Sei sulla pagina 1di 5

qwertyuiopasdfghjklzxcvbnmqw

ertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwert
yuiopasdfghjklzxcvbnmqwertyui
opasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopa
Metodologie didattiche
sdfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdf
Master 1. Livello in Metodologie socio pedagogiche negli insegnamenti

ghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghj Tecnici

klzxcvbnmqwertyuiopasdfghjklz
Parole chiave: Prensky, didattica, metodologie didattiche, nativi digitali

xcvbnmqwertyuiopasdfghjklzxcv
Kevin Sedevcic
bnmqwertyuiopasdfghjklzxcvbn
mqwertyuiopasdfghjklzxcvbnmq
wertyuiopasdfghjklzxcvbnmqwe
rtyuiopasdfghjklzxcvbnmqwerty
uiopasdfghjklzxcvbnmqwertyuio
pasdfghjklzxcvbnmqwertyuiopas
dfghjklzxcvbnmqwertyuiopasdfg
hjklzxcvbnmqwertyuiopasdfghjk
Strategie e tecniche per un apprendimento efficace - master 1. Livello in metodologie socio pedagogiche negli insegnamenti
tecnici – Kevin Sedevcic

Mark Prensky
Scrittore statunitense ed innovatore nel campo dell’educazione e dell’apprendimento, Mark
Prensky (New York, 1946) ha coniato un nuovo termine per categorizzare tutti quegli alunni che
al giorno d’oggi sono a contatto con la tecnologia e la veloce evoluzione di quest’ultima, fin
dalla nascita: i nativi digitali.

Nativi digitali
Crescendo con computer, smartphone, orologi intelligenti e tutti gli strumenti e le tecnologie
oggigiorno facilmente accessibili, i nativi digitali si adattano senza fatica alle novità tecnologiche
di quest’era digitale. Per loro, adattarsi è una cosa semplice, invece, stare attenti e fermi
ascoltando l’insegnante alla lavagna comincia a stufarli ed a non motivarli più.
Ed è proprio questo il motivo, per il quale anche gli insegnanti devono cominciare ad adattarsi
alle nuove tecnologie ed a questa nuova generazione, così veloce ma allo stesso tempo così
demotivata.
Le metodologie didattiche giocano quindi un ruolo importante.
A seguire verrà definito il concetto di “didattica” e le metodologie comunemente usate al giorno
d’oggi.

Didattica
In generale la didattica comprende tutto ciò che fa riferimento alle teorie educative ed alle
metodologie di insegnamento.
La didattica negli ultimi anni si è diramata in diverse tipologie, per venire incontro a tutti i campi
disciplinari, alle varie problematiche sociali ed ai bisogni degli alunni.
Oltre alla didattica generale, che costituisce le basi e le regole fondamentali per ogni insegnante,
conosciamo anche quella speciale, usata quando si hanno alunni con distrubri specifici di
apprendimento (DSA), bisogni educativi speciali (BES) o con disabilità di varia natura (H);
sperimentale, usata per testare e verificare la funzionalità di nuovi metodi didattici; modulare,
che prevede la suddivisione in moduli degli obbiettivi formati; disciplinare, relativa al modo di
insegnare le diverse discipline in riferimento al loro contenuto; glottodidattica, ovvero specifica
per le lingue straniere; personalizzata, con riferimento agli interessi degli alunni ed individuale,
che ricerca soluzioni ad hoc per ogni alunno.

1
Strategie e tecniche per un apprendimento efficace - master 1. Livello in metodologie socio pedagogiche negli insegnamenti
tecnici – Kevin Sedevcic

Di seguito vengono indicate le tipologie didattiche oggi in uso, che hanno una loro specificità e
si distinguono dalla generale.

La didattica per concetti


Il punto cardine di questo metodo è che l’informazione deve essere organizzata.
L’idea d’inizio è di realizzare un percorso di apprendimento interdisciplinare, creando un punto
di partenza (per esempio un tema centrale con i relativi sottoargomenti da evolvere).
Gli alunni dovranno costruire mappe concettuali dai dati e dagli argomenti offerti. Si individuano
tre tipologie di mappe concettuali: connettive (in base a connessioni gerarchiche di priorità, di
effetto..), associative (che mostrano legami trasversali tra diversi concetti), basate su rapporti di
causa/effetto o successione cronologica.

La didattica metacognitiva
Parlando di metacognitività non ci si riferisce al vero sapere o alla vera conoscenza che farà
avere un voto più alto in pagella, ma alle abilità metacognitive in termini di consapevolezza dei
processi cognitivi e di capacità di controllo nell’esecuzione dei compiti mentali.
Quindi, avendo la coscienza degli elementi a nostra disposizione (tempo, strutture, risorse) e
conoscendo la situazione di apprendimento (compito), dovremmo saper strutturare una buona
strategia per risolvere il compito nella maniera migliore.
Questo metodo didattico cerca di far capire agli alunni quali sono i loro limiti e i loro stili di
apprendimento, per migliorarli ed ottimizzarli.

La didattica per errore


Un alunno nel suo percorso di apprendimento si imbatterà in errori. La riflessione del perchè sia
giunto all’errore e lo sviluppo della capacità di autocritica e di autocorrezione sono una risorsa e
un obbiettivo per ogni alunno. In caso di tanti errori e poche soluzioni, gli alunni potrebbero
demotivarsi. Sta all’insegnante mantenerli attivi anche con il commento di semplici fatti, come
gli errori portano al successo (oppure i 2000 modi di T. Edison di non creare una lampadina).
Qui non devono essere presi in considerazione gli errori da distrazione o disattenzione.

La didattica orientativa

2
Strategie e tecniche per un apprendimento efficace - master 1. Livello in metodologie socio pedagogiche negli insegnamenti
tecnici – Kevin Sedevcic

Si tratta di un metodo di insegnamento che favorisce lo sviluppo di capacità interpersonali


dell’alunno, di iniziativa nella progettazione ed organizzazione dei suoi lavori e nella gestione
del suo percorso di vita. Per sviluppare una personalità al livello delle esigenze del mondo
esterno a quello scolastico, l’alunno ha bisogno di sviluppare alcune competenze chiave, come
l’autogestione, l’autovalutazione, la flessibilità, saper cogliere la significatività, avere la capacità
di valutare e decidere, la capacità di affrontare i cambiamenti, di saper comunicare e saper
progettare. Inoltre, ottime capacità nel team working e nel problem solving sono ormai richieste
in ogni ambito lavorativo. L’insegnante dovrà capire le caratteristiche degli alunni ed indirizzarli
nella direzione per loro più adeguata, incoraggiando il loro impegno di autocostruzione.

La didattca speciale
Comunemente chiamata anche didattica inclusiva, è appositamente pensata per persone con
disagi (sociali, culturali, scolastici, fisici, psichici, verbali, sensoriali, mentali) e cerca di
costruire un rapporto tra discente e insegnante ed allo stesso tempo un clima nella classe dove si
valorizzino queste differenze e si costruisca un rapporto cooperativo tra tutti per
l’apprendimento.
Questo tipo di didattica ha come obbiettivo l’individuazione dei punti problematici dell’alunno e
tende a risolverli per permettergli di organizzare il lavoro a scuola, come anche il lavoro a casa
ed essere così partecipe il più possibile nel processo insegnamento-apprendimento.

La didattica multimediale
E’ quella che si occupa delle nuove tecnologie e come queste possano aumentare gli stimoli per
l’apprendimento. Basti pensare alle presentazioni multimediali o alle pagine web interattive. La
quantità d’informazione in diverse forme (immagini, video, testo, audio ..) danno all’alunno la
possibilità di capire e imparare con le informazioni che più gli si avvicinano. Non dimentichiamo
che l’uso del web e, quindi, della ricerca, della messaggistica, dei social network, può aumentare
l’immersione degli alunni nelle varie discipline anche al di fuori dell’orario scolastico.

La didattica laboratoriale
Il laboratorio è un ambiente attrezzato e organizzato che dà l’opportunità agli alunni di
immergersi nella pratica delle varie discipline. Basti pensare ai laboratori di informatica,

3
Strategie e tecniche per un apprendimento efficace - master 1. Livello in metodologie socio pedagogiche negli insegnamenti
tecnici – Kevin Sedevcic

chimica, fisica o laboratori linguistici, ove gli alunni non mettono in pratica solo le idee e i
concetti appresi in aula, ma creano delle forme mentali che poi li accompagneranno per tutta la
loro vita.
Di seguito un esempio di lavoro in un laboratorio di informatica: i ragazzi sanno che in
laboratorio devono entrare in silenzio, che non è permesso introdurre cibi e bevande e che
devono lasciare il laboratorio nello stesso stato, in cui l’hanno trovato (computer, tastiere, mouse
e sedie al loro posto). Inoltre, una prassi usata in laboratorio prevede che prima di ogni
esercizio/progetto vi sia un momento di analisi e di discussione al fine di organizzare il lavoro al
meglio. Così facendo i ragazzi non avranno solo modo di imparare facendo, ma anche di gestire
l’impeto, di analizzare i problemi e di crearsi una base da cui poi partire con il progetto, avendo
un obbiettivo definito da raggiungere.

In questi ultimi paragrafi si sono definite le varie categorie di didattica usate nelle scuole. Le
categorie esaminate non sono da intendersi a sè stanti, bensì possono essere tranquillamente
mischiate tra loro, per il raggiungimento degli obbiettivi prefissati ad inizio anno.