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Organi costituzionali

Il parlamento rappresenta il centro del sistema istituzionale in una forma di governo parlamentare. Esso è
presente in tutti i governi ma è definita parlamentare poiché si basa sulla fiducia tra parlamento e governo.
In una forma di governo parlamentare, il parlamento è di regola l’unico organo eletto dai cittadini ovvero a
legittimazione democratica diretta, è l’organo attraverso il quale le idee dei cittadini arrivano all’interno
della forma di governo. Il parlamento nasce nel periodo medievale, dunque non è un’invenzione
democratica, deriva da “parlamentum” che significa “parlare per convincere”. I primi parlamenti nascono
dall’idea di chi sedeva in parlamento prendeva la parola per emanare le proprie idee, si può quindi dire che
è definito l’opposto del pensiero unico poiché ci garantisce la pluralità dei punti di vista ed opinioni come in
una società. Alla nascita le persone che lo formavano non erano libere di emanare le proprie idee poiché
avevano un mandato, l’idea era dunque la rappresentanza di diritto privato e dunque il parlamentare
doveva tenere conto del mandante e della sua decisione. In parlamento sedevano i nobili e i rappresentanti
delle città, i quali avevano ricevuto un mandato da parte della propria città per mettersi ai confronti
dell’imperatore per definire le questioni riguardanti “l’impero”.
Questo parlamenti finiscono con le tre rivoluzioni borghesi, soprattutto con la rivoluzione francese dove
vengono eliminati gli stati generali e si afferma il parlamento, che diventa assemblea di persone elette le
quali perdono il mandato ma acquisiscono libertà delle decisioni e vale erga omnes. I parlamenti
contemporanei si basano su questa stessa concessione, una comunità di eletti per conto del popolo con il
divieto di mandato imperativo.

Il Parlamento Italiano
La costituzione dedica al parlamento un ampio numero di articoli, dal 55 al 82
Ciò sta a testimoniare la centralità di quest’organo.
Il parlamento è un organo trasparente, tutta l’attività parlamentare è immediatamente conosciuta dai
cittadini, con vari mezzi di comunicazione (canale tv, dirette sui social, via radio ecc), infatti viene trascritta
parola per parola tutto quello che i parlamentari dicono proprio perché i cittadini che hanno eletto tali
parlamentari hanno il diritto di sapere le singole parole di ognuno di loro.
Caratteristiche
È un organo costituzionale, continuo, direttamente rappresentativo.
Svolge due funzioni:
* legislativa (ha il compito di approvare le leggi) (tutti i parlamenti)
* poiché la nostra è una forma di governo parlamentare, ha anche il compito di dare e togliere la fiducia al
governo
Il nostro parlamento prevede due camere indipendenti l’una dall’altra, anche se nel linguaggio quotidiano
parliamo di parlamento in generale dovremmo fare due distinzioni: Camera dei deputati e Senato della
Repubblica.
Le nostre due camere costituiscono un bicameralismo uguale, paritario e indifferenziato.
- Indifferenziato: le due camere svolgono esattamente le stesse funzioni, questa è una particolarità in
quanto negli altri sistemi difficilmente vedremo due camere che fanno esattamente le stesse funzioni.
- Uguali: perché le funzioni possono essere svolte in modo indifferenziato da parte di ciascuna camera, un
iter legislativo può iniziare sia nella camera che nel senato, la sfiducia può essere chiamata sia dalla camera
che dal senato perché le due camere sono uguali
- Paritario: non c’è camera che prevale sull’altra, come Germania, Spagna, Francia, se si crea dunque un
conflitto tra le due camere nessuna delle due camere può prevalere e quindi il compito di risolvere il
conflitto spetta al presidente della Repubblica. Non hanno dunque un rapporto di gerarchia tra di loro, non
possono dunque limitarsi a vicenda
Nel mondo abbiamo principalmente parlamenti monocamerali, ma il bicameralismo nel mondo liberale si
giustificava con la divisione all’interno delle due camere tra clero, nobiltà e borghesia.
Vedi parlamento del regno di Italia, il senato era quasi interamente di nomina del re mentre la camera dei
deputati veniva eletta.
Si giustifica quindi in modo giusto, come avviene nei sistemi decentrati e quelli federali (Usa, Germania,
Austria): una camera rappresenta lo stato mentre l’altra il popolo. Quello degli usa è eletto su base statale
ovvero ogni stato elegge un certo numero di senatori.
Nell’italia del ‘48 non era presente ne il parlamento borghese ne il decentrato, viene scelto il bicameralismo
per fare in modo che ogni camera controllasse l’altra, per rendere dunque ancora più faticoso il processo
decisionale all’interno del Paese.

Differenze strutturali tra le due Camere:


* La camera dei deputati oggi è formata da 630 componenti tutti elettivi, dalla prossima legislatura i
deputati saranno 400. Il Senato conta 315 senatori elettivi più l’aggiunta dei senatori a vita, dalla prossima
legislatura diventerà di 200 senatori elettivi mentre restano i senatori a vita. I senatori a vita sono
componenti del senato non elettivi che provengono da due fonti diverse, hanno diritto di diventare
senatori a vita gli ex presidenti della repubblica, diventano senatori a vita 5 cittadini che hanno illustrato
l’Italia per altissimi meriti. I senatori non elettivi sottolineano che la rappresentanza non è solo rapporto
rappresentativo ma anche situazione rappresentativa ovvero che i parlamentari devono ragionare su qual è
l’interesse che devono perseguire per la comunità.
* La base elettiva, per la camera si vota a 18 anni mentre per il senato a 25
* La base anagrafica per gli eletti, almeno 18 per essere eletti alla camera mentre 25 per il senato. Non tutti
pero possono essere eletti. È incandidabile qualcuno che non ha i requisiti (età, cittadinanza, condanne
penali che prevedano determinate situazioni). È ineleggibile chi è già titolare di una carina e non rinuncia ad
esso.
* Durata del mandato: le camere durano 5 anni, questo periodo prende il nome di legislatura. Dal 1948 ad
oggi dovremmo essere nella 15esima legislatura mentre siamo nella 18esima, ciò sta a significare che non
tutte le legislature sono durate 5 anni, quello che è definito lo scioglimento anticipato delle camere. Sia
ordinario sia anticipato, per il principio “Mai un giorno senza un organo costituzionale”, dal giorno in cui
vengono sciolte fino al giorno in cui si insediano, le vecchie camere vanno in prorogatio (quel periodo di
tempo in cui le vecchie camere anche se sono sciolte continuano ad essere attive fino all’insediamento
delle nuove camere) per salvaguardare questo principio. In questo periodo le camere sono sciolte ma
vengono convocate solo se necessario (solo eventi straordinari: conversione decreto legge, eventuale
fiducia di un governo) e non possono essere convocate per nessun evento ordinario. Questo periodo dura
per un massimo di 75 giorni, abbiamo il bisogno di sciogliere le camere per insidiare le nuove infatti
vengono sciolte ordinariamente all’inizio delle elezioni. Proprio per togliere al parlamento l’eventuale
potere decisionale per azioni di convenienza per interesse elettorale però per eventi straordinari vengono
convocate. Diversa dalla prorogatio è la proroga che si attiva solo se dichiarato lo stato di guerra, in caso di
guerra i poteri delle camere sono prorogati perché in questo caso il parlamento conserva tutti i poteri, la
proroga può durare tanto quanto durerà la guerra (Guerra dichiarata).

Lo scioglimento anticipato
Le camere vengono sciolte anticipatamente se il presidente della Repubblica ritiene che non siano più in
grado di funzionare, politicamente diciamo che lo scioglimento si ha quando le camere non sono più in
grado di esprimere una maggioranza di governo. I presidenti tendono sempre ad evitare questo tipo di atto,
però tutti gli scioglimenti possono essere definiti anticipati: immaginando che la prima volta si voti a
maggio, le camere si insediano 15/20gg dopo (meta giugno) passano 5 anni e accade la stessa cosa, quando
sciogliamo le camere accade lo stesso giorno di quando si insediano, poi passano 30 giorni di elezioni e altri
15/20 gg per ufficializzare le elezioni, dunque andremo a votare a fine luglio e le nuove camere si
insedieranno a ferragosto e cosi via, se fossero rispettsti sempre i 5 anni esatti avremmo un inizio dei lavori
parlamentare sempre diverso. In Italia il parlamento viene sciolto sempre un po’ prima della sua naturale
scadenza per far si che, il periodo delle elezioni e dunque, l’insediamento dei parlamenti capiti sempre tra
Marzo e Giugno. Per far si che le elezioni capitino sempre durante lo stesso periodo dobbiamo sciogliere
anticipatamente le camere circa due mesi prima della loro scadenza ufficiale. La costituzione ci dice che per
effettuare uno scioglimento anticipato (anche se solo di due mesi), oltre al presidente della repubblica, e a
quello di camera e senato, deve essere d’accordo il presidente del consiglio che dovrà controfirmare il
decreto di scioglimento, dunque il presidente del consiglio dovrà rinunciare alla sua attività di gorverno per
i mesi stabiliti e questo permette ad esso di avere un forte potere decisionale in merito allo scioglimento
anticipato. Negli anni ‘90 c’è stato un caso di presidente del consiglio che si rifiutava sistematicamente e
per l’unica volta quel parlamento invece di andare in prorogatio ha continuato a funzionare
sistematicamente per più di un mese. (Altro caso simile con il governo Gentiloni nel 2018). In conclusione,
lo scioglimento anticipato è un qualcosa che limita l’attività del governo poiché il presidente del consiglio
dovrà dimettersi anticipatamente rispetto alla fine del mandato.
Ogni camera è abbastanza indipendente, quindi ha una propria organizzazione indifferente rispetto a quella
dell’altra camera tranne rispetto ad alcuni punti della costituzione:
1. Ogni camera deve avere un presidente, eletto dalla camera non appena viene insediata la camera. Il
senato svolge quest’operazione velocemente (circa 2/3gg) rispetto alla camera poiché il presidente del
senato è il supplente del presidente della repubblica (attuale onorevole Casellati), questa carica prenderà il
posto del presidente della Repubblica qualora il presidente sia impedito. Il presidente della camera è invece
il presidente del parlamento in seduta comune
2. Ogni camera deve avere un ufficio di presidenza, organizza i lavori del parlamento (approfondire dal
libro)
3. Ogni camera deve avere i gruppi parlamentari. Premessa, art 49 della costituzione disciplina i partiti
politici, grazie ad essi i cittadini concorrono alla politica nazionale ma i partiti politici in Italia sono
associazioni giuridicamente non riconosciute (non sono organi dello stato bensì si muovono solo nella
società) infatti i leader dei partiti creano le proprie fondazione perché i partiti non essendo riconosciuti non
possono ricevere ne benefici ne donazioni. (Fondazione Rousseau, m5s diretta da Casalegio e Di Maio.
Essendo in contrasto politicamente tra loro, la preoccupazione non ricade sull’andamento del partito bensì
sull’associazione poiché funge da cassaforte del partito e il rischio sta nel fatto che il leader del partito
politico possa personalizzare la fondazione e dunque toglierla metaforicamente al partito). Dunque, i
partiti, essendo organizzazioni che si muovono all’interno della società la costituzione ha vietato loro di
entrare in parlamento però i parlamentari vengono eletti poiché appartengono a dei partiti. Possiamo dire
che la costituzione ha trovato l’escamotage dei “gruppi parlamentari” che sono definiti la proiezione dei
partiti in parlamento. Gruppi parlamentari e partiti hanno anche lo stesso nome ma giuridicamente sono
due soggetti diversi tra loro: il partito è un’associazione non riconosciuta che si muove tra la società, il
gruppo parlamentare è un organo della camera o del senato quindi è un organo del governo parlamentare.
La costituzione disciplina come devo o essere questi gruppi:ogni deputato/senatore deve appartenere ad
un gruppo ma chi non vuole entrare a far parte di un gruppo entra all’interno del “gruppo misto”. Per
formare un gruppo alla camera bisogna essere 20 mentre nel senato in 10. Appena si insediano le camere
noi troviamo in parlamento tanti gruppi quanti partiti presentati all’elezioni (che abbiano 20 deputati e 10
senatori), i gruppi parlamentari ci danno la fotografia di come sono andate le elezioni, ogni gruppo avrà la
consistenza del numero degli eletti di quel determinato partito. Tuttavia con il passare dei giorni la
fotografia che i gruppi parlamentari ci offrono diventa sempre più diversificata perché durante là legislatura
assistiamo al passaggio dei parlamentari da un gruppo all’altro, i parlamentari “più corretti” quando escono
da un gruppo vanno nel gruppo misto, quelli meno “corretti” si spostano nel nuovo gruppo parlamentare.
Più o meno corretti dal punto di vista della rappresentanza perché i parlamentari vengono inseriti nelle liste
di un determinato partito, nonostante abbiano il diritto di cambiare partito è particolare che un
parlamentare che è stato eletto nel partito X vada a fare la maggioranza e l’opposizione nel partito Y.
Questo fenomeno è chiamato transfughismo (trans fuga). Molte costituzioni lo hanno disciplinato facendo
in modo che il parlamentare che lascia il proprio gruppo di appartenenza possa entrare solo nel gruppo
misto che rappresenta il gruppo in cui ci sono talmente tante opinioni politiche diverse che alla fine
possiamo ricondurla a zero l’opinione del gruppo. L’interesse per i gruppi nasce quando secondo la
costituzione le commissioni parlamentari si formano in base alla numerosità dei gruppi. (Vedi punto
successivo)
4. Ogni camera deve avere le commissioni parlamentari, che sono delle piccole assemblee. (Se in questo
momento in parlamento vi sono 14 divisioni permanenti, in ogni camera 630 deputati diviso 14 divisioni 45
parlamentari per commissione, ogni deputato farà parte di una commissione in cui lavorare). Le
commissioni vengono formate rispettando le proporzioni dei gruppi parlamentari. Esempio: se un gruppo
parlamentare ha 200 deputati andremo a fare 200 diviso 14, questo significa che il gruppo parlamentare
che ha 200 componenti ne manderà 15 in ogni commissione, mentre il gruppo parlamentare che ha solo
100 deputati in ogni commissione ne manderà la metà, questo ci fa capire che ogni commissione non è
altro che una mini-assemblea che rispetta le proporzioni che ci sono nell’assemblea principale. L’idea di un
parlamento che lavora sempre in assemblea è sbagliato poiché camera e senato lavorano molto in
commissione, anche perché l’analisi e la correzione dei disegni di legge avviene in commissione, mentre in
assemblea viene fatto solo il lavoro politico mentre nelle commissioni viene svolto tutto il lavoro legislativo.
Il dipendente pubblico o privato per entrare a far parte del parlamento deve mettersi in aspettativa dal suo
impiego poiché non sarebbe in grado di svolgere a pieno merito entrambi i lavori, e su questo la
costituzione è molto chiara. Diventa meno lucida quando si tratta di un libero professionista o che ci sia un
obbligo di presenza ai lavori parlamentari e fa si che molti parlamentari privilegino soltanto l’aspetto più
polito (quello in assemblea) e tralascino invece il vero lavoro del parlamentare, quello di formazione del
disegno di legge. Il 25/30% dei nostri parlamentari va in parlamento soltanto quando ci sono delle attività
importanti tralasciando quelle della formazione del disegno delle leggi.

Le giunte
L’ultimo organo delle camere sono le giunte, sono delle commissioni che ricoprono ruoli meno centrali
poiché non svolgono ne la funzione legislativa ne politica ma sono comunque importanti (in particolare
giunta per il regolamento, elezioni e autorizzazioni). Alcuni deputati/senatori fanno parte, oltre che alle
commissioni, alle giunte. Di solito vengono scelti i parlamentari più rilevanti.
- Giunta per il regolamento: è più tecnica che lavora per modificare e dare interpretazioni ai regolamenti
parlamentari
- Giunta per le elezioni, gli eletti al parlamento vengono considerati eleggibili o meno dallo stesso
parlamento (se un consigliere comunale ritiene di avere i requisiti ma il consiglio comunale dice il contrario
questo consigliere comunale va a processo d’avanti al tar mentre per i parlamentari non è possibile ricorso
alla giustizia qualora il senato o la camera ritenga che un eletto non fosse eleggibile esso non potrà fare
ricordo alla giustizia poiché questa scelta è destinata solo alla giunta per le elezioni).
- Giunta per le autorizzazioni, autorizzazioni a procedere.

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