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IO, ROCCO

l'autobiografia di Rocco Siffredi

“È più forte di me…”


Ingrandimenti
Rocco Siffredi

IO, ROCCO

MONDADORI
Indice

11 Premessa
Le fotografie contenute nell'inserto, ove non diversamente specificato, 13 Da Ortona...
appartengono alla collezione privata di Rocco Siffredi. 23 ...a Parigi
31 Da Denise a Supersex
ISBN 88-04-55995-0
41 La scuola americana e la scuola francese
45 Attore porno, un mestiere a rischio
Copyright © Adcan, 2006 Rocco par Rocco 51 Una parentesi nella mia vita di attore
This hook is published by arrangement with the French Publishing House
Michel Lafon Publishing S.A. 59 Alla conquista degli States
© 2006 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano
Titolo dell'opera originale: Rocco par Rocco 65 H caro prezzo della gloria
I edizione settembre 2006 71 I miei rapporti con i fan
77 Rocco's style
83 L'ipocrisia dei media
87 I misteri della legislazione
91 Fantasticherie e realtà
95 II porno e le sue metamorfosi
101 Rocco e le sue sorelle
109 Ieri, oggi e domani
117 Vent’anni di carriera, vent'anni di passione
133 Dall'altra parte della camera
141 Gabriele, il mio alter ego
145 Rocco e i fantasmi
147 CINEMA e cinema Io, Rocco
159 Che fortuna avere dei genitori fantastici
169 Gennaro, il mio fan più sfegatato
175 La mia tribù: la mia ragione di vita
191 Domani è ora
Ho iniziato a fare film porno più di vent'annifa, e quando mi hanno
offerto l'opportunità di parlare di me attraverso un libro l'ho accolta
con entusiasmo, perché sicuramente è la migliore occasione che po-
tessi immaginare.
Dedico, dunque, questo libro a tutti i miei fan con i quali, pur-
troppo, anche quando li incontro durante i miei viaggi, non ho mai il
tempo di parlare con calma. A tutti voi che avete sempre seguito e
apprezzato il mio lavoro.
Intendo darvi qui un'immagine franca e sincera dell'ambiente
della pornografia e, al tempo stesso, offrimene una descrizione meno
caricaturale di quella che abita le fantasie dell'immaginario comune.
Voglio trasmettervi la mia passione e la mia energia, ma soprat-
tutto era da tempo che cercavo il momento per ringraziarvi di esser-
mi stati accanto per vent'anni: tutti ifilm che ho fatto, che mi hanno
dato piaceri ed emozioni che non dimenticherò mai, sono tanto miei
quanto vostri.
Spero di cuore di esserci riuscito.
Premessa

Da sempre la pornografia è oggetto delle più diverse riflessio-


ni da parte dell'umanità. Che cosa è pornografico, e che cosa
non lo è? Che cosa è perverso, e cosa no?
Sono domande che portano le persone a confrontarsi e a scon-
trarsi tra loro.
Questo mi ha sempre incuriosito.
Il modo in cui le persone si accalorano su questi argomenti
e come difendono affermazioni parziali con un convincimento
assoluto mi ha fatto sempre sospettare che in fondo a ognuno
di noi queste domande restino sospese come in un ammasso
nebuloso di contraddizioni e grandi conflitti intimi.
Da Ortona...

Sono nato nel 1964, il 4 maggio, a Ortona, una cittadina sulla


costa adriatica, in Abruzzo. Mio padre faceva il cantoniere e
mia madre, come la maggior parte delle donne in quel perio-
do, faceva la moglie e la madre di cinque maschietti e una
femmina.
Com'è stata la mia infanzia? Normale.
Oggi, che sono un uomo adulto, che so cosa vuol dire essere
padre, mi rendo conto di quante e quali rinunce abbiano do-
vuto fare i miei per darci una vita dignitosa. E non è solo que-
sto. Ciò che ancora mi emoziona è il ricordo della loro delica-
tezza e generosità di modi nei confronti di noi bambini,
quando cercavano di non farci capire che i soldi erano già fini-
ti e che loro, per esempio, mangiavano cose diverse da quelle
che stavano nei nostri piatti.
***

Io sono il penultimo dei figli e con Antonio, il più piccolo, ho


vissuto la mia infanzia insieme ai miei due amici Claudio e
Luciano.
Vìvevamo nel complesso delle case popolari dove i bambini
giocano tutti per la strada. C'erano due bande, una la comanda-
vo io e l'altra Ernesto. Io ed Ernesto, naturalmente, eravamo ri-
vali. E questa cosa, ancora oggi, mi fa sorridere, quando mi ca-
pita di incontrarlo in paese. I giochi erano sempre gli stessi, le
14 Io, Rocco Da Ortona... 15

bande si battono o per il territorio o per il semplice gusto di bat- ra stata una grande carestia di vacche da monta e i tori erano
tersi. Ma il nostro gioco preferito era costruire le capanne sugli molto nervosi. Non si accoppiavano da diversi giorni e co-
alberi e bruciare quelle della banda avversaria. Eravamo una minciavano, come si dice dalle mie parti, a fare cattivo sangue.
ventina, le nostre armi erano archi fatti con le stecche degli om- Mio nonno è morto perché, mentre cercava di rinforzare gli
brelli. Ci allenavamo a tirare su uno dei ragazzi scelto a sorte, e attacchi di uno di questi tori irrequieti, la catena si è spezzata e
questo, per non prendersi una freccia in un occhio, si metteva il toro l'ha incornato.
di spalle; ciononostante, più d'una volta ho dovuto riportare
qualche bambino dalla madre con una freccia in un orecchio... ***
che incoscienza, ho i brividi quando ci ripenso! La nostra era
una banda rispettabile, avevamo perfino il nostro quartier ge- I miei genitori erano credenti e praticanti. Sono andato a mes-
nerale. A casa di Donato. Uno di noi la cui madre non aveva più sa tutte le domeniche mattina fino a quindici anni. E non sol-
marito e perciò doveva andare a lavorare. Quando lei usciva di tanto andavo in chiesa, ma dovevo anche fare il chierichetto.
casa, noi prendevamo possesso del territorio. Distribuivo le mie Mia madre avrebbe voluto che io diventassi prete della comu-
guardie sulle mura del fortino e con i miei ufficiali aprivo il nità della parrocchia di San Giuseppe. Ci teneva tantissimo.
consiglio di guerra. Una volta la mamma di un bambino è ve- Ero il più alto dei suoi figli, avevo un bell'aspetto e per lei sa-
nuta a dirmi di lasciare che anche suo figlio qualche volta faces- rebbe stata una soddisfazione enorme vedermi vestito con una
se il capo. Io, intimorito, subito le ho detto di sì, ma appena se tunica nera lunga fino ai piedi. Ma il mio destino non ha
n'è andata ho dato al figlio due giorni di rigore. Una delle po- previsto per me che prendessi i voti!
che cose che un bambino sa da subito è cos'è un capo! Oggi il mio rapporto con la religione è ben più consapevole
di allora. Ma la mia è una scelta personale, interiore, che mi
Il personaggio della mia famiglia che più di tutti mi incuriosi- conduce a una spiritualità intima e mi porta a non riconoscer-
va era un uomo che in realtà io non ho mai conosciuto. Era il mi nei dettami dei rappresentanti della Chiesa.
mio nonno materno. Mia nonna, sua moglie, come fanno le
vedove che restano sposate anche nel lutto, non faceva che Ho avuto una sessualità precoce, e senz'altro questo lavoro ha
parlarmene, e più mi raccontava e più quest'uomo, nella sua fatto sì che la potessi liberare nel corso degli anni in modo
astrattezza, diventava per me una figura fantastica. sempre più forte.
Mia nonna ha sfornato un figlio all'anno, non ne ha saltato La domanda che mi sono sentito porre più volte, in tutto
uno, regolare come un orologio svizzero. E così, siccome il questo tempo, è stata sicuramente perché ho scelto di fare l'attore
nonno di mogli ne ha avute due, tra quelli della prima e quelli porno. Naturalmente il motivo sembra essere troppo evidente
della seconda, ha avuto ventiquattro figli! per essere credibile: il piacere di fare sesso con tantissime don-
L'Italia era ancora un Paese rurale e la famiglia di mia ma- ne belle e diverse, di tutto il mondo. Una risposta che può sem-
dre viveva dell'allevamento di tori da monta. Non cederete brare banale, ma è la pura e semplice verità.
mica alla tentazione di risatine allusive...! C'è stato un mo- Mi sono masturbato per la prima volta a dieci anni. La pri-
mento, a quell'epoca, in cui questo lavoro ha avuto una grande ma eiaculazione è stata come scoprire il paradiso! Potevo go-
crisi. Ve lo ricordate quel film di Totò, per me il più grande dere semplicemente accarezzandomi, da solo, potevo farlo
attore della commedia brillante italiana, in cui si parla della ogni volta che volevo, dipendeva solo da me, in totale autono-
"grande moria delle vacche"? Ecco, il periodo era quello. C'e- mia. Una sensazione di piacere e di libertà insieme! Da quel
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momento, ho cominciato a chiudermi in bagno sempre più di ragazza, sperando almeno che mi desse il bacio che mi aveva
frequente. Purtroppo, però, la finestra della terrazza dava pro- fatto desiderare.
prio sul bagno e, un giorno, mentre me ne stavo lì tutto inten- A scuola ho immaginato le insegnanti in qualsiasi situazio-
to, ho alzato la testa, ho aperto gli occhi e chi c'era dall'altra ne erotica, ho avuto su di loro fantasie improbabili. Non ne ho
parte di fronte a me? Mia madre! Stava facendo il bucato, si risparmiata nessuna, a prescindere dalla loro età e dalla loro
era accorta di me e mi stava guardando! bellezza. Le fantasie erotiche che avevo a quel tempo mi sor-
Sono rimasto impietrito dalla vergogna. Non avevo il corag- prendono ancora oggi, dopo che ho fatto oltre mille film!
gio di uscire e affrontare il suo sguardo. Sono rimasto in bagno
per altre due ore. Sentivo la voce di mia madre che, come se La mia libido si stava sviluppando in modo imbarazzante. Co-
nulla fosse, mi chiamava per la cena: «Hai finito? La pasta si minciavo a rendermi conto che tutto il mio vigore sessuale po-
raffredda». Alla fine mi sono detto che non potevo restare lì teva essere davvero troppo ingombrante in un paese piccolo
per tutto il giorno. Accada quel che deve accadere! Ho preso come Ortona. All'epoca non si parlava di sesso, o meglio non si
un gran respiro e sono uscito. Non sapevo esattamente che ti- parlava della propria sessualità, non ci si confidava su argo-
po di reazione mi sarei dovuto aspettare, evidentemente nem- menti del genere. Non avevo un termine di paragone, e davo
meno lei. Mia madre non ha detto niente. Sono riapparso in per scontato che la mia sessualità fosse come quella di tutti gli
cucina e lei ha fatto finta di niente, mi ha guardato e nei suoi altri.
occhi ho visto una malizia delicata: si era accorta che suo figlio In ogni caso, mi sono masturbato così tanto, nella beatitudine
era diventato grande. di questi anni, da procurarmi una cistite cronica all'uretra.
La domenica pomeriggio tutti i miei amici restavano incol- Quando marinavamo la scuola, facevamo varie stronzate per
lati alle radioline ad ascoltare le partite di calcio. Io impazzi- passare il tempo. Una volta ho lanciato l'idea del torneo di se-
vo, mi sembrava di essere l'unico a sentire questa spinta in ghe. Vinceva chi veniva più volte. Il mio record all'epoca rima-
mezzo alle gambe. Mi sentivo strano, diverso. se imbattuto: undici eiaculazioni in sei ore.
La cistite mi provocava un forte bruciore dentro il pene che
Naturalmente, crescendo le cose sono peggiorate. io scambiavo per voglia di sesso e così continuavo a masturbar-
D'estate, dopo la scuola, lavoravo come ragazzo di spiaggia: mi. Per qualche ora mi sentivo appagato e poi, giù di nuovo, ri-
aprivo gli ombrelloni, portavo le sdraio, pulivo la spiaggia. cominciavano forti bruciori. Era diventato un circolo senza fine,
Bastava che una ragazza mi stringesse la mano o mi lancias- più mi bruciava e più mi masturbavo.
se uno sguardo ammiccante, che accavallasse le gambe, e mi ri- Mia madre era preoccupata per i miei bruciori all'uretra. Mi
trovavo con un'erezione immediata e incontrollabile. Ve li ri- fece ricoverare e, dopo circa due settimane di controlli minu-
cordate quei costumi degli anni Ottanta a pantaloncino così ziosi, un giorno il medico venne nella mia stanza e mi disse
stretti... Dovevo tuffarmi subito in acqua. E restarci per delle discretamente all'orecchio: «Ragazzo, bisogna che smetti di
ore, a volte, finché la ragazza non se ne andava! masturbarti se vuoi guarire».
Se capitava che una ragazza, mentre prendeva il sole, muo- Tuttora non so se corrisponda a verità quella storia che se ti
vendosi, lasciasse intravedere qualche pelo pubico dal costu- masturbi troppo perdi la vista, ma a quel tempo io ho perso
me, correvo a masturbarmi dentro una cabina o dietro la rimes- sette o otto diottrie per occhio!
sa delle sdraio.
Facevo anche tre ore di autobus per andare a trovare una ***
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Ho scoperto la pornografia a tredici anni. Andavo al mare a Entriamo in un ristorante in compagnia di Gabriel Pontello.
piedi e lungo la strada statale trovavo le riviste pornografiche Il cameriere lo riconosce. Sta quasi per svenire. Comincia a
gettate via dai camionisti e le raccoglievo. Le pagine erano ap- tremare, sudare e balbettare e, quando finalmente si rilassa un
piccicate dallo sperma, io le staccavo piano piano, con atten- attimo, durante il pranzo, gli si avvicina e gli chiede: «Mi scu-
zione, per non rovinare le fotografie, e le conservavo gelosa- si, posso farle una domanda? Siccome ho mancato l'uscita dei
mente nascoste in cantina. La scoperta di queste riviste ha numeri 233-234 che ero influenzato... mi ricordo che nel 232 lei
avuto un'importanza assoluta. Le donne che vi trovavo erano era sceso sul pianeta Terra e aveva recuperato le due fiche che
le mie fidanzate, mi davano orgasmi inimmaginabili. Era co- l'avevano aiutato a fuggire... ma poi cos'è successo? Perché nel
me se ognuna di loro mi regalasse un pezzo del proprio corpo 235 subentra quel personaggio che non ho mai visto prima e
e io me ne prendessi cura. che vuole farla fuori... Cos'è successo?».
Tra questi giornalini quello che mi aveva completamente Immaginatevi la faccia di Pontello! Che ne sapeva lui delle
sedotto era "Supersex". Sarà stato per il modo di fotografare in storie che l'impaginatore costruiva intorno alle sue scene di
bianco e nero, o non so cosa, ma dentro quelle immagini c'era sesso? E immaginatevi pure la faccia del cameriere che in
un realismo avvincente, come se i personaggi mi si mate- quell'istante aveva intuito che nessuno di quegli attori, com-
rializzassero davanti. preso Gabriel Pontello, conosceva le storie che interpretava.
In ogni modo, è stata la scoperta di Gabriel Pontello e dell'u-
Il protagonista era una specie di supereroe che veniva da un al- niverso della pornografia a cambiare la mia vita.
tro pianeta e viveva avventure sul genere dell'heroic fantasy.
Grazie al suo fluido erotico, tutte le donne si sentivano irresi- ***
stibilmente attratte da lui. La sua frase celebre, ogni volta che
aveva un orgasmo, era "ifix tcen tcen" che rimane tuttora la pa- Accade qualcosa un giorno a casa mia. All'interno della mia fa-
rola d'ordine fra gli affezionati. Quando ho scoperto Supersex, miglia. Un'emozione violenta come un terremoto che scon-
ne sono rimasto subito ammaliato. quassa tutti i nostri equilibri.
Ogni ragazzo ha i suoi eroi, una rockstar, un campione spor- Mio fratello maggiore, Claudio, muore a soli dodici anni. Io
tivo, un attore del cinema. Io avevo Gabriel Pontello! L'attore ne avevo sei. È stato il dramma di tutta la mia infanzia.
che interpretava Supersex. Ogni volta che trovavo per la strada I miei genitori hanno fatto di tutto per salvarlo, avrebbero da-
una rivista con lui, me la guardavo avidamente. Pensavo: "Che to la loro stessa vita. Per sei o sette anni l'hanno portato da ogni
fortuna! Scopa tutte le donne più belle del mondo e magari lo specialista che sembrava prospettare una via di salvezza. Ma lui
pagano pure!". si era ammalato di una malattia incurabile. Un pomeriggio è an-
Gabriel Pontello era così carismatico! Aveva una personalità dato a dormire come faceva di solito e non si è più risvegliato.
poderosa, energica. Sembrava uscire dal giornale e materializ- Prima dei sei anni non ho alcun ricordo, tranne questo. Quel
zarsi nella realtà. giorno nella mia camera c'erano dei palloncini che avevo por-
Questo attore aveva un impatto fortissimo sull'immaginario tato a casa da una festa: li ho scoppiati tutti dalla rabbia. È sta-
erotico dei lettori. Voglio raccontare un episodio, accaduto in ta la mia prima vera tristezza.
un paesino di montagna vicino L'Aquila, tanto per darvi Mia madre è sprofondata nel dolore, il dolore di chi subisce
la peggiore maledizione, quella di sopravvivere al proprio fi-
un'idea di fino a che punto il suo personaggio fosse capace di
glio. Io sono stato mandato per qualche mese a Milano da una
coinvolgere i lettori.
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zia. Cinque o sei mesi dopo le cose cominciavano a migliorare, entrare in azienda con lui se mi fossi impegnato a terminare i
perciò mi hanno fatto tornare a Ortona. Ma quando ho visto tre anni di studio, e con il massimo dei voti.
mia madre che apparecchiava la tavola e serviva tutti, anche Tuttavia, benché ci fossi riuscito, mio zio non mi ha mai tro-
Claudio, come se stesse ancora con noi, per me è stato uno vato lavoro. In un certo senso, lo devo ringraziare, altrimenti
shock brutale. ora starei ancora a piazzare telefoni e, molto probabilmente, a
Mio padre ha dovuto tentare, faticosamente, di riportarla cercare di sedurre qualcuna delle clienti!
alla realtà, ma mia madre si è ostinata, giorno dopo giorno, a Ho lavorato anche in cantiere, come manovale, e lì ho sco-
riempire questo piatto davanti al posto che sarebbe rimasto perto che costruire case è molto faticoso. E dunque ho pensa-
vuoto per sempre... to, come la metà dei miei coetanei, di farmi un libretto di navi-
Quando Claudio è morto si è vestita di nero e ha continuato gazione. Sono andato dal medico che rilasciava il certificato di
a vestire il lutto ogni giorno. E ogni giorno è andata con mio idoneità. Dopo la visita, il medico mi ha detto che aveva biso-
padre al cimitero. Un anno a Ortona ci fu una nevicata parti- gno dell'esame dello sperma.
colarmente abbondante, ma loro riuscirono comunque a fare la «Ma come dello sperma?» faccio io.
loro visita quotidiana al cimitero, in Vespetta, perché mia E lui: «Certo. Devi andare per mare, no?». E mi ha allungato
madre obbligò il marito a spalare la strada. Mio padre rientrò un giornalino porno. «Masturbati!»
a casa bestemmiando. La Vespetta era il solo mezzo di cui di- Mentre io mi facevo questa sega lui mi si è piazzato davanti,
sponeva. Più di una volta sono caduti per la pioggia o sul mi guardava e ansimava forte, senza mai distogliere lo sguardo
ghiaccio, e spesso mia madre si è fatta male. dal mio pene. Era disgustoso. Parlando con gli altri ragazzi,
Questo è stato un periodo di grande sofferenza che mi ha la- poi, ho scoperto che tutti erano passati per la perversione di
sciato troppi ricordi tristi. Oggi mi capita spesso di sentirmi di- quel medico.
re che nei miei occhi c'è sempre un leggero velo di malinconia. Parto, dunque, come mozzo per tre mesi su una piccola pe-
Da quel momento in poi, la percezione che appena comin- troliera. È stata un'esperienza terribile, perché prima di allora
ciavo ad avere di me stesso nella realtà è cambiata. Mi sentivo non lo sapevo mica che soffrivo di mal di mare! Per tutti e tre i
grande, responsabile, volevo partecipare ai sacrifici dei miei mesi ho vomitato pure l'anima! Il lavoro non era male, dovevo
genitori, togliere loro qualche responsabilità. Ed ero orgoglio- pulire i bagni, la mensa, la cucina e servire ai tavoli. Ma, dopo
so di poter contribuire in qualche modo, anche solo in rrrinima qualche settimana, le mie condizioni erano peggiorate: ero
parte. debilitato fisicamente a causa del troppo dar di stomaco. Il
È stato per questo che sin dall'età di nove, dieci anni, du- primo ufficiale ha avuto pietà di me e mi ha trasferito nella sa-
rante le vacanze scolastiche, andavo a lavorare in spiaggia. la macchine, con la speranza che il mio stato migliorasse.
Durante la navigazione facevo turni di lavoro di due ore e
***
quattro di riposo. Il lavoro si limitava al controllo dei macchina-
ri. Purtroppo, in sala macchine, con l'odore di benzina, era an-
Ho smesso di studiare a sedici anni, dopo aver preso l'attestato cora peggio e, appena lasciavo la cuccetta, dovevo camminare
di tecnico elettronico. L'elettronica non era nemmeno mai per tutto il tempo che ero in servizio con un secchio in mano...
stata una mia passione! Be', la mentalità dell'epoca prevedeva Se mi hanno sbarcato in Sicilia, tuttavia, non è stato a causa
una formazione professionale e io avevo uno zio che lavorava del mal di mare. In stanza con me dormiva un ragazzo nero, e i
alla SIP. Questo zio mi aveva promesso che mi avrebbe fatto marinai l'avevano preso di mira con scherzi davvero pessimi. A
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pranzo vedevo spesso che non mangiava o addirittura rimette- ...a Parigi
va tutto. Una volta mi sono deciso e ho assaggiato il suo pasto.
Era immangiabile, disgustosamente salato. Qualche giorno do-
po sono salito di proposito in sala mensa prima degli altri e ho
sorpreso uno dei marinai mentre svuotava l'intera saliera nel
piatto del ragazzo. Mi sono avventato su di lui e ci siamo riem-
piti di pugni. È stato quell'episodio che mi ha fatto finire dal ca-
pitano assieme al marinaio stesso e, senza nemmeno cercare di
capire chi avesse torto o ragione, questi ci ha sbarcati entrambi.
Finiva così la mia carriera marinaresca, ma stava per inizia-
re la prima più grande avventura della mia vita.
Rotta per Parigi...
Tornato a casa, avevo mille domande nella testa, mille dubbi.
L'idea di fare lavoretti per guadagnarmi da vivere non era en-
tusiasmante, perciò cosa avrei avuto da perdere se avessi ten-
tato di andare a fare qualcos'altro da qualche altra parte? Te-
lefono ad Armando, mio fratello, che lavora in un ristorante a
Parigi.
Armando mi trova da lavorare con lui come cameriere. Ho
diciassette anni, mi ritrovo in Francia e sono... felice.

Mio fratello era il direttore di un ristorante della catena Casa


Nostra. Per sei mesi ho lavorato e mi sono adattato alla lingua
e alla vita francesi senza alcun problema. Finito di lavorare, fi-
lavo dritto alla palestra Gymnase Club di Porte Maillot. Ado-
ravo fare sport. Nei pomeriggi d'estate andavo a rimorchiare le
ragazze alla Place Trocadéro. E stato uno dei più bei periodi
della mia vita. Finalmente mi sentivo a mio agio nel pieno del-
la mia giovinezza, potevo esprimere tutto il vigore delle mie
energie. Ero libero, indipendente e vivevo a Parigi.
Ero nel bel mezzo di questa spensieratezza quando ho cono-
sciuto Claudia. Una classe di studenti tedeschi era venuta a
mangiare nel ristorante dove lavoravo. Quando ho servito
Claudia i nostri sguardi si sono incrociati e in quell'attimo, non
so perché, ho saputo subito che io e questa sconosciuta ci sa-
remmo innamorati. D. colpo di fulmine! Proprio come te lo rac-
contano, e tu pensi sempre che non esiste.
... a Parigi 25
24 Io, Rocco

Lei non parlava né francese né italiano, e io non conoscevo Claudia, così giovane, aveva cancellato in una sola notte tutta
né il tedesco né l'inglese. Non sono riuscito a smettere di guar- questa frustrazione. E divenne la mia prima storia sentimen-
darla per tutto il tempo; non potevo dirle una sola parola, tale seria.
l’ammiravo e basta. Non ho realizzato che stava per ripartire
finché questo non è accaduto. Non ho pensato di darle un nu- Questa notte costò a Claudia qualche problemuccio. Perché in
mero, di fare qualcosa per non perderla. Non potevo pensarci, hotel si erano accorti che lei non c'era. Era stata perfino avver-
mi dicevo: "Sei un coglione". La sera sono tornato al lavoro e tita la polizia.
lei era lì davanti al ristorante e stava aspettando me. Non sia-
mo stati a cercare le parole, non siamo stati a pensare ai modi, È ripartita per la Germania due giorni dopo e per due settima-
ci siamo stretti. E basta. Io avevo diciassette anni e lei quindici, ne circa non ho più saputo nulla di lei. Ero innamorato. Ero
non di più. In qualche modo è riuscita a spiegarmi che aveva bloccato a Parigi, e non sapevo cosa fare per rivederla. Anche
trovato un escamotage per restare fuori tutta la notte. Quella è Claudia si era innamorata esattamente come me e, forse sarà
stata la prima volta che ho passato una notte intera con una stata l'incoscienza dei suoi quindici anni, di punto in bianco ha
donna stretta addosso a me, a fare l'amore. fatto le valigie e lasciato la sua famiglia e il suo Paese per venire
Non è stato come la "prima volta". da me. Il suo coraggio mi ha fatto sentire un uomo. Mi sono tro-
vato cresciuto tutto a un tratto. Era felicità pura e spensierata. Io
Avrò avuto più o meno quattordici anni, ma sembravo più e lei eravamo una coppia, una vera coppia, anche se vivevamo
grande. Accadde a Pescara con una studentessa che avevo in- da mio fratello. E cominciavamo a fare i nostri progetti per il fu-
crociato sull'autobus e che aveva, credo, ventitré anni. Stava turo. Ma, nemmeno due settimane dopo, arriva la cattiva noti-
per finire i suoi studi e abitava in un appartamento con altre zia dall'Italia: ricevo la cartolina di chiamata al servizio milita-
quattro amiche. Non era straordinariamente bella, e si è presa re. Il servizio militare in sé non mi creava alcun problema, ma
cura di me come avrebbe fatto una professoressa che istruisce l'idea che per un anno avrei dovuto interrompere la quotidia-
uno studente all'amore. Era dolce e mi comunicava molta com- nità con Claudia mi era assolutamente insopportabile. Allora
plicità. Io ero nervoso, e lei aveva una pelle bianca con un pube decido di portare Claudia a Ortona: voglio che i miei genitori la
peloso e nero. Per la prima volta lo mettevo dentro una donna. conoscano. Passiamo insieme ancora gli ultimi dieci giorni pri-
Era bagnata, calda e avvolgente! Dopo tre o quattro colpi, sono ma della mia partenza e poi insieme andiamo alla stazione, lei
venuto subito. se ne torna a casa in Germania e io mi dirigo alla caserma di Al-
Da quella volta, poi, ho solo cercato di rifarlo, ma spesso benga.
con scarso successo. Ero costretto soprattutto a praticare il co- Volevo essere riformato. Ho fatto di tutto. Poi mi sono ricor-
siddetto "petting". Le ragazze che incontravo rimandavano dato della mia cistite cronica... e, all'improvviso, ha ricomin-
continuamente con le solite scuse: l'amore vero, il fidanza- ciato a farmi stare molto male! Riesco a farmi spedire all'ospe-
mento, il matrimonio e così via. dale militare di Genova per gli esami. Ingenuamente, inquino
Ovviamente, a Ortona frequentare una ragazza era normale, perfino il flacone degli esami dell'urina lasciando che qualche
ma già alla seconda dovevi cominciare a fare attenzione. Alla goccia di sangue ci cada dentro. Naturalmente, quel dottore ne
terza avevi ormai la reputazione di essere un porco. Vivere in ha viste più di quante io ne possa immaginare. Mi rifa l'esame,
un paesino era così. ma questa volta, urinando davanti a lui, non posso usare la la-
ma del rasoio, e così può accertare che i valori sono assoluta-
26 Io, Rocco ... a Parigi 27

mente nella norma. Sono stato subito rimandato alla mia unità trarmi e chiarire tutto. Andiamo a cena insieme, me lo presenta
che, dopo il primo periodo di addestramento, era stata trasferi- e lui, prendendomi in disparte, cerca di spiegarmi che lei non
ta a Cremona. Per cinque mesi Claudia e io ci siamo scritti let- ci sta più capendo niente, è innamorata di lui, ma non riesce a
tere interminabili, tutti i giorni, ininterrottamente. Lei mi ri- togliersi me dalla testa. Non può scegliere. L'ho tolta io dal-
spondeva sempre, poi tutto a un tratto non ho più ricevuto l'imbarazzo e ho scelto per lei. Lei è scoppiata in lacrime e lui,
niente. Claudia ha smesso di scrivermi, senza motivo. Non po- un giovane generoso, ha continuato a ripeterci che quell'incon-
tevo immaginare che si fosse stancata di me, e vivevo nella tro casuale, davanti al ristorante, era stato un segno del destino
speranza che non fosse quella la ragione. e che dovevamo rimanere insieme. Era vero che c'era stato del
Dopo il servizio militare sono tornato a Parigi. L'ultima spe- magico, ma ora qualcosa era cambiato. La vedevo diversa. For-
ranza era che Claudia fosse andata da mio fratello. Ma, ovvia- se io ero deluso.
mente, lei non c'era e, per la prima volta, Parigi mi sembrava
brutta: senza Claudia non era più la stessa. Io e Claudia ci siamo rincontrati sette anni dopo. Un'altra coin-
Lavoravo da Pizza Pino, agli Champs-Elysées, ma dopo due cidenza fortuita. Ero su un set. Una truccatrice con molta di-
settimane mi sono ritrovato coinvolto in una rissa e il direttore screzione mi chiede se non sono mica quel Rocco che viveva a
mi ha cacciato. Ho trovato facilmente un nuovo lavoro, in un al- Parigi. In questo caso, mi dice, avremmo un'amica in comune,
tro ristorante. Avevo deciso che Parigi sarebbe stata comunque Claudia. Grazie a questa ragazza, io e Claudia ci siamo rivisti,
la mia città, con o senza Claudia. E non sarei mai più tornato a abbiamo cenato insieme. Lei nel frattempo si era sposata con
un altro ragazzo ed era mamma di due bambini. Il fatto che io
Ortona. Ho affittato un appartamentino su Rue de la Pompe...
fossi diventato ormai un pornostar l'ha fatta ridere così tanto!
Lavoravo tutto il giorno, ma non smettevo mai di pensare a
Tutti gli incontri con Claudia erano stati dettati dal destino.
Claudia.
Non so perché, ma sapevo che quella era l'ultima volta, non ce
Un giorno, senza motivo, preso dalla forte nostalgia salgo
ne sarebbero state altre. Non l'avrei mai più rivista.
sulla metro per tornare nel posto dove l'ho incontrata la prima
volta. E, come se qualcuno avesse voluto esaudire i miei desi- ***
deri, accade una cosa incredibile, magica, irreale. Sono appena
uscito dalla metro e un taxi si ferma alle mie spalle, davanti al- Sylvie l'ho incontrata dopo che Claudia se n'era andata. Io la-
la porta del ristorante: è Claudia. Scende dal taxi... voravo in un ristorante di Rue de Bellefeuille. Lei veniva a
Ci siamo guardati sbalorditi e ci siamo abbracciati. Siamo pranzo da noi tutti i giorni, era simpatica, solare. Mi ha sedotto
rimasti per più di mezz'ora senza parlare. Piangevamo come la sua dolcezza. Quasi subito mi ha proposto di andare a stare
bambini per esserci nuovamente ritrovati. Quando abbiamo da lei. Viveva insieme a sua madre. Mi stupii di come la
ripreso fiato, lei mi dice che non mi ha più scritto perché si è madre accettasse con estrema naturalezza quella convivenza a
innamorata di un altro ragazzo. Mi è crollato addosso il mondo tre. Per un po' abbiamo vissuto una storia d'amore molto te-
intero. Ora che me lo diceva, mi rendevo conto che era la cosa nera. Il solo problema per me, in realtà, era la mia età. Ero gio-
più naturale da immaginare. L'avevo anche pensato, ma lo vane, volevo divertirmi e trovavo deprimente l'idea che per
rifiutavo. E saperlo così, direttamente da lei, mi faceva male tutta la vita sarei andato a letto solo con Sylvie. Ho cominciato
forte ma, al tempo stesso, mi stava già guarendo dalla cotta. a tradirla e mi sentivo giustificato. Di Sylvie, però, conservo
La cosa più sorprendente di questa storia era che lei era ve- ancora un ricordo molto dolce.
nuta a Parigi con il suo nuovo ragazzo nella speranza di incon-
28 Io, Rocco ... a Parigi 29

A proposito dei miei amori parigini, vorrei ricordare anche la ironico, che ora almeno aveva capito perché io ero sempre
mia breve relazione con Rita, una ragazza che, sebbene non molto stanco!
abbia avuto una grande importanza nella mia vita sentimen- A Parigi mi sono davvero divertito. Julienne, per esempio, la
tale, si è trovata al centro di un aneddoto che, ancora oggi, do- mia fisioterapista e mia cliente al ristorante, dopo un incidente
po più di vent'anni, mi provoca un forte imbarazzo. in moto in cui mi ero rotto entrambi i gomiti, si era offerta "gen-
All'inizio, Rita e io abbiamo vissuto una bella storia come tilmente" di seguirmi nella riabilitazione degli "arti". Questa
quella che possono avere dei ragazzi che stanno in una città donna, elegante e raffinata, aveva lo studio proprio sopra al ri-
tanto romantica come Parigi. Rita però era troppo saggia e storante. Il primo giorno di seduta, mi sono steso sul lettino e
troppo quadrata per me. Non aveva né la mia follia né la mia lei ha cominciato a lavorarmi il gomito per cercare di piegarlo.
passione per il sesso. Io uscivo sempre più di rado con lei, tro- Ma a ogni suo movimento il suo corpo sfiorava il mio.
vavo ogni volta nuove scuse per non vederla. In verità, appena Era una sollecitazione continua. Il suo braccio sfiorava il
finivo di lavorare scappavo al 106, un locale per scambisti mio sesso - indossavo dei pantaloncini corti -, il suo corpo
attraverso cui mi sono avvicinato al mondo della pornografia. premeva sul mio e il mio sesso è uscito fuori. Dapprima Ju-
Ci andavo senza di lei. Non ho mai chiesto a Rita di accompa- lienne è sembrata imbarazzata, ma poi l'ha trovato divertente.
gnarmi, davo per scontato che non avrebbe capito. Ha spostato i suoi esercizi su questa parte del mio corpo e da
Una sera che ero sulla scala del 106, completamente nudo, quel giorno ogni seduta è iniziata sempre così.
stavo prendendo da dietro una ragazza quando ho sentito una Tutti i giorni lei pranzava al ristorante e ogni volta, prima di
mano sulla spalla. Mi sono voltato, era Jean-Claude, uno degli andarsene, mi diceva in tono professionale e distaccato: «Ci
amici di mio fratello. Mi sono sorpreso di vederlo lì, ma non vediamo dopo per la seduta». E con la stessa compostezza mi
troppo, anche lui aveva abitudini libertine. Ho notato subito salutava quando terminavamo la terapia.
che mi guardava allarmato... c'era qualcosa che non andava.
Lui sembrava quasi in imbarazzo per me, me ne accorgevo, Geneviève era un'agente immobiliare conosciuta sempre al ri-
ma stava accadendo tutto così velocemente che non ho fatto storante. Bionda, alta, molto nordica, di carnagione chiara con
nemmeno in tempo a staccarmi dalla ragazza. Gli ho detto, ri- le lentiggini su tutto il viso. Una ragazza molto particolare con
dendo: «Oh! Jean-Claude! Come stai? Stasera è uno sballo qui! una gran parlantina. Siamo usciti insieme e mi ha proposto di
Vedrai che...». salire nell'appartamento che diceva essere suo. Ci siamo spo-
Non avevo ancora finito la frase quando, dietro di lui, vedo gliati veloci, infoiati, e ci siamo buttati sul letto...
Rita! Lei mi ha lanciato uno sguardo freddo e duro, disgustato. È stato allora che abbiamo sentito qualcuno entrare. Per l'e-
Io mi sono letteralmente squagliato dalla vergogna, il mio ses- sattezza abbiamo sentito il padrone di casa, con i bambini che
so si è svuotato di qualsiasi desiderio. Ero lì, io, l'unico nudo scorrazzavano per il corridoio. Lui ci vede, riconosce l'agente
come un verme, non sapevo dove scappare, con questa ragaz- immobiliare incaricata di mostrare il suo appartamento in ven-
za china davanti a me che si gira, mi guarda completamente dita, nuda nel suo letto sotto di me, e resta pietrificato. Ha avu-
ignara di quello che stava accadendo dietro al suo sedere, e io to la classe di non dire niente e di aspettare che ci rivestissimo.
vedo soltanto il buco del suo culo! Avrei voluto infilarmici di Credo che Geneviève abbia avuto non pochi problemi con il
testa e sparire. Rita non ha detto niente. Ha girato i tacchi e se suo lavoro in seguito. E con me non si è mai più fatta viva!
n'è andata.
Qualche settimana dopo mi ha chiamato per dirmi, in tono
Da Denise a Supersex

La prima volta che sono andato da Denise il suo locale si chia-


mava 106; poi, in seguito, è diventato il 41, perché i suoi locali
prendevano il nome dal numero civico della via.

Avevo appena vent'anni, ero uscito con una donna di quaranta


ed eravamo finiti a letto insieme. Lei diceva che avrei dovuto
smettere di sprecare il mio tempo al ristorante, ero un bel
ragazzo e avrei dovuto senz'altro cercare di fare fortuna come
modello.
Le ho risposto che non conoscevo nessuno. «Ma, piuttosto,
tu conosci i locali di scambisti?»
Lei ha riso: che c'entravano ora questi locali?
«Vorrei andarci e si può entrare solo in coppia. Tu puoi ac-
compagnarmi?»
Mi ha risposto di sì, che il suo ex marito li conosceva e che
mi avrebbe accompagnato.

Il giorno dopo è stato uno dei momenti più eccitanti della mia
vita. Riuscire finalmente a entrare in uno di quei locali! Ero co-
me un bambino sotto l'albero con i regali che ha tanto deside-
rato. La proprietaria ci ha ricevuti personalmente. Denise, cele-
bre pornostar degli anni Ottanta, era una donna di gran classe e
femminilità, alta e bionda. Le sono subito piaciuto. Aveva
aperto questo club con l'intenzione di limitarlo a una piccola
cerchia di habitué, persone selezionate con cura, un posto in
32 Io, Rocco Da Denise a Supersex 33

cui si ritrovava il jet set francese che, nel rispetto della privacy, Una sera come tante passate al 106 è successa una cosa magi-
non nominerò. A loro va la mia più sincera gratitudine, perché ca. Ho visto materializzarsi davanti a me, in carne e ossa, Su-
grazie a loro ho cominciato a fare sesso con tutte quelle mera- persex, il mio mito adolescenziale, accompagnato da due ful-
vigliose donne che li accompagnavano. L'AIDS in quegli anni gide ragazze com'era sua abitudine.
non era ancora conosciuto, e ogni notte c'erano orge incredibi- Fremevo. Ho chiesto a Denise che me lo presentasse. Dentro
li! Locali di questo tipo, negli anni a seguire, sono stati aperti di me sapevo che quella era un'occasione da non perdere. Lei,
un po' dappertutto, ma all'epoca ci si divertiva davvero. usando tutta la sua discrezione, gli ha parlato all'orecchio e mi
Oggi sono diventati troppi: appena un locale è in crisi viene ha accontentato. Emozionato dal fatto di poter parlare con Ga-
automaticamente trasformato in un club per scambisti. Con la briel Pontello, gli ho espresso la mia più grande ammirazione,
mera illusione di arricchirsi velocemente, i gestori inseriscono ma lui mi ha guardato dall'alto in basso con fare snob. Era
coppie finte, pagate apposta per far divertire i single che sbor- davvero pieno di sé, forse anche un po' arrogante.
sano almeno il triplo del prezzo dell'entrata se non sono ac- Mi ha detto in tono freddo davanti a tutti: «Allora, saresti
compagnati. tu? Si dice in giro che tu abbia un cazzo enorme. Fammi vede-
Questo non succedeva nel periodo d'oro del 106... re quello che sai fare...». Si è acceso un enorme sigaro e mi ha
ceduto le sue ragazze.
Quella sera Denise mi promise che mi avrebbe fatto entrare lo Le due ragazze erano Barbara Dare, una grande pornostar
stesso in seguito anche se fossi stato da solo. Allora, tutte le degli anni Ottanta, e Patty Rhodes, una produttrice, che poi ho
notti, finito di lavorare, andavo nel suo locale. Aspettavo con ritrovato nel corso della mia carriera e che è diventata una
ansia che il tempo volasse. Servivo gli ultimi clienti a velocità delle mie più grandi amiche. Malgrado avessi dovuto essere in
impressionante! Soprattutto se arrivavano coppiette di inna- imbarazzo per la situazione e per la presenza di Supersex, ero
morati, con l'intenzione di prendersela comoda in coccole, af- eccitato come non lo ero mai stato. Ho fatto l'amore con
fettuosità e moine. Facevo di tutto per farli sentire a disagio e entrambe, per un paio d'ore con immenso piacere, e poi sono
tutt'altro che in un posto romantico per mandarli via il prima tornato da lui, come un allievo che attende il voto dal suo pro-
possibile. Rovesciavo acqua e cibo "accidentalmente" sulle lo- fessore. Mi ha sorriso, mi ha dato l'indirizzo del suo studio a
ro gambe e li servivo alla velocità della luce, mettendo a dura Montrouge e mi ha detto di presentarmi il mattino dopo alle
prova la pazienza di mio fratello. nove.
A quel tempo la tradizione voleva che nei locali per scambisti Si trattava di una serie di fotoromanzi di cui il primo, indi-
si iniziasse semplicemente col togliersi la giacca: arrivando, i menticabile, era Adam et Ève. Io interpretavo il ruolo di Ada-
clienti lasciavano borse o giacche. Io, invece, per non perdere mo. Quello di Eva era interpretato invece dalla più bella star
tempo lasciavo direttamente tutti i vestiti al guardaroba e dell'hard che io abbia mai incontrato in Francia. Per me, lei ri-
iniziavo a girare nudo, mano nella mano con Denise, facendo mane unica e incomparabile: era Marilyn Jess, conosciuta an-
l'apertura con le coppie che si sentivano pronte. Ero diventato, che come Platinette. Una bionda sensuale con seni e forme
in un certo senso, quello che dava il la all'orgia, quello che perfetti e un fascino irresistibile. Senza esagerare, tutti la defi-
riscaldava l'ambiente, soprattutto con le coppie più timide. nivano all'epoca la "Marilyn Monroe dell'hard". Ero lusingato
dalla fortuna di iniziare con lei!
34 Io, Rocco Da Denise a Supersex 35

Varcando per la prima volta la soglia dello studio di Gabriel prestazione, mi ha proposto immediatamente a Marc. Io non
Pontello, mi sono detto che, questa volta, mi trovavo vera- stavo nella pelle. Poi, come se la fortuna mi stesse inseguendo,
mente tra le delizie del giardino dei desideri. Platinette, le luci, lo sento confermarmi che il venerdì successivo ci sarebbe stato
l'atmosfera, le macchine fotografiche: mi affascinava tutto. Io, posto per me in un film diretto da Michel Ricaud. E grazie a
che venivo da un paesino italiano, stavo per realizzare il mio Gabriel Pontello, infatti, mi sono ritrovato a girare il mio pri-
sogno... a Parigi! mo porno, Belle d'amour.
Eravamo pronti, nudi, coperti solo da una foglia di fico. Io
stavo dietro Platinette e, senza nemmeno toccarla, ho avuto Il giorno di inizio riprese ero veramente tanto emozionato,
un'erezione e la foglia si è staccata completamente. teso, ma non imbarazzato perché, alla fine, stavo realizzando
Pontello mi ha detto: «Rocco, dobbiamo fare soft. Puoi te- quello che era il mio più grande sogno. Non so se vi riesce
nerlo buono per cinque minuti?». minimamente di immaginare la sensazione che ho potuto
L'ho guardato e, con aria stupita, ho chiesto sinceramente provare quando ho finalmente aperto la porta di
preoccupato, ingenuo: «Ma come si fa? Voi avete una tecnica o quell'appartamento nel quinzième arrondissement di Parigi,
qualcosa?». vicino alla Tour Eiffel. Tremavo di gioia, avevo il fiatone e le
Pontello è scoppiato a ridere. «Normalmente, noi abbiamo tempie che esplodevano. Era la prima volta che vedevo dal vivo
semmai il problema opposto con gli attori!» ragazze incredibilmente belle in giarrettiere e tacchi a spillo,
Per risolvere l'impasse, abbiamo fatto una piccola pausa e fino a quel giorno le avevo viste solo in fotografia! Lavorare in
sono rimasto solo in camerino per circa venti minuti. Poi, al quell'ambiente significava per me iniziare a vivere in un
momento di riprendere, ho chiesto a Pontello di mettermi da- mondo che fino a quell'istante avevo solo immaginato,
vanti a Platinette questa volta. Ero assolutamente sicuro che se desiderato e sognato di toccare con mano. Ero come un
le fossi rimasto dietro mi sarei eccitato di nuovo. All'inizio è bambino meravigliato che ha gli occhi spalancati. Ero
andato tutto bene e ha cominciato a bersagliarci di flash, ma soggiogato dalla bellezza di tutte quelle donne e dall'atmosfera
quando lei si è spostata per cambiare posizione e ho sentito il del tutto particolare tipica dei set cinematografici. Ricordo di
suo odore e il suo respiro sulla spalla, mi sono eccitato ancora essere arrivato sul set con la valigia piena di vestiti, facendo la
e più di prima. Nello studio c'è stato uno scoppio di risate e figura del tipico italiano che ogni volta che si sposta porta con
così Pontello ha dovuto decidere di passare direttamente alle sé tutto l'armadio! Camminavo dentro un appartamento
foto hard. lussuosissimo, mi vedevo intorno una decina di ragazze che si
Queste sedute fotografiche sono durate quattro giorni, dalla muovevano nude, disinvolte e naturali, si infilavano abiti sexy,
mattina alla sera. Era duro, molto diverso dal portare piatti, ma truccate come star. Il mio cervello è andato subito in tilt. Tutti i
infinitamente più divertente. miei desideri, da quando mi masturbavo con "Supersex" fino
alle donne con le quali facevo sesso al 106, si stavano
La sera dell'ultimo giorno, Pontello mi si è avvicinato con tre materializzando all'improvviso!
o quattro biglietti da cinquecento franchi, ringraziandomi, e io Si stava decidendo della mia vera vita, quella che volevo: sa-
mi sono detto: "Che figata mi pagano pure!". Era più o meno rei stato in grado di recitare in un film hard?
quello che guadagnavo in quindici giorni al ristorante! C'era Pontello, c'era Marc Dorcel, il produttore, e c'era Mi-
Subito dopo Pontello ha ricevuto una telefonata dal produt- chel Ricaud, il regista più famoso del momento, e c'ero io, fottu-
tore Marc Dorcel. Davanti a me, ancora estasiato per la mia to di emozioni. L'atmosfera era carica, piena di tutto: del sesso,
dell'amore e dei profumi delle donne; mi sono sentito travolge-
36 Io, Rocco Da Denise a Supersex 37

re da un'eccitazione inebriante, avevo i brividi in tutto il corpo. stesse dando un "gentile" suggerimento tecnico. L'ho accetta-
Mi sono chiuso in bagno a masturbarmi perché avevo paura to, ingenuamente, senza rendermi conto che dietro la sua pro-
che mi chiamassero subito in scena. Avevo il cervello in ebolli- posta si nascondeva una serpe velenosa che voleva solo ve-
zione. Volevo essere assolutamente certo che, al momento di co- dermi "capitolare" in fretta sulla scena e screditarmi agli occhi
minciare a recitare, non sarei venuto troppo in fretta. del regista. Le due ragazze continuavano a praticarmi questo
Mi hanno chiamato, c'eravamo. Toccava a me. doppio meraviglioso pompino, indimenticabile... soprattutto
La mia scena era con un'austriaca bruna, molto donna, con per l'epilogo.
un gran fisico prestante, e una biondina francese molto, molto Non sono riuscito a trattenermi e, mentre me ne stavo ve-
sexy. E un uomo, André Vinus, il protagonista del film, una nendo, ho intravisto che André mi scrutava e come un lampo
grande star all'epoca. Ho salutato tutti, cercando di dissimula- si alzava in piedi con un'erezione mantenuta con molta abilità;
re il mio imbarazzo di debuttante, e ho ascoltato molto atten- poi, con il tono di chi detta legge, ha detto: «Allez, on tourne».
tamente le indicazioni di Michel Ricaud, il regista. Nel pieno del silenzio che nel frattempo era sceso sul set, ho
All'epoca l'ambiente del porno era ancora molto maschili- sentito Dorcel che gridava a Pontello: «Di' un po', Gabriel! È lui
sta. E la scuola francese lo era più di ogni altra: l'uomo non il tuo italiano? Il tuo animale da letto che riesce a non venire per
aveva bisogno di toccare la donna per avere un'erezione o un otto ore filate?».
orgasmo. La professionalità di un attore si misurava limitando Pontello non gli ha risposto, è venuto dritto da me. «E allo-
al massimo l'utilizzazione fisica del corpo femminile: meno ra? Che cosa ti succede?»
toccava la donna e più aveva credito di essere un ottimo pro- «Non so, Gabriel, non capisco, te lo giuro! Me lo succhiava
fessionista. Erano sempre gli stessi cinque o sei a lavorare. Una talmente bene che non sono riuscito a trattenermi!»
vera e propria lobby: era dura entrarci e ancora di più rimaner- «E per la scena, come facciamo ora?»
ci. Gli attori si muovevano dall'Italia alla Francia, spostandosi Sentivo Dorcel, che si era messo a gridare: «Dai, Pontello!
da un set all'altro, compatti, solidali e gestendo così le date di Lascialo perdere il tuo italiano».
inizio di ogni film. Erano sempre gli stessi attori a tenere la si- Mi è crollato il mondo addosso. Ci stavo da così poco, ed
tuazione sotto controllo, impedendo ai nuovi di accedere a ero già riuscito a mandare tutto a puttane? Mi sono fatto co-
questa cricca, perché per ogni nuovo attore uno dei vecchi sa- raggio e sono andato a chiedere a Ricaud di darmi solo cinque
rebbe dovuto uscire. Gli stessi produttori erano molto restii al minuti, cinque inutili minuti per ricompormi e per tentare di
ricambio degli attori, a loro interessava avere la sicurezza di un rifare la scena. Non aveva per niente l'aria molto convinta, ma
cazzo che potesse garantire l'erezione. E se, nonostante tutto, me li ha concessi. Sono sceso di sotto al bar, ho bevuto almeno
qualcuno riusciva a passare le maglie di una rete così serrata, i tre camomille, cercando di rilassarmi, di distendere i nervi.
veterani non gli rendevano certo la vita facile. Alla fine sono riuscito a farla quella scena, ma non è stato
André non faceva eccezione alla regola. Mi ricordo che pri- niente di eccezionale, ero solo un debuttante troppo emozio-
ma di iniziare la scena si inginocchiò e prese a masturbarsi. nato.
Senza mai guardare le donne. Per me era un'assurdità che, da-
vanti a due splendide ragazze così, lui non riuscisse ad avere Quando ci ripenso mi considero fortunato che mi abbiano dato
un'erezione naturale. Io invece me ne stavo in piedi, e sfoggia- una seconda occasione, soprattutto considerato quanto
vo già un'erezione orgogliosa. Così, quando lui mi ha consi- l'ambiente non brillasse in generosità. Ai giorni nostri, la por-
gliato di cominciare a farmelo succhiare, ho creduto che mi nografia è un'industria enorme, ci sono riviste specializzate e
38 Io, Rocco Da Denise a Supersex 39

festival dell'hard in tutto il mondo, è molto facile per le perso- chi, per il quale ho la massima stima. Avrà eseguito più di venti
ne che desiderano entrarci incontrare registi e produttori. posizioni, tutte complicate e all'insegna della performance. Io
ero in ginocchio davanti a Karin Schubert, pieno di rispetto per
Pontello ha deciso di darmi una seconda opportunità e mi ha questa superdonna, aspettando che la macchina si spostasse su
chiesto se volevo andare in Italia con lui per il primo film di di me, quando... è finita la pellicola. Hanno interrotto le riprese
un'italiana esordiente, Moana Pozzi. per cambiarla. Armand si è reso conto che la sua dimostrazione
Ne ho parlato con mio fratello, e lui mi ha obbligato a sce- non mi aveva impressionato, allora è passato alla mossa di ri-
gliere: o il ristorante o il porno. Io non ho avuto dubbi, ho scel- serva. Mi si è avvicinato roteando il pene, come le pale di un
to il porno. Arrivato in Italia, ho incontrato il branco, la lobby elicottero, rasentandomi la spalla, senza dire niente.
feroce degli attori con cui non mi ero ancora confrontato. Karin Schubert se n'è accorta e gli ha detto: «Jean-Pierre,
smetti di fare il tuo giochino!».
*** E lui: «Ti sta scopando bene il lattante?» mentre si avvicina-
va sempre più al mio viso, fino a toccarmi l'orecchio.
Sul set del film Moana, la bella di giorno ho immediatamente ca- Ho perso il controllo, mi sono alzato di colpo, l'ho preso per
pito che Jean-Pierre Armand, il numero uno incontrastato tra il collo e l'ho attaccato al muro. Sì, l'ho minacciato. «Ora ti di-
gli attori dell'hard francesi, e la sua combriccola, Christopher mostro che non sono un frocio come te! Aspetta che finisca la
Clark, Eric Drée eccetera, mi consideravano un potenziale scena e poi ti spacco la faccia.» Avevo accumulato troppo stress,
concorrente. Le proporzioni del mio sesso li infastidivano, ma dalla mattina, con tutti i giochetti che lui e i suoi amici conti-
anche il mio aspetto fisico. L'accoglienza pertanto è stata deci- nuavano a fare.
samente glaciale. Ricordo che quando mi sono presentato a Questo episodio ha segnato, irrevocabilmente, la mia entrata
Jean-Pierre Armand e gli ho teso la mano, lui l'ha scansata in- ufficiale nell'ambiente, soprattutto perché su quel set c'erano
fastidito, dicendomi di correre a casa da mamma a farmi to- tutti i più grandi attori dell'epoca e ho potuto dimostrare a
gliere la merda dal pannolino. Vi lascio immaginare il clima... ognuno di loro che non era facile farmi fuori, né psicologica-
Jean-Pierre era il più temuto fra gli attori. Aveva una repu- mente né fisicamente. Finita la scena sono corso a rivestirmi
tazione terrificante e si diceva che nessun attore debuttante che velocemente, e Jean-Pierre è venuto da me scusandosi e cer-
avesse lavorato al suo fianco fosse riuscito ad avere un'e- cando di farmi credere che era la prima volta che ne combina-
rezione. va una del genere. Ho accettato le scuse, avevo messo in conto
che, se finora non avevo trovato il bigliettaio all'entrata, prima
Dovevamo girare la scena di un'orgia e gli attori avevano fatto o poi qualcuno sarebbe venuto a incassare il mio ticket d'in-
in modo che io avessi l'attrice più vecchia, Karin Schubert, nella gresso in quel mondo.
speranza che fallissi. Quello che non sapevano, però, era che E da lì è iniziato un lungo e divertentissimo periodo. Le pro-
questa attrice aveva fatto parte del mio immaginario erotico poste fioccavano a una velocità pazzesca. Tutti i giorni giravo
adolescenziale, mi ero masturbato un'infinità di volte su di lei, su set differenti, in produzioni e Paesi diversi. Era iniziato il
e quindi, loro malgrado, mi stavano facendo un gran bel regalo! mio periodo d'oro.
Jean-Pierre aveva due ragazze straordinarie e ha fatto di tutto Giravo in media venti, venticinque giorni al mese, gli altri
per destabilizzarmi. La sua prestazione più che una scena di mi servivano per gli spostamenti da un set all'altro. Ero final-
sesso sembrava un esercizio di ginnastica artistica alla Juri Che- mente in una vera full immersion di sesso.
40 Io, Rocco

Dopo quella sua esibizione, Jean-Pierre Armand mi ha sem- La scuola americana


pre rispettato. Debbo dire, non fui sorpreso dal suo comporta-
mento, era perfettamente in linea con la mentalità di tutta la
e la scuola francese
sua generazione. Un'altra volta, in un ristorante di Roma, in-
sieme agli attori di una superproduzione americana, Jean-
Pierre ha sfidato tutti a dargli un tempo per eiaculare.
Uno degli americani, credendolo ubriaco perché era già con
il cazzo fuori, in piedi a capotavola, gli ha risposto: «Eh, già,
ora io dico uno, due e tre e tu vieni?».
E lui: «Come hai detto? "Uno, due e tre?"» e mentre lo dice
si tira tre volte il cazzo ed eiacula sul tavolo.
Lui era impressionante!
Bisogna dire che in quel momento c'erano solo due scuole di
Devo ammettere che dai francesi ho imparato molte cose. La cinema hard: quella americana e quella francese, due mondi
scuola francese è stata, per tre generazioni di attori, runica in- che avevano del resto pochissime cose in comune. La caratte-
contrastata d'Europa. ristica principale della scuola francese era che gli attori non
Quando ho iniziato, nel 1985, c'erano Gabriel Pontello, An- avevano bisogno dell'aiuto della donna né per avere un'ere-
dré Vinus, Le Gitan, Richard Lemieuvre, Eric Drée, Alban Ce- zione, né per avere un orgasmo. L'attrice era solo un gran bel-
ray, e Jean-Pierre Armand che, eccetto qualche appassionato, l'oggetto, ma non aveva alcuna rilevanza per la performance
nessuno più ricorda. Loro facevano dei veri e propri film in del pornostar. Di conseguenza il porno era tutto incentrato
trentacinque millimetri. Agli inizi del cinema hard, al contra- sull'uomo.
rio di oggi, si dava molto più spazio alla trama che al sesso. La scuola americana, rispetto alla francese, aveva una visio-
Ora il sesso è il novanta per cento se non il cento per cento del ne completamente diversa del sesso. Le attrici s'impegnavano
film per una produzione. L'importanza della trama nel film a tal punto per far sembrare vera la scena che spingevano gli
hard si notava soprattutto nelle produzioni americane, con re- atteggiamenti all'esagerazione estrema. È altresì vero che gli
gisti di grande calibro quali Gerard Damiano, Anthony Spi- attori davano maggior prova di professionalità nelle loro pre-
nelli, Henry Pachard, Alex Derenzi, per citarne alcuni tra i più stazioni e quindi appassionavano e coinvolgevano molto di
importanti. Loro erano i più vicini al cinema, erano interessati più lo spettatore. A questo proposito, mi ricordo per esempio
alla narrazione prima che al sesso. E infatti credo che il loro l'episodio di Ashlyn Gere, una superstar americana che du-
modo di lavorare abbia molto turbato il mondo di Hollywood rante una scena in posizione da cowgirl, cioè quella in cui è la
che ha deciso di chiamare questo genere, che fino ad allora era donna che cavalca l'uomo, si era seduta su di me e si muoveva
stato definito underground, X-rated, "proibito". su e giù freneticamente. La sua performance era così cari-
caturale che mi stava facendo perdere l'erezione, e più io la
perdevo più lei aumentava il ritmo e la foga.
«Yes,fuck me... Yeah... more more fuck me!»
A un certo punto ho dovuto fermarla e chiederle: «Ashlyn,
ma stai sentendo davvero qualcosa?».
42 Io, Rocco La scuola americana e la scuola francese 43

E questo, solo per raccontarvi l'assoluta immedesimazione mio motto, tuttavia, nel momento in cui ti trovi davanti una
nella parte dell'attrice americana! macchina da presa devi recitare.
Bisogna anche precisare che in America si gira in presa di- Non puoi continuare a essere completamente te stesso, tu sai
retta, a differenza che in Europa, e, nel caso in cui si lavori con che stai davanti all'obiettivo. E per sostenere questo paradosso,
una partner che dimostri una totale mancanza di partecipa- per esserne all'altezza, devi attingere dentro di te a una gamma
zione, il fatto che i film vengano doppiati rappresenta una sal- infinita di sentimenti, sensazioni, ricordi, motivazioni,
vezza. Una volta, in Europa appunto, giravo una scena molto convincimenti. Se vuoi fare questo lavoro, e vuoi farlo bene,
forte con un'attrice che non dava nessun segno di vita. non puoi mai permetterti di scansare la contraddizione,
Il produttore, disperato, mi dice: «Rocco, salvami questo l'incoerenza, l'inconciliabilità fra i vari aspetti della tua vita.
film. È importantissimo. Me ne frego di cosa dirà, ma tirale fuo- Perché se non le analizzi continuamente in modo consapevole
ri un minimo di espressione». non potrai andare avanti per molto.
Allora io ho ricominciato la scena daccapo, con molta più
energia e foga. L'attrice non apprezzava per niente questo mio
modo di fare sesso e ha preso a inveire contro di me.
Urlava: «Disgraziato! Ti ammazzo! Smetti, non puoi farmi
questo!».
Quando ho visto il film finito, ho capito il grosso vantaggio
del doppiaggio! Tutti i suoi insulti e improperi erano diventati:
«Oh, sì, Rocco, fammi male, scopami forte, oh, sì, mi fai
godere».

Non mi piacciono le classificazioni, in genere le trovo sempre


delle forzature, tuttavia talvolta sono utili per distinguere, se
non altro, delle categorie esemplari. L'antitesi fra la scuola fran-
cese-europea e quella americana potrebbe essere ridotta all'op-
posizione fra "meccanica mancanza di sensualità" e "appassio-
nata professionalità".
Per quanto questi due metodi possano essere massimamente
antitetici, entrambi mi sono stati estremamente utili. Mi hanno
dato, l'uno, la tecnica per affrontare al meglio ogni eventuale
impasse sul set e, l'altro, la passionalità emotiva per comunicare
con i partner e con il pubblico. Perché questo tipo di lavoro ti
espone nudo, mi pare il caso di dirlo, a una serie di contraddizio-
ni che ti mettono in difficoltà, non soltanto psicologicamente ma
anche empiricamente: le sperimenti proprio sulla tua reazione
fisica. Ciò che intendo dire è che, anche se sono il primo a soste-
nere che il sesso non si può recitare, al punto che ne ho fatto il
Attore porno, un mestiere a rischio

H mestiere dell'attore è estraneo a ogni concezione classica di


lavoro. Più di una volta, rientrando nell'ordinaria quotidianità,
mi sono sentito un extraterrestre atterrato da un altro pianeta.
Mi trovavo in Germania, a Dusseldorf, nell'88, sul set di un
film americano diretto da Freddy Lincoln e, come al solito, gli
attori americani avevano l'esclusiva su tutti i ruoli principali.
Io, come europeo, avevo avuto solo una parte minore, quella
di facchino dell'hotel. La protagonista era Alicia Monet, una
grande star americana, che quel mattino, prima delle riprese,
si era buttata giù, ancora non ne colgo il vero motivo, un mi-
scuglio di droghe e alcol.
Nella scena lei si trovava distesa sul letto, con le gambe spa-
lancate, e io dovevo semplicemente entrare, lasciare le valigie
e dire: "Good morning, lady, you're very beautiful...".
E tutto ciò, in un inglese molto approssimativo, perché allo-
ra non parlavo ancora bene questa lingua.
Lei avrebbe dovuto rispondermi: "Oh, amore mio..." in ita-
liano, ma siccome nemmeno lei conosceva la lingua, la scena
risultava terribilmente comica e bizzarra.
Io cercavo, comunque, di rimanere concentrato, almeno per
fare una buona scena di sesso. Come da copione, mi sono ingi-
nocchiato davanti a lei per cominciare a leccarla. A quel punto
lei ha lanciato un peto raccapricciante! Un fetore terrificante
ha invaso tutta la stanza.
Tutte le persone del set, imbarazzate, hanno stretto i denti per
46 Io, Rocco Attore porno, un mestiere a rischio 47

non ridere, nel rispetto di non so cosa, e il regista, con un ghi- lei ha dovuto lasciarmi e poi ha cominciato a sputare. Sputava
gno, mi ha chiesto: «Rocco, can you, please, do it again?». sangue. C'era sangue dappertutto, su di me, sulle lenzuola,
E io mi sono riportato i bagagli dietro la porta aspettando di sembrava di stare dentro un film horror. Solo che il sangue era
nuovo l'azione. Alicia era completamente in barca e non si ren- vero ed era il mio! Ero allucinato, pietrificato dal dolore. Quan-
deva conto di niente. Per lei era tutto normale e intanto i mac- do ha ripreso fiato, Alicia ha iniziato a gridare, in preda a una
chinisti aprivano le finestre. crisi di nervi. Intanto Ziggie, l'assistente, portava me di corsa
Alcuni secondi dopo, di nuovo silenzio sul set, il ciak, e io so- all'ospedale di Dusseldorf. Per la cronaca, subito dopo, è suc-
no rientrato. Mi sono messo di nuovo in ginocchio con la faccia cesso che Alicia è scappata eludendo la sorveglianza dell'equi-
sotto il suo sedere e dopo l'ennesimo "amore mio" Alicia, come pe, è scesa in strada, completamente nuda e sporca di sangue, e
se fosse nel copione, ha mollato un peto ancora più assordante se n'è andata a spasso per le vie della città come se niente fosse!
e nauseabondo del primo! Mi chiedevo perché mi stesse facen- Immaginate lo scandalo che ha provocato in pochi secondi nel
do questo, non capivo e in più non sapevo del cocktail che ave- quartiere...
va ingollato. A tutta la troupe è venuta una ridarella inconteni-
bile, io ho guardato Freddy, sperando che desse lo stop, ma lui, Quando siamo arrivati all'ospedale, l'assurdo non era ancora
cercando di restare serio, mi ha fatto cenno di continuare. Però finito. Avevo una tovaglia intorno al pene insanguinato e cer-
l'atmosfera era ormai degenerata. cavo disperatamente di spiegare al dottore cosa mi era succes-
Stando al copione io avrei dovuto possederla, ma lei mi ha so, senza sapere una parola né di inglese né di tedesco.
spinto sul letto e, con lo sguardo torbido da ubriaca, mi ha det- Ziggie ha parlato per me e, mentre io soffrivo terribilmente, il
to: «I wanna fuck you, baby...». dottore è scoppiato a ridere come un matto e continuava a ripe-
Era completamente stordita dal miscuglio che si era fatta, tere: «Ja, ja, ja, ja, ja!» in quel modo tipico dei tedeschi quando
era così instabile che dovevo sorreggerla perché non mi cades- trovano qualcosa divertente.
se sopra. La scena è durata un'ora buona e, mentre lei cercava Quando è riuscito a ricomporsi, il dottore mi ha medicato e
di cavalcarmi, mi chiedevo come avessero fatto gli americani messo i punti attorno al glande. Non credete che sia stato uno
a conquistarsi la fama di migliori professionisti... scherzetto, era doloroso come avere ancora i denti di Alicia
Quando abbiamo finito di girare, Hans Moser, il coprodut- conficcati nella carne.
tore europeo, ci ha chiesto di restare ancora sul set per fare Ma non è finita lì! Del resto, andando avanti, vedrete che ogni
qualche foto da utilizzare per la copertina della videocassetta. mia disavventura ha sempre avuto retroscena grotteschi, inim-
A quel punto Alicia mi ha preso il cazzo in mano e, prima di maginabili! Insomma, torno in albergo con una medicazione ta-
succhiarlo, mi ha lanciato un altro sguardo torvo e ha farfuglia- le che mi impedisce di camminare normalmente, e trovo il mari-
to: «Rocco... Amore mio...». to di Alicia che mi aspetta sulla porta della mia camera.
Poi si è messa voracemente il mio cazzo in bocca e, senza al- «Sei tu che hai picchiato mia moglie?»
cuna ragione, ha iniziato a morderlo con tutta la forza dei denti! In realtà, nessuno l'aveva picchiata, ma lo staff della produ-
Il dolore è stato indescrivibile: in un lampo ho capito che, se l'a- zione, che era riuscito a riacciuffarla per le strade di Dussel-
vessi spinta via, me lo avrebbe letteralmente strappato. Alicia dorf, l'aveva prelevata velocemente e molto energicamente per
continuava a stringere a più non posso e, all'improvviso, ho vi- non avere grane con la polizia, e nella manovra lei aveva sbat-
sto il sangue colarmi sulle gambe. A quel punto l'ho presa per tuto la testa contro il tetto del van.
la gola e le ho premuto le dita sulla glottide. Per non soffocare, Questo accadeva mentre io ero ancora in ospedale e non ne
48 Io, Rocco Attore porno, un mestiere a rischio 49

sapevo nulla, perciò gli ho semplicemente risposto: «No, io do e gridando: «Via! Scappate! È pericolosissimo qui! È pieno
non ho picchiato Alicia. Ma penso che lo farò ora...». zeppo di zanzare giganti!».
A questo punto lui ha tirato fuori un coltello e mi si è sca- Ron avrebbe preferito essere morto! Dopo tutto lo sforzo, ci
gliato contro. In quell'istante ho visto Ziggie arrivare da dietro mancavano pure le zanzare a impedirgli di lavorare! L'ho vi-
e torcergli il braccio fino quasi a romperglielo. sto sprofondare nello sconforto.
«E ora tu e quella puttana di tua moglie ve ne andate imme- «Non c'è problema, Ron, non saranno mica un po' di zanza-
diatamente via! Sparite!» re a fermarci!» ho detto. E ci siamo sistemati per riprendere
Il giorno stesso sono stati riportati in aeroporto e imbarcati con le scene.
per gli Stati Uniti. Io avevo il ruolo dell'amante e lui quello del voyeur che veni-
Dopo questa storia, Alicia e quello psicopatico di suo mari- va a sbirciare di nascosto. Cominciavamo a sentire tutti troppo
to sono totalmente scomparsi dal mondo dell'hard. Credo che caldo. Sto per spostare Nathalie per mettermela sopra, e le vedo
nessun attore abbia mai più voluto rischiare di rimetterle l'uc- fare un'espressione agghiacciata. Con gli occhi spalancati guar-
cello in bocca. dava in lontananza e, dopo un attimo, stava gridando come una
pazza! C'era un nugolo nero e denso di grosse zanzare, che an-
*** cora non so dire se fossero veramente zanzare. Comunque, in
meno di cinque secondi questi insetti ci hanno attaccati e divo-
Un'altra volta, sempre in Germania, nel '92, ho lavorato in un rati completamente. Facevano un rumore assordante. Siamo
film il cui protagonista era Ron Jeremy, un altro di quegli atto- scappati verso il van della produzione. Cercavamo di proteg-
ri che ha segnato la storia della pornografia. Credo che sia l'at- gerci alla bell'e meglio. Quando siamo riusciti a chiuderci den-
tore più anziano ancora in attività! Purtroppo, malgrado la sua tro, ho dovuto stendermi; avevo una sensazione di congelamen-
fama di grande professionista, le ragazze avevano il terrore di to, tutto il veleno che gli insetti mi avevano iniettato cominciava
lavorare con lui perché aveva una pancia enorme e peli a fare effetto. Avevo una paura fottuta. Ero ricoperto di punture
dappertutto, un'abbondante e maleodorante sudorazione e un su tutto il corpo, ma ciò che mi preoccupava di più erano quelle
sesso di dimensioni davvero impressionanti. sul sesso. Ne avevo una ventina intorno al glande. Non sapevo
Le riprese erano già iniziate da una settimana e Ron ogni cosa pensare e ignoravo che tipo di pericolo stessi correndo.
giorno andava a trovare Teresa Orlowsky, la produttrice, dalla La sera, al ristorante, Jeremy ha raccontato al resto del cast la
quale riceveva sempre la stessa risposta: «Ron, mi dispiace, sua versione della storia. «Questo pomeriggio ci siamo dati in
tutte le attrici si rifiutano di lavorare con te. Non so cosa fare. pasto alle zanzare. Ma io sono stato fortunato, perché la zanza-
Se vuoi, puoi ritornare negli Stati Uniti». ra capo del plotone tedesco mi ha punto per primo e ha sputato
Lui era disperato. A me Ron stava troppo simpatico, e sicco- subito il mio sangue con disgusto. Si è accorta che sono ebreo
me avevo un buon feeling con Nathalie, un'attrice francese, l'ho americano. Poi ha visto Rocco, che è italiano e non è ebreo, e ha
supplicata di cercare di fare uno sforzo. Alla fine Nathalie ha gridato alle sue truppe di buttarsi tutte su di lui!»
accettato e siamo andati tutti sul set quello stesso pomeriggio. E, incredibile ma vero, lui aveva una sola puntura in tutto in
Eravamo su un laghetto, era estate e faceva un caldo torrido. corpo.
Il regista stava per dare l'azione, eravamo pronti per la sce- Allora io ho replicato immediatamente: «Guarda che le zan-
na di sesso, quando all'improvviso una coppia di attori che zare condividono i gusti delle attrici!».
aveva finito di girare un attimo prima è venuta da noi corren- La settimana successiva ho dovuto girare diverse scene e ho
50 lo, Rocco

sofferto come un cane perché il mio sesso era gonfio e doloran- Una parentesi nella mia vita di attore
te, e ricoperto di piccoli crateri aperti. Ma dovevo tenere duro
ancora per una settimana! Le mani, la bocca, il sesso delle attri-
ci, tutto mi faceva terribilmente male. E, via via, questi crateri si
sono trasformati in croste, che mi prudevano, ma che, ovvia-
mente, non potevo grattare via perché mi sarebbe venuta un'in-
fezione. Per fortuna, in quel periodo l'AIDS non era ancora così
diffuso. Se ciò fosse accaduto oggi, per ovvie ragioni avremmo
dovuto immediatamente annullare le riprese!
Quando non mi sono capitati incidenti sul lavoro, non di ra-
do sono stato io stesso a favorirli, come se inconsciamente de-
siderassi autodistruggermi.
Cinque anni fa, dopo un periodo abbastanza stressante, ho C'è stato un momento nella mia carriera, circa tre anni dopo
cominciato a sviluppare delle allergie. Ho fatto i test a Roma e i che avevo iniziato, in cui ho dovuto smettere con questo lavo-
medici mi hanno confermato un'allergia alle graminacee. Mi ro. È stato quando ho incontrato Tina.
hanno prescritto un vaccino. Queste iniezioni avrebbero dovu- Me ne stavo andando dallo studio romano di un fotografo
to essermi somministrate in un lasso di tempo di tre mesi, nel- perché, dopo due ore che aspettavo, la modella non si era an-
lo stesso giorno della settimana, alla stessa ora e soprattutto da cora presentata. Dovevo prendere un aereo la sera stessa e per
un allergologo. Ma per me era impossibile rimanere per tre nulla al mondo potevo permettermi di perderlo.
mesi nello stesso posto, in più sono abituato a farmi le iniezioni Scendendo le scale, incrocio una biondina trafelata e sfinita,
da solo e quindi ho deciso che potevo provvedere autono- che continua a ripetere: «l'm late! l'm late!».
mamente. Purtroppo, non mi era stato detto che si trattava di Ci siamo guardati e io ho provato la sensazione fortissima di
iniezioni sottocutanee, e non intramuscolari, quindi, come un ricevere un colpo in pieno stomaco! Un po' com'era successo
idiota, tutte le domeniche mattina, alla stessa ora, mi facevo con Claudia.
una bella puntura sulla spalla. Con questo ritmo, nel giro di tre Le ho tenuto la porta aperta, lei mi è passata davanti e, pri-
mesi mi sono ritrovato sfinito: l'allergia era considerevolmente ma che sparisse per le scale, le ho chiesto: «Excuse me, but who
aumentata. In altre parole, mi ero iniettato prodotti allergiz- are you?».
zanti ad altissime dosi, elevando il mio grado di sensibilità dal- «l'm a model, and I have to do some photos... But l'm late, l'm late!»
le quindici alle venti volte! L'ho accompagnata in studio. Sono rimasto lì e la sera l'ho
E sfortunatamente da quando ho fatto questa stronzata mi è invitata a cena. Io ero con il mio amico Maurizio, che mi ac-
successo più di una volta di dover ricorrere a punture di corti- compagnava, e lei con la sua amica inglese. Sarebbe dovuta
sone per crisi allergiche molto forti. andare come sempre: corteggiarla, portarla nel mio studio e
Per non parlare di tutte le fratture che ho riportato a causa poi farci sesso, magari anche una cosetta a quattro. Quella sera
della mia sconsiderata passione per la moto e per la velocità, Maurizio e l'amica di Tina hanno fatto l'amore come pazzi sul
tanto che i miei figli mi chiamano Robocop per la quantità di divano di casa mia. Invece io e Tina niente, eravamo a letto,
viti e placche di metallo chirurgico che ho in corpo! già paralizzati da un sentimento fortissimo e incapaci di fare
qualsiasi cosa davanti agli altri due.
52 Io, Rocco Una parentesi nella mia vita di attore 53

A un certo punto Maurizio mi ha detto: «Cazzo, Rocco! È E la gamma delle emozioni legate alla mia sessualità è cre-
una bomba 'sta piccoletta! Una vera troietta! E la tua? Me la sciuta.
passi che la provo un po'?». Ma Tina non amava il mio lavoro. Abbastanza presto mi ha
Io ero confuso e Tina, che aveva capito tutto, mi ripeteva chiesto di tagliare i rapporti con tutto quanto avevo intorno e,
sottovoce: «No, Rocco! I don't want..». sostanzialmente, di scegliere tra il porno e lei.
Non sapevo che fare. Con Maurizio eravamo abituati a scam- Ho risposto immediatamente, senza pensarci nemmeno un
biarci sempre le ragazze, ma quando queste erano d'accordo! secondo: «Io voglio te».
Quella notte, invece, Tina e io non volevamo dividere con nes- Ero molto giovane e non avevo ancora la consapevolezza di
sun altro la nostra notte d'amore, la nostra prima notte d'amo- quello che volevo fare. Ho tentato così un'altra strada, quella
re, volevamo conservarla tutta per noi. Fare l'amore davanti a di modello. Io e Tina abbiamo deciso di trasferirci a Londra.
un'altra coppia avrebbe sciupato tutto. Abbiamo rimandato Sono andato subito a propormi da Gavin's Models, un'agenzia
alla notte successiva. per modelli molto famosa. Purtroppo, però, in tre mesi ho
lavorato un solo giorno.
Con Tina ho avuto una relazione di sesso eccezionale. Faceva- Cominciavo a perdermi d'animo, ma proprio in quei giorni
mo l'amore di continuo senza mai perdere il desiderio, né l'ec- si è fatta viva un'agenzia madrilena con una proposta. Io e Ti-
citazione. Eravamo al tempo stesso puri e violenti come anima- na siamo partiti per Madrid. Andava un po' meglio che a Lon-
li. Non avevo mai provato, prima che con Tina, qualcosa del dra, i Grandi Magazzini ed El Cortes Inglés mi avevano scelto
genere. Prima di lei, non avevo mai schiaffeggiato una ragazza. come testimonial, ma non era abbastanza. Incontravo molte
Ma Tina mi aveva subito fatto capire, senza mezzi termini, che difficoltà come modello, nessuno mi spiegava perché. Dopo
il suo piacere era anche fatto di violenza, che aveva bisogno di vari casting ho cominciato ad accorgermene da solo. Avevo un
essere dominata con la forza e che questo non era la negazione corpo troppo muscoloso, troppo strutturato. Se si vuole lavo-
dell'amore, né della dolcezza dei sentimenti, anzi, era qualcosa rare in questo settore, bisogna assolutamente avere delle mi-
che ci isolava e che ci rendeva distanti da tutto e tutti. sure standard, e non era certo il mio caso. Occorre che il mo-
Ha iniziato lei. La prima volta è stata una cosa strana. Stava- dello stia bene all'abito e non il contrario. E io non ero così
mo facendo l'amore e, all'improvviso, mi ha dato uno schiaffo- speciale perché mi facessero dei vestiti su misura! Se riuscivo
ne fortissimo in pieno viso. D'istinto gliel'ho restituito e l'ho ad arrivare a fine mese era soprattutto per qualche lavoretto
sentita venire sotto di me, come mai prima di allora. Ho prova- nella pubblicità in televisione.
to una sensazione di complicità assoluta. Siamo partiti per la Grecia. Non era possibile proseguire in
quel modo. Nel giro di poco tempo i soldi erano finiti. Non ave-
Questa violenza amorosa è aumentata sempre di più nel corso vamo nemmeno il denaro per comprare da mangiare. Per quasi
della nostra storia. Una volta mi facevano male le mani a forza un mese ci siamo nutriti solo di spaghetti in bianco con un filo
di schiaffeggiarla e lei continuava a implorarmi perché non di olio di oliva. Appena ho preso la prima paga, siamo andati
riusciva a venire, allora l'ho colpita con il lato più duro della dritti al ristorante e abbiamo ordinato dieci piatti in due, tanto
mano. Le ho fatto sanguinare il labbro, mi sono spaventato, eravamo affamati! Ma i nostri stomaci si erano ristretti a forza
l'ho abbracciata. «Basta, Tina, diventa pericoloso!» di non ingerire alimenti e abbiamo potuto mangiare poco più di
un piatto e mezzo a testa. Eravamo proprio al verde, ma erava-
mo felici!
54 Io, Rocco Una parentesi nella mia vita di attore 55

«Che ne dici di tornare a fare foto di nudo insieme?» le ho femminile. Oggi so che le donne hanno un intuito fenomenale.
detto. «Per un fotografo mio amico a Roma con il quale ho già Tina non aveva visto niente di quella seduta, ma ha sentito,
lavorato.» appena è arrivata, che avevo fatto sesso con Magica. Me lo ha
Era l'89, abbiamo rimesso ancora tutto in discussione e siamo letto negli occhi. L'ha annusato nell'aria.
partiti per Roma. Mi ha subito chiesto: «Che cos'hai fatto con quella ragazza?».
Questo fotografo era Riccardo Schicchi e, com'era immagi- Io mi sono aggrovigliato tra scuse e bugie e Riccardo è scop-
nabile, conoscendolo, lui approfittò subito della mia situazio- piato a ridere, perché lui è di una perversità naturale e quella si-
ne precaria e mi disse che con Tina avrebbe potuto fare solo tuazione lo divertiva. Senza dire una parola Tina se n'è andata,
un set, ma che se io avessi accettato di lavorare con un'altra pallida come un fantasma. Quando l'ho raggiunta in hotel, ho
modella avrebbe avuto più giorni per me. continuato a negare, a cercare di convincerla che non l'avevo
Non era facile. Tina, nonostante si rendesse conto di tutti i tradita. Ma lei non mi ha mai creduto.
nostri problemi, non voleva che lavorassi con altre modelle.
Accettò, alla fine, solo perché obbligata dalla situazione. Siamo ritornati ad Atene. Tina era molto cambiata, mi dimo-
E qui ho incontrato Magica, una bella ragazza ungherese strava indifferenza e non perdeva occasione per dirmi: «Sta' zit-
che Riccardo stava cercando di convincere da molto tempo a to... tutto quello che sai fare nella vita è abbassarti i pantaloni e
fare foto hard. Non appena l'ho sentita contro di me, la sua scopare».
pelle sulla mia, ho avuto voglia di lei. Era un desiderio anima- Ho cercato di farla ragionare, di sedurla nuovamente, di ri-
le, sessuale, istinto allo stato puro, perché tutta la mia passione cordarle che se avevamo tutti quei problemi, se ci trovavamo in
e il mio amore, invece, erano solo per Tina. tutte quelle difficoltà, era perché avevo messo da parte la mia
Tra una ripresa e l'altra, Schicchi mi ha detto sottovoce: «Roc- carriera di attore porno per lei.
co, questa ragazza è pronta per fare delle foto hard, sai?». Ma ormai era andato tutto in frantumi.
E io gli ho risposto: «Può darsi, ma io non posso ora. Nella Prima non smettevamo mai un attimo di fare l'amore, ora
mia condizione, posso solo fare simulazione». ero costretto a masturbarmi in bagno, guardandola leggere i
E lui ha insistito: «Dai, solo qualche foto hard. Ne hai già fat- suoi libri a letto. Ho cercato di fare l'amore con lei tutte le not-
te migliaia, chi vuoi che se ne accorga! Inoltre, prenderai tre vol- ti. E la risposta era sempre la stessa: «Sono stanca...».
te tanto quanto ti spettava...». Speravo che con il tempo saremmo riusciti a ritrovare sere-
Lui insisteva, io, in realtà, ero sinceramente molto tentato, e nità, fino a che lei non ha cominciato seriamente a delirare e a
ho trovato nel guadagno quello che mi sembrava un buon dirmi cose assurde. «Ero la più bella modella del nudo e tu mi
motivo per accettare. Non ho pensato minimamente a quanto hai letteralmente sfondato la fica! Guardala adesso! È tutta al-
quelle foto avrebbero influito sul mio rapporto con Tina, ma largata! È colpa tua!»
solo che mi avrebbero dato la possibilità di uscire dalla tensio- Creava ogni occasione per mettermi in difficoltà, si metteva
ne della crisi economica, almeno per qualche giorno. E questo a gridare in mezzo alla gente che volevo picchiarla e spesso ho
è stato l'inizio della fine con Tina. rischiato che le persone intorno mi spaccassero la faccia.
Gli ho risposto immediatamente: «Ma a una sola condizio- Non c'erano alternative, dovevo lasciarla.
ne. Se metti qualcuno di guardia all'entrata dello studio, per- Non è stato un bel periodo. Sono tornato a Ortona. Non ave-
ché Tina dovrebbe raggiungermi qui fra poco». vo più un lavoro e da quasi due anni non avevo contatti con il
A quel tempo, però, non conoscevo granché della psicologia mondo del porno. Tina mi cercava al telefono e io non le
parla-
56 Io, Rocco Una parentesi nella mia vita di attore 57

vo. Era dura, soffrivo molto, ma volevo evitare di cadere di Quando Teresa mi rispose al telefono, fece un grido di feli-
nuovo nella sua trappola. È stato l'istinto di autoconservazione cità nel sentirmi. Io ne fui lusingato. Mi serviva quell'emozio-
che mi ha sempre salvato, anche nel mio lavoro, durante tutta ne. Come se in un cielo completamente nero alla fine ricomin-
la carriera. La parte razionale di me, il mio cervello, mi ha im- ciassi a intravedere qualche raggio di sole. Ero felicissimo. Mi
pedito di riallacciare i rapporti con Tina. disse subito di questa nuova produzione, nello studio tutto
Quando ho trovato la forza di reagire, sono andato a Monaco nuovo. E visto che io ero già in Germania, presi immediata-
dov'ero stato chiamato da un'agenzia per fare un servizio foto- mente il primo treno per Hannover.
grafico, ma già dalla prima notte con gli altri modelli, nella stan-
za dell'hotel, ho capito subito che davvero l'universo della moda Su quel set mi sono veramente sentito rinascere, come se mi
non faceva per me. Non sentivo altro che uomini che mi davano fosse arrivata una boccata di ossigeno che mi riportava a re-
e si davano tra loro consigli estetici del tipo: "Dovresti annerire spirare a pieni polmoni. Finalmente, dopo essere stato a lungo
le ciglia per mettere in risalto lo sguardo, dovresti usare la cipria lontano, mi sentivo di nuovo a casa. Conoscevo le regole del
per farti più emaciato" e stronzate del genere. Eravamo in quat- gioco in quell'ambiente, ero nuovamente in un universo di cui
tro, ma mi sentivo un uomo solo. Non ho dormito per tutta la conoscevo tutti gli ingranaggi, che sapevo controllare. Non
notte. E la mattina avevo preso quelle serie decisioni, per la mia dovevo truccarmi, non dovevo adulare nessuno per ottenere
vita, che sarebbero rimaste incrollabili. Il mio mondo, quello in sfilate o sedute fotografiche. Finalmente ritornavo a essere me
cui sentivo di poter crescere con spontaneità e piacere, era quello stesso. Di fronte a me c'erano belle ragazze truccate e vestite
della pornografia e dei film hard. Mi sono imposto che non mi in modo molto sexy che, come me, stavano lì per fare sesso.
sarei mai più innamorato sul lavoro. E soprattutto che non avrei Dopo alcune settimane ho ultimato pazientemente il mio
mai più anteposto nulla e nessuno alla mia professione. Con Ti- percorso di ricostruzione per tornare di nuovo a essere final-
na avevo commesso troppi errori. Le persone non si possono mente il vero Rocco Siffredi, e di quella persona che era esistita
cambiare, è impossibile. E a ciò che rende fondamentale lo svi- al mio posto per due anni non era rimasto più nulla, l'avevo
luppo e la salute della nostra vita non si può rinunciare. completamente smantellata. Compromessi, mezze verità, sa-
crifici. Basta! Avevo deciso di fare davvero l'attore porno.
Questo lavoro è dentro di me, e se Tina avesse potuto amarmi Ora era tutto estremamente chiaro nella mia testa. Volevo
con un sentimento lucido e non fosse stata ossessionata dal diventare un vero professionista. Ed è proprio questa passione
sangue che le annebbiava il cervello, non mi avrebbe mai mes- per la pornografia che mi ha salvato e ha permesso la meta-
so davanti a una tale decisione. morfosi.
Rosa, mia moglie, l'ha capito e l'ha accettato. Sono tredici an-
ni che viviamo felicemente insieme, perché con lei non ho mai Comunque, l'esperienza con Tina mi aveva definitivamente
dovuto essere qualcun altro. fatto crescere. La forza di respingere la persona che amavo mi
ha dato tanta sicurezza in me stesso. Da lì ho preso l'impor-
A questo punto, dovevo rientrare nell'ambiente. Ho telefonato tante decisione di non indossare più nessuna maschera nelle
subito a Teresa Orlowsky, una grande pornostar tedesca che, scelte che avrei fatto nella vita di tutti i giorni, di non avere
assieme al marito, aveva rivoluzionato la produzione della più vergogna del lavoro che avevo scelto. All'inizio della car-
pornografia creando uno studio gigantesco, supertecnologico, riera, quando conoscevo una ragazza e mi chiedeva che me-
costato all'epoca cinquanta milioni di marchi. stiere facessi, io rispondevo sempre che facevo il modello. E
58 Io, Rocco

vedevo nascere nella sua espressione un sorriso lusingato. Ma Alla conquista degli States
più venivo apprezzato come modello, più mi sentivo a disagio.
Vent'anni fa un attore di film hard, nell'immaginario collettivo,
non era considerato migliore di un ex carcerato o di una
prostituta. Ora potevo trovare il coraggio di presentarmi come
attore porno, senza paura. Non ho mai più mentito sul mio
mestiere.

E, come faccio abitualmente nella vita, ho messo sul piatto del-


la bilancia gli aspetti positivi e quelli negativi di questa scelta,
e ho potuto constatare che i lati positivi erano superiori a quel-
li negativi. Il mio lavoro mi appassionava, mi aiutava a restare
vivo. Ho iniziato a rivendicarlo senza più vergognarmene. E di Tanto oggi quanto in passato, se si vuol diventare una star del
ciò che la società intorno avesse voluto credere di me non mi porno, ed essere riconosciuti come tale, bisogna prima affer-
sarebbe più importato nulla. Io ero libero e felice. Nemmeno se marsi negli Stati Uniti. Ecco perché ho cominciato a sognare
avessi vissuto altre cento vite a Ortona, avrei ottenuto la metà una cosa che, a quel tempo, era semplicemente impensabile:
di ciò che ho avuto da questo lavoro! andare direttamente sul territorio americano. Fino a quel mo-
E ho anche deciso in piena consapevolezza di rinunciare a mento nessuno dall'Europa ci aveva ancora provato. Semmai
sposarmi un giorno e ad avere una famiglia. Sono cresciuto in era il contrario, erano gli americani che venivano in Europa e
un ambiente in cui l'influenza della Chiesa sulla mentalità al loro confronto noi eravamo considerati dei dilettanti, attori
della gente rende l'idea di famiglia inconciliabile con la scelta di seconda categoria.
di un lavoro di questo genere. Quando sono arrivato negli Stati Uniti per lavorare, sapevo
di dover fare i conti con un universo che mi sarebbe stato ostile.
Furono Patty Rhodes, una delle due ragazze che incontrai al
106 la sera che conobbi Pontello, e suo marito Freddy Lincoln a
incitarmi a intraprendere l'avventura negli States. Loro crede-
vano in me. Freddy era sempre stato affascinato dal mio modo
di fare sesso, diceva che ero molto passionale, molto vero, e
quando aveva saputo che ero italiano si era entusiasmato. Il suo
vero cognome è, infatti, italiano, lo stesso dicasi per John Leslie,
Joe Silvera e John Stagliano, Tom Byron, Alex Derenzi e molti
altri.
Mi diceva: «Rocco, sei sprecato per rimanere in Europa. Va-
li molto di più. Vieni in America, ti aiuteremo noi a farti un
nome».
Al mio arrivo, sono rimasto loro ospite per tre mesi e mi han-
no presentato a tutti i loro amici produttori e registi. Ma avevo
60 Io, Rocco Alla conquista degli States 61

questo grosso problema della lingua. Con l'inglese riuscivo a In Europa ho girato qualche film, giusto per rifarmi finanzia-
cavarmela un po', ma il mio accento italiano era ancora troppo riamente, e poi sono ripartito per gli States. Il tempo di ricon-
marcato e le parole che dicevo spesso non si capivano bene. Per tattare i produttori e i registi che mi avevano cercato. Ma la
quasi tre mesi, la durata del permesso di soggiorno turistico, lingua era ancora una difficoltà!
avevo lavorato solo pochi giorni e solo per Freddy e Party. Nes- Lo stesso John Stagliano, un regista fra i più affermati negli
sun altro mi aveva dato una possibilità. Era veramente difficile Stati Uniti, mi fece fare un casting, ma mi disse di tornare quan-
convincere gli americani che qualcuno che non fosse dei loro do avessi saputo parlare meglio in inglese.
potesse comunque far parte del loro sistema.
La mia prima scena in America fu con Britney Morgan, una Dopo quel rifiuto ero completamente afflitto. Ma la fortuna ha
biondina pimpante. Eravamo su un letto e, prima ancora di voluto che la fotografa Suze Randall mi chiamasse per un servi-
iniziare le riprese, lei era in ginocchio davanti a me con le sue zio per la rivista "Penthouse" con la modella olandese Zara
unghie finte (era la prima volta che le vedevo, da noi non si Whites. All'epoca Zara era una classica modella di soft. Le foto
usavano), mi graffiava le gambe e mi diceva con una voce ar- dovevano essere solo erotiche e per questo motivo il mio sesso
rapante: «Oh baby, give me your big code». non doveva assolutamente comparire.
Io cercavo in tutti i modi di distrarmi, non ero abituato a tanta Ma, ovviamente, il mio problema è sempre quello di riuscire
enfasi; da noi, se il regista non dava l'azione, l'attrice non ti toc- a tenerlo a bada, e la fotografa, donna di grande humour e sim-
cava neanche con un dito. C'era una sorta di strana mentalità, ti- patia, con la quale poi ho legato tantissimo, mi ha detto: «Mer-
po: se inizio a succhiarglielo prima del ciak pensano che io sia da, Rocco! Dobbiamo fare del soft, se non riesci a non eccitarti,
una troia. Più di una volta mi è capitato che le attrici non si con- trova almeno un buco per nascondere il tuo cazzo!».
cedessero completamente nemmeno durante la scena e, quando Io non sapevo che fare, ero tanto imbarazzato quanto ecci-
gliene chiedevo la ragione, mi rispondevano: «Se mi vede qual- tato.
cuno che conosco, almeno non mi prende per una troia». A quel punto Zara, con un sorriso malizioso, si è voltata e
Come se nel ciucciare bene un cazzo o nel godere come una mi ha detto: «Rocco, se vuoi, puoi nasconderlo dentro di me, se
troia ci fosse qualcosa di sbagliato! può esserti d'aiuto...».
Una settimana prima che scadesse il visto ho ricevuto una te- E il servizio è stato straordinariamente realistico. In seguito
lefonata da John Leslie, il più grande pornostar degli anni Ot- abbiamo lavorato molto insieme, Suze era una perfezionista e
tanta insieme a John Holms, che nel frattempo era diventato i suoi servizi duravano anche cinque o sei ore! Mi adorava co-
uno dei registi più ambiti del momento. L'avevo conosciuto a me modello.
Roma, qualche anno prima. Adesso stava iniziando a girare un Zara quella sera mi ha confessato che avrebbe voluto prova-
film dal titolo Catwoman. E mi proponeva un ruolo. re anche lei a fare l'attrice porno, così il giorno dopo ci siamo
Quello è stato il primo semaforo verde al mio successo negli incontrati con John Stagliano e lei ha puntualizzato che la sce-
Stati Uniti. Non appena i produttori americani hanno saputo na di sesso l'avrebbe fatta solo con me.
che John mi aveva fatto lavorare nel suo film, la mia segreteria Ed è stato unicamente grazie alla scena con Zara Whites che
ha cominciato a registrare proposte di lavoro. Sfortunatamen- John Stagliano ha lasciato correre il mio cattivo inglese. E così,
te, però, il mio visto stava per scadere e dovevo rientrare subi- con il film Buttman Ultimate Workout la mia carriera negli Sta-
to in Europa, rinunciando a queste offerte. tes ha preso il volo.
62 Io, Rocco Alla conquista degli States 63

Con John ho girato tutta la serie di Buttman negli Stati Uniti Quando ho ricevuto il mio primo Oscar, a Las Vegas nel 1991,
ma anche in Inghilterra, in Francia, in Italia, in Ungheria, in ero davvero commosso nel tenere tra le mani questo trofeo, non
Canada, in Australia e nei Paesi Bassi. solo perché è il più prestigioso di tutti, ma perché questo signi-
Nella mia carriera ho lavorato con tutti i più grandi registi di ficava che ero stato definitivamente accolto dal grande circo del
porno al mondo, ma quando i miei fan mi incontrano mi rico- porno americano. Dopo aver incontrato così tanti ostacoli, l'im-
noscono soprattutto per il ruolo fìsso che interpretavo nei film migrato otteneva finalmente la sua rivincita e tutto ciò mi riem-
di John Stagliano, Dario, un famoso attore di cinema tradizio- piva davvero di soddisfazione.
nale che sguinzagliava il suo amico cameraman John per anda-
re a scovare donne con bei sederi, perché lui era troppo cono-
sciuto e non poteva esporsi in pubblico direttamente. In quegli
anni di lavoro con John Stagliano ho avuto la fortuna di vedere
e testare i più bei culi del mondo...! John Stagliano ha una pas-
sione sconfinata per i culi, ecco il perché del nome Buttman.

Gli americani non erano abituati a vedere un attore europeo re-


citare tra loro e quindi si mostravano molto diffidenti. E stato
duro riuscire a convincerli e provar loro che valevo davvero.

Quando ho iniziato a girare anche per altri registi, la mia vita si


è complicata ulteriormente. Quelli un po' più nazionalisti mi
hanno reso il lavoro estremamente difficile. Avevo conosciuto
diversi attori americani in Europa, come Billy D., Randy West,
Jerry Butler, e con alcuni di loro era nata una forte amicizia. Ma
poi, una volta là, le cose sono cambiate molto. Era come se non
mi avessero mai conosciuto prima, probabilmente non crede-
vano che sarei davvero arrivato negli States...
Ricordo un set teso e imbarazzante dove Randy West spesso
gridava contro il regista di spiegargli per quale cazzo di moti-
vo si ostinava a lavorare con un immigrato italiano: «What a
fuck! Why have you gotta work with these silly immigrants?».
E meno male che lui era uno di quelli che mi dicevano: «When
you'll come to USA, you'll he my guest, man»l
Senza presunzione posso dire che se oggi gli attori europei
sono molto più rispettati e accettati negli Stati Uniti il merito è
sicuramente in gran parte mio. Si sono ritrovati a percorrere
una strada già spianata.
Il caro prezzo della gloria

Oggi mi rendo conto che i miei primi sette, otto anni di vita da
attore sono stati i più divertenti e i più spensierati. Quando la
fama è arrivata agli inizi degli anni Novanta, quella leggerezza
d'animo con cui avevo iniziato è scomparsa e mi sono ritrova-
to in una situazione molto più delicata e complicata da gestire,
poiché, oltre a essere attore, avevo deciso di passare dall'altro
lato della camera ed ero diventato regista e produttore. Da un
lato c'erano la pressione delle aspettative mediatiche e quella
di gestire così tanti problemi di carattere produttivo che prima
di allora non avevo mai affrontato, dall'altro, inevitabilmente,
erano cambiati tutti i piani di relazione con gli altri colleghi, at-
tori e attrici. Le ragazze che dovevano girare con me mi aveva-
no in qualche modo messo sul piedistallo e i rapporti umani
erano mutati. Mi rattristava, soprattutto, l'atteggiamento delle
attrici nei miei confronti. Mi vedevano più come una star che
come un loro collega. E i registi non facevano che appesantire
questa situazione.
«Ti rendi conto? Lavori con Rocco Siffredi!»
Venivo continuamente contattato da attrici che desiderava-
no lavorare con me solo perché, mi dicevano, volevano vincere
l'Oscar per "la miglior scena di sesso", visto che io me lo acca-
parravo ormai tutti gli anni.
Questa cosa mi deprimeva moltissimo. È stato allora che ho
capito che il divertimento puro, ormai, era finito. Tutto era di-
ventato meno spontaneo, meno naturale. E, sessualmente par-
66 Io, Rocco Il caro prezzo della gloria 67

lando, non è il massimo se fai questo lavoro con l'obiettivo di Un direttore di produzione tedesco mi ha chiamato in piena
dare il meglio di te. notte e mi ha detto: «Rocco, so che la vita può essere crudele,
Un'altra tristissima conseguenza del passaggio nei ranghi ma bisogna che tu sia forte. Capisco che è molto dura per te, e
delle star internazionali è stata che alcuni miei colleghi hanno che è ingiusto. Ma fatti forza, ti prego...».
iniziato a invidiarmi e certi, addirittura, a odiarmi nel senso Erano circa le tre del mattino, ero in pieno sonno e non capi-
più stretto del termine. Capisco la competizione, che mai co- vo assolutamente quello che voleva dirmi. «Ma che dici? Di
me oggi predomina nell'esistenza dell'uomo - sei obbligato a che parli?»
rincorrere la posizione di numero uno altrimenti sei tagliato «Rocco... Mi hai appena chiamato tu...»
fuori -, ma credo che i miei colleghi non abbiano avuto alcun «Ma che cazzo dici? Come facevo a chiamarti se stavo dor-
ritegno. mendo!»
Mi riferisco, soprattutto, agli attori che miravano a prendere E lui è caduto dalle nuvole. «Cosa? Ma era la tua voce, un
il mio posto. Alcuni di loro hanno veramente fatto di tutto per attimo fa al telefono, mi hai detto che volevi suicidarti!»
mettermi fuori gioco, con ogni mezzo che avevano a disposi- Allora ho iniziato a capire. Credo di essere riuscito appena a
zione. Basta appena un mal di denti per pensare male di un at- sospirare: «Ma sei ubriaco? Se è uno scherzo è di cattivo gusto».
tore di film porno, figuratevi se comincia a girare la voce che E lui, ancora più convinto di prima: «Te lo giuro, Rocco! Mi
ha contratto il virus dell’HIV! hai appena detto che volevi suicidarti perché avevi saputo di
aver trasmesso l'AIDS a tua moglie e a tuo figlio!».
Per dieci anni, con regolarità, hanno fatto circolare queste sim- Io ero furioso, il sangue mi è arrivato fulmineo al cervello,
patiche dicerie sul mio conto. Potete immaginare il mio stato ero scioccato, una belva feroce, non ho più chiuso occhio. Era-
d'animo quando una ragazza veniva sul set e mi chiedeva il re- no riusciti a colpire il mio punto debole, minando la mia in-
ferto del test dell'HIV... Ovviamente, con una tale reputazione, crollabilità. Mi avevano colpito nell'intimo!
il minimo dolore, raffreddore o malessere sembra subito accre- Fino a quella notte non avevo dato troppo peso alle dicerie e
ditare le voci che corrono nei corridoi. Oggi presentare il test alle cattiverie Ma a quel punto ho cominciato a fare delle ricer-
dell'HIV a ogni ripresa è obbligatorio e sono convinto che sia che. Mi sono chiesto se la fonte di questa meschinità fosse diret-
giustissimo. Tuttavia, all'epoca era già tanto se se ne parlava, e tamente lui o qualcun altro. Alcuni dicevano che dietro questa
per me era diventato davvero molto faticoso dover affrontare storia di cattivo gusto c'era un produttore tedesco, e altri, inve-
una tale sporca menzogna. Questa storia me la sono portata ce, che si trattava di un attore francese. Ho iniziato a indagare
dietro per qualche anno, con cattiverie reiterate e gratuite che per conto mio e alla fine ho scoperto che erano entrambi coin-
avevano l'intento di demolirmi psicologicamente. volti, coalizzati contro di me.
Solo che l'attore francese lo faceva con molta più cattiveria,
Ho ricevuto telefonate da amici e produttori che si preoccupa- convinta, ostinata.
vano, non solo per me, ma anche per la mia famiglia. Lui aveva debuttato nel cinema porno uno o due anni prima
Una volta ha chiamato un mio distributore. «Pronto Rocco! di me. Quando io ho cominciato lui era considerato la star del-
Abbiamo appena saputo da Internet che hai contratto L'AIDS... l'epoca. Il mio ingresso in questo mondo lo aveva oscurato, mi
Sii forte, non ti preoccupare, ora si può curare!» ha visto immediatamente come quello che avrebbe messo in se-
Ma la volta che in assoluto mi sono incazzato davvero è sta- ria crisi la sua carriera e si è accanito contro di me fin dall'inizio.
to quando hanno toccato la mia famiglia. Era diventato l'eterno secondo. Ma essendo lui un lucidissimo
68 Io, Rocco Il caro prezzo della gloria 69

stratega, ha cominciato dapprima facendo di tutto per conqui- in galera. Si trattava di introdurre sui miei set una minorenne
stare la mia amicizia, si spacciava per il mio migliore amico per con documenti falsi, che poi, una volta finito di girare, sarebbe
entrare nella mia intimità e potermi osservare da vicino. Nella andata subito a sporgere denuncia contro di me. Se questo
mia ingenuità da ventenne, io non capivo perché ostentasse piano gli fosse riuscito, certo, sarebbe stata una soluzione de-
tanta generosità nei miei confronti. Quando uscivamo la sera, finitiva! Aveva offerto al legionario un sacco di soldi per at-
dopo le riprese, prima di tornare a casa lui si fermava sempre tuare questo piano.
davanti a un locale pieno di prostitute e mi diceva: «Dai, Rocco, Ho preso il telefono e ho chiamato questo psicopatico, con il
divertiamoci» e pagava sempre lui. Non capivo perché mentre quale non avevo rapporti da più di tre o quattro anni. Ho ten-
io avevo rapporti completi lui si limitava a toccare i seni delle tato di fargli capire la gravità di quello che aveva intenzione di
donne, fingendo di masturbarsi. Oggi immagino che lo facesse fare. Pensavo soltanto: se questo progetto fosse andato in
nella speranza che il giorno successivo sul set avrei avuto pre- porto e fossi finito in prigione, che cosa ne sarebbe stato di
stazioni scarse. mia moglie e di mio figlio? Lui, come immaginavo, ha negato
Altre volte, per mettermi in difficoltà, veniva da me dicendo- tutto. Io conoscevo la sua perfidia e il suo carattere ossessivo,
mi: «Hai visto quella che ti devi scopare tu? Ha le unghie nere e era davvero capace di arrivare a tanto, ne sono assolutamente
putride. Secondo me non si lava neppure...». convinto. D'altra parte non sono stato né il primo né il solo
Poi, quando ha visto che niente faceva veramente presa su di che ha cercato di togliere di mezzo. Una volta, a Parigi, ha re-
me e sulle mie prestazioni sessuali, è passato ad altro, qualcosa clutato alcuni maghrebini armati di coltello per spaventare un
di più diabolico, più a effetto. Ha cominciato a far circolare altro attore.
quelle voci ignobili di cui parlavo prima. Andava anche dalle
attrici per dir loro: «Non lavorare con Rocco. È violento, ti farà L'invidia è stata una componente costante della mia carriera.
del male. E poi non dimenticare che tutti dicono che ha l'AIDS». Sebbene spesso sia rimasto veramente senza parole, profonda-
Oppure: «È importante che tu lavori con Rocco, è il numero mente disgustato da tutte le voci che facevano circolare su di
uno. Ma poi, ti avverto, ci sarà l'ambulanza fuori dal set ad me e, cosa ben peggiore, dalla situazione in cui veniva trasci-
aspettarti». È dura quando comincia a creartisi intorno questo nata anche la mia famiglia, ho sempre cercato di spingermi ol-
genere di ambiente. tre e tentare di vedere il lato positivo. In un certo senso più mi
Ma se fin qui qualcuno potrebbe ritenerla pura competizio- invidiavano, più mi rendevano forte. Era come se riuscissi a
ne, quello che ha fatto in seguito è stato degno di un serpente prendere le loro energie e a metabolizzarle a mio vantaggio. La
velenoso. Un giorno un ex legionario che gli aveva fatto da loro crudeltà forgiava ancora di più la mia forza di volontà.
guardia del corpo per tre anni, e con il quale aveva finito per Più loro cercavano di tirarmi verso il basso, di affossarmi, più
rompere ogni rapporto, è venuto a confessarmi tutto quello io mi creavo una barriera di protezione contro le loro bassezze.
che sapeva. Durante il periodo in cui aveva lavorato per lui L'invidia è davvero il peggiore tra i sentimenti. Non ti aiuta a
avevano parlato soprattutto di come eliminarmi. Mi ha spie- crescere ma semmai a sprofondare. Perfino alcune donne,
gato che era ossessionato da questo desiderio. Il legionario seppure fortunatamente un'esigua minoranza, non mi hanno
stesso si era proposto per spezzarmi le gambe, ma il francese certo risparmiato. Ci sono state delle ragazze che si sono mes-
aveva bocciato questa soluzione, ritenendola troppo pericolosa se in competizione con me. Tentare di non farmi avere un'ere-
perché palesemente riconducibile a lui nell'ambiente. Aveva zione sembrava l'ultima specialità sportiva in voga. È para-
pensato, piuttosto, a una cosuccia raffinata per mandarmi dossale, no? Per una donna non dovrebbe essere visto come
70 Io, Rocco

qualcosa di positivo non riuscire a eccitare il proprio partner! I miei rapporti con i fan
Nel caso di queste attrici, era una sfida. Era come se riuscire a
non fare avere un'erezione a Rocco Siffredi dovesse essere
qualcosa di cui vantarsi!
Quando ripenso a tutte queste grane, riconosco che effettiva-
mente sono cominciate quando ho vinto il mio primo Oscar a
Las Vegas e quando, l'anno successivo, a Cannes ho ricevuto
l'Hot d'Or come miglior attore del cinema hard. Da allora a og-
gi, ho ricevuto più di cento riconoscimenti! Vi state chiedendo
se li danno con i punti del supermarket? Il fatto è che ci sono
numerose manifestazioni in tutto il mondo.
All'inizio l'Adult Video News di Las Vegas, sponsorizzata
dall'omonima rivista, era l'unica manifestazione di premiazio- Diventare una celebrità, dall'oggi al domani, non è un cambia-
ne, e ancora oggi resta la più attendibile. In seguito ne sono fiori- mento della tua vita che affronti e gestisci in modo facile. Le re-
te molte altre in Europa, prima fra tutte l'Hot d'Or di Cannes, gole del gioco sono dure, il fatto è che l'unico modo che hai per
che è durata meno di dieci anni, sponsorizzata dalla rivista fran- impararle è giocare. Ora fa parte di me, e sono piuttosto sereno,
cese di settore "Hot Vìdeo". ma il prezzo da pagare è stato alto. E lo è tuttora. Ci sono mo-
menti in cui vorresti diventare invisibile. Io adoro stare in mez-
Ricevo costantemente inviti, ma mi è impossibile presenziare a zo alla gente, così, normalmente, come uno qualsiasi, ma è un
tutte le manifestazioni. Sono arrivato al punto che purtroppo lusso che a un certo punto puoi concederti di rado. So che alcu-
non vado più nemmeno a ritirare i premi che mi vengono asse- ne persone pagherebbero oro per essere al mio posto, per poter-
gnati. Fra tutte le premiazioni, la più divertente, ma anche la si mostrare sugli schermi televisivi, vedersi sui giornali, parlare
più imbarazzante, di cui sono stato protagonista indiretto è il alla radio, partecipare alle cene di gala. Ma quando gli impegni
Best Wide Ass (cioè "il miglior culo aperto"). Ci tengo a puntua- di lavoro sono davvero molti, cerchi di ritagliare più tempo
lizzare, però, che il culo non era il mio, ma quello dell'attrice, e possibile per stare anche con la tua famiglia. Io sono uno che
se ero imbarazzato io, figuratevi lei che ha dovuto ritirare il ama stare a casa, con la moglie e i figli, nella mia sfera privata.
premio davanti a qualche migliaio di persone. Quando siamo Con le persone che mi cercano sono disponibile, non mi sono
mai sottratto ai miei fan. Abbiamo un rapporto importantissi-
saliti sul palco, tutto il pubblico rideva e lei, un po' imbarazza-
mo, da sempre, di profondo e reciproco rispetto, perché quello
ta, ha ringraziato frettolosamente ed è scesa! Per fortuna non che ricevo da loro è l'energia che restituisco con il mio lavoro.
ha ringraziato mamma e papà come ho visto fare altre volte. Una volta, per la promozione del film Romance, durante il
Comunque, questa manifestazione è durata soltanto un anno… Festival di Cannes, mi ricordo che un bambino, non avrà avuto
più di dieci o undici anni, mi è passato davanti con sua madre,
Credo che gli Oscar siano serviti a fare di questo lavoro un si è bloccato indicandomi e ha gridato: «Guarda, mamma! È
mondo un po' più dignitoso. Senz'altro hanno motivato attori e Rocco Siffredi! L'uomo col cazzo più grande del mondo!».
registi a impegnarsi in produzioni più laboriose. Sua madre è diventata rossa come un peperone e si è dilegua-
ta col figlio in mezzo alla folla. Sicuramente quel bambino non
72 Io, Rocco I miei rapporti con i fan 73

guardava i miei film, ma la televisione sì, e forse aveva sempli-


cemente registrato e ripetuto quello che i media dicono di me. C'era poi un'altra fan che voleva fare a tutti i costi sesso con
me. Il suo uomo aveva escogitato di farle girare un film porno
In quell'occasione, l'organizzazione aveva assolutamente con me, come regalo di San Valentino. Ci siamo incontrati a Pa-
voluto darmi delle guardie del corpo. Io non volevo, perché rigi per le riprese e alcuni mesi dopo mi hanno mandato un'e-
non è nella mia mentalità. Ma quando mi sono trovato in mail in cui mi ringraziavano moltissimo perché questo episo-
mezzo alla folla, con mia moglie e mio figlio appena nato, il dio aveva fatto nascere tra di loro una maggiore complicità e
pubblico entusiasta ed elettrizzato, i fan che ci sono ora finalmente aspettavano un figlio che avevano desiderato da
tempo, ma che sembrava non arrivare mai.
letteralmente saltati addosso, ho avuto paura per il piccolo e ho
L'e-mail che mi ha fatto più tenerezza in assoluto, invece, è
accettato la sicurezza dei bodyguard. stata quella di un ragazzo australiano di Melbourne che mi in-
vitava a casa sua e mi diceva di non preoccuparmi dei soldi del
Ricevo migliaia di lettere e soprattutto di e-mail dai fan di
biglietto perché li stava mettendo da parte lui per comprarme-
tutto il mondo. A volte sono davvero sbalorditive! lo. Aveva una fidanzata di diciotto anni che era una mia gran-
Ci sono mariti che mi offrono soldi per fare sesso con le loro dissima fan e lui aveva deciso di farmela conoscere. E aggiunse:
mogli. Mi ricordo che un ricco gioielliere di Napoli mi contattò «Quel che deve succedere, succeda!». Non ha pensato nemme-
per passare un paio di settimane con lui, la moglie e altre cop- no per un attimo che avrei potuto dire di no, ma la cosa davve-
pie di amici sul loro yacht privato, come guest star delle mogli. ro divertente era la foto che mi aveva inviato della sua ragazza
Una delle lettere più curiose che ho ricevuto è stata quella abbracciata ai nonni materni...
che è arrivata da Kansas City, in cui mi si chiedeva quanto co-
stasse una prestazione di sesso privata. Ho risposto che non ne In vent'anni di carriera ho incontrato molte ragazze che
facevo, e l'altro mi ha scritto una seconda lettera in cui esprime- hanno iniziato a fare le attrici dopo essere state prima mie fan.
va tutta la sua disperazione. Mi è sembrato incredibile, mi sen- Alcune di loro a quindici anni avevano la mia foto sui diari di
tivo a disagio per un uomo che nemmeno conoscevo. Lui era scuola e la loro speranza era di incontrarmi sul set. Infatti, il
un habitué dei film porno e la moglie ne era molto seccata. più delle volte, quando mi è capitato di lavorare con alcune di
Però, quando casualmente lei si era imbattuta in uno dei miei loro, non riuscivano a rilassarsi mai completamente per la
film, erano riusciti a trovare un compromesso, li avrebbero visti troppa emozione. Questo per me era molto toccante, perché si
insieme e solo quelli in cui recitavo io. trattava non più solo di sesso, ma di qualcosa di più profondo,
quella particolare forma di "affetto" che si sviluppa quando si
Pian piano, però, le cose si sono complicate. All'inizio le bastava proietta il sentimento di fiducia e di stima sul proprio idolo.
chiamarmi Rocco mentre facevamo l'amore, poi mi ha chiesto di
parlarle in italiano e io ho imparato qualche parola per Quando ho deciso di smettere di fare l'attore, ho ricevuto
compiacerla, e poi la situazione è degenerata. Essere te mi creava
troppa confusione... Sono andato da uno psicologo e lui mi ha detto delle e-mail davvero commoventi. Alcuni miei fan mi
che il rimedio più efficace era lo stesso che funzionava con i bambini chiedevano cosa avrei fatto, altri mi invitavano a continuare.
che fanno i capricci per qualcosa. Quando l'hanno ottenuta, non ne Ce n'è stata una in particolare, di un ragazzo di un paesino
hanno più bisogno. «Se sua moglie vuole questa cosa gliela dia.» simile a Ortona, sempre in Abruzzo, che mi diceva: "Rocco!
Pensa tu quanta ne hai avuta se hai deciso di smettere! Oggi tu
lasci tutto. Ma qui c'è un ragazzo con i tuoi stessi sogni, stesse
ori-
74 Io, Rocco I miei rapporti con i fan 75

gini e stesse problematiche di vita che potrebbe cominciare a e-mail che li ho fatti venire a Budapest. Ma appena si sono ritro-
sognare davvero solo se tu gliene dessi l'occasione". Mi ha vati sul set, si sono trasformati in due ragazzetti pietrificati dalla
sbalzato immediatamente indietro di venticinque anni, a timidezza. A un certo punto, uno dei due ha avuto un'erezione
quando al suo posto c'ero io... Mi ha fatto riflettere su quanti e, non appena l'attrice glielo ha preso in bocca, è venuto
ragazzi ci siano, sparsi in questi paesini, ragazzi con sogni, immediatamente. Allora l'altro mi ha chiesto di mostrargli co-
speranze, voglio dire in ogni campo, che non sanno davvero me l'avrei fatta io quella scena! Avevo messo in conto che sareb-
da che parte prendere il proprio sogno per poter cominciare a be finita così, avevo previsto il loro fallimento. Sono entrato in
costruirlo. scena, ma ho lasciato comunque che assistessero. Ho consiglia-
to loro di cominciare da produzioni più modeste e meno im-
Tra le cose che avrei dovuto conservare, sicuramente ci sono tutti pressionanti. E giusto qualche mese fa mi hanno chiamato di-
i messaggi registrati sulla mia segreteria telefonica. Ce ne sono cendo che nel frattempo hanno lavorato molto in Francia e sono
stati di tutti i colori, generi e specie. Una volta il mio ufficio è ri- pronti a girare un film con me.
masto chiuso per ferie due settimane. Quando la mia segretaria Nella maggior parte dei casi questo tipo di esperienze si ri-
è rientrata ha trovato più di cento messaggi della stessa ragazza vela un fiasco, è molto rischioso dal punto di vista economico,
lasciati a decine ogni giorno. puoi buttare via l'allestimento di un set. Ciò non giova né agli
Dove lo trova uno il tempo di lasciare cento messaggi? E la attori né alla produzione. Per questo continuerò sempre a ri-
cosa più incredibile di quella storia è che nonostante mi avesse petere che quello dell'attore porno è un vero e proprio lavoro.
lasciato cento volte il suo numero di telefono, quando ho Non puoi improvvisarlo.
deciso di richiamarla, mi ha risposto un operatore automatico Vorrei davvero poter trovare il modo per insegnare questo
che diceva che il numero non era più attivo! mestiere a qualcuno.
Rispondo sempre a tutte le e-mail che ricevo. A tanti ho da- Se il lavoro può ancora riservarmi una grandissima soddisfa-
to l'occasione di lavorare nei miei film, credo di essere stato zione, potrebbe essere proprio questa! Mi frulla in testa da un
uno dei pochissimi registi a utilizzare ragazzi non professioni- po' l'idea di aprire una scuola per attori di cinema porno, esat-
sti. Spesso inserivo scene di gruppo proprio nella speranza di tamente come quelle di arte drammatica. Chi lo sa! Comunque
individuare nuovi talenti, ho perfino fatto interi film con attori ho in progetto di fare molto presto un film didattico, utilizzan-
non professionisti, ma nel momento in cui dovevano lavorare do aspiranti attori o, se vogliamo, "studenti", mettendoli insie-
da soli con le partner femminili, per loro diventava impos- me ad attori professionisti affinché possano imparare tutte le
sibile. La presenza della camera li inibiva completamente! tecniche e le difficoltà che si incontrano in questo lavoro.
Naturalmente, ne uscivano molto delusi, e non era sempre
semplice spiegare a questi ragazzi che fare sesso davanti a una
telecamera non è cosa da poco. Spesso dicevo loro: «Ragazzi
siete voi quelli normali, gli anormali siamo noi!».
In uno dei miei ultimi film ho voluto dare un'opportunità a
due fratelli che avevo incontrato a un salone dell'erotismo a To-
losa. Insistevano di voler fare dei film con me, si erano già tro-
vati perfino il nome d'arte, i Barbarian Brothers, per la loro pre-
sunta "bestialità" sessuale. Mi hanno così tanto tartassato di
Rocco's style

Spesso nella mia carriera mi sono ritrovato a dovermi difen-


dere da critiche sulla mia cosiddetta "esuberante energia" o
"troppa violenza". La scena che viene sempre tirata in ballo
dai media quando vogliono discutere di questo argomento è
quella famosa del bagno nel film Sandy l'insaziabile, in cui, du-
rante un rapporto anale, io infilo la testa dell'attrice francese
Sidonie nella tazza del cesso e tiro l'acqua.
Ho incontrato questa ragazza a Parigi, me l'ha presentata
Alban Ceray, un grande pornostar degli anni Ottanta, che mi
ha detto: «Rocco, conosco una parrucchiera che adora il sesso
a trecentosessanta gradi, adora essere dominata e il suo sogno
è fare un film con te».
Io stavo preparando il mio nuovo film a Roma e le ho pro-
posto una parte.
Prima della scena le ho chiesto, come faccio in genere con
tutte le attrici, se c'erano cose particolari che voleva o non vo-
leva fare.
Lei con un gran sorriso mi ha detto: «Fammi tutto quello
che vuoi, sono tua».
La scena nel bagno era una scena molto passionale, con un
crescendo di energia molto forte. Durante il rapporto anale
con Sidonie mi sono reso conto, appena l'ho penetrata, che ero
entrato nella sua testa. Lei si è girata e, con quello sguardo ti-
pico della donna che ti si sta sottomettendo, che non puoi non
riconoscere se almeno una volta l'hai già visto, mi ha autoriz-
78 Io, Rocco Rocco's style 79

zato a fare di lei qualunque cosa! La scena ha avuto un cre- con lei nuove emozioni e sensazioni. C'è un momento speciale
scendo forte e passionale, e quando ho visto il suo volto ap- in cui la propria partner, sul set così come nella vita, si concede
poggiato sull'orlo della tazza, istintivamente le ho infilato la a tutte le fantasie immaginabili. I miei colleghi che invece han-
testa dentro e ho tirato lo sciacquone sui suoi lunghissimi e no visto nel sesso estremo solo un'opportunità economica,
bellissimi capelli biondi. E lì, per un attimo, il dubbio che po- l'hanno fatto dimenticando dettagli fondamentali che motivano
tesse avere una reazione incazzata mi è venuto, ma niente di questo tipo di sessualità, senza capire che, soprattutto in casi
tutto questo: lei si è girata e mi ha abbracciato e baciato. Da simili, si richiede molta più sensibilità. La maggior parte delle
quel momento, per quasi un anno, ho avuto difficoltà a lavo- scene è senza coinvolgimento o, ancor peggio, il coinvolgimen-
rare con questa ragazza, perché si era completamente invaghi- to è maldestramente simulato, e la violenza è forzata e gratuita.
ta. Ma questo non sarebbe stato un problema se non fosse di- Non è possibile che, a scena appena iniziata, le attrici si ritrovi-
ventata una maniaca ossessiva che mi ha perseguitato, che ha no un paio di schiaffoni o qualche sputo in faccia invece di un
cercato di intrufolarsi nella mia famiglia in ogni modo per po- bacio passionale! Come si può essere credibili? Come si può en-
ter avere informazioni su di me. Faceva praticare riti di magia trare in sintonia con la psicologia femminile? Io credo che fare
su di noi e soprattutto su mia moglie. Siamo stati vittime della semplicemente l'attore porno, senza avere passione per la ricer-
sua ossessione morbosa per diverso tempo. ca del piacere, non sia sufficiente a capire le donne. Io adoro ve-
der godere le donne, godo a essere il mezzo che utilizzano per
Dopo questo episodio i colleghi e i media che non hanno par- conoscere di più la propria sessualità, mi piace che tirino fuori,
ticolare simpatia nei miei confronti si sono serviti della storia attraverso di me, aspetti della loro sessualità che fino a quel
per cucirmi addosso l'immagine di personaggio violento. Non momento erano rimasti sconosciuti e inappagati.
ho avuto la benché minima voglia di lasciarmi trascinare in
una querelle del genere. Cosa avrei dovuto fare? Smentire con Spesso molti attori, anche affermati, mi hanno raccontato che i
sottotitoli, o inserire didascalie esplicative nei miei film? Ma registi chiedevano loro di guardare i miei film per spiegare co-
per favore! Io odio il politically correct e non renderei mai il ses- me volevano che la scena venisse fatta.
so meno animalesco di quanto lo è stato in scena. Dicevano: «Do it like Rocco's style».
Dall'esterno, alcune scene possono sembrare violente, è ve- Per un verso, oggi mi fa piacere sapere che per molti il mio
ro. Ma, nel tempo, ho potuto constatare che queste accuse mi stile è considerato innovativo e ha contribuito a cambiare l'a-
venivano rivolte o da chi aveva bisogno di strumentalizzarle, o spetto della pornografia classica. Sono stato copiato ed emula-
da chi manifestava chiare inibizioni rispetto alla propria ses- to in centinaia di film, mi dispiace solo che forse non tutti mi
sualità! abbiano saputo capire, per quanto io abbia cercato di rimarcare
Tutti i miei più grandi detrattori, e parlo di registi, attori e quella sottile linea che separa la passione e il coinvolgimento
produttori che fino a qualche anno fa trovavano che la mia dalla violenza gratuita. La carica sessuale che si trova nei miei
sessualità fosse troppo violenta, oggi sono tutti, e quando dico film proviene direttamente dalla mia passione per il sesso.
tutti non esagero, passati a fare film per cui la parola "hard" Piacere e finzione sono due concetti che non frequentano gli
non è più esaustiva! stessi luoghi.
Io ho sempre tratto l'ispirazione per la mia sessualità da una Spesso nei miei film si ha l'impressione che io abbia sempre
ricerca pura infinita, senza sottostare ad alcun cliché formale, e il ruolo di macho. Tuttavia sono stato anche pesantemente cri-
soprattutto l'ho sempre vissuta con la mia partner, cercando ticato quella volta che cinque ragazze inglesi erano venute da
80 Io, Rocco Rocco's style 81

me a dirmi che avevano una fantasia "proibita" in comune, La stessa Catherine Breillat, la regista francese con la quale ho
quella di dominarmi. Non mi hanno detto cosa mi avrebbero girato Romance, un giorno mi ha chiesto di farmi fare un pom-
fatto. La cosa mi ha eccitato moltissimo e quindi ho accettato. pino da un uomo.
Sono arrivato da loro, mi hanno travestito da donna, trucca- Io, per ovvi motivi, ho risposto di no, e lei si è messa a ride-
to, infilato tacchi a spillo e poi legato a una croce. Queste cinque re, dicendo: «Nel mio ambiente, dagli attori con i quali lavoro
ragazze mi hanno cosparso il corpo di cioccolato e marmellata e sono abituata a sentirmi dire "questo lo faccio e questo no",
mi si sono avventate addosso barbaramente. Avevo lingue dap- ma sentirlo da Rocco Siffredi mi pare inconcepibile».
pertutto. Mi hanno leccato e dominato per diverse ore. Per me è Questo piccolo episodio fa riflettere su quanto, perfino nel
stata comunque un'esperienza straordinaria! Quando, finalmen- nostro ambiente, la libertà sessuale sia più presunta che effet-
te sfinite, mi hanno liberato, avevo gambe e piedi a pezzi a cau- tiva.
sa dei tacchi a spillo! La rivista "Hot Video" per le nomination degli Hot d'Or a
Il mio amico regista Pierre Woodman mi ha detto: «Cazzo, Cannes, per esempio, non ha mai fatto concorrere un film che
Rocco! Tu sei il nostro eroe, sei il simbolo della virilità, sei il mostrasse scene di sesso vero, libero, passionale, estremo, uno
nostro incontrastato Rocco Siffredi... A che cazzo ti è servito di quei film che ti scuote dentro e che devi vedere da solo per-
vestirti da donna e farti dominare?». ché in compagnia ti provoca imbarazzo. Nonostante questi
Ecco, pormi una domanda come questa significa cercare di film avessero l'approvazione non solo della critica del pubbli-
limitarmi in quello che amo di più: fare sesso. co ma anche delle vendite. Piuttosto sono sempre stati preferi-
E così pure sono stato criticato per aver interpretato, nel ci- ti quei film dalle scene di sesso composte e "morigerate", un
nema tradizionale, il ruolo di un omosessuale. Io non ho mai genere che, non per niente, si è dimostrato un fallimento e ora
avuto problemi di identità e perciò entrare nella parte dell'o- è completamente morto.
mosessuale non mi creava alcun fastidio, al contrario, senza Vi sembrerà assurdo, ma c'è ancora molta gente che cerca di
dubbio per me è stato uno dei ruoli più belli che abbia mai in- darsi risposte sulla sessualità. Soprattutto degli altri! La presen-
terpretato. Tuttavia, è un sottile meccanismo inconscio che tatrice di un'emittente televisiva italiana mi ha fatto un'intervi-
posso capire. Il mio pubblico è abituato a vedermi fare sul se- sta in cui ha sostenuto per tutto il tempo che il sesso anale è sba-
rio, non a vedermi fingere. Il punto è che a criticarmi è stato gliato e mi ha accusato di praticare sodomia sulle attrici.
non il pubblico, ma il mio stesso ambiente. I primi moralisti Secondo lei l'ano serve solo per andare di corpo e la vagina, in-
stanno proprio nel porno: qui dominano categorie molto rigi- vece, è stata creata appositamente per il sesso.
de, quelle di una libertà sessuale canalizzata dentro uno sche- E gli omosessuali allora? Sono tutti pervertiti? E le donne
ma ben preciso. Ne sa qualcosa, per esempio, Peter North, un alle quali piace il rapporto anale più di quello vaginale?
vero mito del porno americano in auge da più di venticinque Mentre questa conduttrice parlava di cose che nemmeno
anni; eppure in tutto questo tempo ha dovuto sopportare di conosceva, a me tornava in mente quella mia amica americana
sentirsi ripetere sempre la stessa storia: "È frocio, ha fatto film che, dopo ore di sesso, mi aveva detto: «Okay, Rocco. Fammi
gay". Io conosco bene Peter, la sua sfortuna è stata solo quella godere adesso...».
di iniziare la sua carriera con un film gay. «Cosa?» le avevo risposto. Ero sicurissimo che fosse già ve-
nuta più di una volta.
Ma lei senza dire niente, mi aveva guardato, sorridendo ma-
liziosa, si era tolta il sesso dalla vagina e se l'era messo dietro.
82 Io, Rocco

Dopo qualche minuto l'avevo sentita godere come raramente L'ipocrisia dei media
ho sentito godere una donna.
Stando a quanto la conduttrice sosteneva, la mia amica era
senz'altro da denunciare all'Inquisizione... Per fortuna, su una
cosa eravamo d'accordo, il pene si poteva usare, e non tirarlo
fuori solo per pisciare!

Ho costruito tutta la mia vita all'insegna del coraggio e della


libertà di essere me stesso.
Se evito di espormi ai media, sia in Italia sia in Ungheria,
dove vivo, limitando all'indispensabile le mie apparizioni te-
levisive, è senz'altro per proteggere la riservatezza della mia
famiglia e per poter vivere il più possibile in mezzo alla gente.
Dal momento in cui appari in televisione, devi mettere in
conto che qualcosa di tuo, di molto intimo, è perduto. Diventi
un prodotto televisivo e non importa più quello che sei, ti tra-
sformi immediatamente in un messaggio massificato. Non mi
piace la paura preconcetta della televisione degli ultimi anni di
perdere l'audience.
In Italia non posso certo dire di non essere conosciuto, se en-
tro in un ristorante sento gli occhi addosso, o vedo qualcuno
che mi indica, ma limitando le apparizioni televisive favorisco
una sorta di riluttanza ad avvicinarmi. Se sei un pornostar sei
quotidianamente bombardato da richieste mediatiche di ogni
genere. Ma, attenzione! Il porno in TV fa alzare l'audience.
Esattamente come la violenza. E come pure ogni forma di esal-
tazione di uno qualsiasi degli aspetti più istintuali della nostra
natura se trattati con morbosità strumentale. Eppure la televi-
sione, spudoratamente, nega ciò che mostra mentre lo mostra,
assumendo un atteggiamento pregiudiziale che la assolve pre-
ventivamente dal parteggiare per qualsivoglia contenuto.
Questo comportamento non lo considero nemmeno vigliacco,
questa per me è l'unica forma di volgarità possibile.
84 Io, Rocco L'ipocrisia dei media 85

Una volta mi ha chiamato un giornalista scandinavo per un ho frequentato la domanda che mi è stata rivolta più frequen-
reportage riguardo a una certa storia che si stava verificando in temente è: «Rocco, ma quanto è grosso il tuo pene?».
Svezia. Gli ospedali stavano registrando un certo numero di ri- Le misure del mio uccello sono sempre le stesse, nemmeno a
coveri in pronto soccorso di adolescenti femmine con l'ano furia di chiedermelo sono aumentate. L'audience, invece, si al-
sfondato! La motivazione di questi fatti era che i loro compagni za ogni volta che viene posta una domanda di questo genere!
maschietti, vedendo fare la penetrazione anale nei film porno,
volevano rifarla con loro, ma, non essendone capaci, le rovina- La televisione fino a pochi anni fa era un meraviglioso mezzo
vano. Il programma avrebbe usato questo esempio per dimo- d'intrattenimento per le famiglie, ora è il più grande strumento
strare che il porno è diseducativo nella formazione sessuale de- di potere, di guerra. Ha modificato i comportamenti naturali
gli adolescenti. della gente, ha omologato i gusti, i desideri, le ambizioni. Ha
Certamente il porno può essere diseducativo, esattamente annullato le peculiarità individuali, impedendone lo sfogo se
come lo è il cinema tradizionale, come lo è la PlayStation, co- non attraverso l'aggressività. E poi mi vengono a dire che il
me lo è Internet, come lo sono le emittenti radiofoniche e so- porno è diseducativo!
prattutto la stessa televisione.
Intendo dire, non credo che il caso degli adolescenti svedesi
si possa spiegare individuandone le ragioni soltanto nella frui-
zione di prodotti pornografici, è piuttosto un bombardamento
generale quello a cui i ragazzi sono sottoposti. Subiscono dosi
massicce di immagini violente, assorbono comportamenti e at-
teggiamenti aggressivi dagli ambienti che li circondano, dal
linguaggio che sentono usare intorno a loro. Non credo che la
maggior parte dei ragazzi contemporanei possa anche solo im-
maginare alcuni momenti di dolcezza infinita che era possibile
vivere ancora fino a un paio di generazioni fa! In più la Play-
Station li ha abituati a credere che la violenza sia solo virtuale.
Mi ricordo il caso di quei due fratellini americani: il più grande
aveva sparato con la pistola del padre al più piccolo e poi si era
sorpreso che questi non si rialzasse come succedeva nel gioco!
Da quando nascono, i bambini vedono scene di guerra in giro
per il mondo, ma le vedono in TV e per loro sono virtuali!
Senza considerare, poi, quanto Internet abbia trasformato
non solo le forme e la fruizione della pornografia, ma anche il
modo di comunicare la sessualità: penso alle chat, per esempio.

L'ipocrisia dei nostri mezzi di comunicazione è ormai platea-


le, la falsità delle loro domande mal poste è sempre più sma-
scherabile. Nella maggior parte delle poche trasmissioni che
I misteri della legislazione

La legislazione nell'ambito di questo lavoro è quanto di più


fittizio si possa immaginare. Considerate che, a parte le incon-
gruenze insite nello stesso corpo di leggi, molto spesso la nor-
mativa è in contraddizione da Paese a Paese. In Italia, per
esempio, non è per niente chiaro se girare film porno signifi-
chi rischiare davvero condanne! Però la distribuzione non è
vietata! Come a dire: purché non siamo noi a farli, potete co-
munque vederli. Che significa?
I Paesi nordici sono sempre stati più emancipati per quanto
riguarda la pornografia, nessuno sa però che proprio i Paesi
scandinavi, forse tra i pionieri in questo ambito - ve li ricorda-
te, no, i film con le svedesine? - oggi sono i più duri nei con-
fronti del porno. Comitati di censura visionano ogni film che
deve essere immesso nei canali distributivi e tagliano tutte le
scene che vengono ritenute fuori dal loro personale concetto di
morale.
Una volta mi sono visto ridurre un film di oltre due ore a
poco più di trenta minuti, e da allora la mia distribuzione nei
Paesi scandinavi è diventata un disastro perché per riuscire a
fargli montare un film di durata decente, cioè almeno novanta
minuti, dovevo dargliene tre, per una durata complessiva di
oltre sei ore! L'avreste mai immaginato!
Secondo me, il Paese più libero, non ipocrita, con un'aper-
tura sincera è la Spagna, la cui legislazione è la più chiara in
assoluto e il porno è, come un qualsiasi altro lavoro, regolato
88 Io, Rocco I misteri della legislazione 89

da doveri e diritti. La società stessa è coerente nell'uso che ne ha scritto queste leggi qual è stata la discriminante su cui si
fa. Non a caso, qui hanno sede molte società europee, tra cui sono basati quando hanno dovuto legiferare su questi argo-
due delle più grandi multinazionali: International Film Group menti!
e Private Pictures. Il Festival dell'hard di Barcellona è l'unico
al mondo in cui puoi assistere a scene di sesso dal vivo e a Ma il vero, enorme paradosso è che poi da qualsiasi casa, in
spettacoli hard senza alcun tipo di censura. La cosa bellissima qualsiasi posto del mondo, anche nei Paesi in cui la pornogra-
da vedere è il popolo spagnolo che partecipa al festival con fia è vietata e se ti trovano un film porno ti tagliano l'uccello, è
massima compostezza e grandissimo rispetto nei nostri con- possibile collegarsi a Internet e accedere a qualsiasi tipo di con-
fronti. E soprattutto non è un pubblico menzognero, è un pub- tenuto, dal filmato più soft, passando per la pedofilia più atro-
blico coerente e aperto che non si vergogna di manifestare ce, genitori che vendono sessualmente i propri figli, rapporti
pubblicamente il proprio apprezzamento per questo genere di sessuali con gli animali, e ogni genere di devianza inumana, fi-
spettacolo. E non come in certi Paesi europei dove fingono an- no agli snuff movies. L'era di Internet ha realisticamente vanifi-
cora di sorprendersi che il porno esista. cato in questo settore, almeno fino a oggi, ogni tipo di catego-
ria giuridico-morale precedente all'avvento della Rete.
Negli Stati Uniti la legislazione a riguardo è ben più trasparen-
te che nella maggior parte dei Paesi europei, ma alcune regole La società di produzione americana forse più attenta a questi
sono davvero assurde e chi non le segue paga. Anche dura- problemi è senz'altro la Vivid, con cui ho spesso lavorato. È
mente. Se si vogliono fare scene di bondage, per esempio, cioè quella che da sempre scrittura le più belle ragazze del porno
quella pratica di dominazione con strumenti vari, corde, fruste americano. La Vivid è l'unica al mondo che utilizza preserva-
eccetera, la violenza può oltrepassare i limiti, ma non deve es- tivi e fa molta attenzione che il tipo di sesso praticato sia parti-
serci penetrazione. Infilare quattro dita nella vagina di una colarmente soft. Tutte le volte che facevo un film con loro ave-
donna è permesso, ma se ti scappa il quinto dito il distributore vo lo stesso problema: le ragazze si aspettavano da me un
e il produttore se ne vanno dritti in galera! Perché il fisiing è sesso più forte. Così se davo uno schiaffo sul sedere venivo ri-
vietato. Tuttavia, magari proprio per questo motivo, in nes- chiamato, se la prendevo un po' più energicamente il regista
sun'altra parte del mondo è praticato il fìsting domestico come veniva puntualmente a interromperci e a ricordarci che erava-
in America! mo su un set della Vivid, in America. È successo addirittura
Il pissing si può praticare in un film porno. Purché l'urina che il cameraman mettesse la camera a terra rifiutandosi di
non finisca addosso a qualcuno! continuare a filmare quando le ragazze chiedevano di essere
Senza dimenticare che in molti Stati americani è ancora vie- soffocate per raggiungere l'orgasmo. Per me è un'assurdità in-
tato il rapporto anale e, addirittura, il sesso fra bianchi e neri. terrompere il feeling intimo che si sta creando fra due attori, è
molto frustrante.
E ci sono tanti altri piccoli cavilli simili che è importantissimo «Mettevi d'accordo e fatemi sapere!» dicevo in questi casi.
conoscere se non si vuole finire invischiati in problemi giudi- Ho cercato spesso di spiegare al regista che poteva riprende-
ziari molto gravi. Non dimentichiamoci che gli americani re tutto e poi regolarsi in montaggio, e che era stupido limitare
prendono tutto sul serio, anche il sesso! le vere emozioni che due persone stanno vivendo per un cavil-
Tutta questa confusione lascia gli addetti ai lavori diso- lo legale. Ma sono sempre state parole inutili con la Vivid.
rientati e molto frustrati. Mi piacerebbe poter chiedere a chi Pochissimi registi americani sono riusciti a mantenere la lo-
90 Io, Rocco

ro integrità artistica senza limitazioni. Fra questi John Staglia- Fantasticherie e realtà
no e Joe Silvera. Quest'ultimo mi chiamò, un giorno, per alcu-
ne riprese con una sua amica che voleva assolutamente girare
con me, ma sapeva che solo se ci fosse stato lui come regista
avrebbe potuto essere se stessa. La ragazza, che nella vita fa-
ceva anche l'avvocato, diceva che il suo sogno era girare in
Europa perché in America, a causa della troppa censura, nes-
suno la faceva scopare come voleva.
Ho iniziato a giocare con questa donna, a farle domande
perverse, a provocarla con cose del tipo: «E se ti piscio addos-
so», e lei mi rispondeva: «No, per favore, in bocca» mentre
continuava a toccarsi la fica e a bagnarsi sempre di più. La sua
voglia di fare sesso senza regole e senza limitazioni era troppo Nel nostro ambiente esistono tante verità quante fantasie. Non
forte, se fosse rimasta lì sarebbe stato veramente duro per lei desidero fare il punto definitivo sulla pornografia contempora-
continuare a lavorare nel porno americano! nea, ma vorrei invece parlare con semplicità degli aspetti posi-
Io mi ritengo molto fortunato ad avere l'opportunità di la- tivi e negativi di questo lavoro.
vorare senza dover sottostare a costrizioni così rigide. Il sesso
non dovrebbe avere alcun tipo di limitazione e se è praticato Come ho appena detto, se decidi di lavorare in questo settore,
fra maggiorenni consenzienti, capaci d'intendere e volere, io devi ricordarti che non hai alcun diritto, né come lavoratore,
non darò mai lo stop all'azione, qualsiasi cosa loro facciano. né come imprenditore.
Sul set, ai miei attori, chiedo di essere adulti e responsabili.
Sono un regista, non un censore. Sto lì non per vietare, ma per Quando lavori nell'ambiente dell'hard hai la sensazione di es-
spingerli a oltrepassarsi, a lasciarsi totalmente andare quando sere considerato una sottospecie di donna e di uomo. Né i re-
fanno sesso. gisti né gli attori, infatti, hanno diritti simili a quelli di cui go-
dono le persone che lavorano nel cinema tradizionale. Un
regista, una volta riscosso il suo cachet, non prende più alcun
compenso per il film che ha realizzato, qualunque sia il mer-
cato delle vendite. Idem per l'attore. Viene pagato solo per la
scena! Ho recitato in oltre milletrecento film e non ho mai pre-
so un centesimo per i diritti d'autore, nonostante si versino allo
Stato, sempre, in tutti i Paesi di distribuzione dei film, i diritti
SIAE.
E questo non è tutto!
I film vengono fatti uscire e venduti. Poi, però, i produttori
possono tagliarli, rimontarli, utilizzare spezzoni non sfruttati,
rinominarli con un altro titolo e rimetterli sul mercato senza
versare un soldo né ai registi né agli attori, e senza aver biso-
92 Io, Rocco Fantasticherie e realtà 93

gno di alcuna autorizzazione. Se uno dei miei film venisse pi- Sulla base di quanto ho detto e sapendo che la diffusione di
ratato o, comunque, me ne fosse rubata la paternità, io non film pornografici nelle sale è vietata, o soggetta a una regola-
avrei concretamente alcun mezzo per convincere il giudice in mentazione molto severa, e che non si ha nemmeno diritto a
un tribunale che quel film è mio. Fanno eccezione pochissimi una percentuale sugli incassi, su quali introiti una produzione
Paesi, in cui sono presenti organismi di Stato che si occupano dovrebbe contare per montare un'operazione degna di questo
di garantire la legittimità anche in questo ambito. nome?
Insomma, i film prodotti in questo settore non sono minima-
Questa mancanza di un orizzonte giuridico nel settore che ga- mente comparabili con quelli prodotti dal cinema tradizionale.
rantisca i lavoratori e il prodotto ha molteplici ripercussioni Le armi sono impari e le regole sono diverse.
perfino su quest'ultimo. Si sente spesso accusare i film porno- La nostra è un'industria di intrattenimento e spettacolo a
grafici di essere poveri a livello di trama e di dialoghi o co- tutti gli effetti, ma la società, nel suo insieme, quando parla di
munque molto approssimativi. noi, lo fa tuttora in termini sprezzanti e svilenti, sebbene nel
Vorrei che qualcuno mi spiegasse un giorno qual è il metro complesso tutto ciò che ruota attorno a questo lavoro generi
di comparazione su cui si basano, in genere, questi giudizi. fatturati di milioni di euro e di dollari.
Perché se è quello adottato per il cinema tradizionale, non ci
siamo proprio! Tuttavia, a volte, con tanta forza d'animo e utilizzando al mas-
Nell'hard non abbiamo un budget sufficiente per pagare simo l'arte del risparmio, riusciamo a produrre qualcosa che
scenografi, sceneggiatori e dialoghisti, né tanto meno per ga- comunque si distingue. Durante il Festival dell'Hot d'Or a
rantire tutte le voci di produzione del cinema tradizionale. Cannes, che si svolgeva in concomitanza con quello tradizio-
Inoltre le persone che sono sul set non escono certamente dal- nale, mentre passeggiavo insieme all'amico Ron Jeremy ho in-
le scuole di arte drammatica. Se l'hard fosse riconosciuto co- contrato un regista debuttante che veniva dagli Stati Uniti per
me un vero e proprio settore di intrattenimento, il nostro am- presentare il suo film, Reservoir Dogs, una piccola produzione
biente sarebbe attorniato di professionisti, invece siamo low budget.
costretti a lavorare con l'arte dell'improvvisazione. Nessun re- Lui era Quentin Tarantino, all'epoca un emerito sconosciu-
parto escluso. to. Si sorprese, vedendomi, e mi fermò. «Ma tu non sei l'italia-
Un altro dei più gravi handicap di questo settore è l'impossi- no in The Chameleon?»
bilità di usare i media per pubblicizzare i film. Tutti si rifiutano E io: «Sei un appassionato di porno?».
di promuovere film pornografici su mezzi di informazione, an- Tarantino è molto sensibile alle immagini emotive. Lo capii
che quando sono ottimi prodotti. Così l'utente finale che entra in quell'attimo. «Quanti giorni ha impiegato John Leslie a fare
in un videonoleggio o in un sexy shop non ha alcuno strumen- quel film?»
to che lo orienti nella scelta. E io: «Cinque giorni, e due settimane di prove in cui tutti
È capitato spesso che i miei fan mi abbiano chiesto: «Rocco, hanno lavorato gratis perché non c'erano soldi».
ma come si fa a trovare un buon film nel tuo settore?». E lui, sbalordito: «John è un genio».
Il più delle volte, infatti, il cliente sceglie forse attratto dalla Non affrontando in modo chiaro e sotto i più diversi punti
copertina, o per il genere che lo appassiona, talvolta per la star di vista l'esistenza del nostro lavoro, viene in buona sostanza
del cast, ma fino a che non porta a casa il film, non può sapere negata la possibilità di formare all'interno del settore delle ve-
cosa ci troverà dentro. re categorie di professionisti.
94 Io, Rocco

Una ragazza può fare dell'hard il suo mestiere finché non vie- Il porno e le sue metamorfosi
ne troppo notata, quando però le si dovesse prospettare un'op-
portunità di affermarsi, si scontrerà con non pochi problemi: il
disprezzo della società, la solitudine, la difficoltà di avere una
vita sentimentale, per non parlare di un rapporto stabile, o una
famiglia. È per questo motivo che, nella stragrande maggioran-
za dei casi, le attrici fanno solo una brevissima carriera e poi
scompaiono.

Il nostro ambiente è tollerato dalla legge, ma non c'è niente di


più razzista del concetto di tolleranza!

Nel nostro settore si dice "intelligence is not requested!" per di-


ventare attori di film hard, ma nemmeno essere idioti è obbli-
gatorio!
Ho conosciuto attori porno che erano tanto intelligenti
quanto oneste e degne persone. Allo stesso modo, ho incrocia-
to persone fuori dal mio settore che hanno la reputazione di
essere onesti lavoratori, ma che si sono rivelate dei perfetti fa-
rabutti e dei truffatori. L'abito non fa il monaco, e molto tem-
po fa mi sono imposto di non farmi opinioni sulle persone per
sentito dire, ma incontrandole e imparando a conoscerle.

Nella mia carriera sono stato attore, produttore e regista, però


il posto del mio cuore è senza alcun dubbio davanti alla tele-
camera. La mia passione per il sesso me la sono vissuta in pri-
ma persona, le emozioni che ho provato trovandomi davanti
bellissime ragazze con le quali avrei fatto sesso non le ho mai
sperimentate facendo il regista. Ed è per questo che mi sento
molto più vicino agli attori che ai registi o ai produttori. Gli
anni di esperienza accumulati davanti alla camera mi permet-
tono di garantirvi che le attrici e gli attori di film pornografici
meritano in assoluto più rispetto di tutte le altre persone che
gravitano nell'ambiente dell'hard.
È sicuramente bello avere la possibilità di lavorare facendo
sesso. Ma a volte ci si ritrova sul set sbagliato, o in condizioni
Il porno e le sue metamorfosi 97
96 Io, Rocco
Oggi il lavoro di attore porno è diventato molto più impe-
fisiche non favorevoli, e tutt'a un tratto ogni cosa viene rimes-
gnativo, sia per gli uomini, sia, soprattutto, per le donne. Si è
sa in discussione.
sottoposti a uno sfruttamento fisico che una volta era impensa-
Vi siete mai chiesti cosa significhi per un'attrice arrivare sul
bile. Sono persuaso che ormai sia un lavoro molto logorante.
set e avere in programma una scena anale multipla, magari
Oltretutto, con l'avvento della videocamera i costi di ripresa so-
con attori superdotati, e non essere proprio nello stato d'animo
no diventati irrisori e i registi hanno la possibilità di girare sen-
giusto per affrontare la situazione, perché quel giorno lei, che
za stop di camera per almeno un'ora. Le scene hard si sono ade-
è una persona come tutti, è presa da altre preoccupazioni? Ma
guate alla moda dell'estremo, come nello sport. Una volta le
deve farlo comunque.
attrici che facevano penetrazione anale erano una rarità, oggi è
Per un uomo non è molto diverso. Un detto napoletano che
la regola per una ragazza che voglia diventare attrice porno.
mi trova estremamente d'accordo dice: "Un cazz' nun vo' pen-
Già la maggior parte delle attrici pratica la doppia penetrazione
sier". Pensate per un attimo a come ci si può sentire nudi da-
anale, alcune di loro anche la tripla. La vecchia DP, cioè uno nella
vanti a una donna e a una troupe cinematografica quando c'è
vagina e uno nell'ano, è démodé. Inoltre, si dà sempre più
totale assenza di coinvolgimento sessuale, così come può ca-
spazio a scene esclusivamente di sesso e meno al racconto della
pitare nella vita di rutti i giorni, per esempio davanti alla pro-
storia. I ritmi sono diventati massacranti, soprattutto in seguito
pria fidanzata o moglie. La grande differenza è che con la fi-
danzata prendi tempo, inventi un mal di testa, ma sul set all'avvento della "tecnica del gonzo", detta anche "Pro-Am",
ovvero una via di mezzo tra il professionale, che utilizza attori
questo tipo di escamotage non si può usare. Il tempo concesso
professionisti, e l'amatoriale, che allude al video casalingo, in
per avere o riprendere un'erezione è minimo, senza conside-
rare l'imbarazzo e il nervosismo che si creano. Perché magari cui il cameraman interagisce direttamente con la scena di sesso.
La ripresa è la sua stessa soggettiva. Questa tecnica fa sembrare
le ragazze o i tecnici che avete di fronte non hanno nessuna
voglia di fare notte per colpa vostra. Credetemi, in occasioni che l'attrice faccia sesso con la telecamera, e quindi induce nello
spettatore l'illusione che lo stia facendo direttamente con lui.
come questa, la dignità di un uomo subisce un duro colpo.
Questo è un mestiere particolarmente faticoso, sia sul piano Ha iniziato a prendere piede circa dieci anni fa, limitandosi a ri-
prese in soggettiva, fino ad arrivare, oggi, a togliere di mezzo
psicologico sia su quello fisico. Anche per l'influenza di una
semplicissima regola che si applica a tutte le attrici e gli attori: tutte le inquadrature classiche, campo-controcampo, totali: non
c'è alcun bisogno né di scene recitate, né di dialoghi scritti, la
every day you work, you get money.
Si viene pagati a prestazione e non si ha alcuna assicurazio- base è l'improvvisazione. Sono soprattutto scene di sesso.
Il classico cameraman professionista, quello che una volta
ne per disoccupazione o malattia, in caso di influenza o per la
slogatura di una caviglia. veniva dalla televisione, è stato completamente soppiantato. Il
suo ruolo non è più soltanto quello di semplice operatore, ma
Inoltre, oggi, i ritmi del lavoro di un attore porno si sono ade-
guati alla frenesia della vita che facciamo tutti. quello di tenere propriamente le fila della regia di tutto il set. Fi-
Vent'anni fa, quando ho cominciato, era raro che i film aves- no ad arrivare, talvolta, a vederlo entrare in scena per fare ses-
so: la sua mano entra nell'inquadratura per toccare il corpo del-
sero più di tre o quattro scene di sesso, oltretutto le riprese du-
ravano poco perché si girava in pellicola. E la pellicola non con- l'attrice, l'inquadratura si abbassa in soggettiva sull'attrice
sentiva, sia per le limitazioni tecniche sia per i costi, riprese mentre lei gli fa un pompino. Ciò ha comportato, via via, una
naturale trasformazione dell'attore che, dal cameraman al regi-
lunghe. Per non parlare delle posizioni che erano molto stan-
dard: insomma corrispondevano alla realtà del sesso casalingo. sta, ricopre contemporaneamente quasi tutti i ruoli.
98 Io, Rocco II porno e le sue metamorfosi 99

Il gonzo ha cambiato il porno come il reality show ha cambiato sivo? Ma continuano a lavorare, forse perché vogliono guada-
la televisione: il prodotto preconfezionato, chiuso dentro l'e- gnare molto e subito. Dopo una settimana, con questo ritmo,
lettrodomestico televisivo, si trasforma, in entrambi i casi, in sono fuori uso.
un'illusione accessibile di cui lo spettatore si sente protagoni- Ho conosciuto diverse ragazze che hanno dovuto farsi ricu-
sta, facendo leva contemporaneamente sia sull'aspetto voyeu- cire l'ano per non aver capito quando era il caso di fermarsi.
ristico sia su quello esibizionistico, una contraddizione tipica Attori stanchi e depressi per i ritmi troppo serrati. Senza conta-
del moderno pubblico televisivo. re la trasmissione di tutte le malattie sessuali che si cronicizza-
Questa tecnica ha favorito progressivamente lo sviluppo del no, perché non si ha il tempo di curarle, e vengono diffuse di
genere Ali Sex che negli ultimi due o tre anni è diventato il più continuo.
guardato. Ormai è adottato dal novanta per cento dei pro-
Io di cronicità ne so qualcosa, dopo aver lavorato per oltre
duttori di film porno e ha incrementato del mille per cento il
dieci anni a una media di due orgasmi al giorno, mediamente
numero di prodotti sul mercato.
per venti, venticinque giorni al mese! Come la maggior parte
Se, per un verso, questa tecnica è geniale e sfrutta fino in fon- dei veterani del porno, soffro di problemi alla prostata legati
do, al massimo delle sue potenzialità, l'identificazione catartica, all'eccessiva sollecitazione a cui i nostri ritmi ci sottopongono.
per l'altro, però, avendo ridotto al minimo i costi di produzio- I tempi di riproduzione dello sperma sono molto più lenti di
ne, ha permesso a chiunque di fare il produttore, anche attori quelli richiesti dalla produzione cinematografica!
con solo tre film alle spalle, con zero esperienza, che hanno la Se state fremendo per conoscere la ricetta per riuscire a so-
loro production. Per non parlare di come abbia agevolato l'intru- stenere un ritmo simile, eccovi accontentati: mescolate un litro
sione nell'ambiente di molti loschi individui. È facile produrre di latte, cinque uova, due banane e un po' di proteine in pol-
un film a queste condizioni, bastano poche migliaia di euro, vere, e bevete l'intruglio tutte le mattine prima di fare colazio-
qualche ragazza e un appartamento per girare le scene. E se poi ne. E fatene buon uso!
si fanno delle buone scelte strategiche, si possono guadagnare Insomma, quando parlo della gestione che gli attori porno
anche un sacco di soldi. Per questa ragione molti truffatori, che devono avere di se stessi, intendo la complessità di tutta que-
vogliono guadagnare denaro facile, si lanciano sul mercato con sta serie di fattori, considerata nella sua interezza. La depres-
prodotti che sono vere e proprie schifezze, sotto ogni punto di sione è dietro l'angolo e la sovraesposizione è un pericolosis-
vista. Negli Stati Uniti, che sono stati i primi a introdurre il con- simo boomerang. Oggi molto più che qualche anno fa.
cetto del low cost, si arriva a girare anche due film in una sola
giornata!
Se oggi dovessi definire in tre parole cosa si richiede agli attori
porno direi solo: FUCK FUCK FUCK, con tutte le conseguenze che
questo comporta. Le ragazze quasi mai arrivano sul set al cen-
to per cento della propria condizione fisica, spesso hanno pro-
blemi a causa di scene di sesso troppo faticose in tempi molto
serrati e continuati. Dopo aver fatto una doppia penetrazione
anale la mattina e, magari, su un altro set una doppia vaginale
il pomeriggio, ve l'immaginate come arrivano il giorno succes-
Rocco e le sue sorelle

Quando ho iniziato questo mestiere ho avuto la fortuna di la-


vorare con tante pornostar che dovevano il loro successo alla
grande esperienza accumulata in anni di lavoro. La prima tra
queste è stata Moana. Era l'inizio dell'86 e lei era a Roma per il
suo primo film. Per me era la seconda esperienza. Una ragaz-
za dolcissima, molto alta, con i capelli lunghissimi biondo na-
turale, fisico atletico, dotata di portamento e femminilità da
lasciare senza fiato. Con Moana è nato subito un bel rapporto,
un grande feeling, e in tutti i suoi film successivi lei ha conti-
nuato a volermi come suo partner fisso.
Moana era una persona molto riservata nella vita e soprat-
tutto sul set. Durante le pause delle riprese se ne stava sempre
nel suo camerino, e io ero l’unico al quale permetteva di entra-
re. Facevamo grandi chiacchierate sul volo e sullo sport in ge-
nerale, condividevamo le stesse passioni sportive.
All'inizio della carriera era molto timida, tipico delle attrici
italiane. Non si lasciava andare davanti alla troupe, aveva quasi
vergogna. In seguito, dopo i suoi primi film negli States, Moana
era completamente cambiata. Aveva capito molto di più sul suo
mestiere, e su che tipo di lavoro doveva fare su se stessa per riu-
scire al meglio. Così, appena rientrata, è diventata da subito,
con la sua bellezza, la più grande pornostar italiana di tutti i
tempi. Perché da quando questa magnifica ragazza è venuta a
mancare, il panorama italiano non è mai più riuscito a rimpiaz-
zarla; io credo, sinceramente, che resterà insostituibile.
102 Io, Rocco Rocco e le sue sorelle 103

Kelly Stafford è una meravigliosa inglesina con la quale ho gi- E lei: «Mica è colpa mia se non sento nulla!».
rato alcuni dei film più belli degli ultimi anni. Tra noi c'era un Allora, l'attore, offeso nella sua dignità di uomo, se la toglie
rapporto davvero incredibile. Lei era una vera passionale e una di dosso, si alza di scatto, l'afferra per i capelli e la trascina per
ragazza molto imprevedibile nel senso più stretto del termine. tutta la stanza, e Kelly, finalmente sorridente e soddisfatta:
Quando le ho prospettato la prima volta di recitare con me, ha «Oh, era ora, comincia a succedere qualcosa d'interessante».
accettato, ma quando ha ricevuto l'assegno non ha voluto esse- Kelly era assolutamente imprevedibile, riusciva a dare un'a-
re pagata. Le ho spiegato che il film sarebbe stato venduto in di- nima, una profondità, ai suoi personaggi con la forza della sua
versi Paesi, che ci avrei fatto dei soldi e che era dunque logico interpretazione. Durante le riprese di un film in cui faceva il ruo-
che lei venisse remunerata, ma lei ha risposto semplicemente: lo di una teenager (nella vita e nel ruolo aveva solo diciotto an-
«È fuori questione: mi sono talmente divertita sul set che non ni) che veniva adescata da un signore di mezza età, Alain Pou-
accetterò una sola sterlina!». densan, nel corso della scena interpretò la "perversione" del suo
In seguito abbiamo girato insieme ancora quattro o cinque partner con una tale intensità da sconvolgere l'attore stesso e
film e, ogni volta, rifiutava i soldi che le offrivo. Quando sono tutto il resto del set. Lo aggredì fisicamente, lo prese a schiaffi
tornato a Budapest, le ho inviato un assegno di quindicimila sul volto, gli fece schizzare via gli occhiali, che andarono a fran-
sterline. Per me ogni lavoro deve essere pagato. Il prezzo me- tumarsi contro la parete. Tutto ciò continuando a fare sesso con
dio di una scena va da cinquecento a mille dollari, e io mi sono lui e, al tempo stesso, a insultarlo e ad aggredirlo. L'attore, finito
fatto un punto d'onore di darle mille sterline a scena. di girare, era terrorizzato, quella sera stessa lasciò il mio set, di-
cendo che in tutta la sua carriera non gli era mai capitata una co-
Con Kelly abbiamo girato film davvero pazzeschi, abbiamo sa simile e che non avrebbe più lavorato per me. Fu una situa-
gli stessi gusti sessuali, ma all'inizio, quando l'ho conosciuta, zione davvero assurda, ma se lei avesse spiegato alla troupe le
pensavo che avesse qualche problema di stabilità psichica; in- sue intenzioni avrebbe perso spontaneità e vigore.
vece, mi sono accorto, dopo, che adorava i giochetti strani. Lei Per me lei rappresenta il massimo dell'interpretazione delle
faceva parte di quella categoria di attrici assolutamente atipi- scene di sesso. Pochissimi attori hard hanno la capacità di dare
che. Prima di ogni scena si comportava come se tutto a un una levatura al personaggio mentre fanno sesso. A chi sostiene
tratto non capisse più perché stava lì, faceva una quantità di che Kelly era una psicopatica voglio dire che lei è, sì, la perso-
capricci impressionanti, finché una volta persi le staffe e dissi: na meno gestibile su un set, ma che in assoluto è stata la più
«Tutti a casa, basta». grande nel darmi emozioni dall'altra parte dell'obiettivo. Que-
Lei mi rispose: «Ma non lo capisci che lo faccio apposta? Io sto suo modo troppo avanti per i nostri set creava problemi, so-
godo così, nel sentirmi costretta». no stati pochissimi gli attori capaci di lavorare con lei.
Aveva bisogno di creare attorno a sé un ambiente in cui tutti Lei odiava comportarsi come la classica pornostar, lavorare
gli equilibri cominciavano a saltare, diceva frasi come: «A me sul planning strutturato: faceva di tutto per distruggere la con-
fanno schifo questi attori che mi scopano in modo professionale». centrazione del gruppo. Destabilizzare il set nutriva le sue
Una volta era seduta sull'attore in penetrazione anale, ma se energie sessuali, assolutamente non convenzionali.
ne stava come annoiata e con le braccia conserte, io giravo, le Ma, soprattutto, Kelly sfondava l'obiettivo. Il suo carisma era
ho chiesto di reagire, di darmi espressioni in camera, lei mi ha fuori del comune. I film con Kelly resteranno tra i più originali
domandato: «Quale vuoi fra quelle tipiche da pornostar?». della mia filmografia e lei rimarrà un personaggio del tutto
E io: «Kelly, please». anomalo nella storia della pornografìa.
104 Io, Rocco

A parte Kelly, credo comunque che le inglesi, in generale, sia-


no molto portate per questo lavoro, almeno dalla mia espe-
rienza diretta. La sessualità non rappresenta un problema per
loro, tutt'altro, sanno prendere l’iniziativa e non hanno biso-
gno di indicazioni. Forse non saranno le più carine, ma sono
quelle che sprigionano più energia sessuale davanti a una te-
lecamera.
Le pornostar americane degli anni Settanta, da Linda Love-
lace a oggi, hanno fatto la storia del pomo. Sono sempre state
fra le ragazze più belle del mondo. Recitano con una tale faci-
lità, sono molto reattive; ho sempre sostenuto che fare film
con loro è uno spasso sia per il regista sia per l'attore: fanno
tutto loro, non devi nemmeno dare indicazioni. Ciononostante
bisogna fare una considerazione importante.
Negli Stati Uniti il pensiero delle persone è schiacciato da
un fortissimo provincialismo. Il peso della considerazione so-
ciale è molto forte e, soprattutto, i media enfatizzano questo
atteggiamento. Gli americani vivono tutto in maniera molto
conflittuale. Ho visto molte attrici dall'anima lacerata e la
mente confusa a causa di questa influenza. In dieci anni di
produzioni negli States ho assistito un'infinità di volte a scene
che rasentavano il patetico. Qualcuna arrivava sul set, aveva
una voglia forte di sesso estremo, magari voleva più uomini
alla volta, e in scene al limite della legalità. Il giorno successi-
vo, però, arrivava in lacrime perché desiderava una famiglia,
e voleva smettere con questo lavoro.
All'inizio prendevo tali reazioni come moti dell'anima au-
tentici, mi commuovevo sinceramente; assistendo però alla
stessa situazione ripetuta, con le stesse dinamiche, mi sono ac-
corto che era il loro modo di sfogare la conflittualità esaspera-
ta fra la propria personalità e i modelli comportamentali im-
posti dalla società.

Le europee, come dire, non si possono definire in blocco, han-


no tutte qualcosa di diverso. Per certi versi, sono la via di
mezzo fra le ragazze americane e le ragazze dell'Est. Non
abbiamo mai avuto un vero e proprio flusso di ragazze
europee in questo ambiente. Certi Stati più liberi, come Ger-
mania, Olanda e Francia, hanno registrato qualche presenza
in alcuni momenti, ma comunque non di rilievo. L'Italia è in
assoluto la meno rappresentativa mentre la Spagna, per
esempio, ha molte più attrici. Sarà un'inibizione dovuta al
fatto di ospitare lo Stato del Vaticano?
Tuttavia, la vera svolta il porno la ottiene negli anni Novan-
ta. Subito dopo la caduta del Muro di Berlino, le ragazze del-
l'Est invadono il mercato. Praticamente, oggi vengono impie-
gate per il novanta per cento delle produzioni europee e per
un buon quaranta-cinquanta per cento di quelle americane.
Da più di tredici anni filmo ungheresi, ceche, ucraine, rume-
ne e qualche polacca, tra Budapest e Praga. A contatto con que-
ste culture ho constatato una differenza sorprendente tra il loro
atteggiamento mentale e il nostro. Il porno nell'Est è considera-
to solo un mezzo pratico e divertente per fare soldi in fretta e
pagarsi gli studi o, in caso di bisogno, per migliorare il tenore di
vita proprio e della propria famiglia. Non interviene alcun altro
fattore di carattere morale o psicologico nella valutazione di
questo tipo di lavoro.

Con l'Ungheria, a parte mia moglie, ho un legame emotivo par-


ticolare perché qui ho girato il primo film come attore, regista e
produttore Rocco e le storie vere (1 e 2). Il film è stato girato nel
gennaio del '93, e il titolo nasce per sottolineare il fatto che quel-
lo che io voglio vedere e far vedere in un film porno è solo il
"sesso vero".
L'agenzia aveva detto che sarebbero venute molte ragazze
al casting, abituate a fare servizi di nudo o di moda, ma che
comunque il porno nessuna di loro lo aveva mai fatto prima.
Dipendeva solo da me saperglielo porgere in modo che potes-
sero accettare. Questa condizione mi rendeva un po' teso, sa-
pevo che non avrei potuto immaginare le parole che avrei usa-
to con ognuna di loro finché non le avessi avute davanti.
A mano a mano che entravano, chiedevo se potevano mo-
strarsi nude e loro senza nessun tipo di inibizione si spoglia-
vano subito, ma la maggior parte non parlava inglese e senza
106 Io, Rocco Rocco e le sue sorelle 107

dilungarmi troppo chiedevo solo: «Ti va di fare sesso davanti Durante le riprese, ho parlato molto con le ragazze. Volevo
alla telecamera?». sapere qualcosa di più della loro vita e perché avessero accet-
La risposta era la stessa per tutte. O dicevano di sì o annuiva- tato di partecipare al film visto che non erano attrici porno. La
no con la testa. È stato incredibile, perché delle oltre cinquanta cosa che mi affascinava era la loro assoluta naturalezza nel-
ragazze incontrate quel giorno, nessuna disse di no. La cosa mi l'affrontare l'argomento, non mi hanno mai dato l'impressione
lasciò alquanto perplesso, non credevo che facessero tutte sul di essere a disagio. Argomentavano senza cercare quei sot-
serio, così nel dubbio ne ho scelte più di trenta, perché, mi sono terfugi strani, tipici delle società ipocrite.
detto, se la maggior parte non verrà almeno quattro o cinque ci
saranno. Il problema fu inverso, vennero tutte e trentatré. Con i Non so da dove venga questo loro approccio al sesso, quasi
ragazzi, invece, ho avuto più problemi. Nessuno di quelli scelti imbarazzante a volte per l'estraniazione che comunica: non si
riuscì a girare delle scene convincenti. A quel punto ho dovuto tratta nemmeno di libertà sessuale in senso proprio, è qualco-
accollarmi tutte le scene dei due film. È stato divertente, ma s'altro, ma senza dubbio è un modo di pensare molto distante
molto duro. Le riprese sono durate otto lunghissime giornate in dal nostro. Forse sarà perché sotto i regimi comunisti il sesso
cui sono dimagrito sette chili, verso le ultime scene il mio viso era una delle cose meno controllate. Oppure perché, come di-
era così scavato che non era più raccordabile con quello delle cono molte persone che sono state giovani sotto i regimi, "era
prime! l'unico divertimento che avevamo!".
Nella Repubblica Ceca, invece, mi sento abbastanza un pio-
niere.
Andavo a trovare il mio amico Claudio, oggi titolare della
più grande agenzia di modelle porno, la Bohème Agency. Ero
a Praga per un casting e, dopo quattro ore di attesa, non si era
presentata nemmeno una ragazza, così io e Claudio ce ne sia-
mo andati in un night a farci una bevuta.
Il proprietario del night mi riconosce e mi propone di girare
un film nel suo locale. Io naturalmente gli rispondo: «E le ra-
gazze?».
E lui, indicandomi il suo parterre: «Prendi quelle che vuoi».
Non ero per niente fiducioso, tuttavia gli ho proposto di gi-
rare la sera stessa e sono corso in albergo a prendere la teleca-
mera. Mi fa preparare una stanza e comincia a mandarmi una
dopo l'altra cinque ragazze. Sono tornato in Italia, ho organiz-
zato il materiale per la produzione e sono ripartito per Praga a
realizzare Praga by Night, un film ambientato in cinque diversi
locali. I proprietari mi hanno aiutato con le ragazze e dato gra-
tis il locale in cambio della pubblicità che facevo loro ripren-
dendo le insegne.
Ieri, oggi e domani

La concorrenza si è fregata le mani quando ho deciso di inter-


rompere la mia carriera! E tuttavia, spesso mi giungeva il suo-
no di un'altra campana: «I tuoi film funzionano perché ci sei
tu, perché la gente vuole vedere te!».

Ogni volta che faccio un film, le uniche preoccupazioni mie e


di mio cugino Gabriele, al mio fianco da più di dieci anni, non
sono la trama, le ragazze o l'ambientazione, ma gli attori! So-
no diventati un'incognita. Questo vi sembrerà esagerato, ma
bisogna che gli attori siano affidabili per arrivare al termine
delle riprese. Quando recitavo io, questi problemi mi toccava-
no marginalmente, perché avevo sulle mie spalle tutto il peso
della produzione. Gli altri non mi preoccupavano, perché le
scene importanti le facevo io. Tuttavia, da quando mi sono ri-
tirato, cercare di fare film competitivi senza Rocco è stata la
mia nuova sfida. All'esordio nella regia ho commesso il grave
errore di cercare me stesso negli attori, di aspettarmi che pro-
vassero le stesse emozioni e sensazioni che provavo io quando
stavo davanti alla telecamera. Poi ho cominciato a lavorare
sulla loro vera personalità ritagliando per loro ruoli su misura.
Sfortunatamente, il problema che affligge ancora oggi il
settore del porno è la mancanza di attori affidabili e professio-
nisti. A dimostrazione di quanto sia difficile fare bene questo
lavoro, basti pensare che nell'arco di tutti questi anni il nume-
ro di pornostar di sesso maschile non è certamente cresciuto.
110 Io, Rocco Ieri, oggi e domani 111

Dirigere è una grande soddisfazione, ma devo ammettere al Bagdad, dal nano italiano Only One, che si dilettava a far
che all'inizio è stata dura. È frustrante non poter vivere certe sesso con due bellissime giovani gigantesse, a un ragazzo ma-
scene se non dall'esterno. Oggi purtroppo non si ha più una drileno che passava tutte le notti con una bombola di gas attac-
situazione di naturalezza sul set. La società basata sulla cata all'uccello, oppure lo usava come arco per tirare le frecce,
performance ha contagiato anche il nostro settore. C'è un a diversi altri insoliti personaggi. Insomma, in questo circo per
grosso giro di doping e l'ansia da prestazione è il sentimento adulti incontrai Nacho, che faceva sesso dal vivo da due anni
predominante. Io sono contrario agli aiuti chimici associati al- senza mai una défaillance... fino alla sera in cui lo conobbi. La
l'atto sessuale, quando non sono necessari, ma purtroppo devo mia presenza lo inibì. Così, dopo lo spettacolo, venne fuori
conviverci. Me ne accorgo subito se qualcuno ha preso rabbioso, cercando di giustificarsi, non gli era mai successo
qualcosa. Ci sono vari dettagli da cui lo posso capire: c'è, per prima. Ma io non avevo bisogno di spiegazioni, si vedeva che
esempio, chi ce l'ha duro dall'inizio alla fine e anche durante la aveva carisma, era uno di quelli giusti, uno di quelli che hanno
pausa, la sigaretta, o la bevanda, resta perennemente in ere- talento e gli chiesi se voleva provare a fare un film. Non se lo
zione senza flessioni; o chi ha bisogno di masturbarsi ancora fece ripetere due volte e la mattina dopo venne sul set dove gi-
per mezz'ora prima di avere un orgasmo dopo magari due o tre ravo il mio film Rocco Never Die. La scena era un'orgia, lui ar-
ore di sesso; oppure chi continua a interrompere per andare al rivò con la sua fidanzata e girò la sua prima scena timidissimo.
bagno portandosi dietro la pochette e uscendo con il sesso Se ne restava in disparte, non si mischiava con gli altri e non
estremamente rinvigorito. Sono atteggiamenti nuovi che in mi fece vedere nulla di straordinario. Ero sicuro che non mi
vent'anni di mestiere non avevo mai visto. In ogni caso, non aveva ancora mostrato quello che valeva. Gli proposi di venire
vale per tutti, ma soprattutto per la nuovissima generazione di con me a Budapest. E, infatti, lì mi dimostrò che non avevo
attori porno. Sostanzialmente la cosa che mi infastidisce non è avuto torto. Appena arrivato, ha preso fiducia in sé e ha tirato
un'erezione aiutata, ma le conseguenze, cioè la totale fuori tutte le qualità che fanno di un attore un vero pornostar.
mancanza di passione da parte dell'attore che, prescindendo
dallo stimolo, lavora in modo meccanico e automatico. Per Nacho era passionale, dotato di una concentrazione fuori del co-
fortuna, c'è ancora chi, come me, usa il vecchio metodo: nei mune, era carismatico, piaceva alle donne e agli uomini, e pote-
momenti in cui perdi la concentrazione non c'è niente di me- vi dargli qualsiasi ruolo che lui lo calzava alla perfezione. Mi ri-
glio di un bel sedere a novanta gradi tutto da leccare finché i cordo una scena di sodomia di quattro o cinque ore con una
livelli di pressione non tornano stabili. ragazza che continuava ad avere perdite fecali; lei non era nem-
In questi vent'anni ho assistito alla trasformazione delle pro- meno più imbarazzata, perché Nacho continuava a fare battute
blematiche, oggi è sicuramente più dura fisicamente. Quando e a farla ridere. Non ha mai mollato. Ogni volta andava a lavarsi
io ho iniziato era forse più difficile psicologicamente, ma se do- e poi ricominciava come se niente fosse successo e senza mai
vessi decidere quale periodo preferire, non saprei dirlo, mi piac- perdere l'erezione.
ciono ancora alcune cose di ieri, ma sarei ipocrita a dire che oggi Dopo appena due anni passati con me, a mano a mano che i
non trovo più niente di interessante. Un attore che rappresenta film uscivano, tutti i produttori hanno cominciato a chiamare
al meglio il presente con un po' del passato è Nacho Vidal. Nacho. E di lì a poco è diventato la star più richiesta al mon-
do. Lavorava di continuo fra gli States e l'Europa.
L'ho conosciuto molti anni fa al Bagdad, uno strano locale di Salire in vetta, quando si hanno le qualità che ha Nacho, è
Barcellona. Singolari personaggi, molto felliniani, lavoravano senz'altro più facile, ma restarci è un'altra cosa. È talmente
112 Io, Rocco Ieri, oggi e domani 113

impegnativo essere sempre performanti a ogni ripresa che la dirvi quello che dovete fare, prendete l'iniziativa, ma non cer-
pressione a cui si viene sottoposti diventa molto pesante se cate di strafare. Non c'è niente di meglio e di più efficace che
non si è capaci di gestirla. Purtroppo questo è quello che è eccitarsi per davvero. Fatevi questo viaggio insieme alla vostra
successo a Nacho Vidal. Non sopportava più la pressione me- partner alla ricerca del piacere. Il restante venti per cento è rap-
diatica a cui era sottoposto. Era subentrata una grande confu- presentato dal vostro serbatoio di energie di scorta e dal vostro
sione e ha deciso di smettere. Peccato, perché sicuramente lui dispositivo di controllo su tutto quello che state facendo, affin-
era destinato ad avere una splendida carriera. ché possiate corrispondere a qualsiasi indicazione del regista o
Chi pensa che il successo di un attore porno sia direttamen- risolvere qualsiasi problema senza mai perdere il controllo del-
te proporzionale alle dimensioni del suo cazzo, evidentemente la situazione. È importante non far sentire alla vostra partner
non ha abbastanza immaginazione per capire di che lavoro che una parte di voi è obbligatoriamente altrove, cosa inevita-
stiamo parlando. bile davanti alla telecamera. Se la scena sta per iniziare, cercate
Naturalmente, se si è superdotati si parte già con qualche di non farvi mai trovare impreparati, cioè non ancora lavati o
punto in più. I cameraman dicono che un grande cazzo è più senza aver imparato le battute. Anticipate i tempi, meglio cin-
fotogenico da riprendere e i registi dicono che crea di più l'il- que minuti prima che dopo. Tutto quello che dovete fare per
lusione del piacere. Ma questo non è tutto. Conoscere qualche voi fatelo prima della scena, ma quando si inizia pensate solo a
lingua, meglio se l'inglese, anche questo aiuta. concedere il cento per cento di voi stessi. Se avete problemi di
Tuttavia, come in tutte le cose della vita, anche per imparare erezione non è mai colpa della vostra partner, anche se non in-
questo mestiere ci vuole umiltà. Se non avete umiltà non potre- contra il vostro gusto o se è antipatica e sgarbata.
te mai imparare nulla. Ma soprattutto, il vero segreto per evita- E ancor peggio è se avete l'uccello duro e vi fermate a discu-
re ciò che è capitato a Nacho è l'equilibrio psicofisico; è il pun- tere con il regista per screditare la ragazza con frasi come: "Io
to cruciale, è quello che vi frega se non sapete gestirvi. sto facendo il mio lavoro, non vedi che ce l'ho duro! È lei che
Imparate a conoscere voi stessi e i vostri limiti per la program- non sa fare un cazzo".
mazione del vostro lavoro. Imparate a scegliere le persone giu- Evitate, fin dall'inizio della carriera, di eccitarvi con un'altra
ste che vi possono insegnare qualcosa, e a loro concedetevi sul set che non sia la vostra partner: è il peggior sbaglio che
senza risparmiarvi: verrete ripagati con gli interessi. possiate fare! Anche perché l'eccitazione dura poco e nel
momento in cui tornerete sulla partner avrete un grosso pro-
Durante le scene hard è importante saper suddividere il pen- blema, a meno che non facciate come Don Fernando, un attore
siero, un po' come nelle discipline orientali. Io sono concentra- messicano naturalizzato USA, che prima di eiaculare metteva
to per il cinquanta per cento sulla partner. Le donne sono di- un giornalino porno giapponese sulla faccia della sua partner!
verse da noi, hanno bisogno di attenzione, di preliminari: fate Altra regola d'oro, se si vuole fare il pornostar, è non inna-
sentire loro che siete presenti. Durante il rapporto stringetele morarsi mai delle proprie partner. Ovviamente mi è capitato di
sia con le gambe sia con le braccia, guardatele negli occhi, è im- provare un'attrazione straordinaria per alcune attrici con cui
portantissimo che la vostra partner si senta sempre e solo con ho fatto l'amore: con loro avrei potuto vivere molto più di una
voi. La cosa si complica quando le partner sono più di una. scena di sesso sul set. In ognuna di queste occasioni, però, ho
Riuscire a coinvolgere più donne richiede molta esperienza. cercato di reprimere la sensazione di affinità e il sentimento di
Per il trenta per cento, invece, mi dedico al lato artistico, che trasporto. Ho avuto profondi rapporti di amicizia con alcune
è quello che fa la differenza: non aspettate che sia il regista a ragazze, ma non mi sono mai innamorato di nessuna di loro.
114 Io, Rocco Ieri, oggi e domani 115

Ho sempre separato la vita affettiva dal lavoro. All'inizio della mere, però, ognuno si ritrova molto solo e pieno di dubbi.
carriera mi è capitato di uscire con un'attrice francese, dopo Nella società odierna un attore di film pornografici è brutaliz-
aver girato una scena molto bella con lei, ma il giorno successi- zato dalla solitudine. Bisogna essere psicologicamente forti,
vo, sul set, dovendo recitare con lei e un'altra ragazza, sono ar- abbastanza per non farsi distruggere. Da quando faccio questo
rivati i problemi. lavoro ho incontrato molte attrici e diversi attori che si sono
Mentre facevo l'amore con l'altra, lei mi diceva: «Sei un por- lasciati andare fino a spegnersi.
co! Quella ti piace più di me, vero?». Oggi la riconoscenza del pubblico comincia a spuntare, le
Allora ho capito che mischiare lavoro e vita privata è un er- persone non si vergognano di fermarti per la strada a salutarti
rore madornale. o a chiederti un autografo, perché, almeno una volta nella loro
Un attore porno deve riuscire a fare sesso senza innamorar- vita, tantissimi uomini e una percentuale non indifferente di
si, unicamente per desiderio sessuale. Ma questo non vuol dire donne si sono masturbati guardando un film pornografico.
non utilizzare l'intera gamma dei sentimenti! Tuttavia, non dobbiamo cedere a facili entusiasmi: nell'imma-
ginario collettivo resteremo ancora a lungo persone fuori del
Per essere un vero professionista bisogna riuscire a non porta- normale e non per forza in senso positivo.
re sul set la propria personalità. Sul set vi serve soltanto la
parte più lucida del vostro buonsenso e della vostra morale;
intendo dire, la razionalità e la dignità. Il resto della vostra
personalità, invece, potrebbe rivelarsi il vostro peggior nemi-
co, in certe circostanze.
Il fisico, poi, fa la sua parte, anche se sarebbe quasi antiero-
tico parlare di atleti del sesso. Personalmente posso dire che si
finisce facilmente fuori fiato o indolenziti se non si è sufficien-
temente allenati a sostenere i ritmi del vero pornostar.

La regola numero uno è: il regista conta solo su di voi per por-


tare a casa la scena. Quindi, avrete capito che la parola da te-
nere sempre presente è: generosità.
Se riuscirete a praticare parte di questi miei, chiamiamoli,
consigli per un "perfetto pornostar", sarete sulla buona strada.
***

Un'altra difficoltà concerne il senso di responsabilità che biso-


gna assumersi di fronte alla condizione stessa di essere un
pornostar, con tutto quanto questo comporta, a prescindere dal
tempo e dal luogo in cui ci si trova. Ovviamente sul set ci si
diverte molto. Una volta spenti i riflettori e riposte le teleca-
Ventanni di carriera, ventanni di passione

Non fu affatto semplice prendere la decisione di diventare


attore di film porno. Alcuni dei miei fratelli la presero molto
negativamente. Non capivano le mie scelte, e tanto meno
riuscivano a capire come mia madre avesse potuto lasciarmelo
fare. Quando ho avuto il consenso dei miei genitori, e
soprattutto quello di mia madre, l'unica, in verità, che avrebbe
potuto mettermi in seria crisi se non mi avesse approvato, a
questo punto ero tranquillo. Il consenso di tutti gli altri non era
fondamentale per le scelte della mia vita. Effettivamente, ci
sono stati non pochi attriti.
A cominciare dal medico di famiglia. Mi fece chiamare, io
già immaginavo di cosa intendesse parlarmi. «Sarai ghettizza-
to, sarai escluso, sarai...»
Al terzo "sarai" me ne sono andato. «Buona giornata, dot-
tore.»
Per non parlare dell'ipocrisia degli amici che mi dicevano:
«Fai bene, magari potessimo farlo noi...» e poi sparlavano alle
mie spalle.
Oggi sarebbe un po' più semplice, ma vent'anni fa era dav-
vero scandaloso. I condomini venivano in processione da mia
madre, chi per biasimarla, chi per rincuorarla.
Carmela, mia madre, per un periodo di tempo è rimasta zitta
ad ascoltare tutte le loro chiacchiere, poi un giorno, all'en-
nesimo squillo di campanello, ha aperto la porta e ha detto:
«Senti, gli ho fatto un cazzo così (indicando la misura con le
118 Io, Rocco Vent'anni di carriera, vent'anni di passione 119

mani!) e lui ci fa quello che gli pare!». Da quel giorno non si è sarebbe potuta venire senz'altro meglio se invece di merdine
più visto nessuno sul nostro pianerottolo per compiangere la come noi ci fosse stato lui come attore.
mia povera mamma. Ora ci rido, ma dimostrare a Pontello la mia gratitudine, per
Non nascondo che tutte queste critiche mi hanno fatto vive- la fiducia che aveva riposto in me, mi ha fatto rischiare la pel-
re un po' male l'inizio del mio lavoro. Perfino io, la prima volta le più di una volta!
che mi sono visto sullo schermo, al cinema, ho provato una Gabriel è un fetente, un gran giocatore, un chiacchierone,
vergogna terrificante perché tutti i tabù radicati nella mia men- uno che ama mettersi in mostra e che farebbe qualsiasi cosa
talità d'origine sono improvvisamente riaffiorati in quel mo- per farsi notare, ma io lo adoro. Ancora oggi, quando lo vedo,
mento. Mi vedevo tutto d'un tratto come pochi uomini si pos- dopo tanti anni, il cuore mi si riempie di ricordi e di emozioni.
sono vedere in vita loro, da dietro, con i testicoli, i glutei e l'ano Nei ristoranti aveva l'abitudine di tirarselo fuori e farsi ma-
che si muovevano freneticamente. sturbare dalle sue accompagnatrici davanti a tutti. Lui era un
Il primo pensiero che ho avuto è stato: «Ma che schifo! È di- esibizionista senza pari!
sgustoso...». Poi, verso il terzo film, questo fastidio e questa Una volta mi ha messo in una situazione davvero imbaraz-
vergogna sono scomparsi. zante. Dopo le riprese di un film avevo prenotato trenta posti
al ristorante di mio fratello, lui ci aspettava contento di acco-
Fra tutte le persone significative nella mia carriera, ho il dove- glierci.
re di citare innanzitutto Gabriel Pontello, alias Supersex, che, Entriamo, presento mio fratello a Gabriel, questi lo guarda
come dicevo, per primo, fin da subito, ha creduto in me. dall'alto in basso e mi dice: «È tuo fratello questa mezza car-
Lavorare per Pontello per me era un onore e davo tutto me tuccia?». E si è accomodato.
stesso per cercare di soddisfarlo. Per lui ho fatto di tutto, o qua- Io ero di un imbarazzo glaciale, ma mio fratello Giorgio mi
si. Una volta ho fatto sesso con una ragazza sui pattini di un eli- ha tranquillizzato e ha detto solo: «Lascia stare, Rocco. Non
cottero che volava in overing, stando fermo sul posto, a tre, vale la pena...».
quattro metri dal suolo. Ovviamente non ero agganciato e ogni In quel momento arriva la moglie di mio fratello e io la pre-
tanto l'elicottero, che perdeva un po' di quota, doveva risalire sento a Pontello. Lui assume immediatamente un'aria ramma-
di una dozzina di metri di altezza. ricata, e se ne esce così: «Oh... Ma lei ha commesso un errore
Gabriel a terra riprendeva con la telecamera gridando: «Vai terribile a sposarsi con lui. Come ha fatto? È cieca?...». E, indi-
Rocco! Più forte! Più forte!». cando me, ha alluso molto esplicitamente al fatto che mia co-
Un'altra scena che mi torna in mente è quella in cui ho ri- gnata avesse sposato il fratello sbagliato!
schiato di essere bruciato insieme alle due ragazze che faceva- Che figura! Quando l'ho sentito, sarei voluto morire di ver-
no sesso con me per l'esplosione dei fusti di benzina che servi- gogna e di rabbia. Non sapevo se cacciarlo o spaccargli la fac-
vano per la simulazione pirotecnica di un incendio. Uno stunt cia per aver messo mio fratello e sua moglie in una situazione
passava con una macchina sulla rampa sopra le nostre teste e così sgradevole. Lui è fatto così. Per non parlare di quando ab-
colpendo i fusti di benzina doveva creare una pioggia di fuoco biamo lavorato insieme come attori: se c'era una ragazza sul
su di noi. Avevamo benzina infuocata tutt'intorno, ed eravamo set, o magari due o tre, era uguale, se le prendeva tutte, e tu eri
completamente nudi, senza alcuna protezione. obbligato a masturbarti per il resto della scena. Questo Super-
La sera a cena, dopo un bicchiere di troppo, Pontello, come sex è davvero un personaggio speciale, una vera prima donna.
al suo solito non ha perso occasione di ricordarci che la scena
120 Io, Rocco Vent'anni di carriera, vent'anni di passione 121

Un'altra persona che occupa un posto rilevante nella mia come se fossi suo figlio. E il debole per me le è costato
carriera è Teresa Orlowsky, un'attrice tedesca di origine numerosi litigi con suo marito. Spesso, durante i servizi
polacca. Se esistesse un modo per clonare la perfetta pornostar, fotografici dopo le riprese, Teresa voleva che mentre la
io sicuramente clonerei lei. Teresa è una di quelle donne dalla sodomizzavo continuassi a muovermi mentre lei si masturbava
grande femminilità, estremamente sensuale, che emana e aveva orgasmi a ripetizione.
erotismo animale. Un corpo da vera femmina, e la cosa che più Suo marito, vedendola in quello stato di eccitazione, le
mi faceva impazzire di lei è che restava bagnata per ore e ore. gridava: «Teresa! Teresa! Smettila!».
Non l'ho mai vista usare un tubetto di lubrificante né davanti, Allora lei mi guardava con i suoi occhioni neri e mi
né dietro. mormorava sottovoce: «Non smettere, che sto per venire».
La scena più indimenticabile della mia vita professionale Suo marito, fuori della grazia di Dio, più di una volta ha
con Teresa fu all'inaugurazione del suo nuovo superstudio di preso la macchina fotografica e l'ha sbattuta per terra.
Hannover: era un'orgia con le star americane degli anni Quando si sono separati (ma non per colpa mia!) hanno
Ottanta. Erika Boyer, Barbara Dare, Porche Linn, Tracy creato due case di produzione distinte.
Adams, e con il grande Tom Byron. Una sera sono stato invitato a cena dal suo ex marito. C'era
La scena fu incredibilmente lunga, iniziammo le riprese il fior fiore degli attori che lui era riuscito a convincere a
verso le dieci del mattino e, ininterrottamente, andammo avanti lavorare solo per lui e non con Teresa.
fino a tarda sera. C'erano tantissimi problemi, legati Nel momento in cui sono entrato, lui si è alzato in piedi e
all'inesperienza dei tecnici sulle nuove apparecchiature, e il ha gridato davanti a tutti: «Rocco, se ti siedi a questo tavolo
marito di Teresa ci faceva ripetere la stessa scena all'infinito. significa che hai deciso di non lavorare più con Teresa. Ma se
Gli americani, incazzati neri, continuavano a chiedere scegli lei, vuol dire che non lavorerai più nel porno».
lubrificante. «Lub, please, more lub, fuck more lub.» E via via Lui mi conosceva e sapeva che non sono il tipo che lascia
cominciavano ad abbandonare il set. correre un tono così sgradevole, tuttavia mi limitai a prendere
Restammo soltanto io, Teresa e Tom. Fu una cosa definitivamente atto della sua idiozia, e me ne andai
incredibile. Lei è rimasta bagnata tutto il tempo, senza mai scegliendo, una volta per tutte, di lavorare solo con Teresa.
utilizzare una goccia di lubrificante, aveva la fica e il culo Da quel giorno lui iniziò la sua campagna contro di me,
paragonabili alle cascate del Niagara. Non diceva mai basta, io spargendo la voce che avevo l'AIDS.
e Tom continuavamo a prenderla, era una scena di doppia Nella mia carriera sono state tante le presenze significative
penetrazione, finché il marito non ci ha dato lo stop. che mi hanno fatto crescere sia dal lato umano sia da quello
Teresa, oltre alla sua provocante bellezza da mora e la sua professionale. Tra queste vorrei ricordare i registi francesi con
eleganza, era anche una donna appassionata del suo lavoro di cui ho iniziato, Michel Ricaud e Alain Paillet. Entrambi
attrice. Io la considero, secondo la mia personale visione di persone autentiche e passionali, che hanno dato tantissimo al
come dovrebbe essere la perfetta pornostar, la più grande che settore. Li ho sempre ammirati per la loro professionalità e
sia mai esistita in Europa. voglia di portare il nostro lavoro a un livello superiore. Si
Prima che lasciasse questo ambiente, avevamo un rapporto annoverano tra questo genere di persone anche i registi
di amicizia molto stretto: ero il suo attore preferito. All'epoca Giorgio Grande e Mario Bianchi, e i produttori Ugo Matera e
avevo poco più di vent'anni e dopo le riprese lei veniva a Carlo Reali: con
passarmi il sapone sotto la doccia, si prendeva cura di me
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loro ho fatto il mio debutto quando il cinema era ancora in to Apocalypse Now, utilizzando parte della stessa troupe tecni-
pellicola. ca di filippini. In seguito, c'è stata una lunga serie di film: Tar-
Ricordo con molto affetto il periodo passato accanto a Riccar- zan X, Rocky X, Torero, I magnifici 7, Il Marchese de Sade.
do Schicchi, fotografo e agente di tutte le più grandi pornostar Con Joe c'era un rapporto bellissimo.
italiane e per il quale nutro grandissima stima e ammirazione. Ricordo che mi diceva sempre: «Rocco, la differenza tra te e
Un personaggio ambiguo, divertente e alquanto imprevedibile gli altri è che con loro devo usare la camera a spalla, per movi-
come pochi ne ho conosciuti nella mia vita. mentare la scena, e con te invece uso solo lo zoom».
E Mario Salieri, regista di grande passione che ha cercato di Mi sembra ancora di vederlo seduto dietro la sua macchina
introdurre nel cinema porno un'originalità che prima non esi- da presa, con il suo sigaro. Joe era quello che si diceva un vero
steva, con i suoi primi film ambientati nella comunità napole- regista, veniva dal cinema tradizionale, aveva una grandissima
tana in stile neorealista. Purtroppo, per incompatibilità caratte- esperienza, è stato forse il più grande esperto di cinema di ge-
riale non abbiamo più lavorato insieme, ma resta comunque nere a trecentosessanta gradi conosciuto in tutto il mondo. Era
una delle persone che stimo di più in questo settore. analitico, dotato di una capacità di semplificazione che non ho
mai visto in nessun altro regista. Era decisamente il più conte-
I due registi con i quali ho avuto un feeling straordinario e che so dai produttori. Poteva tirare fuori quattro, cinque film di-
mi hanno permesso di fare i film più belli e di stare dove mi versi dallo stesso set, semplicemente giocando con le luci. Joe
trovo sono stati John Stagliano e Joe D'Amato. Con John tutto è mi ha insegnato molto. Era un vero artista. Dico "era" perché,
nato negli Stati Uniti. Dopo il successo di Buttman Ultimate purtroppo, è venuto a mancare troppo presto e con lui il cine-
Workout è iniziata una lunga serie di film che mi ha permesso ma ha perso un grande rappresentante.
di girare il mondo. Con John c'è sempre stato un rapporto di Ho un ricordo affettuoso di Alex Derenzi, Anthony Spinelli,
grande complicità fin dal primo film. Pensate, non mi ha mai Henry Pachard, John Leslie, Paul Thomas, TT Boy, John Do,
lasciato fuori da nessuna produzione fino al suo ultimo lavoro, Ron Jeremy, con i quali sono nate delle belle amicizie.
Fashionistas, per il quale ha ricevuto più di dieci Oscar negli
Stati Uniti. È sicuramente grazie a lui che ho cominciato a cre- E poi vorrei parlare degli attori con i quali ho diviso giornate
scere dal punto di vista sia professionale sia umano. Ho cono- di puro divertimento e di piacere, e per i quali nutro un
sciuto tante persone in questo settore, ma mai nessuno tanto profondo sentimento di rispetto. Roberto Malone e io abbiamo
onesto e generoso quanto lui, che mi ha sempre supportato con iniziato a lavorare nello stesso anno; è uno di quelli che hanno
la sua esperienza e con il suo consiglio, nella mia carriera di re- fatto la storia del porno italiano, un grande caratterista, io amo
gista e produttore. Lo considero uno dei miei migliori, più cari definirlo il Robert De Niro del porno. Franco Roccaforte, o più
amici. semplicemente Teo, il dolce gigante nero, è stato a lungo
l'unico attore nero professionista in Europa, adorato e
Grazie a Joe D'Amato ho avuto la gioia d'interpretare i più contemplato da tutte le più belle ragazze del porno, e non solo.
grandi ruoli storici, quelli più conosciuti al mondo. Per esem- Zenza Raggi, o meglio Karim, è senz'altro il più simpatico,
pio, il protagonista in Le avventure erotiche di Marco Polo pro- dotato di grande tecnica, sia come attore sia come amante: so-
dotto dal regista e produttore Luca Damiano, un'esperienza di no sicuro che non avrebbe alcun problema a recitare nel cine-
grandissimo impatto emotivo. Abbiamo girato negli stessi ma tradizionale, anche se avrebbe potuto avere un grande fu-
posti dove anni prima il mio mito, Marlon Brando, aveva gira- turo nel calcio!
124 Io, Rocco Vent'anni di carriera, vent'anni di passione 125

Ma l’attore che in questi ventanni è stato il mio più caro come viene. Immaginatevi un attore di cinema tradizionale, si
amico e soprattutto il mio "compagno di battaglia", con il dice che più è naturale più è bravo, eppure utilizza delle tecni-
quale ho girato in tutti i Paesi del mondo è Joe Silvera. Con lui che molto complesse per arrivare a dare quell'illusione della
ho dato sfogo a quel lato del mio carattere che solo in pochi realtà. Dal runner all'elettricista, al direttore della fotografia, al
conoscono. Ne abbiamo combinate di tutti i colori! regista, stanno tutti lì, un attore se li vede intorno. Ma c'è un
Ho conosciuto tante persone durante i miei viaggi negli Stati momento in cui devono scomparire dalla sua mente e, tuttavia,
Uniti, ma nessuno che avesse il cuore di Patty Rhodes, la mai completamente. Questo è importante dal punto di vista tec-
produttrice alla quale devo l'inizio della mia avventura ame- nico, per prendere la luce giusta, per muoversi con spostamenti
ricana. Dolce, disponibile a qualsiasi ora del giorno e della misurati, senza esagerazioni nei gesti, per stare nell'angolo giu-
notte. Lei e il suo compagno Freddy Lincoln sono i miei più sto della camera, ma anche da quello artistico, perché è il mo-
grandi amici americani. mento in cui gli attori concedono la loro intimità, la loro anima.
***
Questo genere di lavoro ti fa arrivare a una sorta di estrania-
zione dal tuo corpo e soprattutto dal tuo pene, tanto che io, a
In tutta la mia carriera ho sempre cercato di dare il piacere pri- un certo punto, ho cominciato a pensarlo dotato di vita pro-
ma ancora di riceverlo. È per questo che, se un'attrice mi chie- pria, indipendente da me e ho provato addirittura pietà per lui,
deva una scena piena di romanticismo e di carezze, la facevo viste le situazioni incresciose in cui lo mettevo.
in quel modo, se una donna mi diceva che amava il sesso mol- Altre volte mi sembrava che avesse un'anima e che mi
to forte, ero capace anche di quello per farle raggiungere il guardasse con un grande occhio al posto del glande, come a
piacere. Per riuscire a fare bene questo lavoro occorre essere dirmi: «Rocco, mi hai fregato un'altra volta, ma che cazzo mi
molteplici. Non si può avere un tipo di donna predefinito: devi fai fare, perché mi metti in queste situazioni!».
poter esprimere la stessa passione, lo stesso entusiasmo e la Non saprei bene come spiegarlo, ma nutro sinceramente un
stessa eccitazione con qualsiasi tipo di partner con la quale ti sentimento che definirei di grande stima per lui, che mi ha
trovi a lavorare, indipendentemente dalle caratteristiche fisi- supportato per tutti questi anni senza mai chiedermi di andar-
che che preferisci e dai tuoi gusti sessuali. cene in vacanza, e così è come se fossimo diventati due amici
di ventura (e, a volte, anche di sventure).
A me piaceva moltissimo passare da una scena tenera e ro-
mantica a una scena molto forte. Questa tavolozza di sfuma- Quando ci ripenso, mi rendo conto di aver avuto veramente
ture per un regista era sicuramente interessante tant'è che, di una vita incredibile. Ho girato film in tutti i Paesi dove il por-
fatto, non sono mai stato relegato a un solo ruolo. no è legale, e più di una volta anche dove non lo è. Tranne che
Accanto alla versatilità dell'attore, esistono, come ho detto, in Giappone. Lì mi è stato vietato di recitare perché avevo, mi
due stili che qualificano il cinema porno professionale: quello dicevano, un sesso troppo grande per le attrici porno giappo-
americano e quello europeo. Senz'altro entrambi mi hanno for- nesi. Quando poi ho lavorato con le asiatiche negli Stati Uniti
mato, ma poi ho preso a seguire semplicemente il mio istinto, mi sono reso conto che era un'assurdità monumentale, non ho
cercando di essere il più naturale possibile sul set per vivere e mai avuto il minimo problema. Ma il Giappone è un Paese
far vivere a pieno la scena che viene filmata. Bisogna però in- molto strano! Per esempio, mi è capitato di girare davanti a un
tendersi sul concetto di "naturale", che non vuol dire fare tutto parterre di giapponesi, a Los Angeles, perché il coproduttore
126 Io, Rocco Vent'anni di carriera, vent'anni di passione 127

del film era giapponese e aveva invitato una decina di amici Se ho deciso di concludere la carriera a quarant'anni non è stato
sul set a vedere le riprese. Hanno passato tutto il tempo seduti per ragioni di vecchiaia né per difficoltà fisiologiche, come
in fila a guardarmi fare sesso, bevendo Coca-Cola e man- qualcuno ha ipotizzato, soprattutto i media e Internet, ne ho let-
giando patatine. Vi giuro che, forse, è stata la situazione più te e sentite di cotte e di crude. Come se dopo una ventina d'an-
assurda e insolita in cui mi sia trovato! ni di onorato servizio avessi bisogno di scuse per smettere!
La cosa più difficile per un attore è trovare l'energia per po- Già qualche tempo fa avevo deciso che il 2004, in cui avrei
ter ancora eiaculare quando ha dato fondo a tutta la forza fisi- compiuto i quarant'anni, sarebbe stato il mio ultimo anno di
ca e mentale per raggiungere l'orgasmo. Una volta ero sul lavoro come attore.
punto di avere un infarto. Ho una tale passione per il mio la- A un certo punto ti trovi a un capolinea. Penso che valga per
voro che non valuto mai quanta energia un regista mi chiede. tutti, qualsiasi cosa tu faccia. Io ho sentito la necessità di uscire
In quel caso, durante una ripresa, non ho sentito - o non ho di scena, senza farmi troppe domande. Mi sono guardato in-
voluto sentire - che stavo superando i miei limiti. È stata tutta dietro, sono passati vent'anni, mi sento appagato per tutto
colpa mia: nel momento in cui venivo, ho mosso la mia part- quello che ho avuto. È stata soprattutto una decisione che ho
ner e la telecamera non ha potuto riprendere l'eiaculazione. Il preso come uomo nei confronti di mia moglie. Rosa non ha
regista mi ha dunque chiesto se fossi in grado di farlo di nuo- mai lasciato che il mio lavoro influenzasse il nostro rapporto,
vo. Erano già parecchie volte che venivo ed ero stremato, ma ed è giunto il momento che io mi dedichi a lei completamente.
ho comunque ricominciato. Mi sono masturbato spingendo La mia è stata una decisione senza stress, naturale.
sulla prostata come un pazzo e, nel momento in cui sono ve- Metto in conto che dare un taglio improvviso e netto a una
nuto, mi sono sentito mancare. Il mio corpo ha ceduto di col- vita così intensa di sesso potrebbe avere delle ripercussioni
po. Si è fermato. Mi ci è voluta una buona mezz'ora per "tor- sulle mie abitudini fisiologiche.
nare in superficie". Però il regista ha avuto tutto quello che Appena la notizia si è diffusa ho cominciato a ricevere lette-
voleva dalla giornata di lavoro. re di fan molto amichevoli da tutto il mondo, alcune davvero
Se ti costringi a fare una cosa del genere è per la considera- commoventi. In quel momento ho capito quanto i miei fan mi
zione che hai di questo mestiere, della produzione! In casi si- fossero vicini. So che ho fatto divertire più di qualche persona,
mili sottoponi il tuo corpo a una vera e propria tortura, nel ma non pensavo che da questo potessero nascere dei senti-
senso più violento del termine. Un orgasmo di fronte alla tele- menti così belli come quelli che mi avete manifestato. Non mi
camera è sempre un orgasmo angosciato. Un orgasmo nella avete fatto domande, non mi avete chiesto giustificazioni,
vita privata, invece, è dieci volte più gradevole e benefico, cal- semplicemente c'eravate.
mo e rilassante. Ed è per questa ragione che, in tutta la mia Una frase che mi sono ripetuto spesso, facendo i miei film,
carriera, non importava per quante ore e per quanti giorni fossi è: «Io mi diverto, speriamo che si diverta pure qualcuno a casa
stato sul set, appena uscito cercavo di fare sesso il più possibile così avrò la possibilità di continuare!».
in privato. Nella mia vita ho avuto anche altre passioni che gli impegni
Di una cosa sono certo però: nell'ottanta per cento dei casi ho di lavoro non mi hanno dato la possibilità di sviluppare come
provato molto piacere nel girare, per il restante venti per cento avrei voluto, ADORO VOLARE. E tutto ciò che vola. Tutto ciò che
è stata una vera e propria sofferenza, duro da vivere, sia fisica- può librarsi in aria mi affascina. Ho un debole per l'elicottero.
mente sia psicologicamente. Certo che se la percentuale fosse Appena posso, vado a pilotare. Mi diverte molto.
invertita, la mia sarebbe stata veramente una vita del cazzo! E poi le moto, specialmente quelle da fuoristrada. Così pos-
128 Io, Rocco Vent'anni ài carriera, vent'anni ài passione 129

so trovare quel tempo, che altrimenti non riuscirei a ritagliar- La storia era molto liberamente ispirata a quella di 81/2 di Fe-
mi, per stare su prati e colline. A contatto con la terra. Nel fan- derico Fellini, e io ero molto fiero d'interpretare il ruolo di
go. Amo il contatto così selvaggio con la natura. Marcello Mastroianni.
Non so cosa sta accadendo ultimamente, sicuramente inizio Il secondo giorno dovevo fare una scena con Brianna Banks,
a invecchiare perché gli ultimi due anni li ho passati tra il set e una superstar americana, che mi ha confessato, con voce molto
l'ospedale a farmi riparare le mille fratture che mi sono provo- emozionata, che aspettava quel giorno da cinque o sei anni e
cato soprattutto cadendo con la moto, la più recente proprio che questo desiderio risaliva alla sua adolescenza: mentre le sue
sul set del mio ultimo film. Forse ho voluto dare alla mia car- compagne di classe collezionavano le foto di Tom Cruise, lei ac-
riera un epilogo molto doloroso! Purtroppo non riesco a limi- cumulava le mie. E per provarmelo me le ha portate sul set!
tarmi, qualsiasi cosa faccia, e non so fino a che punto c'entri il Quando abbiamo iniziato, lei si è buttata sul mio cazzo per-
mio carattere. Sembra che, poi, l'ultimo anno sia stato il peg- ché la scena prevedeva un pompino assolutamente incredibile.
giore in quanto a sfighe. Ma è successa una catastrofe! Le si è disarticolata una ma-
scella. Non mi era mai capitato niente di simile in vita mia.
Il mio ultimo film The Emperor, prodotto da Vivid e diretto da Urlava dal dolore, poveretta. Quando ha ripreso fiato, mi ha
Paul Thomas, per esempio, è stato un concentrato di sfighe spiegato che non dovevo sentirmi in colpa. Il suo ex ragazzo
personali! Paul mi ha fatto una corte spietata per lunghi mesi e le aveva rotto la mascella con una mazza da baseball qualche
alla fine ho accettato di salutare il mio lavoro con quest'ultimo mese prima durante un litigio molto violento. Brianna, dopo
progetto. Sono a tutt'oggi convinto di aver fatto in assoluto il essere uscita dall'ospedale, è andata a trovare il suo ex fidan-
film più maledetto della mia carriera! E magari beccherò zato e mi ha detto di averlo schiacciato con la macchina contro
anche qualche Oscar! il muro, senza ucciderlo, ma rovinandogli gravemente i geni-
Il primo giorno di riprese la mia partner americana era mol- tali. Io ascoltavo, sbalordito, quella storia delirante,
to tesa perché doveva lavorare con Rocco Siffredi, quindi per Nelle scene successive, Brianna aveva molte parti dialogate
rilassarsi non aveva trovato soluzione migliore che bersi tre o ma, dopo l'incidente, non riusciva a parlare senza emettere un
quattro bicchieri di vino già alle nove del mattino. Non appe- fischio, un fastidioso sibilo che sul set stuzzicava la voglia di
na ci siamo trovati davanti alla telecamera, come da copione ridere. Eravamo tutti preoccupati perché un film in sedici mil-
lei ha cominciato a schiaffeggiarmi, ma con una forza e un vi- limetri costa molto caro e ripetere le scene troppe volte è un
gore che la sceneggiatura non prevedeva. Ho capito subito lusso parecchio costoso.
dalla sua violenza che aveva perso il controllo della situazio- Dopo questi due incidenti eravamo quasi a metà film, e ho
ne, ma non volevo fare la parte di quello che si lamenta per un deciso di approfittare del primo giorno libero per fare un po' di
paio di schiaffi ben assestati! Solo che lei continuava a pic- motocross e scaricare la tensione. Avevo bisogno di stare solo,
chiarmi sempre più forte e con una mira così precisa che ho immerso nella natura. Quando sono arrivato sulla pista da
cominciato a sentire che la palpebra mi si gonfiava tutta di un cross, ho avuto la netta sensazione che non avrei dovuto correre.
colpo rendendomi difficile tenere l'occhio aperto. Allora l'ho Ho pensato ai rischi per il film se solo mi fossi fatto male. Dun-
fermata, e sono andato in bagno. Mi sono visto allo specchio, que, ho deciso di limitarmi a spianare la pista con una ruspa, per
ero come un pugile malmenato. Il giorno successivo sono arri- due ore. Quando ho finito ero soddisfatto e molto rilassato. E so-
vato sul set con un occhio nero. no ripartito, scegliendo un percorso di strade solitamente deser-
Le riprese non erano iniziate proprio nel migliore dei modi. te. All'improvviso, dietro l'unica curva, mi spunta davanti a tut-
130 Io, Rocco Vent'anni di carriera, vent'anni di passione 131

ta velocità una vecchia auto russa, una Trabant, guidata da due Stallone) ho incassato da un ragazzo nero di oltre centotrenta
ragazzi che stavano facendo rally. Lo schianto è stato inevitabile. chili un uppercut indimenticabile che mi ha mandato KO. HO
E molto doloroso. Nel momento in cui ho scorto la macchina, in conosciuto quello che nella box si chiama "la lampadina spen-
quella frazione di millesimo di secondo, mi sono visto davanti la ta"! Eppure la scena l'avevamo ripetuta tante volte, il pro-
faccia di Paul Thomas. In quell'attimo l’unica mia preoccupazio- gramma era preciso, ma al momento del ciak quel ragazzo di
ne era il film. Mi sono rialzato subito, ho visto che potevo stare centotrenta chili ha fatto un po' di confusione. Forse, se al suo
in piedi, ero contento. Evidentemente non avevo niente di rotto. posto ci fosse stato un vero stunt, non si sarebbe verificato un
Almeno a caldo! Il tempo di arrivare a casa e la situazione si era inconveniente così. Purtroppo nei budget dei nostri film non si
notevolmente aggravata. Quando i miei muscoli si sono raffred- hanno mai soldi a sufficienza da permettere di sacrificare
dati e mi sono spogliato, ho avuto l'impressione che il mio corpo giorni di lavorazione, perciò ho dovuto accontentarmi di un
fosse finito sotto uno schiacciasassi. Mi sono rifiutato di andare po' di ghiaccio in testa per tre ore e poi ho continuato a girare
in ospedale, perché sapevo che avrei avuto i soliti problemi. per tutta la notte.
Non potevo assolutamente permettermi di non presentarmi Un'altra volta, per una scena di omicidio, è stata portata sul
sul set, soprattutto per una produzione come quella. Il giorno set una pistola che sarebbe dovuta essere a salve, garantita, e
dopo mi sono imbottito di antidolorifici e sono andato a lavo- che solo per un purissimo caso è stata provata prima della sce-
rare. Il regista ci dice le scene che avremmo girato: io avrei na. Be', quella pistola ha prodotto un foro di 22 mm su un car-
avuto tutto il periodo della vecchiaia di Rocco. "Wow!" mi so- tone. Sono rimasto impietrito!
no detto. "La fortuna è dalla mia!" Dopo una lunghissima se- Quando ho dovuto girare scene con esplosivi, è accaduto di
duta al trucco, mi sono calato nel personaggio del vecchio tutto: attori, ragazze e la gente del set hanno riportato brutte
senza il minimo sforzo. Ma mi era sfuggito che nella scena ustioni, anche abbastanza gravi.
successiva il vecchio Rocco tornava a poco a poco giovane e E di episodi come questo ce ne sono stati tantissimi in una
forte e faceva l'amore con molta foga. Lì, ho veramente vissu- carriera così lunga. In Jekyll and Hyde, Budapest, inizio anni
to l'inferno. Il ginocchio era praticamente inutilizzabile. La Novanta, sono rimasto per cinque ore sulla pavimentazione
cassa toracica mi faceva troppo male e non potevo respirare. ghiacciata di una piazza, temperatura sotto zero, con la cami-
Mi sono cosparso con un potente antidolorifico. E qui viene il cia aperta. Dovevamo fare una ripresa in morphing per la scena
bello! L'attrice che mi stava addosso a un certo punto ha spa- in cui Mister Hyde, dopo la morte, ritorna Doctor Jekyll, con
lancato gli occhi atterrita, non sentiva più tutta la parte supe- tre telecamere posizionate sul set. Allora la tecnica non era an-
riore del corpo. Credeva di avere qualche grave problema. cora così all'avanguardia, oggi si usa la computer grafica per
L'ho tranquillizzata subito, non doveva avere paura, era solo questo tipo di effetti speciali. Al termine di queste riprese non
l'effetto del potente spray antalgico. riuscivo ad alzarmi e hanno dovuto portarmi in ospedale. Là,
Quando decidi di lavorare nel porno, devi sapere che stai per sbloccare la spalla mi hanno fatto due iniezioni di cortiso-
accettando di lavorare nell'improvvisazione pura. Qui, la ne. Tuttora a causa di ciò soffro di tendinite alla spalla.
maggior parte delle volte, non esistono tutte le pianificazioni Forse la volta che ho veramente sentito il mio cuore fermar-
che trovi su un set di cinema tradizionale, così come non ci so- si è stato quando giravo una scena con due ragazze: era estate,
no tutte quelle figure professionali indispensabili per girare faceva molto caldo. Mentre afferravo la mano di una di loro,
scene un po' pericolose. Durante le riprese del film Rocco, lo tirandola verso di me, i suoi tacchi a spillo sono partiti come
stallone italiano (remake hard di Rocky, con il grande Sylvester due saponette. Lei è crollata sul pavimento e ha battuto la te-
132 Io, Rocco

sta sul marmo, ha cominciato ad avere spasmi con gli occhi Dall'altra parte della camera
rovesciati. Mentre mi chinavo su di lei "ho visto il film della
mia vita". Che paura!
Quando devi realizzare un grande film con pochi soldi sei
costretto a cercare di risparmiare al massimo su tutto, non
puoi permetterti sprechi, devi prevedere gli inconvenienti che
si possono verificare e risolverli già prima che diventino un
problema. Il denaro che hai ti serve soprattutto per curare gli
aspetti scenografici e per i mezzi tecnici di ripresa. Molto
spesso sei costretto ad assumerti, non di rado in totale inco-
scienza, responsabilità rischiose.
Su un set di cinema tradizionale puoi almeno essere coperto
da una polizza assicurativa, nel nostro settore no. Sul set non Dimenticarmi di Rocco Siffredi, l'attore hard, non è così facile,
è possibile avere garanzie di copertura, innanzitutto per le perciò in questo momento mi sto sforzando di capire come
questioni riguardanti la legittimità giuridica su cui ci siamo poter trasferire la stessa soddisfazione che trovavo nel lavoro
già soffermati e, oltre a questo, quale compagnia sarebbe di- di attore in quello di regista.
sposta ad assumersi i rischi legati alla salute, visto il nostro Questa decisione è stata il frutto di una riflessione pondera-
mestiere? ta, che mi ha portato anche a un lavoro di maggiore approfon-
Quando qualche anno fa mi è venuto in mente di assicurar- dimento su me stesso, nel quale ho dovuto analizzare e meta-
mi il "pene", io stesso sono stato scoraggiato da una serie di bolizzare la mia dipendenza dal sesso prepararmi ad affrontare
cavilli burocratici che mi ha indotto a lasciar perdere. le conseguenze di un distacco netto.
D'ora in avanti non sarò mai più il leader di un gruppo mu-
sicale, ma il direttore d'orchestra.
Quando nel '92 ho deciso di iniziare la mia carriera di regi-
sta, ho smesso per un po' di fare l'attore, per dedicarmi com-
pletamente alla preparazione della mia prima produzione.
Quello fu un periodo molto difficile, perché fino ad allora, per
anni, avevo fatto sesso sul set in media per venti, venticinque
giorni al mese, e sono passato a uno stop totale. Avevo erezio-
ni improvvise, anche senza provocazioni, durante tutto il
giorno. Dovevo masturbarmi e, spesso, andare in cerca di pro-
stitute. I primi cinque o sei mesi sono stati il periodo peggiore,
ma successivamente il mio corpo si è adattato al nuovo stile di
vita. Scopare di meno mi portava a riflettere di più!
In principio tutti gli altri attori e registi pensavano che sarei
arrivato al massimo alla fine della prima produzione e poi sa-
rei tornato a fare il mio lavoro di attore. I loro dubbi non erano
134 Io, Rocco Dall'altra parte della camera 135

del tutto infondati: non era mai accaduto prima che un attore soldi puoi comprare la carne degli attori. Ma per ottenere il lo-
europeo decidesse di passare alla regia e alla produzione. Il ro desiderio e la loro passione devi passare per la testa!
fallimento lo davano quasi per scontato. E, onestamente, all'i- Sento sempre dire che i film porno sono tutti uguali. Non è
nizio è stato tutt'altro che facile. Quando ero solo attore dove- vero. La differenza è straordinaria quando vedi due che stanno
vo limitarmi a gestire il mio lavoro, ma quando oltre a quello scopando con l'anima, il cuore e la testa.
devi preparare il resto del casting, trovare le location, creare la Mi è capitato più volte che qualche collega regista mi abbia
troupe e capire a quale progetto stai mirando, cioè che tipo di detto: «Ho visto quell'attrice nei tuoi film, era una bomba e
film vuoi fare, oltre poi a tutto il resto, la storia si complica al- l'ho presa. Ma si è rivelata una delusione totale!».
quanto. Quando realizzo un film, lo faccio sempre dando tutto me
stesso, senza lesinare né sui sacrifici né sui mezzi, perché alla
Un regista deve essere molto reattivo, per lo più lavora con fine la sola cosa che mi sta a cuore è che gli spettatori siano
persone che ha visto una volta in fotografia, e il tempo a di- soddisfatti e non delusi. Oggi posso guardarmi allo specchio
sposizione per realizzare un film nella maggior parte dei casi con serenità, perché non ho mai cercato di ingannarli. Ho
non supera i tre, quattro giorni. Tutto può sempre cambiare fi- sempre dato il meglio di me. La mia condotta professionale
no a un attimo prima, è meglio metterlo in conto e imparare fin potrebbe dunque riassumersi in: fare le cose seriamente, ma sen-
da subito che per risolvere i problemi ci vuole prontezza. za mai prendersi troppo sul serio. Cerco sempre di attorniarmi di
Anche fare l'attore diventa molto più complicato quando sei persone positive. Sui miei set ci si diverte, si ride, tento di
nel contempo il regista e il produttore. Magari fino al giorno creare un'atmosfera che renda leggero il lavoro anche se tutti
prima hai dovuto discutere di soldi con tutti, poi come regista ci impegniamo molto. Perché, alla fine, la cosa più importante
discuti con qualcuno per i suoi atteggiamenti sul set, magari è quello che è contenuto nella telecamera.
proprio con la stessa attrice che qualche minuto dopo sarà la Io faccio questo lavoro con una mentalità da artigiano, se-
tua partner in una scena di sesso. È tutto molto più complicato, guo tutto in prima persona, più di una volta ho provato a de-
bisogna entrare e uscire dai ruoli con attenta e sottile psico- legare, ma ho dovuto rimetterci le mani. È il difetto delle per-
logia. Infatti, se potessi reinventarmi un lavoro, questo sarebbe sone perfezioniste.
quello dello psicologo. Anche se non ho fatto studi teorici, ho Contrariamente a quello che pensano numerosi registi, per
maturato una grande esperienza grazie a questi vent'anni me il casting è uno dei momenti clou della produzione. Se, co-
passati sui set porno con tante persone, le più diverse, a volte me a me, ti interessa filmare dei bei momenti di sesso, prima
al limite del borderline! La psicologia in questo lavoro è tutto. devi mettere insieme gli attori giusti, è tutto lì il segreto, capi-
Sfiori l'anima della gente da troppo vicino. re a colpo d'occhio i gusti e i limiti delle persone.
Uno può pensare che basti pagare di più; sì, è vero che con Nel cinema tradizionale, ma anche nel porno, soprattutto
il dio denaro ti si aprono tutte le porte (o quasi), però perché americano, quasi sempre prima si scrive il copione e poi si scel-
una persona possa aprirti l'anima hai bisogno di cercare le gono gli attori. Io ho fatto per lo più il contrario (a parte qual-
chiavi giuste. che eccezione): ho deciso e improntato i progetti sulle qualità e
Specialmente se sei un venditore di illusioni sessuali, la sui talenti delle ragazze e dei ragazzi che incontravo, ho co-
componente psicologica ha un'influenza del cento per cento, struito i ruoli sulle loro personalità. Naturalmente, conta molto
soprattutto se è la sessualità vera che stai cercando, cioè due anche l'aspetto fisico, visto che trattiamo il desiderio, ma molte
corpi che danno sfogo a un sesso puro, senza finzione. Con i volte ho scartato ragazze bellissime perché non mi ispiravano
136 Io, Rocco Dall'altra parte della camera 137

nulla dal punto di vista creativo. Ho bisogno di parlare con lo- sia positivo, senza spiacevoli sorprese per nessuno. Rispetto le
ro, vedere il loro sguardo, indovinare i gusti, le tendenze, os- loro scelte, se non hanno voglia di fare qualcosa non le forzo
servare come si muovono. Occorre che mi si rivelino un po' mai. Invece, se vengono da me dicendomi che vorrebbero pro-
psicologicamente, che mi dicano perché sono venute al casting vare questa o quella cosa, faccio di tutto per soddisfarle. Co-
e che cosa le spinge a fare sesso davanti a una telecamera. me regista non sono impositivo, voglio che le scene nascano
Non vi nascondo che ho una sorta di rigetto per le "profes- dagli attori. E sono in grado di garantirlo solo se ho un feed-
sioniste" del porno, dallo sguardo spesso vuoto e dal sorriso di back da loro. È importante che sentano che si possono fidare
plastica, che aprono la porta e prima ancora di salutare ti di me e ancora di più lo è non tradire il sentimento di fiducia.
dicono freddamente: «My name is... e faccio: l'anale, doppio È un momento emozionante ineguagliabile quando, a lavoro
anale, pissing, questo e quell'altro!». finito, le persone se ne vanno ringraziandoti.
Mi cadono le braccia...! Ho sentito molto spesso attori lamentarsi che nei miei film
Oppure ci sono quelle che se ne stanno sedute davanti a te pri- ci sono scene troppo lunghe. In certi casi purtroppo è vero. Il
ve di espressione, con una vuota tranquillità, e dicono di sì a tut- problema è che a volte una scena diventa interessante solo do-
to, del tipo "basta che mi paghi e puoi farmi fare tutto quello che po un'ora - non dimentichiamo che spesso gli attori si sono
vuoi". Peggio ancora quelle che con l'orologio alla mano ti chie- appena presentati, e forse nemmeno salutati. Se la scena non
dono: "Quanti minuti di anale, quanti minuti di DP?" eccetera. parte, preferisco provocare il set finché non riesco a ottenere
D'altra parte quando qualcuno mi scrive o viene da me per qualcosa di vero. Sono particolarmente allergico al sesso finto.
chiedermi di diventare un attore o un'attrice, la mia prima do- Pornografico. Senza passione.
manda è sempre: «Perché vuole fare questo lavoro?». Considero questo il mio modo per essere onesto con me
Se mi rispondono che è per soldi o perché hanno bisogno di stesso e con il mio pubblico.
lavorare, cerco di far capire loro che è una scelta di cui potreb-
bero pentirsi amaramente. Questo stile di lavoro l'ho ritrovato anche sul set di Catherine
Spesso, da parte di altri colleghi, ho ricevuto pareri negativi Breillat. Il suo metodo è infatti quello di spersonalizzare l'atto-
su ragazze che mi incuriosivano molto: "È pazza" o "È rompi- re, smontarne tutte le costruzioni artificiose per riuscire a en-
coglioni" e così via. Io le incontravo lo stesso, a causa della trare nella sua anima e tirare fuori qualcosa di autentico. Da lei
mia curiosità per le personalità estreme, e quasi mai il mio in- ho imparato che per realizzare una scena magica è assoluta-
tuito mi ha deluso. mente indispensabile che gli attori offrano la loro anima, non
Sono sempre stato convinto che questo tipo di persone, an- solo al regista, ma anche al film. Se questa alchimia funziona,
che se più difficili da gestire, sono quelle in grado di darti le si può veramente sperare di ottenere immagini straordinarie.
interpretazioni più sorprendenti e coinvolgenti.
Le ragazze che preferisco sono quelle che desiderano cono- ***
scere emozioni nuove, che vogliono vivere cose che non han-
no ancora provato tranne che nei loro sogni proibiti. Ma so- In quest'ultimo anno di lavoro ho conosciuto tre attori, tre ra-
prattutto, quello che più mi eccita è sorprenderle un attimo gazzi particolarmente singolari che mi hanno permesso di
prima della consapevolezza, quando si sentono inappagate per realizzare alcuni dei film più belli degli ultimi tempi.
un desiderio che non sanno ancora di avere. Con queste attrici Mike Chapman, un ragazzo nero di New York che vive da
mi preoccupo particolarmente che il passaggio all'atto anni a Budapest facendo il deejay, ha un talento non comune,
138 Io, Rocco Dall'altra-parte della camera 139

la pura arte dell'improvvisazione è dentro di lui. Ha interpre- scena e l'altra, è venuta da me e mi ha chiesto come mai nei
tato tutti i miei ultimi film da protagonista, facendomi diverti- miei film ci fossero così tante scene di gang bang (cioè scene di
re ed emozionandomi. più uomini con una donna).
Se volete avere un'immagine più precisa di Mike, pensate a Il motivo è semplice, le dico, ricevo tantissime richieste dai
Eddie Murphy! fan che vogliono recitare nei miei film. Siccome sono tanti e
non professionisti, ne prendo venti, trenta per volta. Allora
Omar Galanti è un ragazzo italiano di Vercelli che ha un cuore Laetitia, con gli occhi che le brillavano, mi ha risposto che lei
più grande del suo uccello (per altro di dimensioni considere- non l'aveva mai fatta una gang bang, ma che le sarebbe piaciu-
voli!), una grande generosità e un umorismo incredibile. Gra- to moltissimo provare.
zie a lui e a Mike ho cambiato la mia idea sull'ironia nel porno: Sono come un bambino: mi elettrizzo tutto quando i deside-
con le loro performance mi hanno convinto che a volte ridere ri e la possibilità di realizzarli si incontrano. Trovo che nella
durante il sesso può anche essere divertente. Una cosa che non sincronicità ci sia una magia eccitante.
avevo mai preso in considerazione prima. Me la sono vista, ho immaginato le scene che avrebbe gira-
to, lo avrebbe fatto non per soldi, ma per il desiderio di farlo, e
Jazz Duro, un simpatico italo-irlandese, è un attore di grande la sua emozione si sarebbe trasmessa immediatamente agli
professionalità. Innanzitutto, un amico sincero e fedele, doti spettatori. Capite perché detesto i pornostar che hanno di-
rarissime in questo ambiente. Jazz mi segue un po' dappertutto menticato che in questo lavoro per trasmettere il piacere biso-
in giro per il mondo. gna innanzitutto provarlo?
Ho scritto il film per Laetitia, tutte le scene erano basate su
Quanto all'equipe tecnica, è formata dal mio grande amico gang bang faraoniche. Una era ambientata in una sala da boxe,
Daniele, segretario di produzione, da Massimo, il mio monta- in cui lei era circondata da una cinquantina di bianchi, un'altra
tore, e da Angelo, musicista di tutti i miei film. Amicizie nate e in un antico rudere con altri bianchi e tanti neri, e poi oltre
consolidate in più di dieci anni. È un team supercollaudato, cento ragazzi per le strade e nei parchi, tutti membri del mio
siamo molto affiatati, ed è grazie alla loro professionalità che i fan club. Finito di girare lei era ancora sotto adrenalina.
miei film sono sempre risultati vincenti. Non hanno mai man- Le ho detto: «Allora com'è stato? Certo, non è che fossero
cato di dimostrarmi la loro stima e con la loro presenza hanno tutti belli, c'era di tutto, alti, bassi, brutti, belli, con cazzi gros-
rappresentato un valido supporto per la mia crescita profes- si e piccoli».
sionale e artistica. Lei mi ha risposto: «Hai ragione, ma quando sei in ginoc-
chio sono tutti belli!».
A proposito di attrici, invece, vorrei parlarvi di Mai dire mai a Effettivamente, non faccio alcuna discriminazione, né per
Rocco, che è una delle produzioni che preferisco perché la trama l'aspetto fisico, né per le dimensioni del pene, quando selezio-
mi riguarda molto da vicino; parla di tutto quello che mi piace no i miei attori. Credo che chiunque debba avere il diritto di
fare, ovvero aprire le porte della sessualità alla mia partner. È realizzare il suo sogno.
considerato dai miei fan, e io sono d'accordo, il mio film più
bello. Ho fatto anche un film soltanto con attrici amatoriali, Rocco, ti
Sul set del Marchese de Sade avevo incontrato una giovane presento mia moglie. È stato divertente, sono partito da solo con
attrice, Laetitia, una ragazza svizzera di diciotto anni. Tra una la telecamera e la mia jeep e ho percorso tutta l'Italia, dal
140 Io, Rocco

Nord al Sud, per andare a girare le scene. Avevo pubblicato Gabriele, il mio alter ego
un annuncio sulle riviste specialistiche per incontri amatoriali
e su trecento risposte ne avevo selezionate una cinquantina.
Avevo scelto anche ragazze semplici, non di una bellezza per-
fetta, ma con un fascino verace. Mi sono incontrato con una
dozzina di coppie e ho chiesto loro di fare solo quello che vo-
levano. Potevo essere attivo con loro, o semplicemente regista.
Gli uomini potevano tenere la telecamera mentre io facevo
sesso con le loro donne, tutto era assolutamente libero. Devo
dire che questo film è stata un'esperienza incredibile.

Sono sempre stato attratto dalla gente un po' fuori dagli sche-
mi, ma credo che mio cugino Gabriele sia in assoluto la perso-
na più speciale con la quale ho condiviso le passioni e le emo-
zioni di questi ultimi dieci anni.
Gabriele è il mio alter ego professionale e il mio più grande
amico. Da giovanissimo si è distinto dagli altri membri della
famiglia per il suo carattere bisbetico e imprevedibile. All'epo-
ca, lui si occupava di magia nera. Ricordo che conduceva per-
fino un programma televisivo in cui parlava di esoterismo e
religioni. Gabriele, di due anni più grande di me, era conside-
rato la pecora nera della famiglia per i suoi modi di fare sem-
pre al limite del concepibile. Sin da quando era bambino era
diverso da tutti, pieno di iniziative geniali. Ricordo quel gior-
no che mi chiamò tutto eccitato perché aveva inventato una
soluzione per sintetizzare un composto chimico, ma qualcosa
non funzionò come doveva, ci fu un'esplosione e si bruciò il
naso e una mano.

Dopo un'infanzia divertente le nostre vite si sono separate e per


circa dieci anni non ci siamo più visti. Sapevo che si era fatto
una famiglia, viveva a Milano e lavorava in banca. Lo scon-
quasso che avevo portato in famiglia, appena tutti avevano sa-
puto del mio nuovo lavoro, aveva raggiunto anche lui. Gabriele
mi telefonò quasi subito, per chiedermi di incontrarci immedia-
142 Io, Rocco Gabriele, il mio alter ego 143

tamente da lui a Milano. Era affascinato, sorpreso, elettrizzato. ma gli sarebbe piaciuto tornare nell'ambiente, magari stando
Lui mi conosceva come un ragazzino timido, abbastanza intro- dietro le quinte. Era stanco di fotografare morte e distruzione.
verso, e tutto avrebbe potuto immaginare di me tranne una co- Io ero contento di ricominciare a lavorare insieme a lui. E que-
sa del genere! Mi confidò senza indugio che la vita che io avevo sto rapporto non si è più interrotto. Gabriele ha ricoperto tanti
scelto era sempre stata anche il suo sogno. Era sbalordito, non ruoli in questi anni, è stato fotografo di scena, assistente, sce-
ne avevamo mai parlato. neggiatore e regista. La cosa fantastica è che io e mio cugino è
Siamo rimasti insieme una settimana, a Milano, e tutti i gior- come se fossimo un'unica persona, abbiamo lo stesso modo di
ni mi diceva: «Lascio il mio lavoro in banca e parto con te». vedere le cose, sia dal punto di vista tecnico-cinematografico
Io cercavo di dissuaderlo, perché sapevo quanta fatica gli sia, soprattutto, dal punto di vista della ricerca e dello stile del-
era costato quel lavoro, ma anche per evitare il linciaggio defi- l'immagine sessuale. Siamo così complementari che molto
nitivo del resto della famiglia. spesso uno compensa la stanchezza dell'altro. Insieme abbia-
mo realizzato più di cento film.
Gabriele possedeva in realtà tutto quello che un uomo può de- Ovviamente, come tutte le coppie, discutiamo e a volte liti-
siderare. Tutto, tranne l'essenziale: la sensazione di vivere la ghiamo, principalmente perché abbiamo lo stesso tempera-
vita con intensità. mento mediterraneo, ma sono sempre litigi che così come ini-
L'universo della pornografia gli era sembrato l'occasione ziano finiscono.
deale per questo. Ha così insistito, ha parlato con tanta pas- Quando mi capita di perdere le staffe, a torto o a ragione,
sione della possibilità di una nuova vita che, alla fine, ho ce- per esempio, e gli urlo di lasciare il set, mi risponde sempre:
duto e ho accettato di portarlo con me a Parigi. «Siamo sulla stessa barca, Rocco, riportiamola in porto. Poi
Purtroppo Gabriele ha un temperamento troppo emotivo per decidiamo».
essere un attore porno affidabile sul set. Attraverso di me, ha Ma una volta in porto, come vecchi marinai, andiamo al bar
avuto la possibilità di tentare più volte, con produzioni e film a berci un bicchiere insieme, prima di ripartire per una nuova
differenti, tuttavia era sempre più difficile per lui, e io mi avventura.
sentivo in colpa. A Milano aveva lasciato la stabilità e ogni si-
curezza, i ricordi e tutti i suoi affetti. È capitato spesso che Gabriele si sia preso delle grane che si-
Ha cominciato a essere sempre più sconfortato, confuso, curamente sarebbero spettate a me. Così facendo si è attirato
deluso. Io cercavo di spiegargli che non era un lavoro facile anche le antipatie di molte persone che lavoravano sui miei
quello dell'attore porno e che la sua reazione era del tutto set. In alcuni film complicati, come per esempio Ass Collector,
normale. in cui abbiamo lavorato per trenta, quaranta ore di fila senza
E un giorno è semplicemente scomparso dalla circolazione. interruzione, gli attori se la prendevano con lui perché non
Via, sparito, non se n'è saputo più nulla. Ho telefonato dapper- avevano il coraggio di venire a lamentarsi da me.
tutto, sia in Francia sia in Italia, ma nessuno l'aveva visto. Tre Gabriele crede in quello che fa e vuole che tutti diano il
anni dopo, improvvisamente, si rifa vivo. Era diventato fotore- massimo, così come ha sempre fatto lui in tutte le nostre pro-
porter di guerra. Era stato in Afghanistan, in Kashmir e in altri duzioni. L'ho visto anche con la lingua a penzoloni per la
Paesi mediorientali. Ci siamo rivisti e mi ha spiegato che si era stanchezza!
preso tutto quel tempo per cercare di trovare un senso alla sua
vita. Si era convinto che non era tagliato per fare l'attore hard,
144 Io, Rocco

Tutti i fan che hanno amato i miei film devono sapere che Rocco e i fantasmi
sono sempre stati frutto della fusione di due persone, Rocco e
Gabriele.
John Stagliano dice che noi due siamo uno dei migliori team
al mondo. Non so se questo sia vero, ma tra noi esistono una
complementarità e una complicità sorprendenti. In altre paro-
le, parliamo la stessa lingua: quella della passione.

Questa storia prima d'ora l'avevo raccontata solo a mia mo-


glie. Da piccolo facevo un sogno pazzesco: sto guidando
un'auto, nonostante l'età, e ho un incidente, devo morire ma
mi si materializza davanti una strana figura che mi dice che
può aiutarmi a dimenticare tutta questa brutta avventura, che
mi farà restare vivo se vorrò diventare suo amico. Dipende so-
lo da me. Sono bloccato dentro il sogno, non posso parlare e
lui continua a ripetermi sempre la stessa domanda finché,
sforzandomi, non riesco a dirgli sì.

Sono stato atterrito da questa figura per moltissimi anni, ha


continuato a ritornare nei miei sogni, anche se non era un incu-
bo ricorrente. Ogni volta lui si presentava chiedendomi di con-
fermargli la mia fiducia e promettendomi felicità, ricchezza e
benessere. Io, bambino, combattevo contro l'idea di essere suo
amico, non volevo un amico così brutto e cattivo. Questo scono-
sciuto è tornato nei miei sogni fino a poco tempo fa, ma io l'ho
respinto con tutte le mie forze e con tutta l'anima, gridandogli
che mai, assolutamente mai, sarei passato dalla sua parte.
Negli anni questo sogno, non so perché, aveva consolidato in
me la certezza che sarei morto entro i quarant'anni. Quando ho
conosciuto Rosa ho sentito il dovere morale di avvertirla che
avrebbe potuto capitarmi una disgrazia. Lei non ci fece caso!

Sei mesi prima di compiere i quarant'anni ho cominciato a


146 Io, Rocco

preoccuparmi di cosa avrebbe fatto la mia famiglia senza di CINEMA e cinema


me. Ho assillato fino allo sfinimento mia moglie su come
avrebbe dovuto organizzarsi dopo la mia morte. Ma Rosa mi
prendeva in giro.
Ho tentato di interpretare questa figura da adulto, sulla
scorta delle spiegazioni che sia l’immaginario religioso, sia
quello psicanalitico possono offrire. L'immagine di quest'uo-
mo, in questo sogno, mi fa paura ancora oggi.

In tutti questi anni davanti all'obiettivo mi sono spesso chiesto


in cosa il cinema tradizionale e il cinema pornografico fossero
diversi.
Circa una decina di anni fa, ricevetti una telefonata da una
regista francese, che non mi disse immediatamente il suo no-
me, ma mi chiese se fossi interessato a fare una parte nel film
che avrebbe voluto realizzare se fosse riuscita a trovare i soldi.
Dopo questa telefonata non l'ho più sentita. Più di cinque anni
fa ricevo un'altra telefonata dalla stessa regista e mi fa di
nuovo la stessa domanda, ma questa volta il film è pronto a
partire. Le ho chiesto di inviarmi il copione anche se, lo am-
metto, ero titubante. Due giorni dopo, invece, ho ricevuto a
casa la sceneggiatura del film.
Quella regista è Catherine Breillat e il film era Romance.
Attraverso di lei, e attraverso l'esperienza che lei mi ha mes-
so in condizione di fare, ho avuto finalmente l'opportunità di
cominciare a capire.
Ho discusso spesso, negli anni, questo tema con i registi di
cinema tradizionale che incontravo. Per alcuni di loro il porno
è un genere come un altro e, per altri, invece, la sola idea di
paragonare i due filoni pareva offenderli.
Quando ho chiesto a Catherine per quale motivo aveva
scelto me e cosa la rendeva sicura che sarei riuscito a soddi-
sfarla, lei mi ha dato una risposta che mi ha lasciato senza pa-
role: «Sono sicura che sei un bravo attore, è vero che ti ho visto
148 Io, Rocco CINEMA e cinema 149

solo fare sesso, però quando lo fai ci metti tutto te stesso. E a re un vasto pubblico, esattamente come gli attori di cinema
me importa solo che un attore sia disposto a darmi l’anima, tradizionale quando mettono in gioco i loro sentimenti e le lo-
tutto il resto, poi, lo faccio io». ro emozioni nel compimento delle esigenze di sceneggiatura.
Dopo Romance, un'altra esperienza in Italia, Amore estremo
di Maria Martinelli, e poi, di nuovo con Catherine Breillat, Dopo tanti anni ho imparato a riconoscere immediatamente la
Anatomie de l'enfer. natura di una donna, e che, talvolta, l'abito può fare il mona-
Ho dedotto che il bello di essere attore non sta tanto nelle co! Ho avuto a che fare con ragazze che non erano mai state
soddisfazioni economiche o nella celebrità, bensì consiste pro- davanti a una telecamera e perciò erano intimidite: è bastato
prio in quella particolare fortuna che hai di interpretare ruoli truccarle e metterle davanti a uno specchio, con un abito che
che nella vita di tutti i giorni non potresti impersonare e, in esaltava il loro corpo, insomma trasformare il loro look, e im-
questo modo, di far uscire sfumature di personalità che sostan- mediatamente tutte le loro inibizioni sono saltate.
zialmente non ti appartengono ma che, in qualche modo, hai E posso assicurarvi che ciò funziona anche nella vita privata.
dentro di te, nascoste nel magma della complessità interiore. Per esempio, provate a vestire la vostra donna con accessori fe-
In Anatomie de l'enfer il mio impegno di attore è durato circa tish, regalatele scarpe alla Betty Page, e vedrete che trasforma-
un mese. Immaginatevi uno di quei film le cui riprese durano zione! Vi chiederà quello che non vi ha mai chiesto prima e, al
sei o sette mesi e anche oltre: trovo che sia straordinario vivere tempo stesso, la metamorfosi le darà il coraggio di farlo.
per un tempo così lungo dentro la vita e la personalità di qual-
cun altro, è un regalo concesso a pochi fortunati, gli attori do- Nel film Anatomie de l'enfer io interpretavo il ruolo di un omo-
vrebbero mantenere sempre viva questa emozione nella loro sessuale, fragile e disperato. Era una cosa assolutamente inim-
carriera, e non abituarcisi come se fosse qualcosa di scontato. maginabile per me! Non volevo dare un'interpretazione che
Una persona comune, come un cameriere in un bar, un auti- fosse una caricatura formale. Ho attinto al ricordo del mio ca-
sta di taxi, un professore o un muratore, dopo il lavoro, può ave- ro amico Franco, mi ha aiutato molto nella ricerca di un inti-
re un hobby o una passione per il football, per gli scacchi o per mismo omosessuale profondo. Per diverse settimane ho do-
la musica, ma non sono nulla rispetto a tutte le emozioni che po- vuto ospitare dentro di me un'altra persona. Alla fine delle
trebbe vivere. Un attore, invece, può essere tutto. E chiunque. riprese mia moglie mi ha trovato molto turbato. Non credo
Può provare qualsiasi cosa. Non lo trovate straordinario? che fosse una sua esagerazione, credo che avesse ragione.
È eccezionale, esattamente come lo è per noi attori hard. Il Quando si interpreta profondamente un ruolo, non te lo togli
set ci dà la possibilità di sperimentare una gamma così vasta di dosso solo perché hai finito di girare le scene che stavano
di combinazioni sessuali, mille fantasie, di fare sesso nei modi sul piano di lavorazione della giornata. Per me è stata un'e-
più diversi, con tantissime partner bellissime, che non sarebbe sperienza molto importante e non mi sono certo risparmiato.
possibile vivere in dieci vite da uomo comune. Ho vissuto con il mio personaggio, ho dormito con lui, ho
mangiato con lui, ho riflettuto con lui. Dopo il film ho avuto
Più di una volta mi sono sentito dire che il nostro lavoro di at- bisogno di un po' di tempo prima di dimenticarmelo comple-
tori hard ha più a che fare con la prostituzione che con la reci- tamente.
tazione perché siamo pagati per fare sesso. Quest'affermazio- Tuttavia, sono convinto che raramente un attore di film por-
ne perde di vista che su un set porno i protagonisti vengono nografici possa anche essere un attore capace di recitare nel ci-
pagati per esibire un rapporto sessuale destinato a raggiunge- nema tradizionale, e viceversa. I metodi, i tempi di ripresa e
150 Io, Rocco CINEMA e cinema 151

soprattutto la preparazione sono completamente diversi. Un nato. Erano tutti lì in silenzio e concentrati. È stato in quel preci-
attore di film tradizionali non si ritroverebbe nell'ambiente so istante che mi sono reso conto che una delle più grandi diffe-
dell'hard per via dei nostri ritmi, non avrebbe a disposizione renze tra il cinema pornografico e quello tradizionale è il rispet-
tutte quelle voci che nel nostro settore non esistono per ragio- to che si ha dell'attore. Il momento prima che la macchina da
ni di budget e di tempo. Nessun set di film hard potrebbe di- presa iniziasse a filmare, ho sentito scendere un vero e proprio
lungarsi tre giorni su una scena di sesso, come è stato fatto in- silenzio sul set, dov'erano finite quelle venti persone che stava-
vece in Romance. no lì fino a un momento fa? Dal capo operatore al direttore del-
Avevo molti dubbi, era un'esperienza completamente di- le luci, ai tecnici di ogni reparto, erano tutti immobili, e se si
versa. "Sarò sufficientemente convincente?" mi domandavo. muovevano non te ne accorgevi, tutti lì per realizzare il film nel
Anche se la maggior parte delle critiche sulla mia prestazione migliore dei modi. Questa è stata la prima grande e bella emo-
al cinema tradizionale era positiva, so che non sono la nuova zione che ho avuto da quel set.
star. Per intraprendere questa carriera dovrei reimpostare tutta Mi torna in mente a questo proposito un vecchio film in cui
la mia vita e, per come l'ho strutturata, non potrei permet- interpretavo il ruolo di Dracula.
termelo. Dovevo apparire nella luce con un gran mantello e dire con
voce impostata: «Dracula, io sono Dracula...», spaventando le
Dopo Romance, la Breillat ha annunciato sul quotidiano "Le coppiette.
Monde", e non soltanto per ribadire la stima nei miei confron- Come da sceneggiatura, gli uomini sarebbero dovuti scap-
ti, ma credo soprattutto per il piacere della provocazione, che pare e lasciarmi le loro donne. Io, calatissimo nel ruolo, mi av-
sono il miglior attore europeo, indignando il ceto perbenista vicinavo, Dracula sarebbe stato orgoglioso di me, ma degli al-
francese. Mi sono immaginato subito la faccia di tutti quegli tri attori non ce n'era uno che recitasse la propria parte come
attori che hanno passato anni e anni a studiare recitazione nel- da copione.
le accademie di arte drammatica! Jean-Pierre Armand mi ha detto scherzando: «Rocco, non
esagerare! Non sono pronto...».
Lavorando sui set di questi film, ho dovuto constatare che in Un altro mi ha letteralmente mandato a quel paese: «Cazzo,
molti Paesi europei i pregiudizi, le riserve e gli atteggiamenti Rocco! Dai, non farmi incazzare!».
preconcetti nei confronti degli attori del porno sono ancora Sembrava che fosse una cosa seria solo per me. Allora mi
molto forti. Gli attori di cinema tradizionale si sentono offesi a sono avvicinato a Max, il regista, e pure lui si stava divertendo
dover condividere lo stesso set con un attore hard. come un pazzo, il produttore accanto a lui rideva più di tutti!
Quando Catherine mi ha spiegato che in Romance avevo Io ero veramente arrabbiato. Ora, quando ci ripenso, rido an-
una scena di sesso con Caroline Ducey e che la produzione ch'io.
aveva previsto tre giorni per realizzarla, mi sono detto: «Cosa?
Tre giorni per una scena?». All'inizio, però, è molto deludente vedere che perfino per gli
Immaginavo scene molto classiche, niente di eccezionale stessi professionisti del settore non ha la benché minima im-
per uno come me, abituato a scene di sesso ben più complesse. portanza ciò che si sta recitando. Dopo un po' non fai più caso
«Avranno voglia di buttare soldi!» Questa, in tutta sincerità, è nemmeno ai commenti di tecnici, macchinisti e di tutti coloro
stata la mia reazione. che lavorano nell'hard. Più di una volta, durante rapporti anali,
Il primo giorno di riprese sono rimasto veramente impressio- i registi mi diceva-
152 Io, Rocco CINEMA e cinema 153

no da dietro cose del tipo: «Rocco, guarda un po' che ha man- so. Non sapevo più cosa inventarmi! Ho cercato un appiglio
giato ieri sera!». Benvenuti nel club dei poeti! con lo sguardo in giro per il set. Mi sono accorto della microfo-
nista, era una ragazza, ho cominciato a guardarla, ma lei si è
Dopo alcuni ciak, mi sono reso conto che la Breillat non aveva imbarazzata e ha preso a girare gli occhi per aria. Cominciavo
chiamato un attore porno solo perché fosse in grado di penetra- a sentirmi seriamente a disagio. Tutti mi guardavano. Me ne
re Caroline e di fare sesso con lei davanti all'obiettivo. Catherine stavo col cazzo di fuori davanti a una troupe di venti persone,
Breillat pretendeva che io mi sentissi veramente nella pelle del come uno che è stato trovato con il coltello in mano ma l'aveva
personaggio, che provassi le sue emozioni, i suoi dubbi, le sue solo raccolto! Ho provato a sfiorare un piede dell'attrice, e lei
angosce, prima di recitare la mia parte. Questa scena di sesso, ha avuto la prima reazione, ma solo per ricordarmi che lei sta-
che io avevo preso alla leggera, è stata la scena più diffìcile e, va facendo il suo lavoro e io il mio. E che non dovevo più toc-
psicologicamente, la più dolorosa che abbia girato in tutta la mia carla. Per la prima volta, in vent'anni, davanti a una telecame-
carriera. Avere un grande pene e un'erezione a comando qui ra mi sono sentito perso! Mi sono sentito l'uomo più solo al
non bastava, assolutamente no! mondo. Ho chiesto a Catherine se potevo allontanarmi e star-
A differenza di un set pornografico, qui era tutto più asetti- mene un po' per conto mio, con me stesso, avevo bisogno di ri-
co, la situazione non era molto eccitante. La ragazza stava trovarmi.
sdraiata davanti a me, nuda, e il suo atteggiamento era alquanto Ero arrabbiato, ho aperto il camerino con un calcio, urlando:
pudico, distante. In questo senso di sospensione rarefatta, ho «Ma non ci credo, mi hanno chiamato per fare un film normale
cercato comunque di adeguarmi. Catherine continuava a e poi mi fanno stare per sei ore a cazzo duro davanti a una
bloccare la scena, una volta perché l'attrice aveva la voce spez- sbronza malefica!».
zata per l'ansia di quello che sarebbe dovuto succedere, un'al- Quello che stava accadendo era davvero irreale.
tra volta perché mi trovava troppo in anticipo o non allineato Catherine, un attimo dopo, mi ha raggiunto in camerino,
alle battute. Lei aveva bisogno di un unico piano-sequenza, ansimante, e, abbracciandomi, mi ha detto: «Ci siamo Rocco...
non voleva dover inserire tagli. Ogni volta si ricominciava Ce l'abbiamo, ce l'abbiamo, ce l'abbiamo... La facciamo... Ce
dunque daccapo. Tra un ciak e l'altro, dalle nove di sera d'ini- l'abbiamo fatta...».
zio scena erano circa le tre del mattino successivo! Avevo scar- «Ce l'abbiamo cosa?»
tato almeno trenta preservativi. L'attrice non voleva stabilire «Tu. Lei... Ricominciamo. Vedrai, sarà magico...»
un feeling con me. Non mi guardava, era rigida, se ne stava «Ma di cosa parli? Magico un cazzo! Mi è scomparso e tu lo
davanti a me intenta a restare fredda. Cercavo i suoi occhi, e lei trovi magico? È questa la tua magia?»
me li scansava, non aveva un'espressione per me, niente. Fino «Rocco...»
ad allora avevo fatto appello a tutta la mia esperienza, ma ini- «No! Sono sei ore che sto in erezione aspettando questa stron-
ziava a essere estremamente difficile continuare a restare con il za e lei non mi degna neanche di uno sguardo. Anzi, non l'hai
cazzo in erezione davanti a lei. Avevo modificato il mio ap- vista?, mi guarda disgustata! Ma chi cazzo si crede di essere?»
proccio decine di volte, focalizzando l'attenzione sulle parti Allora Catherine mi ha stretto a lei e mi ha sussurrato: «Ti
del suo corpo, piedi, mani, capezzoli, pube, la smontavo con dico che è magnifico. Fidati. Lei ora piange. È il momento».
l'immaginazione dandole delle identità a mio piacimento. È «Se vuoi andiamo, ma il mio cazzo è morto.»
una tecnica che nel porno può aiutarti, ma qui era molto diver- Sono tornato sul set, fregandomene, consapevole che non era
il mio ambiente. Ma, per la prima volta, Caroline mi ha guarda-
154 Io, Rocco CINEMA e cinema 155

to dritto negli occhi, ho visto che davvero era cambiato qualco- Lei, senza nemmeno presentarsi, ha detto subito: «Ah, sei tu
sa. Ed è bastato che la sua mano mi sfiorasse i testicoli e il mio Rocco... Io sono la protagonista del film. Non dimenticarti che
sesso era duro come non era mai stato fino ad allora quella sera. ho una controfigura e di tenere il tuo cazzo almeno a tre metri
È stata lei stessa a infilarmi il preservativo. La sua voce era di- da me!».
versa. In una sola ripresa abbiamo fatto l'amore e sono venuto Non potevo credere a quello che stavo sentendo!
nei tempi che la regista avrebbe voluto. Come per telepatia. Le ho risposto: «Aspetti, ricominciamo con le presentazioni.
Aspettavo che desse lo stop alla scena. Ma non accadeva nulla. Io sono Rocco, sono una scimmia e ho un cervello minuscolo.
Intorno c'era solo un grande silenzio. Ho percepito un brusio. Il Lei chi è?».
direttore della fotografia ha dato lo stop. E mi sono accorto che A quel punto ha fatto una risatina da ochetta e io ho creduto
la Breillat se ne stava in un angolo, si era coperta la testa con un che si fosse resa conto di aver esagerato, e per gentilezza ho
velo nero. Mi ha spiegato dopo che si era ritirata dalla magia di cercato di toglierla dall'imbarazzo in cui lei stessa si era cac-
quella scena e che secondo lei quel momento sarebbe dovuto ciata, ma lei mi ha interrotto e, come se credesse di parlare con
essere solo per noi. qualcuno che aveva sempre vissuto in una riserva sperduta, ai
confini del pianeta, mi ha detto: «Sai, Rocco, io sono una vera
Non per vantarmi, ma sarei curioso di sapere come ne sarebbe attrice. Ho appena finito di girare con Gwyneth Paltrow. Capi-
venuto fuori un attore di cinema tradizionale, uno che non sia sci? Un'attrice. Attrice come quelle di Hollywood. Hollywood,
Marlon Brando o Gerard Depardieu, naturalmente! Perché, se capisci?».
perfino io che sono abituato a stare completamente nudo da- Avevo capito. Stavo capendo tutto benissimo. Non sarebbe
vanti alla telecamera, in una situazione decontestualizzata stato semplice farsi accettare dal mondo del cinema. Non mi sa-
com'era quella, davanti a una troupe di cinema tradizionale, ho rebbe bastato interpretare bene il ruolo, dovevo anche soppor-
avuto una difficoltà così palese, immaginatevi uno che è tare il disprezzo degli attori. Sin dall'inizio mi ha classificato
abituato a recitare vestito! Con la sua dignità al sicuro dentro una sottospecie di attore. Né più né meno. Sono strasicuro che
le sue mutande. se al mio posto ci fosse stato, che so, Vincent Cassel, per esem-
È grazie all'infinita gamma di emozioni che ho dovuto af- pio, si sarebbe aperta in tutti i sensi, e non avrebbe gradito esse-
frontare e metabolizzare durante questa esperienza che ho po- re sostituita dalla controfigura. Succhiare l'uccello a Vincent
tuto sopportare altri tipi di conflitti e problemi del genere nei Cassel sarebbe stato sicuramente artistico!
film successivi, sia in Anatomie de l'enfer, sempre della Breillat, Se la mia presenza la imbarazzava a tal punto avrebbe do-
sia in Amore estremo, girato in Italia con Maria Martinelli. vuto rifiutare quel ruolo. Le rimprovero l'incoerenza con cui
Comunque, se essere una brava attrice, per quello che posso ha accettato il lavoro, senza alcuna correttezza nei suoi stessi
aver capito, significa dare il massimo del coinvolgimento confronti, nei miei, in quelli di Catherine e del film. Ogni gior-
emotivo, dei propri sentimenti alla scena e al personaggio, al- no mi faceva la parte, con quei suoi sorrisetti sdolcinati, in
lora io devo essere stato davvero sfortunato, perché nessuna realtà avrebbe voluto vomitarmi addosso. Ha fatto di tutto per
delle mie partner in questi film mi ha mai concesso nulla! mettermi in difficoltà. E il fondo l'ha toccato quando, durante
Il primo giorno di riprese di Anatomie de l'enfer ricordo che una scena particolarmente difficile in cui io non dovevo
l'attrice è arrivata sul set cercando e chiedendo in giro chi fos- piangere, bensì trattenermi sull'orlo delle lacrime, ha delibe-
se Rocco Siffredi. L'ho sentita, mi sono fatto riconoscere e l'ho ratamente recitato male per farmi rigirare quella stessa scena
salutata. ben otto volte di seguito.
156 Io, Rocco CINEMA e cinema 157

Alla fine è venuta a dirmi: «Ma come hai fatto? Cosa hai assume la responsabilità delle proprie scelte. Ha una grande
preso per recuperare quello stato emotivo ogni volta?». personalità, coraggio da vendere e se ne sbatte altamente delle
E io mi sono sentito un seminarista. «Che intendi?» critiche, lei è una donna che va oltre ogni regolamento. Non si
Lei mi ha portato nel suo camerino, ha aperto la pochette e limita mai a fare un cinema standardizzato e prefabbricato.
mi ha mostrato un portapillole. «Noi attori prendiamo delle
pillole. Per piangere, per essere depressi, per essere felici, per
essere un po' fuori di testa e così via. Insomma, per tutto, per
entrare e uscire nei diversi stati emotivi. Che credi? Se doves-
simo davvero fare sul serio ogni volta, impazziremmo!»
E lo diceva come se fosse la portavoce ufficiale del cinema
tradizionale. Come se un attore hard dicesse che senza le pil-
lole e le iniezioni sarebbe impossibile avere un'erezione!
Le menzogne sono le stesse e le tecniche sono molto simili.
Sei solo tu che scegli il livello a cui vuoi fare il tuo mestiere.
***

Catherine ha un'intelligenza sbalorditiva, la sua capacità di


mettere a nudo la personalità della gente è affascinante. È an-
che grazie a questo dono che riesce a tirar fuori il talento dagli
attori che dirige. So che tantissime persone, e in particolare
molti giornalisti, la dipingono come una strega, dicono di lei
che sia troppo dura con gli attori. In realtà quando inizia il suo
film ha già davanti la visione completa di cosa vuole realizza-
re. E la sua carica di passione è tale che, se gli attori non sono
pronti ad aprirsi a lei, tutta la sua energia si scontra in modo
distruttivo con la loro rigidità.
Catherine è una grande artista, con una sensibilità unica. È
vero che i suoi metodi di lavoro sono pesanti, ma credo che
salire i gradini di una crescita, sia nella vita personale sia in
quella professionale, sia sempre uno sforzo doloroso.
In Anatomie de l'enfer posso dire di aver visto quell'attrice
soffrire come poche altre donne nella mia vita. Ci sono stati
molti momenti in cui mi ha fatto pena. A volte non capivo se
la guardavo da dietro o da davanti la telecamera, il confine mi
appariva confuso. Ma, nonostante tutta la sua contrarietà verso
il metodo di Catherine, sono sicuro che, quando ha visto il
risultato alla proiezione, ha dovuto ammetterne il grande ta-
lento. È proprio per questo che io adoro Catherine, per come si
Che fortuna avere dei genitori fantastici

Oggi che sono padre di due meravigliosi maschietti posso


dire che educare non è un mestiere facile! Non sai mai cosa è
giusto e cosa non lo è, né puoi essere sempre lucido di fronte a
cosa dare e cosa non dare.
Ciò che mi è mancato di più dai miei genitori durante l'in-
fanzia e l'adolescenza è stato il dialogo (con mio padre è arri-
vato solo qualche anno fa). Non li biasimo per questo, perché
credo che loro abbiano avuto a loro volta lo stesso tipo di pro-
blema. Trovo patetici quei personaggi che vanno a piangere in
televisione per aver preso qualche sculacciata da bambini.
Nessuno è mai rimasto traumatizzato da una sberla! Se è una
semplice sberla.
Non mi piace questa era di puritanesimo cieco e stupido, in
cui il bambino è diventato il re della famiglia. Non si fa il suo
bene. L'educazione è importante ed è anche fatta di regole
semplici e chiare che un bambino deve poter capire e affronta-
re senza difficoltà.
Per tornare alla mia famiglia, mia madre è stata tutto per
me. Era affettuosa e protettiva, al limite del morboso. Quando
ci picchiavamo nel cortile con gli altri bambini, i loro padri si
precipitavano a difenderli, il nostro non faceva mai in tempo
perché mia madre lo precedeva. L'ho addirittura vista buttar
giù vasi dalla finestra e rincorrere uomini con il badile.
Era molto impulsiva, un po' per carattere, un po' perché tutta
quella sofferenza l'aveva resa suscettibile. Quando la faceva-
160 Io, Rocco Che fortuna avere dei genitori fantastici 161

mo arrabbiare, ci ha rotto più di qualche cucchiarella di legno menti più difficili non ho mai dubitato della sua capacità di
sulla schiena. Solo sulla mia testa, quando mi rifiutavo di man- capire, perché se, per le circostanze e le opportunità culturali,
giare, credo abbia spaccato una decina di piatti. Ma questo non qualcosa non le era immediatamente comprensibile, lei si da-
cambia il bellissimo ricordo che ho di lei. Le condizioni di vita va il tempo di concepirlo. Ho sempre potuto fare affidamento
allora erano difficili, e noi capivamo benissimo i nostri genitori sul suo modo, tipicamente femminile, di avvicinarsi alle cose,
se, a volte, le loro reazioni sembravano incontrollate. Hanno anche le più lontane da lei.
dedicato tutta la vita ai propri figli e questo basta e avanza per Quando lavoravo negli Stati Uniti per periodi di tre mesi, la
comprendere che tipo di genitori fossero. chiamavo tutti i giorni, ma proprio tutti i giorni. Non ci dice-
Se mia madre me l'avesse chiesto, ma solo per lei, avrei mes- vamo niente e la telefonata durava dieci secondi, giusto il
so una croce sul lavoro di attore porno. Se mi avesse detto che tempo di mormorare: «Se sto bene? Sì e tu? Sì? Allora è tutto a
con il mio mestiere la facevo soffrire, avrei smesso immediata- posto. Ciao, mamma...».
mente. Quando ho cominciato, ho deciso di parlargliene subi- Poi riattaccavamo. E a volte la richiamavo subito dopo, solo
to. Non volevo assolutamente che fosse mio fratello a farlo. per dirle: «Vabbe', allora ciao...».
In realtà, in quel momento, ho pensato che lei non sapesse Può sembrare ridicolo, ma avevo bisogno di sentire la sua
l'esatto significato del termine "pornografico", o che lo sapes- voce, per me era vitale. So quanto lei soffrisse per la mia lonta-
se ma che preferisse non affrontare il discorso per pudore. nanza.
Direi, forse, di più la seconda, perché un giorno ho trovato in Ho cercato di ricambiare la sua fiducia, tutelando l'integrità
Un cassetto un giornaletto pornografico con le mie foto. Gliel'ho a cui mi ha educato. Per nulla al mondo avrei deluso lo sforzo
sventolato sotto il naso e le ho detto: «Ma, mamma, adesso ti in- che le era costato accettare la mia scelta, rovinando la mia vita
teressi di queste cose?». e, di conseguenza, la sua, infognandomi in storie di droga e
È rimasta per un attimo in silenzio, cercando di trovare un'e- roba simile.
spressione di rimprovero, e poi mi ha chiesto: «Disgraziato!
Guarda qua! Di' un po', glielo metti veramente dentro?». Devo confessare che ho una grande fortuna: il mio corpo rea-
«Eh! E dove vuoi che glielo metta?» gisce molto violentemente a tutto ciò che può alterarlo. Anche
Allora mi ha rincorso attorno al tavolo della cucina e mi da- solo fumare mi provoca il vomito.
va delle pacche sulla schiena, dissimulando la consapevolezza Il rispetto di se stessi e dell'altro, a cui sono stato educato
e l'orgoglio per un figlio adulto con la tenerezza di quando ero dai miei genitori, vorrei tramandarlo ai miei figli. Non farò
il suo bambino. niente per ostacolare le loro ambizioni, qualsiasi lavoro deci-
deranno di intraprendere. Cercherò solo di fargli capire che la
Era una donna pudica e forte, dalle spalle larghe, una di quelle cosa più importante nella vita è la passione per quello che si
donne che si assumono tutte le responsabilità e tutte le fatiche, fa, è l'unico modo che possono avere per superare ostacoli che
nella buona e nella cattiva sorte, ma che di fronte alla mia a volte sembrano insormontabili.
felicità si è fatta piccola piccola. Si è fatta carico anche della so- Se un giorno decidessero di fare il mio lavoro, solo per emu-
litudine per difendere le mie scelte di fronte al resto della lare il loro padre, li dissuaderei. Ma se invece alla base di que-
famiglia e al paese. E questo l'ho sempre tenuto ben presente, in sta scelta ci fosse un reale desiderio, in questo caso hanno la
qualunque situazione mi trovassi. fortuna di avere me come padre!
Lei era il mio punto di riferimento assoluto. Anche nei mo-
162 Io, Rocco Che fortuna avere dei genitori fantastici 163

Quando mia madre è morta, ho perso tutti i miei punti di riferi- accanto a lei. Le stringevo la mano, all'improvviso ho sentito
mento. Mio padre è un brav'uomo, ha lavorato duramente per qualcosa spandersi dentro di me. Una sensazione di freddo.
portare i soldi a casa, ma era lei il pilastro della famiglia. Mio pa- Credo che fosse lei, tutta la sua energia che se ne stava andan-
dre non aveva il temperamento del patriarca, era lei l'autorità. do. A un tratto ho provato una sorta di sollievo, una strana
Quando si è ammalata ho dato per la prima volta, letteral- tranquillità ingiustificata. Ho visto il suo viso, era bellissimo,
mente, valore alla vita. Accadde durante il periodo di Natale, finalmente, sembrava che avesse finito di soffrire.
lei era diventata silenziosa. Nessuno di noi figli sapeva cosa Io mi sono letteralmente gettato sul lavoro, ho accettato di
realmente le stesse succedendo, ma si vedeva che non stava più girare qualsiasi cosa mi proponessero, nella speranza di di-
bene, non è mai stata una persona che ricorreva con facilità alle menticare, di stordirmi e cancellare le ultime immagini di mia
cure mediche. Molto raramente l'ho vista andare dal dottore. madre.
Io stavo partendo per gli Stati Uniti, e lei mi ha detto: «Vai Sul set ero sgarbato, non ero io, non ero mai stato così. Le
pure, Rocco, ma sappi che quando rientrerai io non ci sarò già ragazze che venivano a parlarmi, e che non sapevano che cosa
più. Tornerai per portarmi i fiori sulla tomba». mi fosse successo, mi chiedevano perché non sorridessi. Io ri-
Al momento ho pensato che me lo avesse detto solo per spondevo: «Sono pagato per scoparti, non per sorriderti».
trattenermi. Così ho deciso di partire lo stesso. Stavo dentro il dolore della perdita di mia madre, e nel con-
Dopo due settimane esatte, ricevo la telefonata di mia sorel- tempo dentro il suo medesimo dolore. Più stavo male e più
la. Devo rientrare, nostra madre è stata ricoverata in ospedale volevo stare male. Fino al punto di decidere di farmi circonci-
ed è molto grave. Sono rimasto con lei dal 15 gennaio al 15 dere, consapevole che da adulti è una cosa sconsigliabile.
marzo del 1993. L'ho vista morire lentamente, ogni giorno un Nel nostro lavoro essere circoncisi è un'accortezza igienica.
po' di più. Vomitava sangue due volte al giorno, alle sei del Era arrivato il momento di farlo.
mattino e alle sei della sera. Si metteva il lenzuolo davanti alla Sono tornato dunque a Pescara per farmi operare e il medi-
bocca e vomitava e poi io lo portavo via. Piangevo e mi ricom- co mi ha assicurato che sarei guarito nel giro di una settimana.
ponevo prima di rientrare in camera. Una settimana...!
11 mattino seguente mi sono svegliato con una strana sensa-
Da un mese non poteva mandare giù nulla. Non mi importava zione di bagnato nella parte bassa del ventre. E non si trattava
più di niente, non mi preoccupavo più di nulla, ho vissuto la di urina, ma di sangue! C'era sangue dappertutto! Dovevo aver
vita attimo per attimo in quei giorni. avuto un'erezione durante il sonno che mi aveva fatto saltare
Da quando è morta ho la costante sensazione che la rivedrò. alcuni punti.
Ho pregato con tutta l'anima Gesù Cristo per finire anch'io Ho telefonato subito al dottore: avrebbe sistemato la faccen-
nello stesso modo. Perché? In realtà non lo so. È una questione da, ma dovevo raggiungerlo subito in studio. Il fatto era, però,
di dolore. Volevo cercare il modo per starle vicino il più possibi- che non aveva tutto il materiale necessario e mi ha rimesso i
le. Davanti a lei cercavo di essere forte e di rassicurarla quando punti senza anestesia. Vi lascio immaginare cosa non ho sof-
aveva paura. ferto.
Quella ricucitura risultò immediatamente un orrendo rac-
Gli ultimi giorni sono stati un inferno. Era dimagrita così tanto concio, ma il medico mi tranquillizzò: nel giro di poco tempo
che gli infermieri non riuscivano più a trovarle le vene per il l'edema si sarebbe riassorbito. E come ci si può immaginare ri-
prelievo del sangue. Quando mia madre è morta, io dormivo cevetti subito l'unica telefonata che proprio non avrei voluto
164 Io, Rocco Che fortuna avere dei genitori fantastici 165

ricevere in quel momento. John Leslie era pronto a iniziare, di erezioni molto spesso, anche senza sollecitazione. Mi capitava
lì a dieci giorni, il grande film The Chameleon e mi stava aspet- naturalmente e non potevo farci niente. Sicuramente a causa
tando a Los Angeles. Sebbene il mio sesso fosse in uno stato dei miei ritmi di lavoro piuttosto frenetici, il mio sesso era abi-
pietoso e soffrissi come un dannato, non me la sentii di dirgli tuato a irrigidirsi a ogni minimo sfioramento, anche se non
la verità. avevo alcun interesse particolare. Il mio vero incubo per lun-
«Mi raccomando, Rocco, vieni un paio di giorni prima così go tempo è stato andare dal medico; ero sempre molto teso se
ti riposi, sai, il fuso orario.» dovevo fare una visita un po' più approfondita al basso ventre,
E io non potei far altro che dirgli di non preoccuparsi. Ho mi concentravo fino a sudare freddo nel tentativo di evitare
attaccato e sono corso in farmacia a comprare ogni tipo di po- un'erezione, mi è capitato talvolta di scusarmi preventiva-
tentissimo cicatrizzante. mente, non avrei voluto essere frainteso. I medici sorridevano.
Ero a Ortona, passavo ogni giorno sette, otto ore al mare, È vero che queste situazioni possono far ridere, ma a me per
con l'uccello esposto al sole, nascosto dietro gli scogli, cercan- molto tempo hanno dato considerevolmente fastidio nella realtà
do di fare tutto il possibile per cicatrizzare la ferita più in fret- di tutti i giorni.
ta che potevo. Almeno per riuscire a partire. Sono tornato dal All'inizio l'ho nascosto perfino a Rosa, avevo paura che non
medico per farmi togliere i punti, e ho capito che avevo sba- capisse.
gliato tutto. Un lato del membro faceva pensare a Franken-
stein, con cicatrici ignobili e bolle di carne disgustose. In quel- Dopo l'operazione, non so cosa mi abbia somministrato l'ane-
le condizioni, due giorni dopo, ho preso l'aereo per gli Stati stesista, per almeno venti giorni ho avuto l'impressione che il
Uniti. "mio caro amico" mi avesse lasciato! Quando il professore mi
Quelle riprese sono state le peggiori della mia carriera. Ave- è venuto a trovare in stanza con la sua équipe, tutti cercavano
vo il pene orribile, sempre irritato e, a ogni movimento avanti di mantenere un tono serio e professionale ma io ho notato la
e indietro, avevo come l'impressione che mi tagliassero il loro strana euforia. Ho chiesto, allora, come fosse andata l'o-
glande con lame di rasoio tutt'intorno. Trattenevo le lacrime perazione.
dal dolore durante le scene. Dissimulavo la sofferenza e tenta- «Benissimo. Ma tu sei incredibile» ha detto il professore.
vo di coprire sempre il lato disastrato. «Durante l'intervento, completamente anestetizzato, appena
Quando John mi chiedeva come stesse andando, rispondevo abbiamo cominciato a manovrarti l'arnese per prenderti le mi-
ogni volta: «Everything is good, everything is good...». sure, hai avuto immediatamente un'erezione. Avrò fatto mi-
Finito il film, sono rientrato di corsa in Italia, e mi sono gliaia di interventi in tutta la mia carriera, ma una cosa così
messo subito in cerca del miglior chirurgo plastico, mi hanno non mi era mai capitata!»
detto che l'avrei trovato all'American Hospital di Roma. Il L'operazione in ogni modo era completamente riuscita. La
professore mi ha esaminato a lungo e ha concluso dicendomi cicatrice era quasi invisibile, sottile, pulita. Proprio come la
che, anche se la cicatrice era davvero terribile, restava comun- desideravo. Un lavoretto di fino! Ma adesso arriva il bello!
que abbastanza pelle per un nuovo intervento. Mi ha rassicu- H giorno successivo, quando mio fratello è venuto a pren-
rato che l'operazione avrebbe dato ottimi risultati, però avrei dermi per portarmi a Ortona, il chirurgo mi ha raccomandato
dovuto evitare assolutamente l'erezione almeno per i giorni di mettere del ghiaccio sul sesso durante il viaggio per impe-
immediatamente successivi. dire alla zona operata di gonfiarsi. Ci siamo dunque fermati in
Il mio problema più grande era che ero abituato ad avere un bar per prendere il ghiaccio e, seguendo alla lettera la pre-
166 Io, Rocco Che fortuna avere dei genitori fantastici 167

scrizione, ho messo i cubetti in una busta di plastica e l'ho ap- Avevo un'ustione di secondo grado e dovevamo evitare che
poggiata sul pene nudo. Ho sentito subito un dolore insop- diventasse di terzo.
portabile, ma resistevo. «L'ha detto il dottore! Mica vorrò rovi- «Che significa?» chiedo io.
nargli il lavoro!» Mi spiega che se fosse subentrata l'infezione, l'ustione sa-
Dopo circa dieci minuti di lancinante tortura, tutto a un rebbe potuta peggiorare raggiungendo il terzo grado. In tal
tratto non sento più nulla, dico a mio fratello: «È passato, non caso... saremmo dovuti passare a un'altra fase. Un trapianto di
sento più niente. Mi ci sono abituato». pelle...
Nel frattempo - erano trascorse due ore! - siamo arrivati a «E va bene. Vorrà dire che faremo anche quello.»
Ortona. Faccio per togliere la busta del ghiaccio per scendere «Sì, ma non è così semplice, perché la pelle del pene è una
dalla macchina e... la busta non viene via, mi rendo conto che pelle particolarmente elastica, speciale e unica in tutto il cor-
è incollata. Cerco di staccarla pian piano, niente. Tento di dare po»...
uno strappo appena un po' più energico, e vedo i tessuti lace- Insomma, l'unico modo sarebbe stato quello di prendere la
rati, vedo i canali cavernosi all'aria, la rete nervosa... mi si è pelle da un altro pene. Cioè da un donatore. Un cadavere!
raggelato il sangue! Ho guardato dritto davanti a me e ho visto A quel punto ho cominciato ad avere la paranoia delle infe-
la mia vita, finita, crollarmi tutta addosso in quell'istante. zioni. Vedevo microbi e batteri dappertutto pronti ad attentar-
Qualche settimana prima mi ero augurato di soffrire un po' mi l'uccello. I normali gesti quotidiani erano dettati da osses-
del dolore di mia madre, ma non mi aspettavo che il mio desi- sioni compulsive. Mi lavavo continuamente. Mi spalmavo
derio venisse esaudito così presto! battericidi, pomate antibiotiche, antibatteriche, antisettiche... e
Sono entrato in casa senza salutare nessuno e ho chiamato pregavo che non mi venisse l'infezione.
subito il professore. Tremavo di paura finché non ha alzato il Il professore e il destino insieme mi hanno salvato da quella
ricevitore: era del mio strumento di lavoro che si trattava, e la che avrebbe potuto essere una soluzione veramente difficile da
mia situazione era tanto drammatica quanto quella di un pia- sopportare.
nista professionista che rischia di perdere le mani. Gli ho spie- Non ho difficoltà con il concetto di donazione, tutt'altro, so-
gato quello che avevo fatto e, dall'altro capo del telefono, c'è no io stesso donatore di organi, ho lasciato a mia moglie chia-
stato il silenzio per alcuni interminabili secondi. Per lui era re disposizioni in proposito. Credo con convincimento nella
ovvio che avrei dovuto avvolgere il ghiaccio in un panno e donazione. Ma sarebbe stato difficile condividere la mia inti-
non nella plastica prima di applicarlo sul pene! mità con la pelle di qualcun altro.
Allora mi ha detto di non fare assolutamente niente e di ri-
tornare a Roma subito. In seguito mi ha spiegato che il ghiac-
cio in questi casi è peggio del fuoco perché brucia la carne in
maniera indolore.
Una volta nel suo studio, senza nemmeno avermi salutato,
mi fa subito stendere sul lettino e appena me lo scopre comin-
cia a bestemmiare come un turco. E più lui bestemmia più io
sono disperato.
Quando intravedo un attimo di calma, gli faccio: «Dottore,
mi dica!».
Gennaro, il mio fan più sfegatato

Il rapporto con mio padre era molto diverso da quello che ave-
vo con mia madre. Lui ha sempre mantenuto il suo ruolo di pa-
dre di famiglia e tra noi non c'è mai stato un vero dialogo
profondo. Solo dopo la morte di mia madre abbiamo iniziato a
parlare e, ovviamente, il tema delle nostre conversazioni era so-
prattutto il sesso. Quando è arrivato ai settant'anni mi ha rac-
contato tutte le storie che aveva vissuto da quando si era ritro-
vato vedovo. La scomparsa di mia madre gli aveva dato una
libertà che non aveva mai avuto. Parlando con lui, ho capito che
la mia eccessiva libido era praticamente una questione genetica!

Da bambino ogni tanto lo sentivo discutere con mia madre, a


quel tempo non potevo capire veramente di cosa parlassero
perché certi argomenti non si affrontavano apertamente, ma
oggi so che il problema era l'atteggiamento di mio padre. Lui
è sempre stato una persona garbata, mai violento e sempre
gentile con tutti, ma soprattutto, e forse anche un po' troppo,
con le donne! I giochi delle carte, le boccette e il Lotto non lo
interessano affatto.
Da qualche anno è affetto dal morbo di Parkinson, ma men-
talmente sta benissimo ed è incredibile vedere quale effetto
abbia una donna su di lui. Per fare qualche metro a piedi ci
metterebbe mezz'ora, ma se li dovesse fare per una donna gli
basterebbe un decimo del tempo! La forza del desiderio.
170 Io, Rocco Gennaro, il mio fan più sfegatato 171

Quando è uscito il mio primo film in Italia, Fantastica Moana, ad Anita, come avrebbe fatto con qualsiasi persona vestita. Ha
mio padre è arrivato in anticipo, prima di tutti, e si è messo da- continuato, sullo stesso slancio, a salutare tutti, uomini e don-
vanti alle porte del cinema. Con mio zio Mario, il padre di Ga- ne che cercavano di nascondersi le parti intime imbarazzati da
briele. Ovviamente, non hanno pagato il biglietto, perché erano quell'uomo anziano. Poi mio padre si è avvicinato ancora una
il padre e lo zio di Rocco Siffredi! Ciò li rendeva fieri, orgogliosi. volta ad Anita e le ha detto: «Signorina, lei è assolutamente
In sala si sono seduti, impettiti, in prima fila. Per tutto il film, si deliziosa! E fa il lavoro più bello del mondo, lo sa?».
sono comportati come veri e propri fan, applaudendo a più non Poi si è girato verso di me e mi ha detto: «E dire che sarei
posso e facendo commenti ad alta voce. Quando siamo tornati potuto morire senza aver visto tutto questo... Ma dimmi: è
a casa, devo confessare, ero io quello che si sentiva in imbaraz- questo allora che fai?».
zo. Mio padre mi aveva visto fare sesso con diverse donne, ave- «Papà! E tutti i film in cui mi hai visto, cos'erano? Cartoni
va visto le mie natiche e il mio sesso sotto ogni angolatura. animati?»
«Eh, lo so! Ma così è tutta un'altra cosa!»
Credo che se mio padre mi ha sempre sostenuto è perché io ho
avuto la possibilità di vivere la vita che lui avrebbe voluto. Più tardi mio fratello ha accompagnato mio padre a ritirare lo
Dopo la morte di mia madre, nel 1993, ho cercato di fare qual- smoking che gli avevo prenotato e lui è tornato all'hotel vestito
cosa per far uscire mio padre dalla tristezza. L'ho invitato, di tutto punto.
dunque, ad assistere alla cerimonia di assegnazione degli Hot «Figlio mio, sei stato molto gentile ad avermi invitato, ma
d'Or a Cannes; nel frattempo stavo girando un film, era lo non sai lo sforzo che ho dovuto fare, prendere l'aereo, venire
stesso set in cui ho conosciuto Rosa, e ne ho approfittato per fino qua, e mi fa tutto male e bisogna che vada a letto alle no-
portarlo con me, perché si rendesse conto realmente del lavoro ve. Non posso fare più tardi delle nove...»
che faceva suo figlio. Non ero preoccupato della sua reazione, «Papà, ma se la serata comincia alle undici!»
ma c'era comunque una piccola parte d'incertezza in me, un Ha borbottato un po' e alla fine, ha accettato di venire.
retaggio dovuto al riserbo che c'era sempre stato fra noi prima E il destino ha voluto che venissi premiato per la seconda
che iniziassimo a parlare più confidenzialmente. Ero sicuro volta consecutiva con l'Hot d'Or per il miglior attore. Allora
che non si sarebbe scandalizzato, ma avevo comunque un me lo sono preso sottobraccio e, stretto a lui, sono salito sul
certo timore. Quando è arrivato sul set, è capitato in una delle palco per ricevere il mio premio.
scene più calde del film in cui Anita Rinaldi, una splendida E lì, davanti al parterre degli invitati, che si chiedevano chi
attrice ungherese, girava una tripla penetrazione (bocca- fosse quell'uomo anziano, ho preso il microfono e ho dichiara-
vagina-ano). E da quel momento mio padre si è così tanto per- to: «Cari amici, ho il piacere di presentarvi stasera il mio più
so nello spettacolo che non mi ha più visto. Stava con gli occhi grande fan: mio padre!».
talmente spalancati che sembrava non volersi perdere nem- Le mille persone si sono alzate dalle poltrone e si sono mes-
meno un momento infinitesimale. se ad applaudire mio padre per lunghissimi minuti, senza fer-
Poi all'improvviso, stavamo ancora girando, ha attraversato marsi. Credo che questo sia stato in assoluto il momento più
il set, è passato davanti alla camera e si è chinato, rispetto- commovente di tutta la mia carriera.
sissimo, su Anita Rinaldi presentandosi: «Piacere, io sono Quando siamo andati nella saletta interna, mi ha fermato e
Gennaro...». mi ha detto guardandomi negli occhi: «Rocco, ti ringrazio.
Era tutto frizzante e gli è sembrato così naturale presentarsi Oggi, in una sola giornata, mi hai fatto vivere due momenti
172 Io, Rocco Gennaro, il mio fan più sfegatato 173

eccezionali che non dimenticherò mai». Poi ha aggiunto: «E mi conto da vicino. Ero convinto che da me sarebbe stato me-
credimi, oggi ho capito le tue scelte. E se queste persone ti glio. Ovviamente, ha subito cominciato a interessarsi alla don-
hanno applaudito così tanto è perché qualcosa di buono l'hai na delle pulizie di casa mia; fortunatamente Erika l'ha presa
fatto anche per loro. Sono fiero di te». piuttosto sul ridere, ma io mi sono sentito in dovere di richia-
Alle cinque e mezzo del mattino mio padre non era affatto marlo, e lui, come un bambino, si è scusato, ha giurato che
stanco, non sentiva più male da nessuna parte e teneva banco non l'avrebbe più fatto e si è messo a piangere, come se si ver-
con tutti. Era circondato da sette o otto pornostar di nazionalità gognasse di non riuscire a trattenere le proprie pulsioni. Mi ha
diversa, parlava, rideva, beveva. Mio fratello dice che nostro fatto una pena immensa.
padre quella notte ha imparato a parlare tutte le lingue del Quindi, del tutto arbitrariamente e consapevole che mi sarei
mondo! messo contro il resto della famiglia, ho preso la decisione di
accompagnarlo da una donna a pagamento.
Mio padre è un brav'uomo. Ma è stato preso, proprio come Era il 1° aprile e gli ho detto: «Papà, sai che giorno è oggi?».
me, dal demone dell'amore. Non può vivere senza l'idea di fare E lui: «Sì. E allora?».
l'amore e, anche nei momenti più difficili, ho l'impressione che Io, sorridendo, gli rispondo: «Allora, andiamo a fare un giro».
si aggrappi ancora più forte a quest'idea. Di gente come lui e L'ho portato sulla strada delle prostitute, e appena le ha vi-
come me ce n'è più di quanta possiate immaginare! La fortuna ste mi ha chiesto, come un bambino che fa finta di non accor-
che io ho avuto, diversamente da mio padre, è stata quella di gersi che sta per ricevere un regalo: «Che ci fanno qui tutte
poter esternare tutta questa energia sessuale con meno queste donne?».
problemi e meno frustrazioni. E io, come se fosse la prima cosa che mi veniva in mente:
Quando mia madre se n'è andata, la famiglia si è spaccata «Sono donne soldato, stanno qui a scaricare fucili».
sulla questione se mio padre avesse o no il diritto di prendersi Lui mi ha guardato un po' perplesso. «Scaricare fucili?» E
un'altra donna. Se voleva avere una nuova moglie era solo per ha continuato a fissarmi con lo sguardo smarrito.
farci sesso, la solitudine, ci diceva, non lo spaventava affatto. Mi fermo e chiedo a una di loro se accetta di andare con la
Io stesso, al momento, non sapevo che dire. Ero combattuto. persona che è con me. Ne abbiamo caricata una e mio padre si
Da un lato lo capivo perfettamente e, anzi, ero d'accordo con è voltato e l'ha guardata senza dire nulla. Devo ammettere che
lui. Dall'altro, c'era il rispetto per il ricordo di mia madre che mi sentivo molto in imbarazzo, soprattutto perché pensavo a
un'eventualità del genere mi pareva potesse offendere. Solo mia madre e avevo paura che mi stesse guardando e che le
poco tempo fa mi sono liberato definitivamente di questi dub- stessi facendo del male.
bi e conflitti interni. Io e lui abbiamo la stessa natura ed è per La mattina successiva sono stato svegliato da uno strano ru-
questo che, più di chiunque altro, posso capirlo. more, mi sono alzato, e ho trovato mio padre sul tapis roulant,
C'è stato un momento in cui abbiamo iniziato a discutere, in vispo e arzillo, tutto intento a fare ginnastica. L'ho aspettato
famiglia. Alcuni di noi interpretavano certe esternazioni di per almeno quindici minuti e siamo andati a fare colazione.
nostro padre, il fatto, per esempio, che si mostrasse così tanto «Sai, Rocco, ho sognato tutta la notte la ragazza di ieri. Ave-
affettuoso con le donne delle pulizie e le baby-sitter dei nipo- va un culo incredibile... Ma spiegami una cosa.»
tini, come sintomi di demenza senile o che, quanto meno, lui «Cosa?»
manifestasse una seria e pericolosa ossessione sessuale. L'ho «Perché non me l'hai fatta scopare?»
fatto venire da me a Budapest, per poterlo osservare e render- «Come? Ma se tremi tutto e non ti reggi nemmeno in piedi!»
174 Io, Rocco

«Io non mi reggo in piedi? Tu vammela a prendere e ti fac- La mia tribù: la mia ragione di vita
cio vedere io se non mi reggo in piedi.»
E siamo scoppiati a ridere. Ho capito che aveva apprezzato
il mio scherzo. Così si è sentito libero di dirmi proprio tutto. Mi
ha confessato che la sua felicità sarebbe stata poter fare sesso
un paio di volte la settimana, che sicuramente si sarebbe senti-
to molto meglio e ben più felice, piuttosto che spendere centi-
naia di euro per medicine, controlli e visite specialistiche che
non gli davano nemmeno lontanamente lo stesso benessere.

Sicuramente, qualcuno della mia famiglia non ha apprezzato il


mio gesto. Ma crescendo ho imparato ad ascoltare il mio istinto
senza farmi troppe domande. In quel momento mi suggeriva di Rosa, mia moglie, l'ho conosciuta nel 1993 e me ne sono inna-
fare qualcosa di concreto per mio padre, subito. morato semplicemente guardando una polaroid. Stavo ini-
Prima che la malattia lo immobilizzasse, se ne andava in giro ziando la produzione del mio secondo film, The Body guard, da
con le mie foto per Ortona. Per le strade, entrava nei bar e persi- girare nel Sud della Francia, era esattamente quando mio pa-
no all'ospedale, dove ogni tanto era ricoverato, e distribuiva le dre venne a trovarmi a Cannes per gli Hot d'Or.
mie foto a tutte le donne che incontrava. Ci provava con tutte, Il mio assistente era appena rientrato da Budapest con le
ma le donne con gentilezza lo dissuadevano dal continuare a polaroid delle ragazze da selezionare, alcune di loro sarebbero
insistere. servite per le scene soft e altre per le riprese hard.
E lui: «Se è per la mia età, le dico solo una cosa per rassicu-
rarla: si ricordi che io sono il padre di Rocco Siffredi. E non ag- Appena mi è passata davanti la foto di Rosa sono rimasto
giungo altro!». ipnotizzato dai suoi occhi. Non era soltanto bellissima, era
Fra tutte le storie che mi ha raccontato, alcune sono davvero sensualità allo stato puro. Una postura elegante, regale, e dal
incredibili! Una volta aveva conosciuto una donna ai giardini brillio degli occhi potevo percepire una prontezza sottile. Non
pubblici, ha fatto di tutto per accompagnarla a casa e ha fatto scorgevo niente di artefatto in lei. Il suo charme mi aveva col-
di tutto pure per finirci a letto. È stato spassoso sentirlo entrare pito fulmineo. Il suo sguardo era fragile, ma quel tipo di fragi-
nei particolari, mi raccontava divertito che lei gridava molto lità che non è debolezza, non so se riesco a spiegare esatta-
quando lui la penetrava, perché, dopo quindici anni di asti- mente cosa intendo. Mi sono assicurato personalmente che la
nenza, aveva dimenticato quali sensazioni si provassero in chiamassero come avevo espressamente richiesto. Non sapevo
quei momenti! In ogni caso di tutta questa storia il dettaglio ancora che cosa le avrei fatto fare, forse il soft, forse la hostess
pazzesco è l'epilogo. che distribuiva i miei volantini in cui pubblicizzavo una linea
Una settimana dopo questa signora è morta per cause natu- telefonica, insomma, volevo solo avere una scusa per co-
rali e lui ha commentato: «Pensa te! Appena in tempo!». noscerla.
Gennaro, che personaggio! Uno dei più inverosimili che ab- Ho continuato a guardare le altre polaroid, le foto delle altre
bia mai conosciuto! attrici, ma ormai non vedevo più niente, avevo davanti solo
l'immagine del viso di questa ragazza.
176 Io, Rocco La mia tribù: la mia ragione di vita 177

Stava succedendo tutto molto in fretta, la mia partecipazio- l'argomento. Le ho chiesto se fosse disposta a fare il film. Lei
ne all'Hot d'Or, la campagna promozionale, la produzione del ha chiamato il traduttore ungherese e, guardandomi dritto in
mio film. Dovevo pensare a organizzare mille cose, ma ero os- faccia, ha risposto: «Se è con te sì, ma solo con te».
sessionato da quella foto. Mi ha lasciato di stucco.
H giorno dell'appuntamento aspettavo eccitato alla stazione Mi sono tuffato immediatamente sulla sceneggiatura, ho ri-
di Cannes il pullman con le ragazze che non arrivava mai, un scritto le scene per intero, adattandole a lei. Ho lasciato solo
carrozzone che viaggiava a stento, lungo la strada si è perfino un'unica scena di sesso finale. Ho dato al film una vera storia
fermato in salita e le ragazze hanno dovuto spingerlo tutte in- d'amore.
sieme. Quando finalmente l'ho avuto di fronte e le ragazze Avevo fatto di tutto perché dormisse nella villa dove ero al-
hanno cominciato a scendere, ho subito cercato di individuare loggiato io, nella speranza che si stabilisse un po' d'intimità tra
Rosa nel gruppo. Alcune le conosco, hanno già lavorato per noi, ma lei non mi considerava, continuava a restare distante.
me, ma non le saluto nemmeno, cerco Rosa. La vedo, si distin- Mi sfuggiva la ragione per cui avesse accettato di girare con
gue per quel suo portamento aristocratico del tutto naturale, me scene hard, ma in privato non volesse avere a che fare con
corro subito a presentarmi, ma lei risponde al mio sproposita- me. Lei, che non era nemmeno un'attrice hard!
to entusiasmo ristabilendo le ovvie distanze tra due estranei. Durante tutta la realizzazione del film sono stato in una
Mi dà la mano, si gira e se ne va. Mi pare di capire che è sulla condizione a metà tra l'angoscia e la felicità, tipico dell'adole-
difensiva. scente innamorato.
Solo in quel momento ritorno con i piedi per terra e mi ren- Erano solo pochi mesi che mi ero messo a fare anche produ-
do conto che Betty Gabor, l'attrice protagonista, non c'è, non zione e non riuscivo a preoccuparmi troppo degli innumere-
si è presentata all'appuntamento. Avevo già affittato le due voli problemi che quel set stava avendo, pensavo solo a lei. Mi
ville, assunto una quindicina di attori, una decina di tecnici, sentivo leggero. Ero pieno di attenzioni, di cure per lei, e no-
ma non ho nessuno per sostituirla. nostante tutto Rosa continuava a restare sulle sue. Mi ricordo
Sono disperato. Sono in uno stato di confusione totale, op- il giorno in cui giravamo le scene in barca e lei vomitava e io,
presso da tanti problemi la cui risoluzione non posso delegare, invece di preoccuparmi di dirigere gli attori, le tenevo la
devo occuparmene in prima persona, ma con la testa sono mano. Il mio assistente era allarmato, si rimproverava di
altrove. avermi fatto vedere quella polaroid. Sentivo che
Il mio assistente aveva notato che per quella ragazza avevo cominciavano a nascere dei sentimenti ed ero combattuto. Mi
un certo debole, insisteva energicamente affinché le chiedessi si riaffacciavano alla mente tutti i brutti ricordi del passato in
di sostituire la protagonista. Non volevo farlo, ero sicuro che circostanze simili. Mi ero giurato di non innamorarmi più sul
non avrebbe accettato. lavoro. Ma ogni sera che andavo a dormire e ogni mattino che
«Smettila, Claudio! È venuta qui per fare altro, non per fare mi alzavo avevo lei sempre in testa.
un film hard! Non accetterà mai. Inoltre, mi è sembrata un bel A volte ci ripenso, da solo con me stesso, e lo trovo davvero
po' altezzosa e nemmeno troppo simpatica.» incredibile: io e Rosa stiamo insieme da tredici anni, ci siamo
«Va bene» fa lui «ma che ti costa chiederglielo?» sposati, abbiamo avuto due figli, e la prima volta che abbiamo
Così, molto imbarazzato dalla situazione, perché quello non fatto l'amore è stato su un set porno. È stato molto romantico.
era certamente il genere di proposta che Rosa doveva Non potrò mai dimenticare la sua faccia quando l'ho tirato
aspettarsi, e con tutte le precauzioni del caso, ho abbordato fuori. Lei l'ha guardato e ha abbassato gli occhi. Ancora mi
178 Io, Rocco La mia tribù: la mia ragione di vita 179

chiedo se per le dimensioni o perché non si era resa conto di Io sono uno curioso di tutte le sfumature del sesso, nel bene
cosa aveva accettato di fare. Rosa ha chiesto a tutti di lasciare e nel male, e posso anche andare a letto con donne senza
il set, tranne a coloro la cui presenza era realmente indispen- provare sentimenti o una forte attrazione per loro. Rosa no,
sabile. La scena è stata magica, abbiamo davvero fatto l'amo- per lei è impossibile. Lei è la purezza. Eppure, per starmi
re, l'aspettavo da una settimana. Lo volevo da quando l'ho vi- vicino si divertiva a interpretare alcuni ruoli, ritagliandosi la
sta, ma sapevo che dovevo attendere. In quel momento non possibilità di fare scene solo con me. Fra questi, i film più
c'era più nessuno sul set, né cameraman, né tecnici. Niente, importanti in cui abbiamo lavorato insieme sono stati, oltre a
c'eravamo io e lei. The Body guard, Tarzan X, Rocky X e il Marchese de Sade.
A Rosa piaceva molto recitare, si impegnava con grande
A quel punto avevo una sola idea in testa, portarla via con me. professionalità.
Il mio assistente, preoccupato, ha continuato a farmi pressioni C'è un aneddoto divertente legato alle riprese di Tarzan. Io e
assillanti, aveva esperienza di tante relazioni affettive nate sul Rosa dovevamo arrampicarci su un albero, come due scimmie,
set, finite generalmente nel disastro, ha fatto di tutto per allon- ma io soffrivo di vertigini, mi ero abbarbicato alla base del
tanarla. tronco e non mi spostavo, quando ho visto volare sopra di me
Così, io m'invento una scusa per farla venire a Roma Rosa che leggerissima era già arrivata in cima.
affinché possa restare con me! «Oh, mio Dio» faccio io, nel panico. «E adesso come scendi?»
Avevo bisogno di chiarirmi con lei, di togliermi dubbi e E Rosa: «Così. Come sono salita» e in un attimo era di
problemi. Le ho detto subito che se voleva stare con me non nuovo giù.
avrebbe mai dovuto frapporsi fra me e il mio lavoro. Ha Mi sono sentito ridicolo davanti a tutta la troupe, Joe
accettato. Eppure, io non mi fidavo! In ogni caso lei ha D'Amato sghignazzava, mentre diceva qualcosa come:
cominciato a seguirmi nei miei spostamenti, per film miei o per «Rocco, hai trovato qualcuno che ti insegnerà qualcosa!».
altre produzioni. Non volevo che questo potesse crearle Rosa aveva il potere di stupirmi qualsiasi cosa facesse o
problemi, così le ho parlato sinceramente: se avesse voluto dicesse.
fare hard, io non sarei stato contrario, non mi avrebbe dato Come nome d'arte avevo scelto per lei Rosa Caracciolo. Le ho
fastidio. Non le avrei mai fatto scenate di gelosia. Ma neanche dato questo nome perché la sua naturale aristocraticità mi faceva
lei me ne avrebbe dovute fare. pensare al mio grandissimo amico Franco Caracciolo, un uomo
Allora lei mi ha guardato, sorridendo e mi ha detto: «Ma che proveniva da una famiglia nobile, della quale aveva
non succederà, Rocco. Per quanto riguarda me, invece, non mi mantenuto intatti tutti i modi, e che purtroppo avevo perso da
piace nessuno... sono tutti brutti!». poco.
Dall'ingenuità della sua risposta ho avuto conferma che
Rosa non era proprio tagliata per fare l'attrice hard, mostrava Durante i nostri viaggi io e Rosa abbiamo avuto non poche
troppo pudore. Lei è incapace di mentire. Quando fa una cosa, discussioni, la sfibravo con i miei dubbi e la mia sfiducia. Non
ci mette tutta se stessa, senza altri fini. Non riesce, per capivo come potesse accettare il mio lavoro. Per circa due anni
esempio, nemmeno a controllare la mimica corporale di fronte ho dubitato della sua sincerità. Mi chiedevo che cosa mi
a qualcosa che non le piace, e questo atteggiamento non ti è nascondesse, quale brutto colpo si preparava a giocarmi e,
certo di aiuto nella vita; fortunatamente io l'ho sempre soprattutto, quando sarebbe successo. Mi era difficile credere
considerato assai più che un pregio! che questa ragazza, così diversa da me, avesse l'intelligenza e
la generosità di accettare me e la mia vita da pornostar. Le
180 Io, Rocco La mia tribù: la mia ragione di vita 181

proponevo un'esistenza complicata agli occhi della società e con il denaro del concorso si era comprata una casetta in città
lei l'accettava giorno per giorno, comunque. C'era qualcosa e faceva lavoretti per pochi soldi al giorno. Era stata
d'illogico, che io non riuscivo a capire, mi sfuggiva qualcosa parrucchiera, modella e poi giornalista.
che non era immediato da ammettere. Mi sono fatto mille Era altera, e subito dopo era anche quella stessa ragazza
domande sulle ragioni del suo amore per me. semplice che era scesa a spingere il pullman per venire alla
Consapevolmente, oggi me ne dispiaccio, non è stato stazione di Cannes a fare volantinaggio sulla Croisette!
semplice per lei starmi accanto e io non ho fatto niente per In quel periodo della mia vita, per me le donne erano tutte
facilitarle il compito, soprattutto sul piano sessuale. Ho uguali, magari per deformazione professionale; conoscerne
rischiato più di mille volte di mandare in pezzi la nostra storia. così tante e con ognuna di loro avere lo stesso genere di
Quando ci siamo conosciuti ero all'apice della mia carriera e, rapporto ti può dare l'illusione di credere che abbiamo tutte la
nonostante la vedessi preoccupata, talvolta, di non essere stessa sessualità. Rosa mi ha fatto cominciare a capire le
all'altezza della varietà delle mie occasioni sessuali, avevo fatto differenze. Mi ha dimostrato che non è così. Con lei ho
e continuavo a fare sesso con centinaia di altre donne, prima di riscoperto il lato più naturale dell'umanità.
lei e dopo di lei, centinaia di bellissime attrici, e non facevo Nel bel mezzo di una grave crisi, Rosa mi dice che se ci
niente per rassicurarla. sposiamo i problemi finiranno. L'idea di una famiglia, di avere
dei figli, dice, questo mi tranquillizzerà. Ero stupito di sentirla
Mi chiedevo quello che si chiedono tutti, chiunque appena sa parlare così. Ma come? Erano proprio quelli i motivi che mi
che sono sposato mi domanda: «E tua moglie non ti dice tenevano in agitazione! E lei li usava per dissipare ogni mia
niente?». ansia. La sua idea di famiglia era genuina, assolutamente
Ecco, me lo chiedevo anch'io. Sarà stato per il retaggio sana. Mi ha indotto ad accettare la sua buona fede e, da quel
culturale, quello stesso che mi faceva pensare che non mi momento, come per magia, è diventato tutto perfetto tra noi.
sarei mai potuto sposare. Nel pieno di una delle tante crisi,
una volta a Los Angeles, non mi ricordo più per quale motivo Mi sono domandato spesso: se Rosa fosse nata in Italia, sotto
specifico, l'ho messa su un aereo e l'ho costretta a tornare in l'influenza della religione cattolica, avrebbe accettato con la
Ungheria. Insistevo perché se ne andasse, al contrario, lei stessa naturalezza il mio lavoro?
insisteva per restare.
Oltre la porta d'imbarco si è voltata verso di me e mi ha La nostra coppia si è mantenuta compatta, ha superato prove
detto: «Tanto ci penserà qualcuno lassù, sta' sicuro». difficili, e ogni giorno si è consolidata sempre più.
Accadeva di pomeriggio. La notte stessa c'è stato un Rosa non ha mai detto una parola sul fatto che io facessi
terribile terremoto! Ero al tredicesimo piano di un hotel, le sesso con tutte quelle attrici. Che questo fosse il mio lavoro, e
oscillazioni erano fortissime, e ho veramente avuto paura. la mia passione, lo sapeva già da prima, ma era successo
Non riuscivo a non pensare a lei, il terremoto era sicuramente qualcosa di nuovo, io ero cambiato, avevo accettato di
un segno del destino e, l'avrete capito ormai, io credo ai segni costruire la fiducia tra noi. Del resto, non ho mai più provato
del destino. alcuna attrazione sentimentale per un'altra donna in questi
C'erano tante cose che non mi spiegavo di lei, per esempio, tredici anni.
con il suo corpo avrebbe potuto guadagnare quello che
voleva, soprattutto dopo esser stata Miss Ungheria nel '90, Tuttavia, quando si decide di diventare un attore di film
invece, pornografici la vita sentimentale diventa molto complicata. Io
sono
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stato fortunato di aver incrociato sulla mia strada una donna Quando le ho detto che intendevo chiudere la mia carriera di
come Rosa, con un'intelligenza rara che le permette di attore, la sua risposta non è stata: «Ah davvero?» come mi
condividere con me quello che non so quante donne avrebbero sarei aspettato.
anche solo potuto tollerare. Non ha mai fatto finta di capire e Lei non ha detto nulla, è rimasta perplessa per tutto il
accettare il mio lavoro. Rosa mi ha sempre sostenuto con giorno. A cena sono tornato sull'argomento, le ho richiesto se
sincerità. E senza la sua integrità che ci ha protetti dai commenti c'era qualcosa che non andava nella mia decisione, lei ha
delle amiche e dei conoscenti, dagli sguardi maligni e dai alzato lo sguardo dal piatto e mi ha risposto: «Ti basterò io da
pregiudizi, quanto saremmo durati noi come famiglia? Ha una sola?».
forza psicologica che a volte mi fa quasi paura. Sono oltre Sinceramente mi ero preparato ad affrontare molti aspetti di
tredici anni che, senza mai farmelo pesare, trova ogni giorno la questa decisione, ma a quell'ulteriore risvolto non avevo
grande dignità di allontanare dalla nostra vita privata quello che pensato. Ancora una volta mi metteva di fronte il suo
per noi non è importante. straordinario senso pratico!
Oggi posso dire senza ipocrisia che le perplessità di Rosa
L'unica volta in cui Rosa ha voluto dire la sua sulla mia erano quanto mai realistiche; non è facile passare da una
professione, pensate un po', è stata quando ho fatto un film di situazione in cui ci si alza e si va sul set per fare l'amore con
cinema tradizionale. Sarei dovuto partire per sei settimane di quattro, cinque partner differenti, a una in cui si vive accanto
riprese non stop lontano da casa, e il mio personaggio doveva alla propria donna tutti i giorni. Riconosco che non è facile,
vivere una storia d'amore intensa con la protagonista ma faccio comunque il possibile per concentrare ancora di più
femminile. tutte le mie energie su di lei e sulla mia famiglia. La sensibilità
Rosa mi ha detto: «Ti conosco, Rocco, tu non fai mai le cose e la grande dedizione che Rosa mi ha dimostrato meritano in
a metà. Tu sei abituato a fare sesso davvero davanti alla questo momento della mia vita la mia più grande attenzione.
telecamera e se qui dovrai innamorarti, io so che tu lo farai
davvero. E io, sappilo, non potrò accettarlo». Del resto mi sono disintossicato dal mio lavoro in pochi mesi:
Questa è Rosa. La maggior parte delle donne si sarebbe ho ridotto gradatamente il numero di scene in cui dovevo
rallegrata di vedermi interpretare un ruolo per il cinema recitare, per abituare il mio corpo e la mia libido a una
tradizionale, senza intuire immediatamente e saper individuare quantità minore di atti sessuali. All'inizio dello svezzamento ho
i pericoli che ciò avrebbe comportato. Ma Rosa no, è una sofferto enormemente, fisicamente ma soprattutto
ragazza tutta d'un pezzo, senza compromessi. E agisce per psicologicamente. Vedere ragazze bellissime con attori che, a
istinto, sentendo in ogni occasione ciò che è meglio per tutti volte, non hanno nemmeno l'erezione o che non sanno
noi. Se questa volta intuiva un pericolo, io dovevo preparare la partner -che è una delle fasi fondamentali per la
assecondarla. È per questo, forse, che stiamo insieme da così buona riuscita di una scena di sesso, e che purtroppo gli attori
tanto tempo. di oggi prendono molto alla leggera - è per me un supplizio
E sono straconvinto che, al di là della sua bellezza, sono terrificante!
state la sua purezza e la sua intelligenza a farmi innamorare di Mi sono chiesto più volte che cosa ne sarebbe stato della
lei. mia vita se non avessi incontrato Rosa! Chi lo sa, magari avrei
Almeno una volta l'anno, ogni anno, le faccio la stessa trasformato la mia vita privata in un set sempre aperto, avrei
domanda: «Rosa, che ci fai tu con un uomo come me?». comprato una casa megagalattica a quattro piani e l'avrei
E la sua risposta è la stessa, da sempre: «Perché in una vita riempita di super-fiche. E magari avrei avuto tutti i giorni
normale, con un uomo normale, mi sarei annoiata a morte!». qualche riga di coca su un tavolo di cristallo! Solo a immagi-
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narmelo, sono già annoiato. La ripetitività avrebbe reso il frontare e approfondire subito qualsivoglia problema e
tutto ordinario, insopportabile, quanto di più estraniante per la toglierlo di mezzo per poter proseguire.
persona. Nemmeno facendo questo genere di lavoro avrei Sono stato perennemente accompagnato dalla sensazione
potuto usare il sesso come alibi per riempire la vita, se non ne che viviamo in una società che non ti lascia il tempo di
avessi trovato il senso che mi riguarda intimamente. D'altra conoscerti davvero, di soffrire per correggere un tuo difetto e
parte non ho mai voluto avere nemmeno una vita normale, poter crescere insieme alla donna che ami. Che ti induce a
un'esistenza stereotipata con orari di lavoro da rispettare, capi essere duro con te stesso e con gli altri, senza permetterti di
lunatici da considerare, un impiego sedentario e ripetitivo. Ho conquistare nessuna vera soddisfazione dal punto di vista
capito molto in fretta che non ero tagliato per fare umano, a meno che tu non sia disposto ad allontanarti da tutto
quarant'anni questo tipo di vita, che era l'esatto contrario di quello che non ti riguarda direttamente e a ragionare con la
quello che avrei voluto, e ho sempre fatto di tutto per vivere tua testa. Ho capito che è fondamentale avere la capacità di
diversamente, rifiutando l'ordine prestabilito delle cose e il immaginare soluzioni pratiche per costruire la propria felicità.
politically correct. Per nulla al mondo lascerei Rosa e i bambini. Se si dovesse
La sfida di sposarmi con Rosa e avere dei figli all'inizio presentare una situazione di crisi così grave, sarebbe più facile
sembrava comunque impossibile da realizzare. Ma oggi sono per me immaginare un mondo nuovo e costruirlo, piuttosto
dodici anni che condividiamo la vita e abbiamo due bambini che chiudere con la mia famiglia!
meravigliosi. Prima di incontrarla, io avevo dato per scontato Ma se un giorno non dovessimo amarci più, certo non
che volendo fare il mio lavoro non avrei potuto concedermi il saremmo ipocriti, certo non faremmo finta che nulla sia
lusso di una famiglia. Lei mi ha convinto del contrario. Ha cambiato per salvare le apparenze davanti ai nostri figli. I
reso la mia esistenza davvero completa. E posso senz'altro bambini sanno sempre tutto, e la falsità che gli adulti
dire che il suo ingresso nella mia vita ha rafforzato il mio perpetrano ai loro danni è la cosa più deprecabile e denigrante
equilibrio psicologico nell'affrontare questo lavoro, ha che io possa immaginare.
contribuito alla costruzione stessa del mio lavoro. Ma anche Da quando sono nati Lorenzo e Leonardo mi sono reso conto
alla strutturazione di me come uomo adulto. che essere padre è il mestiere più complicato del mondo. Non
nasci mica che lo sai già fare, lo impari intanto che lo fai, e
La gente spesso spalanca gli occhi, sorpresa, quando sa che così ovviamente sbaglierai anche tante volte, ma essere padre
siamo una coppia sposata e solida. Come si concilia la vita del ti dà la coscienza che non puoi mai sottrarti al dovere
pornostar con quella di una famiglia che più classica non si principale di essere un educatore. L'infanzia è il periodo più
potrebbe? Eppure, noi siamo la prova vivente che è possibile: bello, e anche il momento in cui ci si costruisce, ci si arma per
un pornostar è un uomo come tanti altri, che si innamora e che il futuro. Il ruolo dei genitori è fondamentale se non si vuole
può tranquillamente assumersi la responsabilità di una rovinare l'inizio di un uomo o di una donna.
paternità in modo sano.
Tutto quello che faccio è indirizzato a loro: Rosa e i miei Mia moglie a volte mi dice che vizio troppo i nostri figli.
bambini sono la cosa più importante della mia vita. Tuttavia faccio ben attenzione a non confondere i loro veri
Ovviamente siamo come tutte le coppie, litighiamo e discu- desideri con i capricci che talvolta fanno. Preferisco che
tiamo per gli stessi motivi per cui lo fanno tutti. Ma ciò che ci pratichino attività sportive, piuttosto che passino quattro,
salva è che non siamo superficiali, non abbiamo paura di af- cinque ore davanti alla PlayStation. Da alcuni anni Lorenzo e
Leonardo hanno
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scelto di correre in moto, io cerco di essere sempre presente alle parmi per loro, soprattutto per il primo. Il primo figlio ti coglie
loro gare, mi organizzo perché i miei impegni possano di sorpresa, non ci sei abituato. Tutte le notti mi alzavo a guar-
combaciare con le loro esigenze. Mi piace fare il padre. Adoro darlo dormire e a controllare che fosse vivo. Osservandolo, mi
andare a prenderli a scuola. La gioia incontenibile che mi accorgevo di che razza di miracolo è un figlio! È qualcos'altro
trasmettono quando mi abbracciano all'uscita non ha prezzo. da te, eppure è così tanto di te. Mi riconoscevo in una sua
Credo che queste cose siamo il fondamento, per il futuro, di espressione, in un dettaglio specifico dei suoi tratti, in un accen-
un rapporto solido tra un padre e un figlio. A volte, quando no di sorriso, non avrei potuto immaginare uno sballo, un'emo-
stavo fuori troppo a lungo, al ritorno li riempivo di regali per zione più forte nella vita: tutto quello che puoi trovare avrà
reprimere il mio senso di colpa, poi ho capito che non funziona sempre un effetto limitato, i tuoi figli non finiscono mai!
così, è molto più importante cercare di stare con loro il più
possibile. Una volta stavamo per perdere Leonardo per una sciocchezza
L'insegnante di Lorenzo mi dice che si accorge dal suo di cui non posso rimproverare nessuno, né me stesso né Rosa.
comportamento se in quel periodo io sono a casa. Ecco, avere Eravamo in Egitto, lui aveva preso dal tavolo un pugno di
la certezza di essere qualcosa di importante per loro è ciò che noccioline e le aveva inghiottite senza masticarle. Correndo,
mi riempie di senso. ha avuto un attacco di tosse e alcune noccioline gli sono finite
Devo anche riconoscere di essere stato molto favorito dalla nei polmoni; ha cominciato a soffocare, senza che noi ci accor-
sorte per aver incontrato una donna che ha lo stesso mio senso gessimo di niente.
di responsabilità nei confronti dei figli. Sicuramente Rosa, in Per un mese non abbiamo saputo quello che gli era successo,
questi anni, ha messo da parte tutte le sue ambizioni per aveva difficoltà respiratorie sempre maggiori, i diversi medici
restare vicina ai suoi figli. Conosco tantissimi genitori, sia dai quali lo portavamo diagnosticavano tutti cause differenti:
madri sia padri, che se ne fregano delle responsabilità e asma, adenoidi eccetera. Leonardo era sempre più debole, si
lasciano tutto il lavoro sulle spalle del coniuge più trascinava lentamente per la casa, e mentre prima era un vero e
consapevole, con tutti i problemi che ne conseguono. proprio tornado, ora non aveva più energia.
Un giorno, davanti a Rosa, Leonardo è diventato
Ho cercato di educare sia Lorenzo sia Leonardo alla consape- improvvisamente pallido e poi si è fatto scuro in volto. Rosa
volezza che tutto ha un costo e che bisogna lavorare e anche credeva che gli fosse andato qualcosa di traverso e, di riflesso,
saper fare dei sacrifici, e, soprattutto, che è importante dare un gli ha stretto molto forte la cassa toracica, e lui ha ripreso a
valore a quei sacrifici. respirare. L'ha portato subito in ospedale e dalla radiografia si
Del resto, quando partivo, il piccolo mi diceva sempre: «Papà, sono resi conto che il cuore si era spostato un po' verso il
non ci sono più soldi? È per questo che vai a fare sexy vero?». centro del petto. Il medico, un uomo anziano con molta
Allora io gli rispondevo: «Ognuno di noi ha il suo lavoro, il esperienza, ha interpretato questo come un chiaro segnale su
vostro è quello di andare a scuola e studiare bene!». cui indagare. Lo ha addormentato per potergli introdurre una
sonda e ha visto subito che aveva sette noccioline incastrate
Da quando ho avuto i miei figli vivo più di giorno rispetto a tra l'esofago e i polmoni.
prima. Dormo solo cinque o sei ore a notte. A volte mi sveglio Per un mese intero non sono riuscito a dormire, e tuttora
nel cuore della notte e resto a letto, in silenzio, a pensare. Mi ringrazio Dio perché mio figlio è salvo.
faccio domande che ruotano tutte attorno a questioni esisten-
ziali e ai miei figli. Da quando sono nati, ho iniziato a preoccu-
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I miei bambini hanno anche loro un carattere molto forte, e La risposta è sì. I miei bambini sanno esattamente quello
qualche volta diventa difficile gestire le situazioni senza che faccio, qual è la mia professione e come mi guadagno da
perdere le staffe. Mi ricordo che quando Lorenzo aveva solo vivere. Mi è sembrato molto importante metterli subito a
tre anni mi aveva piantato una grana perché voleva fare conoscenza del lavoro che facevo, perché non fa parte del mio
motocross con me. Era così piccolo che gli ho detto che gli avrei carattere far sapere qualcosa che mi riguardi alle persone che
comprato una moto solo quando fosse stato in grado di andare contano da un intermediario o, magari, fra qualche anno, dai
sulla bicicletta senza le due ruote di sostegno. Pensavo così di loro compagni di classe. Io e mia moglie cerchiamo di
cavarmela, e che per alcuni mesi sarei stato tranquillo. Sono crescerli senza ridicoli tabù sul sesso perché, alla loro età, noi
partito per il weekend, ma al rientro lui mi ha chiesto subito di non facevamo questo tipo di discorsi con i nostri genitori e ne
togliergli le rotelline. Mi ha portato in strada con lui, ha abbiamo sofferto. Rosa ha spiegato loro tutto dal punto di
inforcato la bici e si è messo ad andare su e giù per la via. Il vista anatomico, in modo straordinariamente pedagogico e di
giorno dopo eravamo al negozio di moto. Avevamo fatto un certo meglio di come avrei potuto fare io. Loro sanno
patto, Lorenzo aveva rispettato la sua parte e adesso toccava a perfettamente come un uomo e una donna sono fatti. Io,
me. invece, ho cominciato ad affrontare la questione della
Sotto questo aspetto debbo anche riconoscere a Rosa che è sessualità con mio padre quando lui aveva settant'anni!
una super mamma, adora i bambini e, soprattutto, è una
mamma coraggiosa, è una mamma che prende dei rischi per A questo proposito, mi torna in mente la storia di mio zio
assecondarmi nell'educazione che ho scelto per loro. Costantino. Aveva due bambine di circa dodici e quattordici
anni e un giorno è scoppiato lo scandalo. Costantino mostrava
Voglio talmente bene ai miei ragazzi che farei tutto per loro. alle sue bambine delle riviste pornografiche e spiegava loro
Mi ricordo che quando sono arrivato a Budapest, dopo aver con le immagini come funzionava la sessualità fra uomo e
comprato casa, ho cominciato a tracciare una piccola pista da donna. Diceva loro che da lì a qualche anno avrebbero
motocross con un bobcat su un terreno non lontano da casa. incontrato un ragazzo e che avrebbero cercato di fare questa o
Niente di straordinario, solo una pista dove i miei figli potes- quell'altra cosa.
sero divertirsi in tutta tranquillità e, soprattutto, in perfetta si- Oggi so che queste due ragazze sono due donne sposate,
curezza. Sono arrivati subito gli agenti della forestale per chie- perfettamente equilibrate, che non hanno alcun problema sul
dermi che cosa stessi facendo. Mi hanno ordinato di lasciare piano sessuale. Se dovessi scegliere tra il suo modo di educare le
subito il posto. Io l'ho fatto immediatamente ma, per non de- figlie e quello che i miei hanno usato con me, preferirei di
ludere i miei figli, ci sono ritornato tutte le notti per una setti- gran lunga quello di mio zio. Il silenzio che regna sul tema del
mana, con una torcia tascabile, e ho continuato a fare la pista, sesso, per tutti i tabù imposti, è assolutamente ridicolo
ultimandola con qualche piccolo salto. Una follia, tutto con la oggigiorno, in una società come la nostra. Più si tace
torcia e, alle sei del mattino quando il sole spuntava, via a ca- sull'argomento, più questo diventa un cosa oscura, strana,
sa! Purtroppo, i miei sforzi sono serviti a poco perché da lì a piena di falsi concetti, di menzogne, d'ipocrisia. Certo,
una settimana la forestale è arrivata con la ruspa e l'ha spiana- Costantino si era spinto senza dubbio un po' oltre, ma lasciare
ta di nuovo. la gente nell'ignoranza è il modo migliore per sviluppare
immense frustrazioni.
La gente mi fa spesso questa domanda: «Ma i figli di Rocco Tuttavia, nonostante sia molto soddisfatto dell'educazione
Siffredi sanno che lavoro fa il loro padre?». che stiamo dando loro, sono abbastanza preoccupato per i miei
190 Io, Rocco

bambini. La nostra società uccide tutto quanto cerchi di Domani e ora


svilupparsi in modo naturale e spontaneo. In ogni settore della
vita è in atto una lotta senza quartiere, in cui il valore che
emerge è il piccolo ego. È il nuovo razzismo, quello che ti fa
meritare il rispetto solo per i tuoi soldi. Io non sono un
sociologo, però ho una buona memoria. Non vorrei nemmeno
sembrare nostalgico, ma mi ricordo che venticinque anni fa un
egoismo così generalizzato non esisteva, la gente era più
generosa e soprattutto era meno stressata.
Mi annoia un mondo in cui il pensiero è seriale, a tutti si
chiede di essere performanti, di avere gli stessi ritmi; l'umanità
mi piaceva molto di più quando c'erano caratteristiche
personali che ci rendevano esseri umani distinguibili. La mia vita è sempre stata un connubio molto violento di feli-
cità e di profonda tristezza, un caldo e freddo continuo. Ho la
sensazione che ogni volta che mi è successo qualcosa di fanta-
stico ho immediatamente dovuto pagarlo. Ci sono persone per
le quali l'esistenza è un lungo fiume tranquillo, senza alti né
bassi. Per me non è stato così. La felicità è sempre andata di
pari passo con il dolore.

E tuttavia, se potessi rinascere e morire di nuovo, rifarei per


mille volte esattamente le stesse cose. Perché credo che ciò che
vale davvero la pena di comprendere, e che vorrei condividere
con voi, è che l'importante è raggiungere dentro di noi il cuore
delle nostre passioni più autentiche, non importa quanta fatica
ci costerà. E poi chiederci quello che vogliamo veramente
dalla nostra vita con correttezza, qualsiasi cosa stiamo
cercando, senza falsità né ipocrisie, perché non esisterebbero
risposte sbagliate se non esistessero domande mal poste.