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Filosofia della finanza

Un fi losofo a Wall Street (Ippoliti )

Introduzione:

La finanza ci circonda, è dentro ogni cosa che facciamo e non possiamo ignorarla. Può far avverare i nostri
sogni ma anche costruire incubi. Offre opportunità e ci espone a rischi.

Da una parte abbiamo chi afferma che “il guadagno che proviene dal denaro stesso , è tra le forme di
guadagno più contrarie alla natura”, ed è Aristotele ad affermarlo, chiamando così chi guadagna dal denaro
stesso i “parassiti” della società, poiché impediscono la piena realizzazione di una società.

D’altra parte abbiamo chi vede nella finanza, un mezzo essenziale per il raggiungimento dei più grandi
traguardi fino ad ora raggiunti; l’avanzamento dell’uomo è visto derivato dall’ascesa della finanza, con le
sue evoluzioni del credito e del debito.

La finanza quindi, ci offre opportunità, ma al tempo stesso dei rischi. Un esempio di fiducia reciproca tra
finanza e cliente, ma che al tempo stesso ne trae profitto personale, è la carta di credito, o revolving credit,
cioè, quello che si chiama prestito rotativo.

Una carta di credito, è un prestito basato su un conto finanziario. La banca, si fida di noi, in quanto
qualificati come clienti finanziari, e di conseguenza ci offre una somma di denaro messa a disposizione e
reintegrata periodicamente. Quando uso la carta di credito utilizzo i soldi della banca che mi offre come
prestito; la banca mi considera un pagatore affidabile.

Una volta al mese la banca mi somma gli acquisti che ho effettuato con la carta di credito e mi invia il conto.
È giusto che io paghi il conto nel tempo previsto per evitare dei costi aggiuntivi. La carta di credito è un
prestito, è un sistema bilanciato dalla fiducia.

Il profitto che trae la banca sul rapporto di fiducia che instaura con il cliente, consiste nel segnalare il fatto
che io sia un ottimo cliente, in quanto pago sempre nei rispettivi tempi di pagamento, così facendo avrò dei
vantaggi nelle azioni finanziarie per conto della banca.

Carta di credito, tre vantaggi:

 Il filtro: una carta di credito crea una barriera tra il venditore e i miei soldi, in questo modo crea una
difesa tra il truffatore e il mio denaro. Se un truffatore usa i miei soldi senza la mia autorizzazione,
la banca mi rimborsa.
 Le garanzie: la carta di credito mi offre garanzie e protezione, per esempio, in certi casi si ha a che
fare con la protezione del prezzo di acquisto. Se acquisto un oggetto ad un certo prezzo e in un
certo periodo di tempo il prezzo si è abbassato, la banca mi rimborsa la differenza.
 I premi: al fine di avere più utenti iscritti e per avere più transazioni con la carta di credito,
premiano il cliente, per incoraggiare i nuovi clienti, con dei voucher o dei premi cash. (profitto);

Finanza e Filosofia?

La finanza è un’innovazione tecnologica, dietro ogni grande fenomeno storico c’è un segreto finanziario.
Come tutte le innovazioni ideate dall’uomo, ha dei rischi e delle opportunità con sé.

La filosofia, o meglio, osservare la finanza dal punto di vista filosofico, ci apre una visione verso la
comprensione profonda di un’epoca che è segnata dal ruolo dominante della finanza. L’obiettivo della
filosofia è comprendere come la finanza influenza la società ormai segnata da un’importanza strettamente
economica. La filosofia offre una cornice entro le quali costruire teorie economiche e finanziarie per
comprendere cosa sia una scelta razionale.

Già nell’antichità, esisteva un certo legame tra filosofia e finanza. Talete di Mileto, fu il primo a creare un
nesso tra queste due. Viveva in povertà ed era visto male da gli altri filosofi di Mileto. Attraverso degli studi
di astronomia, Talete ipotizzò in vista dell’estate, un grande raccolto di olive. Così decise di affittare dei
frantoi, distribuendo dei piccoli anticipi sui guadagni futuri. Se la sua previsione si fosse affermata, Talete si
sarebbe arricchito. E così che si verificò ciò che ipotizzò all’inizio, arricchendosi attraverso quello che noi
oggi chiamiamo “strumento derivato”, cioè, attraverso la distribuzione di piccoli anticipi sui futuri guadagni,
si è garantito un’”opzione”, ovvero l’utilizzo dei frantoi, al verificarsi di certe condizioni.

Evoluzione del denaro:

Innanzitutto dobbiamo capire su cosa si basa la finanza, cioè sul denaro. È il presupposto sul quale essa si
basa.

Il denaro nel sistema finanziario è considerato in due modi:

 Il denaro come merce, quindi come oggetto fisico.


 Il denaro come credito/debito, come un oggetto astratto e socialmente costruito.

Denaro come merce: Aristotele.

Nella Politica, Aristotele afferma che “il denaro è una forma di merce che ottimizza la possibilità di scambio,
quello scambio che è essenziale per la vita delle persone per perseguire l’autosufficienza”.

L’idea di Aristotele, è vedere nella merce, l’oggetto di scambio, essenziale per la vita degli uomini,
attraverso il baratto. La prima forma di scambio che si è delineata. Il baratto funziona però solo se A ha un
oggetto di scambio che va bene per B e viceversa, per questo motivo, non era più sufficiente come metodo
di scambio tra gli uomini. Per questo motivo la merce divenne col tempo “denaro”, inteso nel monto
classico, come i metalli più prestigiosi, bronzo, argento e oro.

Il denaro inteso come “moneta” viene introdotto dal momento in cui il baratto non bastava, ed era
necessario il raggiungimento del bene intermedio tra gli scambi. Così a differenza del baratto, con
l’introduzione della moneta in ogni caso, a prescindere dall’oggetto di scambio, se in cambio viene
introdotta la moneta, un bene intermedio si raggiunge.

Il bene intermedio (denaro) per essere adatto a svolgere tale funzione deve avere certe caratteristiche:

 Disponibile
 Conveniente
 Durevole
 Portatile
 Affidabile

La moneta quindi rappresenta un miglioramento ed una ottimizzazione del lingotto. Si tratta di una
evoluzione del denaro.

Denaro come DEBITO/CREDITO:

il denaro è una costruzione sociale, che simboleggia una relazione creditoria/debitoria, cioè simboleggia
una promessa da parte di qualcuno di concedere un favore al detentore del simbolo.

La moneta deve avere:

 Credibilità: deve essere affidabile ;


 Trasferibile: deve essere accettato come pagamento di uno scambio.

La teoria del denaro come credito/debito ha fanno suscitare alcune critiche, in quanto, chi detiene il denaro
(banche) possono abusare della loro capacità di stampare denaro, così creando una inflazione eccessiva,
una instabilità finanziaria e crisi economiche.

Per questo motivo, nasce la moneta virtuale: i BITCOIN.

È una moneta elettronica, ovvero una moneta non fisica, ma virtuale, un insieme di bit conservati in una
memoria digitale. Quando paghiamo con la paypal o la carta di credito utilizziamo un pagamento attraverso
bitcoin; l’emissione di bitcoin è un open-source quindi libero a tutti, si dice che i bitcoin vengano minati,
cioè i blocchi da cui vengono generati i bitcoin son detti “miniere”, generati da computer potenti chiamati
“miner”.

Fenomenologia della Finanza:

per chiarire che cosa sia la finanza dobbiamo prima analizzare che cos’è l’economia ed il mercato.
L’economia organizza e si occupa della produzione di uno stato, studia i fattori della produzione e della
distribuzione delle merci di uno stato. Il mercato è un sistema in cui si incontrano domanda e offerta, quindi
venditori e acquirenti si incontrano per scambiare beni in denaro o baratto.

Le quattro funzioni base di un mercato:

 Determinare il prezzo di un oggetto


 Comunicare le informazioni sui prezzi
 Agevolare gli scambi
 Effettuare le distribuzioni

La finanza dunque è un modo di fare mercato. Egli organizza le quattro caratteristiche del mercato; la
finanza è la scienza del futuro. È un modo di accelerare e ottimizzare il mercato, analizzando i possibili danni
o rischi che esso comporta. Studia i possibili scenari economici futuri e ne stabilisce il valore oggi.

Lo scopo del sistema finanziario è agevolare e rendere l’uso del denaro un uso efficiente.

1. Mette in relazione chi ha denaro in eccesso (investitori e risparmiatori) con chi ne ha bisogno
(imprese)
2. Crea e ottimizza le opportunità per i partecipanti al mercato, di acquistare e vendere denaro

I rischi del sistema finanziario, sono quelli di offrire nel mercato speculazioni: l’acquisto di un bene con la
speranza che il suo valore aumenti in tempi brevi, e quindi, il valore non rispecchia il suo valore intrinseco.

La speculazione è nota come la dark side della finanza, questa la si può ottenere attraverso quel processo
chiamato riflessività, ovvero, l’attribuire un prezzo che non dipenda dalla sua credibilità, ma dipenda da
quanto interessa esso generi all’interno del mercato. Cioè, è un prezzo influenzato dalle percezioni degli
investitori che hanno sull’oggetto. Ne consegue che, nel mercato, se si attribuiscono prezzi non credibili a
gli oggetti, basati su una riflessività dei prezzi, si genera quella che nel sistema finanziario è chiamata Bolla
Finanziaria.

La bolla finanziaria è una situazione di mercato in cui alcune attività finanziarie attribuiscono prezzi ben
superiori rispetto al loro valore intrinseco, dunque è un processo rischioso e pericoloso, in quanto la bolla
“può scoppiare”, causando uno shock economico, facendone così crollare il valore.

La bolla finanziaria è un elemento tipico di Euforia del mercato;


quando gli investitori non sono più disposti a comprare un prezzo così elevato, viene causato lo
“sgonfiamento della bolla”.

*enti finanziari: compagnie di assicurazione; le banche centrali;

*attività finanziarie (asset): i conti bancari; il patrimonio; i fondi;

La mercificazione:

è il processo di attribuzione di valore economico, detto anche commodification. Le principali caratteristiche


della mercificazione sono:

 Il prezzo di mercato: il prezzo deve essere stabilito in equilibrio tra la domanda e l’offerta;
 La produzione di massa: la produzione in grandi quantità
 L’omogeneità
 L’economicità

Il processo di mercificazione più noto è la mercificazione dei dati o meglio la digital commodification. La
mercificazione porta con sé alcuni svantaggi, in quanto, mette in discussione la possibilità che si possa avere
un diritto per cui si faccia uso di qualcosa senza dover pagarne il prezzo. Crea disuguaglianza economica.
Per ragioni economiche la mercificazione crea disuguaglianze tra le persone. Anche nel sistema sanitario,
quando non è fornito dallo Stato, viene distribuita l’assistenza sanitaria in base a chi può pagare e non in
base a chi ne ha bisogno.

SGUARDO FILOSOFICO:

La filosofia deve fare attenzione all’equilibrio tra la società e l’etica del mercato. In quanto la mercificazione
è un processo culturale oltre che economico, perché ha naturalizzato l’avidità nella società. Cioè, ha
stabilito una market mentality, per cui gli uomini ragionano basandosi sul mezzo-fine di una azione, e la
società è correlata esclusivamente al mercato.

La finanziarizzazione:

la finanziarizzazione è il processo diretto a ottenere e concedere determinati finanziamenti.

La versione debole della finanziarizzazione è quel processo attraverso il quale i mercati finanziari e le
istituzioni finanziarie hanno sempre una maggiore influenza sulla politica economica.

La versione forte è determinata dall’ideazione di strumenti finanziari come i CDS e i CDO. Sono strumenti di
debito della finanza. Un CDS è un contratto di natura assicurativa, ovvero quello di proteggersi dai rischi
(possibili danni) derivanti dal fallimento, di altri. È una forma di assicurazione che dà la possibilità di
assicurarsi contro un rischio a cui non si è esposti direttamente. (per es. mi assicuro contro il rischio di
incidente di un qualsiasi veicolo)

L’espansione di CDS porta due rischi:

1. Aumentando i soggetti disposti ad assumere un certo rischio, abbassa il prezzo di questo (rischio);
2. Aumentando la domanda dei soggetti di assicurarsi contro un rischio a cui non sono esposti,
aumenta il costo della protezione chiesta dai soggetti;

la finanziarizzazione agisce su tre corporazioni:

 I mercati finanziari
 Società non finanziarie
 Politica economica
La Politica Economica:

è caratterizzata da quattro fenomeni;

 La globalizzazione: cioè le politiche volte a dare una dimensione internazionale alla


finanziarizzazione
 Il piccolo governo: o meglio è la legittimazione della privatizzazione dei tagli fiscali che riducono la
base delle entrate pubbliche (pensionistica; reddito)
 La flessibilità del mercato: si basa sul risarcimento di disoccupazione, le protezioni per i diritti dei
lavoratori
 L’abbandono della piena occupazione: cioè l’importanza della bassa inflazione, i prezzi generali sei
beni e dei servizi. Crea d’altra parte una continua pressione al ribasso sui salari

Benefici della finanziarizzazione:

i principali benefici sono quelli di accrescere l’efficienza economica, migliorare i futuri risultati economici e
migliorare le future condizioni economiche.

Friedman, sostiene che la speculazione finanziaria sia un fattore stabilizzante. Allinea gli interessi dei
dirigenti e degli azionisti.

Pericoli della finanziarizzazione:

i pericoli sono dati da alcune distorsioni del settore finanziario e nel ruolo del denaro; gli effetti negativi
sono dunque elevare il valore finanziario rispetto al valore reale o aumentare la disparità di reddito.

Una causa degli effetti negativi della finanziarizzazione, è lo short-termism. La finanziarizzazione ha


accelerato e diffuso comportamenti ispirati dal pensiero a breve termine, mentre per garantire il
raggiungimento del bene pubblico, sono necessari tempi lunghi.

Forme di Capitalismo:

abbiamo economie di mercato liberali e coordinate; le Liberali o LME: per esempio gli Stati Uniti, le imprese
interagiscono per lo più attraverso relazioni basate sul mercato; le Coordinate o CME: come la Germania, le
reti di imprese hanno relazioni più collaborative e molto meno basate sul mercato.

Diverse forme di capitalismo:

 Economie basate sul mercato: specializzate in attività in cui conta l’adattamento veloce ed un buon
collegamento con le industrie
 Economie socialdemocratiche: puntano sulle attività legate alla salute e le industrie legate alle loro
risorse naturali
 Capitalismo asiatico: eccelle in computer elettronica e macchine
 Capitalismo sud europeo: specializzato in industrie leggere e attività a bassa tecnologia
 Capitalismo europeo continentale: l’unico a non essere specializzato in pochi settori

Il caleidoscopio della finanza: le molteplici teorie finanziarie

Tutte le teorie, come anche quella finanziaria, sono formate da una ontologia, epistemologia e
metodologia;

per il sistema finanziario abbiamo:

 Un’ontologia: un insieme di asserzioni sulla natura degli enti finanziari e delle loro relazioni
 Un’epistemologia: un insieme di asserzioni su ciò che possiamo conoscere e come possiamo
arrivare a conoscerlo
 Una metodologia: un insieme di asserzioni per come determinare una serie di regole e condizioni
che devono essere soddisfatte

Queste tre diverse teorie, affrontano due problemi principali nel sistema finanziario:

1. Il problema quantitativo: prevedere le traiettorie dei prezzi delle attività finanziarie


2. Il problema qualitativo: spiegare i processi che danno origine alle traiettorie (dei prezzi)

Le diverse teorie sul sistema finanziario formano un Caleidoscopio Finanziario, cioè, un intreccio di opinioni,
di queste abbiamo cinque principali teorie:

MERCATI EFFICIENTI:

l’ipotesi dei mercati efficienti si basa su una teoria filosofica neoclassica, secondo il primato ontologico
dell’individuo: non esistono fenomeni e strutture economiche che non siano attribuiti all’individuo, cioè,
solo l’individuo può essere la fonte dei valori morali e solo lui sa cosa sia meglio per se stesso.

L’influenza o l’imposizione di valori da parte di istituzioni esterne, non sono ammessi.

Secondo il neoclassicismo, il compito di una teoria economica è quello di organizzare il sistema economico
per garantire il benessere mediante l’allocazione ottimale delle sue risorse. Questo può avvenire attraverso
un principio di razionalità e un confronto tra costi e benefici;

(l’utile deve essere maggiore dei costi marginali)

Dal punto di vista neoclassico, la realtà economica può essere modellata mediante descrizioni
matematiche. Questo consente agli economisti neoclassici di costruire modelli matematici e testarli; questi
si dovranno basare su due principi: una coerenza logica e un’adeguatezza empirica.

Il fatto di creare spiegazioni matematiche del sistema finanziario, è un punto di forza per il neoclassicismo,
in quanto ottimizza, risolvendo problemi e producendo analisi, la massimizzazione dell’utilità degli individui,
che può essere soggetta a vincoli.

Trovare una soluzione matematica implica inoltre la comprensione del se e quando investire;

Un mercato efficiente, è tale per cui:

1. il prezzo di una attività è uguale al suo “valore fondamentale”, quindi il prezzo è giusto: non è né
gonfiato, né sottovalutato, rispetto al valore reale delle attività che sta dietro ad un titolo.
2. Non vi è nessuna strategia d’investimento che consente di ottenere rendimenti superiori a quelli
medi

I limiti dei mercati efficienti:

questi limiti colpiscono sia al livello ontologico sia metodologico;

 Il fatto che gli investitori abbiano un processo decisionale ristretto, consegue che possano non
essere sempre d’accordo fra loro, e questa divergenza genererà squilibrio nel mercato azionario.
Inoltre, se gli investitori influenzano reciprocamente le proprie aspettative, il mercato si trova ad
essere dominato da uno stato d’animo pessimista e ottimista al tempo stesso, generando
un’alternanza.
 Le regole di negoziazione possono ostacolare i mercati efficienti, se sono inadeguate portano ad un
allontanamento dal punto di equilibrio del prezzo.
 L’idea che un annuncio pubblico possa produrre aspettative comuni tra gli attori finanziari non è
sempre positiva. Questo fenomeno è detto “segui-la-folla”, o effetto gregge, per cui gli attori
finanziari imitano ciò che fanno gli altri. Può essere considerato anche un esempio di fallimento del
mercato.

(Opposto del mercato efficiente): L’instabilità finanziaria, Minsky.

L’instabilità finanziaria è l’ipotesi su cui si basa la teoria sul funzionamento dei mercati finanziari.

Questa teoria afferma: la crisi o i fallimenti del mercato non sono dovuti, come afferma il mercato
efficiente, allo shock prodotto da forze esterne al mercato come per es. internet e le innovazioni
tecnologiche, ma possono essere prodotti internamente dal mercato.

MINSKY sostiene che i mercati finanziari siano caratterizzati da una “dinamica circolare” per effetto della
quale proprio nei periodi di prosperità e stabilità economica, le banche, le imprese, diventano più
“compiacenti” allentando i criteri di concessione del credito, gettando così i semi della prossima crisi
economica; ruolo centrale lo ha la finanza.

Il momento in cui la finanza agisce sul sistema economico come un fattore responsabile della futura crisi, è
detto, “momento Minsky”.

Il Ciclo Minsky, il ciclo per cui si passa da una stabilità e prosperità finanziaria ad una crisi, consiste in
diverse fasi:

 Finanza di copertura
 Finanza speculativa
 Finanza ponzi
 Momento Minsky e crisi

Ovvero: in seguito ad una crisi le banche sono molto più prudenti. Quando la situazione migliora e la fiducia
aumenta, le banche iniziano a fare prestiti. Quando la crisi precedente è un lontano ricordo ormai (finanza
Ponzi), sotto la spinta dell’euforia, le banche fanno prestiti a imprese i cui prezzi delle attività
aumenteranno.

Alla fine di questa fase arriva il Momento Minsky, ovvero quando comincia la nuova crisi. La finanza Ponzi è
alimentata dall’aumento dei prezzi delle attività, ma quando i prezzi delle attività cominceranno a scendere,
le banche si rendono conto che c’è un debito nel sistema finanziario che non riusciranno a ripagare.

Ciò causa un collasso del sistema economico generando, fallimenti, disoccupazione, povertà.

Conseguenze:

i responsabili politici dovrebbero essere scettici nei confronti dell’euforia che accompagna il ciclo
economico (visto che porta ad una instabilità economica);

le economie capitalistiche dovrebbero regolamentare la speculazione finanziaria per non sfociare in una
crisi;

la politica quindi ha un ruolo fondamentale per contrastare l’instabilità finanziaria. (diversamente dal
concetto neoclassico dei mercati efficienti)

MERCATI RIFLESSIVI:

l’idea fondamentale dei mercati riflessivi è che i mercati debbano esibire dinamiche riflessive, cioè, un
meccanismo di influenza reciproca detta retroazione, tra le aspettative degli investitori e il comportamento
dei prezzi. Il mercato riflessivo ritiene che l’essenza del mercato finanziario sia non capire quali titoli
abbiano valore in sé, ma di capire quali titoli per la maggior parte degli altri attori finanziari ritiene che il
mercato li riterrà validi.
LA RIFLESSIVITA’

I mercati finanziari sotto l’influenza della riflessività, sostengono l’ipotesi per cui una previsione o
un’aspettativa sia in grado di influenzare l’intero sistema per cui è stata formulata.

Questo avviene attraverso l’esame di due aspetti:

 Il pregiudizio prevalente: ossia la visione sui mercati finanziari da parte della maggioranza degli
attori finanziari. Dal pregiudizio prevalente ne possono nascere due tipi: positivo o negativo. Il
pregiudizio positivo spinge ad aumentare i prezzi; il negativo a calare.
 Le tendenze (il trend): i prezzi vengono scelti in base ad una influenza in base alla visione che i
singoli partecipanti hanno del mercato.
 I prezzi.

Nel mercato riflessivo una tendenza ed un pregiudizio possono essere rafforzati, ne consegue che:

se una tendenza viene rafforzata, essa accelera il movimento dei prezzi nella direzione che già seguiva;

se un pregiudizio viene rafforzato, aumenta la divergenza tra le aspettative dei partecipanti e il corso
effettivo dei futuri prezzi delle azioni

questi due movimenti, generano l’andamento dei prezzi dei mercati azionari.

La collaborazione delle variabili del mercato riflessivo, che genera tale andamento, è detto “espansione e
contrazione” o “boom and bust”.

DIVERSAMENTE DAL MERCATO EFFICIENTE E IL PENSIERO NEOCLASSICO:

Circa il concetto di EQUILIBRIO, i mercati riflessivi vedono nella riflessività un ruolo importante della finanza
per quanto riguarda i prezzi: sono essi stessi uno dei fondamentali del mercato che modellano l’evoluzione
dei prezzi stessi. L’andamento dei prezzi è in gran parte originato da forze interne al sistema.

Per quanto riguarda la nozione di RAZIONALITA’, il vero investitore, cioè non l’investitore ideale come per il
pensiero neoclassico, ma l’investitore reale, non ha una comprensione completa del mercato in quanto non
è sempre in grado di prendere decisioni razionali nel senso neoclassico.

Debolezza del mercato finanziario riflessivo: non è in grado di indicarci quando prendere la decisione di
investire/disinvestire una somma di denaro.

L’IPOTESI ECONOFISICA

I mercati econofisici costruiscono una ontologia basata sull’analogia tra i prezzi dei mercati e i punti critici
delle statistiche finanziarie. L’ontologia dell’ EPH non è più attribuito agli individui singolarmente ma al
complesso del sistema finanziario, in quanto esibisce i comportamenti emergenti che forniscono le
informazioni importanti sugli eventi critici del sistema.

Un comportamento emergente influisce profondamente sui sistemi, fornendo informazioni utili perché
riguardano gli eventi che plasmano a lungo termine, il corso di un sistema finanziario.

TERREMOTI FINANZIARI:

Come i terremoti che sono preceduti da scosse di avvertimento e seguiti da scosse di assestamento, così le
singolarità finanziarie, come i crolli, sono precedute da caratteristici movimenti finanziari (scosse) di
avvertimento.

Quindi, la EPH ci fornisce una nuova visione per comprendere e prevedere gli eventi critici dei sistemi
finanziari, attraverso una fenomenologia nuova.
Una tipica forza finanziaria che è alla base degli eventi critici finanziari, secondo l’EPH, è quel processo
detto effetto gregge, per cui tutti prendono la stessa decisione per effetti della reciproca imitazione. È un
comportamento cooperativo dove si imitano a vicenda, per esempio, comprando lo stesso pacchetto di
azioni, deformando il mercato generando un crash, un crollo.

Come una matita tenuta verticalmente sul palmo della mano, che si trova in una posizione molto instabile,
prima o poi cadrà, ma per conto della sua instabilità, non per conto di un movimento della mano. Così in
finanza, l’episodio che scatena un crollo dei prezzi, è endogeno, una volta che il sistema raggiunge una
posizione instabile, essenzialmente tutto può scatenare un crollo.

A differenza del mondo classico:

l’EPH offre una nuova interpretazione dei mercati finanziari, di crolli e bolle. Mentre i modelli classici
sostengono che i meccanismi responsabili di tali eventi agiscono in scale temporali brevi, l’EPH sostiene che
questi operano su scali temporali lunghe, e ne è quindi, possibile studiare anche i processi promonitori dei
crolli del mercato.

FINANZA COMPORTAMENTISTA

L’ipotesi comportamentista revisiona profondamente l’ipotesi dei mercati efficienti basata sulla scarsità
delle risorse e sul primato ontologico dell’individuo. La comportamentista revisiona questa tesi spiegando
le inefficienze del mercato, e quindi, partendo da un’ontologia che a differenza del mercato efficiente, le
assume come esistenti.

La finanza comportamentista afferma che le attitudini psicologiche e i pregiudizi influenzano i


comportamenti degli operatori finanziari, così possiamo spiegare le anomalie di mercato. Queste influenze,
non seguono il modello neoclassico per cui l’uomo che si occupa della finanza è un homo economicus, cioè
un uomo razionale che agisce in vista dell’utilità e l’efficienza.

Quindi, nella comportamentale, il principio ontologico dell’individuo resta il tema centrale, caratterizzato da
un diverso punto di vista.

L’ipotesi comportamentista afferma che l’individuo nel determinare il proprio comportamento, si avvale di
desideri, stati d’animo ed emozioni. Gli agenti finanziari sono entità a razionalità limitata. L’individuo
comportamentista segue dei modelli di comportamento non standard (homo economicus).

Le preferenze non standard, sono preferenze sociali basate sull’altruismo e la reciprocità, per cui gli esseri
umani non si occupano solo del proprio interesse ma anche della distribuzione delle risorse. Oppure sono
preferenze temporali nel caso in cui gli individuo spesso non pianificano solo il futuro ma hanno una
preferenza per il presente.

Le decisioni non dipendono solo dai risultati attesi, ma anche dal modo in cui viene presentato il risultato
(effetto framing); ci sono almeno due tradizioni a cui la finanza comportamentista si richiama:

 La prima (H&b): spiega i processi che ci fanno allontanare dalla scelta razionale, quindi gli errori che
commettiamo, dovuti all’avversione al rischio o al timore di subire una perdita.

Un caso tipico è l’ancoraggio, mostra che durante il processo decisionale un individuo dipende da
un’informazione iniziale per esprimere giudizi successivi.

 La seconda (F&f): risponde ad una domanda importante, “come possiamo prendere decisioni
avendo a disposizione poco tempo e scarse informazioni?”. La risposta è efficace, quando non
abbiamo molto tempo e scarse informazioni, bisogna guardare la maggioranza delle persone nel
proprio gruppo e imitare il loro comportamento.
La scelta indica “segui la folla”, può essere migliore di quella della teoria dell’utilità: se scelgo di
comprare un titolo perché tutti lo stanno comprando, il prezzo del titolo aumenterà per il semplice
fatto che molti lo stanno comprando, anche se non è il titolo migliore.

La finanza comportamentale ci illustra un nuovo tipo di fallimento, un fallimento dato da fattori


interni, ossia l’incapacità interna dei soggetti di usare le informazioni a causa di distrattori emotivi e
cognitivi.

PREVISIONE E RISCHIO
Introduzione: crisi del 2008 Inghilterra, la regina Elisabetta chiese: “Perché nessuno se n’è accorto?”
Svariate risposte le vennero date per giustificare la crisi finanziaria:
 A ogni fase qualcuno si affidava a qualcun altro e tutti pensavano di star facendo la cosa giusta
 C’è chi ne aveva previste cinque di crisi e se n’è verificata soltanto una ( a forza di dire “al lupo,al
lupo” è probabile che il lupo arrivi veramente)
 I modelli per prevedere il comportamento e i rischi si basavano su dati storici relativi ad un periodo
di euforia in cui le cose andavano bene

È possibile prevedere il comportamento del sistema finanziario?

La previsione finanziaria è caratterizzata dall’esigenza di trattare finanziariamente la nozione fondamentale


del rischio (o dell’incertezza).

Questa esigenza (rischio) risale al mondo greco antico, con Demostene, modellizzando finanziariamente il
commercio marittimo e i suoi rischi. Gli investitori si espongono a certi pericoli (danni alla nave, cambio di
rotta, previsioni climatiche) che comportano occasioni di perdita o di ritorno economico. I patti sul
commercio marittimo si basavano sulla conoscenza delle rotte marittime e della loro pericolosità. Più alto
era il rischio, più alto era il tasso di interesse. (anticipa l’idea moderna di rischio finanziario)

La nozione di rischio possiamo distinguerla in cinque diverse versioni:

 Rischio come evento indesiderato, che può verificarsi o meno (cancro ai polmoni rischio che
colpisce i fumatori)
 Rischio come causa di un evento indesiderato (il fumo causa anche altre malattie, è il rischio di
salute maggiore)
 Rischio come probabilità di un evento indesiderato (per i fumatori la percentuale di ammalarsi è
del 50%)
 Rischio come valore statistico di un evento indesiderato
 Rischio come decisione sotto rischio (la decisione se fumare o meno è una decisione a rischio)

Queste concezioni evidenziano che il rischio si dato da una mancanza di conoscenza, basata su due
categorie fondamentali: il rischio e l’incertezza.

Quando operiamo sotto rischio, conosciamo bene o male le probabilità dei possibili risultati che stiamo
rischiando; sotto Incertezza, la probabilità è meno nota.

Ci sono due modi per ridurre l’incertezza: un modo probabilistico ed uno non probabilistico.

Attraverso il metodo di probabilità dobbiamo pensare che qualsiasi proposizione data non sia una certezza
bensì sia probabile. Attraverso la nozione non probabilistica, trattiamo situazioni complesse dando per
scontato alcune ipotesi o affermazioni anche se non abbiamo la garanzia di poterlo fare.

È la modalità pratica che adottano gli agenti reali, così da gestire il livello di incertezza.

IL RISCHIO IN FINANZA
La trattazione del rischio in finanza è fondamentale in quanto mediante esso viene modellato il
bilanciamento tra le opportunità è i possibili danni. Il rischio della finanza esprime l’incertezza sui
rendimenti futuri, maggiore è l’incertezza, più sarà rischioso un investimento. Abbiamo due tipi di rischi in
finanza: il diversificato e quello che non può esserlo.

Il rischio diversificabile, è il meno rischioso in quanto riguarda una specifica azienda o settore e non colpisce
altre industrie o settori.

Il rischio non diversificabile, o sistematico, è il più rischioso in quanto può produrre perdite o fallimenti di
interi sistemi.

MORGENSTERN E L’IMPOSSIBILITA’ LOGICA DI UNA PREVISIONE

Morgenstern muove dall’idea che la previsione di un evento sociale, che viene comunicata agli agenti,
influisce sul comportamento previsto alterandolo.

Morgenstern usa come analogia Sherlock Holmes. Holmes mentre si trova a Londra alla stazione, si accorge
di essere inseguito da James, Holmes deve prendere il treno per Dover e si accorge che si può fermare ad
una fermata intermedia così evitando di essere trovato da James. L’ipotesi di Holmes risulta corretta, ma
Morgenstern si domanda, se James avesse pensato come Holmes, e si fosse fermato anche lui alla fermata
intermedia l’avrebbe trovato. Inoltre, sarebbe potuto succedere anche il contrario, ovvero che James si
fermasse alla fermata intermedia aspettando così Holmes diretto a Dover.

Il paradosso di Morgenster, ci afferma: nel momento in cui formulo una previsione sul comportamento di
un sistema sociale, devo prendere in considerazione la reazione di questo sistema (degli agenti) alla
previsione, la quale altera il comportamento predetto.

RISOLVERE IL PARADOSSO

Per risolvere il paradosso possiamo distinguerlo in due strade, una via strategica ed una riflessiva.

È riflessivo il paradosso in quanto è un argomento strettamente logico; è strategico dal momento in cui due
attori mirano a falsificare le reciproche previsioni.

SOLUZIONE DELLA VERSIONE NON-STRATEGICA

Anche se il processo Mongerstern è infinito, può convergere verso un punto limite. Il punto limite
rappresenta una versione corretta, tale da anticipare tutte le influenze che alterano il comportamento del
sistema. È un punto il cui la previsione dell’economista non modifica più la reazione dell’agente.

SOLUZIONE DELLA VERSIONE STRATEGICA

Per mostrare che esistono delle limitazioni che impediscono al processo riflessivo di essere iterato
all’infinito, abbiamo due fondamentali acquisizioni sulla razionalità umana:

 L’ipotesi della razionalità limitata


 L’ipotesi delle restrizioni naturali

L’ipotesi della razionalità limitata afferma che i processi decisionali che caratterizzano la razionalità degli
esseri umani, risentano dell’influenza dei fattori emotivi e cognitivi che impediscono di condurre
ragionamenti ottimizzanti.

L’ipotesi delle restrizioni naturali, afferma la limitatezza delle risorse di cui disponiamo per condurre i nostri
ragionamenti, per esempio il tempo.

INGANNO E FINANZA COMPORTAMENTALE


Abramo Lincoln, recita: “potete ingannare tutti per un po’ di tempo, e alcuni per tutto il tempo, ma non
potete ingannare tutti per tutto il tempo”.

Un’altra ipotesi per smontare il paradosso di Morgenstern è “l’ipotesi delle aspettative razionali”. Possiamo
distinguere due diverse versioni della teoria delle aspettative razioanali:

 La versione forte: sostiene che gli attori hanno accesso a tutte le informazioni disponibili e
prendono decisioni razionali
 La versione debole: sostiene che gli attori non abbiamo tempo o risorse per accedere a tutte le
informazioni e quindi fanno scelte razionali sulla base di una conoscenza limitata

Questo ci riporta alla finanza comportamentale, la quale ci mostra come sia possibile ingannare tutti o
qualcuno per quanto basta. La teoria comportamentale evidenzia i fattori psicologici che influenzano le
decisioni dei consumatori, mostrando come spesso gli attori finanziari siano irrazionali, soggetti a pregiudizi
e distorsioni.

MINACCIA FANTASMA

La finanza vive sotto la minaccia costante, quella dell’impossibilità della previsione, una sorta di minaccia
fantasma, dovuta alle teorie del sistema finanziario che generano una potenziale autodistruzione delle sue
previsioni.

Comporta la previsione finanziaria, delle responsabilità, responsabilità di pubblicare o rendere noti risultati
scientifici e previsioni. Ammesso che sia possibile, gli economisti, oltre a cercare di prevedere esattamente
quando crollerà, dovrebbe puntare più a sviluppare una modalità per segnalare i rischi, per evitare danni e
per sapere come affrontare problemi quando si verificano conflitti di interesse. Dovrebbero puntare a
coltivare un’etica della previsione.

Questa è l’importanza del discorso sulle previsioni finanziarie, ed è questo il motivo per cui la regina
Elisabetta ha avuto così tante risposte sulla crisi nel corso degli anni.

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