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Domanda 1 (10 punti)

Nel paese Macrolandia esistono solo titoli a un anno e titoli a due anni. L’inflazione corrente e quella
futura attesa sono pari a zero, cosicché tassi di interesse nominali e reali coincidono. Nel periodo
𝑡𝑡 + 1 (“il futuro”), il consumo dipende unicamente dal reddito disponibile a 𝑡𝑡 + 1, e l’investimento
dai valori che tasso di interesse e reddito assumono a 𝑡𝑡 + 1. Per quanto riguarda invece il periodo
corrente ( 𝑡𝑡, “il presente”), il consumo è crescente tanto nel reddito disponibile corrente quanto nel
reddito disponibile futuro atteso, 𝐶𝐶𝑡𝑡 = 𝐶𝐶(𝑌𝑌𝑡𝑡 − 𝑇𝑇�𝑡𝑡 , 𝑌𝑌𝑡𝑡+1
𝑒𝑒
− 𝑇𝑇�𝑡𝑡+1
𝑒𝑒
), l’investimento è crescente nei livelli
di reddito, e decrescente in quelli dei tassi di interesse, correnti e futuri attesi, la domanda di moneta
ha la forma funzionale usuale, e 𝐺𝐺 e 𝑇𝑇 sono come al solito esogene. Supponete che, a partire da una
situazione iniziale di equilibrio in cui i tassi a breve corrente e futuro atteso erano uguali, a 𝑡𝑡 il governo
di Macrolandia annunci una riduzione dei suoi acquisti di beni e servizi al tempo 𝑡𝑡 + 1, ∆𝐺𝐺̅𝑡𝑡+1 < 0.

a. Supponendo che la banca centrale conduca la politica monetaria scegliendo un valore per il tasso di
interesse in ciascun periodo, descrivete e rappresentate graficamente gli effetti di questo annuncio di
politica fiscale sul reddito e sul tasso d’interesse di equilibrio nel periodo 𝑡𝑡 e nel periodo 𝑡𝑡 + 1. Come
varierà il rendimento alla scadenza dei titoli a due anni al tempo 𝑡𝑡, 𝑖𝑖2𝑡𝑡 ? Perché?
𝑖𝑖1𝑡𝑡 𝑖𝑖1𝑡𝑡+1
2 1 2 1
𝚤𝚤1𝑡𝑡
��� 𝐿𝐿𝐿𝐿𝑡𝑡 𝚤𝚤1𝑡𝑡+1
������ 𝐿𝐿𝐿𝐿𝑡𝑡+1
𝐼𝐼𝐼𝐼𝑡𝑡2 𝐼𝐼𝐼𝐼𝑡𝑡1 2
𝐼𝐼𝐼𝐼𝑡𝑡+1
1
𝐼𝐼𝐼𝐼𝑡𝑡+1
t 𝑌𝑌𝑡𝑡 t+1 𝑌𝑌𝑡𝑡+1
Al tempo 𝑡𝑡 + 1, la riduzione 𝐺𝐺 provocherà uno spostamento a sinistra della 𝐼𝐼𝐼𝐼 per quel periodo e una flessione del
reddito.b.La riduzione del reddito futuro atteso causa una riduzione del consumo e dell’investimento al tempo 𝑡𝑡, e
uno spostamento a sinistra della IS anche per il periodo corrente. La produzione di equilibrio si riduce in entrambi
i periodi, mentre i tassi a breve corrente e futuro atteso rimangono invariati, viste le ipotesi fatte circa il
comportamento della banca centrale. Dal momento che esso è (approssimativamente) uguale alla media di 𝑖𝑖1𝑡𝑡 e di
𝑒𝑒
𝑖𝑖1𝑡𝑡+1 , e che nessuno di questi due tassi varia, anche 𝑖𝑖2𝑡𝑡 rimarrà invariato.

b. Ripetete la stessa analisi supponendo che, anziché il tasso di interesse, la banca centrale scelga l’offerta
di moneta. Rappresentate graficamente gli effetti dello stesso annuncio di politica fiscale e spiegate in
che direzione varierà adesso 𝑖𝑖2𝑡𝑡 , e perché.
𝑖𝑖1𝑡𝑡 2𝐵𝐵 𝐿𝐿𝐿𝐿𝑡𝑡 𝑖𝑖1𝑡𝑡+1 𝐿𝐿𝐿𝐿𝑡𝑡+1
1 1
2𝐴𝐴 2
𝐼𝐼𝐼𝐼𝑡𝑡2𝐵𝐵
1
𝐼𝐼𝐼𝐼𝑡𝑡2𝐴𝐴 𝐼𝐼𝐼𝐼𝑡𝑡1 2
𝐼𝐼𝐼𝐼𝑡𝑡+1 𝐼𝐼𝐼𝐼𝑡𝑡+1
t 𝑌𝑌𝑡𝑡 t+1 𝑌𝑌𝑡𝑡+1
La 𝐿𝐿𝐿𝐿 è ora inclinata positivamente in entrambi i periodi. In questo caso, non è possibile stabilire con certezza se,
c. direzione, 𝑖𝑖 varierà. Infatti, e come prima, la riduzione 𝐺𝐺 annunciata per il tempo 𝑡𝑡 + 1 condurrà a uno
e in quale 2𝑡𝑡
spostamento a sinistra della 𝐼𝐼𝐼𝐼 per quel periodo. Questa volta, ciò provocherà una riduzione non solo del reddito,
ma anche del tasso di interesse (la diminuzione del reddito farà ridurre la domanda di moneta; dato che ora la
banca centrale mantiene 𝑀𝑀 costante al livello prescelto, il tasso di interesse per cui il mercato della moneta è in
equilibrio diminuisce). Al tempo 𝑡𝑡, l’aspettativa di un minor reddito futuro deprime il consumo e l’investimento e
tende perciò a far spostare la IS verso sinistra; quella di un minor tasso di interesse futuro stimola invece
l’investimento, e tende a far spostare la IS verso destra. Se a prevalere fosse la prima forza, la IS si sposterebbe a
sinistra - ovvero resterebbe nella posizione iniziale, se le due forze si compensassero esattamente. Con un tasso a
breve futuro atteso in riduzione e un tasso a breve corrente minore o invariato, 𝑖𝑖2𝑡𝑡 si ridurrebbe sicuramente. Se
invece a prevalere fosse la seconda forza, la IS si sposterebbe a destra, il tasso a breve corrente aumenterebbe e,
visto che il tasso futuro atteso si riduce, 𝑖𝑖2𝑡𝑡 potrebbe finire per ridursi, restare invariato o anche aumentare.
Domanda 2 (10 punti)

Considerate un’economia aperta in regime di cambi flessibili. Prezzi domestici e prezzi esteri sono
costanti, e per semplicità pari a uno (𝑃𝑃 = 𝑃𝑃∗ = 1). Infine, la banca centrale conduce la politica
monetaria scegliendo il tasso di interesse, che nell’equilibrio iniziale, che indicherete con ‘1’ nel
grafico, è fissato allo stesso livello del tasso estero, cosicché inizialmente 𝑖𝑖 = 𝑖𝑖 ∗ . Utilizzando la
coppia di grafici ‘IS-LM di economia aperta - parità dei tassi di interesse’, rappresentate l’equilibrio
iniziale dell’economia, indicando con 𝑖𝑖1 , 𝑌𝑌1 e 𝐸𝐸1 i valori in esso assunti da tasso di interesse, reddito
e tasso di cambio.

a. Ipotizzate ora che si verifichi un aumento del tasso di interesse estero, 𝑖𝑖 ∗ , a parità di reddito estero 𝑌𝑌 ∗ ,
di tasso di interesse domestico 𝑖𝑖 scelto dalla banca centrale dell’economia in considerazione, e dei
valori assunti da ogni altra variabile esogena, cambio futuro atteso 𝐸𝐸 𝑒𝑒 incluso. Supponendo che il
governo vari le imposte per impedire che 𝑌𝑌 si discosti dal livello iniziale, illustrate nel grafico il nuovo
equilibrio che sarà raggiunto a seguito dell’aumento esogeno di 𝑖𝑖 ∗ e dell’associato intervento di
politica fiscale appena descritto, indicandolo con ‘2’. Per raggiungere il suo obiettivo, il governo dovrà
aumentare o ridurre le imposte? Spiegate.

𝑖𝑖 𝑖𝑖
𝑖𝑖 ∗′

1, 2 𝐿𝐿𝐿𝐿1 2 1
𝑖𝑖 ∗

𝐼𝐼𝐼𝐼1

𝑌𝑌1 𝑌𝑌 𝐸𝐸2 𝐸𝐸1 = 𝐸𝐸 𝑒𝑒 𝐸𝐸

Nel grafico a destra, l’aumento del tasso di interesse estero fa spostare in alto la retta che
rappresenta la parità dei tassi di interesse; essa passerà adesso, come deve fare per costruzione,
per il punto di ascissa 𝐸𝐸 = 𝐸𝐸 𝑒𝑒 (= 𝐸𝐸1 ) e di ordinata 𝑖𝑖 = 𝑖𝑖 ∗′ , dove 𝑖𝑖 ∗′ è il nuovo livello del tasso di
interesse estero. Il conseguente deprezzamento del cambio, che ora diviene 𝐸𝐸2 , farebbe aumentare
le esportazioni nette, spostare a destra la IS e aumentare il reddito di equilibrio. Per mantenere 𝑌𝑌
al livello iniziale, il governo dovrà perciò aumentare le imposte della misura necessaria per far sì
che la IS rimanga nella posizione iniziale.

b. Nel passaggio dall’equilibrio iniziale ‘1’ al nuovo equilibrio ‘2’, come saranno variati il tasso di
cambio, l’offerta di moneta, il consumo, l’investimento e le esportazioni nette dell’economia in
considerazione? Spiegate dettagliatamente.

Come già notato, il tasso di cambio si sarà deprezzato, dal momento che il maggior rendimento
dei titoli esteri induce gli investitori ad aumentare la domanda per questi ultimi, e quindi per la
valuta in cui essi sono denominati; il consumo si sarà ridotto (𝑌𝑌 è invariato, ma le imposte sono
maggiori); l’investimento è, come 𝑌𝑌 e il tasso di interesse domestico, invariato; con reddito e tasso
di interesse domestici invariati, tanto la domanda di moneta quanto l’offerta di moneta saranno
invariate; infine, le esportazioni nette sono maggiori, per via del deprezzamento del cambio e dato
che 𝑌𝑌 è rimasto costante. [Anche se non richiesto, è immediato concludere che, perciò, le
esportazioni nette dovranno essere aumentate esattamente della misura di cui il consumo si è
ridotto.]
Domanda 2 (10 punti)

Vero o Falso?
Motivate - brevemente ma accuratamente - la vostra risposta, facendo riferimento alla teoria
rilevante. Risposte non adeguatamente argomentate o prive di riferimento all’intuizione economica
riceveranno un punteggio nullo.

a. In un’economia in cambi flessibili in cui il tasso di interesse nominale domestico si trova allo zero
lower bound (𝑖𝑖 = 0), se il tasso di cambio nominale 𝐸𝐸 fosse maggiore di 𝐸𝐸 𝑒𝑒 ⁄(1 + 𝑖𝑖 ∗ ), dove 𝐸𝐸 𝑒𝑒 e
𝑖𝑖 ∗ sono come al solito dati, nessuno vorrebbe detenere titoli esteri – tutti gli investitori vorrebbero
detenere esclusivamente titoli domestici. [Suggerimento: nel rispondere, ipotizzate neutralità al
rischio – gli investitori prendono le loro decisioni guardando unicamente al rendimento atteso
dei titoli esteri e dei titoli domestici.]

Falso.
Impiegando un euro per acquistare titoli domestici, un investitore riceverà fra un anno 1 + 𝑖𝑖 euro
– e perciò 1 euro, visto che in questo caso 𝑖𝑖 = 0. Acquistando invece titoli esteri, lo stesso
investitore riceverà, sempre tra un anno, (1 + 𝑖𝑖 ∗ )𝐸𝐸 ⁄𝐸𝐸 𝑒𝑒 euro. Dividendone il numeratore e il
denominatore per (1 + 𝑖𝑖 ∗ ), quest’ultimo rapporto diviene 𝐸𝐸 ⁄[𝐸𝐸 𝑒𝑒 ⁄(1 + 𝑖𝑖 ∗ )] – una quantità
maggiore di 1 se 𝐸𝐸 > 𝐸𝐸 𝑒𝑒 ⁄(1 + 𝑖𝑖 ∗ ). Quando questa diseguaglianza è verificata, il rendimento dei
titoli esteri è perciò maggiore di quello dei titoli domestici, e nessuno vorrà acquistare questi
ultimi. [Intuizione: con 𝑖𝑖 = 0, il tasso di cambio per cui gli investitori sono indifferenti tra titoli
domestici e titoli esteri, e per cui la condizione di parità dei tassi di interesse è dunque verificata,
è 𝐸𝐸 = 𝐸𝐸 𝑒𝑒 ⁄(1 + 𝑖𝑖 ∗ ). Per dato 𝐸𝐸 𝑒𝑒 , tassi di cambio 𝐸𝐸 maggiori di questo valore sono associati a un
minor apprezzamento atteso della valuta domestica, cosa che, dato 𝑖𝑖 ∗ , rende più appetibili i titoli
esteri.]

b. Un governo che eredita dal periodo precedente (𝑡𝑡 − 1) uno stock di debito pubblico positivo, che
genera avanzi primari e che fronteggia un costo reale dell’indebitamento minore del tasso di
crescita dell’economia (𝑟𝑟 < 𝑔𝑔), può stabilizzare al tempo 𝑡𝑡 il rapporto debito/PIL decidendo di
aumentare di una misura opportuna il rapporto tra avanzo primario e PIL, e/o attuando politiche
capaci di fare aumentare 𝑔𝑔.

Falso.
Avanzi primari (𝑑𝑑 < 0) e 𝑟𝑟 < 𝑔𝑔 implicano che, in assenza di interventi, il rapporto debito/PIL
tenderebbe a ridursi nel tempo. Per stabilizzarlo al tempo 𝑡𝑡 – ovvero, per far sì che 𝐵𝐵𝑡𝑡 ⁄𝑌𝑌 𝑡𝑡 = 𝐵𝐵𝑡𝑡−1 ⁄𝑌𝑌 𝑡𝑡−1
– agendo sul rapporto tra avanzo primario e PIL, il governo dovrà mettere in atto politiche che riducano
di una misura opportuna tale rapporto; in alternativa, lo stesso obiettivo potrebbe essere raggiunto a
seguito di una diminuzione di dimensione appropriata del tasso di crescita dell’economia.