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Immaginate un detective

Immaginate un detective, di quelli con un lungo impermeabile scuro e il cappello a tesa larga.
Bene, io e quello abbiamo in comune solo il lavoro: siamo investigatori.
Investigatori privati.
Sono stato licenziato, effettivamente non ero all'altezza di assurgere a "Forza dell'Ordine". Mi
sento molto più a mio agio nelle caotiche faccende che restano irrisolte, nei casi ancora aperti,
nelle case ancora chiuse.

Morti misteriose, rapimenti, riscatti e simili bazzecole non fanno per me.
Io indago raccogliendo tracce, pedinando ombre, di altrettante ombre e tracce: perché non c'è
alcuna sorgente di luce, alcuna verità; soltanto altra foschia, densa e malsana come i fumi alti
che sorvegliano le grandi città.

Succede all'improvviso, una squillante chiamata: «chi sarà mai?», ma ovviamente lui: il
passato! Mi riprometto sempre di non accettarne, ma nonostante la paga faccia schifo, finisco
nei pasticci di commissioni diaboliche.

«Dimmi perché, quella sera, lui mi disse quelle strazianti parole!»

Finisco per ridurmi male, poi, quando logoro i recessi e gli anfratti della mente che setaccio
ore e ore, in cerca di segnali e di prove.

«Voglio sapere qual era il movente di quel messaggio, brutale, sul cellulare!»

Ma è un gioco sporco e c'è poco da barare, quando sono io il luogo e il corpo del reato.

«Devi sapere come fece, quella donna, a fare quella scelta così disumana!»

Quanti altri omicidi estemporanei di frasi fugaci; quante rapine a mani strette e poi armate di
insospettabili gesti?

«Ho bisogno che tu mi trovi quel tipo, sparito dopo che ti fece quella promessa!»

Non fa parte della mia giurisdizione, accertare quante ancora, insomma, siano le celle libere
dell'obitorio dell'anima.

Forse non avete ancora capito che razza di lavoro sia o che genere di cose mi tocchi fare. Ma
oggi capitate bene, mi sento così generoso da regalarvi io un altro indizio: immaginate un
detective, di quelli dalla battuta facile, dalla vita piena di donne e pericoli, di pericolanti
avventure. Bene, io e quello non abbiamo proprio niente in comune!