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Le persone perseguono molteplici fini.

Questo stesso perseguimento suscita dei bisogni, che possono essere


di tre tipi:

 primari (o essenziali), riguardanti la sopravvivenza biologica (es. nutrirsi, vestirsi, ripararsi in un


alloggio).

 secondari (o voluttuari), legati al miglioramento della qualità di vita (es. istruzione, tempo libero).

 aspirazioni, funzione delle attese socialmente e culturalmente più evolute (es. prestigio e lusso).

In generale definiamo ‘’bisogno’’ l’esigenza di un bene necessario agli scopi della vita ed esso si manifesta
soggettivamente come desiderio, ossia come sensazione e consapevolezza dell’insoddisfazione dovuta a una
mancanza.
Le persone, secondo la teoria proposta da Maslow e che sarà la base della teoria della motivazione al lavoro,
percorrono una scala di bisogni partendo da quelli fisiologici per risalire i gradini dei bisogni di sicurezza, di
socialità, di stima e di autorealizzazione.
La teoria dei bisogni è essenziale per comprendere l’origine ed i fini delle scelte compiute, in particolare i
bisogni voluttuari sono fortemente influenzati e forse creati dai processi imitativi e dimostrativi connessi al
fenomeno delle modi e al formarsi di gruppi di riferimento.
Inoltre possiamo dire che questi bisogni si dispongono in una gerarchia: essi si pongono in un ordine di
priorità che si manifesta nelle variazioni delle scelte di consumo al variare dei crediti disponibili. Questo
significa che a mano a mano che i redditi disponibili crescono, si accede a certi consumi abbandonandone
altri e viceversa quando i redditi disponibili decrescono. L’ordine di priorità è piuttosto rigido per i bisogni e
per i redditi più bassi; c’è. Invece, più variazione se prendiamo in considerazioni classi sociali con livelli di
reddito più alti.

Al fine di soddisfare questi bisogni si ricorre ai beni. Questi si dividono in due classi:

 beni economici: merci e servizi utili per il soddisfacimento dei bisogni delle persone e scarsi rispetto
alle esigenze espresse dalle persone. Un esempio può essere il grano.
Questi possono essere a loro volta divisi in varie categorie, che non si escludono necessariamente
l’una con l’altra:

a. primari e voluttuari: per definirli basta avere presente le caratteristiche dei bisogni.
b. complementari: quando molti bisogni sono soddisfatti dal concorso necessario di più beni. Ad
esempio possiamo vedere la carta e la penna o il caffè e lo zucchero.
c. fungibili: quando uno stesso bisogno può essere soddisfatto da beni differenti alternativi.
Esempio efficace è la scelta fra coca-cola e pepsi.
d. differenziabili: nel caso in cui molti beni possono essere progettati, prodotti e venduti da una
certa impresa con caratteristiche particolari differenti rispetto a quelle di analoghi prodotti offerti
dalle imprese concorrenti. Esempi sono gli abiti, i servizi turistici o i corsi universitari.
e. non differenziabili (o commodities): se la caratteristica rilevante è una sola, uniforme e costante.
Quel bene è offerto con caratteristiche uguali da tutte le imprese. Esempi sono le materie prime.
f. di consumo e strumentali: i primi sono utilizzati direttamente dalle persone per soddisfare in
modo immediato i loro bisogni, come ad esempio il cibo. I secondi sono beni utilizzati per
produrre altri beni, come ad esempio un’arancia per produrre una spremuta.
Entrambi questi beni possono essere beni ad utilizzo singolo o beni durevoli a seconda che
cedano la loro utilità totalmente in un solo impiego o progressivamente in impieghi ripetuti per
tempi anche lunghi.
g. a consumo individuale: quando solo una persona può utilizzare quel bene, come ad esempio il
cibo o gli abiti.
h. a consumo collettivo: beni per i quali l’atto del consumo è unico per diversi consumatori. In
questo caso, a differenza dei beni a consumo individuali, non c’è una rivalità di consumo.
Esempi sono i parchi, le strade, gli spettacoli e la difesa personale.
i. privati: prodotti da soggetti privati, quindi dalle imprese, dalla famiglia e dagli istituti non-profit.
j. pubblici: erogati dallo Stato e le sue articolazioni ed aggregati, come ad esempio la difesa, la
giustizia o l’anagrafe.
Alcuni servizi sono sia pubblici che privati come ad esempio il trasporto, la sanità e la scuola.
Inoltre la distinzione fra beni pubblici e privati si basa sulle variabili di “non rivalità nei
consumi” e di “non escludibilità”.

 beni non economici (o liberi): beni non soggetti al limite di scarsità, ovvero liberamente disponibili
in quantità e qualità più che sufficienti rispetto alle esigenze di tutte le persone che ne sentono il
bisogno. Un esempio è l’aria; tuttavia non è detto che un bene libero non possa diventare economico,
infatti è ciò che successe per l’acqua.

Le persone svolgono attività economica per produrre e consumare i beni economici. Essa riguarda sia
l'offerta sia la domanda.
La principale espressione dell'attività economica si manifesta nel lavoro ed è svolta dalle persone e per le
persone. Ed è proprio negli istituti che le persone si aggregano per svolgere questa attività economica. E'
difficile, al momento e storicamente, analizzare il lavoro da singolo; infatti l'uomo è un animale sociale che
tende a cooperare.

L'attività economica, inoltre, si svolge mediane varie classi di operazioni:


 operazioni di trasformazione tecnica delle materie prime, degli impianti, dei dati e delle
conoscenze: i beni vengono trasformati o in modo fisico (es. arancia per succo) o in modo spaziale
(es. banane disponibili da Milano a Catania) o in maniera logica (es. Amazon riferisce informazioni
in giro per il mondo).

 operazioni di negoziazione (es. calcio-mercato): esse sono strettamente complementari alle attività
interne di trasformazione tecnica e caratterizzano fortemente sia gli istituti sia i sistemi economici
nei quali essi operano.
Inoltre si svolgono secondo una molteplicità di condizioni di scambio e di forme contrattuali. Gli
oggetti delle negoziazioni sono:

1. beni privati (alimenti, libri, immobili, …).


2. disponibilità di mezzi monetari a vario titolo (capitali di rischio e capitali di prestito).
3. lavoro.
4. beni pubblici erogati dallo Stato.

 operazioni di configurazione e di governo degli istituti: esso si compone della configurazione


dell’assetto istituzionale (la governance: chi fa il direttore generale o il presidente, ...),
dell’organizzazione (coordinamento orizzontale e linea di comando verticale o tipologia del
personale) e della rilevazione e informazione (riguarda la contabilità).

L’attività economica si svolge con l’impiego di condizioni di produzione (o fattori di produzione) e


l’insieme di queste include ogni elemento o circostanza che direttamente o indirettamente contribuisce a
facilitare o ad ostacolare la produzione economica.
In esso rientrano:

 le materie prime, i componenti e i servizi forniti da terzi


 gli immobili, gli impianti, i macchinari e le attrezzature
 il lavoro di ogni tipo (operativo, direttivo o di governo economico)
 la terra
 i beni pubblici
 i beni liberi

Le condizioni di produzione si possono classificare in varie categorie come i beni, tuttavia hanno particolare
rilievo le condizioni di produzione primarie. Queste ultime sono definite secondo un duplice criterio: il
primo è che si tratta di condizioni fondamentali per ogni impresa; il secondo è che sono condizioni la cui
natura e le cui modalità di apporto all’impresa sono tali da suscitare interessi economici.
Solo due condizioni di produzione sono qualificabili come “primarie”:

a. il lavoro.

b. il capitale (di apporto e di risparmio).

Essendo che l’attività economica è svolta dalle persone per le persone, ne discende che ls persona umana è al
centro degli studi che si occupano di economia.
Esistono due tipologie differenti di comportamenti delle persone che svolgono l'attività economica: la prima
tipologia è formata da persone che sono singoli individui isolati, perfettamente razionali e spinti solo da
interessi egoistici; la seconda da persone che agiscono in quanto membri di gruppi, in condizioni di
razionalità limitata e ispirate anche da principi di altruismo.

Homo oeconomicus Persona umana


Tradizionalmente, per oltre due secoli, era per Ha una razionalità limitata da due fattori: uno è
l'economia l'ipotesi di comportamento più coerente. intrinseco nella capacità di raccolta di informazioni
dell'individuo (non ha tutte le capacità per scegliere
la cosa giusta), infatti è dominato anche da
emozioni.
Non è solo intrinseco nella capacità di raccolta, ma
anche in quella di rielaborazione. Infatti deve
utilizzare delle scorciatoie decisionali.
Esiste una branca dell'economia, chiamata
comportamentale, che ha messo in luce le euristiche
del cervello umano che spingono a prendere
decisioni irrazionali, o meglio sistematiche.
È una macchina decisionale basata su razionalità E’ parte di una collettività e in quanto tale non
assoluta. considera solo l'utilità economica, ma anche le
aspettative delle persone che le circondano. La
persona può essere oggetto di imbarazzo/vergogna/...
che potrebbero indurla a prendere decisioni contro
razionalità.

È motivato solo da redditi e ricchezza ed orientato Agisce in modo tale da massimizzare il proprio
esclusivamente alla massimizzazione di essi. benessere individuale (non sono a livello materiale) e
il loro comportamento è coerente e previdente nel
tempo poiché esse fanno del loro meglio per
prevedere le conseguenze incerte delle loro azioni.
Siamo, quindi, davanti a un comportamento
razionale.
Valuta delle alternative possibili e sceglie la La scelta che compie è influenzata da preferenze, che
convenienza personale preferita. a loro volta sono influenzate da vari fattori:
a. bisogni biologici.
b. caratteristiche dei beni e delle esperienze
fruibili in un certo momento.
c. esperienze passate (ovvero il “capitale
personale”).
d. “capitale sociale”, che è determinato
soprattutto della collettività – e non dal
singolo -. Esso è composto dai
comportamenti e dalla cultura della rete
sociale a cui appartiene.
Nelle economie più evolute gli ultimi due fattori
prendono sempre più importanza a discapito dei
bisogni umani fondamentali.

Produce un grande vantaggio: formalizzare il


comportamento di un individuo grazie al quale si può
ricorrere a una rappresentazione matematica del
processo decisionale (ovvero prevedere quale
potrebbe essere il comportamento)

Il comportamento tipico delle persone è la seconda, infatti si tende a compiere una scelta soddisfacente e non
ottima.
Nei gruppi, inoltre, ci sono delle norme di comportamento che potrebbero influenzare le decisioni del
soggetto.
Egli valuterà sia esigenze dell'azienda, ma anche le aspettative esterne all'attività economica. Queste attese
incidono sul comportamento della persona.
Anche elementi tipo la religione ne incidono indirettamente.
La persona, quindi, diventa il centro di un sistema di attese di comportamento da parte di altri soggetti e si
forma così il ruolo, che viene definito come il sistema delle attese di comportamento che convergono su una
persona che occupa una certa posizione in un gruppo sociale. Al centro di ogni gruppo sociale vi è una densa
rete di scambi che fanno fluire tra i membri oggetti molto vari: affetti, lavoro, beni, prestigio, reputazione,
stima, ecc.
La gran parte delle persone adulte fa parte contemporaneamente di una pluralità di società umane trovandosi,
quindi, in una situazione di inclusione parziale in più gruppi.

Il marketing, come l'economica aziendale, è diviso in due tipologie di studi: quello quantitativo (neuro-
marketing), che studia come si comporta il cervello umano in maniera scientifica, e quello costruttivista che
si basa su analisi di narrative e/o storytelling.

Al netto di ciò gli individui perché lavorano insieme? Perché ciò conduce a un fenomeno di rendita, o meglio
rendita organizzativa. Infatti, cooperando, si possono raggiungere obiettivi che lavorando da soli sono
irraggiungibili sebbene avere a che fare con così tante persone possa essere talvolta difficoltoso (aspettative,
egoismi, ...).
Possiamo definire questa propensione alla cooperazione come il vantaggio competitivo biologico dell'uomo
che gli permette di produrre rendita organizzativa.
Questa metodologia parte dall'antichità (vd. mondo egizio con gli schiavi, ...). Nel momento in cui si crea
questa rendita, si sviluppa anche un ipotetico problema: essa viene divisa tra i soggetti che hanno operato, ma
come dividerla? Di solito con il principio generale della retribuzione: ovvero la proporzione dei contributi.
A volte è difficile definire la contribuzione, infatti è non è semplice essere obiettivi con sé stessi e talvolta si
possono creare situazioni spiacevoli (io mi aspetto di più di quanto ho realmente dato).
In questo caso siamo davanti a una asimmetria critica.

Parte fondamentale per mantenere buoni i rapporti sociali e riuscire, quindi, a collaborare è la fiducia.
I comportamenti leali e altruistici, se reiterati nel tempo generano una condizione di fiducia, a differenza dei
comportamenti opportunistici che sono causa ed effetto di sfiducia reciproca. Il leader è importante perché
motiva e trascina.
Costruire la fiducia è molto difficile; distruggerla, invece, è più semplice .