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Canto ad Afrodite Urania(Identificata con IsideSophia)

Lieta, che Beata facesti la Creazione,


Bellissima, a cui gli Spiriti rendono omaggio,
Oh sublimissima, a te s’accosta il mio amore
Per scrutare nel prezioso Tuo sacrario.
Ebbro di Beatitudine s’accende lo sguardo mio veggente,
Ai fiumi d’Estasi della Tua Presenza.

In mille forme spira, come luminosa brezza di dei,


Il ritmo leggero del mio canto.
Perché inesauribile è la tua Bellezza,
Sconfinato l’oceano della tua Gioia Beata.
Appena da lontano ti scorsi
T’elessi a mio eterno Amore.
Con tremito profondo t’ho offerto il mio cuore,
Regina del mondo, Afrodite Urania.

Da quando presaga la mia Anima ti sente,


Ciò cui aspira il più grande dio del profondo Abisso,
Ciò cui aspira il più fulgido dio di vertiginosa Altezza,
Ho intimamente, in te ricevuto.
Come raggi luminosi dal tuo volto bellissimo
Da te,miriadi di vite sbocciano, ma…
Se volti sdegnata il Tuo sguardo
Il mondo trema, l’Aurora svanisce e
Arido deserto diviene la Terra.

In trono, sopra i flutti di Caos Antico


Maestosa, sorridendo, facesti cenno;
Ed i selvaggi elementi misero dolci ali d’amore
Per accorrere, lieti, al tuo delizioso gesto.
Gioiose, nell’ora felice delle nozze,
S’avvinsero creature a creature.
Nei cieli, sopra la sfera della Terra,
Ti vedesti, o Artefice, in immagine riflessa.

Le coppe della vita tu versasti, generando soli


Dai luminosi-dorati raggi della tua conoscenza perfetta.
Al Tuo gesto delicato
Le giovani valli strinsero robusti colli ebbri d’amore.
Belli, alteri, come figli di dei pendono
I balzi di rupe, dal delicato petto Tuo materno;
Essi cadono, felici, tra i flutti del profondo mare.
Alla Tua Presenza, il paese trema
Di sempre nuovo piacere.

Calde e lievi spirano ora le aurore,


In amore soave, Primavera si distende sulla valle:
Boschi nascono negli anfratti di rupe,
Erba e fiori genera il giovane, solare, raggio.
Vedi, vedi dall’insorto mare,
Dai colli, dal grembo delle valli
Come le innumerevoli schiere d’esseri s'abbracciano
E s’amano, barcollanti di Gioia.

Dai boschi incede, nel campo primaverile,


Celestialmente bello il Figlio Tuo Diletto oh Dea,
Che tu, secondo la tua Regale Immagine,
Sin dall’Origine, generasti.
Lo salutano i profumi soavi del Paradiso,
Egli sta lì, beato in meraviglia,
Stringendo il gran petto Tuo d’amore
E tu Afrodite Urania cullandolo, a Lui canti:

“Oh Diletto Figlio della dolce ora creante,


Vieni, Eletto, vieni ad amarmi!
I miei baci ti consacrano al patto,
Alitano Spirito, dal mio Spirito in Te.
Il mio mondo è specchio della Tua anima,
Il mio mondo, o Figlio, è Bellezza ed Armonia.
Sii Felice! Quale sigillo manifesto del mio Amore
Quello e Te, Io creai.

Lacerata è la corruttibile veste degli esseri,


Se non la salva la Forza della mia destra.
Da me sgorga l’eterna pienezza del Bello,
L’ampio oceano di tutto ciò che è Sublime.
Siimi grato dell’incantato mio amore,
Del possesso di fortificante gioia,
Le tue dolci lacrime, le tue aspirazioni più belle,
Le fece, o Figlio, il Mio Bacio Creatore.

Per ritrovare in Te più stupenda la Mia Immagine,


T’ho alitato dentro forza ed ardire,
Perché Tu scrutassi le Leggi del mio Regno,
Perché conoscendolo tu conoscessi Me.
Sorgi, adesso, Signore e Creatore delle mie creature.
Solo nell’ombra Tu Mi spierai,
Ma, ama, amaMi, o Unico Figlio!
Al di là tu vedrai il Mio Limpido Volto,
Al di là gusterai il beato premio del Tuo Amore”.

Ora, o spiriti, nel Nome Santissimo della Dea,


Che ci fece, dalla prima origine del Tempo,
Quali germoglio della Sua semenza,
Quali eredi del Suo Splendore e della Sua Magnificenza,
Venite a offrirle solenni e preziosi tributi
Con tutta la forza divina della vostra anima.
Col più gioioso entusiasmo, Giurate a Lei fedeltà,
A Lei che ha creato ed in eterno crea.

Libero e potente come onda marina,


Puro come ruscello d’Elisio,
Sia il culto alla soglia del Tuo Santo Tempio,
Sia il Vero l’alto sacerdozio dei tuoi consacrati.
Via, via, gli antichi ed oscuri errori!
Si dissolvano la menzogna superba e la nera ignoranza!
Gloria al tuo puro vessillo o Afrodite, che sei Urania e Sapienza.
Gloria a te o Sophia! Gloria ai giusti ed al loro trionfale canto di conoscenza!

Ah! Com’è tetro, nero ed oscuro l’abisso dell’ignoranza;


Com’è gelida e fredda la fonte del falso!
Impetuoso è il fonte tuo soave o Afrodite, o Sophia bellissima!
Spiriti! Fratelli! Di Sophia prima fonte è il celeste Amore,
Perché attorno a Lui e Sophia verdeggia il Paradiso della Gioia.
Da ciò che della vita terrena è futile ed oscuro siano purgati i sensi,
Essi, rinnovati,percepiscano la Tua Delizia divina.
Rasserenata dalla benevola presenza d’Amore
La mia Anima a Te s’appresa o Sophia, Urania Creatrice.

Guarda o Anima Santa, Superbia, Ignoranza e Discordia sono dalla Madre Annientate,
Inganno e Cieca Menzogna ammutolite,
Con rigore Sophia tu separi la splendente Luce dall’Oscuità della tenebra;
Per lasciar puro, immacolato, il silenzioso sacrario del Vero.
Cessata è la lotta del mio desiderio,
Alla vita irruenta Tu hai donato quiete inviolabile,
I rituali, i tributi di venerazione,
Hanno premiato la mia vita, nata e cresciuta nel poco.

Forte e felice sulla via del Tuo Amore,


Stupito innanzi alla Grazia del Cuore di Dio.
Rapito, come Serafino mi libero in Alto,
Per contemplare la sublime Tua Armonia.
Non riesce il canto a palesare
Cio che è Sophia,
Ciò che tu sei, Afrodite Urania,
Per gli occhi Veggenti,
Quando si dileguano l’oscurità e le nubi
Di questa tetra caverna
E l’Anima in Te sola di sé si dimentica.

Venite e cantiamo il canto di Gioia


O voi, cui la Creatrice donò il Suo Amore!
Moltitudini, venite e lottate per innalzarvi
Nella luce trionfale dell’Aurora, verso lei, Nostra Regina!
Sovrani della terra, gettate via i vostri ori,
Gettate al suolo vostre corone e ricchezze, innanzi a Lei, adoranti, prostratevi!
E voi pianeti, soli e stelle tutte, innanzi a Lei riecheggiate:
“Santa, Santa, Santa è Iside Sophia!
Santa, Santa, Santa Tu sei, Urania Afrodite!”.