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CLINICA OTORTNOLARINGOLOGICA Di ttore Prof. Dott, FAUST NIVERSITA DI TORINO. RUNEITI Prof. Dott. GUIDO MORETTO MANUALE DI | AUDIOLOGIA 1960 LIBRERIA EDITRICE UNIVERSITARIA LEYROTTO & BELLA q TORINO - CORSO YITTORIO EMANUELE, 25 Indice Pag. 1 12 Caratteristiene fisiohe del sueno ns RUE Ge Sue ee ne ee wae timbre 1 6 Carateristiche del! oreechio umano’ nei contronti della trequenta +8 Cintensita i ae i Hae Lk LP bb ds a 4, Cenni ai fisiologia deltorgano uditive + 5 Fisiologia delTorecchio esterno nee > 5 Rule > 18 ee > re + 2 Uadattamente : bs ae + 2 Hmascheramento ||| fo) ee es tetanic 7 ft ht % Werauma acusteo SS St 1B 5 Conni di fsiopatologia delf'apparate waive © 2 | | Flsiopatologia del'apparsto di trosmiesione ton Gurvaatmana ceurve digits SSL > Paracusia di Willis we —_ : i Puiopatologia dellapparato di porcczione | _ Ses) I Comportemento della condazione onmea | ) ] ) ) ] lo | Ineioura di Carhart 3 Tl reernitment ace 4 Anbassameato della soplia differenziale © |) || 1 8 Gi seufeni Gare ee Sia ces 6 La locattezazione spaziate del suono |... . w 1. Ruame funsionale dell'edito, Acumotria foniea e stramentate . . = tt Esme con la voce so. se ee Bsame con idiapason 2 2 2 2 2 2 DP ew Povednnee ss | Gb Pe Gt ae PovaatWeter | 2 3) 2 1 ll lt 6 Prova di Schwabach’ a Prova di Galle (0 delle pression co a Prova di Bonnier 0 Prova di Bing 8 Determinazione del limite superiore e del limite inferiore | | + 50 » W | Laudlometro c Vaudiometria tomate |. ss Page Lraudiometr > be earatieriene aasiene dai locale aditnte aie prove aio metrete . Le prove andiometsiche con toni pur ©). Deferminisione della veplia udilive per'vin'acrea |; 7 Detesminezione della soglia per vis oobea = Equivalent mudiometsici delle prove con { diepaaon Rinne udiometico ss Weber sndiamotricn Ronnier sdiometrice Ingles «a= di Salivan (hing audiometrico) Misra della fatica vdstiva @ delladattamento ‘Audiametria tonale sopradininare eroii per Ia misura del recruitment = Metodo di Fowler o del bilaciamento biauricolare 2 Paragone monosuriedave della sendazione soggettiva di intensita ber dierent frequen (metodo di Fowler motfesto da Reser) > Prova di De Brume-altes . . Prova di Langenbeck | pas Fo uee WeBocea Tests. ioe Deierminazione deta soya auterenzate(prova dh Lawcher) © 1+ Riceren della souiia dolores : 3 ‘La miisure deyll scafon (aeufenometeia) a 4 Minus dete freavensn detfacaione : Mauss deWintemiti se ss 7 2s De Mascherabilth desi acuferi | : LeAudiometria vole 2 a Materiali fonetici 5 : Seelta del materiale foneticn |) ‘Apparecenicture per Taudiometiia veeale <> 4 Determinazione della curva di inteligibiita (zrticulation burve Caratteristiche della curva di inteligibilta nei vari tipi di sori Gennt suirinterpretacione dines dei reperti audiometsiel 31) Sordita oi trasmissione . Ceratteristishe eudiometziche dells sordith di trasmissione _ 2) Sorte mite ie | 3) Soraita reeetuve, 2. ee Lue sordita retzococleari 1) bu sordith conseguente m trsione del tcones delPacustica 2) Lea susdita da lesione bulbomesencetalica . 8 Spe ooeiiia cordieel we Avdiometeia medicosegale Considerssioni gonorali ee + Ls cauta lesiva ‘ Lesaierarione «Ia stmulazione Brava di Lombard Drow di Stanger i Prova di Deerferstewar 2 21); 1 1 po tt Brova delle soglie ripetute - Po eS Prova della voee niterdata || z Conftonto fra audiogramma tonale’e vocale SSESS5 S859 sees Sadan aase2azeas a soznssasars 2 ‘to stato anteriore Sstabilizzarione det denne Lhedattamento Metedi per Ta. valuta Ty Dareaena pert totrectiavaaatl 2) Preserza di recruitment & Acer 4) Profesione 1 2 DD! Vaudiometria newintanzia . urente i primo anno ai vite une aquattro anni.) Ba quiue asda 2 fo La sleducazione del bambine sordo oa megucazone tp et da uno & cingue anni Ga reducazione in eld score Sonal tate subiotale Sordastri cs Sordith parsiste >.) LAudiometria collettiva © opersie Caratteriatiche ai ura modema protesl acusticn Come st deve preserivere vn apperecchi 4 protes PREFAZIONE ALLA SECONDA EDIZIONE Questa seconda edizione del Manuale di Audiologia, redatia dal io assistente Prof. Moreito, compare a pochi enni di distanza dalla prima pubblicazione, rapidemente esauritas, testimoniando cos) del particolare interesse degli studios: verso le moderne acquisizioni audio- logiche. Nelle odicrna revisione il Prof. Moretio ha avuto soprattutto cura di aggiornare e completare particolari capitoli dell’audiologia clinica, quali quelli rignardanti le sordity eorticali, la localixzasione spasiale del swono, la rieducazione del bambino sordo, i nuovi tests per la misura del recruitment ¢ dell'adattanento, le protesi acustica, ece. Considerando il rapido svituppo di questa scienza, il tencativo di sintesi realizzato in modo cos chiaro e brillante dall’ Autore rappre- seuta la curatieristica pid spiccata ¢ todevole della presente pubbli- cazione, atta a dirigere la semeiologia audiologica secondo principi ¢ eriteri teonici sempre pit completi e precisi, per visolvere i numerosi problemi clinici della sorditi. Augurando il pitt lusinghiero successo a questa nuova edixione del manuale di Audiologia, manuale che giudico veramente prege- tale per la chiaressa del?impostazione taltatistica e documentativa come pure per la bella veste editoriale, sono cerio che esso renderd presiosi servizi informativi e didattici allo studente, al medico pratico ed allo specialista, sui fondamentali problemi della moderna scmeio- logia clinico-audiclogica. Torino, gennaio 1660. Prof. Fausto Baeertt Dintere della Cis Orinelrings Aarts ree vin i Audiologia ed Audiometria L/AUDIOLOGIA é Ia scienza cell’udito: esa comprende lo studio anctomo-fsiologice, Beio-patelogico ¢ elinico dell'organo uditivo, sé occupa i cutti gli argomenti di fisica seustica connessi con la funzione dellorec- chio, prepara i mezzi di indagine ¢ le teeniche atte alla misnra della ‘apacith uditiva e alla definizione delle alterazioni quantitative © qualita- ‘ive della funzione; stadia le cause capaci di determinate Vinsorgenza di ifetti uditivi ¢ ricerca i mezzi per eliminarle; si occupa di tutte Je mani- festazioni patologiche connesse con la sordit® (mutismo, disturbi del lin- ‘guiggio, alterxvioni del carattere ¢ della personalit), ecc.); predispene le terapic medivo-chirurgiche, fisioterapiche, protesiche € rieducative. Infine Paudiologia ha per compito di aflrontare il problema sociale cost- ‘tito dalla sordit3, promuovere esami collectivi della fanzione uditiva nelle scucle, negli opifici rumorosi, insomma in tutte le collettivith ove sia possbile instaurare tna efficace opera di profilasi; © deve inoltre sclle- vvare Tiinteresse delle autorith € dei legislatori per ottenere Vistituzione di leggi 0 di disposizioni a difesa dell'organo uditive contro le sempre creicenti ingiurie traumatiche cui viene sottoposto dalle moderne neces st industriali. Cosi ates, PAndiologia non & una branca dello scibile destinata ailfopera di un solo specialists, ma costitulsce invece un tipico eempio di lavoro in collaborazione: Votologo, il medico internista, il pediatra, il neurclogo, lo psicologo, il fisico, il rieducatore, le autorith didattiche, gli organism legislativi, i dirigenti sanitari delle aziende, ciascuno portando {wo contributo specifco alla risolusione di un particolare problema, conteibuiscone, con 1a loro opera concorde ed onganizzata, a costruire Vedificio della moderna Audiologia. Questa scienza ha assunto una sua personalitt soltanto negli ultimi dicci-quindici anni, come conseguenza del risveglio di interesse suscitato dal problema della sordith durante © dopo ultima guerra mondiale. ‘Nata nell’America del Nord come necessiti di riabilitare le molte migliaia di zeduci che avevano sofferto per cause belliche una diminuzione della capicith uditiva, essa si @ rapidamente arricchita di contributi teorici € peaticl © si & extesa ad ogni Psese del mondo, tanta da acquistare in breve volger di tempo un suo peculiare corpo di dottrina che I'ha elevata a dignith di Scienza, Anche nel campo delle realizzazioni pratiche i progeessi di questi ultimi anni sono stati veramente decisivi: dai grandi Centri di Audiologia creati negli Stati Uniti d’America ai pith modest reparti auuiologict sort in ogni Paese ¢’Europa, tutti hanno contribuito a sollevare il problema individuale e sociale della sordith e ad affrontarlo con mezzi adeguati. LAUDIOMETRIA & quclla branca dell’ Audiologia che si oceupa della misura della cepecitd aditiva, Essa ya perferionando lo strumentario clettronico (audiomets!) destinato alla misura dell’vdito, © ya sempre pitt affinando Ja tecnica delle varie prove audiometriche, valide non soltanto ad indicare Ventit\ del deficit uditivo ma a fornire sempre pit precis’ ragguagli sulla sede della lesione uditiva ¢ sulla patogeness del ifetto funzionale, Porallelamente al progredire del patrimonio teenicostrumentale, Ia moderna acustica ambientale ha reso possibile la costruzione di locali silenti ¢ non siverberanti, che permettono di creare le condizioni pit adatte allo svolgimento delle prove audiomecriche. 2 Caratteristiche fisiche del suono Come preparazione allo studio della funzione uditiva, & necessario saver nosione di aleuni principii fondamentali di fsica acustica, ‘Lo stimolo adeguato dell'organo uditivo & rappresentato da una parti- colate forma di energin meccanica che ® quells prodotta dai cosideni sivemi vibrant ¢ che si dice energia vibratoria. Se il sistema yibrante @ immerso in un mezzo dastico (aria, acqua) comunica ad eso i suoi ‘moti slternativi che si trasmettono nel mezzo stesso per onde di pres- sione: in tal modo le vibrazioni giungono attraverso Varia, per il meato aeustico esterno, alla membrana timpania, mettendola direttamente in vibrazione. Se, all’opposto, il mezzo vibrante @ immerso nel vuoto, il suo moto vibraterio non pote venire comunicato al mezzo cireostante ¢ non potri quindi trasmettersi alVorecchio, come & dimostrato dalla classica espe- rienza del campanello contenuto in una eampana di verro in cui & stato praticato il vuoto per mezzo della macchina pneumatics, ed il eui suono ‘non & udibile malgrado siano visibili gli urti del martelletto sulla parete del campanello sesso. Il suono si propaga nell’aria con una yelociti di circa 333 metri al secondo, € se pub disperdersi ugualmente in tutte le direzioni obbedisce alla legge quadratica dellintensithdistanza, In altei termini, Vintensich del suono varia inyerssmente al quadrato della distanza, il che significa che se un suono viene spostato da 1 metro a 2 metri di distanza dalloree- chio di chi ascolta, 1a distanza sar raddoppiata, ma T'intensit del suono non sari soltanto dimezzata. Essa sari quattro volte inferiore all"inten- sith originale, A 4 metei di distanza Vintensith sari di un sedicesimo ‘nei confronti delloriginale, © cost via. Questa legge quadratica ha una grande importanza, sopeattutto per Pesecuzione delle prove acumetriche con la voce © per ta taratura delle rotesi acustiche, Bisogna perd ricordare che essa é valida soltanto in un ambiente aperto, dove noa vi siano confini alla dispersione del. suonos nelle condizioni abituali di esxime in un ambiente chiuso, fa rifessione del suono sulle pareti crea echi e rinforzi per cui la legge perde gran parte del suo valore, La vibrazione ha due caratteristiche fondamentali: la frequenza, ossia {il numero di osillazioni periodiche compiute nell'unit’ di tempo, e V'in- tensiti, osia Yampiezza delle oscillazioni. FREQUENZA Se uaa sorgente sonora viene poita in vibrazione, si provoca in casa tun moto oscillitorio per cui si otterra uno spostameato periodico del siste- ‘ma nei due opposti sensi risperto alla posizione ei riposo. Un tale movi- ‘mento completo di ez ¢ vieni viene comunemente denominato ciclo (0 pe- riodo, 0 hertz, 0 vibrazione doppia); il numero di cclinell'unith di terapo (minuto secondo) definisce la frequenza del suono. Cos’, ad esempio, un suono di 250 cicli al secondo (c/s) @ prodotto da un sistema vibrante che compie in un minuto secondo a50 movimenti oscillatorii complet. 1h termini di sensacione soggeuiva, Vorecchio umano pud appreczare Ja frequenza di un suono traducendolo in altezza tonale, e distinguend> pertanto i suoni graei (di frequenza bassi) da quelli acuti (di frequenza alta). Liandamento di un moto vibratorio semplice pud estere rappresentato ‘graficamente, su. un sistema di assi cartesiani, con una curva sinusoidale (moto periodico semplice) che esprime Pampiezza ed il numero delle vi- brazioni in funzione del tempo. Il moto periodico semplice (Hig. 1) & 1a modalit3 di vibrazione pid elementare, ed it suono che da esso viene generato d dice SUONO PURO. In natura non esistono praticamente suoni puri, poiché qualsiasi suono risulta dalla soveapposizione di un siane puro con un certo numero di altri moti vibratorii semplici che conducono allo stabirsi di una. vibra- Zione composta risultante, T toni ottenuti dalla stimolazione di un diapason hanno. sufficienti caratteristche di purezza, almeno entro certi limiti di intensiti. L'audio- metro 2 una strimento capace di generare frequuenze pare, con conte- 4 ‘auto di srmoniche praticamente nullo, ‘Tra i suoni puri esistono alcuni ‘rapporti che meritano una breve definizione. Si chiama INTERVALLO tra duc suoni il rapporto tra il numero delle oro vibrazioni al secondo, Cosi, ad esempio, tra duc suoni di altezza Hispettivamente di 350 420 ciel, vi 2 Vintervallo di 350/420 — 5/6; tra due suoni di altezza 512 256 cicli Vintervallo sard di 512/256 = 2). Llorecchio distingue ¢ giudica due svoni per tale rapporto ¢ non per Ja differenza del numero delle vibrazioni. ‘Tra gli intervalli fondamentali adoperati nella musica, ricordiamo Vin- tervallo di ottava (a/t), di quinta (3/2), di quarta (4/3), Punisono (1/1) SUONI ARMONICT di un suono, che si chiama il SUONO FONDA- MENTALE, sono quelli che hanno un numero di vibrazioni doppio, ‘tiplo, quadruplo ecc., nei confronti del fondamentale, Ne segue che le ftave di-un suono sono anche armonici, ma non viceversa. Infatti, se 2 i numero di vibrazioni del suono fondamentale, gli armonici saranno ‘2; 30, qn; le ottave 2m, 4n, 8m exc. ‘Le note emesse dagli strumenti musicsli non sono toni puri, in quanto Ja frequenza fondamentale ® accompagnata da un numero variabile di armoniche che conferiscono alla fondamentale una particelare caratteri stica detta timéro. 11 TIMBRO IL TIMBRO dian sucno dipende dunque dal numero ¢ dalla qualiti dei suoni armonici che accompagnano il sono fondamentale. Sono le variazioni del timbro quelle che permettono all’orecchio di distinguere tuna stessa nota suonata da due strumenti diversi: cost & possibile ricono- secre un do cmesso di un auto o quello di un violino, ¢ talora persino Ja stessa nota emessi da due diversi violini, CARATTERISTICHE DELL ORECCINO UMANO NEE CONFRONTI DELLA FREQUENZA. Liaria pud trasmettere vibrazioni_ per un’estensione di frequenze da 1 ciclo sino a 100.000 cicli o poco pid. Liorecchio umano pud percepire, sotto forma di suoni, soltanto vibra- Zioni comprese tra 1 © 16.000 c/s Questo campo di frequenze viene cefinito campo uditive medio di un individuo adulto normale, potendosi vere variazioni individuali abbastanza estese specialmente nel campo delle frequenze elevate (eleuni individui. possono percepire suoni di frequenza sino a 20-25.000 cicli) Il suono di frequenza pitt clevata ancora percepibile da un determi- nato orecchio si dice limite superiore; analogamente dicesi limite inferiore la pit bassa feequenza pereepita. In alcuni casi di sorditi potrd osscrvarsi ‘un abbassimento del limite su ‘od un innalzamento del limite infe- iore, 0 entrambi i fenomeni contemporaneamente; in ogni caso si avr’ come ristltato un restringimento del campo tonale ucitiva, Per la percezione della voee, il campo di frequenze pitt importante & quello compreso tra goo © 3.900 c/s, pur essendo ancora necessarie. fre- ‘quenze pith elevate (fino a 6.000 e!s) per Vesatto riconoscimento di alcuni fonemi acuti. Pud essere utile ricordare che, nell’ambito delle frequenze della voce parlata, sono pith importanti le frequenze acute che quelle gravi, poich® anche per i fonemi bassi sono soprattutto le armoniche supe- ori quelle indispensabili ad impartire al fonema le qualit) caritteristiche che ne permettono Pidentificazione. Liorecchio umano dimostra una sensibilith spiccatissima nel campo di frequenze compreso tra 1.000 € 3.000 c/s, che & quello in cui si verifica la maggior incidenza dei suoni della voce. Come vedremo meglio in seguito, Torecchio pud percepire un suono compreso nel campo della voce ad intensiti molto pit deboli, in confronto a snoni di frequenza huss o di frequenza alta. 6 Le onde vibratorie Ia cui frequenza non ® compresa nel campo tonale uuditivo, ¢ che quindi Vorecchio non pud percepire sotto forma di suoni, st dicono wirmasvowt. Alcani animali (uccelli, insetti) sono in grado di per cepire, mediante i loro organi sensoriali, vibrazioni di frequenza fino a 50.000 cieli ed oltre. I cani, per esempio, rispondono a fischi di frequenza tultrasonora, che non sono pereepibili dall'uomo, Recenti studii hanno di- mostrato che i pipistrlli regolano il loro volo cieco ed evitano sli ostacoli in vieth del fatto che essi emettono stridii di frequenza supersonica di cui Capuano gli cchi le riflessioni; qualcos quindi di analogo al radar, con In differenza che in questo caso si tratta di onde ultrasoniche anziché di onde radio. ‘Lievoluzione delVorecchio umano, con andar dei secoli, ® probabil- mente orientata verso una sempre minor sensibilith per le Frequenze acute verso una maggiore tolleranza per i rumori di forte intensit’, In genere la percezione delle frequenze acute @ la prima ad essere compromessa con Vavanzare degli anni © per esposizione prolungata a cumorie UW INTENSTTA Se la frequenza di un suono @ determinata dal numero di vibrazioni relunidh di tempo, Vintensitd dipende invece dall’ampiczza del_moto vibratorio. La maggiore 0 minore ampiezza delle oscllazioni periodliche si teaduce nell'oreechio in termini di maggiore © minore intensith del suono che ne risults, rendendo possibile una distinzione tra suoni deboli e suoni forti. ‘Lrampicaza & dunque una quanti fisica misurabile con metodi obbiee tivi ed alla quale si possono assegnare valor: di pressione sonora (mbarie); Tintensiti 2 invece una grandezza fisio-psichica che denota quantitativs- ‘mente Ventiti della sensizione, ‘Liorecchio umano possiede, nei confronti delVintensith del stono, un campo di sensitivith ¢ di tolleranza addirittura sorprendente : basti pensare che esso pud percepice certi suoni ad una intensiti alcuni hilioni di volte inferiori alle massima intensiti ancora tollerabile, Se occhio potesse coprire nn campo di ingrandimento cos rilevante, dovrebbe poter distin- guere con 1a stessa facilitt § mieroorganismi e le righe di un_manifesto, ‘Liampiezza fisica (0 pressione sonora) diun suono, la sensazione soggettiva di intensith esperimentata dallorecchio, stanno tra di loro in ‘un zapporto determinato, ma non sono soveapponibili. Per ogni aumento 1 della pressione sonora sufficiente a determinare nelPorecchio una sensa- ione di gumentata intensid, i richiede una sempre maggior quantita di ‘energia per produrre la successiva sensizione di aumentata intensita. Teoricamente, l'orecehio pud distinguere un aumento di intensitd se la pressione sonora ha subito un aumento di almeno il 26°% in confronto a quella originale. Un decibel ha approssimativamente questo valore e rap- presenta un aumento di cnergia pari a 1,26 volte quella del suono origi- nnale, Un aumento di 3 decibel significa quindi che la encrgia del suono & raddoppiata, un aumento di 10 decibel (0 di un bel) che l'energia del suono @ decuplicata; un aumento di 4o decibel (o di 4 bel) esprime un aumento delfenergia pari a 10.000 volte quella de! suono iniziale. La legge di Weber ¢ Fechner, secondo la quale, per ogni organo di senso, la sensizione & proporzionale al logaritma dello stimolo, si pub ritenere, in termini di grande approssimazione, valida anche per Pappa rato uditivo, per quanto si siano potute rilevare condizioni in cui tale legge perde gran parte del suo valore. ‘Tuttavia, ai fini pratici, si considera che il rapporto tea l'energia sonora pervenuta allorecchio e Tintensit della sensszione provorata sin loga- ritmico, © che quindi Pintensitd della senswzione creste con. progressione aritmetica mentre Fenergia sonora ccesce in progressions geometrica, secondo lo schema seguente: Energia sonora 1 19 190 1000 —ro000 Sensazione diintensit r 23g 5 In altsi termini, intensith della sensazione uditiva cresce assai_pit lentament: dell’energia sonora che la determina, il che rende ragione della grande tolleranza daorecchio di fromte ad enormi variazion! del- Penerpia sonora Liunits dit misurs del’intensid di un suono & il DECIBEL, Per rendere maggiormente accessibile al medico il conceito i decibel, concetto di per s astratto, 2 bene premettere che esvo non @ una unit oi misura assoluta (come potrebbe essere il metro, od i grammo), ma una tunich di misuea relativa ad una grandezza base di entish nota, I decibel ‘esprime dunque semplicemente il rapporto tra due diversi valori di inten- sit, e denota quindi la misura di una amplificazione o di una attennazione Fispetto ad un valore di base. Da quanto si & detwo risulta cvidente che tale grandezza-base non & fissa, ma pud essere assunta ad un livello quilsias : per le finalit\ audiometriche i lvello di base (equivalente a 2610 8 i decibel) & vostituite, per ciascuna frequenza, dalla soglia ucitiva (© cist dal minimo livello di pressione sonora necessario ad evocare una sense: Zione uditiva). Il decibel quindi non inelca ci per s alcun livello specifico di energia, ma solo il rapporto tra due diversi valoxi di energia La scala in decibel fu adowata dallingegneria acustica, poich? essa fornisce un metodo semplice ed adeguato per esprimers la misura di una amplifcszione (ad esempio di un altoparlante) Lunita originale, il BEL, (dal nome di G. Bett, che per primo la propose) era equivalente ad un aumento o ad una diminnaione della energia pari a to volte Tenergia originale, Acusimente viene maggior- mente usato il decibel (0 decima parte del bel) la cui abbrevinzione corrente & dh. L'utilit} della adozione della scala in decibel in audiometzia risulta chiaramente da quanto prima si & desto a proposito della sensiilith del- Porecchio per i varii suoni di differente frequen: La pressione sonora suffciente a rendere udibile un tono di ro00 cli, obbiettivamente misucata, equivale a 19% Watt per ems per ogni tono la minima pressione capace di determinare una sensazione uditiva ha un valore specifico, estremamente variahile da frequenza a frequenvza, potendo tall variazioni essere dellordine Gi grandezza di milioni. Un tono di 50 cicli, ad esempio, per raggiungere | soglia uditiva, deve avere una energia 1 milione di volte superiore a quella di un tone di 200 ciel, Se quindi dovessimo esprimere Ventith di una sensazione uuditiva in termini di peessione sonora, ci troveremmo costretti a maneg gitre cifte dellordine di grandezza del bilione, con difficold facilmente prevedibil. I decibel, facendo riferimento ad un livello di imensidd pow, che viene assunto come zero (nel nostro c2so la soptia uditiva per ciascuna frequenza) ei permette di indicare le variazioni di intensiti con numeri semplici ed introduce un sistema di misura adeguato ai rtpporti loge: ritmici intecorrenti tra stimolo ¢ sensazione, Riepilogando quanto si & detto finora, seavurisce chiato il conceito che i numero di decibel non esprime di an suono la misura della sua energie, ma semplicemente la minera delle saa amplificasione rispetto allo. zero Pertanto, se prendiamo in crame due differenti toni generati ad esem- pio da un andiometro, i quali abbiano entrambi 40 db. di intensiti, non dovrema dire che esti possiedono Ia stess energia sonora, ma semplice 9 ‘mente che essi hanno subito la medesima amplifcazione rispetto allo zero decibel, costituito dalla soglia uditiva di ciascuna delle due frequenze. Riportiamo qui, a titolo complementare, la definizione del decibel in termini di rigore fisico: (da Peavecs) « Decibel: 2 ta decima parte del Bel. E unitd correntemente wsata nelle misure di attenuasione, del guadigno, della disfomia, Bel: wnith di misura logaritmica adopersta per valutare il rapporto tra due potenze dlettriche. Se W, e W, sono le misure di tali grendezse (nella stessa unitd) log. W/W, @ il numero di bel di rapporto ira le due Potenze ». In qualche trattato & tuttora riportata una definizione affatto empi- rica del decibel, secondo a quale es50 corrisponderebbe alla pil piccola variazione di intensith pereepibile dallorecehio umano, Questa definizione deve ritenersi largamente inesstta: infatti, a valori di soglia, l'orecchio non pnd percepire variazioni di intensit) inferiori a 3. decibel, mentre a pid clevati valori di intensitd, vicino alla soglia del dolore, pud percepire piccolissime variazioni, talora di solo 1/3 di decibel. 3__ La soglia uditiva. La soglia del dolore, La senzazione soggettiva Wintensita: il phon La eoglis uditiva 2 il pit base livello di intensith a cui Porecchio nor male pud percepire i varii toni del campo di frequenze udibili. Essa costitnisce, nello studio delaudiometria il livello zero della quotazione jn decibel, c viene rappresentata sull’audiogrammas con una linea nett orizzontale che rappresenta Fudito normale (fig. 2) Tl deficit uditivo per le varie frequenze, nelle misurizioni andiome- triche, rappresentato dal numero di decibel di perdita nci confronti z g = z lo fi ho 6 40 829 ES om 0 ok so 2 eo Ee 70 Ee so sa bo rrequernza 250 500° 1000 1500 3000 000 19000, Fig. 2 Audiogramma sul quale sono riportaye le curve di isofonia. delfudito normale, ciot dal mumero di decibel al disotto della linea dalle 2210. Abbiamo gid diffusamente accennato al fatto che Vorecchio non perce: pisce tutte le frequenze altrettamto facilmente, ma presenta per aleune di ‘ssc una sensibilith molto maggiore che per altre. Pit) precisamente, la sen- sbiliti dellorecchio t massima per i toni intermedi, mentre si fa pik sa dente per i toni molto gravi o molto acuti La figura 3 rappresenta la soglia di udiilitA in funzione della foe quenza € della pressione del suono. Si pud facilmente rilevare come la sensibilitA dell orecchio raggiunge i suoi massimi valori per le Frequenze ecmprese tra 600-700 cic © 5000: 6909 cicli, decrescendo rapidamente € progressivamente verso i due estre- ‘mi della scala tonale. Tale curva dimostes, per esempio, che tea I'energia sonora necessatia a rendere udibili un svono di 50 cicli ed uno di 2000 cicli, intercorre un intervallo di Go decibel, equivalente, in scala logarit. mica, ad una diminuzione di eaergia pari ad un milione di volte, on, F578 os g FREQUENZA (an) 10000) 2000 Fig. 3- Le curve qui rappresentate si definiscono curve di iofonia (curve di Fletcher « Munson): esse rappreseatano il livello di intensith fisca che i varii soni deveno posedere per prodire Ia stessa senuvione soggetiva di imensiti. Salfasie delle ascisse & indicat la frequerza,_s quello delle ordinate li pressione sonora. Ogni urea rappresenia dunquie i diferent Rvelli ei pressione sonora capaci tioa sess semsazione di intensid, I valore in phon delFintens®soggertva & al centro di ogni curva. La curva cotripondente a zeco phon rapprescots a soglia vais delforsechio umano, 12 Quindi due suoni che possicdono la stessa energia fisica ma {requenz versa possono provocare sensazioni di intensiti differente, Se si ru sono con celle curve tutti i valori di intensiti in decibel che eyocano la tessa quantith di sensizione soggettiva, si ottengono le cosiddette curve di isofonia, che talora vengono riportate anche sui moduli audiometrici (Bg, 2). Le curve di isofonia rappresentano pertanto, in fanzine della fre- quenza, il livello di intensits fisier def svoni che producono una eensa- ione di eguale imensitt. Si osservi come tali curve siano coincidenti con Te ascisse dei db, soltanto in vicinanza della soglia uditiva, mentre se ne distanciano sempre di pid) man mano che si sale con Fintensith. Cid significa che Vorecehio tollera una gamma di amplificazione assai pid rilevante nel campo delle frequenze ceatrali in confronto alle fre- quenze ake o basse, Le line isofoniche possono effettivamente costitire una scala di intensiti della senstzione sonora soggettiva la cui uniti di misura non & pid Tunith fisiea (decibel), ma una unith psicofisica detta hon che pud dare direttamente Vesatta misura della sensazione. La frequenza all, quale si ® fatto sifesimento, per Vistituzione della scila in phon, 2 il 1900 ciel, a livello della quale pectanto scala in phon € scala in decibel coincidono; per tutte le altre frequenze invece existono differenze di varia misura, Per exempio, (vedi fig. 2) un suono di 135 icli € ci 50 db. ci intensitd desta nel’oreschio una sensizione di inten- sith uguale 4 quella provocata da un stone di r000 cieli a 80 db. Si dirk che entrambi i suoni evocano una sensizione di inteasitd di 30 phon (phon € decibel essendo sempre coincidenti a livello del r000 cicli) La SOGLIA DOLOROSA, o soglia det dolore, corrisponde al massimo livello ci intenst tollerabile dalforecchio, © al di sopra del quale la seasavione uditiva si trasforma in una sensarione di vivo fastidio o addirit- tura di vero € proprio dolore. La soglia del dolore, come dimostrano le curve di isofonia, si raggiun- ae prima per le frequenze basse od alte che non per le intermedic: mentre per Ia frequenza 3000 citi esiste tra soglia uditiva © soglia dolorosa un intervallo di 120 decibel, per alcune frequense baste tale intervallo si riduce a Go-79 decibel. Questo conferma che Foreechio pub collerare enor- mi amplificazioni della energia sonora nel campo di frequenze centrali (un trilione di volte a 3000 cieli), il che 2 certamente da mettersi in rcla- ione alle maggioti necessitt funzionali dell'orecchio nel campo delle fre- guenze medie, comprendente 1a massima parte dei suani della voce ¢ della 3 vita comune. La maggiore tolleranza € la maggiore seletivith del’orec- chio di fronte a variazioni dellintensit3, consente una migliore capacith di analisi per questi suoni abituali, In natura non esistono, se non eccezionalmente, suoni di tale intensit da raggiungere la soglia del dolore: essi sono invece il prodoto delle ‘macchine che l'womo ha creato. Le esplosioni, le detonazioni, i fort ramori industriali, gli acrei ad elica © quelli a reazione, reslizzano altrettante condizioni nelle quali la intensiti del suono eccede i limiti fisiologici ¢ crea danni permanenti della. funzione uditiva.. 4 = Cenni di fisiologia del? organo uditivo Si 2 detto che lo stimolo adeguato a provocare Veccitamento dell’or- geno udltivo 2 costituito da una particolare forma di energia meccanica, che si chiama energia vibratoria. Le periodiche oscillazioni di un sistema vibrante immerso in un mezzo clastic (ad es. Varia) si traducono in una serie di compressioni ¢ di rarefzzioni del mezzo stesso, che si propagano a distanza dalla sorgente. La trasmissione del moto vibratorio si effetta dunque per onde di pressione, le quali giungono, attraverso il condotto uditivo, a colpire Ia ‘membrana timpanica mettendola in vibrazione. Abbiamo gid visto quale csirema seasibilith abbia la membrana timpanica, in virtt della sua ela- sticith e della sua piccola massa, nei confronti della pressione delle onde sonore: per la frequenza 1000 cicli la soglia uditiva corrisponde ad un valore pressorio di to-™ Watt per cm®, che corrisponde ad una quantita di cnergia estremamente piccola (*), Perch’ lo stimolo vibratorio risulti adeguato, deve avere caratteri- stiche di frequenza © di imensit ben definite, delle quali si & gid diffu. samente detto nei capitoli precedenti. Il padiglione auricolare, con le irregolariti della sa forma, ha lo scopo di riflettere allinterno del condotto uditivo le onde sonore incidenti sulla superficie: quests funzione 2 particolarmente spicata per le frequenze elevate, pid scarsa o nulla per le basse frequenze. Anche il condotto uditivo eterno ha una sua peculiare funzione, poich® il suono (Per avere unvidea pitt conereta dellesiguith di queto valore di energia, s1 peasl che esio corrisponde pressippoco ad un decimilionesimo della pressione «sere fata da un grammo per il suo pes. 15 a livello della membrana timpanica risulta amplificato di circa 20 db. in confronto alla pressione posseduta in aria libera, Le stratture anatomiche dellorecchio. medio (membrana timpanica & catena degli ossicini) hanno caratteristiche fisiche particolari, che condi- zionano le modalit® della tasmissione dello stimolo sonoro all’oreethio interno, L’apparato di trasmissione pud essere considerato un sistema mec- canico, ¢ come tale presenta caratteri peculiari, il principale dei quali & costituito dalla impedenza, Con questo termine si designa la resistenaa opposta da un quahinque sistema meceanico alla propagazione del moto vibratorio; adla fattispecie, Ia resistenza opposta dal sistema di trasmis: sione alla propagazione del moto osillatorio verso Vorecchio interno. I fattoci che concorrono a determinare Vimpedenza del sistema di tre smissione sono la massa, la rigidit’ ¢ Vattrito del sistema stesso; vedremo rel capitolo dedicato alla fisiopatologia dell'apparato uditivo quale sia Vimportanza relativa di ciascuno di questi fattori nel provocare modifi cazioni qualitative e quantitative nella trasmissione degli impulsi vibra- tor Trascurando molti particolari che meriterebbero una pith estesa trae. tazione, ci limiteremo ad clencare le tappe prineipali seguite dal mow vibratorio nella sua progressione verso le strutture sensorial racchiuse nell orecchio interno, [ movimenti impressi alla membrana timpanica dalle onde pressorie si trasmetiono alla catena ossiculare, la quale compie pertanto movimenti ‘oxcillatorii solidali a quelli della MT; la tasmissione di queste oxilla- Zioni non avviene perd in maniera lineare € simmetrica. In altri termini, Varapiezza degli spostamenti della catena non sono sempre proporzionali alla pressione sonora esercitata sulla membrana timpanica, ed il movi- mento non & ugualmente ampio nei due opposti sensi rispetto alla posi- Zione di riposo. Queste caratteristiche di non linearith ¢ di non. simmetria rendono conto della produzione delle armoniche auricolari, cic di altri moti vibratorii differenti da quelli che hanno sollecitato Ia M-T.,. pur cessendo con questi in determinati rapporti Llosillazione della catena ossiculare si compie di norma intorno alPasse di gravitd, decerminando nella staffa un movimento a sportello sal suo asse minore, con perno sul polo posteriore. Se perd il suono & di ampiczza rilevante, Poscillazione, non si compie pitt intorno all'asse di graviti, ma su un asse diverso dal primo, chiamato aise di rotazione; come conseguenza ta staffa osiller’ sull'asse mag. 16 ‘gore che passa per i due poli, con un movimento a ascale, In questo ‘secondo caso le oscillazioni impresse dalla staffa ai liquidi labirintici sono sai meno ampic, con il risultato di proteggere le strutture nervose dellorecchio interno dalle vibrazioni di ampiezza eospicua. Questo mee- canismo di difest particolarmente efficiente per i toni acuti, mentre per i toni gravi i meccanismi difensivi sono rappresentati dalla contrazione dei muscoli delVorccchio medio, con conseguente aumento dell'impedenza alla trasmissione delle basse frequenze. Contemporancamente, la conteazione dei muscoli dellorecchio medio aifin 1a percezione dei toni medii ed alti, realizzando in questo modo ‘una traxmissione selettiva che si dimostra particolarmente utile nella vita i ogni giorno, climinando il mascheramento che altrimenti i suoni gr eserciterehbero sugli acuti nelle condizioni ordinarie di zscolto. L'impedenza dei liguidi delforecchio interno & maggiore di quella del sistema vibrante timpanoossiculare: in mancanza quind: di un sistema dt accmodasione, le vibrszioni subirebbero un grande smorzamento 0 addirittura non potrebbero venire trasmesse ai liquidi labirintici. Tale sistema di compensizione & realizzato dalla differenza di superficie esistente tra membrana timpanica ¢ platina della staffa, per cui Venera vibratoria, distribuita sulla M/T., subisce una notevole amplificazione quando viene concentrata su una superficie molto pit piccola. ‘Queso rende ragione anche del fatto che la trasmissione delle vibra- ioni ® pid efficiente attraversy la eatena ossiculare che non attraverso Ja mebrana della finestra roconds, a livello della quale non si verifica questo adattamento alla maggior impedenza dei liquidi labirintic, Cos amplificats, le vibrezioni della staffa si comunicano alla peri- linfa della scaly vestibolare, con Tintermezzo della membrana della finestra ovale. Ricordiamo brevemente che scala vestibolare scala timpaniea sono separate dalla membrana basilare, ¢ che le duc scale comunicano tra di loro attraverso Velicotrema, all’apice della chivccicla. La mebrana basilarc, per li sua clasticiti, pad entrare in vibrazione sotto limpulso dell’onda pressoria progressiva che si stabilisce in seno ai liquidi labirintici; ma perch? Yonda pressoria possa prodursi, 2 neces- sario che Ia perilinfaalternativamente compressa e decompressa dai movimenti vibratori della membrana della finestra ovale, possi espan- deri in un alo punt, con un movimento clastico diva € vient, Questo & reso possibile dallesistenza della. membrana della finestra rotonda, che chiude alla saa estremiti la seala timpaniea: ad ogni mo- M7 yimento della membrana della finestra ovale corrisponde un movimento ‘uguale € contrario della membrana della finestra rotonda, la cui mobi- lid 2 molto maggiore. Se la membrana della finestra rotonda non fosse elastica, non potrebbe aversi movimento nei liquidi labirintici, di per & incompressibili e racchinsi in pareti ossee indeformabili. Come risuluto del wasmettersi dell'onda pressoria ai liquid labirin- si provoca una fluttuazione dd dotto cocleare, da cui trae origine untonda migeante che si sposta lungo la membrana basilare © che rag- giunge la massima ampiezza ad un certo livello del dotto, smorzandoxt poi abbastanza rapidamente (vedi fig. 4, Li'scn). La membrana tasilare vibra secondo modalith particolari e non uni- formi, ma dipendenti dalla frequenza del suono stimolante. I suoni di alta frequenza mettono in vibrazione una piccola massa di liquide in vicinanza delle finestre, ¢ Ja porzione di membrana basilare che entra anch'essa in vibrazione @ limitata ai giri hasali; man mano che dalle frequenze clevate si passa a quelle intermedie, ¢ poi a quelle basse, la vibrazione della membrana basilare si sposta verso i giri apic Fig. 4 - Rappresemsazione grafica di onde migrant lungo la membrana baslare € della loro ampiezza per ana frequenra di 1000 e's Sari bene ricordare a questo panto che la lamina basilare & pid) stretta € pitt tes nei giri basal, pid Targa e meno tesa in quelli apicali; questa particolariti anatomostrutturale rende conto delle diverse caratteristiche fisiche di risonanza delle varie porzioni. La risonanza della membrana baslare non va intesi nel senso che le singole fibre costituenti risuonino per una determinata frequenza propria, come era ammesso dalla teoria della risonanza, ma piuttoxo nel senso che una determinata frequenza provoca sulla membrana un’onda migrante Ia cui cresta corrisponde alla frequenza eccitante. La porzione 1g a di membrana badilare messa in vibrazione da un snono 2 quindi sempre piutiosto ampia (e tanto pitt ampia quanto maggiore € Vintensiti), ma Ponda di vibrazione raggiunge ii culmine a livello di quella porzione di membrana che cortisponde alla freqyuenza del suono stimolante Queste sono Je conclusions dettate dalla moderna place theory, 0 teoria spaziale, che pud considerarsi una modificazione della teoria Quando il suono, anzich? per via oerea, viene trasmess per via sea, i liquid labirintici sono. messi in vibrazione dalle pareti oswe dalla capsula fabirintica, anziché dai movimenti della stafa Le flatiaioni della lamina basilare determinano nelle cellule ciliate dall'organo di Corti, ad essa strettamente vounesse, movimento defor mazioni che stanno alla base della loro stimolazione. Le ciglia delle tdlule di Corti fluttuano nella sostanza gelatinosa della membrana tectoria, © sono connesse alle terminazioni del nervo cocleare, ciascuna fibra del quale prende rapporti con due cellule ciliate interme ¢ diverse cellule ciliate esterne Le celhile ciliate hanno il compito di trasfoemare la vibrazione meceaniea in un’altra forma di energia, adeguata 2 produrre wn eccita mento delle terminazioni neryose. Da un punto di vista teorica, per tanto, Papparato di trasmissione del suono ha termine in corrispondenza delle cellule ciliate, le quali costimiscono Vorgano rexettore sal quale si csercita il moto vibratorio trasmesso dalle strutture delV'orecchio medio ed interno finera considerate Liattivita delle cellule ciliate & ancora poco conusciuta, come incerta 3a natura della forma di energia da ese prodotta, e capace di eccitare le terminazioni sensotiali del neryo eoeleare. Secondo V'ipotesi pit acereditata la nuova forma di energia sviluppata dalle cellule di Corti sarcbbe di natura chimies, con ln liberazione i sostanze mediatrici (colinergiche o adrenergiche) in grado di eccitare le fibre neryose Lattivich delle cellule ciliate, qualunque essa sia, si oud comurque rilevare eletirograficamente, poich® esse sono la sede di quel fenomeno conosciuto sotto il nome di potensiali cocleari (effeto microfonice ¢o- lease). I potenziali cocleats consistono in variazioni di tensione clettrica rilevabili mediante clettroci situati sulla coclea di animali sounposti a stimolazioni sonore; le onde elettriche registrate da appositi strumenti Fiproducono esatimente la forma (0 la frequenea) delle onde sonore che hanno determinato Veccitamento, Leccitamento delle terminazioni nervose & dunque il risultawo della attviti delle cellule ciliate, In quale attivith determina variazioni del potenziale clettrico; ma resti ben chiaro che i fenomeni dettrici noo Sono responsabili dalleccitamento delle fibre cocleari, Essi sono. sempli- comente Vespressione di una yariazione nella ativiti della cellula, € ei ‘permetiono di misurare la entitd di tale variazione in rapport al variare dello stimolo. I feromeno eletirofonico ® i risaktato di una especienza contraria a quella mediante 1a quale si rilevano i potenziali cocleari. Se 1a celiula ciliata 2 ia grado ci trasformare una energia vibratoria in energia «let trica, si & pensito che potesse verficarsi anche il fenomeno inverso, cick Ja trasformazione di energia eletrica in energia meceanica ¢ quindi in seasizione uditiva. Marnspr ¢ Fron-Rarn: hanno sperimentato che una ccorrente alternata di 256 cici provoca una sensazione uditiva corrispon- dente ad an tona di 256 c/s. Queste esperienze, prima che se ne poss trarre qualche illazione, abbisognano di ulteriori conferme, 1 potenziali cocleari, dei quali si 2 detto, non vanno confus con i poteniali dazione del nervo ottavo, silevabili lungo il sve decors0, ed analoghi a quelli di ogni altro nervo di senso. 1 potenziali del nervo acustico sono expeessione dell'attivith propria del nervo, conseguente all'eccitamento fornito dalle cellule ciliate; nel caso invece dei potenziali cocleari, le cellule ciliate non cedono energia propria, ma trasformano scmplicemente in cnergia clettrica Vencegia meccaniea che viene loro ceduta. Rimane ora da dire quali siano le medslish secondo cui 1a stimola- zione vibratoria acustica, erasformata dalle cellule ciliate in una diversa forma di energia, decorra lungo le vie nervose traducendosi nellarea corticale in sensazione uditiva, E’ questo uno dei problemi pid discussi della fisiologia dellucito, sopratutto per il fatto che una delle teorie pit) note tra quelle formulate ‘2 questo proposito presenta clementi che sono in contrasto con le leggi di clertrofisiologia.. Si deve infatti ricordare che le Abre dell'VIIT" paio, analogamente a ‘quanto avviene per Ie fibre sensoriali dei nervi periferici, obbediscono alla legge del tutto 0 del niente e sortostanno alle limitaziont del periodo refrutiario. Le vie acustiche centrali possono schematicamente suddividers. in tre Ancuroni: il primo va dalla coclea al nucleo cocleare bulbare, il secondo 20 da questo ai corpi genicolati mediali attraverso il lemnisco laterale, ed i ter2o dai eorpi genicolati alla corteccia delle cizconvoluzioni temporal; superior Secondo una delle teorie che si contendono il campo nel tentative di spiegare le modulith secondo le quali si avvera la sensizione soggettiva i altezza tonale, ogni singola frequenza provocherehbe 1n corrispondente numero di impulsi nervosi. Se cid & yerosimile per le frequenze basse, fon potra avverarsi per le frequenze superiori a goo-10co cic, poiché in tal caso il numero cccessivo degli impulsi porrebbe la fibra nervosa in periodo refrattario assoluto. Seti fibra nervesa non pud teasmettere tutti gli impulsi, perch? il umero ci questi supera il periodo refrattario, ess trasmetterd.soltanto tun impulso ogni die, © crescendo ancora la frequenza dello stimolo sonore, uno ogni tre, uno ogni quattro, © cod via, Gli alu impulsi ver rebbero raccolti ¢ trasmessi dalle altre fibre che in quel momento non si tovano in periodo refrattario, col risultato che si avvererehbe, a livello dei centri, una ricostituzione della frequenza originaria dello stimolo, In definitiva dunque, un suono di frequenza elevate potrebbe venire trasmesso in virth di una alternazione 0 di una rotazione delle singole fibre che fanno capo ad una certa porzione della membrana basilare. Una seconda teoria, che attualmente gode maggicri favor’, ammette invece che ln diseriminazione centrale delia frequenza del svono avvenga per il fatto che ciascuna zona della membrana basilare & connessa, tramite Te fibre del nervo cocleate, con una determinata zona dell’area corticale, sulla quale si ayrebbe quind: una localizeazione tonotopica specifica per Gascuna frequenza. In altri termini, esisterebbe sulla corteccia una. proie- ione precisa delle fibre del nervo cocleare: una stimolazione sonora di fiequenza determinats provoca un eceitamento delle sole fibre nervose connesse con quella area di membrana basilare devoluta alla recezione di quella determinata frequenza; per ogni singola frequenza 2 interessata solo la porzione di corteccia connessa allarea dim. basilare specificara- rente accordata a quella frequen L’analisi del stone, secondo questa teoria, non avverrebbe intera- mente nella corteecia, ma principalmente nella chiocciola, Ia quate pertanto non sarebbe semplicemente deputata alla wasformazione del- Venergia meccanica, il che sembra inverosimile se si tien conto della grands complessit’ della sua struttura, Un altro punto di merito di questa 21 teoria consiste nell'aver eliminato il contrasto esistente tra le vecchie concezioni e le leggi elettrofisiologiche dei nervi. Non rimane che da dire qualche parola sulle acquisizioni pit, mo- deme della fisiologia delV’audizione, vale a dite sulle modificazicni dello stato funzionale dellorccchio in conseguenza di una stimolazione sonora. Per effetto di uno stimola conoro, tutta una serie di propriet® uditive sono profondamente modificate, ¢ tali modificazioni si manifescano. sia durante la stimolazione sonora che subito dopo di essa. Durante leccitamento sonoro le modificazioni meglio conosciute sono quelle che vanno sotta il nome di adattamento © i fenomeno del ‘marchertmemio; alla cessazione dello stimolo acustico_intervengono invece i fenomeni conosciuti come jatice uditiva © sraunutismo acustico, iI quale ulkime, pur appartenendo gi alls fisiopatologia dell’orecchio, vere descritto insieme alla fatica uditiva, dieu! non rappresenta che tuna variazione prevalentemente quantitativa, LPADATTAMENTO Nel momento stess in cui il suono viene percepito, Vorecchio dimostra ‘una brasca diminuzione di sensibiliti che comincia a manifestarsi gia nelle prime frazioni di secondo dopo Vinizio della stimolvzione sonora Lisctisr € Zwistocss hanno effettato una serie di deerminazioni con toni puri della durata di 04 sec, di frequenza ed intensitd variabili, misurando, come cspressione della sensibilith dell’orecehio, il valore della soglia uditiva ad intervalli di 10250 sec. dopo Vinterruzione del suono stimolante In Gl modo ottznnero Je curve rappresentite nella fig. 5 che dimo- strano Teevazione della soglia uditiva in funzione della intensitt del tono stimolante ¢ del tempo trassors0 dopo la stimolazione. Un suono di 80 db, della durata di 0,4 sc, determina ad exempio tuna istancanea elevazione della soglia di circa 4p dh., che va in seguito gradatamente smorzandosi sino a tomare ai valeri normali dopo circa eh In definitiva dunque Torecchio, durante e subito dopo una stimola zione sonora, diviene transitoriamente meno sensibile, presenta cio un certo grado di sordit che scompare in breve valger di tempo. L'udatamento & un fenomeno strettamente monoaurate, si manifesta 22, ciod soltinto nellorecchio. sottoposto a stimolazione, sonora, ¢ deve ‘quindi considerarsi legato al reccttore periferico. ® ear 7 © eS 3B at 8100199140" 150 msec Fig. 5 - Adatamento, Elevazione della soglia uditiva, 10250" dopo stimolezinne con ‘oo puro di p00 cle, della ducata di 0,4 second, a cifferemti intensiti Goo «hy. Ricomo ai valor’ di coglia normal. (da Liischer) Liabbassamento della soglia uditiva per effetto dell'adatiamento non si manifesta soltanto per la Freqnenza del suono stimolante, ma anche per e oo ‘ \ TAS 355 500 Toa) 100500 BOHD wh Fig. 6 - Mascheramento cercitato da un sono puro di 1000 cil, di intensita = = 1o-* Waten, (da Liisher). 23 Je frequenze vicine, particolarmente per quelle pith clevate, seguendo una curva ben definita molto simile a quella che rappresenta Vestensicne del mascheramento (vedi fig. 6). TL, MASCHERAMENTO Tl fenomeno del mascheramento, descritto sin dai primordi dell’oto- logia, consiste essenzialmente nel fatto che la percerione di un suono determina un innalzamento della soglia uditiva per gli altri suoni. Ognuno di aoi ha sperimentato che in un ambiente ramoro% la percezione della voce si fa pid difficile, ed occorre aumentare I'inten- sift fino ad un livello capace di superare il mascheramento operato. dal rumore steso. effect mascherante diun suon0 su altri suon non di penide soltanto dalla sua intensiti, ma anche dalla frequenza. L’esten sione del mascheramento esercitato da un tono di 1000 © sul campo di frequenze uditive & rappresentata nella fig. 6, da esa spud chiara mente desimere che Teffetto di mascheramento & massimo per le fre- quenze da 1000 a 3000 cieli, cio® nel campo delle frequenze pit elevate mentre & pressoch? insignificante nel campo delle frequenze pil basse in confronto al tono maicherante. La ragione di questo comportamento si pud trovare nelle modalit) di fluttuazione della membrana basilare, 1a quale & percorsa, come abbiamo visto, da onde migranti che si cstendono dalla finestra ovale fino alla porzione corrispondente alla frequenza stimolante. Dopo aver raggiunto il massimo di ampiezza a questo livello, l'onda migeante si smorza abbastanza rapidamente. La membrana hasilare si trovt dunque continuamente in movimento, dalla finestra ovale sino ad un punto leggermente al di Wi della porzione che determina la percezione delValtezza del tono eccitante; in altri ter mini, anche quella parte di recettore periferico situato al di sopra della frequenza esaminata & eccitata in modo pid 0 meno brusco, Questo spiega perch? sia Vadattamento che il mascheramento si estendono yerso le frequenze pid’ devate. 1 mascheramento, come vedremo nei capitoli successivi, & un feno» ‘meno cstremamente importante dal punto di vista audiometrico, perch? i permette di assordare (escludendclo quindi dalPandizione) orecchio non esaminato, rendendo cos possibile Vesame selettivo div ciascun orecchio, Ezy LA FATICA UDITIVA Sela stimolazione sonora ? prolungeta nel tempo, si osserva al termine i esia una diminusione temporanei della capaciti uditiva che si esaurisce gradatamente in un certo periodo di tempo, dipendente dalla entiti © dalla durata della stimolazione stessa. Questo fenomeno, che si ‘manticne per un tempo relativamente Iungo, € che rinforza ancora gli effetti del'adattamento, & di natura affatto sconosciuta, Per analogia con il comportamento delle placche terminalii della ‘muscolatura € delle sinapsi nel sisema nervoso centrale, si pud ammet- tere che si tratti di fatica nel senso stretto del termine, legata cio’ al metibolismo ¢ che si verifiea quando Papporto di materiali cnergetici & troppo scarso o Vaccumulo det prodotti catabolic: troppo grande. Gli effetti della fatiea uditiva, se lo stimolo sonoro non oltrepasia i limitifisclogici, non sono moko pid rilevanti di quelli dell’adsttamento; se invece il suono oltrepassa gli So db. di intensic, il tempo di recupero si fa pitt lungo, in proporzione ance alla durata della stimolazione. Come gia Yadattamento, anche Ia fatica dipende dail’intensit © dalla frequenza della stimolazione sonora, e propaga alle frequenze vieine secondo le stesse modalitd, Non esistono fino ad ogi metodi di misura della fatica uditiva che diano garanzie di sufficiente precisione. Vi & tuttwia un fiorire di studi su. questo argomento, soprattutto perch? una misura della faticabilith dell'oreechio, trasferita nel campo pratico, potrehbe essere div grande in- teresse ai fini della prevenzione dei taaumatisi acustici. Liunico dato fisiopatologico sicuramente dimostrato ¢ che una lesione dallapperato nerveso del’udito determina un aumento della faticabi IL TRAUMA AcUSTICO Quando Ia stimolazione sonora oltrepassa i limiti fsiolegici di inten- sith (approssimativamente corrispondenti ad un livello di 80-90 db.), pud provocare delle vere © propre lesioni uditive, che pessono in. parte regredire con Vandar del tempo, ma che sovente sono itreversiili. ‘Anche suoni di breve durata possono provocare tali effetti, se la oro intensiti 2 molto clevata (traumatismo acustico acute); pit di fre qquente sono invece suoni @ rumori prolungati nel tempo quelli che determinano la massima parte delle lesioni uditive traumatiche (sordith professionali). 25 La differenza tra fatica uditiva ¢ traumstismo acustico, per quanto possano esservi casi intermedi, consists nel fatto che la fatiea non & dovuta ad una lesione, ed & sempre rapidamente reversibile, In linea generale, a lesione uditiva 2 tanto pit pronunciata quanto maggiore & Fintensied della stimolizione sonora; il massimo effetto lesivo non si riscontra in comrispondenza della frequenza stimolante, ma in una regione del campo tonale situata press'a poco una merza ottava pill in alto, Questo fatto differenzia netamente il trauma acustico dai feno- meni di adattamento ¢ di fatiea, per i quali il massimo effetto si ha invece a livello della frequenza stimolance, La sordlti provocata da un traumatismo acustico 2 quasi nulla per i toni gravi, mentre raggiunge il massimo nella regione dei ooo cicli secondo una curva caratteristica della quale dovremo nuovamente occu- pacci nella studio dei reperti auciometrci,