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ALESSANDRO PORTELLI

09 LUGLIO 2016

La scheda, il fucile e Dallas


Io non credo che possiamo essere contenti di quello che sta succedendo
a Dallas in queste ore. In primo luogo, perché ci sono dei morti, e
questo non è mai fonte di gioia. In secondo luogo perché sul piano della
lotta armata, a vincere saranno inevitabilmente gli altri, difficilmente
vinceremo, e ci saranno altri morti. Non è questione di retorica della L I N K E C O N TAT T I

non-violenza: le sue vittorie il movimento di liberazione afroamericano Chi è Alessandro Portelli


le ha conquistate con altri mezzi, con la mobilitazione di massa, e non è Una proposta di lavoro culturale
chiaro quali saranno gli effetti della strage di Dallas su questo piano.
Scrivi ad Alessandro Portelli
Ma credo che, come sempre accade, dobbiamo leggere gesti estremi e
disperati come questo come sintomo e segno di qualcosa di più ampio,
più profondo, e più nostro. Diceva Langston Hughes, il grande poeta DOWNLOAD
afroamericano: “Che ne è di un sogno differito? Si inacidisce come un
Lezioni di storia: i giorni di Roma - 24
acino d’uva al sole, o s’infetta come una piaga e marcisce?... Forse si marzo 1944: Le Fosse Ardeatine
affloscia come un grosso peso. Oppure esplode?” In questa America che
Lezioni di storia: Sulla scena di Roma:
ti permette di ricercare e inseguire la felicità ma ti impedisce di
Il bombardamento di San Lorenzo
raggiungerla, il fuggiasco sogno afroamericano dell’uguaglianza diventa
sempre più differito e frustrante quando sembra più vicino. Malcolm X
diceva: “the ballot or the bullet”, la scheda o il fucile. Gli afroamericani POST RECENTI
la scheda l’hanno usata, e hanno eletto Barak Obama. Il sogno
Tutto il giorno di ieri sui media
sembrava a portata di mano, abbiamo letto editoriali sulla fine del
rimbalzava una n...
razzismo, e invece è stato solo un nuovo inizio: l’abisso che per quattro
Nel 1950, nel libro La folla solitaria,
secoli ha separato bianchi e neri, il vuoto su cui si strutturava
un testo d...
l’America, è parso per un attimo ridursi, ma avvicinamento non ha
Bruce Springtsteen: Born to Run,
creato armonia, bensì attrito, e l’attrito sanguina. Sanguina anche
l'autobiografia
perché dall’altra parte – dalla parte di istituzioni intrise la vittoria
La scheda, il fucile e Dallas
afroamericana con la scheda ha subito additato a un’opinione pubblica
ILouisiana, Minnesota: il delirio
spaventata e a istituzioni intrise di razzismo la strada del fucile. E le
dell'onnipotenza
pallottole hanno continuato a volare, come fanno da secoli di schiavitù,
https://www.youtube.com
linciaggi, segregazione, razzismo. Il sogno sembrava a portata di mano,
/watch?v=KwYE2d0h170: semik...
ed è sfuggito di nuovo. Che cosa è allora questa promessa sempre
L'Europa del genocidio respinge i
rinnovata e sempre mancata? E’ una menzogna, che inacidisce e
migranti
marcisce il sogno e produce disincanto, sfiducia, crisi della
Joe Hill: 1915-2015
partecipazione e della democrazia? O una maledizione, che produce
rabbia e paura e infine, in gesti come quello di ieri a Dallas, esplode? "Adua" di Igiaba Scego - il manifesto
Direi che l’uno è il segno dell’altro: l’esplosione minoritaria e disperata 15.12.2015
è lo specchio della delusione e della rabbia impotente della Link a una pr esentazione del mio
maggioranza in una democrazia che ha fallito il suo compito. libro su Bruce S...

A L E S A N D R O P O RTE L I | 1 2:0 7 P M 0 C OMME NTI

ARCHIVIO

08 LUGLIO 2016 maggio 2006

ILouisiana, Minnesota: il delirio dell'onnipotenza luglio 2006


settembre 2006
il manifesto 8.7.2016 Chissà se in uno dei prossimi concerti Bruce ottobre 2006
Springsteen canterà “Devils and Dust”: “ho il dito sul grilletto, non so
novembre 2006
di chi fidarmi, ho Dio dalla mia parte e sto solo cercando di
dicembre 2006
sopravvivere – la paura è una cosa potente, prende la tua anima piena
gennaio 2007
di Dio e la riempie di diavoli e polvere….”E’ la metafora di un’America
febbraio 2007
che da un quarto di secolo sta collocata alle crossoads fra onnipotenza e
paura, con Dio dalla sua parte ma un mondo ostile e sconosciuto tutto marzo 2007

intorno… E’ l’America che fra onnipotenza e terrore ha ucciso Calipari, aprile 2007
e che fra onnipotenza e terrore continua gli omicidi quotidiani di maggio 2007
polizia (580 nel 2016 finora, cui almeno 100 afroamericani disarmati). settembre 2007
Era “visibilmente nervoso” e spaventato il poliziotto del Minnesota che ottobre 2007
ha sparato a Philando Castile: gli hanno insegnato che i neri sono tutti novembre 2007
pericolosi, criminali e drogati, e che i criminali drogati sono tutti dicembre 2007
armati. Perciò quando Castile ha ripetuto il gesto che costò la vita ad
gennaio 2008
Amadou Diallo (allungare la mano per prendere il documento che gli
febbraio 2008
aveva chiesto), ha dato per scontato che stesse invece per prendere
marzo 2008
un’arma: come si può immaginare che un negro abbia un portafoglio?
aprile 2008
Il poliziotto aveva paura; ma era anche armato e quindi onnipotente:
non capisco, ho paura, ma posso uccidere quello di cui ho paura, e lo maggio 2008

faccio. Per un portafoglio scambiato per una pistola, Amadou Diallo fu settembre 2008
crivellato da 41 colpi, per Philando Castile ne sono bastati quattro. Del novembre 2008
senso di onnipotenza fa parte anche la quasi certezza dell’immunità. dicembre 2008
Finora nessuno dei poliziotti responsabili di uccisioni nel 2016 è stato gennaio 2009
punito. Dietro questa impunità c’è il senso – condonato, se non febbraio 2009
sotterraneamente condiviso, nella cultura delle istituzioni - che le marzo 2009
persone di colore sono meno umane degli altri, ucciderle è meno grave.
aprile 2009
Questo è il gesto che ha sancito la morte di Allen Sterling in a Baton
maggio 2009
Rouge in Louisiana: un essere pensato come subumano per la sua
giugno 2009
identità è reso ancora più degno di essere schiacciato proprio dalla sua
luglio 2009
impotenza, lì a terra indifeso come un insetto che ti invita a schiacciarlo
(abbiamo visto una scena identica, e finora identica impunità, anche a settembre 2009
Hebron lo scorso marzo). E infine. Noi siamo governati da un ottobre 2009
parlamento che ha votato allegramente (Partito “democratico” novembre 2009
compreso) che chiamare “orango” una donna nera (l’ex ministro Cécile dicembre 2009
Kyenge) “fa parte del discorso politico” e non è un insulto. Anche qui, gennaio 2010
insomma, sono le istituzioni le prime a designare i bersagli di violenza marzo 2010
etichettandoli come subumani, meno meritevoli di esistere. Perciò se
aprile 2010
un fascista di Fermo chiama scimmia una donna africana sopravvissuta
a Boko Haram, si tratta tutt’altro che di un pazzo e di un isolato, di uno maggio 2010
che fa parte di una deviante e minoritaria cultura ultrà, ma del giugno 2010
portatore estremo di un senso comune che non sfigurerebbe nel ottobre 2010
parlamento della Repubblica. E se il marito della donna offesa reagisce, novembre 2010
allora l’aggressore è lui: i neri devono stare al loro posto, prendersi
dicembre 2010
ingiurie e insulti e stare zitti. Anche qui, quando la vittima è a terra,
gennaio 2011
l’assassino non si ferma, non è soddisfatto, deve andare fino in fondo,
febbraio 2011
deve schiacciare questo insetto che da un lato ha la sfrontatezza di
marzo 2011
protestare e ti fa sentire minacciato (ma senti come minaccia la sua
mera presenza), e dall’altro non ha la possibilità di colpire e ti fa sentire aprile 2011

onnipotente. Il governatore del Minnesota scappa, i governanti maggio 2011


dell’Italia accorrono a Fermo a far vedere quanto sono solidali. Chi9ssà giugno 2011
dov’erano quando quattro bombe sono scoppiate, nella stessa città di agosto 2011
Fermo, davanti a chiese colpevoli di ospitare migranti e rifugiati. Da settembre 2011
noi è mano marcato il senso dell’onnipotenza, ma coltiviamo marzo 2012
accuratamente la pianta della paura e siamo maestri nella pietà aprile 2012
parolaia intrisa di indifferenza. In Louisiana e in Minnesota, gli
luglio 2012
afroamericani scendono in strada, gridano, protestano, cercano di
novembre 2012
ricordarci che “Black lives matter”, le vita nere contano negli Stati Uniti
dicembre 2012
come nelle Marche. Ma fino a quando continueremo a pensare che le
febbraio 2013
vite dei neri contano solo per i neri, che la Shoah sia un’offesa che
riguarda solo gli ebrei, che la strage di Orlando è una questione dei gay, aprile 2013

che gli assassini di polizia e gli assassini razzisti siano offese a una maggio 2013
“razza” e non offese all’umanità – fin quando la sollevazione contro giugno 2013
queste schifezze non sarà universale, anche la nostra rabbia non sarà luglio 2013
che parole e polvere. agosto 2013
A L E S A N D R O P O RTE L I | 7 :10 PM 0 C OMME NTI ottobre 2013
novembre 2013
dicembre 2013
gennaio 2014
febbraio 2014
marzo 2014
aprile 2014
maggio 2014
giugno 2014
agosto 2014
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