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Domenica Aruta 5^H

Kierkegaard
1-Kierkegaard e l'idealismo
2-Il concetto di scelta, angoscia e la disperazione
3-I tre stati dell'esistenza
4-La fede

Kierkegaard critica dell'idealismo il suo tentativo di dare una risposta ad ogni quesito, in
teressandosi alle verità oggettive.
Per Kierkegaard invece il tema centrale della sua ricerca è la verità individuale e la scelta.
Kerkegaard infatti considera l'uomo come individuo creato ad immagine e somiglianza di
Dio che è ciò che lo contraddistingue dagli animali.
Non solo, l'uomo ha anche la caratteristica della libertà che gli permette di poter
scegliere autonomamente.

Questa possibilita però non è sempre positiva poichè lascia all'uomo la responsabilità di
scegliere tra il bene e il male.
Questa responsabilità porta l'uomo a vivere in uno stato d'angoscia(che riguarda il
rapporto tra la condizione umana e il mondo) che genera a sua volta la disperazione (che
riguarda invece il rapportarsi dell'uomo con se stesso).
La disperazione inoltre ha un duplice lato in quanto l'uomo può essere dipserato sia
quando non si accetta per quello che è sia quando si scontra con i propri limiti dopo
essersi creduto autosufficiente e completo.
Per uscire dalla disperazione bisognerebbe distruggere il proprio Io ma questo non è
possibile quindi si può solo vivere quel sentimento negativo che deriva dal voler
reprimere se stessi.
Questo stato di insoddisfazione porta l'essere umano a trovarsi tra scegliere la vita etica
e quella estetica.
La scelta finale sarà poi la fede perchè l'unico modo per sopportare il peccato e non
lasciarsi schiacciare da esso è rimettersi nelle mani di Dio, avere fiducia in Lui e accettare
di esserne dipendenti.

I tre stadi dell'esistenza sono: Estetico, Etico e Religioso.


Lo stadio Estetico è presentato da molteplici personaggi tra cui Don Giovanni, perchè chi
decide di condurre una vita estetica, vive l'attimo; Non assume responsabilità, non ama
una sola donna. Vive il presente e si sente estremamente libero. In realtà però non è
libero perchè si lascia vivere dalla vita e perchè non vivendo epserienze durevoli, manca
di autoidentificazione, di conseguenza vive la mancanza di felicità.
Lo stadio Etico invece e rappresentato dal giudice Wilhalm. Chi sceglie di vivere una vita
etica decide, al contrario dell'Esteta, di assumersi ogni tipo di responsabilità e di sacrifici.
Si tratta quindi di una scelta sociale. L'Etico può creare una propria identità.
Ma, quando l'uomo prende coscienza di sè si confronta con se stesso e anche con Dio
prendendo atto della sua natura limitata. In questo momento si manifesta la
disperazione.
Qui, entra in gioco il terso stadio quello religioso dove l'uomo vede come ancora di
salvezza la religione che si presenta come unica salvezza per salvarsi dalla disperazione.