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Conduttore in equilibrio elettrostatico

Un buon conduttore elettrico carico o neutro (Es. Rame) contiene


cariche (elettroni) che non sono legate a nessun atomo e libere di
muoversi. Quando non esiste nessun movimento risultante di cariche
il conduttore si dice in equilibrio elettrostatico  def: Eint=0
Proprietà di un conduttore in equilibrio elettrostatico:
•Un qualunque eccesso di carica su un conduttore isolato deve risiedere
sulla superficie esterna.
•Vint=cost P2

V p2 − V p1 = − ∫ E ⋅ d s = 0 → V p2 = V p1 = cost
r r
P1 Densità superficiale E⊥S
Superficie gaussianai di carica
interna al conduttore
σ
E=
ε0 E
P2

P1
Φ s (E ) =
1
∑Q =0
ε0
i
i

P1
Conduttore cavo carico in equilibrio elettrostatico
1. Sulle pareti della cavità la carica è nulla.
2. Il campo elettrico all’interno della cavità è nullo

Immaginando per assurdo che un campo E


sia presente nella cavità generato da una
separazione di cariche +q e -q,
esisterà un percorso c congiungente due Superficie
punti A e B all’interno della cavità tale che gaussiana
-B
-
- C
2
C -
E =0
∆V = − ∫ E ⋅ ds ≠ 0
+ int
r r
+
+A+ +

c A→B
Ma questo è impossibile perché tutti i punti
del conduttore sono allo stesso potenziale VA=VB
quindi Eint=0

La carica in un conduttore in equilibrio elettrostatico si distribuisce sempre sulla superficie


esterna anche se il conduttore è cavo. Il campo elettrico interno è sempre nullo Eint=0
Campo e Potenziale di una sfera conduttrice carica
in equilibrio elettrostatico

dq
σ= = cost
ds
Considerando una superficie sferica concentrica
con la sfera conduttrice, ma di raggio r>R, dal
teorema di Gauss si ha:

Procedendo al calcolo del potenziale per r > R, in modo


analogo a quanto dedotto per un carica puntiforme,
otteniamo:

ଵ ொ ଵ ொ
ܸ= per r=R: ܸ=
ସగఌబ ௥ ସగఌబ ோ
Potere delle punte in conduttori carichi
Qtot
Q1,R1,σ1 Q2,R2,σ2

q2
q
σ1 = 1 2
V=cost σ2 =
4πR1 equilibrio elettr. 4πR22

1 q1 1 q2 q1 R1
V= ⋅ = ⋅ =
4πε 0 R1 4πε 0 R2 q2 R2

σ 1 q1 R22 R2
= ⋅ 2 =
σ 2 q2 R1 R1
q σ E1 σ 1 R2
E= = = =
4πε 0 R 2
ε0 E2 σ 2 R1

Minore il raggio di curvatura maggiore il campo E !


Generatore elettrostatico di Van de Graaff

LNS TANDEM

Corona dis.
Capacità di un conduttore carico I (isolato)

Grandezza positiva

Q
C= Q
V
V

1[Coul om b]
1[Farad ] =
1[Volt ]
Dipende solo dalla geometria del conduttore

Es: Capacità di una sfera conduttrice carica

Q Q
C= = = 4πε 0 R
Vsfera 1 Q

4πε 0 R

R
Capacità di un conduttore carico II
Condizione di induzione completa tra due conduttori Es:
(condensatore)

Capacità di un sistema di placche conduttrici (armature) piane e parallele


Carichiamo il nostro sistema
trasferendo della carica q
da una armatura all’altra
C=
∆V
Dipende solo dalla
d
r
E geometria delle armature

calcoliamo la capacità
di questo sistema
A
Applichiamo il teorema di Gauss
q q σ
φS ( E ) = = E ⋅ A ⇒ E = =
r
Sgauss
ε0 ε0 A ε0
q q q ⋅ε0 ⋅ A ε0 ⋅ A
∆V = E ⋅ d C= = = =
∆V E ⋅ d q⋅d d
Condensatore Cilindrico

Gauss

b
r r b b q dr q b
∆V = − ∫ E ⋅ ds = ∫ E ⋅ dr = ∫ = ln
a a a 2πε 0 l r 2πε 0 l a


Calcolare la capacità di un condensatore sferico
Calcolare la capacità di un condensatore sferico

Calcolo del campo elettrico tra le armature


attraverso il teorema di Gauss

Q b r r b b dr  1 1
Er = k e 2 ∆V = − ∫ E ⋅ ds = ∫ E ⋅ dr = keQ ∫ 2 = keQ − 
r a a a r
a b
Condensatori in parallelo
ddp V costante ai capi di
tutti gli elementi

Calcoliamo la capacità equivalente di questo sistema di condensatori

Capacità
equivalente
Condensatori in serie
Carica costante all’interno degli elementi
Energia Immagazzinata nel
Campo Elettrico

Variazione di energia Energia


elettrostatica
E2
Dove è immagazzinata questa energia ?

1 CV 2
u= ⋅
2 S ⋅d 1 V2 1
u = ε0 2 = ε0E2
S 2 d 2
C = ε0
d Densità di Energia
Condensatore Piano con dielettrico
A carica Q0 costante

La ∆V
diminuisce

∆V0
k= >1
∆V
Definiamo κ costante dielettrica (relativa)
del dielettrico interposto
ε=κε0 costante dielettrica (assoluta)
Il dielettrico:
• Aumenta la capacità del condensatore
•Fornisce un supporto meccanico tra le armature

valore limite di campo elettrico


oltre il quale si manifesta una scarica

15x106
Dielettrici dal punto di vista microscopico
Molecole Polari Polarizzazione per orientamento

Momento di di dipolo
+ elettrico
-

E
p Legame covalente polare
allineamento
Molecole Apolari Polarizzazione elettronica
E
O2
- + Assenza di momento di
di dipolo elettrico

Momento di dipolo indotto p=0


tende ad allinearsi con il campo E
E
pi
Legame omopolare
allineamento
Dielettrico omogeneo e isotropo
disordine E=0 Composto da molecole
polari o apolari

In presenza di un campo elettrico


si produce un allineamento dei dipoli molecolari.
allineamento
Il grado di allineamento dei dipoli
dipende dal campo E e dalla temperatura

A causa del campo E, sul dielettrico apparirà


una densità di carica superficiale indotta

σ− σ+
E0 campo applicato
E’ campo dovuto ai dipoli
E campo elettrico finale

E0
E=
Cariche di
k
polarizzazione
Vettore polarizzazione P
Abbiamo visto che in conseguenza dell’applicazione
di un campo elettrico ciascun atomo o molecola del
dielettrico assume un momento di dipolo elettrico medio <p>
parallelo e concorde a E

Considerato un volumetto ∆τ nel punto O in cui sono


contenuti ∆N atomi (o molecole), il momento
O
di dipolo risultante ∆p sarà dato da E
∆τ

∆p=∆N <p>
Il momento di dipolo per unità di volume sarà quindi:

∆ ∆ Con n numero di molecole (o atomi)


      per unità di volume
∆ ∆

Se facciamo tendere ∆τ  0 otteniamo il valore di P nel punto O


(limite fisico) ∆τ piccolo su scala macroscopica, ma sempre abbastanza
grande da contenere un numero di atomi o molecole per cui abbia senso la media <p>

Il vettore P caratterizza l’effetto di formazione dei momenti


di dipolo indotti dal campo esterno (vettore polarizzazione)
Dielettrici lineari
Nella maggior parte dei dielettrici risulta che P è proporzionale a E

in tal caso possiamo quindi scrivere la relazione:

 = ૙ χ Con χ Suscettività Elettrica

Relazione tra P e la carica di polarizzazione

Ritornando al nostro condensatore a facce piane e parallele


riempito completamente di dielettrico polarizzato uniformemente, suddividendo la
Σ0 e altezza dh parallela a P
lastra di dielettrico in prismi infinitesimi di base dΣ

 =   = ଴ 
equivalente

Ricordando la definizione di dipolo elettrico ±


௣ = ± ଴ → ±σp= ±
Se consideriamo due prismi sovrapposti con una base in comune
la carica +dqp di un prisma è bilanciata dalla carica –dqp dell’altro sulla base comune

-dqp
---
---

+dqp=0
P P

++++++ +dqp

Ripetendo l’operazione ed impilando i prismi rimangono non compensate solamente


le cariche sulle basi dei prismi che appartengono alle facce della lastra

La lastra viene quindi ad essere equivalente a due distribuzioni di carica


σp 
localizzate sulle facce con densità di carica superficiale σ


࢖   ∙ 
Più in generale la σp è uguale alla componente di P
lungo la normale alla superficie del dielettrico
Se la polarizzazione del dielettrico è uniforme non si manifestano cariche
all’interno del dielettrico.

Supponiamo adesso che la polarizzazione non sia uniforme. Consideriamo due prismi infinitesimi
contigui entro la massa del dielettrico in modo che il loro asse (x) sia parallelo al vettore P

dΣ0
   dΣ0
′  ᇱ dΣ0 P
+dq
 x
ᇱ  P   +++
+++- - -
 --- -dq’
P’
Le due cariche non si compensano

Densità di volume delle


Cariche di polarizzazione
La carica dQ totale posseduta dall’elemento
di superficie dΣ0 sarà quindi:

ௗ௉
  d ଴ − ᇱ d ଴    d ଴ ௣  
ௗ௫ 

Più in generale la ρp in un volume ࢞ ࢟ ࢠ


࢖ ൌ   ൅
infinitesimo dττ =dx dy dz   
Somma delle derivate
rispetto a x,y,z delle rispettive componenti di P
Relazione tra cariche di polarizzazione e cariche libere
in un dielettrico omogeneo e isotropo (polarizzazione uniforme)

carica libera costante

Cariche
libere

Dielettrico omogeneo e isotropo

Cariche superficiali di
polarizzazione

Nota la carica libera e κ possiamo determinare la carica di polarizzazione


Relazione tra costante dielettrica relativa e suscettività elettrica

utilizzando il teorema di Gauss nel caso di un


condensatore a facce piane e parallele con dielettrico
−
omogeneo e isotropo (polarizzazione uniforme)
|࢖ | = |࢒ |

abbiamo quindi ricavato la relazione

૙ |࢒ |
Risulta inoltre che = = |࢒ | = ૙ 
 ૙

Ricordiamo che |࢖ | =   = ૙ χ

Sostituendo le densità di carica nella prima equazione otteniamo:

− per un
 = ૙   =  −  ૙ 
 dielettrico lineare

=
+χ Valida in generale
Operatori vettoriali (gradiente,divergenza,rotore)
Abbiamo visto in precedenza come sia possibile ottenere le componenti del vettore campo elettrico E
in un punto qualsiasi mediante la derivazione parziale della funzione (scalare) potenziale elettrico:

In modo tale che il


campo vettoriale si
scrive come

Definiamo il vettore simbolico nabla ∇, come:


డ డ డ Si tratta di un vettore simbolico le cui componenti sono gli

≡ + +k operatori di derivazione parziale prima secondo gli assi coordinati.
డ௫ డ௬ డ୸
Può agire su funzioni scalari o vettoriali

Possiamo quindi definire l’operatore డ௏ డ௏ డ௏


Gradiente applicando l’operatore alla
≡ + +k  = −
≡ −
funzione scalare V
డ௫ డ௬ డ௭

scalare

Dato un campo vettoriale vettore



=  +  + k 
possiamo applicare l’operatore nabla in diversi modi

࢞ ࢟ ࢠ


Prodotto scalare  ∙  ≡   ≡ + + Divergenza
  
 
Prodotto vettoriale ˄ ≡   ≡ ≡ + +
డ డ డ డ௎೥ డ௎೤ డ௎ೣ డ௎೥ డ௎೤ డ௎ೣ
డ௫ డ௬ డ௭ డ௬

డ௭ డ௭

డ௫ డ௫

డ௬
Rotore




Un altro operatore (scalare) utilizzato frequentemente è:  =  ∙  (laplaciano)

Questo può essere applicato sia ad un campo scalare f


ଶ ଶ ଶ
  
 ଶ  ≡

 ≡ ଶ + ଶ + ଶ
  

Oppure ad un campo vettoriale U

 ଶ  ≡

 ≡  ଶ ௫ +  ଶ ௬ + k ଶ ௭


˄ ∙ = 0
Si può dimostrare (esercizio): rot (grad V)=0 V funzione scalare


∙ ˄ = 0
div (rot U)=0 U funzione vettoriale
Dimostriamo che
˄ ∙ = 0

Ricordiamo la definizione di gradiente di un campo scalare

  
∙ = + +k =
  
Ricordiamo la definizione di rotore di un campo vettoriale
 







˄ ≡   ≡ ≡ + +
        
− − −



     
˄ ∙  ≡  + +
           
− − −

I termini tra parentesi sono tutti nulli per la proprietà delle derivate seconde miste
di essere indipendenti dall’ordine di derivazione

˄ ∙  = 0

Ma questo era atteso perché il prodotto vettoriale di due vettori paralleli


è nullo
Teorema della divergenza

Il flusso ΦS(U) del campo vettoriale U attraverso una superficie chiusa arbitraria S
è uguale all’integrale della div U esteso a tutto il volume τ racchiuso da S

Φ      ∙      τ
 τ
Dimostrazione:
Dato il campo vettoriale U e fissato un sistema di z
riferimento cartesiano, consideriamo un cubetto di lati
infinitesimi dx dy dz e calcoliamo il flusso
di U attraverso la sua superficie
dz
Consideriamo le due superfici (anteriore e posteriore) dzdy
Anteriore dS= + i dz dy dx
dy
Posteriore dS =- i dz dy
y
Se sulla superficie posteriore il campo vettoriale vale U sulla x
డࢁ
superficie anteriore sarà ′    డ௫ 
Il contributo al flusso attraverso le due superfici sarà quindi:
 

∙  
 ∙       ∙  = ∙  = = ೣ 
   




         τ
Ripetendo il discorso per le altre quattro facce del cubetto
otteniamo che il flusso totale attraverso la sua superficie è :   
Passiamo ora ad analizzare il flusso di U attraverso
una superficie finita chiusa arbitraria S

Si immagini di dividere tutto il volume τ da essa


racchiuso in volumetti infinitesimi, integriamo quindi su z
S
tutti i contributi di flusso

Se si fa la somma dei flussi d uscenti dalle superfici


laterali di due volumetti contigui, il termine
corrispondente al flusso attraverso la faccia di contatto
scompare in quanto esso figura con segno opposto y
x
Il flusso attraverso la superficie complessiva
di due cubetti contigui sarà
   ᇱ + ᇱᇱ   ᇱ τ   ᇱᇱ τ

Ripetendo il discorso per tutte le coppie di volumetti


contigui, avremo che la somma di tutti i flussi
infinitesimi si riduce al flusso uscente dalla superficie S

   Φ ௌ  Φ ௌ      τ
τ

Possiamo applicare il teorema della divergenza al campo


elettrostatico ed esprimere il teorema di Gauss in forma
differenziale (locale)
Teorema di Gauss in forma differenziale
Considerato un cubetto infinitesimo dx dy dz posto in un punto P
nel caso del campo elettrico E avremo che il flusso di E
attraverso la superficie del cubetto (teorema della divergenza):

௫ ௬ ௭
         τ z
  
P
Ma come sappiamo per il teorema di Gauss il flusso di E attraverso
una superficie chiusa è pari a ௜ /଴ dz ௜
௜  
     τ   dxdydz= τ
dx
dy
଴ ε଴ ε଴
y
x
 Densità di carica in P

∙    =
ε଴
Campo elettrico in P

Avevamo visto che il campo E (conservativo) si può scrivere in


termini di gradiente del potenziale V   
 

Possiamo applicare l’operatore rotore al campo E !"  


˄  !"   0
Se il campo è conservativo il suo rotore risulta nullo

   → !"   0
un campo conservativo è irrotazionale
Teorema di Gauss nei dielettrici – vettore induzione elettrica D

il teorema di Gauss resta valido a patto di tenere in conto ql + q p


le cariche di polarizzazione oltre che le cariche libere ΦS ( E ) =
ε0

Possiamo riscrivere questo risultato in forma locale considerando le


densità di carica libera e di polarizzazione

௟ + ௣

∙  =  =
ε଴
Ricordiamo che la densità di carica di polarizzazione ௣ è legata
al vettore polarizzazione dalla relazione;
 −  ∙ 
    ∙  = →  ∙ ε  =  −  ∙ 
sostituendo ε
 = − + + = − ∙ 
  
 ∙ ε  +  = 
Definiamo quindi il vettore induzione elettrica D  = ε  + 

Possiamo quindi scrivere il teorema di Gauss in


forma differenziale nel caso dei dielettrici  ∙ % = ௟

In forma integrale Φ S ( D ) = ql
Relazioni tra E P D nei dielettrici lineari

Dielettrico lineare  =   =   − 1 

 =   +  =  1 +   =  

 −1
 =   = = 
1+ 
In un dielettrico lineare l’induzione elettrica, il campo elettrico e
la polarizzazione sono vettori tra loro paralleli

−1
∙= ∙
Se il dielettrico è lineare
e omogeneo (  costanti)

in assenza di cariche libere nel
dielettrico per il teorema di Gauss ߘ∙ࡰ=૙ quindi  ∙ & = −௣ = 0
Questo avviene anche se E e P non sono uniformi all’interno del dielettrico
L’energia elettrostatica nei dielettrici

 = =
మ మ మ మ
Il ragionamento fatto in precedenza = =
per il calcolo dell’energia elettrostatica di un condensatore
piano con carica q può essere ripetuto nel caso in cui
 బ  బ ⁄

=       
lo spazio tra le armature sia completamente riempito da బ   మ 
మ
un dielettrico omogeneo di costante dielettrica relativa κ = 
బ   బ   ( బ )మ 

 = =   

La densità di energia elettrostatica si scriverà



Lavoro necessario per polarizzare un dielettrico


separare le cariche e orientare i dipoli

==  
Per generare un campo elettrico E in un dato volume vuoto
occorre spendere un lavoro per unità di volume pari a
 

 =  =   
Per generare lo stesso campo elettrico E in un dato volume
di dielettrico occorre spendere un lavoro per unità di volume pari a
 

la differenza rappresenta il lavoro necessario per polarizzare l’unità di volume del dielettrico

1
∆ =  −  =   − 1  
2
Cariche in moto in un conduttore
- presenza di campo elettrico -
il conduttore non è più in equilibrio elettrostatico
Forza Elettromotrice, Intensità di Corrente, Resistenza
Grandezze che entrano in gioco nei circuiti elettrici
L’intensità di corrente elettrica
In un conduttore gli elettroni sono liberi
di muoversi per cui se applichiamo un campo
- esterno essi si muovono. Per la somiglianza
con il moto di un fluido si parla di
corrente elettrica

Per convenzione la direzione della corrente


è quella relativa al moto di cariche positive
quindi opposta al moto degli elettroni

[coulomb]
[i] = ≡ Ampere
istantanea [secondo]
∆q dq
t2

i = lim = q (t1 , t 2 ) = ∫ i (t ) dt L’intensità di corrente i


∆t →0 ∆t dt è una grandezza scalare
t1
Densità di Corrente j

Flusso di un fluido in moto stazionario

Φ = ρ ⋅v ⋅∆S
r
∆S
r
Kg/s ( portata )
v ,s

Stesso discorso per il flusso di carica

dq
i= = ρ q ⋅ vd ⋅ ∆S C/s
r r
dt
ρq = n ⋅ q
j = n ⋅ q ⋅ vd = ρ q ⋅ vd ∆S → dS di = j ⋅ dS
r r r r r r r
Definizione di j

n =numero di portatori di carica per unita di volume


q =carica elementare

i = ∫ j ⋅ dS = Φ s ( j )
r r r
s
Un modello per la conduzione elettrica
Modello ad elettrone libero
•la velocità di origine browniana (termica) media è
dell'ordine di v =106 m/s.
•la velocità di deriva è dell'ordine di Vd =10-4 m/s.

λ
r
eE
a=− τ= vi +1 = vi + aτ
r r r r
Media su un gran
numero N di urti
m v
r
1 1 eE
vd = ∑ vi +1 = ∑i i + τ = − τ
r r r r
v a
N i N m

λ = libero cammino medio


eEλ
•Nessuna interazione tra due urti successivi
r
•Il moto dopo una collisione non dipende dal
vd = −
r vd = velocità di deriva
moto prima della collisione, dopo ogni urto
la distribuzione delle velocità rimane casuale
mv v = velocità media
•Tutta l’energia acquistata a causa del campo E
viene trasferita all’atomo durante la collisione Dipende dal materiale
Non dipende dal e dalla temperatura
campo elettrico E
J = − nevd
r r

E=ρJ
r r
Conduttività 1
ρ
Resistività Legge di ohm microscopica
Consideriamo una certa geometria per il conduttore

Come si ricava L
la legge di ohm ? A

- + uniforme
uniforme E

i
J= ∆V = E ⋅ L
A ∆V
materiale geometria

∆V L
∆V = ρ i
moduli

E=ρJ
r r i

L A A
Nel modello ρ non dipende dal campo
Def. Operativa di resistenza Viene mantenuta la linearità tra ∆V e i

∆V L [R] =
[Volt]
≡ Ohm (abbr. Ω )
R= =ρ
i A [Ampere]
Nella geometria proposta

Dipende dalla resistività del conduttore [ρ ] = [Ω][m]


e dalla sua geometria
La resistività dipende dalla temperatura
In generale ρ e quindi R dipendono dalla temperatura in modo complesso
Metalli puri
Tuttavia per molti conduttori a
temperature intorno ai 20° C si può
descrivere questa dipendenza
attraverso una relazione lineare:

20°
20°

ρ − ρ0
= α (T − T0 )
ρ0

Con α parametro empirico:


Coefficiente resistivo
di temperatura.
La Forza Elettromotrice f.e.m.
Un generatore di f.e.m deve compiere lavoro sui portatori di carica che vi entrano
dw =lavoro svolto all’interno del generatore di f.e.m. sulla carica dq

dW - +
f.e.m. ε =
dq ε
ε [volt] Lavoro svolto per unità di carica

La f.e.m. opera a spese di una qualche forma di energia : chimica


(batterie), meccanica (dinamo, alternatori), radiazione
elettromagnetica (celle solari)

εR
Ma, in realtà:
ε R = ε − i rint ε

A circuito aperto
La conservazione dell’energia nei circuiti elettrici

dU = dq ⋅ V R = i ⋅ dt ⋅ V R
carico
VR

Energia trasferita nell’unità di tempo

dU V R2
P = = i ⋅V R = i 2 ⋅ R = •Energia termica (effetto Joule)
dt R
•Energia meccanica
•Energia chimica

f.e.m. dW = ε ⋅ dq = ε ⋅ i ⋅ dt

Per il principio di conservazione dell’energia dW = dU

ε ⋅ i ⋅ dt = i 2 ⋅ R ⋅ dt → iR = ε
Leggi di Kirchhoff:

La somma algebrica delle correnti stazionarie


afferenti ad un nodo è nulla

Principio di conservazione della carica

i3

•La somma algebrica delle differenze di


potenziale per un completo attraversamento
di un circuito è nulla
Principio di conservazione dell’energia
Conservazione della carica ed equazione di continuità

i = ∫ j ⋅ dS = Φ A ( j )
r r r
Quantità di carica che attraversa la
superficie A nell’unità di tempo
A

Se immaginiamo una superficie chiusa S


e consideriamo il caso stazionario

∫ j ⋅ dS = Φ s ( j ) = 0
r r r
s s
La carica all’interno non si accumula e non diminuisce nel tempo
i3
Consideriamo il caso più generale non stazionario (il vettore densità di corrente
J dipende dal tempo) la superficie S (chiusa) delimiterà un volume τ contenente
una certa carica qint funzione del tempo t

qint (t ) = ∫ ρ dτ
dqint d
∫s j ⋅ dS = − dt = − dt ∫τ ρ dτ
r r
τ

Conservazione della carica al caso non stazionario


d Riscriviamo questa
∫s j ⋅ dS = − dt ∫τ ρ dτ
r r
equazione in forma locale
utilizzando il teorema della divergenza

Possiamo entrare la derivata temporale dentro l’integrale ∂ρ


∫s j ⋅ dS = −∫τ ∂t dτ
r r
poiché la superficie e il volume da essa contenuto
non cambiano nel tempo

∂ρ  r r ∂ρ 
∫τ ∇ ⋅ τ = − ∫τ ∂t dτ ⇒ ∫τ  ∇ ⋅ j + ∂t dτ = 0
r r
Applichiamo il teorema della divergenza j d

Se questa relazione deve essere valida r r ∂ρ


∇⋅ j + =0 Equazione di continuità
per qualsiasi volume τ, allora: ∂t

∇⋅ j = 0
r r
In condizione stazionarie

In condizione stazionarie il vettore densità di corrente J è solenoidale


Applicazione delle leggi di Kirchhoff
Resistenze in serie: II legge di Kirchhoff:

+ V − iR1 − iR2 = 0 ⇒ V = i( R1 + R2 ) = iReq

Req = R1 + R2

n
N resistenze Req = ∑ Ri
i =1
Resistenze in parallelo:
i − i1 − i2 = 0 ⇒ i = i1 + i2
V
V - i1 R1 = 0 ⇒ i1 =
R1
V
V − i2 R2 = 0 ⇒ i2 =
R2

V V  1 1  1 1 1
i = + =  + V Req = N resistenze =∑
1 1  Req
R1 R2  R1 R2   +  i Ri
 R1 R2 
Misura della resistenza I
Misura della resistenza Rx(voltmetro a valle)

∆i
L’amperometro e il
Rx voltmetro
perturbano il circuito !

Nell’utilizzo della relazione Rx=V/i.


bisogna apportare delle correzioni introdotte dagli strumenti di misura:
V
Nella misura bisognerà tener
V RV conto della corrente che
Rx = attraversa il voltmetro che
i − ∆i dipende anche da Rx.

Un buon voltmetro avrà una elevata resistenza interna


Un buon amperometro avrà una bassa resistenza interna
Misura della resistenza II

Misurare il valore della resistenza incognita Rx


tramite il circuito descritto in figura.

Vx Vm − Va
Vm − Va − Vx = 0 ⇒ Vx = Vm − Va Rx = = = Rmis − Ra
Ix Im
Circuiti RC
Analizziamo il circuito in figura: Ma qui la corrente
Supponiamo che il deviatore si trovi varia nel tempo ?!
inizialmente nella posizione 0.
Ad un certo istante, t=0, il deviatore
viene commutato nella posizione 1.
Come varia nel tempo la corrente i(t) che scorre nel
circuito e le differenze di potenziale ai capi di R e C ?

Ammettiamo che in ogni


istante le leggi di
Kirchhoff rimangano valide
(condizioni quasi stazionarie)
Per la legge di Ohm

Def. di Capacità

All’istante t=0 Q(0)=0


Condensatore scarico
Funzione integrale !

II legge di Kirchhoff

A t=0 il condensatore è scarico


τ = RC costante di tempo

f
I0 =
R

Cf

Cf
Bilancio energetico nei circuiti RC

Quando il condensatore è
completamente carico, l’energia U
impiegata dal generatore sarà

U =Q f =C f 2

L’energia immagazzinata dal


condensatore C

1
Uc = C f2
2

L’energia dissipata dalla


resistenza R

∞ ∞ ∞
RC f  − RC 
2 2t 2 2t
∞ −
U R = ∫ PR (t ) dt = ∫ i 2 (t )R dt =
f 1
∫ e RC
dt = −  e  = C f2
0 0
R o 2 R  0 2
t
f − RC
i (t ) = e
R
Scarica di un condensatore

II legge di
Kirchhoff
τ = RC costante di tempo

Q
f =
C