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Docsity paniere didattica e pedagogia speciale prof carbone

Didattica E Pedagogia Speciale (Università telematica e-Campus)

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Paniere DIDATTICA E
PEDAGOGIA SPECIALE prof.
Carbone
Didattica generale e speciale
Università telematica e-Campus
38 pag.

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DIDATTICA E PEDAGOGIA SPECIALE


LETTERATURA, LINGUA E CULTURA
ITALIANA
Carbone Giovanni

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Lezione 002
1. IL SISTEMA EDUCATIVO IN GENERALE E SCOLASTICO NELLO SPECIFICO SI CONFIGURA:

QUALE COMUNITÀ ACCOGLIENTE NELLA QUALE TUTTI GLI ALUNNI, A PRESCINDERE DALLE LORO DIVERSITÀ FUNZIONALI, POSSANO REALIZZARE ESPERIENZE DI
CRESCITA INDIVIDUALE E SOCIALE.

QUALE ISTITUZIONE LEGALE

COME AMBIENTE

EDUCATIVO QUALE

ISTITUZIONE SCOLASTICA

2. L'INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ COSTITUISCE:

UN OBBLIGO DI LEGGE

UN FIORE ALL'OCCHIELLO PER IL SISTEMA EDUCATIVO

UN OBBLIGO ETICO

UN CONSIGLIO MORALE

3. DELLA LEGGE QUADRO PER L'ASSISTENZA, L'INTEGRAZIONE SOCIALE E I DIRITTI DELLE PERSONE HANDICAPPATE?

1993

1992

2000

1994

4. PER DIAGNOSI FUNZIONALE SI INTENDE:

LA DESCRIZIONE ANALITICA DELLA COMPROMISSIONE FUNZIONALE DELLO STATO

PSICO-FISICO NESSUNA DELLE PRECEDENTI

LA DESCRIZIONE ANALITICA DELLA COMPROMISSIONE FUNZIONALE DELLO STATO PSICO-FISICO DELL'ALUNNO IN


SITUAZIONE DI HANDICAP, AL MOMENTO IN CUI ACCEDE ALLA STRUTTURA SANITARIA PER CONSEGUIRE GLI INTERVENTI
PREVISTI DAGLI ARTT. 12 E13 DELLA LEGGE N. 104/92

LA DESCRIZIONE ANALITICA DELLA COMPROMISSIONE FUNZIONALE DELLO STATO PSICO-FISICO DELL'ALUNNO IN SITUAZIONE DI
HANDICAP

5. LA STESURA DEL PROFILO DINAMICO FUNZIONALE È:

FINALIZZATA ALLA STESURA DEI

BES FINALIZZATA ALLA STESURA

DEL PPT
FINALIZZATA ALLA STESURA DEL PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO.

FINALIZZATA ALLA STESURA DEL PDF.

6. QUALE DEI SEGUENTI PARAMETRI VIENE UTILIZZATO PER L'ANALISI FUNZIONALE DELLE POTENZIALITA' DELL'ALUNNO:

GOGNITIVO

TERAPEUTICO

NESSUNA DELLE

PRECEDENTI RELIGIOSI

7. COSA METTE IN RISALTO L'ESPERIENZA SCOLASTICA?

LE LEGGI CHE REGOLANO L'EDUCAZIONE DEI

DIVERSAMENTE ABILI NESSUNA DELLE PRECEDENTI

LE NORME E LE TECNICHE DELL'INCLUSIONE

COME GLI ALUNNI CON DISABILITÀ SI TROVANO INSERITI ALL'INTERNO DI UN CONTESTO SEMPRE PIÙ VARIEGATO, DOVE
LA DISCRIMINANTE TRADIZIONALE - ALUNNI CON DISABILITÀ/ALUNNI SENZA DISABILITÀ - NON RISPECCHIA PIENAMENTE LA
COMPLESSA REALTÀ DELLE NOSTRE CLASSI

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Lezione 005
1. L'INTEGRAZIONE E' UN PROCESSO IN CONTINUO DIVENIRE CHE CONSENTE A TUTTI I SOGGETTI DI:

SPOGLIARSI DELLA PROPRIA IDENTITA' PER CONFORMARSI AL

GRUPPO CONFORMARSI ALL'ALTERITA' DEL GRUPPO CLASSE

IMPLEMENTARE LA PROPRIA IDENTITA' ALL'INTERNO DEL GRUPPO

SVILUPPARE TUTTE LE POTENZIALITA' E L'AUTONOMIA ATTRAVERSO L'AIUTO RECIPROCO E LA COLLABORAZIONE

2. L'ISTRUZIONE INDIVIDUALIZZATA:

SI REALIZZA IN UN RAPPORTO UNO

A UNO E' UNA ISTRUZIONE

INDIVIDUALE

SI REALIZZA IN UN RAPPORTO DUALOGICO

ADEGUA L'INSEGNAMENTO ALLE CARATTERISTICHE INDIVIDUALI DEGLI ALLIEVI PROPONENDOSI DI CONSEGUIRE INDIVIDUALMENTE
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO COMUNE AL RESTO DELLA CLASSE

3. L'ALUNNO IN DIFFICOLTA' COSTITUISCE:

UN'OCCASIONE PER LA SCUOLA PER RIPENSARSI COME STRUMENTO DI SUCCESSO FORMATIVO PER GLI ALUNNI MIGLIORI DELLA
CLASSE

UN'OCCASIONE PER LA SCUOLA PER RIPENSARSI COME STRUMENTO DI SUCCESSO FORMATIVO DI ALUNNI IN BASE ALLE
POTENZIALITA' DEL SINGOLO

UN'OCCASIONE PER LA SCUOLA PER RIPENSARSI COME STRUMENTO DI SUCCESSO FORMATIVO PER GLI ALUNNI IN DIFFICOLTA'

UN'OCCASIONE PER LA SCUOLA PER RIPENSARSI COME STRUMENTO DI SUCCESSO FORMATIVO PER TUTTI

4. L'ACRONIMO PEI INDICA:

PROGETTO EDUCAZIONALE INTEGRATIVO

PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO

PROGETTO EROGATIVO

INTEGRATIVO PROCESSO

EDUCATIVO INDIVIDUALE

5. UNA SVOLTA IMPORTANTE NELLA CULTURA PEDAGOGICA DEL NOSTRO PAESE, ANCHE CON RIGUARDO
ALLE POLITICHE DI INTEGRAZIONE, E' STATA FORNITA DALLA LEGGE:

270/2010

104/1992

170/2010

517/1977

6. LA DIAGNOSI FUNZIONALE E':

E' UN DOCUMENTO REDATTO DAL CONSIGLIO DI CLASSE

LA DESCRIZIONE ANALITICA DELLA COMPROMISSIONE FUNZIONALE DELLO STATO PSICO-FISICO DELL'ALUNNO IN SITUAZIONE DI HANDICAP

E' UN DOCUMENTO REDATTO DAL DIRIGENTE SCOLASTICO

E' UN DOCUMENTO REDATTO DALL'INSEGNANTE DI SOSTEGNO

7. LA DIDATTICA INDIVIDUALIZZATA E':

CONTEMPORANEA ALL'INTEGRAZIONE

PROPEDEUTICA ALL'INTEGRAZIONE

ANTITETICA

ALL'INTEGRAZIONE

SUCCESSIVA

ALL'INTEGRAZIONE

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8. NELL'ELABORAZIONE DEL PROFILO DINAMICO FUNZIONALE VENGONO ESAMINATI I SEGUENTI PARAMETRI:

COMUNICAZIONALE, LINGUISTICO, SENSORIALE

COGNITIVO, AFFETTIVO RELAZIONALE, COMUNICAZIONALE, LINGUISTICO, SENSORIALE, MOTORIO PRASSICO,


NEUROPSICOLOGICO, AUTONOMO, APPRENDIMENTO

COGNITIVO, AFFETTIVO RELAZIONALE

COMUNICAZIONALE, LINGUISTICO, SENSORIALE, MOTORIO PRASSICO, NEUROPSICOLOGICO, AUTONOMO, APPRENDIMENTO

9. A REDIGERE IL PEI PROVVEDONO:

GLI OPERATORI ASL, GLI INSEGNANTI CURRICULARI, IL DOCENTE DI SOSTEGNO, L'OPERATORE PSICOPEDAGOGICO, I GENITORI

I DIRIGENTI SCOLASTICI, L'INSEGNANTE DI SOSTEGNO, IL

CONSIGLIO DI CLASSE GLI OPERATORI ASL, I MEDICI, I DIRIGENTI

SCOLASTICI

I GENITORI

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Lezione 012
1. LA PROGRAMMAZIONE INDIVIDUALIZZATA:

DEVE TENER CONTO DELLA PROGRAMMAZIONE DELLA CLASSE SOLO IN RELAZIONE AD ALCUNI ASPETTI DEL

CURRICULO SCOLASTICO DEVE TENER CONTO DELLA PROGRAMMAZIONE DELLA CLASSE

DEVE TENER CONTO DELLA VOLONTA' DEI GENITORI

NON DEVE TENER CONTO DELLA PROGRAMMAZIONE DELLA CLASSE

2. UNA BUONA INTEGRAZIONE CHE SALVAGUARDI I DIRITTI DEL DISABILE E I DIRITTI DEI SUOI COMPAGNI DI CLASSE

CREARE UNA CLIMA INCLUSIVO, ADEGUARE GLI OBIETTIVI DEL DISABILE AGLI OBIETTIVI DELLA CLASSE

DEVE:
CREARE UN CLIMA SERENO ALL'INTERNO DELL'ISTITUZIONE

SCOLASTICA ADEGUARE IL CLIMA DELLA CLASSE ALLE

ESIGENZE DEGLI INSEGNANTI

CREARE UN CLIMA INCLUSIVO CHE ADEGUI GLI OBIETTIVI DELLA CLASSE ALLE ESIGENZE DEL DISABILE

3. TRA I MATERIALI DIDATTICI NON STRUTTURATI VI SONO:

I GIOCHI DIDATTICI

LE

SCHEDE I
CARTELLONI E GLI ADATTAMENTI DEI LIBRI DI
TESTI
I GIOCHI DIDATTICI INDIVIDUALIZZATI

4. I LIVELLI DI ADEGUAMENTO DEGLI OBIETTIVI IN RELAZIONE ALLA GRAVITA' INDIVIDUATI DA IANES SONO:

12

5. IL PROCESSO DI INTEGRAZIONE PUO' ESSERE CONSIDERATO UN:

PROCESSO SOGGETTIVO

PROCESSO DIALOGICO

PROCESSO

UNIDIREZIONALE

PROCESSO SOGGETTIVO

6. IL CONCETTO DI INCLUSIONE SI FONDA SUL RICONOSCIMENTO DEI CONCETTI DI:

NOMALITA' E DISABILITA'

NORMALITA' E DIVERSITA'
NORMALITA' E SPECIALITA'

NORMALITA' E HANDICAP

7. TRA I PRINCIPALI TIPI DI ORGANIZZATORI ANTICIPATI VI SONO:

I MEDIATORI

DIDATTICI I

MEDIATORI

SIMBOLICI

I GRAFICI DELL'IDEA PRINCIPALE E DEI

DETTAGLI I MEDIATORI ICONICI

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8. I GRAFICI DI SEQUENZE SONO UTILIZZATI PER:

EVIDENZIARE L'IDEA PRINCIPALE ED ELABORARE UNA SERIE DI DATI MINORI CHE CONSENTONO AD ILLUSTRARLE

EVIDENZIARE GLI ELEMENTI CHIAVE SECONDO UNA LINEA TEMPORALE PER EVIDENZIAR ELE PROCEDURE DI

ESPERIMENTO SCIENTIFICO

EVIDENZIARE L'IDEA PRINCIPALE ED ELABORARE UNA SERIE DI DATI

EDIDENZIARE I NESSI CAUSALI NELLE AZIONI DI UN PERSONAGGIO DI UNA STORIA NELLE MANIFESTAZIONI DI UN
FENOMENO NEGLI EVENTI CHE HANNO SEGNATO LA STORIA

9. I MEDIATORI ICONICI SI BASANO:

SONO QUELLI CHE SI ALLONTANANO DI PIU' DALLA REALTA' DI

RIFERIMENTO SONO QUELLI CHE SI ALLONTANANO DI PIU'

FANNO RICORSO ALL'ESPERIENZA DIRETTA

SI BASANO SULLA RAPPRESENTAZIONE DEL LINGUAGGIO GRAFICO E SPAZIALE

10. IL COOPERATIVE LEARNING E' CENTRATO SU:

GRUPPI DI LAVORO CONTESTUALIZZATI

GRUPPI DI STUDENTI CHE SONO ALLA PARI COME CAPACITA'

COGNITIVA GRUPPI DI LAVORO OMOGENEI


GRUPPI DI LAVORO ETEROGENEI

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Lezione 017
1. IL MODELLO DIAGNOSTICO ICF E' STATO PROPOSTO:

DAL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA SANITA'

DALL'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA'


DAL MINISTERO DELLA SALUTE

DAL COMITATO TECNICO SANITARIO

2. LA PERSONALIZZAZIONE DAL PUNTO DI VISTA DELLA METODOLOGIA DIDATTICA CONCEPISCE L'APPRENDIMENTO COME:

UN PROCESSO CHE PERSEGUE ABIETTIVI FINALI UGUALI PER TUTTI

GLI ALLIEVI UN PROCESSO APERTO E PROBLEMATICO

UN PROCESSO INDIVIDUALE E

PERSONALE UN PROCESSO

STANDARDIZZATO

3. L'ICF CONSIDERA LA PERSONA:

NELLA PROSPETTIVA SOCIO-ANTROPOLOGICA

NELLA SUA TOTALITA', IN UNA PROSPETTIVA BIO-PSICO-SOCIALE

NELLA PROSPETTIVA BIO-

PSICOLOGICA NELLA

PROSPETTIVA BIOLOGICA

4. IL COMPITO DI METTERE IN ATTO APPROCCI VOLTI A PROMUOVERE L'INCLUSIONE SCOLASTICA E SOCIALE


DEGLI ALUNNI CON DISABILITA' E' PROPRIA DEL:

DIRIGENTE SCOLASTICO

L'INSEGNANTE

PREVALENTE
COLLEGIO DEI DOCENTI

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

5. QUALE, TRA LE SEGUENTI, PUO' ESSERE CONISEDERATA UNA METODOLOGIA DIDATTICA IN GRADO DI
FAVORIRE L'INCLUSIONE DI ALUNNI CON VBISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

IL TUTORING

SUCCESSIONE DI SPIEGAZIONE-

STUDIO LEZIONE ON-LINE

LEZIONE FRONTALE

6. L'INTERVENTO INDIVIDUALIZZATO E':

CALIBRATO SULLA SINGOLA PERSONA

CALIBRATO SU UN PICCOLO GRUPPO DI

ALLIEVI CALIBRATO SUL CORPO DOCENTE

CALIBRATO NEL GRUPPO CLASSE

7. L'ACRONIMO BES,

INDICA: BISOGNI

EDUCATIVI SPECIFICI

BISOGNI EMOTIVI

SPECIFICI BISOGNI

EMOZIONALI SPECIALI

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BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

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Lezione 022
1. L'OGGETTO DI VALUTAZIONE DEL COOPERATIVE LEARNING E':

I COMPORTAMENTE INDIVIDUALI E QUELLI DEL GRUPPO NEL SUO


COMPLESSO
I COMPORTAMENTI

PERSONALIZZATI I

COMPORTAMENTI INDIVIDUALI

I COMPORTAMENTI DEL GRUPPO NEL SUO COMPLESSO

2. IL COOPERATIVE LEARNING CONFIGURA UNA METODOLOGIA:

SOCIOLOGICA

ANTROPOLOGI

CA

REGOLATA DAL LEADER DEL

GRUPPO REGOLATA DAL

DOCENTE

3. NELLA DIDATTICA INCLUSIVA L'INSEGNANTE MEDIATORE:

PARTECIPA AI COLLEGI DEI DOCENTI PER L'ELARGIZIONE DELLE METODOLOGIE DIDATTICHE

ELIMINA LE DIFFICOLTA' AGLI ALLIEVI

OFFRE AGLI ALLIEVI LA POSSIBILITA' DI IMPARARE AD INTERPRETARE. ARGOMENTARE E STRUTTURARE LE


INFORMAZIONI PROVENIENTI DALL'AMBIENTE

UTILIZZA STRUMENTI E TECNICHE E METODOLOGIE DIDATTICHE STANDAR

4. LE DISCIPLINE DI STUDIO OFFRONO:


UN RUOLO RISTRETTO RISPETTO ALLA DIMENSIONE

DEL SAPERE UL RUOLO APERTO E ISTUTUZIONALE

UN RUOLO STRUMENTALE RISPETTO ALLA FORMAZIONE DELLA PERSONA

5. LA DIMENSIONE COOPERATIVA-INTERATTIVA SI SVILUPPA QUALE PRESUPPOSTO ESSENSIALE PER:

UNA EDUCAZIONE EFFICACE SOLO PER GLI ALLIEVI

DELL'INTERNA CLASSE UNA EDUCAZIONE EFFICACE SOLO PER

GLI ALLIEVI DIVERSAMENTE ABILI UNA EDUCAZIONE EFFICACE

SOLO PER GLI ALLIEVI CON BISOGNI SPECIALI UNA EDUCAZIONE

EFFICACE DI TUTTI GLI ALLIEVI

6. IL COOPERATIVE LEARNING:

E' UNA METODOLOGIA DIDATTICA INSTAURATESI TRA I MEMBRI DEL GRUPPO

E' UNA METODOLOGIA DIDATTICA AL CUI INTERNO L'ATTENZIONE DEI DOCENTI E' RIVOLTA MAGGIORMENTE AI LIVELLI DI
APPRENDIMENTO CONSEGUENTI E NON ALLE RELAZIONI INSTAURATESI TRA I MEMBRI DEL GRUPPO

E' UNA METODOLOGIA DIDATTICA CHE PREVEDE UN UNICO LEADER ALLA GUIDA

UNAGRUPPO
DEL METODOLOGIAE' DIDATTICA CHE SVILUPPA L'APPRENDIMENTO DEL SINGOLO ATTRAVERSO UNA COOPERAZIONE ATTIVSA TRA I
COMPAGNI DI CLASSE

7. NELLA PROSPETTIVA DELLA DIDATTICA INCLUSVIA LA LEZIONE FRONTALE E COLLETTIVA:


NON DEVE ESSERE L'UNICA MODALITA' DIDATTICA

CONSENTE DI RISPETTARE L'OMOGENEITA' DEL

GRUPPO CLASSE RAPPRESENTA LA MODALITA'

DIDATTICA PIU' FUNZIONALE

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8. IL DOCENTE INCLUSIVO:

LAVORA INDIVIDUALMENTE

COLLABORA ESCLUSIVAMENTE CON I GENITORI E LA

FAMIGLIA LAVORA AUTONOMAMENTE


LAVORA IN TEAM

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Lezione 029
1. LA REGOLAZIONE DELLA DIADE INSEGNANTE ALLIEVO SI VALUTA ATTRAVERSO:

CODICI INDIVIDUALI

CODICI

AUTOMATICI

CODICI GENERALI

CODICI

PRESTABILITI

2. LA CONDIZIONE NECESSARIA PERCHE' SI STABILISCA UN SISTEMA E' CHE:

LE PARTI AGISCANO IN MODO LIBERO SEGUENDO UNA PRECISA

ORGANIZZAZIONE I CHE LO COMPONGONO POSSANO INTERAGIRE TRA DI LORO SCAMBIANDOSI LE


DIVERSI ELEMENTI
INFORMAZIONI
LE PARTI AGISCANO IN MODO LIBERO SENZA SEGUIRE UNA PRECISA

ORGANIZZAZIONE LE PARTI CHE LO COSTITUISCONO LAVORINO

INDIVIDUALMENTE

3. LO STUDIO A CUI VIENE ATTRIBUITA LA TEORIA GENERALE DEI SISTEMI E':

MONTESSORI

VON BERTALANFFY

DON

BOSCO

PIAGET

4. L'ESSENZA DI UN GRUPPO E IL SUO RELATIVO SVILUPPO PSICO-SOCIALE E' DETERMINATA DA DIVERSI


COMPONENTI ESSENZIALI, TRA CUI:

L'INFLUENZA DEL SINGOLO

L'INFLUENZA DEL DOCENTE NEL COLLEGIO

DOCENTI L'INFLUENZA DEL DOCENTE NEL

GRUPPO CLASSE
L'INFLUENZA RECIPROCA

5. LA TRASFORMAZIONE DI UN GRUPPO DI ALUNNI IN UN GRUPPO CLASSE E' IL RISULTATO DI:

UNA ATTIVITA' DIDATTICA INDIVIDUALIZZATA E PERSONALIZZATA

UNA ATTIVITA' DIDATTICA

INDIVIDUALIZZATA UNA ATTIVITA'

DIDATTICA OMOGENEA

UNA ATTIVITA' DIDATTICA PERSONALIZZATA

6. IL GRUPPO CLASSE RAPPRESENTA:

UN ELEMENTO ESSENZIALE AD USO ESCLUSIVO DEGLI ALUNNI

DIVERSAMENTE ABILI UN ELEMENTO PENSATO PER GLI ALUNNI

DIVERSAMENTE ABILI

UN ELEMENTO NON PENSATO PER GLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

UN ELEMENTO ESSENZIALE NELLA DIDATTICA INCLUSIVA

7. LA TEORIA GENERALE DEI SISTEMI è STATA ELABORATA NEL:

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XIX SECOLO

XVIII

SECOLO
XX SECOLO

XVII SECOLO

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Lezione 036
1. LA SCUOLA HA IL COMPITO DI FORNIRE A TUTTI I SOGGETTI:

GLI STRUMENTI NECESSARI PER UN APPRENDIMENTO SPECIFICO E

INDIVIDUALE GLI STRUMENTI NECESSARI PER GARANTIRE GLI STESSI

SUCCESSI SCOLASTICI
GLI STRUMENTI NECESSARI PER L'ESERCIZIO DI UNA CITTADINANZA ATTIVA E CONSAPEVOLE

GLI STRUMENTI NECESSARI PER UN APPRENDIMENTO NOZIONISTICO

2. IL CURRICULO MODULARE RICHIAMA L'IDEA DELL'ALLIEVO CHE:

INTERVIENE COME CO-COSTRUTTORE DEL CURRICULO

INTERVIENE COME OSSERVATORE E VALUTATORE DEL CURRICULO

NON INTERVIENE IN ALCUN MODO NELLA REALIZZAZIONE DEL

CURRICULO INTERVIENE COME OSSERVATORE

3. IL PRINCIPIO FONDAMENTALE DELLA DIDATTICA MODULARE:

E' LA RIGIDITA' DEL CURRICULO

E' LA FLESSIBILITA' DEL CURRICULO

LA COMPLESSITA' DEL CURRICULO

LA FRAMMENTAZIONE DEL CURRICULO

4. IL CURRICULO INDICA:

LA PROGETTAZIONE DI UNA SITUAZIONE EDUCATIVA

LA PROGETTAZIONE DELLE ATTIVITA' DEL DOCENTE

LA PROGETTAZIONE DELLE ATTIVITA' DEL GRUPPO

CLASSE LA PROGETTAZIONE DEI SAPERI

5. LA DIDATTICA AD IMPRONTA SOCIO-COSTRUTTIVISTA SUPERA L'IDEA DI APPRENDIMENTO DI IMPOSTAZIONE:

COMPORTAMENTA

LE EMPIRISTA

IDEALISTA
COGNITIVISTA

6. SECONDO L'APPROCCIO SOCIO COSTRUTTIVO LA DIDATTICA DEVE:

VOLGERE ALLA RICAPITOLAZIONE DELLA CONOSCENZA

VOLGERE ALLA COSTRUZIONE DELLA CONOSCENZA

VOLGERE ALLE ACQUISIZIONE DI NOZIONI

VOLGERE ALLE ACQUISIZIONE DI SAPERI INDIVIDUALIZZATI

7. IL MODELLO DI PROGETTAZIONE DIDATTICA PROPOSTO DAL COSTRUTTIVISMO E' CENTRATO:

SUGLI ALLIEVI, SUI LORO BISOGNI E SULLE LORO RISORSE

EMOTIVE SUGLI ALLIEVI, SUI LORO BISOGNI E SULLE LORE

ABILITA' COGNITIVE SUGLI ALLIEVI, SUI LORO BISOGNI E

SULLE LORE RISORSE

SUGLI ALLIEVI, SUI LORO BISOGNI E SULLE LORO RISORSE FISIOLOGICHE

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8. LA DIDATTICA MODULARE

PERMETTE DI: MODIFICARE

L'OFFERTA DIDATTICA OMOLOGARE

L'OFFERTA DIDATTICA INTEGRARE

L'OFFERTA DIDATTICA
DIFFERENZIARE L'OFFERTA DIDATTICA

9. L'IDEA DI MODULO SI PROPONE COME ROTTURA DELLA:

COMPLESSITA'

DELL'INSEGNAMENTO

REFERENSIALITA'

DELL'INSEGNAMENTO
AUTOREFENSIALITA' DELL'INSEGNAMENTO

INTERAZIONE CON L'INSEGNAMENTO

10. L'APPRENDIMENTO COLLABORATIVO E' COMPENSATO CON LA CAPACITA' DI PENSIERO:

RICORSIVO SEMPLICE

RICORSIVO MOLTEPLICE

RICORSIVO

DETERMINISTICO
RICORSIVO COMPLESSO

11. LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE META COGNITIVE NEGLI ALUNNI E' RICONOSCIUTO COME NECESSARIO PER:

MIGLIORARE LE PRESTAZIONI LOGICO-

COGNITIVE MIGLIORARE LA RELAZIONE

RELAZIONALE MIGLIORARE LE PRESTAZIONI

LOGICO-MATEMATICHE
IMPARARE AD INTERPRETARE, ORGANIZZARE E STRUTTURARE LE INFORMAZIONI RICEVUTE DALL'AMBIENTE

12. LA TEORIA DELLA MENTE PUO' ESSERE DEFINITA COME:

L'ABILITA' DI ASSUMERE LA PROPRIA E L'ALTRUI PROSPETTIVA

L'ABILITA' DI ASSUMERE LA PROPRIA

INTERIORE L'ABILITA' DI ASSUMERE

L'ALTRUI PROSPETTIVA L'ABILITA' DI

ASSUMERE LA PROPRIA PROSPETTIVA

13. LA TEORIA DELLA MENTE CONSENTE DI CAPIRE:


IL COMPORTAMENTO
GLI DI CHI
STATI MENTALI DI CHI ENTRA ENTRACON
IN RELAZIONE IN RELAZIONE
NOI E DI INTUIRECON NOI
O PROVEDERE IL SUO COMPORTAMENTO

GLI STATI MENTALI DI CHI ENTRA IN RELAZIONE CON NOI SENZA LA POSSIBILITA' DI INTUIRE O PREVEDERE IL SUO

COMPORTAMENTO IL COMPORTAMENTO DI CHI ENTRA IN RELAZIONE CON NOI SENZA CAPIRE GLI STATI MENTALI

14. LA SCUOLA RAPPRESENTA IL CONTESTO PRIVILEGIATO PER:

LA CRESCITA COGNITIVA, AFFETTIVA E SOCIALE

LA CRESCITA COGNITIVA

LA CRESCITA COGNITIVA, E MOTIVA E SOCIALE

LA CRESCITA COGNITIVA, AFFETTIVA E INDIVIDUALE

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Lezione 047
1. LA COMPLESSITÀ DEL SISTEMA COMUNICATIVO SCOLASTICO RICHIEDE AGLI INSEGNANTI:

FLESSIBILITÀ E CAPACITÀ DI RICONOSCERE LE VARIABILI CHE COSTITUISCONO LA SITUAZIONE COMUNICATIVA DI UN EVENTO;

UNA PREPARAZIONE SPECIFICA BEN DISTINTA DALLE COMPETENZE GENERALI;

UN SAPERE PEDAGOGICO, METODOLOGICO-DIDATTICO, CULTURALE E RELAZIONALE, E COMPETENZE

COMUNICATIVE. RIGIDITÀ DI APPLICAZIONE DELLE NORME E DELLE SITUAZIONI COMUNICATIVE

ISTITUZIONALI;

2. LA DIDATTICA LABORATORIALE E' CARATTERIZZATA DA UNA MODALITA':

TRASMISSIONE

ORIZZONTALE

TRASMISSIONE OBLIQUA

TRASMISSIONE

VERTICALE

3. IL PROFILO DINAMICO FUNZIONALE È:

LA DOCUMENTAZIONE OBBLIGATORIA (L. 104/1992 ART. 12);

LA DOCUMENTAZIONE PRODOTTA DAL CONSIGLIO DI CLASSE.

LA DOCUMENTAZIONE FUNZIONALE ALL'INCLUSIONE CHE OGNI DOCENTE

DEVE PRODURRE; LA DOCUMENTAZIONE CHE DEVE PRODURRE IL CONSIGLIO DI

CLASSE;

4. LA DIAGNOSI FUNZIONALE (DF) È INDISPENSABILE PER:

LA DEFINIZIONE DEL PDF E DEL PE;

LA PROGETTAZIONE DIDATTICA;

LA PREVISIONE DEGLI OBIETTIVI DA

RAGGIUNGERE; LA PROGRAMMAZIONE

SCOLASTICA;

5. AL CONSIGLIO DI CLASSE SPETTA LA RESPONSABILITÀ DI FARE:

UNA PROGRAMMAZIONE PER INTERVENTI COLLETTIVI PER GLI

ALUNNI DISABILI; UNA DEFINIZIONE INDIVIDUALE DEI BISOGNO

FORMATIVI;

UNA PROGETTAZIONE INDIVIDUALIZZATA, PER CONSENTIRE ALLO STUDENTE DI OTTENERE I MIGLIORI RISULTATI POSSIBILI IN RELAZIONE
ALLE PROPRIE CAPACITÀ.
UNA DEFINIZIONE INDIVIDUALE DEI BISOGNO FORMATIVI;

6. I NORMALI BISOGNI EDUCATIVI DI TUTTI GLI STUDENTI DIVENTANO SPECIALI:

PER GLI STUDENTI CON DEFICIT DI

ATTENZIONE; PER GLI STUDENTI

IPERATTIVI;

PER TUTTI GLI STUDENTI AL FINE DI RENDERE OMOGENEO IL LIVELLO DI SCOLARIZZAZIONE;

PER GLI STUDENTI CON DISABILITÀ CERTIFICATA IN QUANTO RICHIEDONO UN'ATTENZIONE PEDAGOGICO/DIDATTICA PARTICOLARE;

7. LA VALUTAZIONE DEGLI STUDENTI È EFFETTUATA IN BASE A:

L'SDP

IL

DSA

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IL PDF

IL BES

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8. IL PDP È DEFINITO:

DALL'INSEGNANTE DI

SOSTEGNO; DALLA

FAMIGLIA;
DAL CONSIGLIO;

DAL PRESIDE

9. CHE COSA SIGNIFICA L'ACRONIMO DSA:

DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO;

DISTURBI SPECIALI AMBIENTALI.

DELOCALIZZAZIONE SPECIALE

APPRENDIMENTO; DISTURBI SOCIALI

APPRENDIMENTO;

10. CHE COSA SIGNIFICA L'ACRONIMO PEP:

PROGRAMMAZIONE E PROGETTAZIONE;

PIANO EDUCATIVO PERSONALIZZATO;

PIANO ESCLUSIVO PERSONALE;

PROGETTAZIONE ELETTIVA

PERIMETRALE;

11. CHE COSA SIGNIFICA

L'ACRONIMO PDF: PIANO DIDATTICO

PERSONALIZZATO: PIANO

D'INTERVENTO FUNZIONALE;
PIANO DIDATTICO FUNZIONALE;

PIANO DEDUTTIVO FINALE;

12. LA PERSONALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI DIDATTICI E IL RAPPORTO CON LE FAMIGLIE DEGLI


ALUNNI CON DEFICIT SI COSTRUISCE ATTRAVERSO LA CONDIVISIONE DI QUALE TRA I SEGUENTI OBIETTI:

ACCOGLIMENTO SCOLASTICO;

ABBATTERE LE EVENTUALI BARRIERE CHE OSTACOLANO LA COLLABORAZIONE

AUMENTO DELLE RESPONSABILITÀ FAMILIARI.

DELOCALIZZAZIONE DELLE RESPONSABILITÀ TRA FAMIGLIA E ISTITUZIONI;

13. IL LABORATORIO DIDATTICO PUO' ESSERE ATTUATO:

ALL'INTERNO ED ALL'ESTERNO DELLA SCUOLA

SOLO IN FAMIGLIA

SOLO ALL'ESTERNO DELLA

SCUOLA SOLO ALL'INTERNO

DELLA SCUOLA

14. IL LABORATORIO E' UNA MODALITA' DI LAVORO CHE INCORAGGIA:

LA PROGETTAZIONE

LA

PROGRAMMAZIONE

LA DIDATTICA SPERIMENTALE

LA SPERIMENTAZIONE E LA PROGETTUALITA'

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15. NELLA DIDATTICA LABORATORIALE


PASSIVO NELLA COSTRUZIONE DELLE CONOSCENZE

INDIFFERENTE RISPETTO ALL'ACQUISIZIONE DI

CONOSCENZE INDIRETTO
ATTIVO NELLA COSTRUZIONE DELLE CONOSCENZE

16. LA SCUOLA DEVE ABBATEE LE

BARRIERE TRA: TRA I PROCESSI

COGNITIVI E COMPORTAMENTALI I

PROCESSI METACOGNITIVI

I PROCESSI METACOGNITIVI E I PROCESSI


COGNITIVI
I PROCESSI CONGITIVI E LE EMOZIONI

17. LE TECNICHE E GLI STRUMENTI NON POSSONO ESSERE CONSIDERATI COME:

NESSUNA DELLE PRECEDENTI

ELEMENTI FORMATIVI A SÉ

STANTI IMMUTABILI NEL

TEMPO IMMUTABILI NEL TEMPO, MA PIUTTOSTO UN SUPPORTO CHE SI MODIFICA


FLESSIBILMENTE A SECONDA
ELEMENTI FORMATIVI A SÉ STANTI,
DELLE ESIGENZE PER LE QUALI VIENE CHIAMATO IN CAUSA; PER TALI RAGIONI SI POSSONO DEFINIRE COME UN
MEZZO PRESENTE FRA L'OGGETTO, NEL NOSTRO CASO LA PERSONA IN APPRENDIMENTO, E CHI COMPIE L'AZIONE
FORMATIVA

18. L'ALFABETIZZAZIONE EMOTIVA CONTRIBUISCE A POTENZIARE NEGLI ALLIEVI:

PROCESSI INTERPERSONALI

PROCESSI METACOGNITIVI E DI PROBLEM SOLVING INTERPERSONALE

PROCESSI COGNITIVI

PROCESSI

INTERSOGGETTIVI

19. L'UTILIZZO DELLE NUOVE TECNOLOGIE E' COLLEGATO ALL'IDEA DI APPRENDIMENTO PENSATO COME:

ATTIVITA'

COLLETIVA

ATTIVITA'

INDIVIDUALE

ATTIVITA' FLESSIBILE

20. LE NUOVE TECNOLOGIE OFFRONO LA POSSBILITA' DI ISTITUIRE CONTESTRI DI APPRENDIMENTO:

VARIABILI

MONOTEMATIC

STANDARDIZZA

TI

21. I PROGRAMMI LOGO SONO PENSATI PER L'APPRENDIMENTO DI ABILITA':


RIFLESSI

VE

COGNITIV

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15. NELLA DIDATTICA LABORATORIALE


COGNITIVE E METACOGNITIVE

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22. IL PROGRAMMA LOGO E' STATO ELABORATO:

FINE ANNI '40

FINE ANNI '70

FINE ANNI '30

FINE ANNI '60

23. L'ITS E' L'ACRONIMO DI:

INTELLIGENT TUTORING SYSTEM

INTELLIGENT TUTORING

STADY INTELLIGENT TIME

SYSTEM INTELLIGENT

TUTORING STUDENTS

24. GLI INSEGNANTI DIFRONTE ALLA PRESENZA DI DSA, PERMETTONO L'USO:

TESTI IN FORMATO BRAILLE

DI STRUMENTI DISPENSATIVI E COMPENSATIVI NELLA PRASSI DIDATTICA

VOCABOLARIO CARTACEO DI ITALIANO, INGLESE, GRECO,

LATINO ETC... TESTI DIALETTICI REDATTI PER CONTENUTO

25. PER L'ALLIEVO CON DSA:

E' PREVISTA LA PRESENZA DELL'INSEGNANTE SPECIALIZZATO PER IL SOSTEGNO SOLO SE IL CONSIGLIO DI CLASSE LO

RITIENE NECESSARIO E' PREVISTA LA PRESENZA DELL'INSEGNANTE SPECIALIZZATO PER IL SOSTEGNO


NON E' PREVISTA LA PRESENZA DELL'INSEGNANTE SPECIALIZZATO PER IL SOSTEGNO

E' PREVISTA LA PRESENZA DEL GENITORE ALL'INTERNO DELLA CLASSE

26. LA DIAGNOSI DI DSA PUO' ESSERE FORMULATA CON CERTEZZA:

AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA

AL TERMINE DELLA PRIMA CLASSE DELLA SCUOLA PRIMARIA

AL TERMINE DELLA SECONDA CLASSE DELLA SCUOLA PRIMARIA

AL TERMINE DELLA SCUOLA MEDIA

27. I BAMBINI CON ADHD POSSONO ESSERE AIUTATI

GIUSTIFICANDO ALCUNI COMPORTAMENTI COME NORMALI

GIUSTIFICANDO GLI ATTEGGIAMENTI DELL'ALLIEVO E DEI

GENITORI
STRUTTURANDO E ARGOMENTANDO L'AMBIENTE IN CUI VIVONO

GIUSTIFICANDO GLI ATTEGGIAMENTI DELL'ALLIEVO CON ADHA

28. L'INTERVENTO EDUCATIVO NEI CASI DI ALUNNI AFFETTI DA ADHD COINVOLGE:

I GENITORI, GLI INSEGNANTI, E L'ALLIEVO


CON ADHD
GLI INNSEGNANTI E I

GENITORI GLI INSEGNANTI

E I GENITORI

GLI INSEGNANTI E GLI ALLIEVI CON ADHD

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29. SECONDO I CRITERI DIAGNOSTICI INTERNAZIONALI L'ADHD E' CARATTERIZZATO DA:

L'INATTENZIONE E L'IMPULSIVITA'/IPERTATTIVITA'

DISTRUBI COGNITIVI

DISTURBI SPECIFICI

DELL'APPRENDIMENTO DISTURBI

DELLA PAROLA E DEL LINGUAGGIO

30. ADHD INDICA:

CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DELLA

FUNZIONALITA' I DISTURBI DEL LINGUAGGIO

I DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

LA SINDROME DA DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITA'

31. PER LA COMPILAZIONE DEL PEI DA PARTE DEL CONSIGLIO DI CLASSE È IMPORTANTE STABILIRE:

LE CAPACITÀ META-COGNITIVE E DI INTEGRAZIONE

DELL'INTERA CLASSE. LA CAPACITÀ MOTORIA LEGATA ALLE

ABILITÀ PRATICHE DEL DISABILE;

IL LIVELLO DI DISABILITÀ DELLO STUDENTE DIVERSAMENTE

ABILE;

I LIVELLI ESSENZIALI DELLE COMPETENZE E DELLE ABILITÀ IN RELAZIONE ALLA CAPACITÀ DELLO STUDENTE;

32. LA REALTÀ LAVORATIVA DELL'EDUCATORE È CARATTERIZZATA DA:

DAL RAPPORTO DOCENTE-

PLURALITÀUNA
DISCENTE; DI PERCORSI, DI ORIGINI, DI MATRICI STORICHE, CHE HANNO RESO ARTICOLATO, COMPLESSO ED DIFFERENZIATO LO
SPECIFICO PANORAMA PROFESSIONALE.
LA SINGOLARITÀ DELLE RICHIESTE DI ASSISTENZA;

DALLA CAPACITÀ DI RISOLVERE LE PROBLEMATICHE EDUCATIVE;

33. LA COMUNICAZIONE ANALOGICA COMPRENDE:

GESTI, ESPRESSIONE DEL VOLTO, CINESICA E PROSSEMICA;

UTILIZZO DI SPECIFICI CALCOLATORI TARATI SUL LIVELLO DI DIFFICOLTÀ

DELL'ALUNNO; UN SAPERE ENCICLOPEDICO;

UTILIZZO DI COMPUTER E/O LIM PER FACILITARE L'APPRENDIMENTO;

34. NEL DESCRIVE LA COMUNICAZIONE ANALOGICA SI INTENDE:

COMUNICAZIONE PER

ASSIOMI; COMUNICAZIONE

VIA WEB;

GESTI, ESPRESSIONI DEL VOLTO, CINESICA E

PROSSEMICA; COMUNICAZIONE TRAMITE

APPARATI INFORMATICI;

35. LA BASE DI UNA RELAZIONE EDUCATIVA È COSTITUITA DALLA:

CONOSCENZA SETTORIALE;

INDIVIDUALIZZAZIONE DI UN PERCORSO DIVERSIFICATO FACILITI L'ALLIEVO "SPECIALE" NEL PROCESSO DI APPRENDIMENTO;

DISPONIBILITÀ AD USCIRE DALLA PROPRIA SINGOLARITÀ PER INCONTRARE L'ALTRO IN NOME DELLA COMUNE UMANITÀ;

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36. L'OBIETTIVO DELLA DIDATTICA INCLUSIVA È:

INCLUDERE LA FAMIGLIA NEI PROCESSI EDUCATIVI;

VERIFICARE LE CONOSCENZE DELLA CLASSE IN RELAZIONE AI DIVERSAMENTE ABILI.

FAR RAGGIUNGERE AGLI ALUNNI IL MASSIMO GRADO DI APPRENDIMENTO E PARTECIPAZIONE SOCIALE POSSIBILI;

37. LA RIUSCITA DEL LAVORO COOPERATIVO È LEGATA:

ALLO SVILUPPO DI ABILITÀ

PRATICHE; ALLO SVILUPPO DI

ABILITÀ TECNICHE;
ALLO SVILUPPO DI COMPETENZE PROSOCIALI CHE SI BASANO SU ABILITÀ COGNITIVE, ASSERTIVITÀ, EMPATIA E AUTOCONTROLLO;

ALLO SVILUPPO DI SENSO CIVICO;

38. LA CARATTERISTICA ESSENZIALE DEL GRUPPO È:


LA SPECIFICITÀ;
L'INTERDIPENDENZA;

LA COMPONENTE SOCIALE;

LA COMPONENTE CULTURALE;

39. IL LAVORO DI GRUPPO SOSTIENE:

LA SCOLARIZZAZIONE;

L'ACQUISIZIONE DI COMPETENZE DIDATTICHE;

LA SOCIALIZZAZIONE E SVILUPPO COGNITIVO E MORALE;


L'ACQUISIZIONE DI COMPETENZE PRATICHE;

40. LA VALUTAZIONE DEGLI STUDENTI CON DISABILITÀ CERTIFICATA È EFFETTUATA SULLA BASE:

SUL RAPPORTO DI INCLUSIONE;

SULL'INTERO PROCESSO DI

APPRENDIMENTO. DEL RISULTATO DELLE

PROVE DI VALUTAZIONE;
SULLA BASE DEL PEI;

41. LA COOPERAZIONE E':

ASSEGNARE A GRUPPI DI LAVORO DELLE METE

PREFISSATE NESSUNA DELLE PRECEDENTI

UN INSIEME DI SCAMBI EMOTIVI

È UNA METODOLOGIA IN CUI SI RITIENE CHE SIA FONDAMENTALE INSERIRE GLI ALLIEVI IN CONTESTI SOCIALI IN CUI
ESSI POSSANO APPRENDERE CON E DAGLI ALTRI.

42. NEL PDF SONO DELINEATE:

LE METODOLOGIE E LE ATTIVITÀ DIDATTICHE RAPPORTATE ALLE CAPACITÀ INDIVIDUALI SPECIFICANDO LE MISURE


DISPENSATIVE E GLI STRUMENTI COMPENSATIVI;

LE MODALITÀ LEGISLATIVE IN RAPPORTO ALLA PERSONA DIVERSAMENTE ABILE;

LE MODALITÀ PROGETTUALI ALL'INTERNO DEL NUCLEO CLASSE PER L'INCLUSIONE SOCIALE DELLA PERSONA

DIVERSAMENTE ABILE; LE REGOLE DIDATTICHE DELL'ISTITUTO SCOLASTICO.

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43. IL RUOLO DEL MEDIATORE CULTURALE È:

FACILITARE L'INTERAZIONE TRA TUTTI I SOGGETTI PRESENTI, PERMETTENDO ALL'ALUNNO DI ESSERE COINVOLTO NELLE ATTIVITÀ PROPOSTE;

AIUTARE NEI COMPITI;

FARE DA TRADUTTORE DURANTE LE

LEZIONI; SOSTEGNO

NELL'APPRENDIMENTO;

44. QUALE SAPERE, TRA I SEGUENTI, È NECESSARIO PER LA FIGURA DEL DOCENTE?

META COGNITIVO;

METODOLOGICO DIDATTICO;

FUNZIONAL

E;

INTUITIVO;

45. QUAL È IL CONTESTO FORMATIVO DOVE SI PRESENTA LA RELAZIONE EDUCATIVA NELLA SUA COMPLESSITÀ?

IL LAVORO;

LA SCUOLA;

LA FAMIGLIA;

IL DOPO SCUOLA;

46. CHE COSA IMPLICA LA CONDIVISIONE EDUCATIVA:

DISINTERESSE E

ALLONTANAMENTO; DISTACCO

EMOTIVO;
CORRESPONSABILITÀ E COINVOLGIMENTO AFFETTIVO;

APPROCCIO PERIMETRALE AL CUORE DELL'EDUCAZIONE;

47. COSA SIGNIFICA CHE LA RELAZIONE EDUCATIVA SI PONE IN UNA PROSPETTIVA TELEOLOGICA?

CHE COLLOCA LE FINALITÀ DELL'AZIONE EDUCATIVA NELLA ATTIVITÀ VOLONTARIA DELL'UOMO E

DELLE SUE AZIONI;

CHE RISULTA INCONTAMINATA DALLE INFLUENZE ESTERNE;

CHE TRASCENDA DAL PIANO ANIMICO;

CHE GUARDA LA RELAZIONE EDUCATIVA DA UN PUNTO DI VISTA RELIGIOSO;

48. QUALE, TRA LE SEGUENTI, PUÒ ESSERE DEFINITA UNA STRATEGIA

DI COPING: SPIRITUALE (DEFINITA DAL GRADO DI PERCEZIONE DELLA

DISABILITÀ) PERIMETRALE (DEFINITA SOLO ALL'INTERNO DEL NUCLEO

FAMILIARE); DEDUTTIVA (DALLA DISABILITÀ AI MODELLI DI

INTERVENTO)
(RIFORMULAZIONE, INDIVIDUAZIONE DEGLI ASPETTI
POSITIVI)
COGNITIVA

49. I CARATTERI COSTITUTIVI DELLA RELAZIONE EDUCATIVA SONO:

IL PROGRESSO ED IL TECNICISMO;

IL LAVORO DI GRUPPO E

INDIVIDUALE; IL PEI ED IL BES


L'INTENZIONALITÀ E L'ASIMMETRIA;

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50. L'EDUCATORE DEVE ALIMENTARE UN RAPPORTO:

DI RECIPROCITÀ;

DI

ISOLAMENTO;

DI TUTORATO;

DI UNICITÀ;

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Lezione 048
1. I GRUPPI DI LAVORO SONO:

NESSUNA DELLE PRECEDENTI

LUOGHI DI APPRENDIMENTO (LEARNING COMMUNITY), DOVE È POSSIBILE SCAMBIARE CON ALTRI UTENTI, IDEE,
OPINIONI, ESPERIENZE E INFORMAZIONI UTILI.

GRUPPI DI LAVORO

OMOGENEI GRUPPI DI

SCAMBIO CULTURALE

2. L'ADATTAMENTO E':

UN PROCESSO CHE PERSEGUE ABIETTIVI FINALI UGUALI PER TUTTI

GLI ALLIEVI UN PROCESSO INDIVIDUALE E PERSONALE

UN PROCESSO STANDARDIZZATO

PROCESSO ATTRAVERSO CUI UN INDIVIDUO O UN GRUPPO STABILISCONO CON IL PROPRIO AMBIENTE NATURALE O SOCIALE UNA
CONDIZIONE DI EQUILIBRIO O PER LO MENO DI ASSENZA DI CONFLITTO.

3. L'AMBIENTE E':

ILCOMPLESSO DEGLI ELEMENTI CHE COSTITUISCONO LA REALTÀ IN CUI UN DETERMINATO EVENTO SI VERIFICA E CHE INFLUISCE SULLA
VITA DELL'ORGANISMO O DELL'INDIVIDUO.

UN EVENTO CHE SI VERIFICA E CHE INFLUISCE SULLA VITA DEL

DIVERSAMENTE ABILE IL COMPLESSO DEGLI ELEMENTI CHE

COSTITUISCONO LA SCUOLA

UN PROCESSO MEDIATICO

4. IL COMPORTAMENTO E':

L' INSIEME DELLE REAZIONI (DI UN SOGGETTO) ACCESSIBILI ALL'OSSERVAZIONE ESTERNA; IL PENSIERO, LA
COMPRENSIONE
COMPONENTI SONO
IMPLICITE CHE NON SONO OSSERVABILI DIRETTAMENTE, MA SOLTANTO PER DEDUZIONE DA ALTRI
COMPORTAMENTI OSSERVABILI

NESSUNA DELLE PRECEDENTI

ATTI E ATTEGGIAMENTI PRESTABILITI DA NORME E

REGOLAMENTI INSIEME DELLE REAZIONI DI UN

SOGGETTO

5. L'ATTENZIONE E':

LA CAPACITA' DI

APPRENDERE NESSUNA

DELLE PRECEDENTI

LA CAPACITA' DI SEGUIRE I CONTENUTI DELLA TRASMISSIONE DELLE CONOSCENZE

LA CAPACITÀ DI SELEZIONARE GLI STIMOLI E DI METTERE IN AZIONE I MECCANISMI CHE PROVVEDONO AD


IMMAGAZZINARE
INFORMAZIONI LE
NEI DEPOSITI DI MEMORIA A BREVE E A LUNGO TERMINE CON INFLUENZA DIRETTA SULL'EFFICIENZA
DELLE PRESTAZIONI NEI COMPITI DI VIGILANZA.

6. IL FORMATORE HA LO SCOPO DI:

PROD URRE, ATTRAVERSO OPPORTUNE AZIONI, SEMPRE MAGGIORE INTEGRAZIONE DELL'IDENTITÀ DEI SOGGETTI CHE APPRENDONO,
AFFINCHÉ SI VERIFICHI UN MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA

LORO VITA. ASCOLATARE LE PROBLEMATICHE DEL RAPPORTO

EDUCATIVO

MEDIARE IL RAPPORTO TRA LA FAMIGLIA E LA

SCUOLA NESSUNA DELLE PRECEDENTI

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7. CHI E' IL FACILITATORE DELL'APPRENDIMENTO?

E' IL DOCENTI TITOLARE

E IL DOCENTI DI EDUCAZIONE MOTORIA

È IL DOCENTE CHE, ATTRAVERSO UNA SERIE DI AZIONI, INSEGNA AL DISCENTE A MIGLIORARE LE SUE PRESTAZIONI, FACILITANDO IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI
OBIETTIVI PROFESSIONALI.
E' IL DECENTE AUSILIARIO

8. LA MEDIAZIONE:

E' IL RUOLO DEL DOCENTE DI SOSTEGNO

È LA CAPACITÀ DI RENDERE ACCESSIBILE, ATTRAVERSO UNA FACILITAZIONE, UN COMPITO CHE ALTRIMENTI NON POTREBBE ESSERE AFFRONTATO

NESSUNA DELLE PRECEDENTI

E' LA CAPACITA' DI ENTRARE IN RELAZIONE CON IL DIVERSO

9. COSA E' LA PERCEZIONE:

E' LA CAPACITA' DI CAPIRE INTUITIVAMENTE LE PROBLEMATICHE EDUCATIVE

È CIÒ CHE CI CONSENTE DI ACCEDERE A QUALCHE COSA, A CIÒ CHE "C'È": È APERTURA ALL'EFFETTIVITÀ, CONOSCENZA

DELLE ESISTENZE

. E' LA CAPACITA' DI LEGGERE I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

NESSUNA DELLE PRECEDENTI

10. LA VALUTAZIONE È:

UNO DEGLI ELEMENTI DEL DIALOGO DIDATTICO TRA SOGGETTI, INSEGNANTE/I E STUDENTE/I, IN UNA PRECISA, MA CANGIANTE, DINAMICA DI POTERI, ATTRAVERSO CUI
L'INSEGNANTE MISURA QUALCOSA
NESSUNA DELLE PRECEDENTI

UNO DEGLI ELEMENTI DEL RAPPORTO

DIDATTICO UNA DINAMICA DI POTERI

11. LA CONOSCENZA PIÙ EFFICACE, PIÙ

"SIGNIFICATIVA" È: QUELLA CHE NASCE DA UN

PROCESSO DI COSTRUZIONE SOCIALE QUELLA CHE

NASCE DAL RELAZIONALE

NESSUNA DELLE PRECEDENTI

QUELLA CHE NASCE DAL RAPPORTO EMOTIVO

12. IL COMPITO E' UN:

NESSUNA DELLE PRECEDENTI

LAVORO DETERMINATO CHE SI DEVE ESEGUIRE, CLASSIFICABILE IN TRE CAMPI - GESTUALE, INTELLETTIVO, COMUNICATIVO - NON SEMPRE NECESSARIAMENTE
CONTEMPORANEAMENTE PRESENTI.
UN COMPITO DIDATTICO

UN COMPITO ISTITUZIONALE

13. LA COMPETENZA E':

IL BAGAGLIO ESPERENZIALE DEL

DOCENTE NESSUNA DELLE

PRECEDENTI

IL BAGAGLIO ESPERENZIALE DEL DOCENTE DI SOSTEGNO

IL BAGAGLIO DI CONOSCENZE, CAPACITÀ ED ATTEGGIAMENTI CHE LA PERSONA POSSIEDE ED ALLE QUALI FA


RICORSO PER L'EFFICACE SVOLGIMENTO DI UN COMPITO

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14. IL PROGETTO
Ò
NESSUNA DELLE PRECEDENTI

MODIFICARE LE DINAMICHE DELL'INTERVENTO EDUCATIVO

ESSERE DEFINITO COME «UN'IMPRESA COMPLESSA, UNICA E DI DURATA DETERMINATA, RIVOLTA AL RAGGIUNGIMENTO DI UN OBIETTIVO CHIARO E PREDEFINITO
MEDIANTE UN PROCESSO CONTINUO DI PIANIFICAZIONE E CONTROLLO DI RISORSE DIFFERENZIATE E CON VINCOLI INTERDIPENDENTI DI COSTI- TEMPI-QUALITÀ

ESSERE DEFINITO A POSTERIORI DELL'INTERVENTO EDUCATIVO

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