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RIASSUNTO CAPITOLO PER

CAPITOLO DELL’OPERA “IL


VISCONTE DIMEZZATO”
(ITALO CALVINO) E SCHEDA
LIBRO CON ANALISI DEL
TESTO
Italiano
3 pag.

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RIASSUNTO CAPITOLO PER CAPITOLO DELL’OPERA “IL VISCONTE DIMEZZATO” (ITALO CALVINO)
E SCHEDA LIBRO CON ANALISI DEL TESTO

Capitolo 1: Il visconte Medardo e il suo scudiero Curzio si stavano recando in Boemia presso
l'accampamento dei cristiani. Durante il tragitto il visconte osservava la conseguenza della battaglia.
Dappertutto c'erano cavalli morti e soldati sepolti. Arrivato all'accampamento l'imperatore lo nomina
subito tenente.

Capitolo 2: La battaglia cominciò alle ore 10. Il tenente Medardo era ansioso di vedere i turchi e subito si
gettò nella mischia. Il suo cavallo venne ucciso e Curzio ferito. Medardo cercò di avvicinarsi ad un cannone
ma fu colpito in pieno petto da una cannonata. Quando passarono i carri per i morti e i feriti Medardo fu
portato all'ospedale. I medici lo salvarono e Merardo si svegliò, ma era dimezzato perché la parte sinistra
era stata polverizzata.

Capitolo 3: Il visconte ritornò a Terralba. La sera dell'arrivo tutti lo stavano aspettando. Quando arrivò era
coperto da un mantello nero. Non parlò con nessuno e si rinchiuse nei suoi alloggi. Il giorno dopo il padre di
Medardo morì.

Capitolo 4: Dopo la morte del padre Medardo uscì dal castello. La balia Sebastiana lo fece seguire dai servi
che lo raggiunsero seguendo tutto ciò che il visconte aveva tagliato a metà. Quando lo raggiunsero si
accorsero che mancava la metà dei funghi velenosi e che le aveva date al nipote. Lo stesso giorno c'era un
processo e Medardo doveva essere il giudice. Condannò tutti a morte: i toscani per bracconaggio, la banda
del posto per rapina e gli sbirri perché erano intervenuti tardi.

Capitolo 5: Il nipote del visconte era solito girovagare per il bosco giorno e notte con il dottor Trelawney.
Nel frattempo lo la cattiveria del visconte aumentò, infatti incominciò a dar fuoco a case, persone e perfino
al suo castello. Continuava a far costruire forche e oggetti per la tortura e costrinse la balia Sebastiana a
ritirarsi nel paese dei lebbrosi. Tutti avevano paura di lui: gli ugonotti, i lebbrosi e gli abitanti del castello.

Capitolo 6: Medardo si innamorò di Pamela, una ragazza semplice e povera. La ragazza rifiuto di andare al
castello del visconte e per sfuggirgli scappò e si nascose in una grotta.

Capitolo 7: Il nipote di Medardo si recò a Portofungo alla ricerca della Sebastiana. Il giorno dopo incontrò lo
zio che aveva un comportamento diverso. Nel frattempo, il comportamento del visconte era diventato
contraddittorio: a volte era buono a volte cattivo. Un pomeriggio di maggio Pamela incontrò il visconte e si
rese conto delle sue parole che era l'altra metà creduta dispersa in Boemia. Era la metà buona.

Capitolo 8: La vita a Terralba era cambiata dal giorno in cui comparse la metà buona del visconte. Anche gli
ugonotti erano in attesa di una sua visita che avvenne poco dopo.

Capitolo 9: La parte cattiva del visconte aveva condannato a morte l'altra metà ma gli sbirri si rifiutarono di
compiere una simile azione. La parte buona si recava anche a Portofungo per curare i lebbrosi, ora però la
popolazione di Terralaba e anche di ugonotti cominciavano a odiare non solo il visconte cattivo ma anche
quello buono.

Capitolo 10: Entrambe le parti volevano sposare Pamela e questo causò un duello fra le due. Durante il
duello entrambe si ferirono e il dottor Trelawney le unì. Finalmente il visconte era uno solo, né buono, né
cattivo.

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ANALISI DEL TESTO

Narratore e focalizzazione:
Il narratore è interno e coincide con il personaggio del nipote del visconte. Egli mostra di conoscere già
l’esito dei fatti. Ciò, infatti, è ben evidente nel primo capitolo (cfr. p. 8), in cui anticipa al lettore che la sorte
che avrebbe atteso suo zio in battaglia sarebbe stata terribile. Egli, inoltre, sa tutto riguardo ai personaggi
(pensieri, emozioni, ecc.). Ne abbiamo la dimostrazione nel secondo capitolo (cfr. p. 9 - Mio zio guardava
lontano e pensava: “Ecco, quella nuvola…).
Pertanto, dal momento che il narratore racconta fatti già avvenuti, ne dà un giudizio più consapevole di
quanto avrebbe potuto fare da giovane.
Il punto di vista prevalente è interno e coincide con quello del nipote del visconte. Questa scelta di adottare
un punto di vista interno, ha delle conseguenze sulla narrazione: infatti, nel momento in cui s’inizia a
parlare della parte buona del visconte, si fatica a riconoscerlo.

Spazio e tempo
La vicenda ha luogo, per quanto riguarda i primi due capitoli, nella pianura di Boemia (Europa Centrale)
durante la guerra tra l’Austria e l’impero Ottomano.
Il resto del romanzo, (le vicende del visconte dimezzato), è ambientato a Terralba (la città natale del
visconte) negli anni immediatamente successivi.
La vicenda è ambientata tra il 1600-1700, in una collocazione spaziale fantastica. Infatti, la società è di tipo
medievale, dove il visconte ha tutti i poteri.

Struttura del romanzo


La narrazione scorre facilmente, in quanto non vi sono digressioni o pause riflessive, l’intreccio tende ad
essere vicino alla fabula e la struttura sintattica utilizzata dall’autore è molto semplice. Le tecniche narrative
prevalentemente utilizzate sono il sommario, l’ellissi e il discorso diretto
La struttura principale del romanzo è costituita da tre parti: esordio, “spannung” e scioglimento. L’esordio è
costituito dalla cannonata che divide in due parti il visconte, la “spannung” si ha nel momento del duello tra
il “Gramo” (la parte cattiva del visconte) e la parte buona mentre il fatto che costituisce lo scioglimento è il
ricongiungimento finale delle due parti del visconte.
Leggendo il romanzo, si possono individuare molti elementi che, a livello di contenuti, contribuiscono a
dare al romanzo un andamento fiabesco.
La divisione in due parti del visconte, una buona e una cattiva, è l’elemento primario che contribuisce a
dare al romanzo questo andamento. In seguito, compaiono anche altri elementi tipicamente fiabeschi come
il nobile che s’innamora di una pastorella, i genitori egoisti, il bosco amico, gli animali che aiutano la
pastorella e la piccola casa di questa che si oppone alla grandezza del castello del visconte.
Nonostante questo, vi sono alcuni passi che danno un risvolto drammatico al romanzo, cioè quelli
riguardanti la guerra (primi due capitoli). All’inizio del romanzo, infatti, si assiste a fatti decisamente
negativi: l’incendio della casa di Pamela, le condanne ingiuste del Gramo anche nei confronti di innocenti,
con le conseguenti condanne a morte, la morte del padre di Medardo nella gabbia degli uccelli e, infine,
l’episodio in cui la balia Sebastiana viene mandata, per crudeltà, nel villaggio dei lebbrosi.
Altri elementi che conferiscono un aspetto fiabesco al romanzo sono le due metà del visconte, il “Gramo”
(quella cattiva) e il “Buono” (quella buona). Il “Gramo”, in quanto tale, è inverosimilmente crudele verso
tutti, anche verso i suoi familiari, mentre il Buono è fin troppo generoso, benevolo e quindi anche ingenuo.
Il primo genera nel lettore un sentimento di ribrezzo, mentre il secondo provoca un sentimento di
compassione verso tanta ingenuità. Sono due personaggi incompleti e, quindi, anche inverosimili.

I personaggi
Tra i tanti personaggi presenti all’interno del romanzo, penso sia opportuno citarne alcuni, i più significativi
o, per come presentati, i più “bizzarri”:
- Il dott. Trelawney, che svolge attività che hanno poco o, addirittura, nulla a che fare con la medicina;
- Mastro PietroChiodo che, nonostante sia d’animo buono, non sa opporsi alle prepotenze del Gramo e
utilizza le sue capacità per creare macchine di tortura;

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- Ezechiele, che molto sgarbatamente rimprovera sovente il figlio Esaù e incita al lavoro tutta la famiglia;
- Esaù, figlio di Ezechiele, che fuma, beve e ruba;
- I lebbrosi abitanti di Pratofungo, che chiedono l’elemosina ma passano il loro tempo tra baldorie e
concerti;
- Aiolfo, il padre di Medardo, che vive in mezzo agli uccelli; egli si ammala e muore, poiché il figlio aveva
ucciso l’averna (l’uccello prediletto).

Il significato del romanzo


Calvino, nel romanzo, vuole parlare della compresenza di una parte buona e di una cattiva in ognuno di noi,
e lo fa narrando l’inverosimile divisione fisica del visconte, frutto della sua tendenza al fantastico.
Infatti, Medardo, inizialmente, ancora intero, come ogni uomo ha l’illusione di essere integro; quando viene
scisso nelle due parti, una buona e una cattiva, ciascuna di queste due parti si accorge che prima non era
integro, e solo ora può cercare realmente un’immagine più completa, riconciliando le due parti. Quindi,
secondo Calvino, gli uomini di questo secolo non sanno più chi sono, dove vanno, cosa vogliono; hanno
perso l’unità, l’armonia e, tale perdita, provoca spesso uno stato di conflitto con il mondo esteriore.

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