Sei sulla pagina 1di 2

URL :http://wired.

it/
PAESE :Italia
TYPE :Web Grand Public

14 settembre 2021 - 05:15 > Versione online

Facebook ha fornito dati incompleti sulle


fake news alle università

Home Internet Social Network


Un docente di Urbino è stato il primo ad accorgersene. Ora decine di progetti di ricerca
sono a rischio. Per il social network si tratta di un errore tecnico

Foto: Josh Edelson/Afp/Getty Images


Prosegue il travagliato rapporto tra Facebook e i ricercatori. Il social network ha
consegnato dei dati incompleti ad alcuni accademici che stavano conducendo i loro
studi sulla cattiva informazione che circola sulla piattaforma, rischiando di vanificare
mesi di studi.
Questi dati contenevano le informazioni su appena la metà degli utenti negli Stati
Uniti, e non su tutti, come sarebbe dovuto essere. Oltre a questo nei rapporti condivisi
da Facebook erano presenti solo utenti, le cui interazioni indicavano un orientamento
politico chiaro. Facebook tuttavia aveva promesso ai ricercatori la massima
trasparenza e l’accesso a tutte le interazioni dei suoi utenti negli ultimi due anni per
monitorare la diffusione della disinformazione sulla piattaforma.
Ad accorgersene è stato per primo Fabio Giglietto, un professore dell’università di
Urbino. Giglietto ha comparato i dati ricevuti con un report di Facebook sui contenuti più
visti negli Stati Uniti nel secondo trimestre del 2021, accorgendosi che i due dataset non

Tutti i diritti riservati


URL :http://wired.it/
PAESE :Italia
TYPE :Web Grand Public

14 settembre 2021 - 05:15 > Versione online

corrispondevano.
Facebook ha avvisato i ricercatori del problema e si è scusato con loro per
“l’inconveniente” che potrebbe aver causato con una mail. Inoltre venerdì l’Open
Research and Transparency di Facebook ha avuto un incontro da remoto con i
ricercatori interessati. Megan Squire, una ricercatrice che era presente, ha detto al New
York Timesche in quella riunione erano presenti 47 persone e che “ognuno di quei
progetti è a rischio, e alcuni sono completamente distrutti“.
La società, per mezzo dei suoi portavoce, ha fatto sapere che si è trattato di un errore
tecnico che sta cercando di risolvere, ma ci potrebbero volere delle settimane.
Facebook ha specificato però che i dati degli utenti fuori dagli Stati Uniti che ha
condiviso con i ricercatori sono corretti.
Dati puliti
Ottenere dati accurati da Facebook non è sempre facile, come è stato confermato anche
di recente. Il New York Times ad agosto ha scoperto che Facebook aveva accantonato
un rapporto sul suo primo trimestre, per rilasciare invece il 18 agosto quello sui
successivi tre mesi che dipingeva la sua piattaforma in una maniera meno negativa. Nel
rapporto nascosto nel cassetto, e alla fine ha pubblicato dopo la storia del Times,
emergeva che la notizia più vista dagli utenti americani a inizio 2021 diffondeva dubbi
sui vaccini contro Covid-19.
I ricercatori che studiano Facebook hanno avuto dei problemi anche quando hanno
usato strumenti propri per mettere insieme le informazioni di cui avevano bisogno. Ad
agosto Facebook ha disabilitato gli account degli accademici che lavoravano al progetto
Ad Observatory della New York University accusandoli di raccogliere dati in maniera
non autorizzata. Il team utilizzava un’estensione del browser per raccogliere
informazioni sugli annunci politici. Laura Edelson, ricercatrice a capo del progetto, ha
sostenuto che Facebook avesse in realtà interesse a far tacere il suo team perché – ha
detto ad Engadget – “questo lavoro mette in luce i problemi della piattaforma”.

Tutti i diritti riservati