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Nelle edizioni Zanichelli ANTONELLA CARFAGNA LIA PICCOLELLA


Opere di consultazione Probabilità. Statistica e Matematica finanziaria
Clapham Dizionario di matematica Campastrlni. Parpinel Introduzione all'inferenza statistica
Baruk Dizionario di matematica elementare (Decibel)
Wells Numeri memorabili

Analisi e matematica generale


Dall'Aglio Calcolo delle probabilità (3' edizione)
Invernizzi, Rinaldi, Sgarro Moduli di matematica e statistica
Letta Probabilità ... elementare
COMPLEMENTI ED ESERCIZI DI
Antagnini, Barozzi Matematica e Mathematica Monti Pierobon Teoria della probabilità (Decibel)
Antan Calculus
Barozzi Primo corso di analisi matematica
Barozzi, Matarasso Analisi matematica (volume 1°) N.R.
Boieri, Chlti Precorso di matematica
Ottaviani Lezioni di matematica finanziaria (Masson)
Ottaviani Riassunto delle lezioni di matematica attuariale
Pintacuda Probabilità (Decibel)
Scozzalava Incertezza e probabilità
GEOMETRIA
E ALGEBRA LINEARE
Bramanti, Pagani, Salsa Matematica Scozzalava Probabilità e statistica (Decibel - 2' edizione)
Buzzetti, Grassini Raffaglio, Vasconi Ajraldi Esercizi di analisi Toscano Training autogeno in probabilità
matematica I (Masson - 2" edizione)
Casolaro Integrali (Masson) Algebra e Geometria
Coraluppi, Mondellini Ciceri Eserciziario per istituzioni Abeasis Complementi di algebra lineare e geometria
di matematiche Il (Masson)
Abeasis Elementi di algebra lineare e geometria
Coraluppi, Mondellini Ciceri Istituzioni di matematiche Il
(Masson) Abeasis Geometria analitica del piano e dello spazio
Banchol! Oltre la terza dimensione
seconda edizione
Davenport Aritmetica superiore. Una Introduzione
alla teoria dei numeri Barozzi Introduzione agli algoritmi dell'algebra lineare
Davis Il mondo dei grandi numeri Betti Lezioni di geometria
De Marco Analisi zero (3' edizione) Broglia, Fortuna, Luminati Problemi risolti di algebra lineare
De Marco Analisi Uno (2" edizione - Decibel) (Decibel)
De Marco Analisi Due (2' edizione - Decibel) Cartagna, Piccolella Complementi ed esercizi di geometria
e algebra lineare (2' edizione)
De Marco, Mariconda Esercizi di analisi uno
(2' edizione - Decibel) Cerasoli, Eugeni, Protasi Elementi di matematica discreta
De Marco, Mariconda Esercizi di analisi due (Decibel) Chirita, Ciarletta Calcolo (2 volumi)
De Marco, Mariconda Esercizi di calcolo in una variabile Dedò Trasfonnazioni geometriche
(Decibel) Dedò Forme
De Marco, Mariconda Esercizi di calcolo in più variabili Dicuonzo, Oe Pari s, Voi zone Esercizi di algebra lineare
(Decibel) (Masson)
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Ghizzettl, Rosati Analisi matematica (Masson - 2' edizione) (Masson)
Ghizzetti, Rosati Esercizi e complementi di analisi Enriques, Chismi Lezioni sulla teoria geometrica
matematica (Masson - 2 volumi) delle equazioni e delle funzioni algebriche (2 volumi)
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matematiche (Ristampa anastatica)
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Pagani, Salsa Analisi matematica (Masson - 2 volumi) 2 volI. a cura di Enriques
Pagani, Salsa Matematica (Masson) Facchini Algebra (lJecibel)
Pagani, Salsa Serie di funzioni ed equazioni differenziali Janich Topologia
Salsa, Squellati Esercizi di matematica (2 volumi) Kosniowski Introduzione alla topologia algebrica
Salsa, Squellati Esercizi di analisi matematica Il Maroscia Geometria e algebra lineare
(Masson - 3 volumi) Maroscia Introduzione alla geometria e all'algebra lineare
Thomas Jr., Finney Analisi matematica Maroscia Problemi di geometria
Thomas Jr., Finney Elementi di analisi matematica Piacentini Cattaneo Algebra (Decibel)
e geometria Procesi Ciampi, Rota Esercizi di geometria e algebra
Torrigiani Ripensare matematica. In preparazione Ragusa, Sparacino Esercizi di algebra.
alle facoltà universitarie scientifiche Teoria degli insiemi, teoria dei gruppi, teoria degli anelli
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Salce Lezioni sulle matrici (Decibel)
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Barozzi Matematica per l'Ingegneria dell'informazione Vaccaro, Cartagna, Piccolella Lezioni di geometria
Bevilacqua, Bini, Capovani, Menchi Introduzione e algebra lineare (Masson)
alla matematica computazionale Ventre Introduzione ai grafi planari
Bevilacqua, Bini, Capovalli, Menchi Metodi numerici
Bini, Capovani, Menchi Metodi numerici per l'algebra Informatica e linguaggi di programmazione
lineare Aho, Ullman Fondamenti di informatica
Bordoni Lezioni di meccanica razionale (Masson) Albano, Ghelll, Orsini Basi di dati relazionali e a oggetti
Cercignani Spazio, tempo, movimento. Introduzione alla Bovet Introduzione all'architettura dei calcolatori
meccanica razionale Casella, Cimadomo, De Luca, Fasano Grande Concetti
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Fabrizio Elementi di meccanica classica Cordeschi La scoperta dell'artificiale (Masso n)
Fabrizio Introduzione alla meccanica razionale e ai suoi Ellis Programmazione strutturata in Fortran 77
metodi matematici (2' edizione) (2' edizione)
Finzi Meccanica razionale (2 volumi) Faletti, Marcandalli, Pacchiardo La Banca virtuale
Levi-Civita Caratteristiche dei sistemi" differenziali rlennessy, Patterson Architetture dei calcolatori
e propagazione ondosa Marcandalli, Pacchiardo Il commercio elettronico (Masson)
Levi-Civita, Amaldi Compendio di meccanica razionale Pacchiardo Intranetworking (Masson)
volume 1
Patterson, Hennessy Struttura e progetto dei calcolatori
Levi-Civit", Amaldi Lezion~di meccanica razionale
(volume "2 parte 2) Peterson, Davie Reti di calcolatori
Vivarelli Appunti di meccanica razionale Sethi Linguaggi di programmazione
(2" edizione ampliata) Vecchione Sistemi a coda

ZANICHELLI
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© 2003 Zanichelli editore S.p,A, via Imerio 34, 40126 Bologna
© 1996 Masson S.p,A, Milano
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I diritti di elaborazione in qualsiasi forma o opera, di memorizzazione anche digitale,
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L'editore, per quanto di propria spettanza. considera rare le opere fuori del proprio catalogo editoriale.
La ristampa deg1i esemplari esistenti nelle biblioteche di tali opere è consentita. non essendo concorrenziale
all'opera. Non possono considerarsi rare le opere di cui esiste, nel catalogo dell'editore. una successiva edizione, ELENCO DEI SIMBOLI vi
le opere presenti in cataloghi di altri editori o le opere antologiche.
Nel contratto di cessione è esclusa, per biblìoteche, istituti di istruzione, musei ed archivi, la facoltà di cui Capitolo 1. Elementi di teoria degli insiemi. Strutture algebriche
all'art. 71·ter legge diritto d'autore. 1
Maggiori informazioni sul nostro sito: www.zanichellijt/Cinfo~fotocopie.html
1. Insiemi e operazioni tra insiemi 1
2. Corrispondenze e applicazioni 3
3, Relazioni. Congruenze 5
Impaginazione: Compomat, Configni (RI)
Copertina: Anna Maria Zamboni 4. Gruppi. Campi 7
In copertina: Fausto Melotti, Planetario, 1981. © Archivio Fausto Melotti 5. Esercizi proposti 13

Capitolo 2. Spazi vettoriali IR n 15


Prima edizione: 1996 Masson S,p,A., Milano L Spazi vettoriali IR n e sottospazi 15
Seconda edizione: settembre 2003
2. Dipendenza e indipendenza lineare di vettori 21
Ristampa 3. Basi e dimensione di un sottospazio 24
5 4 3 2 2007 2006 2005 2004 2003 4. Esercizi proposti 30

Capitolo 3. Matrici. Determinanti 33


Realizzare un libro è un'operazione complessa, che richiede numerosi controlli:
sul testo, sulle immagini e sulle relazioni che si stabiliscono tra essi, L Operazioni tra matrici 33
L'esperienza suggerisce che è praticamente impossibile pubblicare un libro
privo di errori. Saremo quindi grati ai lettori che vorranno segnalarceli, 2. Matrici equivalenti per righe 40
Per segnalazioni o suggerimenti rela~ivi a questo libro l'indirizzo a cui rivolgersi è: 3. Determinanti 43
Zanichelli editore S,p.A,
Via Imerio 34 4. Rango di una matrice 49
40126 Bologna
fax 051293322 5. 1Iatrice inversa 55
e-mail: linea_universitaria@zanichelli.it 6. Matrici ortogonali
sito web: www.zanichelli.it 60
7. Ricerca di una base di un sottospazio vettoriale di IR n 61
Per comunicazioni di tipo commerciale: universita@zanichelli.it
8, Cambiamento di base 67
9. Esercizi proposti 70

Capitolo 4. Sistemi di equazioni lineari 75


........., L Sistemi di n equazioni lineari in n incognite 76
~: Ti~ografia .BalII'inii';nc
vi~-Ald(';ltoro 18, 40068 S. Lazzaro (BO) 2. Sistemi normali eli m equazioni lineari in n incognite 78
per conto di Zanichelli editore S,p,A. 3. Sistemi non normali
Via Imerio 34, 40126 Bologna 82
4. Sistemi lineari omogenei 88
iv Indice generale © 88-08- 7257 © 8~-08- 7257 Indice generale v

5. Sistemi lineari omogenei di n - 1 equazioni in n incognite 93 2. Tangente a una curva in un punto 290
6. Sistemi lineari e sistemi omogenei associati 98 3. Circonferenza 291
7. Varietà lineari affini 99 4. Equazione polare di una circonferenza 301
8. Metodo di eliminazione di Gauss 102 5. Riduzione a forma canonica dell'equazione di una conica 301
9. Equazioni di un sottospazio di Rn 107 6. Esercizi proposti 310
lO. Esercizi proposti 111
Capitolo Il. Geometria dello spazio 313
Capitolo 5. Spazi vettoriali. Sottospazi. Basi 115 l. Rappresentazione di punti, piani e rette 313
1. Gli spazi vettoriali delle matrici 115 2. Fasci di piani. Complanarità 323
2. Gli spazi vettoriali IRn[x] 130 3. Parallelismo tra piani, tra rette, tra retta e piano 331
3. Sottospazi intersezione e somma 141 4. Angoli. Perpendicolarità. Distanze 344
4. Esercizi proposti 149 5. Cambiamenti di riferimento cartesiano ortonormale 360
Capitolo 6. Applicazioni lineari 153 6. Esercizi proposti 363
1. Applicazioni lineari tra spazi vettoriali 153 Capitolo 12. Curve e superfici. Quadriche 369
2. Immagine e nucleo 159 1. Sfera 369
3. Endomorfismi. Autovalori e autovettori. DiagOlmlizzazione 173 2. Circonferenza nello spazio 382
4. Esercizi proposti 200 3. Curve nello spazio 388
Capitolo 7. lo spazio vettoriale dei vettori ordinari 207 4. Coni e cilindri 392
1. Parallelismo e complanarità 207 5. Superficie di rotazione 403
2. Questioni metriche 212 6. Riduzione a forma canonica dell'equazione di una quadrica 406
3. Alcune identità vettoriali 222 7. Esercizi proposti 417
4. Alcune applicazioni in trigonometria e in geometria
Soluzioni degli esercizi proposti 422
elementare 225
Capitolo 2 422
5. Esercizi proposti 226
Capitolo 3 422
Capitolo 8. Spazi vettoriali euclidei 229 Capitolo 4 424
1. Spazi vettoriali euclidei ]Rn 229 Capitolo 5 425
2. Prodotti scalari di IR n 234 Capitolo 6 426
3. Endomorfismi simmetrici 236 Capitolo 7 428
4. Forme quadratiche reali 241 Capitolo 8 430
5. Esercizi proposti 248 Capitolo 9 431
Capitolo 9. Geometria del piano 251 Capitolo 10 434
1. Rappresentazione di punti e di rette 251 Capitolo Il 435
2. Parallelismo. Fasci di rette. Perpendicolarità 258 Capitolo 12 439
3. Distanze. Angoli 271
4. Cambiamenti di riferimento cartesiano ortonormale 279
5. Esercizi proposti 284

Capitolo lO. Curve nel piano. Coniche 289


l. Equazioni di una curva 289
Elenco mb
:3 Esiste. Elementi di teoria
;ti Non esiste.
v Per ogni.
Tale che.
degli insiemi.
I
E
1:
Appartiene.
Non appartiene. Strutture algebriche
=* Implica.
Non implica.
*
~
:J
Se e solo se.
Contiene.
:J Contiene propriamente.
ç È contenuto.
C È contenuto propriamente.
n Intersezione di insiemi.
u Unione di insiemi.
AxB Prodotto cartesiano di due insiemi A e B.
]N Insieme dei numeri naturali. 1. Insiemi e operazioni tra insiemi
lL Insieme dei numeri interi relativi.
Q Insieme dei numeri razionali.
1R Insieme dei numeri reali. La nozione di insieme corrisponde all'idea intuitiva di collezioni di oggetti
1R* Insieme dei numeri reali non nulli.
lL* Insieme dei numeri interi relativi non nulli. di varia natura.
Q* Insieme dei numeri razionali non nulli. Gli oggetti dell'insieme sono chiamati elementi dell'insieme.
a~b il equivalente a b.
Nel seguito gli insiemi saranno denotati con le lettere maiuscole dell'al-
a == b(mod. n) a congruo a b, modulo n.
lL n Insieme delle classi di congruenza modulo n. fabeto latino e le lettere minuscole denoteranno gli elementi di un insieme.
1Rn Insieme delle n-pie ordinate di numeri reali. La frase "a è un elemento dell'insieme A" si scriverà a E A mentre la nega-
M(m,n) Insieme delle matrici di tipo m x n a elementi reali. zione di tale affermazione "a non appartiene ad A" si scriverà a et. A.
1Rn[x] Insieme dei polinomi nella indeterminata x a coefficienti reali.
detA Determinante di una matrice A. Un insieme può essere definito specificando i suoi elementi, oppure in-
reA) Rango di una matrice A. dicando proprietà caratteristiche dei suoi elementi.
tr(A) Traccia di una matrice A. L'insieme A = {-I, I} può così essere definito anche come !'insieme
A-l Matrice inversa di una matrice A.
AT I\1atrice trasposta di una matrice A. delle soluzioni dell'equazione X2 = 1.
A(a) Matrice aggiunta di una matrice A. Alcuni importanti esempi di insiemi sono gli insiemi numerici:
a hk
I
Complemento algebrico di un elemento a hk di una matrice A.
Minore formato dalle h l' h 2 , ... ,hp -esime righe e k 1 ' k 2 , •.. ,kp-esime 1) l'insieme dei numeri naturali ]N = {O, 1,2, ... },
a h ,h2 .. hp,kjk2 .. k p
colonne di una matrice A. 2) !'insieme degli interi relativi ll. = { ... ,-2, -1, 0,1,2, ... },
GL(n, IR) Gruppo delle matrici di ordine n inverti bili a elementi reali. 3) l'insieme dei numeri razionali Q = {p j q con p, q E 7l., q i- O},
GO(n,1R) Gruppo delle matrici ortogonali di ordine n a elementi reali.
Sottospazio generato dai vettori v l' V 2' ... ,vn'
4) l'insieme dei numeri real! IR,
L(v 1 ,V 2 , · · · ,v n )
E'j ( E M(m, n)) Matrice di tipo rn x n avente tutti gli elementi nulli escluso l'elemento 5) l'insieme dei numeri complessi a-;.
c ij che è uguale a 1. Due insiemi coincidono se hanno gli stessi elementi; un insieme privo di
Somma di due sottospazi vettoriali U e W di uno spazio vettoriale.
Somma diretta di due sottospazi vettoriali U e W di uno spazio elementi viene detto insieme vuoto e viene denotato con il simbolo 0.
vettoriale. L'insieme A = {x E ll.jx2 = 3} è privo di elementi pertanto A = 0.
A(v, W) Varietà lineare affine per v, parallela a un sottospazio W.
Ker! Nucleo di un'applicazione lineare.
1m! Immagine di un'applicazione lineare. 1.1 Diciamo che l'insieme B è contenuto in A (in simboli B ç A) o che
E(À) Autospazio relativo a un autovalore À.
Molteplicità algebrica di un autovalore À. I) è un sottoinsieme di A se ogni elemento di B appartiene anche ad A.
ma(À)
mg(À) Molteplicità geometrica di un autovalore À. Si dice anche che A include B.
n·v Prodotto scalare euclideo di due vettori n e v. Più precisamente si parla di inclusione propria o di un sottoinsieme
Ilvll Modulo di un vettore v.
proprio di A se ogni elemento di B appartiene ad A ed esiste almeno un
U.l. Complemento ortogonale di un sottospazio vettoriale U di uno spazio
vettoriale euclideo. elemento di A che non appartiene a B: brevemente'B C A.
2 Capitolo 1 - Elementi di teoria degli insiemi. Strutture algebriche @ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257 2 - Corrispondenze e applicazioni 3

Vale la seguente catena di inclusioni proprie:


1.5 Se A e B sorw insiemi non vuoti si definisce prodotto cartesiano di
lNcllc<QcIRC<C
A per B, in simboli A x B, l'insieme delle coppie ordinate di elementi (a, b)
ove a E A e b E B; brevemente:
Una delle tecniche più usate, per verificare che due insiemi A e B coincidono,
A x B = {(a,b)/Va E A, Vb E B}
è quella della "doppia inclusione" , cioè si verifica che, nello stesso tempo, si
ha: A ç B e B ç A. Si noti che A x B i= B x A.
Dato un insieme qualunque A risulta 0 ç A e A ç A; 0 e A sono detti Se A = B = IR si ottiene il prodotto cartesiamo di IR per IR : IR x lR = IR2
sottoinsiemi banali di A. che risulta essere l'insieme delle coppie ordinate di numeri reali.
Iterando il prodotto si ha IR3 = IR x lR x IR, ossia l'insieme delle teme
'M§i.!.HI' ordinate di numeri reali e, in generale, IRTI = IR x IR x ... x IR che è l'insieme
delle n-pIe ordinate di numeri reali.
L'insieme A = {x E III - 1 ::; x ::; I} coincide con l'insieme B = {-I, 0,1}.
Inoltre A è un sottoinsieme proprio di ll.
1.6 Dati gli insiemi A = {a E llla 2 -9::; O} e B = {b E III -1::; b::; 3},
1.2 Si .definisce insieme delle parti di A e si indica con P( A) l'insieme i determinare A U B, A n B e il complementare di A in ll.
cui elementi sono tutti i possibili sottoinsiemi di A.
Soluzione
Poiché B è un sottoinsieme proprio di A risulta A U B = A e A n B = B.
'MA.!I.! r.tJ Il complementare di A in ll, C71 (A), è il sottoinsieme infinito degli interi x
tali che X2 - 9 > O.
L'insieme delle parti dell'insieme A = {O, I} è: P(A) = {0, {O}, {I}, A}.
L'insieme A contiene due elementi mentre P(A) ne contiene quattro.
1. 7 Determinare A U B e A n B nei seguenti casi:
a) A={aElNla=3n,VnElN} B={bElll -1::;b::;6}
1.3 Dati due insiemi A e B si definisce l'insieme unione di A e B, in b) A, BçIR2 :A={(0,y)lyEIR} B={(:E,Y)lx~O,y=l}
simboli A U B, la totalità degli elementi che appartengono ad A o aB: Soluzione
a) A U B = {-I, 1,2,4,5, a = 3n, Vn E lN} AnB={0,3,6}
AuB = {x I x E A o x E B} b) A u B = {(x, y) I se x > 0, y = 1; se x = 0, Y E IR} AnB={(O,I)}
e l'insieme intersezione di A e B, in simboli AnB, la totalità degli elementi
che appartengono ad A e a B: 2. Corrispondenze e applicazioni

AnB={xlxEAexEB} 2.1 Dicesi corrispondenza i.p dell 'insieme non vuoto A nell 'insieme B, in
simboli i.p : A ---+ B, una legge che a ciascun elemento di A associa uno o
Due insiemi si dicono disgiunti se A n B = 0. più elementi di B. In particolare dicesi applicazione i di A in B una legge
che a ciascun elemento di A associa un unico elemento di B.
1.4 Sia B un sottoinsieme dell 'insieme A, gli elementi di A che non appar- L'insieme A viene detto dominio della corrispondenza (applicazione) e l'in-
tengono a B costituiscono un sottoinsieme di A che dicesi complementare sieme B codominio della corrispondenza (applicazione). L'unico elemento
di B in A e che si indica con CA(B) o anche con che corrisponde ad a EA, nell'applicazione i, sLiudiea conf(a) ed è detto
immagine di a rispetto a i.
CA(B) = {xix E A, x tt B} Si noti che è importante specificare il dominio e il codominio dell'appli-
cazione: se uno di essi cambia, cambia anche l'applicazione.
Ovviamente vale che B U CA(B) = A e che B n CA (B) = 0. Per esempio, i : lN ---+ lN con i(x) = X2 è diversa da g : II ---+ II con
g(z) = Z2.
@ 88-08- 7251 S - Relazioni. Congruenze 5
Capitolo 1 - Elementi di teoria degli insiemi. Strutture algebriche @ 88-08- 7257
4
b) f è iniettiva poiché se x -=1= y, segue che Vi -=1= vY per ogni x, y reale
positivo; f non è suriettiva perché, per esempio, -15 -=1= Vi per qualun-
a) Sia A'~ {x E IR / - 1 ~ x ~ l} e B = IR. La legge che al numero x E A que x reale.
associa il numero reale y = arcsin x è una corrispondenza di A in B e c) f è iniettiva poiché per x -=1= y segue che f(x) = -x -=1= -y = f(y), ed
non un'applicazione, essendo infiniti gli archi il cui seno è un numero è suriettiva perché un qualunque intero z è immagine dell'elemento -z
prefissato: per esempio, arcsin 1 = ~ + 2k7r. di 7l.
d) f non e. .mIe
. tt'Iva perch'e, per esemplO,
. l. numeri razionali -2 e -3 hanno la
b) La legge f : 7l ---> 7l definita da f: x --) x + 1 è un'applicazione.
stessa immagine 5; f è suriettiva perché ogni numero indro r~lativo z è
c) La legge f : 7l ---> IN che all'intero p associa p2 è un'applicazione.
d) La legge f : IR+ --) IR che a un reale k positivo o nullo associa i reali h
.
Immagme . d'l a lmeno un numero
. razlOnale,
' 1
per esempio, '" - 1 o '" - 2 T'
tali che h2 = k è una corrispondenza perché, per esempio, per k = 4, h
U n'applicazione (funzione) iniettiva e suriettiva (biiettiva o biunivoca) dicesi
può essere 2 o -2. biiezione.
e) La legge f : A x B --) A che ad una qualunque coppia (a, b) associa il
primo elemento a E A è un'applicazione che viene detta proiezione di
A x B in A. 3. Relazioni. Congruenze

2.2 Un'applicazione f : A --) B dicesi iniettiva se elementi distinti di A 3.1 Dato un insieme arbitrario A, un elemento a E A si dice che è in rda-
zione con b E A e si scrive a cv b, se a e b verificano una fissata proprietà.
hanno immagini distinte cioè se:
La proprietà definisce in A una relazione binaria e tutte le coppie di ele-
menti a, b tali che a rv b costituiscono un sottoinsieme dell'insieme prodotto
cartesiano A x A.
Nell'insieme IN dei numeri naturali si consideri la seguente relazione:
L'applicazione f : IR --) IR definita da f(x) = x+ 1 è, per esempio, iniettiva p rv q se p ~ q. Allora, per esempio, 1 è in relazione con 2, mentre 5 non è
essendo, per x i y, f(x) = x + 1 i y + 1 = f(y)· in relazione con 4.
Ancora, nell'insieme IR dei numeri reali si consideri la seguente rela-
2.3 Un'applicazione f : A --) B dicesi suriettiva se ogni elemento di B è zione: x cv y se y = 2x. Allora, per esempio, ~ è in relazione con 1, mentre
immagine di almeno un elemento di A. 1 non e..In relaZIOne
' 1
con -.
2
L'applicazione f : IR --) IR+ (dei reali nei reali positivi o nulli) definita da
f(x) = Ixl è, per esempio, suriettiva, poiché un qualunque reale positivo a 3.2 Una relazione definita in un insieme A è detta relazione di equivalenza
è immagine di -a, e anche di a stesso. se soddisfa le seguenti proprietà:
Un'applicazione tra insiemi numerici dicesi anche funzione. 1) proprietà riflessiva: a '" a, V a E A
2) proprietà simmetrica: da a cv b segue che b cv a, Va, b E A
2.4 Stabilire se le seguenti funzioni sono iniettive, sur-iettive: 3) proprietà transitiva: se a cv b e b cv c, allora a cv c, Va, b, c E A
a)f: 7l ---> 7l tale che f(x) = Ixl In tale caso, la scrittura a '" b si legge "a è equivalente a b" .
b) f: IR+ --) IR tale che f(x) = Vi Si può facilmente verificare che le relazioni degli esempi precedenti non
c) f: 7l ---> 7l tale che f (x) = - x sono relazioni di equivalenza; esse non soddisfano, per esempio, la proprietà
d) f: <Q ---> 7l tale che f(pjq) = p + q simmetrica. Invece, nell'insieme 7l degli interi relativi la relazione così de-
finita: p'" q se Ipl = Iql, è una relazione di equivalenza (si lascia la verifica
Soluzione al lettore).
a) f non è iniettiva poiché risulta, per esempio, f(l) = f(-l) = 1; f non Così anche sono relazioni di equivalenza le relazioni di parallelismo nel-
è suriettiva poiché, per esempio, -5 non è immagine di alcun intero l'insieme delle rette dello spazio e nell'insieme dei piani, considerando la
relativo.
6 Capitolo 1 - Elementi di teoria degli insiemi. Strutture algebriche @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 4 - Gruppi. Campi 7

coincidenza come caso particolare di parallelismo, mentre la relazione di 3.7 Fissato un numero naturale n > O si dice che a è congruo b modulo
perpendicolarità nell'insieme di tutte le rette dello spazio non è una rela- n e si scrive a == b (mod. n) se:
zione di equivalenza (la verifica è lasciata al lettore).
La relazione di equipollenza nell'insieme dei segmenti orientati dello a - b = kn k E 7l...
spazio è una relazione di equivalenza.
La relazione definita in 7l.. da questa proprietà viene detta relazione di con-
gruenza modulo n. Essa è una relazione di equivalenza. Infatti:
3.3 Dicesi classe di equivalenza di un elemento a E A rispetto alla rela-
proprietà riflessiva: a == a (mod. n) poiché a - a = On;
zione di equivalenza definita in A l'insieme di tutti gli elementi di A che
proprietà simmetrica: se a - b = k n allora b - a = (-k) n ovvero
sono equivalenti ad a.
b == a (mod. n);
Essa si indica con [a]~. Un qualunque elemento della classe [a]~ dicesi proprietà transitiva: se a - b = k n e b - c = h n, sommando membro a
rappresentante della classe. membro le due uguaglianze si ha: (a-c) = (h+k)n, ovvero a == c (mod. n).
Le classi di equivalenza rispetto alla relazione di congruenza sono dette
Si dimostra che: classi di congruenza modulo n o classi resto modulo n e l'insieme quoziente
viene indicato con 7l.. n .
Per n = 2, si hanno due classi di congruenza modulo 2:
3.4 Se b E [a]~ allora [bL == [aL.
Intanto si ha che [b]~ ç [a]~ poiché dato un qualunque c rv b, essendo per [0]2 = {... ,-2, O, 2, ... } = {numeri pari relativi}
ipotesi b rv a, per la proprietà transitiva è c rv a ovvero c E [aL. [1]2 = {... ,-1, 1,3, ... } = {numeri dispari relativi}
D'altro canto è anche [b]~ :;2 [aL perché, dato un arbitrario elemento
d E [a]~, cioè d rv a, essendo per la proprietà simmetrica a rv b, per la Pertanto 7l.. 2 = {[O]2' [1]2} è un insieme costituito da due soli elementi.
proprietà transitiva è anche d rv b ovvero d E [b]~. Ne segue che [a]~ == [bL. Per n = 3, si hanno tre classi di congruenza modulo 3:

Inoltre vale la seguente proprietà: [0]3 = {... , -3, O, 3, 6, ... } = {a = 3h, h E 7l..}
[1]3 = {... ,-2,1,4,7, ... } = {a = 3h + 1, h E 7l..}
3.5 Se due classi di equivalenza hanno un elemento in comune, esse coin-
cidono. [2]3={'" ,-1,2,6,8, ... }={a=3h+2, hE71..}

Infatti se c è un elemento sia della classe [a]~ che della classe [bL, dalla Notiamo che, per esempio, [3b = [Oh e [4]3 = [lb.
proprietà 3.4 si ha che [c]~ == [a]~ e [c]~ == [bJ~ da cui [a]~ == [bL. Si ha che 7l.. 3 = {[O]3' [1]3' [2LJ è un insieme costituito da tre soli ele-
La classe di equivalenza di una retta rispetto alla relazione di paralleli- menti.
smo è l'insieme di tutte le rette parallele a essa. Essa dicesi direzione della In generale l'insieme 7l.. n è costituito da n elementi che sono le classi
retta. [O]n' [1]n"" , [n - l]n'
La classe di equivalenza di un piano rispetto alla relazione di paralle-
lismo è l'insieme di tutti i piani paralleli a esso. Essa dicesi giacitura del 4. Gruppi. Campi
piano.
La classe di equivalenza di un segmento orientato rispetto alla relazione
Sia dato un insieme C. Un'operazione (interna, binaria) in C è un'applica-
di equipollenza dicesi vettore.
zione del prodotto cartesiano C x C in C cioè una legge che a ogni coppia
3.6 Dicesi insieme quoziente rispetto alla relazione di equivalenza l'in- ordinata (gl' g2) di elementi di C associa un elemento g3 di C.
sieme i cui elementi sono le classi di equivalenza. Se l'operazione viene denotata con· , l'elemento g3 si scrive gl . g2 e
l'insieme C dotato di tale operazione si denota con CC).
8 Capitolo 1 - Elementi di teoria degli insiemi. Strutture algebriche (9 88-08- 7257 (9 8il-OH- 7257 4 - Gruppi. Campi 9

Esempi di operazioni definite in IR sono ovviamente l'addizione e la molti-


4.2 Un gruppo G(·) dicesi gruppo commutativo o abeliano se vale la ul-
plicazione di numeri reali. teriore:
Nell'insieme lN la sottrazione non è un'operazione perché può non esi-
stere il naturale n tale che a - b = n, con a, b E lN. Ad esempio, se a = 2, 4) proprietà commutativa: gl' 92 = 92' g1 V9192 E G.
b = 3,2 - 3 = -1 rf: lN. Esempi di gruppi commutativi sono gli insiemi ~(+), (Q( +), IR( +).
L'insieme IR*(-) è un gruppo commutativo.
Un altro esempio di gruppo commutativo è dato dall'insieme dei vet-
4.1 Dicesi gruppo un insieme non vuoto G in cui è definita un'operazione
tori applicati in un punto O rispetto all'operazione di somma di vettori.
che indichiamo con . e che soddisfa le seguenti proprietà:
Esaminiamo più dettagliatamente i seguenti esempi.
1) proprietà associativa:

liH]JN li1/
Sia G = IR x IR = IR 2 l'insieme delle coppie ordinate di numeri reali.
2) esiste un elemento e E G tale che: Definiamo la somma di due elementi di IR 2 nel seguente modo:

g·e=e·g=g Vg E G (x,y) + (x',y') = (x+x',y+y') Vx,y,x',y' E IR

3) per ogni 9 E G, esiste un elernento 9' E G tale che: Si verifica facilmente che m? (+) è un gruppo commutativo. Infatti:
1) proprietà associativa:
9 . 9' = g' . 9 = e
((x, y) + (x', y')) + (x", y") = (x + x', y + y') + (x", y") =

Si può dimostrare che l'elemento e è unico; esso viene detto elemento neutro = (x + x' + x", y + y' + y") = (x, y) + ((x', y') + (x". y"))
rispetto all'operazione. Per ogni 9 E G si prova che g' è unico; esso viene
detto simmetrico di g. v x, y, x' , y' , x" . y" E IR
Ad esempio, gli insiemi ~,(Q, IR con l'ordinaria operazione di addizione
2) esiste la coppia (O, O) tale che:
sono gruppi. L'elemento neutro è O e l'elemento simmetrico di un numero
9 è il suo opposto -9. (:r,y) + (0,0) = (x,y) V x,y E IR
Notiamo che invece lN( +) non è un gruppo poiché l'opposto di un nu-
mero naturale non appartiene a lN. 3) per ogni (x, y) E IR2 , 3 (-x, -y) tale che:
Gli insiemi IR* = IR - {O} e (Q* = (Q - {O} sono gruppi con l'ordinaria
operazione di moltiplicazione. L'elemento neutro è 1 ed il simmetrico di un (x,y) + (-x, -y) = (0,0) V x.y E IR
numero 9(=1= O) è il suo inverso g-l, mentre l'insieme ~* = ~ - {O} non è un
4) proprietà commutativa:
gruppo rispetto all'ordinaria operazione di moltiplicazione poiché l'inverso
di un intero, diverso da zero, è un numero razionale. (x,y) + (x',y') = (x',y') + (x,y) V x,y,x',y' E nl
Dagli esempi precedenti traggono origine le seguenti denominazioni.
Se l'operazione viene indicata con· l'elemento gl . .92 dicesi prodotto di La 4) discende immediatamente dalla proprietà commutativa della addizione
g1 per 92' l'elemento neutro è detto unità del gruppo e il simmetrico di un tra numeri reali.
elemento 9 dicesi inverso di g. In generale, l'insieme delle n-pIe ordinate di numeri reali dotato della
Se l'operazione viene indicata con + l'elemento g3 = gl + g2 dicesi seguente operazione:
somma di g1 e 92' l'elemento neutro è detto elemento nullo del gruppo e il
simmetrico di 9 dicesi opposto di 9.
L'inverso di .9 viene indicato con g-l e l'opposto con -g.
è un gruppo commutativo che viene indicato con TRn ( +).
lO Capitolo 1 - Elementi di teoria degli insiemi. Strutture algebriche @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 -4 - Gruppi. Campi 11

4.3 Un gruppo G (.) dicesi finito se l'insieme G è costituito da un numero Infatti se r E [P]3 ed s E [q]3 allora r - p = 3k e s - q = 3h e moltiplicando
finito di elementi. Il numero degli elementi dicesi ordine del gruppo. la prima uguaglianza per s e la seconda per p otteniamo:

Per esempio G = {I, -I} è un gruppo (commutativo) rispetto all'ordinaria


rs - ps = 3ks = 3k' con k' = ks E 7l.
moltiplicazione. L'elemento unità di G è 1 e l'inverso di -1 è -1 stesso. G
è un gruppo di ordine 2. ps - pq = 3hp = 3h' con h' = hp E 7l.

Sommando membro a membro tali ultime uguaglianze si ha:

rs - pq = 3k' + 3h' = 3(k' + h') ovvero rs == pq (mod. 3)


Consideriamo il gruppo 7l.( +) con l'ordinaria operazione di addizione e la
relazione di congruenza modulo 3 (n. 1).
quindi rs E [pqL e dalla proprietà 1.5 segue che [rs]3 = [PqL.
Nell'insieme quoziente 7l. 3 si può definire un'operazione di addizione nel
Se ora si considera il sottoinsieme 7l.; = 7l. 3 - [0]3' costituito dai due
seguente modo:
elementi [1]3 e [2]3' con tale operazione esso è un gruppo commutativo.
L'elemento unità è [1]3 e l'inverso di [2]3 è sé stesso poiché:

Potrebbe sembrare che l'operazione così definita dipenda dalla scelta di p e


q come rappresentanti delle classi.
Le altre due proprietà, associativa e commutativa, sono conseguenza im-
Così non è in quanto se r è un altro arbitrario intero della classe [P]3 e s mediata delle proprietà associativa e commutativa della moltiplicazione tra
è un altro qualunque intero della classe [q]3' poiché r - p = 3k e s - q = 3h, numeri interi.
h, k E 7l., sommando membro a membro le due uguaglianze, si ha:

r+s-(p+q) =3(h+k) e quindi r+s==p+q (mod.3) 4.4 Trovare tutte le possibili somme di classi di 7l. 3 e tutti i possibili pro-
dotti di classi di 7l.;.
cioè r + s è un altro rappresentante della classe p + q e pertanto, per la
proprietà 1.5, risulta: [r + S]3 = [p + qb Si possono scrivere le cosiddette tavole di additività e di moltiplicazione
L'insieme 7l. 3 con tale operazione è un gruppo commutativo: la classe [0]3 usando il seguente metodo, ben noto, della tavola pitagorica.
è l'elemento nullo e l'opposto della classe [P]3 è [-pL = [3 - P]3 (la verifica
delle altre proprietà è lasciata per esercizio al lettore). + [0]3 [1]3 [2]3 [1]3 [2]3
7l. 3 ( +) è un esempio di gruppo finito di ordine 3. [OL [0]3 [1]3 [2]3 [1]3 [1]3 [2L
Generalizzando al caso di 7l. n si ha che 7l. n , con l'operazione di addi- [IL [1]3 [2]3 [0]3 [2L [2]3 [1]3
zione definita in modo analogo al caso n = 3, è un gruppo commutativo di [2L [2]3 [0]3 [1]3
ordine n.

I !1§!!i.!b" 1111I1H••
Sempre nell'insieme 7l. 3 si può definire una operazione di moltiplicazione nel L'insieme dei vettori ordinari con l'operazione di somma di due vettori è un
seguente modo: gruppo commutativo.

4.5 Dicesi campo un insieme non vuoto IK dotato di due operazioni bi-
Si può dimostrare che anche tale operazione non dipende dai rappresentanti narie, interne che denotiamo con + e . e che chiamiamo addizione e mol-
scelti nelle classi. tiplicazione tale che: IK( +) è un gruppo commutativo, l'insieme IK privato
12 Capitolo 1 - Elementi di teoria degli insiemi. Strutture algebriche @ 88-08- 7257
@ 88-08· 7257 5 - Esercizi proposti 13

dell'elemento nullo è un gr-uppo commutativo rispetto all'operazione di mol- CosÌ pure l'insieme quoziente 113 con le operazioni definite negli esempi 2 e
tiplicazione e infine vale la proprietà (distr-ibutiva rispetto all'addizione): 3 è un campo. Infatti 113( +) è un gruppo commutativo, ll; = 113 - [0]3 è
un gruppo commutativo e la proprietà distributiva discende dalla proprietà
a· (b + c) = a· b + a . c Va, b, c E IK distributiva rispetto all'addizione di numeri interi.
Invece l'insieme quoziente 114 con le operazioni di addizione e moltipli-
In forma esplicita, per IK devono valere le seguenti proprietà: cazione definite in modo analogo al caso di 113 non è un campo. Infatti
non esiste l'inverso della classe [2]4 poiché nessuna moltiplicazione dà come
1) propr-ietà ass ociativa dell'addizione: risultato [1]4 come appare dalle seguenti uguaglianze:

a + (b + c) = (a + b) + c Va, b, c E IK [2]4' [1]4 = [2]4


2) proprietà commutativa dell'addizione: [2]4 . [2]4 = [0]4

a+b=b+a Va, bE IK [2]4 . [3]4 = [6]4 = [2]4


In generale vale il seguente teorema:
3) esiste l'elemento nullo rispetto all'addizione, che denotiamo con 0K'
tale che:
Va E IK 4.6 Se p è un numero primo, IIp è un campo.

4) per ogni a E IK esiste l'elemento opposto -a tale che:


5. Esercizi proposq
_..._._.,..
a + (-a) = OK
~.

5.1 Stabilire se le seguenti applicazioni sono iniettive, suriettive:


5) proprietà associativa della moltiplicazione:
a) f: IN ---t II definita da f(n) = 3n
a·(b·c)=a·(b·c) Va, b, c E IK b) f: IR ---t IR definita da f(x) = x:J
c) f: II x II ---t II definita da f[(a, b)] = a + b
6) proprietà commutativa della moltiplicazione: d) f: IN ---t II x II definita da f(n) = (n 2 , n + 1)

a·b=b·a 5.2 Determinare le classi di congruenza modulo 4 e modulo 5.


Va, bE IK
5.3 Scrivere tutte le possibili somme di classi in 114 e in 115 e tutti i
7) esiste l'elemento unità rispetto alla moltiplicazione, che denotiamo con
possibili prodotti di classi in ll~ = 114 - [0]4 e ll; = 115 - [0]5 rappresentandoli
1JK , tale che:
con le rispettive tavole di addizione e di moltiplicazione.
Va E IK 5.4 Determinare la classe di equivalenza del n7lmero 8 r-ispetto alla rela-
zione definita in ll: p r-v q se Ipl = Iql.
8) per ogni a =1= 0K esiste l'elemento inverso a-l tale che:
5.5 Fissato un punto O dello spazio, si consideri nell 'insieme dei punti
a·a -1 = 1K dello spazio la seguente relazione: P è in relazione con Q se la distanza di
P da O è uguale alla distanza di Q da O. Verificare che si tratta di una
9) proprietà distributiva r-ispetto all'addizione: relazione di equivalenza e determinare le classi di equivalenza.

a· (b + c) = a . b + a· c Va, b, c E IK 5.6 Verificare che l'insieme S = {3h, h E ll} con l'ordinaria operazione
di addizione è un gruppo commutativo.
Sono esempi di campi gli insiemi ili, Q con le ordinarie operazioni di addi-
zione e moltiplicazione.
Spazi vettoriali IRn

1. Spazi vettoriali IR" e sottospazi

Richiamiamo innanzitutto alcune definizioni.


Uno spazio vettoriale reale V è un insieme non vuoto, i cui elementi
vengono chiamati vettori, nel quale sono definite due operazioni:
I) l'operazione di somma che associa a due vettori VI e v 2 di V un altro
vettore indicato con il simbolo VI + v 2 e detto somma di VI e V 2 ,
II) l'operazione di prodotto di un vettore V per un numero reale (o scalare)
a, che associa alla coppia (a, v) un vettore, indicato con il simbolo av.
L'operazione di somma gode delle seguenti proprietà:
1) proprietà commutativa:

2) proprietà associativa:

3) esistenza dell'elemento neutro o vettore nullo o:


o+v=v+o=v Vv E V

4) esistenza dell 'elemento opposto -v di un vettore v:

v+(-v)=-v+v=o VVEV

L'operazione di prodotto di un vettore per uno scalare gode delle seguenti


proprietà:
5) proprietà distributiva rispetto alla somma di vettori:

Va E lR
16 Capitolo 2 - Spazi vettoriali IR H @ 88-08- 7257 1 - Spazi vettoriali lRn e sottospazi 11
@ 88-08- 7257

6) proprietà distributiva rispetto alla somma di scalari: delle operazioni di campo (cap. 1,4.5), a eccezione dell'esistenz~ d~ll'~nverso
di un elemento, sono esattamente le otto proprietà delle operazlOm (mterna
(a+b)v=av+bv V a,b E IR Vv E V ed esterna) di uno spazio vettoriale.

7) proprietà associativa:
1.2 ) Verificare che l'insieme IR 2 delle coppie ordinate di numeri reali è uno
a(bv) = (ab)v V a,b E IR VvE V spazio vettoriale rispetto alle seguenti operazioni:
I) (x, y) + (x', y') = (J: + x', y + y')
8) lo scalare 1 è elemento neutro:
II) À(x, y) = (Àx, Ày)
Iv = v Vv E V V (x, y), (x', y') E IR2 V À E IR
Soluzione
L'insieme IR 2 rispetto alla operazione (interna) di somma è un gruppo
L'operazione II viene anche detta semplicemente prodotto per uno scalare. commutativo '(cap. 1, n. 4, es. 1). Inoltre, V (x, y), (x', y') E IR?, V À, ~ E IR,
In modo equivalente si dice che in un insieme V si è introdotta una l'operazione (esterna) di prodotto per un numero reale (scalare) venfica le
"struttura" di spazio vettoriale sui reali se in esso sono state definite le due seguenti proprietà:
operazioni I e II soddisfacenti le proprietà 1, ... ,8. proprietà distTibutiva rispetto alla somma di elementi di IR2 :
Se in V si considera la sola operazione I soddisfacente le proprietà 2, 3,
4, in V si è introdotta una struttura di "gruppo" [cap. 1, 4.1]. À[(X, y) + (X', y')] = À(X, y) + À(X', y')
Poiché vale anche la proprietà 1, V rispetto alla operazione I ha una
struttura di "gruppo commutativo" [cap. 1, 4.2]. operando sul primo membro della precedente si ha:
Di~esi sottospazio vettoriale di uno spazio vettoriale V, o semplice-
À(x + x', y + y') = (Àx + Àx', Ày + Ày') = (Àx, Ày) + (Àx' + Ày') =
mente sottospazio di V, un sottoinsieme non vuoto S C V che sia uno
spazio vettoriale rispetto alle operazioni di somma e di prodotto per un nu- = À(x, y) + À(x', y')
mero reale definite in V.
proprietà distributiva rispetto alla somma di Teali:
C.N.E.S. perché un sottoinsieme non vuoto S di uno spazio vettoTiale V
s'ia sottospazio vettoriale di V è che si abbia: (À + fL)(X, y) = À(x, y) + fL(X, y)

operando sul primo membro della precedente si ottiene:


Va E IR
(ÀX + fLx. Ày + ILy) = (Àx, Ày) + (fLX + fLY) = À(X, y) + fL(X, y)
Si osservi che una condizione necessaria affinché un sottoinsieme S di uno
proprietà associativa:
spazio vettoriale V sia sottospazio vettoriale è che contenga il vettore nullo;
viceversa un sottoinsieme S che contenga il vettore nullo può non essere un
sottospazio vettoriale.
sempre operando sul primo membro della precedente si ha:

1.1 VeTificare che il campo IR dei numeri reali è uno spazio vettoriale reale
! e che ogni campo ]I( è spazio vettoriale su se stesso.
Soluzione
il numero reale 1 è elemento neutro:
Basta osservare che, considerando l'ordinaria operazione di addizione tra l(x, y) = (x, y)
reali come operazione interna e l'ordinario prodotto di due numeri reali come
operazione esterna di prodotto di un vettore per uno scalare, le proprietà discende immediatamente dall'esistenza dell'unità in IR.
@ 88-08- 7257 1 - Spazi vettoriali IRn e sottospazi 19
18 Capitolo 2 - Spazi vettoriali IRn @ 88-08- 7257

Soluzione
Si conclude che l'insieme IR? con le operazioni I e n sopra definite è uno
L'insieme IR2 con l'operazione I di somma è un gruppo commutativo (cap. 1,
spazio vettori aie sui reali.
n. 4, es. 1).
1.3 Verificare che l'insieme IRn delle n-pie ordinate di numeri reali è uno L'operazione (esterna) n verifica le proprietà associativa e distributiva
spazio vettoriale rispetto alle operazioni: del prodotto per un numero reale (scalare), ma lo scalare 1 non è elemento
I) (x]l x 2 , · · · ,x n) + (Yll Y2"" ,Yn) = (Xl + YI' x 2 + Y2"" 'Xn + Yn) neutro del prodotto in quanto:
n) À(X I , X2 , ••• ,Xn) = (ÀX I , ÀX 2 , ... ,ÀXn)
per qualunque coppia di n-pie ordinate di reali e per qualunque À E IR. l(x, y) = (O, y) i- (x, y)
Soluzione Dunque IR 2 non è uno spazio vettoriale rispetto alle operazioni I e n intro-
IRn (+) è un gruppo commutativo (cap. 1, n. 4, es. 1). La verifica delle
dotte.
proprietà della operazione n è lasciata al lettore.

1.6 Stab'ilire se l'insieme IR2 è uno spazio vettoriale rispetto alle operazioni:
1.4 Stabilire se l'insieme IR2 è uno spazio vettoriale rispetto alle opera- I) (x,y)+(x',y') = (x+:r',y+y')
zioni: n) À(X, y) = (-Àx, Ày)
I) (X,y) + (x',y') = (x+x',y+y') V (x,y), (x',y') E IR 2 V À E IR
n) À(X, y) = (Àx, y)
V (x, y), (x', Y') E IR 2 V À E IR Soluzione
IR2 è un gruppo commutativo rispetto alla operazione I, ma non è uno spazio
Soluzione vettoriale poiché:
L'insieme IR2 è un gruppo commutativo rispetto alla operazione I di somma
(cap. 1, n. 4, es. 1). l(x, y) = (-x, y) i- (x, y)
Osserviamo che per l'operazione n (esterna) risulta:
ovvero lo scalare 1 non è elemento neutro rispetto alla operazione n.
(À + fL)(X, y) =/= À(x, y) + fL(X, y)
1.7 Stabilire se il sottoinsieme S dello spazio vettoriale IR2 così definito:
Infatti, operando con la n sul primo membro della (*) si ha:
5 = {(x, y) / 2x = y}
(À + fL)(X, y) = ((À + fL)X, y)
è un sottospazio vettoriale di IR2 •
mentre, sempre operando con la n sul secondo membro della (*), e appli-
cando la I risulta: Soluzione
Innanzitutto 5 è non vuoto poiché il vettore nullo O = (O, O) E 5. Inoltre S
À(X, y) + fL(X, y) = (Àx, y) + (fLX, y) = ((À + J-l)x, 2y) è chiuso rispetto alla somma poiché, comunque presi due vettori di 5, VI =
= (x,2x) e V 2 = (x', 2x'), si ha:
Dunque l'operazione esterna n non verifica la proprietà distributiva rispetto
alla somma di scalari, pertanto IR2 non è uno spazio vettoriale rispetto alle VI +V 2 = (x+x',2x+2x') = (x+x',2(x+x'))
operazioni I e n sopradefinite.
da cui si deduce che VI + v 2 E 5.
5 è chiuso anche rispetto al prodotto per un numero reale À qualunque
1.5 Stabilire se l'insieme IR2 è uno spazio vetioriale rispetto alle opera-
in quanto:
zioni:
I) (x,y)+(x',y')=(x+x',y+y') ÀV 1 = À(x,2x) = (Àx,2Àx)
n) À(X, y) = (O, ÀY)
v (x, y), (x' , y') E IR 2 VÀ E IR ovvero ÀV 1 E S. Quindi 5 è un sottospazio vettoriale di IR2 .
20 Capitolo 2 - Spazi vettoriali lRn @ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257 2 - Dipendenza e indipendenza lineare di vettori 21

1.8 StabiliTe se il sottoinsieme S dello spazio vettoT'iale IR3 così definito: Soluzione
S è non vuoto in quanto O = (O, O, O) E S, ma non è chiuso rispetto alla
S= {(x,y,z)/x+y-z=O}
somma poiché, per esempio, scelti due vettori di S: VI = (2,1, O) e v 2 =
= (-1, -1,2) ( per entrambi x i= 1), la loro somma è il vettore VI + v 2 =
è un sottospazio vettoTiale di IR3 .
= (1, O, 2) che non appartiene a S (risulta x = 1), quindi S non è un
Soluzione sottospazio vettoriale di IR3 .
Il sottoinsieme S è non vuoto in quanto O = (O, O, O) E S. Inoltre, comunque
presi due elementi di S, VI (x, y, z) e v 2 (x', y', z'), essi verificano, per ipotesi,
le seguenti: 1.11, Stabilire quali dei seguenti sottoinsiemi dello spazio vettoTiale IR 4
sono sottospazi vettoTiali di IR4 :
x+y-z=O x' + y' - Z' =O a) SI = {(Xl,X2,X3,X4)/XI =x 2 }
b) S2= {(xI,:.r2,x3,x4)/xl =x 2 +1}
Essendo: c) S:3 = {(:E I ,X 2 ,X 3 ,X4 ) / x~ = l}
d) S4 = {(x ll x 2 , x 3 ' x 4)/xi + x~ + x~ + x~ = O}
(x, y, z) + (x', y', Zl) = (x + x', y + y', z + z')
Soluzione
utilizzando le ipotesi (*), si ha: a) SI è sottospazio vettori aIe poiché è non vuoto e soddisfa la C.N.E.S.
affinché un sottoinsieme sia sottospazio vettoriale (la verifica è lasciata
x + x' + Y + y' - (z + z') = O al lettore).
e ciò basta per affermare che VI + v 2 E S. b) S2 non è sottospazio vettoriale poiché non è chiuso rispetto alla somma
Per qualunque À E IR e VI E S risulta anche: (la verifica è lasciata al lettore).
c) S3 non è sottospazio vettoriale poiché non contiene il vettore nullo.
À(x,y,z) = (Àx,Ày,Àz) d) S.I è il sottospazio nullo di IR4 : S4 = {(O, O, O, O)}.

ove Àx+Ày-Àz = À(x+y-z) = O sempre per le ipotesi (*), quindi ÀV l ES.


Ne consegue che S, essendo chiuso rispetto alle operazioni definite in IR3 , 2. Dipendenza e indipendenza lineare di vettori
è un sottospazio vettori aIe di IR 3 .
Si ricordi che n vettori di uno spazio vettori aIe V si dicono lineaTmente
1.9 Stabilire se il sottoinsieme S dello spazio vettoriale IR 2 così definito: indipendenti (L.I.) se la relazione vettoriale: À1 v 1 + À2v 2 + ... + Àn V n = O è
verificata solo per Àl = À2 = ... = Àn = o: si dicono lineaTmente dipendenti
S={(x,y)/x=l} (L.D.) in caso contrario.
Inoltre, n > l vettori sono linearmente dipendenti se e solo se uno
è un sottospazio vettoTiale di IR2 . di essi, opportunamente scelto, si esprime come combinazione lineare dei
Soluzione
rimanenti n-L
Esso non è un sottospazio vettoriale perché il vettore nullo O = (O, O) non Si ha poi che se di n vettori, m ( < n) sono linearmente dipendenti, sono
appartiene a S. dipendenti anche tutti gli n vettori.
2.1 Dati i vettori di rn? :
1.10 Stabilire se il sottoinsieme S dello spazio vettoriale IR3 così definito:
Vl = (1,3) v 2 = (2,6) v 3 = (L 1)
S = {(x,y,z) / x i= l}
deteTminare:
è un sottospazio vettoriale di IR 3 . a) v l - V 2 + 2v 3
22 Capitolo 2 - Spazi vettoriali IRn @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 2 - Dipendenza e indipendenza lineare di vettori 23

Soluzione Soluzione
a) VI - V2 + 2v 3 = (1,3) - (2,6) + 2(1, 1) = (1, -1) Dalla relazione vettoriale:
b) 2v 1 - V2 + V3 = 2 ( 1, 3) - (2, 6) + (1, 1) = (1, 1)
c) '\IVI + '\2V2 + '\3V3 = '\1 (1,3) + '\2(2,6) + '\3(1, 1) =
= ('\1 + 2'\2 + '\3,3'\1 + 6'\2 + '\3)
discende:
2.2 Dati i vettori di IR? :
VI = (1,0, -1) V2 = (1,2,1) V3 = (1,6,5)
Essa è verificata solo per '\1 = '\2 = '\3 = 0, quindi i vettori vI> V2 , v 3
determinare: sono L.I.

a) 2v I + 3v2
2.5 Stabilire, per ciascuno dei casi sottoindicati, se i seguenti vettori di
Soluzione
IR sono linearmente dipendenti o linearmente indipendenti:
3
a) 2v I + 3v2 = 2(1,0, -1) + 3(1, 2,1) = (5,6,1)
a) VI = (1,0, O) v 2 = (0,1, O) v 3 = (1,1, O)
b) 2v I - 3v2 + v 3 = 2(1,0, -1) - 3(1,2,1) + (1,6,5) = (0,0, O)
b) VI =(0,0,1) v 2 =(2,1,0) v 3 =(-1,0,-1)
Soluzione
2.3 Stabilire, per ciascuno dei casi sottoindicati, se i seguenti vettori di IR2
sono linearmente dipendenti o linearmente indipendenti: a) I vettori VI' V2, V3 sono L.D. poiché v 3 = VI + v 2.
a) VI = (1,0) v 2 = (0,1) b) Scritta la relazione vettoriale:
b) VI = (2,1) v 2 = (27r,7r)
c)vI=(l,l) v 2 =(2,2) v 3 =(-1,3)
Soluzione si ha:
a) I vettori VI e v 2 sono L.I. poiché, scritta la relazione vettoriale:

ovvero:
equivalente alla:

essa risulta verificata solo per '\1 = 0, '\2 = O.


Il precedente sistema, operando per sostituzione, è verificato dalla sola so-
b) I vettori VI e v 2 sono L.D. poiché le coppie sono proporzionali ovvero
luzione '\1 = '\2 = '\3 = 0, pertanto i vettori sono L.I.
v 2 = 7rV I ·
c) I vettori VI' V2, V3 sono L.D. poiché sono L.D. i vettori VI e v 2 in quanto
v 2 = 2v I · 2.6 Siano dati in IR3 i seguenti insiemi di vettori:
a) SI = {VI = (1,0,1), v 2 = (2,0,2), v 3 = (1,1,1), v 4 = (0,1, O)}
2.4 Verificare che i seguenti vettori di IR3 : b) S2 = {VI = (0,0,1), v 2 = (1,0,1), v 3 = (1,0,2), v 4 = (1,0, O)}
c) S3 = {VI = (2,1,1), v 2 = (1,0, -1), v 3 = (-1,0,1), v 4 = (O, -1, O)}
VI = (1,0,0) v 2 = (0,1,0) v 3 = (0,0,1)
Determinare, per ciascuno di essi, il massimo numero di vettori linearmente
sono linearmente indipendenti. indipendenti.
@ 88-08- 7257 3 - Bas'i e dimensione di un sottospazio 25
24 Capitolo 2 - Spazi vettoriali IRn @ 88-08- 7257

C.N.E.S. affinché n vettori di V costituiscano una base è che ogni vettore


Soluzione
di V si esprima in modo unico come combinazione lineare dei vettori della
a) Possiamo procedere ragionando come segue. Dei quattro vettori asse-
base.
gnati almeno uno, per esempio VI' è linearmente indipendente poiché
La dimensione dello spazio vettoriale V, dim V, è pari al numero dei
VI i- O. Il vettore v 2 dipende linearmente da VI poiché v 2 = 2v I , quindi
vettori di una sua base.
si scarta. Il vettore V3 è L.I. con VI poiché non è suo multiplo, dunque
si accetta. Il vettore V4 è L.D. con VI e v 3 poiché V4 = V3 -VI' quindi si
scarta. Si conclude che il massimo numero di vettori L.I. tra i quattro 3.1 Verificare che i seguenti vettori di rn? :
assegnati è due.
b) ] vettori VI e v 2 sono L. I. , quindi si accettano. Il vettore v 3 dipende VI = (1,0) v 2 = (0,1)
linearmente da VIe V2 in quanto V3 VI + V2' quindi si scarta. Rimane
da verificare se v 4 dipenda o meno linearmente da VI e V2 • A tale scopo, sono una base di JR 2.
si osservi che v 4 = V2 - Vl' quindi si conclude che il massimo numero di
Soluzione
vettori L.I. è due.
Basta dimostrare che essi sono un sistema di generatori L.I.
c) I vettori VI e v 2 sono L.I. Il vettore v 3 = -v 2 si scarta. Resta da
Affinché siano un sistema di generatori, occorre verificare che il gene-
verificare se v 4 dipenda o meno linearmente da VI e v 2 .
rico vettore v = (a, b) E JR2 si possa esprimere come combinazione lineare
Scritta la relazione vettoriale:
di VI e v 2 •
Scritta la relazione:

si ha:
si ha:
(O, -1,0) = '\1(2,1,1) + '\2(1,0, -1)

ovvero:

da cui si deduce che è possibile trovare due numeri reali '\1' '\2 tali che
v = '\1 VI + '\2 v 2 ; dunque VI e v 2 sono un sistema di generatori.
Essi sono anche L.I. (es. 2.3, a), quindi costituiscono una base di lR 2
È immediato riconoscere che non esiste una coppia di numeri reali che che dicesi base canonica di lR 2 . N e consegue che la dimensione di lR 2 è 2.
soddisfi il precedente sistema, quindi non è possibile esprimere v 4 come
combinazione lineare di VIe V2' di conseguenza Vl' V2' V4 sono L.I. e 3.2 Verificare che i seguenti vettori di JR" :
quindi il massimo numero di vettori L.l. è tre.
e l = (1, 0, ... , O) , e2 = (O, 1, ... ,O), ... , en = (O, 0, . .. , 1)
3. Basi e dimensione di un sottospazio dove la n-pla e i (i = 1,2, ... ,n) ha elementi tutti nulli tranne l'elemento
i-esimo che vale 1, costituiscono una base di lRn .
Si ricordi che un insieme {VI' V2' . . . , Vn} di n vettori di uno spazio vettoriale
V dicesi sistema di generatori di V se ogni vettore di V si può esprimere Soluzione
come loro combinazione lineare. Cominciamo col dimostrare che sono un sistema di generatori di ffi".
Lo spazio vettoriale V generato dai vettori VI' V2' . . . ,V n si indica con A tale scopo, considerato il generico vettore (al' a 2 , ..• , a n ) E lRH e
V = L(v 1 , v 2 , .•. ,vn ) e si dice finitamente generato. scritta la relazione vettoriale:
Se V è uno spazio vettoriale finitamente generato, si chiama base di V
ogni sistema ordinato di generatori di V linearmente indipendenti.
26 Capitolo 2 - Spazi vettoriali lRn @ 88-0H- 7257 @ 88-08- 7257 3 - Basi e dimensione di un sottospazio 27

si ha: Dalla precedente si ricava:


>'2 = a
{ >'1 =b
e ciò basta per affermare che sono un sistema di generatori. >'1 + 2>'2 = C
Per dimostrare che sono L.I., si scriva la relazione: e da esse si deduce che non tutti i vettori (a, b, c) E IR3 si possono
esprimere come combinazione lineare di VI e v 2 ma soltanto quelli per i
>'1(1,0, ... ,0)+>'2(0,1, ... ,0)+ ... +>'n(0,0, ... ,1) = (0,0, ... ,O)
quali 2a + b = c, quindi vIe V2 non sono un sistema di generatori di IR3 •
Da essa si ricava: Alla stessa conclusione si poteva pervenire ricordando che dim IR3 = 3
(es. 3.2 per n = 3), quindi una base di IR3 è costituita da tre vettori
linearmente indipendenti, e pertanto l'insieme formato da due vettori
Si conclude che gli n vettori assegnati costituiscono una base che dicesi base L.I. non può essere una base di IR3 .
canonica di IR". La dimensione dello spazio IR" è pari a n. b) Stabiliamo intanto se sono un sistema di generatori di IR3 . Dalla:
Gli n numeri reali al' a 2 , ••. , a n coincidono con le coordinate del generico
vettore (al' a 2 , ••• , a n ) E IRn rispetto alla base canonica B = {e 1, e 2, ... , e n }. V (a,b,c) E IR3

si ricava:
3.3 Nello spazio vettoriale IR 3 si considerino i vettori: VI = (1, 2, 1) e
v2 = (3,1,0). Determinare le coordinate, rispetto alla base canonica di IR?,
dei vettori:
a) VI + v 2 b) 3v 1 c) 2v 1 - 5v 2 da cui, per sostituzione, si ha la soluzione del sistema:
Soluzione
Ricordando che le coordinate dei vettori di IR3 , rispetto alla base canonica,
coincidono con le terne ordinate di numeri reali che definiscono il vettore,
Ciò ci permette di concludere che Vl' V2' V3 sono un sistema di genera-
si ha:
tori. Ma essi sono anche L.I. (la verifica è lasciata al lettore), quindi
a) VI +V 2 = (1,2,1) + (3,1,0) = (4,3,1)
costituiscono una base.
b) 3v 1 =3(1,2,1) = (3,6,3)
Alla stessa conclusione si poteva arrivare osservando che, poiché i tre
c) 2v 1 - 5v 2 = 2(1,2,1) - 5(3,1, O) = (-13, -1,2)
vettori sono un sistema di generatori di IR3 e la dim IR3 = 3, essi sono
certamente una base di IR3 .
3.4 Dati i seguenti insiemi di vettori di IR3 , stabilire se ess% sono un c) Partendo dalla proprietà dimIR3 = 3, basterà stabilire se VI' V2, V3 sono
sistema di generatori e, in particolare, una base di IR3 : L.1. o L.D.
a) SI = {VI = (0,1,1), v 2 = (1,0,2)} A tale scopo, poiché VI e v 2 sono L.I., vediamo se è possibile trovare
b) S2 = {VI = (1,0, O), v 2 = (0,1, O), v3 = (1,1, l)} una coppia di numeri reali >'1 e >'2 tali che:
c) S3 = {VI = (2,0, -1), v 2 = (0,1,0), v 3 = (2, -1, -l)}
d) S4 = {VI = (1,0, O), v 2 = (0,1, O), v 3 = (1,1,1), v 4 = (-2,0, 3)}
Dalla precedente, traducendo scalarmente, si ha:
Soluzione
a) I vettori VI e v 2 sono L.I. (le teme non sono proporzionali). Per stabilire
se sono un sistema di generatori di IR3 basta vedere se è possibile trovare
una coppia di numeri reali >'11 >'2 tali che, V (a, b, c) E IR3 , risulti:
Tale sistema ammette la soluzione >'1 = 1, >'2 -1, quindi VI' V2, V3
(a,b,c) = >'1(0,1,1) + >'2(1,0,2) sono L.D. e pertanto non sono una base di IR 3 .
28 Capitolo 2 - Spazi vettori ali lRn @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 3 - Basi e dimensione di un sottospazio 29

d) l vettori V u v 2 , v 3 sono L.I. (la verifica è lasciata al lettore), quindi, 3.7 Dati i vettori dello spazio vettoriale IR:3 :
ricordando che dim ffi3 = 3, si deduce:
vl=(l,O,l) v 2 =(1,0,0) v 3 = (0,1,-1)
L(v u v 2 , v 3 , v 4 ) = L(v l , v 2 , v 3 ) = IR3
verificare che costituiscono una base di IR3 e determinare le coordinate del
e di conseguenza i quattro vettori assegnati sono un sistema di genera- vettore v = (1, 1, 1) rispetto a tale base.
tori di IR3 . Soluzione
Procediamo dimostrando innanzitutto che VI' v 2 , v 3 sono L.I.
3.5 Nello spazio vettoriale IR3 siano dati i vettori Wl =e l -e3 , W2 = 2e 1 +e 2 A tale scopo, scritta la relazione vettoriale:
ove E = {e 1 , e 2 , e 3 } è la base canonica di IR:3 • Determinare una base e la
dinensione del sottospazio W = L(w 1 , w 2 ) generato dai vettori Wl e w 2 .
Soluzione traducendo scalarmente si ottiene:
Per determinare una base di W è necessario stabilire se i vettori Wl e W2
sono L.I.
Poiché i vettori w 1 = (1,0,0) - (0,0,1) = (1,0,-1) e w 2 = 2(1,0,0) +
Dalle precedenti si ricava Àl = À 2 = À3 = 0, pertanto VI' v 2 ' v 3 sono L.I.
+(0,1, O) = (2,1, O) non sono proporzionali, essi risultano L.I., pertanto Basterà ora verificare che sono anche un sistema di generatori di ffi3 o
{Wl' W2 } è una base di W e dim W = 2. anche, ricordando che dim IR3 = 3, concludere direttamente che i tre vettori
assegnati, essendo L.I., sono una base di IR3 .
3.6 Dati i vettori dello spazio vettoriale ffi4 : Ne consegue che il vettore v si può esprimere in modo unico come combi-
VI = (1,2,-1,0) v 2 = (1,0,0,0) v 3 = (3,4,-2,0) nazione lineare dei vettori della base assegnata e i coefficienti di tale com-
binazione lineare SOllO le coordinate del vettore richieste.
determinare una base e la dimensione dei seguenti sottospazi vettoriali: Scritta allora la relazione vettoriale:
a) Wl = L(v 1 , v 2 , v 3 ) v = xv 1 + yv 2 + zv 3
b) W2 = L(v 1 , v 2 , v 4 ) si ha:
c) W 3 = L(v u v 2 , v 3 ' v 4 )
(1,1,1) = x(l, 0,1) + y(l, 0, O) + z(O, 1, -1)
Soluzione
a) I vettori generatori del sottospazio W 1 sono L.D. poiché v 3 = 2v 1 + v 2 , da cui:
quindi:
{
x+ y z:~
x -z l
Essendo v 1 e v 2 L.I., una base di ~Ì'\ è data da E = {v 1 , v 2 } e
dim W 1 = 2. La soluzione del sistema è la tema (2, -1,1), e quindi:
b) I vettori generatori del sottospazio W2 sono L.I. in quanto v 1 e v 2 sono
L.I. e v 4 non si può esprimere come combinazione lineare di essi avendo
l'ultimo elemento non nullo mentre è nullo il corrispondente in v 1 e v 2 • Ne segue che le coordinate richieste di v sono (2, -1, 1).
Allora una base di W2 è E = {v ll v 2 , v 4 } e dim W 2 = 3.
c) Utilizzando i risultati dei casi a) e b) si ha:
3.8 Nello spazio vettoriale IR 4 , fissata la base E = {u 1 , U 2 , u 3 , u 4 }, siano
W3 = L(v ll v 2 , v 3 , v 4 ) = L(v ll v 2 , v 4 ) dati i vettori:

e quindi: v 3 = -u 2 + u4 v4 = u3
Verificare che costitv,iscono una base El di IR 4 e determinare le coordinq~ - ~;~.
4~
del vettore v = u] + U 3 + u 4 rispetto alla base El = {v ll v 2 , v 3 , v 4 }· ?-JF g~ ·:I.
0'17':) ..
30 Capitolo 2 - Spazi vettoriali IRn @ 88-08- 7257
@ 88-0R- 7257 4 - Esercizi proposti 31

Soluzione
4.2 Stabilire se l'insieme IR3 è uno spazio vettoriale rispetto alle opera-
Per verificare che costituiscono una base basta verificare che sono L.I. in zzonz:
quanto dim IR4 = 4. Dalla: I) (x, y, z) + (x', y', z') = (x', y', z + z')
II) )..(x,y,z) = ()..x,)..y,)..z)
si ottiene:
4.3 Stabilire quali dei seguenti sottoinsiemi di IR3 sono sottospazi vetto-
riali:
Poiché i vettori u I , u 2 , u 3 , u 4 sono L.I., la relazione è verificata se e solo se a) SI = {(x, y, z) j x + 2y + 2z = O}
i coefficienti sono tutti nulli. Pertanto si ha: b) S2 = {(x,y,z)jx = y,z = 2}
c) S3 = {(x,y,z)jx = 2y,z = O}
d) S4 = {(x,y,z)jx 2 +y2+ Z 2 = l}
e) S5={(X,y,z)jx 2 +y=0}
f) S6 = {(x,y,z)j:E. = 1,y -=F O}
y
e tale sistema ha come unica soluzione )..1 = )..2 = )..3 = )..4 = O. Quindi
{v ll V 2 , v 3 ' v 4 } costituiscono una base B' di IR4 .
4.4 Stabilire se i vettori di IR3 dei seguenti insiemi sono L.D. o L.I.:
Per determinare poi le coordinate di v rispetto alla base B' possiamo pro-
cedere in questo modo. a) VI =(2,1,0) v 2 =(0,-1,1) v 3 =(1,1,0)
Dalle relazioni: b) VI = (1,1,1) v 2 = (-2, -2, -2) v 3 = (0,1,1)
c) VI = (0,1,0) v 2 = (1,-1,2) v 3 = (2,1,3)

ricaviamo i vettori u ll u 2 , u 3 , u 4 come combinazione lineare dei vettori 4.5 Nello spazio vettoriale IR3 sono dati i seguenti insiemi di vettori:
v ll V 2 , V 3 , v 4 • Si ottiene: a) SI = {VI = (1,1,1), v 2 = (0,1,1), v 3 = (1,0, O)}
b) S2 = {VI = (2,1,0), v 2 = (0,1,0), v 3 = (-1,0,1)}
c) S3 = {VI = (1,1,2), v 2 = (-1,0, -1), v 3 = (0,1, O), v 4 = (0,0, l)}

Partendo dalla: Stabilire, per ciascuno di essi, se costituiscono un sistema di generatori e,


in particolare, una base di IR3 .

sostituendo le (*) si ha: 4.6 Nello spazio vettoriale IR3 , fissata la base canonica B = {e l ,e 2 ,e3 }, si
considerino i seguenti sottospazi:
a) Wl = L(e 1 + 2e3 , e 3 , e 1 + e 3 )
b) W 2 = L(e ll e l - e 2 , e l + e 3 )
pertanto le coordinate di rispetto a B' sono (1, 2, 2, -1).
c) W 3 = L(e 2 , 2e2 , e l - e3 , e 1 + 2e 2 - e 3 )
V

Determinare una base e la dimensione per ciascuno di essi.


4. Esercizi proposti
"""""""""",,",,""""",,",,"""

4.7 Nello spazio vettoriale IR 4 si considerino i seguenti sottospazi:


4.1 Stabilire se l'insieme IR è uno spazio vettoriale rispetto alle opera-
2
a) W 1 =L(v 1 =(1,0,-2,3), v 2 =(3,0,-6,9))
zioni: b) W 2 = L(v 1 = (0,0,1,1), v 2 = (0,2,3,1), v 3 = (1,1,0, O))
I) (x,y) + (x',y') = (x+x',y+y') c) W 3 = L (V 1 = (O, 0, 1, 1), V 2 = (1, 1, O, O), V 3 = (1, 1, 1, 1), V 4 = (2, 2, 1, 1))
II) )..(x, y) = (1, )..y) Determinare una base e la dimensione per ciascuno di essi.
32 Capitolo 2 - Spazi vettoriali lR n @ 88-08- 7257

4.8 Nello spazio vettoriale IR4 siano dati i vettori:

v1 = (1,0,0, -1) v2 = (0,1,1, O) v 3 =(0,-1,0,1)


Matrici. Determinanti
Verificare che costituiscono una base B' di IR 4 e determinare le coordinate
del vettore v = (1,0,1,1) rispetto alla base B' = {v 1 , v 2 ' v 3 , v 4 }-

1. Operazioni tra matrici


'<''<'''''",<,

1.1 Date le matrici:

E = ( 2
-1 ~) c = (01 -5
-3)
determinare:

a) A+B b) 2A - B - e d) A - B T - eT

Soluzione

a)A+E=(~ _~)+(_~ ~)=(_~ ~)


b) 2A _ B _ C = 2 ( 1 1) _ ( 2 5) _ (0 -3) = (0 0)

c) Ricordando che
° -1
AT ET e
-1 3 1 -5
indicano le matrici trasposte delle matrici A
°°
e B, si ha:

Si osservi che (vedi a): A T + ET = (A + BV.


d) A _ B T _ eT = (1
° -11) _ (25 -1) _ ( 0
3 -3 -5
1)
-
( -1
-2
1)
1
È immediato verificare che risulta anche:
34 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti @ 88-0H~ 7257
@ 88-08~ 7257 1 - Operazioni tra matrici 35

1.2 Date le matrici A(m, n) e B(m, n) verificare che: 1.4 Data la matrice quadrata A (n, n), verificare che:
a) A + AT è una matrice simmetrica
e
b) A - A T è una matrice antisimmetrica
Soluzione
Soluzione
Posto A = (a hk ), B = (b hk ) con h = 1,2 ... ,m e k = 1,2, ... ,n, allora
AT = (a kh ), B T = (b kh ) e A + B = e = (C hk ) = (a hk + bhk ) per definizione. a) Posto B = A + AT si ha:
Si ha dunque, per h = 1,2, ... ,m e k = 1,2, ... ,n:

b) Si ricordi che una matrice e è antisimmetrica se risulta eT -c.


In modo analogo si ha: Posto e = A - AT, si ha:

1.3 Verificare che le seguenti matrici: 1.5 Verificare che ogni matrice A( n, n) si può ottenere come somma di
una matrice B(n, n) simmetrica e di una matrice e(n, n) antisimmetrica.
B=(
-2
0-2)1 Soluzione
Scri tta l'uguaglianza:
sono matrici simmetriche e che la matrice A +B è anch 'essa una matrice
simmetrica.

Soluzione
da essa si deduce che:
Le matrici A e B sono simmetriche poiché A = AT e B = B T.
Calcolando la matrice:

A+B= ( 1
-1
-1)2 + (O
-2
-2)1 = ( 1 -3)3
-3 Poiché (vedi es. 1.4) la matrice A+ A T è simmetrica e la matrice A - A T
è antisimmetrica, anche la matrice B = .! (A + A T) è simmetrica e anche la
si osserva che A + B = (A + BY, quindi anche A + B è matrice simmetrica. 2
Tale proprietà si può generalizzare dimostrando che la somma di due matrice e = ~ (A - AT) è antisimmetrica, da cui la tesi.
matrici simmetriche è una matrice simmetrica. Infatti, siano A( n, n) e
B(n, n) due matrici simmetriche.
Si ha: 1.6 Eseguire i prodotti tra le seguenti coppie di matrici:

G-D -~)
O
a) A = (; O
B=
e quindi A + B è una matrice simmetrica.
Considerato allora l'insieme delle matrici simmetriche n x n, G
= {A(n,n) / A = AT}, introdotta in tale insieme l'operazione di somma
di matrici, si verifica che tale operazione è binaria, interna, univoca e as-
b) A= G D B~O D
1
-1
O

sociativa in tutto G e rispetto a essa la matrice nulla si comporta come


elemento neutro; pertanto G è un gruppo rispetto alla operazione di somma c) A = (_~ -~) B = (~ ~)
di matrici.
36 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti o 88-08- 7257
o 88-08- 7257 1 - Operazioni tra matrici 31

Soluzione
( 1.0+0.1-1.1 1.0+0.(-1)-1.1)=(-1 -1)
a) AB = 2. O+ O. 1 + 1 . 1 2.0+0·(-1)+1·1 1 1

O32) (11
(~2 -1~)
BA = ( 1)=(2 -2)
b) AB = -1 -1 2-4

b) (A+B)2 = (~ ~) (~ ~) = (~ ~)
c) AB = (~ ~)
A 2 + 2AB + B2 = (1 1) (1 1) + 2 ( -1 5)
1 -1 1 -1 1 -1 +
1.1 Date le matrici:
+(-~ ~)(-~ ~)=(~ ~)+
A= (~ -2
+( 2
calcolare la matrice (ABV·

1.10 Considerate le matrici A(n, n) e B(n, n), verificare che:


Soluzione
Ricordando che (ABV = B T A T si ha:
e che:
(A + B)2 = A 2 + 2AB + B 2 se AB = BA

Soluzione
Utilizzando le proprietà del prodotto tra matrici si ha:
1.8 Verificare che, comunque presa una matrice A( n, n), la matrice AAT è
una matrice simmetrica. (A+B)2 = (A+B)(A+B) = A(A+B)+B(A+B) = A2+AB+BA+B2

Soluzione La seconda verifica discende immediatamente dalla precedente nell'ipotesi


Dalla relazione (ABV = B T A T , posto B = AT si ha: che AB = BA.

1.11 Data la matrice:

1.9 Date le matrici:


verificare che A 2 = O, ove O denota la matrice nulla.
B = (
-1
O 32)
Soluzione
Risulta:
verificare che:
a) AB i= BA
b) (A + B)2 i= A 2 + 2AB + B 2
A2 = A A = (1 2) (1
-1/2 -1
2) _(O O)
-1/2 -1 - O O
38 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 1 - Operazioni tra matrici 39

1.12 Trovare un esempio di una matrice quadrata A(2,2) che soddisfi a c) Affinché A 2 = I deve essere:
ciascuna delle seguenti condizioni:
a) A2 = O b) A2 = A c) A 2 = I a2 + be = 1
Soluzione b(a+d)=O
Posto:
+ d)
A=(~ ~)
c(a = O

bc+d2 =1
si ha:
quindi, per esempio:
A2 = (a 2 +bc ab + bd)
ea+ cd bc + d2

a) Affinché A 2 = O si deve avere:

a2 + bc = O
b(a + d) = O 1.13 Date le matrici:

e(a + d) = O
bc+d2 =0
B = (~ ~)
Basta allora considerare una qualunque soluzione del precedente si- determinare, se possibile, una matrice X tale che:
stema. Ad esempio, posto a = 1, si ha: bc = -1, quindi d = -1.
Allora, per b = 1, un esempio è dato dalla: AX=B

Soluzione
Posto:
Ma anche, posto a = O, si ha: bc = O, quindi d = O, b = O, c 1= O, o
anche d = O, b 1= O, c = O; di conseguenza un esempio è dato anche da:

(~ ~ ) (~ ~ )
si ha:
A = o AI =

Una matrice A tale che A2 = O dicesi nilpotente di indice 2.


b) Affinché A 2 = A deve essere: da cui:

l:
a2 + be = a =2
b(a + d) = b b =0
c(a + d) = C
-c =0
b -d=O
be+d2 =d
Il precedente sistema ammette una sola soluzione; di conseguenza la ma-
quindi, per esempio:
trice X esiste, è unica ed è:

A = (~ ~) X = (~ ~)
40 Capitolo 3 Matrici. Determinanti @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 2 - Matrici equivalenti per righe 41

1.14 Date le matrici: Soluzione


a) Operiamo sulla matrice A nel seguente modo.
o
A= (~ O ~) B= (~ Passiamo dalla matrice A a una matrice A' equivalente scambiando la
terza riga con la seconda riga:
determinare, se possibile, una matrice X tale che:

AX=B

Soluzione Addizioniamo alla terza riga di A' la prima moltiplicata per -1, così da
Intanto la matrice X deve essere del tipo: avere la matrice Ali equivalente:

Operando col prodotto tra matrici e uguagliando si ha:


Addizioniamo alla terza riga di Ali la seconda riga così da avere la
2a =1 matrice A"' equivalente:

1 2b = O
e =O
f =-1

Una matrice X soddisfacente alla condizione assegnata è del tipo: La matrice A"' è triangolare superiore ed è equivalente per righe alla
matrice A essendo stata ottenuta dalla A per successive trasformazioni
elementari sulle righe.
b) Addizionando alla seconda riga di B la prima moltiplicata per -2 si
ottiene la matrice equivalente B':
al variare di c, d E lR.

2. Matrici equivalenti per righe B= ( ~


-1
2
1
1
-1
2
2
1
1
3
~
1
1
l
a2 ---+ a2 - 2a 1 ) B' = ( ~
-1
2
-1
-1
1

2
-3
2

1
3
2.1 Determinare una matrice triangolare superiore equivalente per righe
Addizionando alla terza riga di B' la prima si ottiene la matrice equi-
a ciascuna delle seguenti matrici:
valente B":

al A= G~-D B' = ( ~ -1
1 2
-3 -1
1
-3
2

1 2 -1
-~
1

-i
O 3
1 1
2 3 2 3
bl B = ( -1 1
2 3
42 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 3 - Determinanti 43

Addizionando alla quarta riga di Eli la prima moltiplicata per -2 si Soluzione


ottiene la matrice equivalente E'": Operiamo come segue:

1 1 2
-1
O
2
-1
O
O -1
-3
3 -:)
-3

Infine addizionando alla quarta riga di B"' la terza moltiplicata per ~


~) (~O
-1
otteniamo la matrice E triangolare superiore equivalente per righe alla 1
-a 3- ---+
- -a-3 - 5a2 -
-))A=
matrice E. 5 3
1 2 O O

(~
1 O O
-1 -3 -1
B'" = O 3 O
O -1 O 3. Determinanti

3.1 Calcolare i seguenti determinanti:


2.2 Determinare una matrice A a scalini equivalente per righe alla matrice: 1 2 3 1 O 1 1

a) det A =
-1
1 I ~I
b) detE = -1 4 O
1 1 3
c) detC =
O
1
2 3
3 O
O
1
1 O 1 3
Soluzione
a) det A = 5 + 3 = 8
Soluzione
b) Sviluppando il determinante secondo gli elementi della prima riga si ha:
Operiamo nel seguente modo:
det B = 141 301 - 2 l-l1 013 + 3 l-l1 411 = 12 + 6 - 15 =3

c) Sviluppando il determinante secondo gli elementi della seconda colonna


si ha:
111 111
detC = 2 1 O 1 - 3 O 3 O = 2· (-2) - 3·6 = -22
2.3 Determinare una matrice A a scalini equivalente per righe alla matrice: 1 1 3
113

(~ ~)
2 -1
4 3
A= 3.2 Calcolare il seguente determinante:
2 4
1 1 -1 1
O
detA = 2 -2 2
3 1 1
44 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti
@ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 3 - Determinanti 45
Soluzione
In generale, si ha:
Si .osservi che gli elementi della seconda riga sono proporzionali a quelli della
pnma e pertanto si ha: det A = o.

3.3 Date le matrici:


3.4 Verificare che, data una matrice A( n, n), risulta:
A=
G
O
2
O J) il ~( -i O
1
O D c~ O
1
3
O
-O det( -A) = {
detA
-detA
se n è pari
se n è dispari
calcolare i seguenti determinanti:
a) det A b) det B c) det C d) det(A + B) e) detAC f) det3A Soluzione
Soluzione Dalla det(ÀA) = Àn det A, si ottiene: det( -A) = (-1)" det A e quindi la tesi.
a, b, c) Essendo la matrice A una matrice diagonale e le matrici B e C
triangolari rispettivamente inferiore e superiore, il loro determinante 3.5 Verificare che se A( n, n) è una matrice antisimmetrica di ordine di-
applicando il primo teorema di Laplace, è dato dal prodotto degli ele~ spari, risulta:
menti della diagonale principale e pertanto:
detA =O
detA = -2 detB = 1 detC = 6
Soluzione
d) Si ha: Dalla ipotesi che A= _A T e che n sia dispari, utilizzando l'esercizio 3.4, si ha:
2 O O
det(A + B) = -1 3 O =O det A = (-1) n det A T = (-1 t det A = - det A = O
2 O O
3.6 Regola di Sarrus per il calcolo di un determinante del terzo ordine.
Si noti che: det(A + B) =f. det A + det B.
e) Si ricordi che (teorema di Binet): Soluzione
Per calcolare il valore di un determinante del terzo ordine, vale la seguente
det(AC) = detAdetC regola di Sarrus.
Dato un determinante del terzo ordine
quindi:
au a 12 a 13
det(AC) = -12
a21 a 22 a 23
f) Scritta la matrice: a31 a 32 a33

si scriva la tabella a tre righe e cinque colonne che si ottiene aggiungendo al


determinante dato come quarta e quinta colonna rispettivamente la prima
e la seconda colonna del determinante stesso. Si scriva cioè la tabella:

ricordando che se si moltiplica una riga di una matrice A per un numero


reale À =f. O si ottiene una matrice B il cui determinante è uguale a
À det A, si deduce che:

det 3A = 33 detA = -54


46 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 3 - Determinanti 47

Si prendano con il segno + i tre prodotti ciascuno dei tre elementi che 1) Se si scambiano due righe di una matrice A si ottiene una matri-
stanno su ciascuna delle diagonali a tratto intero e col segno - i tre prodotti ce equivalente A' il cui determinante è l'opposto del determinante
ciascuno dei tre elementi che stanno su ciascuna delle diagonali tratteggiate. di A.
La somma di tali sei prodotti dà il valore del determinante del terzo ordine 2) Se si moltiplica una riga di una matrice A per un numero À =I- O si
dato. ottiene una matrice A' il cui determinante è uguale a À det A.
Calcoliamo, per esempio, con questa regola il determinante: 3) Se si aggiunge a una riga di una matrice A una combinazione lineare
1 3 -1 di altre righe si ottiene una matrice equivalente A' che ha lo stesso
determinante di A.
detA = 2 -5 O Pertanto:
5 1 3

A-3~a"A'=(~ ;) -, ~ -, - -',An = (~
2 2

-~)
3 3
1 1 1 1
1 2 1 a3 --t a3 - a2 O O 1
= - 15 + 0- 2 - (+25 + O + 18) = -17 - 43 = - 60
2 2 1 O O -1

3.7 Calcolare, sia applicando il primo teorema di Laplace, sia con la regola
di Sarrus, i seguenti determinanti del terzo ordine:
3 -1 1 -1 -2 1
a) det Al = 4 2 -3 b) det A 2 = 3 O 1
051 21 O Si ha det A = - det A', mentre det A' = det Ali = det A, quindi det A =
2 3 2 O
= - detA = 1.
1/2 1
b) Si procede come nel caso a). Utilizzando le proprietà sopra elencate si
c) det A3 = 1 1 1 d) det A4 = 2 -1 1/3 hanno le seguenti uguaglianze tra determinanti.
2 -3 1 1 2 1
1 2 -1 3 1 -2 -1 3
Soluzione O 5 5 - 1 O 5 5 -1
detB = =
Si ha: a) det Al = 75 b) det A 2 =O c) det A3 =1 d) detA 4 = 625 O 5 1 - 9 O O -4 -8
O lO 1 -lO O O -9 -8

3.8 Calcolare i seguenti determinanti: 1 -2 -1 3 1 -2 -1 3


O 1 2 O 5 5 -1 O 5 5 1
1 1 -2 -1 3 = (-4)(-1) = 4· (-50) = -200
O 1 1 2 O O 1 2 O O 1 2
a) detA = 2 1 3 5
1 2 3 1 b) detB = O O 9 8 O O O -lO
2 1 -1 -3
1 2 2 1 4 2 -3 2 c) det C = O poiché a 3 = 2a l .
1 1 2 1
O 1 3 5 3.9 Stabilire, per ciascuno dei casi sottoelencati, se le matrici, equivalenti
c) detC =
2 2 4 2 per righe, hanno lo stesso determinante:
O 1 1 3

Soluzione
a) A = (~1 -1!~)
1
B = (~3 -3~ 3~)
a) Si può procedere riducendo la matrice A a una matrice triangolare su-
periore e tenendo presente le seguenti proprietà di cui godono i deter-
minanti. b) A= G~ D B= Gi D
F

48 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti @ 88-08· 7257 @ 88-08- 7257 4 - Rango di una matrice 49

-1 -1 (n - 1)-esima colonna si ottiene:


1 2
-1 O 1 1 1
2 1
......................
Soluzione
a3 ~ 3a3
a) Poiché A IB, si ha che detB = 3 det A.
Ora l'ultimo determinante della precedente è il determinante di Vander-
a 2 ~ a 2 - al
b) Poiché A--'---=-------=--tl B, si ha che det B = det A. monde degli n-I numeri a 2 , a3 , •• • ,an , per cui si ottiene, ripetendo ogni
a2 ~ a4 volta il procedimento precedentemente descritto:
c) Poiché A--=-----=-------.I B, si ha che det B = - det A.
a 3 ~ a 3 - al det V = (a 2 - a l )(a3 - al) ... (a n - al)
(a 3 - a 2 )(a4 - a2 ) · · · (a n - a 2 )
3.10 Determinante di Vandermonde
(a 4 - a3 )(a 5 - a 3 ) ••• (a n - a3 )
Dati n numeri reali al' a 2 , ..• ,an , si chiama loro determinante di Vander-
................................
monde il seguente determinante di ordine n:

1 1
Cioè:
detV = Il determinante di Vandermonde di n numeri dati al' a 2 , .•• ,an è uguale al
prodotto di tutte le differenze ah - a k con h > k.

Ne segue che:
formato con le potenze di esponenti 0,1,2, ... ,n - 1 degli n numeri dati. Condizione necessaria e sufficiente affinché il determinante di Vandermonde
Se nel determinante sottraiamo da ogni riga, a partire dalla 2a , la pre- di n numeri dati sia nullo è che almeno due di essi siano uguali.
cedente moltiplicata per al si ottiene: Si voglia, per esempio, calcolare il determinante di Vandermonde:

1 1 1 1 1 1 1 1
O 2 3 4 5
detV = 4 9 16 25
det V = O
64 125
8 27

Si ha:

det V = (3 - 2) (4 - 2) (5 - 2) (4 - 3) (5 - 3) (5 - 4) = 1 . 2 . 3 . 1 . 2 . 1 = 12
che sviluppato secondo gli elementi della prima colonna dà:

4. Rango di una matrice

detV= Ricordiamo che, data una matrice A(m,n), indicati con a 11 a 2 , · · · ,am i vet-
tori riga di A (ai E ]Rn, i = 1, ... l m), con al, a 2 , ... l a n i vettori colonna
di A (ai E ]Rm, i = 1, ... ,n) e con r(A) il rango di A, risulta:

da cui, mettendo in evidenza i fattori comuni agli elementi della 1a, 2a , ... , r(A) = dim L(a 11 a 2 , ... l a m ) = dim L(a1 a2 , .•. ,an )
l
F

@ 4 - Rango di una matrice 51


50 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti @ 88-08- 7257 88-08- 7257

ovvero il rango di una matrice A uguaglia il massimo numero di vettori riga 4.3 Calcolare il rango della matrice:
o di vettori colonna linearmente indipendenti.
Se A =1= O si ha: A = ( ~
-2
1 ::::; r(A) ::::; min(m, n) Soluzione
possiamo procedere in due modi.
Inoltre il rango di una matrice A è uguale al rango di una matrice a scalini A'
I metodo
equivalente per righe ad A, ovvero è il numero delle righe non nulle di A'. Riduciamo la matrice A a una matrice a scalini equivalente ad A.
Si ricordi anche che se r(A) = p, esiste almeno un minore a di A di
Addizionando alla seconda riga la prima moltiplicata per -~ e alla terza
ordine p diverso da zero e tutti i minori di ordine 2 p + 1 sono nulli o non
esistono. riga la prima, si ottiene:
Per determinare nel modo più rapido il rango di una matrice utilizzando 3 O
quest'ultima definizione, premettiamo quanto segue. 1/2 -1
Sia data una matrice A(m, n) e sia a un suo minore di ordine p. 3 O
Dicesi minore orlato di a ogni minore di A di ordine p + 1 ottenuto,
Addizioniamo infine alla terza riga la seconda moltiplicata per -6, così da
partendo da a, con l'aggiunta di un'altra riga e di un'altra colonna di A
diverse da quelle che individuano a. ottenere la matrice a scalini:
Possiamo allora enunciare il seguente: O
-1
TEOREMA DEGLI ORLATI. Il rango di una matrice A è p se e solo se sono
6
nulli tutti i minori orlati di un minore a di A di ordine p diverso da zero.
Pertanto, poiché r(A) = r(A') e r(A') è pari al numero delle righe non nulle
4.1 Calcolare il rango della matrice: di A', si deduce che r(A) = 3.
II metodo
2 Applichiamo il teorema degli orlati. Intanto deve essere: r(A) ::::; 3.
1 D'altra parte, poiché il minore

a = a 12 ,12 = I~ ~I
Soluzione
Poiché i vettori riga al (1,2,-1) (0,1,3) sono L.I., si ha che è diverso da zero, si ha r(A) 2 2.
r(A) = 2 Calcoliamo i minori orlati di a:
2 3 O 2 3 1
1 2 -1 1 2 O
4.2 Calcolare il rango della matrice:
-2 O O -2 O -1
1
Il primo di tali determinanti vale 6, e ciò basta per affermare che r(A) = 3.
-1
O
4.4 Calcolare il rango della matrice:
Soluzione
È immediato verificare che la terza riga è somma della prima e della seconda. 2
mentre le prime due sono L.I.; pertanto il massimo numero di vettori riga 1
L.I. è due e quindi r(A) = 2. O
52 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 4. - Rango di una matrice 53

Soluzione Il primo di tali minori (sviluppando secondo gli elementi della quarta co-
Essendo A una matrice quadrata, si ha che: lonna) è dato da:
1 -1 1
r(A) = 3 ~ det A #O e r(A) <3 ~ det A = O
2 1 O = 9
Pertanto, poiché det A = 3, si deduce che r(A) = 3. -1 1 2

e poiché è diverso da zero si deduce che r(A) = 4.


4.5 Calcolare il rango della matrice:

-3 -1 1 ~.6 Determinare, al variare del parametro reale À, il rango della matrice:


1 2 1
-1
-6 1 O
3 1 2 -2
1
Soluzione

I metodo Soluzione
Operiamo riducendo la matrice A a scalini. Il determinante di A è uguale a À + 9 e quindi det A # O per À # -9. Cioè
Addizionando alla terza riga la seconda moltiplicata per -2 e alla quarta per À # -9, r(A) = 3. Per À = -9 osserviamo che il minore:
riga la prima, si ha:

À -11 = 1- -11
-2 -2
=9#0
-9
9

A'-
- (~O
O
1 L. -_~=- - - =-~ )
r-·
e di conseguenza, per

( 4.7
\
À = -9, r(A) = 2.

palcolare per quale valore del parametro reale À le due matr-ici:


Poiché le righe non nulle di A' sono quattro, si deduce che r(A')
= r(A) = 4.

II metodo
Allo stesso risultato si perviene osservando che il minore:
hanno lo stesso rango.
-1 1 O
ex = a 123 ,345 = 2 1 1 =1 Soluzione
1 O O La matrice A ha rango 2 qualunque sia il valore di À, giacché il suo minore

è diverso da zero, pertanto deve essere r(A) 2: 3.


I~ ~ I # O. Perché anche la matrice B abbia rango 2, intanto deve essere
Consideriamo i minori orlati di ex: nullo det B, cioè deve essere:

1 -1 1 O -3 -1 1 O det B = À2 - À - 2 =O
O 2 1 1 1 2 1 1
da cui si trae À = 2 oppure À = -1 e quindi r-(B) < 3 per ,\ = 2 o À = -1.
2 1 O O -6 1 O O
-1 1 2 O 3 1 2 O Poiché il minore I ~ ~ I di B è # O per qualunque valore di À, si conclude
che le matrici A e B hanno lo stesso rango per À = 2 oppure À = -1.
,aL,'
Il
54 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 5 - Matrice inversa 55

4.8 Determinare, al variare del parametro reale À, il rango della matrice: Soluzione
Intanto r(A) 2: 2 poiché:
1 1
2 1
l-À 1
Soluzione I minori orlati di o: sono:

I metodo 1 -1 1 -1 À

Intanto si osservi che r(A) 2: 2, VÀ E IR, poiché il minore: 2 O 2 O 2À = 2À(1 - À)


À -1 1 À- 1 1 O

quindi: r(A) = 3 ç} À =I- O; r(A) = 2 ç} À = O.

Consideriamo i minori orlati di 0::


5. Matrice inversa
O 1 O 1 1 O
À 1 1 = O 2 1 1 = À Consideriamo l'insieme G delle matrici quadrate n x n a elementi reali così
O 1 O l-À 1 O definito:

Il primo di essi è sempre nullo VÀ E IR e quindi: r(A) c= {A(n,n) / detA =I- O}


r(A) = 2 ç} À = O.
ovvero l'insieme delle matrici invertibili o regolari.
II metodo
Considerata l'operazione prodotto di matrici righe per colonne, si veri-
Si può pervenire allo stesso risultato riducendo la matrice A a una matrice
fica che tale operazione è binaria, interna, univoca e associativa in tutto C
a scalini.
e, rispetto a essa, la matrice unità I si comporta come elemento neu-
Scambiando la seconda riga con la prima e addizionando alla terza riga tro. Infatti basta osservare che VA, B E C anche AB E G in quanto
la prima moltiplicata per À - 1 si ha: (teorema di Binet) risulta det AB = det A det B =I- O e I E G in quanto
À 2 det I = 1 =I- O.
( O Inoltre, VA E C, "3 B(n, n) E C tale che AB = BA = I.
A' = 1
La matrice B è detta matrice inversa di A e si indica con A-l.
O O L'insieme G è allora un gruppo rispetto all'operazione prodotto righe
per colonne. Esso dicesi gruppo lineare e si denota con GL(n, IR).
Poiché r(A') è pari al numero delle righe non nulle di A', si ha: r(A)
= r(A' ) = 3 ~ À =I- O e r(A) = r(A') = 2 ~ À = O. Il gruppo GL(n, IR) non è commutativo se n > 1, lo è se n = 1.

4.9 Determinare, al variare del parametro reale À, il rango della matrice: 5.1 Determinare la matrice aggiunta per ciascuna delle seguenti matrici:

A~ ( ~
À-l
-1
O l-À
1
À

À
2D Al = (~ ~) A2~ G O
O
1 -D A3~ G
1
-1
2
j)
, 1

56 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti (9 88-08- 7257 (9 88·08- 7257 5 - Matrice inversa 57

Soluzione 5.3 Stabilire per quale valore di k E lR la matrice:


I complementi algebrici degli elementi della matrice Al sono dati da:

pertanto:
A(a)
l
= (
-2
O-1)1 non è invertibile.
Soluzione
In maniera analoga, scritti i complementi algebrici degli elementi della ma-
La matrice A non è invertibile se e solo se det A = O. Poiché:
trice A 2 :
1 O -1
a~2 = O a;l = O detA = k 1 k = 2 - 4k
a;l = 1 a;:3 = 1 1 2 1
si ha:
si deduce che per k = ~ la matrice non ammette l'inversa.
(~
1 O
A 2(a) -
- 1
O 5.4 Verificare che per qualunque valore di k E lR la matrice:
Infine, per la matrice A3 si ha: k
O
a~2 = 2 a;l = 1 -2, A= ( :
-1 -1
a;l = 1 a;3 = -2
e pertanto: è inverti bile e determinare la matrice A - l .
"Soluzione

-~)
1
'Poiché det A = -2(1 + k 2 ) e l'equazione 1 + k 2 = O non possiede radici reali,
-2 si deduce che Vk E lR è det A 1'= O, quindi la matrice A è invertibile e si ha:
-3 -2
-1- k 2

5.2 Determinare, se esistono, le matrici inverse delle matrici Al , A 2 , A3


dell'esercizio 5.1.

Soluzione 5.5 Determinare la matrice inversa delle seguenti matrici regolari:


Si ricordi che una matrice A è inverti bile se e solo se det A 1'= O e la sua
1
= ~A A (a). Pertanto:
~)
inversa A - l è data da: A - l
det 1
1
detA l = -2 1/2)
-1/2
Soluzione
Per calcolare la matrice inversa di una matrice A( n, n) si può procedere
detA 2 =1 utilizzando il seguente algoritmo.
Si scrive la matrice A(n, 2n) ottenuta aggiungendo alle n colonne di A
detA 3 = O la matrice A3 non ammette l'inversa le n colonne della matrice unità I(n, n).
58 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 5 - Matrice inversa 59

Si riduce, tramite le operazioni elementari sulle righe, la matrice A a una e quindi:


matrice equivalente le cui prime n colonne sono quelle della matrice unità
I(n, n). Le residue n colonne rappresentano proprio le colonne della matrice
inversa A -l (n, n) della matrice A assegnata.
A 2- l -
-
Applicando tale algoritmo al calcolo della matrice AlI si ha:

(~ ~) ~ ali
1: 1 1: O 1) al ~ al - a2
A=
I a2 (: I I

1: O 1: 1 O

-1 l 1 5.6 Dimostrare che, date le matrici A( n, n) e B( n, n) invertibili, risulta:

~) !)
O: O:
(: "3 a l --
al ~

'c 3
I I

1: 1 1: 1

e quindi: Soluzione

n
Per la definizione di matrice inversa si ha:

A,' ~ (-~ (AB)(AB)-l = (AB)-l AB = I

Nel caso della matrice A 2 si ha: Pertanto basterà dimostrare che:

A~ n 1
1
1
2:1 O
5:0 1
1: O O D
a 3 ~ al
I

o
1 1: O O
1 5:0 1
1 2:1 O D Poiché A(BB-l)A-l=AIA-l = AA-l=I e analogamente B- 1 (A- l A)B =
= B- 1 I B = I, si ha la tesi.
1 1 :O O
a 2 ~a2-3al
Cl
O
1:0
O1) a ~--a ,(1
7
I
/5.7 Verificare che se A(n, n) è una matrice simmetrica invertibile, anche

!)
I -2 2:0 1 -3 2 2 1
O 1 -11lO --
I 2 A-l è una matrice simmetrica invertibile.
O 1 2:1 O O O 1 2:1 O
Soluzione
1 1 1 1 Intanto è immediato che la matrice inversa A-l di A è invertibile in quanto
1 O 2:0 1 O 2:0 - --
2 2 2 2 detA-l=l/detA i- O (si applichi il teorema di Binet alla AA;-l=I).
I l I
al ~al -a2 I 1 3 a3~ "3 a 3 I 1 3 Basterà poi verificare che (A -l) T = A -l.
O 1-1 10-- - I O 1 -11 O - - -
a 3 ~a3-a2 I 2 2 I 2 2 Dalle ipotesi che: AA- l = A-l A = I e A = AT, deriva che:
1 3 1 1
O O 3:1 O O (AA-lf = I T ~ (A-lf A T =I ~ (A-IfA = I
2 2 6 2
~ (A-IfA = A-l A ~ (A-lf = A-l
3 1 1
1 O 0 1I -- - -
I 2 6 2
al ~ al - 2a3 1 1 5.8 Risolvere l'equazione matriciale AX = B ove:
O 1 O: - -- 1
a2 ~ a 2 + a3 3 3

(~ ~)
-1
O O 1:
1
-
3
1
-
6
--
1
2
A= O ~)
fU!

60 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti @ 8R-08- 7257 @ 88-08- 7257 7 - Ricerca di una base di un sotto spazio vettoriale di IR" 61

Soluzione Si dimostra che le matrici ortogonali di ordine 2 sono tutte e sole quelle del
Poiché la matrice A è invertibile in quanto det A = 1, moltiplicando a tipo:
sinistra ambo i membri della AX = B per la matrice A-l si ottiene:
A= (
cos o: sin 0:)
o A =
I (coso:
.
sin 0:)
- sino: coso: sm o: - cos o:

pertanto: Considerato l'insieme G delle matrici ortogonali TI x n:

-1 -1 G = {A(n, n) / A-l = A T }

° ° esso risulta essere un gruppo rispetto alla operazione prodotto di matrici


righe per colonne.
Infatti l'operazione è binaria, interna, univoca e associativa in tutto G dal
6. Matrici ortogonali momento che, V A, BE G, ovvero A-l = A T , B- 1 = ET. si ha:

Dicesi matrice ortogonale, una matrice quadrata A che sia invertibile e tale
che sia:
inoltre la matrice I E G ed essa si comporta come elemento neutro del
. prodotto.
Tale gruppo viene denominato gruppo ortogonale e si denota con O(n, ffi.).
Se n > 1, il O(n, ffi.) non è un gruppo commutativo.
Se A = (a ik ) è una matrice quadrata d'ordine n e tale che sia det A i- 0,
indicati con bik gli elementi di AT si ha che bki = a ik . Dalla relazione (*)
segue allora che: 7. Ricerca di una base di un sottospazio vettoriale di ]Rn

(7.1 Stabilire, per- ciascuno dei casi sottoindicati, se i seguenti vettori di


']R3 sono linear-mente dipendenti o indipendenti:
e quindi deve essere: a) vl=(l,l,l) V2 = (1,2,0) v3 =(-3,1,0)
b) VI = (1,0,1) v 2 = (2, -1, 1) v3 = (0,1,1)
per i i- r
per i = r Soluzione
a) C.N.E.S, affinché i tre vettori siano L.I. è che sia diverso da zero il
per i i- r determinante i cui vettori riga sono i vettori VI' V 2 , V 3 .
per i = r Pertanto, scritto il determinante:

Le precedenti esprimono che: 1 1 1


In una matrice ortogonale la somma dei prodotti degli elementi cor-rispon-
1 2 ° = 7
denti di due r-ighe (o colonne) distinte è uguale a °
e che la somma dei
-3 1
°
quadrati degli elementi di una riga (o colonna) è uguale ad l. poiché esso è diverso da zero, si conclude che i tre vettori sono L.I.
Da (**) segue inoltre che: b) I tre vettori sono L.D. poiché, come si calcola facilmente, il determi-
nante:
det A det AT = 1 1 O 1
2 -1 1
e poiché det A T = det A, dalla precedente si ricava (det A)2 = 1 da cui: 1 1

detA = ±l è uguale a zero.


°
~ , L.'
!

62 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 7 - Ricerca di una base di un sottospazio vettoriale di lRn 63

7.2 Determinare una base e la dimensione del sottospazio W di IR4 gene- trice a scalini A' appartengono ancora a W perché ottenuti mediante com-
rato dai vettori: binazioni lineari dei vettori V 1 , V 2 , V 3 , V 4 generatori di W.
Si osservi che con questo metodo la base scelta, in generale, non è
VI = (1,2, -l, l) V::\ = (3,4, -2, O) costituita da vettori che appartengono al sistema di generatori assegnato.

Soluzione 7.3 Stabilire se il vettore V = (1,3, -4, 5) appartiene al sottospazio U


I metodo di IR4 generato dai vettori v 1 = (l, O, 2, -l), v 2 = (l, l,O, l).
Intanto si ha che dim L(v l ,v2 ,V 3 , v 4 ) = r(A) ove:
Soluzione
2 -l I vettori v 1 e v 2 sono L.I. pertanto dim U = 2.
O O Determiniamo ora il rango della matrice:
4 -2 3 -4
2

Poiché det A = O, (il calcolo è lasciato al lettore), certamente r(A)


O

< 4.
O
l
2
O -D
Si ha poi che il minore: I minori orlati del minore a 23 ,12 -=1= O sono entrambi nulli, pertanto r(A) = 2
e quindi il vettore V dipende linearmente da v 1 e v 2 cioè V E U.
l O O
ex = a 234 ,123 = 3 4 -2 =4 7.4 Determinare una base e la dimensione del sottospazio W di IR4 gene-
l 2 O rato dai vettori:

è non nullo, quindi r(A) = 3, ovvero dimL(v 1 , V 2 , v 3 ' v 4 ) = 3. v1 = (1,1,-2,1) v 2 = (0,-1,1,-1) v 3 = (2, -l, -l, -l)
. Per determinare una base di W basta osservare che la sottomatrice di A
le cui righe sono i vettori V 2 ' V 3 , V 4' contenendo il minore ex -=1= O, ha rango 3 'Verificare che il vettore V = (1, O, -1, O) appartiene al sottospazio W.
e di conseguenza una base di W è B = {v 2 ,v3 ' v 4 }·
Soluzione
II metodo Innanzitutto calcoliamo il rango della matrice:
Si può procedere riducendo la matrice A a una matrice a scalini. Operiamo
1 -2
come segue:
-l l -~)

~)
O O

~ [~
O O -l -1 -l

A a, a,)
3
2
4
-l
-2
0)
O
O
a2 -; a2
a 3 - ; a 3 - 3a;
- al
[
O
O
2
4
-l
-2
Applicando il metodo degli orlati si ha che entrambi i minori orlati del
minore a 12 . 12 -=1= O sono nulli, pertanto r(A) = 2 = dim W e poiché le prime
l a 4 - ; a 4 - al O 2 O
l 2 O due righe di A sono 1.1., si deduce che una base di W è Bw = {VI' v 2 }. Il
vettore V E W se e solo se è combinazione lineare dei vettori della base Bw

~) ~ U r)
O O
~ [~
O O ovvero se la matrice:
2 -l -l
a, a, - 2a, l -2
a j A' =
a,
-D
)

a4 -; a1 - a2 O O O l -l l
O O l ° O -1

Pertanto dim W = r(A) r(A ' ) = 3 e una base di W è B' ha rango 2.


= {(l, O, O, O), (0,2, -1, O), (O, O, l, l)} in quanto i vettori riga L.I. della ma- La verifica che r(B) = 2 è lasciata al lettore.
fUi, t

64 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 7 - Ricerca di una base di un sottospazio vettoriale di IR" 65

7.5 Dati i seguenti vettori dello spazio vettoriale IR5 : 1.6 Determinare per quali valori del parametro reale k i tre vettori:

VI = (1,1,0,1,3) V2 = (0,0,1,0,1) V3 = (0,1,3,1,0) VI = (1, 2k, O) v 2 = (2,1, 3k) v 3 =(1,0,2)

verificare che sono linearmente indipendenti e determinare una base di IR5 I costituiscono una base di IR3 .
che li contenga.
\ Soluzione
Soluzione lire vettori sono una base se e solo se il determinante:
Per verificare che sono L.I., basta verificare che il rango della matrice:
1 2k O
2 1 3k
1 ° 1 1 ° 2
° °
1
1
3 1 è diverso da zero ovvero se k -=I 1, 1..
3
sia uguale a 3.
Poiché la matrice A è equivalente alla matrice a scalini ottenuta dalla A (,!~7 Dati i seguenti vettori di IR4 :
\ ,
scambiando la terza riga con la seconda:
:V1= (1,0, k, 1,) V3 = (1, O, 0, -k) V4 = (1,1, l,O)

L--~--~--n
!con k E IR, determinare la dimensione del sottospazio W k generato da V l'
\:2' V3 , v 4 al variare di k.
Stabilire, per k = O, se il vettore v = (1,0,1,1) appartiene a ~Vo.
e r(A') = 3, i vettori dati sono L.I. Soluzione
Per determinare una base di IR5 che contenga i tre vettori assegnati, si
La dimensione di W k è uguale al rango della matrice:
applica il teorema del completamento della base e precisamente, considerati i
vettori della base canonica di IR5 , si scelgono fra questi due opportuni vettori
in modo che l'insieme costituito da essi e dai vettori VI' V 2 , v 3 costituisca °k
una base di IR5 .
In questo caso basterà costruire una matrice a scalini di ordine 5 che
°O °°
1 1
contenga come sottomatrice la matrice A' le cui righe sono i vettori VI' V 2 , V 3
e le cui ulteriori due righe siano costituite da due opportuni vettori scelti
nella base canonica di IR5 , cioè una matrice del tipo:
°
Poiché det Ak = 2k 2 , si deduce che per k =I risulta r(A) = dim W k = 4,
mentre per k = O si ha r(A) = dim W o = 3 in quanto il minore a I24 ,I24 è
diverso da zero. Una base di Wo è data da v l = (1,0,0,1), v 2 = (l, O, O, O),
v 4 = (1,1,1, O).
Il vettore V = (1,0,1,1) appartiene a Wo se e solo se v, V u v 2 , v 4 sono
L.D. Poiché risulta:
Ali =
1
1 O °
1 1

1 °
1
=1
° °
O
1 1 1 O
Si noti che i vettori scelti nella base canonica di IR5 sono e 4 = (0,0, 0,1, O),
e 5 = (0,0, O, 0,1) e quindi la base cercata è B = {VI' V 2 'V 3 , e 4 , e 5 }. i vettori sono L.I. e quindi v non appartiene a Wo'
,Ull .

66 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257


8 - Cambiamento di bas.e 61
7.8 Stabilire se i sottospazi UI = L(u l = (1,1,1), u 2 = (2,1, O)) e U2 =
Poiché, per k = 1 essi si annullano contemporaneamente, si ha che per k = 1
= L(v I = (1, -1, -1), v 2 = (0,1,1)) di IR 3 coincidono. r(A) = 2 e quindi U == Wl.

Soluzione
Per verificare che due sottospazi UI e U2 coincidono, basta innanzitutto 8. Cambiamento di base
verificare che abbiano la stessa dimensione e poi che i vettori di una base
di uno dei due, per esempio UI , dipendano linearmente dai vettori di una
base di U2 • Quest'ultima verifica ci assicura che i vettori della base di UI
8.1 Nello spazio vettoriale IR3 siano dati i seguenti vettori:
appartengono a U2 e pertanto possono essere assunti come vettori di una = (2, -1, 1)
VI v 2 =(1,0,-1) V3 = (0,1,2)
base di U2 e quindi UI == U2 .
Nel caso in esame si ha intanto che dim UI = dim U2 = 2 essendo i a) Verificare che B' = {VI' V 2 , v 3 } è una base di IR3 .
vettori (U1 ,U2 ) e (V 1 ,V2 ) L.1. b) Scrivere le equazioni del cambiamento di coordinate e la matrice del
Per stabilire poi se i vettori u l e u 2 appartengono a U2 , basta calcolare cambiamento di base dalla base canonica B alla base B'.
il rango della matrice: c) Determinare le coordinate del vettore U = (1, 1, 1) rispetto alla base B'.
d) Dire se le basi B e B' sono equiverse o contraverse.

Soluzione
a) Per verificare che B' è una base, basta verificare che il determinante
della matrice delle coordinate di V l' V 2' V 3 rispetto alla base canonica
Se r(A) = 2 allora i vettori u l e u 2 appartengono a U2 e, di conseguenza, B è diverso da zero.
UI == U2 ; se r(A) = 3 allora risulta UI i=- U2 • Si ha:
Poiché, come è facile calcolare, r(A) = 3, si deduce che U I i=- U2 •
2 -1 1
1 O -1 =5i=-0
7.9 Stabilire per quali valori del parametro reale k i sottospazi
012
U = L(u l = (1,1, O), u 2 = (1, 0,1)) e Wk = L(w l (2,1, k), w2 = (l, k, O))
coincidono. pertanto B' = {v l' V 2' V 3} è una base di IR 3 .
b) Si ricordi che le relazioni che legano le coordinate del generico vettore
Soluzione
V E rn. rispetto alle due basi B e B' si possono scrivere con la seguente
3
Possiamo procedere come nell'esercizio 7.8. relazione matriciale:
Determiniamo innanzitutto la dimensione di U e di W k .
Si deduce facilmente che dim U = 2 e dim W k = 2, 'ti k. X=AX'
Stabiliamo ora per quale valore di k la matrice:
ove X denota la matrice colonna delle coordinate di V rispetto alla base
B, X' la matrice colonna delle coordinate dello stesso vettore V rispetto
alla base B' e A la matrice, detta matrice del cambiamento di base dalla
base B alla base B', la cui i-esima colonna (i = 1,2,3) è costituita dalle
coordinate del vettore v;(i = 1,2,3) della base B' rispetto alla base B.
Posto X = (x y z)T, X' = (x' y' z')T, la precedente relazione
ha rango 2. I minori orlati del minore a 12 ,12 i=- O sono: matriciale si scrive:
1 1 O 1 1 O 1
1 O 1 =l-k 1 O 1 =l-k O
2 1 k 1 k O
-1

!.ii
68 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti @ 88·08- 7257 @ 88-08· 7257
8 - Cambiamento di base 69

Da questa relazione matriciale si ricavano le equazioni: passaggio dalla base 13 alla base 13'. Si dicono orientate discordemente
o contraverse se det A < O.
X = 2x' + y' Poiché det A = 5 > O, si deduce che le basi 13 e 13' sono equiverse.
{
Y = -X' + z'
y' + 2z'
/r~-"

z = X' -
(8.2 N ella spazio vettoriale lR3 siano dati i seguenti vettori:
Esse sono equazioni del cambiamento di coordinate.
Da quanto detto precedentemente si ha poi che la matrice: UI = (1,1,1) u 2 = (O, 0,1) u 3 = (1, 0,1) u 4 = (1, O, O) u 5 = (2,1,2)

1 a) Verificare che 13 = {UI' U 2 , U 3 } e 13' = {u3 , U 4 , U 5 } sono due basi di lR3 .


O b) Scrivere la matrice del cambiamento di base dalla base 13 alla base 13' e
quella da 13' a 13.
-1
\ c) Determinare le coordinate del vettore v = u l + u 2 + u 3 sia rispetto alla
è la matrice del cambiamento di base o matrice di passaggio dalla base \ base 13 che rispetto alla base 13'.
\
13 alla base 13'. \
c) Utilizzando le equazioni di cui al punto b) e sostituendo a x, y, z le Soluzione
coordinate del vettore U rispetto alla base 13 si ha: a) Per verificare che 13 è una base di lR3 è sufficiente verificare che il de-
terminante che ha come righe (o colonne) i vettori u l , U 2 , u3 è non

mH -1
1
O

Tale relazione ci permette di calcolare le coordinate x', y', z' del vettore
U rispetto alla base 13'.
nullo.
Si ha:

1 1 1
O O 1 =1#0
1 O 1
Ma anche, ricordando che vale la seguente relazione matriciale: pertanto 13 è una base.
Analogamente per 13', si ha:

1 O 1
l O O =1#0
2 l 2
sostituendo in essa a x, y, z la tema (l,l,l) e calcolando la matrice A-l
si ha: e quindi 13' è una base.
b) Poiché la matrice del cambiamento di base da 13 e 13' è, per definizione,

G:) ~ i U
-2

-Dm
la matrice che ha per colonne le coordinate dei vettori u 3 , u 4 , u 5 rispetto
4 a 13, calcoliamo dapprima queste coordinate.
3 Il vettore u 3 ha coordinate (O, O, l) rispetto a 13, poiché u 3 è il terzo
vettore della base 13. Il vettore u 4 ha coordinate (O, -l, l) rispetto a 13
da cui: poiché u 4 = -u2 + u 3 • Infine u 5 ha coordinate (1, 0,1) rispetto a 13
poiché u 5 = u l + u 3 .
x' =O y' =1 z' = l La matrice del cambiamento di base da 13 a 13' è allora:
Pertanto: u = v 2 + v 3 •
d) Si ricordi che le due basi 13 e 13' dello spazio vettoriale IR3 si dicono
orientate concordemente o equiverse se det A > O ove A è la matrice di

...
pJS
70 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti @ 88-08· 7257 @ 88-08- 7257 9 - Esercizi proposti 71

La matrice del cambiamento di base da 13' a 13 è: 9.3 Date le matrici:

A-l = (
-1 1 1)
O -1 O
A= ( 1
-1 ~)
1 O O
determinare una matrice X tale che AX = B.
c) Poiché v si esprime come combinazione lineare dei vettori U I , U 2 , U 3 se-
condo i coefficienti (1, 1, 1), le coordinate di v rispetto a 13 sono (1, 1, 1). 9.4 Date le matrici:
Ricordando la relazione che lega le coordinate di un qualunque vettore
di IR? rispetto alle due basi 13 e 13': o
1
x' = A-IX 1

ove X denota la matrice colonna delle coordinate rispetto a 13 e X' la determinare, se possibile, una matrice X tale che AX = B.
matrice colonna delle coordinate rispetto a 13' dello stesso vettore, si ha:
9.5 Determinare una matrice a scalini equivalente per righe a ciascuna

( X'y' ) = ( -1 11) (X)


O -1 O Y
delle seguenti matrici:

A= [~
z' 1 O O z 1 -1

il
2 O
1 O
Ponendo al posto di (x, y, z) le coordinate (1, 1, 1) di v rispetto a 13, si
deduce che le coordinate di v rispetto a 13' sono (1, -1, 1).
O
2
O
1
n=U O 1
2 -1 D
O 1

~l
1
9. Esercizi proposti
O 2 -1
c= [; 2 O 1
9.1 Date le matrici: O O 1

(~ ~)
-1
A= C= (
-1 ~) 9.6 Calcolare i seguenti determinanti del terzo ordine applicando sia il
determinare: primo teorema di Laplace che la regola di Sarrus.
a) A+B b) A - B c) 2A d) A + 3C e) A - B +C O 1 2 -1 2 1
f) (A+Bf g) A T - 2(B + C) h) A+ (B -Cf detA = 3 -1 2 detB = 3 1 -2
1 3 3 2 5 3
9.2 Date le matrici:

9.7 Calcolare i seguenti determinanti:


3 1 O 1 2 3 1 2
O 2 1 1 4 6 2 4
detA = detB =
determinare: 2 1 2 3 3 1 2 1
a) AB b) BC c) CD d) BD 1 O 1 O O 1 O 3

~
fUi i.··
72 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti @ 88·08· 7257 @ 88-08- 7257 9 - Esercizi proposti 73

9.8 Date le matrici: 9.14 Date le matrici:

j)
-1
A= (~ ~) B= (~ c= (~ ~) A= (~
2
~ -~)
h-l
1
h
° h
-1
calcolare i seguenti determinanti: 1 -1 -2 -1 -2 -1

detAB detABC det(A + B) det5A detBC T vedere per quale valore di h E JR hanno lo stesso rango.

9.9 Calcolare il rango delle seguenti matrici utilizzando sia il metodo della 9.15 Verificare che i seguenti vettori di JR4 sono L.I.:
riduzione per righe che il teorema degli orlati:
VI = (1,2,1, O) V2 = (0,0,1, O) V., = (1,0,2,0) V4 = (1,2,0, l)

A= (21 32 °1 1)
2
9.16 Determinare una base e la dimensione del sottospazio W di JR4 ge-
° ° 1 1 nerato dai vettori:

9.10 Determinare, al variare del parametro reale À, il rango della matrice: Vl = (1,0,0,0) V2 = (0,1,0,0) V., = (1,2,0,0) V4 = (1,1,0,0)

A~ (-~ ° 2
1
9.17 Nello spazio vettoriale }1{4 sia dato il vettore v(l,h,l-h,O),
(h E JR). Stabilire per quale valore di h il vettore V appartiene al sotto-
spazio ~V generato dai vettori:

9.11 Determinare, al variare del parametro reale À, il rango della matrice: Vl = (l,O, -1, 1) V2 = (O, l, 1,0) V3 = (2, -1,0, O)

° 1
1 ° 9.18 Nello spazio vettoriale JR4 siano dati i vettori:

À ° Vl = (1,1,2, -l) V2 = (1, Cl, l, 2)

9.12 Determinare la matrice aggiunta e la matrice inversa delle seguenti Verificare che sono linearmente indipendenti e determinare una base di JR1
matrici: che li contenga.

9.19 Nello spazio vetforiale JR2 siano dati i vettori:

v l =(2,1) V2 = (1, -3)


Verificato che costituiscono una base B' di JR2, determinare le coordinate
9.13 Date le matrici: dei vettori u = (1,1), V = (O, -1), w = (-1,2) rispetto alla base B'.

A=(~ ~) B = (~ ~) 9.20 Nello spazio vettoriale JR3 siano dati i vettori:


v l = (1.1,1) v 2 = (O, l, Cl) v., = (-1,0,1)
determinare la matrice (AB)-l.
74 Capitolo 3 - Matrici. Determinanti o 88-08- 7257

a) Verificare che B' = {VI' v 2 , v 3 } è una base di IR3 .


b) Scrivere le matrici del cambiamento di base dalla base canonica Balla
base B' e dalla base B' alla base B.
Sistemi
c) Determinare le coordinate del vettore V = (2, O, 1) rispetto alla base B'. di equazioni lineari
d) Dire se le basi B e B' sono equiverse o contraverse.

9.21 Nello spazio vettoriale IR2 siano dati i vettori:

v l =(I,I) v 2 = (2, -1) v~ = (2.1) v; = (1, O)

a) Verificare che B = {VI' v 2 } e B' = {v~ ,v~} sono due basi di IR2 .
b) Determinare le matrici del cambiamento di base dalla base B alla base
B' e dalla base B' alla base B. Richiamiamo brevemente alcune generalità sui sistemi di equazioni lineari.
c) Determinare le coordinate del vettore v = (1,5) rispetto sia alla base B Dato un sistema di m equazioni in n incognite:
che alla base B'.

! all Xl + a l2 x 2 + ... + alnx n


~~,x, ~~"~'. ~::: ~~~,:~:,~h,
amI Xl + a m2 x 2 + ... + amnx n
= bI

- bm

ove a ij , bi E IR (i = 1,2, ... ,m; j = 1,2, ... ,n) dicesi soluzione del si-
stema una n-pIa di numeri reali (:1\, X2 , ... ,x n ) tali che, ponendo Xl = x ll
x 2 = X2 , ••. , x n = xn nelle equazioni, queste risultino tutte soddisfatte.
Un sistema si dice compatibile se ammette almeno una soluzione, si dice
incompatibile in caso contrario.
Sistemi che ammettono la stessa soluzione (o che sono incompatibili) si
dicono equivalenti.
Dato un sistema di m equazioni lineari in n incognite, siano:

rispettivamente la matrice incompleta e quella completa del sistema e siano


p e p' i loro rispettivi ranghi. Allora:
se p # p' il sistema è incompatibile
p - n si ha un'unica soluzione
se p = p' il sistema è compatibile e se { -
p < n si hanno oon-p soluzioni
Ne segue che:
se m < n e p = m il sistema (normale) è sempre compatibile.
La risoluzione di un sistema compatibile di rango p si riconduce in ogni caso
a quella di un sistema di p equazioni in p incognite.
76 Capitolo 4 - Sistemi di equazioni lineari @ RH-08- 7257 @ 88-08- 7257 1 - Sistemi di n equazioni lineari in n incognite 77

1. Sistemi di n equazioni lineari in n incognite Essendo quindi det A i= O, il sistema dato è compatibile e ammette una sola
soluzione che per la regola di Cramer è data da:
In base a quanto ricordato, un sistema di n equazioni in n incognite con 5 2 -5 3 5 -5
7 -1 7 1 7 7
il determinante dei coefficienti diverso da zero ammette una e una sola
soluzione che per il teorema di Cramer è data da: lO 4 -8 = 38 = 2 5 lO -8 = 38 = 2
x= y=
-19 19 -19 19
detA 2 detA n
X2 = detA , ... x =--- 3 2 5
n detA
1 -1 7
dove A è la matrice d'ordine n dei coefficienti e Ai (i = 1,2, ... ,n) è 5 4 lO = 19 = 1
z=
la matrice d'ordine n che si ottiene da A, sostituendo in essa la colonna -19 19
i-esima con la colonna dei termini noti.
La tema (2, 2, 1) è la soluzione del sistema.

1.1 Risolvere il seguente sistema: 1.3 Verificare che il seguente sistema è compatibile e risolverlo:
2x + 3y = 8 x+ y+ z+ t=O
{
3x - y = 1 { 4y +3t = 5
+5t = 4
l
2x
Soluzione - 3z -2t = 1
Il determinante dei coefficienti è: 'soluzione
Il determinante dei coefficienti è dato da:

I~ -1
31 = -11 1
O
1
4
1 1
O 3
pertanto il sistema è compatibile e ammette una sola soluzione che, per la detA =
2 O O 5
regola di Cramer, è data da: O O -3 -2

Sviluppando il determinante, per esempio secondo gli elementi della 2a riga,


x= =1 y= =2 si ha che det A = 70 i= O. Il sistema dato è quindi compatibile e ammette
una soluzione.
Applicando la regola di Cramer si trova:
o 1 1 1 1 O O 1
1.2 Verificare che il seguente sistema è compatibile e risolverlo: 5 4 O 3 O 5 O 3
4 O O 5 2 4 O 5
3x + 2y - 5z = 5 1 O -3 -2 -35 1 O 1 -3 -2 35 1
{ x= -- y= -
x - Y + 7z = 7 70 70 2 70 70 2
5x + 4y - 8z = lO 1 1 O 1 1 1 1 O
O 4 5 3 O 4 O 5
Soluzione 2 O 4 5 2 O O 4
Il determinante dei coefficienti è dato da: O O 1 -2 -70 O O -3 1 = 70 =1
z= =-=-1 t=
70 70 70 70
3 2-5
detA = 1
5
-1 7 = -19
4 -8
L 'unica soluzione del sistema è: ( - ~, ~, -1, 1) .
'!'II

78 Capitolo 4 - Sistemi di equazioni linear'i @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 2 - Sistemi normali di m equazioni lineari in n incognite 79

1.4 Verificare che il seguente sistema lineare è compatibile e risolverlo: ha rango 2 e pertanto il sistema dato è normale e quindi compatibile, e

p
ammette 00 1 soluzioni.
-y +3z = l Osserviamo che il minore del secondo ordine di A:
+ z=2
y -4z = O
1 ~ ~ 1 =-3
Soluzione
Il determinante dei coefficienti è: formato coi coefficienti di x e y è diverso da zero; allora possiamo attribuire
all'incognita z un valore arbitrario k e risolvere il sistema:
2 -l 3 X + 2y = 1 + k
detA = l {
O l = -3 =1= O
2x + y = 2 - k
O 1 -4
con la regola di Cramer.
Essendo det A =1= O, il sistema è compatibile e ammette una soluzione. Ap- Si ha:
plicando la regola di Cramer si ha:
1 +kl
1 -1 3 2 1 3 x =
I 2l + k 21
- k l = 3k - 3 = 1 _ k y=
I~ 2 - k = -3k =k
2 O 1 1 2 1 -3 -3 -3 -3
O l -4 -3 O O -4 -12
x= =-=1 y= =-=4 Le 00 1 soluzioni del sistema sono quindi date dalle teme (1 - k, k, k) al
-3 -3 -3 -3 variare di k E lR.
2 -1 1
Si noti che anche il minore 1 21 -11 I = 3 lormato
c COl. coe ffi'
clentl. d'l y
1 O 2
O 1 O -3 e z è diverso da zero; pertanto possiamo attribuire all'incognita x un valore
z= =-=1 arbitrario t e risolvere il sistema:
-3 -3
2y - z = 1- t
La tema (1, 4, 1) è l'unica soluzione del sistema. {
Y + z = 2 - 2t

Le soluzioni del sistema assegnato sono date anche dalle teme (t,l -
00 1
2. Sistemi normali di m equazioni lineari in n incognite
-t,l-t), t E lR.
Una soluzione particolare del sistema si ottiene dando un valore parti-
Ricordiamo ancora che un sistema di equazioni lineari si dice normale se colare a t. Ad esempio, per t = O una soluzione particolare è (0,1,1).
il rango del sistema è uguale al numero delle equazioni. Esso è sempre
compatibile e se m < n il sistema ammette oo,,-rn soluzioni.
2.2 Risolvere il seguente sistema lineare:
2.1 Verificare che il seguente sistema lineare: {
X + 2y - 3z = 1
2x + 4y + z = 2
{
X + 2y - Z = 1
Soluzione
2x + Y+Z =2 La matrice A dei coefficienti:
è normale e risolverlo.
(~
2
Soluzione
A= 4
La matrice dei coefficienti:
ha rango 2. Un minore del secondo ordine di A diverso da zero è:

(~
2
A= 1 I~ -311 =7
11 i "'1

80 Capitolo 4 - Sistemi di equazioni lineari @ 88-08- 7257


@ 88-08- 7257
2 - Sistemi normali di m equazioni lineari in n incognite 81

ed è formato coi coefficienti di x e z. Il sistema ammette 00 1 soluzioni che Le 00 1 soluzioni del sistema sono:
si ottengono dando a y il valore arbitrario k e risolvendo il sistema:
25 - 9À 15À - 23
{
X - 3z = 1- 2k (À -1, 7 7
2x + z = 2 - 4k 25 -23 )
Una soluzione particolare è, per esempio, la quaterna ( - 1, 7' -7-' O .
con la regola di Cramer. Si ottiene: x = 1 - 2k, Y = k, z = O.

2.4 Verificare che il sistema lineare:


2.3 Verificare che il seguente sistema lineare:
X3 - 6x 4 = 2
2Xl + 3x 2 - x 3 + 4x 4 = 12
- 2x 4 = O
{ 3x 1 + x 2 + 2x 3 - 6x 4 : -6 - 4x 4 = O
Xl - 4x 2 - x3 - 4x 4 - -12
è compatibile e trovare le soluzioni.
è compatibile e trovare le soluzioni.
Soluzione
Soluzione La matrice dei coefficienti:
Si tratta di un sistema di 3 equazioni in 4 incognite. La matrice dei coeffi-
O -1
cienti è:
3 -1
1 O -6)
-2
-2 O -4
1 2
-4 -1 ha rango 3. Infatti è diverso da zero, per esempio, il suo minore:
Il rango di questa matrice è 3, cioè uguale al numero delle equazioni. Il 3 0-1
sistema è normale, certamente risolubile e ammette 00 1 soluzioni. Scelto
1 1 O = 3
un minore del terzo ordine non nullo della matrice A, per esempio quello
formato dalle prime tre colonne, il cui valore è 42, le 00 1 soluzioni del sistema 1 -2 O
si ottengono dando a x 4 un valore arbitrario À e ricavando X ll x 2 ' X 3 dal formato coi coefficienti di Xl' X 2 , X 3 . Il sistema è compatibile e ammette 00 1
sistema: soluzioni. Dando a X 4 il valore arbitrario t, basta risolvere con la regola di
2Xl + 3x 2 - X3 = 12 - 4À Cramer il seguente sistema di tre equazioni nelle tre incognite Xl' X 2 , X 3 :
{ 3x I + X2 + 2x 3 :: - 6 + 6À
Xl - 4X 2 - x3 - -12 + 4À
X3 = 2 + 6t
= 2t
Risolvendo il precedente sistema con la regola di Cramer si ha: = 4t

12 - 4À 3 -1 Si ottiene:
1 42À - 42
Xl = - - 6+6À 1 2 = =À-l 2
42 42 x 2 = --t = 2t - 2
-12 + 4À -4 -1 3
X3

2 12 - 4À -1
1 150 - 54À 25 - 9À
x 2 =- 3 - 6+6À 2
42 42 7 2.5 Risolvere il sistema lineare:
1 -12 + 4À -1
2 3 12 - 4À {
3XI - + 2x 3 - x 4 =
x2 5
1
x3 =- 3 1 - 6+6À
90À - 138 15À - 23 2x I + 3x 2 - x 3 + 2x 4 = 6
42 42 7
1 -4 -12 + 4À
82 Capitolo 4 - Sistemi di equazioni lineari @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 3 - Sistemi non normali 83

Soluzione Soluzione
La matrice dei coefficienti è: La matrice A dei coefficienti è:
-4
-1
3
2
-1

Il rango di questa matrice è 2 e un minore del secondo ordine diverso da


1
-3
-!)
,
zero e, per esemplO, 2 . 13 -113 = Il. Il determinante del terzo ordine associato alla matrice quadrata A è nullo,

Il sistema ammette pertanto 00 2 soluzioni che si ottengono dando valori


. l' 1
mentre per esemplO '
mmore d el second o ord'me 21 1 -41'
1 = 6 e diverso da '
arbitrari a x 3 e x 4 , ponendo per esempio x 3 = ..\, x 4 = M e ricavando Xl e zero. Il rango di A è quindi 2. La matrice completa dei coefficienti e dei
x 2 dal sistema: termini noti è:
-4
l~)
5
{
3X1 - x2 = 5 - 2..\ + M 1 -1
2x 1 + 3x 2 = 6 + ..\ - 2M -3 4 11

Risolvendo questo sistema si ottengono le 00 2 soluzioni date dalle quaterne: Una semplice verifica mostra che tutti i minori del terzo ordine di questa
matrice sono nulli, quindi il suo rango è 2. Il sistema dato è quindi risolubile
( 21 - 5..\ + M 8 + 7..\ - 81L
..\, M) e ammette 00 1 soluzioni che si ottengono dando a z il valore arbitrario t e
11 ' 11 ricavando X e y dal sistema (normale) equivalente a quello dato:

{
2x - 4y = lO - 5t
3. Sistemi non normali
x+ y= 1+ t
il cui determinante dei coefficienti è esattamente il minore scelto diverso da
3.1 Verificare che il seguente sistema:
zero. Si trova che le soluzioni sono:
+ 2y = 5
X 14 t 7t - 8
{ x=-- y=-- z=t
3x + 6y = 15 6 6

è compatibile e trovare le soluzioni. Si verifica immediatamente che tali valori delle incognite soddisfano anche
la terza equazione, qualunque sia t. Infatti tale equazione è la somma della
Soluzione
prima e della seconda.
La seconda equazione si ottiene moltiplicando la prima per 3; il sistema,
pertanto, risulta equivalente alla sola equazione:
3.3 Verificare che il seguente sistema:
X + 2y = 5
2x + Y- z =3
Le soluzioni sono date da: x = t, Y = 5 ~ t.
{ X - 3y + 2z =2
5x - y =8
3.2 Verificare che il seguente sistema: è compatibile e trovare le soluzioni.
Soluzione
2x - 4y + 5z = 10 La matrice incompleta del sistema è:
{ x+ y- z=l
3x - 3y + 4z = 11 1
-3
è compatibile e trovare le soluzioni. -1
r
84 Capitolo 4 - Sistemi di equazioni lineari @ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257 3 - Sistemi non normali 85

= O da cui si ha che r(A) S 2. D'altra parte il minore di A:


ha rango 2 essendo il minore I ~ _~ I =
e det A
-11 -=1= O. La matrice completa:

CI: = a 12 ,12 = 21 1
4
-3
per cui r(A) = 2. 1
La matrice completa del sistema è:
-1

G=~
ha rango 2 poiché, come subito si verifica, det A' = O (det A' è l'unico minore
2 del terzo ordine che si può estrarre da A'). Il sistema dato è compatibile e
A' =
O ammette una sola soluzione che si ottiene risolvendo il sistema:

Poiché i due orlati del terzo ordine del minore CI:: X +4y = 8
{
2 l-l 2 l 3 2x - 3y = l
1 -3 2 l -3 2
5 -1 O 5 l 8 Si ha pertanto che l'unica soluzione è la coppia G~, ~~) la quale verifica
anche la terza equazione del sistema dato.
sono entrambi nulli, se ne deduce che r(A' ) < 3; non potendo esso essere
Infatti si osservi che le prime due equazioni del sistema sono indipen-
minore di quello della matrice incompleta, si ha che r(A ' ) = 2.
denti e che la terza è una loro combinazione lineare.
In relazione al minore CI: -=1= O, si ha che le prime due equazioni del sistema
sono indipendenti e la terza è una loro combinazione lineare.
Il sistema è quindi compatibile e ammette 00 1 soluzioni che si otten- 3.5 Trovare per quali valori reali del parametro k il sistema lineare:
( gono dando a z un valore arbitrario t e risolvendo il sistema equivalente a
x-y =-2
quello dato: { kx +y +3z = 3
2x + Y = 3 + t
{ 2x +2z = k
x - 3y = 2 - 2t
è compatibile.
il cui determinante dei coefficienti è esattamente il minore scelto CI: -=1= O. Si
trova che le soluzioni sono le terne: Soluzione
La matrice incompleta del sistema è:
( 11 +t 5t - l
7 ' 7 -l
l
3.4 Verificare che il sistema lineare: O
X + 4y = 8 e det A = 2k - 4, per cui si ha che:
{ 2x - 3y =1
detA O per k-=l=2
3x + y = 9
-=1=

è compatibile e trovare le soluzioni. Per k -=1= 2 si ha quindi cheil sistema dato è compatibile e ammette una sola
soluzione data da:
Soluzione
La matrice incompleta: 2 - 3k k-6 P+k-2
x=---
y = 2k - 4 z=
2k - 4 2k -4

A= G-D Per k = 2 il rango della matrice A è 2 giacché il suo minore 1 ~ 32 1 e' d'lverso
86 Capitolo 4 - Sistemi di equazioni lineari @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 3 - Sistemi non normali 87

da zero, mentre il rango della matrice completa: Soluzione


Le matrici incompleta e completa del sistema sono:
-1 o
1
O
3
2
A = (~
1
k
-1)
-1 A' = (~
1
k
1
-1 ~)
è 3 giacché il suo minore del terzo ordine: Per qualunque valore di k si ha che r(A') - 2 poiché il minore formato dalle
ultime due colonne di A' non dipende da k ed è sempre diverso da zero.
-1 0-2 Nella matrice A le righe sono proporzionali, ovvero r(A) = 1, se e solo
a123.234 = 1 3 3 =-4
sek=1.
O 2 2 Dunque per k #- 1, r(A) = r(A') = 2 e il sistema è compatibile.
è diverso da zero. Per il teorema di Rouché-Capelli, il sistema è pertanto Per k = 1, r(A) = 1 #- r(A') = 2 e il sistema è incompatibile.
incompatibile.
In conclusione, per k = 2 il sistema è incompatibile. 3.8 Discutere, al variare del parametro reale k, la compatibilità dei se-
guenti sistemi:
3.6 Stabilire per quali valori del parametro reale k il seguente sistema: 2x 2y = -1 (4 - k)x -4z = k
kx + y = k a) { x + ky = 1 b) { (1 - k)y + z= 1
{ 4x +(I-k)z = 1 - k
2kx + ky = 1 x - y= k

è compatibile. Soluzione
a) Le matrici incompleta e completa del sistema sono:
Soluzione
Il determinante dei coefficienti è:
A~ G A'~ U -1k ~:)
-2
-~)
-1

ed è diverso da zero per k #- O e per k #- 2; in questi casi il sistema è Poiché det A' = 2k 2 + 3k + 1, intanto si ha:
compatibile e ammette una sola soluzione.
Per k = O il sistema è incompatibile. detA' #- O per k #--1 e k #---12
Per k = 2 il sistema diviene:
2x + y= 2 cioè r(A') = 3 per k i- -1 e k i- -~.
{ Dal momento che il rango della matrice incompleta è sempre minore
4x + 2y = 1
o uguale a 2, si deduce che per tutti i valori di k diversi da - ~ e -1
ed è anch'esso incompatibile.
r(A) #- r(A') e dunque il sistema è incompatibile.
In conclusione il sistema è compatibile per k #- 0,2. E samllllamo
.. ora " k = -"21 e k = - 1.
1 caSI

3.7 Stabilire per quali valori del parametro reale k il seguente sistema Per k = _.! risulta r(A) = r(A') = 2 poiché il loro comune minore,
2
lineare:
a 12 ,12 = I ~ -~~21 è diverso da zero e pertanto il sistema è compatibile.
{
kx + Y- z= 1
Per k = -1 risulta r(A) = 1 essendo le colonne di A proporzionali,
x + ky - z = O

è compatibile.
mentre r (A') = 2 giacché il suo minore del secondo ordine I =~ - ~ I è
diverso da zero. Per k = -1 il sistema è pertanto incompatibile.
88 Capitolo 4 - Sistemi di equazioni lineari @ 88-08- 7257 @ BB-08- 7257 4 - Sistemi lineari omogenei 89

Confrontando i vari risultati, si hanno due possibilità. Caso particolare è:


Per k = -1/2 il sistema è compatibile e poiché r(A) r(A') 2 il C.N.E.S. affinché un sistema lineare omogeneo di n equazioni in n incognite
sistema ammette un'unica soluzione. ammetta autosoluzioni è che il determinante dei coefficienti sia nullo.
Per k i- -1/2 il sistema è incompatibile. Si ricordi inoltre che:
b) Le matrici incompleta e completa del sistema sono: L'insieme delle soluzioni di un sistema lineare omogeneo m n incognite è
un sottospazio vettoriale di ]Rn.
4- k O 4 k o -4
A= ( O l-k A'= ( O l-k 1 In particolare:
4 O 4 O l-k Sia AX = O un sistema lineare omogeneo in n incognite, con r(A) =
= p < n. Se le prime p colonne di A sono linearmente indipendenti, allora
e detA = (1- k)(P - 5k + 20), per cui si ha che: le n - p autosoluzioni:

det A i- O per k i- 1 . j = 1,2, ... ,n - p

Per k i- 1 il sistema dato è quindi compatibile e ammette una sola ottenute ponendo nel sistema x p + k = 1, x p + h = O per h, k = 1,2, ... ,n - p e
soluzione. h i- k, costituiscono una base per il sottospazio delle soluzioni del sistema.
Per k = 1 ìl rango della matrice A è 2 (come facilmente si verifica), Pertanto:
mentre il rango della matrice completa:
La dimensione del sottospazio delle soluzioni di un sistema lineare omogeneo
O -4 in n incognite e di rango p < n è n-p.
( O O
O
1
O D 4.1 Risolvere i seguenti sistemi lineari omogenei:
a) { 3x - y = O b) { 3x - y = O
3 -4 1
x - y= O 6x - 2y = O.
è 3 essendo il minore a123.134 = O 1 1 i- O.
4 O O Soluzione
Pertanto per k = 1 il sistema è incompatibile. a) Il determinante dei coefficienti

4. Sistemi lineari omogenei I~ -11 =


-1
-2

è non nullo; il sistema pertanto ammette l'unica soluzione (O, O).


Ricordiamo che un sistema di equazioni lineari si dice omogeneo quando i
b) Il sistema è equivalente alla sola equazione:
termini noti sono tutti nulli.
Un sistema lineare omogeneo ammette sempre la soluzione costituita 3x - y = O
da tutti zeri, che dicesi soluzione nulla (o impropria), ma può ammettere
anche soluzioni diverse dalla soluzione nulla, che diconsi autosoluzioni (o Sono così soluzioni del sistema le coppie (t, 3t), t E ]R.
sol uzioni proprie).
In base al teorema di Rouché-Capelli ciò accade se e soltanto se è pos-
4.2 Risolvere il seguente sistema lineare omogeneo:
sibile dare un valore arbitrario a qualche incognita, perché in caso contrario
il sistema ammette una sola soluzione, che è necessariamente quella nulla. Xl + 2X 2 + 3x 3 + 2x 4 : O
Si ha perciò che: { 2x I - x2 + 2x 3 - 4x 4 - O
C.N.E.S. affinché un sistema lineare omogeneo ammetta autosoluzioni
è che il rango della matrice dei coefficienti sia minore del numero delle
3x I + x2 - 4x 3 - x4 = O
incognite.
·r.····
.:;-,
g

90 Capitolo 4 - Sistemi di equazioni linear'i @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 4 - Sistemi lineari omogenei 91

Soluzione Si osservi che le soluzioni del sistema omogeneo si possono ottenere anche
La matrice dei coefficienti: come combinazione lineare di due fissate autosoluzioni linearmente indi-
pendenti. Per determinare tali autosoluzioni si scriva il sistema dato, m

-~)
2 3 relazione al minore scelto non nullo, nella forma:
-1 2
1 -4 -1
{
Xl + 3X 2 = 2x 3 - 4X 4
Xl + 4x 2 = 3x 3 - 5x 4
ha rango uguale a 3 giacché, per esempio, il suo minore del. terzo ordine,
formato dalle prime tre colonne, è diverso da zero. In relazione a tale minore, Per X3 = 1, x 4 = O si ha l'autosoluzione 0: 1 = (1,1,1, O) e per x 3 = O, x 4 = 1
le 00 1 soluzioni si ottengono risolvendo il sistema nelle incognite Xl' X2 ' X3: si ha l'autosoluzione 0: 2 = (-1, -1,0,1).
Le soluzioni sono tutte le combinazioni lineari di 0: 1 e 0: 2 ovvero sono
X1+2X2+3X3:-2k
del tipo:
{ 2x 1 - X2 + 2x 3 - 4k
3x 1 + X2 - 4x 3 = k k(-l,l,l,O)+h(-l,-l,O,l) = (-h-k,k-h,k,h) V h, k E IR

ottenuto dal sistema dato, avendo posto X 4 = k.


Con la regola di Cramer si ottengono le 00 1 soluzioni: 4.4 Determinare una base e la dimensione del sottospazio S di IR4 delle
soluzioni del seguente sistema lineare omogeneo:
76 5

°°
X =--k x 3 =-k
45 9
2
{
Xl + X2 - X3 + 2X4 ::
Xl +X 2 - X4 -

4.3 Risolvere il seguente sistema lineare omogeneo:


Soluzione
Xl + 3X2 - 2x 3 + 4x 4 : O La matrice dei coefficienti ha rango uguale a 2.
{ Xl + 4x 2 - 3x 3 + 5x 4 - O Un suo minore del secondo ordine diverso da zero è, per esempio, quello
Xl + 2x 2 - x3 + 3x 4 = O formato dai coefficienti di Xl e di x 3 :

Soluzione
La matrice dei coefficienti:
In relazione alla scelta di tale minore non nullo, il sistema si scrive nella
3 -2
forma:
4 -3
2 -1
{ Xl - X3 : : -X 2 - 2X 4
Xl - -x 2 + x 4
come subito si verifica, ha rango 2 e quindi il sistema ammette 00 2 soluzioni.
Poiché, per esempio, il suo minore I~ !I è diverso da zero, la risoluzione °
Per x 2 = 1, x 4 = si ha l'autosoluzione 0: 1 = (-1,1,0,0).
Per x 2 = O, x 4 = 1 si ha l'autosoluzione 0: 2 = (1, O, 3, 1).
del sistema dato si riconduce a quella del sistema:
Essendo 0: 1 e 0: 2 due autosoluzioni indipendenti, si ha che una base del
Xl + 3X 2 : 2k - 4h sottospazio S è, per esempio, B = {(-l, 1,0,0), (1,0,3, I)} e la dimensione
{ di S è 2.
Xl + 4X 2 - 3k - 5h
I vettori di IR4 che appartengono a S sono tutte le combinazioni lineari
avendo posto X3 = h, X4 = k. Si ha allora: di 0: 1 e 0: 2 , cioè sono del tipo:

Xl = -k - h X2 = k- h h( -1,1, O, O) + k(l, 0, 3,1) = (-h + k, h, 3k, k) V h, k E IR


92 Capitolo 4 - Sistemi di equazioni lineari @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 .5 - Sistemi lineari omogenei di n-l equazioni in n incognite 93

4.5 Verificare che il sottoinsieme di IR 4 : Soluzione


Le equazioni di un tale sistema devono essere soddisfatte da tutte le terne
(x,y,z) che dipendono linearmente dalla terna (1,1,0).
Se esprimiamo tale condizione di dipendenza lineare imponendo che il
è un sottospazio vettoriale di IR4 . Determinare una sua base e la dimen- rango della matrice:
sione.
Soluzione
W è un sottospazio vettoriale perché coincide con lo spazio delle soluzioni
del sistema lineare omogeneo nelle incognite xl> X 2 , X 3 , X 4 :
sia 1, fissato un minore di ordine 1 diverso da zero (per esempio quello
tratteggiato) e uguagliati a zero i minori di ordine 2 che orlano tale minore,
si ottengono le due equazioni:
X-y=O
Una base di tale sottospazio si ottiene ricavando due autosoluzioni L.l. del {
z=O
sistema. Le variabili indipendenti sono sicuramente x 2 e, per esempio, Xl'
°
Posto, quindi, x 2 = 1, Xl = 0, si ha X 3 = 0, X 4 = e posto X 2 = 0, Esse forniscono un esempio di sistema lineare omogeneo che ha quelle solu-
Xl = 1 si ha x 3 = 1, x 4 = -l.
zioni.
Pertanto le quaterne (0,1,0,0) e (1,0,1, -1) costituiscono una base
di W. La dimensione di W è 2.
5. Sistemi lineari om<!~.e~~.~oMdi n -,!~~~~zioni in n incognite
( 4.6 Verificare che il sottoinsieme di IR4 :

Un caso particolarmente importante di sistemi lineari omogenei sono i si-


stemi lineari omogenei di n-l equazioni con n incognite nell'ipotesi che
è un sottospazio vettoriale di IR4 . Determinare una sua base e la dimen- la matrice dei coefficienti abbia rango n-l, cioè uguale al numero delle
sione. equazioni. In questo caso il sistema ammette 00 1 autosoluzioni che possono
ottenersi subito osservando quanto segue:
Soluzione
Consideriamo il sistema:
W è un sottospazio vettoriale perché coincide con lo spazio delle soluzioni

{:a·::~:··· ~~:~: ...::::~:~: ...=~


del sistema lineare omogeneo nelle incognite Xl' X 2 , X 3 , X 4 :

+ ... +
n-l l Xl +an - 1 2 X 2 =°
a n _ l nXn

Intanto la dim W = 4 - T(A) ove A è la matrice dei coefficienti del sistema e supponiamo che il rango della matrice dei coefficienti valga n-l.
e quindi dim W = 2 poiché è evidente che T(A) = 2. La matrice dei coefficienti è:
Una base di W si ottiene risolvendo il sistema ponendo dapprima x 2 = 1,
°
x 4 = e poi x 2 = 0, x 4 = l.
Pertanto le quaterne (-1,1,1/2, O), (0,0,0,1) costituiscono una base
di W.

4.7 Determinare un sistema lineare omogeneo che ammetta come soluzioni Indichiamo ora con .6. 1 , .6. 2 , ••• ,.6. n i minori d'ordine n-l che si ottengono
l'insieme delle teme h(l, 1, O), h E IR. da essa, sopprimendo, rispettivamente, la prima, la seconda, ... , la n-esima
94 Capitolo 4 - Sistemi di equazioni lineari @ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257 5 - Sistemi lineari omogenei di n-l equazioni in n incognite 95

colonna. Almeno uno di questi minori è certamente, per l'ipotesi fatta, 5.1 Risolvere il sistema omogeneo:
diverso da zero. Se per esempio è ~n i- O, il sistema (*) si risolve dando a
x n il valore arbitrario k e risolvendo il sistema: {
2x + 3y - 4z =O
X + 4y - 2z = O
au Xl + a l2 x 2 + ... + al n-l X n- l = -alnk
Soluzione
(**)
{
n,,~~ ... ~a,~~, ... ~ :::.+. ~~ :'~.'.~~~ ~ ... ~ =~~: k .. La matrice dei coefficienti è:
an-Ilx l + a n - 2 2 X 2 + ... + an- l n-lXn-l - an _ l n k 3
4
-4)
-2
Per il teorema di Cramer la generica incognita Xs del precedente sistema è
data da: e il suo rango è 2, uguale cioè al numero'delle equazioni. Una autosoluzione
del sistema è

-41 =10
-2 y = -I~ -41 =0
-2 z= 1 ~
Le 00 1 soluzioni del sistema sono date dunque da:
Nel determinante mettiamo in evidenza a secondo membro il fattore -k
comune a tutti gli elementi della s-esima colonna ed effettuiamo quindi x = lOt y=O z = 5t Vt E lR
(n - 1) - s scambi di colonne portando la s-esima colonna all'ultimo posto.
In definitiva, detto determinante risulta uguale a:
( 5.2
Soluzione
Risolvere il sistema omogeneo dell'esercizio 4.2.

In base al teorema enunciato all'inizio di questo paragrafo, una autosolu-


per cui la (***) diviene: zione è data da:

2 3 2 1 3 2
Xl = -1 2 -4 = -47 x 2 =- 2 2 -4 = 76
e questa, posto: 1 -4 -1 3 -4 -1
~ = (_1)-n-\ 1 2 2 1 2 3
~n x3 = 2 -1 -4 = -5 x4 =- 2 -1 2 = -45
3 1 -1 3 1 -4
diviene:
e quindi le 00 1 soluzioni del sistema sono date da:

X = -47-\ y = 76-\ z = -5-\ t = -45-\ V -\ E lR


e in definitiva:
e posto -\ = - :5 le precedenti coincidono con quelle trovate nell'esercizio 4.2.

Si ha quindi il teorema:
5.3 Verificare che il seguente sistema omogeneo:
Le 00 1 soluzioni di un sistema omogeneo di n - l equazioni lineari in n
incognite, nell 'ipotesi che il rango della matrice dei coefficienti sia n-l, sono 3x+ y +z = O
{ X +3y - z = O
proporzionali all'autosoluzione costituita dai minori d'ordine n-l ottenuti
dalla matrice dei coefficienti del sistema, sopprimendo ordinatamente la x + y =O
prima, seconda, ... ,n-esima colonna e presi con segni alternati. ammette autosoluzioni e risolverlo.
96 Capitolo 4 - Sistemi di equazioni lineari @ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257 5 - Sistemi lineari omogenei di n-l equazioni in n incognite 97

Soluzione esempio, il sistema:


La matrice dei coefficienti:

l { x+~y =0
y+z=O
3
l -1) Le soluzioni sono proporzionali ai minori della matrice dei coefficienti:
ha determinante nullo, quindi il sistema ammette autosoluzioni.
(~ ~)
1/2
Il minore a23 ,12 = I~ ~ I = -2 è diverso da zero, quindi r(A) = 2. l
In relazione a tale minore, la risoluzione del sistema si riconduce a quella ottenuti cancellando ordinatamente la prima, la seconda e la terza colonna
del sistema:
presi con segni alternati. Quindi esse sono: h (~, -l, l), V h E ffi.

{
X+3y -z = O
x+ y = O
5.5 Determinare per quali valori del parametro reale À il sistema lineare
omogeneo:
costituito dalle ultime due equazioni. Una autosoluzione è data da:
Àx - y- z = O

x = I~ -11 O
=1 -11 =
O
-l z= I~ ~ 1=-2
{ x - (2 - À)Y - z = O
x - y - Àz = O

e quindi le 00 1 soluzioni del sistema sono date da: t(l, -1,2), Vt E JR. ammette autosoluzioni e calcolarle.
Si osservi che il sottospazio di JR3 delle soluzioni del sistema ha dimensione Soluzione
l e una sua base è costituita, per esempio, dal vettore v = (l, -l, -2). Il determinante della matrice dei coefficienti è uguale a - À (À -l) 2. Il sistema
ammette autosoluzioni se e solo se À(À - 1)2 = O, cioè se e solo se À = O o
À=1.
5.4 Discutere per quali valori del parametro reale k il seguente sistema
Per À = O si ha il sistema:
lineare omogeneo:
Y +z = O
X +ky = O { x - 2y -z = O
{ x - ky - z = O
x - y =0
y+z=O
equivalente, per esempio, al sistema:
ammette autosoluzioni e calcolare le soluzioni per tali valori di k.
{
X - 2y - z =O
Soluzione
x - y =0
La matrice dei coefficienti:
le cui autosoluzioni sono (h, h, -h) con h E JR *.
Per À = l il sistema si riduce alla sola equazione:

x-y-z=O

ha determinante uguale a 1- 2k. Il sistema ammette autosoluzioni se e solo Posto y = l, z = O si ha l'autosoluzione (1,1, O) e posto y = O, z = l si ha
l'autosoluzione (l, O, l).
se 1- 2k = O cioè se k = ~.
Tutte le autosoluzioni del sistema sono allora date da:
Per k = 1:., r(A) = 2 e le 00 1 soluzioni si ottengono risolvendo, per
2 (x,y,z) = h(l,l,O) +k(l,O,l) (h,k) i- (0,0)
98 Capitolo 4 - Sistemi di equazioni lineari @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 7 - Varietà lineari affini 99

5.6 Determinare per quali valori del parametro reale k il sistema lineare Soluzione
omogeneo: Nell'esercizio 3.3
si sono trovate le soluzioni del sistema.
11 +,\ 5,\ - 1 )
X + 3y - 3z = O Esse sono ( --7-' 7 ,'\.
{ 2x + Y + 2kz = O Poiché (11 +,\ 5,\ - 1 ,\) = _! O) + (~ 5,\,\) si ha che
(11
x +
y -
2y -
kz
z
=O
=O e;, 7 ' 7' 7' 7' 7' 7' ,
-~, O) è una soluzione particolare (ottenuta per ,\ = O) e le 00 1 terne
ammette mdosoluzioni e calcolare le soluzioni. ,\(~,~, 1) = p(l, 5, 7), con p = $, sono le soluzioni del sistema lineare
Soluzione omogeneo associato:
Il sistema ammette autosoluzioni se e solo se la matrice A dei coefficienti: 2x + Y - z = O
{ x -3y +2z = O
1~ __3: -3)
~_: 2k 5x - y = O
A =
(
O 1 -k
6.2 Dato il sistema:
1 2 -1
{
Xl + 2X 2 - x3 + x 4 :: 1
ha rango minore del numero delle incognite. . . Xl - x2 -x 4 - O
Annullando i due minori orlati del minore, non nullo, trattegglato, SI
ottengono due equazioni in k soddisfatte per k = 2. Per tale valore si ha a) verificare che le quaterne (h + k, h, -1 + 3h + 2k, k), h, k E IR, sono
tutte le soluzioni del sistema;
.. ~ r(A) = 2.
Il sistema ammette, quindi, autosoluzioni per k = 2. b) determinare tutte le soluzioni del sistema lineare omogeneo associato.
Posto. nel sistema dato, k = 2 e considerato il sistema equivalente: Soluzione

X + 3y - 3z = O a) Ponendo Xl = h + k, x 2 = h, x 3 = -1 + 3h + 2k, x 4 = k nelle due


{ equazioni si ottengono due identità, quali che siano h e k; pertanto esse
y - 2z =O sono soluzioni. Poiché il sistema è un sistema normale (come subito si
si ottengono le soluzioni: (x, y, z) = (-3t, 2t, t), Vt E IR. verifica) che ammette 00 2 soluzioni, le quaterne assegnate sono tutte le
possibili soluzioni.
b) Le soluzioni del sistema omogeneo associato si determinano sottraendo
6. Sistemi lineari e sistemi omogenei associati a tutte le soluzioni del sistema una sua soluzione particolare.
Quindi, se (O, O, -1, O) è la soluzione particolare scelta, ottenuta per
Ricordiamo che se AX = B è un sistema lineare non omogeneo, il sistema h = k = O, si ha:
omogeneo la cui matrice dei coefficienti è A dicesi sistema lineare omogeneo
associato ad AX = B. (h + k, h, -1 + 3h + 2k, k) - (O, O, -1, O) = (h + k, h, 3h + 2k, k)
Esiste un legame tra le soluzioni di un sistema lineare non omogeneo e
le soluzioni di quello omogeneo associato. Precisamente si ha che:
e quindi h(l, 1,3, O) + k(l, O, 2,1) sono tutte le soluzioni del sistema
omogeneo associato.
Ogni soluzione del sistema AX = B supposto compatibile, si può ~ttenere
come somma di una sua soluzione particolare e di tutte le soluzwnz del
sistema lineare omogeneo a esso associato. 7. Varietà lineari affini

6.1 Esprimere le soluzioni del sistema dell'esercizio 3.3


come somma di Dato un sottospazio vettoriale W di uno spazio vettoriale V, fissato un
vettore vIdi V, l'insieme dei vettori v E V, somma del vettore vIe di
una sua soluzione particolare e di tutte le soluzioni del sistema omogeneo
associato. un vettore w di W dicesi varietà lineare affine di V per v l parallela al
sottospazio W.
Capitolo 4 - Sistemi di rcquazioni lineari @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 8 - Metodo di eliminazione di Gauss 101
100

Essa viene indicata con A( V l ' W) o anche con VI + W. 7.3 Verificare che le soluzioni del sistema:
Brevemente si scrive: { 3x -:IJ + z = 1
x -z=2
A(v ll W) = VI +W = {V E V Iv = VI + W, V W E W}
sono una varietà lineare affine di IR3 di dimensione 1.
Si osservi che A(v l , W) = W se e solo se VI E W.
Soluzione
La dimensione di W dicesi dimensione della varietà lineare affine.
Le soluzioni del sistema si possono ottenere come somma di una soluzione
particolare e di tutte quelle del sistema omogeneo associato (n. 6).
7.1 Determinare la varietà lineare affine di IR2 per VI = (1,2) e parallela Una soluzione particolare è, per esempio, (2, 5, O), ottenuta risolvendo
al sottospazio W = L((3, 1)). il sistema dopo aver posto z = O.
Le soluzioni del sistema omogeneo associato:
Soluzione
Un vettore w E W è dato da: (3t, t), Vt E IR. { 3x -y +z = °
La varietà lineare affine di 1R2 per VI = (1,2) e parallela a W = L((3, 1)) x -z=O
è quindi l'insieme dei vettori v = (x, y) tali che:
sono proporzionali alla tema (1, 4, 1) e costituiscono un sottospazio vetto-
V= (x,y) = (1,2)+t(3,1) riale W di dimensione 1.
Pertanto le soluzioni, somma del vettore V = (2,5, O) e di un vettore
e cioè è l'insieme delle coppie (x, y) con x = 1 + 3t, y = 2 + t. w E W, sono date da:

(x, y, z) = (2,5, O) + t(l, 4,1) Vt E IR


7.2 Determinare le varietà lineari affini di IR per VI = (1, O, O) parallele
3

ai seguenti sottospazi: Da ciò deriva che esse costituiscono una varietà lineare affine di lR3 di di-
mensione 1.
a) Wl = L((I, 1, 1))
b) W 2 = L ( (1, 1, O), (1, O, 1))
c) W3 = L((l, 0,1), (O, 0,1)) 7.4 Verificare che le soluzioni dell'equazione:

Soluzione 3x - y +z = 1
a) Un vettore w E Wl è dato da: (t, t, t).
A(V ll Wl) è quindi l'insieme dei vettori V = (x, y, z) tali che: sono una varietà lineare affine di IR 3 di dimensione 2.
Soluzione
(x, y, z) = (1, O, O) + t(l, 1, 1) Vt E IR
Determiniamo le soluzioni dell'equazione assegnata.
Posto x = À, y = j.L nell'equazione, si ricava z = 1 - 3À + j.L; pertanto le
ossia l'insieme delle teme (x, y, z) con x = 1 + t, y = t, z = t, Vt E IR.
soluzioni V À, j.L E IR sono:
b) Un vettore w E W 2 è dato da: À(I, 1, O) + p.(l, 0,1).
A(v l , W 2 ) è quindi l'insieme dei vettori V = (x,y,z) tali che: (x, y, z) = (À, j.L, 1 - 3À + j.L) = (O, 0,1) + À(l, O, -3) + j.L(0, 1, 1)
(x, y, z) = (1, O, O) + À(I, 1, O) + j.L(1, 0,1) Il secondo membro della precedente uguaglianza, per ogni fissata coppia
(À,j.L), è la somma del vettore V = (O, 0,1) e di un vettore w appartenente al
ossia è l'insieme delle teme (x, y, z) con x = 1 + À + j.L, y = À, z = j.L, sottospazio ~V di dimensione 2 generato dai vettori L.I.: (1, O, -3), (O, 1, 1).
À, j.L E IR. Da ciò deriva che le soluzioni sono una varietà lineare affine di IR3 di
c) Poiché VI E W 3 , come facilmente si verifica, si ha che A(v ll W 3 ) == W 3 e dimensione 2.
quindi è l'insieme dei vettori v = (;1;, y, z) con z = À, y = O, z = À + j.L,
V À, j.L E IR.
102 Capitolo 4 - Sistemi di equazioni lineari @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 8 - Metodo di eliminazione di Gauss 103

8. Metodo di eliminazione di Gauss Soluzione


La matrice completa del sistema è:
Ricordiamo che due sistemi di equazioni lineari sono equivalenti se uno è

L-~----:__n
ottenibile dall'altro operando sulle equazioni con un numero finito di tra-
sformazioni elementari.
Un sistema lineare si dice ridotto a scalini o semplicemente ridotto se
la matrice completa a esso associata è una matrice a scalini. Un sistema
ridotto, se compatibile, si risolve con il metodo delle sostituzioni successive. Essa è una matrice a scalini e pertanto il sistema è ridotto.
Il metodo di eliminazione di Gauss consiste nel costruire un sistema Per trovare le soluzioni si pone X 4 = h, V h E IR, dalla terza equazione
ridotto equivalente a quello dato operando con un numero finito di oppor- si ricava quindi x 3 = 1 - h. Sostituendo nella seconda equazione si ricava
tune trasformazioni elementari sulle equazioni o, in modo equivalente, nel x 2 = h, e quindi dalla prima equazione si ottiene: Xl = 1 + h-l + h - h = h.
trasformare la matrice completa del sistema iniziale in una matrice equiva- Le soluzioni sono allora 00 1 e precisamente:
lente per righe e della forma a scalini, operando con un numero finito di
opportune trasformazioni elementari sulle righe. (h, h, 1 - h, h) = (0,0,1, O) + h(l, 1, -1, 1) Vh E IR
Le soluzioni del sistema dato, se compatibile, si ottengono risolvendo
un sistema ridotto a esso equivalente.
8.3 Verificare che i seguenti sistemi:
8.1 Verificare che il seguente sistema:

X-Y+Z=1
{ y+z=2
z=3 sono equivalenti e trovare le soluzioni.
è ridotto e risolverlo. Soluzione
Soluzione E' si ottiene da E lasciando inalterata la prima equazione e sostituendo alla
La matrice completa del sistema è: seconda la differenza della prima e della seconda. Si osservi che il sistema
E' è ridotto.
Le soluzioni di E sono quindi tutte e solo le soluzioni di E'.
Pertanto, ponendo per esempio x 2 = h, dalla seconda equazione di E' si
ricava x 3 = 2h - 1. Dalla prima equazione, sostituendo tali valori e ponendo
x 4 = k, si ha:
Poiché A' è una matrice a scalini. il sistema è ridotto.
Xl = 1 - h + 2h - 1 - k = h - k
Esso si risolve nel seguente modo. Innanzitutto dalla terza equazione si
ha che Z = 3. Si sostituisce allora il valore z = 3 nella seconda equazione e Le soluzioni sono allora 00 2 e precisamente:
si ricava Y = -1. Infine si sostituiscono tali valori nella prima equazione e
si ricava x = -3. (h-k,h,2h-l,k) = (0,0,-1,0)+h(I,I,2,0)+k(-1,0,0,1) Vh,k E IR
La terna (-3, -1,3) è l'unica soluzione del sistema.

8.2 Verificare che il seguente sistema: 8.4 Trovare un sistema ridotto equivalente al seguente sistema:

è ridotto e risolverlo.
104 Capitolo 4 - Sistemi di equazioni lineari @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 8 - Metodo di eliminazione di Ga11SS 105

Soluzione 8.6 Risolvere il seguente sistema lineare:


Procediamo con il metodo di eliminazione di Gauss.
A tale scopo lasciamo inalterata la prima equazione e sostituiamo le
altre con equazioni ottenute operando con opportune operazioni elementari
su di esse, in modo che il coefficiente della Xl sia nullo.
Sottraendo alla seconda equazione la prima e alla terza ancora la prima
si ha:
Soluzione
Procedendo con il metodo di eliminazione di Gauss si ottengono i seguenti
sistemi equivalenti:

Xl +X 2 +X 3 +2X4 =5
La matrice completa di quest 'ultimo sistema è una matrice a scalini, e per- { x3 + x4 =2
tanto esso è ridotto. x3 + x4 = 2
Inoltre esso è incompatibile, come si vede facilmente dall'ultima ugua- x3 + x4 = 2
glianza, e quindi anche quello dato è incompatibile.
Essendo quest'ultimo un sistema ridotto, si può risolvere ponendo x 4 = h e
X2 = k, allora X3 = 2 - h e Xl = 3 - h - k, V h, k E IR.
8.5 Risolvere il sistema lineare:
Le 00 2 soluzioni del sistema sono date dalle quaterne:
x+ y-z=l
{ 2x + y - z = 3 (3 - h - k, k, 2 - h, h)

X + 2y + z = O Scrivendo l'arbitraria soluzione del sistema nella forma:


Soluzione
Procedendo con il metodo di eliminazione di Gauss si lascia inalterata la (3, O, 2, O) + h( -1, O, -1,1) + k( -1,1, O, O)
prima equazione e si sostituiscono la seconda equazione con la somma di
essa e della prima moltiplicata per -2, e la terza equazione con la differenza si ritrova la proprietà che ogni soluzione del sistema si ottiene come somma
di essa e della prima. Il sistema equivalente è: di una soluzione particolare e di tutte quelle del sistema omogeneo associato
(la verifica che h( -1, O, -1, 1) + k( -1,1, O, O) sono le soluzioni del sistema
X+y- z= 1 omogeneo associato è lasciata al lettore).
{ -y+ z= 1 Si noti che la matrice completa del sistema dato:
y +2z =-1

(~
1 1

1~l
2
Si lasciano inalterate le prime due equazioni del precedente sistema e si
2 1 3
sostituisce la terza equazione con la somma di essa e della seconda in modo ,
A=
da annullare il coefficiente dell'incognita y, ottenendo il sistema equivalente 4 4 3 7
ridotto: 1 1 O 1
X+y- z=l è equivalente per righe alla matrice a scalini del sistema ridotto (*):
{ -y + z = 1
3z = O

Partendo dall'ultima equazione, sostituendo il valore z = O nella seconda si


ha y = -1 e quindi X = 2.
La terna (2, -1,0) è l'unica soluzione del sistema assegnato.
106 Capitolo 4 - Sistemi di equazioni lineari (9 88-08- 7257
r
,
@ 88-08- 7257 9 - Equazioni di un sottospazio di lRn 107

Pertanto r(A') = r(B') = 2. È facile verificare che anche la matrice incom- Per k = O il sistema non ammette soluzioni.
pleta A del sistema dato è equivalente per righe alla matrice incompleta B Per k =1= O il sistema è compatibile e ammette 00 1 soluzioni.
del sistema ridotto e che anche r(A) = r(B) = 2. Si osservi che la discussione del sistema può essere fatta anche esaminando
il rango delle matrici incompleta e completa del sistema ridotto:
8.7 Risolvere il seguente sistema lineare omogeneo:
2 1 2 1 1
1 1 1 1 O
O k O k O

Soluzione Per k =1= O esse hanno entrambe rango uguale a 3 e, per il teorema di Rouché-
La matrice dei coefficienti è: Capelli, il sistema è compatibile.
Per k = O, r(A) = 2 =1= r(A') = 3 e il sistema è incompatibile.

8.9 Stabilire per quali valori del parametro reale k il seguente sistema:

Essa è equivalente alla matrice a scalini: 2x + z = 1


{ 2y - 2kz = -k

B=G-~-D è compatibile.
2kx + y = O

Il sistema è allora equivalente al sistema omogeneo ridotto che ha come Soluzione


matrice dei coefficienti la matrice B, cioè al sistema: Il sistema risulta equivalente ai seguenti sistemi:

2x + z = 1 + z=l
{ 2y - 2kz = -k 2y - 2kz = -k
y - kz =-k O=k
Le soluzioni sono le terne (-h, h, h) proporzionali alla terna (-1,1,1,).
Il sottospazio di IR3 delle soluzioni del sistema ha dimensione 1 e una
Per k -=I- O il sistema è incompatibile.
sua base è {( -1, 1, I)}.
Per k = O il sistema è compatibile e le soluzioni sono (t, O, 1-2t) = (O, 0,1)+
+ t(l, O, -2), Vt E IR.
8.8 Discutere, al variare del parametro reale k, la compatibilità del se-
guente sistema:
kX1 + 2x 2 + x 3 + x 4 = 1 9. Equazioni di un sottospazio di lRn
{ x 2 +x 3 = O
(l-k)x 2 +x 3 =1
Sia W un sottospazio di IRn e sia B = {Wl' w 2 , ... ,wp } una sua base.
Soluzione
Un arbitrario vettore W di IRn appartiene a W se e solo se w, w ll ••• ,wp
Il sistema risulta equivalente al sistema ridotto:
sono L.D.
kX1 + 2x 2 + x3 + x4 =1 Se esprimiamo tale condizione di dipendenza lineare nella forma:
{ x2 + x3 = O
kX3 =1
108 Capitolo 4 - Sistemi di equazioni lineari @ 88-08- 7257
r' @ 88-08- 7257 9 - Equazioni di un sottospazio di lR n 109

otteniamo le relazioni: Se invece si esprime la condizione di dipendenza lineare di w, Wl' w 2


imponendo che:
allÀ I + a 21 À2 + + aplÀ p

(*)

r X2

X n
a l2 À 1

alnÀ I
+ a 22 À2+

+a 2n À2+
+ a p2 Àp

+apnÀp

avendo indicato con (X ll X 2 , ... ,xTJ il vettore w e con (a ill ... ,a in ) i vettori
x
1
1

si ha l'equazione: 5x - y - 3z
cartesiana di W.
-1
Y
2
z
1 =
2
°
O. Essa rappresenta un'equazione

w i (i = 1, ... ,p).
b) w = (x, y, z) E W 2 {::::=} W = tv V t E IR
Le relazioni (*) diconsi equazioni pammetriche del sottospazio W. Equazioni parametriche di W 2 sono:
Se esprimiamo la condizione di dipendenza lineare imponendo che il
rango della matrice dei vettori w, w l' . . . ,w p:
X = t

l
{
y=t
X2 z =-t
( aX, a l2 aX"
11 ln
A= Equazioni cartesiane di W 2 si ottengono dalla condizione che il rango
a 21 a 22 a 2n della matrice:
apI a p2 apn
(~
Y
sia uguale a p, fissato un minore di ordine p non nullo formato dalle ultime 1
p righe e da p colonne scelte fra le n, uguagliando a zero tutti gli n - p
sia uguale a l.
minori di ordine p + 1 che orlano tale minore, si ottiene un sistema lineare Si hanno quindi, per esempio, applicando il teorema degli orlati:
omogeneo di n - p equazioni nelle incognite Xl' X 2 , ... ,X n .
Tale sistema si dice sistema di equazioni cartesiane del sottospazio W.
Con tale metodo qualsiasi sottospazio W di IR" di dimensione p può essere
I~ rl=o e I~ _~I=o
rappresentato per mezzo di n - p equazioni omogenee, cioè come spazio delle ovvero:
soluzioni di un sistema lineare omogeneo. X-y =0
{
x +z=O
9.1 Determinare equazioni cartesiane ed equazioni pammetriche dei se- In modo analogo, si ottiene un altro sistema di equazioni cartesiane
guenti sottospazi di IR3 : di W 2 , per esempio:
=
a) Wl L(w ll w 2 ) ove Wl (1,2,1) = w2 (1, -1,2) = y+z=O
b) W2 = L(v) ove v = (1,1, -1)
+z=O
Soluzione
a) Osserviamo innanzitutto che Wl e w 2 sono L.I. e che:
9.2 Assegnati i vettori di lR4 linearmente indipendenti:
w = (x, y, z) E W {::::::} w = hW 1 + kW 2 Vh,k E IR
wl =(I,O,I,I) w 2 = (0,1,0,2) w 3 = (2,1,1, O)
Equazioni parametriche di W sono:
determinare equazioni pammetriche e cartesiane dai seguenti sottospazi:
X=h+k a) Wl = L(w l )
{ Y = 2h - k b) W 2 = L(w l , w 2 )
c) W 3 = L(w ll w 2 , w 3 )
z = h + 2k
110 Capitolo 4 - Sistemi di equazioni lineari @
r
,
@ 88-08- 7257
88-08- 7257 lO - Esercizi proposti 111

Soluzione ovvero:
a) w = (X I ,x 2 ,X3 ,X 4 ) E Wl ~ W = tW I Vt E IR
Xl - X3 = O
Equazioni parametriche di Wl sono: {

l
Xl +2x 2 - X4 = O
Xl =t
c) w = (Xl' X 2 , X 3 ' X 4 ) E W 3 ~ W = .\1 Wl + .\2 W 2 + .\3W3 V.\11 .\2'.\3 E IR
x2 = O Equazioni parametriche di W 3 sono:
x3 = t
x4 = t
Equazioni cartesiane di Wl si ottengono dalla condizione che il rango
della matrice:
In modo equivalente, se w, w 11 w 2 , w 3 sono L.D. risulta:

Xl X2 x3 X4

sia uguale a 1. 101 1


Si hanno quindi, per esempio, applicando il teorema degli orlati: O 1 O 2 = O
211 O
da cui, una equazione cartesiana di W 3 è:
ovvero:
X2 = O
-x 3 = O
-x 4 = O lO. Esercizi proposti
---------------------~-----------------------

b) w = (X I ,X2 ,X3 ,X4 ) E W 2 ~ W = .\lW l + .\2W2


Equazioni parametriche di W2 sono:
10.1 Risolvere con la regola di Cramer i seguenti sistemi lineari:
3x - 2y + 5z = -1 { X + Y + z=3
a) { 5x + 2y - 2z = 3 b) X + Y - z = 1
2x - y + z = -2 2x + y - 2z = 1

Equazioni cartesiane di W 2 si ottengono dalla condizione che il rango 10.2 Risolvere i seguenti sistemi lineari:
della matrice:
2x + y - z=2
a) {2X - y +3z = 5 b) { 3x + z=7
X + 3y - z = 1 4x - Y =9
5x + y - 3z = 6

sia uguale a 2. 10.3 Discutere i seguenti sistemi lineari:


Si hanno quindi, per esempio, applicando il teorema degli orlati:
X +.\y - z = 1 3x - y + z = O
_ a) { 2x +.\z = O b) { 4x + ky - 2z = 5
3x + y =1 kx + Y + z = 2
(1-k)x+ky-4z=3
q! l

ì
112 Capitolo 4 - Sistemi di equazioni lineari @ 88-08- 7257 @ 88-08· 7257 lO - Esercizi proposti 113

10.4 Risolvere i seguenti sistemi lineari omogenei: 10.10 Verificare che il seguente sistema:

X - y + 2z = O X+ 2y + z = O X - 2y +3z =]
b) 2x + Y + z = O X + 2y - z = O {
Y+ z =2
a) { x + 5y + 4z = O {
x+ y+z=O c)
{
2x + y + z = O z= 1
2x + Y + 5z = O 3x - 2y - z = O
è ridotto e risolverlo.

10.5 Determinare per quali valori del parametro reale k il sistema lineare
omogeneo: 10.11 Trovare un sistema ridotto equivalente al seguente sistema:

Xl - X 2 + X3 - X4 =1
Xl + kX 2 + x4 = O
{ Xl X 3 +X 4 =0
{
kX l + 3x 2 + 3x 3 =O X2 +X3 = 1
2x l - kX 3 + 2x 4 = O x3 - x4 = O

ammette:

a) la sola soluzione banale, b) 00 1 soluzioni, c) 00 2 soluzioni. 10.12 Risolvere, se possibile, con il metodo di eliminazione di Gauss, z
seguenti sistemi:
Xl +X2 +X3 - X4 :: 3
10.6 Dato il sistema lineare: a) { Xl - x3 +X5 O-
x2 + :r 4 - x5 = 1

10.13 Discutere, con il metodo di Gauss, il sistema dell 'esercizio 4.3.

a) verificare che (1,1, 0,1) è una sua soluzione; 10.14 Trovare equazioni dei seguenti sottospazi di ffi3:
b) determinare tutte le soluzioni del sistema lineare omogeneo associato; a) U1 = L((l, 1, 1)) b) U2 = L((l, 2, 0), (O, 1, 1))
c) determinare le soluzioni del sistema lineare assegnato.
10.15 Verificare che i seguenti sottoinsiemi di ffi4:
10.7 Determinare la varietà lineare affine di rn? per VI = (2,1, O) parallela a) UI={(Xl,X2,X3,X4)/XI-X2=X3+X4=0}

al sottospazio: W = {(x, y , z) / x + 2y - z = O} . b) U2 = {(Xl 'X 2 'X 3 ,X4 )/X I + X 2 = O}


sono sottospazi vettoriali. Determinare una loro base e la dimensione.

10.8 Verificare che le soluzioni del sistema:

{
X+ 2y - z = 1
x+ y-z=2

sono una varietà lineare affine di rn? di dimensione 1.

10.9 Verificare che le soluzioni dell'equazione: Xl - x2 + x3 - x 4 = 1 sono


una varietà lineare affine di ffi4 di dimensione 3.
.r
rr·,
.....,>"' ;'~-':J~'._,,'/"

,
";.

Spazi vettoriali.
Sottospazi.
Basi

1. Gli spazi vettoriali delle matrici

Si ricordi che l'insieme M (m, n) delle matrici di tipo m x n a elementi reali


è uno spazio vettoriale reale rispetto alle operazioni di somma di matrici e
di prodotto di una matrice per un numero reale À.
L'insieme ordinato delle m . n matrici Eij E M(m, n) aventi tutti gli
elementi nulli escluso l'elemento e ij che è uguale a 1 costituisce una base
'i~'
'".: detta base canonica di M(m, n). Le coordinate di una qualunque matrice
~ A E M (m, n) rispetto a tale base coincidono con gli m . n elementi aij della
matrice A. Infine dim M (m, n) = m . n.

1.1 Verificare che i seguenti sottoinsiemi dello spazio vettoriale M (n, n)


sono sottospazi vettoriali:

a) Wl = {X E M(n, n) / X = XT}
b) W 2 = {X E M(n,n) / X = _X T }
c) W 3 = {X E M (n, n) / trX = O}
Soluzione
a) L'insieme vVl , costituito dalla totalità delle matrici simmetriche di or-
dine n, è sottospazio vettoriale in quanto è non vuoto, poiché certamente
contiene la matrice nulla; inoltre è chiuso rispetto alla somma poiché
(vedi es. 1.3 cap. 3) la somma di due matrici simmetriche è ancora una
matrice simmetrica, e anche rispetto al prodotto per uno scalare poiché,
VÀ E 1R e VX E Wl con X = X T , la matrice ÀX è ancora una matrice
simmetrica in quanto (ÀXf = ÀX T = ÀX.
Wl dicesi spazio vettoriale delle matrici simmetriche.
b) L'insieme W 2 è costituito dalla totalità delle matrici antisimmetriche di
ordine n. Esso è sottospazio vettoriale poiché, intanto, è non vuoto in
quanto la matrice nulla appartiene a W2 . Inoltre, comunque prese due
116 Capitolo 5 - Spazi vettoriali. Sottospazi. Basi @ 88-08- 7257 r ~ 88-08- 7257 1 - Gli spazi vettoriali delle matrici 117

matrici antisimmetriche X, X' con X = _X T e X' = -X'T si ha:


b) S2 = { ( : ~) / a = 1}

-(X + XI? = _X T - X 'T = X + X'


c) S3 = { (: ~) / ad - cb = °}
e ciò basta per dire che W 2 è chiuso rispetto alla somma di matrici.
Si ha poi, 'VÀ E ffi e 'VX E W 2 con X = -X T , che: Stabilire se essi sono sottospazi vettoriali di M(2, 2).

Soluzione
a) Innanzitutto S} è non vuoto poiché certamente contiene la matrice nulla.
pertanto W 2 è chiuso rispetto al prodotto di una matrice per un numero Inoltre, comunque presi due elementi di SI: (: ~) con a - b = O,
reale.
W 2 è un sottospazio vettoriale denominato spazio vettoriale delle matrici a' bi) con a' - bI = 0, risulta:
(
antisimmetriche. c' di
c) Innanzitutto si osservi che tr X denota la traccia di X, ove per traccia
di una matrice X si intende la somma degli elementi della diagonale bi)
di
= (ac ++ a'
Cl
b+ bi)
d+ di
principale della matrice ovvero, se X = (a ij ) (i,j = 1,2, ... ,n), si ha:

tr X = L
n
a ii cona+a'-(b+bl ) = a-b+a'-b' = Oeanche, 'VÀ E ffi, 'V (: ~) E SI
i=1 con a - b = 0, risulta:
Per verificare che W 3 è sottospazio vettoriale, intanto osserviamo che
esso è non vuoto in quanto contiene la matrice nulla. Inoltre, comunque À (a b) = (Àa Àb) con Àa - Àb = À(a - b) = O
n c d Àc Àd
prese due matrici di W 3 , X = (a ij ) e X' = (b ij ) con tr X = I: a ii = O,
1=1
n Ciò basta per affermare che SI è chiuso rispetto alle operazioni fissate
trX' = I: bii = 0, si ha: in M(2, 2), e che pertanto è un sottospazio vettoriale di M(2, 2).
i=1
b) S2 non è sottospazio vettori aIe poiché, come conseguenza della ipotesi
n n n
a = 1, non contiene la matrice nulla.
tr(X + X') = L(a ii + bi;) = L ai; +L bii = tr X + tr x' = O c) Si osservi che l'insieme S3 è l'insieme delle matrici 2 x 2 a determinante
i=1 i=1 ;=1
uguale a zero.
e anche 'VÀ E ffi, 'V X = (ai]) E W 3 con tr X = O si ha: Esso non è un sottospazio vettoriale poiché, pur contenendo la matrice
nulla, non è chiuso rispetto alla somma di matrici in quanto, per esem-

tr( À X)
n
= LÀ a ii = ÀL
n

a ii = À tr X = ° pio considerate le matrici A


, = (0° 1) e B
O
= (O
2 °0) a determinante
i=1 i=1

nullo, la matrice somma A + B = (~ ~) ha determinante non nullo.


Dalle precedenti si deduce che W 3 è chiuso sia rispetto alla somma di
matrici che rispetto al prodotto di una matrice per un numero reale;
pertanto è un sottospazio vettoriale che dicesi spazio vettoriale delle
1.3 Verificare che le seguenti matrici:
matrici a traccia nulla.

1.2 Nello spazio vettoriale M (2,2) si considerino i seguenti sottoinsiemi:


sono una base dello spazio delle matrici M(2, 2).
l
..:':.,• '.•,. l1,11
, 'I,I '
:
i 118 Capitolo 5 - Spazi vettoriali. Sottospazi. Basi @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 1 - Gli spazi vettoriali delle matrici 119

Soluzione c) Scritta la matrice delle coordinate di Al' A 2 , A3 rispetto alla base ca-
Le matrici sono L.I. poiché dall'uguaglianza: nonica di M(2, 2):

1 O
1 -1
1 -1
segue che ).1 = ).2 = ).3 = ).4 = O.
Inoltre esse generano lo spazio vettoriale M(2, 2) perché una qualunque determiniamo una matrice a scalini equivalente per righe ad A'.
matrice A = (~ ~) si può esprimere come loro combinazione lineare Addizionando alla terza riga di A' la prima riga moltiplicata per -1 si
scegliendo, in modo unico, come coefficienti gli elementi a, b, c, d di A. ottiene:
Si ha:

1 ~~_1__D
La base {Eu, E 12 , E 21 , E 22 } è detta base canonica di M (2, 2) e gli elementi
(a, b, c, d) sono le coordinate della matrice A rispetto alla base canonica.
È immediato riconoscere che r(A") = 3 = r(A' ); pertanto possiamo
concludere che All A 2 , A3 sono L.I.
1.4 Nello spazio veltoriale M(2, 2) siano dati i seguenti insiemi di matrici: d) La matrice delle coordinate di Al' A 2 , A 3, A4 rispetto alla base canonica

~
. I ,(.1
t-- di M(2, 2) è la seguente:
2
<: a) Al = (~
~) A2 = (~ ~)
(~
I 1 1

b) Al = (~ ~) = (~ ~)
-1 1

-rl
A2 A=
I
O O 2

c) Al = (~ ~) A2 = ( O
~) A3 = (
~) 1 O O O
-1 -1

d) Al = (~ ~) A2 = (~ -~) A3 = (~ -~) A4 = (~ ~) Poiché det A' = -2 e quindi r(A' ) = 4, si deduce che le matrici Al' A 2 ,
A 3 , A4 sono L.I.
Stabilire se sono matrici linearmente indipendenti o linearmente dipendenti. Ricordando che dimM(2, 2) = 4, possiamo affermare che esse costitui-
Soluzione scono una base di M(2, 2).
a) Per stabilire se le matrici Al e A 2 sono L.I. o L.D. basta considerare
la matrice delle coordinate di Al e A 2 rispetto alla base canonica di
1.5 Stabilire se le seguenti matrici dello spazio vettoriale M(2, 3):
M(2,2) e calcolarne il rango.
A tale scopo, scritta la matrice delle coordinate: 12 O)1 ~)
A' = (1 O 1 1) sono L.I.
2 1 O 2
Soluzione
poiché è immediato riconoscere che le righe di A' sono L.I., si deduce Dalla relazione vettoriale:
che Al e A 2 sono L.I.
b) Le matrici assegnate sono L.D. poiché risulta: A 2 = 2A 1 .
120

segue:
Capitolo 5 - Spazi vettoriali. Sottospazi. Basi @ 88-08- 7257 r
! @ 88-08- 7257 1 - Gli spazi vettoriali delle matrici 121

Operando con tale successione:

"l + "3 = O "l + "3 = O


"2 + 2"3 = O "2 +2"3 = O
"l + "3 = O O =0
(*) ~
"l + "2 =0 "2 - "3 = O si ottiene la matrice a scalini A"'.
2"2 + "3 = O 2"2 + "3 = O Poiché r(A III ) = 2 = r(A'), si ha che dim W = 2. Una base di W è data
2"1 + "2 +2"3 = O =0 dalle matrici le cui coordinate rispetto alla base canonica di M(2, 2) sono
"2
le righe non nulle di A"'; pertanto B = { (_~ ~), (~ ~)}.
da cui: "l "2 "3
= = = O. Quindi le matrici Al' A 2, A3 sono L.I.
Si ricordi che per calcolare il r(A') si può utilizzare il teorema degli
Allo stesso risultato si perviene osservando che la matrice del sistema
orlati. Di conseguenza una base di W è costituita dalle matrici le cui coor-
lineare omogeneo (*):
dinate compaiono in una sottomatrice di A' che contenga un minore di
101 ordine massimo diverso da zero.
O 1 2
1 O 1
1. 7 Determinare una base e la dimensione del sottospazio vettoriale W
dello spazio vettoriale M (2, 2) generato dalle matrici:
110
021
2 l 2

ha rango uguale a 3 essendo diverso da zero il suo minore formato dalle Soluzione
ultime tre righe; quindi il sistema non ammette autosoluzioni. La matrice delle coordinate delle matrici Al1 A 2, A::ll A4 rispetto alla base
canonica di M(2, 2) è la seguente:

1.6 Determinare una base e la dimensione del sottospazio W dello spazio l O


vettoriale M (2,2) generato dalle matrici: O O
3 O

B = (~ ~) -l O

Poiché r(A) = 3 (il calcolo è lasciato al lettore), si deduce che dim W =


Soluzione = dimL(A 1, A 2 , A 3, A 4) = 3.
Scritta la matrice delle coordinate dei vettori A, B, C rispetto alla base Si osservi che le prime tre righe della matrice A sono L.I. in quanto il
canonica di M(2, 2): minore a 123 ,l24 è diverso da zero; pertanto le matrici Al' A 2 , A3 sono L.I.
Si ha quindi che una base di W è B = {Al' A 2, A3}'
O -1
O 1 1.8 Verificare che le matrici:
O -1

calcoliamo r(A') poiché r(A') = dim L(A, B, C) = dim W. A tale scopo


A3 = (1 1)
-l -2
passiamo dalla matrice A' a una matrice a scalini equivalente per righe
costituiscono una base dello spazio vettoriale M (2, 2) .
a essa.
""'000
0 ,(OO"O"'~,.o,.,

122 Capitolo 5 - Spazi vettoriali. Sottospazi. Basi @ 88-08- 7257 r @ 88-08- 7257 1 - Gli spazi vettoriali delle matrici 123

Soluzione Tale determinante è dato da:


Per verificare che All A 2 , A 3, A4 sono una base di M(2, 2), basta verificare
3 1 O 2
che sono un sistema di generatori L.I. o anche, più semplicemente, ricor-
dando che dimM(2, 2) = 4, che sono matrici L.I. O O O 2
2
= 2(6hk - 3k)
Procedendo come negli esercizi precedenti, basta verificare che il rango h 1 O
delle matrici delle coordinate di Al' A 2 , A 3, A4 rispetto alla base canonica k O 2k h
di M(2, 2) sia uguale a 4.
Scritta tale matrice: ed esso è diverso da zero per h =I ~ e k =I O (contemporaneamente).
1 1
1 1 1.10 Nello spazio vettoriale M (2,2) si consideri il sottospazio W delle
1 -} matrici simmetriche:
-1 -1
W = {A(2,2) / A = A T }
poiché det A' = -10 (il calcolo è lasciato allettare), si deduce che r (A') = 4; Determinare una base e la dimensione di W.
quindi B = {Al' A 2 , A 3, A4} è una base di M(2,2).
Soluzione
Posto:
1.9 Nello spazio vettoriale M(2, 2) siano date le matrici:
A=(~ !)
~) la condizione che A = AT equivale alla c = b, pertanto un elemento di W è
del tipo:
Stabilire per quali valori di h, k E IR i seguenti insiemi:
A= (~ ~)
sono insiemi di matrici linearmente indipendenti. Scritta la matrice A nella forma:

Soluzione
a) Le matrici di 8 1 sono L.I. se e solo se A4 =I 0, quindi sono L.I. per
h, k =I O.
si deduce che W è generato dalle matrici:
b) Basta vedere per quali valori di h, k E IR, la matrice delle coordinate
di Al' A 2 , A4 rispetto alla base canonica di M(2, 2) ha rango 3.
Scritta tale matrice: A =
3
(OO O)
1

A' (~k O~ 2k~ h~)


Poiché Al' A 2 , A3 sono L.I. in quanto la matrice delle loro coordinate ri-
= spetto alla base canonica di M(2, 2):

e applicando il teorema degli orlati (il calcolo è lasciato allettare), si


ha che r(A') = 3 per k =I O e h qualunque.
c) Le matrici di 8 3 sono L.I. se e solo se il determinante della matrice delle
coordinate di Al' A 2 , A 3, A4 rispetto alla base canonica di M (2, 2) è è una matrice a scalini di rango 3, si conclude che dim W = 3 e che una sua
diverso da zero. base è B = {Al' A 2 , A3}'
l,
!'i'l':
li ,
·1'r':"
f·.·.·

I
124 Capitolo 5 - Spazi vettoriali. Sottospazi. Basi @ 88-08- 7257
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~
"" .....
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@ 88-08- 7257 1 - Gli spazi vettori ali delle matrici 125


I
l 1.11 Nello spazio vettoriale M(3,3) si consideri il sottospazio U delle Soluzione
matrici antisimmetriche: L'elemento generico del sottospazio W è del tipo:

U = {A(3,3) / A = _A T }

Determinare una base e la dimensione di U.


Scritta la matrice A nella forma:
Soluzione
Si ricordi che se A = (aiJ è una matrice antisimmetrica di ordine 3, per i
suoi elementi valgono le seguenti condizioni:
~)
si deduce che le matrici:

e pertanto un elemento generico di U è del tipo:


Al = (lO -lO) ~) ~)
a
(-~-b
sono generatori di ~V. Esse sono anche L.I. (come subito si verifica), per-
A= o tanto una base di W è B = {Al' A 2 , A3} e quindi dirn W = 3.
-c
1.13 Nello spazio vettoriale M(2, 2) si consideri il sottoinsieme:
'I.':.,~."
I-
-.or.:
Scritta la matrice A nella forma:

<~ O o (~ ~)}
~) + ~
l U = {X(2, 2)/ XA = AX ove A =
O O O
b(
O O -l O -l a) Verificare che U è un sottospazio vettoriale di M (2,2).
b) DeterminaTe una base e la dimensione di U.
posto:
Soluzione
l O O a) Il sottoinsieme U è non vuoto poiché contiene la matrice nulla G in
O O O quanto GA = AG.
O -l Inoltre è chiuso sia rispetto alla somma di matrici che rispetto al pro-
O
dotto di una matrice per un numero reale. Infatti, utilizzando le pro-
si ha intanto che Al' A 2 , A3 sono generatori di U e poiché A si esprime in mo- prietà delle operazioni tra matrici, si ha che, comunque scelte X, X' E U
do unico come combinazione lineare di esse, si deduce che B= {A I ,A2 ,A 3 } cioè tali che X A = AX, X' A = AX', risulta:
è una base di U, pertanto dim U = 3.
(X +X')A = XA +X'A = AX +AX' = A(X +X')

Nello spazio vettoriale ./\-1(2,2) 81 consideri il sottospazio T-V delle e che V ,\ E ffi, V X E U risulta:
1.12
matrici a traccia nulla:
('\X)A = ,\ (XA) = ,\ (AX) = A('\X)
Si conclude che U è un sottospazio vettoriale di M(2, 2).
b) Posto:
Determinare una base e la dimensione di W. X = (ac db)
'~I I I' !
Il
,i, 126 Capitolo 5 - Spazi vettoriali. Sottospazi. Basi (9 88-08- 7257
,..
, @ 88-08- 7257 1 - Gli spazi vettoriali delle matrici 127
se X EU, per essa deve valere la seguente condizione: razioni tra matrici, si ha:

A(X +X') - AT(X +X,)T = AX +AX' _ A T X T _ A T X,T =


= AX - A T X T + AX' - A T X,T =O
dalla quale si ottiene:
e anche, 'ti À E 1R, 'ti X E W tale che AX - A T X T = O si ha:
a+b=a+c
j a+b=b+d
c+d=a+c
c+d=b+d Da~le ~elazio~i ~recedenti si deduce che W è chiuso rispetto alle ope-
razlOm defimte m M(2,2), e pertanto è un sottospazio vettoriale di
Dalla prima equazione si ricava b = c, dalla seconda a = d; le altre sono M(2,2).
equivalenti alle precedenti, Ciò ci permette allora di affermare che un b) La matrice generica di U è del tipo:
elemento di U è del tipo:

X = (~ ~)
con la condizione:
Scritta la matrice X nella forma:

dalla quale si ottiene:


si deduce che le matrici:

-3~ _ c _ 3d : ~
sono generatori di U: ma esse sono anche L.I., pertanto costituiscono
{
3a
3b
=
=
°
°
una base B = {Al' A 2 } di U e quindi dimU = 2.
Tale sistema ha soluzioni del tipo: a = 0, b = 0, c = -3d; di conse-
guenza:
1.14 Nello spazio vettoriale M(2, 2) sia dato il sottoinsieme:
X _ ( O d0)
-3d

Scritta la X nella forma:


a) Verificare che W è un sottospazio vettoriale di M(2, 2).
b) Determinare una base e la dimensione di W,
X=d(
-3
O0)
1
Soluzione
a) Il sottoinsieme W è non vuoto poiché la matrice nulla soddisfa alla
condizione AO - A T O = O, e pertanto appartiene a W. si deduce che il sottospazio U è generato dalla matrice (
-3
O O) . 'd'
1 ,qum l
Inoltre, comunque prese due matrici di TV, X e X' tali che AX +
+AT X T = O , AX' - A T X,T = O, utilizzando le proprietà delle ope- una base di U è B = { (_~ ~)} e dim U = l.
I !

@ 88-08- 7257 1 - Gli spazi vettori ali delle matrici 129


128 Capitolo 5 - Spazi vettori ali. Sottospazi. Basi @ 88-0H- 7257

Il rango della matrice delle coordinate di A, Al' A 2 rispetto alla base cano-
1.15 Nello spazio vettoriale M(2, 2) sia dato il sottoinsieme:
nica:

a b :r: ..
( 1 O: 1 1
cf)
O O :O 1
a) Verificare che ~T è un sottospazio vettoriale.
b) Determinare una base e la dimensione di W. deve essere uguale a 2. Scelto il minore di ordine 2 non nullo formato dalle
ultime due righe e dalle ultime due colonne (quello tratteggiato) e ugua-
Soluzione gliati a zero i minori di ordine 3 che orlano tale minore, si hanno equazioni
a) La matrice O = (~ ~) E W perché O + O - O = O. cartesiane di W:

Se A = ( ab)
c d con a + b - c = Oe A' = ( a'
c' bi ) con aI + bi - cI = O
di { b =O
a -c= O
a + a' b + bi)
sono matrici di W, allora la matrice somma A + A' = ( c + c' d + di
nella base canonica di M(2, 2).
verifica la condizione che a+a' + (b+b' ) - (c+c' ) = O, quindi A + A' E W Si può allora scrivere:
essendo a + a' + b + bi - C - c' = a + b - c + (a' + bi - c') = O. In modo
analogo si verifica che \I A E W, \I À E IR, si ha ÀA E W.
b) Nella base canonica di M(2,2), l'equazione a+b-c = O è un'equazione
cartesiana di W nelle incognite a, b, c, d.
Posto: 1.17 Nello spazio vettoriale M (2,2), siano date le matrici:
b=l c=O d=O si ha a =-1
b=O c=1 d=O si ha a=1 Al =( 1
-1
b=O c=o d=l si ha a=O
a) Verificare che B' = {Al' A 2 ,A3 , A4} è una base di M(2, 2).
Le matrici:
b) Scrivere le equazioni del cambiamento di coordinate e la matrice del
(-1O ~) (~ ~) (~ ~)
cambiamento di base dalla base canonica B alla base B'.
Al = A2 = A3 =
c) Determinare le coordinate della matrice A'= GD rispetto alla base B'.
sono una base di W e la dimensione di W è 3. Soluzione
a) Il determinante della matrice delle coordinate dei vettori Al ,A2 , A3 , A4
rispetto alla base B è:
1.16 Nello spazio vettoriale M(2, 2), date le matrici L.I.:
1 2 -1 l
O 1 O 2
=2
O O 1 -1
determinare equazioni cartesiane del sottospazio W generato da Al e A 2 O O 1 1
nella base canonica di M (2, 2) .
essendo esso diverso da zero, possiamo concludere che B' è una base di
... Soluzione
M(?,2). I~<'
·b) IndIcate con (a, b, c, d) le coordinate di una generica matrice di M(2, 2) I/o~ ('c~
A = (~ ~) E W ~ A,A ll A 2 sono L.D. rispetto alla base B, con (a' ,bi, c' ,di) le coordinate della stessa rispetto ;:~ 00~~ ti
,'- 'Y'~ 0:.
"~'i:>"'~ . /
-~
130 Capitolo 5 - Spazi vettoriali. Sottospazi. Basi @ 88-08- '7257
@ 88-08- '7257 2 - Gli spazi vettoriali JRn[x] 131
alla base B' e con A la matrice le cui colonne, nell'ordine, sono le coor-
dinate di Al , A 2 , A3 ,A4 rispetto alla base B, si ha: vettoriale sui reali rispetto alle ordinarie operazioni di addizione fra polinomi
e di moltiplicazione di un numero reale per un polinomio.
Soluzione
Se:
m=A(i) Pl (x) = ao + alx + a2x 2+ ... + anx n (ai E lR)

P2(X) = bo + blx + b2x 2 + ... + bnx n (bi E lR)


ove:
P3(X) = Co + ClX + C2X2 + ... + CnX n (Ci E lR)

~)
O O

A= ( ; -1
1
1
O
O
1
sono polinomi di lRn[x] si ha:
I) Pl (x) + P2(X) = (ao + bo) + (al + bl)x + (a 2 + b2)x 2 + '" + (a n + bn)xn
2 -1
II) ÀPl (x) = (Àa o) + (Àal)x + (Àa 2)x 2 + '" + (Àan)x n
La matrice A è la matrice del cambiamento di base dalla base Balla con À numero reale qualsiasi.
base B'. È poi evidente che:
Esplicitando le (*) si ottengono equazioni del cambiamento di coordi-
nate: Pl (x) + P2 (x) = P2 (x) + Pl (x)
a- a'

~.
Wl (x) + P2 (x)] + P3 (x) = Pl (x) + W2 (x) + P3 (x)]
.
I~"""C.
. {
~: _2:: + b' + c' + d'
Esiste poi il polinomio nullo (O + Ox + OX2 + ... + Oxn) che indichiamo con
d = a' + 2b' - c' + d' Oed è:
c) Utilizzando le equazioni precedenti, noto il significato di a, b, c, d, per
la matrice A' risulta a = 1, b = 1, c = 1, d = 1, e quindi si ha:

I = a' Per ogni polinomio Pl (x) esiste il polino mio -Pl (x) (opposto di Pl (x) ),
{ 1= 2a' + b' tale che:
1 = - a' + c' + d'
1= a' + 2b' - c' + d'
Risolvendo il sistema si ottiene a' = 1, b' = -1, c' = O, d' = 2. Pertanto, Inoltre se À e /-l sono due numeri reali si verifica immediatamente che:
ricordando che a' ,bi, c' ,d' sono le coordinate della matrice A' rispetto
alla base B', si ha: (À/-l)Pl(X) = À(/-lPl(X))
(À + /-l)Pl(X) = ÀPl(X) + /-lPl(X)
À(Pl(X) + P2(X)) = ÀP1(X) + ÀP2(X)
lPl(x) =Pl(X)
2. Gli spazi vettoriali IRn[x] Se ne deduce che lRn[x] è uno spazio vettoriale sui reali.
""~~""'~",~ __ H""''''

2.1 Verificare che l'insieme lRn[x] dei polinomi in una indeterminata x a 2.2 L'insieme dei polinomi a coefficienti razionali rispetto alle operazioni
coefficienti reali, di grado :s: n (n numero naturale assegnato), è uno spazio I e II (es. 2.1) è uno spazio vettoriale sui reali?
@ 88-08- 7257 2 - Gli spazi vettoriali JRn[x]
132 Capitolo 5 - Spazi vettoriali. Sottospazi. Basi @ 88-08- 7257 133

Soluzione
Soluzione
Scritta la relazione vettoriale:
La risposta è no. Basta osservare che il prodotto di un numero irrazionale
per un polinomio a coefficienti razionali non è un polinomio a coefficienti
razionali.
ovvero:
2.3 Stabilire se il sottoinsieme W dello spazio vettorialeIR 2 [x] così definito:

confrontando si ricava: >'0 = 0, >'1 = 0, >'2


i vettori PO(X),Pl{X),P2(X) sono L.I.
= °e ciò basta per affermare che
è un sottospazio vettoriale di IR 2 [xl.
Soluzione
W è non vuoto poiché contiene il polinomio nullo O = O + Ox + OX2 per 2.6 Stabilire, per ciascuno dei casi sottoindicati, se i seguenti vettori di
ao = al = O, a2 = O. rn?[x] sono linearmente indipendenti o linearmente dipendenti:
È chiuso rispetto alla somma in quanto, comunque presi due polinomi a) Pl(X) = 1 P2(X) = 2x P3(X) = 3 - 2x
di W: b) Pl (x) = 1 P2 (x) = X P3 (x) = 2 - x + X2
c) Pl(X) = 1- x

con, per ipotesi, ao = al' bo = bI' risulta: Soluzione


a) I vettori sono L.D. poiché, come si verifica facilmente, risulta:

P3(X) = 3Pl(X) - P2(X)


ed è anche chiuso rispetto al prodotto per uno scalare>. E IR in quanto:
b) Scritta la relazione vettoriale:

2.4 Stabilire quali dei seguenti sottoinsiemi dello spazio vettoriale IR 3 [x] sostituendo ed esplicitando si ottiene:
sono sottospazi vettoriali di lH,3[X]:
a) 8 1 = {p(x) = ao + alx + a 2x 2 + a3x 3 / ao - al - a3 = O}
b) 8 2 = {p(x) = ao + alx + a 2x 2 + a3x 3 / p(O) = O} Confrontando si perviene al sistema:
c) 8 3 = {p(x) = ao + alx + a 2x 2 + a3x 3 / p(O) = 2}
>'1 + 2>'3 = °
>'3 °
Soluzione
{ >'2 - =
a) 8 1 è sottospazio vettoriale (si segua l'iter dimostrativo dell'esercizio 2.3).
b) 8 2 è sottospazio vettoriale in quanto la condizione p(O) = 0, equivalente >'3 = °
alla ao = O, comporta sia l'appartenenza a 8 2 dell'elemento neutro, sia Le equazioni di tale sistema sono soddisfatte dalla sola terna >. = >. =
che 8 2 sia chiuso rispetto alle operazioni definite in IR3 [x]. = >'3 = 0,quindi i vettori sono L.I. l 2
c) 8 3 non è un sottospazio vettoriale poiché non contiene il vettore nullo. c) Sempre partendo dalla relazione vettoriale:

2.5 Verificare che i seguenti vettori di IR2 [x l :


sostituendo si ha:
Po{x) = 1

sono linearmente indipendenti.


I"
134 Capitolo 5 - Spazi vettoriali. Sottospazi. Basi @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257
2 - Gli spazi vettoriali JRn[x] 135

da cui, per confronto, si perviene al sistema: Soluzione


Considerato un generico vettore di JR n [x], p( X )
+ ... + anx n, e scritta la relazione vettoriale:

Dall'ultima equazione si ricava ),2 = ),3' dalla prima ),1 = -2),3 che poiché da essa, sostituendo e confrontando, si ricava:
sostituite nella seconda la rendono identicamente soddisfatta.
Ciò ci permette di affermare che è possibile trovare almeno una tema di
numeri reali non tutti nulli del tipo (-2),3' ),3' ),3)' ad esempio (-2,1,1),
che soddisfa al precedente sistema. Da ciò si deduce che .esiste un~ si deduce che Po (x), Pl (x), ... 'Pn (x) sono un sistema di generatori di JR n [x l.
combinazione lineare a coefficienti non tutti nulli dei vetton assegnati Ma essi sono anche L.1. (si lascia la verifica al lettore) e sono quindi
che dà come risultato il vettore nullo, pertanto essi sono L.D. una base di IRn[x]. Essa dicesi la base canonica di JRn[xl. La dimensione di
m.n[x] è allora pari a n + 1.
n generico polinomio p(x) ammette come coordinate, rispetto alla base
2.7 Verificare che i seguenti vettori di IR?[x]: canonica, la n + l-pIa ordinata (a o, al' a 2 , ... ,an ).

Po(x) =1 2.9 Nello spazio vettoriale IR2[X] siano dati i vettori:


sono una base di IR?[x]. Pl(X) = 1 + x
Soluzione Stabilire se costituiscono un sistema di generatori di JR2[X].
Intanto (es. 2.5) i vettori sono L.1. Inoltre, comunque preso un vettore ~(x) ~ ,
= ao + al x + a2x 2 E IR? [x], vediamo se è possibile trovare tre numen reali
Soluzione
Affinché siano un sistema di generatori, V ao + a1x + a2x 2 E JR2[X] deve
t
),0' ),1'),2 tali che: essere:

ao + alx + a2x 2 = ),0(1) +),1 (x) + ),2(X 2 )

Dalle precedenti si ha: Dalla precedente si ottiene:

),l + ),3 = ao
{
),1 + ),2 + ),3 = al
e quindi si può concludere che i vettori Po (x), Pl (x).' P2.( x) sono un sis.tem~ ),3 +),4 = a2
di generatori L.I., ovvero una base di IR?[xl. Essa d~cesI la .base canomca dI
IR,z[x]. I coefficienti ao, al> a2 sono le coordinate dI p(x) nspetto alla base
Tale sistema ammette come soluzione: ),1 = ao - t, ),2 = al - ao, ),3 = t,
),4= a2 - t.
canonica.
I vettori assegnati sono quindi un sistema di generatori di JR2[X].
Osserviamo che risulta P3 (x) = Pl (x) + P4 (x), e pertanto:
2.8 Verificare che i seguenti vettori di JRn[xl:

Po(x) = 1 Pl(X) = x Poiché Pl (x), P2 (x), P 4 (x) sono L.1. (la verifica è lasciata al lettore) e
dimJR2[x] = 3, risulta:
sono una base di IRn[x].
Capitolo 5 - Spazi vettoTÌali. Sottospazi. Basi @ 88-08- 7257
136 @ 88-08- 7257 2 - Gli spazi vettoriali 1R.n [x l 137

2.10 Nello spazio vettoriale IR2[X] siano dati i seguenti sottospazi:


ave:
a) U = L (Pl (x) = x - x 2 , P2 (x) = 3x - 3x 2 ) 2 O
b) W = L(PI (x) = -1 + x , P2 (x) = -1 + x, P3 (x) = 1 - 2x + x )
2 O
Determinare, per ciascuno di essi, una base e la dimensione. 1
O
Soluzione
a) I vettori generatori del sottospazio U sono L.D. poiché P2(X) = 3Pl (x), Si deduce che r(A) = 3, quindi dim W = 3 e una base H di TV è data dai
quindi: vettori le cui coordinate, rispetto alla base canonica, sono le righe non nulle
della matrice Alli; pertanto H = {l - x, x + x 3 , x 2 }.
II metodo
Si può calcolare il r(A) con il metodo degli orlati. Si ha r(A) = 3 (il calcolo
Una base di U è data da H = {Pl (x)} e quindi dim U = l. è lasciato al lettore).
b) Scritta la matrice delle coordinate dei polinomi assegnati rispetto alla Scelto poi nella matrice A un suo minore di ordine 3 diverso da zero,
base canonica di IR 2 [x l: per esempio quello formato dalle prime tre righe e dalle prime tre colonne si
-1 o deduce che dim W = 3 e una base di W è data dai vettori le cui coordinate
( 1 sono le prime tre righe di A, ovvero Hl = {P1 (x) ,P2 (x) ,P3 (x)}.
A = -~
-2
2.12 Nello spazio vettoriale IR.3 [x l si considerino i vettori:
poiché detA = O, si ha che Pl(X), P2(X), P3(X) sono L.D. e poiché,
inoltre, le prime due righe di A sono L.I., si deduce che Pl(X) e P2(X)
sono L.I. e costituiscono una base H = {P1(X),P2(X)} di W. Pertanto Verificare che sono linearmente indipendenti e determinare una base di
dim W = 2. lR?[x] che li contenga.
Soluzione
2.11 Determinare una base e la dimensione del sottospazio W dello spazio Scritta la matrice delle coordinate dei vettori assegnati rispetto alla base
vettoriale ]R3[X] generato dai vettori: canonica di IR ~ [x l:
-1 O
Pl (x) = 1- x O 2
1 1
Soluzione
poiché il minore di A, a 123 ,123' è diverso da zero, si deduce che i tre vettori
I metodo assegnati sono L.I.
Scriviamo la matrice delle coordinate dei vettori assegnati rispetto alla base Utilizzando il teorema del completamento della base, una base di IR3 [J;]
canonica di IR3 [x]: che contenga i tre vettori assegnati può essere costruita considerando un
opportuno vettore della base canonica di IR3 [x] scelto in modo che il de-
-1 O
terminante della matrice delle coordinate dei quattro vettori sia diverso da
O 1 zero. Basterà allora scegliere il vettore x 3 , poiché il determinante:
O O 1 -1 O o
-2 O O O 2 O
O 1 1 O
e riduciamola a scalini operando con tale successione: O O O 1
a 3 ~ a3 -
al )
a3 ~ a2
AI _~_---=----+) a 4 ~ a 4 + a2 Alli
Ali _~_---"::"----='----c»
A è, come si calcola immediatamente, diverso da zero.
a4 ~ a 4 - al
Pertanto la base cercata è H = {l - x, 2X2, X + x 2 , x 3 }.
',111'"
i!! :

i '
I 138 Capitolo 5 - Spazi vettoriali. Sottospazi. Basi @ 88-08- 7257 ill88-08- 7257 2 - Gli spazi vettoriali IRn[x] 139

I 2.13 Nello spazio vettoriale JR2[X] siano dati i vettori: Soluzione


a) Il determinante della matrice delle coordinate dei vettori Pl(X),P2(X),
P3{X) rispetto alla base 8 è:

Verificare che costituiscono una base 8 di JR 2 [x] e determinare le coordinate 1 -1 O


del vettore p(x) = 2 - x + X2 rispetto a tale base 8. O O 1 =-3
Soluzione 2 1 1
Il determinante della matrice delle coordinate dei vettori Pl (x), P2 (x), P3 (x) Essendo esso diverso da zero, si deduce che 8' è una base di JR2[X].
rispetto alla base canonica di JR2 [xl:
b) Ricordando che la matrice A del cambiamento di base dalla base 8 alla
o 1 O base 8' è la matrice la cui i-esima colonna (i = 1,2,3) è costituita dalle
O O 1 =1 coordinate dei vettori p i (x) (i = 1, 2, 3) rispetto alla base 8, si ha:
1 O -1
O
è non nullo e quindi i vettori costituiscono una base. O
Scritta la relazione: 1

Per scrivere poi le equazioni del cambiamento di coordinate, basta espli-


citare la seguente relazione matriciale:
sostituendo si ha:
X=AX'

ove X rappresenta la matrice colonna delle coordinate del generico vet-


da cui: tore p(x) di JR2[x]rispetto alla base 8 e X' la matrice colonna delle coor-
dinate dello stesso generico vettore p(x) di JR2[X] rispetto alla base 8'.
Posto p(x) = a o + a1x + a 2 x 2 = a~Pl(x) + a~PI(x) + a~P2(x) si ha:

G:) (-~ D(~)


O
O
quindi: 1

da cui:

Le coordinate del polinomio p(x) rispetto alla base 8 sono pertanto (-1,3,2). { ao -
al
-
=-
ao
,
a~
+2a~
+ a'2
2.14 Nello spazio vettoriale JR2[X]' fissata la base 8 = {I, x, x 2}, siano a2 = + a~ + a~
dati i polinomi: e queste sono le equazioni del cambiamento di coordinate.
c) Per determinare le coordinate di p'{x) rispetto alla base 8' si pos-
Pl (x) = 1- x
sono utilizzare le equazioni precedenti sostituendo al posto della terna
a) Verificare che 8' = {Pl(X) ,P2(X) ,P3(X)} è una base di JR2[X]. (a o , al , a 2) la terna (1, O, -1) e si può risolvere il sistema che ne conse-
b) Scrivere le equazioni del cambiamento di coordinate e la matrice del gue:
cambiamento di base dalla base 8 alla base 8'. I = a~ + 2a;
c) Determinare le coordinate del vettore p' (x) = 1- X2 rispetto alla base 8' .
d) Dire se le basi 8 e 8' sono equiverse o contraverse.
{ 0= - a~ + a;
-1 = +a~ + a~
I!i!1

l', 140 Capitolo 5 - Spazi vettoriali. Sottospazi. Basi @ 88-08- 7257


@ 88-08- 7257 3 - Sottospazi intersezione e somma 141

a) Verificare che W è un sottospazio vettoriale di JR.2[X].


o anche, ricordando che la relazione matriciale che esprime il cambia- b) Determinare una base e la dimensione di W.
mento di base inverso è del tipo:
Soluzione
X' = A-l X a) La verifica che W è sottospazio vettoriale è lasciata al lettore.
b) Nella base canonica di JR.2[X]' l'equazione a o - al + a 2 = O è l'equazione
si può sostituire X con la matrice colonna ( _ ~) c sviluppace i pmdot- cartesiana di W.
I polinomi p(x) E W hanno coefficienti che soddisfano tale equazione.
ti di matrici, ovvero: Dalla aD = al - a 2, per al = 1, a 2 = O si ha aD = 1 e per al = O, a 2 = 1
si ha aD = -l.

( :~) ! (-~ ~ -~) ( ~) (:~~)


I polinomi PI (x) = 1 + x e P2(X) = -1 + X2 sono una base di W e la
= dimensione di W è 2.
a2 -1 -1 O -1 1/3

Pertanto le coordinate di p( x) rispetto a B' sono (~, ~, ~) : 3. Sottospazi intersezione e somma


~'''''',,'''',-,,--

Si ricordi che A-l è la matrice di passaggio dalla base B' alla base B.
d) Poiché det A = -3 < O le due basi B e B' sono contraverse. Si ricordi che dati due sottospazi vettoriali U, W di uno spazio vettoriale V,
l'insieme U n ~V costituito dai vettori che appartengono sia a U che a W
è un sottospazio vettoriale di V e anche !'insieme U + W dei vettori u + w
2.15 Nello spazio vettoriale JR.2[X]' dati i polinomi L.I.: PI (x) = 1 - x e con u E U e w E W è un sottospazio vettori aIe di V.
P2 (x) = x 2, determinare un'equazione cartesiana del sottospazio W generato Essi diconsi rispettivamente sottospazio intersezione e sottospazio som-
da PI (x) e P2(X) nella base canonica di JR.2[X]. ma di U e W.
Soluzione Vale la seguente relazione (relazione di Grassmann):
Un generico p(x) E W ~ P(X),PI(X),P2(X) sono L.D.
Posto p( x) = aD + al x + a 2 x 2 , il determinante della matrice delle coor- dim U + dim W = dim(U + W) + dim(U n W)
dinate di p( x), PI (x) = 1 - x, P2 (x) = X2 nella base canonica:
Se B = {u]' u 2 , . . . ,up } è una base di U e B' = {w l' W 2' . .. ,wq} è una
base di W, l'insieme S = {u],u2 , •.. ,up 'W 1 ,W 2 , •.. ,wq } è un sistema di
1 -1 O generatori del sottospazio U + W.
001 Il sottospazio U + W è somma diretta di U e W se U n W = {O} e si
indica con U E9 W. Una condizione necessaria e sufficiente affinché U + W
è nullo se e solo se: sia somma diretta è che l'insieme S sia una sua base. I sottospazi U e W si
dicono supplementari se U ffi W = V.

La (*) è l'equazione cartesiana di W nella base canonica. 3.1 SianoU={(x,y,z)/x+y-z=O} eW= {x,y,z)/x-y=O} due
Pertanto: sottospazi di JR.3. Determinare:
a) una base e la dimensione di U e di W;
b) i sottospazi U n W e U + W.
Soluzione
a) Una base di U è Bu = {(-l,l, O), (1,0, l)}, quindi dim U = 2; una
2.16 Nello spazio vettoriale JR.2[X] si consideri il sottoinsieme:
base di W è Bw = {(l,l, O), (0,0, l)}, quindi dim W = 2 (la verifica è
lasciata al lettore).
", .• ".V'i't.,·
,. liI;' I
l'
! :
142 Capitolo 5 - Spazi veftoriali. Sottospazi. Basi @ 88-08- 7257 .@ 88-08- 7257 3 - Softospazi intersezione e somma 143

b) L'intersezione U n W è il sottospazio costituito dai vettori che apparten- le cui soluzioni sono: Xl = h, X 2 = 2h, X 3 = h, X 4 = 2h, '1/ h E IR.
gono sia a U che a W. Un vettore v = (x, y, z) E U se la tema (x, y, z) Pertanto i vettori v di U n W si ottengono dalla (*) per Xl = h, X 2 = 2h

è soluzione dell'equazione: x - y = O.
°
è soluzione dell'equazione: x + y - z = e un vettore v E W se la tema o dalla (**) per x 3 = h, X 4 = 2h e sono v = (h,h,2h).

I vettori v = (x, y, z) di U n W sono quindi dati da tutte le teme


3.2 Nello spazio vettoriale IR 4 si considerino i sottospazi:
soluzioni delle due equazioni, cioè sono le soluzioni del sistema:
U = {(XI,X2,X3,X4)/XI - x 2 - x 3 - x 4 = O}
X+y-z=O W = L(w ll W 2 , w3 ) ove Wl = (1,2,0,1) w 2 = (1,0,1,1) w3 = (1,1, -1, 1)
{
x -y = ° Determinare:
a) una base di U e un base di W;
Risolvendo tale sistema, si ha che le soluzioni sono date da: (t, t, 2t) =
b) i sottospazi U + W e U n W;
= t(l, 1,2); U n W è quindi il sottospazio delle teme (t, t, 2t), t E IR e
c) per quali valori dei parametri reali h e k il vettore v = (k + 1, k, 1, h + k)
una sua base è {(I, 1, 2)}.
appartiene a U n w.
Dalla relazione di Grassmann:
Soluzione
dim(U + W) = dim U + dim W - dim(U n W) a) Determiniamo una base di U. Dalla equazione: Xl = x 2 + x 3 + X 4 , per

si ha che: dim(U + W) = 3 e pertanto:


°
x 2 = 1, x 3 = 0, x 4 = si ha Xl = 1; per x 2 = 0, x 3 = 1, x 4 = si ha
Xl = 1; per x 2 = 0, x 3 = 0, x 4 = 1 si ha Xl = 1; quindi una base di U è
°
Bu = {(1,1,0,0),(1,0,1,0),(1,0,0,1)}.
Per determinare una base di W, scritta la matrice di Wl' W 2' W 3:

Per determinare U n W si può procedere diversamente osservando che


2 °
un vettore v E U se e solo se:
°
1
1
-1

si verifica che essa ha rango 3; pertanto Bw = {w ll W 2 , w3 } è una base


e lo stesso v E W se e solo se:
di W.
b) Un sistema di generatori di U + W è dato dall'insieme dei vettori costi-
tuito dai tre vettori della Bu e dai tre vettori della Bw. Quindi:
Uguagliando, si ha:
U +W = L((I, 1, O, O), (1, 0,1, O), (1, O, 0,1), Wl' W 2 , W 3 )

Tali generatori sono sicuramente L.D. e, tra essi, al massimo 4 sono L.1.
Considerato il determinante i cui vettori riga sono i primi 4 vettori
La relazione si traduce nel sistema:
generatori:

1 1 O O
1 1 O
1 ° 1
equivalente al sistema ridotto:
1 °°
2 1
°
e verificato che esso è non nullo, si deduce che dim(U + W) = 4 e che
quindi U + W = IR4 •
Il..
! I

144 Capitolo 5 - Spazi vettoriali. Sottospazi. Basi o 88-08- '725'7


@ 88-08- '725'7 3 - Sottospazi intersezione e somma 145

Ricordando che due sottospazi U e W di ffi4 sono supplementari se


U + W = ffi4 e U n W = {O} o, in modo equivalente, se dim(U + W) = Un sistema di generatori di UI + U2 è quindi dato dall'insieme delle matrici:
= dim U +dim W = 4, si ha che, in questo caso, poiché dim U +dim W =
= 61= dim(U + W) = 4, U e W non sono sottospazi supplementari.
Inoltre dalla relazione di Grassmann si può dedurre che dim(U n W) = 2.
Poiché la matrice delle coordinate di tali vettori rispetto alla base canonica:
Per determinare U n W, troviamo intanto equazioni di W.
Dalla condizione che un generico vettore w = (Xl' X 2 , X 3 ' x 4 ) dipenda -1 1 O O
linearmente dai vettori w ll w 2 , w 3 : 1
1 O O
X2 -1 O O 1
2 1 O O 1
=0
O O 1 1 O
1 1 -1 1
ha rango 4 (la verifica è lasciata per esercizio) si ha che: dim(UI + U2 ) = 4
si deduce l'equazione di W : Xl - x4 = O.
e quindi UI + U2 = M(2, 2).
Pertanto:
Determiniamo ora U I n U2 . Intanto, dalla relazione di Grassmann si ha
Un W = {(XllX2,X3,X4)/XI - x2 - x3 - x 4 = O,XI - x 4 = O} che:

c) Il vettore v appartiene a Un W se e solo se la quaterna (k+ 1, k, 1, h+k)


soddisfa le equazioni di U n W ovvero il sistema:
Una matrice A = ( : ~) E U1 se i suoi elementi (a, b. c, d) sono soluzioni
dell'equazione: a + b - c + d = O e la stessa A E U2 se i suoi elementi
sono soluzione anche delle due equazioni: a - d = O, b - c = O; pertanto
Pertanto sostituendo si ha: h = 1, k = -l. A E U1 n U2 se (a, b, c, d) sono soluzioni del sistema:

a+b-c+d=O
3.3 Nello spazio vettoriale M (2, 2) siano dati i sottospazi: { a -d= O
b-c =0

Risolvendo tale sistema, si ha che: a = O, b = h, c = h, d = O.


Il sottospazio U1 n U2 è dato da tutte le matrici del tipo:
Determinare i sottospazi U I + U2 e UI n U2 •
Soluzione
Una base di UI è:

Ne segue che una base di u1nuZè {(~ ~)} e dim(U1 nU2 ) = 1. Si osservi
che U1 e U2 non sono sottospazi supplementari poiché U1 n U2 1= {O}.
e una base di U 2 è:
3.4 Stabilire se i seguenti sottospazi di IR3 :
a) U=L((l,O,l)) W=L((O,2,1),(1,2,-1))
b) U = {(x, y, z) / X - Y + z = O} W = {(x, y, z)/x - y = x - z = O}
(il calcolo è lasciato al lettore). sono supplementari.
1'1'

@. 88-08- 7257 3 - Sottospazi intersezione e somma 147


146 Capitolo 5 - Spazi vettoriali. Sottospazi. Basi @ 88-08- 7257

3.6 Nello spazio vettoriale M(2, 2) determinare un sottospazio supplemen-


Soluzione
a) Essendo {(1,0,1)} una base di U e {(0,2,1),(1,2,-1)} una base di tare del sottospazio: U = L ( ( ~ ~), (~ ~ ) ) .
W, U e W sono supplementari se e solo se l'insieme:
Soluzione
{(l,O, 1), (O, 2, 1), (1,2, -l)} È facile verificare che i generatori di Usano L.I. e quindi sono una base
di U.
è una base di IR? Per determinare un supplementare di U, innanzitutto completiamo la
II Poiché il determinante: base di U in modo da ottenere una base di M(2, 2).
A tale scopo, nella base canonica di M(2, 2) possiamo scegliere le ma-
1
°2 1
1 =-6
trici:

°
1 2 -1

è non nullo, l'insieme (*) è una base di IR?, quindi U e W sono sottospazi
poiché l'insieme
supplementari.
b) Una base di U è data da: {(l,l, O), (-1,0,1)} e una base di W è data
da: {( 1, l,l)} (la verifica è lasciata al lettore).
Poiché l'insieme {(1,1,0),(-1,0,1),(1,1,1)}, come facilmente si veri-
fica, è una base di 1R3 , i sottospazi U e W sono supplementari. è una base di M(2, 2) essendo il determinante delle coordinate di tali matrici
rispetto alla base canonica:
3.5 Nello spazio vettoriale 1R4 determinare un sottospazio supplementare
del sottospazio: U = L((l, 2, -1, 1), (O, 1,2.1)). °1 1 11 °1 =1
Soluzione 1 °
È facile verificare che i generatori u l = (1,2, -1, 1) e u 2 = (0,1,2,1) di U O °1 ° ° O
sono L.I. e quindi sono una sua base.
Per determinare un supplementare di U, innanzitutto completiamo la non nullo.
°
base di U in modo da ottenere una base di 1R4 • Un sottospazio supplementare di U è quindi dato da:
Se u 3 e u 4 sono i vettori che completano la base di U, il sottospazio U' =
= L(u3 , u 4 ) è un supplementare di U.
A tale scopo, nella base canonica di 1R4 possiamo scegliere u 3 = (O, 0,1, O) e (~ ~))
u 4 = (0,0, 0,1) poiché il determinante i cui vettori riga sono u ll u 2 , u 3 ' u 4 :

1 2 -1 1
1 2 1 3.7 Nello spazio vettoriale 1R2[X] siano dati i sottospazi:
° O 1
=1
°
O °1
° °
è non nullo e quindi u l , u 2 , u 3 ' u 4 sono una base di 1R4 •
Determinare:
a) i sottospazi U + W, U n W;
Da ciò segue che un supplementare di U è il sottospazio:
b) un sottospazio supplementare di W.
U' = L((O, 0,1, O), (0,0, O, 1))
I,,,!I\.)I
! !

148 Capitolo 5 - Spazi vettoriali. Sottospazi. Basi @ 88-08- 7257


@ 88-08- 7257 4 - Esercizi proposti 149
I Soluzione
cioè i coefficienti dei polinomi di U n W soddisfano il sistema:
a) I vettori di W sono del tipo h(x + x 2), h E IR (come facilmente si
verifica). Una base di W è {x + x 2 } e dim W = l.
Una base di U è {x, x 2 } e dim U = 2. Poiché ogni vettore di W è
combinazione lineare dei vettori della base di U, esso appartiene a U ed
essendo poi dim W < dim U si ha che: W C U.
Pertanto si ha a o = O, al = À, a 2 = À, a 3 = -2À, \;j À E IR e quindi i
Pertanto: U n ~v = W.
polinomi di U n W sono del tipo: À(x + X2 - 2x 3 ).
Inoltre: U + W = L(x + x 2, x, X2) = L(x, X2) = U. Una base richiesta di U n W è, per esempio, B = {x + X2 - 2x 3 }.
b) Per determinare un sottospazio supplementare di W, completiamo in-
nanzitutto la base di W in modo da ottenere una base di IR 2 [x].
A tale scopo, scegliamo prima un vettore che non appartenga a W, cioè 4. Esercizi proposti
un vettore che non si possa esprimere come multiplo di x + X2. Ad
esempio, scegliamo PI(X) = 1. Poi scegliamo un altro vettore che non 4.1 Determinare una base e la dimensione del sottospazio W dello spazio
appartenga allo spazio generato dai vettori: x + x 2 , 1, cioè un polinomio vettoriale M (2, 2) generato dalle matrici:
che non si possa esprimere come loro combinazione lineare: ao(1) +
+a 1 (x + X2). Ad esempio scegliamo P2(X) = x.
In questo modo siamo sicuri che i vettori: x + x 2 , l, x sono L.1. e quindi,
essendo dimIR 2[x] = 3, sono una base di IR2[X].
Il sottospazio U' = L(l, x) è quindi un sottospazio supplementare di U.
4.2 Nello spazio vettoriale M (2,2) si considerino le matrici:

3.8 Nello spazio vettoriale IR3 [x] siano dati i sottospazi:


Al (11 Il)
U = {p(x) = a o + alx + a 2 x 2 + a 3:r;:3/ ao - al + a 2 = al - a2 = O}
Determinare una base e la dimensione del sottospazio: W=L(A I , A 2 , A 3 , A 4 ).
W = {p(x) = a o + alx + a 2 + a3x3/p(O) = O,p(l) = O}
x2

Determinare una base di U + W e di U n W. 4.3 Determinare una base e la dimensione del sottospazio vettoriale ~V di
Una base di U è, per esempio, Bu = {PI (x) = X + X2,P2(X) = x 3} e una M(2,2) così definito: W = {A(2, 2) / a = b = O} .
base di W è, per esempio, Bw = {p~ (x) = x - x 2 ,p;(x) = X - x 3} (il calcolo
è lasciato al lettore). 4.4 Determinare una base e la dimensione del sottospazio vettoriale delle
Il sottospazio U + W è generato dai vettori PI (x), P2 (x), p~ (x), p; (x). matrici antisimmetriche di ordine 2.
Poiché la matrice delle coordinate di tali vettori rispetto alla base canonica:
4.5 Stabilire se le seguenti matrici di M(2, 2) sono L.I.:
O: 1 1 O)
(~ ~) A2=(~ ~) (~ ~)
A=
(~ l__ ~__ ~~ ___ ~ a) Al =

(~
A 3=

O l O-l b) Al = ~) A = (~ ~)
2 A3 = (~ ~) A4 = (~ -~)
ha rango uguale a 3, essendo det A = O e il minore tratteggiato a 123 ,234 non
nullo, si ha che B = {PI (X),P2(X), p~ (x)} è, per esempio, una base di U + W. 4.6 Verificare che i seguenti sottoinsiemi di M (2, 2) :
Per determinare una base di U n W si osservi che U n W = {p( x) ==
= aO+alx+a2x2+a3x3/ao-al+a2 = a]-a 2 = O,a o = 0,a O+a l +a 2 +a 3 = O}
a) UI = { ( ~ ~) / c = O} b) U2 = {( ~ ~) / a = c = d = O}
sono sottospazi vettoriali. Determinare una lOTO base e la dimensione.
150 Capitolo 5 - Spazi vetloriali. Sotlospazi. Basi @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 4 - Esercizi proposti 151

4.7 Determinare equazioni cartesiane nella base canonica dei seguenti sot- 4.16 Determinare i sottospazi U I + U2 e UI n U2 dei sottospazi dati nel-
tospazi di M(2, 2): l'esercizio 4.11.
a) UI=L((~ ~)) b) U2=L((~ ~) (~ ~))
4.17 Determinare un sottospazio supplementare dei seguenti sottospazi di
M(2, 2):
4.8 Stabilire se i vettori di IR 2 [xl dei seguenti insiemi sono L.D. o L.I.:
a) PI (x) = 1 - X P2 (x) = X2 P3 (x) = 2 + X2 a) Wl = { (_~ ~ ) /a E IR} b) W 2 = { ( ~ ~) / a, b, c E IR}
b) PI (x) = X P2 (x) = 1 + X2 P3 (x) = 1 + 2x + X2
4.18 Determinare un sottospazio supplementare dei seguenti sottospazi di
4.9 Nello spazio vettoriale IR 2 [x l siano dati i seguenti sottospazi 1R?[x] :
a) U I = L(1 - x, x 2, 1 - x + X2) a) U I = {a o + alx + a 2x 2/a o + 2a 2 = O}
b) U2 = L(x, 1 +x 2, 2-x+2x2, X2) b) U2 = {a o + alx + a 2x 2/a o + al - a 2 = al + 2a 2 = O}
c) U3 = L(I, 1 + x, 2x, x + X2)
Determinare una base e la dimensione per ciascuno di essi.
4.19 Siano U e W i sottospazi di IR3 così definiti: U è lo spazio delle
soluzioni del sistema lineare omogeneo:
Verificare che i seguenti sottoinsiemi di IR3 [xl:
4.10
a) U I = {p(x) = a o + alx + a 2x 2 + a 3x 3/a o - al = a 2 - a 3 = O}
{
X +2y +3z =
x + y =0
°
b) U2 = {p(x)/p(l) = O}
sono sottospazi vettoriali. Determinare una loro base e la dimensione. 2x +3y +3z = °
e W è il sottospazio generato dai vettori: u = (2, k, O), v = (2,0, O), w =
4.11 Determinare equazioni cartesiane nella base canonica dei seguenti = (k,O, 1),k E IR.
sottospazi di IR3 [xl: Determinare:
a) U I = L(x, x + X2) b) U2 = L(I, 1 - x, x 3) a) una base e la dimensione di U + W e U n W al variare del parametro k ;
b) un sottospazio supplementare di U.
4.12 Nello spazio vettoriale IR2[X]' fissata la base canonica 8 = {I, x, x 2}
siano dati i vettori:

PI(X) = 1- x

a) Verificare che costituiscono una base 8' di IR 2 [x l.


b) Determinare le coordinate dei vettori della base 8 rispetto alla base 8'.

4.13 Determinare i sottospazi U I + U2 e U I n U2 ove UI e U2 sono i


sottospazi dell'esercizio 4.10 e dell'esercizio 4.6.

4.14 Stabilire se i sottospazi di IR3 dati nell'esercizio 10.14 del capitolo 4


sono sottospazi supplementari.

4.15 Determinare i sottospazi U I + U2 e U I n U2 dei sottospazi di M(2, 2)


dati nell'esercizio 4.7.
Applicazioni lineari

1. Applicazioni lineari tra spazi vettoriali

Si ricordi che un'applicazione f : V ---+ W tra due spazi vettoriali V e l'V è


un' applicazione lineare o omomorfismo se verifica le seguenti condizioni:

v VI' V 2 E V; V a E lR.

Dicesi matTice associata a un'applicazione lineare f : V ---+ W rispetto alle


basi E = {u1 , u 2 , . . . ,un} di V e 13 = {Wl' W 2' . .. ,Wm} di W la matrice il
cui vettore colonna di posto i (1 :::; i :::; n) è dato dalle coordinate del vettore
f(u i ) rispetto alla base 13.
Diconsi equazioni dell'applicazione lineare f : V ---+ W rispetto alle basi
E e 13 le equazioni la cui forma matriciale è del tipo:

Y=AX

• ove X = (Xl x 2 ··. Xn)T indica la matrice colonna delle coordinate di un


qualunque v E V rispetto alla base E, Y = (Yl Y2 ... Ymf la matrice colonna
delle coordinate del vettore f(v) rispetto alla base 13 e A la matrice associata
all'applicazione lineare f rispetto alle basi E e 13.

1.1 Verificare che l'applicazione f : lR2 ---+ lR 2 definita da:

j[(x, y)] = (x + y, 2y) V (:r, y) E IH?

è un omomorfismo.
Soluzione
Dal momento che V (x, y), (x', y') E lR2 , Va E lR risulta:
li
154 Capitolo 6 - Applicazioni lineari @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 1 - Applicazioni lineari tra spazi vettoriali 155

1) f[(x,y) + (X',y')] = J[(X+X',y+y')] = (X+X'+y+y',2(y+y')) = c) L'applicazione non è lineare in quanto, V (x, y, z), (x' ,y' ,z') E IR3 si ha:
= (X + y + X' + y', 2y + 2y') = (X + y, 2y) + (X' + y', 2y') = f [( X, y)] +
+J[(x',y')] f [( x , y , z) + (x' , y' , z')] = + x', y + y', z + z')] =
f [( x
2) J[a(x, y)] = J[(ax, ay)] = (ax + ay, 2ay) = a(x + y, 2y) = a J[(x, y)], = (x + x' + y + y' + 1, z + z')
l'applicazione f è un omomorfismo.
mentre:
1.2 Verificare che l'applicazione f : IR3 ----+ IR 2 definita da: J[(x, y, z)] + J[(x' ,y' ,z')] = (x + y + 1, z) + (x' + y' + 1, z') =
= (x + x' + y + y' + 2, z + z')
f[(x,y,z)] = (x+y,z) v (x, y, z) E IR 3

è lineare. d) L'applicazione non è lineare in quanto, V (x, y), (x', y') E IR 2 si ha:

Soluzione f[(x, y) + (x', y')] = f[(x + x', y + y')] = !x + x'!


Dal momento che V (x, y , z), (x' ,y' ,z') E IR3 , Va E IR risulta:
1) J[(x, y, z) + (x' ,y' ,Z')] = f[(x + x', y + y', z + z')] = (x + x' + y + mentre:
+y', z + Zl) = (x + y, z) + (x' + y', z') = f[(x, y, z)] + J[(x', y', Zl)]
2) J[a(x,y,z)] = J[(ax,ay,az)] = (ax + ay,az) = a(x + y,z) =
J[(x,y)] + J[(x',y')] = !x! + !x'!
= aJ[(x,y,z)],
l'applicazione è lineare.
1.4 Sia data l'applicazione lineare f : IR 2 ----+ lR? definita da:
I 1.3 Stabilire quali delle seguenti applicazioni è lineare:
t a) f: IR2 ----+ IR : J[(x, y)] = x + y J[(x,y)] = (x+2y,3y,x-y) V (x, y) E IR 2
b) f: IR 2 ----+ IR : J[(x, y)] = xy
Determinare:
c) f: IR 3 ----+ IR2: J[(x,y,z)] = (x+y+ l,z) a) l'immagine del vettore v = (1,2);
d) f: IR2 ----+ IR : J[(x, y)] = !x! b) la matrice A associata a f e le equazioni dell'applicazione lineare ri-
Soluzione spetto alle basi canoniche B = {e 1 , e2} di IR2 e B' = {e~, e;, e~} di IR3 ;
a) L'applicazione è lineare poiché verifica le due condizioni: c) la matrice A' associata a f rispetto alle basi BI = {( 1, O), (l,l)} di IR 2
1) J[(x, y) + (x' ,y')] = J[(x + x' ,y + y')] = x + x' +y + y' = (x+y)+ e B~ = {(l,l,O,), (1,0, 1), (0,0, l)} di lR 3 .
+(x' + y') = f[(x, y)] + f[(x', y')]
Soluzione
2) f[a(x, y)] = J[(ax, ay)] = ax + ay = a(x + y) = a f[(x, y)]
a) Si ha:
V(x,y), (x',y') E IR2 , Va E IR
b) L'applicazione non è lineare in quanto, V (x, y), (x', y') E IR2 si ha: J[(1,2)] = (5,6, -1)
J[(x, y) + (x', y')] = J[(x + x', y + y')] = (x + x')(y + y') =
b) Dalla definizione di matrice associata a f, poiché:
= xy + xy' + x' y + x' y'
f(e t ) = (1, 0,1) f(e 2 ) = (2,3, -1)
mentre:
si ha:
J[ (x, y)] + f [( x' , y')] = xy + x' y'
A = (~1 -1~)
156 Capitolo 6 - Applicazioni lineari @ 88-08- 7257
"r"
• - _0_,'

@ 88-08- 7257 1 - Applicazioni lineari tm spazi vettoriali 157

Se v = (X, y) è un generico vettore di IR2, posto f (V) = X' e~ + y' e; + zIe;, 1.6 Data l'applicazione lineare f : IR3 ~ IR4 tale che:
le equazioni dell'omomorfismo sono: I
J[(l, 0, O)J = (0,0,1,1) J[(l, 1, O)J = (O, 0,1,1) J[(l, 1, l)J=(O,O,O, 1)
X' = x + 2y
{ y' = 3z determinare:
z' = X - Y a) la matrice A associata a f rispetto alla base 8 = {(l,O, O), (1, 1, O),
(1,1, l)} di IR3 e alla base canonica 8 ' di IR4;
o anche, posto Y = (x' y' ZI)T, X = (x y)Y, in forma matriciale: b) la matrice A' associata a f rispetto alle basi canoniche H di IR3 e 8 '
di IR 4 •
Y=AX
Soluzione
c) Poiché J[(l, O)J = (1,0,1) e J[(l, 1)] = (3,3, O) e le coordinate di (1,0,1) a) Dalla defiltizione di matrice associata a f rispetto alle basi B e 8' si ha:
rispetto alla base H~ sono (0,1, O) e le coordinate di (3,3, O), sempre
rispetto a H~, sono (3,0,0), la matrice A' risulta:

A'=G D
b) Dobbiamo determinare le coordinate delle immagini dei vettori della
base canonica H = {(l,O, O), (O, 1, O), (0,0, l)} di IR3 .
1.5 Sia data l'applicazione lineare f : IR3 ~ IR2 definita da:
A tale scopo, poiché risulta:
J[(x, y, z)] = (x - y, z) V(x,y,z) E IR3
f[(1, 0, O)J = (0,0,1,1)
Determinare la matrice associata a f rispetto alle seguenti basi: f[(l, 1,0)] = f[(1,0,0)] + J[(O, 1,0)] = (0,0,1,1)
a) le basi canoniche H di IR3 e H' di IR2; f[(l, 1, 1)] = f[(l, 0, O)J + f[(O, 1, O)] + f[(0, 0,1)] = (0,0,0,1)
b) la base canonica di IR3 e la base H~ = {(l,l), (-1, l)} di ne.
si ricava:
Soluzione
a) Indicata con H = (e ll e 2 ,e 3 } la base canonica di IR3 , poiché:
f[(0, 1, O)] = (0,0,0, O) f[(0, 0,1)] = (O, 0, 0,1)-(0,0,1,1) = (O, 0, -1, O)
(*) f(e 2 ) = (-1,0)
Di conseguenza la matrice associata a f rispetto a 8 e H' è:
la matrice associata a f rispetto alle basi H e H' risulta:
A_(l ° 0)
°° °
-l0)
- ° ° 1 -1
b) Note le (*), poiché le coordinate di (1, O) rispetto a H~ sono (~, - ~), ° °
quelle di (-1,0) sono ( - 2' 1) e mfine
1 2 . quelle dI. (0,1) sono (12' 2
1) ,SI.
ha che la matrice associata a f rispetto alle basi H e H~ è: 1.7 Sia f : IR3 ~ IR 2 l'applicazione lineare la cui matrice associata ri-
spetto alle basi canoniche 8 di IR3 e 8 ' di IR2 è:
1
2
1
2
i)
158 Capitolo 6 - Applicazioni lineari @ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257 2 - Immagine e nucleo 159
.I
Determinare:
a) l'immagine di un qualunque vettore v = (x, Y, z) di rn?;
1.8 Sia data l'applicazione lineare I : IR? -> M(2, 2) definita da:

b) la matrice A associata a I rispetto alle basi 13 = {(0,-1,0), (1,0,1),


(0,1, l)} di rn? e B' = {(l,l), (O, l)} di rn?

Soluzione
~eterminare la .matrice associata a I e le equazioni dell'applicazione lineare
a) Dalla definizione di matrice associata a I rispetto alle basi canoniche rzspetto alle basz canoniche B = {e l , e , e } di IR3 e B' = {E E. E E}
B = {e l ,e2 ,e3 } di IR3 e B' di IR 2 si ha: diM(2,2). 2 3 Il' 12' 211 22

Soluzione
Si ha:

Poiché I[(x, Y, z)] = xl(e l ) + yl(e 2 ) + zl(e3 ), sostituendo le precedenti


si ha:

I[(x, Y, z)] = x(l, 2) + Y(O, 1) + z( -1, O) = (x - z, 2x + y) La matrice associata a I rispetto alle basi fissate è:

-
b) Per determinare la matrice A associata a I rispetto a B e B si può
- -,
procedere come nell'esercizio 1.5, calcolando le coordinate delle imma-
gini dei vettori della base 13 rispetto alla base 13' di IR2 e scrivendo la
.,--.
.~,G.i,C
....
matrice A avente per colonne tali coordinate. ,~.

Un diverso modo di pervenire al calcolo di A si ha sfruttando il legame


'hIS\
tra le matrici associate a una stessa applicazione lineare rispetto a basi t
Posto./(v) = Ylli!ll Y2 E 12 +.Y3 ~2l + Y4 E 22 , ove v = (Xl' x 2 , x 3 ) è un .~)"I(
..
diverse. genenco vettore dI IR , le equazlOlll dell'applicazione lineare I sono: ",",

Precisamente, se A è la matrice associata a I rispetto alle basi B di IR3


e B' di IR2 e A è la matrice associata alla stessa I rispetto alle basi 13 Y = AX ove Y = (YI Y2 Y
34y)T
di IR3 e 13' di IR2 risulta:
o anche:
A = D-l AC

ove C è la matrice del cambiamento di base da B a 13 e D è la matrice


del cambiamento di base da B' a 13'.
Dalla nozione di matrice di cambiamento di base, si ha:
l Y4
YI = Xl

Y2

Y3
= Xl
= Xl
=
+X2
-

- X2
X2

X3

(-r ° D
1

c= D = (~ ~) 2. Immagine e nucleo
~"',-.~
1

la matrice richiesta è allora: Si ricordi, che il nucleo o Kerl di un'applicazione lineare I :V -> W è il
sottOSpazlO vettoriale di V così definito:

°1 -~) (-~ °1 D=c


1

~) (~ -~)
_ 1( O
A= Ker I = {v E VII(v) = 0w}
-1 2
e che l'immagine, 1m I, di un'applicazione lineare I :V --+ W è il sottospazio
l
I

@ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257
2 - Immagine e nucleo
160 Capitolo 6 - Applicazioni lineari 161

cioè un vettore v = (x, y , z) E Ker 1 se e solo se le sue coordinate


vettoriale di W tale che:
rispetto alla base !3 soddisfano il sistema lineare omogeneo:

x+y+z=O
{
x +z=O
{ u } è una base di V. .
ove u 1 ' u 2 , · : · , n . 1 _ r(A) ove A è una matrice assOCiata a
1nol~re rIsulta chd~ dIVm ~md'm ~m 1 e' infine che l'applicazione lineare è Il Ker 1 è allora il sottospazio vettoriale delle soluzioni di tale sistema. È
1 he dlm Ker 1 = 1m 1 .. l immediato riconoscere che esso ammette 00 1 soluzioni del tipo (h, O,-h),
'.c . se e solo se d'1m 1m 1 = r(A) = dim V, è surzettzva se e so o se
imettzva V h E JR, quindi una base di Ker 1 è {(l, O, -l)} e dim Ker 1 = 1.
dim ImI = r(A) = dim W. c) L'applicazione non è iniettiva poiché r(A) = 2 =1= dim ffi3 ma è suriettiva
poiché r(A) = 2 = dimJR2. Si osservi che 1 non è iniettiva anche perché
2.1 Sia 1 : IR? -+ IR? l'applicazione lineare tale che: Ker 1 =1= {OR3}.
d) Il vettore 1[(2,-1,3)] si ricava direttamente dalla:
j[(l, O, O)J = (l, l) j[(0, l, O)J = (l, O) j[(0, O, l)] = (l, l)
1[(2, -1,3)] = 2j[(l, 0, O)] - 1[(0, 1, O)] + 31[(0,0, l)J =
. la ma tnc . a 1 e le equazwm
. ' di f rispetto alle
a) Determmare . e A assoczata = 2(1, l) - (l, O) + 3(1, 1) = (4,5)
basi canoniche di JR3 e JR2. .
b) Trovare una base e la dimensione di 1m 1 e d.z Ker 1· o anche dalle equazioni (*) della 1 avendo posto x = 2, Y = -l, z = 3.
) Dire se l'applicazione 1 è iniettiva e se è surzettzva: l) Poiché, come si verifica facilmente, i generatori di W sono L. L, il sot-
c
d) - (2 , -l , 3) e il sottospazio vettonale W = L((l, 0, ,
Dato z'1 vettore v _ tospazio I(W) è generato dai vettori 1[(1,0,1)], 1[(-l,l,O)J. Siccome
(-l, l,O)) di JR3 , determinare f(v) e f(W). 1[(1,0, l)J = (2,2) e 1[(-1,1, O)J = (O, -I), si ha:

Soluzione . B { } di f(W) = L((2, 2), (0, -l)) = ffi2


. t a a f rispetto alle basi canomche
. aSSOCIa
a) La matrIce = e 1 , e 2 , e3
JR3 e B' = {e~,e;} di JR2 è:
2.2 Sia data l'applicazione lineare 1 : ffi3 ---. ffi2 che, rispetto alle basi
(l l l) canoniche !3 = {e ll e 2 , e3} di JR3 e !3' = {e~, e;} di JR 2 ha le seguenti equa-
A = 1 ° l zioni:

Se v = (x, y, z) è il generico vettore di JR3, posto f(v) = (x', y') le {


Yl = Xl + 2x 2 + x 3
equazioni della f rispetto a B e B' sono: Y2 = Xl + 2x 2 + x 3
X' = x +y +z a) Determinare i sottospazi 1m f e Ker f e una loro base.
{
y' =x +z b) Dire se f è iniettiva e se è suriettiva.
c) Dati i vettori u = (2,1), w = (3,3), trovare, se esiste, la controimma-
b) Poiché 1m f è generato dalle immagini dei vettori della base canonica gine f-l(U) di u, e la controimmagine f-l(W) di W.
di JR3 si ha: Soluzione

1m 1 = L((l, l), (1, O), (1, l)) = JR2 a) La matrice associata a f rispetto alle basi !3 e !3' è:

pertanto, una base di 1m f e' {(l " l) (1 , a)} e dim lmf = 2 = r(A). A=(121)
Per definizione: 121

Ker 1 = {v = (x,y,z)/f(v) = (a,o)}


e r(A) = 1.
162 Capitolo 6 - Applicazioni lineari

Poiché:

Imi = L((l, 1), (2,2), (1,1)) = L((l, 1))


@ 88-08- '725'7

r @ 88-08- '725'7

alla (*) sono tutti i vettori del Ker I, si ha:


2 - Immagine e nucleo 163

f-I(W) = (3,0, O) + h( -2,1, O) + k( -1,0,1) =


dim 1m I = 1 e una sua base è {( l,l)}. = (3 - 2h - k, h, k) V h, k E ffi
Per definizione:
Si noti che f-I(W) è la varietà lineare affine di ffi3 per il vettore (3,0, O)
e parallela al sottospazio Ker I (cap. 4, n. 7).

cioè Ker f è il sottospazio vettoriale di IR? i cui vettori sono tutte e sole 2.3 Sia data l'applicazione lineare I : I/{2 -+ m3 che rispetto alle basi
le soluzioni del sistema lineare omogeneo: canoniche B di ffi2 e B' di ffi3 ha le seguenti equazioni:

{ X I +2X 2 +X 3 =0
Xl + 2X 2 + x 3 = °
o anche dell'equazione a esso equivalente: Xl + 2x 2 + x 3 = O. Posto
X 2 -h
- , X3 -
- " • k) =
k V h k E ffi , le soluzioni sono del tipo (-2h - k, h,
Determinare:
= h( -2,1, O) + k( -1,0,1); pertanto dim Ker 1= 2 e una base dI Ker I
a) una base e la dimensione di 1m I e di Ker I;
è {(-2,1,0),(-1,0,1)}. ,
~ b) l'immagine dei vettori VI = (1,3) e v 2 = (1,2);
b) L'applicazione f non è iniettiva in quanto Ker I i- {OR:l} e non e su-
r."
..... c) l'immagine del sottospazio W = {(X I ,X2)/X I - x 2 = O};
• riettiva in quanto Imi i- ffi2 oppure r(A)=1i-dimffi2.
:)
c) Per definizione: I-I(U) = {v = (Xl 'X 2 ,X 3 )/ f(v) = u}, ovvero I-I(U) d) la controimmagine, se esiste, del vettore w = (0,1,3);
<e è l'insieme dei vettori soluzioni del sistema ottenuto dalle equazioni di I e) l~ m~trice A' associata .a I relativamente alla base B = {(l, 3), (1, 2)}
dz ffi e alla base canonzca B' di ffi3.
ponendo Yl = 2, Y2 = 1, cioè del sistema:
Soluzione
{
Xl + 2X 2 + x 3 = 2 a) Scritte le equazioni della f nella forma matriciale:
Xl + 2x 2 + x 3 = 1

Tale sistema è incompatibile in quanto il rango della matrice incompleta


è uguale a 1 mentre il rango della matrice completa, come si calcola
facilmente, è uguale a 2; quindi non esiste l-l(U).
Alla stessa conclusione si può pervenire anche osservando che il vettore
u rt 1m I poiché non di pende linearmente dal vettore (1, 1) base di 1m f. dal significato di matrice associata all'applicazione lineare f si ha che:
Il vettore w E 1m I in quanto w = 3(1,1); pertanto esiste f-l(W). Imi = L((1,1,1),(-1,0,2)) e poiché i vettori (1,1,1), (-1,0,2) sono
L'insieme delle controimmagini di w è dato dall'insieme delle soluzioni L.I., si deduce che dim 1m 1= 2 e una sua base è, per esempio, {(l,l,l),
del sistema di equazioni di f, avendo posto YI = 3, Y2 = 3. Esse sono ( -1, 0, 2) }. Dalla definizione di Ker f, utilizzando le equazioni di f, si
ha:
tutte e sole le soluzioni dell'equazione a esso equivalente:

Ricordando che le soluzioni della precedente si possono ottenere come Dal momento che dim Ker I = dim ffi2 - dim 1m f = 0, si deduce che
Ker 1= {OR2}.
somma di una sua soluzione particolare e di tutte quelle dell'equazione
omogenea associata, scelta come soluzione particolare la tema (3,~, O) b) Sostituendo nelle equazioni di fax l , x 2 le coppie (1,3) e (1,2) si ha:
e osservato che tutte le soluzioni dell'equazione omogenea assocIata
I(v l ) = (1- 3,1,1 + 6) = (-2,1,7) l(v 2 ) =(1-2,1,1 +4)= (-1,1,5)
@ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257
2 Immagine e nucleo
164 Capitolo 6 - Applicazioni lineari 165

Soluzione
c) Il sottospazio W è costituito da tutti i vettori del tipo (h, h), V h E lR,
a) Si ha:
quindi W = L((I, 1)) e si ha:

f(W) = j[L((I, 1))] = L(J[(I, 1)]) = L((O, 1,3))

Poiché Ker f = {OR2}; 1'applicazione è iniettiva, pertanto esiste ed è


pertanto:
unico il vettore f-l(W) ed è dato dalla soluzione del sistema:

b) Poiché:

Si ottiene quindi: f-I(W) = (1,1).


e) La matrice associata a .f rispetto a B e B' è:

A=
(1-1)~
:
allora dim Tm f = r (A) = 2, una base di 1m f è { ( 1 ) ( O) }
_
- M(2, 1).
Per definizione:
O ' 1
_
e Imf-

_.~

Dal momento che la matrice A' è legata alla matrice A dalla relazione: ,,0;.0
!~:k
A' = D-l AC '0"
~~
o anche:
ove C è la matrice di passaggio da B a 13 e D la matrice di passaggio ~- ..,'.....
<:>'<10 1

da B' a B' che quindi coincide con la matrice unità I, si ha: Ker f = {C ~) / + a d = 0, b + c = O}

A' ~ I AC = AC ~ ( ;
1 -1)
~ G~) =
(-2
~ ~
-1) cioè il Ker f è il s~tt?spazi~ delle matrici 2 x 2 le cui coordinate rispetto
a B sono le soluzlOm del SIstema lineare omogeneo:

{ a +d = O
b +c =O
2.4 Dato l'omomorfismo f : M(2, 2) -t M(2, 1) così definito:
Posto
. a = O,b-
- 1 S10
. tt'lene d =O,c=-I,mentrepostoa=l,b=Osi
V(a
c
b)EM(2,2)
d
ottiene d = -1,
c = O; quindi una base di Ker f è {( O (IO)} 1)
e dim Ker f = 2. -1 O ' O -1
c) Si ha:
determinare:
a) la matrice A associata a f rispetto alle basi canoniche B = {Ell , E 12 ,
E 21 ,E22 } diM(2,2) eB'={E~I,E~I} diM(2,1); f(A) = f(E l1 ) + f(E I2 ) + 2f(E21 ) + f(E 22 ) = (~)
b) una base e la dimensione dei sottospazi 1m f e Ker f;
Poiché Imf = M(2 , 1) , cer t amente B E 1m f, qumdl
. . esiste f-l(B) ed è:
c) l'immagine di A = (~ ~) e, se esiste, la controimmagine di B =
= (~) tramite la f. r1(BJ={ C !)/f[(: !)] = G)}
p

166 Capitolo 6 - Applicazioni lineari @ 88-08- 7257


@ 88-08- 7257
2 - Immagine e nucleo 161
ovvero 1-1 (B) è l'insieme delle matrici 2 x 2 le cui coordinate rispetto
b) Fissate in M (2,2) e in JR 2 [x] le rispettive basi canoniche B = {E E
a B sono le soluzioni del sistema: E21 , E22 } e B' = {I, x, x 2 }, risulta: ll, 12'
a+d=2
{
b+ c = 1

Una soluzione particolare del precedente è a = 1, b = O, c = 1, d = 1 di conseguenza:


e, tenendo presente che il Ker 1 è il sottospazio delle matrici le cui
coordinate rispetto a B sono le soluzioni del sistema lineare omogeneo Iml = L(1,x,x 2 ,x) = L(1,x,x 2 ) = m?[x]
associato a esso, si ha:
Una base di 1m f è B' = {l, X, x 2 } e dim 1m 1 = 3.
1-1(B)=(~ ~)+h(_~ ~)+k(~ _~)= Per definizione:

( 1+k h ) 'il h, k E JR
l-h l-k

Si osservi che i-l (B) è la varietà lineare affine di M(2,2) per B e o anche:
parallela al sottospazio Ker i·

2.5 Sia data l'applicazione i : M(2, 2) ----t JR2[X] definita da:


Ker f ={ C ~)/a=O,b+d=O,c=O}
cioè il Ker 1 è il sottospazio delle matrici del tipo (OO -bb) ' d a CUI
..
SI

a) Verificare che 1 è un omomorfismo.


deduce che una sua ba,., è { (~ _ ~) } e dim Ker f = l.

b) Determinare i sottospazi 1m 1 e Ker i, una loro base e la loro dimen- c) ~'omomorfismo f è suriettivo in quanto 1m 1 = JR2[X] ma non è iniettivo
sione. m quanto Ker 1 =1= {O}.
c) Dire se è iniettiva e se è suriettiva. d) Dal momento che 1m 1 = m? [x J, certamente 1 + X2 E 1m 1 . d· . t
d) Verificare che esiste 1-1 (1 + X2) e determinarla.
1-1(1 + X2) ed è: ,qum l eSls e

Soluzione
a) Dal momento che, 'il (ac db) , (alc' d'bI) E M(2, 2) e'il k E JR si ha:
1)
i[ (ac b) + (alc' d'b' )]
d
1 [ (a + a' b+b
=
c + c' d+d'
= a+a'+
l
)]
0:vvero 1- 1 (1 + X2) è l'insieme delle matrici 2 x 2 le cui coordinate
nspetto a B, sono le soluzioni del sistema: '
+(b + b' + d + d')x + (c + C/ )X2 = a + (b + d)x + cx 2 + a' +
+d:~
+(b'+d')X+dx 2 =f[ (: ~)] +f[ (~ :,) l { a b
c =1
2) fH: ~) l i[ G: ~~) l=
= ka+ (kb+ kd)x + kcx' =
Scelta la soluzione particolare a = 1 b = O c-l d-O t
h ·1 K l'· " - , - , enut o conto
c e I . ~r e ~l sottospazio delle matrici 2 x 2 le cui coordinate sono le

~) ]
SOIUZlOlll del SIstema omogeneo a esso associato, si ha:
= k[a + (b + d)x + cx 2 ] = k i [ (:
l'applicazione f è un omomorfismo. 1-1(1+x2)=(10)+h(0
1 O O -1
1)=(1l - hh) 'il h E JR
168

2.6
Capitolo 6 - Applicazioni lineari

Dati i due spazi vettoriali IR?[x] e lR?, fissate le basi canoniche 8 =


= {1,x,x2} di lR?[x] e 8' = {e l ,e 2} di JR2, sia f : JR2[X] --+ JR2 l'applica-
@ 88-08- 7257

r
l
@ 88-08- 7257 2 - Immagine e nucleo

sono le coordinate dei vettori di Ker f rispetto a 8. Esse sono del tipo
h(l, 1, 1), V h E JR, una base di Ker f è pertanto {I + x + x 2 }.
c) Dal momento che 1m f = JR2, l'applicazione è suriettiva e non è iniettiva
169

zione lineare tale che:


in quanto Ker f i= {O}.
d) Per definizione f-I(W) è l'insieme dei polinomi le cui coordinate rispetto
f(1 - x) = el
a 8 sono le soluzioni del sistema (*) con YI = 2, Y2 = 2:
a) Determinare la matrice A associata a f e le equazioni di f rispetto alle
{
ao + 2a l - 3a2 = - 2
basi 8 e 8'.
a o + al - 2a 2 = 2
b) Trovare 1m f e una base di Ker f·
c) Dire se f è iniettiva e se è suriettiva. Scelta la soluzione particolare a o = 6, al = -4, a 2 = 0, tenendo conto
d) Calcolare f-I(W) ove w = 2e l + 2e2 • che le soluzioni del sistema lineare omogeneo a esso associato sono le
coordinate rispetto a 8 dei vettori del Ker f, risulta:
Soluzione
a) Si ha: f-I(W) =6-4x+h(l+x+x2) = (6+h)+(-4+h)x+hx2
+ f(x 2 ) (1, -1) f(l) = (-1,1) Vh E JR
f(l) - f(x) = (1, O) f(x) =

da cui: 2.7 Sia data l'applicazione lineare f : JR3[X] --+ JR2[X] la cui matrice asso-
f(x 2 ) = (1, -1) - f(x) = (3, -2) ciata rispetto alle basi canoniche B di JR3[X] e B' di JR2[X] è:
f(x) = f(l) - (1, O) = (-2,1)
° -1
pertanto:
-1 -2
A= ( 1
1 °
-1 -1
1

a) Determinare una base di 1m f e una base di Ker f.


Se v è un generico vettore di lR?[x], posto v = ao + alx + a 2 x 2 e f(v) =
b) Verificare che p( x) = 1 + x appartiene a 1m f.
= YI e l + Y2 e 2' le equazioni della f sono: c) Trovare una base per il sottospazio f-I(W) ove W = L(p(x)).
{
YI = -aD - 2a l + 3a2 Soluzione
Y2 = a o + al - 2a2 a) Una base di 1m f è data dai vettori di JR2 [x] le cui coordinate rispetto
a B' sono i vettori colonna L.I. di A.
b) Come si calcola facilmente, dim 1m f = r(A) = 2, e quindi 1m f = JR2. Scelto il minore o: = a 12 ,12 = 1 di A, i minori orlati di o: sono nulli (il
Per definizione: calcolo è lasciato al lettore); pertanto r(A) = 2 = dim 1m f e una base
di 1m f è costituita dai vettori che hanno coordinate rispetto a B' date
dalle prime due colonne di A, ovvero essa è {I + X2 ,x - x 2 }.

e quindi, posto YI = Y2 = ° in (*),


Si ha poi che dim Ker f = dimJR3[x] - r(A) = 2. Una base di Ker f è
data allora dai due vettori le cui coordinate Xl' x 2 ,x3 ,x4 rispetto a B
Ker f = {v = a o + al x + a 2x 2/ - a o - 2a1 + 3a2 = 0, ao + al - 2a2 = O} sono due autosoluzioni L.I. del sistema lineare omogeneo la cui matrice
dei coefficienti è A, cioè del sistema:
Si ha che le soluzioni del sistema:

{
ao + 2al - 3a2 : O
a o + al - 2a 2 - °
170 Capitolo 6 - Applicazioni lineari

Posto X 3 = 0, Xl = 1, si ha X 2 = 0, X 4 = -1, mentre posto X 3 = 1, Xl =


@ 88-08- 7257 r @ 88-08- 7257 2 - Immagine e nucleo

d) Dato il sottospazio U di V generato dai vettori v~ = VI -v2 , v~ = VI +v 2 ,


171

°
= si ha x 2 = 0, X 4 = 1; pertanto una base di Ker f è {1- x 3 ,x2 +x 3 }.
b) Per verificare che p(x) = l + X appartiene a 1m f, basta verificare che
trovare equazioni parametriche del sottospazio f(U) nella base B'.
e) Determinare la matrice A' associata a f rispetto alle basi B = {v2 ,
esso dipende linearmente dai vettori della base scelta per 1m f. V 2 - V 3 , V l - V 3} di V e B' di W.
Il determinante delle coordinate dei vettori 1 + x, l + x 2 , X - X2 rispetto
Soluzione
a B' è:
a) Si ha:
1 1
1
° °1
1 -l
°
e poiché, come si calcola facilmente, esso è uguale a zero, si deduce che
da cui:
p(x) E Imf.
c) Le equazioni della f sono:
pertanto la matrice richiesta è:

~i
ave, al solito, Xl' X 2 'X 3 ,x4 indicano le coordinate rispetto a 13 di un
generico vettore v di ffi3[X] e YI 'Y2 'Y3 le coordinate di f(v) rispetto a -.....
•. 0ilO
.)
~
"
"~
13'. Dal momento che il generico vettore di W è del tipo t(l +x), V t E ffi,
le coordinate rispetto a 13 dei vettori di f-l (W) sono le soluzioni del
b) Si ha, come si calcola facilmente, r( A) = 3 = dim 1m f, e di conseguenza }...
'1(;,.,
Imf = W; una base di Imf è {Wl' W 3 , -Wl +w 2 }, dim Ker f = dim V + 'ii
't, sistema: -r(A) = 0, e Ker f = {Ov}. 0"10
c) L'applicazione f è un isomorfismo poiché A è una matrice invertibile in '''''''"",
quanto det A = -2 -=f. O.
d) Essendo v~ e v; L. I. , si ha:

o del sistema equivalente: f(U) = L(f(v~), f(v;))

{
Xl - X3 +X4 = t ovvero, poiché f(vD = f(v l ) - f(v 2 ) = 2w 1 - w 3 e f(v~) = f(v 1 ) +
X2 =t + f(v 2 ) = 2w 1 + W 3 ,
si ha:
Posto Xl = h, x 3 = k, V h, k E ffi, le soluzioni del sistema sono
(h, t, k, t - h + k) = h(l, 0, 0, -1) + k(O, 0,1,1) + t(O, 1,0,1).
Si trova quindi che una base di f-I(W) è {I - x 3 , x 2 + x 3 ,X + x 3 }.
Equazioni parametriche di f(U) si ottengono, V u = Y1W 1 + Y2W2 +
+ Y3W3 E f(U), dalla relazione:
2.8 Dati due spazi vettoriali V e W, fissate le basi 13 = {v l , V 2 , V 3} in V
e 13' = {w l , W 2 , W 3} in W, sia f : V --t W l'applicazione lineare tale che: V h, k E ffi

e sono:

a) Determinare la matrice A associata a f rispetto alle basi 13 e 13'. Yl = 2h + 2k


b) Trovare una base di 1m f e di Ker f. {
Y2 =O
c) Verificare che f è un isomorfismo. Y3 = - h + k
172 Capitolo 6 - Applicazioni lineari @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 3 - Endomorfismi. Autovalori e autovettori. Diagonalizzazione 173

e) Indicati con Vl' V2' V3 i vettori della base 8', si ha: sistemi:

f(v l ) = f(v 2) = W3 f(v 2) = f(v 2) - f(v 3 ) = Wl - W2 +W3 Xl


Xl +X2
=
=
°1
{
f(v 3) = f(v l ) - f(v 3 ) = 3w l - W 2 X 2 +X 3 +X 4 =0
pertanto:
Xl +X4 =1

A'= n 1
-1
1
-!)
Si ottiene:

Equazioni cartesiane di f-I(W) si ottengono dalla condizione che v =


= (X I ,X 2 ,X 3 ,X 4 ), VI = (l,-l,l,O), v 2 = (0,1,-2,1) siano L.D., ov-
vero che la matrice:
2.9 Sia data l'applicazione lineare f : JR4 --t M(2, 2) la cui matrice asso-
ciata rispetto alle basi canoniche 8 di JR4 e 8' di M(2, 2) è:

abbia rango 2. Uguagliando a zero i minori orlati di a = a23l2 = 1 si


ricavano le equazioni: '

Xl + 2X 2 + x 3 : °
a) Verificare che f è un isomorfismo.
b) Determinare equazioni cartesiane del sottospazio f-l(W) ove W
{
Xl + x 2 - x4 - °
= L(A I ,A2 ) con Al = (~ ~), A 2 = (~ ~). che sono equazioni cartesiane di f-l(W). Pertanto:

Soluzione
a) L'omomorfismo f è biiettivo in quanto, come si calcola facilmente,
det A = 1 i- 0, quindi è un isomorfismo.
b) Le matrici Al e A 2 sono L.I. (la verifica è immediata), ma anche f-l (Al) 3. Endomorfismi. Autovalori e autovettori. Diagonalizzazione
-'--,~ "
e f-l(A 2 ) sono L.I. in quanto f è un isomorfismo; pertanto:
Ricordiamo che dicesi endomorfismo di uno spazio vettoriale V (o operatore
lineare su V) ogni applicazione lineare f : V --t V.
Se A è la matrice associata a f : V --t V relativamente a una base 8
Se v è un generico vettore di JR4, posto v = (Xl ,X 2 ,X3 ,X4 ) e f(v) = scelta in V e A' la matrice associata alla stessa f relativamente a un'altra
= Yl Eu + Y2 E 12 + Y3 E 21 + Y4 E 22' le equazioni della f sono: base 8' di V, si ha:

A' = C-l AC

ove C è la matrice di passaggio dalla base 8 alla base 8'. Le matrici A e A'
si dicono simili.
Dato un endomorfismo f : V --t V, un vettore v i- O di V tale che f(v) = ÀV,
Per determinare f-l (Al) e f-l(A 2) basta risolvere rispettivamente i À E JR, si dice autovettore di f relativo all' autovalore À.
174 Capitolo 6 - Applicazioni lineari @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 3 - Endomorfismi. Autovalori e autovettori. Diagonalizzazione 175

Gli autovalori di 1 sono tutte e solo le radici reali del polinomio det(A- À1), Un altro modo di pervenire al calcolo di A' si ha sfruttando il legame
detto polinomio caratteristico, ove A è la matrice associata a 1 rispetto a di similitudine che esiste tra le matrici A e A', precisamente:
una base B di V. È noto che matrici simili hanno lo stesso polinomio
caratteristico. A' = C-l AC
Dicesi molteplicità algebrica di un autovalore À, e si indica con ma(À),
ove C è la matrice di passaggio dalla base B alla base B'.
la molteplicità di À come radice del polinomio caratteristico.
Il sottospazio vettoriale di V dei vettori v tali che I(v) = Àv dicesi P'h'C
e
OlC = (12 -1).
-1 ' ha: SI
autospazio relativo all'autovaloreÀ e si indica con E(À).
A' (-1 1)(1 -1)(1 -1)=(34-1
-1)
Dicesi molteplicità geometrica di un autovalore À, e si indica con mg(À), la
=
dimensione dell'autospazio E(À). -2 1 O 1 2 -1
Per un endomorfismo 1 le seguenti condizioni sono equivalenti:
a) 1 è diagonalizzabile; Le matrici A e A' sono simili.
b) esiste una base lormata da autovettori; . b) L'immagine del vettore u = (-1,3) è:
c) il polinomio caratteristico di 1 ammette solo radici reali e per ogni au-
tovalore À di 1 si ha ma(À) = mg(À). I(u) = -/(e l ) +3/(e2 ) = (-4,3)
Posto v = (x,y), I(v) = (X',y') per ogni v E IR?, le equazioni di 1
3.1 Sia 1 : IR? -+ IR? l'endomorfismo di IR? tale che: rispetto a B sono:
,.
~.
I[(x, y)] = (x - y, y) 'il (x,y) E IR? { Xl=x- y
J y' =Y
Determinare:
a) la matrice A associata a 1 rispetto alla base canonica B = {e l , e2 } e la Dalle (*), per x' = -1 e y' = 3, si ricava l'immagine inversa di u e si
matrice A' associata a 1 rispetto alla base B' = {(l, 2), (-1, -l)} di IR?; ha: 1-1(U) = (2,3).
b) l'immagine e la controimmagine del vettore v = (-1,3); c) Gli autovettori di 1 sono i vettori (x, y) i= (O, O) tali che I[(x, y)] =
c) gli autovettori di 1 e stabilire se 1 è diagonalizzabile. = À(x, y). .A tale scopo, posto nel sistema (*) x' = ÀX, y' = Ày, si
ottiene il sistema:
Soluzione
Àx = x - y
a) Si ha: {
Ày = y

riduci bile al sistema:


quindi la matrice associata a 1 rispetto a B risulta: { (l - À)x - y = O
(1 - À)y = O

Affinché tale sistema ammetta autosoluzioni deve essere:

Si procede analogamente per determinare A'. Poiché:

1[(1,2)] = (-1,2) 1[(-1,-1)] = (0,-1) da cui:


e le coordinate di (-1,2) rispetto a B' sono (3,4) e quelle di (0,-1)
sono (-1, -1), per la matrice associata A' si ha:
La precedente, detta equazione caratteristica di I, ammette come radici
A' = (34 -1)
-1 reali gli autovalori di I. Essi sono À 1 = À 2 = 1.
176 Capitolo 6 - Applicazioni lineari @ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257 3 - Endomorfismi. A utovalori e autovettori. Diagonalizzazione 177

Sostituendo l'autovalore 1 al posto di À nel sistema (**), si ottiene la b) Posto v = (x,y), I(v) = (x',y'), 'Iv E IR?, le equazioni dell'endomorfi-
sola equazione: y = O. Gli autovettori di l corrispondenti all'autovalore smo I relativamente alla base B sono:
1 sono quindi: k(l, O), V k E lR - {O}.
Non esistono, pertanto, due autovettori L.I. cioè non esiste una base di X' = 2x - 6y
{
autovettori di lR 2 , ovvero l non è diagonalizzabile. y' = y

Gli autovettori di I sono tutti e soli i vettori v f- O tali che: x' = ÀX, y' =
3.2 Verificare che esiste ed è unico l'endomorfismo l : lR2 -----. ili2 tale che:
= Ày, ovvero tutte e sole le autosoluzioni del sistema lineare omogeneo:
1[(1, O)] = (2, O) 1[(3,1)] = (0,1)
{ (2 - À)x - 6y = O
(l-À)y=O
a) Determinare la matrice A associata a l rispetto alla base canonica
B = {e l , e2 } e la matrice A' associata a l rispetto alla base B' = Gli autovalori di I sono le soluzioni dell'equazione caratteristica:
= {( 1, O), (3, l)} di lR2 •
b) Trovare gli autovettori di I. -6 I -o
1-À
Soluzione
L'esistenza e l'unicità dell'endomorfismo I discendono dal fatto che i vettori Essi sono, come si calcola facilmente, À 1 = 2, À 2 = l.
{ (1, O), (3, I)}, come si verifica facilmente, sono una base di lR 2 • Gli autovettori corrispondenti all'autovalore À 1 = 2 si ottengono dal
a) Dalle condizioni poste per l si ha: sistema (*) per À = 2 e sono k(l,O), V k E lR- {O}.
Gli autovettori corrispondenti all'autovalore À 2 = 1 si ottengono dal
sistema (*) per À = 1 e sono h(6, 1), V h E lR - {O}.

pertanto:
3.3 Sia dato l'endomorfismo I : lR3 -----.lR:3 tale che:

l (x, y, z) = (x - y + z, 2y, - z) V(x,y,z) E lR 3

Per determinare la matrice A' associata a I rispetto alla base B' a) Determinare i sottospazi ImI e Ker I.
= {(1, O), (3, I)}, basta determinare le coordinate dei vettori u l b) Trovare gli autovalori e gli autovettori di I.
= 1[(1,0)] = (2,0), u 2 = 1[(3,1)] = (0,1) rispetto aB'. c) Stabilire se I è diagonalizzabile.
Intanto si ha: Soluzione
a) La matrice associata a I rispetto alla base canonica B = {e l ,e 2 ,e 3 } di
(2, O) = 2(1, O) + 0(3, 1) lR 3 è:
ovvero il vettore u l ha coordinate (2, O) rispetto aB'.
Per determinare le coordinate di u 2 rispetto a B' basta risolvere il si-
stema in h, k che discende dalla relazione: (0,1) = h(l, O) + k(3, 1),
V h, k E lR.
Si ricava h = -3, k = 1, quindi il vettore U 2 ha coordinate (-3,1) Poiché det A = -2, risulta r(A) = 3 = dim 1m I e dim Ker f =
rispetto a B'. = dimlR 3 - r(A) = O, e pertanto Imf = lR 3 e Ker I = {O}. L'en-
Ne consegue che: domorfismo è un automorfismo.
b) Gli autovalori di I sono le soluzioni reali dell'equazione caratteristica:

det(A - À1) = °
@ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 3 - Endomorfismi. Autovalori e autovettori. Diagonalizzazione 179
178 Capitolo 6 - Applicazioni lineari

Esiste pertanto una base di autovettori di f rispetto alla quale la matrice


ovvero:
1 rappresentativa di f è una matrice A' diagonale.
1-.\ -1
Scelta la base di autovettori B' = {(l, O, O), (1, -1, O), (1, O, -2)}, indi-
O 2 -.\ O =0
cata con C la matrice del cambiamento di base dalla base canonica B
O O -1- .\
di 1R3 alla base di autovettori B', si ha:
da cui:
(1 - .\)(2 - .\)(-1 - .\) = O A' = C-l AC = (~ ~ ~)
O 0-1
Essi sono: .\1 = 1, .\2 = 2, .\3 = -l.
Se v = (x,y,z) e f(v) = (X' ,y' ,Z'), l'equazione matrici aIe dell'endo-
mor:qsmo f è: 3.4 Sia B = {e l , e 2 ,e3 } la base canonica di 1R3 e sia f 1R3 --t 1R3
l'endomorfismo tale che:
Y = AX ove X = (x y z) T y = (X' y' zlf

Gli autovettori di f corrispondenti all'autovalore .\ sono le autosoluzioni


del sistema lineare omogeneo: a) Determinare una base di 1m f e una base di Ker f.
b) Scrivere la matrice A' associata a f rispetto alla base B' = {e l - e2 ,

(A - .\I)X = O e l + e3 , e3 }·
c) Trovare gli autovalori e gli autovettori di f.
In particolare, gli autovettori corrispondenti all'autovalore .\1 = 1 sono d) Stabilire se f è diagonalizzabile.
le autosoluzioni del sistema ottenuto dalla (*) per .\ = 1:
Soluzione
-y + z = O a) La matrice associata a f rispetto a B è:
{ Y =0

A~ U: D
- 2z = O

Come si calcola facilmente, essi sono k(l, O, O), Vk E 1R - {O}.


Gli autovettori corrispondenti a.\2 = 2 sono le autosoluzioni del sistema
ottenuto dalla (*) per .\ = 2: È immediato riconoscere che dim 1m f = r(A) = 1 e una base di 1m f è
{(l,l, l)}.
-X -yo + z=O Si ha poi che dim Ker f = 3 - r(A) = 2; di conseguenza una base di
{ =0 Ker f è data da due vettori le cui coordinate Xl' X 2 , x 3 rispetto a B sono
-3z = O due autosoluzioni L.I. del sistema lineare omogeneo:
Essi sono h(l, -1, O), V h E 1R - {O}. Xl + X2 + X3 = O
Gli autovettori corrispondenti all'autovalore .\3 = -1 sono le autosolu- {
Xl + X2 + X3 = O
zioni del sistema ottenuto dalla (*) per .\ = -1:
Xl + X2 + X3 = O
2X - y+z =O o dell'equazione equivalente:
{ 3y =O
0=0
Essi sono t(l, O, -2), V t E 1R - {O}. Posto Xl = 1, x 2 = O si ha x 3 = -1, mentre posto Xl = O, X 2 = 1 si ha
c) L'endomorfismo f è diagonalizzabile poiché ammette tre autovalori reali
x 3 = -1; pertanto le due autosoluzioni L.I. (1,0,-1), (0,1,-1) sono,
per esempio, una base di Ker f.
e distinti.
Capitolo 6 - Applicazioni lineari @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 S - Endomorfismi. Autovalori e autovettori. Diagonalizzazione 181
180

Gli autovettori corrispondenti all'autovalore À3 = 3 hanno coordinate


rispetto a B che sono le autosoluzioni del seguente sistema ottenuto dal
sistema (*) per À = 3:

e quindi: -2X1 + x2 + x3 = °
f(e~) = f(e 1 ) - f(e 2 ) = O
{
Xl - 2x 2 + X3 = °
f(e;) = f(e 1 ) + f(e 3 ) = 2(e; - e; - e~ + e; - e; + e;) = Xl + x2 - 2x 3 = °
= -2e~ + 4e; - 2e;
equivalente ai seguenti:
f(e;) = f(e 3 ) = -e~ + 2e; - e;
-2X1 + X2 + X3 = °~ {-2X 1 + X2 + x3 = °
pertanto: {
- 3x 2 + 3x 3 = ° x2 - x3 = °
A' = (~ -~ -~) Posto X2 = 1 si ha x 3 = 1, Xl = 1; quindi gli autovettori sono t(l l 1)
° -2 -1 \j t E IR - {O}.
d) Gli autospazi relativi agli autovalori trovati sono:
" ,

Si osservi che la matrice A' si poteva ottenere anche dalla relazione di


simili t udine: E(O) = Ker f = L[(l, 0, -l), (0,2, -l)] E(3) = L[(l, 1, 1)]
A' = C-l AC Risulta allora dim E(O) = 2, dim E(3) = l.
Dal momento che le radici del polinomio caratteristico di f sono reali,
ove C è la matrice di passaggio dalla base B alla base B'.
che ma(O) = 2 = dim E(O) = mg(O) e che ma(3) = 1 = dim E(3) =
c) L'equazione caratteristica dell'endomorfismo f relativa ad A è :
= mg(3), l'endomorfismo f è diagonalizzabile.
1- À 1 1 Si può pervenire al risultato che f è diagonalizzabile anche osser-
vando che esiste una base di ffi3 formata da autovettori di f.
1
1
1-
1
À
1
1-À
= ° Infatti gli autovettori (l,O, -l) e (0,1, -l) sono una base di E(O) =
= Ker f e sono quindi L.I., l'autovettore (1,1, l) non dipende linear-

da cui: À2 (3 - À) = °.
Gli autovalori di f sono le radici dell'equazione caratteristica e sono
mente da essi perché, in generale, autovettori relativi ad autovalori di-
stinti sono L.I.
L'insieme {(l, O, -1), (O, l, -1), (1, l, l)} è pertanto una base di IR3 co-
À 1 = À 2 = 0, À3 = 3.
Si osservi che gli autovalori di f si potevano ottenere anche dall'equa- stituita da autovettori di f.
°
zione caratteristica det(A ' - M) = dal momento che le matrici simili
A e A' hanno lo stesso polinomio caratteristico. 3.5 Nello spazio vettoriale ffi2[X]' fissata la base canonica B = {l X x 2 }
Se Xl' X 2 , x 3 indicano le coordinate rispetto a B degli autovettori di f sia dato l'endomorfismo f : ffi2 [x] ----t IR2[X] tale che: " ,
corrispondenti all'autovalore À, esse sono le autosoluzioni del sistema:
f(l) = X2 f (x) = -l + x + X2
a) Determinare una base di 1m f e una base di Ker f.
b) Trovare, se esiste, la controimmagine del sottospazio vettoriale W
In particolare, gli autovettori corrispondenti all'autovalore À 1 = À 2 ::::: = L(p'(X)) ove p'(X) = l-x.
= ° sono tutti vettori di Ker f - {O} e sono h(l,O, -1) + k(O, 1, -1), c) Calcolare gli autovalori e gli autovettori di f.
d) Stabilire se f è diagonalizzabile.
\j h, k E ffi- {O}.
182

Soluzione
Capitolo 6 - Applicazioni lineari

a) La matrice associata a f rispetto a 8 è:


@ 88-08- 7257
r
I
@ 88-08- 7257 3 - Endomorfismi. A utovalori e autovettori. Diagonalizzazione

c) L'equazione caratteristica di I è:
183

-). -1 O
O -1 O 1 -). O =O
A= ( O 1 1 1 1-).
1 1
Sviluppando il determinante si ottiene: ).(1 - ).)2 = O.
Si riconosce facilmente che dim 1m f = r(A) = 2, che 1m f = L(x 2, -1 +
Gli autovalori di I sono le soluzioni dell'equazione caratteristica e sono
+ X+X2 ,x 2) = L(x 2 , -1 +x+X2) e che una sua base è {x 2 , -1+x+~2}. ).1 = O, ).2 = ).3 = 1.
Indicate con (a o , al' a2) le coordinate del generico vettore p(x) di IR [x]
rispetto a 8 e con (a~, a~ ,a;) le coordinate, sempre rispetto a 8, di
Le coordinate rispetto a 8 degli autovettori di I sono le autosoluzioni
del sistema:
f(p(x)), le equazioni di f sono:

{:t: -::
a~ = ao + al + a2
Per À = O, gli autovettori relativi sono i vettori di Ker I - {O} e sono
Dalla definizione e dalle equazioni di f per a~ = a~ = a; = O si ha: h(1 - x 2 ), 'ti h E lR - {O}. Per À = 1, gli autovettori relativi sono i
vettori le cui coordinate rispetto a 8 sono le autosoluzioni del sistema:
Ker f = {p( x) = ao + al x + a2x 2 / al = O, ao + al + a2 = O}
ovvero Ker f è il sottospazio di lR 2 [x] i cui vettori hanno coordinate
rispetto a 8 che sono ao = -a 2 , al = O, cioè del tipo h(l, O, -1),
'ti h E IR. Una base di Ker f è allora {I - x 2 }.
b) Il vettore p' (x) E 1m f poiché dipende linearmente dai vettori della base equivalente alla equazione: ao + al = O.
scelta per 1m f.
Posto a 2 = t, ao = k, 'ti t, k E lR - {O}, si ha al = -k, quindi le
Infatti p'(x) = Pl(X) - P2(X), ove PI(X) = x 2, P2(X) = -1 + x + X2;
autosoluzioni sono (k, -k, t) = k(l, -1, O) + t(O, 0,1).
pertanto esiste f-l(W).
Dal momento che il generico vettore di W è del tipo t(1 - x), 'ti t E lR, Gli autovettori di I relativi all'autovalore 1 sono: k(1 - x) + t x 2 ,
'ti k,t E 1R- {O}.
le coordinate rispetto a 8 dei vettori di l-l (W) sono le soluzioni del
sistema: d) Per stabilire se f è diagonalizzabile, basta verificare che esiste una base
di 1R2[X] formata da autovettori.
t
Dal momento che tutti gli autovettori di f sono h(l-x 2 ), k(l-x) +t x2,
= -t
'ti h, k, t E lR - {O}, e poiché gli autovettori {I - X2 , 1 - x, x 2}, come
O
si verifica facilmente, sono L.I., essi costituiscono una base 8' di 1R2[X].
equivalente al sistema: Ne segue che l'endomorfismo I è diagonalizzabile.
Indicata con C la matrice del cambiamento di base dalla base canonica
{ao al + a 2
: -~ 8 di 1R2[X] alla base di autovettori 8' si ha:

c~u
1
Posto a o = k, 'ti k E 1R, le soluzioni del sistema sono (k, -t, t - k) =
= k(l, O, -1) + t(O, -1,1), quindi i vettori di l-l (W) sono k(1 - x2) + -1
+ t( -x + x 2 ), 'ti t, k E 1R, cioè: O

l-l (W) = L(1 - x 2 , -x + x2) e la matrice diagonale A' rappresentativa di I rispetto alla base 8' è
184 Capitolo 6 - Applicazioni lineari © 88-08- 7257 © 88-08- 7257 3 - Endomorfismi. Autovalori e autovettori. Diagonalizzazione 185

data da: Per definizione:

cioè Ker i è il sottospazio delle matrici 2 x 2 i cui elementi sono le


soluzioni del sistema lineare omogeneo:

a+ b-c+d=O
3.6 Sia i : M(2, 2) ~ M(2, 2) l'endomorfismo tale che: { 2b - d= O
d=O

Tutte le matrici appartenenti al Ker i sono allora del tipo (aa 00),

(~ ~)} e dim Ker i


a) Determinare i sottospazi 1m f e Ker f e una loro base.
b) Stabilire se f è biiettivo (automorfismo). quindi una base del Ker i è { = 1.
c) Calcolare gli autovalori di f e trovare, se esiste, una base di M (2,2) b) Dal momento che det A = O , i non è un automorfismo.
formata da autovettori. c) L'equazione caratteristica di i è:

Soluzione l-À 1 -1 1
a) Fissata in M(2, 2) la base canonica B = {Ell ,El2 ,E21 , E 22 }, la matrice O 2-À O -1
A associata a f rispetto a B si ottiene considerando: =0
O O -À ]

O O O l-À
i(Ell ) = (~ ~) f(E l2 ) = (~ ~) o anche, sviluppando il determinante: À(1 - À)2(2 - À) = O.
Gli autovalori di i sono allora:

i(E21 ) = (-1O ~) f(E22 ) = (~ -~)


da cui: Determiniamo ora gli autospazi E(O), E(I), E(2).

1 -1 Dal momento che E(O) = Ker i, si ha che dim E(O) = 1 e una sua base
è{(~ ~)}.
A= (t 2
O
O
O
O
O
~l) Per determinare E(l) ed E(2), consideriamo il sistema lineare omoge-
neo:

Poiché det A = O e il minore et = a 123 ,124 = 2 è diverso da zero, si (A - ÀI)X = O ove X = (a b c df


deduce che r( A) = 3 = dim 1m i. Una base di 1m f è costituita dalle
matrici le cui coordinate rispetto a B sono la la, 2a, 4a colonna di A, Posto À = 1, le coordinate (a, b, c, d) rispetto a B dei vettori di E(I)
ovvero una base di 1m f è { (~ ~), (~ ~), (~ - ~) } e 1m f = sono le soluzioni del sistema lineare omogeneo:

(1 O) (1 2) (1 -1)1 =
= L(f(En ), f(E 12 ), f(E 22 )) =À1 O O +À2 O O +À3 1
{
b-C+d=O
b -d=O
_ (À1 + À2 + À3 2À 2 - À3 ) -c+d=O
- À3 À3' 0=0
186 Capitolo 6 - Applicazioni lineari @ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257
3 - Endomorfismi. Autovalori e autovettori. Diagonalizzazione 187

o del sistema equivalente: a) Verificare che i vettori Po(x) = 1" p l (x) = x + 2X 3 ' 2
P (x) = x, P3 (X)_
-
b=O = 1 + x2 sono una base B' di 1R3[x].
{ C=O b) Determinare le matrici A e A' associate a i rispetto alla base canonica
d=O B e alla base B' di IR3 [x] rispettivamente.
c) Stabilire se i è diagonalizzabile.

= {( ~ ~) / b = c = d = O}; una sua base è {( ~ ~)} Soluzione


Pertanto E (1)
a) I~ determinante delle coordinate dei vettori Po (x), Pl (x), P2 (x), P3 (x)
e dimE(I) = 1. nspetto alla base B risulta: .
Il sottospazio E(2) è l'insieme dei vettori le cui coordinate rispetto a
B sono le soluzioni del sistema ottenuto dalla (*) per À = 2, cioè del 100 O
sistema: O 1 O 2
-a + b - c +d=O O 100
{ -d=O 101 O
- 2c + d = O
-d=O Poiché esso, come si calcola facilmente, è diverso da zero. si deduce che
i vettori dati costituiscono una base di 1R3 [x]. '
o del sistema equivalente: b) Scritte le condizioni assegnate per i nella forma:

a=b i(x) =x i(I) = x + 2X 3


{ c=O
si ricava:
d=O
i(x 3 ) _! i(x) = -!:r
= { (~ ~) / a = b, c = d = O}; una sua base è {( ~ ~)}
=
Pertanto E(2) 2 2
e dim E(2) = 1. Dal significato di matrice associata a i rispetto a B si ottiene:

I tre autovettori di i: { (~ ~), (~ ~), (~ ~)}, sono L.I. perché O 1


relativi ad autovalori distinti, e poiché tutti gli altri autovettori di i 1 -1
dipendono linearmente da essi, si deduce che non esiste una base di O 1
autovettori di M(2, 2) in quanto dimM(2, 2) = 4. O -2
Allo stesso risultato si perviene anche osservando che ma(I) = 2 men-
tre mg(I) = dim E(l) = 1; di conseguenza l'endomorfismo i non è Per determinare la matrice A' associata a i rispetto a B'
diagonalizzabile, e quindi non esiste una base di M(2,2) formata da Pl (x) ,P2 (x) ,P3 (x)} basta osservare che:
autovettori di i.

3.7 Sia i : IR?[x] - 7 IR3 [x] l'endomorfismo dello spazio vettoriale IR3 [x] pertanto:
tale che:
1) Pl(X) = X + 2 X3 E Ker i,
2) P2(X) = X, P3{X) = 1 + X2 sono autovettori corrispondenti all'autova-
lore À = 1,
3) i(1)=x+2x 3 •
!1

188 Capitolo 6 - Applicazioni lineari © 88-08- 7257 © 88-08- 7257 3 - Endomorfismi. Autovalori e autovettori. Diagonalizzazione 189

c) Dal momento che le matrici A e A' sono simili e che matrici simili b) Considerata la base canonica B = {E 11' E 12' E 21' E} d'l M (. .' ha:
22 2,2) SI
hanno lo stesso polinomio caratteristico, possiamo scrivere l'equazione
caratteristica di f relativamente ad A'. Essa è:
f(E l l ) = (~ -1)(10)(
O °
01)=(00)
O O O -1 O O 1

O ° =0

(~ -1) (OO O1) (-1OO1) (O O)
O Ol-À °O
1 -À f(E 12 ) =
O -1 [) =

O O O 1- À I f(E 21 ) = (~ -1)(00)(
° 1 O -1OO1) (OO -1)O =
ovvero: À 2 (1 - À)2 = O. Le sue radici sono gli autovalori di f e sono
À1 =À2 =O, À3 =À4 =1. f(E22 ) = (~ -1)(00)(
O O 1
01) (10)
-1 O = O O
Poiché ma (1) = 2, dal momento che mg(l) ~ma(l) e che P2(X), P3(X)
sono autovettori L.I. di E(I), si deduce che dim E(I) mg(l) 2 = == quindi:
= ma(I).
Per vedere se f è diagonalizzabile, basterà stabilire se la mg(O) O O
O -1
= dim Ker f uguagli la ma(O) = 2.
-1 O
Siccome r(A') = 3 (la verifica è immediata), risulta dim 1m f = 3,
pertanto dim Ker f = dimlR3 [x] - T(A) = 1. Quindi l'endomorfismo f
O O
non è diagonalizzabile poiché mg(O) = 1 #- ma(O) = 2. c) L'equazione caratteristica di f è:
-À O O 1
3.8 Nello spazio vettoTiale M(2, 2) sia data la matrice Tegolare: O -À O -1 =0
O -1
-À O
1 O O -À

da cui: (À 2 - 1)2 = O.
a) VeTificare che l'applicazione f : M(2, 2) -+ M(2, 2) definita da: Gli autovalori di f Sono: À l = À 2 = 1 ,"'3 \ = À4 = -1, con nìa(l) = 2.
ma ( -1) = 2. .
f(X) = BXB- 1 vX E M(2,2) Determiniamo l'autospazio E(I).
Le
"
coordinate
.
(a '.b ' c. , .d) (Cl
l,' ve tt OrI. d'l E() .
1 rIspetto a B sono le solu-
è lineaTe. ZIOIll del SIstema lmeare omogeneo:

b) DeterminaTe la matrice A associata a f Tispetto alla base canonica B


di M(2, 2). (A - I)X = O con X = (a b c d?
c) Stabilire se f è diagonalizzabile.
o anche dei sistemi a esso equivalenti:
Soluzione
a) Dalla definizione di f e dalle proprietà delle operazioni tra matrici segue:
-O +d = °
{ -b-c
- b- c
=0
=O
~ {a=
b =-c
d.
1) f(X+X') =B(X+X')B- 1= (BX+BX')B- 1=BXB-1+BX' B- l ==
a -d=O
= f(X) + f(X'), V X ,X' E M(2, 2)
2) f(aX)=B(aX)B-1= a(BXB- 1 )= af(X) VaElR V XEM(2,2)
pertanto l'applicazione f è lineare ed è un endomorfismo di M(2. 2).
Pertanto E(l) ~ {( ~ ~) / a~ d, b ~ -c}. I vettori di E(l) sono del
190 Capitolo 6 Applicazioni lineari @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257
3 - Endomorfismi. A l1tovalori e autovettori. Diagonalizzazione 191

tiPO(~ ~~),unasuaba.seè{(:) n,(~ ~medilllE(1)~2 b) Determinare i sottospazi 1m f e Ker f.


c) Stabilire se f è diagonalizzabile.
Determiniamo l'autospazio E(-l). . [3 le so- Soluzione
Le coordinate (a, b , c , d) dei vettori di E ( -1) nspetto a sono
luzioni del sistema: a) L'applicazione f è un endomorfismo poiché, utilizzando le proprietà
dell'operazione di derivazione, risulta:
(A+I)X=O con x= (a b c df
1) f (p (x) + p (x» = d(Pl (x) + P2 (x» = d PI (x) + d Pz (x) =
l 2 dx dx dx
o anche dei sistemi equivalenti:
= f(Pl(X» + f(pz(x» V Pl(X) ,P2(X) E JR2[X]
+d=O 2) f( aPI (x » -- d(aPl(x» -_ a dPI(X)_ _
{ a b-c =0 ~ {a=-d dx dx
-b+c =0 b= c = al(pI(x», V a E JR, V Pl(X) E JR2[X]
a +d=O 2
b) Fissata in JR [x J la base canonica B = {l , x , x 2}, dal momento che le
derivate prime dei vettori della base B sono:
Pertanto E( -1) = {C ~) la ~ ~d,b = o} l vettori di E(~l)
d(l) = O d(x) =1 d(X2) = 2x
-d
sono del tipo ( b ~}llllabased;E(~\)è{(~~ ~),(~ ~)}c dx dx dx
la matrice associata a I rispetto a B risulta:
dimE(-l) = 2. . , _ _ () = dimE(l) e ma(-l) = 2=
In conclusione, pOlche ma(l) - 2 - mg 1 .,

~ = rng ( - 1) - 1m
- d' E(-l) , l'endomorfismo
Scelta la base di autovettori:
f è diagonahzzabile.
A= ( OO O1 2O)
I O O O
!
B' = {
1 O)1 ' (O1 - 1)O' (-1O O)1 ' (O1 Ol)}
(O Allora Imi = L(l, 2x), una sua base è {l,x} e dim ImI = 2.
Posto p(x) = ao +al +a2x 2 , V p(x) E JR2[X]' il Ker I è l'insieme dei vet-
la matrice associata a f rispetto a [3' risulta: tori le cui coordinate rispetto a B sono le soluzioni del sistema omogeneo
AX = 0, ove X = (a o al a2 y, ovvero del sistema:
O O

J)
1 O
O -1
O O
Quindi Ker 1= {aD + a1x + a2 x 2 ja 1 = a2 = O}, una sua base è {l} e
ove, al solito, C rappresenta la matnce . d el camb'I~m ento
, di base dalla dim Ker f = 1.
base canOnIca
. v12 dI· M (2 , 2) alla base di autovetton B . e) L'equazione caratteristica di I è:

-À 1 O
3.9 Nello spazio vettoriale JR2[X] sia data l'applicazione f : JR2[X] -7 JR2[X]
definita da:
O -À 2 = _À 3 =O
O O -À
dp(x)
f(p(x) =~ Gli autovalori di I sono: ÀI = À 2 = À3 = O e di conseguenza ma(O) = 3.
Poiché E(O) = Ker I e dim Ker I = dimE(O) = 1 = mg(O), risulta
a) Verificare che l'applicazione f è un endomorfismo di JR2[X]. ma(O) =f. mg(O); pertanto l'endomorfismo I non è diagonalizzabile.
@ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 3 - Endomorfismi. Autovalori e autovettori. Dòagonal' ,
192 Capitolo 6 - Applicazioni lineari • zzzazzone 193

3.10 Sia dato l'operatore lineare f su 1R3 la cui matrice associata rispetto La matrice A risulta:
alla base canonica di IR,3 è:
A= (~ -~ -~)
6 3-5

b) Gli aut~vett~ri {u l , U 2 , u 3 } sono una base B' di 1R3 poiché co f·l


mente SI venfica, sono L.I. ' me aCl-
Stabilire se f è diagonalizzabile.
L'en~omorfisr~o f di 1R3 è quindi diagonalizzabile e di conse uenza l'
Soluzione matnce aSSOCIata a f rispetto alla base B' d· t ., g a
diagonale: I au ovetton e la matrice
Gli autovalori di f sono le soluzioni reali dell'equazione caratteristica:

-À o o -2 o
(
1 -1- À 1 =O A' = ~ -2
1 -1 1-À O

ovvero: À3 = O. Essi sono: À1 = À2 = À3 = O, con ma(O) = 3.


Dal momento che dim E(O) = dim Ker f = 3 - r(A) = 2, si deduce che 3.1,2 N:llo spaz~o vettoriale 1R3 sia dato l'endomorfismo f :}R3 ____ 1R3
ma(O) i= mg(O), di conseguenza l'operatore lineare f non è diagonalizzabile. cm matnce assoczata rispetto alla base canonica B = {e 1 ,e2k
,e} e.'. la
3

3.11 N elIo spazio vettoriale IR?, fissata la base canonica B = {e 1 , e 2 , e 3 },


sia dato l'endomorfismo f : 1R3 --+ IR? soddisfacente alle condizioni:
1) À 1 = -2 e À2 = 1 sono autovalori di f con ma(À 1 ) = 2 e ma(À 2 ) = l;
A= Gr D kEffi

2) i vettori u 1 = e 1 + 2e 3 e u 2 = e 2 + e 3 .sono autovettori corrispondenti a) Determinare il parametro reale k in modo che il vett .
tore corri.spondente al! 'autovalore À = 3 ore e3 sza autovet-
all'autovalore À 1 , ~A 1 .
3) il vettore u 3 = e 1 + e 3 è un autovettore corrispondente all'autovalore À2 · d/~:~nato a k tale valore, verificare che esiste una base B' di autovettori

a) Determinare la matrice A as.sociata a f rispetto aB. c) Scrivere la matrice associata a fk rispetto alla base B'.
b) Dopo aver verificato che B' = {u1 , u 2 , u 3 } è una base di 1R3 , scrivere la Soluzione
matrice A' associata a f rispetto a B'. a) Per definizione risulta f (e ) - 3e . d· d .
_ 3(0 O 1) d ... k 3 - 3' qum 1 eve nsultare (O, O, k)
- " , a Cul SI ncava: k = 3
Soluzione b) Posto k = 3 nella mat· nce A , l' equaZIOne
.. caratteristica di f3 è:
a) Dalla definizione di autovettore si ha:
2-À 2 O
1 1-À O =0
O O 3-À
quindi:
Gli autovalori sono allora le soluzioni reali dell'equ· .
e sono: Àl = À2 = 3, À3 = o. aZIOne. À(3 - À)2 =O
L'autospazio ,E(3) è l'insieme dei vettori (x x )
solu· . di· l ' 2' x 3 E 1R 3 che sono
Risolvendo il sistema, si trova: ZIOm e SIstema lineare omogeneo:
T
194 Capitolo 6 - Applicazioni lineari @ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257
3 - Endomorfismi. A utovalori e autovettori. Diagonalizzazione 195
o anche dell'equazione a esso equivalente: Soluzione
a) La matrice associata a f k rispetto alla base canonica B di IR 3 è:

Posto X 3 = l, x 2 = h, V h, l E 1R, si ha Xl = 2h, quindi E(3) è costituito 2


-1
dai vettori del tipo (2h, h, l) = h(2, l, O) +1(0,0, l ),V h, l E 1R. Pertanto
2
dimE(3) = 2 e una sua base è {(2, l,O), (0,0, l)}.
L'autospazio E(O) è l'insieme dei vettori di 1R3 soluzioni del sistema Si ha: V k E IR, det A = O.
lineare omogeneo: Inoltre, per k i- O, r(A) = 2 e per k = O, r(A) = L
Pertanto:
AX =O
o del sistema a esso equivalente:
ove X = (Xl X2 X3) T
;(t g:_~)}. base di 1m f k è {(O, k, O), (2, -1, 2)} e una base di Ker f k è

k = O: una base di 1m fa è {(2, -1, 2)} e una base di Ker f è {(100)


=0 (0,0, l)}. Jo '"

z=O b) L'equazione caratteristica di f k è:


-À 2
Essi sono del tipo t(l, -l,O), V t E 1R; pertanto E(O) = L((l, -l,O)),
dim E (O) = 1, e una sua base è {( 1, -l, O)}. k -1- À °=
k À (À 2 +À - 4k) = °
Gli autovettori {(2,1,0),(0,0,1),(1,-1,0)} costituiscono una base B'
~ di 1R3 poiché sono tra loro L.I.: i primi due sono L.I. perché sono una ° 2 -À

f. ~ base di E(3), il terzo non dipende linearmente dai primi due perché è Le radici di tale equazione sono tutte reali se e solo se k > _1.-.
relativo all'autovalore diverso dall'autovalore 3.
:li

~ c) La matrice associata a 13 rispetto alla base B' di autovettori è la matrice . k > .-16
Per
l
°
- e k r-L esse sono real·1 e d·1stmte,
.
16
quindi l'operatore f è
diagonale così ottenuta: dIagonahzzabile.
I Per k = O gli autovalori risultano: À = À = ° 3;- -
À --1

A' ~ C-' AC ~ GD O
3
Poiché ma (O) = 2 e mg(O) = dimE(IO) = 2d· K' 2·
1m er J o - , e necessana-
ment e ma(- l ) = 1 -- mg( -1), l' operat ore f e' d·lagonalIzzabile.
.
.

°
ove: 3:14 ~ello spazio vettoriale IR3 , fissata la base canonica B = {e e e}
sz conszderi l'endomorfismo f k : IR3 - t IR3 tale che:
C~G
O
-i)
l' 2' 3 J

O
l k E 1R

è la matrice del cambiamento di base dalla base canonica B di IR3 alla a) Trovare i valori del parametro reale k per i quali l'endomorfismo f è
un automorfismo. k
base B' di autovettori.
b) Stabilire per quali valori del parametro reale k l Jendomorfismo f 'd'
gonalizzabile. k e za-
3.13 Sia 1k : IR 3 ~ IR 3 l'operatore lineare su 1R3 tale che:
c) Verificare che per k =
'Soluzione
°la base B è una base di autovettori di f k
.
1k(X, y, z) = (2y, kx - y + kz, 2y) k E IR
. a) L a matnce
.
associata a f k riRpetto a B è:
a) Determinare, al variare del parametro reale k, una base di Im fk e una
base di Ker fk.
b) Stabilire per quali valori di k, 1k è diagonalizzabile.
@ @ 88-08- 7257 3 - Endomorfismi. Autovalori e autovettori. D,;ago
196 Capitolo 6 - Applicazioni lineari 88-08- 7257 • na l'zzzazzone
. 197

3.15 Sia data la matrice:


L'endomorfismo Ik è un automorfismo se e solo se det A =f. O. Poiché:
det Ak = -k, Ik è un automorfismo per k =f. O.
b) L'equazione caratteristica di Ik è: A = (~ ~)
-1- À O -k Verificare che è diagonalizzabile e determinare
simile ad A. una matrice diagonale A'
O l-À O =0
k-À Soluzione
O k
È noto che una matrice A( )' d' .
.~, n e lagonahzzabile se l'endomorfismo f .
1Rn ~ 1R n ,
ovvero: (1 - À)(1 + À)(k - À) = O; di conseguenza gli autovalori di Ik . a essa associato nspetto alla base canonica di f f i n , . . .
sono: À1 = 1, À2 = -1, À3 = k. zablle, o anche se e solo se è sim'l '. e dlagonahz-
L" " I e a una matnce diagonale.
Per k =f. 1, -1 gli autovalori sono reali e distinti, pertanto l'endomorfi- equazIOne carattenstlca di A è:
smo è diagonalizzabile.
Per k = 1, ma(1) = 2. Posto k = 1 nella matrice A k , l'autospazio E(I)
1
2- À
l
2
I_À- O
I_
si determina ricercando le soluzioni del sistema lineare omogeneo:
ovvero: À(À - 3) = O.
(Al - I)X = O ove X = (x Y Z)T
Gli autovalori di A sono: À 1 = O., /\2
\ -- 3 .
Es~endo Àl e. À 2 distinti, la matrice A è diagonalizzabol
cioè: Gh autospazl E(O) ed E(3) sono (0Il calcolo e, lasciato le.
al lettore ):
O
1 E(O) = L((1, -l)) E(3) = L((2, l))
1
ile; Risulta allora dimE(I) = 3 - r(A 1 - I) = 1 =f. ma(1).
La matrice diagonale A' simile ad A si ottiene dalla r el aZIOne:
°

I Ne consegue che per k = l l'endomorfismo Il non è diagonalizzabile. A' = C-l AC


Per k = -1, ma(-1) = 2. Posto k = -1 nella matrice A k , l'autospazio oveCèla ma tO
nce le CUI° colonne sono gli autovettori L I diO Ao per t anto:
E ( -1) si determina ricercando le soluzioni del sistema lineare omogeneo: ° ° ,

(A_1 + I)X = O ove X = (x y zf C= ( l


-l ~)
cioè: e di conseguenza:

2
O
-2)1 (2l 12) (-l1
-1

Poiché allora dimE(-I) = 3 - r(A_ 1 + 1) = 1 = mg(-I) =f. ma(-1),


3.16 Sia data la matrice:
per k = -1 l'endomorfismo I-l non è diagonalizzabile.
c) Per k = O risulta: Io(e 1 ) = -e ll Io(e 2 ) = e 2 , Io(e 3 ) = o.
Allora i vettori e l , e 2 ,e3 sono autovettori corrispondenti agli autovalori
-1,1, O. La matrice associata a lo rispetto alla base B è la matrice
diagonale:
A= Gf D
-1 o T:0vare, se esiste, una matrice regolare C tale h l . I
( 1 sza una matrice diagonale. c e a matrzce A = C-l AC
A' = ~
O

@ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 3 - Endomorfismi. Autovalori e autovettori. Diagonalizzazione 199
Capitolo 6 - Applicazioni lineari
198
Per k i- 1, 2 gli autovalori di Ak sono tutti reali e distinti, quindi Ak è
Soluzione diagonalizzabile.

n l~À 4~À ~O
L'equazione caratteristica di A è: Per k = 1, ma(l) = 2. Poiché risulta (il calcolo è lasciato al lettore):

À mg(l) = dimE(I) = 3- r(A l - I) = 2 = ma(l)

e ovviamente ma(2) = mg(2) = 1, Al è diagonalizzabile.


.' l" °
\ -- , À2 = 1 ' À3 = 7.
d 11 prece d ent e. sono.. "l Per k = 2, ma(2) = 2. Poiché risulta (il calcolo è lasciato al lettore):
Gli autovalon dl A, so UZl?n~ ~ a trice A è diagonalizzabile, e pertanto
Essendo e~si reali e dlstmtl, la m~ la matrice di passaggio dalla base
esiste la matnce regolare C. Essa e . d' A mg(2) = dim E(2) = 3 - r(A 2 - 2I) = 1
. d' IR? a una base formata da autovetton l .
canom~a l . d' A (il calcolo è lasciato al lettore) sono: si ha che ma(2) i- mg(2) e quindi A 2 non è diagonalizzabile.
Gh autospazl l
E(1) = L((0,1,0)) E(7) = L((1,0,2))
E(O) = L((-2,0,3))
3.18 Sia dato l'operatore lineare f su 1R4 la cui matrice associata rispetto
base d i autovettori di A è B' = {(-2, 0, 3), (O, 1, O), (1,0, 2)}, e
Pertant o una alla base canonica di 1R4 è:
la matrice C risulta:

(~ ~)
l
(
-2
°
1 A=
°°
1 Q~,
~
C=
° ° °°
2
k
!...l"
"'' ',..
di conseguenza: stabilire se f è diagonalizzabile. ......
)"10·
...,

A' = C-l AC = (O~ O~ O~\) Soluzione


Gli autovalori di f, soluzioni reali dell'equazione caratteristica:

l

°
1-À ° °
3.17 Sia data la matrice: det(A - ÀI) = °
1 O °

2
O
= (l - À2 )(À 2 - 2À - 3) =

A"~ G~ D k E 1R O

sono: Àl = À2 = -1, À3 = 3, À4 = 1.
2 O 1-À

l k la matrice Ak è diagonaliz- Sicuramente risulta dimE(3) = l e dimE(1) = 1 poiché se, in generale,


Stabilire per quali valori del parametro rea e
un autovalore Ào ha molteplicità algebrica 1, essendo l S mg(À o) S ma(Ào),
zabile. risulta uguale a 1 anche la sua molteplicità geometrica.
Soluzione . t'
. l . d' A sono le radici dell'equazione carattens lca: Per stabilire quindi se f è diagonalizzabile è sufficiente determinare la

n 2~À k~}O
Gh autova on l
molteplicità geometrica dell'autovalore À 1 = -l e confrontarla con la sua
molteplicità algebrica: se sono uguali allora f è diagonalizzabile.
À
Ricordando che l'autospazio E( -l) è l'insieme delle soluzioni del sistema
lineare omogeneo avente come matrice dei coefficienti la matrice A' ottenuta
dalla matrice A - ÀI ponendo À = -1, e che tale insieme è un sottospazio
Essi sono: Àl = 1, À2 = 2, À3 = k.
.~
I 200 Capitolo 6 - Applicazioni lineari @ HR-OH- 7257 @ 88-08- 7257
4 - Esercizi proposti 201

di dimensione uguale a 4 - r(A ' ), si ha: 4.2 Sia data l'applicazione i : M (2.2) ---; IR così definita:

o 1

~ ~ (~
i(A) = trA V A E M(2,2)
2 O
mg(l) dim E( -)) 4- r O 1 a) VerificaTe che è un'applicazione lineare.
2 O b) Scrivere la matrice associata a i rispetto alla base canonica E di
M(2,2) e alla base B' = {I} di ffi.
Risultando allora, anche per l'autovalore -1, ma(-I) = mg(-I), si può
c) Determinare i sottospazi 1m i e Ker i.
concludere che i è diagonalizzabile.

Verificare che le matrici:


4.3 Sia i : IR2 ---; fil:O l' omomorfismo definito da:
3.19
O O

~) A' ~ (~
O 1
l -1 O O
A=(! -1
O
2
O
O
O
1
O D Determinare:
a) la matrice associata a i rispetto alla base E = {(-I, 1), (1, -2)} di lR 2
e alla base canonica di }R3:
sono simili. b) la matrice associata a i rispetto alla base E di IR 2 e alla base E' =
= {(I, 1, O), (O, 1, 1), (O, O, I)} di }R3;
Soluzione
Per verificare che A e A' sono simili, osservato che A' è una matrice dia- c) i sottospazi 1m i e Ker i.
gonale, basta verificare che la matrice A è diagonalizzabile e che ammette
?.
come autovalori >"1 = >"2 = 0, >"3 = 1, >"4 = 3. 4.4 Sia dato l'omomorfismo f: JR' ---; ffi2 tale che:
{.}.,

L'equazione caratteristica di A è: '1'"


}"l()
i[(x,y,z)] = (x+y.x+z) . . 1' . . . .

det(A - >..I) = _>..2(1 - >..)(>.. - 3) = O


a) Determinare la matrice associata a i relativamente aZZa basi canoniche
Le sue soluzioni sono: >"1 = >"2 = O, >"3 = 1, >"4 = 3 con ma(O) = 2, di ffi 3 e di IR2 .
ma(I) = ma(3) = 1. , .' b) DeteTminare Im i e Ker i.
Poiché mg(O) = dim E(O) = 4 - r(A) e, come faCIlmente SI venfica, c) Dire se i è iniettivo.
r(A) = 2, si deduce che ma(O) = mg(O) = 2.
Essendo ovviamente mg(l) = ma(I), mg(3) = ma(3), si conclude che
la matrice A è diagonalizzabile ed è quindi simile alla matrice A'. 4.5 Sia i : JR2 ---; IR3 l 'omomorfismo associato, rispetto alle basi canoni-
che, alla matrice:

4. Esercizi proposti

4.1 Sia data l'applicazione i : IR2 ---; IR3 definita da:

J[(x, y)] = (x + y, x + y, :r:) a) DeteTminaTe Imi e Ker i.


b) Tmva:e l'immagine del sottospazio W genemto dal vettoTe v = (L 1).
a) Verificare che è un'applicazione lineare. c) Stabzlzre se :3 la contmimmagine di (O, -1,2) e, in caso affeTmativo,
b) Scrivere la matTice associata a i rispetto alla base canonica B di IR? e deteTminarla. '
alla base canonica B' di IR3 . d) TrovaTe la matrice A' associata a i Tispetto alla base canonica di ffi2 e
c) Determinare i sottospazi 1m i e Ker i· alla base B' = {v l = (1, 0, 1) , V 2 = (O, 1, O) , V 3 = (2, LO)} di ffi 3 .
@ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 4 - Esercizi proposti 203
202 Capitolo 6 - Applicazioni lineari

4.10 Si consideri l'omomorfismo f : IR3 --7 IR 2 la cui matrice associata


4.6 Sia f: rn?[X]--7 IR? l'applicazione tale che:
rispetto alle basi canoniche di IR3 e IR2 è:

A=(21 301)
3
a) Verificare che f è un omomorfismo.
b) Determinare 1m f e Ker f; dire se f è iniettivo e se è suriettivo. a) Determinare l'immagine, mediante f, del vettore u = (1,0,1) e quella
c) Verificare che B' = {I, 1 + x, 1- x 2 } è una base di IR2[X] e determinare del sotto spazio W = {(x, y, z) / x + y + z = O} ç IR3 .
la matrice rappresentativa di f relativamente alla base B' di IR2 [x] e b) Verificare che esistono le controimmagini del vettore v = (0,3) e deter-
alla base canonica di IR2 . minarle.

4.11 Siano B = {v l , V2 , v J una base dello spazio vettoriale V e B' = {w l ,


4.7 Sia dato l'omomorfismo f: M(2,2) --7 IR2[X] tale che: w 2' w 3 , w 4 } una base dello spazio vettoriale W, e sia f : V --7 W l'applica-
zione lineare tale che:

a) Determinare la matrice di f relativamente alle basi canoniche di M (2, 2) a) Determinare i sottospazi 1m f e Ker f.
b) Dire se f è iniettivo e se è suriettivo.
e di IR2 [x].
c) Determinare la matrice associata a f rispetto alla base B = {v l ' v2' v}
b) Determinare una base di 1m f e una base di Ker f· 3
di V ove v 1 = v 1 + v 3 , v2 = v 2 , v3 = v 1 e alla base B' di W. 't,J.,
c) Stabilire se f è iniettivo, suriettivo e se è un isomorfismo. ~'~

l'J()
4.12 Sia f l'endomorfismo di IR3 la cui matrice associata, rispetto alla ....".--
4.8 Sia f : IR?[x] --7 IR3 l'applicazione definita da: base canonica di IR3 , è:

f (a + bx + cx 2 ) = (a + b , c , O) 1
2
A = (-:
a) Verificare che f è un omomorfismo. -1
b) Determinare I mf e Ker f· a) Determinare l'immagine del vettore v = (1,3, -1) e una base del nucleo
c) Stabilire se f è iniettivo, suriettivo e se è un isomorfismo. di f.
b) Verificare che esiste la controimmagine del vettore w = (2,2, O) e deter-
minarla.
4.9 Sia dato l'omomorfismo f : IR2[X] --7 M(2, 2) tale che:
c) Stabilire se f è diagonalizzabile.

4.13 Sia dato l'endomorfismo f di IR3 tale che:

a) Determinare la matrice associata a f rispetto alle basi canoniche di J[(I,O,O)] = (I,O,O),f[(O,I,O)] = (-4,-5,-2),f[(0,0,1)] = (10,15,6)
IR2[X] e di M(2, 2).
a) Scrivere la matrice A associata a f rispetto alla base canonica di IR3 .
b) Determinare una base e la dimensione di 1m f e di Ker f·
b) Determinare una base per Ker f e una per 1m f.
c) Stabilire se la matrice A = (~ ~) E 1m f e determinare l'insieme dei c) Verificare che esiste la controimmagine del vettore (5,5,2) e determi-
narla.
polinomi che sono controimmagine di A.
204 Capitolo 6 - Applicazioni lineari @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 4 - Esercizi proposti 205

cl) Calcolare gli autovalori di i, descrivere i relativi autospazi e dimostrare b) Stabilire se W è il nucleo dell'endomorfismo i di M(2, 2) tale che:
che i è diagonalizzabile.

4.14 Sia 6 = {e 1 ,e 2 , e 3 } la base canonica di IR3 .


a) Provare che i vettori v 1 = e l + e 3 , v 2 = e 2 - e 3 , v 3 = e 3 iormano 'una
base 6' di lR3 •
b) Determinare la matrice del cambiamento di base da 6 a 6' e calcolare 4.18 Nello spazio vettor'iale IR.3 si considerino i vettori U = (1,1, O), v =
le coordinate del vettore v = 5v l - V 2 + V 3 rispetto alla base 6 e alla = (1, -1, O), w = (O, O, l).
base 6'. a) Verificare che 6 = {u, v, w} è una base di IR3 • Stabilire se è equiversa
c) Dato l'endomorfismo i di IR3 tale che: o contraversa alla base canonica di IR3 .
Sia i : IRa --> IR3 l'endomorfismo così definito:

i(u) = 3u - v + w i(v) = 2v i (w) = u- v + 3w


determinare la matrice associata a i sia rispetto alZa base canonica, sia
rispetto alla base 6'. b) Determinare la matrice associata a i rispetto alla base 6.
cl) Stabilire se i è diagonalizzabile. c) Determinare una base di 1m i e Ker i.
cl) Riconoscere che i è diagonalizzabile e trovare una base di IR3 rispetto
4.15 Sia dato l'endomorfismo i di IR2 [xl tale che: alla quale la matrice associata a i è diagonale.

i(l) = X2 i (x) = - l + x - X2
4.19 Sia V uno spazio vettoriale Teale e sia 6 = {v l , v 2 ,v 3 } una sua base.
a) Trovare la matrice A, rispetto alla base 6, associata all'endomorfismo
a) Determinare l'immagine del polinomio p( x) = 2 + x - 2X2.
ih : V --> V tale che: ih(v l ) = V l + h(v 2 + v 3 ), h E IR; v 2 + v 3 è un
b) Verificare che q( x) = 1 - x appartiene all'immagine dell'endomorfismo
autovettore Telativo all'autovaloTe 1; ih(V:3 ) = v l + 2v:l .
e determinare lo, sua controimmagine.
b) Stabilire peT quale valoTe di h, i h è diagonalizzabile.
c) Stabilire se i è diagonalizzabile.
c) Assegnato ad h il valore trovato nel punto precedente, trovare una base
6' iormata da autovettori e scrivere la matrice A' associata a ih rispetto
4.16 Sia 6 = {u l , u 2 ,u3 } una base di IR3 . Detto i l'endomorfismo di IR3 a6'.
tale che:

i (u l - ~U3) = -Ul + U2
4.20
6=
Dato l'endomorfismo ih
{e l ,e2 ,e3 } da:
IR:J --> lR3 definito nella base canomca

a) provare che i è un automorfismo;


b) determinare autovalori e autovettori;
c) dire se i è diagonalizzabile. a) studiare il rango della matrice associata a i h al variare di h;
b) determinare, al variare di h, Im ih' Ker iii. le loro dimensioni e una
4.17 Sia M (2,2) lo spazio vettoriale delle matrici di ordine 2 a elementi lOTO base;

reali e sia 6 = {Elll E l2 , E 21l E 22 } la sua base canonica. c) nel caso di h = -1, dire se i il è diagonalizzabile.
a) Determinare una base per il sottospazio vettoriale W generato dalle
matrici:
4.21 Si consideri l'endomorfismo i k : IR3 --> IRa definito da:

A= (~ ~) B= (~ ~) ik(X,y,Z) = (x+2y-z,y,-x+kz) k E IR
··~i

206 Capitolo 6 - Applicazioni lineari @ 88-08- 7257

II
a) determinare k in modo che fk sia un endomorfismo non invertibile;
b) stabilire se in corrispondenza di tale valore di k l'endomorfismo è dia-
gonalizzabile.
Lo spazio vettoriale
dei vettori ordinari
4.22 Stabilire se le seguenti matrici sono diagonalizzabili:

A=( -i J)
-1
(-~ -~)
6
-5 A'= 3
6 -4 2 -2

l. Parallelismo e complanarità

In questo paragrafo supporremo fissate nel piano vettoriale V 2 dei vettori


liberi del piano ordinario una base {u I , u 2 } e nello spazio vettoriale V 3 dei
vettori liberi dello spazio ordinario una base {u}> u 2 , u 3 }.

1.1 Verificare che i due vettori di V 3 :

555 b."I.{o)
v2 = 3"ui - 2"u2 + 6U3
sono paralleli ed esprimere v l come multiplo di v 2. ~;L~

Soluzione
Basta osservare che i due vettori hanno coordinate proporzionali. Poiché il
rapporto delle coordinate omonime di v l e v 2 è ~, si ha:

1.2 Determinare À, f-l in modo che i due vettori di V 3 di coordinate rispet-


tive (2,1, -3), (1, À, f-l) risultino paralleli.
Soluzione
Deve essere:
1
- À ~
2 1 -3
Dalle precedenti relazioni si ricava:

f-l = --3
2
208 Capitolo 7 - Lo spazio vettoriale dei vettori ordinari @ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257 1 - Parallelismo e complanarità 209

1.3 Dati i tre vettori di V 2 : VI = 2u l +3u2, V2 = U l +5u2 V3 = -3u1 +u2, Soluzione


determinare >'1' >'2 tali che sia: I vettori vIe v 2 non sono paralleli, come facilmente si verifica osservando
che le loro coordinate non sono proporzionali.
Determinare a in modo tale che V sia complanare con i vettori VIe v 2'
equivale a determinare a in modo che v sia combinazione lineare di v l e v 2'
Soluzione
cioè che sia:
I due vettori VI e V2 sono L.I., come si verifica subito osservando che le loro
coordinate non sono proporzionali. Poiché d'altra parte tre vettori di V 2
sono sempre L.D., esistono certamente un valore di >'1 e un valore di >'2 che
soddisfano la (*).
Da questa relazione si ricavano le seguenti tre relazioni scalari:
La relazione vettoriale (*) si traduce nelle due relazioni scalari:

Risolvendo il sistema precedente nelle incognite >'1 e >'2' si ottiene: dalle quali si ha: >'1 = 3, >'2 = - ~, a = 1;.
>. __ 16 Si può procedere anche in quest'altro modo. Il vettore v risulta com-
7 >.-117
1 - 2 - planare con VIe v 2 se e solo se risulta:

Si osservi che l'insieme {v l l v 2} è un'altra base di V 2 e che i valori di >'1 e 2 a 1- a


>'2 sono le coordinate del vettore v 3 rispetto a questa base. 1 2 -1 =0
3 1 5
1.4 Verificare che i tre vettori di V 3 :
da cui si trae: -3a + 17 = O cioè a = ~

sono complanari e determinare >'1' >'2 in modo che si abbia: 1.6 Verificare che i tre vettori di V 3 :

Soluzione sono paralleli a un medesimo piano. Stabilire se il vettore v(O, 1. O) può


I vet tori V1 e V2 non sono paralleli poiché le loro coordinate non sono pro- esprimersi come loro combinazione lineare.
porzionali. È allora evidente che se risulta v 3 = >'lV l + >'2V2' i tre vettori
Soluzione
sono complanari.
La matrice delle coordinate di v l' v 2' V3:
La relazione vettoriale si traduce nelle tre relazioni scalari:

Il sistema precedente ammette l'unica soluzione: >'1 = 1, >'2 = 1. ha determinante nullo e i vettori sono quindi L.D., ossia sono paralleli a un
medesimo piano.
1.5 Determinare il valore del parametro a in modo che il vettore v(2, a, La relazione vettoriale:
1 - a) risulti complanare con i due vettori v l (1,2, -1), v 2 (3, 1, 5).
@ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257 1 - Parallelismo e complanarità 211
210 Capitolo 7 - Lo spazio vettoriale dei vettori ordinari

Il sistema è equivalente al sistema ridotto:


si traduce nelle seguenti relazioni scalari:

Il precedente sistema è equivalente al sistema ridotto: e l 'unica soluzione è: À


1
= - 1:.5' À
2
= - ~5' À
3
=Q
5
Si ricava quindi che v l = - ~W 11 (0, - ~, - ~),
che le sue coordinate sono

che v 2 = -52 + 56 e che le sue coordmate


W2 W3
. sono (4 6) .
2, -5' 5
Si osservi che se i vettori Wl' W 2' W 3 fossero L.D., l'equazione vetto-
Esso non ammette soluzioni e quindi v non può esprimersi come combina- riale (**) si tradurrebbe in un sistema lineare di tre equazioni in tre in-
zione lineare di VI' V 2' V 3' cognite con determinante dei coefficienti, det A, uguale a zero; pertanto il
Geometricamente, questo risultato è equivalente alla condizione che il sistema sarebbe compatibile o incompatibile secondo che rispettivamente
vettore v non è complanare con i vettori VI' v 2 ' v 3 · si abbia r(A) = r(A') o r(A) -=J r(A'), ove A' è la matrice completa
del sistema.
1.7 Esprimere il vettore v(2, -1, 1) come somma di un ~ettore:I parallelo Esaminiamo e discutiamo i diversi casi.
al vettore w I (O,I,I) e di un vettore v 2 complanare con ~ vetton w 2 (1,2,0) 1) r(A) = r(A') = 2. Il sistema ammette 00 1 soluzioni. I vettori Wl' W 2 '
W 3 ' v sono paralleli a un medesimo piano a. L'insieme {Wl' W 2 , w 3 } è
ew 3 (2,0,1).
un sistema di generatori del piano vettoriale di tutti i vettori paralleli
Soluzione ad a e v si esprime come loro combinazione in 00 1 modi.
Si tratta di determinare un vettore v l 2) r(A) = r(A') = 1. Il sistema ammette 00 2 soluzioni. I vettori Wl' W 2 '
..) ' + À3 W 3 (vedi esercizio 1.5) tali che sia: W 3 , V sono paralleli a una medesima retta r e v si esprime come loro
combinazione lineare in 00 2 modi.
3) r(A) -=J r(A'). Il sistema è incompatibile. I vettori w ll Wl' W 3 o sono
paralleli a un medesimo piano a o sono paralleli a una medesima retta r;
ovvero: nel primo caso v non è parallelo ad a, nel secondo caso non è paral-
lelo a r.

Poiché Wl' W 2 , W 3 sono L.I., come si verifica facilmente osservando che il


determinante delle loro coordinate: 1.8 Nello spazio vettoriale V 3 siano dati i vettori:

det A =
° °
1
1
2
]
=-5
2 ° 1 a) Verificare che VI' v 2 , v 3 , v 4 sono un sistema di generatori di V 3 per
è non nullo, esiste una sola terna (À 1 , À 2 , À 3 ) che soddisfa la (**) e quindi ogni valore del parametro reale À.
due soli vettori v l' V 2 che verificano la (*). b) Determinare per quali valori di À i vettori v ll v 2 , v 4 sono una base
La relazione (**) si traduce nelle seguenti relazioni scalari: di V 3 .

Soluzione
a) I vettori assegnati sono un sistema di generatori di V 3 poiché la matrice
212 Capitolo 7 - Lo spazio vettoriale dei vettori ordinari @ 88-08- 7'257
@ 88-08- 7257' 2 - Questioni metriche 213

delle loro coordinate: b) Dalla definizione di prodotto scalare di due vettori:

A.= [
1-
~ ~ ~ Àl
À O
1
À e ricordando la sua espressione in funzione delle componenti dei due
1- À 1 À vettori si ha:
~
v1 . v2 5 1
ha rango uguale a 3 per ogni valore reale di À, come si verifica osservando COSV 1 V 2 =
che il suo minore:
IIv 1 111lv 2 11 v'2
d ... - 7r
1 1 O a rIcava: v 1 v 2 = 4'
CUI SI

a I2 :3,123 = O À 1- À = 2À 2 - 2'\ + 1 Dalla (*) si ha anche che:


1-À O À

è non nullo per ogni valore reale di À.


b) VI' V 2' V 4 sono una base di V 3 se e solo se:
2.2 Nello spazio vettoriale V 2 sia dato il vettore v = i - 2j.
1 1 O Determinare:
O À 1- À = 2À 2 - À -I- O a) le componenti dei vettori di modulo 2 paralleli al vettore v;
1- À 1 À
b) le componenti del versore perpendicolare al vettore v e formante un
angolo acuto con il vettore u = 2i + 3j.
Pertanto essi sono una base di V 3 per tutti i valori reali di À -I- O, ~.
Soluzione
a) I vettori paralleli al vettore v hanno componenti (h, - 2h); quelli di
2. Questioni metriche modulo 2 sono tali che:

V5h 2 = 2
In questo paragrafo supporremo fissate nello spazio vettoriale euclideo V 2
dei vettori liberi del piano ordinario una base ortonormale {i, j} e nello
spazio vettori aIe euclideo V 3 dei vettori liberi dello spazio ordinario una
da cui: h = ± Js. I vettori richiesti sono due e hanno componenti:

base orto normale {i, j, k}. 2 - J5


(J5' 4) e (-2 4)
y'5' y'5 .
b) Ricordando che w ..l v ~ w· v = O; tutti i vettori w ..l v(1, -2)
2.1 Nello spazio vettoriale euclideo V 2 siano dati i vettori: hanno componenti (x, y) tali che:

x - 2y =O
Determinare:
a) le componenti del versare di v l e del versore di v 2; Se Ilwll = 1, allora:
b) l'angolo dei due vettori.
(** )
Soluzione
a) La lunghezza o modulo del vettore V1 è data da J5, quindi il versore e l'angolo Wu è acuto ~ w· u = Ilwll Iluli cos Wu > n.
u 1 richiesto è: UI = .)g vIe le sue componenti sono: (Js,.)g). Dalla (*) si ricava: x = 2t, Y = t, e sostituendo nella (**) si hanno i
due versori perpendicolari a v:
La lunghezza del vettore V2 è data da ViQ, quindi il versare u 2 richiesto
è: U2
1 l
= ViQv 2 e e sue componenti sono: . (13)
ViQ' ViQ .
w2
-2 y'5
(y'5' -1)
214 Capitolo 7 - Lo spazio vettoriale dei vettori ordinari @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 2 - Questioni metriche 215

. h'e w l
P OlC •U = .J5
7 > 0'1 . h'Ies t o e'
,I versore rIC wl .
Soluzione
a) I vettori v l e v 2 sono versori ortogonali; infatti:

2,3 Nello spazio vettoriale euclideo V 2 siano dati i vettori: e VI . v2 = --1 + -1 = O


2 2
Vl = i +j e v 2 = i - 2j Essi costituiscono una base ortonormale di V 2 .
La matrice del cambiamento di base dalla base B {i,j} alla base
Determinare:
B' = {i',j'} è:
a) la componente ortogonale v ir di VI secondo una retta r avente direzione 1
e verso del vettore v 2;
b) le componenti del vettore w proiezione ortogonale di v l su V 2'
Soluzione
C= ('? y'2
a) Dalla definizione di componente ortogonale di un vettore secondo una ed è immediato verificare che C è ortogonale e che det C = l, dunque
retta orientata r si ha: B' è una base ortonormale equiversa alla base B.
b) La matrice del cambiamento di base da B' a B, inversa della matrice C,
è in questo caso C-l = C T , ossia:

~)
da · essend
CUI, o vers v 2I
= .J5 v 2' SI. ricava:
.

y'2
Le formule di trasformazione di coordinate di vettore sono:
b) Il vettore w proiezione ortogonale di v l su V2 è dato per definizione da
w = V lr vers v 2 , da cui:

1
w = --versv
.J5 2
ove (x, y) sono le coordinate di v rispetto a B e (x', y') sono le coordinate
dello stesso vettore v rispetto a B'.
e le sue componenti sono: ( - ~, ~) .
Quindi w ha coordinate rispetto alla base B' = {i',j'}: x' = _1_+~ =
SI· osserVI. cl y'2 y'2
le'SIh a anc h e w = V 1 'V2
~V2'
= 2y'2, y' = - ~+~ = y'2.

2.4 Nello spazio vettoriale euclideo V 2 siano dati i vettori:


2,5 Nello spazio vettoriale euclideo V 3 siano dati i vettori:
" =1- ('l
1 + J') e J" 1 ('l-J')
= -- v 2 = -i + 2j + k
y'2 y'2
Determinare:
a) Verificare che B' = {i',j'} è una base ortonormale di V 2 equiversa alla a) le componenti del versare di v l e del versore di v 2;
base assegnata B = {i,j}. b) l'angolo dei due vettori;
b) Determinare le componenti del vettore w(l, 3) rispetto alla base B'. c) le componenti del vettore w proiezione ortogonale di v l su V 2'
216 Capitolo 7 - Lo spazio vettoTiale dei vettori oTdinaTi @ 88-08- 721i7 @88-08- 7257 2 - Questioni metTiche 217

Soluzione Soluzione
a) Il modulo del vettore VI è dato da V2, quindi il versore u i richiesto è: Per definizione, il prodotto vettoriale v = v l /\ v 2 è perpendicolare ai vet-
ui = ~VI e ha componenti: ( - ~, ~,O). tori VI e v 2 e le sue componenti, calcolate nell'esempio precedente, sono
(-1,-3,-2).
Il modulo del vettore v 2 è dato da v'6, quindi il versore u 2 richiesto è: I versori perpendicolari a v l e v 2 sono quindi u' = ~ e u" = - ~,
1 . ( 1 2 1)
u 2 = v'6 V2 e ha componentI: - v'6' v'6' v'6 . .. . -1 -3 -2 1 311vll 2 Ilvll
b) Dalla definizione di prodotto scalare di due vettori si ha:
di componentI rIspettIve: ( 11A' 11A'
v 14 v 14 v 14
11A)' (
11A' 11A' - - ) .
v 14 v 14 v'14

~ 3
cosv i v 2 = ul . u2 = V2v'6 2.8 Determinare le componenti del vettore v di modulo 2 complanare con
i vettori w l (O, 1, 1) e w 2 (1, O, 1), perpendicolare a w l e formante un angolo
c) Il vettore w proiezione ortogonale di VI su v 2 è dato per definizione da: acuto con w 2'

Soluzione
Il vettore v ha componenti del tipo (k, h, h + k) perché complanare con Wl
e w 2 . Esso è perpendicolare a Wl se e solo se:
ove VII' è la componente ortogonale di VI secondo la direzione di v 2 .
Poiché: v . W1 = O = 2h + k
da cui: k = -2h e dunque v( -2h, h, -h).
Dalla condizione Ilvll = 2 ovvero 6h 2 = 4, si individuano due vettori
si ha: w = ~V2' pertanto w ha componenti: ( -lI l).
2' '2 VI
( - 2V2 V2 V2) (2V2 V2 V2)
J3' J3' - J3 ,v2 J3' - J3' J3 .
L'ulteriore condizione che v formi un angolo acuto con w 2 , ossia che
risulti v . w 2 > O, porta alla scelta del vettore v 2 come vettore richiesto,
2.6 Dati i due vettori v l = i - j + k, v 2 = - 2i + k di V 3 , determinare le
componenti del vettore: essendo v 2 . w 2 = 3; = J6 > O.

. 2.9 Nello spazio vettoriale euclideo V 3 siano dati i vettori:


Soluzione
Le componenti del prodotto vettoriale v 1/\ v 2 uguagliano i minori del secondo
VI (1, 0,1) v(l, 1, 2)
ordine della matrice formata con le componenti dei vettori VI' v 2 :

-1 Dopo aver verificato che v l e v 2 sono ortogonali, determinare le componenti


O ~) del vettore t proiezione ortogonale del vettore v sul piano vettoriale:

ottenuti cancellando rispettivamente la la, 2", 3 a colonna e presi coi segni


alternati (+ - +), e quindi valgono: (-1, -3, -2).
Soluzione

2.7 Determinare le componenti dei versori perpendicolari ai vettori v l e v 2 I vettori VI e v 2 sono ortogonali giacché VI • v 2 = O. In generale, il vettore
dell'esercizio 2.6. proiezione ortogonale di un vettore v su un piano vettoriale è il vettore t di
W tale che il vettore v - t sia ortogonale a vV (vedi figura).
218 Capitolo 7 - Lo spazio vettori aie dei vettori ordinari @ 88-08- 7257
~ 88-08- 7257 2 - Questioni metriche 219

2.10 Nello spazio vettoriale V 3 siano dati i vettori:

Calcolare VI' V2 1\ v 3 e interpretare geometricamente il risultato ottenuto.


Soluzione
Il prodotto misto VI' V2 1\ v 3 uguaglia il valore del determinante le cui righe
Cerchiamo quindi un vettore t E W, cioè del tipo: sono ordinatamente le componenti dei vettori VI' V2' V3:

2 -1 1
1 2 O = O
tale che il vettore v - t sia ortogonale ai vettori v l e v 2 generatori di W. Si O -5 1
deve avere:
e quindi VI . V2 1\ V3 = O. I vettori VI' VZ, V3 sono complanari.
[v - (À1V 1 - À2 V2 )]' VI = O

[v - (ÀlV l + À2 V2 )]' V2 = O 2.11 Verificare che i seguenti vettori di V3 :


da cui: '1
l

= l j' = V2j + V2 k k' = V2j _ V2 k
2 2 2 2
v . VI - Àl (v l • VI) - À 2 ( V2 • VI) =O j~
.
costituiscono una base ortonormale di V 3 e determinare le matrici del cam-
v . V2 - À 1 (VI' v z) - ÀZ(V 2 • V2 ) =O biamento di base dalla base B = {i,j,k} alla base B' = {i/,j',k / } e dalla base
B' alla base B.
Tenendo conto che VI . V2 = O, dalle precedenti si ricava:
Soluzione
Poiché IWII = IU/II = Ilk/ll = 1, essi sono versori.
I no lt re, essend o '1'1 '1 k '1 k O .
l 'J = J' ' = l ' ' = ,essI sono a due a due ortogonali.
D unque B' = {"" l ,J , k / } e
'una
base ortonormale dI. V 3 .
e sostituendo nella (*) si ha:
La matrice del cambiamento di base da B a B' è la matrice:
1 O O

O V2 V2
Con facili calcoli si riconosce che il vettore: C= 2 2

O V2 -V2
2 2
C è una matrice ortogonale, ossia C-l = CT; inoltre, essendo anche simme-
è il vettore proiezione ortogonale di v su VIe, analogamente, che il vettore trica, è C-l = eT = C.
~~2Ì1; v 2è il vettore proiezione ortogonale di v su v 2. Pertanto: Dunque la matrice del cambiamento di base da B' a B, inversa di C,
è C stessa.
se {VI' V2} è una base ortogonale del sottospazio W = L( VI' v 2)' il vettore t
proiezione ortogonale di v su W è la somma dei vettori proiezione ortogonale
di v sui generatori vIe v 2 di W. 2.12 Sia dato il vettore u = 2i - k di V 3 •
Dalla (**) si ricavano le componenti del vettore t richiesto. a) Verificare che l'applicazione f : V 3 --> IR tale che: f(v) = u·v, V v E V3,
3
Esse sono date da: 2(1, 0,1) + (0,1, O) = (32,1, 23) . è lineare.
b) Determinare Ker f.
220 Capitolo 7 - Lo spazio vettoriale dei vettori ordinari @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 2 - Questioni metriche 221

Soluzione 2.14 Sia dato il vettore v l = i - k di V 3 .


a) Applicando le proprietà del prodotto scalare: distributiva rispetto alla a) Verificare che l'applicazione f: V 3 ---+ V 3 tale che:
somma di vettori e associativa rispetto al prodotto di un vettore per
uno scalare, \j v 11 v 2 ' V E V 3 e \j a E ffi si ha: f (v) = v - 2 (v . vers v l) vers v l

1) f(v i + v2) = U' (VI + v2 ) = U' VI + U' V 2 = f(v l ) + f(v 2 ), è un endomorfismo di V 3 •


2) f(av) = u· (av) = a(u· v) = af(v); b) Determinare 1m f e Ker f.
dunque f è lineare. c) Verificare che f è diagonalizzabile.
b) Il Ker f è il sottospazio dei vettori v tali che f (v) = u . v = 0, dunque Soluzione
è il sottospazio dei vettori ortogonali a u. a) Sfruttando le proprietà del prodotto scalare e delle operazioni tra vet-
Se v = xi + yj + zk, si ha: u· v = 2x - z e i vettori ortogonali a u hanno tori, \j v, v' E V 3 e \j a E lR si ha:
quindi componenti (x, y, z) che sono soluzioni dell'equazione: 1) f(v+v / ) =v+v / -2[(v+v/)'versv l lversv l =v+v / -2[v.versv +
+ V . vers v l l vers v l = 2 (v· vers v 1) vers v l +v' - 2 (v' .vers v l) vers v l
°
I l
V-
2x - z = = f(v) + f(v / )
Esse sono del tipo: (x, y, z) = (.\, p" 2.\) = .\(1,0,2) + p,(0, 1, O). 2) f(av) = av - 2(av . vers VI) vers v 1 = av - 2[a(v . vers VI)] vers VI =
= a[v - 2(v· versv 1 ) versvil = af(v)
Il Ker f è dunque il piano vettoriale dei vettori complanari con VI (1,0,2)
pertanto f è un endomorfismo di V 3 •
e v 2 (0, 1, O), ovvero paralleli a un piano perpendicolare a u.
b) Poiché (v·versvl)versv l = V'V IVI risulta'
Ilv 1 11 2 ' .
2.13 Sia dato il vettore u = 2i - k di V 3 •
a) Verificare che l'applicazione f: V 3 ---+ V 3 tale che: f(i) = i - 2 [i. (i2- k)] (i - k) = k

f(v)=uAv fO) =j - 2 [j. (i2- k)] (i - k) =j

è un endomorfismo di V 3 . f(k) = k - 2 [k . (i2- k)] (i - k) = i


b) Determinare 1m f e Ker f·
Soluzione e la matrice associata a f rispetto alla base B = {i,j, k} è data da:
a) Utilizzando le proprietà del prodotto vettoriale, \j v 11 v 2 , V E V 3 e
\j a E ffi si ha:
O ° 1)

1) f(v i + v 2 ) = u A (VI + v2) = u A VI + u 1\ v 2 = f(v l ) + f(v 2 ), A= 1 °
100
2) f(av) = u A (av) = a(u A v) = af(v);
pertanto f è un endomorfismo di V 3 . Pertanto Imf = V 3 e Ker f = {O}. L'applicazione f è un automorfismo
di V 3 .
b) 1m f è il sottospazio dei vettori ortogonali a U già calcolato nell'esercizio
precedente, ossia: c) Sfruttando le proprietà di un endomorfismo si ha:

f(i + k) = f(i) + f(k) = i + k


Imf = L(i + 2k,j)
f(i - k) = f(i) - f(k) = k - i = (-I)(i - k)
Poiché u A v = O ~ u e v sono L. D., il Ker f è il sottospazio dei
vettori paralleli a u, cioè: Per la definizione di autovettore, dalle precedenti e dalla (*) si deduce
che: i + k ,j sono autovettori relativi all'autovalore 1, i - k è autovettore
Ker f = L(2i - k) relativo all'autovalore -1.
222 Capitolo 7 - Lo spazio vettoriale dei vettori ordinari @ 8R-08- 7257
@ 88-08- 7257
3 - Alcune identità vettoriali 223
I vettori i+k,j, i-k sono L.I. (come facilme~te si. verifica) e quindi sono
b e di V 3 L'endomorfismo è diagonahzzablle. le componenti del prodotto vettoriale Vl !\ v 2 uguagliano i minori del secondo
ordine dalla matrice
una aassociata
La matrice s. a .
f rIspetto alla base B I _
-1 {'
+ k' ,J, i _ k} è la
matrice diagonale:

ottenuti cancellando rispettivamente la la, 2 a , 3 a colonna e presi coi segni


alternati (+ - +) e quindi valgono:

3. Alcune identità vettoriali


Le componenti del vettore (VI !\ V2 ) !\ V3 sono allora:

3.1 Dimostrare le seguenti identità: (V 1Z V 2X - VhV2z)V3z - (V 1x V 2y - VIyV2x)V3y

a) (v l + V2) 2 = V~ + 2v l . V2 + v§ (V Ix V 2y - VIyV2x)V3x - (V Iy V 2Z - VlzV2y)V3z


b) (VI - V2 )2 = v~ - 2v 1 • V2 + v§ (V 1y V 2Z - VlzV2y)V3y - (V 1z V 2x - VIxV2JV3x
c) (VI + V2)2 + (VI - V2)2 = 2(v~ + V§)
In quanto alle componenti del vettore a secondo membro della (*), ricor-
Soluzione . 'd' t 'b t' e com dando l'espressione del prodotto scalare di due vettori si ha subito che esse
Le prime due identità sono conseguenza delle proprIeta lS rI U lva - sono:
mutativa del prodotto scalare.
Per l'identità a) si ha: (V 1x V 3x + V Iy V 3y + VlzV3z)V2", - (V 2x V 3x + V 2y V 3y + V2zV3JVIx
.
l''

(VI + V2 )2 = (VI + v 2 ) . (VI + v 2 ) = VI . VI + VI . V2 + V2 . v I +


(**) (V Ix V 3x + V Iy V 3y + VIzV3z)V2Y - (V 2x V 3x + V 2y V 3y + V2zV3JVIy
(V Ix V 3x + V Iy V 3y + VIzV3JV2z - (V 2x V 3x + V 2y V 3y + V2zV3z)VIz
+ V2 . V2 = vi + 2v 1 . V2 + v~
La prima delle precedenti, dopo immediate riduzioni risulta uguale a:
Allo stesso modo si dimostra la b).
Sommando poi la a) e la b) si ottiene l'identità c).
che può anche scriversi:
3.2 Dimostrare la seguente identità:

(VI !\ V2 ) !\ V3 = (VI' V3 )V 2 - (V 2 . V3 )V 1
essa coincide pertanto con la prima delle (**).
Analogamente per le altre, per cui !'identità (*) risulta dimostrata.
Soluzione . . tt . Si noti che la (*) mostra che il vettore (v I !\ V2) !\ V3 è com planare con
Per dimostrare la precedente, basta evidentemente dImostrare che. 1 ~e OrI VI' V2' giacché la (*) esprime appunto che (VI !\ v 2) !\ v3 è combinazione
a primo e a secondo membro della (*) hanno le stesse componenti rIspetto lineare di VI e v 2 · La cosa del resto è evidente geometricamente.
a una fissata base ortonormale {i,j, k}. Si osservi anche che il prodotto vettoriale non è associativo (cioè non
Posto: soddisfa la proprietà associativa), giacché VI !\ (V2 !\ vJ = -(V2 !\ V3 ) !\ VI
non uguaglia in generale (VI 1\ V2 )!\ V3 , come segue subito dalla (*).
VI = vIxi + Vl~ + vIzk
V 2 = v 2x i + v 2y j + v 2z k 3.3 Dimostrare l'identità:
V 3 = v 3x i + v 3y i + v 3z k
224 Capitolo 7 - Lo spazio vettoriale dei vettori ordinari @ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257 Alcune applicazioni in trigonometria e in geomet<N l t
' ,a e emen are 225
Soluzione
Essendo u arbitrario, la precedente è possI'bI'1e se e solo se:
Essa è conseguenza immediata della proprietà distributiva del prodotto sca-
lare rispetto alla somma vettoriale.
v=o
Ricordando che il valore del prodotto misto di tre vettori non cambia
permutando circolarmente i fattori, si ricava: Tenendo conto della espressione (**) di V la (*) '. lt· d'
, nsu a Imostrata.
v 4 · (VI + V 2 ) 1\ Va = V 4 . VI 1\ v 3 + V 4 . V 2 1\ v 3
V 3 . V 4 1\ (VI + V 2 ) = V 3 . V 4 1\ VI + V 3 . V 4 1\ V 2 4. Alcune applicazioni in trigonometria e in geometria
elementare
Le tre identità (*), (**), (* * *) esprimono la proprietà distributiva del pro-
dotto misto rispetto alla somma vettori aIe eseguita su uno qualunque dei Il calcolo vettori aIe si presta a dedur 'd
suoi tre fattori. . , . . re rapI amente le formule di tri ono-
metna, nonche alcum teoremI di geometria elementare. g
Ecco qualche esempio.
3.4 Dimostrare la proprietà distributiva del prodotto vettoriale rispetto
alla somma di vettori.
4.1 Dimostrazione del teorema di Carnot.
Soluzione
Soluzione
Si tratta di dimostrare le identità: 6.
Sia ABC un triangolo e si indichin b .
(VI + v 2 ) 1\ w = VI 1\ W + v 2 1\ W ai verticI' " o con a, ,c le nusure dei lati opposti
omommI e con o: f3 ì gli a . r . .
A , B , C . R'lSUlta.. " ngo l oppostr nspettivamente ai vertici
wl\(v i +v 2 )=wl\v I +wl\v 2
(

Le due precedenti relazioni, in base alla proprietà alternante, sono equiva- ~ ---+ ---+ ":+·~.t.i
1..
BC=AC-AB
lenti e quindi basta dimostrare una sola di esse. L~
Dimostriamo per esempio la (*). e quindi:
Consideriamo il vettore:
IIEGII2 = IIAC - ABI12
Per l'identità a) dell'esercizio 3.1 si ha:
Dimostrare la (*) equivale a dimostrare evidentemente che il vettore V dato
dalla (**) è nullo. Il BGlI
~ 2 ---+ ---+
A tale scopo, se u è un vettore arbitrario, consideriamo il prodotto = IIACI1 2- 2AC· AB + IIABII2
scalare u . V • cioè:
Per la (**), ricordando che il prodotto scalare gode della proprietà di-
stributiva rispetto alla somma di vettori, si ha: a
2
= b2 + c2 - 2bc cos a

che esprime appunto il teorema di Carnot.

Ma per la (**) dell'esercizio 3.3, si ha:


4.2 Dimostrazione del teorema dei seni.
Soluzione

e quindi sostituendo nella (* **) si ha: Basta osservare che l'area del triangolo ABC vale la metà di:
u·v =O
IIAB 1\ ACII = IIBA 1\ EGli = Il CA 1\ CBII
@ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257 5 - Esercizi proposti 227
226 Capitolo 7 - Lo spazio vettoriale dei vettori ordinari
5.4 Determinare a in modo che il vettore v(a, 1, a) risulti complanare con
Le precedenti uguaglianze si scrivono: i due vettori v1(1, 1, 1), v 2 (-1, 1,0).

cb sin a = ca sin {3 = ba sin ì


5.5 Verificare che i tre vettori di V 3 : v] (2,1,1), v 2 (1, 0,1), v 3 (L 1, O) sono
da cui:
paralleli a un medesimo piano. Stabilire se il vettore v(3, 1,2) può esprimersi
come loro combinazione lineare.
sin a sin{3 _ sinì
-a- = -b- - -c-
5.6 Esprimere il vettore v(l, 2, -2) come somma di tre vettori ciascuno
parallelo ai seguenti vettori: v 1 (1,0,1), v 2 (0, 2,1), v 3 (1,1, O).
4.3 Dimostrare che in un parallelogramma la. somma dei quadrati delle
diagonali uguaglia la somma dei quadrati dei lah. 5.7 Stabilire se il vettore v(l, 1, 2) può esprimersi come somma di un
Soluzione vettore v l parallelo al vettore Wl (1,0,1) e di un vettore v 2 complanare con
Sia ABC D un parallelogramma; poi- w 2 (1, 2, -1) e w 3 (0, 1, 1).
B ché (vedi figura):
A ____ ---7
5.8 Determinare le coordinate dei vettori complanari sia con v l (1, 0, 1) e
AC=AB+AD v2 (2, 1, 2) che con v 3 (0, 1, 1) e v 4 (1, 1, 1).
----7 ---t ---7
C BD=AB-AD
D
5.9 Nello spazio vettoriale V 3 siano dati i vettori:
e poiché per l'identità c) dell'esercizio 3.1 si ha:

l'' IIAB + ADI12 + IIAB - ADI12 = 2(IIAB112 + IIADI12)


",,'
a) Determinare per quali valori di k essi sono un sistema di generatori
il teorema risulta dimostrato. di V 3 .
b) Determinare i valori di k per cui v l' V 2' V 3 sono una base di V 3 •

5. Esercizi proposti
5.10 Nello spazio vettoriale euclideo V 2 siano dati i vettori: v 1 = 2i - j,
v 2 = i + 2j. Determinare:
5.1 Verificare che i due vettori di V 3 : a) le componenti dei versori di v] e v 2 ;
b) l'angolo dei due vettori.

5.11 Nello spazio vettoriale V 2 sia dato il vettore v = i + 3j. Determinare:


sono paralleli ed esprimere VI come multiplo di v 2'
a) le componenti dei vettori di modulo 3 paralleli al vettore v;
b) le componenti del versore perpendicolare al vettore v e formante un
5.2 Dati i tre vettori di V 2 : v] = u] - u 2 ' v 2 = Ul + U2' v 3 = 3u1 - 2nz, angolo ottuso con il vettore u = i - j.
determinare "\]'''\2 in modo che sia:
5.12 Nello spazio vettoriale euclideo V 2 siano dati i vettori: Vl = 2i + j,
v2 = 3i - j. Determinare:
a) la componente ortogonale di v l secondo la direzione di v 2;
5.3 Verificare che i tre vettori di V 3 : v] (2,1,1), :2(1,0,3), v 3 (1, 2, -7) b) le componenti del vettore w proiezione ortogonale di v l su V 2'
sono complanari e determinare "\]'''\2 in modo che sw: v 3 = ,.\] v] + "\2 V 2 '
228 Capitolo 7 - Lo spazio vettoriale dei vettori ordinari @ 88-08- 725'7

5.13 Determinare una base ortonormale B' di V 2 contenente il versore


u = V5 i - 2V5 j
ed equiversa alla base assegnata B = {i, j}. Determinare
5 5
le matrici del cambiamento di base da B a B' e da B' a B e le coordinate Spazi vettoriali euclidei
del vettore w = 3i - j rispetto alla base B'.

5.14 Nello spazio vettoriale V 3 siano dati i vettori:

v 1 = -i + 2j +k
Determinare:
a) le componenti del versore di VI e del versore di v 2 ;
b) l'angolo dei due vettori;
.!:"Spazi vettoriali euclidei IRn
c) le componenti del vettore t proiezione ortogonale di V = i + 3j + 2k sul
piano vettoriale W = L(v ll v 2 ).
In questo paragrafo supporremo che lo spazio vettoriale ffin sia dotato del
prodotto scalare canonico definito da:
5.15 Verificare che i vettori VI (1, -2, 1), v 2 (1, 1, 1) sono ortogonali e de-
terminare una base ortogonale di V:l che li contenga.
~'
.El

~: 5.16 Dati i tre vettori VI (1,2,1), v 2 ( -1,1,1), v 3 (0, 1, 1), determinare le


componenti del vettore v1/\ v2 e del vettore (VI /\ v2) /\ v3' Calcolare vl· v2/\ v3'
) .
....'
ovvero:

5.17 Determinare una base ortonormale B' di V 3 contenente il versore v] . v 2 = XTy ave X = (Xl X 2 ... Xn)T y ( T
e = YI Y2'" Yn )
del vettore VI (1,2,1). Scrivere la matrice del cambiamento di base da B =
= {i,j,k} a B' e viceversa.
1.1 Nello spazio vettoriale euclideo ffi 3, siano dati i vettori:
5.18 Dato il piano vettoriale W = L(v I , v 2 ) ove VI = i + j - k, v 2 =
= i + j + 2k, verificare che l'applicazione f: V 3 --+ V 3 che associa a un v] = (1,2, -l) v2 = (LO,l) v 3 =(1,2,0)
generico vettore v la sua proiezione ortogonale su W è un endomorfismo di
V 3 • Determinare 1m f e Ker f e dire se f è diagonalizzabile. a) Calcolare IIv1 11, IIv2 11, VI . v2 , l'angolo di v ev3 .
b) Determinare il versore di v l' 2

c) Determinare tutti i vettori ortogonali a VI e v 2 e t utti i vettori ortogonali


av . 3

Soluzione
a) Si ricordi che
Ilv2 11 = v2.
Ilvll = vv:v per ogni v E ffi3; pertanto Ilv I li
Per la definizione di prodotto scalare canonico di =3
H\,
.
,SI
h a..

e quindi i due vettori sono ortogonali.


230 Capitolo 8 - Spazi vettoriali euclidei @ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257
1 - Spazi vettoriali euclidei IRn 231
Ricordando che:
Si dimostra che, analogamente a quanto accade per i vettori geometrici, il
u·v vettore t = v 2 -PV!2 è perpendicolare a VI e che lo spazio L(v l , v2 ) coincide
cos uv =
con L(v l , t).
IIUllllvl1
si ha:
~ 1 1.3 De~erminare il vettore proiezione ortogonale del vettore v= (O, 1,2) sul
COS V2 V3 = J2 y'5 sottospazw W generato dai vettori ortogonali VI = (l, l, O) e v 2 = (0,0,1).
Soluzione
b) Il versore di v l è per definizione:
Il vettore richiesto w è la somma dei vettori proiezioni ortogonali di v su v
e su v 2 rispettivamente, cioè: l

c) Un vettore t = (Xl' X 2 , x 3 ) è ortogonale a VI e a V2 se e solo se t· VI =


e t ,v 2 = 0, cioè:
°
Si dimostra che il vettore t = v - P v ! - Pv J è perpendicolare aVI e v 2 e che
Xl + 2X 2 - x3 = ° L(v l , v 2 , v) = L(v I , v 2 , t),
{
Xl + x3 = °
....l'i- 1.4 Determinare una base ortonormale di IR3 costruita a partire dalla base
da cui si ricava: Xl = h, X 2 = -h, X 3 = -h, 'il h E IR.. . B = {VI' v2 , v 3 } con VI = (1,0,1), v 2 = (O, l, 1), v3 = (0,1, -I),
I vettori t = (h, -h, -h) costituiscono il sottospazlO vettonale
Soluzione
L((I, -1, -1)) che è ortogonale al sottospazio L(v I , v 2 ).
Un vettore w = (Xl' X 2 ,x3 ) è ortogonale a v 3 se e solo se w . v 3 = 0, Si procede con il metodo di Gram-Schmidt,

.'....': cioè: Determiniamo il versore u} di VI' Poiché IIvIl1 = v'2, si ha:

da cui si ricava: Xl = -2À, X 2 = À, X 3 = /-L, 'il À, /-L E IR. .,


I vettori w sono del tipo: (- 2À , À , /-L) e costituiscono il sottospazlO dI
Determiniamo un vettore v~ ortogonale a v l' ponendo v' = v - Cv 'u)u =
v 'v 1 1) 2 2 2 l 1
dimensione 2 generato dai vettori L.I.: (-2, l, O), (0,0, l) e ortogonale
-v
- 2 -
2}
IIv l l1 2 VI' COSI'd a avere V2I = - 2,1, 2 '
(

al sottospazio L( v3)' N ormalizzando si ha:

1.2 Determinare il vettore proiezione ortogonale del vettore v l (1, 1, O) sul


vettore v 2 = (l,O, l).
Soluzione
Infine determiniamo un vettore v~ ortogonale a u I e a u 2 , ponendo v~
-v (v 3 ' u i ) u i - C
v3 ' u) v 3 'v}
2 u 2 = v3 - ~ - -~
V3 'V2 cosÌ da avere'
Il vettore w proiezione ortogonale di v 2 su Vl è, per definizione, il vettore - 3 -
. . V 1 ·V 2 · '.
v
II }1I2 I/v2 11 2 ' ,
multiplo del vettore VI secondo Il coefficIente ~ clOe.
V 3' = (.!3' .3'! _.!)3
Normalizzando si ha:

r ·
<'::""'"Esso viene denotato con Pv l V2'
1,:' .',: "
t, ,:Pertanto w = 2l ( l" l O) = ( 2'
l l O)
2' .
@ 88-08- 7257 1 - Spazi vettoriali euclidei ]Rn 233
Capitolo 8 - Spazi vettoriali euclidei
@ 88-08- 7257
232
Un vettore
À '
W appartenente a W è del tipo W = À W
1 1
+ À2 W 2
1.5 Determinare il complemento ortogonale U..L del sottospazio di ffi4 : À 1 + 2' Àl + À 2 ); esso e ortogonale a Wl se e solo se:

Scelta, per esempio, la soluzione À1 = 2, À2 = -3, si ha il vettore W =

Soluzione
(2, -1, -1) e quindi:
Una base di U è data dal vettore u = (1, 0, 1, O), come facilmente si verifica
risolvendo il sistema:

Allora {u l , u 2 } è una base ortonormale di W.


Si può procedere diversamente, costruendo a partire della base 13
= {Wl' W 2 } una base ortonormale di W con il metodo di Gram-Schmidt. Si
Il complemento ortogonale U..L di U è dato da tutti vettori t ha allora (vedi esercizio 1.4):
= (Xl' X 2 ,X3 , x 4 ) tali che t . U = O cioè tali che risulti:

w,2 -_ w2 - (w2 • u I )u I = (2 1 31) ,da cui:


'Ire autosoluzioni L.I. dell'equazione precedente nelle incognite Xl' X 2 , X 3 ,
e - 3' 3'
X 4 , sono date da:

Ul = (1,0, -I, O) u 2 = (0,1,0, O) U3 = (0,0,0,1) U' = w; _ (_ ~ 1 1) ~h,. ,


2 Ilw~ Il
- v'6 ' v'6 ' v'6
Pertanto U..L = L((I, O, -1, O) ,(0,1,0, O) , (O, O, 0,1)) e ha dimensione 3. L~
---..
0"1
Dal momento che l'insieme {u, u l ,u2 ,uJ è una base di ffi4, essendo: Dunque {u l , ui} è un'altra base ortonormale di W.

1 1 O
1 °° ° -1
=1#0
1. 7 Determinare una base ortonormale del sottospazio U di ffis così defi-
nito:
°° ° ° °
1
O 1
U = {(Xl' X 2 , X 3 , X 4 , X 5 )/X I + X 2 + 2X 3 = Xl + 2x 3 - x4 - x5 = x 2 + x 4 = O}
risulta U EB U..L = ffi4. Soluzione
Una ~as~ 13 di U è data da due autosoluzioni L.I. del sistema formato dalle
1.6 Determinare una base ortonormale del sottospazio di ffi3: equazlOIll del sottospazio U. Si ha, per esempio 13 = {u = (2
O2)}
~ =. ( ' ,-1, -2, °. ' 1 "",
-1
Dapprima determiniamo una base ortogonale di U
O) ° °
w= L(w l ,w2 ) ove Wl = (1,1,1) W2 = (0,1,1)
del tIpo B' = {u I , u;} ove u; è un vettore di U ortogonale a U ottenuto
Soluzione
I vettori esono L.I. e quindi costituiscono una base di W. Poiché come autosoluzione del sistema: 1

l
Wl W2

Wl . W 2 = 2 # 0,
la base {Wl' W 2 } non è ortogonale. XI+X2+2x3 =0
Per determinare una base ortonormale 13 = {ul , u 2 } di W si può pro-
cedere scegliendo per esempio u l come il versore di Wl e u 2 come un versore Xl + 2x 3 - X 4 - X5 = °
di W ortogonale a X2 + X4 = °
Si ha allora:
Wl·
2x I X3 = °
Risulta u; = (1, -5,2,5, O).
234 Capitolo 8 - Spazi vettoriali euclidei @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 2 - Prodotti scalati di lR n 235

Normalizzando la base B' si ottiene la base ortonormale b) La verifica delle proprietà: commutativa, linearità rispetto alla somma
di vettori, linearità rispetto al prodotto di un vettore per uno scalare,
è lasciata al lettore. Verifichiamo la proprietà di positività.
Poiché (VI' VI) = 2xi + 2X I X 2 + x~ = (Xl + X 2 )2 + xi, risulta:

ed è:
2. Prodotti scalari di IR"

2.1 Verificare che le seguenti applicazioni di IR? x lR2 --+ lR sono prodotti
scalari euclidei di lR2 : quindi l'applicazione è un prodotto scalare euclideo di lR 2 •
a) (VI' V2 ) = 2x I YI + X 2 Y2 \;I VI = (X I ,X 2 ) La matrice associata al prodotto scalare rispetto alla base canonica è:
\;Iv 1 = (X I ,X 2 )

Determinare la matrice associata a ciascun prodotto scalare euclideo rispetto


alla base canonica B = {e i ,e 2 } di lR2 .
Soluzione
a) Innanzitutto verifichiamo che l'applicazione soddisfa le proprietà di un
....l5Ji prodotto scalare euclideo .
Risulta: 2.2 Determinare la matrice associata ai prodotti scalari euclidei dell'eser-
1(;, 1) (v l' V 2) = (V 2' V l) perché il secondo membro dell 'uguaglianza ri- cizio precedente, rispetto alla base B' = {( 1, 1) , (2, -l)} di lR 2 .

mane inalterato se si scambiano Xl con YI e X 2 con Y2' Soluzione
)'1
"'IO 2) \;I VI = (Xl' X2) V 2 = (YI ,Y2) V 3 = (Zl ,Z2) si ha: La matrice associata al prodotto scalare rispetto a B', nel caso a) è data da:
(VI' V 2+ V 3 ) = 2x I (YI + Zl) + X 2 (Y2 + Z2) =
= 2x I YI + X 2 Y2 + 2x I ZI + X 2 Z2 = (V ll V 2 ) + (VI' V 3 ) AI = (~ ~)
\;I h E lR si ha:
poiché ((l,l), (1, 1)) = 3, ((1,1), (2, -1)) = 3 e ((2, -1), (2, -1)) = 9.
Si può procedere diversamente, ricordando che se A è la matrice, calco-
lata nell'esercizio 2.1, associata al prodotto scalare rispetto alla base cano-
nica, e se:

Pertanto l'applicazione è un prodotto scalare euclideo.


Essendo (elle l ) = 2, (e ll e2 ) = (e 2 ,e l ) = 0, (e 2 ,e 2 ) = 1 la matrice è la matrice del cambiamento di base dalla base canonica alla base B', risulta:
associata nella base canonica è:
A' = CTAC

A = (~ ~) Dunque è:

Si noti che rispetto a tale prodotto scalare, e l , e2 sono ortogonali, e l


non è un versore, e 2 è un versore.
236 Capitolo 8 - Spazi vettoriali euclidei @ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257 3 - Endomorfismi simmetrici 237

In modo analogo si determina la matrice associata al prodotto scalare nel


caso b). Essa è data da:
Per Àl = °si ha un autovettore Vl = (l, -l, O) risolvendo il sistema:

{ x+ y =0
z=O

ed è: B' = C T BC, ove B è la matrice determinata nell'esercizio 2.1. Per À 2 = 2 si hanno due autovettori LI. v 2 (1, l, O), v 3 = (0,0, l) che co-
stituiscono una base del sottospazio E(2) rappresentato dall'equazione:
x - y = o.
2.3 Stabilire se il prodotto scalare di IR? così definito: Gli autovettori scelti costituiscono una base ortogonale di ]R3 essendo:
v l . v 2 = v l . v 3 = v 2 . v 3 = o.
Normalizzando si ha una base ortonormale di autovettori, e precisa-
mente:

Soluzione
Poiché ((O, l,O), (O, l,O)) = -2, non vale la proprietà di positività e quindi
l'applicazione non è un prodotto scalare euclideo.
Si osservi che la matrice associata a f rispetto alla base ortonormale di
autovettori è:
3. Endomorfismi simmetrici

3.1 Nello spazio vettoriale euclideo ]R3 dotato di prodotto scalare canonico
A'=C'AC= (~ ~ ~)
sia assegnato l'endomorfismo f che rispetto alla base canonica è associato
alla matrice: ove
l l
O
y'2 y'2
l l
C= O
y'2 y'2
a) Verificare che f è simmetrico. O O l
b) Determinare una base ortonormale di autovettori di f.
è la matrice ortogonale del cambiamento di base dalla base canonica
Soluzione
(ortonormale) di ]R3 alla base B' ortonormale di autovettori.
a) Ricordando che un endomorfismo è simmetrico se e solo se la matrice a
esso associata rispetto a una base ortonormale è simmetrica, si ha che
f è simmetrico perché A = A T . 3.2 Nello spazio vettoriale euclideo ]R4 dotato di prodotto scalare canonico
b) L'equazione caratteristica di f è: sia dato l'endomorfismo simmetrico f tale che:
l-À l
l 1- À ° = À(À - 2)2 = °
° ° 2- À ove B = {e l , e2 , e 3 , e4 } è la base canonica di ]R4.
Determinare una base ortonormale di autovettori di f.
Gli autovalori sono: Àl = 0, À2 = À3 = 2.
238 Capitolo 8 - Spazi vettoriali euclidei @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 3 - Endomorfismi simmetrici 239

Soluzione ortonormale (*):


Utilizzando le proprietà di un endomorfismo si ricava:

f(e l - e3 ) = f(e l ) - f(e 3 ) = O


f(e 2 - e4 ) = f(e 2 ) - f(e 4 ) = O
f(e 2 + e4 ) = 2(e 2 + e 4 ) è tale che:
f(e 1 +e3 ) = 2(e 1 +e3 )

I vettori VI = e i - e 3 , V 2 = e 2 - e 4 sono autovettori relativi all'autovalore O,


i vettori V 3 = e 2 + e 4 , V 4 = e l + e 3 sono autovettori relativi all'autovalore 2. quindi C è una soluzione del problema.
°
Poiché VI ·V2 = e V 3 ·V4 = 0, si ha che VI ..l V 2 e V 3 ..l v 4 ; inoltre VI' V 2
sono ortogonali a V 3 , V 4 essendo autovettori relativi ad autovalori distinti. 3.4 Diagonalizzare la matrice simmetrica:
Ne segue che B' = {VI' V 2 , V 3 , v 4 } è una base ortogonale di autovettori dello
. JR4 .
spazIO
Normalizzando si ottiene una base ortonormale, cioè:

tramite una matrice ortogonale.


Soluzione
Si tratta di determinare una matrice ortogonale C tale che C T AC sia una
3.3 Data la matrice simmetrica: matrice diagonale.
......
0"11' L'equazione caratteristica di A è:

A=
(-21 -2)
-2 -À ° 2
det(A - ÀI) = ° 2- À ° = (À + 2)(À - 2)2 = °
determinare una matrice ortogonale C tale che C T AC sia diagonale. 2 ° -À

Soluzione Gli autovalori sono: Àl = À 2 = 2, À3 = -2.


L'equazione caratteristica di A è: L'autospazio E(2) ha equazione: x - z = °
e una sua base è {(l, 0,1),
°
(0,1, On. L'autospazio E( -2) ha equazioni: x + z = y = e una sua base
det(A - ÀI) = 1
1- À
-2
-2
-2 - À
1
= (À - 2)(À + 3) = ° è {(l,O, -In.
Poiché {(l,O, l), (O, l,O), (1,0, -In è una base ortogonale di autovettori
(come facilmente si verifica) normalizzando si ha:
Gli autovalori sono 2 e -3. Un autovettore relativo a Àl = 2 è il vettore
VI = (2, -1) e un autovettore relativo a À 2 = -3 è V 2 = (1,2).
I vettori VI e v 2 sono ortogonali perché relativi ad autovalori distinti. Una
B= {(~,o, ~) ,(0,1,0), (~,o,- ~)}
base ortogonale di autovettori è quindi {(2, -1), (1, 2n. Normalizzando si
La matrice ortogonale:
ha:
1
°
La matrice ortogonale avente per colonne gli autovettori di A della base
c=
(
h
y'2
1

°
'" ,,~l'
et.' _">'-' .,'
", ,t,::;(

240 Capitolo 8 - Spazi vettoriali euclidei @ R8-08- 7257


I
@ 88-08- 7257 4 - Forme quadratiche reali 241
I

avente per colonne gli autovettori di A della base B è tale che: Un vettore u; E Ker f ha componenti del tipo:

u; è ortogonale a U1 se e solo se:

3.5 Sia dato l'endomorfismo f : Va ---t V 3 definito da: Scelta l'autosoluzione di (*): >'1 = 2, >'2 = -5, si ottiene u;( -5,2,1). Allora
una base ortogonale di autovettori è:
f(v) = (u . v)u
B" = {u1 = j - 2k, u; = -5i + 2j + k, u = i + 2j + k}
ove u = i + 2j + k. Determinare 1m f e Ker f e una base ortonormale di
autovettori di f. Normalizzando. si ha una base ortonormale richiesta, ossia:
Soluzione
La matrice associata a f rispetto alla base ortonormale B = {i ,j, k} è: B IfI = {_1 (. _ 2k) _1_(-5i + 2· + k) _1 (i + 2· + k)}
y'5J 'J30 J ')6 J

A~ (~ D :
4. Forme quadratiche reali
essendo f(i) = (u . i)u = u, f(j) = 2u, f(k) = u.
o~,
La matrice A è simmetrica. pertanto f è simmetrico.
'''l'' Risulta r(A) = 1, quindi dim 1m f = 1 e 1m f = L(u).
4.1 Una forma quadratica reale è una funzione q : lRn ---t lR rappresentata
da un polinomio omogeneo di secondo grado in n variabili a coefficienti reali
Un vettore v E Ker f se e solo se (u·v)u = 0, ossia se e solo se u·v = o.
non tutti nulli.
Ne segue che v E Ker f se e solo se v --L u, e quindi Ker f = (1m f) ~. Una
In particolare, se n = 1 si ha:
base del Ker f è data da: {u 1 = j - 2k , u 2 = i - k}, essendo le componenti
di u 1 e u 2 , come facilmente si verifica, due autosoluzioni L.I. dell'equazione
q (.1: ) = ax 2 (a i- O)
omogenea: x + 2y + z = O.
I vettori u 1 e u 2 sono autovettori L.I. relativi all'autovalore O. Essendo se n = 2 si ha:
f(u) = (u . u)u = IIull 2 U = 6u, il vettore u è un autovettore relativo all'au-
tovalore 6.
Ricordando che autovettori relativi ad autovalori distinti sono ortogonali, si
ha che: u --L U 1 ,u2 . se n = 3 si ha:
Si osservi che u 1 non è ortogonale a u 2 poiché u 1 . u 2 = 2.
Una base di V 3 di autovettori di f è data da:

In generale:

Per determinare una base ortonormale di autovettori è sufficiente determi- q(x 1 , X 2 ,· .• ,xn ) = a n xi + ... + a"nx~L + 2a 12 X1 X2 + ... + 2a 1n x 1 x" +
nare un autovettore u~ del Ker f ortogonale, per esempio, a u i in modo che + 2a 23 x 2 x 3 + ... + 2a 2n x 2 Xn + ... + 2an-l"Xn-ln
B" = {u1 , u~ , u} sia una base ortogonale di autovettori, e successivamente
normalizzare i vettori di B". dove i coefficienti aij sono reali e non tutti nulli.
242 Capitolo 8 - Spazi vettoriali euclidei @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 4 - Forme quadratiche reali 243

Il fattore 2, presente nei coefficienti dei termini misti, è un fattore di comodo Dalla (* * *) si deduce che A' è una matrice simmetrica congruente(1) alla
che permette di introdurre la matrice simmetrica reale n x n a elementi non matrice A.
nulli:
4.3 Una forma quadratica q(x) si dice:
a) definita positiva se X T AX > O per ogni x#- 0,
b) definita negativa se X T AX < O per ogni x #- 0,
c) semidefinita positiva se X T AX 2: O ove l'uguale vale anche per vettori
non nulli,
che viene detta matrice associata alla forma quadratica (nella base cano- :s:
d) semidefinita negativa se X T AX O ove l'uguale vale anche per vettori
nica). Viceversa, ogni qualvolta è assegnata una matrice simmetrica reale non nulli,
A (*), è possibile scrivere la forma quadratica reale a essa associata. e) indefinita se X T AX non è né definita positiva né definita negativa.
Infatti, usando il prodotto tra matrici si ha:
Per determinare il carattere di definizione di una forma quadratica si può
procedere nel seguente modo.
Considerata la forma quadratica q, a q resta associato l'endomorfismo
ove X è la matrice colonna delle coordinate del vettore x = (Xl' X 2 ' .•. ,X n ) simmetrico <p la cui matrice nella base canonica 8 è la matrice A di q.
rispetto alla base canonica di 1Rn . In base a quanto dimostrato a proposito degli endomorfismi simmetrici
Nei casi di n = 2 ed n = 3 si ha: e delle matrici simmetriche risulta che è sempre possibile trovare una base
ortonormale 8' di 1Rn di autovettori dell'endomorfismo <p rispetto al quale
i·";,;1: (X) la matrice associata a <p assume la forma diagonale:
q(x,y) = (x y ) (aa l l aa 22
l2 )
y

(1 IJ
12
b"",

~!. q(x, y, z) = (x y z) ("" a l2


a l3
a 12
a 22
a 23
a"
a )
23
a 33 G) A'= À,

In generale, fissata una base di 1Rn , esiste una corrispondenza biunivoca


tra forme quadratiche di 1Rn e matrici simmetriche reali. La matrice X = ove .\ ,À 2 , .•• ,À n sono gli autovalori di <p. Risulta A' = C T AC, ove C è la
= (Xl X 2 .•. xnf è allora la matrice colonna delle coordinate del vettore x matrice ortogonale di passaggio da 8 a 8'.
rispetto alla base scelta e la matrice A viene detta matrice associata alla In tale base la forma quadratica q assume la forma:
forma quadratica rispetto alla base assegnata.
Vale la seguente proposizione:

4.2 Siano B e 8' due basi di 1Rn e A e A' le matrici associate alla stessa ove X' è la matrice colonna delle coordinate di x rispetto alla base 8'.
forma quadrati ca rispetto a esse. Indicata con P la matrice del cambiamento Sviluppando il prodotto di matrici si ha:
di base da 8 a B', vale la seguente relazione:
q (X) = \ ,2
Al Xl
,'2
+ A2 X 2 + ... + An X n •
\'2

A'=pTAP
La forma (* * **) dicesi forma canonica della forma quadratica q.
Infatti, se il cambiamento di coordinate è X = P X', sostituendo nella (**), In definitiva, per determinare il carattere di definizione di una forma
si ha: quadratica q basta calcolare gli autovalori \ di una matrice simmetrica a
essa associata.
q(x) = X T AX = (pX,)T A PX = X,Tp T APX' = X,T A'X'
(l)Due matrici quadrate A e A' si dicono congruenti se esiste una matrice invertibile P
per ogni vettor~ x E 1Rn , da cui la (* * *). tale che A'=pT AP.
I
, ,

244 Capitolo 8 - Spazi vettoriali euclidei o 88-08- 7257 .@ 88-08- 7257 4 - Forme quadratiche reali 245

Più precisamente si ha: b) Dobbiamo diagonalizzare l'endomorfismo simmetrico di IR? associato


a') q(x) è definita positiva se >.; > 0, i = 1,2, ... ,n, alla matrice simmetrica:
b') q(x) è definita negativa se >.; < O, i = 1,2, ... ,n,
c') q(x) è semidefinita positiva se >.; ~ O, Vi ed esiste \ = O, A= (~ ~)
d') q(x) è semidefinita negativa se Ài ::; O, V i ed esiste Àj = O,
e' ) q(x) è indefinita se esistono>'; > O e \ < O. rispetto alla base canonica.
A ogni matrice simmetrica vengono associati i seguenti numeri: p, n, 1/ detti Gli autovalori di tale endomorfismo sono O e 3. e una base ortonor-
rispettivamente indice di positività (numero degli autovalori positivi), in- male B' di autovettori, relativi a O e 3 rispettivamente, è data da
dice di negatività (numero degli autovalori negativi), nullità (numero degli {( J3
3'
_J6) (J6 J3)}'
3 ' 3' 3
autovalori nulli). La forma canonica di ql (x) rispetto a B' è:
Si dimostra che tali numeri sono invarianti per matrici congruenti.
Dicesi segnatura di una forma quadratica la differenza s = p - n tra
l'indice di positività e l'indice di negatività di una qualunque matrice asso-
ciata. ove (x', y') sono le coordinate di x nella base B'.
È evidente che la segnatura e la nullità di una forma quadratica sono
sufficienti a determinare gli altri indici.
4.5 Date le matrici simmetriche reali:
4.4 Determinare una forma canonica delle seguenti forme quadmtiche 1 O
di IR?: 1 8
a) q(x, y) = 3X2 + 4xy + 3y2 O O
b) ql (x, y) = 2X2 + 2V2xy + y2
Q." "'J Soluzione
a) scrivere le forme quadmtiche di IR3 associate ad A e ad Al
!Iiiio.o ..,
a) La matrice associata a q rispetto alla base canonica B di IR? è: b) per ciascuna di esse determinare una forma canonica.

(~ ~)
Soluzione
A = a) Nella base canonica di IR3 la forma quadratica associata ad A risulta:

Si tratta di diagonalizzare l'endomorfismo simmetrico di IR? associato q(x, y, z) = X2 + 2xy + y2 + 2z 2


alla matrice simmetrica A rispetto alla base canonica.
L'equazione caratteristica di A è: quella associata ad Al risulta:

ql (x, y, z) = 5x 2 + 8y2 + 6xz + 5z 2


3-À
1=
2 À 2 - 6À + 5 =O
b) Poiché gli autovalori di A sono: ÀI = À2 = 2, À3 O, una forma
Gli autovalori sono 1 e 5. Una base ortonormale di autovettori relativi canonica di q è:
rispettivamente a 1 e 5 è:

ove (x', y', Zl) sono le coordinate di x rispetto alla base di autovettori
relativi agli autovalori 2 e O rispettivamente.
Rispetto a tale base la forma quadratica assume la forma canonica:
Analogamente si ha che, poiché gli autovalori di Al sono: ÀI = À 2 = 8,
q(x) = X'2 + 5y'2 À3 = 2, una forma canonica di ql è:

ove (x', y') sono le coordinate di x rispetto a B'.


l'I
I

246 Capitolo 8 - Spazi vettori ali euclidei @ 88-08- 7257 @ 88-08- 7257 4 - Forme quadratiche reali 247

ove al solito (x', y', z') sono le coordinate di x rispetto alla base di au- c) Una base ortonormale dell'autospazio E( -1) è, per esempio,
tovettori relativi agli autovalori 8 e 2 rispettivamente.

4.6 Verificare che la seguente forma quadrati ca è indefinita:


e una base dell'autospazio E(8) è, per esempio,
q(x, y, z) = 4xz + 2 y 2

Soluzione
Basterà determinare gli autovalori della matrice simmetrica reale associata Pertanto la matrice C richiesta è:
a q:
1 1 2
-
J2 3J2 3
A= (OOO 2)
2 O
C= O
4 1
-
2 O O 3J2 3
Poiché gli autovalori sono: Àl = À2 = 2, À3 = -2, e risultano due positivi e 1 1 2
uno negativo, la forma è indefinita.
-J2 -3J2 -
3
4.9 Si consideri la matrice
~ ...
",'1~
.
4.7 Determinare la nullità e la segnatura delle forme quadratiche dell'e-

A~ (:
sercizio 4.4 1
lf;)(..... Soluzione
La forma quadratica q(x, y) ha nullità v = O e segnatura s = 2 poiché i
coefficienti della forma canonica sono entrambi positivi e non nulli.
2
1 D
a) Determinare il carattere di definizione della forma quadratica associata
La forma quadratica ql (x, y) ha nullità v = 1 e segnatura s = 1 poiché adA;
gli autovalori sono uno nullo e l'altro positivo. b) trovare una matrice ortogonale C tale che C T AC sia diagonale.
Soluzione
4.8 Data la forma quadrati ca di IR3 :
a) Per determinare il carattere di definizione della forma quadratica, basta
q(x, y, z) = 3X2 + 4xy + 8xz + 4yz + 3z 2 calcolare gli autovalori della matrice A.
L'equazione caratteristica di A è: (t -1 )2( t - 4) = O perciò gli autovalori
a) scrivere la matrice simmetrica A associata a q nella base canonica; di A sono: Àl = 1, À 2 = 1, À3 = 4.
b) determinare gli indici di positività, negatività e nullità di q; Ne consegue che, essendo gli autovalori tutti positivi, la forma quadra-
c) determinare una matrice ortogonale C tale che la matrice C-l AC sia tica è definita positiva.
diagonale. b) Per determinare una matrice ortogonale C tale che eT AC sia diagonale,
basta trovare una base ortonormale di autovettori di A.
Soluzione
Una base ortonormale dell'autospazio E(l) è, per esempio,
a) Si ha:

A= (32 2O 24)
423
e una base dell'autospazio E( 4) è, per esempio,
b) Gli autovalori di A sono: Àl = À2 = -1, À3 = 8, da cui segue che
l'indice di positività è p = 1, l'indice di negatività è q = 2 e la nullità è
v = O.
:I
248 Capitolo 8 - Spazi vettoTiali euclidei @ 88-08- 7257
.§( 88-08- 7257 5 - Esercizi proposti 249

Allora una matrice ortogonale richiesta è, per esempio: ove B = {e i , e 2 , e:,} è la base canonica di IR3 . Verificare che f è simmetrico
l l l e determinare una base ortonormale di autovettori di f.
-)2
v's J3
l l l 5.7 Nello spazio vettoriale euclideo IR4 dotato del prodotto scalare cano-
c= )2 v's J3 nico, siano dati i vettoriu l = (0,0,1,1), u 2 = (1,1,0,0), u a = (1,-1,0,0).
2 l Verificare che sono a due a due ortogonali. Trovare le componenti del vet-
° -v's J3 tore u 4 di modulo )2, formante un angolo acuto con il vettore (0,0, l, O) e
tale che la quaterna {u i , u 2 , U 3 ' u 4 } sia una base ortogonale di IR4 .

5. Esercizi proposti 5.8 Provare che l'endomorfismo f : IR 3 ---+ IR3 tale che f(v l ) = 2v I + v3 '
f(v 2 ) = tv 2 , f(v 3 ) = VI +2v 3 , t E IR, ove B = {VI' V 2 , v3 } è la base canonica
di IR3 , è diagonalizzabile per qualunque valore reale di t. Posto t = l,
5.1 Determinare la matrice associata al prodotto scalare canonico di IR2 determinare una base ortonormale rispetto alla quale f è diagonalizzabile.
rispetto alla base B = {(l, l), (2, -In.

5.9 Sia f : IR3 ---+ IR3 l'endomorfismo simmetrico dello spazio vettoriale
5.2 Siano dati i vettori vl(l,O, l), v 2 = (O, l, l) dello spazio vettoriale euclideo IR3 dotato del prodotto scalare canonico, definito da: f[(l, 0, O)] =
..,
~ 'l''
"~
euclideo IR3 dotato del prodotto scalare canonico. Determinare una base
ortonormale del sottospazio W = L(v i , v 2 ) e una base del suo complemento
= (2,0,2), f[(O,l,O)] = (0,4,0), f[(O,O,l)] = (2,0,2).
Determinare 1m f e Ker f· Stabilire se 1m f = (Ker J) ~. Determinare
ortogonale. una base ortonormale di autovettori di f.

i)~J I 5.3 Dato il sottospazio W = {(Xl 'X 2 ,X3 )/X I + X 2 - X 3 = O} dello spazio 5.10 Data la matrice simmetrica reale:
iioo ..,
vettoriale euclideo IR3 dotato di prodotto scalare canonico, determinar'e una
base ortonormale di W e del suo complemento ortogonale W 1- . Verificare
che W EB W1- = IR3 .
determinare la forma quadrati ca a essa associata e una sua forma canonica.
5.4 Nello spazio vettoriale euclideo 1R dotato del prodotto scalare cano-
4
5.11 Nello spazio vettoriale euclideo IR3 dotato del prodotto scalare cano-
nico, siano dati i vettori VI = (l, l,O, O) e v 2 = (0,0, l, l). Verificare che nico, sia data la forma quadratica:
VI -.l v 2 • Determinare una base ortonormale di IR4 che contenga i versori
di VI e v 2 . q(V) = 4x 2 + 8y2 + 4z 2 + 8x z 'v'V = (x,y,z) E IR3

5.5 Diagonalizzare le seguenti matrici simmetriche tramite matrici orto- Determinare una base ortonormale di IR3 rispetto alla quale q si rappresenta
in forma canonica.

::al(': ~) B= (: : D = Gi DD (~ ~ ~ ~) C = 5.12 Data la matrice:

5.6 Sia f : IR3 ---+ IR3 l'endomorfismo dello spazio vettoriale euclideo 1R3
dotato del prodotto scalare canonico, definito da:

determinare l'indice di positività e la segnatura della forma qlLadratica a


essa associata.
250 Capitolo 8 - Spazi vettoriali euclidei @ 88-08- 7257

5.13 Data la forma quadratia di JR4:

q(x ll x 2 , x 3 , x 4 ) = xi + 4x~ + x~ + 4x~ + 4X 1 X2 + 2X 1 X3 + 4X 1 X4 + Geometria del piano


+ 4X 2 X3 + 8X 2 X4 + 4X 3 X4
Determinare la matrice associata a q e gli indici di positività, di negatività
e la nullità della forma.

1. Rappresentazione di punti e di rette

D'ora in poi supporremo fissato un riferimento cartesiano ortonormale


RC(O, i,j) e indicheremo con (x, y) le coordinate di un punto P del piano
rispetto a tale riferimento.

----->
1.1 Determinare le coordinate del vettore P 1 P 2 essendo (2, -l) e (0,3) le
coordinate dei punti P 1 e P 2 rispettivamente.

Soluzione

Si ricordi che le coordinate del vettore v = P----->


1 P 2 uguagliano la differenza
delle coordinate omonime di P2 e P1 •
Nel caso in esame si ha quindi: v = P----->
1 P 2 ( -2,4).

----->
1.2
----->
Verificare che il vettore P 1 P2 di estremi P 1 (3,2) e P2 ( -l, O) e il vettore
P{P~ di estremi P{(O,O) e P~(2, l) sono paralleli.

Soluzione
Risulta:

----->
P;P~(2, 1)
-----> ----->
pertanto: P 1 P2 = -2P{ P~, quindi i vettori sono paralleli.

1.3 Determinare le coordinate del punto medio P del segmento di estremi


P1 (1,2), P2 (-1,4).
252 Capitolo 9 - Geometria del piano @ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257
1 - Rappresentazione di panti e di rette 253
Soluzione
Ricordando che le coordinate del punto medio di un segmento sono date Per ottenere ?'e~uazione cartesiana basta ricordare che se i vett . AP
dalla semisomma delle coordinate omonime degli estremi, si ha: sono parallelI, Il determinante delle loro coordin t d OrI e v
zero; deve essere quindi: a e eve essere uguale a
l - l y=4+2=3
x=--=O
2 2
Ix-l
-1
y -
3
2/ =0
Il punto medio è 2\1(0,3).
Sviluppando tale determinante si ottiene l' equazIOne
" .'
cartesIana della retta:
1.4 Determinare le coordinate del punto P(x,y) simmetrico del punto
3x + Y - 5 = O
A(2, -l) rispetto al punto B(3, l).

Soluzione
1. 7 Scrivere l'equazione ca t · d .
per i due punti: r e8wna e equazzoni parametriche della retta
Imponendo che B sia punto medio del segmento AP si ha:
a) A( -2,1) B(3, -5)
3=2+x - l +y b) A(5, -1) B(5,7)
1=--""-
2 2
Soluzione
da cui si ricava: x = 4, y = 3. a) Ricordando l'equazione della retta nella forma dI' rap por t'I ugua l'I:

X-Xl = y-YI
1.5 Determinare k in modo che il punto P(2, k) risulti allineato coi punti :1: 2 - Xl Y2 - Yl
A(3, -1), B(O, 2).
si ha subito nel nostro caso:
C)~J Il
~ ....' Soluzione
x+2 y-1
La condizione perché i tre punti siano allineati è:
3 + 2 = -.5 - 1
2 k 1 cioè:
3 -1 1 =O
O 2 1 - 6 (x + 2) = 5(y - 1) ovvero 6x + 5y + 7 = O

da cui: k = O. ;~rmararivdaI' adieita ste~sa etqUazione partendo dall'equazione della retta sotto
ermman e:

1.6 Determinare equazioni parametriche e l'equazione cartesiana della X Y 1


retta pas8ante per il punto A(1,2) e parallela al vettore v(-1,3). Xl Y] 1 =0
x2 Y2 1
Soluzione
Detto P( x, y) un punto generico della retta, si ha: Nel nostro caso si ha quindi:

--
AP=tv

dalla quale, traducendo scalarmente, si ottengono equazioni parametriche:


-2
X Y
1
1
1 =0
3 -5 1
X=J- t Sviluppando il determinante si ha:
{
Y = 2 + 3t
6x + 5y + 7 = O
... '

® 88-08- 7257 ® 88-08- 7257 1 - Rappresentazione di punti e di rette 255

254
Capitolo 9 - Geometria del piano
Soluzione
. . (*) Per ottenere equazioni parametriche della ~etta La retta richiesta si scrive subito ricordando che l'equazione della retta di
che comclde con la . delle coordinate, per esemplO x,
basta assumere come parametro t una coefficiente angolare m e passante per il punto (x o, Yo) è:
e ricavare la y dalla (*). .' '.
Si hanno allora le seguenti equazlOm parametnche. y - Yo = m(x - x o)

{ :: ~~t - ~ Nel nostro caso si ha quindi:

. . ltro punto della y + 1 = 5(x - 3)


. ,. ti A e B hanno la stessa aSCIssa, ogm a
b) pOlche 1 due pun .'d d h la retta cercata è parallela
retta AB avrà la stessa asclssa; SI e uce c e ossia:
all'asse y e la sua equazione è:
y = 5x - 16
x=5
(** )
. .' , ervenire seguendo uno qualunque dei mod~
Alla stessa equazlOne SI puo p . . erò che se in questo caso SI 1.10 Determinare il coefficiente angolare della retta r: x - 3y + 2 = O.
descritti nel casO precedente. SI osservI p. . r ' ha'
parte dall'equazione della retta in forma eh rapportI ugua 1 SI . Soluzione

X-5 y+1 x-5=y+1 L'equazione della retta può scriversi y = ~x + ~, da cui si ricava che il
ossia 1
5-5=7+1 O 7+ coefficiente angolare m è dato da: m = l. Del resto basta ricordare che il
. 3
,', x - 5 = O riottenendo così la (**).
In questo caso d eve porsI. , l' . coefficiente angolare m della retta scritta nella forma ax + by + c = O con
-a
Quanto alle equazioni parametriche, esse sono de tlpO. b 1= O è dato da m = b'
:0·1 "
"- ...... x=5
{
y = t 1.11 Determinare i parametri dir'ettori e il coefficiente angolare della retta
passante per i punti A(1, 1), B(-3,2).
poiché la retta AB è il luogo dei punti del piano aventi tutti ascissa 5 e
Soluzione
ordinata variabile in IR.
Si ricordi che i parametri direttori di una retta sono proporzionali alle coor-
dinate di un vettore parallelo alla retta. Ora un vettore parallelo alla retta
1.8 Scrivere l'equazione cartesiana della retta che interseca gli assi x, y, ----+
è il vettore AB e quindi si ha che i parametri direttori della retta sono
rispettivamente nei punti P(3, O) e Q(O, -5). proporzionali ai numeri (-4,1). Noti i parametri direttori di una retta non
parallela all'asse y, il coefficiente angolare m è dato dal rapporto del secondo
Soluzione . d 11' uazione di una retta si ha subito:
Ricordando la forma segmentana e eq al primo parametro direttore; quindi nel nostro caso risulta m = - ~.
~+JL=1
3 -5
1.12 Determinare i parametri direttori delle .seguenti rette:
quindi: a) TI: x = t, y = 1 - 2t b) r 2 : 2x - y - 3 = O
5x - 3y -15 =O Soluzione
a) I parametri direttori di r 1 sono proporzionali ai numeri (1, -2), coeffi-
cienti del parametro t nelle date equazioni parametri che della retta.
'l nto
Il
1.9 Determinare l'equazione cartesiana della retta passante per ~ pu b) Ricordando che i parametri direttori l, m di una retta scritta nella forma
ax + by + c = O sono proporzionali ai coefficienti -b, a dell'equazione
P(3, -1) e di coefficiente angolare 5.
" ì
i
I
@ 88-08- 7257
256 Capitolo 9 - Geometria del piano @ 88-08- 7257 2 - Pamllelismo. Fasci di rette. Perpendicolarità
257

della retta, nel caso in esame si ha subito: I due vettori richiesti sono dun ue _lv 5
d 11 '" q 2 11 2"v 2 e le loro coordinate sono date
a e seguentI COppIe dI numeri:
pl = l pm=2 p-:fO

Si può procedere anche cosÌ. Due punti della retta sono per esempio
A(2,1), B(I, -1), e quindi, per il significato di parametri direttori ri-
cordato nell'esercizio precedente:
1.15 Determinare il t Ad"
)" _ pun o Z tntersezione delle rette incidenti:
o-l = (1 - 2) = -1 o-m = (-1 - 1) =-2 a r. y - 2x - 1 s :x +y - 5= O
b) r: x = l + t, Y = 2 - t s : x = t', Y = 3 + t'
che per o- = -p coincidono coi valori già trovati.
Soluzione
a) Risolvendo il sistema:
1.13 Scrivere l'equazione cartesiana della retta passante per il punto
P(2, -1) e avente per parametri direttori (-2,3). 2x - y - 1 = O
{
Soluzione x+y-5=0
Si ha subito:
si ha x = 2, y = 3 e quindi è A(2, 3).
X = 2 - 2t x-2 y+l b) Il punto A = r n s corrisponde al val d l
{ o anche tro t' soluzione del sistema: ore e parametro t o del parame-
Y = -1 + 3t -2 3

cioè:
{
l + t = t'
;) .• J ,(
......... 2 - t = 3 + t'
3x + 2y - 4 = O
Si ha quindi t = -1 e t' = O. S
ottiene A(O, 3). ostituendo nelle equazioni di r o dI' s SI'
1.14 Decomporre il vettore v di coordinate (1, -3) in due vettori paralleli
rispettivamente alle rette r I : x - 3y + 1 = O, r 2 : x = i, Y = 1 - t.
Soluzione 1.16 Determinare i vertici del tria l' . .
r: x +y _ 1_ O .2 ngo o z cuz latz appartengono alle rette
Tra i vettori paralleli alla retta r I (aventi tutti coordinate proporzionali ai - ,S. x + Y - 2 = O, t: x + 2y - 2 = O.
parametri direttori di r 11 cioè ai numeri (3, 1)) consideriamo il vettore v 1 Soluzione
avente per coordinate i numeri (3, l), e tra i vettori paralleli alla retta r2
consideriamo il vettore v 2 avente per coordinate i numeri (1, -l) (parametri
~a:'ta. trovare i punti di intersezione delle rette dat
ClOe nsolvere i seguenti tre SI'st . . . e prese a due a due,
direttori di r 2 ); si tratta allora di decomporre il vettore v in due vettori . emI CIascuno dI due eq . . l' ..
Incognite: uaZlOllI mean m due
paralleli rispettivamente ai vettori v 1 e v 2 o, ciò che è lo stesso, di esprimere
v come combinazione lineare di v I e v 2' x+y-1=0
Scritta la relazione vettoriale:
{ { x+ y-1=0 { 2x + Y - 2 = O
2x +y - 2=O x + 2y - 2 = O x + 2y - 2 = O
La soluzione del primo sistema è: x = 1 _
Y -- 1,queIl a d el terzo: x = -2 2 ' Y - O, quella del secondo: x = O
traducendo scalarmente si ha: - - I . '. '
3' Y - 3' vertiCI del tnangolo sono quindi i
punti A(1, O), B(O, 1), c(~,~).

da cui: À = _1:.
2
258 Capitolo 9 - Geometria del piano @ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257
2 - Parallelismo. Fasci di rette. Perpendicolarità
2. Parallelismo. Fasci di rette. Perpendicolarità 259
Soluzione
Si può scrivere prima la retta passante er p p .
2.1 Scrivere l'equazione della retta passante per il punto P(3, -2) e pa- nell'esercizio precedente S· " P l' 2 e pOI procedere come
rallela a ciascuna delle seguenti rette: . . . 1 puo lIlvece osservare ch l
metn dIrettori proporzionali ai n ' e a retta P1 P2 ha para-
a) x = t, Y = 1 - t b) 2x + 3y + 2 = O c) x = 2 , , umen (x. - x y ) , '(1 )
pOlche rette parallele hanno param t 'd' 2t ,l' 2 - Y1 ,cIoe ,6; quindi
, ,
ugualI), SI ha che l'eq' e , n Ire ton propor'ZIOnal'1 ('1Il partIcolare
.
Soluzione
uazlOne cartesIana della retta richiesta è:
a) Ricordando che rette parallele hanno parametri direttori proporzionali,
poiché i parametri direttori della retta data sono proporzionali a (1, -1), x-2_y+3
equazioni parametriche della retta richiesta sono: 1 --6-
cioè:
{
X = 3 + ti
y = -2 - ti
6x - y - 15 =O
b) Si può scrivere l'equazione della retta richiesta ricordando che la paral- Equazioni parametriche sono:
lela alla retta ax + by + c = O passante per il punto (x o, Yo) è data da
a(x - x o) + b(y - Yo) = O. Nel nostro caso si ha quindi che la retta
richiesta è: { x= 2+t
y = -3 + 6t
2(x - 3) + 3(y + 2) = O
2.3 Determinare il quarto ve7'tice Dd'
cioè: B( -1 2) C(3 3) .' . z un parallelogramma di cui A(2 1)
" , sono vertzcz consecutivi. ' .,
2x + 3y -12 = O Soluzione

Si può procedere anche cosÌ. La retta generica parallela alla data ha Il punto D è l'intersezione della parallela
per A alla retta BC. per C alla retta AB Con la parallela
equazione:
2x + 3y + k = ° In base a quanto detto nell'esercizio
per C alla retta AB ha e q '
uaZIOne:
.
precedente SI ha che la parallela

Imponendo il passaggio per (3, -2) si ha:


cioè:
12 + k = O

da cui k = -12, e quindi sostituendo nella precedente si riottiene l'e- x + 3y - 12 =O


quazione: 2x + 3y - 12 = O.
c) La retta richiesta, dovendo essere parallela alla x = 2, sarà del tipo: La parallela per A alla retta BC h '
a equazIOne:
x = X o ove X o rappresenta la comune ascissa di tutti i suoi punti e in
particolare del punto P; pertanto essa ha equazione:
cioè:
x=3
x - 4y + 2 = O
Risolvend 'I .
2.2 Scrivere l'equazione cartesiana ed equazioni parametriche della 7'etta o I SIstema delle due equazioni (*) e (**) si h, _ 6
a. x - ,y = 2.
passante per P(2, -3) e parallela alla retta congiungente i punti P 1 (3, -1),
P2 (4,5). 2.4 Scrivere l'equazione ca7'tesiana della d'
tra le rette parallele r' 3 _ 3_ me wna della striscia comp7'esa
. x y + - 0, s: 6x - 2y + l = O.
260 Capitolo 9 - Geometria del piano

Soluzione
@

Le due rette date intersecano per esempio l'asse x rispettivamente nei punti
88-08- 7257
r· @ 88-08-

Soluzione
7257
2 - Parallelismo. Fasci di rette. Perpendicolarità

Due rette sono par~llele se i coefficienti delle incognite sono proporzionali'


261

A( -1, O) e B ( - i, o). La retta richiesta, parallela alle rette date, deve


I pertanto deve averSI: '

k 3
intersecare lo stesso asse x nel punto medio del segmento AB. Tale punto 1 -7
medio ha coordinate ( - 172' O)
e pertanto la retta richiesta ha equazione:
da cui: k -- 3 qUIIl
. d'l l' .
-7' equazIOne della retta diviene:

6 (x + 172) - 2y = O 3x - 21y +7= O

2.7 . Date le rette r: 2hx + y - 1 = O ed s: x +2 +k =


O
cioè: stabilire per
qualz valori di h e k le rette sono: y,
a) incidenti b) parallele non coincidenti
12x - 4y +7= O
Soluzione
c) coincidenti

Dobbiamo discutere il sistema delle equazioni delle due rette:

2.5 Date le due rette parallele r : x - 2y + 3 = O, s : 3x - 6y - 5 = O, { 2hx + y - 1= O


scrivere l'equazione cartesiana della retta t simmetrica di r risp~tto a s. x + 2y + k = O

a) ~ffinché le rette siano incidenti, ovvero si incontrino in un punto il


Soluzione
SIstema (*) deve ammettere una sola soluzione e pertanto deve esse;e:
La retta richiesta, dovendo essere parallela a r ed s, ha equazione del tipo:
•.
",(
' "
11
2h
211 =f. O ossia
x - 2y + k =O

La retta r interseca per esempio l'asse x nel punto A( -3, O), la retta s b) ~ffinché ~e .rette ~,iano parallele e distinte il sistema (*) deve risultare
IIlcompatIbIle e CIO avviene se:
interseca lo stesso asse x nel punto B (~, O) mentre la retta (*) interseca
2h
l'asse x nel punto C( -k, O). Ora la retta (*) risulta simmetrica di r rispetto 1 l 11 = O
2
a s se il punto C risulta simmetrico di A rispetto aB, cioè se B è punto
medio tra A e C. Deve essere quindi: ovvero se: h = 1:.4' k..../..-2
r .
5 -3 - k c) Le .r,ette s.ono coincidenti se e solo se il sistema (*) ammette 00 1 soluzioni
3 2 e CIO aVVIene se e solo se: '

da cui: k = _1:. Sostituendo tale valore di k nella (*) si ha che l'equazione


della retta richiesta è:
ovvero se: h = 1:. k
4"
= -2 .
3x - 6y - 19= O

2.6 Determinare k in modo che la retta r: kx + 3y - 1 = O risulti parallela


!.
8 Determinare l'equazione cartesiana della retta passante per il punto
z zntersezwne delle due rette r: x - 2y = O s: 2x + 3 - 7 - O .
punto P(l, -2). , y - , e per zl
alla retta s: x - 7y + 1 = O.
262 Capitolo 9 - Geometria del piano @ 88-08- 7257 @ 88-0H- 7257
2 - Parallelismo. Fasci d'i rette. Perpendicolarità
263

Soluzione . . . l d'l sistema La condizione di passaggio per (-2,1) dà:


Il punto di intersezione delle due rette (c?~ SI ottIene ~ISO ve~ lO 1
formato con le equazioni delle due rette) e Il punto x - 2, y . À + 3/1- = O
La retta cercata ha quindi equazione:
equazione in À, /1- che determina i due parametri omogenei a meno di un
x Y 1 fattore di proporzionalità. Assumendo per esempio /1- = 1, dalla precedente
1 -2 1 = O si ha À = -3, onde la retta richiesta ha equazione:
2 1 1
5x - y + Il = O
cioè' 3x - y - 5 = O. l d' t
. 'Per risolvere questo problema non è però ne~essar~o trovare e coor ma e Per scrivere l'equazione della retta generica del fascio, anziché usare i pa-
del punto d'intersezione delle rette date: basta mfattI osservare ~he la re~ta rametri omogenei À, /1- si può usare il parametro non omogeneo k e quindi
scrivere:
richiesta appartiene al fascio determinato dalle due rette date. a genenca
retta di tale fascio ha equazione:
2x - y + 3 + k(x - 2y - 2) =O
x - 2y + k(2x + 3y - 7) = O
il passaggio per (-2,1) dà: 2 + 6k = O, da cui k = -~, e sostituendo nella
. d'.1 la precedente
La retta richiesta deve passare per ( 1, - 2) e qum . equazione precedente si ottiene la (**).
.
deve essere soddIsfatta per x - 1 ,y = -2 , per CUI deve essere.
2.10 Determinare l'equazione cartesiana della retta del fascio precedente
1+ 4 + k(2 - 6 - 7) = O e parallela alla retta t: x + 2y - 1 = O.
Soluzione
5
-
'JIC
,... da cui si ricava: k = U. . . Scritta l'equazione della generica retta del fascio nella forma [2.9, (*)] si ha
Sostituendo tale valore di k nella (*) SI ottiene: che essa risulta parallela alla retta t se:

x - 2y + ~ (2x + 3y - 7) = O
11
cioè se:
cioè: 3x - y - 5 = O. ,
Questa equazione, che coincide con quella precedentemente trovata, e
quella della retta richiesta. 5À + 4j1 = O

da cui si trae, per esempio, À = 4, j1 = -5 e la retta richiesta è:


Determinare l'equazione cartesiana della retta del fascio ind~ViduattO
dalle rette r: 2x - y + 3 = O, s . x - 2Y _ 2 = O e passante per zl pun ,o
2.9 3x + 6y + 22 = O
A(-2,1).
Si può pervenire allo stesso risultato procedendo nel modo seguente.
Soluzione La generica retta parallela alla retta t ha equazione:
La generica retta del fascio ha equazione:
x + 2y + k = O
À(2x - y + 3) + /1-(x - 2y - 2) =O
Questa forma fascio con le due rette r ed s (di cui all'esercizio 2.9) se:
cioè:
1 2 k
2 -1 3 =O
1 -2 -2
264 Capitolo 9 - Geometria del piano @ 88-08- 7257
@ 88-08- 7257 2 - Parallelismo. Fasci di rette. Perpendicolarità 265
22
cioè, sviluppando, se: 3k - 22 = O, da cui si ricava: k = 3'
imponendo la condizione di parallelismo con la retta t si ottiene la seguente
Sostituendo tale valore di k nella (**) si riottiene la (*). condizione per k:

2+k 3+ 5k
2.11 Determinare l'equazione cartesiana della retta del f~scio individuato 2 lO
dalle rette r: 2x - 3y = O, s: x - 5y + 1 = O e parallela all asse y.
da cui si ricava: 14 = O. Questo assurdo significa che l'equazione in k è
Soluzione . impossibile. Il fatto è che, al variare di k, dall'equazione (**) si ottengono
La generica retta del fascio formato dalle due rette date ha equazIOne: tutte le rette del fascio tranne la retta x - 5y + l = O cui non corrisponde
alcun valore finito di k. A tale retta si fa corrispondere il valore k = 00. La
(2'\ + p,)x - (3'\ + 5p,)y + p, = O retta richiesta è quindi, come precedentemente si era trovato, x - 5y+ 1 = O.

Tale retta è parallela all'asse y se è nullo il coefficiente della y cioè se: 2.13 Determinare l'equazione cartesiana della retta del fascio individuato
dalle rette r: 2x + y - l = O, s: 3x - 2y - l = O e che incontm l'asse x nel
3,\ + 5p, = O punto P(3, O).
Soluzione
da cui si trae per esempio ,\ = 5, P, = -3, onde la retta richiesta ha equa-
La retta generica del fascio ha equazione:
zione:
.. ,-
-lid::; (2 + 3k)x + (l - 2k)y - l - k =O
7 x - 3 = O ovvero ;J: = "73
Per y = O la precedente dà x = l + kk' . Per la condizione posta dal problema
2+3
deve essere quindi:
'J
-... -,e 2.12 Determinare l'equazione cartesiana della retta del fascio precedente
e parallela alla retta t: 2x - 10y - 1 = O.
l +k =3
Soluzione 2 + 3k
Scritta la generica retta del fascio nella forma (*) dell'esercizio precedente,
essa risulta parallela alla retta data se:
cioè: 8k +5 = O, da cui k =-~ e quindi la retta richiesta ha equazione:

2,\ + p, _ 3,\ + 5p, :r + l8y - 3 =O


2 lO

r
CIOe se.. 14'/\ = O. La retta richiesta si ottiene quindi dalla [2.11, . per
(*)] 2.14 Determinare l'equazione cartesiana della retta del fascio precedente
,\ = O e p, qualunque i- O. In particolare per f1 = 1 si ottiene equazIOne: e avente coefficiente angolare -l.
Soluzione
x - 5y + 1 = O
Il coefficiente angolare della retta [2.13, (*)] è (Si ricordi che m = _ ~ ):
2+3k .
Si osservi che se il fascio [2.11, (*)] si scrive col parametro non omogeneo k: - 1 _ 2k' per cm deve essere:

2x - 3y + k(x - 5y + l) = O _2 + 3k =-1
1- 2k
cioè:
cioè: 5k +l = O, da cui k = - ~ e quindi la retta richiesta ha equazione:
(2 + k)x - (3 + 5k)y + k = O
7:1.' + 7y - 4 =O
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2.15 Determinare l'equazione cartesiana della retta del fascio individuato Si può procedere anche nel modo seguente. La retta generica del fascio
dalle rette r: x + 2y = O, s: y = O e parallela al vettore v(2, -3). individuato dalle rette s e t ha equazione:
Soluzione
La generica retta del fascio individuato dalle rette date ha equazione: (2 + 3k)x + (1 + 2k)y - 1=O

x+(2+k)y=0 La retta r appartiene al fascio precedente se esistono un valore di k e uno


di h per cui la (*) e l'equazione x + 2y - h = O rappresentano la stessa retta.
e i suoi parametri direttori risultano proporzionali ai numeri (2 + k, -1). Ma perché ciò sia, deve essere:
Poiché la retta cercata deve avere i parametri direttori proporzionali ai
numeri (2, -3), deve essere:
2+ 3k
--- 1 + 2k -1
l 2 -h
2+k -1
2 -3 Dall'uguaglianza dei primi due rapporti si ha: 3 + 4k = O da cui k =-~
per cui l'uguaglianza, per esempio, tra il primo e il terzo rapporto dà: 4'
da cui si ricava: k = -~ . L'equazione della retta richiesta è quindi:
3
2- -9 1
=-
3x + 2y = O 4 h
ossia: h = -4 che coincide col valore precedentemente trovato.
2.16 Determinare le coordinate del centro del fascio di rette:

(2 + k).T + (1 - 2k)y + 3 + 2k = O 2.18 Determinare l'equazione cartesiana della retta comune ai d'ne fasci
individuati l'uno dalle due rette r: x + y - 2 = O, s: x + 2y - 3 = O e l'altro
J ·e
....... Soluzione dalle due rette r': x - y + 1 = O, s': 2x + y - 7 = O.
Basta determinare le coordinate del punto di intersezione di due rette qua-
Soluzione
lunque del fascio. Due rette del fascio (ottenute rispettivamente per k = O
e per k = 1) sono: Si può procedere in più modi.
U n primo modo è il seguente. Poiché la retta richiesta è quella che
2x + Y + 3 = O 3x - y +5= O congiunge il punto P 1 comune alle prime due rette (centro del primo fascio)
con il punto P2 comune alle altre due rette (centro del secondo fascio),
8 1
Il loro punto comune (centro del fascio) ha coordinate: x = - 5"' y = 5"' determiniamo prima i punti P 1 e P2 risolvendo rispettivamente i due sistemi:

x+ y-2=0 x-y+1=0
1) { 2) {
2.17 Determinare il parametro h in modo che la retta r: x + 2y - h = O x + 2y - 3= O 2x + y -7 = O
appartenga al fascio individuato dalle rette s: 2x + y - 1 = O, t: 3x + 2y = O.
Soluzione
Dal sistema 1) si ha che le coordinate di P 1 sono (1,1) e dal sistema 2) che
Ricordando che la condizione perché tre rette appartengano a uno stesso le coordinate di P2 sono (2,3). La retta richiesta P1 P2 ha quindi equazione:
fascio è che il determinante formato coi coefficienti delle equazioni delle tre x-l_y-l
rette sia nullo, si ha che deve essere: => 2x - y - 1 = O
2-1 3-1
1 2 -h Una seconda maniera di procedere per risolvere l'esercizio proposto, che è
2 1 -1 =O poi la più semplice, è la seguente.
3 2 O La retta generica del primo fascio, come si è visto, ha equazione:

cioè: h = -4. (1 + k)x + (1 + 2k)y - 2 - 3k = O


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b) Ricordando che una qualunque perpendicolare a una retta di coefficiente


Una tale retta appartiene al fascio individuato dalle rette r ' ed Si se:
angolare m i- O ha coefficiente angolare mi = _l.-, la retta richiesta ha
m
1+k 1 + 2k - 2 - 3k equazione:
1 -1 1 =0
2 1 -7 Y- 1= -"31 (x + 2) =? x + 3y - 1=O

da cui: c) Dalla condizione di perpendicolarità di due rette espressa tramite i pa-


l5k +9 = O ossia
3
k =-- rametri direttori: ll' + mm' = O, essendo (2, -3) i parametri direttori
5 della retta data, si ha che i parametri direttori di una perpendicolare a
e sostituendo tale valore di k nell'equazione del fascio si ottiene l'equa- essa sono proporzionali a (3,2) e quindi l'equazione della perpendicolare
zione della retta richiesta, che è: 2x - y - 1 = o. richiesta è:
x+2_y-l