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Corriere della Sera Lunedì 4 Aprile 2011

Cronaca di Milano

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MI

Sera Lunedì 4 A prile 2011 Cronaca di Milano 3 MI La polemica I residenti: penalizzati
Sera Lunedì 4 A prile 2011 Cronaca di Milano 3 MI La polemica I residenti: penalizzati

La polemica I residenti: penalizzati dai disagi e i prezzi sono raddoppiati. Oggi l’udienza in tribunale per la richiesta di rinvio a giudizio

Parcheggi, 20 anni di ritardi in Città Studi

Documenti falsi, imprese fallite, danni alle case: lo scandalo dei cantieri sempre aperti

Due inchieste della Procura (domani arriverà la decisione su un rinvio a giudizio). Una causa
Due inchieste della Procura
(domani arriverà la decisione
su un rinvio a giudizio). Una
causa civile milionaria (i palaz-
ma il disastro lo ha provocato
all’inizio: i «tiranti» del cantie-
re hanno agganciato e frattura-
to i muri del condominio al nu-
zi intorno al «buco» sono da an-
ni solcati dalle crepe). E poi
«scambi» di lavori tra varie
aziende per crisi finanziarie, fal-
limenti, ricorsi. Succede tutto
mero 9, sono partite denunce e
richieste di risarcimento danni.
La giunta, il 4 febbraio, ha ap-
provato una variante al proget-
to — quattro piani anziché cin-
dal concessionario «i necessari
documenti» per la firma della
convenzione. Altrove, negli au-
tosilo di via Bazzini e piazza No-
velli, la data di «fine lavori» c’è,
ma aggiornata sui guasti del
passato: primavera 2012 e pri-
mo semestre 2013. Con cinque
anni di ritardo.
Consiglio di Zona
Certani, Fli: «I disagi
dei cantieri sono
destinati a gravare
ancora sui cittadini»
lì, tra largo Rio de Janeiro e via
tutela le piazze prima di consen-
tire la riapertura dei cantieri.
Quanto ci vorrà a finire i box,
oggi, è inutile chiederlo: «Solo
dopo il rilascio della nuova au-
torizzazione paesaggistica» sa-
rà possibile «definire una tem-
pistica per la ripresa e il comple-
tamento dei lavori». Tribunale
permettendo.
Bazzini, dietro piazza Piola. Ap-
pena un chilometro quadrato,
que, meno box ma più cari — e
tuttavia resta ancora impossibi-
le indicare una data di conse-
gna: il Comune sta aspettando
Le indagini
Sono due «procedimenti pe-
nali» a bloccare dal novembre
Gianni Santucci
Armando Stella
la zona di Milano più ristretta e
2008 i cantieri di piazza Bernini
e largo Rio de Janeiro. Dietro al-
le autorizzazioni, secondo la
Procura, ci sarebbero «strani»
passaggi burocratici e anomalie
nell’iter di approvazione: in en-
trambi i casi il concessionario
dei box ha presentato in Comu-
ne un nuovo progetto definiti-
vo. È un passo, ma non basta. Il
Comune e le imprese devono
ancora «risolvere le problemati-
che» sul vincolo culturale che
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allo stesso tempo più tartassata
dalla costruzione di cinque par-
cheggi sotterranei. Qui ci sono
oltre mille cittadini che hanno
già versato anticipi per acqui-
stare un box. E ora protestano.
Come protestano gli altri citta-
dini, quelli che quei cantieri «di-
struttivi» sotto alcune tra le più
belle piazze della zona non li vo-
levano. A guardarli nell’insie-
me, i cantieri, il risultato è que-
sto: tre progetti hanno accumu-
lato un totale di oltre vent’anni
di ritardi; due (quelli su cui in-
daga la Procura) non si può
neppure stimare se e quando si
faranno. Una relazione interna
del Comune traccia oggi una
dettagliata fotografia del «disa-
stro parcheggi» in Città Studi.
La relazione
Il documento è datato 21
marzo 2011 e proviene diretta-
mente dalla Direzione speciali-
stica parcheggi di Palazzo Mari-
no. Lo ha richiesto il Consiglio
di Zona 3, che l’ha ricevuta a ri-
dosso dello scioglimento.
L’obiettivo era di convocare un
consiglio straordinario aperto
ai cittadini, che di fatto non si
farà più. «Da questa risposta —
spiega Matteo Certani, consi-
gliere di Futuro e libertà — si
evince chiaramente la situazio-
ne critica che hanno vissuto e
che stanno vivendo molti quar-
tieri. Sembra che occorrerà
aspettare, purtroppo, ancora
molto tempo e i disagi sono de-
stinatiagravare su tutti i citta-
dini, sia quelli a favore dei box,
sia quelli contrari».
I danni eiritardi
I lavori in via Ampère sono
fermi da oltre cinque anni,
un’impresa esecutrice è fallita,
Il caso Lettera degli abitanti al Comune: «Più controlli contro la sosta selvaggia»
li urbani? «Ogni tanto — raccontano
La scheda
L’assedio del traffico a Porta Vigentina
«Gli alberi storici rischiano di morire»
La zona
gli abitanti — passano, multano.
Portano via qualche mezzo in divie-
to». Più che altro, però, liberano po-
sti. Non risolvono il problema.
Venti metri
Succede in tutta la città, lungo i
di città. Un bar,
suoi viali alberati, nei quartieri stori-
un parrucchiere,
ci, e delicati: il traffico non viene ar-
un negozio
ginato, sfonda le aiuole e s’inserisce
di giocattoli. Due
numeri civici,
L’allarme
Le radici dei
te al rispetto dei divieti di parcheg-
gio, alla situazione della pavimenta-
zione, allo stato del verde». È una de-
Il controviale di Beatrice d’Este è
stravolto, occupato dalle macchine.
tra gli alberi. «È una piaga». Il par-
cheggio selvaggio (spesso impunito,
palazzi signorili,
bella Milano,
platani davanti
Di
giorno c’è l’invasione dei lavorato-
o tollerato) uccide sei piante al gior-
no, oltre duemila l’anno. Ma prima
i condomini al 47
ai numeri
ri,
dei fornitori, dei clienti dei nego-
di uccidere, le auto torturano le vitti-
e al 49. E una
47 e 49 di
viale Beatrice
zi. Di sera calano i giovani della mo-
vida, parcheggiano qui e proseguo-
protesta corposa.
Con petizioni
d’Este.
nuncia circostanziata. Cattive abitu-
dini, menefreghismi, inciviltà quoti-
diane: «Lo spazio antistante e adia-
cente al civico 47 viene utilizzato per
no a piedi: piazza XXIV Maggio, Navi-
me. È il caso dei terrapieni di viale
Beatrice d’Este. Le radici dei platani,
già intombate nell’asfalto, cementifi-
e lettere in
A destra: le
auto in divieto
posteggiare auto — si legge nella pe-
tizione di protesta —, causando disa-
Comune: «Siamo
prigionieri della
di sosta

La doppia fila davanti al Double Touch: il furgone e lo scooter, l’utili- taria e la familiare. «Qui la sosta non è solo irregolare. È aggressiva, è peri- colosa». Invade il marciapiedi e mi- naccia gli alberi, li soffoca: senza una tregua riuscirà ad ucciderli. Le radici dei platani hanno già crepato l’asfalto, affiorano per sopravvivere, mentre la terra delle aiuole sembra divorata da un cancro, è esplosa, ha divelto i masselli: «Il passaggio dei pedoni è accidentato». Un cartello sbilenco vieta la sosta 24 ore su 24 e intima la rimozione forzata, ma è «si- stematicamente ignorato», giorno e notte: «L’uscita dei veicoli dai gara- ge è rischiosa. Manca visibilità. Ne possono scaturire incidenti». Sono

venti metri di città. Un bar, il parruc- chiere Double Touch, un negozio di giocattoli e due numeri civici, palaz-

zi

signorili, bella Milano, i condomi-

ni

al 47 e al 49 di viale Beatrice d’E-

ste, all’angolo con Porta Vigentina.

Sono venti metri fuori controllo: «Il Comune ci aiuti — scrivono i cittadi-

ni in una lettera-appello —. Il disa-

gio è diventato insopportabile».

La petizione è stata inviata al vice- sindaco Riccardo De Corato ed elen-

ca le «numerose problematiche lega-

(Del Puppo)

gi al passaggio pedonale e alla entra- ta/uscita delle auto dal garage».

gli, Porta Ticinese, Colonne di San Lorenzo. Le moto e gli scooter sono lasciati sui marciapiedi tra corso di Porta Vigentina e via Oriani. E i vigi-

tra corso di Porta Vigentina e via Oriani. E i vigi- cate e private dell’acqua, hanno
tra corso di Porta Vigentina e via Oriani. E i vigi- cate e private dell’acqua, hanno

cate e private dell’acqua, hanno spre- cato le ultime energie per ribellarsi alla pressione e riemergere, salire in superficie e aspettare la pioggia: «Le nostre piante stanno soffrendo. Ri- schiano di cadere o, peggio, di mori-

re — denunciano gli abitanti nella

zona —. Non solo: sono una minac-

cia per i pedoni, soprattutto gli anzia- ni e i bambini che frequentano la

scuola Quadronno e l’asilo». Che fare? Nei palazzi al 47 e al 49 c’è gente per bene, fiduciosa: gli in- quilini si dicono «sicuri dell’interes-

se del Comune» e ne sollecitano un

intervento «tempestivo». Bastano piccole misure tampone per ridare un aspetto dignitoso alla zona: «Pa- nettoni antisosta in cemento, nuovi

paracarri, riasfaltatura dell’area, risi- stemazione delle aiuole e salvaguar-

dia del filare». Sono solo venti metri

di città, mica poi tanti. A. St.

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La protesta

Cittadini in piazza contro la movida

«La situazione della movida sta degenerando in tutta la città». Il caso di via Vetere

è

emblematico, sarà

discusso stasera al vertice

dei comitati di quartiere:

«Assoluta mancanza

di

regole. Minacce. Spaccio

di

droga. Gente che urla

fino all’alba, balordi che

si

arrampicano ai balconi.

Vetrine dei negozi sfregiate, cocci di vetro ovunque. La polizia non riesce neppure

a farsi largo nella folla».

I cittadini hanno raccolto

foto e video, in questi mesi. Sono prove, accompagnano

le

denunce e gli esposti

presentati in tribunale:

«Ora basta — attacca Salvatore Crapanzano,

il

portavoce del

Coordinamento dei comitati —. Porteremo manifestazioni di protesta

in

tutti i quartieri dello

sballo senza freni. Colonne

di

San Lorenzo, Navigli

e Arco della Pace».

È la campagna primaverile

di

protesta, l’avvio di

una mobilitazione che si preannuncia lunga:

«Il Comune ha rinunciato a

far rispettare persino le sue ordinanze — continua Crapanzano —. I locali vendono alcolici in bottiglia anche nelle zone

in

cui è vietato. E molti

esercenti non emettono

scontrini fiscali». L’ultimo blitz dei carabinieri risale

al

27 novembre scorso: una

raffica di controlli in via Vetere e dintorni, due denunce, 100 persone identificate, un locale chiuso e una decina di multe (16 mila euro). «Il Ticinese sta lentamente scivolando nel degrado — denunciano i comitati —. I residenti sono esasperati dal chiasso: non riescono a dormire. Eicommercianti vendono le licenze ai cinesi: sta nascendo un

nuovo quartiere, il Ti-cinese». Assieme ai cortei, il Coordinamento organizzerà un incontro con i candidati a sindaco:

«Vogliamo conoscere le loro posizioni sulla movida.

La

nostra è chiara: non

vogliamo spegnere la città,

solo il rigoroso rispetto delle regole». Così Carlo Montalbetti, storico

rappresentante dei comitati

e

consigliere Api: «In

cinque anni di chiacchiere

la

giunta non ha risolto

alcun problema. E la tanto annunciata delibera sul "numero chiuso" ai locali del divertimento è scomparsa». Replica l’assessore al Commercio, Giovanni Terzi: «La delibera è stata approvata dalla giunta, ma attende

da

quattro mesi di essere

discussa in consiglio».

 

A. St.

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