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Solnia

L'aura sacra della città è palpabile, almeno quanto una fitta nebbia, come in uno
di quei giorni d'inverno dove tutto assume un tono spettrale innaturale.

Nelle strade cittadine regnava un ossequioso e profondo silenzio, interrotto


solamente dal rumore dei carri trainati dai cavalli sulle strade, con motivi simili
a mosaici fatti di ciottoli colorati e regolari.
I motivi geometrici e colorati della pavimentazione regalavano agli occhi
un'atmosfera accogliente e placida, in contrasto netto con l'austerità degli alti
palazzi in marmo bianco, ricavato per la maggior parte dalle cave circostanti.

Anche la zona del mercato è molto quieta, per quanto infatti ci si possa sforzare
di ascoltare, sono ben poche le parole che giungono all'orecchio. Il silenzio è un
ossequio e un'ottemperanza di tutti coloro che abitano o transitano qui. Per questi
ed altri motivi Solnia viene anche chiamata la città cheta.

Gli equilibri che sono stati raggiunti qui dopo la catastrofe sono di vitale
esempio e guida, per tutti coloro che hanno sempre avuto fede o hanno riscoperto
solo da poco la loro lealtà agli dei. Si da il caso che questa città vanti il
maggior numero di templi attivi della regione e la più grande collezione di testi
tramandati da ere passate. Ogni miniaturista esperto che si rispetti, almeno una
volta nella vita ha potuto fare qui un pellegrinaggio, per apprendere in maniera
avanzata la sua arte o poter ammirare le teche dei templi più antichi.

La città oltre a tutto questo può offrire conforto ai viaggiatori di ogni fede,
istruzione a coloro che ambiscono a portare la parola divina nel mondo o redenzione
per chi durante il proprio cammino si è trovato a intraprendere il sentiero
sbagliato.

Se Binos è la culla della scienza arcana, Solnia è sicuramente il bagliore della


fede che risveglia la speranza nei giusti.

Si tramanda da vario tempo che questa città abbia dato i natali a numerosi illustri
eroi o grandi uomini, che hanno potuto riscattare per diritto divino, potere e fama
oltre ogni umana immaginazione.

Nonostante all'interno della cittadella siano presenti anche molti esponenti di


religioni non buone, non ci sono mai stati problemi di convivenza o legali dovuti
ai rituali praticati nelle varie chiese. Pare che gli accordi stipulati per poter
edificare l'intera città nella sua struttura attuale prevedano anche la
regolamentazione di buon vicinato e di non estremismo-fanatismo religioso.