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“Philip Larkin”

di Anna Enrichetta Soccio

INTRODUZIONE
Quella di Philip Larkin è una poetica incentrata sull’esposizione dell’esperienza che non è solo
un’emozione individuale ma anche universale per tutti coloro che vogliono avvicinarsi alla poetica.
Aspirando ai temi principali del “Movement”, di cui è il maggior esponente, lui tenta di creare un filo
conduttore tra poeta e lettore usando un linguaggio medio/semplice, metriche e rime comprensibili
a tutti i tipi di lettori e rimanendo legato ad un forte realismo descrittivo. Il poeta si pone, dunque,
come l’uomo della porta accanto che induce il lettore ad un’analisi interiore del suo io, andando
oltre i temi base del “Movement”.
Larkin fa un uso individuale, e critico, dell’idealismo estetico simbolista. Nella sua poesia non c’è
solo l’aspirazione alla descrizione di esperienze trascendenti mediante eventi epifanici, ma vi è
anche l’aspirazione ad una poetica impersonale fatta di simboli, tecniche del modernismo (da cui
non si discosterà mai nonostante i suoi tentativi) e riprese della poesia di Eliot. Gli oggetti, i
personaggi, gli eventi devono essere descritti, secondo Larkin, in maniera “realistica” senza citazioni
o riferimenti alla spiritualità: “Realismo” significa, difatti, empirismo o esperienza. Per fare ciò
utilizza metonimie, sineddoche ma anche i silenzi: l’assenza di parole sott’intende l’inarrivabilità di
determinati concetti, una poetica del nulla che porta ad un nichilismo negativo inteso come una
filosofia che non prevede né speranza, né la presenza di Dio. Importante nella sua carriera è la
conoscenza della poetica di Hardy: per quest’ultimo, l’uomo nonostante i suoi sforzi per imporsi nel
mondo e nella realtà in cui vive, viene punito con la sofferenza. Larkin è d’accordo con tale
concezione e ritiene che la sofferenza sia un passo fondamentale per la formazione interiore
dell’individuo che lo porta alla riscoperta di sé stesso: ciò viene enunciato con una forte ironia che
rafforza l’intensità drammatica.
Quello di Larkin è un io narrante che aspira ad essere polifonico. Larkin crea un grande palcoscenico
per presentare diversi personaggi, drammatici, descrivendone le varie abitudini ordinarie, ma anche
il loro io interiore, la psicologia, la morte. Lo “speaker” della poetica larkiniana è dotato di una certa
liminarità in quanto spazia dal reale al trascendente, dall’oggettività alla spiritualità fino a descrivere
la psicologia interiore dei personaggi.
Importante per la poetica larkiniana è la musica Jazz. Tale genere musicale è facilmente associabile
alla poesia per diversi motivi: è adatta a tutti, è in un certo senso democratica, esprime l’esperienza
e le sensazioni interiori dell’individuo. In questi termini si conia la poetica di Larkin che aspira, anche,
alla comprensione della musicalità del Jazz da applicare al testo poetico: lui fa riferimento,
specialmente, al Jazz degli anni Venti come quello di Louis Armstrong.
La musica Jazz dà una serrata dialogicità fatta anche da citazioni e rimandi come nei tre
componimenti “Reasons for Attendance”, “For Sidney Bechet” e “Reference Back”. Il significato
intertestuale delle poesie risiede nella ritmicità delle parole ispirata alla musica Jazz, una ritmicità
che non può però essere ascoltata. Tutti e tre i componimenti sono orientati verso un tema
principale: l’ascolto della musica, mediante un personaggio che fa della musica il suo oggetto
d’amore. (Analisi poetica su libro)

CAPITOLO I
Importante nella poetica di Larkin è il concetto di Tempo ripreso da Hardy. La concezione hardiana
del Tempo enuncia che il presente serve per rimembrare il passato tramite delle concezioni
epifaniche date da determinati oggetti che suscitano ricordi e emozioni. Larkin, però, va oltre
legando intrinsecamente passato e futuro negando il presente. Il tempo, in Larkin, è velocissimo;
esso influisce sulle scelte dei personaggi che terminano, tutte, con l’inazione/inutilità. Esempio di
tali temi è la poesia “Triple Time” nella quale il Tempo viene considerato come un qualcosa di
inevitabile: l’uomo non può sottrarsi ad esso. Il Tempo porta alla morte e le scelte dell’uomo non
influiscono. (Analisi poetica su libro)
Analogo concetto di Tempo connesso al tema della morte lo si ha in “Next, Please”. Il componimento
espone le caratteristiche di un futuro ricco di speranza ma, a man mano che diviene presente e poi
passato, espone le sue delusioni: la felicità dell’uomo è negata. Il tutto è simboleggiato da una nave-
morte (con citazioni all’albatro di Coleridge e all’uccello d’oro di Yeats, simbolo di eternità) che
lentamente arriva in porto: essa diventa materica e simboleggia l’arrivo del futuro che diviene un
negativo e tangibile presente. (Analisi poetica su libro)
“Poetry of Departures”. (Analisi poetica su libro)
“An Arundel Tomb”. (Analisi poetica su libro)
La poetica di Larkin, dettata da un grande uso di simboli epifanici, si coniuga con i temi di morte,
Tempo, umanità e realtà: quest’ultima è resa e descritta in un modo così tangibile da sembrare più
reale della realtà stessa. Il modo di imprimere nel Tempo, e quindi oltre la morte, attimi fugaci di
realtà deriva dalla passione di Larkin per la fotografia. La poesia che meglio rappresenta l’unione tra
poetica e fotografia è intitolata “Lines on a Young Lady’s Photograph Album”. (Analisi poetica su
libro)
CAPITOLO II
Secondo la critica, Larkin è stato definito come un poeta alla costante ricerca di una perduta
Englishness: poesie come “High Windows”, “At Grass” e “Here” enunciano, difatti, un persistente
nazionalismo. Larkin fornisce la sua versione di Englishness in “The Importance of Elsewhere”.
(Analisi poetica su libro)
Here e There sono termini antinomici che danno origine alla poesia larkiniana operando una
disgiunzione tra ideale e reale. Parti importanti della sua poetica sono il realismo e l’suo costante di
tecniche metonimiche, che lasciano spazio anche a delle metafore, e che trovano completa
affermazione nella poesia “Here”. (Analisi poetica su libro)
Larkin usa gli oggetti del mondo fisico per descrivere elementi metafisici in maniera del tutto
drammatica: la vita dei personaggi larkiniani è data da una forte drammaticità resa dalle loro
esperienze o dai luoghi in cui vivono, specie l’ambiente urbano. Descrizione efficace con diversi
rimandi all’ambiente urbano è “Essential Beauty”. (Analisi poetica su libro)
“The Whitsun Weddings”. (Analisi poetica su libro)
CAPITOLO III
Importante binomio della poetica di Larkin è quello di gioventù/vecchiaia. Come detto, Larkin è
molto dialogicamente legato alla poetica di Thomas Hardy che sottolinea, nelle sue opere,
l’inevitabile sofferenza dell’uomo. Tale sofferenza, per Hardy, prende coscienza nella vecchiaia che
è il momento più adatto per produrre poesie. Larkin, una volta apprese le lezioni di tale maestro,
asserisce alla sua poetica con la frase <<young poet>>, una contraddizione di termini. L’età non è
una situazione biologica ma è uno stato d’animo: Larkin, come si evince dalla sua poetica, si è
completamente discostato dagli eventi della sua infanzia e adolescenza poiché pregni di delusioni e
privi di qualsiasi gioia, abbandonandosi totalmente al periodo maturo/adulto/anziano, fautore della
sua poetica. Fatto sta che il tema dell’infanzia, lui, lo affronta ne “I remember, I remember”. (Analisi
poetica su libro)
“This be The Verse”: poesia molto particolare ed eloquente del poeta, essa si incentra sul rapporto
tra genitori e figli. Tale rapporto è considerato negativo e ciò lo spiega con un linguaggio volgare
(<<fuck>>) poiché i genitori fottono/illudono i figli: i genitori, egoisticamente, condannano i figli ad
un’esistenza di dolore. Come in altre poesie precedenti (“Here” e “Next, Please”) si ha, alla fine del
componimento, un riferimento al mare come un luogo ideale dove si risolvono le contraddizioni
della vita, dove l’uomo può rivolgere lo sguardo e pensare sentendosi sereno per qualche istante.
Tutta la poesia è un grande invito all’abbandono della sessualità e alla procreazione: è un invito alla
non-vita. (Analisi poetica su libro)
“High Windows” ha come significato cardine il seguente: si tratta di un’osservazione, ideale, di una
disgregazione ontologica che culmina con la contemplazione del nulla. L’esperienza di un uomo
anziano che ripercorre il suo passato contemplando la libertà dei giovani, libertà cui egli non ha mai
potuto ambire e mai lo potrà fare, è qui riportata anche con dei riferimenti al simbolismo francese
con poeti che vanno da Mallarmè a Baudelaire. Il vero obiettivo del poeta è quello di rivolgere lo
sguardo al cielo in cerca di un vero Paradiso: tale tema è sottolineato da diversi elementi legati al
cristianesimo come, ad esempio, le “high windows” che possono alludere alle vetrate di una chiesa.
Ma le “high windows” larkiniane non producono colori ma, bensì, si limitano a trasmettere solo la
neutra luce del sole lasciando all’osservatore lo sguardo sul nulla. (Analisi poetica su libro)
“Aubade”. (Analisi poetica su libro)

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