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Università degli Studi Perugia

Dipartimento di Scienze Farmaceutiche


CdLM in Farmacia

Corso di
Analisi dei Medicinali II (Mod. II)

Prof. Ornelio Rosati


e
Prof. Stefano Sabatini

AA 2019-2020
A.A. 2019-2020

ANALISI DEI MEDICINALI IV


(M.C.I.)
Ricerca medicamenti

3 crediti teoria + 4 crediti pratica


lezioni teoriche: 21 ore + esercitazioni: 60 ore

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Analisi dei medicinali IV
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piridossina
Anno Accademico 2019/2020
ANALISI DEI MEDICINALI IV (MCI)
Programma del corso Prof. Stefano Sabatini
e-mail: stefano.sabatini@unipg.it
Tel. 075-5855130
Programma:
Richiami di analisi qualitativa dei cationi ed anioni in riferimento ai medicamenti
inorganici iscritti nella F.U. XII ed e EP 9.
Comportamento alla calcinazione dei medicamenti organici, organometallici ed inorganici.
Ricerca qualitativa dei seguenti elementi: carbonio, idrogeno, azoto, zolfo, alogeni.
Solubilità.
Caratterizzazione dei seguenti gruppi funzionali: acidi carbossilici, alcoli, fenoli, eteri,
aldeidi e chetoni, ammine, ammidi, nitroderivati, amminoacidi. Ricerca dell'insaturazione
e della struttura aromatica. Saggi di riconoscimento specifici per: acetati, citrati, tartrati,
lattati, benzoati, salicilati, derivati xantinici, aminobenzensolfonamidi e zuccheri.
Esercitazioni pratiche sul riconoscimento di Medicamenti inorganici, organometallici ed
organici iscritti nella F.U. XII ed e EP 9.

Testi consigliati
- Appunti dalle lezioni;
- E. Camaioni - Compendio teorico-pratico di analisi farmaceutica. Riconoscimento delle
sostanze solide iscritte nelle vigenti farmacopee - Editrice Bertoni (€ 20,00)
- A. Carta, M. G. Mamolo , F. Novelli, S. Piras – Analisi Farmaceutica Qualitativa - Editrice
EDISES (€ 28,00)
Testi di Consultazione
- V. Balzani, M. Venturi, Chimica! Leggere e scrivere il libro della natura, Scienza Express
- F. Savelli, O. Bruno, Analisi Chimico Farmaceutica, Ed. Piccin - Padova
- F. CHIMENTI, Identificazione sistematica di composti organici, Ed. Grasso.
- Vogel – Chimica organica pratica – Casa editrice
-Farmacopea Ufficiale Italiana X ed XI Ed. e Farmacopea Europea VIII Ed.
-Orario di ricev imento:
Lunedì e Mercoledì ore 16.00-18.00 Venerdì ore 11.00-13.00.
CONSIDERAZIONI GENERALI SULLA SICUREZZA
UN LABORATORIO CHIMICO PUÒ ESSERE
ESTREMAMENTE PERICOLOSO PER LA PROPRIA
INCOLUMITÀ E PER QUELLA DEGLI ALTRI SE NON SI
PRESTANO LE DOVUTE CAUTELE
Le cause principali degli incidenti nei laboratori chimici sono molteplici tuttavia possono
essere sostanzialmente ricondotte alle seguenti:
1) scarsa conoscenza
2) distrazione
3) troppa sicurezza
4) incoscienza
Principali fonti ed i tipi di pericolo più comuni ai quali si può andare incontro, se non si
prestano le dovute attenzioni e non si opera con le opportune cautele.

FONTI DI PERICOLO TIPO DI PERICOLO


manipolazione di reattivi chimici avvelenamenti ed intossicazioni anche mortali,
esplosioni, ustioni e ferite agli occhi, eritemi della
pelle, allergie, corrosioni della strumentazione e
degli indumenti,...
uso di apparecchiature in vetro esplosioni, ferite da taglio, schegge, ustioni,...
uso di apparecchiature elettriche scosse, incendi, ustioni, stato di shock,...

CONSIDERAZIONI GENERALI SULLA SICUREZZA


DECALOGO
1) Indossare il camice: rappresenta una protezione da incendi e sostanze
pericolose: deve essere facilmente sfilabile.
2) Indossare gli occhiali di sicurezza: gli occhi sono la parte più delicata del
corpo e vanno difesi con occhiali in plastica resistente agli urti che vanno
indossati sempre.
3) Indossare guanti protettivi quando si opera con sostanze pericolose.
4) Indossare scarpe grosse e resistenti comunque non indossare i sandali senza
calze.
5) Chi porta i capelli lunghi cerchi di raccoglierli.
6) Avere ben chiaro ed in forma scritta tutto lo schema delle operazioni da
svolgere prima di iniziare qualunque esperienza non iniziare alcun esperimento
se si ha qualche dubbio in merito: programmare tutta la sequenza delle operazioni
da svolgere e preparare ordinatamente ed in tempo tutta l'attrezzatura da usare.
7) Non prendere mai iniziative isolate ed alternative a ciò che l'esperimento
prevede: qualunque modifica va discussa preliminarmente col docente.
8) Non restare mai soli in laboratorio: un incidente anche di lieve entità può
diventare serio se si è soli e non si interviene con immediatezza e decisione.
9) Non ingombrare i passaggi né le porte né le zone in cui sono presenti i mezzi
antincendio. In caso di emergenza si potrebbe verificare di dover evacuare
velocemente i locali.
10) Prendere visione della posizione del quadro elettrico principale e di quelli
secondari, dei mezzi antincendio, delle porte di sicurezza, delle valvole di
controllo dell'acqua e del gas: in caso di reale pericolo, se si è colti dal panico, è
più difficile ragionare e trovare la loro posizione.
CONSIDERAZIONI GENERALI SULLA SICUREZZA
ed inoltre…….
- Avvertire sempre preventivamente l’insegnante ed i colleghi se si è
allergici a certi prodotti chimici;
- Se per qualunque motivo si avverte un senso di malessere, allontanarsi
immediatamente dal banco di lavoro avvertendo i colleghi vicini ed il
docente;
- Non cercare di nascondere gli effetti di un incidente anche se ritenuto di
lieve entità;
- Leggere sempre con molta attenzione le etichette dei recipienti prima di
usarne il contenuto. Essere assolutamente certi dell’identificazione della
sostanza presente nel recipiente;
-Non consumare cibi o bevande in laboratorio;
-Non assaggiare, né toccare assolutamente i reattivi con le mani né
annusarli;
-Tenere pulito ed in ordine il proprio banco di lavoro: lasciare sul banco solo
l'attrezzatura indispensabile per lo svolgimento dell'esperienza in corso. Alla
fine dell'esperienza riporre l'attrezzatura usata dopo averla pulita. Accertarsi di
aver chiuso il rubinetto dell'acqua e del gas, se sono stati usati.
- Usare con attenzione la vetreria:
1) si possono prendere forti scottature perché la vetreria calda non è
visivamente distinguibile da quella fredda;
2) il vetro può facilmente rompersi in frammenti molto taglienti.
N.B. Quando si prepara una soluzione diluita di un acido o di un idrossido,
partendo da acidi o idrossidi concentrati, aggiungere questi all’acqua
lentamente ed agitando in continuazione e mai il contrario:

CONSIDERAZIONI GENERALI SULLA SICUREZZA


- Non scaldare su fiamma libera liquidi infiammabili ;
- Rimanere al proprio posto e muoversi solo lo stretto indispensabile;
- Non appoggiare mai recipienti, bottiglie o apparecchiature vicino al bordo
del tavolo;
- Afferrare saldamente e con tutte le precauzioni del caso i recipienti
contenenti i reattivi quando devono essere mossi da un posto ad un altro;

Ulteriori informazioni e link si possono trovare, ad esempio, nei seguenti siti


web:
http://www.diario-prevenzione.it
https://www.inail.it/cs/internet/attivita/ricerca-e-tecnologia/area-salute-
sul-lavoro.html
http://www.vigilfuoco.it/aspx/page.aspx?IdPage=4516

Si rammenti bene che, soprattutto quando si compiono delle


azioni ripetitive ed apparentemente noiose, anche se si
stanno adoperando sostanze ed apparecchiature pericolose, si
tende ad abbassare il proprio livello di attenzione ed a
sopravvalutare le proprie capacità ed esperienza.
La sicurezza deve derivare da una attitudine mentale a
mettere sempre in pratica le norme di prevenzione dai
pericoli per sé e per gli altri e non dall'abitudine.
CLASSIFICAZIONE DELLE SOSTANZE CHIMICHE IN BASE ALLA LORO
PERICOLOSITÀ

La maggior parte delle sostanze chimiche presenta un grado più o meno elevato di
pericolosità che è legato alle loro proprietà chimico-fisiche.

“Se la sostanza è potenzialmente pericolosa allora deve essere posta in recipienti adatti la cui
etichetta deve riportare tra l’altro dei simboli internazionali accompagnati da lettere (Consiglio
d'Europa, Strasburgo 1965 e leggi successive) che indicano il tipo di rischio caratteristico di
quella sostanza chimica e che sono di seguito riportati.
Secondo le norme CEE le sostanze pericolose sono divise in otto categorie principali che sono a
loro volta suddivise in due gruppi di diversa pericolosità.”

SOSTANZE PIÙ PERICOLOSE

CLASSIFICAZIONE DELLE SOSTANZE CHIMICHE IN BASE ALLA LORO


PERICOLOSITÀ

SOSTANZE UN PO' MENO PERICOLOSE DELLE PRECEDENTI

È OPPORTUNO RICORDARE CHE:

LE SOSTANZE CHE NON RIPORTANO IN


ETICHETTA AVVISI DI PERICOLOSITÀ SONO
SEMPRE E COMUNQUE DA CONSIDERARE
COME POTENZIALMENTE PERICOLOSE E
QUINDI DA TRATTARE CON LA MASSIMA
ATTENZIONE !
CONSIDERAZIONI GENERALI SULLA SICUREZZA

prestare la massima attenzione a tutto ciò che si fa e che si


sperimenta.

trattare qualsiasi sostanza come potenzialmente pericolosa a


meno di non essere certi del contrario.

IMPORTANTE la qualità del comportamento soggettivo:


curare la protezione personale;
curare l’ordine;
vietati scherzi o altri comportamenti irresponsabili;
vietato mangiare, bere, fumare.

Sapere sempre ed esattamente


cosa si deve fare
come “
perché “

STORIA
FARMACOPEA UFFICIALE
Ph. Eur.
della Repubblica Italiana
X Ed. 9 ottobre 1998
XI Ed. 5 maggio 2002 - in vigore dal 1 gennaio 2003
XII Ed. 31 dicembre 2008 – in vigore dal 31 marzo 2009
- Aggiornamento e correzione della XII^ Edizione FU. DM 16 marzo 2010;
- Aggiornamento e revisione di alcuni testi della XII^ Ed. FU. DM 17 maggio 2018;
- Aggiornamento e rettifiche tabelle 2 - 3 - 6 della XII^ Ed. FU. DM 24 luglio 2018.

testo ufficiale stabilisce le caratteristiche, i requisiti, ed i


metodi di controllo dei medicamenti e delle
forme farmaceutiche.
Compilata, revisionata ed aggiornata da una Commissione permanente per la
Farmacopea Ufficiale, nominata con decreto ministeriale e costituita da:
 un presidente
 numerosi esperti di materie chimiche, farmaceutiche, farmacologiche,
biologiche, legislativo-amministrative, etc.

Il testo della F.U. deve essere approvato dal Ministro della


 Sanità, il decreto relativo pubblicato sulla G.U. è riportato
per esteso nella prima pag. della F.U.
tutto il testo è da considerarsi legge.
FARMACOPEA UFFICIALE
della Repubblica Italiana XII ed.

da F.U. XII Ed.


European Pharmacopoeia VI ed.

http://old.iss.it/farc/index.php?lang=1

per espressa previsione dei DM di riferimento, i testi nelle lingue inglese e francese
della Farmacopea Europea non sono soggetti all’obbligo di detenzione in
farmacia e sono posti a disposizione di qualunque interessato per consultazione e
chiarimenti presso il Segretariato della Commissione permanente per la revisione e
pubblicazione della Farmacopea Ufficiale
Dal 1 Gennaio 2020 la
FARMACOPEA UFFICIALE
della Repubblica Italiana
E’ costituita da:
Testi in vigore:

XII Edizione della Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana e


seguenti e correzioni aggiornamenti ;

10 th Edizione della Farmacopea Europea;

https://www.edqm.eu/en/european_pharmacopoeia_10th_edition
“procedura di implementazione rapida”

I Supplementi alla decima edizione della Farmacopea


Europea saranno pubblicati, ed entreranno in vigore, con
cadenza quadrimestrale;
Verranno recepiti dai paesi aderenti, direttamente in lingua
inglese e francese per non frapporre dilazioni per l’entrata in
vigore, a livello nazionale, degli stessi testi europei.

Per rendere la Farmacopee nazionali più dinamiche ed


aderenti al settore dei medicinali (Es. monografie generali: Prodotti
aventi il rischio di trasmettere gli agenti delle encefalopatie spongiformi
animali, Sostanze per uso farmaceutico)
Le procedure comunitarie per la concessione dell’autorizzazione
all’immissione in commercio di un medicinale prevedono, per le specifiche
di qualità delle materie prime, il riferimento a monografie della
Farmacopea Europea o, in mancanza di queste, alle eventuali monografie
delle Farmacopee Nazionali degli Stati Membri.

Per rendere omogenee le monografie delle farmacopee di ogni singolo stato


nel 1992 è stata istituita la Commissione della Farmacopea Europea con il
programma di “adattamento delle monografie nazionali”.

Con l’attuazione di questo programma, dalla quarta edizione la Farmacopea


Europea include:

le monografie di tutte le materie prime in precedenza soggette a tre o più


singole monografie nazionali;

più dell’85% delle monografie delle materie prime in precedenza soggette


a due singole monografie nazionali.

Per la prima volta i testi del Formulario Nazionale italiano (FN) sono stati così
inseriti nella XI edizione della FU, rivisti nel titolo e nel formato, mentre le
specifiche, per la maggior parte dei casi, sono rimaste quelle originali.

Un altro segnale di adeguamento ai tempi della FU emerge dal nuovo testo


relativo alle Norme di buona preparazione dei medicinali in farmacia,
testo completamente revisionato rispetto a quello del FN.

è necessario che l’attività preparatoria in farmacia avvenga nel


rispetto di un Sistema di Assicurazione di Qualità
Norme di buona preparazione
dei medicinali in farmacia

 eseguire controlli sperimentali sia


sul prodotto finito che sulle
materie prime;
 stabilire il periodo di validità e le
condizioni di conservazione;
 effettuare, se del caso, il saggio
di dissoluzione in vitro per una
“valutazione” della
bioequivalenza nei confronti dei
prodotti industriali.

Norme di buona preparazione


dei medicinali in farmacia
Norme di buona preparazione
dei medicinali in farmacia

Norme di buona preparazione


dei medicinali in farmacia
FARMACOPEA UFFICIALE XI ed.

X Ed. della F.U.

1. Prescrizioni generali da p. 1

2.1 Apparecchiature da p. 13

2.3. Identificazione da p. 58

4. Reattivi da p. 243

MONOGRAFIE da p. 431
Medicamenta VII ed.

Edito dalla Cooperativa Farmaceutica, nata a Milano nel 1890, è un'istituzione


centenaria dalle finalità mutualistiche. Tra le attività dell'azienda spicca il
settore editoriale con l'Opera MEDICAMENTA, giunta alla settima edizione.

http://www.medicamenta.com/main.htm
Medicamenta VII ed.
MEDICAMENTA settima edizione è composta da sette volumi così suddivisi :

•Parte Generale

I volume Elementi di Farmacologia Generale. Cenni di Farmacologia Speciale.


Microbiologia. Immunologia. Tecnica Farmaceutica.
II volume Chimica Analitica. Alimentazione e Dietetica. Elementi di Metodologia
Statistica con applicazioni. Urgenze in Medicina e Chirurgia. Analisi
Cliniche. Legislazione Farmaceutica.
•Parte monografica

III volume Parte monografica A-C

IV volume Parte monografica D-K

V volume Parte monografica L-Po

VI volume Parte monografica Pr-Z

VII volume Indice Generale e Analitico

Medicamenta VII ed.

MEDICAMENTA su CD-ROM è il software in grado


di fornire un supporto rapido ed efficiente per la
consultazione delle monografie aggiornate sui
principi attivi, con particolare riguardo alle
caratteristiche strutturali, chimiche,
farmacologiche e cliniche nonchè alla
formulazione delle preparazioni più richieste.

I principi attivi richiesti hanno il vantaggio di essere raggiunti attraverso indicizzazioni


quali:

Nomi commerciali: di grandissima utilità per il lavoro quotidiano del Farmacista che ha
la possibilità di risalire immediatamente al principio attivo partendo dal nome
commerciale del prodotto richiesto. I nomi commerciali sono riferiti ai prodotti in
commercio in Italia e negli altri Paesi Ue, in Svizzera e negli USA.
Categorie Terapeutiche: possibilità di accedere all’indice delle categorie terapeutiche
(ATC Classificazione Anatomica Terapeutica Chimica). Cliccando sulla singola categoria
terapeutica si visualizzerà l'elenco dei principi attivi appartenenti alla stessa categoria.
Preparazioni: partendo dalle preparazione richiesta si ha la possibilità di accedere
immediatamente alla scheda monografica che la contiene.
Nomi e Sinonimi: possibilità di entrare, direttamente dall’indice analitico, nella scheda
monografica del principio attivo richiesto.
CAS: possibilità di risalire al principio attivo tramite il numero di registrazione al CAS
(Chemical Abstracts Service Registry Number).
Procedura analitica generale 1

L’identificazione sistematica di una sostanza richiede una serie di passaggi


attraverso i quali si dimostra che un composto sconosciuto A ha proprietà
chimiche e fisiche identiche a quelle di un composto B, descritto in letteratura.

Questi passaggi possono essere brevemente riassunti:

Preliminarmente accertare se il composto in esame è:

a) una sostanza pura (impurezze <1%) un composto viene considerato puro


quando ulteriori frazionamenti non portano a variazioni delle sue proprietà
fisiche (es. p.f., p.e., potere ottico rotatorio, densità ecc…);
b) una sostanza impura (impurezze 1÷9%) dovrà essere purificata mediante
opportune tecniche di frazionamento (cristallizzazione, distillazione,
sublimazione, cromatografia, estrazione con solventi, ecc…);
c) una miscela di composti è necessario separarla nei suoi componenti ed
identificare questi separatamente. Le più comuni tecniche di frazionamento
e purificazione sono cromatografia, cristallizzazione, distillazione
frazionata o in corrente di vapore, sublimazione, estrazione con
solventi.

Procedura analitica generale 2

Una volta accertata la purezza la sostanza viene sottoposta ai seguenti saggi:

1. esame organolettico
2. comportamento della sostanza al calore
3. determinazione delle costanti fisiche (p.f. o p.e.) NB. Solo per le
sostanze organiche
4. analisi elementare qualitativa - ricerca degli elementi (N, S, alogeni,
As, P ed elementi metallici), diversi dal C ed H, presenti in un
composto organico è molto utile per la sua identificazione. La
presenza o l’assenza di certi elementi implica infatti l’esclusione di
certe classi di composti organici.
5. determinazione delle proprietà acido-base e della solubilità in
opportuni solventi – forniscono utili informazioni, preziose per
accertare la presenza o l’assenza di determinati gruppi funzionali.
6. ricerca dei gruppi funzionali per quasi tutte le funzioni organiche
caratteristiche (CO 2 H, CHO, OH, NO 2 , ecc.) sono disponibili dei saggi
specifici di identificazione che permettono, unitamente ai risultati
delle prove precedenti, di assegnare il composto in esame ad una ben
precisa classe di composti.
7. analisi spettroscopiche le tecniche spettroscopiche hanno
enormemente modificato i metodi di identificazione dei composti
organici; gli spettri IR, UV, NMR e MS forniscono informazioni spesso
decisive per l’analisi strutturale.
Procedura analitica generale 3
8. scelta e preparazione dei derivati – il riconoscimento
definitivo di una sostanza, specie se liquida, implica la
preparazione di alcuni derivati (prodotti di trasformazione) ed
il controllo d’identità dei loro punti di fusione con quelli
riportati in letteratura per i derivati del composto che si
suppone identico.
La scelta dei derivati più opportuni va fatta sulla base di criteri
ben precisi, servendosi di apposite tabelle che riportano le
proprietà fisiche dei composti organici e dei loro derivati.

ed in fine:

L’esame critico dei dati raccolti ed il confronto


con i dati riportati in letteratura permette di
giungere ad un’identificazione sicura della
sostanza in esame.

Si parte con i saggi!

1) Porta il cappello? → Esame organolettico?


Si parte con i saggi!

1) Esame organolettico → è una sostanza bianca

2) è di sesso femminile? → Calcinazione?

Si parte con i saggi!

2) Calcinazione → è una sostanza organica

3) Porta gli occhiali? → Analisi elementare, p.f., reazioni gruppi


funzionali, reazione FU di conferma?

è Claire! → Avete identificato la sostanza!!!!!!


ESAME ORGANOLETTICO

Osservazione delle caratteristiche esteriori della


sostanza
stato fisico
colore
odore
sapore
per stabilire una relazione tra queste e la struttura →
indizi significativi a circoscrivere l’indagine.

da eseguire sulla sostanza pura

ESAME ORGANOLETTICO – Stato Fisico

Si intende lo stato in cui si trova la sostanza in esame: il liquido ed il solido


sono i due stati più ricorrenti.

stato liquido (viscoso, incolore od opalescente).

stato solido (amorfo o cristallino).


sostanze amorfe sono prive di reticolo cristallino ed assimilabili ad
un liquido ad alta viscosità
sostanze cristalline si può apprezzare la forma dei cristalli → aghi
(ac. salicilico, ac. nicotinico), prismi, piastre (ac. benzoico).

Possono essere rilevati particolari caratteri della sostanza esaminata, es.


l’amido scricchiola per compressione tra le dita.

Le informazioni che si possono trarre dall’esame organolettico sono molto


utili in quanto permettono di escludere intere classi di sostanze; se, ad es.,
si ha un liquido si escluderà a priori qualsiasi zucchero o aminoacido o
composto ionico.
ESAME ORGANOLETTICO – Colore
Il colore di una sostanza deriva dall’assorbimento selettivo delle singole
radiazioni che costituiscono la luce solare – il campo del visibile 400-750 nm.
nero → assorbe tutte le radiazioni – il non colore.
bianco → non ne assorbe nessuna (le riflette tutte) – la somma di tutti i
colori.
colore → ne assorbe una o alcune per cui apparirà del colore delle radiazioni
non assorbite.
Per le sostanze organiche, la facoltà di assorbire le radiazioni nel visibile è
legata alla presenza di gruppi cromofori cioè ad uno o più centri di
insaturazione in quanto in questi centri c’è una maggiore mobilità di elettroni.

Legge di Planck
Effetto
π* Batocromico E = h.ν

Una grande importanza rivestono i gruppi auxocromi, gruppi che aumentano la


colorazione; es. NR 2 , CO 2 H, SO 3 H, OH .

ESAME ORGANOLETTICO – Colore


ESAME ORGANOLETTICO – Odore
I fattori che condizionano l’odore di una sostanza sono:
la volatilità
la conc. minima alla quale questo è rilevabile
L’odore può dare delle indicazioni circa la natura dei gruppi funzionali
presenti: amine, alcoli, fenoli, aldeidi, chetoni ed esteri posseggono, più o
meno tutti, odori caratteristici.
idrocarburi saturi → odore simile alla benzina
amine alifatiche basso PM → odore ammoniacale
superiori → “ pesce putrido
alcoli primi due termini → penetrante e gradevole
superiori → meno gradevole
esteri ed eteri → gradevole
aldeidi alifatiche primi termini → pungente
termini intermedi → odore rancido e disgustoso
termini complessi → molto gradevole
chetoni primissimi termini → gradevole
superiori → grasso rancido
acidi carbossilici in funzione della grandezza passano da odore pungente →
sgradevole → meno disgustoso
Occorre comunque molta cautela nell’annusare un composto
sconosciuto, in quanto molti composti possono essere talmente tossici
da provocare anche malesseri temporanei.

ESAME ORGANOLETTICO – Sapore

Le relazioni che intercorrono tra struttura chimica e sapore di una sostanza


sono ancor più vaghe di quelle di quelle accertate per l’odore.

Si sconsiglia l’assaggio della sostanza in esame prima della sua certa


individuazione (qualche granellino sulla punta della lingua)

ac. glutammico sapore di carne


zuccheri dolci
anestetici fanno seguire insensibilità all’iniziale sapore amaro-salino
mentolo fa seguire una sensazione di fresco ad una aromatica intensa
Procedura analitica generale

Una volta accertata la purezza la sostanza viene sottoposta ai seguenti saggi:

1. esame organolettico
2. comportamento della sostanza al calore
3. determinazione delle costanti fisiche (p.f. o p.e.) NB .Solo per le
sostanze organiche
4. analisi elementare qualitativa - ricerca degli elementi (N, S, alogeni,
As, P ed elementi metallici), diversi dal C ed H, presenti in un
composto organico è molto utile per la sua identificazione. La
presenza o l’assenza di certi elementi implica infatti l’esclusione di
certe classi di composti organici.
5. determinazione delle proprietà acido-base e della solubilità in
opportuni solventi – forniscono utili informazioni, preziose per
accertare la presenza o l’assenza di determinati gruppi funzionali.
6. ricerca dei gruppi funzionali per quasi tutte le funzioni organiche
caratteristiche (CO 2 H, CHO, OH, NO 2 , ecc.) sono disponibili dei saggi
specifici di identificazione che permettono, unitamente ai risultati
delle prove precedenti, di assegnare il composto in esame ad una ben
precisa classe di composti.
7. analisi spettroscopiche le tecniche spettroscopiche hanno
enormemente modificato i metodi di identificazione dei composti
organici; gli spettri IR, UV, NMR e MS forniscono informazioni spesso
decisive per l’analisi strutturale.

COMPORTAMENTO ALLA
CALCINAZIONE
Sostanze inorganiche: non c’è scheletro C-H, anche se possono contenere
un atomo di carbonio (es. CO 2 , CO, CS 2 , CCl 4 ).
Altri esempi: Au, Hg, FeS 2 , NaCl, PbS, MgO, K 2 SO 4 , NaNO 3 .

Sostanze metallorganiche o organometalliche: parte organica legata da


un legame ionico o di coordinazione ad ione metallico (alcalini,
alcalino-terrosi o di transizione).
Esempi: Sodio Acetato, Bismuto Salicilato basico, Sodio Calcio edetato

Sostanze organiche: costituite da scheletro di atomi C e H, sono anche


presenti eteroatomi (O, N, S, P, Si).
Questi atomi si organizzano in modo da formare delle famiglie di composti
(gruppi funzionali), i cui membri mostrano caratteristiche chimico-fisiche
simili.
Es. alcani, alcoli, o più complessi, zuccheri, amminoacidi, etc.
COMPORTAMENTO ALLA
CALCINAZIONE

sostanza non subisce alcuna alterazione


inorganica sublima senza alterarsi
perde H 2 O di cristallizzazione (sembra fondere) senza
altra alterazione
cambia di colore, senza alterarsi o alterandosi (svolgendo
fumi ma senza carbonizzare e sviluppare CO 2 ) lascia
comunque un residuo

sostanza decompone con o senza fusione, quindi brucia,


organometallica carbonizza (annerisce) ed al termine della
combustione rimane un residuo bianco
(grigiastro) o colorato sul quale si esamina la
porzione inorganica.

sostanza fonde, carbonizza rapidamente con vapori facilmente


organica infiammabili senza lasciare residuo.
sublima, con o senza fusione e carbonizzazione, in
condizioni di riscaldamento veloce senza lasciare residuo.

COMPORTAMENTO ALLA
CALCINAZIONE

Durante la combustione si deve comunque osservare:

 se la sostanza fonde, sublima, distilla con o senza alterazioni;


 se è infiammabile → fiamma fuligginosa o no,
 se si ha carbonizzazione;
 se si ha svolgimento di fumi o vapori e se questi
- sono infiammabili;
- hanno carattere acido o basico,
- hanno odore caratteristico (H 2 S, HCN, SO 2 ,..);
 se rimane residuo, se tale residuo è solido, fuso, colorato.
COMPORTAMENTO ALLA
CALCINAZIONE

Le indicazioni che si possono trarre possono essere così riassunte:


 vapori infiammabili con fiamma non fuligginosa → composti
alifatici a basso PM;
 vapori infiammabili con fiamma fuligginosa → composti aromatici
ed alogeno derivati;
 sviluppo di HCN → piroscissione di sostanze contenenti N (si può
rivelare con cartina all’acetato di rame o acetato di benzidina);
 sviluppo di H 2 S → sostanze contenenti S (si può rivelare con
cartina all’acetato di piombo);
 sviluppo di HNO 2 → sostanze contenenti N ed O (si può rivelare con
cartina imbevuta di reattivo di Griess);
 odore di caramello → zuccheri, polialcoli ed idrossiacidi

CALCINAZIONE
comportamenti particolari nelle sostanze
inorganiche
Sostanze Inorganiche: in genere non subiscono alterazioni.
Comportamenti particolari, utili ai fini diagnostici, sono rappresentati da
sostanze che:
 sublimano senza alterarsi I 2 , sali ammoniacali;
 si sciolgono nell’acqua di cristallizzazione (sembrano fondere)
Na 2 B 4 O 7 ⋅10H 2 O, Na 2 HPO 4 ⋅12H 2 O, KAl(SO 4 ) 2 ⋅12H 2 O;
 cambiano di colore senza alterarsi ZnO
 cambiano di colore alterandosi sali di Bi, Na 2 S 2 O 3 ⋅5H 2 O

NH 4 HCO 3 – al riscaldamento sublima anche se non si nota il brinamento; si


sentono vapori ammoniacali.
Na 2 B 4 O 7 ⋅ 10H 2 O – per riscaldamento rigonfia, elimina l’acqua di xx nella quale
si scioglie (sembra fondere), infine vetrifica.
ZnO – per riscaldamento diventa giallo, ma ritorna immediatamente bianco
per raffreddamento.
(BiO) 2 CO 3 – al riscaldamento diviene giallo e poi arancione; per
raffreddamento ritorna giallo e, dopo molto tempo, bianco.
Na 2 S 2 O 3 ⋅ 5H 2 O – al riscaldamento, prima si scioglie nell’acqua di xx,
risolidifica bianco (sostanza anidra), poi scurisce e brucia con
fiamma orlata di viola e si avverte odore di SO 2 ), infine lascia
un residuo molto evidente bianco –giallognolo.
CALCINAZIONE
comportamenti particolari nelle sostanze
organometalliche
I seguenti composti presentano un comportamento particolare :

I composti mercuro-organici non lasciano residuo – residuo di Hg che però


sublima. TOSSICO !

Ca gluconato - riscaldando lentamente si rigonfia ai bordi ( si osservano le


ceneri ai bordi esterni). Continuando il riscaldamento aumenta il
rigonfiamento, scurisce diventando poi grigio. Addizionando HNO 3 conc., il
residuo schiarisce, poi fonde e vetrifica. Tale residuo si gratta con una
spatola, si addiziona di HCl e si saggia al filo di Pt.

Zn stearato - riscaldando lentamente scurisce lasciando un residuo giallo


(ZnO) che per raffreddamento torna bianco grigiastro.

Bi salicilato - riscaldando lentamente scurisce lasciando un residuo giallo


che diventa arancio (Bi 2 O 3 ) che per raffreddamento torna giallo e poi molto
lentamente biancastro (BiO) 2 CO 3 .

CALCINAZIONE
comportamenti particolari nelle sostanze
organiche
I seguenti composti presentano un comportamento particolare :

Teofillina – fonde, scurisce poi sfiocca. E’ consigliabile togliere dalla


fiamma ed alzare il coccetto per favorire la solidificazione dei vapori.

Caffeina – in parte fonde (allontanarla in continuazione dalla fiamma) e


sublima. Si può osservare il sublimato sulla punta della pinza. Annerisce e
poi scompare.

Sulfamidici – fondono, anneriscono, rigonfiano. Il residuo carbonioso


scompare con molta difficoltà anche dopo aggiunta di HNO 3 .

Zuccheri – fondono, scuriscono (caramello), bruciano, rigonfiano, con HNO 3


la calcinazione si completa velocemente.
1. esame
organolettico
2. prova al coccio

3. identificazione 3. fusione alcalina


anione e 3. identificazione 4. classe di solubilità
catione metallo
secondo marcia 5. p.f.
sistematica 4. fusione alcalina
6. esame dati raccolti
inorganica 5. esame dati raccolti – – indagine su un
4. reazioni F.U. indagine su un gruppo limitato di
gruppo limitato di sostanze
sostanze
7. reazioni gruppi
6. reazioni gruppi funzionali
funzionali
8. reazioni F.U.
7. reazioni F.U.

SOSTANZE INORGANICHE SOLIDE F.U. X Ed.

BIANCA COLORATA

IDRO-SOLUBILE IDRO-INSOLUBILE IDRO-SOLUBILE IDRO-INSOLUBILE


(misura del pH)
+ HCl 6 N, ∆T Na2Fe(CN)5NO rosso- FeO(OH) giallo
bruno Fe2O3 rosso
solubile in HCl insolubile in HCl
FeSO4 verde-azzurro HgO giallo
CuSO4 azzurro-blu I2 viola-scuro
Al2O3 KMnO4 viola-scuro C nero
con effervescenza senza BaSO4 S8 giallo
HCl conc + (CO2 ↑) effervescenza TiO2
(pH = 0) SiO2
∆T (BiO)2CO3 ZnO talco
CaCO3 Ca(OH)2 Mg-trisilicato
MgCO3 CaHPO4 attapulgite
Ca3(PO4)2 bentonite
CaSO4 caolino
Mg(OH)2
+ HNO3 (pH = 0), + AgNO3 MgO

soluzione incolore soluzione gialla effervescenza odore precipitato precipitato si precipitato no


(CO2↑) pungente (AgCl↓ o S↓) (AgX ↓)
+ BaCl2 (SO2↑)
KIO3 Li2CO3 AgNO3 CaCl2 H3BO3
precipitato bianco KHCO3 Na2S2O3 MgCl2 Na2B4O7
Na2SO3
(BaSO4 ↓) NaHCO3 Na2S2O5 ZnCl2 NaH2PO4
Na2CO3 AlCl3 Na2HPO4
KAl(SO4)2 KH2PO4
Al2(SO4)3 NH4Cl
KCl K2HPO4
ZnSO4
KI, KBr NaF
MgSO4 NaOH
Na2SO4 NaCl,NaI,
NaBr KOH
HgCl2
Lampada BUNSEN
in difetto d’aria
fiamma luminosa – riducente (~500 °C)
CH 4 + O 2 C + 2 H 2O
CH 4 + 3/2 O 2 CO + 2 H 2 O

maggiori quantità d’aria


fiamma doppio cono – ossidante
CH 4 + 2 O 2 CO 2 + 2 H 2 O

~1400 °C

zona di fusione
1500-1600 °C
zona di riduzione
sup.

a. tubo di combustione ~300 °C


zona di riduzione
b. supporto
c. ingresso gas
inf.
d. manicotto ingresso aria

SAGGIO AL FILO di PLATINO

sodio potassio litio calcio bario

MA + HCl MCl + HA scambio anionico


MCl MCl↑ volatilizzazione
fiamma MCl + E M +Cl scissione omolitica del
ossidante legame
M + E M* ν
M + hν
SAGGIO AL FILO di PLATINO

SAGGIO AL FILO di PLATINO


Procedura analitica generale 2

Una volta accertata la purezza la sostanza viene sottoposta ai seguenti saggi:

1. ESAME ORGANOLETTICO
2. COMPORTAMENTO DELLA SOSTANZA AL CALORE
3. DETERMINAZIONE DELLE COSTANTI FISICHE (p.f. o p.e.) «NB: Solo per le sostanze
organiche»
4. ANALISI ELEMENTARE QUALITATIVA – La ricerca degli elementi (N, S, alogeni, As, P
ed elementi metallici), diversi dal C ed H, presenti in un composto organico è molto utile
per la sua identificazione. La presenza o l’assenza di certi elementi implica infatti
l’esclusione di certe classi di composti organici.
5. DETERMINAZIONE DELLE PROPRIETÀ ACIDO-BASE E DELLA SOLUBILITÀ –
Le solubilità in opportuni solventi forniscono utili informazioni, preziose per accertare la
presenza o l’assenza di determinati gruppi funzionali.
6. RICERCA DEI GRUPPI FUNZIONALI – Per quasi tutte le funzioni organiche
caratteristiche (CO2H, CHO, OH, NO2, ecc.) sono disponibili dei saggi specifici di
identificazione che permettono, unitamente ai risultati delle prove precedenti, di
assegnare il composto in esame ad una ben precisa classe di composti.
7. ANALISI SPETTROSCOPICHE – Le tecniche spettroscopiche hanno enormemente
modificato i metodi di identificazione dei composti organici; gli spettri IR, UV, NMR e MS
forniscono informazioni spesso decisive per l’analisi strutturale.

Il punto di fusione di una sostanza è definito come il valore di


temperatura e pressione a cui coesistono la fase solida e la
fase liquida in equilibrio termodinamico, cioè senza che vi sia
transizione fra le due fasi.

Quando si misura il punto di fusione di una sostanza organica si


considera l’intervallo di temperatura tra l’inizio della fusione e
quando tutta la massa solida è diventata liquida.

T1 T2

PF = T1-T2 (°C)
∆ ∆ Intervallo
di fusione

Inizio Massa fusa


fusione completamente
Per sostanze pure, il punto di fusione è una proprietà fisica e quindi deve
mantenersi, in linea di principio, costante nelle normali condizioni di misurazione.
Il punto di fusione è inoltre sempre un buon indice della purezza del composto
in esame. Infatti, se una sostanza è pura e la determinazione è effettuata nel
modo sperimentalmente corretto, l'intervallo di fusione deve essere molto
ristretto e non deve generalmente essere superiore a 1-2 °C.
DETERMINAZIONE DEL PUNTO DI FUSIONE
SECONDO LA FARMACOPEA

DIPENDENZA DEL PUNTO DI FUSIONE DALLA VELOCITÀ DI


RISCALDAMENTO MISURATA SECONDO LA FARMACOPEA
via secca via umida
(sostanza solida) (sostanza in soluzione)

Una reazione è specifica per un determinata specie se può essere


usata, in determinate condizioni sperimentali, anche in presenza di
altre specie, senza che queste interferiscano.

Le reazioni che danno un medesimo risultato soltanto con poche


specie sono dette selettive. Quanto minore è il numero di specie che
reagiscono nello stesso modo, tanto più selettiva è una determinata
reazione.

Una reazione (o un reattivo) può essere reso specifico o più selettivo


operando in opportune condizioni sperimentali.

Una reazione è tanto più sensibile quanto minore è la concentrazione


della sostanza che, entro un certo tempo, può essere rivelata dal
rispettivo reagente.
limite di sensibilità (p.p.m.) = la concentrazione al di sotto della
quale la sostanza non può essere più identificata (10 -4 ÷ 10 -6 M)

deve avere un riscontro visivo immediato


formazione di un precipitato
REAZIONE di
sviluppo di gas
IDENTIFICAZIONE
cambiamento di colore
…………..

prova di confronto: saggio effettuato con una sostanza di


riferimento nota.

prova in bianco: saggio effettuato con tutti i componenti la


reazione (solvente, reattivi, ambiente e
condizioni di reazione) ma senza la sostanza da
esaminare

spot test: (reazioni alla tocca): reazioni che vengono eseguite


su vetrini da orologio o carta da filtro (esente da
impurezze); per reazioni sensibili in cui si formano
prodotti colorati.
REATTIVI ORGANICI

Danno reazioni di:

 complessazione (reagiscono in fretta, formano complessi ben


visibili);

 salificazione

 sintesi (formazione di composti organici con caratteristiche


particolari)

 formazione di composti di adsorbimento (colorazione diversa


da quella del reagente)

L’equazione chimica, che noi associamo ad una reazione, deve


indicare il numero e la natura delle specie chimiche reagenti
e prodotte.

Per indicare le varie specie chimiche le regole sulla simbologia


da utilizzare possono essere così riassunte:
in forma ionica si scrivono gli elettroliti forti;
mentre in forma molecolare vanno scritti:
 gli elettroliti deboli: in questo caso si scrive la
formula della specie dominante (H 2 O, H 2 S, AcOH, …)
 i non elettroliti (MeOH, CHCl 3 , …)
 gli elementi (Fe, I 2 , S, ..)
 i gas (CO 2 , SO 2 , …)
 i composti insolubili
http://www.webqc.org/balance.php
1. esame organolettico
2. prova al coccio

organometallica
3. identificazione 3. fusione alcalina
anione e
3. identificazione 4. classe di solubilità
catione
secondo marcia metallo 5. p.f.
sistematica 4. fusione alcalina 6. esame dati raccolti
inorganica – indagine su un
5. esame dati raccolti –
4. reazioni F.U. indagine su un gruppo limitato di
gruppo limitato di sostanze
sostanze 7. reazioni gruppi
6. reazioni gruppi funzionali
funzionali 8. reazioni F.U.
7. reazioni F.U.

Procedura analitica generale 2


Una volta accertata la purezza la sostanza viene sottoposta ai seguenti saggi:
1. ESAME ORGANOLETTICO
2. COMPORTAMENTO DELLA SOSTANZA AL CALORE
3. DETERMINAZIONE DELLE COSTANTI FISICHE (p.f. o p.e.) «NB: Solo per le
sostanze organiche»
4. ANALISI ELEMENTARE QUALITATIVA – La ricerca degli elementi (N, S, alogeni,
As, P ed elementi metallici), diversi dal C ed H, presenti in un composto
organico è molto utile per la sua identificazione. La presenza o l’assenza di
certi elementi implica infatti l’esclusione di certe classi di composti
organici.
5. DETERMINAZIONE DELLE PROPRIETÀ ACIDO-BASE E DELLA SOLUBILITÀ –
Le solubilità in opportuni solventi forniscono utili informazioni, preziose per
accertare la presenza o l’assenza di determinati gruppi funzionali.
6. RICERCA DEI GRUPPI FUNZIONALI – Per quasi tutte le funzioni organiche
caratteristiche (CO 2 H, CHO, OH, NO 2 , ecc.) sono disponibili dei saggi specifici
di identificazione che permettono, unitamente ai risultati delle prove
precedenti, di assegnare il composto in esame ad una ben precisa classe di
composti.
7. ANALISI SPETTROSCOPICHE – Le tecniche spettroscopiche hanno
enormemente modificato i metodi di identificazione dei composti organici;
gli spettri IR, UV, NMR e MS forniscono informazioni spesso decisive per
l’analisi strutturale.
ANALISI ELEMENTARE QUALITATIVA ORGANICA

La ricerca qualitativa degli elementi presenti in una


sostanza organica o organometallica presuppone la
decomposizione della porzione organica e la conseguente
conversione degli elementi presenti in ioni o molecole
semplici i quali vengono identificati con opportuni reagenti

A. Saggio del FERROX

B. RICERCA del C ed H

C. Saggio di BEILSTEIN

D. Saggio di LASSAIGNE (N, S, alogeni, P, As)

A. Saggio del FERROX


Saggio orientativo per la presenza di O/S/N.

insolubile negli idrocarburi e nei loro


alogeno derivati
Fe[Fe(SCN) 6 ]
solubile in moltissime sostanze contenenti
O, N, S → colorazione rosso-viola

Si prepara triturando, in una provetta asciutta, un cristallo di solfato


ferrico ammonico e un cristallo di tiocianato di K

2 NH 4 Fe(SO 4 ) 2 + 6 KSCN Fe[Fe(SCN) 6 ] + (NH 4 ) 2 SO 4 + 3 K 2 SO 4


La polvere ottenuta si fa aderire ad una bacchetta di vetro asciutta
che viene immersa in una provetta contenete la sostanza in esame o
una sua soluzione satura in benzene, CCl 4 o altro solvente nel quale
sia insolubile il ferrox → colorazione rosso-viola.
solo per sostanze solubili in benzene o CCl 4
falsi negativi per sostanze ossigenate ad alto PM e per alcuni
composti azotati e solforati.
B. RICERCA del C ed H

Ossidazione della sostanza con CuO per


riscaldamento a circa 800 °C per 15 min.

in presenza di H → H 2 O che condensa sulle pareti interne


alte della provetta
in presenza di C → CO 2 che viene fatta gorgogliare in
acqua di barite → formazione di precipitato bianco di
BaCO 3

C. SAGGIO di BEILSTEIN

via secca - da effettuare direttamente sulla sostanza


mediante l’uso di un filo di rame e fiamma ossidante;
in presenza di alogeni (Cl, Br, I) → colorazione verde della
fiamma per formazione di alogenuri di rame volatili.
F no → fluoruro di rame non volatile

alcuni falsi positivi

confermare la presenza di alogeni mediante l’analisi


elementare qualitativa organica
D. Saggio di LASSAIGNE - “fusione alcalina”

Decomposizione riduttiva, ad elevata temperatura, della


sostanza con Na metallico.

PERICOLO!
Massima ATTENZIONE

CN -
SCN -
S 2-
Na
N, S, alogeni, P, As Cl - , Br - , I - , F -
∆T
HNO 3 conc.
Px H 3 PO 4
HNO 3 conc.
As x H 3 AsO 4

1. La sostanza da analizzare ed un
piccolo pezzo di sodio metallico (100-
200 mg) vengono messi in una
provetta da saggio

2. La provetta viene scaldata sulla


fiamma del becco bunsen all’inizio
con attenzione facendo fondere la
massa, poi si prosegue fino al calor
rosso (per almeno un minuto).

3. La provetta incandescente viene


buttata velocemente, ma con
attenzione, in un becher contenente
acqua.
RICERCA DELL’AZOTO

1. formazione del blu di Prussia – per addizione alla s.a. di


FeSO 4 , dopo lieve riscaldamento seguito da raffreddamento ed
acidificazione con H 2 SO 4 diluito e, se necessario, addizione di
FeCl 3
N → CN - riscaldamento
2 CN - + Fe 2+ Fe(CN) 2
Fe(CN) 2 + 4 CN - [Fe(CN) 6 ] 4-
FeCl 3
2 Fe 2+ + ½O 2 + H 2 O 2 Fe 3+ +2 OH -
3 [Fe(CN) 6 ] 4- + 4 Fe 3+ Fe 4 [Fe(CN) 6 ] 3

In presenza di N e S e lavorando con un Na in difetto → colorazione rossa


3 SCN - + Fe 3+ Fe(SCN) 3
-
SCN non si forma quando si impiega Na in eccesso
NaSCN + 2Na NaCN + Na 2 S

2. Formazione del blu di benzidina – la benzidina viene


ossidata in presenza di ioni rameici; il prodotto ottenuto,
insieme a benzidina ed AcOH, dà un complesso
intensamente colorato in blu.
Data la bassa ddp tra le coppie Cu 2+ /Cu + e
Benzidina/Benzidina-Ox, la reazione avviene solo in
presenza di CN - che sposta la reazione verso destra
sottraendo gli ioni Cu + che si ottengono per formazione di
CuCN, poco solubile che precipita.
3. Ricerca con MnO 2 – da effettuare direttamente sulla
sostanza per fusione con MnO 2 → piroscissione
ossidativa con trasformazione di N organico in HNO 2 .

HNO 2 messo in evidenza con il reattivo di Griess * (da


effettuare come spot test) → colorazione rossa

* reattivo di Griess
soluzione A: ac. solfanilico 1% in AcOH 30%;
soluzione B: α-naftilamina 0.1% in AcOH al 30%.

SOSTANZE INORGANICHE SOLIDE F.U. X Ed.

BIANCA COLORATA

IDRO-SOLUBILE IDRO-INSOLUBILE IDRO-SOLUBILE IDRO-INSOLUBILE


(misura del pH)
+ HCl 6 N, ∆T Na2Fe(CN)5NO rosso- FeO(OH) giallo
bruno Fe2O3 rosso
solubile in HCl insolubile in HCl
FeSO4 verde-azzurro HgO giallo
CuSO4 azzurro-blu I2 viola-scuro
Al2O3 KMnO4 viola-scuro C nero
con effervescenza senza BaSO4 S8 giallo
HCl conc + (CO2 ↑) effervescenza TiO2
(pH = 0) SiO2
∆T (BiO)2CO3 ZnO talco
CaCO3 Ca(OH)2 Mg-trisilicato
MgCO3 CaHPO4 attapulgite
Ca3(PO4)2 bentonite
CaSO4 caolino
Mg(OH)2
+ HNO3 (pH = 0), + AgNO3 MgO

soluzione incolore soluzione gialla effervescenza odore precipitato precipitato si precipitato no


(CO2↑) pungente (AgCl↓ o S↓) (AgX ↓)
+ BaCl2 (SO2↑)
KIO3 Li2CO3 AgNO3 CaCl2 H3BO3
precipitato bianco KHCO3 Na2S2O3 MgCl2 Na2B4O7
Na2SO3
(BaSO4 ↓) NaHCO3 Na2S2O5 ZnCl2 NaH2PO4
Na2CO3 AlCl3 Na2HPO4
KAl(SO4)2 KH2PO4
Al2(SO4)3 NH4Cl
KCl K2HPO4
ZnSO4
KI, KBr NaF
MgSO4 NaOH
Na2SO4 NaCl,NaI,
NaBr KOH
HgCl2
Facciata 1 Compilazione della relazione Facciata 2

Compilazione della relazione

Facciata 1

1 Mario Rossi 25/12/2015

X X X
X Puzza!!
x
Brucia, carbonizza poi lascia un residuo bianco

X 6-7

Na +
Facciata 1

x x
Formazione del blu di Prussia
2 CN - + Fe 2+ Fe(CN) 2
Fe(CN) 2 + 4 CN - [Fe(CN) 6 ] 4-
2+
2 Fe + ½O 2 + H 2 O 2 Fe 3+ +2 OH -
3 [Fe(CN) 6 ] 4- + 4 Fe 3+ Fe 4 [Fe(CN) 6 ] 3
Precipitazione cloruri con AgNO 3 dopo allontanamento HCN
(acidificazione con H 2 SO 4 e riscaldamento all’ebollizione
fino a metà volume)
Cl - + Ag + AgCl (solubile in ammoniaca)
AgCl + 2NH 3 Ag(NH 3 ) 2 + Cl -

Abcdefghim ??

Per ammazzare i sorci

C x H y O z N w ClNa ……. ?

Facciata 2

R-COOH (carbossile), R-CO-NH-R’ (ammide), OH (fenolo)

Bla, bla, bla…………………………………………………………


………………………………………………………………………
………………………………………………………………………
……….
Facciata 2

Saggio A …………………………………………. ?
Saggio B …………………………………………… ?
Saggio C …………………………………………. . ?

Mario Rossi

Valutazione delle prove di laboratorio


Valutazione delle prove di laboratorio
C. SAGGIO di BEILSTEIN

via secca - da effettuare direttamente sulla sostanza


mediante l’uso di un filo di rame e fiamma ossidante;
in presenza di alogeni (Cl, Br, I) → colorazione verde della
fiamma per formazione di alogenuri di rame volatili.
F no → fluoruro di rame non volatile

alcuni falsi positivi

confermare la presenza di alogeni mediante l’analisi


elementare qualitativa organica

D. Saggio di LASSAIGNE - “fusione alcalina”

Decomposizione riduttiva, ad elevata temperatura, della


sostanza con Na metallico.

PERICOLO!
Massima ATTENZIONE

CN -
SCN -
S 2-
Na
N, S, alogeni, P, As Cl - , Br - , I - , F -
∆T
HNO 3 conc.
Px H 3 PO 4
HNO 3 conc.
As x H 3 AsO 4
1. La sostanza da analizzare ed un
piccolo pezzo di sodio metallico (100-
200 mg) vengono messi in una
provetta da saggio

2. La provetta viene scaldata sulla


fiamma del becco bunsen all’inizio
con attenzione facendo fondere la
massa, poi si prosegue fino al calor
rosso (per almeno un minuto).

3. La provetta incandescente viene


buttata velocemente, ma con
attenzione, in un becher contenente
acqua.

RICERCA DELL’AZOTO
N → CN -
1. Formazione del blu di Prussia – per addizione alla s.a. di
FeSO 4 , dopo lieve riscaldamento seguito da raffreddamento ed
acidificazione con H 2 SO 4 diluito e, se necessario, addizione di
FeCl 3
2 CN - + Fe 2+ Fe(CN) riscaldamento
2

Fe(CN) 2 + 4 CN - [Fe(CN) 6 ] 4-
2 Fe 2+ + ½O 2 + H 2 O 2 Fe 3+ +2 OH -
FeCl 3
3 [Fe(CN) 6 ] 4- + 4 Fe 3+ Fe 4 [Fe(CN) 6 ] 3

In presenza di N e S e lavorando con un Na in difetto → colorazione rossa


3 SCN - + Fe 3+ Fe(SCN) 3
-
SCN non si forma quando si impiega Na in eccesso
NaSCN + 2Na NaCN + Na 2 S
2. Formazione del blu di benzidina – la benzidina viene
ossidata in presenza di ioni rameici; il prodotto ottenuto,
insieme a benzidina ed AcOH, dà un complesso
intensamente colorato in blu.
Data la bassa ddp tra le coppie Cu 2+ /Cu + e
Benzidina/Benzidina-Ox, la reazione avviene solo in
presenza di CN - che sposta la reazione verso destra
sottraendo gli ioni Cu + che si ottengono per formazione di
CuCN, poco solubile che precipita.

3. Ricerca con MnO 2 – da effettuare direttamente sulla


sostanza per fusione con MnO 2 → piroscissione
ossidativa con trasformazione di N organico in HNO 2 .

HNO 2 messo in evidenza con il reattivo di Griess * (da


effettuare come spot test) → colorazione rossa

* reattivo di Griess
soluzione A: ac. solfanilico 1% in AcOH 30%;
soluzione B: α-naftilamina 0.1% in AcOH al 30%.
RICERCA DELLO ZOLFO
S → S 2-

1. saggio con sodio nitroprussiato - addizionato (poche gtt.)


alla s.a. → colorazione violetta
S 2- + [Fe(CN) 5 NO] 2- [Fe(CN) 5 NOS] 4-

2. saggio con piombo acetato - da effettuare come spot


test → colorazione nera
S 2- + Pb 2+ PbS pKs ≅ 29

3. saggio con sodio azide - per addizione di S 2- (traccia) ad


una soluzione di NaN 3 e I 2 , intensamente colorata in viola
→ scomparsa della colorazione
2 N 3- + I 2 3 N 2↑ + 2 I -

S 2- catalizza la reazione
in assenza di S 2- la velocità di tale reazione è praticamente nulla

RICERCA DI AZOTO E ZOLFO


(quando entrambi presenti)
S → S 2-
N → CN -

1. saggio con Fe 3+ - addizionando HNO 3 conc alla s.a. → per


aggiunta di FeCl 3 colorazione rosso sangue
H+
S 2- + 2CN - 2 SCN -
H+
3 SCN - + Fe 3+ Fe(SCN) 3
RICERCA DEGLI ALOGENI AgCl AgBr AgI

1. precipitazione come alogenuri d’argento


in assenza di N e S
La s.a. viene acidificata con HNO 3 dil. ed
addizionata di AgNO 3
AgCl → bianco
AgBr → giallo chiaro
AgI → giallo intenso

in presenza di N e/o S
interferenza CN - + Ag + AgCN (bianco)
S 2- + 2 Ag + Ag 2 S (nero)
La s.a. viene acidificata con H 2 SO 4 e riscaldata all’ebollizione
sino a completa eliminazione di HCN ed H 2 S; quindi si
addiziona AgNO 3
2. per una inequivocabile identificazione eseguire, sulla
s.a., i saggi specifici dell’analisi qualitativa inorganica
per Cl - , Br - o I -

RICERCA DEGLI ALOGENI


Soluzione conc. di Cl - acidificata con 1 mL di H 2 SO 4 conc. e di 6-7 gtt. di
KMnO 4 soluzione; si scalda → si sviluppa Cl 2 che viene messo in evidenza
con una cartina amido iodurata → bleu.

10 Cl - + 2 MnO 4 - + 16 H + → 5 Cl 2 ↑ + 2 Mn ++ + 8 H 2 O decolorazione del permanganato

Cl 2 + 2 I - → 2 Cl - + I 2 colorazione cartina amido


iodurata

Soluzione di Br - o I - addizionata di 1 mL di CH 2 Cl 2 e di 6-10 gtt. HNO 3 conc.

Br - → 6 Br - + 2 NO 3 - + 8 H + → 3 Br 2 + 2 NO + 4 H 2 O (a caldo e poi dibattendo bene)


CH 2 Cl 2 colorato in giallo-bruno;
I- → 6 I - + 2 NO 3 - + 8 H + → 3 I 2 + 2 NO + 4 H 2 O (dibattendo bene)
CH 2 Cl 2 colorato in v iola

Soluzione di Br - , e/o I - (2 gtt. + 1 mL di H 2 O) acidificata con HCl 6 N (pH <


2) ed addizionata di 1 mL di CH 2 Cl 2 e poi, goccia a goccia e dibattendo
bene dopo ogni aggiunta, di acqua di cloro

Br - → 2 Br - + Cl 2 → Br 2 + 2 Cl - CH 2 Cl 2 colorato in giallo-bruno;
I - → 2 I - + Cl 2 → I 2 + 2 Cl - CH 2 Cl 2 colorato in v iola
→ incolore per aggiunta di un eccesso di acqua di cloro.
3. saggio dell’eosina (per Br - ) La s.a. viene acidificata con
AcOH ed addizionata di PbO 2
2 Br - + PbO 2 + 4 H + Br 2 + Pb 2+ + 2 H 2 O

Br 2 viene messo in evidenza con una cartina alla


fluoresceina → colorazione rossa

4. decolorazione lacca zirconio-alizarina (per F - ) - s.a.


acidificata con HCl ed addizionata di lacca zirconio-alizarina
→ viraggio della lacca da rosso a giallo

5. precipitazione come calcio fluoruro (per F - ) precipitazione


come calcio fluoruro (CaF 2 – bianco, pKs ≅ 10) per addizione di
CaCl 2 ; solubile in FeCl 3

2 F - + Ca 2+ CaF 2
3 CaF 2 + Fe 3+ [FeF 6 ] 3- + 3 Ca 2+
RICERCA DI FOSFORO ED ARSENICO

1. precipitazione come ammonio fosfomolibdato (NH 4 ) 3 PO 4 ·12


MoO 3 - giallo ed ammonio arsenomolibdato (NH 4 ) 3 AsO 4 ·12
MoO 3 - giallo
dalla s.a., nettamente acidificata con HNO 3 conc., per
addizione di reattivo molibdico e riscaldamento

H 2 PO 4 - + 12 MoO 4 2- + 3 NH 4+ + 22 H + (NH 4 ) 3 PO 4 ⋅ 12 MoO 3 + 12 H 2 O

H 2 AsO 4 - + 12 MoO 4 2- + 3 NH 4+ + 22 H + (NH 4 ) 3 AsO 4 ⋅ 12 MoO 3 + 12 H 2 O

2. precipitazione come sali d’argento - Ag 3 PO 4 giallo


Ag 3 AsO 4 rosso-mattone

dalla s.a., prima acidificata con HNO 3 conc. poi riscaldata ed


infine neutralizzata, per addizione di AgNO 3

E. Varianti al Saggio di LASSAIGNE


Permettono di identificare gli stessi elementi, pur con piccole
modificazioni alle reazioni di riconoscimento degli ioni.
SAGGIO di CASTELLANA
Decomposizione riduttiva, ad elevata temperatura, della
sostanza con una miscela di Mg metallico/K 2 CO 3 .

NB – falsi positivi per l’azoto perché il forte effetto riducente


del Mg sulla sostanza provoca la reazione con l’N 2 atmosferico
SAGGIO di MIDDLETON
Decomposizione riduttiva, ad elevata temperatura, della
sostanza con una miscela di Zn metallico/Na 2 CO 3 (2:1).
NB
– l’N presente, oltre che come CN - , viene anche ridotto a NH 3 che
viene messa in evidenza con una cartina al tornasole umida che vira
al blu (pH basico);
- Lo S, ridotto a S 2- , precipita nella s.a. come ZnS e quindi finisce
nel residuo di filtrazione dal quale deve essere recuperato,
acidificato con HCl, e messo in evidenza con uno spot-test con una
cartina all’acetato di piombo.
1. esame organolettico
2. prova al coccio

Organometallica
3. identificazione 3. fusione alcalina
anione e
catione 4. classe di solubilità
3. identificazione
secondo marcia metallo 5. p.f.
sistematica
inorganica 4. fusione alcalina 6. esame dati
raccolti – indagine
4. reazioni F.U. 5. esame dati su un gruppo
raccolti –indagine limitato di
su un gruppo sostanze
limitato di
sostanze 7. reazioni gruppi
funzionali
6. reazioni gruppi
funzionali 8. reazioni F.U.

7. reazioni F.U.

COME UTILIZZARE I DATI RACCOLTI PER UNA


SOSTANZA ORGANOMETALLICA
SOSTANZE ORGANOMETALLICHE INCOLORI
 sostanze contenenti SODIO
 sostanze contenenti POTASSIO
 sostanze contenenti CALCIO
 sostanze contenenti LITIO
 sostanze contenenti altri metalli non evidenziabili alla fiamma

SOSTANZE ORGANOMETALLICHE INCOLORI CONTENENTI CALCIO

Dal saggio di LASSAIGNE ci si riferisce alle seguenti sostanze:

elementi oltre
sostanza reazioni caratteristiche
C, H, O, Ca
CALCIO GLUCONATO - vedi F.U.
CALCIO LATTATO* - vedi F.U.
CALCIO STEARATO - vedi F.U.
CALCIO GLICEROFOSFATO P vedi F.U.
CALCIO PANTOTENATO N [α]= +26.5°
CALCIO FOLINATO N [α]=+14.4°-18.0°
NADROPARINA CALCICA N vedi F.U.
SODIO CALCIO EDETATO Na, N sodio e calcio alla fiamma

*Nella F.U. sono riportati: il pentaidrato ed il triidrato


1. esame organolettico
2. prova al coccio
Organometallica

3. identificazione 3. fusione alcalina


anione e
catione 4. classe di solubilità
3. identificazione
secondo marcia metallo 5. p.f.
sistematica
inorganica 4. fusione alcalina 6. esame dati
raccolti – indagine
4. reazioni F.U. 5. esame dati su un gruppo
raccolti –indagine limitato di
su un gruppo sostanze
limitato di
sostanze 7. reazioni gruppi
funzionali
6. reazioni gruppi
funzionali 8. reazioni F.U.
7. reazioni F.U.
F.U. XI Ed. p. 8
p. 7
SOLUBILITA’

Informazioni derivanti dalla solubilità:


 Natura generale del composto
 Dimensioni molecolari e strutturali
 Caratteristiche dei gruppi funzionali

Teoria della Solubilità

Cosa rende l’acqua un ottimo solvente per sostanze polari ??

1. Elevata costante dielettrica → ε = 80,37


2. Capacità di formare legami ad idrogeno

…e cosa rende l’acqua un pessimo solvente per sostanze


apolari ??
1. Elevata costante dielettrica → ε = 80,37
2. Impossibilita di fare interazioni di tipo Van der Vaals

SOLUBILITA’

Lo studio della solubilità è di significativa importanza per la


definizione delle caratteristiche chimiche-strutturali della
sostanza in esame

Quanto più simili sono le proprietà del soluto e del


solvente, tanto più facilmente essi potranno formare
una soluzione

sostanza pura + solvente ↔ sostanza-solvente


Per poter prevedere la solubilità di una sostanza in un solvente
occorre prendere in esame determinate proprietà chimico-
fisiche:
per il soluto: per il solvente:
• il carattere polare o non • il tipo e la forza dei legami
polare; impegnati nel
• il PM, o meglio PM/gruppi mantenimento dello stato
polari; liquido;
• la possibilità di formazione • la capacità di agire come
di legami idrogeno; accettore o donatore di
• la struttura molecolare. legami idrogeno;
• il valore della costante
dielettrica (misura della
effettiva polarità del
solvente);
• il suo carattere acido o
basico.

fattori che influenzano la solubilità:


temperatura
purezza
costituzione chimica
- Polarità
- Isomeria strutturale;
- Peso molecolare (in una serie omologa);
- Punto di fusione;
- Grado di ionizzabilità (acidità e/o basicità).
Peso Molecolare

Generalmente in una serie omologa la solubilità diminuisce


all’aumentare del peso molecolare, mentre il punto di fusione o
di ebollizione aumenta.
Esistono comunque alcune eccezioni:

Peso Molecolare

Relazione p.f./solubilità in acqua di acidi dicarbossilici alifatici


Punto di fusione

solubilità in H 2 O 1 g/100 mL
p.f. 215-217 °C

HO O
H
O solubilità in H 2 O 0.21 g/100 mL
p.f. 157-161 °C

solubilità in H 2 O 0.33 g/100 mL


p.f. ∼ 143 °C

Grado di ionizzabilità (acidità e/o basicità)

Ka
CH 3COOH CH 3COO - + H +

Per un acido: più grande è la Ka più l’acido è forte,


maggiore è la solubilità
Classi di solubilità
LE CLASSI DI SOLUBILITA SI RIFERISCONO ESCLUSIVAMENTE
COMPOSTO
ALLE SOSTANZEH ORGANICHE
O 2

insolubile solubile
HCl dil Et 2 O

Solubile ( * ) insolubile insolubile solubile


B NaOH dil
S2 S1

solubile insolubile
NaHCO 3 (* ) provare se il
composto è solubile
anche in NaOH
solubile insolubile
A1 A2

N, S presenti N, S assenti
M H 2 SO 4 conc

solubile insolubile
N I

Per le sostanze solubili in H 2 O si valuta la solubilità in Et 2 O


(solvente apolare, costante dielettrica = 4.3)

gruppo S 1 gruppo S 2

solubili in Et 2 O insolubili in Et 2 O
Sostanze: Sostanze:
 non ioniche,  ioniche,
 con al massimo 5 atomi di C  con 2 o più gruppi polari,
 con un solo gruppo polare  con non più di 4 atomi di C
per ogni gruppo polare

NB Poiché alle classi S 1 ed S 2 appartengono sostanze acide, basiche


e neutre, una ulteriore informazione per la caratterizzazione può
essere ottenuta misurando il pH della soluzione acquosa
Per le sostanze insolubili in H 2 O si valuta il carattere acido,
basico, o neutro

gruppo B solubili in HCl 2 N


sostanze a carattere BASICO
amine alifatiche, aromatiche primarie, arilalchilamine
con un solo arile, guanidine.
possono essere polifunzionali e possedere anche un
gruppo acido → provare anche la solubilità in NaOH
(sulfamidici, aminoacidi, aminofenoli, ecc.)

NH3 NH2 + H

NH2 NH
+ H
N NH2 N NH2
H H

gruppo A solubili in NaOH 2 N (A 2 ) – NaHCO 3 (A 1 )


sostanze con gruppi acidi o con H metilenici o metinici
mobili
gruppo A 1 se sono solubili anche in NaHCO 3 si tratta di «acidi forti»
(pKa 3÷5) - acidi carbossili, solfinici, solfonici, fenoli
sostituiti con più gruppi elettron-attrattori

Acidi
carbossilici

Acidi
solfonici

Acidi
fosfonici
gruppo A 2 se insolubili in NaHCO 3 si tratta di acidi deboli (pKa 9÷10) –
fenoli, tiofenoli, mercaptani, acidi idrossammici, imidi,
arilsolfonamidi primarie non sostituite e monosostituite,
nitrocomposti primari, ecc.
pK a

Fenoli [10]

Tiofenoli [7-8]

Acidi idrossamici [9]

Imidi [8-9]

Arilsolfonamidi [10]

gruppo M insolubili in H 2 O, HCl, NaOH e contenenti elementi diversi


oltre C, H, O ed alogeni
sostanze a carattere neutro.
grande varietà di composti.

gruppo N insolubili in H 2 O, HCl, NaOH ma solubili in H 2 SO 4 conc.


sostanze neutre con meno di 9 atomi di C ed esteri con
meno di 7 atomi di C.
alcoli, aldeidi, chetoni, esteri, eteri, idrocarburi insaturi
(olefine), polisaccaridi
gruppo I insolubili in H2O, HCl, NaOH ed H2SO4 conc.
sostanze inerti
idrocarburi alifatici, aromatici e ciclici, alogeno derivati, diarileteri

Tabella
Riassuntiva

Solvente
Classe H2O Et2O HCl NaOH NaHCO3 H2SO4
S1 + +
S2 + -
B - +
A1 - - + +
A2 - - + -
Ma - - - -
N - - - - +
I - - - - -
a
Sostanze insolubili in H2O, HCl, NaOH, NaHCO3 contenenti uno o più eteroatomi.

SOSTANZE ORGANICHE F.U. X Ed.


Elenco delle sostanze organiche solide riportate nella F.U. X, ordinate secondo il punto di fusione
crescente.

pag. p.f. °C classe.


sostanza elementi
F.U. solub.
1506 Mentolo racemico ≈34 N
2043 Testosterone Enantato 34-39 N
1058 Efedrina anidra N ≈36 S1
2288 Vaselina bianca 38-56 N
1060 Efedrina emidrato N 42 S1
1702 Piperazina idrato N ≈43 S2
2108 Trimetadione N 45-47 S1
1110 Etosuccimide N 45-50 S1
503 Alcool Cetilico 46-52 N
2072 Timolo 48-52 A2
848 Ciclofosfamide N,Cl,P ≈51 S2
887 Cloralio idrato Cl (51-57) S1
1244 Glicerilmonostearato 40-50 54-64 N
476 Acido stearico 54-70 N
Saccarina

Saccarina
Reazione con resorcina:
Riscaldando 20 mg di composto con 40 mg di resorcina, in 0.5 ml di
F.U. H 2 SO 4 si ottiene una colorazione verde scuro. Dopo raffreddamento
si diluisce con 10 ml di H 2 O e si basifica con NaOH concentrata: si
ottiene una soluzione giallo-verde fluorescente.
O HO O OH O O O
HO OH
N H
S
+ 2 H2SO4 OH-
OH
O NH
O O
S
O S O
O
N
H
O O O O O O -H2O

O O
S O S O
N N
H H

Giallo-verde fluorescente
Saccarina
Fusione alcalina e liberazione di acido salicilico:
Si sciolgono 0.1 g di composto in 5 ml di NaOH diluita e si scaldano
fino a secco. Si fonde cautamente il residuo con liberazione di
F.U.
ammoniaca e si lascia raffreddare. Si riprende il residuo con poca
acqua e si neutralizza con HCl. Sul filtrato si ricerca l'acido
salicilico formatosi con 2 gocce di soluzione di FeCl 3 : si forma il
complesso violetto.

Meccanismo:

OH
O
O
SO3 O O
S OH- OH
H+ FeCl3
NH HO O
∆ Fe O
CO2 - SO3
- NH3 CO2H
O O O

OH

VIOLA

Polialcoli
MANNITOLO SORBITOLO
Mannitolum Sorbitolum
CH2OH CH2OH

HO C H H C OH

HO C H HO C H

H C OH H C OH

H C OH H C OH

CH2OH CH2OH

C6H14O6 C6H14O6
182,2 182,2

Reazione con pirocatecolo:


F.U. A 1 ml di soluzione di pirocatecolo al 10 % si aggiungono 2 ml di H 2 SO 4 e quindi
1 ml di soluzione del composto. Riscaldando per 30" compare una colorazione
rosa.
saggio con tetraborato – per i cis-dioli – ad una soluzione di Na 2 B 4 O 7
(1%) si addiziona fenoftaleina; la colorazione viola che si produce
scompare per addizione dei sostanze aventi due gruppi ossidrilici vicinali
B 4 O 7 2- + 3 H 2 O 2 H 3 BO 3 + 2 BO 2 -
BO 2 - + 2 H 2 O H 3 BO 3 + OH -

OH O O
2 + H3BO3 B + H+ + H2O
OH O O
Edetati

Reattivo Prova in bianco Na-edetato Na-Ca-edetato


(CH3CO2)2Pb ↓ ↓ ↓
Pb-edetato/ Pb-edetato/
Pb++ in soluzione
Na+ in soluzione Na+ e Ca++ in soluzione
KI ↓ ↓ ↓
Pb-edetato/ Pb-edetato/
↓PbI2
Na+ e I- in soluzione Na+ Ca++ e in I- soluzione
C2O4(NH4)2 ↓ ↓ ↓
- Nessun precipitato ↓C2O4Ca

Stearati


R-COO - M+ + H+ R-COOH + M +

Riconoscimento del catione


attraverso la procedura
analitica inorganica
Calcio gluconato

F.U.
Riconoscimento del calcio: (vedi
analisi elementare inorganica).

1) saggio alla fiamma.

2) Precipitazione come ossalato

Ca 2+ + (COOH) 2 2 H + + Ca(OOC) 2 ↓
bianco

Calcio gluconato

glicoli
saggio con tetraborato – per i cis-dioli – ad una soluzione di
Na 2 B 4 O 7 (1%) si addiziona fenoftaleina; la colorazione viola che si
produce scompare per addizione dei sostanze aventi due gruppi
ossidrilici vicinali

B 4 O 7 2- + 3 H 2 O 2 H 3 BO 3 + 2 BO 2 -
BO 2 - + 2 H 2 O H 3 BO 3 + OH -

OH O O
2 + H3BO3 B + H+ + H2O
OH O O
Cloralio idrato OH
Cl3C CH
OH
A - Reazione con NaOH:
Scaldando la soluzione di cloralio
in NaOH diluita si sviluppa
F.U.
cloroformio, riconoscibile
dall'odore e dalla separazione di
fase. Si forma come coprodotto il
triidrato dell'acido formico.

OH
OH OH
Cl3C CH Cl3C + HO CH
OH OH

H -H2O

Cl3CH HCOO

Cloralio idrato
B - Reazione di Ogston:
F.U. Si tratta la soluzione del composto con soluzione di Na 2 S 12 % in
acqua-glicerina. Compare una colorazione gialla, che vira al
rosso, quindi un precipitato rosso:

S S
OH HO
Na2S
Cl3C CH SH S
OH HOOC S OHC S

S SH rosso

Arch. Pharm. 312, 878 (1979) e 324, 131 (1991)


Cloralio idrato
C - Reazione di Tollens:
Si aggiungono 50 mg di sostanza solida ad una soluzione etanolica di KOH
2 M, a caldo. Si forma formiato di potassio, che ha potere riducente.
Nella reazione di Tollens si riduce il nitrato d'argento ad argento
metallico, che si deposita sulle pareti della provetta.
Il reattivo di Tollens (1 ml AgNO 3 5%, 1 ml NaOH 2N e NH 4 OH diluita fino
a completa dissoluzione) va preparato al momento per evitare la
formazione del fulminato d'argento (Ag-O-N=C) esplosivo.

Ag + + OH - AgOH ↓
2 AgOH Ag 2 O ↓ + H 2 O
Ag 2 O + 4 NH 3 + H 2 O 2 [Ag(NH 3 ) 2 ] + + 2 OH -

CLORALIO HCOO -

2[Ag(NH 3 ) 2 ] + + HCOO - + OH - CO 2 + 4 NH 3 + H 2 O + 2 Ag↓ nero

A PROPOSITO DELLA NOMENCLATURA ….

CLORIDRATO ? CLORALIO IDRATO


Una classe di composti costituiti da (Nome IUPAC: Tricloroacetaldeide)
sali di ammine con l’acido cloridrico Composto una volta usato come
sedativo e ipnotico

H Cl Cl
Cl + H2O Cl
N H OH
N Cl Cl
HCl H2O - H 2O
O O OH

H
H
N
N
O Cl
Clorobutanolo

Clorobutanolo
A - Reazione di Fujiwara:
F.U.
Alla soluzione basica del composto (20 mg in 2 ml di NaOH diluita)
si aggiunge 1 ml di piridina e si riscalda a b.m. sotto cappa fino a
che si sviluppa il colore rosso. Tale colorazione si deve alla
formazione di un colorante oxonolico che ha un massimo di
assorbimento a 530 nm. (solubile in DMSO).

H
Cl N - N OH N OH -
2 OH 2 OH
-
2 + R C Cl R C Cl 2 Cl R C Cl R C Cl
N Cl N N OH N OH
H

-
O N N O
-
Cl -
O N N O - Cl- R

R
-
O N N O
rosso
R
Clorobutanolo
B - Reazione dello iodoformio: H3C OH- H3C OH
H3C
F.U. Cl3C OH Cl3C- + O
A 25 mg di composto, sciolti in 3 ml H3C H3C OH -H2O H3C
di NaOH 1 N si aggiungono 5 ml di H2O 3 IO-
acqua e 2 ml di soluzione iodo-
iodurata 0.2 N. Precipita lo H3 C
CHCl3 + OH-
iodoformio giallo. O
I3C
3 I-
OH-
CHI3 + 3 Cl-
O
H3 C + CHI3
O-

C - Reazione di Tollens:
F.U. Si aggiungono 50 mg di sostanza solida ad una soluzione etanolica di KOH 2 M, a caldo.
Si forma formiato di potassio, che ha potere riducente. Nella reazione di Tollens si
riduce il nitrato d'argento ad argento metallico, che si deposita sulle pareti della
provetta.

CLOROBUTANOLO CHCl3 (vedi reazione precedente)

CHCl3 + 4OH- HCOO- + 3Cl- + 2H2O

2[Ag(NH3)2]+ + HCOO- + OH- CO2 + 4NH3 + H2O + 2 Ag↓ nero


ACIDI CARBOSSILICI
O H O
stato fisico: alifatici → liquidi altobollenti o solidi
aromatici → solidi
O H O
solubilità: alifatici (fino a 4 termini) → solubili in H2O
alifatici (>5 termini), aromatici → insolubili in H2O
solubili in NaOH ed NaHCO3
solubili in Et2O

÷5
acidità: pKa 4÷

-
OH O O- O O-
-
RCO2H RCO2 H+ +
+ O
H OH OH + O-

R elettron-attrattore R elettron-donatore
stabilizza l’anione, acidità↑ destabilizza l’anione, acidità↓

pKa = - log Ka
Acidità ed Effetto “orto”

A differenza dell’effetto di risonanza, relativamente insensibile alla distanza dal


centro della reazione, l’effetto induttivo, dovuto all’esistenza di dipoli permanenti o
alla polarizzabilità di certi gruppi, dipende molto dalla distanza.

Il diverso valore di pKa negli acidi α,β e γ-clorobutirrici è indicativo di questo


fatto.
Cl

CO2H CO2H CO2H CO2H

Cl Cl
pKa 4.82 pKa 4.52 pKa 3.98 pKa 2.83

La presenza di effetti induttivi può portare a una considerevole modificazione delle proprietà
acide e basiche di determinati gruppi. E’ questo il caso dell’acido trifluoroacetico e del β-
trifluoroetilammonio. In entrambi i casi la dissociazione (IONIZZAZZIONE!) del protone
avviene molto più facilmente di quanto non avvenga negli acidi in cui i tre atomi di fluoro siano
stati sostituiti da atomi di idrogeno:

CH3COOH ⇆ CH3COO- + H+ pKa 4.8

CF3COOH ⇆ CF3COO- + H+ pKa 0.3

CH3-CH2-NH3+ ⇆ CH3-CH2-NH2 + H+ pKa 10.5

CF3-CH2-NH3+ ⇆ CF3-CH2-NH2 + H+ pKa 7.5


La formazione di legami a idrogeno intramolecolari può influenzare notevolmente la
forza di un acido o di una base.
Se il legame a idrogeno stabilizza la base coniugata più dell’acido libero ne risulta
un aumento della forza dell’acido, mentre in caso contrario la forza dell’acido è
diminuita.

L’acido o-idrossibenzoico (ac. salicilico) è così circa 1.5 unità di pKa più forte dell’acido p-
idrossibenzoico, a causa della stabilizzazione della base coniugata a seguito della formazione
del legame a idrogeno che avviene nell’isomero orto tra l’idrogeno alcolico del gruppo –OH e
l’ossigeno del gruppo carbossilico.

OH OH HO
HO

O O O
O
H
O OCOCH3 HO

pKa 2.97 pKa 3.49 pKa 4.54 pKa 4.19

ACIDI CARBOSSILICI

Identificazione:
riconoscimento del carattere acido
acidi carbossilici solubili → misura del pH della soluzione acquosa
acidi carbossilici insolubili → solubilizzazione in NaHCO3 sol.
satura e sviluppo di CO2

saggio dello ioduro-iodato – per trattamento della soluzione


etanolica della sostanza con KI al 2% e KIO3 al 4%; dopo lieve
riscaldamento, raffreddamento e diluizione con H2O → colorazione
marrone; per addizione di salda d’amido → colorazione blu

5 I- + IO3- + 6 H+ 3 I2 + 3 H 2 O
saggio dell’idrossammato ferrico – si basa sulla trasformazione
dell’acido carbossilico nel corrispondente acido idrossammico e nel
riconoscimento di quest’ultimo con FeCl3 → colorazione bruna-violetta

O O O O
SOCl2 EtOH NH2OH HCl
R R R R
-
OH
OH Cl OEt NHOH
HCl + SO2 HCl EtOH

OH OH
R FeCl3 R
per acidi che non danno Fe
reazione positiva con FeCl3 NO NOH
3

complesso rosso-violetto

ACETATI (Cap. 2.3.1 - pag. 58 F.U. X)

CH3CO2H Ka = 1.8·10-5

F.U. X Ed.
ACETATI CH3CO2H (Ka=1.8·10-5)

Identificazione:
liberazione di ac. acetico - per trattamento con un acido con pKa<5
pKa>5
(es. NaHSO4 [pKa=1.99], ac. ossalico) → odore caratteristico pungente
CH3CO2- + H+ CH3CO2H ↑
formazione dell’acetato basico di lantanio - per trattamento con
La(NO3)3 in ambiente basico per NH4OH ed in presenza di I2 →
precipitato o colorazione blu
2 CH3CO2- + La3+ + OH- La(OH) (CH3CO2)2
adsorbe I2 con colorazione blu

formazione di etile acetato – per trattamento con EtOH e qualche gtt.


di H2SO4 conc. e riscaldamento → odore caratteristico gradevole
CH3CO2H + EtOH CH3CO2Et↑ + H2O
formazione del complesso diidrossiesacetatotriferro (III)
([Fe3(CH3CO2)6(OH)2]+ - solubile, rosso) - per trattamento con FeCl3 in
ambiente neutro; la colorazione scompare per acidificazione
Fe3+ + 6 CH3CO2- + 2 OH- [Fe3(CH3CO2)6(OH)2]+

CH3
LATTATI (Ka = 1.4·10-4)
HO CO2H
Identificazione:
liberazione di acetaldeide – per riscaldamento della soluzione acquosa,
acidificata con H2SO4 ed addizionata di KMnO4 al 3% → decolorazione del
KMnO4 e sviluppo di acetaldeide (odore caratteristico)
5 CH3CH(OH)CO2H + 2 MnO4- + 6 H+ ↑ + 5 CO2 + 2 Mn2+ + 8 H2O
5 CH3CHO↑

reazione con guaiacolo – per trattamento con H2SO4 conc. e guaiacolo al 5% →


colorazione rossa (lentamente e per agitazione)
H2SO4
CH3CH(OH)COOH CH3CHO + CO2 + H2O

CHO
OCH3 CH3 OCH3 OCH3 CHO OCH3 OCH3 CHO OCH3
OH HO
OX

2 H2O OH

OCH3 CHO OCH3


OX

Colorazione rossa
O
Identificazione:
reazione dello iodoformio (CHI3 – giallo) – per trattamento della
soluzione acquosa con I3- e con NaOH dil. → precipitato giallo

I3- + 2 OH- 2 I- + IO- + H2O

CH3CH(OH)CO2H + IO- CH3CHO + I- + H2O + CO2

CH3CHO + 3 IO- CI3CHO + 3 OH-

CI3CHO + OH- HCOO- + CHI3

reazione tipica per sostanze contenenti un gruppo metilico vicinale ad un gruppo >C=O
o potenzialmente carbonilico

TARTRATI F.U. X Ed.


reazione di Fenton

CO2H CO2H

HO H H OH
Ka1 ≅ 10-3
H OH HO H
Ka2 ≅ 10-4
CO2H CO2H
reazione di Pesez
D(-) L(+)
Identificazione:
reazione di Fenton – per trattamento della soluzione acquosa con FeSO4 al 3% ed
H2O2 al 3% si ottiene una colorazione gialla che svanisce; per successiva
alcalinizzazione con NaOH → colorazione blu-violetta

Fe2 + H2O2 Fe3+ + OH- + OH•

in ambiente
alcalino, forma con
Fe2+ complessi
colorati in violetto

reazione di Pesez – per riscaldamento a b.m. della soluzione della


sostanza addizionata di KBr al 10%, resorcina soluzione ed H2SO4 conc.
→ colorazione blu;
dopo raffreddamento e diluizione con acqua → colorazione rossa

HO
CO2H O
O 2 OH
H OH H2SO4, KBr H
H OX
HO H -CO2, -CO, -H2O HO
HO -H2O
CO2H O

Br
HO Br
HO
OH
H2SO4, KBr OH
Br
OH HSO4
O OH
O O Br
O

2 Br- + SO42- + 4 H+ Br2 + SO2 + 2 H2O


reazione di Mohler – per addizione alla sostanza solida di una soluzione
satura di resorcina in H2SO4 conc. e riscaldamento a 100-120 °C →
colorazione rosso-violacea

HO COOH O H
+ CO2 + CO + H2O
HO COOH OH

H H
O O
HO OH HO O OH
HO OH O H
2 +
OH H2O H2O
OH OH

HO O OH HO O O
ox ox

HO
OH OH
colorazione rossastra

precipitazione come potassio tartrato acido (bianco cristallino) – da


soluzioni molto conc., acide per AcOH, per addizione di KCl (in difetto)

precipitazione come calcio tartrato (bianco) – da soluzioni neutre, già a


freddo, per addizione di CaCl2.
…….
CITRATI

CO2H
OH Ka1 ≅ 10-3
Ka2 ≅ 10-5 F.U. X Ed.
CO2H Ka3 ≅ 10-6
CO2H

Identificazione:
reazione di Dènigès – per riscaldamento della soluzione acquosa
addizionata del reattivo di Dènigès (HgSO4) e KMnO4 → decolorazione
del KMnO4 e formazione di un precipitato bianco

CO2H CO2H
OH ∆T
OH + CO2
CO2H
CO2H CO2H

CO2H CO2H

5 OH + 2 MnO4- + 6 H+ 5 O + 2 Mn2+ + 8 H2O

CO2H CO2H

CO2H CO2

O + Hg2+ O Hg + 2 H+

CO2H CO2

Bianco
precipitazione come calcio citrato (bianco) - per ebollizione da soluzioni
neutre addizionate di CaCl2

- CO2
CO2
HO Ca++ HO Ca
- CO2
CO2 pH = 7
CO2H CO2H

BENZOATI

CO2H
(Ka = 6.3·10-5)
F.U. X Ed.
Identificazione:
Per acido e sali
formazione del complesso diidrossiesabenzoatotriferro(III)
([Fe3(C6H5CO2)6(OH)2]+ - precipitato rosa carnicino) - per trattamento
con FeCl3; solubile in Et2O
3 Fe3+ + 6 C6H5CO2- + 2 OH- [Fe3(C6H5CO2)6(OH)2]+

liberazione di etile benzoato – per riscaldamento della soluzione


etanolica della sostanza addizionata di poche gtt. di H2SO4 conc. →
odore caratteristico gradevole
C6H5CO2H + EtOH C6H5CO2Et↑ + H2O

Per i sali
liberazione di ac. benzoico (bianco, p.f. 121-123 °C) per trattamento
con HCl dil.
C6H5CO2- + H+ C6H5CO2H

SALICILATI

CO2H
OH
(Ka = 10.5·10-4) F.U. X Ed.
Identificazione:

+
Per acido e sali O O
Fe(H2O)4
formazione del complesso con Fe3+ - per
O
trattamento della soluzione acquosa o
etanolica con FeCl3 → colorazione violetta
che persiste per addizione di AcOH

liberazione di etile salicilato – per riscaldamento della soluzione


etanolica della sostanza addizionata poche gtt. di H2SO4 conc. → odore
caratteristico gradevole

liberazione di fenolo – per riscaldamento della sostanza con NaOH


conc. → odore caratteristico

C6H4(OH)CO2H + OH- C6H5OH + CO2 + H2O

Per i sali
liberazione di ac. salicilico (bianco cristallino, p.f. 156-161 °C) per
trattamento con HCl dil.

C6H4(OH)CO2- + H+ C6H4(OH)CO2H
Derivati funzionali degli acidi carbossilici

X = Cl, OCOR’, OR’, NH2, NHR’, NR’R’’

alogenuri acilici ed anidridi → aggressivi ed irritanti


esteri → odore gradevole

X influenza la reattività del C=O verso in nucleolfili


Cl > OCOR’ > OR’ > NH2

diversa resistenza all’idrolisi

HX +
O + OH OH OH H O
H H2O
R R R OH2 R R
X X X OH OH

-
O -
O O O
OH -
R R OH R + X R + HX
-
X X OH O

ESTERI

stato fisico: termini inferiori → liquidi mobili, odore gradevole


termini superiori → liquidi densi e poi solidi

solubilità: parzilamente solubili in H2O → metile formiato, etile


formiato, metile acetato
insolubili in H2O → tutti gli altri solubili in Et2O

saggio dell’idrossammato ferrico – per trattamento con idrossilamina


cloridrato in ambiente basico e riconoscimento dell’acido idrossammico
formatosi mediante reazione con FeCl3 in ambiente acido→ colorazione
bruna-violetta
O O OH OH
NH2OH HCl FeCl3
R -
R R R Fe
OH
OR' NHOH NOH NO
R'OH 3

per esteri che non danno complesso rosso-violetto


reazione positiva con FeCl3
IDROLISI
ACIDA
O OH OH OH
H2O
R + R R OH
+ H R OH2
OR' OR' OR' HOR'

O OH
+ R
H + R + R'OH
OH OH

IDROLISI
BASICA
-
O O O O
- -
R + OH R OH R + R'O R + R'OH
-
OR' OR' OH O

idrolisi – in ambiente basico → separazione e caratterizzazione dell’ac.


carbossilico e del composto ossidrilato

F.U. X Ed.
AMIDI

amidi non-sostituite (I)


amidi sostituite • mono-sostituite (II)
• di-sostituite (III) acetamide p.f. ~ 82 °C
N-metilacetamide p.f. ~ 28 °C
stato fisico: formamide → liquida N,N-dimetilacetamide p.e. ~ 165 °C
solidi con p.f. netti (p.f. ~ -20 °C)

solubilità: primi termini serie alifatica → solubili in H2O


tutti gli altri → solubili in Et2O

O O
R R
R' R'
N N
R" R"

O O + O O
-H
R R R R
H H
N N N N
R R R R

per amidi non-sostituite (I e II)


sviluppo di ammoniaca – per riscaldamento con NaOH dil. → odore
caratteristico e reazione basica al tornasole
RCONH2 + OH- RCO2- + NH3↑
RCONHR’ + OH- RCO2- + NH2R’↑ (ammina I)

saggio dell’idrossammato ferrico – per trattamento della soluzione


etanolica (o glicol propilenico) con idrossilamina cloridrato in ambiente
basico e riconoscimento dell’acido idrossammico formatosi mediante
reazione con FeCl3 in ambiente acido → colorazione bruna-violetta

per amidi N-sostituite (III)


+
H +
Non esistendo saggi O RCOOH + RNH3
specifici R
NHR
RCOO- + RNH2
OH-
F.U. X Ed.

polarimetro birifrangenza

Per vedere il massimo dell’intensità luminosa, il polarizzatore e


l’analizzatore devono essere paralleli; visto che il polarizzatore è sempre
fisso, per azzerare lo strumento occorerà muovere l’analizzatore fino alla
massima intensità .
Quando la cella contenente una sostanza chirale viene attraversata dalla luce
polarizzata, il piano di polarizzazione della luce subirà una ruotazione di un
preciso angolo.
L’osservatore, per calcolare l’angolo di rotazione, dovrà quindi ruotare
l’analizzatore ripristinando il massimo di intensità luminosa. 8
polarimetro

analizzatore
a campo bipartito

La misura dell’angolo di rotazione α permette di suddividere le sostanze in


destrogire (d) e levogire (l).
Quando l’analizzatore deve essere ruotato in senso
antiorario l’angolo di rotazione α ha segno negativo (-),
viceversa l’angolo di rotazione α ha segno positivo (+) se
l’analizzatore deve essere ruotato in senso orario.

L’entità di rotazione del piano di luce polarizzata dipende:


dal numero di molecole chirali che la radiazione incontra e tali molecole
saranno tanto più numerose quanto più lungo è il cammino ottico, quindi il
tubo polarimetrico;

dalla lunghezza d’onda della luce impiegata;

dalla temperatura che condiziona la motilità delle molecole diminuendo le


interazioni con la luce polarizzata.

Per queste ragioni è stato definito il potere rotatorio specifico

10
a questa lunghezza
Quando si utilizza: d’onda
un tubo polarimetrico di 1 dm, il 98% delle sostanze
una concentrazione di g/100 mL (o g/1000 mL) organiche chiarali non
presentano fenomeni di
temeratura di 20 °C assorbimento
e la luce impiegata è quella gialla del sodio a 5896 Å
il potere rotatorio specifico è definito dalla seguente formula:

20α · 100(0) α = angolo di rotazione


α] =
[α c = concentrazione in g/100 mL o g/L
D
c·l l = lunghezza del tubo polarimetrico

20
α] = ± Valore°, Conc (g/l), solvente

D

Esempio per il glucosio


20
α] = +52°, 100, H2O

D
aldeidi
COMPOSTI chetoni
CARBONILICI

ADDIZIONE
NUCLEOFILA

+ NuH OH
H
catalisi acida O OH OH +
-H Nu

catalisi basica NuH + OH- Nu- + H2O

le aldeidi si ossidano molto facilmente;


i chetoni si ossidano difficilmente

le aldeidi sono più reattive dei chetoni verso l’addizione nucleofila

interazioni intermolecolari dipolo-dipolo


no legami idrogeno intermolecolari

 stato fisico
 aldeidi alifatiche → formaldeide (gas); termini successivi liquidi con
odore gradevole e poi solidi
 aldeidi aromatiche → benzaldeide (liquido odore di mandorle amare);
termini successivi liquidi e poi solidi
 chetoni alifatici → acetone (liquido) termini successivi liquidi con odore
sgradevole e poi solidi
 chetoni aromatici → solidi

 solubilità

 solubili in H2O → termini con meno di 5 atomi di C

 insolubili in H2O → tutti gli altri

 solubili in Et2O
reazioni comuni ad aldeidi e chetoni

precipitazione come 2,4-dinitrofenilidrazoni – per trattamento della soluzione


acquosa o etanolica con 2,4-dinitrofenilidrazina (pH ∼ 4.5, a tempertura ambiente
o dopo riscaldamento) → precipitato giallo o rosso.

R R H R H
H
O O O
R' R' R'

O2 N O2N
R R
OH H2NHN NO2 NHN NO2
R' R'
+
H2O, H

addizione di bisolfito – aldeidi e metilchetoni - per trattamento con NaHSO3;


addizionando una goccia di salda d’amido colorata con I2 → non si deve avere
decolorazione
OH
-
O + HSO3
-
SO3

I2 + SO32- + H2O 2 I- + SO42- + 2 H+

reazioni delle aldeidi

saggio della fucsina – per addizione di fucsina decolorata (reattivo di Schiff) →


colorazione rosso-violetto

H 2N NH2 HO2SHN NH3

+ 3 H2SO3 RCHO
SO3H
- 2 H 2O

H 3C H3C R OH
NH2 NHSO2H H SO3-
fucsina
reattivo di Schiff
(rosa) R
(incolore)
H C O2SHN NH2
OH

H3C R
NHSO2 C H
OH
(rosso-violetto)
saggio di Fehling – per riscaldamento della soluzione addizionata di un ugual
volume di Fehling A e Fehling B → precipitato rosso-mattone
RCHO + 2Cu2+ + 5OH- RCOO- + Cu2O + 3H2O
Fehling A – soluzione acquosa di CuSO4
Fehling B – soluzione alcalina di Na-K-tartrato

Lo ione rameico reagisce


come complesso
cupro-tartarico

saggio di Tollens – per riscaldamento della soluzione addizionata di nitrato di


argento ammoniacale → specchio metallico o precipitato nero

Ag+ + OH- AgOH


nitrato di argento
2 AgOH Ag2O + H2O
ammoniacale
Ag2O + 6 NH3 + H2O 2 [Ag(NH3)2]+ + 2 OH-

RCHO + 2 [Ag(NH3)2]+ + 2 OH- RCOO- + 2 Ag + NH4+ + 3 NH3 + H2O

saggio di Angeli e Rimini – consiste nel trattamento dell’aldeide con acido


benzensolfonidrossammico (o N-idrossibenzensolfonamide o acido di Piloty) in
ambiente alcalino per KOH e nel mettere in evidenza l’acido idrossammico
formatosi con FeCl3 in ambiente acido → colorazione rosso-vino

O O
R O
R + ArSO2-NOH R + ArSO2
OH
H H N NHOH
SO2Ar

O OH OH
FeCl3
R R R Fe
NHOH NOH NO
3
rosso

saggio con dimedone – per addizione alla soluzione idroalcolica di 5,5-


dimetilcicloesan-1,3-dione → lattescenza o precipitato bianco

R H R
O O O O
O
+ - H2O
O O OH HO
reazioni dei chetoni

saggio dello iodoformio (saggio di Lieben) – (CHI3 – giallo) – per trattamento


della soluzione acquosa con I3- e con NaOH

I3- + 2 OH- 2 I- + IO- + H2O

CH3COR + 3 IO- CI3COR + 3 OH-

CI3COR + OH- RCOO- + CHI3

PER I METILCHETONI!!

CARBOIDRATI Cx(H2O)y

CHO CHO CHO


HO H H OH HO H
HO H HO H H OH
H OH H OH HO H
H OH H OH HO H
CH2OH CHOH CH2OH CH2OH

D-mannosio OH D-glucosio L-glucosio


HO H
H OH
CH2OH H OH
O CH2OH
HO H
H OH
H OH
CH2OH

D-fruttosio
MECCANISMO DELLA MUTAROTAZIONE

+112°

+52,6°

[36%] [64%]

+18,7°

La mutarotazione è un fenomeno, osservato per la prima volta nel 1846, che consiste
nel cambiamento del potere rotatorio osservato per alcuni carboidrati in soluzione
reazioni di carattere generale

saggio di Molisch – pentosi ed esosi per azione dell’H2SO4 conc. formano


rispettivamente il furfurolo e l’ossimetilfurfurolo che reagiscono con l’α-
naftolo → composti intensamente colorati.
CHO CHO
H OH
HO H H2SO4 H
O HOH2C O CHO
H OH -3H2O H
H OH Ossimetilfurfurolo

CH2OH CH2OH
ESOSO
(D-glucosio)
H2SO4
PENTOSO
-3H2O O CHO
Furfurolo

OH OH O

OH

2
OX
OH
R O CHO R O R O R O

H2O

OH OH OH
Rosso-violetto

saggio dell’acetato di anilina – furfurolo ed ossimetilfurfurolo, che si formano


anche per decomposizione termica, reagiscono con l’anilina → composti
intensamente colorati in rosso.

H2N Ph H2N Ph
R O CHO R O CH N Ph R CH N Ph
Aldimmina HN HO
H2O
Ph

R CH N Ph
N HO
Ph
Dianile dell'aldeide
α-ossiglutarica (R=H)
reazioni distintive

saggio di Feheling e Tollens – positive per monosaccaridi (aldosi e chetosi) e per


disaccaridi riducenti (in F.U. è prevista la reazione di Feheling anche per il
saccarosio dopo idrolisi acida).

saggio di Fehling – per riscaldamento della soluzione addizionata di un ugual


volume di Fehling A e Fehling B → precipitato rosso-mattone
RCHO + 2 Cu2+ + 5 OH- RCOO- + Cu2O + 3 H2O
Fehling A – soluzione acquosa di CuSO4
Fehling B – soluzione alcalina di Na-K-tartrato

saggio di Tollens – per riscaldamento della soluzione addizionata di nitrato di


argento ammoniacale → specchio metallico o precipitato nero

Ag+ + OH- AgOH


nitrato di argento
2 AgOH Ag2O + H2O
ammoniacale
Ag2O + 6 NH3 + H2O 2 [Ag(NH3)2]+ + 2 OH-

RCHO + 2 [Ag(NH3)2]+ + 2 OH- RCOO- + 2 Ag + NH4+ + 3 NH3 + H2O

reazioni distintive

saggio con sali di tetrazolio – riduzione di un sale di tetrazolio, incolore e


solubile in acqua, a formazano, composto insolubile ed intensamente colorato.

Ph Ph

N N O O
N N
-
+ R + 3 OH + R + 2 H 2O
N N NH N -
Ph Ph H O
Ph Ph
2,3,5-trifeniltetrazolio trifenilformazano

saggio di Barfoed – per distinguere i monosaccaridi dai disaccaridi;


basato sulla riduzione degli ioni rameici in ambiente acido per AcOH →
precipitato rosso mattone.
monosaccaridi → 2 min
disaccaridi → 10 min

O O
2+ +
R + 2 Cu + 2 H2O R + Cu2O + 4 H
H OH
saggio di Seliwanoff – per distinguere i chetosi dagli aldosi;
basato sulla trasformazione in furfurolo e sulla successiva condensazione di
questo con resorcina → colorazione rossa
chetosi → 2 min
aldosi → > 2 min

Rosso ciliegia

F.U. X Ed.

D-(-)-fruttopiranosio D-(+)-glucopiranosio

β -D-fruttofuranosile
O-β
β -D-galattopiranosil(1 → 4)-α
α-D-glucopiranosio α-D-glucopiranoside
solubili in acqua
bruciano con caratteristico odore empireumatico
si decompongono al riscaldamento glucosio p.f. ~85-90 °C
non presentano p.f. costante fruttosio ~102 (146) °C
lattosio ~200 °C
saccarosio ~160-170 °C

1. saggio di Molisch o dell’acetato di anilina → zucchero


2. saggio di Fehling → zucchero riducente
se negativo si tratta di saccarosio
3. saggio di Barfoed → monosaccaride o disaccaride
4. saggio di Seliwanoff → aldoso o chetoso
5. determinazione potere rotatorio
glucosio [α] = + 52.5°, + 53.3°
fruttosio [α] = - 91.0°, - 93.5°
lattosio [α] = + 54.4°, + 55.9°
saccarosio [α] = + 66.3°, + 67.0 °

Smistamento
Sostanza Organica
degli zuccheri - Saggio di Molish → Positivo
presenti nella - Saggio dell’acetato di anilina → Positivo

XII F.U.
ZUCCHERO

Saggio di Fehling
o Tollens

Positivo Negativo
(sost. riducente) (sost. non riducente)
Saggio di Barfoed SACCAROSIO

Positivo < 2 Min Positivo > 10 Min


(monosaccaride riducente) (disaccaride riducente)
LATTOSIO
Saggio di Seliwanoff

Positivo < 2 Min Positivo > 2 Min


FRUTTOSIO GLUCOSIO
(chetoso) (aldoso)
Saccarosio

R-CHO + 2 Cu2+ + 4 OH- R-COOH + 2 H2O + Cu2O↓

Lo ione rameico reagisce


come complesso cupro-tartarico

Lattosio

Reazione con ammoniaca:


Scaldando a 80°C, 0.25 g di composto in 5 ml di H2O
e 5 ml di ammoniaca diluita per 10' si sviluppa una
colorazione rossa.

Reazione retroaldolica:
50 mg di composto vengono solubilizzati in 5 ml d'acqua. Si aggiungono 2 ml di NaOH diluita e una
goccia di soluzione di solfato rameico 0.5 M. Riscaldando all'ebollizione si forma un precipitato rosso.
Glucosio

Reazione retroaldolica:
50 mg di composto vengono solubilizzati in 5 ml d'acqua. Si aggiungono 2 ml di NaOH diluita e una
goccia di soluzione di solfato rameico 0.5 M. Riscaldando all'ebollizione si forma un precipitato rosso.

POLISACCARIDI

Amido Cellulosa
OH
O O
OH
HO
OH O O

HO
OH O

- Amido di frumento - Cellulosa acetato

- Amido di mais - Cellulosa acetato-ftalato

- Amido di patate - Cellulosa microcristallina

- Amido di riso - Cellulosa ossidata


- Cellulosa polverizzata
POLISACCARIDI
Amido (di patata)
Cellulosa

Cellulosa ossidata
RNH2 primarie
AMMINE
R2NH secondarie
R3 N terziarie
stato fisico: alifatiche: gas → liquidi → solidi
aromatiche: anilina (p.e. 182 °C) →
liquidi altobollenti → solidi

solubilità: solubili in H2O → alifatiche fino a 5-6 C


insolubili in H2O → alifatiche > 5-6 C, aromatiche
solubili in Et2O
solubili in HCl NH3 Kb = 1.8 · 10-5
pKb = 4.74
basicità: alifatiche pKb ≈ 3÷
÷4 nucleofilicità
N pKa = 9.24
aromatiche pKb ≈ 9÷
÷10
NH2
- R elettron-donatore
RNH2 + H2O RNH3 + OH
stabilizza ione
R
ammonio, basicità↑
NH3 < RNH2 < R2NH > R3N
NH2
R elettron-attrattore
NH3 > ArNH2 > Ar2NH > Ar3N destabilizza ione ammonio
R
basicità ↓

Identificazione:
riconoscimento del carattere basico
amine solubili → misura del pH della soluzione acquosa
amine insolubili → solubilizzazione in HCl 2N

saggio di Hinsberg – consente di differenziare e separare amine primarie,


secondarie e terziarie. Per trattamento con p-toluensolfonil cloruro a
freddo ed in soluzione alcalina:
amine primarie → formazione di solfonamidi mono-sostituite, solubili in
NaOH
amine secondarie → formazione di solfonamidi di-sostituite, insolubili in
NaOH
amine terziarie → non reagiscono
RNH2 OH- solubile
H3C SO2NHR

CH3-C6H4SO2Cl
R2NH H3 C SO2NR2

R3 N non reagisce
reazione con HNO2 – consente una distinzione qualitativa tra primarie,
secondarie e terziarie e nell’ambito delle primarie e terziarie, una
differenziazione delle alifatiche dalle aromatiche

amine primarie alifatiche → formazione dell’alcol primario


corrispondente con svolgimento di N2
R-CH2-NH2 + HO-N=O → R-CH2OH + N2 ↑ + H2O

amine primarie aromatiche → formazione del sale di diazonio


evidenziabile per copulazione
+
Ar-NH2 + HO-N=O + H+ → Ar-N≡
≡ N + 2 H2 O

amine secondarie alifatiche ed aromatiche → formazione N-nitroso


derivati, composti neutri poco solubili (gialli)
R2NH + HO-N=O → R2N-N=O + H2O

amine terziarie alifatiche → nelle condizioni di reazione non reagiscono

amine terziarie aromatiche → (con posizione para libera) formazione del


para-nitroso derivato che per trattamento
con NaOH dà precipitato verde o blu-verde

amine primarie

formazione di carbilamine – (alifatiche ed aromatiche) per


trattamento con CHCl3 in ambiente alcalino, per lieve riscaldamento →
odore sgradevole agliaceo
- -
CHCl3 + OH CCl3 + H2O CCl2 + Cl

formazione di senfoli – (alifatiche primarie) per trattamento con


CS2; il ditiocarbammato formatosi, in presenza di un sale di un metallo
pesante (AgNO3), perde H2S per dare il senfolo (isosolfocianato) →
odore caratteristico di senape
S AgNO3 S
R NH2 + CS2 R NH H3N R R NH
- SAg
S
R-NH3 NO3-
ditiocarbammato
S Le amine aromatiche primarie,
2 R NH 2 R N C S + Ag2S + H2S nelle stesse condizioni, danno
SAg senfolo derivati della difeniltiourea
F.U. X Ed.

saggio con nitroprussiato (saggio di Rimini) – (primarie solubili in


acqua) per trattamento con nitroprussiato all’1% → colorazione rosso-
violetta entro 2 min

[Fe(CN)5NO]2- + RNH2 [Fe(CN)5RNH2]2- + NO

selettivo e valido anche in presenza di amine alifatiche secondarie


solvente acqua/acetone (esente da acetaldeide) 5:1

amine aromatiche primarie

saggio di diazotazione e copulazione – per trattamento, a bassa temp.


(0÷5 °C), dell’amina con HNO2; il sale di diazonio formatosi viene
evidenziato per copulazione con un fenolo (β-naftolo) in ambiente
debolmente alcalino (pH ∼ 8) → formazione del colorante azoico di
colore rosso
O H OH
+
a Ar NH2 + N
H
Ar N N
-H2O
Ar N N O Ar N N OH
+
-H
OH H OH H
+
H -H2O
- O
OH O O
Ar N N
b OH
-

utilizzando β -naftolo
-
O O O
N
N N Ar N Ar
+ -
a+b -H O

N N Ar
H H N N Ar N N Ar
rosso
diazotazione: ambiente nettamente acido
lieve eccesso di HNO2 → blu cartina amido-iodurata
2 HNO2 + 2 I- + 2 H+ I2 + 2 NO + 2 H2O NO
eccesso di HNO2 distrutto con urea OH
2 HNO2 + CO(NH2)2 2 N2 + CO2 + 3 H2O

bruno
copulazione: fenato più reattivo del fenolo → ambiente nettamente basico
ambiente molto basico ↓ la conc. dello ione diazonio
- -
OH OH -
Ar N N Ar N N OH Ar N N O
+ +
H H
non copula non copula

F.U. X Ed.

amine secondarie
saggio con HNO2 – (alifatiche ed aromatiche) con HNO2 danno
N-nitrosamine, composti neutri poco solubili in acqua → olio o
precipitato giallo.
L’N-nitrosamina, per trattamento con fenolo ed H2SO4 conc. dà il
saggio di Liebermann per i fenoli.
(N.B. necessario distruggere l’eccesso di HNO2 con urea ed estrarre l’N-
nitrosamina con etere)

amine terziarie

saggio con ac. citrico – (alifatiche ed aromatiche) per trattamento


con una soluzione al 2% di ac. citrico in Ac2O e riscaldamento →
colorazione rosso-porpora
saggio specifico e selettivo
sulfamidici
p-aminobenzensolfonamidi

solubili in NaOH 2N
insolubili in NaHCO3

Identificazione:
reazione di diazotazione e copulazione – per trattamento con HNO2 e
successiva copulazione del sale di diazonio formatosi con N,N-dimetil-α-
naftilamina → coloranti azoici rossi

H3 C
HNO2
H2 N SO2NHR N N N SO2NHR
N,N-dimetil- H3 C
α-naftilamina

Le amine aromatiche primarie che non hanno in para al gruppo aminico il gruppo
SO2NHR, danno nelle stesse condizioni, composti colorati in giallo-arancione
ESECUZIONE TLC

1. solubilizzazione del campione

2. semina del campione

3. evaporazione del solvente

4. immersione nella camera cromatografica

5. eluizione sviluppo del cromatogramma

6. evaporazione dell’eluente

7. rivelazione del cromatogramma

TLC sulfamidici

1. sulfametoxazolo
2. dapsone
Iodio 3. sulfametoxipiridazina
4. sulfaguanidina
5. sulfafurazolo
6. sulfadimidina
7. sulfadimetoxina
8. sulfatiazolo
9. sulfametizolo
10. sulfamerazina
• • • • • • • • • • • • 11. sulfisomidina
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 12. sulfadiazina

fase stazionaria: gel di silice


eluente : CHCl3/MeOH/DMF 20:2:0.5
rivelatore: UV, vapori I2
AMMINOACIDI

struttura ionica dipolare

- -
OH - OH -
H3N-CHR-CO2H +
H3N-CHR-CO2 H2N-CHR-CO2
H +
forma dipolare H

il punto isoelettrico coincide con il pH a cui presentano la minima solubilità,


essendo massima la concentrazione dello ione dipolare;
gli aa più comuni in natura sono α-amminoacidi;
tranne la Gly, sono otticamente attivi – configuarazione assoluta L;
il valore del potere rotatorio è significativo per la loro identificazione non
avendo p.f. netti (p.f. > 200° C con decomposizione – intervallo di
decomposizione).
stato fisico: solidi cristallini incolori.

solubilità: solubili in H2O


insolubili in Et2O
insolubili in solventi organici (debolmente solubili in MeOH ed EtOH),

Identificazione:
saggio con ninidrina (1,2,3-indantrione monoidrato) - per trattamento
con una soluzione 0.1% di ninidrina a caldo → colorazione azzurro-
violetta.
O O
OH
H2O
O
OH
O Ninidrina O

O O R O
OH R CO2H R

+ N N
OH H2N CO2H -CO2
O O O
Base di Schiff Aldimmina

O O O
H2O ninidrina
NH2 N
-RCHO -H2O
O O O
Ammina
Dichetoidrindiliden-dichetoidrindene

Saggio positivo anche per alcuni β -aminoacidi e alcune amine alifatiche primarie e secondarie
Identificazione della prolina:
saggio con ninidrina (1,2,3-indantrione monoidrato) - per trattamento
con una soluzione 0.1% di ninidrina a caldo → colorazione giallo-rosso

O O
OH
H2O
O
OH
O Ninidrina O

O O O
OH
2 + + CO2 + H2O
OH N CO2H N
H H
O O O
Giallo-rosso

O O

O O

formazione di complessi – per trattamento della soluzione acquosa con


CuSO4 → colorazione blu
FeCl3 → colorazione rossa che incupisce per riscaldamento e scompare
per acidificazione

O O O O
Cu Fe
R NH2 R NH2
2 3
blu rosso-bruno
ALCOLI R-OH

stato fisico: liquidi, solidi bassofondenti


alcoli polifunzionali → liquidi densi, solidi

solubilità: solubili in H2O → alcoli primari inferiori fino a 4 termini


(alcoli isomeri → alcool terziario > alcool secondario > alcool
primario)
solubili in Et2O
alcoli polifunzionali → solubilità in H2O quando nC/nOH < 3-4

anfoteri: debole carattere basico (es. saggio di Lucas)


debole carattere acido (es. reazione con Na metallico)

Identificazione:
saggio con Na – per addizione di Na metallico alla sostanza
perfettamente anidra (soluzione in benzene anidro se solida) →
solubilizzazione di Na con sviluppo di H2

2 ROH + 2 Na 2 RONa + H2↑


per alcooli con C < 8
non specifico

formazione di alchilxantogenati – per reazione tra alcolato di K,


ottenuto per riscaldamento della sostanza con KOH solida fino a
dissoluzione di questa, e solfuro di carbonio → precipitato giallo

R OH + KOH R OK + H2O

S H2MoO4
R OK + CS2 RO [ROCSSH]2•MoO3
SK
giallo viola estraibile con CHCl3

per addizione di molibdato ammonico (1%) e cauta acidificazione con


H2SO4 2 N → colorazione viola estraibile con CHCl3•
saggio dell’idrossammato ferrico – per reazione con acetile cloruro (R’ =
CH3) in presenza di N,N-dimetilanilina e successiva reazione dell’acetato
formatosi con idrossilamina per dare il corrispondente ac. Idrossammico.
Riconoscimento di quest’ultimo con FeCl3 → colorazione bruna-violetta

O O NH2OH•HCl, O
-
ROH + R' R' OH
R
Cl OR NHOH
HCl ROH

OH OH
FeCl3
R Fe R
NO NOH
3
complesso rosso-violetto

saggio di Lucas – si basa sulla diversa velocità di formazione dei cloruri


alchilici (insolubili nel reattivo) per trattamento degli alcoli (alcoli
monofunzionali con C < 6 ed alcoli polifunzionali) con una soluzione satura di
ZnCl2 in HCl conc. (reattivo di Lucas) → intorbidamento

alcoli terziari (ed alcoli allilico e benzilico) → intorbidamento immediato


alcoli secondari → intorbidamento entro pochi min
alcoli primari → non reagiscono
Cl-
R3C-OH R3C+ R3C-Cl
Più stabile
ZnCl2 in HCl Cl-
R2CH-OH R2CH + R2CH-Cl
Reattivo di
Lucas

RCH2-OH non reagisce

ripetendo il saggio con solo HCl conc.

alcooli terziari (alcoli allilico, benzilico) → intorbidamento entro 10


min
alcoli secondari → non reagiscono
ossidazione con anidride cromica – gli alcoli primari e secondari vengono
facilmente ossidati ai corrispondenti composti carbonilici
(rispettivamente carbossilici e chetonici) per addizione della miscela
cromica (CrO3 in H2SO4) alla soluzione della sostanza in acetone →
trasformazione della colore rosso-arancio della miscela in verde-blu

3 RCH2OH + 4 CrO3 + 12 H+ 3 RCO2H + 4 Cr3+ + 9 H2O

3 R2CHOH + 2 CrO3 + 6 H+ 3 R2CO + 2 Cr3+ + 6 H2O

saggio dello iodoformio (saggio di Lieben) – (CHI3 – giallo) per alcoli del
tipo RCH(OH)CH3

I3- + 2 OH- 2 I- + IO- + H2O


OH O CH3COR + 3 IO- CI3COR + 3 OH-
[OX]
R CH3 R CH3 CI3COR + OH- RCOO- + CHI3
(Ad es., se R=COOH -> acido lattico)
STESSA REAZIONE
DEI METILCHETONI!!

glicoli
saggio con tetraborato – per i cis-dioli – ad una soluzione di Na2B4O7
(1%) si addiziona fenolftaleina; la colorazione viola che si produce
scompare per addizione dei sostanze aventi due gruppi ossidrilici vicinali
B4O72- + 3 H2O 2 H3BO3 + 2 BO2-
BO2- + 2 H2O H3BO3 + OH-
colorazione viola della fenolftaleina

OH O O
2 + H3BO3 B +
OH + H + 3 H2 O
O O

decolorazione della
fenolftaleina
FENOLI Ar-OH

stato fisico: solidi (fenolo p.f. 43 °C, liquido a t.a. se contiene > 2% H2O)

solubilità: solubili in Et2O


insolubili in H2O
solubili in NaOH 2N, insolubili in NaHCO3

acidità: acidi deboli pKa ∼ 10


O O O O OH OH OH OH

OH OH
R elettron-attrattore R elettron-donatore

R stabilizza l’anione, acidità↑ ↓
R destabilizza l’anione, acidità↓

La presenza di un gruppo elettronattrattore sull’anello del benzene ha l’effetto di


abbassare ulteriormente il valore del pKa di un gruppo funzionale acido (per effetto
induttivo e/o risonanza). L’effetto opposto si ottiene con gruppi elettrondonatori.

Effetto induttivo

Risonanza +
effetto induttivo
IDENTIFICAZIONE:
saggio con cloruro ferrico – per addizione di FeCl3 alla soluzione acquosa
o etanolica → colorazioni (blu, viola, verde, rossa)
6Ar-O- + FeCl3 → [Fe(O-Ar)6]3- + 3Cl -

fenoli monovalenti → violetta


orto-difenoli → verde scuro
meta-difenoli → rosso violetto
para-difenoli → colorazioni fuggevoli
saggio negativo per nitrofenoli, guaiacolo, acidi m- e p-idrossibenzoico

saggio di Liebermann (formazione di indofenoli) – per trattamento con


NaNO2 ed H2SO4 conc. → soluzioni intensamente colorate (blu, verde,
rosso, …) per fenoli aventi la posizione para libera

OH OH O

HNO2 ArOH
O N OH
H2O
NO NOH

copulazione con sali di diazonio – fenoli con la posizione orto e/o para
libera copulano, in ambiente debolmente alcalino, per formare derivati
azoici insolubili ed intensamente colorati

- -
N N + O N N O

saggio di Millon – fenoli con la posizione orto o meta libera reagiscono


con HNO2 e Hg(NO3)2 → soluzione rossa o precipitato giallo (solubile in
HNO3 con colorazione rossa)
formazione di ftaleine – per reazione con anidride ftalica in presenza di
tracce di H2SO4 conc. → colorazioni caratteristiche in ambiente alcalino

- -
O HO O OH O O O
HO OH
O H2SO4 OH
-
+ 2
O OH
O
-
O COO

- -
O O O O O O -H2O

- -
COO COO

COLORAZIONI CARATTERISTICHE
DIPENDENTI DAL FENOLO

Piridossina cloridrato

Reazione di Gibbs:
Si preparano due provette con 0.1 ml di soluzione 100
mg / 2 ml diluiti a 10 ml con una soluzione 50 g/l di
sodio acetato come tampone. Soltanto ad una delle due
provette si aggiungono 0.1 ml di soluzione 30 g/l di
acido borico. Ad entrambe si addizionano infine 1 ml di
soluzione di diclorochinoncloroimide 5 g/l in etanolo: si
sviluppa una colorazione blu che poi imbrunisce soltanto
in assenza di acido borico (che blocca l'OH fenolico):

O
Cl Cl O O
H Cl Cl Cl Cl
N CH3
N
HO H3BO3 Cl -HCl
O N CH3 N N CH3 N N CH3
B OH HO HO
O HO
OH O O O

HO HO Blu HO
RCH2NO2 primari
NITRO DERIVATI
R2CHNO2 secondari
R3CNO2 terziari
stato fisico: alifatici: liquidi (nitrometano - p.e. 101° C)
termini superiori liquidi e poi solidi
aromatici: liquidi altobollenti (nitrobenzene - p.e. 210-211 °C)
e poi solidi

solubilità: poco solubili o insolubili in H2O


solubili in Et2O

alifatici I e II acidi deboli pKa ∼ 11

R H O
OH
R O R O
R
O
C N C N C N C N
R R R R
O O O O

alifatici III ed aromatici neutri (non possiedono H in α)

Identificazione:
saggio dell’idrossido ferroso – ossidazione di Fe(OH)2 (bianco-verdastro) a
Fe(OH)3 (rosso-bruno); per trattamento con FeSO4 2% in ambiente alcalino per
NaOH, in tubo chiuso → il colore del precipitato diviene rapidamente rosso-bruno

R-NO2 + 6 Fe(OH)2 + 4 H2O R-NH2 + 6 Fe(OH)3


bianco-verdastro rosso-bruno

può essere estratta

altri composti possono dare questa reazione (es. idrossilammine, chinoni, nitriti e
nitrati alchilici)

formazione di coloranti azoici (nitro derivati aromatici) – per riduzione del gruppo
nitro si ottengono ammine aromatiche che danno la reazione di diazotazione e
copulazione;
la riduzione del nitro gruppo si può effettuare in diversi modi;
Ad es. Zn ed HCl:

Zn + 2 H+ Zn++ + H2

Ar-NO2 + 3 H2 Ar-NH2 + 2 H2O


reazione di Konowalow (distintiva per alifatici I, II) - sfrutta le proprietà acide dei
nitro derivati alifatici I e II che salificano con basi forti (NaOH, KOH) a differenza
dei III.
per solubilizzazione della sostanza in KOH (soluzione satura in MeOH), e successiva
aggiunta di FeCl3 → formazione di sali colorati in rosso/rosso-bruno estraibili con
Et2O.

R O R OH R O K R O
KOH FeCl3 3+
CH N C N C N Fe C N
R O R O R O R O
3
forma neutra forma acida Rosso/
(acido nitronico) Rosso-bruno

formazione di acidi nitrolici e pseudonitroli o saggio di Meyer (distintivo per


nitro derivati alifatici I, II, III ed aromatici) - per azione dell’HNO2 in ambiente
alcalino (trattamento prima con NaOH 2N poi con NaNO2 10% ed infine con H2SO4
2N fino a neutralità)

nitro derivati alifatici I → formano sali sodici dell’acido nitrolico, colorati in


rosso; un ulteriore acidificazione con H2SO4 conc. determina la formazione di
acidi nitrolici incolori.

NO2 NO2 NO2


HNO2
R-CH2-NO2 R R NaOH R Na+
NO NOH NO
ac. nitrolico rosso

i nitro derivati alifatici II → formano pseudonitroli, a carattere neutro, solubili


in CHCl3 con colorazione blu-verde.

R R NO2
HNO2 pseudonitrolo
CH NO2
blu - verde
R R NO

i nitro derivati alifatici III e i nitro derivati aromatici → non reagiscono.


XANTINE
O R2
R1 1 5
7 CAFFEINA R1=R2=R3=Me p.f. 234-239 °C, [B(S2)]
N
N 6
8
2 3 TEOFILLINA R1=R3=Me, R2=H p.f. 270-274° C, [B-A2(A1)]
O N 4 N
9
TEOBROMINA R2=R3=Me, R1=H p.f. 350-354°C, [(B)A2]
R3

AMINOFILLINA - teofillina etilendiamina 2:1


p.f. 268-272° C [S2]
basi puriniche
alla prova al coccio sublimano

stato fisico: solidi cristallini bianchi

solubilità: poco solubili in H2O a freddo, solubili a caldo;


solubili in acidi;
tranne la caffeina, sono solubili in NaOH poiché possiedono un H
acido.

Identificazione:
saggio della muresside: per riscaldamento a secchezza con H2O2 e HCl si
ottiene un residuo rosso-giallastro che a contatto con NH4OH dil. →
colorazione rosso-violetto (fucsia).

(o muresside)
F.U. X Ed.

R CH2 CH3 ALCANI


IDROCARBURI
R R
C C ALCHENI
R R
stato fisico: saturi: da 1 a 4 C → gas
R C C R ALCHINI
da 5 a 18/20 C → liquidi
sopra 21 C → solidi R C C H ALCHINO TERMINALE

Il punto di ebollizione e di fusione sono influenzati, oltre che dal peso molecolare,
anche dalle ramificazioni

solubilità: a causa della bassa polarità e scarsa tendenza a formare legami


H, sono praticamente insolubili in H2O

 acidità: nel caso dell’acetilene e degli alchini con triplo legame terminale, l’H
legato al C acetilenico terminale presenta una certa acidità (pKa≈25)
e può essere strappato da basi forti (NH4OH)
(NaOH)
??? 2
NaNH
Identificazione
OLEFINE: il riconoscimento di queste molecole si basa sulla presenza del doppio
legame, molto reattivo verso l’addizione elettrofila. Ciò è dovuto al fatto che il
doppio legame C-C è costituito da un legame forte σ e uno più debole π; gli
elettroni π essendo trattenuti meno fortemente tra i nuclei di C, sono più
facilmente polarizzabili.

Saggio con Br2 in CHCl3 : il Br2 forma composti di addizione con molti composti
insaturi, con conseguente decolorazione della soluzione dell’alogeno. Alla
soluzione della sostanza, si aggiunge Br2 in soluzione di CHCl3, se sono necessarie
più di 3 gocce di reattivo per avere colorazione persistente, il saggio è positivo

R R Br R
C C + Br2 R C C R
R R R Br

La presenza di gruppi elettronattrattori legati ai due C insaturi provoca


un’addizione molto lenta ed in alcuni casi il saggio può risultare negativo

NB: l’addizione del Br2 avviene in due stadi: quando la molecola di Br2 si avvicina, il
doppio legame si polarizza (per effetto elettronico del doppio legame), si ha
quindi un attacco elettrofilo da parte del bromo, con formazione di un
carbocatione e di uno ione bromuro (stadio lento); successivamente si ha
l’attacco del Br- al C+ (stadio veloce)

Saggio di Bayer (con KMnO4) – sfrutta le proprietà riducenti del doppio legame,
che provoca la scomparsa del colore violetto della soluzione di permanganato di
potassio e la formazione dell’ossido idrato di Mn, di colore bruno.,

R R OH OH
-
3 C C + 2 MnO4 + 4 H 2O 3 R C C R + 2 MnO2 + 2 OH-
R R R R

Viola Glicole Rosso-bruno

Altri composti possono dare questa reazione (aldeidi, fenoli) e perciò va fatto
come prova complementare al saggio precedente
Formazione di Sali Rameosi (acetileni): sfrutta la reattività dell’H acetilenico
che può dare dei sali se trattato in ambiente ammoniacale

R C C H + Cu + NH3 R C C Cu + NH4

Rosso Bruno

ANELLO AROMATICO
Identificazione:
Formazione dei coloranti azoici : il saggio prevede la formazione del nitro
derivato aromatico che poi è ridotto ad ammina; il corrispettivo diazo-derivato
viene quindi fatto copulare con β-naftolo.

 Nitrazione: si esegue con HNO3 fumante in H2SO4 conc.

NO2
HNO3
H2SO4

 Riduzione: ambiente acido per HCl, Zn metallico come catalizzatore


 Diazo-copulazione: ambiente acido per HCl, NaNO2, β -naftolo in NaOH
Alchilazione di FRIEDEL-CRAFTS: in una provetta (A) si solubilizza il prodotto
in CHCl3; a parte in un’ altra provetta (B) si solubilizza AlCl3 anidro; si aggiunge A
a B, facendo scivolare la soluzione lungo le pareti della provetta ; si nota la
comparsa di colorazioni variabili a secondo del gruppo aromatico

GIALLO-ARANCIO/ROSSO → MONOCICLICI
AZZURRO/PORPORA → BICICLI
VERDE → CICLI PIU’ COMPLESSI

CHCl3 + AlCl3 CHCl2 + AlCl4

Cl Cl
CH CH
+ CHCl2 Cl AlCl4 Cl
+ HCl + AlCl3

ARENIO

 Il dicloro-benzile vieni attaccato da AlCl3 per formare un carbocatione che,


da elettrofilo, attacca un altro anello aromatico

Cl Cl
CH C
Cl H
+ AlCl3 + AlCl4

Cl Cl H Cl H
H
C C C
H + AlCl4
+ HCl + AlCl3

Difenilclorometano
 Con lo stesso meccanismo si sostituisce l’ultimo atomo di Cl del difenil
clorometano, con formazione finale del TRIFENIL-METANO che all’aria si
ossida per dare un composto colorato a struttura chinoide

O
OH
OH

O2 -H2O

Trifenilmetano Colorato

Reazione di LE ROSEN: il trattamento con aldeide formica ed acido solforico


su un substrato aromatico porta a derivati del DIFENIL-METANO che si
ossidano all’ aria, per dare derivati a struttura chinoide colorati.
Il saggio si esegue aggiungendo ad una soluzione di FORMALDEIDE al 40% ed
ACIDO SOLFORICO conc., la soluzione del composto in CHCl3.

O OH OH
+
H C H H C H C
H H H

OH
H C -H+ H+
+ OH
H C OH
H H C
H H
H
OH2 -H2O H +
C C C
H
H H H H
Difenilmetano

H2SO4 C
C C
H H H OH H
Colorato

OH O
H2SO4,O2 -H2O
C C C
H H H OH H
SO2, H2O
Colorato
Procedura analitica generale 1

L’identificazione sistematica di una sostanza richiede una serie di passaggi attraverso i


quali si dimostra che un composto sconosciuto «A» ha proprietà chimiche e fisiche identiche
a quelle di un composto «B», descritto in letteratura.

Questi passaggi possono essere brevemente riassunti:

Preliminarmente accertare se il composto in esame è:

una sostanza pura (impurezze <1%) un composto viene considerato puro quando
ulteriori frazionamenti non portano a variazioni delle sue proprietà fisiche (es. p.f., p.e.,
potere ottico rotatorio, densità ecc…)
una sostanza impura (impurezze 1÷9%) dovrà essere purificata mediante
opportune tecniche di frazionamento (cristallizzazione, distillazione,
sublimazione, cromatografia, estrazione con solventi, ecc…)
una miscela di composti è necessario separarla nei suoi componenti ed identificare
questi separatamente. Le più comuni tecniche di frazionamento e purificazione sono
cromatografia, cristallizzazione, distillazione frazionata o in corrente di vapore,
sublimazione, estrazione con solventi.

Procedura analitica generale 2

Una volta accertata la purezza la sostanza viene sottoposta ai seguenti saggi:

1. ESAME ORGANOLETTICO
2. COMPORTAMENTO DELLA SOSTANZA AL CALORE
3. DETERMINAZIONE DELLE COSTANTI FISICHE (p.f. o p.e.) «NB: Solo per le
sostanze organiche»
4. ANALISI ELEMENTARE QUALITATIVA – La ricerca degli elementi (N, S, alogeni, As, P
ed elementi metallici), diversi dal C ed H, presenti in un composto organico è molto
utile per la sua identificazione. La presenza o l’assenza di certi elementi implica infatti
l’esclusione di certe classi di composti organici.
5. DETERMINAZIONE DELLE PROPRIETÀ ACIDO-BASE E DELLA SOLUBILITÀ –
Le solubilità in opportuni solventi forniscono utili informazioni, preziose per accertare la
presenza o l’assenza di determinati gruppi funzionali.
6. RICERCA DEI GRUPPI FUNZIONALI – Per quasi tutte le funzioni organiche
caratteristiche (CO2H, CHO, OH, NO2, ecc.) sono disponibili dei saggi specifici di
identificazione che permettono, unitamente ai risultati delle prove precedenti, di
assegnare il composto in esame ad una ben precisa classe di composti.
7. ANALISI SPETTROSCOPICHE – Le tecniche spettroscopiche hanno enormemente
modificato i metodi di identificazione dei composti organici; gli spettri IR, UV, NMR e MS
forniscono informazioni spesso decisive per l’analisi strutturale.
Procedura analitica generale 3

8. SCELTA E PREPARAZIONE DEI DERIVATI – il riconoscimento definitivo di una sostanza,


specie se liquida, implica la preparazione di alcuni derivati (prodotti di trasformazione) ed
il controllo d’identità dei loro punti di fusione con quelli riportati in letteratura per i derivati
del composto che si suppone identico.
La scelta dei derivati più opportuni va fatta sulla base di criteri ben precisi, servendosi di
apposite tabelle che riportano le proprietà fisiche dei composti organici e dei loro derivati.

…….. ed in fine:

L’esame critico dei dati raccolti ed il confronto con i


dati riportati in letteratura permette di giungere ad
un’identificazione sicura della sostanza in esame.

METODI DI PURIFICAZIONE

Origine delle impurezze:


1. Alterazioni dovute all’ambiente esterno;
2. Impurezze di natura accidentale;
3. Impurezze legate all’estrazione da matrice biologica (animali o
vegetali);
4. Impurezze derivate dai processi di sintesi (solventi, prodotti di
partenza e/o prodotti secondari)

‘’Si definisce pura una sostanza che dopo ripetuti trattamenti di


purificazione mantiene inalterate le sue proprietà fisiche
caratteristiche (punto di fusione o ebollizione, potere ottico
rotatorio ecc….)’’
METODI DI PURIFICAZIONE

1. Cristallizzazione
2. Sublimazione
3. Distillazione
4. Ripartizione in solventi
5. Cromatografia

I metodi di purificazione delle sostanze che a pressione e


temperatura ambiente si trovano allo stato solido sono:

1. Cristallizzazione (anche per grandi quantità di sostanza e per


sostanze termolabili – es acido ftalico);
2. Sublimazione (generalmente per piccole quantità di sostanza);
3. Cromatografia.

CRISTALLIZZAZIONE

Principi generali. La cristallizzazione consiste:

1. nello scegliere il solvente opportuno;


2. nello solubilizzare la sostanza nell’opportuno solvente caldo, in genere alla
sua temperatura di ebollizione, (in alcuni casi, prima di raffreddare, è
conveniente filtrare la soluzione calda per eliminare eventuali impurezze
insolubili o polvere);
3. nel raffreddare la soluzione così ottenuta per far cristallizzare il
prodotto;
4. nella separazione dei cristalli dalle loro acque madri (i cristalli precipitati
vengono filtrati, lavati ed essiccati);
5. nell’analisi per verificare la purezza (determinazione del punto di fusione,
metodi spettroscopici, ecc.).
CRISTALLIZZAZIONE
1. Scelta del solvente
La scelta del solvente è il punto chiave per una buona cristallizzazione, sia
per le caratteristiche di solubilità della sostanza in quel solvente, sia per il suo
punto di ebollizione.
Il solvente ideale deve:
1. solubilizzare pochissimo il composto a
temperatura ambiente e molto ad alta
temperatura;
2. solubilizzare molto bene le impurezze sia a caldo
che a freddo, oppure che non le scioglie per
nulla, permettendo quindi di eliminarle per
filtrazione a caldo.
3. avere un punto di ebollizione relativamente
basso, in modo che i cristalli possano essere
asciugati con facilità (e non dovrebbe essere più
alto del punto di fusione della sostanza che
stiamo ricristallizzando).
4. essere poco costoso, 'sicuro', poco infiammabile
ecc..

CRISTALLIZZAZIONE

1. Scelta del solvente


CRISTALLIZZAZIONE

2. Solubilizzazione della sostanza. Porre il prodotto, ben polverizzato, in


un pallone munito di refrigerante; la quantità di solvente deve essere tale
da non essere sufficiente a sciogliere tutto il solido all'ebollizione. Si
scalda la miscela all'ebollizione col mantello riscaldante e, dall'alto del
refrigerante, si aggiungono piccole quantità di solvente, lasciando ogni
volta che la miscela riprenda a bollire, fino a sciogliere tutto il solido:
solo in questo modo si potrà essere certi di aggiungere la minima quantità
di solvente necessaria e sufficiente per solubilizzare la sostanza.
Verificare sempre di non essere in presenza di impurezze insolubili, nel
qual caso, come detto in precedenza, occorre filtrare la miscela a caldo
con filtro a pieghe (Vedi Figure).

CRISTALLIZZAZIONE

3. Raffreddamento della soluzione

 Il raffreddamento è un'altra fase cruciale della cristallizzazione.


 La soluzione deve raffreddarsi lentamente e senza agitazione, cioè nelle
condizioni più idonee per consentire una crescita lenta dei cristalli e
quindi una più facile esclusione delle impurezze dai cristalli stessi.
 Per aumentare le rese, oppure nel caso di solventi che comportano
solubilità non trascurabili a temperatura ambiente, una volta arrivati a
temperatura ambiente, si può raffreddare ulteriormente il tutto con un
bagno di ghiaccio.
 Nel caso di cristallizzazioni difficili, si può innescare il processo
aggiungendo qualche cristallo di sostanza nella soluzione o grattando la
parete della beuta con una bacchetta di vetro.
 Dopo la formazione dei cristalli, prima di filtrare, attendere sempre
qualche minuto per garantire la fine del processo.
CRISTALLIZZAZIONE

4. Separazione dei cristalli dalle acque madri


Il recupero dei cristalli viene effettuato per filtrazione sotto vuoto con
Buchner: rispetto alla normale filtrazione per gravità, questo sistema
consente tempi più rapidi e quindi minor evaporazione del solvente
nell'imbuto.

1 2 3

4 5 6

4. determinazione del punto di fusione. Il punto di fusione è sempre lo


stadio finale di una procedura di cristallizzazione, poiché fornisce
informazioni indispensabili relative all'identificazione del composto e al
suo grado di purezza.

Per sostanze pure, il punto di fusione è una proprietà fisica e quindi deve
mantenersi, in linea di principio, costante nelle normali condizioni di
misurazione. Il punto di fusione è inoltre sempre un buon indice della
purezza del composto in esame. Infatti, se una sostanza è pura e la
determinazione è effettuata nel modo sperimentalmente corretto (vedremo
cosa vuol dire), l'intervallo di fusione deve essere molto ristretto e non deve
generalmente essere superiore a 1-2 °C.
SUBLIMAZIONE
Rappresenta il passaggio diretto dallo stato solido allo stato vapore
senza passare attraverso la formazione dello stato liquido intermedio.

T
SUBLIMAZIONE

Diagramma H2O Diagramma CO2

SUBLIMAZIONE

L’efficienza di una sublimazione è legata a:


1. Natura del solido da sublimare;
2. Pressione alla quale si opera (deve essere inferire a quella del
punto triplo);
3. Differenza di temperatura tra le superfici;
4. Distanza tra le superfici di evaporazione e condensazione.
Joe Schwarcz
2. ANALISI ELEMENTARE,
SOLUBILITÀ,
REAZIONI
LITIO
1. saggio alla fiamma → colorazione rosso carminio.

2. soluzione alcalinizzata con 1-3 gtt. di NaOH 2 N ed addizionata di 8-10 gtt. di


Na2HPO4 soluzione (e 3-4 gtt. di EtOH); dopo riscaldamento a b.m. per 2 min. →
precipitato bianco (solubile negli acidi e nelle soluzioni di sali ammonici).

SODIO
1. saggio alla fiamma → colorazione gialla persistente.

2. soluzione, se necessario neutralizzata con KOH 2N, addizionata di 10 gtt. di


K2H2Sb2O7 soluzione per riscaldamento e successivo sfregamento →
precipitato bianco cristallino (opalescenza).

POTASSIO
1. saggio alla fiamma → colorazione violetta (attraverso vetro al cobalto
ciclamino).

2. soluzione neutra (se necessario tamponata con CH3CO2Na 8 gtt. → optimum pH


3.5) ed addizionata di 5-6 gtt. di ac. tartarico soluzione conc. (oppure di una
spatolata di ac. tartarico solido) per riscaldamento e sfregando le pareti della
provetta → precipitato bianco cristallino (solubile in alcali ed ac. minerali). Il
precipitato centrifugato e calcinato da un residuo che per addizione di HCl dil. da
effervescenza.

3. soluzione acetica addizionata di 3 gtt di CoCl2 soluzione e di una spatolata di


NaNO2; dopo riscaldamento, sfregando le pareti → precipitato giallo
cristallino.

AMMONIO
1. sostanza addizionata di 3-4 gtt. di NaOH 2N; per riscaldamento → si libera
ammoniaca rivelabile con: → odore caratteristico;
→ cartina al tornasole → bleu;
→ striscia di carta da filtro imbevuta di CuSO4 → bleu;
→ striscia di carta da filtro imbevuta di reattivo di
Nessler → rosso-arancio.

2. vedi reazione 2 del potassio.

3. vedi reazione 3 del potassio.

1
BARIO
1. saggio alla fiamma → colorazione verde-giallognola persistente. (N.B. prima
fiamma riducente poi ossidante).

2. soluzione acidificata con 2-3 gtt. di HCl conc. ed addizionata di 2-3 gtt. di H2SO4
dil. (2 N) → precipitato bianco (Insolubile in basi, acidi, ossidanti e riducenti →
inerzia chimica, parzialmente solubile in H2SO4 conc.).

BARIO SOLFATO
sostanza addizionata di un uguale quantità di Na2CO3 e di 5 mL di acqua si riscalda
all'ebollizione (a fiamma diretta) per 4-5 min. si trasferisce il tutto in una provetta da
centrifuga e si centrifuga


soluzione residuo trattato con CH3COOH,
scaldato a b.m. fino a cessazione di
 effervescenza; si centrifuga:
da le reazioni caratteristiche del SO42-
la soluzione

da le reazioni caratteristiche del Ba2+

CALCIO
1. saggio alla fiamma → colorazione rosso- arancio a sprazzi.

2. soluzione in CH3CO2H (oppure soluzione acquosa neutralizzata con NH4OH) ed


addizionata di 3-4 gtt. di K4[Fe(CN)6] soluzione e NH4Cl in eccesso →
precipitato bianco.

3. soluzione, neutralizzata se necessario con NH4OH, addizionata di 5-6 gtt. di


ammonio ossalato soluzione → precipitato bianco (solubile in HCl o HNO3 dil.).

MAGNESIO
1. soluzione addizionata di 10 gtt. (1 mL) di NH4Cl soluzione e 5 gtt. di NH4OH dil.
→ soluzione limpida (se si aggiunge prima NaOH si ottiene un precipitato che
si ridiscioglie per aggiunta di NH4Cl); addizionando successivamente 4-5 gtt. di
Na2HPO4 soluzione , sfregando le pareti della provetta → precipitato bianco
(solubile in CH3CO2H dil.).

2. soluzione addizionata di 2-3 gtt. di NaOH dil. → precipitato bianco gelatinoso


(insolubile in eccesso di reattivo – 4 mL); addizionando 6 gtt. di giallo tiazolo
soluzione → precipitato rosso per adsorbimento (prova di confronto).

2
ALLUMINIO
1.* soluzione addizionata di 10 gtt. (1 mL) di NH4Cl soluzione e 5-6 gtt. di NH4OH
dil. → precipitato bianco gelatinoso, (solubile in acidi, anche CH3CO2H dil., e
basi forti). F Nelle stesse condizioni zinco non precipita.

2.° soluzione addizionata di 3-4 gtt. di NaOH dil. → precipitato bianco gelatinoso,
solubile per aggiunta di NaOH (meno che per zinco); riprecipita per aggiunta di
NH4Cl soluzione. F Zinco stesso comportamento con la differenza che questo
non riprecipita per aggiunta di NH4Cl .

3. l'idrossido, precipitato come sopra e separato per centrifugazione, posto in un


crogiolo ed addizionato di 1 gtt di CoSO4 soluzione per evaporazione a
secchezza → massa infusibile bleu-azzurra (bleu di Thénard).

ZINCO (solfato)

1.* soluzione addizionata di 10 gtt. (1 mL) di di NH4Cl soluzione e 5-6 gtt. di NH4OH
dil.→
→ nessun precipitato.

2.° soluzione addizionata di 3-4 gtt. di NaOH dil. → precipitato bianco gelatinoso,
solubile per aggiunta di NaOH (∼ 1 mL) e non riprecipita per aggiunta di NH4Cl
soluzione. F Alluminio stesso comportamento con la differenza che questo
riprecipita per aggiunta di NH4Cl .

3. soluzione addizionata di ugual quantità (5 gtt.) di NH4Cl soluzione e NH4OH dil.


(oppure ambiente acido per CH3CO2H dil.) e 3-4 gtt. di tioacetamide per
riscaldamento a b.m. → precipitato bianco (lento a formarsi).

4. soluzione addizionata di 3-4 gtt. di K3[FeIII(CN)6] soluzione→


→ precipitato
arancione (solubile in NaOH ed NH4OH dil.).

5. soluzione addizionata di 3-4 gtt. di K4[FeII(CN)6] soluzione → precipitato


bianco-verdastro (solubile in NaOH ed NH4OH dil.).

TITANIO Per titanio biossido TiO2

SOLUBILIZZAZIONE (disgregazione o attacco a fusione):


sostanza (poca) mescolata, in un crogiolo di porcellana, con KHSO4 in rapporto di
1:10 e poi scaldata prima cautamente poi più fortemente fino a fusione (5 min). La
massa fusa si riprende (lisciviazione) con acqua a caldo, si raffredda e quindi si
filtra.

1. soluzione addizionata di H2O2 30% → colorazione rosso-arancione.

2. soluzione addizionata di Zn granuli dopo lungo tempo (∼ 45 min.) →


colorazione azzurro- violetta.
________________________________
* e ° in doppio Al3+ e Zn2+

3
ARGENTO
1. soluzione addizionata di 2-3 gtt. di HCl dil. → precipitato bianco caseoso
(insolubile in HNO3, solubile NH4OH dil.)

2. soluzione addizionata di 1-2 gtt. di NaOH e poi di NH4OH dil. gtt. a gtt. fino a
solubilizzazione del precipitato formatosi. La soluzione risultante addizionata di
4-5 gtt. di glucosio soluzione, posta a b.m. (∼ 40°C) → specchio d'argento
(solubile in HNO3 dil.) PULIRE SUBITO FM

FERRO
Fe2+

1.* soluzione addizionata di 3-4 gtt. di K3[Fe(CN)6] soluzione → precipitato azzurro


(azzurro di Turnbull) (insolubile in HCl dil.).

2.° soluzione addizionata di 3-4 gtt. di K4[Fe(CN)6] soluzione → precipitato bianco-


verdastro che diventa progressivamente bleu-azzurro (bleu di Prussia)
(insolubile in HCl dil.).

Fe3+

1.* soluzione addizionata di 3-4 gtt. di K3[Fe(CN)6] soluzione → clorazione rosso-


bruna.

2.° soluzione addizionata di 3-4 gtt. di K4[Fe(CN)6] soluzione → precipitato bleu


(bleu di Prussia) (insolubile in HCl dil.).

3. soluzione acidificata con 4-5 gtt. di HCl dil. ed addizionata di 4-5 gtt. KSCN
soluzione → colorazione rossa (che scompare per aggiunta di HgCl2 soluzione
∼ 1-2 mL).

RAME Cu2+
1. saggio alla fiamma → colorazione celeste e poi verde.

2. soluzione addizionata di alcune gtt. di NaOH o NH4OH dil. → precipitato


azzurro (solubile in NaOH a caldo o in NH4OH conc. con colorazione azzurro-
bleu).

3. soluzione nettamente acidificata con HCl conc. ed addizionata di 10 gtt. di


tiacetamide; per riscaldamento a b.m. (70°C) → precipitato nero (solubile in
HNO3 dil. a caldo con formazione di S).

4. soluzione addizionata di 3-4 gtt. di K4[FeII(CN)6] soluzione → precipitato rosso-


bruno (solubile in NH4OH conc. con colorazione azzurro-bleu).
_________________________________
* e ° in doppio Fe2+ e Fe3+

4
MERCURIO T Hg2+
• 1 gt di soluzione su lamina di rame (gettone telefonico) → macchia grigia scura
che diventa brillante per sfregamento. F Sia Hg-ico che Hg-oso.

1. soluzione in HCl dil. addizionata di SnCl2 soluzione → precipitato bianco. Con


eccesso di reattivo → diventa grigio-nero.

2. soluzione in HCl dil. addizionata gt. a gt. di NaOH (∼ 1.5 mL) → precipitato
giallo.

3. soluzione in HCl dil. addizionata gt. a gt. di KI soluzione → precipitato rosso


(solubile per riscaldamento all'ebollizione per 2-3 min [non tanto solubile] e
riprecipitabile in forma cristallina per raffreddamento. Solubile a freddo in
eccesso di reattivo).

PIOMBO X
1. sostanza sciolta in CH3CO2H ed addizionata di 5 gtt. di K2CrO4 soluzione →
precipitato giallo (solubile in NaOH).

2. soluzione acidificata con 2-3 gtt. di CH3CO2H ed addizionata di 3-4 gt. KI


soluzione → precipitato giallo solubile per riscaldamento all'ebollizione per 1-2
min e riprecipitabile in forma cristallina per raffreddamento. (solubile a freddo in
eccesso di reattivo -moltissimo-).

BISMUTO
1.# sostanza sciolta in HCl conc. (q.b. ∼0.5 mL) e diluita abbondantemente con
acqua → precipitato bianco che si ridiscioglie per aggiunta di HCl conc a caldo.

2. sostanza solubilizzata in HCl dil. ed addizionata di 10 gtt. di tiacetamide; per


riscaldamento a b.m. (70°C) → precipitato nero (solubile in HNO3 dil. a caldo
con formazione di S).

3. sostanza solubilzzata in HNO3 dil. ed addizionata di 3-4 gtt. di tiourea →


colorazione gialla.

----------------------------------------

T X per non aumentare l'inquinamento ambientale  RECUPERO


PbO, (CH3CO2)2Pb [Xn] nocivo per ingestione ed inalazione
HgO - [T+] altamente tossico per ingestione inalazione e contatto con la pelle

5
ANTIMONIO
1.# sostanza sciolta in HCl conc. (q.b. ∼0.5 mL) e diluita abbondantemente con
acqua → precipitato bianco (si ridiscioglie per aggiunta di HCl conc.)

2. soluzione addizionata di HCl con. (o 6 N) gt. a gt. fino ad ottenere una soluzione
limpida e poi di 10 gtt. di tiacetamide; per riscaldamento a b.m. (70°C) →
precipitato arancione (solubile in NaOH).

3. sostanza solubilzzata in 1.5 mL di CH3CO2H ed addizionata di 4-5 gtt. di


Na2S2O3 soluzione, dopo un pò di tempo (più velocemente a caldo) →
precipitato rosso-arancione (cinàbro di antimonio).  solo Sb+++.

6
BORATI e TETRABORATI
1. sostanza in beuta asciutta addizionata di 3-4 mL di alcool etilico (o metilico) e
3-4 gtt. di H2SO4 conc., si scalda e si incendiano i vapori → bruciano con
fiamma verde.
2. soluzione di B4O72- addizionata di una goccia di fenolftaleina → colorazione
viola (Ph>9); per aggiunta di una giusta quantità di glicole (glicerina) →
decolorazione (Ph<9).
3. soluzione di H3BO3 addizionata di 1 gt di fenolftaleina e basificata con 1-2 gtt di
NaOH dil. fino a → colorazione viola (Ph>9); per aggiunta di una giusta
quantità di glicole (glicerina) → decolorazione (Ph<9).

CARBONATI e BICARBONATI
in comune
1. sostanza (∼ 1 cm) addizionata di 1 mL HCl conc., in provetta grande munita di
tubo a sviluppo; in seguito a riscaldamento, il gas che si sviluppa si fa
gorgogliare in acqua di barite→
→ precipitato bianco (decantare, solubile anche in
CH3CO2H).

distintive [per (bi)-carbonati di Na e K]


2. soluzione addizionata di 1-2 gtt di fenolftaleina: CO32- → colorazione viola
HCO3- → incolore (o rosa);
riscaldando → colorazione viola.
3. soluzione addizionata di 4 gtt di J3- soluzione e di 1 mL di CH2Cl2 (dibattendo
bene) : CO32- → CH2Cl2 incolore
HCO3-→ CH2Cl2 corato viola
4. soluzione aggiunta di poche gtt di MgCl2: CO32- → precipitato bianco
HCO3-→ nessun precipitato a freddo;
se scaldato → precipitato bianco.

NITRATI
1. soluzione acidificata con poche gtt di H2SO4 dil. ed addizionata di 1 mL di FeSO4
soluzione satura; si agita poi si aggiunge lentamente 1-2 mL di H2SO4 conc.
(stratificandolo sul fondo) → anello bruno all'interfase.

2. ATTENZIONE! sostanza addizionata di 2-3 mL di NaOH dil. e di una spatolata


di lega di Devarda (scaldando lievamente a b.m. per innescare la reazione) → si
sviluppa ammoniaca (azzurra una cartina al tornasole).

SOLFATI
1. soluzione acidificata con 6-7 gtt. di HCl conc. ed addizionata di BaCl2 soluzione
→ precipitato bianco (insolubile in HCl conc., NaOH conc., HNO3 conc.
inerzia chimica).

1
TIOSOLFATI
1. decomposizione a caldo.

2. soluzione addizionata di AgNO3 soluzione (molto-tutto insieme) → precipitato


bianco che poi passa al giallo, al bruno e poi nero.

3. soluzione acquosa conc. addizionata di alcune (5-6) gtt. di HCl conc. (o HNO3
conc.) → si sviluppa odore di SO2 ( tenere la provetta vicino alle bocchette di
aspirazione) e si forma un preciptato bianco-giallastro di S. Effettuando la
reazione in provetta munita di tubo a sviluppo, il gas che si sviluppa si fa
gorgogliare in acqua di barite → precipitato bianco (insolubile in CH3CO2H ma
solubile in HCl conc.).

4. soluzione addizionata di 3-4 gtt. di J3- soluzione → decolorazione. (prova in


bianco)

SOLFITI
1. sostanza (∼ 1 cm) addizionata di 1 mL HCl conc., in provetta grande munita di
tubo a sviluppo; in seguito a riscaldamento, il gas che si sviluppa (→
→ odore di
SO2  tossico)
• per gorgogliamento in acqua di barite → precipitato bianco
(decantare, solubile in HCl dil., insolubile in CH3CO2H  differenza
dai carbonati );
• decolora una cartina imbevuta di 1 gt. di J3- soluzione;
• decolora una cartina imbevuta di 1 gt. di KMnO4 soluzione;
• fa virare da gialla a verde una cartina imbevuta di 1 gt. di K2CrO4
soluzione.

1. soluzione addizionata di 3-4 gtt. di J3- soluzione → decolorazione. (prova in


bianco).

2. soluzione ed addizionata di alcune gtt. di AgNO3 soluzione → precipitato bianco


(solubile in HNO3 conc. ed NH4OH dil.).

FOSFATI
1. soluzione acidificata con 5 gtt. di HNO3 conc. ed addizionata di 1 mL di reattivo
molbdico; si scalda a b.m. a 40-50°C → (sfregando le pareti della provetta)
precipitato giallo (solubile in NaOH).

2. soluzione, se necessario alcalinizzata con NH4OH con., ed addizionata di 5-6


gtt. di miscela magnesiaca; → (sfregando le pareti della provetta) precipitato
bianco cristallino (solubile in HCl dil. ed HNO3 dil.).

3. soluzione neutra o debolmente alcalina addizionata di AgNO3 soluzione →


precipitato giallo (solubile in NH4OH dil. e HNO3 dil.).

2
FLUORURI
1. soluzione acidificata con 1 gt. di CH3CO2H ed addizionata di CaCl2 →
precipitato bianco (solfati non precipitano) (solubile in FeCl3 soluzione molto).

2. soluzione acidificata con 6-7 gtt. di HCl dil. ed addizionata di 5-6 gtt di lacca
zirconio-alizarina → colorazione da rosso (della lacca) a giallo (prova in bianco)

ALOGENURI
1. soluzione di Cl- o Br- o I- acidificata con 4-5 gtt. di HNO3 dil. ed addizionata di
AgNO3 soluzione: AgCl → precipitato bianco (solubile in NH4OH dil. e in
(NH4)2CO3 )
AgBr → precipitato giallo-chiaro (solubile in NH4OH conc.,
no in (NH4)2CO3 )
AgI → precipitato giallo (insolubile in NH4OH anche
conc.).

2. soluzione di I- addizionata di HgCl2 soluzione → precipitato rosso-arancio


(solubile in difetto di reattivo)..

3. soluzione conc. di Cl- acidificata con 1 mL di H2SO4 conc. e di 6-7 gtt. di KMnO4
soluzione; si scalda → si sviluppa Cl2 che viene messo in evidenza con una
cartina amido iodurata → bleu.

4. soluzione di Br- o I- addizionata di 1 mL di CH2Cl2 e di 6-10 gtt. HNO3 conc. →


Br- → (a caldo e poi dibattendo bene) CH2Cl2 colorato in giallo-bruno;
I- → (dibattendo bene) CH2Cl2 colorato in viola.

5. soluzione di Br-, o I- (2 gtt. + 1 mL di H2O) acidificata con HCl 6 N (pH < 2) ed


addizionata di 1 mL di CH2Cl2 e poi, goccia a goccia e dibattendo bene dopo ogni
aggiunta, di acqua di cloro →
Br- → CH2Cl2 colorato in giallo-bruno;
I- → CH2Cl2 colorato in viola → incolore per aggiunta di un eccesso di acqua
di cloro.

IODATI
1. soluzione acidificata con CH3CO2H ed addizionata di 1 mL di CH2Cl2 e di KSCN
soluzione → CH2Cl2 colorato in viola.

2. soluzione acidificata con 4-5 gtt. di HNO3 dil. ed addizionata di AgNO3


soluzione → precipitato bianco (solubile in NH4OH).

3. soluzione addizionata di BaCl2 soluzione → precipitato bianco (solubile in HCl


conc. a caldo con colorazione gialla).

3
PERMANGANATI
1. 5 gtt. di soluzione addizionata di 1 mL di EtOH e di 5-6 gtt. di NaOH dil. →
colorazione verde. Per riscaldamento all'ebollizione → precipitato bruno.

2. soluzione acidificata con 2-3 gtt. di H2SO4 conc. e addizionata di 2-3 gtt. di
acqua ossigenata (12 vol); per riscaldamento → decolorazione con sviluppo di
O2.

NITROPRUSSIATO
1. soluzione (abbastanza conc.) addizionata di 1 sola gt. di Na2S → intensa
colorazione rosso-porpora.
[oppure soluzione molto diluita di Na2S addizionata di un cristallo di sodio
nitroprussiato → attorno al cristallo intensa colorazione rosso-porpora (prova in
bianco)]

4
Dispense di Laboratorio del Corso di analisi dei Medicinali IV
Analisi elementare.
L'analisi qualitativa dei componenti di una sostanza organica prevede comunemente l'identificazione
della presenza di carbonio (ed idrogeno) per combustione e di azoto, zolfo ed alogeni (F, Cl, Br, I) per
formazione di composti ionici idrosolubili e relativa identificazione.
La presenza del carbonio può essere confermata in laboratorio anche scaldando il composto in presenza
di CuO in un tubo da saggio dotato di apparecchio a bolle per i carbonati. Il carbonio, ossidato a CO2,
intorbida l'idrossido di bario: CO2 + Ba(OH)2 → BaCO3 (↓) + H2O. L'acqua condensa sulle pareti.
Dalla fusione con sodio metallico, nota come saggio di Lassaigne o fusone alcalina, dei composti
contenenti C, H, N, S, X (alogeni) P As si ottiene invece una soluzione acquosa (Soluzione alcalina) di
NaX; NaCN; Na2S, POx e AsOx. Si suddivide la soluzione alcalina ottenuta in varie porzioni, per i
singoli test di riconoscimento.

Saggio di Lassaigne (o fusione alcalina)


Si effettua su 5-10 mg di composto, inserito al fondo di un tubo da saggio perfettamente asciutto, senza
sporcare le pareti. Al centro del tubo, tenuto orizzontale, si dispone un cubetto di sodio metallico di ca.
3 mm di lato e lo si fonde velocemente alla fiamma di un Bunsen. Si inclina il tubo in modo da far
scivolare il sodio fuso, prima che reagisca con l'aria umida, sul composto organico. Si riscalda quindi
il fondo della provetta fino al calor rosso e la si rompe in un piccolo beker, contenente 20 ml di acqua
distillata. Tutta l'operazione deve essere svolta con molta cautela, senza orientare il tubo da saggio
verso l'esterno. La soluzione alcalina formatasi, che deve essere limpida, viene poi filtrata per
eliminare i vetri e le ceneri.

Saggi specifici per gli elementi:

Zolfo
Si può rivelare la presenza di Na2S aggiungendo ad una porzione di soluzione di Lassaigne qualche
goccia di sodio nitroprussiato soluzione. Si forma un complesso violetto.

S= + [Fe(CN)5NO]= → [Fe(CN)5NO S]4- (violetto)

In alternativa si può acidificare con acido acetico (sotto cappa; gli ioni cianuro eventualmente presenti
liberano HCN e gli ioni solfuro H2S ) precipitando il solfuro di piombo PbS nero con cartina
all’acetato di Piombo (Spot Test).

S= + 2 CH3COOH → 2 CH3COO- + H2S


H2S + (CH3COO)2Pb → 2 CH3COOH + PbS (↓, nero)

Azoto
Si trattano 2-3 ml di soluzione di Lassaigne con 10 mg ca. di FeSO4 (se sono presenti solfuri precipita
il solfuro ferroso:

S= + Fe2+ → FeS (↓, nero).


e si riscalda all'ebollizione (riscaldando all'aria, parte del Fe2+ viene ossidato a Fe3+)in alternativa si
aggiunge una goccia di FeCl3; quindi si acidifica con HCl. In presenza di azoto precipita il "blu di
Prussia" (ferrocianuro ferrico).

Fe2+ + 2 CN- → Fe(CN)2


Fe(CN)2 + 4 CN-→ [Fe(CN)6]4-
2 Fe2+ + ½O2 + H2O → 2 Fe3+ +2 OH-
3 [Fe(CN)6]4- + 4 Fe+3 → Fe4[Fe(CN)6]3 (↓, blu)

Se il precipitato è poco evidente o è mascherato dalla soluzione gialla, lo si può evidenziare filtrandolo
su carta.

N.B.: In difetto di sodio può comparire il colore rosso dovuto al complesso ferrico del tiocianato:
3 SCN- + Fe+3 → Fe(SCN)3

Alogeni (precipitazione come sali di argento)

In assenza di S= e/o CN-


Circa 2 ml di soluzione di Lassaigne vengono acidificati con HNO3 diluito quindi si precipita
l'eventuale alogenuro X- con una soluzione di nitrato d'argento.

X- + Ag+ → AgX (↓, bianco AgCl, giallino AgBr, giallo AgI)

In presenza di S= e/o CN-


Circa 2 ml di soluzione di Lassaigne vengono acidificati con H2SO4 conc e fatti bollire fino a ridurne il
volume a un terzo, per eliminare HCN e H2S (spot test negativo con cartina al blu di benzidina per
HCN e cartina all’acetato di Piombo per H2S). Quindi si precipita l'eventuale alogenuro X- con una
soluzione di nitrato d'argento.

La stessa reazione va poi ripetuta su una soluzione acquosa della sostanza (se idrosolubile) acidificata
con HNO3 diluito della sostanza in esame, per verificare se si tratta di un sale organico dell'alogeno
(che dà precipitato) o di un alogenoderivato covalente quindi non ionico (che non reagisce).

Il precipitato di AgCl può essere ridisciolto in ammoniaca diluita come complesso Ag(NH3)2Cl.
Occorre ammoniaca concentrata per AgBr; non dà il complesso AgI. La natura dell’alogeno deve
comunque essere confermata con il successivo saggio.

Natura dell’alogeno incognito:


Per distinguere i diversi alogeni (già parzialmente distinguibili dal colore; ad esempio AgI è giallo) si
fanno bollire 3 ml di soluzione di Lassaigne con H2SO4 diluito. Vi si aggiunge 1 ml di CCl4 e vi si
gocciola acqua di cloro o una soluzione di ipoclorito preparate di fresco. Lo strato inferiore del
solvente clorurato si colorerà in violetto per formazione di iodio molecolare o di rosso bruno per
formazione di bromo.
La ripartizione preferenziale nel solvente organico, dovuta alla maggiore idrofobicità delle molecole
formatesi, è causa della colorazione.
2 ClO- + 2 H+ → Cl2 + ½ O2 + H2O
Cl2 + 2 I- → I2 + 2 Cl-
Cl2 + 2 Br- → Br2 + 2 Cl-
Il fluoro si riconosce aggiungendo una goccia di soluzione di Lassaigne ad una soluzione di zirconio-
alizarina, rossa. Si osserva viraggio al giallo:
Zr

O OH O O
OH Zr4+ OH
4
F-
SO3H SO3H
4
O [ZrF6] 2- O
acido alizarinsolfonico lacca zirconio-alizarina
giallo rossa

Fosforo e Arsenico
Per rivelare infine la presenza di fosfati e arseniati la soluzione di Lassaigne viene acidificata con
HNO3 concentrato e portata all’eboillizione per circa un minuto per portare il fosforo e l’arsenico al
massimo numero di ossidazione (PO43- AsO43-) ed aggiunta di 1mL di soluzione di molibdato
d'ammonio. Si ottiene un Precipitato giallo già a 45°C nel caso del P, a 100°C nel caso di As:

PO43- + 3 NH4+ + 12(NH4) 2MoO4 + 24 H+ → (NH4)3PO4.12 MoO3 (↓, giallo) + 24 NH4+ + 12 H2O

AsO43- + 3NH4+ + 12(NH4) 2MoO4 + 24 H+ → (NH4)3AsO4.12 MoO3 (↓, giallo) + 24 NH4+ + 12 H2O
Classi di solubilità

Sostanza
H2O

insolubile solubile
HCl dil Et2O

solubile (*) insolubile insolubile solubile


B S2 S1
NaOH dil

solubile insolubile
NaHCO3

solubile insolubile ( )
* provare se il composto è
A1 S
A12 solubile anche in NaOH

N, S presenti N, S assenti

M H2SO4 conc

solubile insolubile
N I

gruppo S1 solubili in Et2O


sostanze  non ioniche,  con al massimo 5 atomi di C,  con un solo
gruppo polare

gruppo S2 insolubili in Et2O


sostanze  ioniche,  con 2 o più gruppi polari,  con non più di 4 atomi di
C per ogni gruppo polare

gruppo B solubili in HCl 2 N


sostanze a carattere basico
amine alifatiche, aromatiche primarie, arilalchilamine con un solo arile.
possono essere polifunzionali e possedere anche un gruppo acido →
provare anche la solubilità in NaOH (sulfamidici, aminoacidi,
aminofenoli, ecc.)
gruppo A solubili in NaOH 2 N (A2) – NaHCO3 (A1)
sostanze con gruppi acidi o con H metilenici o metinici mobili
se sono solubili anche in NaHCO3 si tratta di acidi forti (pKa 3÷5) -
acidi carbossili, solfinici, solfonici, fenoli sostituiti con più gruppi elettron-
attrattori
se insolubili in NaHCO3 si tratta di acidi deboli (pKa 9÷10) – fenoli,
tiofenoli, mercaptani, acidi idrossammici, imidi, arilsolfonamidi primarie
non sostituite e monosostituite, nitrocomposti primari, ecc.

gruppo M insolubili in H2O, HCl, NaOH e contenenti elementi diversi oltre C,


H, O ed alogeni
sostanze a carattere neutro.
grande varietà di composti.

gruppo N insolubili in H2O, HCl, NaOH ma solubili in H2SO4 conc.


sostanze neutre con con meno di 9 atomi di C ed esteri con meno di 7
atomi di C.
alcoli, aldeidi, chetoni, esteri, eteri, idrocarburi insaturi (olefine),
polisaccaridi

gruppo I insolubili in H2O, HCl, NaOH ed H2SO4 conc.


sostanze inerti
idrocarburi alifatici, aromatici e ciclici, alogeno derivati, diarileteri
SACCARINA
(∼ F.U. p 1843, reaz. C)
1. preparare una provetta contenete 5 mL di acqua e 5 mL di NaOH dil.
2. In un’altra provetta, addizionare alla sostanza (una punta di spatole) un ugual quantità (+
perché meno pesante) di resorcina e 3 gtt. di H2SO4 conc. → scaldare cautamente, senza
bruciare, mescolando la massa con una bacchetta di vetro fino ad ottenere una colorazione
bruna-verdastra; immergere la bacchetta nella soluzione acquosa basica → colorazione
verde fluorescente.
-
O HO O OH O O O-
HO OH
H2SO4 OH-
N H + 2
NH OH
S
O
O O S
O S O
O
N-
H
- -H2O
O O O- O O O

O O
S O S O
-
N
- N
H H

Giallo Fluorescente

MANNITOLO e SORBITOLO (∼ F.U. mannitolo p 1495, reaz. C; sorbitolo p 1972, reaz. C)

Ad 1 mL di pirocatecolo soluzione (preparata di recente) addizionare 3 mL di H2SO4 conc. e


raffreddare immediatamente (la soluzione non deve imbrunire); aggiungere 1 mL di soluzione
della sostanza (2 fasi) quindi scaldare lievemente → all’interfase anello rosso salmone.

Na-Ca-EDTA/Na-EDTA (∼ F.U. Na-Ca-EDTA p 1893, reaz. C; Na-EDTA p 1906, reaz. B)

Da eseguire con Na-Ca-EDTA, Na-EDTA e prova in bianco


1. addizionare alla soluzione 3 gtt di Pb-acetato e 3 gtt di KI: Na-Ca-EDTA → non accade
niente
Na- EDTA → non accade niente
bianco → precipitato giallo
2. sulla soluzione limpida di Na-Ca-EDTA e Na- EDTA addizionare ammonio ossalato:
Na-Ca-EDTA→ → precipitato bianco
Na-EDTA → soluzione limpida

Reattivo Prova in bianco Na-edetato Na-Ca-edetato


(CH3CO2)2Pb ↓ ↓ ↓
++ Pb-edetato/ Pb-edetato/
Pb in soluzione + + ++
Na in soluzione Na e Ca in soluzione
KI ↓ ↓ ↓
Pb-edetato/ Pb-edetato/
↓PbI2 + - + ++ -
Na e I in soluzione Na Ca e in I soluzione
C2O4(NH4)2 ↓ ↓ ↓
- Nessun precipitato ↓C2O4Ca
STEARATI di Zn, Mg, Ca, Na
(Metodo alternativo alla preparazione della soluzione S descritta dalla F.U.)

Per liberare il metallo addizionare alla sostanza 1 mL di HCl conc., bollire, agitando con una
bacchetta di vetro; quindi raffreddare e decantare (l’ac. stearico liberato si raggruppa come
una pallina di grasso) → su piccole porzioni della soluzione eseguire le reazioni dei cationi in
questione dopo aver preventivamente aggiustato il pH a seconda della reazione che si intende
eseguire.

R-COO- M+ + H+ R-COOH↓ + M+

Ca GLUCONATO – reazione per 1,2-dioli


Ad una soluzione di borace (1 mL) non tanto conc. addizionare fenoftaleina → colorazione
fucsia; addizionare una soluzione conc. di sostanza (o direttamente la sostanza solida) →
decolorazione.

B4O7= + 3 H2O  2 H3BO3 + 2 BO2-


BO2- + 2 H2O  H3BO3 + OH-

OH O O
B +
2 + H3BO3 + H + 3 H2O
OH O O

CLOROBUTANOLO (∼ F.U. p 908)

1. (reaz. C – REAZIONE di LIEBEN o dello IODOFORMIO) soluzione della sostanza in NaOH dil
(∼ 1 mL) aggiungere 3 gtt. di soluzione iodio-iodurata → precipitato giallastro di CHI3.

H3 C OH- H3C OH
H3C
Cl3C OH Cl3C- + O
H3 C H3C OH -H2O H3C
H2 O 3 IO-

H3 C
CHCl3 + OH-
O
I3 C
3 I-
OH-
CHI3 + 3 Cl-
O
H3 C + CHI3
O-
2. (reaz. B) soluzione di argento nitrato soluzione ammoniacale: 1 mL di AgNO3 addizionato di 2
gtt. di NaOH dil. e poi di NH4OH fino a dissoluzione del precipitato formatosi.
aggiungere una punta di spatola a questa soluzione e scaldare lievemente → precipitato
nero.

Ag+ + OH-  AgOH ↓


2 AgOH  Ag2O ↓ + H2O
+ -
Ag2O + 6 NH3 + H2O  2 [Ag(NH3)2] + 2 OH

CLOROBUTANOLO CHI3 (vedi reazione precedente)

CHI3 + 3OH- HCOO- + 3 I- + H2O


+ - -
2[Ag(NH3)2] + HCOO + OH CO2 + 4 NH3 + H2O + 2 Ag↓ nero

CLORALIO IDRATO (∼ F.U. p 887)

1. (reaz. A) soluzione acquosa addizionata di 10 gtt. di NaOH dil. → intorbidamento e per


riscaldamento .→
→ odore di CHCl3.

OH OH- OH O
Cl3C CH Cl3C- + H C OH CHCl3 + H C
OH OH - OH- O-

2. (reaz. B) soluzione di argento nitrato soluzione ammoniacale: 1 mL di AgNO3 addizionato di 2


gtt. di NaOH dil. e poi di NH4OH fino a dissoluzione del precipitato formatosi.
aggiungere una punta di spatola a questa soluzione e scaldare lievemente → precipitato nero.

Ag+ + OH-  AgOH ↓


2 AgOH  Ag2O ↓ + H2O
Ag2O + 6 NH3 + H2O  2 [Ag(NH3)2]+ + 2 OH-

CLORALIO HCOO-

2[Ag(NH3)2]+ + HCOO- + OH- CO2 + 4 NH3 + H2O + 2 Ag↓ nero


GRUPPO CARBOSSILICO

1. solubilità in NaHCO3 ed Na2CO3


- -
R-COOH + HCO3 R-COO + H2CO3
CO2↑+ H2O
effervescenza
2 R-COOH + CO32- 2 R-COO- + H2CO3

2. cartina al tornasole (cristallo di sostanza su cartina umida)

3. SAGGIO DELLO IODURO-IODATO: soluzione etanolica (1mL) addizionata di 5 gtt. di KI


2% e 5 gtt. di KIO3 4%; si riscalda, si raffredda e si diluisce con acqua → colorazione
marrone; addizionando salda d’amido → colorazione azzurra.
- - +
5 I + IO3 + 6 H  3 I2 + 3 H2O
azzurro
Salda d’amido

4. SAGGIO DELL’IDROSSAMMATO FERRICO:


N.B. fare prova in bianco solo se negativa procedere.
(sotto cappa) sostanza in provetta asciutta addizionata di 1 mL di SOCl2; si riscalda fin quasi
a secchezza; si raffredda e si addiziona 1 mL di EtOH e si riscalda di nuovo all’ebollizione; di
nuovo si raffredda, si diluisce con 1 mL di acqua, si addiziona 0.5 mL di NH2OH HCl.; si
alcalinizza con NaOH (controllare il pH), si riscalda, si raffredda e si acidifica con HCl dil.
(controllare il pH); per addizione di 1-2 gtt di FeCl3 → colorazione dal bruno al violetto.

O O O O
SOCl2 EtOH NH2OH HCl
R R R - R
OH
OH HCl + SO2
Cl HCl OEt NHOH
EtOH

per acidi che non danno OH OH


FeCl3
reazione positiva con R R
NO Fe
NOH
3
complesso rosso-violetto

1
ACETATI
1. (sul palmo della mano) sostanza addizionata di ac. ossalico o KHSO4 ed umidificata con
acqua, strofinando → odore d'aceto.
oppure - sostanza addizionata di H2SO4 dil. per riscaldamento → odore d’aceto.

CH3-COO-M+

H2
CH3-COO- + H+ CH3-COOH ↑ odore d’aceto

2. soluzione addizionata di 5-6 gtt. di FeCl3 soluzione → colorazione rosso-bruna;


aggiungendo HCl dil. → decolorazione (prova in bianco)
3+ - - +
Fe +6 CH3CO2 + 2 OH [Fe3(CH3CO2)6(OH)2]
colorazione rosso-bruna
H
3 Fe3+ + 6 CH3CO2H + 2 H2O

3. sostanza addizionata di 1 mL di EtOH e 3-4 gtt. di H2SO4 conc.; per riscaldamento → odore
di acetato d'etile.

odore di acetato d'etile

CH3CO2H + EtOH CH3CO2Et↑ + H2O

LATTATI
1. sostanza in provetta asciutta addizionata di 2 mL di H2SO4 conc., riscaldata debolmente e
quindi addizionata di 2-3 gtt di guaiacolo (2% in EtOH) → colorazione rossa.

H2SO
CH3CH(OH)COOH CH3CHO + CO2 + H2O

O H

CH3
OCH3 OCH3 OCH3 CHO OCH3 OCH3 CHO OCH3
OH HO
Ox
+
-2 H2O
OH

Ox

OCH3 CHO OCH3

colorazione rossa

2. soluzione acificata con 2-3 gtt di H2SO4 dil. ed addizionata di 3-4 gtt di KMnO4 3% per
debole riscaldamento → decolorazione ed odore di acetaldeide.

5 CH3CH(OH)CO2H + 2 MnO4- + 6 H+ 5 CH3CHO↑ + 5 CO2 + 2 Mn2+ + 8 H2O

2
3. REAZIONE di LIEBEN o dello IODOFORMIO: soluzione acquosa (abbastanza conc.)
addizionata di 3 gtt. di soluzione iodo-iodurata per alcalinizzazione con NaOH dil (8 gtt) →
precipitato giallo chiaro (ed odore) di CHI3.

I3- + 2 OH-  2 I- + IO- + H2O


CH3CH(OH)CO2H + IO-  CH3CHO + I- + H2O + CO2
- -
CH3CHO + 3 IO  CI3CHO + 3 OH
- -
CI3CHO + OH  HCOO + CHI3↓

TARTRATI

1. REAZIONE di FENTON: soluzione addizionata di 2-3 gtt. di FeSO4 soluzione 3% e di 2-3 gtt.
di H2O2 3% → colorazione gialla che svanisce col tempo (aspettare). Per addizione di
NaOH → colorazione dal blu al violetto.

Fe2+ + H2O2  Fe3+ + OH- + OH•

CO2H CO2H CO2H


. . OH . . OH HO2C OH
H OH HO HO
HO H HO H HO .
HO CO2H
CO2H H2O CO2H H2O CO2H
Acido
trans-diidrossifumarico

Fe++ / OH-

H
HO2C O O2C OH
Fe
HO CO2 O CO2H
H
VIOLA

4. REAZIONE di MOHLER: sostanza in provetta asciutta addizionata della stessa quantità di


resorcina e di 4-5 gtt. di H2SO4 conc. riscaldando debolmente → colorazione rossa.

HO COOH O H
+ CO2 + CO + H2O
HO COOH OH
H H
O O
HO OH HO O OH
HO OH O H
2 +
OH H2O H2O
OH OH

HO O OH HO O O
ox ox

HO
OH OH
colorazione rossastra

3
2. REAZIONE di PESEZ: ATTENZIONE! 3 gtt. di soluzione addizionata di 3 gtt. di KBr
soluzione, 3 gtt. di resorcina soluzione e 3 mL di H2SO4 conc., per riscaldamento a b.m.
(5-10 min) → colorazione bleu che dopo raffreddamento e  diluizione con acqua vira al
rossastro.
HO

CO2H 2 OH HO
H2SO4, KBr O Ox. O
H OH OH
H H
HO H -CO2, -CO, -H2O HO -2 H2O
HOOC
CO2H OH O
O

H2SO4, KBr

Br
Br
HO HSO4-
OH
Br
OH O Br
O

2 Br- + SO42- + 4 H+  Br2 + SO2 + 2 H2O


__________________________
 20 g in 200 mL di acqua.
 4 g in 200 mL di acqua.

CITRATI
1. REAZIONE di DENIGES: soluzione acidificata con 4-5 gtt. di H2SO4 dil. ed addizionata di 0.5
mL di reattivo di Denigès e poi di 5-6 gtt. di KMnO4 soluzione; per riscaldamento →
decolorazione e formazione di un precipitato bianco.

CO2H CO2H CO2H CO2H


OH DT
OH + CO2 5 OH + 2 MnO4- + 6 H+ 5 O + 2 Mn2+ + 8 H2O
CO2H
CO2H CO2H CO2H CO2H

CO2H CO2

O + Hg2+ O Hg + 2 H+

CO2H CO2
bianco

4
2. REAZIONE di LEGAL: Alla soluzione acquosa della sostanza aggiungono 0.5 ml di H2SO4. Si
aggiungono 0.5 ml di soluzione di sodio nitroprussiato 10% e alcune gocce di ammoniaca: si
forma il complesso di Legal, di colore rosso in ambiente acido e viola in ambiente basico
(vedi Farmacopea per dettagli).

COOH COOH
HO KMnO4 -2 CO2
COOH ∆ O O
- H2O -CO2
COOH COOH

-- 3- 4-
[Fe(CN)5NO] NH3
Fe(CN)5 N O Fe(CN)5 N O
OH O
viola rosso

3 soluzione neutra (se necessario neutralizzata con NH4OH) addizionata di 10 gtt. di CaCl2
soluzione; dopo riscaldamento all'ebollizione → precipitato bianco (solubile in acidi minerali
dil.). [N.B. tartrati già a temp. ambiente]

CO2- CO2
Ca++
HO HO Ca
pH = 7 BIANCO
CO2- CO2
CO2H CO2H

BENZOATI
1. soluzione acquosa (se necessario scaldare) addizionata di 2-3 gtt. di FeCl3 → precipitato
rosa-salmone - solubile in etere.

OO
COOH
Fe
O O
FeCl3 O O

rosa

2. per i benzoati (sali) soluzione acquosa per acidificazione con HCl dil. o H2SO4 dil. →
precipitato bianco.

O O- O OH

H+ Bianco

5
SALICILATI
1. soluzione acquosa (se necessario scaldare) o etanolica addizionata di 2-3 gtt. di FeCl3 →
colorazione viola.

OH
COOH
OH O O
FeCl3 HO O O
Fe
O O

viola OH

2. per i salicilati (sali) soluzione acquosa per acidificazione con HCl dil. o H2SO4 dil. →
precipitato bianco.

O O- O OH

OH OH
H+
Bianco

6
GRUPPO AMIDICO

1. amidi non N-sostituite (nicotinamide)


la sostanza addizionata di NaOH 2N per riscaldamento libera NH3 → odore ammoniacale,
colorazione blu cartina al tornasole (posta all’imboccatura della provetta)

RCONH2 + OH-  RCO2- + NH3↑

1. SAGGIO dell’IDROSSAMMATO FERRICO: (acetamide)


N.B. fare prova in bianco solo se negativa procedere.
alla soluzione metanolica della sostanza si addiziona 1 mL di NH2OH HCl. (soluzione
metanolica); e 2 gtt. di NaOH (controllare il pH), si riscalda, si raffredda e si acidifica con HCl
dil. (controllare il pH); per addizione di 1-2 gtt di FeCl3 → colorazione dal bruno al violetto.

2. SAGGIO dell’IDROSSAMMATO FERRICO: (nicotinamide)


N.B. fare prova in bianco solo se negativa procedere.
alla soluzione della sostanza in glicol propilenico si addiziona 1 mL di NaOH dil. e poca
NH2OH HCl. solida (controllare che il pH sia basico) quindi si riscalda all’ebollizione per 1
min; si raffredda e si acidifica con HCl dil. (controllare il pH); per addizione di 1-2 gtt di FeCl3
→ colorazione dal bruno al violetto.

O O OH OH
NH2OH HCl +++
Fe R
R -
R R
OH NO Fe
NH2 NHOH NOH 3
R'OH
complesso rosso-violetto

FENACETINA (F.U. X Ed. p 1125, reaz. D)


Sostanza addizionata di 1 mL di HCl dil; si riscalda all’ebollizione per 1 min. Si diluisce con
H2O (4-5 mL), si raffredda e si filtra; per addizione al filtrato di 1,2 gtt. di K2Cr2O7 →
colorazione viola che vira rapidamente al rosso.
N.B. - se si diluisce con H2O e si raffredda non si forma prec. quindi non è necessario filtrare;
- mentre se si raffredda e poi si diluisce con H2O si deve filtrare ma la reazione viene
meglio.

O
CH3 H+ O
EtO N EtO NH2 + CH3
H HO
fenetidina

NH2

3 EtO NH2 + Cr2O7= + 8 H+ EtO N N OEt + 2 Cr3+ + 7 H2O

EtO

fenetidina rosso di fenetidina

7
GRUPPO CARBONILICO (aldeidi, chetoni, zuccheri)
aldeidi
1. SAGGIO di SCHIFF- soluzione acquosa addizionata di 1 mL di reattivo per agitazione a
temperatura ambiente (entro 5 min.) → colorazione rosso-violetta.

R
H2N NH2 HO2SHN NH3 H C O2SHN NH2
OH
+ 3 H2SO3
SO3H 3 RCHO
- 2 H2O

R OH
H3C H3C - H3C R
H SO3
NH2 NHSO2H NHSO2 C H
fucsina reattivo di Schiff OH
(rosa) (rosso-violetto)
(incolore)

2. soluzione acquosa conc. (poca) addizionata di 3 gtt. di dimedone → lattescenza dopo ∼ 3


min.

R
O R H O O O

O
+ - H2O
O O OH HO

zuccheri
3. SAGGIO di MOLISCH – soluzione acquosa conc. (1 mL) addizionata di 4 gtt. di reattivo di
Molisch (α-naftolo 5% in MeOH), si agita quindi si addiziona lentamente 1 mL H2SO4 conc.
facendolo stratificare sul fondo → all’interfase anello viola.
CHO CHO
H OH
HO H H 2SO4
H
H OH O HOH 2C O CHO
H
H OH ossimetilfurfurolo
CH 2OH CH 2OH
esoso

pentoso H 2SO4
O CHO
furfurolo
OH OH O
OH

2 H 2O
OX
OH
R O CHO R O R O R O

OH OH OH
rosso-violetto
4. SAGGIO dell’ACETATO di ANILINA – preparare cartina all’acetato di anilina; la sostanza,
posta in un provetta asciutta (apposita), si riscalda a fiamma diretta e forte → i vapori che si
sviluppano colorano la cartina in rosso.

H2N Ph H2N Ph
R O CHO R O CH N Ph R CH
HN HO
H2O N
aldimmina Ph
Ph

N Ph
R
N HO
Ph
dianile dell’aldeide
α-ossiglutaldeica

5. SAGGIO di FEHELING (fruttosio, glucosio, lattosio)


soluzione acquosa (anche sostanza solida) addizionata di 1 mL di Fehling A ed 1 mL di
Fehling B, si agita e si riscalda; in breve tempo la soluzione azzurra diviene torbida e → si
forma un precipitato rosso-mattone.

RCHO + 2 Cu2+ + 5 OH-  RCOO- + Cu2O + 3 H2O

-
OOC
-
O 4-
Lo ione rameico
Fehling A – soluzione acquosa di CuSO4 reagisce come -
O O
-
O Cu O
Fehling B – soluzione alcalina di Na-K-tartrato complesso O O
- -
cuprotartarico: O COO

Spiegare reazione F.U. per saccarosio

6. SAGGIO di TOLLENS (fruttosio, glucosio, lattosio)


preparazione reattivo: 1 mL di AgNO3 (5%) addizionato di 2 gtt. di NaOH dil. e quindi di
NH4OH fino a dissoluzione del precipitato bruno formatosi.
A questo reattivo si addiziona 1 mL si soluzione acquosa del composto si agita (soluzione
omogenea) quindi si riscalda lievemente (40 °C) senza più agitare → specchio di Ag
metallico; solubile in HNO3 conc.

Ag+ + OH-  AgOH


nitrato di argento
2 AgOH  Ag2O + H2O
ammoniacale
Ag2O + 6 NH3 + H2O  2 [Ag(NH3)2]+ + 2 OH-

RCHO + 2 [Ag(NH3)2]+ + 2 OH-  RCOO- + 2 Ag↓ + NH4+ + 3 NH3 + H2O


7. SAGGIO di BARFOED (fruttosio o glucosio e lattosio)
alla sostanza solida si addizionano 1-2 mL di reattivo di Barfoed (Cu(AcO)2 in AcOH glac.);
per riscaldamento → precipitato rosso-mattone.

O O
R + Cu2+ + 2 H2O  R + Cu2O↓ + 4 H+
H OH

(fare in paragone con entrambe le provette in una mano tra le dita)


- i monosaccaridi reagiscono in 2 min (la provetta non scotta)
- i disaccaridi o non reagiscono o reagiscono in più tempo (provetta scotta).

8. SAGGIO di SELIWANOFF (fruttosio e glucosio)


alla sostanza solida si addizionano 1-2 mL di reattivo di Seliwanoff (resorcina in HCl); per
riscaldamento → colorazione rossa.

CH2OH CHO
OHC OH CHO
C O C O
+ +
HO CH -2 H CH H
O O
CHOH -2 H2O H2O
CH
CHOH CHOH OH OH
CH2OH CH2OH H +
O
CHO

O
+
HO OH OH
H 3
+ OH
rosso
H2O
H CHO
- H2O
-2 H HO HO OH

(fare in paragone con entrambe le provette in una mano tra le dita)


a. i chetosi (fruttosio) reagiscono in 2 min (la provetta non scotta)
b. gli aldosi (glucosio) o non reagiscono o reagiscono in più tempo (provetta scotta).

AMIDO

B. Sospendere 1 g in 50 ml di acqua R, bollire per 1 min e raffreddare. Si forma una mucillagine


torbida e fluida.

C. Aggiungere 0,05 ml di iodio soluzione R1 ad 1 ml della mucillagine ottenuta al saggio di


identificazione B. Si ottiene una colorazione blu scura, che scompare per riscaldamento e
riappare per raffreddamento.
GRUPPO AMMINICO
1. SAGGIO delle CARBILAMINE (anilina) – all’amina I si addizionano 2 mL di KOH soluzione
mteanolica ed 1-2 gtt. di CHCl3 e si scalda → odore nauseante agliaceo.
- -
CHCl3 + OH CCl3 + H2O CCl2 + Cl
H Cl -
H OH OH
-

Ar N Ar N Ar N C
Ar N + CCl2
Cl HCl H Cl HCl
H H

2. DIAZOTAZIONE E COPULAZIONE – (procaina ⋅HCl, anche per sulfamidici) all’amina


aromatica I vengono addizionate di 1 mL di HCl conc. ed 1 mL. di acqua (soluzione limpida),
si raffredda e quindi si addizionano 7-8 gtt. di NaNO2 In un’altra provetta, si solubilizza il β -
naftolo in NaOH; a questa soluzione si addizionano 2-3 gtt. della soluzione del sale di
diazonio → si ottiene una colorazione o un precipitato rosso.

O H OH - H O
+
H 2
a Ar NH2 + N Ar N N +
Ar N N O Ar N N OH
OH H OH - H H
+
H - H2O
- O
OH O O

OH
- Ar N N
b

N N Ar - utilizzando β-naftolo
O O O
N
N Ar
-
a+b O
N N Ar
+
-H
H H N N Ar N N Ar
rosso

3. SAGGIO con AC. CITRICO per amine III – (procaina ⋅HCl o NaEDTA o aminofenazone)
sostanza addizionata di 2 mL di reattivo (ac. citrico in Ac2O); per riscaldamento →
colorazione rosso-violetto.

sulfamidici
4. DIAZOTAZIONE e COPULAZIONE - preparare cartina con 2 gtt. N,N-.dimetil-α-naftilamina e
2-3 gtt. di NaNO2. A questa cartina si addizionano 2-3 gtt. di soluzione del sulfamidico in HCl
dil. → alone rosso-violetto.
H3C
HNO2
H2N SO2NHR N N N SO2NHR
N,N-dimetil-α-naftilamina H3C

5. CARTINA all’ACETATO DI Pb – sostanza (1 cm) in provetta apposita (usa e getta) per


riscaldamento libera vapori che anneriscono un cartina all’acetato di Pb.

6. CARTINA AZZURRA al TORNASOLE – sostanza (1 cm) in provetta apposita (usa e getta)


per riscaldamento libera vapori che fanno virare al rosso un cartina azzurra al tornasole
(rossa a pH acido, blu a pH basico).

1
AMINOACIDI
(K-aspartato acido)
1. soluzione acquosa addizionata di 1 mL di ninidrina per riscaldamento → colorazione
violetta.

O O
H2O OH
O
OH
O ninidrina O

O O R O
R
OH R
N CO2H
T
+ H2N CO2H NH
OH - CO2
O O O
base di Shiff aldimmina
O O O
H2 O ninidrina
NH2 N
-RCHO -H2O

O O O
ammina dicheto-idrindiliden-dicheto-idrindene

2. soluzione acquosa addizionata di 1 mL di CuSO4 → colorazione blu.

-
CO2 Cu
R NH 2 2

blu

3. soluzione acquosa addizionata di qualche goccia di FeCl3 → colorazione rossastra.

-
CO2 Fe
R NH 2 3

rosso-bruno

2
TLC - SULFAMIDICI
cartina cart.
SSU p.f. classe di
ULLFFA
AMMIID
M DIIC
CII FF..U
U... XX E
EDD.. reaz. F.U. Pb azzurra al
°C solubilità
acetato tornasole
Sulfametoxazolo 169-172 B-A2 no si
SULFAMETOPIRAZINA 175-178 B-A2 - -
DAPSONE 175-181 B no si
SULFAMETOSSIPIRIDAZINA 180 d (B)-A2 no si
SULFAGUANIDINA 190-193 B B si no
sulfafurazolo 197 d B-(A1) si no
sulfadimidina 197 d B-A2 si si
sulfadoxina 198 d B-A2 - -
sulfadimetoxina 198-203 B-A2 si si
sulfatiazolo 200-203 (B-A2)* si no
sulfametizolo ∼ 210 B-A2 C no si
sulfamerazina 235 d B-A2* no si
sulfisomidina 240 d B-A2 si no
sulfadiazina 255 d B-A2 no si

1. sulfametoxazolo
2. dapsone
3. sulfametoxipiridazina
4. sulfaguanidina
5. sulfafurazolo
6. sulfadimidina
7. sulfadimetoxina
8. sulfatiazolo
9. sulfametizolo
10. sulfamerazina
11. sulfisomidina
12. sulfadiazina

• • • • • • • • • • • •
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12

fase stazionaria:
stazionaria gel di silice
eluente : CHCl3/MeOH/DMF 20:2:0.5
rivelatore:
rivelatore UV, vapori I2

E
ESSEEC
CUUZ
ZIIO
ONNE
E

1.
1. solubilizzazione del campione 5.
5. eluizione  sviluppo del cromatogramma

2.
2. semina del campione 6.
6. evaporazione dell’eluente

3.
3. evaporazione del solvente 7.
7. rivelazione del cromatogramma

4.
4. immersione nella camera cromatografica

3
GRUPPO ALCOOLICO
1. IDROSSAMATO FERRICO- tra il cloruro di acetile e l’alcool (vedi ac. carbossilici)

GRUPPO FENOLICO
1. SAGGIO con CLORURO FERRICO – soluzione acquosa o idroalcolica della sostanza per
addizione di FeCl3 → colorazioni diverse dal rosso al viola (es. resorcina-viola,
piridossina HCl-rossa; p-idrossibenzoati non danno reazione)
- 3+ 3-
6 Ar-O + Fe → [Fe(O-Ar)6]

fenoli monovalenti → violetta


orto-difenoli → verde scuro
meta-difenoli → rosso violetto
para-difenoli → colorazioni fuggevoli

saggio negativo per nitrofenoli, guaiacolo, acidi m- e p-idroossibenzoico

2. SAGGIO di LIEBERMANN (INDOFENOLI) – in una provetta asciutta, al fenolo (es.


resorcina) si addiziona NaNO2 solido (fenolo/nitrito 2:1) e poi 1 mL di H2SO4 conc. →
colorazione (con resorcina blu) che cambia con il variare del pH.
Es. 1 gtt di questa soluzione in una provetta con 5 mL di acqua → colorazione rossa;
1 gtt di questa soluzione in una provetta con 3 mL di acqua ed 1 mL di NaOH → colorazione
verde-blu.

OH OH O

HNO2 ArOH
O N OH
H2O
Indofenolo
NO NOH

Per piridossina .HCl


2 gtt. di soluzione acquosa in due provette A e B addizionate entrambe di 1mL di AcONa; ad
A si addizionano 0.5 mL di acqua e 5-6 gtt. di diclochionclorimmide → colorazione blu
B “ “ 0.5 mL di H3BO3 e 5-6 gtt. di diclochionclorimmide → niente

O
O O
Cl Cl
Cl Cl Cl Cl

H
N CH3 N
Cl N CH3 N N CH3 N N CH3
H3BO3 - HCl
HO HO HO HO
O O O O
B OH
O OH HO HO blu HO

1
3. SAGGIO di MILLON – (Me, Et, Pr, Bu p-idrossibenzoati) sostanza addizionata di 1 mL di
HgNO3 soluzione per riscaldamento dà una soluzione limpida che per addizione di 4-5 gtt.
NaNO2 → colorazione rosso-arancio o un precipitato.
Procedura da effettuare in mancanza di reattivo di Millon (Hg metallico solubilizzato in
HNO3 fum. vedi FU)

4. REAZIONE di COPULAZIONE (resorcina)


Preparazione sale di diazonio: 2 gtt. di anilina vengono addizionate di 1 mL di HCl conc. ed 1
mL. di acqua (soluzione limpida), si raffredda e quindi si addizionano 7-8 gtt. di NaNO2 In
un’altra provetta, si solubilizza il fenolo in NaOH; a questa soluzione si addizionano 2-3 gtt.
della soluzione del sale di diazonio → si ottiene una colorazione o un precipitato rosso.

- -
N N + O N N O

5. REAZIONE delle FTALEINE – in una provetta asciutta, alla sostanza si addiziona anidride
ftalica in forte eccesso ed 1 mL di H2SO4 conc e si scalda. Poche gtt. di questa soluzione
vengono addizionate in una provetta piena d’acqua alcalina per NaOH → colorazione
violetta.
- -
O HO O OH O O O
HO OH
H2SO4 OH-
O + 2
O OH

O -
O COO

- - -H2O
O O O O O O

-
COO
- COO

Colorazione variabile a seconda del fenolo e del pH

2
NITRO GRUPPO
(cloramfenicolo)
1. soluzione etanolica della sostanza addizionata di 1 mL di H2SO4 dil. e di Zn polvere; si
riscalda quindi si raffredda e si filtra. Al filtrato, ben freddo, si addiziona 5-6 gtt di NaNO2 e si
effettua la copulazione con β-naftolo in NaOH → colorazione rosso-aranciata.

Zn + 2 H+  Zn++ + H2↑
Ar-NO2 + 3 H2  Ar-NH2 + 2 H2O

O H OH - H O
+
H 2
a Ar NH2 + N Ar N N +
Ar N N O Ar N N OH
OH H OH - H H
+
H - H2O
- O
OH O O

OH
- Ar N N
b

N N Ar O
- utilizzando β-naftolo
O O
N
N Ar
-
a+b N N Ar O
+
-H
H H N N Ar N N Ar
rosso

XANTINE
(caffeina) meglio becker piccoli
1. in un becker, sostanza addizionata di 4 gtt. di HCl dil. e 3 gtt. di H2O2 e si evapora a
secchezza, quindi si raffredda e si addizionano 1-2 gtt. di NH4OH dil. → colorazione
violetta.

O R7 H O O O O O
R1 2 2
R1 O R1 OH R1 O R1
N N HCl N N T N N
+ OH
N T
O N O N O O N O O N OO N O
R3 R3 R3 R3 R3
allossana ac. dialurico alloxantina

- +
O O NH4 O O NH4 dil.
R1 N R1 R1 N R1
N N N N

O N OO N O O N OO N O
R3 R3 R3 R3
ac. purpurico

1
3. TABELLE
S
SOOS
STTA
ANNZ
ZEE IIN
NOOR
RGGA
ANNIIC
CHHE
ESSO
OLLIID
DEE FF..U
U.. X
XEEdd..

BIANCA COLORATA

IDRO-
IDRO-SOLUBILE IDRO
IDRO-INSOLUBILE IDRO-
IDRO-SOLUBILE IDRO-
IDRO-INSOLUBILE
(misura del pH)
+ HCl 6 N, ∆T Na2Fe(CN)5NO rosso-bruno FeO(OH) giallo
FeSO4 verde-azzurro Fe2O3 rosso
CuSO4 azzurro-blu HgO giallo
solubile in HCl insolubile in HCl KMnO4 viola-scuro I2 viola-scuro
C nero
Al2O3
S8 giallo
BaSO4
con effervescenza senza
TiO2
HCl conc + (CO2 ↑) effervescenza
SiO2
(pH = 0)
(BiO)2CO3 ZnO talco
∆T Mg-trisilicato
CaCO3 Ca(OH)2
MgCO3 CaHPO4 attapulgite
Ca3(PO4)2 bentonite
CaSO4 caolino
Mg(OH)2
MgO
+ HNO3 (pH = 0), + AgNO3

soluzione incolore soluzione gialla effervescenza odore precipitato precipitato si precipitato no


(CO2↑) pungente (AgCl↓ o S↓) (AgX ↓)
+ BaCl2 (SO2↑)
KIO3 Li2CO3 AgNO3 CaCl2 H3BO3
precipitato bianco KHCO3 Na2SO3 Na2S2O3 MgCl2 Na2B4O7
(BaSO4 ↓) NaHCO3 Na2S2O5 ZnCl2 NaH2PO4
Na2CO3 AlCl3 Na2HPO4
KAl(SO4)2 NH4Cl KH2PO4
Al2(SO4)3 KCl K2HPO4
ZnSO4 KI, KBr NaF
MgSO4 NaCl,NaI, NaOH
Na2SO4 NaBr KOH
HgCl2
ANALISI DEI MEDICINALI IV

SOSTANZE INORGANICHE F.U. X Ed.

COLORATE

Si suddividono in:
solubili in acqua
INCOLORI

insolubili in acqua

SOSTANZE INORGANICHE COLORATE

sostanza colore solubilità in acqua


ATTAPULGITE marrone-grigio i
BENTONITE giollo-grigio i
CISPLATINO giallo i
FERRO OSSIDO GIALLO giallo i
FERRO OSSIDO ROSSO rosso i
FERROSO SOLFATO verdastro s
IODIO nero i
MERCURIO OSSIDO GIALLO giallo-arancio i
POTASSIO PERMANGANATO violetto scuro s
RAME SOLFATO ANIDRO grigio-verdastro s
RAME SOLFATO PENTAIDRATO azzurro s
SELENIO DISOLFURO arancio-marrone i
SODIO NITROPRUSSIATO rosso bruno s
ZOLFO PER USO ESTERNO giallo i
SOSTANZE INORGANICHE INCOLORI SOLUBILI IN ACQUA

Le sostanze contenute in questo gruppo sono:

ALOGENURI SOLFATI

ALLUMINIO CLORURO ESAIDRATO ALLUME (Al e K solfato)


AMMONIO CLORURO ALLUMINIO SOLFATO
CALCIO CLORURO1 MAGNESIO SOLFATO
MAGNESIO CLORURO ESAIDRATO SODIO SOLFATO
MERCURIO DICLORURO ZINCO SOLFATO
POTASSIO CLORURO
POTASSIO BROMURO
POTASSIO IODURO
SODIO BROMURO
SODIO CLORURO
SODIO FLUORURO
SODIO IODURO
ZINCO CLORURO

CARBONATI E BICARBONATI

LITIO CARBONATO2
POTASSIO BICARBONATO
SODIO BICARBONATO
SODIO CARBONATO3

ALTRI

ACIDO BORICO SODIO IDROSSIDO


ARGENTO NITRATO SODIO METABISOLFITO
BORACE SODIO SOLFITO4
POTASSIO IODATO SODIO TIOSOLFATO
POTASSIO FOSFATO BIBASICO
POTASSIO FASFATO MONOBASICO
POTASSIO IDROSSIDO
SODIO FOSFATO DIBASICO5
SODIO FOSFATO MONOBASICO DIIDRATO

(1) Nella F.U. sono riportati: CaCl2 e CaCl2 . 6H2O


(2) Poco solubile in acqua
(3) Nella F.U. sono riportati: Na2CO3, Na2CO3 10H2O, Na2CO3.H2O
(4) Nella F.U. sono riportati: Na2SO3 e Na2SO3 . 7H2O
(5) Sono iscritti due sali: Na2HPO4⋅2H2O e Na2HPO4⋅12H2O

2
Per identificare i sopraelencati composti si procede come segue:

1) Si tratta una soluzione acquosa della sostanza in esame con alcune gocce di HCl
conc. si può verificare:

A - EFFERVESCENZA CON SVILUPPO DI CO2:

SODIO BICARBONATO . . . . . . . . . . -giallo alla fiamma


-con fenolftaleina colorazione rosa

SODIO CARBONATO . . . . . . . . . . . .-giallo alla fiamma


-con fenolftaleina colorazione viola

LITIO CARBONATO . . . . . . . . . . . . -rosso carminio alla fiamma

B - PRECIPITATO BIANCO CASEOSO:

ARGENTO NITRATO . . . . . . . . . . . . vedi F.U.

C - SVILUPPO DI VAPORI PUNGENTI DI SO2 ED INTORBIDAMENTO:

SODIO TIOSOLFATO . . . . . . . . . . . . -giallo alla fiamma

D - INGIALLIMENTO DELLA SOLUZIONE: (con un eccesso di HCl conc.)

POTASSIO IODATO . . . . . . . . . . . . . . -violetto alla fiamma

2) Si scioglie la sostanza in acqua, si acidifica con HCl dil aggiungono alcune gocce
di una soluzione di BaCl2: se si forma un precipitato bianco si tratta di una delle
seguenti sostanze:

ALLUME (Al e K solfato). . . . . . . . . . . . . -violetto alla fiamma


ALLUMINIO SOLFATO . . . . . . . . . . . . . -vedi F.U.
MAGNESIO SOLFATO . . . . . . . . . . . . -vedi F.U.
SODIO FLUORURO. . . . . . . . . . . . . . . . -giallo alla fiamma
SODIO SOLFATO . . . . . . . . . . . . . . . . . -giallo alla fiamma
SODIO METABISOLFITO. . . . . . . . . . . -giallo alla fiamma, pH leggermente acido
SODIO SOLFITO . . . . . . . . . . . . . . . . . -giallo alla fiamma, pH leggermente alcalino
ZINCO SOLFATO . . . . . . . . . . . . . . . . -vedi F.U.

3
3) Si scioglie la sostanza in acqua, si acidifica con HNO3 dil. e si aggiungono alcune
gocce di una soluzione di AgNO3: si possono verificare i seguenti casi:

A - Precipitato bianco caseoso:

ALLUMINIO CLORURO ESAIDRATO . . . -vedi F.U.


AMMONIO CLORURO . . . . . . . . . . . . . . . -sublima alla calcinazione
CALCIO CLORURO . . . . . . . . . . . . . . . . . -rosso alla fiamma
MAGNESIO CLORURO . . . . . . . . . . . . . . -vedi F.U.
MERCURIO DICLORURO . . . . . . . . . . . . . -vedi F.U.
POTASSIO CLORURO . . . . . . . . . . . . . . -violetto alla fiamma
SODIO CLORURO . . . . . . . . . . . . . . . . . -giallo alla fiamma
ZINCO CLORURO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . -vedi F.U.
(POTASSIO IODATO . . . . . . . . . . . . . . . . . -violetto alla fiamma)

B- Precipitato giallo:

POTASSIO BROMURO. . . . . . . . . . . . . . . -violetto alla fiamma


POTASSIO IODURO. . . . . . . . . . . . . . . . . -violetto alla fiamma
SODIO BROMURO . . . . . . . . . . . . . . . . . . -giallo alla fiamma
SODIO IODURO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . -giallo alla fiamma

4) Se le reazioni descritte ai punti 1), 2) e 3) sono risultate negative eseguire i saggi


descritti dalla F.U. per:

ACIDO BORICO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . -verde alla fiamma


BORACE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . -giallo alla fiamma
POTASSIO FOSFATO DIBASICO . . . . . . -violetto alla fiamma
POTASSIO FOSFATO MONOBASICO . . . -violetto alla fiamma
POTASSIO IDROSSIDO . . . . . . . . . . . . . -violetto alla fiamma
SODIO FOSFATO MONOBASICO. . . . . . . -giallo alla fiamma
SODIO FOSFATO DIBASICO. . . . . . . . . . -giallo alla fiamma
SODIO IDROSSIDO. . . . . . . . . . . . . . . . . -giallo alla fiamma

4
SOSTANZE INORGANICHE INCOLORI INSOLUBILI IN ACQUA

Si controlla la solubilita' in HCl dil:

A - Solubili con effervescenza e sviluppo di CO2:

BISMUTO CARBONATO BASICO . . . . -calcinando passa da bianco


a giallo-arancio

CALCIO CARBONATO . . . . . . . . . . . . -rosso alla fiamma


MAGNESIO CARBONATO1. . . . . . . -vedi F.U.

B - Solubili senza effervescenza:

ALLUMINIO OSSIDO IDRATO. . . . . . . . . . -vedi F.U.


CALCIO FOSFATO . . . . . . . . . . . . . . . . . . -vedi F.U.
CALCIO FOSFATO DIBASICO2. . . . . . . . . -vedi F.U.
CALCIO SOLFATO DIIDRATO . . . . . . . . . -vedi F.U.
CALCIO IDROSSIDO3 . . . . . . . . . . . . . . . . -rosso alla fiamma
MAGNESIO IDROSSIDO . . . . . . . . . . . . . -vedi F.U.
MAGNESIO OSSIDO4 . . . . . . . . . . . . . . . . -vedi F.U.
ZINCO OSSIDO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . -calcinando passa da bianco a giallo

C - Insolubili in HCl diluito e concentrato:

BARIO SOLFATO. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . -giallo-verde alla fiamma


CAOLINO PESANTE . . . . . . . . . . . . . . . . -untuoso
MAGNESIO TRISILICATO . . . . . . . . . . . . . -vedi F.U.
SILICE COLLOIDALE5 . . . . . . . . . . . . . . . . -vedi F.U.
SILICE PRECIPITATA . . . . . . . . . . . . . . . . -vedi F.U.
TALCO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . -vedi F.U.
TITANIO DIOSSIDO . . . . . . . . . . . . . . . . . -ingiallisce al riscaldamento

(1) Leggero e pesante, è il Carbonato Basico idrato di Magnesio


(MgCO3)4.Mg(OH)2.5H2O
(2) Nella F.U. sono riportati: CaHPO4 e CaHPO4 . 2H2O
(3) Solubile in circa 600 parti di acqua, meno solubile a caldo
(4) Leggero e pesante, solubile negli acidi diluiti, talvolta con lieve effervescenza
(5) Nella F.U. sono riportati i tipi: Anidra ed Idrata

5
ANALISI DEI MEDICINALI IV

SOSTANZE ORGANICHE CONTENENTI UN


METALLO F.U. X Ed.
(SALI ED ORGANOMETALLI)

Una prima distinzione utile ai fini di un rapido riconoscimento è quella basata sul colore.
Possiamo distinguere un primo gruppo, comprendente le sostanze colorate ed un
secondo gruppo comprendenti quelle incolori.

SOSTANZE ORGANOMETALLICHE COLORATE

solubilità
elementi
sostanza H2O EtOH colore
oltre C, H, O

ARGENTO PROTEINATO s ps bruno N, Ag, (S)

CIANOCOBALAMINA 1/80 g s rosso scuro N, P, Co

FERROSO GLUCONATO s i giallo-grigio Fe

FERROSO FUMARATO ps i arancione-rossastro Fe

FLUORESCEINA SODICA ms ms rosso arancio Na

IDROSSICOBALAMINA s ps rosso scuro N, P, Co


MERBROMINA
s ps verdastro Na, Br, Hg
(mercurocromo)
RIFAMICINA SODICA s ps rosso Na, N
RIBOFLAVINA SODIO
s ps giallo Na, N, P
FOSFATO
SODIO ALGINATO s (gel) i giallo bruno Na
SODIO
s ps blu porpora Na, N, S
INDIGOTINDISOLFONATO
SOSTANZE ORGANOMETALLICHE INCOLORI

Una suddivisione all'interno di questo gruppo è basata sulla ricerca degli elementi. Ci si
accerta prima, mediante il saggio al filo di Pt, se il composto contiene SODIO,
POTASSIO, CALCIO o LITIO. Si procede quindi con l'analisi riferendosi ai seguenti
gruppi:
 sostanze contenenti SODIO
 sostanze contenenti POTASSIO
 sostanze contenenti CALCIO
 sostanze contenenti LITIO
 sostanze contenenti altri metalli non evidenziabili alla fiamma

SOSTANZE ORGANOMETALLICHE INCOLORI CONTENENTI SODIO

Si esegue il saggio di LASSAIGNE ed in base agli elementi trovati si distinguono i


seguenti casi:
elementi oltre
sostanza reazioni caratteristiche
C,H,O,Na
IDROCORTISONE
- -con HCl dil. precipitato bianco
SUCCINATO SODICO
SODIO ACETATO - -con FeCl3 arrossamento
SODIO ALGINATO - -vedi F.U.
SODIO AMIDO GLICOLATO - -con iodio coloraz. azzurra
SODIO BENZOATO - -con FeCl3 precipitato rosa
SODIO CITRATO - -vedi F.U.
SODIO CROMOGLICATO - -vedi F.U.
SODIO FUSIDATO - -vedi F.U.
- -con HCl dil. precipitato bianco
SODIO SALICILATO
-con FeCl3 colore violetto
-alla calcinazione vapori infiam-
SODIO STEARATO - mabili e caratteristico odore di
grasso bruciato
SODIO VALPROATO - -vedi F.U.
WARFARIN SODICO - -vedi F.U.
SODIO STIBOGLUCONATO Sb -vedi F.U.
BETAMETASONE SODIO
F, P -vedi F.U.
FOSFATO
DESAMETASONE SODIO -vedi F.U.
F, P
FOSFATO
PREDNISOLONE SODIO
F, P -vedi F.U.
FOSFATO

2
elementi oltre
sostanza reazioni caratteristiche
C, H, O,Na
AMOBARBITAL SODICO N -vedi F.U.
FENITOINA SODICA N -con FeCl3 precipitato rosa
FENOBARBITAL SODICO N -vedi F.U.
PENTOBARBITAL SODICO N -vedi F.U.
ENOXAPARINA SODICA N -vedi F.U.
SODIO AMINOSALICILATO N -con FeCl3 colore rosso-bruno
SODIO CICLAMATO N -vedi F.U.
SODIO EDETATO N -vedi F.U.
SODIO CALCIO EDETATO N, Ca -sodio e calcio alla fiamma

elementi oltre
sostanza reazioni caratteristiche
C, H, O,Na
CLORAMFENICOLO SODIO
N, Cl -vedi F.U.
SUCCINATO
DICLOFENAC SODICO N, Cl p.f. 280°C circa
LIOTIRONINA SODICA N, I -vedi F.U.
LEVOTIROXINA SODICA N, I -vedi F.U.
SODIO AMIDOTRIZOATO N, I -fumi violetti alla calcinazione

sostanza elementi oltre reazioni caratteristiche


C, H, O,Na
AMOXICILLINA SODICA N, S -vedi F.U.
AMPICILLINA SODICA N, S -vedi F.U.
BENZILPENICILLINA SODICA N, S -vedi F.U.
CARBENICILLINA SODICA N, S -vedi F.U.
CEFALOTINA SODICA N, S -vedi F.U.
CEFALEXINA SODICA N, S -vedi F.U.
CEFAZOLINA SODICA N, S -vedi F.U.
CEFOTAXIMA SODICA N, S -vedi F.U.
CEFOXITINA SODICA N, S -vedi F.U.
CEFTRIAXONE SODICO N, S -vedi F.U.
CEFUROXIMA SODICA N, S -vedi F.U.
continua

3
CEFUROXINA SODICA N, S -vedi F.U.
OMEPRAZOLO SODICO N, S -vedi F.U.
SACCARINA SODICA N, S -vedi F.U.
SODIO CICLAMATO N, S -vedi F.U.
SODIO PICOSOLFATO N, S -vedi F.U.
SULFACETAMIDE SODICA N, S -vedi F.U.
SURAMINA SODICA N, S -vedi F.U.
TIOPENTALE SODICO E -con piridina-CuSO4 colore
N, S
SODIO CARBONATO -verde scuro
TICARCILLINA SODICA N, S -vedi F.U.

elementi oltre
sostanza reazioni caratteristiche
C, H, O,Na
CLORAMINA N, S, Cl -vedi F.U.
CLOXACILLINA SODICA N, S, Cl -vedi F.U.
DICLOSSACILLINA SODICA N, S, Cl -vedi F.U.
FLUCLOXACILLINA SODICA N, S, F, Cl -vedi F.U.

elementi oltre
sostanza reazioni caratteristiche
C, H, O,Na
SODIO LAURILSOLFATO S -con H2O abbondante schiuma
SODIO
S -solubile in acqua calda
CETOSTEARILSOLFATO
BROMOSOLFONFTELEINA
S, Br -vedi F.U.
SODICA
SODIO ETIL MECURIOTIOSA-
S, Hg -vedi F.U.
LICILATO

4
SOSTANZE ORGANOMETALLICHE INCOLORI CONTENENTI POTASSIO

In base ai risultati del saggio di Lassaigne ci si riferisce alle seguenti sostanze:

elementi oltre
sostanza reazioni caratteristiche
C, H, O, K
POTASSIO ACETATO - -con FeCl3 colorazione rossa
POTASSIO CITRATO - -vedi F.U.
POTASSIO SORBATO - -decolora l'acqua di bromo
POTASSIO ASPARTATO ACIDO N -vedi F.U.
POTASSIO CLAVULANATO N -vedi F.U.
CLORAZEPATO DIPOTASSICO N, Cl -vedi F.U.
BENZILPENICILLINA POTASSICA N, S -vedi F.U.
FENOSSIMETILPENICILLINA
N, S -vedi F.U.
POTASSICA

SOSTANZE ORGANOMETALLICHE INCOLORI CONTENENTI CALCIO

Dal saggio di LASSAIGNE ci si riferisce alle seguenti sostanze:

elementi oltre
sostanza reazioni caratteristiche
C, H, O,Ca
CALCIO GLUCONATO - -vedi F.U.
CALCIO LATTATO* - -vedi F.U.
CALCIO STEARATO - -vedi F.U.
CALCIO GLICEROFOSFATO P -vedi F.U.
CALCIO PANTOTENATO N - [α]= +26.5°
CALCIO FOLINATO N -[α]=+14.4°-18.0°
NADROPARINA CALCICA N -vedi F.U.
SODIO CALCIO EDETATO Na, N -sodio e calcio alla fiamma

*Nella F.U. sono riportati: il pentaidrato ed il triidrato

5
SOSTANZE ORGANOMETALLICHE INCOLORI CONTENENTI LITIO

elementi oltre
sostanza reazioni caratteristiche
C, H, O, Li
LITIO CITRATO - rosso carminio alla fiamma

SOSTANZE ORGANOMETALLICHE INCOLORI RIMANENTI

In questo gruppo si trovano le seguenti sostanze:

elementi oltre
sostanza reazioni caratteristiche
C, H, O
CARBOPLATINO Pt,N -vedi F.U.
BISMUTO SALICILATO -residuo giallo arancio alla
Bi
BASICO calcinazione; ins. in H2O
MAGNESIO ASPARTATO
Mg, N -vedi F.U.
ACIDO
MAGNESIO ACETATO Mg -vedi F.U.
MAGNESIO STEARATO Mg -untuoso al tatto; ins. in H2O
MAGNESIO TRISILICATO Mg -vedi F.U.
MERCURIO FENILBORATO Hg, B -vedi F.U.
MERCURIO FENILNITRATO Hg, N -vedi F.U.
ZINCO STEARATO Zn -untuoso al tatto; ins. in H2O
ZINCO UNDECILENATO Zn -vedi F.U.

6
ANALISI DEI MEDICINALI IV

SOSTANZE ORGANICHE F.U. X Ed.


Elenco delle sostanze organiche solide riportate nella F.U. X, ordinate secondo il punto di
fusione crescente.

pag. p.f. °C classe.


sostanza elementi
F.U. solub.
1506 Mentolo racemico ≈34 N
2043 Testosterone Enantato 34-39 N
1058 Efedrina anidra N ≈36 S1
2288 Vaselina bianca 38-56 N
1060 Efedrina emidrato N 42 S1
1702 Piperazina idrato N ≈43 S2
2108 Trimetadione N 45-47 S1
1110 Etosuccimide N 45-50 S1
503 Alcool Cetilico 46-52 N
2072 Timolo 48-52 A2
848 Ciclofosfamide N,Cl,P ≈51 S2
887 Cloralio idrato Cl (51-57) S1
1244 Glicerilmonostearato 40-50 54-64 N
476 Acido stearico 54-70 N
510 Alcool stearilico 57-60 N
1685 Pentetrazolo N 57-60 S1
822 Cera bianca 61-65 N
911 Clorocresolo Cl 64-67 A2
888 Clorambucile N,Cl 64-67 A1
1088 Esilresorcina 66-68 A2
1433 Lidocaina N 66-70 B
715 Butile Paraidrossibenzoato 68-71 A2
1242 Gliceril Beenato 68-75 N
718 Butilidrossitoluene (70) A2
1500 Mefenesina 70-73 N
1036 Disulfiram N, S 70-73 M
1434 Lidocaina cloridrato N,Cl 74-79 S2
1280 Ibuprofene 75-78 A1
1550 Metrifonato Cl,P 76-81 S1

1
908 Clorobutanolo emiidrato Cl ≈78 N
1274 Guaifenesina 79-83 N(S2)
825 Cetilpiridinio cloruro N,Cl (80-83) S2
2287 Vanillina 81-84 A2
932 Colecalciferolo 82-87 N
1559 Miconazolo N,Cl 83-87 M
890 Cloramfenicolo palmitato N,Cl 87-95 M
1454 Lomustina N,Cl 89-91 M
657 Benzocaina N 89-92 B
1404 Ketoprofene 94-97 A1
2115 Tropicamide N 95-98 B(S2)
478 Acido tiaprofenico S 95-99 A1
907 Clorobutanolo anidro Cl ≈95 N
1691 Perfenazina N,S,Cl 96-100 B
878 Clofenotano Cl > 95 N
1972 Sorbitolo (95-100) S2
1793 Propile Paraidrossibenzoato 96-99 A2
1554 Metronidazolo benzoato N 99-102 M
1508 Mepiramina maleato N 99-103 S2
1603 Noradrenalina tartrato N (100-106) S2
648 Benzilpenicillina benzatinica N,S (100-110) M
1024 Dimenidrinato N,Cl 102-106 B(S2)
1790 Propifenazone N 102-106 B(S2)
1688 Pentoxifillina N 103-107 S2(S1)
1509 Meprobamato N 104-108 M
1128 Fenilbutazone N 104-107 A2
434 Acetilcisteina N,S 104-110 S2
1502 Menadione 105-108 N
755 Captopril N,S 105-108 S1
1665 Oxprenolo cloridrato N,Cl 107-110 S2
543 Aminofenazone N 107-109 S1
531 Alprenololo cloridrato N,Cl 108-112 S2
666 Betaistina mesilato N,S 108-112 S2
1594 Nimorazolo N 109-112 B (S2)
2091 Tolnaftato N,S 109-112 M
1126 Fenazone N 109-113 S2(S1)
1211 Fruttosio (109-114) S2

2
1742 Pralidossima metilsolfato N,S 110-112 S1-S2
1372 Isoconazolo N,Cl 111-115 M
1439 Lindano Cl 112-115 N
1072 Ergocalciferolo 112-117 N
682 Betaxololo cloridrato N,Cl 113-117 S2
714 Busulfano S ≈116 M
1100 Etile Paraidrossibenzoato 115-118 A2
881 Clomifene citrato N,Cl (116-118) M
529 Alprenololo benzoato N 116-120 M(S2)
1258 Glucosio anidro (118-120) S2
855 Cinnarizina N 118-122 B
837 Chinina cloridrato N,Cl (119-122) S2
2045 Testosterone propionato 119-123 N
1141 Fenossimetilpenicillina N,S (120-128) A1
448 Acido benzoico 121-124 A1
1547 Metoprololo tartrato N 121-124 S2
454 Acido etacrinico Cl 121-124 A1(S1)
763 Carbimazolo N,S 122-125 M(S2)
2304 Zidovudina N ≈124 M(S2)
987 Destrometorfano bromidrato N,Br 125 d M
1526 Metile Paraidrossibenzoato 125-128 A2
2074 Tinidazolo N,S 125-128 M
914 Clorpropamide N,S,Cl 126-130 A1
2090 Tolbutamide N,S 126-130 A1,2
1378 Isoprenalina solfato N,S ≈128 d S2
1592 Nicotinamide N 128-131 S2
1784 Progesterone 128-132 N
1391 Istamina fosfato N,P (130-133) S2
701 Bromfeniramina maleato N,Br 130-135 S2
1883 Sobrerolo 130-139 S2
992 Diazepan N,Cl 131-135 B
2010 Sulfinpirazone N,S 131-135 A2
690 Bisacodile N 131-135 B
906 Clorfenamina maleato N,Cl 132-135 S2
2127 Urea N 132-135 S2
577 Antazolina solfato N,S 132-136 S2
475 Acido Sorbico 132-136 A1(S2)

3
1685 Pentobarbital N ≈133 S2
1803 Proxifillina N 134-136 S2(S1)
1125 Fenacetina N 134-137 M
1078 Eritromicina N (135-140) B
849 Ciclopentolato cloridrato N,Cl 135-141 S2
440 Acido acetilsalicilico ≈143 A1
1743 Praziquantel N 136-140 M(S2)
1003 Dietilcarbamazina citrato N ≈138 d S2
1850 Scopolamina butilbromuro N,Br 139-141 S2
852 Cimetidina N,S 139-143 B
512 Alfentanile cloridrato N,Cl 140 d S2
2111 Trimipramina maleato N 140-144 B(S2)
922 Clotrimazolo N,Cl 141-145 B
1428 Levomepromazina HCl N,S,Cl 142 (162) S2
1131 Fenilefrina cloridrato N,Cl ≈143 S2
431 Acebutololo cloridrato N,Cl ≈143 S2
930 Colchicina N (143-147) S2
2289 Verapamil cloridrato N,Cl ≈144 S2
1542 Metimazolo N,S 144-147 S2
1585 Neostgmina metilsolfato N,S 144-149 S2
1088 Esobarbital N ≈146 A2
2041 Terfenadina N 146-152 M
2046 Tetracaina cloridrato N,Cl ≈148 S2
1792 Propile gallato 148-151 A2
1402 Ketoconazolo N,Cl 148-152 B
889 Cloramfenicolo N,Cl 149-153 M(A2)
522 Aloperidolo N,Cl,F 150-153 M
490 Adrenalina tartrato N (150 d) S2
1516 Mestranolo 150-154 N
1259 Glucosio monoidrato (150-155) S2
1219 Gallamina trietioduro N,I (150-165) S2
1147 Fentanile citrato N 152 S2
610 Atenololo N 152-155 B(S2)
449 Acido citrico anidro 153(142-149) S2(S1)
1774 Procaina cloridrato N,Cl 154-158 S2
1581 Naproxene 154-158 A1
926 Codeina N 155-159 B

4
1846 Salbutamolo N ≈155 d S1(B)
461 Acido iopanoico N,I ≈155 d A1
1858 Sertaconazolo nitrato N,S,Cl 156-161 M
549 Amobarbital N ≈157 A2
2033 Temazepam N,Cl 157-160 M
982 Desossicortone acetato 157-161 N
473 Acido salicilico 158-161 A1
1331 Indometacina N,Cl 158-162 A1
1105 Etionamide N,S 158-164 B
646 Benzetonio cloruro N,Cl 158-164 S2
1553 Metronidazolo N 159-163 B(S2)
2078 Tioridazina cloridrato N,S,Cl (159-163) S2
545 Amiodarone cloridrato N,Cl,I 159-163 M
2016 Suxametonio cloruro N,Cl ≈160 S2
1029 Diprofillina N 160-165 S2
1564 Midazolam N,F,Cl 161-164 B
1440 Linistrenolo 161-165 N
1106 Etofillina N 161-166 S2
1057 Econazolo nitrato N,Cl 161-166 B
1608 Noretisterone acetato 162-165 N
2057 Tiamfenicolo N,S,Cl (162-166) M(S2)
1539 Metiltestosterone 162-168 N
1115 Famotidina N,S 163 (169) B
1796 Propranololo cloridrato N,Cl 163-166 S2
989 Destropropossifene N,Cl ≈165 S2
1495 Mannitolo 165-170 S2
1775 Procainamide cloridrato N,Cl 166-170 S2
1522 Metilatropina nitrato N ≈167 S2
1074 Ergometrina maleato N (167) (S2)
1579 Nafazolina nitrato N 167-170 B(S2)
477 Acido tartarico (170) S2
1007 Difenidramina cloridrato N,Cl 168-172 S2
1673 Paracetamolo N 168-172 A2(S2)
1196 Flunitrazepam N,F 168-172 B
2114 Trometamolo N 168-174 S2
1696 Pindololo N 169-174 B
2005 Sulfametoxazolo N,S 169-172 B-A2

5
1237 Glibenclamide N,S,Cl 169-174 A2
1377 Isoniazide N 170-174 S2
1311 Imiprammina cloridrato N,Cl 170-174 S2
673 Betametasone dipropionato F (170-179) N
1593 Nifedipina N 171-175 B
1006 Dietilstilbestrolo ≈172 A2
1129 Fenilefrina N ≈174 B-A2
1613 Noscapina N 174-177 B
1695 Pilocarpina nitrato N ≈174 d S2
749 Canfora racemica 172-180 N
1606 Noretinodrel ≈175 N
2004 Sulfametopirazina N,S 175-178 B-A2
607 Astemizolo N,F 175-178 B
1091 Estradiolo emiidrato 175-180 N
963 Dapsone N,S 175-181 B
1134 Fenobarbital N ≈176 A2
2313 Zopiclone N,Cl ≈177 d B
1601 Noradrenalina cloridrato N,Cl 177-179 S2
2013 Sulpiride N,S 177-181 B-A2
1528 Metilfenobarbital N ≈178 A2
876 Clobetasone butirrato F, Cl ≈178 N
1453 Lobelina cloridrato N,Cl 178-180 M(S2)
1374 Isoconazolo nitrato N,Cl 178-182 M
1149 Fentolamina mesilato N,S 178-182 S2
1561 Miconazolo nitrato N, Cl 178-184 S2
1844 Saccarosio (179-182) S2
2006 Sufametoxipiridazina N,S ≈180 d B-A2
1283 Idoxuridina N,I ≈180 d A2
1653 Oxitetraciclina N (181-182) B-A2
1103 Etinilestradiolo 181-185 A2
1180 Fisostigmina salicilato N ≈182 d S2
2097 Tretinoina ≈182 d A1
2011 Sulindac S,F 182-186 A2
1546 Metoclopramide cloridrato N,Cl ≈183 d S2
1146 Fenotiazina N,S 183-185 M
683 Bezafibrato N,Cl 183-186 A1
1644 Ouabaina (183-188) N(S2)

6
1045 Doxepina cloridrato N,Cl 185-191 S1
1429 Levomepromazina maleato N,S ≈186 d M(S2)
1692 Petidina cloridrato N,Cl 187-190 S2
1061 Efedrina racemica cloridrato N,Cl ≈188 S2
1703 Pirazinamide N 188-191 B(S2)
757 Carbamazepina N 189-193 M
630 Barbital N ≈190 A2
1993 Succinilsolfatiazolo N,S (190) A1
445 Acido ascorbico ≈190 d S2
614 Atropina solfato N,S ≈190 d S2
1633 Omatropina metilbromuro N,Br ≈190 S2
1701 Piperazina citrato N ≈190 S2
2001 Sulfaguanidina N,S 190-193 B
883 Clomipramina cloridrato N,Cl 191-195 S2
1090 Estradiolo benzoato 191-198 N
678 Betametasone valerato F ≈192 d N
1132 Fenilpropanolamina cloridrato N,Cl 194-197 S2
909 Clorochina fosfato N,Cl,P 195 (218) S2
909 Clorochina fosfato N,Cl,P 195 (218) S2
1132 Fenilpropanolamina cloridrato N,Cl 194-197 S2
546 Amitriptilina cloridrato N,Cl 195-199 S2
459 Acido glutammico N (195-202) B-A1(S2)
913 Clorpromazina cloridrato N,S,Cl ≈196 d S2
925 Cocaina cloridrato N,Cl ≈197 d S2
1999 Sulfafurazolo N,S 197 d B-(A2)(A1)
1941 Solfadimidina N,S ≈197 d B-A2
1849 Scopolamina bromidrato N,Br ≈197 d S2
1773 Probenecid N,S 197-202 A2(A1)
1998 Sulfadoxina N,S 198 d B-A2
1997 Sulfadimetoxina N,S 198-203 B-A2
1980 Spironolattone S (198-207) N
2073 Timololo maleato N, S ≈199 d S2
2110 Trimetoprim N 199-203 B(S2)
1305 Idroxizina cloridrato N,Cl ≈200 d S2
1614 Noscapina cloridrato N,Cl ≈200 d S2
1771 Primachina fosfato N,P ≈200 d S2
2009 Sulfatiazolo N,S 200-203 B-A2

7
1694 Pilocarpina cloridrato N,Cl ≈203 S2
1415 Lattosio anidro (200-213d) S2
1095 Etambutolo cloridrato N,Cl ≈202 S2
1362 Iosciamina solfato N,S ≈203 d S2
1076 Ergotamina tartrato N (203) S2
756 Carbacolo N,Cl 204-208 d S2
1706 Piridossina cloridrato N,Cl ≈205 d S2
1388 Isoxsuprina cloridrato N,Cl 205 d M(S2)
444 Acido aminocaproico N ≈205 d S2
1498 Medrossiprogesterone acetato 205-209 N
835 Chinidina solfato N,S (205-210) S2(B)
2065 Ticlopidina cloridrato N,S,Cl (205-210) M(S2)
489 Adrenalina N 205-212 d B-A2
1607 Noretisterone ≈206 d N
910 Clorochina solfato N, S, Cl ≈208 S2
864 Ciproterone acetato Cl ≈210 N
1216 Furosemide N,S,Cl ≈210 d A1
2003 Sulfametizolo N,S ≈210 B- A2
673 Beclometasone dipropionato Cl (210) N
1022 Diltiazem cloridrato N,Cl ≈213 d S2
976 Desipramina cloridrato N,Cl ≈214 S2
2050 Tetraciclina cloridrato N,Cl (214) S2
1290 Idrocortisone (214) N
1632 Omatropina bromidrato N,Br ≈215 d S2
871 Citarabina N ≈215 S2
909 Clorochina fosfato N,Cl,P (195)218 S2
899 Clordiazepossido cloridrato N,Cl ≈216 d S2
1612 Nortriptilina cloridrato N,Cl 216-220 M(S2)
1794 Propiltiouracile N,S 217-221 A2
1059 Efedrina cloridrato N,Cl ≈219 S2
1521 Metilatropina bromuro N,Br ≈219 d S2
893 Chinina solfato N,S (219-223) S2
1272 Griseofulvina Cl ≈220 N
916 Clorprotixene cloridrato N,S,Cl ≈220 S2
1008 Difenoxilato cloridrato N,Cl ≈220 d M
918 Clortalidone N,S,Cl ≈220 d A2
1293 Idrocortisone acetato ≈220 d N

8
1787 Prometazina cloridrato N,S,Cl ≈220 d S2
1519 Metformina cloridrato N,Cl 222-226 S2
1455 Loperamide cloridrato N,Cl ≈225 d M(S2)
896 Clorciclizina cloridrato N,Cl (225) S2
642 Bendroflumetiazide N,S,F (225) A2
1596 Nitrazepam N 226-230 B-A2
1841 Saccarina N,S 226-230 A1
1002 Dienestrolo (227-234) A2
Niclosamide anidra e
1589 N,Cl 227-232 M
monoidrata
1752 Prednisolone pivalato ≈229 d N
470 Acido nalidixico N ≈230 A2(A1)
1747 Prednisolone (230 d) N
1368 Ipratropio bromuro N,Br ≈230 d S2
1749 Prednisolone acetato ≈230 d N
1756 Prednisone (230 d) N
1672 Papaverina cloridrato N,Cl (231) S2(B)
536 Ambroxolo cloridrato N,Br,Cl ≈232 d B
709 Bumetamide N,S ≈233 A1
1517 Metadone cloridrato N,Cl (233-236) S2
453 Acido deidrocolico 233-242 A2
472 Acido nicotinico N 234-240 B-A1(S2)
719 Caffeina N 234-239 B(S2)
2002 Sulfamerazina N,S ≈235 d B-A2
884 Clonazepam N,Cl ≈239 B
1708 Pirimetamina N,Cl 239-243 B
576 Antazolina cloridrato N,Cl ≈240 d B(S2)
954 Cortisone acetato (240) N
1044 Dopamina cloridrato N,Cl (240) S2
1942 Solfisomidina N,S ≈240 B- A2
668 Betametasone F (240 d) N
898 Clordiazepossido N,Cl 240-244 B
455 Acido folico N (240-250 d) A1
700 Bromexina cloridrato N,Br,Cl (241-244) M
2105 Trifluoperazina cloridrato N,S,F,Cl ≈242 d S2
1531 Metilprednisolone (243 d) N
1390 Istamina dicloridrato N,Cl (244-246) S2

9
1040 Domperidone N,Cl 244-248 B
2060 Tiamina cloridrato N,S,Cl (245-248) S2
1785 Proguanile cloridrato N,Cl ≈248 M(S2)
1705 Pirenzepina dicloridrato N,Cl ≈250 d S2
1275 Guanetidina monosolfato N,S ≈250 d S2
1572 Morfina cloridrato N,Cl (250 d) S2
1700 Piperazina adipato N ≈250 d S2
710 Bupivacaina cloridrato N,Cl ≈254 d S2(S1)
970 Desametasone F ≈255 d N
1996 Sulfadiazina N,S ≈255 d B-A2
1215 Furazolidone N 255-259 M
433 Acetazolamide N,S (≈258 d) A2
1599 Nitrofurantoina N (258-262) A2
1137 Fenolftaleina 258-263 A1
1578 Nafazolina cloridrato N,Cl ≈259 d S2
1400 Ketamina Cloridrato N,Cl ≈260 d S2
1288 Idroclorotiazide N,S,Cl (268) A2
2038 Teofillina-etilendiamina N (268-272) S2
2125 Tubocurarina cloruro N,Cl ≈270 d S2
1544 DL- Metionina N,S ≈270 B-A1(S2)
2036 Teofillina N 270-274 B-A2(A1)
1213 Ftalilsulfatiazolo N,S (272-277 d) A1
1285 Idralazina cloridrato N,Cl ≈275 d S2
1826 Riboflavina N (275-280 d) A2
688 Biperidene cloridrato N,Cl 280 d M(S2)
2099 Triamcinolone acetonide F (290) N
2056 Tiabendazolo N,S ≈300 B
2035 Teobromina N (350-354) (B)- A2

10
ANALISI DEI MEDICINALI IV

SOSTANZE ORGANICHE F.U. X Ed.


Elenco delle sostanze organiche solide riportate nella F.U. X, in ordine alfabetico.

pag. classe.
sostanza elementi p.f. °C
F.U. solub.
431 Acebutololo cloridrato N,Cl ≈143 S2
433 Acetazolamide N,S (≈258 d) A2
434 Acetilcisteina N,S 104-110 S2
440 Acido acetilsalicilico ≈143 A1
444 Acido aminocaproico N ≈205 d S2
445 Acido ascorbico ≈190 d S2
448 Acido benzoico 121-124 A1
449 Acido citrico anidro 153(142-149) S2(S1)
453 Acido deidrocolico 233-242 A2
454 Acido etacrinico Cl 121-124 A1(S1)
455 Acido folico N (240-250 d) A1
459 Acido glutammico N (195-202) B-A1(S2)
461 Acido iopanoico N,I ≈155 d A1
470 Acido nalidixico N ≈230 A2(A1)
472 Acido nicotinico N 234-240 B-A1(S2)
473 Acido salicilico 158-161 A1
475 Acido Sorbico 132-136 A1(S2)
476 Acido stearico 54-70 N
477 Acido tartarico (170) S2
478 Acido tiaprofenico S 95-99 A1
489 Adrenalina N 205-212 d B-A2
490 Adrenalina tartrato N (150 d) S2
503 Alcool Cetilico 46-52 N
510 Alcool stearilico 57-60 N
512 Alfentanile cloridrato N,Cl 140 d S2
522 Aloperidolo N,Cl,F 150-153 M
529 Alprenololo benzoato N 116-120 M(S2)
531 Alprenololo cloridrato N,Cl 108-112 S2
536 Ambroxolo cloridrato N,Br,Cl ≈232 d B
543 Aminofenazone N 107-109 S1
545 Amiodarone cloridrato N,Cl,I 159-163 M
546 Amitriptilina cloridrato N,Cl 195-199 S2
549 Amobarbital N ≈157 A2
576 Antazolina cloridrato N,Cl ≈240 d B(S2)
577 Antazolina solfato N,S 132-136 S2
607 Astemizolo N,F 175-178 B
610 Atenololo N 152-155 B(S2)
614 Atropina solfato N,S ≈190 d S2
630 Barbital N ≈190 A2
642 Bendroflumetiazide N,S,F (225) A2
646 Benzetonio cloruro N,Cl 158-164 S2
648 Benzilpenicillina benzatinica N,S (100-110) M
657 Benzocaina N 89-92 B
666 Betaistina mesilato N,S 108-112 S2
668 Betametasone F (240 d) N
673 Betametasone dipropionato F (170-179) N
673 Beclometasone dipropionato Cl (210) N
678 Betametasone valerato F ≈192 d N
682 Betaxololo cloridrato N,Cl 113-117 S2
683 Bezafibrato N,Cl 183-186 A1
688 Biperidene cloridrato N,Cl 280 d M(S2)
690 Bisacodile N 131-135 B
700 Bromexina cloridrato N,Br,Cl (241-244) M
701 Bromfeniramina maleato N,Br 130-135 S2
709 Bumetamide N,S ≈233 A1
710 Bupivacaina cloridrato N,Cl ≈254 d S2(S1)
714 Busulfano S ≈116 M
715 Butile Paraidrossibenzoato 68-71 A2
718 Butilidrossitoluene (70) A2
719 Caffeina N 234-239 B(S2)
749 Canfora racemica 172-180 N
755 Captopril N,S 105-108 S1
756 Carbacolo N,Cl 204-208 d S2
757 Carbamazepina N 189-193 M
763 Carbimazolo N,S 122-125 M(S2)

2
822 Cera bianca 61-65 N
825 Cetilpiridinio cloruro N,Cl (80-83) S2
835 Chinidina solfato N,S (205-210) S2(B)
837 Chinina cloridrato N,Cl (119-122) S2
848 Ciclofosfamide N,Cl,P ≈51 S2
849 Ciclopentolato cloridrato N,Cl 135-141 S2
852 Cimetidina N,S 139-143 B
855 Cinnarizina N 118-122 B
864 Ciproterone acetato Cl ≈210 N
871 Citarabina N ≈215 S2
876 Clobetasone butirrato F, Cl ≈178 N
878 Clofenotano Cl > 95 N
881 Clomifene citrato N,Cl (116-118) M
883 Clomipramina cloridrato N,Cl 191-195 S2
884 Clonazepam N,Cl ≈239 B
887 Cloralio idrato Cl (51-57) S1
888 Clorambucile N,Cl 64-67 A1
889 Cloramfenicolo N,Cl 149-153 M(A2)
890 Cloramfenicolo palmitato N,Cl 87-95 M
893 Chinina solfato N,S (219-223) S2
896 Clorciclizina cloridrato N,Cl (225) S2
898 Clordiazepossido N,Cl 240-244 B
899 Clordiazepossido cloridrato N,Cl ≈216 d S2
906 Clorfenamina maleato N,Cl 132-135 S2
907 Clorobutanolo anidro Cl ≈95 N
908 Clorobutanolo emiidrato Cl ≈78 N
909 Clorochina fosfato N,Cl,P 195 (218) S2
909 Clorochina fosfato N,Cl,P 195 (218) S2
909 Clorochina fosfato N,Cl,P (195)218 S2
910 Clorochina solfato N, S, Cl ≈208 S2
911 Clorocresolo Cl 64-67 A2
913 Clorpromazina cloridrato N,S,Cl ≈196 d S2
914 Clorpropamide N,S,Cl 126-130 A1
916 Clorprotixene cloridrato N,S,Cl ≈220 S2
918 Clortalidone N,S,Cl ≈220 d A2
922 Clotrimazolo N,Cl 141-145 B

3
925 Cocaina cloridrato N,Cl ≈197 d S2
926 Codeina N 155-159 B
930 Colchicina N (143-147) S2
932 Colecalciferolo 82-87 N
954 Cortisone acetato (240) N
963 Dapsone N,S 175-181 B
970 Desametasone F ≈255 d N
976 Desipramina cloridrato N,Cl ≈214 S2
982 Desossicortone acetato 157-161 N
987 Destrometorfano bromidrato N,Br 125 d M
989 Destropropossifene N,Cl ≈165 S2
992 Diazepan N,Cl 131-135 B
1002 Dienestrolo (227-234) A2
1003 Dietilcarbamazina citrato N ≈138 d S2
1006 Dietilstilbestrolo ≈172 A2
1007 Difenidramina cloridrato N,Cl 168-172 S2
1008 Difenoxilato cloridrato N,Cl ≈220 d M
1022 Diltiazem cloridrato N,Cl ≈213 d S2
1024 Dimenidrinato N,Cl 102-106 B(S2)
1029 Diprofillina N 160-165 S2
1036 Disulfiram N, S 70-73 M
1040 Domperidone N,Cl 244-248 B
1044 Dopamina cloridrato N,Cl (240) S2
1045 Doxepina cloridrato N,Cl 185-191 S1
1057 Econazolo nitrato N,Cl 161-166 B
1058 Efedrina anidra N ≈36 S1
1059 Efedrina cloridrato N,Cl ≈219 S2
1060 Efedrina emidrato N 42 S1
1061 Efedrina racemica cloridrato N,Cl ≈188 S2
1072 Ergocalciferolo 112-117 N
1074 Ergometrina maleato N (167) (S2)
1076 Ergotamina tartrato N (203) S2
1078 Eritromicina N (135-140) B
1088 Esilresorcina 66-68 A2
1088 Esobarbital N ≈146 A2
1090 Estradiolo benzoato 191-198 N

4
1091 Estradiolo emiidrato 175-180 N
1095 Etambutolo cloridrato N,Cl ≈202 S2
1100 Etile Paraidrossibenzoato 115-118 A2
1103 Etinilestradiolo 181-185 A2
1105 Etionamide N,S 158-164 B
1106 Etofillina N 161-166 S2
1110 Etosuccimide N 45-50 S1
1115 Famotidina N,S 163 (169) B
1125 Fenacetina N 134-137 M
1126 Fenazone N 109-113 S2(S1)
1128 Fenilbutazone N 104-107 A2
1129 Fenilefrina N ≈174 B-A2
1131 Fenilefrina cloridrato N,Cl ≈143 S2
1132 Fenilpropanolamina cloridrato N,Cl 194-197 S2
1132 Fenilpropanolamina cloridrato N,Cl 194-197 S2
1134 Fenobarbital N ≈176 A2
1137 Fenolftaleina 258-263 A1
1141 Fenossimetilpenicillina N,S (120-128) A1
1146 Fenotiazina N,S 183-185 M
1147 Fentanile citrato N 152 S2
1149 Fentolamina mesilato N,S 178-182 S2
1180 Fisostigmina salicilato N ≈182 d S2
1196 Flunitrazepam N,F 168-172 B
1211 Fruttosio (109-114) S2
1213 Ftalilsulfatiazolo N,S (272-277 d) A1
1215 Furazolidone N 255-259 M
1216 Furosemide N,S,Cl ≈210 d A1
1219 Gallamina trietioduro N,I (150-165) S2
1237 Glibenclamide N,S,Cl 169-174 A2
1242 Gliceril Beenato 68-75 N
1244 Glicerilmonostearato 40-50 54-64 N
1258 Glucosio anidro (118-120) S2
1259 Glucosio monoidrato (150-155) S2
1272 Griseofulvina Cl ≈220 N
1274 Guaifenesina 79-83 N(S2)
1275 Guanetidina monosolfato N,S ≈250 d S2

5
1280 Ibuprofene 75-78 A1
1283 Idoxuridina N,I ≈180 d A2
1285 Idralazina cloridrato N,Cl ≈275 d S2
1288 Idroclorotiazide N,S,Cl (268) A2
1290 Idrocortisone (214) N
1293 Idrocortisone acetato ≈220 d N
1305 Idroxizina cloridrato N,Cl ≈200 d S2
1311 Imiprammina cloridrato N,Cl 170-174 S2
1331 Indometacina N,Cl 158-162 A1
1362 Iosciamina solfato N,S ≈203 d S2
1368 Ipratropio bromuro N,Br ≈230 d S2
1372 Isoconazolo N,Cl 111-115 M
1374 Isoconazolo nitrato N,Cl 178-182 M
1377 Isoniazide N 170-174 S2
1378 Isoprenalina solfato N,S ≈128 d S2
1388 Isoxsuprina cloridrato N,Cl 205 d M(S2)
1390 Istamina dicloridrato N,Cl (244-246) S2
1391 Istamina fosfato N,P (130-133) S2
1400 Ketamina Cloridrato N,Cl ≈260 d S2
1402 Ketoconazolo N,Cl 148-152 B
1404 Ketoprofene 94-97 A1
1415 Lattosio anidro (200-213d) S2
1428 Levomepromazina HCl N,S,Cl 142 (162) S2
1429 Levomepromazina maleato N,S ≈186 d M(S2)
1433 Lidocaina N 66-70 B
1434 Lidocaina cloridrato N,Cl 74-79 S2
1439 Lindano Cl 112-115 N
1440 Linistrenolo 161-165 N
1453 Lobelina cloridrato N,Cl 178-180 M(S2)
1454 Lomustina N,Cl 89-91 M
1455 Loperamide cloridrato N,Cl ≈225 d M(S2)
1495 Mannitolo 165-170 S2
1498 Medrossiprogesterone acetato 205-209 N
1500 Mefenesina 70-73 N
1502 Menadione 105-108 N
1506 Mentolo racemico ≈34 N

6
1508 Mepiramina maleato N 99-103 S2
1509 Meprobamato N 104-108 M
1516 Mestranolo 150-154 N
1517 Metadone cloridrato N,Cl (233-236) S2
1519 Metformina cloridrato N,Cl 222-226 S2
1521 Metilatropina bromuro N,Br ≈219 d S2
1522 Metilatropina nitrato N ≈167 S2
1526 Metile Paraidrossibenzoato 125-128 A2
1528 Metilfenobarbital N ≈178 A2
1531 Metilprednisolone (243 d) N
1539 Metiltestosterone 162-168 N
1542 Metimazolo N,S 144-147 S2
1544 DL- Metionina N,S ≈270 B-A1(S2)
1546 Metoclopramide cloridrato N,Cl ≈183 d S2
1547 Metoprololo tartrato N 121-124 S2
1550 Metrifonato Cl,P 76-81 S1
1553 Metronidazolo N 159-163 B(S2)
1554 Metronidazolo benzoato N 99-102 M
1559 Miconazolo N,Cl 83-87 M
1561 Miconazolo nitrato N, Cl 178-184 S2
1564 Midazolam N,F,Cl 161-164 B
1572 Morfina cloridrato N,Cl (250 d) S2
1578 Nafazolina cloridrato N,Cl ≈259 d S2
1579 Nafazolina nitrato N 167-170 B(S2)
1581 Naproxene 154-158 A1
1585 Neostgmina metilsolfato N,S 144-149 S2
Niclosamide anidra e
1589 N,Cl 227-232 M
monoidrata
1592 Nicotinamide N 128-131 S2
1593 Nifedipina N 171-175 B
1594 Nimorazolo N 109-112 B (S2)
1596 Nitrazepam N 226-230 B-A2
1599 Nitrofurantoina N (258-262) A2
1601 Noradrenalina cloridrato N,Cl 177-179 S2
1603 Noradrenalina tartrato N (100-106) S2
1606 Noretinodrel ≈175 N
1607 Noretisterone ≈206 d N

7
1608 Noretisterone acetato 162-165 N
1612 Nortriptilina cloridrato N,Cl 216-220 M(S2)
1613 Noscapina N 174-177 B
1614 Noscapina cloridrato N,Cl ≈200 d S2
1632 Omatropina bromidrato N,Br ≈215 d S2
1633 Omatropina metilbromuro N,Br ≈190 S2
1644 Ouabaina (183-188) N(S2)
1653 Oxitetraciclina N (181-182) B-A2
1665 Oxprenolo cloridrato N,Cl 107-110 S2
1672 Papaverina cloridrato N,Cl (231) S2(B)
1673 Paracetamolo N 168-172 A2(S2)
1685 Pentetrazolo N 57-60 S1
1685 Pentobarbital N ≈133 S2
1688 Pentoxifillina N 103-107 S2(S1)
1691 Perfenazina N,S,Cl 96-100 B
1692 Petidina cloridrato N,Cl 187-190 S2
1694 Pilocarpina cloridrato N,Cl ≈203 S2
1695 Pilocarpina nitrato N ≈174 d S2
1696 Pindololo N 169-174 B
1700 Piperazina adipato N ≈250 d S2
1701 Piperazina citrato N ≈190 S2
1702 Piperazina idrato N ≈43 S2
1703 Pirazinamide N 188-191 B(S2)
1705 Pirenzepina dicloridrato N,Cl ≈250 d S2
1706 Piridossina cloridrato N,Cl ≈205 d S2
1708 Pirimetamina N,Cl 239-243 B
1742 Pralidossima metilsolfato N,S 110-112 S1-S2
1743 Praziquantel N 136-140 M(S2)
1747 Prednisolone (230 d) N
1749 Prednisolone acetato ≈230 d N
1752 Prednisolone pivalato ≈229 d N
1756 Prednisone (230 d) N
1771 Primachina fosfato N,P ≈200 d S2
1773 Probenecid N,S 197-202 A2(A1)
1774 Procaina cloridrato N,Cl 154-158 S2
1775 Procainamide cloridrato N,Cl 166-170 S2

8
1784 Progesterone 128-132 N
1785 Proguanile cloridrato N,Cl ≈248 M(S2)
1787 Prometazina cloridrato N,S,Cl ≈220 d S2
1790 Propifenazone N 102-106 B(S2)
1792 Propile gallato 148-151 A2
1793 Propile Paraidrossibenzoato 96-99 A2
1794 Propiltiouracile N,S 217-221 A2
1796 Propranololo cloridrato N,Cl 163-166 S2
1803 Proxifillina N 134-136 S2(S1)
1826 Riboflavina N (275-280 d) A2
1841 Saccarina N,S 226-230 A1
1844 Saccarosio (179-182) S2
1846 Salbutamolo N ≈155 d S1(B)
1849 Scopolamina bromidrato N,Br ≈197 d S2
1850 Scopolamina butilbromuro N,Br 139-141 S2
1858 Sertaconazolo nitrato N,S,Cl 156-161 M
1883 Sobrerolo 130-139 S2
1941 Solfadimidina N,S ≈197 d B-A2
1942 Solfisomidina N,S ≈240 B- A2
1972 Sorbitolo (95-100) S2
1980 Spironolattone S (198-207) N
1993 Succinilsolfatiazolo N,S (190) A1
1996 Sulfadiazina N,S ≈255 d B-A2
1997 Sulfadimetoxina N,S 198-203 B-A2
1998 Sulfadoxina N,S 198 d B-A2
1999 Sulfafurazolo N,S 197 d B-(A2)(A1)
2001 Sulfaguanidina N,S 190-193 B
2002 Sulfamerazina N,S ≈235 d B-A2
2003 Sulfametizolo N,S ≈210 B- A2
2004 Sulfametopirazina N,S 175-178 B-A2
2005 Sulfametoxazolo N,S 169-172 B-A2
2006 Sufametoxipiridazina N,S ≈180 d B-A2
2009 Sulfatiazolo N,S 200-203 B-A2
2010 Sulfinpirazone N,S 131-135 A2
2011 Sulindac S,F 182-186 A2
2013 Sulpiride N,S 177-181 B-A2

9
2016 Suxametonio cloruro N,Cl ≈160 S2
2033 Temazepam N,Cl 157-160 M
2035 Teobromina N (350-354) (B)- A2
2036 Teofillina N 270-274 B-A2(A1)
2038 Teofillina-etilendiamina N (268-272) S2
2041 Terfenadina N 146-152 M
2043 Testosterone Enantato 34-39 N
2045 Testosterone propionato 119-123 N
2046 Tetracaina cloridrato N,Cl ≈148 S2
2050 Tetraciclina cloridrato N,Cl (214) S2
2056 Tiabendazolo N,S ≈300 B
2057 Tiamfenicolo N,S,Cl (162-166) M(S2)
2060 Tiamina cloridrato N,S,Cl (245-248) S2
2065 Ticlopidina cloridrato N,S,Cl (205-210) M(S2)
2072 Timolo 48-52 A2
2073 Timololo maleato N, S ≈199 d S2
2074 Tinidazolo N,S 125-128 M
2078 Tioridazina cloridrato N,S,Cl (159-163) S2
2090 Tolbutamide N,S 126-130 A1,2
2091 Tolnaftato N,S 109-112 M
2097 Tretinoina ≈182 d A1
2099 Triamcinolone acetonide F (290) N
2105 Trifluoperazina cloridrato N,S,F,Cl ≈242 d S2
2108 Trimetadione N 45-47 S1
2110 Trimetoprim N 199-203 B(S2)
2111 Trimipramina maleato N 140-144 B(S2)
2114 Trometamolo N 168-174 S2
2115 Tropicamide N 95-98 B(S2)
2125 Tubocurarina cloruro N,Cl ≈270 d S2
2127 Urea N 132-135 S2
2287 Vanillina 81-84 A2
2288 Vaselina bianca 38-56 N
2289 Verapamil cloridrato N,Cl ≈144 S2
2304 Zidovudina N ≈124 M(S2)
2313 Zopiclone N,Cl ≈177 d B

10
4. METODI STRUMENTALI
Da F.U: XI ed.
Da F.U: XI ed.

1
2
Manuale per l’Utilizzo della Seguente Strumentazione
Disponibile nel Labaratorio Didattico

Apparecchi per la determinazione


del punto di fusione

Falc
Electrothermal 9100 Stuart SMP3 Stuart SMP30

Polarimetro digitale Polax Spettrofotometro doppio Spettrometro IR Rifrattometro di Abbe’


raggio “split-beam” T70 UV ATR

Prof. Emidio Camaioni, Dipartimento di scienze Farmaceutiche – Università di Perugia

Determinazione del Punto di Fusione di Sostanze Organiche


Preparazione del campione.

Polverizzare il campione su una superficie porosa (ceramica) aiutandosi con


una spatola in modo da eliminare l’eventuale umidità assorbita.

Introdurlo in un capillare facendo attenzione che la massa (di almeno 3 mm di


altezza) sia ben compatta.

Introdurre il capillare nell’apposito alloggiamento dello strumento utilizzato (fare attenzione che la
temperatura indicata dal display non superi i 60-70°C)

Prof. Emidio Camaioni, Dipartimento di scienze Farmaceutiche – Università di Perugia


Electrothermal 9100

Procedura rapida - per determinare il pf della sostanza in maniera approssimativa.


Impostare la temperatura di "plateau" (70°C).
- Premere il pulsante "Clear" fino a che nel display è indicato il valore 0.0°C;
- Premere (sette volte) il pulsante "Up" fino a che nel display è indicato il valore 70.0°C - NB. se si supera tale valore
tornare al punto 1 e ripetere la procedura;
- Premere il pulsante "GoTo" - sul display si osserverà che la temperatura salirà rapidamente fino al valore impostato;
- Quando la temperatura ha raggiunto un valore prossimo al valore impostato (T-1°C es 69°C) premere di nuovo "clear",
premere una volta "Up", il display indicherà la temperatura di 10°C superiore (es 80°C), premere di nuovo "GoTo";
- Quando la temperatura ha raggiunto un valore prossimo al valore impostato (T-1°C es 79°C) premere di nuovo "clear",
premere una volta "Up", il display indicherà la temperatura di 10°C superiore (es 90°C), premere di nuovo "GoTo";
- Ripetere la procedura descritta al punto 4 o 5 fino a che si osserverà la completa fusione del campione.
- Al termine della procedura premere il pulsante "Clear" fino a che nel display è indicato il valore 0.0°C e poi il "Go To"
per far raffreddare lo strumento.

Prof. Emidio Camaioni, Dipartimento di scienze Farmaceutiche – Università di Perugia

Procedura fine - per determinare il pf della sostanza in maniera accurata (si deve già avere un'idea di quale sia il pf
della sostanza attraverso la procedura rapida).
- Premere il pulsante "Clear" fino a che nel display è indicato il valore 0.0°C;
- Premere il pulsante "Up" fino a che nel display è indicato un valore di circa 10°C inferiore al valore di pf ipotizzato -
NB. se si supera tale valore tornare al punto 1 e ripetere la procedura;
- Premere il pulsante "Go To" - sul display si osserverà che la temperatura salirà rapidamente fino al valore impostato;
- Quando la temperatura ha raggiunto il valore impostato lo strumento emetterà 3 suoni e poi premendo di nuovo "Go
To" la temperatura inizierà di nuovo a salire di 1°C al minuto;
- Al termine della procedura premere il pulsante "Clear" fino a che nel display è indicato il valore 0.0°C e poi il "Go
To" per far raffreddare lo strumento.

Prof. Emidio Camaioni, Dipartimento di scienze Farmaceutiche – Università di Perugia


Stuart SMP3

A) Impostazione del punto di plateau e della curva di riscaldamento

Premere il tasto " ", sul display appare l'indicazione PIATTO XXX.X°C ;

Con i tasti " "o" " impostare il valore prescelto "70°C";

Premere di nuovo il tasto " ", sul display appare l'indicazione CURVA XX°C/min ;

Con i tasti “ "o" " impostare il valore prescelto "10°C/min";

Premere di nuovo il tasto " " per tornare alla schermata iniziale.

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B) Determinazione del pf

Premere " ", la temperatura raggiungerà rapidamente il valore di plateau impostato (70°C)

Il display segnala " CALDA XX.X°C " segnando la temperatura istantanea dello strumento;

In corrispondenza del plateau si attiva un allarme sonoro e lo strumento si ferma alla temperatura
impostata;

Premere di nuovo " ", la temperatura inizierà a salire alla velocità di ramping (curva)

precedentemente impostato (10°C/min);

il display segnala " SORGENTE XXX.X°C " segnando la temperatura istantanea dello strumento;

Una volta osservato il pf (intervallo di fusione) premere " ",

il display segnala " CADENTE XXX.X°C " segnando la temperatura istantanea dello strumento che

diminuirà fino alla temperatura ambiente.

NB. Per iniziare una nuova misurazione non è necessario che la temperatura ritorni alla temperatura
ambiente ma è sufficiente che scenda al di sotto del valore di plateau (70°C), quindi procedere con i
passaggi elencati nella "Determinazione del pf"sopra descrìtta.

Prof. Emidio Camaioni, Dipartimento di scienze Farmaceutiche – Università di Perugia


Stuart SMP30

Nello strumento è stato precedentemente inserito un "Programma predefinito" in cui il plateau è già
impostato a 70°C e la curva o rampa di riscaldamento a "10°C/min" perciò per misurazioni standard è
sufficiente seguire la procedura qui sotto descritta:

X
Premere il pulsante in alto sul lato destro del
display accanto all'opzione del menù principale
"Nuova misurazione";

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Sul display appare l'indicazione "Programma X


predefinito"- premere il pulsante in basso sul lato
destro del display accanto all'opzione del menù
principale "Si" per richiamare le impostazioni
predefinite;

70 50 50
Premere il secondo pulsante da sinistra sotto al 10 1 1
display (si dovrebbero vedere indicate "Prog 1, 70°C
e 10°C/min";
X

Premere il pulsante in basso sul lato destro del


display accanto all'opzione del menù principale PLATEAU 70°C AUMENTO 10°C/min
"Iniziare" la temperatura raggiungerà rapidamente il PRESTO?
X
valore di plateau impostato (70°C) - il display
segnala "Calda .....°C" segnando la temperatura
istantanea dello strumento;

In corrispondenza del plateau si attiva un allarme


sonoro e lo strumento si ferma alla temperatura X
impostata dopo alcuni minuti (2-3) necessari alla
stabilizzazione della temperatura di plateau; una volta
terminata la procedura di stabilizzazione il display
indica “a livello";
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Premere il pulsante accanto all'opzione del menù SORGENTE 10°C/min
principale "Inizia rampa" -il display segnala
"Sorgente .....°C" segnando la temperatura istantanea
dello strumento;

Una volta osservato il pf premere il pulsante accanto


CADENTE
all'opzione del menù principale "Fatto",- il display
segnala "Cadente .....°C" segnando la temperatura
istantanea dello strumento che diminuirà fino alla
temperatura ambiente. X

NB. Per iniziare una nuova misurazione non è necessario che la temperatura ritorni alla
temperatura ambiente ma è sufficiente che scenda al di sotto del valore di plateau (70°C),
quindi procedere con i passaggi elencati nella "Determinazione del pf" sopra descritta.

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Falc

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Determinazione del Potere Rotatorio Specifico con il
Polarimetro “Polax”

Preparazione del campione


Sono disponibili due tubi di osservazione da 1 dm e da 2 dm. La luce polarizzata passa attraverso il centro del tubo e
ogni impurità o bolle d’aria sono di ostacolo al processo di misurazione della luce. Se il campione contiene impurità
occorre filtrarlo prima della misurazione.
Preparare la soluzione del campione in esame seguendo quanto riportato Farmacopea tenendo conto che il matraccio da
25 mL è sufficiente per il tubo polarimetrico da 2 dm mentre quello da 10 mL per il tubo da 1 dm.
- Avvitare uno degli anelli di fissaggio con lente di vetro (fare attenzione a non far cadere le lenti: fragili!).
- Mettere il tubo in posizione verticale e versare la soluzione aiutandosi con la pipetta e avvinare.
- Riempire completamente il tubo con la soluzione in esame fino all’orlo.
- Avvitare il secondo anello di fissaggio (già avvinato); se si sono formate bolle d’aria bisogna cercare di
mandarle nella trappola per le bolle. Se la bolla è troppo grande riaprire l’anello di fissaggio con lente,
rimboccare con la soluzione in esame fin oltre l’orlo e richiudere di nuovo.
- Pulire il tubo all’esterno controllando che il cammino ottico sia libero.
Prof. Emidio Camaioni, Dipartimento di scienze Farmaceutiche – Università di Perugia

A. Interruttore, fonte di corrente


B. Interruttore della lampada al sodio
C. Pulsanti operativi: R+. interruttore di rotazione destra (ruota l’analizzatore lentamente verso destra)
L-. interruttore di rotazione sinistra (ruota l’analizzatore lentamente verso sinistra)
 Interruttore di rotazione (ruota l’analizzatore velocemente quando è premuto
insieme con l’interruttore R+ o L-); tenendolo premuto per qualche secondo nel display (I) si
può leggere la temperatura attuale di lavoro.
Zero set- Interruttore per la regolazione dello zero (non utilizzare)

D. Oculare
E. Coperchio della camera dei campioni
F. Piattaforma di appoggio del campione
G. Termometro (opzionale)
H. Vite per il coperchio della camera della lampada
I. Display digitale

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Procedura di misurazione:
Inserire il tubo polarimetrico con il campione da analizzare dentro la piattaforma di appoggio del campione (F) aprendo il
coperchio (E), richiudere il coperchio (E) ed osservare attraverso l’oculare (D).
Portare entrambi i campi ottici alla stessa luminosità (luce uguale in entrambi i campi) utilizzando i pulsanti operativi (C).

Sostanza levogira Ruotare l’analizzatore (L-)

Il campione analizzato è destrogiro, se il campo scuro


si trova a sinistra;
mentre è levogiro, se il campo scuro si troverà a destra
Sostanza destrogira Ruotare l’analizzatore (R+)

Infine leggere sul display (I) la rotazione in gradi del campione e annotare il risultato (si consiglia di eseguire
almeno più letture ed utilizzare il valore medio).
Utilizzare l’apposita formula (Farmacopea Italiana capitolo 2.2.7) e calcolare il potere rotatorio specifico
(confrontare il risultato con i dati da letteratura).
Successivamente si riporta allo zero, si toglie il tubo polarimetrico e lo si lava bene con acqua distillata. A questo
punto il polarimetro è di nuovo pronto all’utilizzo.
Prof. Emidio Camaioni, Dipartimento di scienze Farmaceutiche – Università di Perugia

Spettrofotometria di Assorbimento UV-Vis


Preparazione del campione
Si prepara la soluzione della sostanza da analizzare seguendo quanto indicato in
monografia PhEur. In particolare, il campione si pesa ultilizzando la bilancia analitica,
si solubilizza con l’opportuno solvente, si diluisce e si porta a volume nei matracci
aiutandosi con le pipette graduate e pasteur (avvinate). Una volta preparata la
soluzione finale e il bianco vanno trasferite (avvinando) nelle cuvette per l’analisi.
Spettrofotometro T70 UV

Esecuzione della misura dell’assorbanza con lo Spettrofotometro a doppia


raggio (split-beam) T70 UV
Si accende lo spettrofometro e si aspetta qualche minuto.
Si accende il PC e si apre il software "UVWin“; compare la seguente
schermata:

Si aspetta tutta l’operazione di connessione e inizializzazione; appare la


schermata seguente:

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Dalla finestra "File(F)" si seleziona "Open Parameters" e si carica un
metodo (es: MetodoGenerale.spm).

Dalla finestra "Measure(R)" si seleziona "Parameters Setting" e si


modificano opportunamente i parametri per l’analisi; in particolare va
inserito il range di lunghezze d’onda per la scansione (es: 230-350, nello
strumento va fissata la più alta come "Start" e la più bassa come "End").

Per l’analisi si opera come segue:


si utilizza il pulsante "Baseline" sulla barra dei comandi, per
l’azzeramento e la linea di base.
Dopo il prompt si inserisce la cuvetta con il bianco nell’apposito
alloggiamento nella posizione predefinita 1 del portacuvette e poi si clicca
su "OK".

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Lo strumento scansiona solo il bianco.


Si clicca su "2. Sample", in basso a destra sulla finestra "Accessiories –
Multi-cells of 8", e con il tasto destro del mouse si seleziona "Goto(G)".

Si utilizza il pulsante "Start", posizionato sulla barra dei comandi, per


iniziare la scansione della sostanza in esame.
Dopo il prompt si inserisce la cuvetta con la sostanza nella posizione
predefinita 2 del portacuvette e poi si clicca su "OK".

Lo strumento esegue la scansione della sostanza in esame e una volta


terminata compare la seguente schermata: "OK":

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Compare un nuovo prompt dove si indica se salvare la scansione: "Si".

Con il tasto destro del mouse si clicca sul grafico selezionando dalla
nuova finestra che appare la funzione "Peak-picking".

Appare una nuova schermata con il grafico della scansione con i picchi di
minimo e di massimo evidenziati e tabulati:

Questi dati si utilizzano per gli appropriati calcoli.

Una volta terminata l’analisi:


si tolgono le cuvette dallo strumento e si lavano con l’altra vetreria
utilizzata;
si esce dal software, si spegne il PC e poi lo spettrofotometro

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Spettrofotometria di Assorbimento Infrarosso


Attenuated Total Reflection (ATR)

Preparazione del campione


Si pone la sostanza solida direttamente sul cristallo
al centro del piatto metallico
Si ruota la manopola (e il braccetto) fino a bloccare la sostanza

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Acquisizione dello spettro

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Analisi dello spettro

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Analisi dello spettro (searching on database)

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Determinazione dell’Indice di Rifrazione con il


Rifrattometro di Abbè
Si stabilizza la temperatura di esercizio (20°C) tramite il
sistema di termostatazione controllando con un
termometro di precisione (0.5°C) alcune ore prima
dell’utilizzo.
Si inserisce fra i due prismi di Abbe una goccia del
campione liquido da esaminare aiutandosi, con attenzione,
con una bacchetta di vetro; si richiudono i prismi
bloccandoli con la cerniera. Nel caso di solidi essi
vengono sospesi con un liquido ad alto indice di rifrazione
(bromonaftalina)
Si guarda nell’oculare dove si vedono due campi: uno
superiore per la centratura dell’angolo limite e l’altro
inferiore con due scale per la lettura.
Campo superiore: i due settori del campo bipartito
appaiono illuminati in maniera diversa. Si regola la
dispersione, variando i prismi di Amici, con la manopola
(A). Con l’altra (B) si porta la linea di demarcazione al
centro del campo.
Campo inferiore: a questo punto si legge sulla scala il
valore dell'indice di rifrazione (o dei gradi Brix
utilizzando la scala inferiore)
1. Manopola A
Si apre la cerniera contenente i due prismi, si lava con
EtOH e si asciuga con carta assorbente. 2. Manopola B

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