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terrorismo globale autore

claudio gambino
Geografia
Università di Pisa
7 pag.

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NEO FONDAMENTALISMO E JIHAD
Il termine fondamentalista indica un atteggiamento morale che insiste per imporre le proprie
convinzioni politiche anche quando sono tutt’altro che accettabili. Secondo i fondamentalisti la crisi
che regna nel mondo islamico sarebbe provocata da :
• Internamente dal distacco dei musulmani dall’islam
• Esternamente dal complotto dei loro nemici contro di essi
La causa principale dell’allontanamento dalla retta via dai musulmani viene individuata
nell’occidentalizzazione del mondo islamico. La soluzione offerta dal fondamentalismo può essere
riassunta nel governo di Dio e nell’applicazione della sharia. Per i fondamentalisti l’islam non è solo
una fede religiosa ma è anche il quadro entro cui si articola la vita politica e sociale. Il
neofondamentalista si inserisce in un discorso di negazione del culturale. Essi rifiutano ogni forma di
culto dei santi e si oppongono anche alla celebrazione dell’anniversario del profeta rifiutano tutte le
arti associate alla pratica religiosa e tutte le feste pagane. Il neofondamentalismo rappresenta una
visone molto rigorosa del corano. Il neofondamentalista si rifiuta di interessarsi alla filosofia e alla
scienze politica. Il fenomeno nuovo che ha caratterizzato gli anni 90 è la radicalizzazione dei
neofondamentalisti una parte della quale è diventata jihadista cioè che privilegia la lotta armata
rispetto alla predicazione religiosa. La jihad ha un duplice significato: guerra santa per mezzo della
spada o lotta di un’anima contro i più bassi istinti umani. Altra distinzione è quella di jihad offensiva e
jihad difensiva. Ove il pericolo reale è costituito dalla jihad difensiva, una reazione militare scatenata
da un attacco condotto da non musulmani contro la fede islamica. Una volta che l’islam è sotto attacco
ogni musulmano ha il dovere di combattere. La nozione di jihad fornita dal corano ha portato a due
accezioni. L’accezione minimalista e l’accezione massimalista. Quella minimalista ha il significato di
sforzo interiore individuale e collettivo teso alla ricerca di un ideale. Mentre quello massimalista la
jihad è una teoria di guerra giusta che sancisce l’uso della violenza in una situazione di guerra, ma a
monte della nozione di jihad rimane l’opposizione fra puro e impuro.

OSAMA BIN LADEN


Osama Bin Laden è nato nel 1957 ed è uno de 54 figli di Mohammed bin Laden. Suo padre nato nello Yemen
emigrato negli anni 30 in arabia saudita dove lavorò come muratore nella casa reale. Fu proprio li infatti che
divenne ilo maggiore imprenditore di lavori pubblici nel reame. Ottenne infatti l’appalto esclusivo
dell’ampliamento della grande moschea della Mecca, il luogo più sacro dell’islam. Osama crebbe con

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l’educazione ai principi saudita. Per Bin laden la questione principale è rappresentata dall’offensiva dei
crociati contro l’islam. Secondo il suo ragionamento infatti la sua p una jihad difensiva che dipende dal fatto
che l’slam è sottoposta all’attacco di forze non musulmane, cristiani ed ebrei. Le iniziative degli USA nel
mondo islamico vengono descritte da BL come . oppressioni, ingiustizie massacri contro l’islam. Questa è
una jihad difensiva per difendere il suo paese e la sua gente. Inoltre BL si è appellato direttamente al popolo
americano perché sfrutti il loro sistema di governo democratico per costringere il loro governo a revocare le
politiche che nuocciono al mondo musulmano; in sostanza afferma che il popolo americano ha il potere di
porre fine alla guerra tra l’america e l’islam e se non ne farà uso meriterà le catastrofi che li colpiranno. Si
possono riassumere in 6 punti gli obiettivi della politica estera di B L:
1. Interruzione di tutti gli aiuti statunitensi a Israele
2. Ritiro delle forze armate statunitensi e occidentali dalla penisola arabica.
3. Fine dell’intervento statunitense in Afghanistan e Iraq.
4. Fine del sostegno degli USA nei confronti dei musulmani in Cina e Russia.
5. La restituzione ai musulmani dei pieni controlli energetici del mondo islamico e un ripristino dei
prezzi di mercato che ponga fine all’impoverimento dei musulmani causato dai prezzi del petrolio
stabilito dai regimi arabi per favorire l’occidente
6. La sostituzione dei regimi musulmani che non governano secondo i principi dell’islam.

CACCIA A OSAMA BIN LADEN


La caccia a Osama Bin laden la si può riassumere fondamentalmente in 4 fasi
• Fase 0: il 1 febbraio 1986 nacque il primo centro controterrorismo della CIA; vennero costituiti due
gruppi di azione uno esclusivamente straniero, l’altro composto solamente da americani. Lo statuto
di questo nuovo centro consentiva alla CIA di intraprendere azioni antiterroristiche, allo scopo di
impedire attacchi. Durante i primi anni il nuovo centro non ha dato molta importanza alle reti che si
ispiravano ai fratelli musulmani. Fino a quando non arrivò notizia della fondazione di una nuova
organizzazione per la salvezza islamica, giunta dal Pakistan. Tale rete gestiva uffici e ostelli lungo il
confine afgano e un giovane denaroso saudita Osama bin laden finanziava numerose somme di
denaro al fine di favorire l’espansione della rete. Ma le prime notizie affermavano che BL non era un
guerriero. La direzione operazioni nel caso di BL si limitava solamente alla raccolta di dati
informativi; ma non aveva alcun mandato dalla casa bianca per attività di spionaggio specifiche
contro di lui. Tuttavia si trattava di un finanziatore, non ancora un’attivista. Ma gli analisti della CIA
verso la fine del 1994 iniziarono a seguire una direzione diversa. Sapevano infatti che BL possedeva
circa 200 passaporti sudanesi e sovvenzionava 3 campi di addestramento per jihadisti. Quindi vi
erano un numero sempre maggiore di prove che BL si stava organizzando un esercito privato e che
ormai iniziava ad essere visto come una minaccia.
• Fase informativa: nel gennaio 1996 il centro controterrorismo della CIA istituì un nuovo ufficio per
seguire i movimenti di BL. Tale ufficio prese il nome di stazione virtuale. Tutte le telefonate
internazionali di BL venivano intercettate via satellite. Nell’agosto 1996 le forze talebane assunsero
il controllo di jalabab e bin laden finanziò con circa di 3 milioni di dollari del suo conto personale. Il
25 settembre i talebani entrarono a kabul arricchiti dal loro nuovo finanziatore. Gli USA non
avevano ancora un mandato di cattura contro BL. La stazione virtuale intercettava telefonate e
seguiva i movimenti finanziari ma non aveva ancora avviato operazioni contro di lui. Poche
settimane dopo i talebani ufficializzarono la presenza di osama bin laden aggiungendo che
l’Afghanistan non verrà sfruttato come base per gli attacchi terroristici. Il dipartimento di stato
diramò nell’autunno del 1997 un elenco ufficiale di organizzazioni terroristiche straniere ma BL e al-
Qaeda non figuravano.
• Fase operativa: il primo tentativo formale della CIA per catturare e uccidere BL nacque
conseguentemente al progetto di arresto di un immigrato resosi responsabile della sparatoria al
quartier generale dell’agenzia nel 1993. Operando con gli agenti afgani la CIA cominciò a servirsi
dei satelliti e di altre tecnologie per studiare il mondo di BL. Una volta catturato avrebbe deciso cosa
farne da un punto di vista legale. Il piano prevedeva un’inchiesta preliminare federale che lo
avrebbe incriminato, oppure un suo trasferimento in Egitto o in Arabia Saudita per il processo. Tale
piano doveva tenere conto di una limitazione importante posta dal diritto americano, cioè il divieto
alla CIA di poter effettuare omicidi, infatti si doveva fare il possibile per catturarlo vivo. Ma
considerando che BL si spostava con le guardie del corpo era probabile un eventuale conflitto a
fuoco. Il 7 agosto del 1998 avviene un attentato a Nairobi e in Tanzania e la CIA fornisse a Clinton la
prova del coinvolgimento di Osama Bin Laden considerato finanziatore e mandante degli attentati. Il
20 agosto partì la rappresaglia USA dove morirono 21 jihadisti ma BL non era tra loro. Per gli

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americani fu quindi un insuccesso che contribuii ad accrescere la fama di BL nel mondo islamico.
Dopo gli attentati in Africa si intensificarono le ricerche e Clinton firmò una serie di notificazioni
dove autorizzava la CIA a usare la forza per catturare BL se necessario anche uccidendolo. Verso la
fine del 1998 la minaccia di BL passò da livello 0 cioè al livello più alto. Tuttavia gli uomini da
impiegare per la cattura di Osama erano pochi.
• Fase mai attivata: le segnalazioni della CIA aumentarono nei mesi di gennaio e febbraio del 2001.
Vi erano infatti forti indizi che BL stesse pianificando nuove operazioni. Nella primavera i rapporti
della CIA sulle minacce di BL salirono a un livello informando che in quella stessa primavera AL-
QAEDA fosse pronto a sferrare un grande attacco. Non sapeva indicare dove; altre intercettazioni
parlavano di un attacco spettacolare imminente. Tra maggio e giugno giungono altre segnalazioni
diverse indicanti possibili attacchi di al-qaeda. Addirittura l’FBI tra il 1 gennaio e il 10 settembre
parla di attacchi contro linee aeree. Ai primi di giugno lo stesso Osama dichiara che nelle prossime
settimane ci sarebbe stato un attacco contro sedi americane e israeliane. Nonostante la situazione
stesse degenerando il documento presidenziale che doveva muoversi contro AQ si muove con
lentezza. Il centro controterrorismo della CIA riferisce che elementi della rete di BL erano diventati
irrintracciabili dall’intelligence americana. Era opinione comune che l’attacco fosse imminente, ma
che avrebbe colpito obbiettivi distanti al territorio americano. In luglio la CIA evidenziò di aver
contratto una fonte rientrata da poco dall’Afghanistan che riferiva di un attacco imminente ma
nonostante tutto le minacce rimanevano vaghe. Infatti l’ininterrotto flusso di segnalazioni sulle
minacce riguardava dati non specifici. In seguito si ebbe pure la minaccia di un vero e proprio
dirottamento di aerei. A metà luglio la CIA trasmise un messaggio al dipartimento di stato di fermare
2 arabi, da loro stessi rintracciati, e interrogarli ma nessuno ha provveduto. Volendo tracciare delle
considerazione sugli eventi che hanno preceduto l’attacco dell’11 settembre è doveroso affermare
che gli stati moderni sono dotati di ampi e costosi servizi di intelligence ma non sempre i successi
conseguiti sono costanti.

11 SETTEMBRE 2001 AMERICA UNDER ATTACK


L’attacco terroristico dell’11 settembre si è iscritto nella storia del mondo perché ha avuto la capacità di
trasformare un evento locale, nel senso che si è verificato in punti determinati della superficie terrestre, in un
evento globale perché le sue ripercussioni hanno riguardato tutto il mondo. Tale effetto è stato determinato
dal fatto che sono stati scelti come bersagli i poli d’eccellenza New York e Washington. Non solo la scelta
spaziale è stata mirata ma anche quella temporale, non un attacco by night ma by day in modo da avere un
impatto rilevante sull’opinione pubblica mondiale. Da un punto di vista della geografia politica, l’attentato
dell’11 settembre ha modificato la direttrice delle tensioni internazionali in quanto l’occidente aveva preso
coscienza che il rischio di un conflitto mondiale si fosse definitivamente chiuso mentre con l’11 settembre si
rende conto che iniziò l’era della guerra globale. Anche da un punto di vista della geografia urbana è da
sottolineare che l’attacco si è svolto all’interno di una macroarea ed ha riportato delle ripercussioni non solo
sul corpo della città, ma anche sull’anima della città. Gli effetti non hanno riguardato solo gli abitanti ma
anche i turisti che sono stati privati di una struttura così importante. Anche da un punto di vista mediatico si
ha avuto un grande impatto, infatti tutti i TG televisioni erano impegnati a documentare quanto accaduto e la
sensazione più immediata del telespettatore era quella di assistere ad u documentario o un film di

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fantascienza il senso di incredulità era seguito dal senso di pietà per le migliaia di vittime in particolare per i
soccorritori. Ne consegui soprattutto in molti cittadini occidentali una sorta di depressione psicologica
correlata all’idea dell’apocalisse. Per la forma mentis della comunità occidentale sempre più legata alla vita
terrena l’evento dell’11 settembre ha portato un grande shock basato su un grande quesito si potranno mai
fermare i terroristi se nemmeno la morte li spaventa? Quindi si è stati colpiti da un senso di paura e di
impotenza dovuta dalla imprevedibilità di questi attacchi. Perciò l’11 settembre ha avuto delle ripercussioni
sulla geografia della qualità della vita già nello stesso giorno dell’attentato; si sono percepiti i rischi connessi
alla frequentazione del mondo esterno e in particolare dei luoghi pubblici.

TEORIE COMPLOTTISTICHE
L’evento dell’11 settembre costituisce un modello basato sulla dicotomia tra informazione e contro-
informazione. Infatti dopo l’attacco sono sorte alcune tesi che rifiutano la versione ufficiale del’evento. La
tesi complotti afferma che sia stato tutto un montaggio del governo americano per giustificare la politica di
dominio in medio oriente e nel mondo. I punti chiave di tale tesi sono 6:
1. L’attentato ricalca un piano del pentagono studiato all’epoca della guerra fredda
2. I terroristi non erano piloti esperti quindi non erano in grado di centrare le torri
3. Il WTC non è crollato per l’incendio ma in seguito all’esplosine di cariche piazzate in precedenza
4. L’edificio 7 è andato distrutto pur non essendo colpito
5. Il pentagono non è mai stato centrato da un aereo ma di un missile o un autobomba
6. Il jet 93 sarebbe stato abbattuto da un aereo caccia.

LA GUERRA USA DEGLI ANNI 2000 GUERRA GIUSTA E GUERRA PREVENTIVA


Dopo gli attentati contro New York dell’11 settembre non fu dato il via a nessuna risposta militare da
parte dell’esercito americano stranamente però il consiglio di sicurezza nazionale si mosse subito per
provvedere all’esodo di circa 20 membri della famiglia di Osama dagli USA all’arabia saudita. Quel
giorno l’operazione decapitazione che avrebbe permesso agli USA di eliminare milti leader talebani
non partì. Ci furono infatti tutta una serei di dichiarazoioni che invitavano alla prudenza è chiaro
quindi che l’america anzi l’esercito americano non era pronto, non c’erano truppe sul posto e non c’era
nulla di programmato. Bisognerà aspettare il 7 ottobre del mese successivo per registrare la risposta
USA. Questo ritardo permise ad al-Qaeda di postare i propri uomini e i propri fondi dal Afghanistan al
Pakistan e in altre zone dell’asia centrale. Quelle tre settimane di ritardo tolsero all’america la
possibilità che tutto il mondo occieentale si aspettava. Dopo gli attacchi terroristici l’amministrazione
Bush si alleò subito con il Nord

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L’UNIONE EUROPEA AL CENTRO DEL MIRINO
MADRID
La mattina dell’11 marzo 2004 la Spagna è vittima di un grave attentato terroristico. Una serie di
esplosioni nella città di Madrid uccidono 193 persone e ne feriscono più di 1500. Quelli di Madrid
sono stati gli attacchi più efferati mai avvenuti in Spagna. Originariamente, si era creduto che gli
attentai di Madrid fossero da attribuire al gruppo separatisti basco degli ETA ; altri invece ritenevano
che la modus operandi dell’attentato non corrispondeva con gli ETA. In seguitò si ipotizzò che l’ETA
venne accusata per evitare che i socialisti rinfacciassero al governo d’essersi infilato nella faccenda
irachena andando contro il volere dell’opinione pubblica. Si può affermare che l’11 marzo Madrid è
stata colpita come conseguenza della politica estera della Spagna. Infatti nel 2003 il primo ministro
spagnolo fu sostenitore dell’invasione americana in Iraq. In quell’occasione inviò 1300 soldati nel
paese mediorientale. Si ritiene perciò che gli attacchi madrileni siano stati eseguiti da al-Qaeda in
risposta la coinvolgimento spagnolo in Iraq. La maggioranza degli spagnoli si era dichiarata contraria
al coinvolgimento del loro paese nella guerra. A dimostrazione di ciò nelle elezioni tenutesi subito
dopo gli attentati, la stragrande maggioranza dei voti è andata ai socialisti i quali si sono dichiarati
contrari alla guerra . infatti non appena eletto Zapatero ha annunciato l’intenzione di voler ritirare le
truppe spagnole dall’Iraq decisione appoggiata da molti spagnoli. Nel giorno del suo insediamento
Zapatero ja messo in atto l’immediato ritiro de 1300 soldati spagnoli dal fronte iracheno. La prima
reazione alla scelta della Spagna è venuta proprio dall’Iraq infatti il capo radicale sciita ha fatto un
appello ai suoi seguaci affinché venissero interrotti gli attacchi alle truppe spagnole.

LONDRA
La mattina del 7 luglio 2005 fu Londra ad essere colpita da attentato terroristico. Infatti quella mattina
si verificarono 4 esplosioni nella metropolitana londinese causando 49 morti e più di 700 feriti.
L’annuncio della rivendicazione è stata dato dalla rete televisiva Al Jazira che afferma di essere in
possesso di un video di Al-qaeda nel quale apparivano esponenti terroristici di Osama Bin Laden. Uno

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di questi è proprio quello che la televisione araba definisce l’autore degli attentati a Londra. Le stragi
sono considerate da al-qaeda una risposta a Tony Blair ritenuto responsabile dell’invasione militare in
Iraq a fianco degli USA . nel secondo video appare il numero 2 di al-Qaeda che promette nuovi
attentati in Europa e accusa gli europei di non aver rispettato la tregua proposta da BL. L’attacco
inglese va considerato come un flop dei servirsi segreti inglesi che sapevano di dover tenere alto il
livello di guardia. Infatti nel 2004 a Londra era stato scoperto esplosivo pronto a saltare in aria. Furono
arrestati parecchi giovani. Tutto ciò dovuto al fatto che l’intelligence spinge il suo lavoro verso la
ricerca di link fra la jihad e gli stati canaglia, piuttosto che cercare terroristi o Osama stesso. Le
indagini successive hanno svelato che i terroristi che hanno partecipato all’attacco erano cittadini
inglesi e ciò dimostra il legame jihad- Londra e quindi il legame con le cosiddette società parallele.

CONFLITTO ARABO-ISRAELIANO: LE ORIGINI DI TUTTE LE QUESTIONI MEDIORIENTALI


La palestina è una delle regioni mediterranee di più antica popolazione. Gli israeliti vi giunsero intorno
al 1300 a.c.; essi erano nomadi ed erano suddivisi in diverse tribù finché nella lotta contro i filistei
formarono la prima nazione ebraica. La conquista di Gerusalemme a opera dei romani segnò la
diaspora definitiva del popolo ebraico che li portò per millenni lontano dalla loro patria d’origine,
dove si erano andati lentamente insediando popoli di arabi. L’indipendenza d’israele (14 maggio 1948)
ha avuto la sua origine negli sforzi sionistici per ricreare un focolare nazionale per gli Ebrei della
diaspora, minacciati dal pericolo dell’antisemitismo. La palestina fu ritenuta il luogo naturale per il
focolare. Infatti l’alleanza israelitica e gli amanti di sion vi fondarono colonie agricole. Il fondatore dl
movimento sionistico dichiarò che entro 50 anni lo stato ebraico si sarebbe costituito presentandone
struttura, finalità e mezzi di attuazione. Si realizzarono la banca nazionale ebraica per la raccolta dei
capitali necessari e il fondo nazionale ebraico. I sionisti si proponevano di ricostruire in palestina una
patria per tutti gli ebrei che non potevano o non volevano restare nei paesi dove si trovavano. Quindi
in poco tempo l’emigrazione verso la palestina divenne un fenomeno di massa da parte degli Ebrei,
motivati dal fatto che conducevano una vita insostenibile nel resto d’europa. L’immigrazione interra
santa è uno dei grandi ideali che ha permesso la ricostruzione di Israelle. Nel 1882 la popolazione
palestinese si aggirava intyorno a 25 mila abitanti; mentre nel 1900 c’erano già 5000 ebrei in
palestina; nel 1914 gli ebrei in palestina erano circa 85000. Dopo la prima guerra mondiale si ebbe un
nuovo esodo in virtù della dichiarazione di Balfour che

La questione arabo- israeliana mnasce negli anni successivi alla 2 guerra mondiale. Il prikmo conflitto
si registra dopo la proclamazione dello stato d’israele che provoca l’invasione dei seguenti paesi:
Egitto, Giordania, Siria, Arabia Saudita, Libano e Iraq. La guerra finirà nel 1949, dopo che lo stato
d’israele avrà ampliato il suo controllo. L’armistizio suddivide la città di Gerusalemme tra israele e
giordania. Subito dopo la metà degli anni 50 si registra il secondo conflitto denominato guerra del
sinai. Infatti nel 1956 israele invade la penisola , che costituisce il collegamento tra asia ed africa.
Quasi un decnnio dopo si inserisce nel quadro del medio oriente un nuovo soggetto che è l’OLP
organizzazione per la liberazione della palestina, che punta a ll’intipendenza della palestina
sciogliendoli dalla dipendenza dai paesi arabi. Poco dopo ne diventa capo Arafat. 3 anni dopo esplode
la guerra dei 6 giorni. L’egitto chiude l’accesso al golfo Aqaba concesso all’esercito israeliano e
mobilità le sue truppe. In risposta israele lancia un attacco preventivo e distrugge gli aerei egiziani

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ancora in terra e si assicura la superiorità su tutte le aree della regione. L’onu interviene per mettere
fine al conflitto richiedendo il ritiro degli israeliani dai territori occupati. Nel 1973 con l’intento di
attacare Israele si costituisce una coalizione di paesi arabi. Il conflitto che ne scaturisce veine
denominato guerra del Kippur dal nome della festività ebraica. Anche l’iraq si unisce all’attacco. Preso
di sopresa israele impiega diversi giorni per mobilitarsi e subisce pesanti pedite. Nonostante ciò riesce
a fermare l’offensiva e dimostra la propria superiorità militare. Alla fine degli anni 70 sembrano
prednere piede le speranze di pace infatrti il presidente US A carter riesce a mettere pace fra Egitto e
Israele dopo circa 30 anni di guerra. I primi anni 80 registrano ancora guerre, infatti l’esercito
israeliano attacca il Libano e il Beirut . il 1987 è un anno che in medio oriente ha lasciato il segno in
quanto è esplosa nei territori occupati la prima intifada. I palestinesi che vivono a Gaza si rivoltano
contro gli israeliani. Le manifestazioni continuano per anni. Quando tramite le iniziative di pace

AL-QAEDA OGGI L’ESPANSIONE TERRITORIALE DELLA RETE TERRORISTICA


La prima generazione della rete terroristica internazionale, creatasi in Afghanistan, presenta dei tratti
comuni cioè tutti i suoi membri sono mediorientali, infatti si trasferiscono in Afghanistan figure di
primo piano come Bin Laden e Zawahiri tutte figure con passato politico islamico. La rete venne
fondata da un fratello musulmano giordano, egli ebbe come allievo Osama Bin Laden. Egli creò anche
l’ufficio servizi che aveva il compito di indirizzare verso l’Afghanistan i volontari provenienti da tutto
il medi oriente. Infatti nel giro di poco tempo il numero di volontari cresce notevolmente

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