Sei sulla pagina 1di 3

I FATTORI CHE INFLUENZANO LA PRESTAZIONE SPORTIVA:

I FATTORI LEGATI ALLA PERSONALITA'

LA MOTIVAZIONE
Da un punto di vista psicologico può essere definita come l'insieme dei fattori che
spingono il comportamento di un individuo verso una data meta. Secondo questa
concezione ogni atto che viene compiuto senza motivazioni rischia di fallire.
LA MOTIVAZIONE può essere intrinseca o estrinseca. La prima si verifica quando si
decide spontaneamente di intraprendere un attività sportiva mentre la motivazione
estrinseca si riscontra quando si è stati costretti, o influenzato da altri.
Si può inoltre dividere la motivazione all’attività sportiva in due categorie:
 Primaria, dove il divertimento e il piacere sono motivi dominanti per la partecipazione
sportiva (interazioni sociali positive con allenatore e compagni di squadra e percezione di
competenza sono le principali cause del divertimento sportivo).
 Secondarie, faccio sport perché fa bene, perché devo dimagrire, perché è un'abitudine)
LA MENTALITA', rappresenta il modo in cui gli individui pensano alle cause del successo
o del fallimento. E può essere suddivisa in:
a) MENTALITA' PERDENTE: si ragiona classificando gli eventi positivi attribuendoli a
cause specifiche e transitorie (“stavolta ho avuto un colpo di fortuna”) e quelli negativi
come elementi costanti e attribuendosene la colpa: “le mie caratteristiche non sono
adeguate alla performance richiesta”, “sono una schiappa”, “sono insicuro”;
b) MENTALITA' VINCENTE: si ragiona attribuendo gli eventi positivi a cause permanenti,
abilità possedute, e attribuendosene il merito (ho talento, nei momenti decisivi riesco
sempre a dare il meglio di me) e quelli negativi a cause temporanee, attribuendo la colpa a
cause esterne (stavolta sono stato sfortunato).
ELEMENTI UTILI PER COSTRUIRE UNA MENTALITA VINCENTE
1. Motivazione intrinseca allo svolgimento di un compito ed autodeterminazione (l’atleta fa
quel che fa perché gli piace e perché lo vuole, non solo per ricevere premi, status e gloria).
Parola chiave: PASSIONE
2. Sano utilizzo della critica, ma nessuna ansia da giudizio (il giudizio pesa negli atleti che
attribuiscono eccessivo valore ai rinforzi esterni a seguito di una motivazione estrinseca
prevalente e di un orientamento motivazionale eterodeterminato).
Parola chiave: ACCETTAZIONE
3. Definizione di obiettivi motivanti: il risultato è l’esito di una continua proiezione verso
obiettivi a breve, medio e lungo termine raggiungibili, misurabili. Contempla una valida
propensione al monitoraggio ed alla valutazione personale della performance.
Parola chiave: ORIENTAMENTO
4. Attenzione prevalente alla prestazione. Lo sforzo e l’apprendimento sono indirizzati sul
processo necessario ad ottenere un miglioramento. Il risultato dipende da questo
processo.
Parola chiave: RICERCA
5. Proattività: L’atleta dalla mentalità vincente non si lamenta continuamente, ma piuttosto
investe energie nella ricerca di soluzioni.
Parola chiave: INTUIZIONE
6 Rispetto delle Regole: lo staff tecnico, i collaboratori, l’allenatore, la società di
appartenenza rappresentano compagni di viaggio essenziali a raggiungere l’obiettivo. Una
sana convivenza comune favorisce l’orientamento dello sforzo collettivo verso un unico
risultato condiviso.
Parola chiave: CONDIVISIONE

7. Assertività: È vincente l’atleta che esprime in modo equilibrato e diretto il proprio punto
di vista, rispettando le esigenze ed i bisogni di coloro che gli ruotano attorno (compagni,
staff tecnico, società). La comunicazione è attiva, il linguaggio è funzionale, senza margini
di passività o di aggressività verbale e non verbale.
Parola chiave: CHIAREZZA
8. Attenzione: È efficiente l’atleta che fa un buon uso dell’attenzione, focalizzandola dove
serve e limitando i fattori di distrazione allo scopo di gestire meglio la propria energia
psichica.
Parola chiave: FOCUS
9. Accettazione dell’errore: l’atleta con una mentalità forte, è colui il quale concepisce
l’errore individuale come tappa necessaria del processo evolutivo e non come misura del
proprio valore.
Parola chiave: CRESCITA
10. Disponibilità ad apprendere. Il desiderio di migliorare i propri standard prestativi porta
l’atleta ad acquisire nuove competenze e nuove conoscenze, nuove strumentazioni e
metodi utili a guadagnare “millimetri” nella direzione della crescita sportiva.
Parola chiave: CURIOSITÀ
11. Stile di vita adeguato: l’atleta intelligente, pur nel rispetto della propria soggettività ,
impara a gestire il proprio corpo, i propri spazi, i propri impegni in modo funzionale ai
propri obiettivi di miglioramento. Il sacrificio non è tale per il semplice motivo che ciò che
perde è molto meno di quel che guadagna dal punto di vita personale.
Parola chiave: CURA
12. Ricerca sana di un vantaggio competitivo: l’atleta vincente non è colui che necessita di
sfruttare scorciatoie (ad esempio le simulazioni nel calcio) per trarne un vantaggio
individuale o collettivo ma l’atleta che fa affidamento sulla propria attitudine, talento e
abilità psicologica con personalità e autorevolezza.
Parola chiave: CARISMA

LA RESILIENZA
La capacità di resistere allo stress, di superare gli ostacoli e di rimanere motivati nel
perseguire i propri obiettivi: questa è la "resilienza".

ANSIA DA PRESTAZIONE SPORTIVA

L'ansia da prestazione sportiva, che può colpire sia negli sport individuali che in quelli di
squadra, è una sensazione innata che scaturisce (in generale) dalla percezione di un
pericolo. Il nostro inconscio (la parte inconsapevole o non razionale del nostro cervello),
tra le tante funzioni, si occupa di proteggerci dall’eventuale possibilità di soffrire. Quando si
avvicina una situazione potenzialmente pericolosa (sia che possa farci soffrire fisicamente
che emotivamente) attua delle strategie di protezione per allontanarci dal pericolo. Una di
queste strategie è l’ansia. Quando proviamo uno stato di ansia, il corpo ci trasmette che
c’è qualcosa di potenzialmente pericoloso. Da un semplice fastidio ad un attacco vero e
proprio che non solo ci debilita ma ci blocca completamente.
La manifestazione dell'ansia è molto legata alla personalità dell'atleta: alcuni individui sono
più predisposti rispetto ad altri a svilupparne i sintomi. Le manifestazioni possono essere
di due tipi: somatiche e nervose. Le prime possono influenzare le prestazioni sportive in
quanto causano tremore agli arti, accelerazione del battito cardiaco, fiato corto. Le
seconde sono quelle che influenzano maggiormente la prestazione e sono legate al
sistema nervoso centrale, condizionando quindi la concentrazione. Il soggetto è
completamente monopolizzato dall'ansia e non si sente quindi in grado di dare il massimo
durante la competizione.
Le tipologie di ansia nello sport:

Ansia di non essere all’altezza


Ansia di gareggiare davanti ad un pubblico (il numero è solo una percezione)
Ansia di non riuscire a ripetersi (dopo un ottimo risultato).

Uscire dall'ansia è possibile e le strategie fondamentali sono due: la prevenzione e la


gestione.
Prevenzione. La prevenzione è molto importante nei soggetti tendenti a dare una
eccessiva importanza all'evento sportivo che vanno ad affrontare. Un esempio sono coloro
i quali, partecipando a manifestazioni di tipo amatoriale, ne fanno motivo di orgoglio per la
propria autostima. In realtà è di fondamentale importanza non perdere di vista l'obbiettivo
principale dello sport non professionistico: il divertimento. E' ovvio che bisogna impegnarsi
per partecipare al meglio, ma tenendo in considerazione che il risultato deve essere
subordinato al piacere e al divertimento nei confronti di ciò che si sta praticando. Il resto
non deve contare, e il risultato, se negativo, non deve essere motivo di frustrazione ma
un'occasione in più da cui imparare qualcosa.
Gestione. L'aspetto più importante rimane la gestione nervosa dell'ansia stessa. Riuscire
a "farsi piacere l'ansia" e a viverla, permette di affrontarla non come una sensazione
negativa, ma come uno stato d'animo che si è in grado di controllare consapevoli delle
proprie capacità fisiche e atletiche.

Potrebbero piacerti anche