali devono essere previsti anche per i conduttori di protezione dei circuiti
di entrata e di uscita, che devono essere collocati o identificati nello stesso modo,
e per ciascun conduttore di collegamento che possa essere richiesto (per es. in
quanto appropriato al sistema).

7.2.1.1 Cancellare il riferimento a IP00.


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7.2.1.5 Non si applica.

7.4.2 Aggiungere dopo il titolo:


Nota Le apparecchiature aperte non sono contemplate dalla presente Parte 3.

Cancellare il secondo capoverso.

7.4.2.2.1 Sostituire la prima frase con quanto segue:


Tutte le superfici accessibili devono presentare un grado di protezione di almeno
IP2XC in conformità con la Pubblicazione IEC 529.
Aggiungere:
Per le apparecchiature incorporate si deve applicare il grado di protezione indi-
cato nella relativa Norma di prodotto.
Il grado di protezione si verifica con l’apparecchiatura al suo posto e collegata
come nel funzionamento normale, conformemente alle istruzioni del costruttore.

7.4.2.2.3a) Aggiungere il seguente testo

Se è prevista una chiave o un attrezzo per evitare un accesso non autorizzato ai


fusibili, alle lampade o a dispositivi simili (che necessitano di manutenzione oc-
casionale), si deve applicare il punto d).

7.4.2.3 Protezione mediante ostacoli


Non si applica.

7.4.3.2.2 Protezione mediante isolamento completo


d) Cancellare il secondo capoverso “ L’involucro deve avere un grado di protezione
non inferiore a IP4X(2)” e la nota a pié pagina.

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7.4.5 Passaggi di servizio e manutenzione all’interno dell’apparecchiatura
Non si applica.

7.5.2.3 Non si applica.

7.6.1 Scelta dei componenti


Aggiungere alla fine del primo capoverso:
I fusibili per i circuiti di uscita devono essere conformi alle prescrizioni generali
della Pubblicazione IEC 269-3(1) o alla Norma Nazionale pertinente in cui viene
stabilita una prassi per tale uso.

7.6.4 Sostituire il titolo con: Parti asportabili.

Aggiungere all’inizio:
Le parti estraibili non sono ammesse in apparecchiature destinate ad essere in-
stallate in luoghi in cui persone non qualificate hanno accesso per il loro uso.

7.7 Suddivisioni interne all’apparecchiatura mediante barriere o diaframmi


Aggiungere:
Le barriere possono essere omesse se i circuiti a tensioni inferiori vengono cabla-
ti con cavi isolati secondo la tensione fase/terra dei circuiti principali.
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I conduttori del circuito a bassissima tensione di sicurezza devono essere in celle


separate, o separati dai conduttori di circuiti a tensioni differenti, per mezzo di
uno schermo o guaina di metallo connessa al conduttore di protezione, a meno
che essi siano isolati per la massima tensione presente, sia singolarmente, sia col-
lettivamente in cavi multipolari o in altri raggruppamenti di conduttori.

7.8.3.6 Non si applica.

(1) Norma CEI 32-5.

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8 PRESCRIZIONI PER LE PROVE

8.1 Sostituire la Tab. 7 con la seguente.

Tab. 7 Elenco delle prove di tipo da effettuare

Ordine di prova
Caratteristiche da controllare Riferi- Prova di tipo in sequenza
mento in conformità a 8.1.1
A B C
a) Limiti di sovratemperatura 8.2.1 Verifica dei limiti di sovratempe- 3*
ratura tramite prova
b) Proprietà dielettriche 8.2.2 Verifica delle proprietà dielettri- 4 2
che
c) Tenuta al cortocircuito 8.2.3 Verifica della tenuta al cortocir- 1*
cuito
d) Efficienza del circuito di prote- 8.2.4 3*
zione
Connessione effettiva tra le mas- 8.2.4.1 Verifica della connessione effetti-
se dell’apparecchiatura e il cir- va tra le masse dell’assieme e il
cuito di protezione circuito di protezione mediante
ispezione o misura della resi-
stenza
Tenuta al cortocircuito del circui- 8.2.4.2 Verifica della tenuta al cortocir-
to di protezione cuito del circuito di protezione
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tramite prova
e) Distanze di isolamento in aria e 8.2.5 Verifica delle distanze di isola- 2*
superficiali mento in aria e superficiali
f) Funzionamento meccanico 8.2.6 Verifica del funzionamento mec- 1
canico
g) Grado di protezione 8.2.7 Verifica del grado di protezione 6*
h) Costruzione e identificazione 8.2.8 Verifica della costruzione e 1*
dell’identificazione
i) Resistenza all’impatto 8.2.9 Verifica della resistenza all’impat- 5
to
j) Resistenza alla ruggine e all’umi- 8.2.10 Verifica della resistenza alla rug- 4
dità 8.2.13 gine e all’umidità
k) Resistenza dei materiali isolanti 8.2.11 Verifica della resistenza dei ma- 4
al calore teriali isolanti al calore
l) Resistenza dei materiali isolanti 8.2.12 Verifica della resistenza dei ma- 3
al riscaldamento anormale e al teriali isolanti al riscaldamento
fuoco anormale e al fuoco dovuti a ef-
fetti elettrici interni
m) Resistenza meccanica dei mezzi 8.2.14 Verifica della resistenza meccani- 2
di fissaggio dell’involucro ca dei mezzi di fissaggio degli
involucri
* Nessun campione deve presentare guasti.

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Tab. 7b Elenco delle prove individuali da effettuare

Prova individuale
Caratteristiche da controllare Riferimento
in conformità a 8.1.2
a) Cablaggio, funzionamento 8.3.1 Ispezione dell’apparecchia-
elettrico tura compresa l’ispezione del
cablaggio e, se necessario,
prova del funzionamento
elettrico
b) Isolamento 8.3.2 Prova dielettrica

c) Misure di protezione 8.3.3 Controllo delle misure di


protezione e della continui-
tà elettrica dei circuiti di pro-
tezione

8.1.1 Prove di tipo (8.2)


Le prove di tipo sono destinate a verificare la conformità con le prescrizioni ri-
portate nella presente Norma per un dato tipo di apparecchiatura.
Le prove di tipo vengono effettuate su un campione di tale apparecchiatura o su
parti di apparecchiature costruite sullo stesso progetto o su un progetto similare.
Esse devono essere effettuate dal costruttore.
Le prove di tipo comprendono:
a) verifica dei limiti di sovratemperatura 8.2.1
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b) verifica delle proprietà dielettriche 8.2.2


c) verifica della tenuta al cortocircuito 8.2.3
d) verifica della continuità del circuito di protezione 8.2.4
e) verifica delle distanze di isolamento in aria e superficiali 8.2.5
f) verifica del funzionamento meccanico 8.2.6
g) verifica del grado di protezione 8.2.7
h) verifica della costruzione e identificazione 8.2.8
i) verifica della resistenza all’impatto 8.2.9
j) verifica della resistenza alla ruggine e all’umidità 8.2.10
8.2.13
k) verifica della resistenza dei materiali isolanti al calore 8.2.11
l) verifica della resistenza al riscaldamento e al fuoco 8.2.12
m) verifica della resistenza meccanica dei mezzi di fissaggio
degli involucri 8.2.14

Le prove di tipo vengono suddivise in tre sequenze separate come descritto in


Tab. 7a. Un campione scelto per essere provato con una data sequenza deve es-
sere sottoposto a tutte le prove della sequenza nell’ordine indicato.

Tab. 7a Sequenza delle prove di tipo

Riferimento della sequenza Prove di tipo


A h), m), a), b), i), g)
B f), e), l), k)
C c), b), d), j)

Per ciascuna sequenza di prova devono essere forniti quattro distinti campioni.
Ogni campione deve superare tutte le prove di cui in a), c), d), e), g), o h). Se il
primo campione sottoposto a una sequenza di prova la completa in modo soddi-
sfacente, non sono necessarie ulteriori prove per quella sequenza. Se tuttavia un

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campione sottoposto a una delle prove di cui in b), f), i), j), k), l) o m) si guasta,
la sequenza di prova relativa deve essere ripetuta sugli altri tre campioni e non
deve verificarsi alcun guasto.

8.1.2 Prove individuali (8.3)


Sostituire b) con:
b) prova di tenuta alla tensione applicata (8.3.2);

Una prova di tenuta alla tensione applicata non è richiesta per i quadri di distri-
buzione che contengono solamente sbarre e/o cablaggi del circuito principale
prefabbricati, né per semplici costruzioni in cui è sufficiente un semplice control-
lo secondo a).

8.2.1.3 Prova di sovratemperatura


Sostituire il secondo capoverso con quanto segue:

Per questa prova il quadro di distribuzione è percorso dalla sua corrente nomina-
le (4.2). Questa corrente deve essere distribuita fra il numero più piccolo possibi-
le di circuiti di uscita in modo che ciascuno di questi circuiti sia percorso dalla
sua corrente nominale moltiplicata per il fattore di contemporaneità nominale in-
dicato in 4.8. Se non si può ottenere il carico totale esatto per un numero di dis-
positivi percorsi da questa corrente, un solo circuito può essere percorso da un
valore inferiore per arrivare a un totale corretto. I fusibili o i piccoli interruttori
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automatici devono essere adattati come specificato dal costruttore e la dissipazio-


ne di energia dei fusibili deve essere indicata nel rapporto. (Le prove possono es-
sere eseguite utilizzando fusibili fittizi che abbiano una dissipazione di energia
massima come specificato nelle Specificazioni pertinenti).
Nota Il fattore di contemporaneità appropriato deve essere indicato dal costruttore nel rapporto della
prova di tipo.

8.2.1.3.2 Non si applica.

8.2.1.3.3 Non si applica.

8.2.1.3.4 Non si applica.

8.2.2.2 Aggiungere:
Questa prova si esegue senza i componenti destinati ad essere montati nelle
aperture dell’involucro dell’apparecchiatura.

Aggiungere:

8.2.8 Verifica della costruzione e dell’identificazione


Si deve verificare, mediante ispezione, la conformità con l’art. 5, e con 7.1.3, 7.4,
7.6, 7.7 e 7.8.

8.2.9 Verifica di resistenza all’impatto


La conformità si verifica su quelle parti esposte del quadro di distribuzione che
possono essere sottoposte a impatti meccanici quando vengono montate come
per l’uso normale.

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8.2.9.1 La prova deve essere effettuata utilizzando un apparato di prova come descritto
nella Pubblicazione IEC 68-2-63 (1991). Prova Eg. impatto con martello. La prova
viene effettuata dopo che il campione è stato a temperatura di –5 °C ± 1 K per
2 h e ogni colpo deve avere un impatto di 0,7 J.

8.2.9.2 Il campione con la copertura, o l’eventuale involucro, deve essere fissato come
per l’uso normale o posto contro un supporto rigido.
Devono essere applicati tre colpi in tre punti separati di ciascuna delle cinque
facce accessibili e all’eventuale porta. I colpi non devono essere applicati a sfon-
dabili per le entrate e uscite dei cavi, ai componenti interni conformi ad altre
Norme o ai mezzi di fissaggio che si trovano arretrati al di sotto della superficie
in modo da non essere sottoposti a impatto.
Le entrate dei cavi che non sono fornite di sfondabili devono essere lasciate
aperte. Se invece sono fornite di sfondabili, due di questi devono essere aperti.
Prima di applicare i colpi, devono essere strette le viti di fissaggio delle basi, dei
coperchi e simili con una coppia uguale a quella indicata in Tab. 13.

Tab. 13 Coppie di serraggio per la verifica della resistenza meccanica

Diametro della vite Coppia di serraggio


mm Nm
Valori normali Campo dei diametri “d”
I II III
mm mm
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2,5 d £ 2,8 0,13 0,26 0,26


3,0 2,8 < d £ 3,0 0,16 0,33 0,33
— 3 < d £ 3,2 0,20 0,40 0,40
3,5 3,2 < d £ 3,6 0,26 0,53 0,53
4 3,6 < d £ 4,1 0,47 0,80 0,80
4,5 4,1 < d £ 4,7 0,53 1,20 1,20
5 4,7 < d £ 5,3 0,53 1,33 1,33
6 5,3 < d £ 6 0,80 1,66 2,00
8 6 < d £ 8 1,66 2,33 4,00
10 8 < d £ 10 — 2,66 6,66
12 10 < d £ 12 — — 9,33
14 12 < d £ 15 — — 12,6
16 15 < d £ 20 — — 16,6
20 20 < d £ 24 — — 24
24 24 < d — — 33
La colonna I si applica alle viti senza testa che, quando fissate, non sporgono dal foro, e alle altre viti che non possono essere
serrate utilizzando un cacciavite con una lama più larga del diamtero della testa della vite.
La colonna II si applica ai dadi e e alle viti che possono essere fissate con un cacciavite.
La colonna III si applica alle viti e ai dadi che possono essere fissati con attrezzi che non siano un cacciavite.

8.2.9.3 Dopo la prova i campioni non devono presentare alcun danneggiamento ai fini
della presente Norma. In particolare, le parti che seguono non devono mostrare
danni:
n coperchi che, quando rotti, rendono accessibili le parti in tensione o compro-
mettono l’ulteriore utilizzo dell’apparecchio;
n i mezzi di azionamento;
n i rivestimenti e le barriere di materiale isolante e simili.

In caso di dubbio, si deve verificare che la rimozione e la sostituzione delle parti


esterne, come gli involucri e i coperchi, sia possibile senza che queste parti o il
loro rivestimento vengano danneggiati.

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Devono essere ignorate le incrinature non visibili con visione normale o corretta
senza ulteriore ingrandimento e le incrinature superficiali su parti stampate in fi-
bre rinforzate simili. Devono essere trascurate leggere ammaccature che non ri-
ducono le distanze di isolamento in aria e superficiali al di sotto di valori specifi-
cati e piccole schegge che non compromettono la protezione contro la scossa
elettrica.

8.2.10 Verifica della resistenza alla ruggine


La prova che segue si applica ad apparecchiature senza componenti incorporati,
a parti separate o a pezzi di parti grandi, ammesso che la protezione contro la
ruggine sia la stessa della costruzione finale.
In alternativa può essere applicata ad un campione di prova preparato con la
stessa protezione contro la ruggine.
Tutto il grasso viene rimosso dalle parti o dai campioni rappresentativi degli in-
volucri in acciaio del quadro di distribuzione da verificare mediante immersione
per 10 min in uno sgrassatore chimico a freddo come il metilcloroformio o il pe-
trolio raffinato. Le parti sono poi immerse per 10 min in una soluzione al 10 % di
cloruro di ammonio in acqua, alla temperatura di (20 ±5)°C.
Dopo averle scosse per far cadere le gocce, ma senza asciugarle, le parti sono
poste per 10 min in un contenitore con aria satura di umidità, ad una temperatura
di (20 ±5)°C.
Dopo che le parti si sono asciugate per 10 min in una stufa alla temperatura di
(100 ±5)°C e sono state lasciate a temperatura ambiente per 24 h, la loro superfi-
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cie non deve mostrare alcun segno di ruggine.


Si devono trascurare eventuali tracce di ruggine sulle estremità appuntite e qua-
lunque pellicola giallastra che possa essere rimossa mediante sfregamento.
Nel caso di piccole molle elicoidali e simili, e di parti irraggiungibili esposte ad
abrasione, uno strato di grasso risulta sufficiente come protezione contro la ruggi-
ne. Queste parti sono sottoposte alla prova solo se si dubita dell’efficacia della pel-
licola di grasso, nel qual caso la prova viene effettuata senza asportare il grasso.

8.2.11 Verifica della resistenza dei materiali isolanti al calore


Si verifica la conformità con le prove indicate in 8.2.11.1, 8.2.11.2 ed 8.2.11.3.
Queste prove vengono applicate ai quadri di distribuzione senza i loro compo-
nenti incorporati (interruttori, lampade di segnalazione ecc.).

8.2.11.1 Il quadro di distribuzione deve essere tenuto per 168 h in una stufa ad una tem-
+2
peratura di ( 70 0 ) °C.
Gli elementi di costruzione delle apparecchiature (inclusi involucri, coperchi,
ecc. ) non devono subire cambiamenti che impediscano un ulteriore uso del qua-
dro di distribuzione.
L’identificazione deve essere ancora facilmente leggibile.
È ammesso provare singole parti (pannelli, cassette, involucri ecc.) del quadro di
distribuzione, se si prendono precauzioni appropriate per rendere la prova rap-
presentativa.
Quando i componenti installati sono suscettibili di influire sul risultato della pro-
va, tali componenti devono venire incorporati per la prova.

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8.2.11.2 Le parti di materiale isolante necessarie a sostenere le parti che portano corrente
sono sottoposte alla prova di pressione con la sfera mediante l’apparecchiatura
mostrata nella Fig. 1 della presente Norma.
Nota Ai fini di questa prova un conduttore di protezione, PE, non si considera come una parte che
porta corrente.

La superficie del pezzo in prova è posta in posizione orizzontale ed una sfera di


acciaio di 5 mm di diametro viene premuta contro questa superficie con una for-
za di 20 N.
La prova viene eseguita in una cella di riscaldamento ad una temperatura di
(125 ± 2) °C. Dopo 1 h la sfera viene rimossa. Il campione viene poi fatto raffred-
dare, entro 10 s, approssimativamente alla temperatura ambiente mediante im-
mersione in acqua fredda. Il diametro dell’impronta causata dalla sfera viene mi-
surato e non deve superare i 2 mm.

8.2.11.3 Le altre parti di materiale isolante non necessarie a sostenere le parti che portano
corrente, sebbene siano in contatto con esse, sono sottoposte alla prova della
sfera come in 8.2.11.2, ma la prova viene effettuata ad una temperatura di
(70 ± 2) °C oppure ad una temperatura di (30 ± 2) K in più rispetto alla sovratem-
peratura della parte corrispondente determinata durante le prove di sovratempe-
ratura (secondo 8.2.1.3), a quella delle due che è più elevata.

8.2.12 Verifica della resistenza dei materiali isolanti al riscaldamento anormale e al


fuoco dovuti ad effetti elettrici interni
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Le prove devono essere effettuate secondo i principi della Pubblicazione


IEC 695-2-1(1) .

8.2.12.1 Descrizione generale della prova


Vedere l’art. 3 della Pubblicazione IEC 695-2-1.

8.2.12.2 Descrizione dell’apparecchiatura di prova


L’apparecchiatura da utilizzare deve essere come quella descritta nell’art. 4 della
Pubblicazione IEC 695-2-1.
Un’asse in legno di pino bianco di circa 10 mm di spessore coperta da un singolo
strato di carta velina, viene posta ad una distanza di 200 mm al di sotto della su-
perficie del quadro di distribuzione.
La carta velina viene specificata in 6.86 della Pubblicazione ISO 4046 (1978)
(Vocabolario: Carte- seconda serie di termini) come sottile, soffice, relativamente
resistente, indicata solitamente per l’imballaggio di articoli delicati, essendo la sua
sostanza compresa tra 12 g/m2 e 30 g/m2.

8.2.12.3 Precondizionamento
Il provino viene lasciato per 24 h in un’atmosfera con una temperatura compresa
tra 15 °C e 35 °C ed un’umidità relativa tra 35 % e 75 %, prima di iniziare la prova.

8.2.12.4 Procedura di prova


L’apparecchiatura viene posta in una stanza buia priva di correnti d’aria, in modo
che le fiamme che si verificano durante la prova siano visibili.
Prima di iniziare la prova, la termocoppia deve essere calibrata secondo l’art. 6
della Pubblicazione IEC 695-2-1.

(1) Norma CEI 50-11.

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Per la prova, si devono seguire le procedure fornite in 9.1, 9.2 e 9.3 della Pubbli-
cazione IEC 695-2-1.
Dopo ciascuna prova è necessario pulire l’estremità del filo incandescente da
ogni residuo di materiale isolante, per es. mediante una spazzola.

8.2.12.5 Severità
La temperatura dell’estremità del filo incandescente deve essere conforme alla
Tab. 12. La durata dell’applicazione deve essere di (30 ± 1) s.

Tab. 12

Parti necessarie a sostenere le parti che portano


corrente (960 ± 10) °C

Parti destinate ad essere installate in muri cavi (850 ± 10) °C

Tutte le altre parti non necessarie a sostenere le


parti che portano corrente e quelle destinate ad
(650 ± 10) °C
essere incassate in pareti che sono difficilmente
combustibili

Ai fini della presente prova, un conduttore di protezione (PE) non viene conside-
rato come una parte che trasporta corrente.

8.2.12.6 Osservazioni e misure


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Durante l’applicazione del filo incandescente e durante un ulteriore periodo di


30 s, si devono osservare il provino, le parti che circondano il provino e lo strato
di carta velina posta al di sotto di esso.
Si devono annotare il tempo in cui il provino prende fuoco ed il tempo in cui le
fiamme si dileguano durante e dopo il periodo dell’applicazione.
Il campione ha superato la prova del filo incandescente:
n se non è visibile nessuna fiamma o alcun prolungamento dell’incandescenza,
oppure
n se le fiamme o l’incandescenza del provino si estinguono entro 30 s dalla ri-
mozione del filo incandescente.

Non deve verificarsi né la bruciatura della carta né la bruciatura superficiale


dell’asse di legno di pino.

Fig. 1 Apparecchiatura per la prova di pressione con la sfera

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8.2.13 Verifica della resistenza all’umidità
La resistenza all’umidità del quadro di distribuzione deve essere verificata confor-
memente alla Pubblicazione IEC 68-2-3 (1969)(1) nelle condizioni che seguono.
La prova deve essere applicata al quadro di distribuzione con l’involucro, con le
barre e i terminali al loro posto ma senza gli altri componenti che vengono con-
templati dalle proprie Norme di prodotto.
Le eventuali aperture d’accesso devono essere lasciate aperte. Se sono forniti di
sfondabili, uno di questi deve essere aperto.
Le parti che possono essere rimosse senza l’aiuto di un attrezzo devono essere ri-
mosse e sottoposte al trattamento di umidità con le parti principali. Gli sportelli a
molla devono essere lasciati aperti durante questo trattamento.
Prima di essere posti nella camera di prova, i campioni devono essere lasciati a
temperatura ambiente per almeno quattro ore prima della prova.
La durata della prova deve essere di quattro giorni.
Dopo questo periodo le parti rimosse devono essere reinstallate e i coperchi ri-
chiusi.
L’apparecchio viene quindi sottoposto a una tensione di prova a frequenza indu-
striale per 1 min del valore di 2 Ue con un minimo di 1000 V tra le diverse parti
come specificato nell’Allegato K della Pubblicazione IEC 947-1 (1988)(2). Tale ve-
rifica deve essere effettuata entro un’ora dal termine del periodo di 4 giorni.

8.2.14 Verifica della resistenza meccanica dei mezzi di fissaggio degli involucri
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La presente prova viene applicata solo a quegli elementi che non sono parte in-
tegrante di altri componenti contemplati nelle relative norme di prodotto.
Le viti o i dadi devono essere serrati e allentati:
n 10 volte quando le viti sono in materiale isolante;
n 5 volte in tutti gli altri casi.

Le viti o i dadi accoppiati con una filettatura di materiale isolante devono essere
completamente rimossi e reinseriti ogni volta.
La prova deve essere effettuata utilizzando un cacciavite o una chiave adeguati
applicando una coppia come indicato in Tab. 13.
Le viti e i dati devono essere serrati senza strappi.
Se una vite ha una testa esagonale con taglio per il serraggio con cacciavite e i
valori nelle colonne II e III di Tab. 13 sono differenti, la prova deve essere effet-
tuata due volte:
n prima applicando alla testa esagonale la coppia specificata nella colonna III
utilizzando la chiave;
n quindi, su un nuovo campione, applicando la coppia specificata nella colon-
na II utilizzando un cacciavite.

Se i valori nelle colonne II e III sono gli stessi, deve essere effettuata solo la pro-
va con il cacciavite.
Durante la prova, le connessioni avvitate non devono allentarsi e non deve esser-
ci alcun danno, come la rottura delle viti o il danneggiamento dei tagli delle te-
ste, delle filettature, delle rondelle o delle staffe, o danneggiamenti degli involu-
cri e dei coperchi, che compromettano l’ulteriore utilizzo dell’apparecchio.

(1) Norma CEI 50-3.


(2) Norma CEI 17-44

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ALLEGATO
ZA informativo Deviazioni di tipo A
Deviazione di tipo A: Deviazione nazionale dovuta ai regolamenti la cui modifi-
ca, al presente, esula dalla competenza dei membri del CEN-CENELEC.
La presente Norma Europea rientra nell’ambito della direttiva CEE 73/23/CEE.
Nota (Regolamento interno CEN/CENELEC Parte 2, 3.1.9): Nel caso in cui le normative rientrino
nell’ambito delle Direttive CEE, è opinione della Commissione delle Comunità Europee
(OJ No G59, 9.3.1982), per effetto della decisione della Corte di Giustizia nel caso 815/79 Cre-
monini/Vrankovich (Atti della Corte Europea 1980, p. 3583) che il rispetto delle deviazioni di
tipo A non è più vincolante e la libera circolazione dei prodotti conformi a tali norme non do-
vrebbe essere limitata tranne nel caso sia attuata la procedura di salvaguardia prevista dalla
direttiva in questione.

Le deviazioni di tipo A in una nazione dell’EFTA sostituiscono le relative disposi-


zioni della Norma Europea in quella nazione, finché esse non vengono rimosse.

Art. nº Deviazione di tipo A


Regno Unito

Le Regolamentazioni relative alla fornitura di energia elettrica (Electricity Supply Regulation 1988,
S.I. 1988 No. 1057) richiedono ai fornitori di elettricità di indicare la massima corrente di cortocircuito
presunta ai terminali di alimentazione. Tale informazione viene fornita nella Pubblicazione P25 della
Electricity Association. Per soddisfare tali condizioni devono essere incorporate le seguenti prescrizioni:

Definizioni aggiuntive
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2.1.11 Quadro di distribuzione cliente: Assieme integrato, per il controllo e la distribuzione dell’energia elettrica,
principalmente in ambienti domestici e similari, che incorpori mezzi manuali di isolamento bipolare sui
circuiti di entrata, la cui polarità può essere osservata. Sono progettati per essere utilizzati esclusivamente
con dispositivi di protezione specifici sui circuiti di uscita e sottoposti a prove di tipo per l’utilizzo con ali-
mentazione con un fusibile di cortocircuito di 100 amp.

Nota Nel regno Unito, comunemente noto come quadro dell’utente (Consumer Unit).

8.2 Prova aggiuntiva

8.2.3 Verifica della capacità dell’assieme di sopportare una corrente guasto di 16 kA


La prova che segue viene applicata ai quadri di distribuzione cliente presi in considerazione dal paragrafo
2.1.11.
8.2.3.1 Disposizioni di prova. Il quadro di distribuzione cliente deve essere disposto come per l’uso nor-
male. È sufficiente per provare un singolo utilizzo se le unità funzionali rimanenti sono costruite nello
stesso modo e non possono compromettere il risultato della prova.
8.2.3.2 Procedura della prova di cortocircuito. La seguente procedura di prova ha lo scopo di verificare la
prestazione del dispositivo di entrata e delle sue connessioni e di tutti gli altri apparecchi del quadro di di-
stribuzione cliente non separatamente superiori a 16 kA, quando l’intero quadro di distribuzione cliente è
protetto da un elemento fusibile conforme alla BS 1361 (1971). Si considera che questo tipo di prova riguar-
di l’uso di qualsiasi altro dispositivo di cortocircuito avente un integrale di Joule (I 2t) e corrente di interru-
zione non superiori ai valori indicati in b), alla tensione nominale, corrente presunta e fattore di potenza.
a) Si deve verificare che i campioni rappresentativi del circuito finale dei dispostivi di protezione utilizza-
ti per la prova siano conformi alle Tab. 101 e 102, dove applicabile.
b) Il fusibile di riferimento deve essere un elemento da 100 A conforme al tipo II della BS 1361 (1971). I
particolari relativi all’elemento utilizzato per la prova, cioè il nome del costruttore, il riferimento, la
corrente nominale, la tensione nominale e il prearco I 2t devono essere indicati nel rapporto di prova.
c) Il dispositivo finale di protezione del circuito deve essere montato come in servizio nel più piccolo in-
volucro fornito dal costruttore, conformemente alla Parte 13 della BS 5486 (metallo proposto nel cata-
logo). La connessione sul lato di carico del dispositivo di protezione in prova deve essere conforme
alla Tab. 103 e avere una lunghezza di 0,6 m ±0,05 m.
d) Il circuito di prova deve essere connesso come indicato in Fig. 101. Le relative posizioni del commu-
tatore di interruzione, del reattore induttivo e del resistore non sono obbligatorie ma il resistore deve
essere in serie con l’interruttore principale.

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Art. nº Deviazione di tipo A
e) L’impedenza utilizzata per limitare ai valori richiesti la corrente di guasto presunta di cortocircuito
deve essere inserita sul lato di alimentazione del circuito.
I resistori devono essere collegati tra la linea e il neutro dopo le impedenze per la regolazione della
corrente presunta, per ottenere una corrente di 10 A per fase alla tensione nominale dell’alimentazio-
ne. Se viene utilizzata una induttanza ad aria, deve essere connesso in parallelo a questa un resistore
che consumi approssimativamente 1% della corrente attraverso l’induttore.
Con il consenso del costruttore, può essere utilizzato un valore di corrente di derivazione.

Tab. 101 Prescrizioni relative ai dispositivi finali di protezione dei circuiti:


Interruttori miniatura conformi alla BS 3871 Parte 1

Tempo Corrente di prova


Tipo di interruttore Risultato
h Corrente nominale
1, 2, 3, 4 2 1,0 Nessun intervento
1 1,5 (valori nominali <10A) Intervento
1,35 (valori nominali > 10A) Intervento
B. C. D. 1 1,13 Nessun intervento
1* 1,45 Intervento
Nota La prova deve essere condotta a una specificata temperatura ambiente di riferimento.

* La presente prova deve iniziare 5 s dalla fine della prova a 1,13 In.

Tab. 102 Prescrizioni relative ai dispositivi finali di protezione dei circuiti:


fusibili semicappottati conformi alla BS 3036 e cartucce conformi alla BS 1361, di tipo 1
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Corrente di prova
Valori nominali Tempo Risultato
Corrente nominale
A h
5(6) 0,75 ) )
15(16) 1,0 ) 1,0 ) Fusibile
20 1,0 ) ) intatto
30(32) 1,25 ) )
45 1,5 ) )
5(6) 0,75 ) )
15(16) 1,0 ) 2,0 ) Fusibile
20 1,0 ) ) fuso
30(32) 1,25 ) )
45 1,5 ) )

Tab. 103 Sezioni dei conduttori in rame sul lato di carico del dispositivo di protezione in prova

Valori nominali del dispositivo Conduttore


A mm2
< 6 1,0
> 6 < 10 1,5
> 10 < 20 2,5
> 20 < 32 6,0
> 32 < 40 10,0

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Art. nº Deviazione di tipo A
8.2.3.3 Condizioni del circuito. La tensione applicata non deve essere inferiore al 100% e non superiore
al 110% della tensione nominale monofase del dispositivo finale di protezione del circuito. La tensione di
ritorno misurata due cicli dopo l’operazione non deve essere inferiore al 95% né superiore al 105% della
tensione nominale monofase del dispositivo finale di protezione del circuito e deve essere mantenuta per
almeno 30 s dopo l’interruzione della corrente di cortocircuito. Il limite massimo di 105% può essere su-
perato con il consenso del costruttore.
Il valore della corrente di cortocircuito presunta deve essere 16 kA 0% a un fattore di potenza di
0,6 ±0,05 determinato mediante taratura a oscillogramma preso con un collegamento d’impedenza trascu-
rabile posto come indicato in Fig. 101. Tutte le parti dell’apparecchio normalmente messo a terra durante
il servizio, compreso il suo involucro, devono essere isolate da terra ma devono essere collegate al neu-
tro dell’alimentazione o a un neutro artificiale sostanzialmente induttivo, che consenta una corrente di
guasto presunta di almeno 100 A. Tale collegamento deve comprendere un dispositivo affidabile, come
per es. un fusibile, che consista in un cavo di rame del diametro di 0,1 mm e di lunghezza non inferiore
a 50 mm, per la rivelazione dei guasti di corrente e, se necessario, un resistore per limitare il valore della
corrente di guasto presunta approssimativamente a 100 A.
8.2.3.4 Sequenza di prova. Il quadro di distribuzione cliente deve essere sottoposto alle seguenti due
prove A e B con le uscite munite di un dispositivo finale di protezione del circuito con la massima cor-
rente termica nominale. Se i dispositivi finali di protezione del circuito hanno un valore nominale di cor-
tocircuito inferiore a 16 kA, devono essere effettuate due ulteriori prove A e B con un dispositivo di cor-
rente termica minima. Inoltre, se il quadro di distribuzione cliente è progettato per accettare diversi tipi
o gamme di dispositivi di uscita, ciascun tipo deve essere provato separatamente.
Le due prove sono le seguenti:
a) Prova A. Con il circuito collegato come sopra descritto, con tutti i fusibili in posizione e tutti gli inter-
ruttori chiusi, viene applicata la tensione di prova controllando il punto sull’onda per provocare l’ini-
zio del guasto tra 0° e 20° (elettrici) della tensione crescente.
b) Prova B. Deve essere applicata una ulteriore operazione di cortocircuito dopo adeguata preparazione
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come indicato nella tabella in base ai risultati ottenuti dopo la prova A. Se gli interruttori sono com-
presi nel quadro di distribuzione cliente, la prova dovrà essere effettuata chiudendo un interruttore
con il circuito di prova. Se vengono utilizzati i fusibili, la prova dovrà essere come per la prova A.

Durante la prova dovrà essere applicata della garza grezza all’esterno dell’involucro, a tutte le aperture,
per es. le ventilazioni d’arco e le maniglie. La garza non deve prendere fuoco.
La garza deve essere pulita, asciutta, in cotone di approssimativamente 30 g ´ 40 g per metro quadro.
Quando viene posizionata, la garza deve essere avvolta a pieghe larghe in modo tale che gli angoli non
siano esposti direttamente all’arco o alla scarica. Si considera che la garza si sia incendiata quando è visi-
bile la fiamma. Un imbrunimento non viene considerato come bruciatura. La garza può essere cambiata
dopo ogni prova B. Il rapporto di prova deve indicare i particolari di I 2t ottenuti dalla combinazione dei
dispositivi durante la prova. Può essere utilizzato un nuovo quadro di distribuzione cliente dello stesso
progetto per ciascuna delle due sequenze di prova.

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Art. nº Deviazione di tipo A

Tab. 104 Preparazione per la prova B


Risultato della prova A
Fusibile di riferimento conforme alla Intatto Fuso
BS 1361
Dispositivo di protezione Entrato in funzione Non entrato
in funzione
Circuito finale MCB conforme con Nulla Sostituire il fusibile Sostituire il fusibile
Preparazione la BS 3871 o RCCB di riferimento di riferimento, apri-
per la prova B conforme con la re l’interruttore
BS 4293
Fusibile conforme Ricaricare il fusibile Sostituire il fusibile Sostituire il fusibile
alla BS 3036 di prova di riferimento. di riferimento
Ricaricare il fusibile
di prova
Fusibile conforme Sostituire il fusibile Ñ Ñ
alla BS 1361 di prova

8.2.3.5 Condizioni dopo la prova. Nel caso il commutatore di entrata sia un dispositivo di protezione, per
es. un interruttore differenziale (RCCB), il rapporto di prova deve indicare quale dei dispositivi di prova è en-
trato in funzione durante la prova, cioè il dispositivo di entrata o di uscita.
Il dispositivo di indicazione del guasto di terra deve essere intatto e il grado di protezione dell’involucro non
deve essere danneggiato.
La resistenza di isolamento (a) deve essere misurata entro 3 min dal termine della serie di prove. La resistenza
di isolamento per (b) e (c) deve essere misurata non appena possibile dopo la misura di (a), e i tempi di mi-
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sura (b) e (c) vengono registrati nei rapporti di prova. I valori devono essere misurati a 500 V in c.c. e non de-
vono essere inferiori ai seguenti:
a) 0,10 MW tra il terminale di entrata del dispositivo finale di protezione del circuito e il terminale corri-
spondente con il dispositivo di isolamento aperto e con il fusibile fuso in posizione oppure l’MCB aperto,
a seconda di quale soluzione è applicabile.
b) 0,25 MW tra i terminali del dispositivo finale di protezione del circuito e la terra, con il fusibile del circuito
finale ricaricato la cartuccia del fusibile di cortocircuito finale sostituita oppure l’MCB richiuso, a seconda
di quale soluzione è applicabile, e con il dispositivo di isolamento all’entrata aperto.
c) 0,25 MW tra i terminali d’entrata del dispositivo finale di protezione del circuito e qualsiasi altra parte me-
tallica che sia stata messa a terra ed esposta in servizio.
Le condizioni del dispositivo d’isolamento all’entrata devono essere conformi alle specifiche di prodotto per
quanto riguarda le proprietà isolanti.
I conduttori non devono essere deformati in modo da diminuire le distanze superficiali e in aria di cui in
7.1.2. Non deve esserci allentamento delle parti utilizzate per la connessione dei conduttori.
Nel caso all’interno di un quadro di distribuzione cliente sia incluso un RCCB, se ne deve controllare il funzio-
namento. Con l’RCCB completamente chiuso e collegato a un’alimentazione a 0,85 volte la tensione nominale
±5%, deve essere fatto funzionare il dispositivo di prova. L’RCCB deve aprirsi.

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Fig. 101 Circuito di prova per la verifica della coordinazione delle caratteristiche
Nota 01 e 02 sono connessioni d’oscillografo

* Regolatore per prendere approssimativamente 1% della corrente attraverso l’induttore.


Fine Documento
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La presente Norma è stata compilata dal Comitato Elettrotecnico Italiano
e beneficia del riconoscimento di cui alla legge 1º Marzo 1968, n. 186.
Editore CEI, Comitato Elettrotecnico Italiano, Milano - Stampa in proprio
Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 4093 del 24 luglio 1956
Responsabile: Ing. E. Camagni
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