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TRAUMI

1) STILE DI VITA

cacciatore contadino operaio


paleolitico medievale moderno
2) LESIONI BELLICHE

proiettile
freccia
ascia medievale moderno
neolitica

3) LESIONI CHIRURGICHE
FRATTURA

Trasversale (1) Obliqua o Comminuta (4) Da schiacciamento di


spirale (2, 3) corpo vertebrale (8)

Da trauma diretto su osso Da torsione Schegge Vertebra


lungo (aggressione) (caduta) multiple “a cuneo”

A legno verde (5)

Aperta (10)

Chiusa (9)
Processo di guarigione di
una frattura
Transverse fracture due to direct trauma.
a: Radiograph taken immediately postinjury, showing a transverse
midshaft fracture without fibular involvement.
b: Radiograph taken more than 5 months later, showing callus
around the fracture site.
FRATTURA

Immobilizzazione (steccatura)

Guarigione

(Pseudoartrosi)
Ossa ben allineate Ossa mal allineate
Esiti di fratture ben consolidate ed allineate (dx: maschio adulto del
XVII secolo da Sandal Castle, Yorkshire; sin: maschio 30-40 anni,
anglo-sassone, VII secolo da Eccles, Kent).
Esiti di frattura del femore
destro con angolazione
(XIX secolo)
Esiti di frattura del femore destro con
rimodellamento compensatorio e marcata
angolazione della diafisi (XIX secolo)
Esiti di frattura diagonale del
femore sinistro con marcato
malposizionamento dei due
monconi e formazione di
abbondante callo osseo
(XIX secolo)
Esiti di frattura dell’omero destro mal
allineata, con sovrapposizione dei
monconi “a canna di fucile da caccia”,
formazione di abbondante callo
osseo e rimodellamento della diafisi
(XIX secolo)
Healed fracture of the right ankle.
The oblique fracture line (arrowed) is
clearly visible and has entered the ankle
joint.
The fracturewas not reduced and there
is considerable angulation which would
have caused some difficulty with walking
during life.
Healed fracture of the left fifth metatarsal, with the unaffected contralateral
element for comparison. Although the fracture line is not clear, the rotation
of the head indicates a spiral fracture, probably due to a combined
angular/rotational force.
Multiple healed fractures of the left ribs.
The location of the fractures, near the
angle, suggests that the force was applied
from the front.
Pseudoartrosi
dell’omero

Pseudoartrosi
del femore
Pseudoartrosi dell’omero destro in
un soldato della guerra civile
americana
Frattura da schiacciamento di vertebra lombare. Maschio, 45+
anni, medievale (South Witham, Lincolnshire)
Frattura da schiacciamento di T12
Fattori ambientali Fattori culturali
(naturali) (artificiali)

numerosità
e
mortalità traumatica

Ambiente e “stile di vita”


Maschi

Traumi in generale più Fratture del cranio molto più


frequenti che nella donna frequenti che nella donna

Lavori manuali Attività bellica


Modelli diacronici

Cacciatori e raccoglitori >> fratture


Steinbock (1976)
Serie nord-americane
Agricoltori << fratture

Cacciatori e raccoglitori = 4,0 %


Valle fiume
Tennessee
Agricoltori del mais tardi = 0,6 %
Anglo-Sassoni
Anglo- Antico Perù pre- Londra
(Inghilterra) Egitto colombiano XX secolo

Radio
48,7 % ↑ 44,9 % 36,5 % 18,3 %
e ulna

Tibia e 15,4 % 16,1 % 22,2 % ↑↑ 18,7 %


fibula

Femore 5,1 % 13,6 % 14,3 % ↑ 6,4 %

Omero 5,1 % 7,6 % 19,8 % ↑↑ 10,0 %

Clavicola 17,9 % 17,8 % 7,1 % ↓ 9,2 %

“Mani” 5,1 % - - 29,0 % ↑↑↑


MODELLI TRAUMATOLOGICI

M = 9,4 % Fratture accidentali;


Spitalfields (Londra) 63 %
(tranquilla vita
XVIII-XIX secolo coste
F = 4,6 % urbana!)
(accidentali)

Ecuador (Quito) Pre-agricolo =9%


Pericoli della vita
Coloniale-urbano = 29 % urbana

Belleville (Ontario)
M = 46,6% Pericoli
XIX secolo
dell’industrializzazione e
(euroamericani) F = 27,9 %
della vita urbana
TRAUMATOLOGIA BELLICA
Europa settentrionale
Documentazione storica abbondante
Scandinavia
di violenza e guerra in
Danimarca
Mesolitico = 43,8 %
Danimarca Neolitico = 9,4 %
(Bennike 1985) Lesioni da proiettile,
Età del Ferro = 4,7 %
da fendente, da
Periodo Vichingo = 4,3 % ascia, fratture
Medioevo = 5,1 % craniche depresse
Motivi di violenza
Mesolitico > Popolazione
Europa >> violenza < territori
occidentale
Neolitico > complessità sociale
< riduzione risorse
Ferite craniche da arma

Tipo di arma

Spada Ascia Martello Mazza

Taglio grossolano Fratture


Taglio singolo con scheggiature depresse estese
diritto stretto
Fratture depresse
circoscritte
Rimozione di osso
Lesione peri-mortem (margini taglienti Lesione guarita (margini smussati e
e senza riparazione) da fendente riparati) da fendente fronto-parietale.
parieto-occipitale destro. Maschio Maschio adulto. (Medievale, Pontefract,
adulto. (Anglo-sassone, Yorkshire) Yorkshire)
Skull from Anglo-Saxon male showing healed wound (arrowed)
made with a straight edged weapon. The edges of the wound
are completely remodelled indicating that the man survived
several years after the injury.
Common fractures of the cranial vault.
From left to right: simple linear fracture due to blunt trauma,
depressed fracture due to blunt trauma, and comminuted
penetrating fracture from a high velocity projectile.
Depression fracture of the cranial vault, showing radiating and
concentric fracture lines.
Probably due to low velocity blunt trauma.
Well-healed, crush fracture of the right
parieto-temporal region.
Frontale sin. Parietale sin. Occipitale- Faccia Naso
temporale

Neolitico- 39 % 33 % 6% 6% 16 %
Bronzo

Età del Ferro-


Sassoni 43 % 37 % 0% 13 % 7%

Localizzazione delle lesioni craniche


Lesioni fronto-parietali sinistre

da aggressore destrimane

Da tagliente

Colpo obliquo dall’alto verso il basso

Da spada pesante
o da ascia
Colpo singolo
Battaglia di Wisby

Città di Wisby, Mar Baltico, Isola di Gotland

1361, re di Danimarca Valdemaro

Esercito di professionisti del re


Battaglia di Wisby tra
contro
Esercito improvvisato di contadini

Sconfitta di Wisby in 1 giorno con ben 1800 caduti!


- Maschi di tutte le età (non solo maschi giovani) Tutti gli uomini
validi
- Grave artrosi vertebrale
Poco efficienti

- 4 individui con tbc vertebrale


Malati

- 1 individuo con anchilosi completa a 55’ Totalmente


invalido
- Parecchi individui con esiti di fratture
del collo femorale Cattiva
- Numerose fratture degli arti mal-allineate deambulazione

- Osteomieliti

- Vecchie fratture craniche depresse


Esercito “raccogliticcio” e scarsamente efficiente

Lesioni craniche - Lato sx del cranio = scontri frontali


(da fendente) - Regione posteriore = sul nemico in fuga

Fossa comune n.1 = 42,3 % dei crani


Lesioni craniche
per fosse comuni Fossa comune n.2 = 52,3 % dei crani
Fossa comune n.3 = 5,4 % dei crani

Senza protezione del cranio


(semplici fanti?)
Individui
Con protezione del cranio (nobili?)
- Lesioni da fendente = 456
- Lesioni da proiettile = 126
- Rottura di singole ossa
- Tagli con perdita di osso
Mani e piedi tagliati e isolati

- lesioni da smembramento Arti tagliati, parziali e completi


Individuo con la metà inferiore delle
gambe (tibia + fibula) tagliata a metà

- 65 % delle lesioni da fendente cresta tibiale anteriore bassa

scudi o vesti protettive che lasciavano scoperte le gambe


Battaglia di Wisby. Distribuzione delle lesioni da spada
a) Colpo “per finta” al capo
b) Rialzo scudo
c) Colpo “vero” alle gambe
Tecnica di combattimento
dei soldati danesi d) Lesione tibie
e) Caduta
f) Colpo di grazia
I feriti di Piazza S. Giovanni a Torino

Alcuni individui sepolti in tombe singole


datate al XII-
XII-XIII secolo

Alcuni individui sepolti in una fossa comune


datata alla seconda metà del XV secolo

lesioni traumatiche prodotte in combattimento

spada, ascia, martello d’arme, armi d’asta


Lo scavo della piazza, intorno all’attuale Duomo
di S. Giovanni di Torino

Fotografia aerea
Le armi da fendente e da botta
(XII-XIV Secolo)

Spada cerimoniale appartenuta Ascia e testa di mazza degli inizi


all’imperatore Federico II (1194- del XIV secolo.
1250) e all’imperatore Carlo IV di
Lussemburgo (1316-1378).
Inumati della fase medievale
(XII-XIII Secolo)

Tomba 167 Tomba 238


a cassa in laterizi con copertura a a cassa in laterizi, con copertura a
tegoloni obliqui e fondo in mattoni. tegoloni obliqui e con fondo di
tegole.
Lesione peri-mortem dell’individuo
della tomba 238

Lesione da fendente trasversale lungo la sutura coronale


Particolare della lesione
da fendente: è evidente
il taglio netto

Particolare in cui si nota


l’assenza di fenomeni
ossei riparativi
Le lesioni degli individui
delle tombe 167 e 219

Individuo della tomba 167.


Lesione della glabella e del margine sinistro dell’apertura piriforme. Lesione a livello
del bordo dell’orbita sinistra, dell’arcata sopra-orbitaria e della bozza frontale.
Individuo della tomba 219.
Esiti di lesione (guarita) da fendente trasversale sulla squama del frontale,
anteriormente al bregma.
Fossa comune di Piazza S.
Giovanni, Torino
(II metà XV secolo)
Le lesioni peri-mortem dell’individuo
della tomba 74

Perforazione romboidale di circa 1


cm di lato, priva di segni di
riparazione, interpretabile come
una ferita mortale causata da una
punta a sezione quadrata.
L’asticella infissa indica la
direzione del colpo.
Particolare della lesione
b
a

Cranio 74 con foro quadrangolare, prodotto da un verrettone


di balestra a punta quadra (a) o da un colpo di corsesca (b)
o di alabarda (c) (Scalini, comunicazione personale)
c
Le lesioni dell’individuo
della tomba 76

Lesione ellittica a livello della bozza del parietale destro


e dell’emisquama del frontale.
Cranio 76 - Ampia breccia a livello della bozza parietale e dell’emisquama
frontale destra, prodotta probabilmente da un fendente di spada.
Sul parietale destro si riscontra, a livello della sutura squamosa,
una perforazione quadrangolare di 5 mm di lato, dai bordi netti,
interpretabile come lesione peri-mortem causata da una punta a
sezione quadrata (da punta di freccia? da corsesca?)
Le lesioni peri-mortem dell’individuo
della tomba 77

Norma laterale destra: sulla sutura fronto-parietale è presente una


lesione ellittica longitudinale (5,5 x 2,5 cm) sotto forma di un taglio netto,
senza segni di riparazione, causata da un fendente – prodotto da uno
strumento ben affilato – tangenziale alla superficie del cranio.
Norma laterale sinistra con taglio netto fessuriforme sul parietale e sulla
squama del temporale, privo di qualsiasi segno riparativo.
Si tratta di una lesione da fendente sottile e tagliente (da spada), vibrato
lateralmente e con successivo incastro della lama.
Norma frontale con lesione quadrangolare “a stampo”, priva di
qualsiasi segno di riparazione, dalla quale si dipartono quattro rime
di frattura, imputabile ad un colpo di martello d’arme.
Lesione cranica dell’individuo
della tomba 92

Lesione da fendente sul lato fronto-parietale sinistro, prodotta da


un’ascia o da una spada.
Cranio 92 - Particolare dei margini con evidenti segni di riparazione
Particolare del margine inferiore
con segni di intervento chirurgico
(bisturi? cauterio?)
Arma in situ nella ferita

rare

cristallizzazione del momento della morte

ricostruzione

traiettoria effetti clinici della lesione


Freccia in pietra infissa nel parietale destro di un
Indiano da Chautauqua, New York (XVII secolo)
Lesione peri-mortem da fendente del
parietale destro.

Tratto lombare della colonna con


freccia in ferro in situ. VI-VIII secolo
d.C., Eccles, England
Il caso di S. Benigno Canavese (Torino): disegni ricostruttivi con la traiettoria
della freccia (XII secolo).
ESECUZIONI

Sepoltura di un decapitato.
Tardo IV secolo, Stanwick, England
Sepoltura di un decapitato, alto Medioevo Danimarca (da Bennike)
Decapitazione (Maschio adulto, epoca Romano-britannica,
Rothwell, Yorkshire)
Interventi chirurgici

Sui tessuti molli (es. Sullo scheletro


salasso, incisione di
ascessi, calcoli vescicali

Amputazione degli Trapanazione


arti (per ferite, del cranio
Perduti infezioni)

Diagnosticabili
Amputazione bilaterale
dell’avambraccio (punitiva?),
500 d.C., Spagna
Le tecniche di trapanazione preistoriche si basavano
prevalentemente sull’abrasione e sul bulinaggio.
Le tecniche di trapanazione di età storica si basavano
prevalentemente sull’uso di trapani e scalpelli.

Intervento di trapanazione
del cranio (XVII secolo)
Due casi di trapanazione cranica dal Perù.
A = trapanazione associata ad una lesione traumatica del parietale, senza
segni di sopravvivenza;
B = trapanazione del frontale con segni di riparazione, indicativi di lunga
sopravvivenza all’intervento
Trapanazione tramite incisione circolare, con
riposizionamento in situ della rondella e sopravvivenza di
circa un anno.
(Trasano-Matera, fine del V millennio a.C.)
Trapanazione in due tempi, tramite raschiamento ed incisione, con
lunga sopravvivenza al primo intervento, seguita da decesso
immediato (peri-mortem) al secondo.
(Grotta Patrizi-Cerveteri, inizi del IV millennio a.C.)
La trapanazione di Pontecagnano, Salerno (IV secolo a.C.)

Un individuo adulto di sesso


maschile, vigoroso, deceduto a
circa 40-45 anni, presenta gli
esiti di una grave frattura
fronto-parietale sinistra, da
prodotta verosimilmente nel
corso di un combattimento.
Trapanazione di Pontecagnano

Il cranio presenta inoltre, in


corrispondenza della regione
parieto-occipitale destra, una
grande trapanazione
quadrangolare di circa 5 cm di lato,
con segni macroscopici e
radiologici di lunga sopravvivenza.
Trapanazione di Pontecagnano

Anteriormente i margini della


lesione appaiono netti e levigati
artificialmente.
Invece la porzione posteriore
della rondella ossea, già isolata
tramite incisione e a colpi di
scalpello, fu lasciata in situ.
Trapanazione di Pontecagnano

Anche l’esame
endocranico e radiografico
evidenziano il distacco
quasi completo della
rondella ossea.
Trapanazione di Pontecagnano

Conclusioni

La tecnica di trapanazione, ben


studiabile sulla porzione residua, è
quella per incisione, seguita dall’uso
di un piccolo scalpello con taglio di 3
mm.
E’ perciò verosimile anche l’uso del
meningophylax,, per proteggere la
meningophylax
meninge e l’encefalo.
“Scenario” chirurgico di Pontecagnano
(IV secolo a.C.)
E’ verosimile che il soggetto avesse subito una frattura
cranica avvallata.
Il chirurgo, dopo aver tolto le schegge, delimitò il focolaio di
frattura tramite incisione e ne asportò la parte anteriore a
colpi di scalpello.
Dopo avere iniziato ad asportare, sempre a colpi di
scalpello, anche la porzione posteriore dell’osso fratturato,
ebbe un ripensamento e si arrestò.
Infatti si era accorto che la rondella non comprimeva
l’encefalo ma, anzi, poteva essere utile per proteggerlo.
Pertanto si limitò a levigare i bordi della breccia.
Il paziente guarì perfettamente e sopravvisse a lungo a
questo complesso e rischioso intervento chirurgico.
LA CRIPTA DI SAN LORENZO

La cripta della Basilica di S.


Lorenzo a Firenze, mausoleo dei
Granduchi dei Medici.

Rilievo della cripta, con la posizione


delle tombe già esplorate.
Il 25 novembre 1526 il famoso capitano di
ventura Giovanni de’ Medici (o delle Bande
Nere) fu gravemente ferito da un colpo di
arma da fuoco a Governolo (Mantova),
mentre tentava di fermare i lanzichenecchi
in marcia verso Roma.

Di quale arma da fuoco si trattava?


Ritratto di Giovanni de’ Medici
(F. Salviati, Galleria Palatina)

Dove fu colpito?

Il chirurgo eseguì un intervento appropriato


o, corrotto dal Gonzaga, lo fece morire?

A tutte queste domande ha risposto lo studio


paleopatologico dei resti del condottiero.
Attacco di cavalleria, dal film “Il mestiere
delle armi” di Ermanno Olmi (2001)
L’apertura della
tomba, gli studi
preliminari nella
Cappella Lorenese e
la TC all’Ospedale di
S. Maria Nuova
La cassa di Giovanni dalle Bande Nere (1498-1526) al momento
dell’apertura: è evidente il buono stato di conservazione dei resti
scheletrici.
Giovanni è apparso un
individuo dalle proporzioni
armoniose, di statura elevata,
con ossa robuste e molto
modellate dall’attività fisica e
dalla pratica dell’equitazione
fin dall’adolescenza.

Giovanni de’ Medici a circa 24 anni


(Francesco da Sangallo, Museo del Bargello, Firenze)
Paleopatologia

Esiti di frattura
del setto nasale.

Esiti di frattura, ben consolidata,


del terzo prossimale dell’omero
sinistro.
Esiti di ferita passante, verosimilmente
da arma da punta, dell’avambraccio
destro.

Esiti di trauma, con rigonfiamento da


pregressa osteomielite, nella faccia posteriore
della tibia destra.
“... Il Signor Giovanni De Medici è stato
ferito da una botta di falconetto e per
questo, si dice, sta molto male; ancora
non l'hanno portato allo alloggiamento
del Signor Duca. Prega Vostra
eccellenza che voglia commettere a
maestro Abramo che venghi in qua
subito volando. Esso Signore è stato
ferito scaramanzando con li
Lanzichenecchi li quali si trovino anchor
a Governolo et essendo andati là molti
fanti di questo esercito gli hanno tratto
di molte botte di falconetti, del che si sta
qua molto suspesi perché non si può
maginar dove habbiano havuta detta
artigliería...”
(lettera di Benedetto Agnello, ambasciatore presso la
Repubblica di Venezia, al Marchese di Mantova , in data
25 novembre 1526)
“…travagliandosi intorno ad alcune fornaci, ecco
(oimè) un moschetto che gli percuote quella gamba
già ferita d'archibuso.”
(lettera di Pietro Aretino a Francesco degli Albizi, in data 10 dicembre 1526)

“Giovanni, seguitandoli con le gente Veneziane,


ebbe d'uno archibuso in uno piè, il quale fu
necessario tagliare;”
(lettera di Roberto Acciaiuoli al protonotario Gambaro, nunzio apostolico in
Inghilterra, in data 15 dicembre 1526 )

“...Giovanni de' Medici co' cavalli leggieri; e


accostatosi più arditamente perché non sapeva
che avessino avute artiglierie, avendo essi dato
fuoco a uno de' falconetti, il secondo tiro roppe
la gamba alquanto sopra al ginocchio a
Giovanni de' Medici; del quale colpo, essendo
stato portato a Mantova, morí pochi dí poi…”
(Francesco Guicciardini, “Storia d’Italia”, vol. 17, cap. 16)
Archibugio:
canna inferiore al metro
palle in piombo di 15-19 mm
citazioni
Moschetto (o archibugione): Archibugio o moschetto 6
canna molto lunga, con
forcella Falconetto o “artiglieria” 4
palle in piombo di 18-22 mm

Falconetto:
cannoncino
proiettili di 5-7 cm
25 novembre sera: ferimento

dopo 2 giorni

27 novembre: intervento chirurgico

dopo 4 giorni

30 novembre: decesso
La tibia è stata segata
immediatamente al di sotto della
metà prossimale della diafisi e
l’intervento chirurgico ne ha
interessato solo la porzione
laterale, dove è evidente il
taglio orizzontale (freccia).

Infatti, dal lato mediale non si


rilevano segni di taglio, ma solo
scheggiature con andamento
obliquo.
La sezione chirurgica rivela, al microscopio stereoscopico, una abbondante
proliferazione di callo osseo endostale, conseguente alla ferita di archibugio
dell’anno precedente a Pavia (18 febbraio 1525), visibile anche alla TC che
evidenzia un focolaio osteomielitico in fase avanzata di riparazione.
Per quanto riguarda il moncone
della fibula, si osserva una
scheggiatura obliqua ed un
taglio chirurgico orizzontale in
corrispondenza dell’estremità
distale (freccia).
Il canale midollare non presenta
segni riparativi.
In considerazione dell’obliquità e dell’ampiezza
della lesione, che interessò contemporaneamente
le diafisi tibiale e fibulare, è molto probabile che
si sia trattato di un colpo di falconetto con un
calibro di 6-7 cm, come risulta dalla lettera
scritta da Benedetto Agnello lo stesso giorno del
ferimento.

E’ comunque sicuro che il chirurgo Abramo


intervenne su un arto gravemente compromesso
da una semiamputazione traumatica, limitandosi
a completarla e a regolarizzare i monconi
prossimali.
Lesione delle
arterie:

• tibiale anteriore
• tibiale posteriore
• fibulare

ischemia totale

cancrena
Le amputazioni praticate nel '500 erano
solo quelle sotto il ginocchio e di solito
veniva lasciato un moncone tibiale
piuttosto lungo; in seguito Ambrooise
Parè fisserà in 5 dita (circa 10 cm) la
lunghezza del moncone da lasciare al
disotto del ginocchio.

Quanto alle amputazioni di coscia, fino


al XVII secolo pochi chirurghi si
arrischiarono ad amputare al disopra del
ginocchio, a causa del pericolo elevato
di emorragie.

Una delle rare, prime amputazioni al


disopra del ginocchio viene descritta
solo da Clowes (1540-1604).
Amputazione “di gamba”,
dalla Chirurgia di Hans von Gersdorff, 1517
Il chirurgo non lasciò alcuna lesione sopra il
ginocchio, come era stato ipotizzato in base al testo
del Guicciardini, ma agì al meglio delle sue
possibilità e delle conoscenze mediche dell’epoca.

Il moncone tibiale e soprattutto quello fibulare, Paré, 1545


lasciati da maestro Abramo sono piuttosto lunghi
secondo i nostri criteri, ma non possiamo sapere
perché.
Per una futura protesi?
Oppure, più probabilmente, la situazione dell'arto
era ormai compromessa dalla semi-amputazione
traumatica e dalla cancrena? Franco, 1566

Di fronte ad un quadro clinico gravissimo il


chirurgo ebbe appena il tempo di completare
l'amputazione già avviata dal colpo di falconetto e,
come dicono i testi chirurgici della seconda metà
del '500 riguardo anche alle amputazioni Della Croce, 1573
"normali", rimise tutto nelle mani di Dio. Strumenti utilizzati per le
amputazioni degli arti
Autopsia ed imbalsamazione
Un chirurgo di corte piuttosto maldestro tentò almeno
due volte, senza successo, di segare il cranio a livello
del parietale destro; solo al terzo tentativo riuscì ad
ottenere un taglio orizzontale piuttosto grossolano.
Infine il chirurgo aprì il cranio facendo leva con uno
scalpello e danneggiando la teca cranica in tre punti
(frecce).
Cosimo I
(1519-1574)
All’autopsia, il chirurgo di corte tagliò i tessuti molli con
una lama molto sottile, come mostrano alcune fini incisioni
orizzontali ed oblique visibili sul parietale e sul temporale
di destra (frecce);
aprì quindi il cranio con un accurato taglio orizzontale,
ottenuto con una sega da osso. Ferdinando I
(1549-1609)
Anche lo sterno di Cristina di Lorena, moglie di
Ferdinando I, fu sezionato nel corso dell’autopsia.

Cristina from Lorraine


(1565-1637)
Si osservano due tagli trasversali sulla superficie
anteriore del corpo dello sterno (frecce blu); le
estremità sternali della IV, V, VI e VIII costa di
destra, e della V di sinistra, appaiono sezionate
(frecce rosse), probabilmente con cesoie.

Cardinal Carlo
(1596-1666)
Strumenti anatomici di Andrea Vesalio (De humani corporis fabrica, 1543).
Skeleton from late eighteenth or early nineteenth century context
with the calvarium removed, the classic sign of an autopsy.
Frequenza delle lesioni craniche nel tempo: è evidente
la netta prevalenza nel sesso maschile e l’incremento
nel Basso Medioevo (1300-1500)

AAPA Symposium (2009)


Reconstructing Health and Disease in Europe:
The Early Middle Ages through the Industrial Period