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STORIA

La Seconda Rivoluzione Industriale


La seconda rivoluzione industriale è uno sviluppo industriale cominciato verso la seconda metà
dell’Ottocento e concluso nei primi anni del Novecento, che coinvolse l'intero continente europeo, gli Stati
Uniti d'America e successivamente anche il Giappone; si contraddistingue dalla prima rivoluzione industriale
non solo per i periodi diversi in cui sono avvenute ma anche perché durante la seconda abbiamo:
l'introduzione dell'elettricità, l'affermazione dei prodotti chimici, il petrolio e l’acciaio e l’invenzione di
mezzi di comunicazione come il telegrafo, telefono ecc..

Inoltre le innovazioni tecnologiche sono frutto di ricerche specializzate in laboratori scientifici e nelle
università finanziate da imprenditori e governo.
Nel settore metallurgico, giocarono un ruolo importante il convertitore e l’altoforno che fecero diminuire
notevolmente i prezzi dell’acciaio.
Novità investirono anche il campo elettrico, soprattutto in Italia, con la costruzione della centrale
termoelettrica a carbone per opera di Galileo Ferraris. In Italia, mancando il carbone fossile e scarseggiando
il carbone bianco si sfruttarono i corsi d'acqua per la produzione di energia elettrica. Così facendo non si
andò incontro alle esose spese per l'importazione di carbone.
Nel campo chimico, vi furono tra le industrie, fortissime competizioni che portarono in pochissimi anni alla
scoperta di nuovi prodotti come fertilizzanti, coloranti sintetici e prodotti farmaceutici.
L’apparato ebbe un deciso incremento solo dopo il 1870, quando si
produssero i primi generatori (la dinamo e il motore elettrico). I progressi in
questo campo permisero la graduale diffusione della rete elettrica per
l'illuminazione (e successivamente per i primi elettrodomestici), nelle case e
nei luoghi di lavoro. L'introduzione dell'elettricità come fonte di
illuminazione delle città, rese più sicure le strade e permettendo anche una
vita notturna più intensa. La luce elettrica cambiò anche i ritmi di lavoro nelle
fabbriche dove prima la produzione cessava con il venir meno della luce
diurna: ora gli operai potevano lavorare in turni ininterrotti nelle 24 ore.

Medicina e sviluppo demografico

Durante seconda rivoluzione industriale, vennero fatte importantissime scoperte in campo medico e
scientifico. Gli studi di Charles Darwin e Gregor Mendel stimolarono l'approfondimento di fisiologia,
genetica, mentre le altre scoperte in campo sanitario portarono a trovare una difesa contro malattie come la
tubercolosi, la peste, la lebbra, la rabbia.
Numerose altre scoperte e invenzioni (come ad esempio lo stetoscopio, l'anestesia o i raggi X) consentirono
enormi progressi nel campo della chirurgia e in generale delle condizioni negli ospedali e nella vita
quotidiana delle famiglie. Questo complesso di scoperte e invenzioni permise nel giro di pochi decenni di
migliorare le condizioni igienico-sanitarie e alimentari, di abbattere l'alto tasso di mortalità infantile, e di
aumentare la speranze di vita.

Trasporti

I trasporti nella seconda metà dell'Ottocento


divennero molto più sviluppati e complessi. Il
sistema ferroviario, ebbe un accrescimento senza
precedenti; in alcuni paesi le ferrovie ebbero un
enorme incremento. Si costruirono ferrovie a
raggio transcontinentale - la ferrovia New York
San Francisco (1862-1869), la transandina tra il
Cile e l'Argentina (1910), la transiberiana (1891-
1904) Mosca - Vladivostok . Inoltre in alcune
delle più importanti città Europee ed Americane,

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si ebbe la costruzione delle prime metropolitane, fra le quali quelle di Londra e Parigi, che permetteva di
spostarsi facilmente all'interno delle aree urbane più grandi. Per quanto riguarda il sistema navale, si
costruirono i primi scafi in ferro e successivamente in acciaio, che permisero la costruzione dei robustissimi
transatlantici e navi a vapore al posto delle navi a vela.
Per i trasporti marittimi fu di enorme importanza la costruzione di canali artificiali come nel 1869 quello di
Suez, nel 1895 fu completato il canale di Kiel e nel 1914 si aprì il canale di Panama .
Nel 1883 l'ingegnere tedesco Gottlieb Daimler brevettò il primo motore a benzina efficiente. Pochi anni
dopo, apparve la prima vettura a benzina.

Comunicazioni

La scoperta dell'elettromagnetismo con l'invenzione del telegrafo prima e del


telefono poi, permisero le prime comunicazioni intercontinentali. Si svilupperà
rapidamente in tutto il mondo il telegrafo elettrico Morse.
Sarà soprattutto la successiva invenzione del telefono (1860) e la sua diffusione
che porteranno ad una rivoluzione nel campo delle comunicazioni.
Intanto nei primi anni del Novecento, l’invenzione della radio, avvierà una nuova
era nel campo della informazione e in quello sociale.

L'estensione della città

Alla fine del XIX secolo l'industria aveva quasi sostituito l'agricoltura, che fino ad
allora era stata la principale risorsa economica di molte nazioni. Masse di
popolazione si spostarono nelle città. Milioni di persone si trovarono a vivere e
lavorare in enormi centri industriali dove le condizioni di vita erano pessime, la maggior parte degli
stabilimenti era male areata e male illuminata, il lavoro era spesso pericoloso, gli orari gravosi ed i salari
molto scarsi. Peggio di tutti stavano le donne ed i bambini, costretti a lavorare in condizioni pressoché di
schiavitù.
Le città sorsero in modo caotico e vennero in pochi anni circondate da enormi periferie sub-urbane, tetre e
malsane dove l'igiene era pressoché sconosciuta e la sovrappopolazione favoriva sempre più la criminalità e
le malattie.
Solo negli ultimi decenni del XIX secolo le amministrazioni delle grandi città iniziarono a pianificare
interventi di ristrutturazione urbanistica su larga scala, e ad introdurre i numeri civici, reti stradali, fognarie e
dei servizi pubblici.

Le trasmigrazioni continentali

Collegato alla rivoluzione dei trasporti nacque il fenomeno sociale delle grandi trasmigrazioni continentali.
Sin dagli inizi dell'Ottocento vi erano stati spostamenti in America e in Oceania di masse di popolazione
europea. Il fenomeno si accentuò tra il 1880 e il 1914 quando milioni di emigrati lasciarono le loro
condizioni di vita semifeudale attirati dalle migliori condizioni economiche degli Stati Uniti in fase di grande
sviluppo industriale.

La crescita degli investimenti e dei costi da sostenere, sempre meno facilmente affrontabili da parte delle
imprese familiari, condusse difatti all'affermazione delle società per azioni. Le aziende avevano bisogno di
macchine sempre più complesse e aggiornate, di una manodopera sempre più numerosa, di grandi quantità di
materie prime, di ampliare e perfezionare le strutture. Per queste ragioni, le disponibilità di un solo
imprenditore non bastavano e per reperire nuovi capitali c’era bisogno del finanziamento di più persone.
Nascono le società per azioni (S.p.A.) dove il capitale è diviso fra più persone che investono sull’impresa (e
creano, quindi, la Società).

Aspetto sociale dell’industrializzazione:

Venivano assunti migliaia di operai e gli artigiani cominciarono a scomparire cosi come le piccole imprese; e
nasce una nuova classe sociale: il proletariato.

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LETTERATURA

Giovanni Pascoli
Giovanni Agostino Placido Pascoli (San Mauro di Romagna, 31
dicembre 1855 – Bologna, 6 aprile 1912) è stato un poeta e accademico
italiano e una figura significativa della letteratura italiana di fine
Ottocento.

Biografia

Giovanni Pascoli nacque il 31 dicembre 1855 a San Mauro di Romagna


(oggi San Mauro Pascoli in suo onore), in una famiglia agiata, quarto di
dieci figli. Gli anni della sua giovinezza hanno influito molte sulle sue
opere.

In particolare, il 10 agosto 1867, quando Giovanni aveva quasi dodici


anni, il padre Ruggero venne assassinato mentre tornava a casa da
Cesena. Le ragioni del delitto, non furono mai chiarite e i responsabili
rimasero per sempre oscuri, nonostante la famiglia avesse forti sospetti
sull'identità dell'assassino, come traspare nella poesia La cavallina
storna. Il trauma lasciò segni profondi nella vita del poeta. La famiglia cominciò dapprima a impoverirsi e a
subire una serie di lutti, disgregandosi. Giovanni andò a studiare a Urbino dagli Scolopi, grazie a un assegno
per gli studi concesso dai Torlonia, che gli diedero anche la possibilità di divenire in futuro un loro agente.
Nel 1871, lasciò il collegio e si trasferì a Rimini, per frequentare il liceo classico. Giovanni giunse a Rimini
assieme ai suoi cinque fratelli. Grazie ad una borsa di studio di 600 lire Pascoli si iscrisse all'Università di
Bologna, dove ebbe come docenti il poeta Giosuè Carducci, e diventò amico del poeta e critico Severino
Ferrari.
Conosciuto Andrea Costa, si avvicinò al movimento anarco-socialista e durante una manifestazione pubblica
lesse il proprio sonetto Ode a Passannante. L’ode venne subito strappata e di essa si conoscono solo gli
ultimi due versi. Successivamente Pascoli fu arrestato per aver partecipato ad una protesta e dopo cento
giorni Giosuè Carducci pagò una cauzione per farlo uscire di galera. Ma nonostante partecipò a questi
movimenti quando Re Umberto I venne ucciso, Pascoli rimase amareggiato dall’accaduto e scrisse la poesia
Al Re Umberto.
Dal 1887 al 1895 insegnò a Livorno al Ginnasio-Liceo "Guerrazzi e Niccolini", nel cui archivio si trovano
ancora lettere e appunti scritti di suo pugno. Intanto iniziò la collaborazione con la rivista Vita nuova, su cui
uscirono le prime poesie di Myricae. Vinse inoltre per tredici volte la medaglia d'oro al Concorso di poesia
latina di Amsterdam, col poemetto Veianus e coi Carmina. Nel 1894 fu chiamato a Roma per collaborare con
il Ministero della pubblica istruzione. Nella capitale pubblicò la prima versione dei Poemi conviviali, ed ebbe
modo di conoscere e frequentare Gabriele D'Annunzio.

Nel 1895 si trasferì con la sorella Maria nella nel comune di Barga, nella casa acquistata col ricavato della
vendita di alcune medaglie d'oro vinte nei concorsi. Per preservare quello che pareva essere un "nido
familiare", Pascoli annullò l'imminente matrimonio e considerò il matrimonio della sorella come un
tradimento.
Si può affermare che la vita moderna della città non entrò mai nella poesia pascoliana: lui la vede in maniera
negativa e si contrappone alla società di massa, nata dopo la rivoluzione industriale. Intanto si fecero difficili
i rapporti con Giuseppe e Ida e le trasformazioni politiche e sociali che agitavano gli anni di fine secolo e
l'ulteriore fallimento del suo tentativo di ricostruzione familiare, lo spinsero in una fase di depressione e che
lo condusse ad abusare di vino e cognac.
Mentre insegnava latino e greco, pubblicò anche i volumi di analisi dantesca. Nel 1906 assunse la cattedra di
letteratura italiana all'Università di Bologna dovei ebbe allievi che sarebbero stati poi celebri, tra cui Aldo
Garzanti. Scoppiata la guerra italo - turca, presso il teatro di Barga pronuncia il celebre discorso a favore
dell'imperialismo La grande Proletaria si è mossa.
Dopo poco tempo dopo le sue condizioni di salute peggiorano e gli viene diagnosticata la cirrosi epatica.
Muore il 6 aprile 1912 a Bologna.

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Il poeta e il fanciullino:

Il fanciullino venne pubblicato nel 1897 sulla rivista fiorentina “Il Marzocco”; il poeta coincide con il
“fanciullino”, ovvero con quella parte infantile dell’uomo che negli adulti tende ad essere normalmente
soffocata dalla ragione. Quindi rifiuta la ragione. In tale scritto, Pascoli,è influenzato dal manuale di
psicologia infantile e dell’inconscio. La poesia, parla della perenne capacità di stupirsi tipica del mondo
infantile e una disposizione irrazionale permane nell'uomo anche quando questi si è ormai allontanato
dall'infanzia. Pascoli dichiara che un vero poeta è, il suo sentimento e la sua visione che cerca di trasmettere
agli altri.
Per cui il poeta Pascoli rifiuta:

• Il Classicismo, per la centralità ed unicità del punto di vista del poeta, che narra la sua opera ed esprime
la proprie sensazioni.
• Il Romanticismo, dove il poeta fa di se stesso, dei suoi sentimenti e della sua vita, poesia.
La poesia, così definita, è un’occasione di consolazione per l'uomo ed il poeta.

La lingua pascoliana

Con Pascoli la poesia italiana procede per simboli ed immagini, con frasi brevi, musicali e suggestive. Il
linguaggio ha un frequente uso di onomatopee, metafore, allitterazioni e gerghi. Il poeta scrive anche
componimenti ispirati all’universo, allo spazio, alle stelle. Un esempio lo si può trovare in un verso del
Gelsomino Notturno.

Le Opere

Le raccolte poetiche più importanti sono: Myricae, Poemetti e Canti di Castelvecchio.

Myricae viene pubblicato per la prima volta nel 1891 ed è una rievocazione dei familiari
scomparsi del poeta. I defunti lo invocano per non essere dimenticati e la presenza di piante
e fiori servono a ristabilire intorno al poeta un mondo naturale e simbolico a lui familiare.

I Poemetti furono pubblicati per la prima volta nel 1897, una seconda nel 1900 e una terza
nel 1904, con il titolo mutato in Primi Poemetti. C’è la tendenza alla narrazione, con
l’introduzione di testi lunghi e di personaggi, spesso dialoganti. La natura viene vista da
Pascoli anche come angosciosa e minacciosa. Nei Poemetti Pascoli usa termini dialettali,
soprattutto garfagnini, e ricorre a lingue speciali, come l’italiano dialettale americanizzato
parlato dagli emigranti negli Stati Uniti, presente nel poemetto Italy.

I Canti di Castelvecchio furono pubblicati per la prima volta nel 1903 a Bologna. L’opera è
composta da due filoni: quello familiare, riguardante la morte del padre e quello
naturalistico, riguardante il ritmo delle stagioni allude all’alternanza della vita e morte. La
lingua è ricca di termini tecnici e popolari.

I Poemi conviviali e la poesia latina

Pascoli, che fino ad allora aveva scritto una poesia campagnola, capisce che la poesia per
diventare un capolavoro deve essere scritta ricorrendo a tradizioni e a lingue morte(greco e
latino). I poemi conviviali vengono pubblicati nel 1904; il titolo deriva dalla rivista “Il
convito”, alla quale Pascoli collaborava in quegli anni. L’opera è composta da 17 poemetti,
situati soprattutto in ambientazioni greche classiche; il linguaggio è di tipo classico.

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ANALISI POESIA: il gelsomino notturno.

La poesia “Gelsomino notturno” fu composta da G. Pascoli, dopo la tormentata vicenda di varianti, per le
nozze dell’amico Severino Ferrari e simboleggia il tema dell’unione dei due sposi e del conseguente
germogliare di una nuova vita.
La lirica venne pubblicata in un opuscolo “per nozze” nel luglio 1901 e poi inclusa nei “Canti di
Castelvecchio” (1903).

I gelsomini notturni, detti anche “le belle di notte”, aprono i loro fiori al calar della sera quando il poeta
rivolge il pensiero ai suoi morti. Anche le farfalle del crepuscolo iniziano il loro volo nelle ore della notte
tra i viburni, fiori bianchi di forma sferica.
Tutto tace: insieme alla notte è calato il silenzio: solo in una casa ancora si veglia: i rumori sommessi, che
ne provengono, non turbano la pace notturna, paiono un bisbiglio di voci.
Nel nido i piccoli dormono sotto le ali della madre.
Dai calici aperti dei fiori di gelsomino esala un profumo che fa pensare all’odore di fragole rosse.
Mentre nella casa palpita ancora la vita e una luce splende nella sala, l’erba cresce sulle fosse dei morti.
Un’ape, che si è attardata nel volo, trova tutte occupate le cellette del suo alveare. La costellazione delle
Pleiadi risplende nel cielo azzurro e il tremolio della sua luce richiama alla mente l’immagine di una
piccola chioccia circondata dai suoi pulcini, intenti a pigolare.
Per tutta la notte esala il profumo dei gelsomini che il vento porta via con sé. La luce accesa nella casa
sale su per la scala, brilla al primo piano e si spegne . E’ chiara l’allusione agli sposi che si uniscono
nell’oscurità. Al sopraggiungere dell’alba si chiudono i petali e il fiore “cova” “nell’urna molle e segreta”
“non so che felicità nuova”. Il poeta allude al germogliare di
una nuova vita nel grembo della sposa, ora madre.

E s’aprono i fiori notturni,


nell’ora che penso ai miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.

Da un pezzo si tacquero i gridi:


là sola una casa bisbiglia.
Sotto l’ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala


l’odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l’erba sopra le fosse.

Un’ape tardiva sussurra


trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l’aia azzurra,
va col suo pigolio di stelle.

Per tutta la notte s’esala


l’odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s’è spento...

È l’alba: si chiudono i petali


un poco gualciti; si cova,
dentro l’urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.

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GEOGRAFIA

Stati Uniti d’America

Gli Stati Uniti d'America comunemente indicati come Stati Uniti, US o America, sono una repubblica
federale composta da 50 stati.

Gli Stati Uniti sono il 4° paese per superficie e il 3° per popolazione. La geografia, come flora, fauna e clima
degli U.S. è estremamente varia. È una delle nazioni più etnicamente diverse e multiculturali al mondo e
meta di immigrazione da molti paesi.

Secondo la teoria che si è prevalentemente diffusa nei secoli, le Americhe prenderebbero il nome
dall'esploratore fiorentino Amerigo Vespucci.Il nome completo "Stati Uniti d'America" è stato utilizzato per
la prima volta ufficialmente nella Dichiarazione d'indipendenza.

Geografia:

Il paese viene generalmente suddiviso ad un primo livello in tre unità distinte:

• il Mainland, ovvero il gruppo continentale di 48 stati contigui che confina a nord con il Canada e a sud
con il Messico;
• l'Alaska (lo stato più vasto), che sul continente confina unicamente con il Canada ed è bagnata dallo
Stretto di Bering,
• e le Hawaii, un arcipelago localizzato nel centro dell'oceano Pacifico. A questa principale tripartizione
vanno aggiunti anche alcuni territori esterni, insulari dipendenti comunque dagli Stati Uniti (un esempio
è Guam, un territorio non incorporato) e sparsi tra il mar dei Caraibi e il Pacifico.

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Le principali catene montuose degli Stati Uniti sono gli Appalachi e le Montagne Rocciose. Gli Appalachi si
trovano nella parte orientale del paese e raggiungono l'altezza massima di 2037 m. Le Montagne Rocciose
occupano gran parte del territorio statunitense e si sviluppano dalla costa occidentale per centinaia di
chilometri verso l'entroterra; raggiungono quota 6.194 m (Monte McKinley, Alaska). Oltre al McKinley,
monti importanti sono il Monte Saint Elias, il
Monte Whitney e il Sant'Elena (un vulcano
ancora attivo).

Le Grandi Pianure sono attraversate da molti


fiumi. Il fiume più lungo è il Mississippi -
Missouri, che scorre nel centro del paese e sfocia
con un vasto delta nel Golfo del Messico. Tra i
suoi affluenti si contano numerosi altri fiumi di
grande portata, tra cui il Kansas, il Red River,
l'Illinois, lo Yellowstone. Tra i fiumi che sfociano
nel Pacifico (incluso il Golfo di California)
spiccano lo Snake, il Columbia e il Colorado, in
quelli che sfociano nell'Atlantico il Savannah e lo
Hudson.

I Grandi Laghi sono connessi da numerosi altri


corsi d'acqua importanti, quali il San Lorenzo (che
unisce il lago Ontario e l'Oceano Atlantico) ed il
Niagara (che forma le celebri cascate) I principali
fiumi dell'Alaska sono lo il Koyukuk e il
Kuskokwin (noti per la presenza d'oro). Nella
regione dei Grandi Laghi, si trovano alcuni tra i
maggiori laghi del mondo, come il Lago
Superiore, il Michigan, l'Erie.

Le coste sull'Atlantico sono alte, frastagliate,


ricche di insenature nella parte nord. Nella parte
meridionale (da Capo Hatteras fino alla Florida)
diventano più basse, spesso sabbiose. In Florida, la
quale è ricca di laghi e paludi, le coste sabbiose si sviluppano in una complessa struttura di penisole e isole.
Le coste dell'Oceano Pacifico sono più uniformi, generalmente sabbiose, in alcuni tratti rocciose ma quasi
mai frastagliate tranne in qualche zona californiana. Le coste statunitensi sono punteggiate di isole di piccole
dimensioni. Di maggiori dimensioni sono le Hawaii e le isole dell'Alaska; fra le più importanti si possono
citare le Isole Aleutine, San Lorenzo, le Isole Fox. Appartengono agli Stati Uniti molte altre isole e
dipendenze di cui molte sono disabitate o utilizzate come stazioni militari.

Le paludi negli Stati Uniti occupano principalmente tutta la


zona costiera del Golfo del Messico, da Texas e Louisiana
fino alla Florida. Le zone desertiche si concentrano nella
zona sud-occidentale come Arizona, Colorado, California.
Tra i più importanti vi sono il Deserto Sonorano e la Valle
della Morte (il suo nome deriva dall'aridità della zona).

Fauna e flora

L'ecosistema degli Stati Uniti è molto vario: più di 17 000


specie di piante sono presenti negli Stati Uniti (compresa
l'Alaska), e oltre 1800 specie di piante fiorite si trovano
nelle isole Hawaii, alcune delle quali presenti anche nel
continente. Gli Stati Uniti sono la patria di oltre più di 400

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specie di mammiferi, 700 specie di uccelli, 500 specie di rettili e anfibi, e 90 000 specie di insetti. In più sono
presenti 60 parchi nazionali e centinaia di altri parchi, foreste e zone desertiche protette a livello federale.
Nel complesso il governo gestisce il 28,8% del territorio, buona parte del quale è protetta.

Clima

Gli Stati Uniti d'America hanno in complesso un clima continentale, ma data l'enorme estensione ci sono
grandi differenze.

• Ad est il clima varia da umido continentale nel nord, fino a subtropicale umido a sud. Le influenze
nordiche si fanno sentire sulla costa atlantica con la
corrente del Labrador.
• Nella punta meridionale della Florida è presente un clima
tropicale, così come alle Hawaii.
• Le Grandi Pianure ad ovest sono generalmente semi-
aride.
• Gran parte delle regioni montane dell'Ovest sono
caratterizzate da un clima alpino.
• Il clima è arido nel Gran Bacino.
• È desertico nel Sud-Ovest.
• E mediterraneo lungo la costa californiana,
• Invece è oceanico lungo le costiere di Oregon,
Washington e Alaska meridionale (anche se la maggior
parte dell'Alaska rientra nel clima subartico o polare).

Le regioni costiere lungo il Golfo del Messico soggette al rischio uragani.

Storia
Prima del 1492
Diverse teorie indicano che i primi a popolare i territori americani furono popolazioni provenienti
dall’Asia che giunsero nei territori dell’Alaska tramite lo stretto di Bering. Da quel momento
iniziarono a fiorire diverse civiltà che per lungo tempo non ebbero rapporti né con l’occidente né
con l’oriente.
Intanto nei territori statunitensi si svilupparono diverse tribù con caratteristiche molto differenti tra
loro ma accomunate dal grande rispetto per la natura e le sue creazioni, i nativi americani.

Scoperta dell’America (1492)


Con l’arrivo di Cristoforo Colombo iniziò la colonizzazione dell’intero continente Americano.
Il territorio degli Stati Uniti venne colonizzato da Inglesi in maniera preponderante, Francesi (nord
e Canada) e Spagnoli nella parte meridionale (California, Arizona,Texas,…)

Indipendenza degli USA


Tutto è iniziato il 16 dicembre 1773 quando l’Inghilterra impose la vendita diretta nel territorio
americano del tè andando così a privare molti venditori locali della loro fonte primaria di guadagno.
Fu questo l’inizio della guerra di indipendenza che vide i coloniali vincere sulla madrepatria grazie
anche all’aiuto della Francia. Il 4 luglio 1776, a Filadelfia, il Secondo Congresso Continentale
dichiarò la costituzione di un nuovo stato: gli Stati Uniti d’America. La dichiarazione
d’indipendenza fu redatta da Thomas Jefferson. Il primo presidente dei 13 stati confederati fu il
generale George Washington.

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Guerra Civile
Dalla fondazione degli USA la crescita
economica e sociale fu improvvisa ed
andò a creare profonde divergenze tra
gli stati del nord (principalmente
industriali) e quelli del sud
(principalmente agricoli). La guerra
civile tra nordisti e sudisti
(Confederati) durò ben 6 anni e si
concluse con la sconfitta degli stati
confederati del sud.

Prima Guerra Mondiale e


dopoguerra
Gli Stati Uniti parteciparono in
maniera distaccata al primo grande
conflitto mondiale a fianco di
Inghilterra, Francia, Russia, Italia, ecc..
L’ingresso Usa nel conflitto, seppur tardivo e dovuto alla netta rottura nei rapporti con l’impero
tedesco, fu senza dubbio decisivo e portò alla fine della guerra.
Nell’immediato dopoguerra gli Stati Uniti continuavano la loro ascesa economica e divenivano la
prima potenza mondiale insieme alla Russia.

Grande Depressione, dal 1929


Il 1929 fu l’anno più nero per l’economia americana e non solo. Il crollo della borsa del ’29 portò
ad una delle più vaste e pesanti crisi economiche nella storia di questo paese (ancor più grave di
quella iniziata nel 2008). Il post crisi segnò una rapida ripresa per l’economia Usa, solo
l’occupazione continuò ad avere problemi per alcuni anni ancora.

Seconda Guerra Mondiale


Anche nel secondo conflitto mondiale l’ingresso
degli Usa non fu immediato. Il primo gesto che
portò all’entrata in guerra fu il taglio dei
rifornimenti di petrolio al Giappone nel ’40.
Evento chiave fu l’attacco a Pearl Harbor condotto
dai giapponesi il 7 dicembre 1941. Gli Stati Uniti
entrarono ufficialmente in guerra a fianco degli
alleati. Dopo quasi quattro anni di guerra condotta
anche nel territorio europeo, gli Stati Uniti
decisero di porre fine al conflitto sganciando il 6
agosto 1945 una bomba atomica nella città
giapponese di Hiroshima. Sconvolti i Giapponesi,
dovettero assistere al secondo bombardamento
atomico tre giorni dopo; questa volta toccò alla città di Nagasaki. Il Giappone distrutto chiedeva
l’armistizio il 15 agosto.

Movimenti per i diritti civili e Guerra Fredda


Furono questi gli anni in cui si svilupparono i movimenti per i diritti civili dei neri, ancora confinati ai lati
della società nonostante l’ingente numero. Furono anche gli anni della Guerra Fredda con la Russia, della
corsa agli armamenti della conquista dello spazio con lo sbarco sulla luna nel 21 luglio del 1969,
dell’assassinio di Kennedy (1963) e della guerra in Vietnam.

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INGLESE

New York:
New York is a magical city,
symbolizing all of America. It’s the
largest city in the United States with
over 8.000.000 inhabitants, and one of
the largest cities in the world. New
York has five boroughs- Manhattan,
Brooklyn, Bronx, Queens and States
Island, but the centre of the city is the
island of Manhattan. New York is a
city of extremes. There is immense
wealth and great poverty, modern
skyscrapers and small, old houses,
elegant streets with neon signs and
dark streets full of rubbish. But it is
also a cultural centre for the music, the
theatre and the cinema. E.B White once wrote: " There are roughly three New Yorks. There is, first , the New
York of the man or woman who was born here. Second, there is the New York of the commuters- the
hundreds of thousands of people who work in New York but do not live there. Third , there is the New York
of the person who was born somewhere else and came to New York in quest of something. Of these three
trembling cities the greatest is the last-the city of final destination , the city that is a goal. It is the third city
that accounts for New York 's nickname, the Big Apple, because everybody can grasp and taste it.

Central Park: New York City’s Central Park is a place where anyone can relax. People can sit on a bench,
jog, cycle, have a picnic, skateboard, ice skate in the winter, or play with children. Many park workers take
care of the grass, flowers and trees and remove graffiti. In the 19th century there were so many people living
in the New York that the volume of street noise challenged the sanity of the residents. New Yorkers needed a
public park. Therefore, in 1857, the city council bought a large piece of land, and sponsored a public
competition to design the new
Central Park. The winners were
Law Olmsted and Calvert Vaux.
It took twenty years to complete
central Park. It was completely
man-made. The park has grown
over the years, too. Nowadays,
there are 19 playgrounds, 12
ballfields, handball courts, a zoo,
the Great Lawn (an open grassy
area) and the Wollman Skating
Rink. The park is surrounded by so
many skyscrapers, and it’s a green
oasis and a healthy refuge from the
overcrowded residential areas of
southern Manhattan.

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Grand Canyon
The Grand Canyon is an enormous
gorge in the state of Arizona. It’s 227
(that is about 450 kilometers) in length,
up to 18 miles (29 kilometers) wide and
more than a mile (1.6 kilometers) deep
in places. Because it’s so deep, to the
top and the bottom have very different
weather and vegetation. Going from the
top and the bottom is somewhat like
going from Canada to Mexico.

Geologists believe that in the Grand Canyon formed 80 million years ago, but some of its rock layers could
be two billion years old: the Earth itself is four billion years ago. It contains the fossils of many prehistoric
animals. There are traces of human habitation which date back to 4.000 years ago, in fact for thousands of
years native Americans lived in the canyon’s caves, and considered it a holy place. Then in 1540, Garcìa
Lòpez de Cárdenas from Spain became the first European to see the canyon and tell his people about it.
Another explorer was John Wesley Powell, who visit the place in the 1869. He sailed the Colorado river with
ten men and six boats. It took several weeks to go from one end to the other and four men and two boats
were lost on the voyage.

Today the Grand Canyon is a major tourist attraction. People travel from all over the world to see it. Five
million tourists go to Arizona each year to visit it. It is one of the world’s most stunning destinations. Most
of them enter the canyon at the South Rim, to explore it on foot, bus and helicopter. You can hike along the
edge of the canyon and look down at the valley, thousand of feet (or metres) below. Then travel down into
the valley on foot, on a helicopter or on the back of a mule.

You can ride along the Colorado River on a raft and walk out
over the canyon on the skywalk, a glass walkway that will make
you feel like you’re walking on air. Visit the village where native
American Havasupai Indians still live, to learn about their
culture. Then ride across the canyon in a horse-drawn carriage to
watch the sunset. You can even sleep at one of the canyon’s
camping sites. As it takes two days to do a round trip, only
healthy and fit people should attempt to do the hike.

The Grand Canyon is beautiful but it’s also dangerous. It can be


really hot or cold there, from around -20° in the winter to 40°C in
the summer. In the past 150 years about 600 people have died in the Grand Canyon. Almost half of them
died in airplane or helicopter crashes. Many others drowned in the Colorado River, or died from a fall, heat
stroke or dehydration.

Of course, all of these dangers make the Grand Canyon a great place for people to prove how fit and strong
they are. Every year, many people hike from one side of the Canyon to the other. And hundreds compete in
the Grand Canyon Ultra Marathon. They travel 78 miles (125 kilometers) across the canyon in 24 hours.
That’s a grand achievement at the Grand Canyon.

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SCIENZE

Inquinamento
Per inquinamento si intende la contaminazione dell' aria, dell' acqua e del suolo con sostanze e materiali
dannosi per la vita dell' uomo e dell' ambiente, e capace di interferire con naturali meccanismi di
funzionamento degli ecosistemi o di compromettere la qualità della vita.

• Esistono molti tipi di inquinamento, suddivisi a seconda dell'elemento o dell'area inquinata.

Inquinamento atmosferico:

Si può definire l'inquinamento atmosferico, la presenza nell'atmosfera terrestre, di tutti gli agenti fisici,
chimici e biologici che modificano le caratteristiche naturali atmosferiche, causando un effetto dannoso su
esseri viventi e ambiente; questi agenti di solito non sono presenti nella normale composizione dell'aria,
oppure lo sono ad un livello di concentrazione basso.

Gli inquinanti atmosferici possono essere naturali o antropici.

• fonti naturali: polveri da eruzioni vulcaniche o incendi, ghiaioni (amianto), processi biologici (allergeni).
• fonti antropiche:
• Traffico veicolare: anidride carbonica, polveri sottili e altre a
seconda del tipo di combustibile usato.
• Riscaldamento domestico: gli inquinanti emessi sono all'incirca
gli stessi dei veicoli con differenze prodotte da carbone e legna.
• Industria e artigianato: gli inquinanti emessi sono i più svariati,
questo perché sono moltissime le lavorazioni in campo industriale
che quindi determinano inquinanti molto diversi tra loro in base
alla lavorazione eseguita, e possono variare da solventi, nebbie
acide a metalli polveri e altro..., in campo industriale le emissioni
sono fortemente regolamentate e per questo le industrie devono
utilizzare dei sistemi di abbattimento degli inquinanti.

I principali effetti che gli inquinanti provocano nell'ambiente sono


l'effetto serra, e le piogge acide che poi comportano anche problemi
come il buco dell'ozono ed altri meno visibili sulla flora e fauna.

Effetto serra : ci sono diversi tipi di gas nell'atmosfera, uno di questi è il


gas serra rappresentato per la maggior parte dall'anidride carbonica o
metano. Con l'aumento dell'inquinamento aumentano anche i gas serra.
Questi gas si chiamano così perché non lasciano passare il calore
dall'atmosfera terrestre verso lo spazio. Senza di essi la terra sarebbe un luogo freddo e inospitale, ma un
loro aumento provoca un innalzamento della temperatura, un po' appunto come in una serra: il calore entra
ma non riesce a tornare fuori. perciò le conseguenze dell'effetto serra sono l'aumento della temperatura
globale e perciò anche lo scioglimento dei ghiacci, l'innalzamento delle acque etc.

L'effetto serra di per sé non è un fenomeno negativo perché senza di esso la superficie terrestre si
presenterebbe con una temperatura media inferiore ai -18 °C invece degli attuali +15 °C, ma può diventare
dannoso nel caso si continui ad emettere inquinanti.

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Il buco dell’ozono

l'ozonosfera è lo strato dell'atmosfera in cui si concentra la maggior parte dell'ozono, un gas serra
"particolare": l'ozono trattiene e assorbe parte dell'energia proveniente
direttamente dal Sole. Il buco dell'ozono è quindi una riduzione ciclica
dell’ozonosfera che si verifica, principalmente in primavera, sopra le
regioni polari. La diminuzione può arrivare fino al 70% nell'Antartide e
al 40% nell'Artide. La riduzione dell'ozono indica il generico
assottigliamento dello strato di ozono (dovuto anche all’uso di
bombolette spray, frigoriferi e condizionatori che contribuiscono a
ridurre l’ozono). L’ozonosfera fa da filtro per le radiazioni ultraviolette:
infatti assorbe del tutto la loro componente UV-C e UV-B. Quindi la
dose di radiazioni UV-B che raggiunge la superficie terrestre dipende
inversamente dalla concentrazione di ozono in alta atmosfera. Le
radiazioni UV-B possono causare danni agli occhi: cecità da neve,
cancro, alterazioni del sistema immunitario e tumori alla pelle.

Piogge acide:

Le piogge acide sono precipitazioni piovose con maggiore composizione di particelle e gas sospese in
atmosfera. Queste particelle tendono a depositarsi al suolo mediante la deposizione umida come la pioggia,
la neve o la nebbia. I principali componenti acidi presenti nelle piogge sono gli ossidi di zolfo e gli ossidi
d’azoto. La loro presenza in atmosfera è in parte naturale. La ricaduta delle particelle può avvenire in due
modi:

• Ricaduta “umida” (le piogge, la neve ecc)


• Ricaduta “secca” (deposizione al suolo)

Gli ossidi di zolfo a contatto con l’acqua si trasformano in acido solforico, gli ossidi di azoto in acido nitrico.
La conseguente acidificazione delle precipitazioni riduce il ph dell’acqua piovana provocando diversi danni:

• Alla vegetazione: perché ne riduce la crescita e le capacità nutritive.


• Ai materiali da costruzione: perché ha un effetto corrosivo. I danni delle piogge acide sono evidenti
anche nei monumenti e persino il cemento armato può essere corroso.
• La visibilità: che viene peggiorata e ridotta tramite l’assorbimento dei gas e delle particelle nell’aria.
• La salute dell’uomo: minata sia tramite l’inalazione e sia mediante l’ingerimento di alimenti tossici.

Il consumo dei combustibili fossili è una delle principali cause inquinanti a provocare le piogge acide. Le
conseguenze sono diverse:

• Le sostanze a base di zolfo rilasciate nell’atmosfera tendono a ricadere al suolo mediante la pioggia
provocando concentrazioni nelle zone a maggiore precipitazione piovosa.
• Le sostanze a base di azoto restano invece per molto tempo nell’atmosfera. La ricaduta al suolo quindi
non coincide con il luogo di origine delle emissioni inquinanti, assumendo quindi una caratteristica
transnazionale.

Inquinamento idrico:

La contaminazione dell'acqua è causata dall' immissione di sostanze, quali prodotti chimici e scarichi
industriali e urbani, che ne alterano la qualità.

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Alcuni dei principali inquinanti idrici sono:

• Le acque di scarico: contenenti materiali organici che per


decomporsi assorbono grandi quantità di ossigeno,
parassiti e batteri, e tutte le sostanze che favoriscono una
crescita eccessiva di alghe e piante acquatiche, i pesticidi
e svariate sostanze organiche.
• Il petrolio e i suoi derivati; i metalli: i sali minerali e i
composti chimici inorganici; sabbie e detriti che
provengono dai terreni agricoli; dove sono sedi stradali e
cantieri; uranio derivante dagli impianti di trasformazione
di questi metalli. Queste sono le fonti principali di
inquinamento idrico.

Inquinamento del suolo:

L'inquinamento del suolo è un fenomeno di alterazione


chimica naturale del suolo, causato dall'attività umana
che produce rifiuti non biodegradabili. La
contaminazione del suolo causa problemi anche alle
acque sotterranee e superficiali, all’atmosfera, e alla
catena alimentare interessando anche la salute umana. I
danni si riscontrano anche a livello economico per la
bonifica.
Ma ciò che contamina su suoli più estesi sono le sostanze
chimiche: metalli pesanti, composti organici, nitrati.

Inquinamento domestico:

L'inquinamento domestico è dovuto all'aria viziata, ai


vapori, al fumo di sigaretta e all'esalazioni chimiche
presenti all'interno delle case. Il 40% dei materiali edili e
di pulizia.

Inquinamento urbano:

L'inquinamento urbano è dovuto alla concentrazione


degli inquinanti presenti nell'aria e alle caratteristiche
urbanistiche. Inoltre attraverso l'ombreggiamento e la
traspirazione contribuiscono a mitigare la temperatura
dell'aria.

Inquinamento chimico:

Da sostanze e miscele chimiche presenti nell'ambiente, spesso per effetto delle attività umane, in particolare
industriali ed agricole, potenziale pericolo per la salute dell'uomo e dell'ambiente.

Inquinamento acustico:

L'inquinamento acustico è causato da un'eccessiva esposizione a suoni e rumori di elevata intensità. Questo
può avvenire in città e in ambienti naturali. Le cause dell'inquinamento acustico possono essere fabbriche,
cantieri, aeroporti, autostrade, circuiti per competizioni motoristiche, etc.

• L’inquinamento acustico può recare danni al sistema uditivo e causare malesseri come lo stress.

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Inquinamento luminoso:

Inquinamento da onde luminose, tale da perturbare


la percezione dell'ambiente o i fisiologici processi
naturali correlati con la luce. Questa alterazione
provoca danni di diversa natura.

• Il danno culturale principale è dovuto alla


sparizione del cielo stellato dai paesi più
inquinati, cielo stellato.

Fra le scienze più danneggiate vi è senza dubbio


l'astronomia sia amatoriale che professionale; un
cielo troppo luminoso infatti limita fortemente
l'efficienza dei telescopi ottici che devono sempre più spesso essere posizionati lontano da questa forma di
inquinamento.

• Il danno economico è dovuto principalmente allo spreco di energia elettrica impiegata per illuminare
inutilmente zone che non andrebbero illuminate. Anche per questo motivo uno dei temi trainanti della
lotta all'inquinamento luminoso è quello del risparmio energetico.

Inquinamento agricolo:

L'inquinamento agricolo è causato da un uso scorretto ed eccessivo di fertilizzanti e pesticidi. Questi essendo
idrosolubili raggiungono le falde acquifere, provocando l'inquinamento del rifornimento idrico di molte città;
inoltre non essendo completamente biodegradabili si depositano nei corsi d'acqua favorendo il processo di
eutrofizzazione, che porta alla distruzione delle forme di vita presenti.

Eutrofizzazione delle acque:

L’eutrofizzazione è un arricchimento delle acque di


sali nutritivi che provoca l’incremento della
produzione di alghe e piante acquatiche,
l’impoverimento delle risorse ittiche (ovvero quelle
necessarie ai pesci), la generale degradazione della
qualità dell’acqua ed altri effetti che ne impediscono
l’uso.

L’aumento di questi sali nutritivi è dovuto da


diversi fattori, tra cui:

• Precipitazioni atmosferiche
• Aree urbane: scarichi degli automezzi, ricadute
dei fiumi dei camini ecc..
• Escrementi di umani e animali
• Prodotti utilizzati per pulire, come i detersivi
• Scarichi ed emissioni industriali

Come avviene..

Questi sali sono altamente nutritivi per le alghe, quindi, man mano che aumentano, aumenta anche la
formazione di alghe. Esse, attraverso la fotosintesi clorofilliana, producono una grande quantità di ossigeno.
Dopo la morte, le alghe vengono subito attaccate da batteri aerobi (quindi che consumano ossigeno), i quali
le ossidano liberando anidride carbonica. Questi batteri hanno molta sostanza organica da decomporre, di

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conseguenza consumano molto ossigeno. Le alghe morte si depositano sul fondo e, essendoci scarsità di
ossigeno, vengono decomposte da batteri anaerobi, che producono sostanze come metano, ammoniaca e
acido solforico, causando un odore putrefatto. In mezzo a questi residui organici, ci sono anche i
microrganismi patogeni, che sono responsabili di gravi malattie. Le alghe salgono anche in superficie,
creando le “fioriture algali”: queste possono ostruire le branchie dei pesci, influiscono sulla distribuzione
dell’ossigeno nell’acqua, liberano appunto sostanze tossiche e maleodoranti e colorano le acque togliendo
loro limpidità e trasparenza.

..e dove:

Nelle acque correnti (ovvero i fiumi), è piuttosto improbabile che aumenti la quantità di plancton (alghe
microscopiche viventi sospese in acqua e in grado di compiere l’intero ciclo vitale) in condizioni di
turbolenza. Nei laghi invece, dove l’acqua (quindi anche il ricambio di ossigeno) è ferma, è molto più
probabile che le alghe di fermino creando dense biomasse che, in casi estremi possono ricoprire la superficie
dell’acqua. Quindi questa coltre di alghe impedisce alla luce solare di penetrare (e di conseguenza non viene
prodotto ossigeno con la fotosintesi) creando il processo di decomposizione anaerobica, con tutti gli effetti
negativi che costituiscono l’eutrofizzazione.

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TECNOLOGIA

Le centrali elettriche
La produzione di energia elettrica avviene per la trasformazione di energia di altro tipo attraverso appositi
impianti cioè le centrali elettriche, che possono sfruttare energie rinnovabili e non rinnovabili.

Tranne nel fotovoltaico, qualunque altra sia la fonte da cui si intende generare energia, tre sono le macchine
indispensabili allo scopo che si vuole ottenere:

1. turbina
2. alternatore
3. trasformatore

Altro elemento del quale non si poteva fare a meno per produrre
energia elettrica è l'acqua, in forma liquida o di vapore, ma
sempre ad alta pressione, allo scopo di far girare le turbine ad un
numero di giri tale da produrre in maniera il più possibile
costante la corrente alternata per mezzo dell'alternatore.

Una volta raggiunta la produzione di energia elettrica, il


trasporto su vasta scala e la distribuzione dell'energia elettrica
prodotta dalle centrali fino agli utenti finali avviene attraverso la
rete di trasmissione e la rete di distribuzione.

Centrali termoelettriche
Le centrali termoelettriche sono la tipologia di
centrali più diffusa nel pianeta.

Un elemento combustibile viene bruciato in


modo da sviluppare calore; questo calore viene
trasmesso a una caldaia, nella quale circola
acqua ad alta pressione (l'acqua deve essere
purificata per non danneggiare gli impianti),
tale acqua viene così trasformata in vapore
raggiungendo temperature elevate. Il vapore
viene convogliato verso delle macchine rotanti
denominate turbine a vapore nelle quali il
vapore si espande diventando energia
meccanica. Collegati all'albero in rotazione di
tali turbine vi sono gli alternatori i quali
convertono l'energia meccanica di rotazione in
energia elettrica.

Centrali idroelettriche
Insieme alle centrali termoelettriche sono state le prime tipologie di centrali in uso. Il principio di
funzionamento delle centrali idroelettriche si basa sull'utilizzo dell'acqua, o meglio della sua energia cinetica,
al fine di produrre energia elettrica. Le centrali idroelettriche si suddividono in due tipologie:

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• Centrali ad acqua fluente

Tali centrali sfruttano l'energia cinetica delle acque


fluviali
(energia idroelettrica), convogliate in particolari
turbine idrauliche messe in rotazione dal flusso
dell'acqua. Collegate all'albero rotante delle turbine vi
sono gli alternatori che trasformano l'energia meccanica
di rotazione in energia elettrica.

• Centrali a caduta

Tali centrali sfruttano l'energia potenziale di notevoli


masse d'acqua poste ad altezza maggiore rispetto a quella di presa (si parla in tal caso di 'invaso', o naturale o
artificiale creato tramite dighe). L'energia potenziale dell'acqua viene trasformata in energia cinetica facendo
confluire l'acqua in condotte forzate. L'acqua viene poi fatta confluire come nel caso precedente in turbine
collegate ad alternatori producendo
così energia.

Centrali geotermiche
Le centrali geotermiche sono di fatto centrali termiche che
utilizzano il calore naturale dei vapori geotermici contenuti nel
sottosuolo (energia geotermica). Non esiste dunque, in questo tipo
di centrali, alcun processo di combustione. Le centrali
geotermiche possono raggiungere potenze anche rilevanti, di
qualche centinaio di MW.

Centrali eoliche
Le centrali eoliche sono centrali che sfruttano la velocità del
vento per la produzione di energia elettrica. Il principio di
funzionamento è abbastanza semplice, il modulo base di una
centrale eolica è il generatore eolico. Questa apparecchiatura è
composta da un'elica collegata ad un albero di rotazione alla
quale è connesso il generatore di corrente.

L’energia solare può essere sfruttata trasformandola in:

• Energia elettrica: indirettamente nelle celle solari a specchi e direttamente dalle celle fotovoltaiche.
• Calore: con l’acqua calda prodotta dai pannelli solari

Centrali solari a specchi


Per centrali solari a specchi s'intendono le centrali che sfruttano l'energia solare.
Normalmente la centrale è formata da centinaia di specchi che concentrano i raggi solari in unico punto
centrale nel quale si trova la caldaia. Questa colpita da tutti i raggi deviati dagli specchi si scalda fino a
raggiungere temperature sufficientemente elevate per far azionare la turbina.

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Centrali fotovoltaiche
Le centrali basate su pannelli fotovoltaici convertono
direttamente
l'energia solare in corrente elettrica sfruttando l'effetto
fotovoltaico, che si basa sulla proprietà del silicio
(semiconduttore) che genera corrente elettrica quando
viene colpito dalla luce solare. Data la bassa quantità di
energia che una singola cella produce ne vengono
installate in gran numeri su pannelli, proprio per questo
sono ancora in via di sviluppo perché hanno costi elevati.

Pannelli solari
I pannelli solari utilizzano l’energia solare allo scopo
di produrre acqua calda per uso domestico o
industriale. Un pannello solare si compone di una
lastra metallica verniciata di nero (per aumentare
l’assorbimento della luce) con all’interno una
serpentina contenente acqua. Il tutto ricoperto da una
lastra di vetro per trattenere il calore. La superficie di
metallo si riscalda sotto l’azione dei raggi del Sole e
cede il calore all’acqua che circola nella serpentina. I
pannelli solari vanno installati sui tetti e orientati
verso la parte
in cui si può sfruttare al meglio i raggi del Sole.

Centrali a fissione nucleare


Le centrali a fissione nucleare producono energia con la fissione, una reazione nucleare in cui il nucleo di
un elemento pesante, ad esempio uranio-235, si divide in frammenti di minori dimensioni, liberando
una grande quantità di energia e radioattività.

Centrali a fusione nucleare


Attualmente la maggior parte dei finanziamenti mondiali per le nuovi fonti di energia si sta concentrando
sulla costruzione di centrali nucleari basate sulla fusione nucleare, che consiste nell’unire due nuclidi
leggeri, trizio e deuterio, per formare un nucleo più pesante (elio) e generare un'enorme quantità di energia.

Centrali mareomotrici
Le centrali mareomotrici sfruttano il movimento delle maree.
Queste centrali accumulano l'acqua in un bacino durante l'alta
marea e poi la rilasciano durante la bassa marea. L'acqua viene
fatta passare in condotte forzate che la conducono in turbine
collegate ad alternatori che consentono di produrre corrente
elettrica.

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ARTE

Impressionismo
L'Impressionismo è un movimento artistico nato in Francia, a Parigi, nella seconda metà dell'Ottocento,
precisamente tra il 1860 e il 1870 e durato fino ai primi anni del Novecento. L'Impressionismo si diffuse in
Europa, anche grazie alla facilità con cui un'opera poteva essere eseguita, a molti impressionisti non
occorrevano più di 15 minuti per realizzare un dipinto.

Gli inizi

La prima manifestazione ufficiale della


nuova pittura si tenne il 15 aprile 1874,
presso lo studio del fotografo Felix Nadar,
alla quale parteciparono i futuri massimi
esponenti dell’Impressionismo. La mostra
del '74 fu di per sé un'azione eversiva in
quanto, al di là dell'estrema modernità delle
singole opere che sconvolse la critica, venne
compiuta in risposta e contro il Salon, che le
aveva rifiutate, e gli studi accademici in
generale.

Il nome di battesimo del nuovo movimento


si deve ai critici d'arte dell'epoca, che
definirono la mostra Exposition
Impressioniste, prendendo spunto dal titolo
di un quadro di Monet, Impression, soleil
levant. Inizialmente questa definizione aveva
un'accezione negativa, che indicava l'apparente incompletezza delle opere, ma poi divenne una vera bandiera
del movimento, come accadde per il soprannome di Macchiaioli ai realisti italiani.

Alcune caratteristiche impressioniste sono:

• la negazione del soggetto, del genere storico, religioso, profano.


• La riscoperta della pittura di paesaggio;
• La bellezza del dipinto non dipende da cosa si rappresenta ma da come lo si realizza;
• L'interesse rivolto al colore piuttosto che al disegno;
• Rapidi colpi di spatola, creano un alternarsi di superfici uniformi e irregolari, che diventa il punto di
partenza per le ricerche successive degli impressionisti (post-impressionismo).
• Rifiutano di lavorare in studio, ma “en plein air”, cioè all’aperto, dal vivo, grazie anche all’invenzione
dei colori in tubetto, pratici e maneggevoli.

Nuovi stimoli vennero anche dall'Esposizione universale di Parigi del 1889, dove trovò sfogo l'interesse per
l'arte esotica, in particolare quella giapponese e quella cinese. Infine, importanti novità vennero dalle
scoperte della scienza, come la macchina fotografica. Gli artisti usavano la fotografia di un paesaggio per
ricalcarne a mano i contorni e dargli una struttura di base; per poi sbizzarrire la loro creatività nella modifica
di un paesaggio di cui aveva già una base più precisa e più vicina alla realtà. Il soggetto non guarda quasi
mai verso l’osservatore e non è centrato, addirittura a volte è “tagliato” o ripreso in diverse posizioni, perché
l’impressionismo vuole dare l’idea di immediatezza, foto istantanee della vita sociale, dei caffè, dei teatri.. i
volti non sono messi a fuoco e piccole pennellate accennano occhi, naso o bocca.

Caratteristiche della pittura impressionista erano i contrasti di luci e ombre, i colori forti, vividi, che
avrebbero fissato sulla tela le sensazioni del pittore di fronte alla natura. Il colore stesso era usato in modo
rivoluzionario: i toni chiari contrastano con le ombre complementari, gli alberi prendono tinte insolite, come

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l'azzurro, il nero viene quasi escluso, preferendo le sfumature del blu più scuro o del marrone. Fondamentale
era dipingere en plein air, ovvero al di fuori delle pareti di uno studio, a contatto con il mondo. Studiando la
neve d’inverno, si capì che il colore delle ombre non poteva essere nero, ma tendente al blu e al viola.

Il pittore cerca di fissare sulla tela anche lo scorrere del tempo, la variazione delle stagioni, dei giorni, delle
diverse condizioni climatiche..Inoltre venne elaborata la tecnica “a piccolo tocco”, cioè pennellate brevi o
picchiettando con il pennello, per creare l’effetto di una vibrazione dell’immagine.

Gli artisti

Gli impressionisti dipingevano "en plein air", con una tecnica rapida che permetteva di completare l'opera in
poche ore. Essi volevano riprodurre sulla tela le sensazioni e le percezioni visive che il paesaggio
comunicava loro nelle varie ore del giorno e in particolari condizioni di luce, lo studio dal vero del cielo,
dell'atmosfera, delle acque, eliminò il lavoro al chiuso, nell'atelier, lo studio nel quale venivano completati i
quadri più grandi o eseguiti i ritratti. Oggetti e persone sono trattati con la stessa pennellata ampia e decisa.
Gli artisti più importanti dell'impressionismo sono:

• Edouard Manet,
• Claude Monet,
• Edgar Degas,
• Pierre-Auguste Renoir,
• Alfred Sisley,
• Camille Pissarro
• Jean-Frédéric Bazille

Claude Monet
Claude Oscar Monet è nato il 14 novembre 1840 a Parigi. Trascorre la
propria infanzia con la famiglia a Le Havre (in Normandia), città che
lascia all'età di quindici anni per trasferirsi a Parigi, su consiglio del
pittore Boudin.
A Parigi si iscrive alla "Academìe Suisse" dove, oltre a rimanere colpito
dalla pittura di alcuni artisti come Delacroix, incontra pittori
specializzati in paesaggi, come Pissarro, Bazille, Sisley e insieme
formano un talentuoso gruppo, dove si scambiano idee e proposte e
condividono momenti di pittura “en plein air”.
Intanto esegue anche caricature, riuscendo a pubblicarne qualcuna su
fogli satirici e alla fine dell'anno torna a Le Havre. Nel 1862 lavora con
Bourdin e conosce Jongkind e in autunno è di nuovo a Parigi: e incontra
Renoir, Sisley e Bazille. Nel 1867 dipinge "Donne in giardino",
importante per le ricerche impressioniste.
A settembre, giunto a Londra per evitare la guerra, dove studia i paesisti
e acquerellisti inglesi.
Nel 1874 è tra i promotori della prima mostra impressionista organizzata
presso lo studio del fotografo Nadar.
Le opere vengono esposte anche in America ed ottengono enorme successo. A Giverny inizia la serie degli
"stagni" ispirati ai giardini giapponesi. La sua reputazione internazionale cresce: espone ancora a Parigi, San
Pietroburgo, Mosca, New York.
Nel 1911 Durand-Ruel gli organizza due mostre personali a New York.
Si ammala di tumore al polmone nel 1926. Morirà il 5 dicembre dello stesso anno a Giverny.

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Tra le sue opere più famose ricordiamo:

• Le ninfee
• Colazione sull'erba
• La Grenouillère
• Impressione. Levar del sole
• La Cattedrale di Rouen in pieno
sole
• La stazione di Saint-Lazare.
• Covoni.
• I mulini a Zaandam

La Gazza
Alla fine degli anni sessanta del XIX secolo, Monet tornò a misurarsi con il tema del paesaggio
sotto la neve che Courbet aveva da poco rivisitato con grande successo in molte sue tele. Monet è
ispirato dal mondo della foresta e della caccia l'immagine appena visibile di una gazza appollaiata
sopra una staccionata che ricorda un pentagramma musicale. Sole ed ombra costruiscono il quadro e
traducono l'inafferrabile materia semisolida e semiliquida.
La raffigurazione di questo angolo di campagna della regione di Etretat,
realizzata dal vero, rende possibile la percezione visiva di tonalità chiare e
luminose (e quindi studia i colori delle ombre). La novità e l'audacia della scelta fatta da Monet,
più preoccupato della percezione che della descrizione, spiega perché la tela
fu rifiutata dalla giuria del Salon del 1869.

• Claude Monet
• La Gazza
• 1868 – 1869
• Olio su tela
• Cm 89 x 130
• Grand Palais
(Musée d'Orsay)

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MUSICA

Impressionismo musicale
L’ Impressionismo musicale (o anche Musica impressionista) è una corrente musicale sorta in Francia tra
la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, capeggiata da Claude Debussy. Influenzato dai dipinti degli
impressionisti francesi e dalla poesia di Verlaine, Baudelaire e Mallarmé, l'impressionismo musicale dava
maggior peso ai timbri (si usava la scala esatonale, cioè una scala di sei note distanti un tono l'una dall'altra.
La scala è anche detta scala di Debussy per il fatto che ne fece un largo uso) e alle atmosfere che alle
strutture formali quali la sonata o la sinfonia.

Nell'impressionismo, i contorni del disegno non sono più netti ma sfumati, ugualmente nella musica i
contorni musicali sono più sfuggenti, volti a comunicare atmosfere immaginarie, irreali e sensazioni vaghe. I
musicisti cercano di rappresentare la natura e comunicare all'ascoltatore le loro "impressioni", ponendo
l'accento sul timbro dei suoni.

L'impressionismo musicale rifiuta quindi i modi tradizionali della musica classica, come la sonata, la
sinfonia, e il concerto, affidandosi piuttosto a pezzi praticamente brevissimi.

Protagonisti:

Debussy e Maurice Ravel sono generalmente considerati i due maggiori impressionisti. Altri importanti
rappresentanti furono comunque Erik Satie, Paul Dukas, Alexander Scriabin, Frederick Delius. Tra gli
italiani sono da ricordare invece Ottorino Respighi ed Alfredo Casella.

Claude Debussy
Claude - Achille Debussy (Saint-Germain-en-Laye, 22 agosto 1862 – Parigi, 25 marzo 1918) è stato un
compositore e pianista francese. È considerato e celebrato in patria e nel mondo come uno dei più importanti
compositori francesi, nonché uno dei massimi protagonisti
dell'Impressionismo musicale.

Nasce a Saint-Germain-en-Laye da una famiglia ricca e benestante che finì


però con l'impoverirsi. Nel 1872, all'età di soli 10 anni, Debussy entrò al
Conservatorio di Parigi dove studiò pianoforte e composizione. Uscito dal
conservatorio, nel 1884, ancora giovanissimo, vinse il prestigioso ed
ambitissimo Prix del Rome grazie alla lirica 'L'enfant prodigue'. A questo
successo seguì poi un viaggio in Italia: Debussy giunse così a Roma dove
soggiornò dal 1885 al 1887 ed il suo stile iniziò presto ad affermarsi,
probabilmente anche grazie alle sue visite a Bayreuth, nella Baviera
settentrionale, ed all'ascolto dei suoni di Gamelan e di Giava.

Lo stile che assunsero le composizioni di Debussy, negli anni successivi,


furono il frutto di varie influenze. Altre canzoni dello stesso periodo (1888-
1889), mostrano invece uno stile più capriccioso ed articolato, portando
sfumature nuove e colorate nel panorama della musica europea. In queste
particolari opere, gli stili che Debussy utilizzò furono molto vari ed il
risultato furono armonie oscillanti, dotate di una nuova fluidità derivante anche dall'osservazione delle opere
di alcuni artisti contemporanei. In ogni composizione di Debussy si possono notare cambi di stile e differenti
sfumature che caratterizzano ogni sua opera, di qualsiasi tipo essa sia, per la loro varietà, per la fantasia e per
l'amore e la dedizione che questo artista ha sempre dedicato al proprio lavoro. Le influenze di grande calibro,
come già abbiamo visto non sono mancate e continuarono ad incidere sulle opere di Debussy anche nel 1911,
quando l'artista presentò la propria opera 'Le Martyre de Saint Sebastien' il cui testo era frutto di Gabriele
D'Annunzio. Ancora un altro stile interviene in quello mutevole di Debussy che, con la sua opera 'Belle
Epoque', riesce ad esprimere il clima decadente e raffinato della Francia post-Baudelaire. Claude Debussy
muore il 25 marzo del 1918, a Parigi.

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Debussy non usò alcun tipo di catalogazione. E le sue opere più famose sono
senz'altro:

• Prélude à l'après-midi d'un faune


• Estampes
• Clair de lune
• Suite bergamasque
• Préludes I & II
• La Mer
• Pelléas et Mélisande
• Images I & II
• Nocturnes

Maurice Ravel
Joseph - Maurice Ravel (Ciboure, 7 marzo 1875 – Parigi, 28 dicembre 1937) è stato un compositore,
pianista e direttore d'orchestra francese.
Il suo brano più celebre per orchestra è certamente Boléro. Le orchestrazioni di Ravel utilizzano diverse
sonorità e complesse strumentazioni.

Biografia

Maurice Ravel nacque nei pressi di Ciboure il 7 marzo 1875,


nella regione basca francese, ai confini con la Spagna,
discendente spagnolo (tra cui basche), svizzero e savoiardo.

All'età di sette anni, Ravel iniziò a studiare il pianoforte al


Conservatorio di Parigi. Durante i suoi studi a Parigi, Ravel
frequentò numerosi compositori giovani, e innovativi e studiò
musica per quattordici anni. In questo periodo, Ravel provò
diverse volte a vincere il prestigioso premio Prix de Rome,
inutilmente. Dopo uno scandalo che implicò anche la mancata
assegnazione del premio a Ravel, Maurice abbandonò il
conservatorio. Maurice non fu religioso: non gli piacevano i temi di carattere religioso degli altri compositori
e preferiva studiare la mitologia classica per ispirarsi.
Durante la Prima guerra mondiale non poté essere arruolato per la sua età e la salute debole: diventò un
autista di ambulanza. Nel 1932 Ravel fu coinvolto in un incidente d'auto piuttosto grave a seguito del quale
la sua produzione artistica diminuì sensibilmente. Colpito da ictus all'emisfero sinistro del cervello, non fu
più in grado di leggere la musica, ma poté continuare a dirigere l'orchestra. A causa di un'atrofia cerebrale, le
sue condizioni peggiorarono e morì il 28 dicembre 1937 a Parigi.

Le opere più importanti e conosciute sono :

• Bolero
• Dafni e Cloe
• Gaspard de la nuit
• Jeux d’eau
• Pavane pour une infante defunte
• Le tombeau de Couperin

Ad una prima impressione, fu influenzato da Debussy, ma in realtà Ravel fu ispirato anche dalla musica
russa, spagnola e basca e dal jazz degli Stati Uniti. Ravel studiò le possibilità espressive dei singoli
strumenti, per poterne determinare gli effetti: e questo lo distinse dagli altri rendendolo famoso

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ED. FISICA

Olimpiadi Moderne
I Giochi olimpici sono un evento sportivo quadriennale che prevede la competizione tra i migliori atleti del
mondo in quasi tutte le discipline sportive praticate nei cinque continenti. Il nome Giochi olimpici è stato
scelto per ricordare gli antichi Giochi olimpici che si svolgevano nella Grecia antica presso la città di
Olimpia.

Il barone Pierre de Coubertin alla fine del XIX secolo ebbe


l'idea di organizzare dei giochi simili a quelli dell'antica
Grecia. Le prime Olimpiadi dell'era moderna si svolsero ad
Atene nel 1896, il quale sperava che le nuove Olimpiadi
potessero riunire atleti di ogni ceto, razza, religione, credo
politico.

Egli voleva che i che i Giochi fossero una gara di forza e


abilità atletica, ma anche di bellezza e di cultura, come
nell’antichità, e infine una celebrazione dell’amicizia tra le
nazioni del mondo.
Per realizzare il suo ambizioso progetto De Coubertin
convocò a Parigi, nel 1894, il primo Comitato internazionale olimpico (CIO), incaricato di valutare e studiare
l’eventualità di una ripresa delle Olimpiadi. Da allora il CIO è sempre stato il
responsabile del regolare svolgimento dei giochi olimpici.

Da decenni, le Olimpiadi sono diventate qualcosa di molto diverso da quello che


aveva in mente il loro fondatore, Pierre de Coubertin. Egli credeva possibile
promuovere la pace internazionale stabilendo dei brevi periodi dedicati alla
competizione sportiva e sottratti ai conflitti tra gli stati, proprio come succedeva
nell’antica Grecia. Nella realtà, le cose sono andate in maniera molto diversa: le
Olimpiadi sono diventate un momento ulteriore di competizione tra stati e un
luogo ambito da colpire per i movimenti terroristici dei paesi ospitanti.

I Giochi, apparentemente indifferenti alla politica, sono stati segnati da parecchi


boicottaggi – di Montreal nel 1976, di Mosca nel 1980 e di Los Angeles nel 1984.
I Giochi sono diventati anche un bersaglio per i terroristi, ad esempio il massacro
alle Olimpiadi di Monaco nel 1972.

Le Olimpiadi sono diventate nel tempo uno spettacolo che ha più a che fare con i diritti televisivi che con
l’amicizia tra i popoli, come invece auspicava Coubertin. Inoltre, a differenza di quello che molti ancora
credono, le Olimpiadi non sono un affare economico per i paesi che le organizzano, come ha dimostrato
l’esperienza della Grecia, che per organizzare le Olimpiadi del 2004 si è indebitata per più di 6 miliardi e
mezzo di euro. Invece di frenare il nazionalismo, le Olimpiadi l’hanno senza dubbio aumentato. La ricerca
della medaglia d’oro ha portato diversi paesi a corrompere giudici o a tollerare il doping dilagante – e, nel
caso della ex Germania est, a sottoporre molti atleti a iniezioni sistematiche di steroidi senza il loro consenso.

Sport e politica
Come all’epoca dei greci e dei romani lo “sport” era sfruttato per fini propagandistici, così è stato anche nel
XX secolo, dove la popolarità ed il coinvolgimento delle masse grandissimi. Come ad esempio il nazismo di
Hitler o la continua competizione tra Unione Sovietica e Stati Uniti durante la Guerra Fredda.

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I duellanti
Dietro alla competizione c’era molto di più. Lo sport era uno dei terreni dove si è svolta un’altra
competizione, che aveva per avversari le due più grandi potenze: America e Unione Sovietica. Sfide tra sport
e politica, propaganda e agonismo.

Podio, medaglie e vittoria non erano un traguardo solo per atleti, ma anche per i politici, per mostrarsi forti.
L’organizzazione delle olimpiadi è basata sui comitati nazionali e questo finisce per stimolare i nazionalismi
locali che le tensioni internazionali.

Le olimpiadi di Berlino del 1936 furono le prime olimpiadi a sigillare il matrimonio tra sport e politica e a
benedirlo fu Hitler che trasformò quei giochi in una
spietata gara e propaganda per il nazismo. Il trionfo di
Jesse Owens, che vinse 4 medaglie d’oro in un giorno,
fece subire un duro colpo alla razza ariana. Le olimpiadi
vengono incorporate nelle campagne elettorali. Nel
dopoguerra si rafforzò il rapporto tra sport e politica. E
dopo il 1945 fa apparizione sulla scena sportiva l’URSS
che si contende il dominio del mondo con gli USA.

Nel 1948 la Russia venne invitata alle olimpiadi di Londra


però nessuno volle prendersi la responsabilità di battere gli
Stati Uniti e l’invito venne respinto. A Londra mandarono
solo 12 osservatori per prendere appunti (fecero un
rapporto dettagliato che poi consegnarono a Stalin) mentre
gli americani vincono molte medaglie e si classificano primi.

Nel 1952 la Russia venne invitata alle olimpiadi di Helsinki. Anche se i diplomatici erano contro la
socializzazione tra atleti di diverse nazioni, negli spogliatoi facevano comunque amicizia e tifavano a
vicenda nonostante parlassero lingue diverse. Un’americana racconta che 4 anni dopo degli atleti russi le
hanno mandato delle matrioske come regalo. Al ritorno gli atleti sovietici venivano accolti felicemente
perché avevano vinto. Ma si guardava di più la virtù della nazione che il talento dell’atleta. Questo si ripeté
fino allo scioglimento dell’URSS. Gli atleti erano motivati soprattutto dagli stimoli morali che esaltavano il
loro ruolo nella società sovietica.

Negli USA, invece, era diverso: ad esempio quando un’atleta americana rientrò da Melbourne, i suoi amici le
chiesero dov’era stata. Nessuno si era accorto che aveva vinto due medaglie d’oro.

Melbourne 1956: la geopolitica fece il suo ingresso ancor prima della cerimonia d’inaugurazione, colpa della
crisi di Suez o ancor più dei carri armati sovietici che erano entrati a Budapest per reprimere nel sangue la
rivolta ungherese. Scoppiarono proteste anche se il presidente del Comitato olimpico aveva fatto di tutto per
tener fuori la politica dallo sport. Parole che non servirono a niente. Anzi, trasformò la semifinale di
pallanuoto tra URSS e Ungheria in una vera e propria battaglia. Un russo ha colpito in faccia un ungherese:
scalpore generale. La partita era ormai finita.

Per i sovietici (in campo sportivo) le olimpiadi a Melbourne furono un trionfo. I russi sono stati educati per
l’amore verso la propria patria. E quando un atleta vinceva, il popolo russo lo accoglieva con fiori, bandiere,
abbracci, ecc.. Patriottismo.

Melbourne: diffusa voce che una socialista cecoslovacca si fosse innamorata di un capitalista americano, fu
uno scandalo.

Olga Fikotova: la portarono ad un consolato e al ritorno in patria le diedero il premio più basso e quando il
suo fidanzato venne in Cecoslovacchia per sposarla, i cecoslovacchi delusi e stanche della situazione le
diedero un visto di sola andata per gli USA e 4 anni dopo gareggiò per l’America.

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Roma 1960: gareggiano importanti atleti. Si
ricorda la morte del ciclista Knud Jensen, prima
vittima del doping; comparso proprio nel 1960.
L’URSS faceva uso di doping. La Russia usava il
regime sovietico contro lo sport d’èlite e
condizionava lo sport di massa.

Tokyo 1964: si confermò il prestigio russo. A


risollevare la sconfitta americana ci fu un
nuotatore del Carolina che vinse 4 ori nel nuoto. E
nacquero dubbi e polemiche su Tamara Press, che
rifiutò di partecipare ai giochi del ’68 quando
vennero introdotti i test antidoping.

Città del Messico 1968: le polemiche iniziarono ancor prima della gara. I granaderos (polizia messicana)
spararono a centinaia di studenti. La politica entrò subito in gioco. La rivolta è nata perché gli studenti
protestavano contro tutti i soldi spesi per i giochi, quando fuori c’era povertà.

Protesta muta di John Carlos e Tommie Smith, due di colore, che nella gara dei 200m corsero scalzi, con i
pugni chiusi inguantati di nero e col capo chino in segno di solidarietà, offesa per il razzismo e povertà.
Questo gesto si ripeté da 3 atleti neri sul podio con un basco nero in simbolo del partito radicale dei neri
americani. Questi 3 atleti vennero espulsi dalle gare e la notizia si diffuse velocemente, anche grazie ai
media, e divenne un gesto importante per la storia.

Un tragico episodio avvenne 4 anni dopo alle olimpiadi di


monaco.

Monaco di Baviera 1972: il giorno più drammatico nelle


olimpiadi della storia per allora.

Martedì 5 settembre 1972 ai giornalisti giunge una notizia


clamorosa: un comando di terroristi palestinesi ha fatto
irruzione nella palazzina del villaggio olimpico uccidendo
due atleti e prendendone in ostaggio 9. I giochi vengono
sospesi e per tutto il giorno continuarono lunghe trattative
finché la sera stessa venne concesso un aereo con i 9 atleti
presi in ostaggio. Tutto sembra andare bene finche in
aeroporto venne organizzato un blitz a cui il comando
palestinese reagisce con rabbia. Moriranno 5 su 8 dei terroristi,
un agente tedesco e i nove atleti in ostaggio.

Nonostante lo scandalo i giochi andarono avanti e furono anche


le olimpiadi più seguite. Vengono ricordati Mark Spitz (nuoto) e
Valery Borzov (corsa) che superò i neri.

È soprattutto nel basket che la rivalità USA-URSS sfiora un


incidente diplomatico con un canestro realizzato all’ultimo
secondo. I sovietici ribaltano il risultato conquistando l’oro.
Scandalo perche l’arbitro continua a dare delle chance all’URSS.
Inoltre i giudici, essendo dell’est non avrebbero mai votato
contro l’unione sovietica. Polemiche accese ancora oggi su chi
doveva ricevere quella medaglia.

Questo è un esempio di politica internazionale. 3/5 membri della


giuria che rappresentavano i paesi del Patto di Varsavia e le loro
decisioni erano univoche.

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Erano soprattutto gli sport di squadra che la rivalità tra USA-URSS toccava il suo apice. Hockey su ghiaccio
e basket erano gli sport dove accadevano più frequentemente episodi del genere.

Patriottismo- Disciplina- Paura di perdere. Erano i principi dei russi. Se fossero stati sconfitti sarebbero stati
puniti.

Montreal 1976: entra la Cina comunista. Vengono moltiplicate le misure di sicurezza e viene soprannominata
Olimpiade senz’anima. Diretta televisiva in mondovisione. I rapporti tra americani e russi si facevano
sempre più difficili, un americano racconta che era persino impedito di cenare con un russo.

Le Olimpiadi di Montréal 1976 furono boicottate da 29 paesi. Il motivo di tale gesto fu giustificato come un
segno di protesta nei confronti della Nuova Zelanda e in particolare della sua squadra di rugby, che secondo
alcune fonti si era recentemente recata in viaggio nel Sudafrica dell'apartheid, dove aveva giocato con altre
squadre composte esclusivamente da bianchi.

In questa olimpiade spicca il nome di Nadia Comaneči, bambina ginnasta rumena. Nasce l’epoca delle
ginnaste bambine.

Intanto c’è scalpore nella Germania dell’est dove a Dresda viene somministrato doping agli atleti
inconsapevolmente. C’è anche un laboratorio per il controllo di doping esteso a tutto il paese con
comando a Berlino. Il doping nasce tra gli anni ’60 e ’70 ma fu perfezionato nel 1974 con un
sistema che funzionava in modo che nessuno sapesse del doppamento degli atleti. In Germania
c’era il segreto assoluto di cospirazione sportiva a fini politici. Un sistema a piramide che
permetteva alle atlete di vincere. Gli effetti collaterali del doping erano cambio della voce,
peluria, aggressività, mascolinizzazione per le femmine.
Arrivavano provette anonime e si cercavano di non risultare positivi ai test.

Mosca 1980: gli americani hanno sfruttato il comitato olimpico per fini politici, furono
usati per chiedere ai sovietici di lasciare l’Afghanistan, 65 nazioni presero parte al
boicottaggio.
Per i russi era più importante celebrare il comunismo che celebrare le gare sportive; non c’erano stimoli e gli
americani non hanno partecipato per protestare a lasciare l’Afghanistan.

Los Angeles 1984: boicottaggio da parte dei russi a cui aderirono altri 16 paesi comunisti ma fu un
fallimento, perché poco efficace.
L’obiettivo dei comitati era promuovere e diffondere lo sport.

Seul 1988: furono le olimpiadi più affollate della storia e tornarono a sfidarsi tutte le nazioni tra cui l’USA e
l’URSS.
La semifinale di basket fu una rivincita, una sfida politica piena di tensione. Alla fine vinsero i russi di
nuovo.

Barcellona 1992: trionfo del professionismo- Basket dream team, atletica, nuoto.
Sfilò per la prima volta la Germania unita e l’URSS si sciolse.

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