Sei sulla pagina 1di 20

DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA

Marco Borraccetti
21/09/20
Modulo 1 tutti online
Modulo 2 divisi in due gruppi tra presenza e online
⮲In particolare, la prima parte di lezione si terrà dal 21.9 al 20.10; seguiranno le lezioni del gruppo in modalità remota (dal 26.10 al 4.11), e poi
quelle del gruppo in presenza (dal 9.11 al 23.11).
20-21/10 Prima prova intermedia →fonti, istituzioni procedure di adozione degli atti, rapporti tra ordinamenti
25/11 Seconda prova intermedia →tutela dei diritti
⮲le prove sono a libro aperto, è possibile avere il codice
Orale→ si può recuperare un parziale, curare linguaggio e terminologia

Info utili:
1. EUR-lex: https://eur-lex.europa.eu/collection/eu-law/treaties/treaties-force.html#new-2-51 →scarica trattati eu, trovare differenze in
documenti in base alla lingua di traduzione
2. https://ec.europa.eu/info/strategy/strategic-planning/state-union-addresses/state-union-2020_it →leggere discorso, evidenziare dubbi
curiosità e perplessità
3. https://www.consilium.europa.eu/it/european-council/
4. https://europarl.europa.eu/portal/en → domani 9.45-11 commissione live sugli affari interni , fare annotazioni e poi se ne parla

prova parziale potrebbe essere frontespizio di un documento: da lì si parla di tutto quello che si sa, istituzioni, processi, tema del trattato
ecc. data, serie, numero, caratteristiche dell’atto come base giuridica

22/09/20
Nel discorso di Ursula Von Derlaien ci sono due cose scisse: un punto è fatto dalla persona
E poi le politiche reali
Ad esempio le politiche sanitarie non sono armoniose, ma prevedono solamente i finanziamenti alle politiche dei singoli stati, non è possibile dare obiettivi minimi,
regole comuni ecc.
La presidente della commissione eu, che è una delle istituzioni politiche(parlamento, consiglio )che fanno una piramide, il triangolo concerne le istituzioni
politiche(procedura legislativa) che ha compiti legislativi, la commissione non li ha ma ha obiettivi di indirizzo e tutela gli interessi generali dell’unione

Dal vertice in alto: Commissione le proposte vengono poi irradiate alla base
È un’organizzazione sovranazionale, unica nel suo genere, che ha ricevuto dagli stati
membri(attraverso trattati) la competenza a decidere e legiferare in determinate materie

1
1- Commissione europea :
● Art.17.1 Trattato sull’UE “promuove l’interesse generale dell’Unione e adotta le iniziative appropriate a tal fine. Vigila sull’applicazione dei trattati e delle
misure adottate dalle istituzioni in virtù dei trattati. Vigila sull’applicazione del diritto dell’UE sotto il controllo della corte di giustizia europea. Dà
esecuzione al bilancio e gestisce i programmi. Esercita funzioni di coordinamento, di esecuzione e di gestione, alle condizioni stabilite dai trattati.
Assicura la rappresentanza esterna dell’Unione, fatta eccezione per la politica estera e di sicurezza comune e per gli altri casi previsti dai trattati. Avvia il
processo di programmazione annuale e pluriennale dell’unione per giungere ad accordi interistituzionali”→ si ripercuote sulla commissione e sulle
caratteristiche/obblighi che sono in capo ai commissari, significa che a volte l’interesse generale dell’UE non coincide con quello dei cittadini, e
nemmeno con quello degli stati membri;
● Il promuovere l’interesse generale dell’UE riflette la caratteristica dell’indipendenza, perché gli stati membri potrebbero avere interessi differenti da
quelli della commissione
● L’indipendenza dei commissari è quella di non dare consigli, e non subire pressioni( es. commissario economico Gentiloni, nel perseguire i suoi interessi
sicuramente è interessato che paesi come ITA e FRA sviluppino determinate politiche economiche, allo stesso tempo però non si può violare i principi
della concorrenza, e gli interessi dell’UE è che non collassino stati così importanti, allo stesso tempo Gentiloni non riceve indicazioni dal gov Ita e da
tutti gli altri)
● L’interesse generale dell’UE→si può discostare dall’interesse del singolo es. Presidente Taianai la Commissione approvò una normativa che i pagamenti
della PA dovessero essere svolti entro un tot di gg, questo ha significato tutelare i d.cittadini, coloro che sono creditori delle PA che non li paga,
contemporaneamente l’interesse Dello stato ritardatario non è quello di pagare, ma di non avere la norma che lo obbliga a stare dentro determinati
tempi⬂l’interesse generale in un ambito economico, è ovvio che l’interesse dell’UE è tutelare e parificare tutti gli operatori economici
↓attività normativa, e lo attiva in tutti i settori che ha l’UE, l’unico limite è quello in materia di sicurezza e p.estera (alto rappresentante)
● Il soggetto che propone l’adozione di un atto, e quello che da il via alla discussione dell’adozione di un atto è la Commissione europea →la proposta
può essere solo emendata dal Parlamento/Consiglio, non è possibile distaccarsi da questa(tranne in caso di unanimità) e la Commissione può in
qualsiasi momento ritirare l’atto, e questo sottolinea la connessione nell’attività normativa
● Oltre al potere di proposta, la Commissione può adottare degli atti su delega delle altre istituzioni(soprattutto per questioni di dettaglio)
● Ha anche un’attività esecutiva, al di là della posizione politiche che si verifica:
a. nell’applicazione del Diritto dell’UE
b. l’operazione di vigilanza , prevede sempre una parte comunicativa, ed è operabile sia verso gli stati membri sia verso le persone giuridiche
attraverso vari strumenti:
≡ stati memebri→controllati con procedura di infrazione: c’è verifica, poi si intima di adottare un comportamento che rispetti il diritto
dell’UE, non è solo attività persuasiva ma un’attività di vera e propria vigilanza con possibilità sanzionatoria; es. Italia con discariche,
secondo d.UE dopo l’adozione di leggi mirate a tutelare l’ambiente e ci sono standard minimi per creare discariche→ITA prima non
attuava norma, poi chi di competenza non rispettava le disposizioni, la Commissione ha chiesto info allo stato, poi ha invitato lo stato
a seguire un determinato comportamento e intimarlo, l’ITA in parte ha assolto alle richieste ma per altre no
≡ persone giuridiche →attraverso una parte di investigazione, poi adozione atti di portata individuale e che sono diretti a ripristinare
l'ordine violato, intimando un comportamento e infliggendo sanzioni economiche; es. Volkswagen; Ryanair →Ryanair ha ricevuto
sussidi per farli rimanere a Charles le Roy, e questo è contro le regole di concorrenza , quindi la Commissione adotta una
decisione(atto fatto per un soggetto) dove intima alla compagnia aerea di restituire quanto ricevuto oppure ridurre il proprio network
perché era stato favorito- Ryanair ridusse network(es. Forlì) e poi provò a fare causa ottenendo parziale riparazione ; concentrazione
tra banche
● Rappresentanza scena internazionale →Trattati bilaterali e multilaterali
● Da quelle che sono le sue azioni e i suoi doveri è chiaro che la Commissione non è un organo tecnico ma politico(es. Discorso Ursula)
(Lorenzo Molina: la differenza tra gli stati e le persone giuridiche è che nel secondo caso la commissione può fare direttamente far sanzioni senza corte, invece per
gli stati possono fare sanzione solo attraverso la corte, la commissione può proporre)
● Il mandato della Commissione dura 5 anni, e nei fatti il mandato della Commissione corrisponde alla legislatura perché c’è uno stretto collegamento tra
Parlamento europeo e Commissione europea: i commissari sono scelti in base alla loro competenza generale e il loro impegno eu e tra personalità che
offrono tutte le garanzie di indipendenza(no sollecitazioni e si astengono da atti incompatibili ai loro ruoli)
● La commissione è composta da presidente, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza(vicepresidente) e 27
Commissari(possono essere rieletti)→secondo Art.17.5 TUE il numero dei componenti dovrebbe essere 2/3 membri(tranne diversa decisione
all’unanimità) →nel 2013 è stata presa decisione per cambiare il numero riportando il numero a 27
● Presidente non è solo coordinatore ma definisce gli orientamenti, nomina i vicepresidenti(attualmente sono 8, no alto rappresentante..)
● Come si crea commissione:
a. il presidente: viene individuato ed eletto dal Consiglio eu a maggioranza qualificata e poi viene votato dal Parlamento eu a maggioranza dei
suoi membri;
b. una volta approvato il presidente vi è un elenco dei commissari che viene creato dal Consiglio d’accordo con il presidente,
c. successivamente, è ormai prassi e nell’accordo di collaborazione tra parlamento e commissione, ogni singolo candidato commissario per un
determinato ambito, è audito dalla commissione parlamentare competente e questa poi vota,
d. il voto della commissione è anticipatorio del voto in plenaria del Parlamento eu che voterà tutta la Commissione, è possibile cambiare
commissari oppure spostarlo di portafoglio(es. Commissione 2004, il governo ITA propone un commissario per giustizia, la competenza del
commissario in materia riguarda disposizioni e azioni riconducibili alle libertà civili e d./tutela persone, al momento della audizione il
candidato sostiene che le persone omosessuali abbiano una forma di disordine interno, questa affermazione porta la commissione a votare
contro perché si sostiene che qualora ci fossero delle disposizioni da adottare questa persona non avrebbe potuto perseguirle;
successivamente venne sostituito )
Art.244 TFUE: i componenti della commissione saranno scelti in base a un sistema di rotazione, stabilito all’unanimità dal Consiglio eu, secondo
un principio di assoluta parità tra gli stati membri per quanto riguarda l’avvicinamento e la permanenza dei loro cittadini in seno alla
Commissione e facendo in modo:
i. che il n tot dei mandati di cittadini di uno stato non sia mai superiore di una unità al numero dei mandati di cittadini di un
altro stato
ii. che ciascuna delle Commissioni successive sia costituita in modo da riflettere anche la molteplicità demografica e
geografica degli stati
● Se commissari vengono meno dei requisiti(imparzialità, indipendenza, correttezza) durante il mandato è previsto che:
□ vengano dimessi d’ufficio su proposta della commissione o consiglio eu dietro decisione della Corte di giustizia
□ dal Trattato di Lisbona è previsto che il commissario, se richiesto da presidente, è obbligato a dimettersi,
□ nell’accordo quadro tra commissione e parlamento è previsto che il Parlamento possa chiedere al presidente di chiedere dimissioni e lui/lei
lo farà.
● È chiara la presenza di un ruolo politico(ogni partito in parlamento propone 1 persona), ma non esiste uno stretto rapporto tra maggioranza e
commissione, ma è vero che il parlamento è il soggetto che approva prima presidente e poi tutta la commissione è anche l’istituzione che può
censurare la commissione(come voto di sfiducia) è un voto collettivo, non esiste l’individuale quindi colpisce tutta la commissione. In questo caso la
mozione passa se è presente la metà dei parlamentari e quando si vota deve ottenere l’approvazione da parte dei 2/3 dei presenti.

2
23/09/20
● L’alto rappresentante viene nominato dal Consiglio, ha la carica di vicepresidente ed è il responsabile della commissione agli esteri. È come il ministro
degli esteri, l’interesse è sempre quello dell’UE e le sue relazioni sono sempre i rapporti con stati terzi o interventi delle NU e deve decidere anche ogni
azione anche in politica di difesa(no militare). È l’unico che può adottare dei documenti di comunicazione che informano
● Nell’elaborazione delle sue proposte la Commissione si fa coadiuvare normalmente da alcuni comitati composti da esperti nazionali o indipendenti, e si
consulta con i diversi ambienti interessati, spesso attraverso l’intermediazione di organismi che raggruppano le organizzazioni professionali degli Stati
membri→Libri bianchi: sono documenti che contengono proposte di azione dell’Unione europea (UE) in un settore specifico. Essi costituiscono talvolta
il prolungamento dei libri verdi, il cui scopo è invece quello di avviare un processo di consultazione a livello dell’UE.
● Poteri:
A. Potere decisionale: un limitato, ma incisivo, potere autonomo di decisione è riconosciuto alla Commissione in talune ipotesi specificate dal
Trattato: constatazione delle infrazioni con decisione motivata, sorveglianza sulla compatibilità degli aiuti di stato col mercato interno con
una decisione la cui inosservanza da parte dello stato interessato può dar luogo a un ricorso diretto per inadempimento davanti alla Corte di
giustizia.
 Art.290 TFUE: prevede che la Commissione possa adottare atti a portata generale su delega di un atto legislativo, al fine di integrare o
modificare determinati elementi non essenziali dell’atto stesso→è vincolato alle condizioni espressamente fissato dall’atto legislativo e
si svolge sotto la “sorveglianza” del P e del Consiglio, i quali possono decidere di revocare la delega o sollevare obiezioni
B. Potere di esecuzione: con atti che la delegano a farlo la commissione può riceve indicazione di andare a redigere degli atti che vadano a
legiferare nel particolare di una determinata norma, la delega può sempre essere ritirata
C. Poteri di gestione: spetta la gestione amministrativa dei programmi e strumenti finanziari eu e degli stanziamenti destinati agli interventi
pubblici dell’UE, nonché, in collaborazione con le autorità interessate dei Fondi a finalità strutturale
D. Poteri di controllo: deve vigilare sull’applicazione delle norme dei Trattati e del diritto derivato da parte sia degli stati membri che delle
istituzioni degli stessi privati
 Art.337 TFUE: Orienta l’operato degli stati membri e dei privati in modo conforme alle norme dell’UE, utilizzando a tale scopo il potere,
riconosciuto dai trattati, di raccogliere info e procedere alle verifiche necessarie per l’esecuzione dei suoi compiti
 Ha il potere di perseguire nei confronti degli stati membri ogni violazione degli obblighi derivanti dal diritti dell’UE al fine di assicurarne
l’osservanzapromuove procedura davanti Corte di giustizia, ma dopo l’espletamento di una procedura precontenziosa che prevede
l’emissione di un parere motivato, dopo aver sentito lo stato
eccezioni Art.108 TFUE
2. Parlamento Europeo:
● L’Art.10.2 TUE dice che è l’istituzione dove sono rappresentati i cittadini, quindi è la massima rappresentanza della democrazia →prima elezione
avvenne nel ’79, prima era composta da rappresentanti degli stati membri(Si era aperta la possibilità di estendere l’elezione ai cittadini di stati terzi
soggiornanti di lungo periodo, per rappresentare tutti quelli che vivono nell’UE ma non ottenne la maggioranza)
● Art.14.1 TUE: esercita, congiuntamente al Consiglio, alle condizioni stabilite dai trattati
a. funzione legislativa e
b. di bilancio,
c. e funzione di controllo politico →elezione presidente della Commissione e audizione commissari, interrogazioni parlamentari ai commissari
su determinate posizioni o future proposte di strategie da adottare; è il destinatario della relazione finale della Commissione
d. e consultiva. →l’obbligo per la commissione è quello di consultare il parlamento, anche l’alto rappresentante deve riferire con il parlamento;
in alcuni casi dopo la conclusione di trattati internazionali deve essere sentito il P.
e. Elegge il presidente della commissione
● Art.7 TUE prevede voto unanime degli stati membri, esclusione dello stato competente, dove ci siano delle violazioni del d. dell’UE e dello stato di
diritto, es. oggi Polonia magistrati sotto controllo del gov(no separazione poteri)e Ungheria libero da persone LGBTQ, in questi casi, essendoci due stati
è difficile ottenere una pronuncia contro l’altro singolarmente perché l’altro si opporrà, prima però non era mai posto il problema GRAVE E SERIO
perché ad esempio anche le erogazioni pubbliche devono essere verso soggetti che rispettano i diritti UE
● Art.14.2 TUE: il numero dei rappresentanti non può essere sopra a 750(non c’è minimo), più il presidente(oggi sono meno, è capitato che siano stati di
più perché c’erano nuovi stati membri). È prevista una soglia minima(6 Malta) e massima(96 Ger) di rappresentanti, secondo il metodo
degressivamente proporzionale: la proporzione tra pop e rappresentanti variano
● Il mandato del Parlamento dura 5 anni, i membri vengono eletti a suffragio universale diretto, libero e segreto→ma esiste una legge
elettorale eu o ci sono criteri comuni o la competenza è lasciata agli stati membri? Art.223 TFUE Il parlamento elabora un progetto volto a stabilire le
disposizioni necessari per permettere le elezioni dei suoi membri a suffragio universale diretto, secondo una procedura uniforme in tutti gli stati
membri o secondo principi comuni. →la soglia minima non può essere più alta del 5% unica cosa comune, poi però ogni stato ha la sua legge ad es. Ger
dota lista bloccata, Ita prevede voto di preferenza, l’UE può decidere il periodo di voto, ma c’è libertà nel scegliere i giorni MA lo scrutinio si fa al
termine delle elezioni nell’ultimo stato membro per evitare che i voti di un paese ne condizionino un altro
● Il presidente, i vicepresidenti e i presidenti delle commissioni parlamentari sono eletti dal Parlamento (solitamente questi ultimi hanno mandato di 2,5
anni, dipende molto dalla bilancia politica)→ Presidente insieme ai 14 vicepresidenti e ai 5 questori(con funzioni consultive) forma l’Ufficio di
presidenza: si occupa di questioni finanziarie, amministrative e organizzative, nomina il Segretario generale che dirige i servizi del P
● Parlamento prevede che a votare siano cittadini eu, e prevede che il voto possa avvenire nel luogo di residenza e non di origine: quindi cittadino ITA
residente a Vienna può votare a Vienna ed essere eletto, però sarebbe nella quota austriaca, l’importante è essere cittadino eu . La partecipazione
attiva e passiva però dipende dalle norme interne degli stati, perché per essere cittadini eu bisogna essere cittadini di uno stato eu, e sono questi a
decidere come assegnare la cittadinanza
● Il P stesso, deliberando mediante regolamenti secondo una procedura legislativa speciale, stabilisce lo statuto e le condizioni generali per l’esercizio
delle funzioni dei suoi membri, previo parere della Commissione e previa approvazione del Consiglio a maggioranza qualificata
● Conferenza dei Presidenti: è composta dal presidente del P e dai presidenti dei gruppi politici: delibera sull’organizzazione dei lavori, è competente per
le relazioni con le altre istituzioni e organi dell’UE, con parlamenti nazionali, con i Paesi terzi, è responsabile per la composizione e per le competenze
delle commissioni e delle delegazioni parlamentari; inoltre stabilisce il progetto dell’ordine del giorno dei periodi di sessione
● Conferenza dei presidenti di commissione: composta dai presidenti di tutte le commissioni parlamentari può fare raccomandazioni alla Conferenza dei
presidenti per quanto riguarda le attività delle commissioni e la fissazione dell’ordine del giono dei periodi di sessione
(Francisca Macarena: c’è legge per cittadinanza unica? NO, non ha le competenze MA la Corte Eu si è dichiarata competente ad interpretare il diritto dell’UE
in cause in cui secondo il d.nazionale ci sarebbe stata la perdita della cittadinanza dello stato e quindi anche quella eu(si perde libera circolazione negli stati
membri, potrebbe voler dire dover lasciare l’UE→la Corte è competente perché se viene tolta cittadinanza vengono meno i diritti fondamentali) Spagna-UK e
Gibilterra CG; CG Rottman: cittadini austriaco criminale, chiede cittadinanza tedesca dichiarando di non avere precedenti penali, perde cittadinanza
austriaca e viene arrestato da polizia tedesca su richiesta Austria, perde cittadinanza tedesca per aver dichiarato il falso perché viene meno il patto di fiducia
reciproca ⬂apolide e la CG dice che è il giudice della causa tedesca che deve valutare la privazione della cittadinanza, sulla base della proporzionalità del
reato perché c’è convezione contro apolidia;
CEDU: Matthews: sentenza che riguarda Gibilterra, UK organizza le elezioni parlamentari eu solo in UK senza prevedere una circoscrizione a gibilterra perché
c’è conflitto con la Spagna, il signore fa ricorso sostenendo di essere privato dei suoi d.elettorali, la corte gli da ragione e quindi UK fa circoscrizione a
Gibilterra, ma Spagna contesta perché Gibilterra non è parte del territorio europeo indicato da UK, la corte rifiuta richiesta spa perché si è data applicazione
ad una sentenza CEDU
(Natalia Buscenau: abbiamo diritto alla doppia cittadinanza? NO, dipende dal riconoscimento degli stati e dalle leggi)

3
• Nel caso di decadenza dall’incarico di parlamentare, è lo stato ad informare il Parlamento → sentenza Vies: cittadino spagnolo catalano che viene eletto
al P eu mentre è sottoposto a custodia cautelare in conseguenza alla dichiarazione di indipendenza della Catalogna, essendo in custodia gli viene
impedito di andare alla cerimonia e fa ricorso per diniego, il giudice si chiede se ci sia la possibilità di togliere i diritti in quanto parlamentare: quello che
viene detto è che ha diritto di andare in quanto parlamentare, e quindi si revoca la custodia cautelare e se il giudice ritiene di emanare nuovamente o
mantenere la custodia allora P deve ritirare immunità
o Caso Le Pen: parlamentare eu eletto in FRA, insediato, era pendente un procedimento penale e viene condannato e la conseguenza è che lui
perda lo scranno parlamentare e quindi le autorità francesi hanno comunicato al P eu che lo ha dimissionato
• Organizzazione interna prevede la divisione in gruppi parlamentari formati per affiliazione e affinità politica, e parlamentari devono venire da almeno ¼
degli stati e prevedono un minimo di 25 parlamentari; c’è anche il gruppo dei non iscritti ma è fondamentale essere parte di un gruppo perché i lavori
avvengono in commissione e senza un gruppo alle spalle è difficile poter elaborare proposte
o Art.10 TUE: riconosce ai patiti politici organizzati a livello eu un ruolo importante quale fattore di integrazione in seno all’UE. Essi
contribuiscono a formare una coscienza politica eu e ad esprimere la volontà dei cittadini dell’UE
• Il parlamento ha costituito al suo interno delle commissioni:
i. Permanenti: solitamente più di venti. I loro membri sono eletti per 2,5 anni durante il primo periodo di sessione per P eu neo eletto,
cercando di dare equa rappresentanza ai gruppi politici. Preparano i suoi lavori in seduta plenaria, esaminando le questioni loro
sottoposte dal P, predispongono pareri, proposte e relazioni che poi possono essere sottoposte al voto dell’Assemblea plenaria nel
quadro delle procedure previste dai Trattati
ii. Speciali: la cui durata non può superare 12 mesi: la loro composizione, il mandato, le competenze sono fissati dalla decisione che le
istituisce
iii. D’inchiesta: Art.226 TFUE possono essere costituite dal P su richiesta di ¼ dei suoi membri per esaminare le denunce di infrazione del
d. dell’UE o di cattiva amministrazione nella sua applicazione, sempre che i fatti allegati non siano pendenti davanti a un organo
giudiziario, dell’UE o nazionale, e finché la procedura giudiziaria non sia terminata
• Art.231 TFUE: P delibera a maggioranza assoluta dei suffragi espressi; il numero legale è raggiunto quando si trovino nell’Assemblea 1/3 dei deputati
che lo compongono: le deliberazioni sono tuttavia comunque valide se il presidente non constata, previa richiesta di almeno 40 deputati
o Maggioranze aggravate sono poi previste su specifiche materie es. maggioranza dei 2/3 dei voti espressi rappresentanti la maggioranza
dei suoi membri è richiesta per l’approvazione della mozione di censura contro la Commissione
• Il voto è personale e non può essere delegato: le votazioni possono essere fatte per appello nominale o a scrutinio segreto(questo è necessario per le
nomine se richiesto da almeno 1/5 dei deputati)
• Potere di iniziativa:
o Un reale potere di iniziativa legislativa del P è previsto in casi limitati: quando di tratti di elaborare un progetto volto a stabilire le disposizioni
necessarie per permettere l’elezione dei suoi membri a suffragio universali secondo una procedura uniforme in tutti gli stati membri o quando
stabilisca lo statuto e le condizioni per l’esercizio delle funzioni dei suoi membri, deliberando mediante regolamenti secondo una procedura
legislativa speciale, con l’approvazione del Consiglio e previo parere della Commissione
o Sul piano generale, il P, su richiesta di un gruppo politico o di almeno 40 deputati può aprire una discussione straordinaria, su un argomento di
notevole rilevanza connesso alle politiche dell’UE, che si conclude senza l’approvazione di una risoluzione; oppure su una richiesta avente
carattere di urgenza, accompagnando tale richiesta da una proposta di risoluzione sulla quale si apre un dibattito che si conclude con una
votazione
o Ogni deputato può presentare una proposta di risoluzione su un argomento rientrante nell’ambito delle attività dell’UE; la commissione
competente decise sulla procedura e può decidere di elaborare una risoluzione →tali risoluzione possono costituire un mezzo non trascurabile
per indirizzare l’azione dell’UE, per influenzare la posizione delle altre istituzioni rispetto a determinate questioni, o per sollecitare la
Commissione ad occuparsi di certi problemi e a recepirne il contenuto nelle sue proposte
• Poteri di controllo:
o La Commissione è tenuta a presentare annualmente al P una relazione generale sull’attività dell’UE che pubblica meno un mese prima
dell’apertura della sessione del P e che viene discussa in seduta pubblica(Artt. 233, 249 TFUE): costituisce l’occasione per un esame critico
retrospettivo della sua azione. Presenta inoltre un rapporto annuale sull’applicazione del d. dell’UE negli Stati membri, che viene trasmesso alle
commissioni interne interessate e infine presenta entro il mese di ottobre un programma di lavoro per l’anno successo.
o Art.15 TUE: prescrive che anche il Consiglio eu presenti al P una relazione dopo ciascuna delle sue riunioni
o Inoltre ciascun deputato può rivolgere interrogazioni con richiesta di risposta scritta al Presidente del Consiglio eu, al Consiglio, alla Commissione
o all’Alto rappresentante dell’UE o Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza e anche alla BCE: sono trasmesse al
presidente del P che le comunica all’istituzione interessata. Le interrogazioni prioritarie devono riceve una risposta entro 3 sett, le altre entro 6
sett.
o Mozione di censura: P si pronuncia a scrutinio pubblico ma non prima che siano trascorsi 3 gg dal suo deposito, in modo da consentire un periodo
di rielezione.
▪ La mozione deve essere presentata al presidente del P dal ameno 1/10 deputati;
▪ La discussione può avvenire solo dopo decorse almeno 24h dalla comunicazione ai deputati e il voto per appello nominale non
prima di 48h dall’apertura del dibattito
▪ Se approvata, con la maggioranza dei 2/3 dei voti espressi a maggioranza dei membri della Commissione, anche qualora riguardi
l’operato di un solo commissario.
o Art.24 TUE: qualsiasi cittadino dell’UE, nonché ogni persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno stato membro, ha diritto di
presentare, individualmente o in associazione con altri cittadini o persone, una petizione al P su una materia rientrante nel campo di attività
dell’UE e che lo concerna direttamente
 Poteri in materia di bilancio:
o In materia di bilancio il P esercita un ruolo determinante e riesce a far pesare la sua volontà in un settore vitale per tutta l’attività dell’UE.
o La sua competenza rimane solo consultiva per quanto riguarda la determinazione del sistema delle risorse proprie dell’UE, che sono deliberate
con decisione unanime dal Consiglio secondo una procedura legislativa speciale, anche per quanto riguarda l’introduzione di nuove categorie di
risorse o la soppressione di alcune di quelle esistenti(Art.331 TFUE)

4
28/09/20
3 Consiglio europeo (fuori da piramide)Art.15 TUE
● Composizione: (TOT.29)
❖ capi di stato(solo FRA) e di governo
❖ presidente: si comprende che il presidente non è un capo di stato ed è sancita l’incompatibilità di queste due cariche, il mandato dura 2,5 anni
rinnovabile una sola volta, viene eletto a maggioranza qualificata dal Consiglio europeo. in caso di impedimento o colpa grave, il Consiglio europeo
può porre fine al mandato secondo la medesima procedura. Di fatto non è incompatibile con il presidente della Commissione ma sono due funzioni
che devono essere distinte anche nel loro vertice.
❖ dal presidente della commissione- viene eletto a maggioranza qualificata, quando il Consiglio eu vota lui si astiene dal voto
❖ l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza partecipa ai lavori
● fornisce all’unione gli impulsi necessarie e indica gli orientamenti e le politiche generali
● non esercita funzioni legislative
● si riunisce 2 volte a semestre su convocazione del presidente
● si pronuncia per consenso salvo nei casi in cui i trattati dispongano diversamente(es. elegge il suo presidente a maggioranza qualificata; es. elegge il
presidente della commissione a maggioranza qualificata)
● il presidente del consiglio eu:
○ presiede e anima i lavori;
○ assicura la preparazione e continuità dei lavori del Consiglio europeo, in cooperazione con il presidente della Commissione e in base ai lavori del
Consiglio “affari generali”;
○ si adopera per facilitare coesione e consenso in seno al Consiglio europeo;
○ presenta relazione al Parlamento(una sorta di controllo c’è allora, anche se molto blanda da parte del P) dopo ciascuna delle riunioni del Consiglio
europeo
○ il presidente assicura, al suo livello e in tale veste, la rappresentanza esterna dell’UE per le materie relative alla politica estera e di sicurezza comune,
fatte salve le attribuzioni dell’Alto rappresentante
● ha un ruolo particolarmente rilevante nell’ambito della composizione dei conflitti che si potrebbero manifestare in seno di consiglio perché qualora ci sia un
conflitto e non si riesca a trovare una soluzione, il Presidente del Consiglio eu viene investito della questione da 1/+ stati membri ↘in consiglio si discute di
un atto, si compone il conflitto tra gli stati membri e non si trova un accordo allora la questione viene devoluta al Consiglio eu perché ad un livello superiore
si trovi un indirizzo politico, se poi questo non si trova l’adozione di quell’atto è rimandata/mai adottato;
● potrebbe essere incaricato se si trattano situazioni emergenziali in seno al Consiglio su determinate materie come sistema sociale o cooperazione penale o
politica di sicurezza, in questo caso gli stati si appellano al Consiglio europeo →Freno di emergenza
4 Consiglio (altra base piramide) Art.16TUE
● composizione: formato da rappresentante dello stato competente a livello ministeriale(non solo ministri, ma basta avere i poteri),abilitato a impegnare il
governo dello Stato membro che rappresenta e ad esercitare il diritto di voto→ per ovviare che una materia non possa essere discussa(es. competenza
regionale o nazionale), inoltre il rappresentante del gov/stato a livello ministeriale non può rifiutarsi di votare richiamando la necessità di consultare il
proprio governo, può mettere la riserva parlamentare: dire che il proprio consenso sarà subordinato ad un voto del proprio parlamento sul punto
● il consiglio esercita, congiuntamente al P eu, la funzione legislativa e la funzione di bilancio. esercita funzioni di definizione delle politiche e di
coordinamento alle condizioni stabilite
● vota per maggioranza qualificata, salvo nei casi disposti differentemente →devono esprimersi favorevolmente a quest’atto/punto di votazione il 55% dei
membri del consiglio con un min di 15 stati membri e deve essere garantito che rappresentano il 65% della pop(ci si riferisce ai residenti, perché ogni stato
ha un tot di voti proporzionalmente ai residenti)→vale sempre quando si vota su proposta della Commissione, si dice che esiste una Minoranza di blocco:
voto contrasto di 4 membri può bloccare adozione del provvedimento, se questo n non è raggiunto allora si ha maggioranza qualificata
● ↓qualora la proposta che si propone al voto provenga da uno stato membro o da alto rappresentante o da alto rappresentante.. (tutti tranne commissione)
allora è richiesta la maggioranza pari al 72%
● Il Consiglio si riunisce in varie formazioni, il cui elenco è adottato conformemente all'articolo 236 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea :
○ Affari Generali : assicura la coerenza dei lavori delle varie formazioni del Consiglio. Esso prepara le riunioni del Consiglio europeo e ne
assicura il seguito in collegamento con il presidente del Consiglio europeo e la Commissione.;
○ Affari esteri : elabora l'azione esterna dell'Unione secondo le linee strategiche definite dal Consiglio europeo e assicura la coerenza
dell'azione dell'Unione.
○ le altre sedute sono funzionali alla materia
● il consiglio è presieduto a rotazione ogni 6 mesi, lo stato che ha il presidente incaricherà i suoi ministri di presiedere le altre commissioni nelle quali sono
competenti →La presidenza delle formazioni del Consiglio, ad eccezione della formazione «Affari esteri», è esercitata dai rappresentanti degli Stati membri
nel Consiglio secondo un sistema di rotazione paritaria, alle condizioni stabilite conformemente all'articolo 236 del trattato sul funzionamento dell'Unione
europea.
● un comitato dei rappresentanti permanenti dei governi degli Stati membri è responsabile della preparazione dei lavori del Consiglio
● Il Consiglio si riunisce in seduta pubblica quando delibera e vota su un progetto di atto legislativo. A tal fine, ciascuna sessione del Consiglio è suddivisa in
due parti dedicate, rispettivamente, alle deliberazioni su atti legislativi dell'Unione e alle attività non legislative
● Sum Up procedure di voto:
I. Maggioranza semplice: calcolata sul n dei membri che compongono il Consiglio, non sui presenti→es. adozione regolamento interno
II. Unanimità: dei votantile astensioni dei membri presenti o rappresentati non costituiscono ostacolo all’adozione delle deliberazioni
III. Maggioranza qualificata: secondo la ponderazione dei voti attribuiti a ciascuno stato→es. usata quando si tratti di una secisione che definisce
un’azione o posizione dell’UE sulla base di una decisione del Consiglio eu relativa agli interessi e obiettivi strategici dell’UE
Differenza tra Consiglio, Consiglio dell’UE, Consiglio d’Europa:
1) Consiglio Europeo- è un'istituzione dell’UE,
a) composta da rappresentanti di stato e di governo,
b) individua gli orientamenti/priorità generali dell’UE,
c) non ha funzione legislativa,
d) si esprime per consenso, vota solo nei casi precisati dai trattati con maggioranza qualificata
e) è presieduto dal presidente del Consiglio Europeo che resta in carica 2,5 anni, con mandato rinnovabile una sola volta
2) Consiglio (dell'UE)- è un'istituzione dell’UE,
a) composta da rappresentanti delle stato di rango ministeriale,
b) ha funzione politica che ha un ruolo diciamo fondamentale nelle procedure legislative
c) si esprime per maggioranza qualificata, nei casi previsti dai trattati può esprimersi anche all’unanimità
d) presieduto a rotazione semestrale seguendo il criterio di presidenza statale
e) composizione variabile (affari generali e affari esteri, altri)
3) Consiglio d’Europa- è un’organizzazione internazionale regionale che si fonda sulla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e del
cittadino,
a) tutti gli stati membri sono membri del Consiglio d’Europa ma non tutti i membri del Consiglio d’Europa sono membri dell’UE es. San Marino,
Russia.

5
↓le istituzioni politiche, attraverso quanto è stato stabilito dai trattati, esercitano le loro competenze negli ambiti che sono assegnati alla competenza dell’UE, le
quali possono essere di natura:
❏ esclusiva- può disciplinare quella materia esclusivamente l’UE e le sue istituzioni
❏ concorrente- l’esercizio della competenza è concorrente tra stati e istituzioni(con limiti che vedremo)
❏ di sostegno- l’UE interviene e sostiene determinati ambiti in cui gli stati membri esercitano le loro competenze ma non può procedere
all’armonizzazione di queste decisioni(es. integrazione dei migranti incentiva e sostiene economicamente ma non può fare norme che ad es
creino un livello min)
Fonti di Diritto Primario (RANGO PRIMARIO)dell’UE :
1. Trattato sull’UE-
2. Trattato sul funzionamento dell’UE- disciplina funzionamento e contiene principi e regole di base su cui è modellato il funzionamento dell’UE nelle aree
di competenza(non si può avere subordinazione, anche se quello sul funzionamento sembra essere di rango costituzionale ma non è così perché si
integrano tra loro e vanno visti come un complesso unico),
3. Carta dei diritti fondamentali (Art.51.1. della stessa carta: si applica/vi si riferisce esclusivamente nell’attuazione del diritto dell’UE) non è interna ai
trattati UE ma secondo l’Art.6 del trattato sull’UE ha il medesimo valore giuridico dei trattati stessi- es. carta prevede il divieto di tortura, questo può
essere un d. intangibile o possiamo considerarlo in qualche modo limitabile? NO, perché è un d. inalienabile e questo significa che non solo lo stato
nelle sue articolazioni non può torturare e c’è un obbligo per lo stato di prevenire e sanzionare i comportamenti che sono riconducibili alla tortura;
tutta la prima parte della carta attiene alla dignità della persona, ci sono poi altri diritti che sono in qualche modo comprimibili come ad es. il d. di libera
circolazione nel caso in una situazione di emergenza si inseriscono le frontiere nazionali
Trattato sull’UE e Trattato sul funzionamento dell’UE non sono subordinati anche se il primo sembra assomigliare ad un atto fondante ma non ha un valore
prevalente ma si integrano tra loro,→assieme alla Carta queste sono norme sovraordinate dell’UE, hanno un valore costituzionale(decisio da Sentenza Verdi vs P
EU) anche se non hanno nome, si è provato a farlo ma gli stati hanno fatto referendum(13/15) e poi è stato rilanciato come il Trattato di Lisbona togliendo norme
di carattere simbolico, altre vennero mantenute in questi due trattati → ci sono poi anche delle Dichiarazioni: sono l’affermazione di come gli stati tendono a
interpretare alcune disposizioni del trattato, però non hanno valore giuridico dei trattati e sono valide se sono adottate congiuntamente alla norma interpretata,
ma in ogni caso non giustificano un’interpretazione che vada contra legem
I trattati sono modificabili:
➔ Trattato sull’UE: prevede due tipi di procedure di revisione in funzione dell’importanza e della dimensione della revisione stessa→Art.48TUE che fa
riferimento sia ad una procedura di revisione ordinaria sia a due procedure di revisione semplificate:
I. -Il governo di qualsiasi Stato membro, il Parlamento europeo o la Commissione possono sottoporre al Consiglio progetti intesi a modificare i
trattati. → Tali progetti possono, tra l'altro, essere intesi ad accrescere o a ridurre le competenze attribuite all'Unione nei trattati.
-↓Tali progetti sono trasmessi dal Consiglio al Consiglio europeo e notificati ai parlamenti nazionali.
-Qualora il Consiglio europeo, previa consultazione del Parlamento europeo e della Commissione, adotti a maggioranza semplice una decisione
favorevole all'esame delle modifiche proposte, il presidente del Consiglio europeo convoca una Convenzione composta da rappresentanti dei
parlamenti nazionali, dei capi di Stato o di governo degli Stati membri, del Parlamento europeo e della Commissione. In caso di modifiche
istituzionali nel settore monetario, è consultata anche la Banca centrale europea. →La convenzione esamina i progetti di modifica e adotta per
consenso una raccomandazione a una conferenza dei rappresentanti dei governi degli Stati membri(conferenza intergovernativa)
-Il Consiglio europeo può decidere a maggioranza semplice, previa approvazione del Parlamento europeo, di non convocare una convenzione
qualora l'entità delle modifiche non lo giustifichi.→ In questo caso, il Consiglio europeo definisce il mandato per una conferenza dei
rappresentanti dei governi degli Stati membri.→il rischio di consentire lo scavalcamento dei sogg rappresentanti alla Convenzione per effettuare
delle revisioni sono in apparenza poco rilevanti, rischio solo temperato dalla necessaria previa approvazione del P.
-Una conferenza dei rappresentanti dei governi degli Stati membri è convocata dal presidente del Consiglio allo scopo di stabilire di comune
accordo le modifiche da apportare ai trattati.
-Le modifiche entrano in vigore dopo essere state ratificate da tutti gli Stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali.
-Qualora, al termine di un periodo di due anni a decorrere dalla firma di un trattato che modifica i trattati, i ⅘ degli Stati membri abbiano
ratificato detto trattato e uno o più Stati membri abbiano incontrato difficoltà nelle procedure di ratifica, la questione è deferita al Consiglio
europeo.(es. Trattato di Lisbona ha riformulato il non accettato Trattato costituzionale dell’UE)
II. -Il governo di qualsiasi Stato membro, il Parlamento europeo o la Commissione possono sottoporre al Consiglio europeo progetti intesi a
modificare in tutto o in parte le disposizioni della parte terza del trattato sul funzionamento dell'Unione europea relative alle politiche e azioni
interne dell'Unione.
-Il Consiglio europeo può adottare una decisione che modifica in tutto o in parte le disposizioni della parte terza del trattato sul funzionamento
dell'Unione europea.
-Il Consiglio europeo delibera all'unanimità previa consultazione del Parlamento europeo, della Commissione e, in caso di modifiche istituzionali
nel settore monetario, della Banca centrale europea. Tale decisione entra in vigore solo previa approvazione degli Stati membri conformemente
alle rispettive norme costituzionali.→ La decisione non può estendere le competenze attribuite all'Unione nei trattati, potrà quindi ridurre le
competenze.
Art.353 TFUE: le procedure di revisione semplificata non possono trovare applicazione nelle ipotesi disciplinate da:
a. Art.331 TFUE: sistema di risorse proprie dell’UE
b. Art.352 TFUE: clausola flessibilità
c. Art.354 TFUE : procedura di sospensione dei diritti derivanti dall’appartenenza all’UE.
III. -Quando il trattato sul funzionamento dell'Unione europea o il titolo V del presente trattato prevedono che il Consiglio deliberi all'unanimità in
un settore o in un caso determinato(si cambi le modalità di voto da unanimità a maggioranza qualificata e nel caso si passi dalla procedura
speciale ad una ordinaria), il Consiglio europeo può adottare una decisione che consenta al Consiglio di deliberare a maggioranza qualificata in
detto settore o caso, non serve la ratifica da parte degli stati.→ non si applica alle decisioni che hanno implicazioni militari o che rientrano nel
settore della difesa.
-Quando il trattato sul funzionamento dell'Unione europea prevede che il Consiglio adotti atti legislativi secondo una procedura legislativa
speciale, il Consiglio europeo può adottare una decisione che consenta l'adozione di tali atti secondo la procedura legislativa ordinaria.
-Ogni iniziativa presa dal Consiglio europeo è trasmessa ai parlamenti nazionali. In caso di opposizione di un parlamento nazionale notificata entro
sei mesi dalla data di tale trasmissione, la decisione non è adottata. In assenza di opposizione, il Consiglio europeo può adottare detta decisione.
- Per l'adozione delle decisioni, il Consiglio europeo delibera all'unanimità previa approvazione del Parlamento europeo, che si pronuncia a
maggioranza dei membri che lo compongono.
Le altre fonti dell’ordinamento sono subordinate, si dice che sono fonti di diritto derivato
4. Protocolli allegati ai trattati- sono parte dei trattati quindi hanno un loro valore giuridico,
5. Atti di Adesione- devono essere rispettati da istituzioni nell’esercizio delle loro funzioni, ma anche dagli stati membri in termini di diritti e obblighi
6. Accordi internazionali- vincolano UE e stati membri

6
29/09/20
(Oscar Rigo de Righi: quando si usa revisione semplificata che viene ratificata da P nazionale? P nazionali ratificano sempre, salvo un caso:possono manifestare
contrarietà entro 6 mesi sulla decisione che viene adottata del Consiglio, è il caso dell’Art.7TUE e concerne le situazioni in cui si cambi le modalità di voto da
unanimità a maggioranza qualificata per il Consiglio e nel caso si passi dalla procedura speciale ad una ordinaria ; non esiste il passaggio opposto perché l’ordinaria
prevede la partecipazione più ampia di personaggi invece la speciale considera solo una delle due, nel caso in cui non ci siano opposizioni, passati 6 mesi, il
Consiglio farà entrare in vigore la normativa senza ratifica; )
(Lorenzo Molina: Volevo chiederle se è giusto dire che, quando il consiglio europeo vota, come nel caso dell'elezione del proprio presidente, il presidente della
commissione si astiene?)
(Francisca: Possiamo dire che anche con il lockdown e altre misure legate al covid c'è' stata una compressione del diritto della libera circolazione? Sì, si doveva
bilanciare la salute pubblica, l’ordine pubblico(non si doveva giungere al punto di dover porre in discussione la possibilità degli stati membri di prestare assistenza
sanitaria- non creare situazioni di ulteriore pressione rispetto alle capacità ospedaliere di uno stato membro) , inizialmente ci sono state misure di polizia quindi la
chiusura dei confini poi si è bilanciato con la quarantena perché si tutelava la sanità pubblica a discapito della libera circolazione; Schengen per ingressi da territori
esterni dall’UE ci possono essere limitazioni dovuti a ordine, sicurezza e sanità pubblica, ma per i confini interni si può chiudere solo per sicurezza e ordine
pubblico, la sanità no →non si considerava necessaria anche perché la situazione è stata unica )
(Zohra: sarebbe possibile analizzare un caso specifico in cui un paese viola il diritto contro la tortura? caso di Abu Omar Imam di una moschea che viene, con la
collaborazione dei agenti di sicurezza italiano, viene sequestrato dalla CIA e portato in Egitto e torturato, il caso ha condannato sia agenti ITA sia USA con accusa di
sequestro di persona )
(Rebecca Marchegiani: come si concilia la Carta dei diritti fondamentali con gli altri patti internazionali? Nel caso di violazione ad esempio. Quale Corte ha la
competenza? ad es. la CEDU, il Consiglio d’Europa si basa su Carta europea dei diritti dell’uomo e la salvaguardia delle libertà fondamentali. Ad oggi l’UE non è
membro della CEDU, possiamo dire che è irresponsabile davanti a questa, la Corte dei diritti dell’uomo non può giudicare direttamente la violazione, posta in
essere da istituzioni dell’UE, di disposizioni ma Art.6 del Trattato su UE afferma espressamente che i diritti fondamentali contenuti nella CEDU e come interpretati
dalla Corte EDU, sono parte dei principi generali del diritto dell’UE e sono quindi quei principi sovraordinati ihe le istituzioni dell’UE sono tenute a rispettare,→
non possono andare le disposizioni contro queste norme che sono poi contenute nella CEDU, non possono limitarle o metterle in discussione perché ci potrebbe
essere conflitto tra corti. Però esiste una sentenza della Corte dei Diritti dell’Uomo sulle circoscrizioni elettorali uk, qui si violava norme CEDU da parte di uno stato
membro nell'esercizio di prerogative di propria competenza conseguenti ad un diritto derivante dai tratti, in questo caso se uno Stato alla fine giunge a violare la
Carta potrebbe intervenire la Corte EDU, ma il fatto che gli stati siano parte dell’UE, non fa venire meno la loro responsabilità rispetto al rispetto della Convenzione
nemmeno quando le competenze sono delegate )
sentenza Bosphorus: UE adotta un regolamento che sequestra bene riconducibili al territorio della Jugoslavia(dopo embargo dichiarato da ONU) e un aereo Yat
viene bloccato a Dublino. Ricorsi sul piano interno vengono fatti ma che non vanno a buon fine, non vengono sollevate questioni alla Corte di Giustizia; La
compagnia aerea fa ricorso perché questa azione di sequestro viola il d. di proprietà, Bosphorus non fa azione contro Irlanda ma contro Irlanda e tutti gli altri stati
membri singolarmente, non può farlo verso comunità eu(non è parte della CEDU)è vero che in questa situazione la comunità eu non è oggetto di ricorso ma è
anche vero che il ricorso riguarda tutti gli stati membri per un atto adottato in seno alla comunità eu, →tanto che: la Commissione viene incaricata/autorizzata ad
intervenire come amicus curiae, non come parte in causa ma come soggetto interessato a produrre un parere che rappresenti una posizione utile alla Corte per la
soluzione della causa
La Carta di Nizza= Carta dei diritti fondamentali dell’UE : non si applica al di fuori dei casi in cui l’UE ha competenza se una questione è fuori dalla competenza
dell’UER, è anche fuori dalla competenza della Corte di giustizia, in questo caso però gli stati devono rispettare CEDU e quindi un’eventuale azione difronte alla
Corte EDU una volta che le vie di ricorso interno sono state esaurite. Il primo giudice a cui ci si deve rivolgere è quello più vicino al cittadino e infatti tutti i casi noti
alla cronaca es.Cucchi, implicano che c’è una chiara violazione dei d.fondamentali da parte dei membri delle forze di polizia, che nell’esercizio delle loro funzioni
sono andati oltre del comportamento che si poteva ammettere, c’è però l’intervento dello stato che tende a svolgere indagini e reprimere queste azioni; l’autorità
può usare disposizioni che sono disponibili al momento, se un agente è sorpreso a torturare ma nello stato non è stata ratificata la convenzione contro tortura(es.
Ita), non si può contestare reato di tortura ma si può contestare violenze, sequestro di persona.. è chiaro che nel caos in cui la persona vittima/familiare non
ricevano giustizia, esaurite le vie di ricorso interne, c’è diritto di ricorrere a Corte EDU che deciderà se c’è stata violazione CEDU e nel caso vi sia stata la sanzione
economica che lo stato sarà soggetto perché pagherà risarcimento per non aver posto in essere le misure idonee a prevenire quel comportamento e a sanzionarlo,
è chiaro però che tutto si scontra contro un limite: dal momento in cui si è parte di convenzioni bisognerebbe dargli attuazione, e di nuovo la questione è
demandata, legittimamente, al P dove però bisogna raggiungere una maggioranza e dove se c’è un’idea che prevedere come reato una tortura, costituisca un
limite all’azione delle forze di Polizia è difficile dare attuazione alla convenzione→fuori dalla posizione politica è una grande mistificazione secondo Borraccetti
perché è già previsto l’uso della fora proporzionale
Corte di Strasburgo= Corte EDU
(Oscar Rigo de Righi: riguardo alla carta di Carta di Nizza e all’individuare diciamo quando porre limiti su determinati diritti ad es. su libertà di circolazione, è una
controversia tra stati che hanno aderito alla carta? no, sistema UE si basa su diritto UE, ci sono camere di compensazione e assenza di reciprocità inoltre ci sono
istituti per accertamento. Possono nascere controversie tra stati ma non sono risolte con d.i., ma ci sono strumenti come ad es. se viola un diritto, la Commissione
ci sarà intimazione verso stato, se non lo fa, con Procedura d'infrazione sarà chiamata la Corte di giustizia a dichiarare l’illegittimità dell’atto; se la controversia è
tra stati c’è possibilità di ricorrere contro l’altro stato con una procedura che può partire da corti interne per poi arrivare a quella eu ; c’è anche procedura per
sanzione per inadempienza.)
Trattati :
 Al vertice dell’ordinamento si pongono le norme dei Trattati su cui si fonda l’UE: TUE e TFUE che hanno lo stesso valore giuridico(Art.1 TUE; Art.1.2 TFUE)
 Sono equiparati ai trattati i protocolli e gli allegati, i quali ne costituiscono parte integrante(Art.51 TUE)
 Il primato di questi strumenti deriva dalla loro natura di veri e propri accordi internazionali nel senso classico e dunque la loro superiorità deriva dall’essere
frutto della volontà congiunta degli stati membri, che continua a trovarsi a fondamento della costruzione eu: questa si colloca dunque, sotto tale aspetto, nel
quadro dell’ordinamento internazionale e delle norme internazionali che regolano la vita e l’interpretazione delle norme convenzionali
 Ci sono 3 interpretazioni:
i. Sistematica
ii. Teleologia Corte di giustizia
iii. Storico-evolutiva : quella utilizzata nell’UE
 Quando parliamo dei trattati istitutivi si parla di norme costituzionali dell’ordinamento dell’UE, per indicare appunto la loro posizione preminente in questo
ordinamento e il loro valore inderogabile, tanto che potrebbero essere modificate soltanto da un nuovo trattato stipulato tra gli stati membri nel rispetto
della procedura appositamente prevista dai Trattati stessi
 La sfera di applicazione territoriale dei trattati si estende fin dove si esercita la giurisdizione degli Stati membri secondo le rispettive norme costituzionali, alle
zone di mare e agli spazi territoriali su cui si esercita il potere sovrano degli Stati, ai territori eu di cui uno stato membro abbia la rappresentanza nei rapporti
esterni(Art.355 TFUE)
 I trattati prevedono un sistema di fonti derivato, costituite dagli atti normativi a carattere vincolante che le istituzioni dell’UE hanno il potere di emanare e
che si trovano in una posizione gerarchicamente subordinata rispetto ai primi: i trattati infatti prevalgono sulle norme derivate e quindi non possono subire
modificazioni da parte degli atti emanati dagli organi dell’UE, tanto che, se in contrasto con i primi, sono suscettibili di annullamento( Art.263 TFUE).
 La procedura di revisione(ordinaria/semplificata) dei trattati prevista nell’Art.48 TUE
 Per i trattati è possibile giungere ad un ampliamento o integrazione delle loro disposizioni ricorrendo all’Art.352 TFUE dove è sancita la clausola di
flessibilità→consente alle istituzioni l’esercizio delle c.d. competenze sussidiarie quando risultino necessarie per raggiungere, nel quadro delle politiche
definite dai trattati, uno degli obiettivi dell’UE senza che siano stati previsti i poteri necessari.

7
30/09/20- 5/10/20
Fonti di diritto derivato- norma di riferimento Art.288 del Trattato sul funzionamento dell’UE : per esercitare le competenze dell’unione le istituzioni adottano atti
tipici(perché individuati da trattati):
1. regolamenti- vincolanti,
- hanno portata generale: i regolamenti hanno come destinatari una categoria di persone individuata astrattamente, cioè dipende dalla situa
obiettiva di diritto e di fatto in cui le persone si trovano definita in relazione alla finalità dell’atto. Es. Regolamento 2016 n399: disciplina
attraversamento frontiere interno/esterno da parte delle persone, riguarda tutti coloro che attraversano le frontiere
- è obbligatorio in tutti i suoi elementi: questo significa che gli stati devono astenersi da ogni comportamento che possa pregiudicare l’applicazione
delle disposizioni del regolamento 
1. no applicazioni parziali,
2. lo stato si deve conformare in modo rigoroso,
3. lo stato non ha discrezionalità con riferimento alle disposizioni del regolamento,
4. l’eventuale azione statale non è richiesta, anzi è vietata ed è subordinata al contenuto del regolamento(il regolamento potrebbe
richiedere un comportamento attivo dello stato es. Regolamento visti)
5. non sono necessari atti interni per produrre effetti e sono vietati atti idonei ad ostacolare l’applicazione nell’ordinamento dello
stato il regolamento, anche norme riproduttiva
Es. P e Consiglio con procedura ordinaria hanno adottato regolamento X,Y su misure relative alla circolazione dei prodotti alimentari, è stato
pubblicato ed entrato in vigore: il P italiano per sottolinearne l’importanza ha deciso di adottare la legge perché riproduce fedelmente il
regolamento→il regolamento è direttamente applicabile, non richiede e rifiuta atti di applicazione quindi è atto fatto in violazione al diritto UE
perché chi giudica deve essere Corte europea, se c’è norma interna c’è rischio di interpretazione da parte delle corti interne agli stati.
- Data la diretta applicabilità, come si è detto è da considerarsi illegale l’immissione dentro l’ordinamento statale di un regolamento attraverso un
altro atto→la riproduzione di un regolamento può giustificarsi solo per ragioni di informazione o per facilitarne l’applicazione, purché non ne
risulti alterata la natura comunitaria delle disposizioni riprodotte e non metta in pericolo la sua applicazione uniforme.
- A volte poi i regolamenti non risultano “autosufficienti” Corte si è espressa dicendo che: il divieto di atti statali di recepimento viene a casere
quando il regolamento considerato lascia agli Stati membri il compito di adottare essi stessi i provvedimenti legislativi, regolamentari,
amministrativi e finanziari necessari affinché le disposizioni del regolamento stesso possano essere effettivamente applicate incombendo ai
giudici nazionali di controllare la conformità delle disposizioni intere al contenuto dell’atto comunitariola mancata adozione potrebbe
concretare una violazione del d. dell’UE capace di provocare la responsabilità degli stati membri.
- direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri→non vogliono disposizioni nazionali d’esecuzione questo sta ad indicare che i regolamenti
si integrano nei sistemi giuridici statali e producono effetti immediati nei confronti di tutti i sogg di d.interno, senza interposizione di alcuna
misura nazionale di recepimento o pubblicazione. essi attribuiscono direttamente ai cittadini dell’UE obblighi e diritti che i giudici nazionali
hanno il dovere di tutelare, anche nei rapporti inter-individui.
- l’applicazione geografica solitamente riguarda membri UE, ma può essere stabilito diversamente
- I regolamenti sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE, nella sezione L, ed entrano in vigore dopo 20gg dalla pubblicazione(Art.297 TFUE), a
meno che non disposto diversamente.
l’entrata in vigore immediata è ammessa, ma solo per motivi di urgenza inerenti alla natura della misura persa, in particolare per evitare un
vuoto giuridico o per prevenire speculazioni
- La portata retroattiva dei regolamenti è moralmente esclusa, salvo che lo richieda il fine perseguito e purché sia rispettato il legittimo affidamento
agli interessati
- È esclusa la possibilità che gli stati modifichino la portata dell’atto mediante riserve o obiezioni unilaterali apposte ai verbali delle riunioni del
Consiglio, le quali sarebbero comunque prive di effetti.
- Si possono distinguere: regolamenti di base, adottati dal legislatore dell’UE, dai regolamenti di esecuzione, emanati per l’attuazione dei primi, di
solito adottati dalla Commissione/Consiglio previo conferimento dei poteri necessari da parte dell’atto normativo di base qualora ciò sia
necessario per assicurare condizioni uniformi di esecuzione: i regolamenti di esecuzione devono risultare conformi al regolamento base, pena la
loro invaliditàc’è gerarchia interna
2. direttive- vincolanti,
- la direttiva vincola lo Stato membro(o gli stati membri) cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli
organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi si presentano come uno strumento di legislazione indiretta, o a due stadi, mediante il quale non si
vogliono porre in essere regole uniformi in sostituzione di quelle del d.interno, in considerazione anche della difficoltà di conciliare le notevoli diversità
negli ordinamenti giuridici nazionali.
- la direttiva prevede un obbligo di risultato ma non di mezzi lasciando discrezionalità allo stato membro circa l’utilizzo/impiego dello strumento
reputato idoneo a raggiunger l’obiettivo, tuttavia è richiesto un atto normativo, non sono accettate circolari/prassi amministrative perché dato il rango
potrebbero essere soggette a modifica da parte di altri e questo pregiudicherebbe la norma e la chiarezza del diritto
- Richiedono espressamente l’intervento delle autorità nazionali per perseguire il risultato previsto dalla direttiva, per questo si dice che direttiva è
strumento che consente di individuare la ripartizione del potere normativo tra UE e stati membri
- Rispetto al regolamento la direttiva è un atto meno invasivo verso gli stati membri e questo è un elemento decisivo quando si valuta il principio di
proporzionalità nella scelta dell’atto per disciplinare una materia→si deve usare strumento proporzionale all’obiettivo
- Ci sono direttive dettagliate nella loro previsione di obblighi in capo allo stato, al punto che lasciano poca libertà agli stati membri e questo significa che
ci si potrebbe chiedere se va a violare la disposizione del trattato perché se si riduce molto la possibilità di scelta degli stati questo riduce il loro margine
di discrezionalità→sentenza ENKA, N33, ’77 si afferma che in questo caso lo stato membro è tenuto al recepimento rigoroso da quanto affermato nella
direttiva e in alcuni ambiti, il recepimento accurato è fondamentale la Corte di giustizia, in generale non si è espressa sulla validità di queste direttive
ma ha comunque riconosciuto la loro validità quando necessarie alla circostanza che una diretta dettagliata sia emanata in ipotesi in cui non sia
previsto un potere di emanare regolamenti, è quella di limitare il suo effetto diretto alla dimensione verticale
- Gli stati membri hanno obbligo di comunicare atto di recepimento della direttiva→se c’è già norma nell’ordinamento nazionale che diano attuazione
alla direttiva devono comunque informare; Art.260.3, TFUE: dispone che la Commissione può ricorrere alla Corte di Giustizia nel caso di mancato
recepimento, e quest’ultima potrà immediatamente adottare all’esito della procedura una sanzione pecuniaria da comminare allo Stato inadempiente
- C’è un ulteriore data rilevante oltre quella di entrata in vigore della direttiva, la data di recepimento entro la quale gli stati membri devono dare
attuazione alla direttiva per raggiungere il risultato richiesto
- Nel periodo di recepimento gli stati sono considerati adempienti, successivamente la direttiva produce effetti e gli stati che non hanno dato
adempimento alla norma sono considerati inadempienti perché hanno sforato termine di recepimento
- Durante il periodo di recepimento gli stati devono astenersi da ogni comportamento che vada a ledere il raggiungimento dello scopo della direttiva
no disposizioni nazionali in contrasto, la PA deve rinunciare a prassi potenzialmente contrastanti, i giudici che debbano decidere in materia
interpreteranno la norma nazionale alla luce della direttiva

8
- Una volta scaduto il tempo, se lo stato non da attuazione →
I. nel rapporto stato membro -UE la Commssione attiva procedura di infrazione;
II. nel rapporto cittadino- Stato membro dato che direttiva crea obbligo in capo allo stato allora c’è diritto in capo a cittadino, i cittadini
riguardati dalla direttiva, vengono privati di un loro diritto ci si rivolge alla amministrazione e poi al giudice:
▪ Se norma prevede comportamento attivo per riconoscere diritto si può avviare azione di risarcimento per danno
▪ Se la norma è chiara e precisa nei suoi contenuti e circa i destinatari ed è incondizionata(no richiesto comportamento attivo stato
membro) allora il giudice può riconoscere il diritto al cittadino, questo non esonera lo stato dall’obbligo da dare attuazione alla
direttiva
Effetto diretto verticale
Es. una norma che è priva di effetto diretto→ una direttiva prevedeva che gli stati membri creassero un fondo cui avrebbero potuto accedere
coloro che erano licenziata per fallimento del proprio datore, la signora Frankovicktch fa domanda per avere questo fondo, e scopre che in ITA
non esiste, la norma era chiara nel contenuto(fondo) e precisa nei destinatari(licenziati post fallimento) ma non era incondizionata, era
subordinata al fatto che il fondo venisse istituito dalla autorità governativa competente, la Corte riconosce che lo stato deve dare risarcimento
per danno conseguente alla violazione del diritto dell’UE
Es. se noi siamo tutti autisti di ambulanza, metà sono dipendenti dell’azienda sanitaria locale di Forlì, metà sono dipendenti della cooperativa
“sfrutto e guadagno” che fornisce parte degli autisti di ambulanza all’azienda di Forlì→ il nostro contratto prevede 10gg di ferie l’anno, un collega
scopre che 2 anni fa è entrata in vigore una direttiva che riconosce il d di beneficiare a 25gg di ferie l’anno, la direttiva è già scaduta e ITA non ha
dato attuazione. Ci si rivolge al datore di lavoro per ottenere il riconoscimento dei gg di ferie. La norma è chiara nei contenuti, destinatari ed è
incondizionata e obbliga tutte le articolazioni dello stato, quale è l’azienda locale. Però vale per i dipendenti dell’ASL(effetto diretto verticale), ma
quelli che lavorano per cooperativa privata non sono articolazione dello stato e non lo percepisce, sarebbe un effetto diretto orizzontale tra
cittadini e siccome non esiste norma che dia attuazione alla direttiva il privato non è obbligato a dare attuazione alla direttiva, il giudice dice che è
possibile richiedere risarcimento, perché interesse cittadino è quello che venga riconosciuto il diritto previsto da direttiva, solo quando non è
possibile si richiede il risarcimento
- Gli effetti di una direttiva si definiscono diretti quando:
A. la direttiva imponga agli stati solo obblighi negativi, di non tenere un determinato comportamento: in tal caso l’osservanza dell’obbligo
impone in modo immediato, assoluto e incondizionato, senza richiedere alcun provvedimento positivo di attuazione da parte degli stati
membri, per cui gli interessati possono invocare il suo rispetto anche se contenuto in un atto normativo on avete ipso jure efficacia diretta
nel suo insieme.
B. Si limita a confermare, chiarendone la portata, un obbligo già previsto da norme dei Trattati e produttive di effetti diretti
C. Quando spirato il termine assegnato per la loro attuazione, si verificano le seguenti condizioni:
i. Pongano obblighi con un contenuto precettivo sufficientemente chiaro e preciso, tale da non lasciare margine di discrezionalità
ii. Abbiano carattere incondizionato, tale cioè da non richiedere l’adozione di ulteriori atti di d.interno
iii. Creino diritti a favore dei singoli chiaramente individuabili nel loro contenuto
gli amministrati avranno il d di farle valere dinanzi a giudici nazionali nei confronti dello stato che non abbia emanato nel termine le misure di
attuazione prescritte o l’abbia recepita in modo inadeguato→effetti diretti verticali;
3. decisioni- atto tipico vincolante,
- è obbligatoria in tutti i suoi elementi e se designa i destinatari è obbligatoria soltanto nei confronti di questi e possono essere :
i. comunitarie(decisioni Consiglio Europeo) →molto rare es. decisioni di accelerare l’eliminazione dei dazi doganali; quando sono dirette agli
stati→queste vincolano lo stato destinatario ad un certo comportamento e quindi ad esso incomberà dare loro puntale esecuzione nel
proprio ordinamento seguendo le prescrizioni indicate; qualora non richiedano misure interne di attuazione, certamente hanno efficienza
diretta. Però bisogna guardare ogni volta nel caso specifico se le decisioni siano atte a produrre effetti diretti.
ii. singole(Decisioni adottate dalla Commissione es. nei confronti di Google, Ryanair)→riguarda l’applicazione del d.UE e la decisione di quando
è individuale è vincolante solo per il destinatario/i→ Corte di Giustizia ha deliberato che le decisioni hanno effetti diretti quando rivolte a
sogg privati, potendo imporre obblighi e attribuire diritti che gli stessi giudici interni sono tenuti a garantire, non solo nei confronti dei diretti
destinatari ma anche di terzi che vi abbiano interesse(effetti orizzontali)
iii. prive di indicazioni in merito ai destinatari →es. può trattarsi di atti non legislativi di portata generale che la Commissione è abilitata ad
adottare su delega di un atto legislativo per integrare/modificare suoi elementi non essenziali.
- entra in vigore da quando è stato notificato oppure dal momento in cui se ne viene a conoscenza→momento estremamente importante perché da uno
dei due momenti decorre il tempo per adempiere agli obblighi imposti dalla commissione ma anche per un eventuale impugnazione
→es. decisione commissione che imponeva all’ITA di recuperare dei erogati ad alcuni sogg in realtà portuali italiane perché erano state considerate un
aiuto fiscale, questa viene notificata ad ITA e ai destinatari della misura, nell’elenco è stata omessa erroneamente una cooperativa, ITA dopo un certo
periodo notificò la richiesta ad una cooperativa che aveva un nome simile, allo stesso tempo la teorica destinataria andò a guardare e vide che doveva
essere notificato e notò la pubblicazione in gazzetta ufficiale, serie C, 15 gg prima→ erano stati informati? Entro quanto decorre tempo? Possiamo
designare atto? Dal momento in cui se ne viene a conoscenza, e la pubblicazione in gazzetta è una presunzione di conoscenza. Può anche valere la
notifica ad un ente diverso con stessi organi dirigenziali.
- La mancata notifica non comporta la loro invalidità, ma soltanto la conseguenza di renderle inopponibili
- Rappresenta da sempre l’atto tipico attraverso cui lei istituzioni dell’UE disciplinano i casi particolari
- Devono essere motivate, con l’indicazione dei punti di fatto e di diritto su cui si basano; una motivazione succinta è consentita solo se esse si collocano
nell’ambito di una prassi costante o seguono una procedura ripetitiva
4. raccomandazioni- non vincolanti (es. Raccomandazione on legal pathways to protection in the EU: promoting resettlement, humanitarian admission and
other complementary pathways- 23 Set ‘20)
- Atti di indirizzo della Commissione/Consiglio che possono riguardare una specifica materia dove l’istituzione che la adotta invita gli altri sogg(stati
membri) ad avere un determinato comportamento
- Lo si utilizza nel caso in cui non ci sia competenza UE o dove abbia solo competenza di sostegno(armonizzazione tra le legislazioni non è prevista);
oppure in alcuni casi dove non si raggiunge un accordo per un adozione di un atto, ma allora in questo caso le istituzioni adottano una
raccomandazione per individuare delle linee guida o per invitare gli stati membri a disciplinare in modo tale da perseguire comunque un determinato
risultato in un determinato ambito, senza creare però un obbligo in capo agli stati membri
5. pareri - non vincolanti
- valutazione di una determinata istituzione su una questione
- ci sono alcuni casi in cui un parere di un’istituzione è vincolante→es. il parere adottato dalla Commissione su una procedura di infrazione, nel quale la
Commissione intima un comportamento allo stato membro questo ha effetto giuridico vincolante; es. il parere della Corte di Giustizia in materia di
conclusione di Accordi internazionali questo parere è vincolante perché dal momento in cui la corte di giustizia si pronunciasse in termini contrari
l’accordo non poterebbe avere luogo
gli atti non vincolanti sono riconosciuti dalla maggior parte dei trattati al Consiglio, che deve deliberare sotto proposta della Commissione, quando
richiesta, e deliberando altresì all’unanimità nei settori nei quali essa venga richiesta ai fini dell’adozione di un atto dell’unione
-la Corte di giustizia ha affermato che i giudizi nazionali sono tenuti a prendere in considerazione le raccomandazioni per la soluzione delle controversie loro
sottoposte, quando contribuiscono a chiarire l’interpretazione di disposizioni interne o hanno per oggetto quello di completare atti dell’UE a carattere
vincolante
-sono pubblicati in Gazzetta Ufficiale nella sezione C, Comunicazioni

9
Atti non previsti:
6.comunicazioni→ atti che servono a capire l’indirizzo della commissione in determinato ambito/politica dell’UE, oppure quelle che trasmettono al Consiglio
e al P le proposte di atto
- es. comunicazione della commissione con cui indirizza una proposta di un atto o comunica agli stati membri il proprio progetto di lavoro su una
determinata materia
- es. conclusioni Consiglio europeo→corte ha affermato che se le conclusioni del consiglio sono adottate per conensus questo non vincola il voto del
consiglio al concetto dell’unanimità
- al di là della denominazione, la Corte di giustizia valuta prevalente la sostanza dell’atto sulla forma dell’atto, quindi se fanno un atto chiamato
regolamento ma non ha portata generale ed astratta ma individuale, verrà considerato una decisione con tutte le conseguenze del caso ad esempio
l’impugnabilità (regolamento non è impugnabile, decisione si)
Atti atipici: →sono atti previsti ma non utilizzati allo stesso modo/fine
7.regolamenti interni→ogni istituzione si dota di regolamenti interni, nell’esercizio della sua autonomia organizzativa, per disciplinare il suo funzionamento o
lo statuto dei propri funzionari
- efficacia circoscritta ai rapporti interni di ciascuna istituzione, pur potendo avere ripercussioni o anche condizionare i rapporti con le altre istituzioni
- non possono essere invocati dalle persone fisiche o giuridiche davanti ai giudici nazionali a sostegno di un ricorso di annullamento perché non rivolti a
tutelare i singoli→possono invocare la violazione di disposizioni di un regolamento interno di un’istituzione a sostegno delle loro conclusioni dirette
contro un suo atto, nei limiti in cui tali disposizioni costituiscono un fattore di sicurezza giuridica per le persone.
I trattati non prevedono una formale gerarchia tra gli atti normativi, attribuendo a tutti pari forza a prescindere dalla loro denominazione, con l’eccezione del
caso in cui un atto “esecutivo” sia finalizzato a dare applicazione ad un altro atto che ne preveda l’adozione: in tutti gli altri casi, l’eventuale conflitto tra le diverse
fonti dovrà essere risolto secondo i criteri generali di specialità o di successione delle norme nel tempo, senza avere riguardo all’autorità emanante o alla
procedura di adozione. la previsione dell’istituto della delega legislativa introduce un criterio gerarchico nelle fonti secondarie: atti legislativi e atti non
legislativi, ripartiti tra atti delegati e atti esecutivi, entrambi rivolti a rendere operative le norme derivate e a queste subordinati.

Per quanto concerne il principio di adozione: le procedure possono variare, gli attori coinvolti possono variare seppur se sono prevalentemente Consiglio,
Commissione e Parlamento, e può variare il loro ruolo nella procedura. Si prevede una procedura legislativa ordinaria e una procedura legislativa speciale la base
giuridica.
Chi individua la procedura da seguire? È nella libera disponibilità delle istituzioni? No è il tratto che individua la procedura da seguire e lo fa quando si fa
riferimento alla base giuridica che deve essere utilizzata per l’adozione dell’atto. Sulla base di cosa si sceglie la base giuridica: in base allo scopo e contenuto
dell’atto.
Se l’atto contiene fini di diverso fine, il criterio da seguire per la base giuridica sarà decisiva la finalità preponderante(es. atto finalizzato alla tutela dell’ambiente ci
potrebbero essere iniziative di tipo economico per agricoltura/educazione/professionalizzazione, quindi è un conto se si parla di ambiente o se è socialesi guarda
quale delle due prevale
Se non è possibile individuare lo scopo prevalente si può ricorrere alla duplice base giuridica→che procedura scelgo?
i. Le due basi giuridiche prevedono la stessa procedura per l’adozione dell’atto
ii. Se le due basi giuridiche prevedono due procedure differenti(ordinaria/speciale): prevale ordinaria perché garantisce la maggiore partecipazione nella
procedura legislativa al Parlamento eu
iii. Tra la procedura consultiva(obbligo di consultare ma non di seguire) e quella di parere conforme(obbligo di consultare e seguire): prevale il parer
conforme
SUM UP: la base giuridica è una e una sola, si individua sulla base dello scopo e contenuti dell’atto, se ci sono più scopi, si segue la finalità preponderante, nel
caso straordinario in cui non ci sia una finalità preponderante ma diverse finalità di pari livello si ricorre alla base giuridica doppia→es. proposta della Commissione
sul meccanismo circa la gestione della migrazione e dell’asilo, doppia base giuridica, 78/79 perché su due materie differenti. In questo caso la procedura legislativa
da scegliere è prevista nell’atto, se contrastano le due procedure individuate si preferirà quella che darà più potere al Parlamento eu in virtù del principio
democratico
Atti vincolanti legislativi:
 Art.289 Trattato sul funzionamento dell’UE
- La procedura legislativa ordinaria consiste nell'adozione congiunta di un regolamento, di una direttiva o di una decisione da parte del Parlamento
europeo e del Consiglio(con pari ruolo e pari potere su proposta della Commissione).
- La procedura legislativa speciale consiste nell'adozione di un regolamento, di una direttiva o di una decisione da parte del Parlamento europeo con la
partecipazione/sentito del Consiglio o da parte di quest'ultimo con la partecipazione del Parlamento europeo
- Nei casi specifici previsti dai trattati(qualora il trattato individui una procedura come speciale, il fatto che il consiglio senta il parlamento rende la
procedura speciale, ma deve essere espressamente scritto nel trattato; altrimenti non è una procedura speciale) , l’adozione di un regolamento, di una
direttiva o di una decisione da parte del Parlamento eu con la partecipazione del Consiglio o dalla partecipazione di quest’ultimo con la partecipazione
del Parlamento e costituisce una procedura legislativa speciale →non c’è una norma per la procedura speciale
- Gli atti giuridici adottati mediante procedura legislativa sono atti legislativi.
o Nei casi specifici previsti dai trattati, gli atti legislativi possono essere adottati su iniziativa di un gruppo di Stati membri o del Parlamento europeo,
su raccomandazione della Banca centrale europea o su richiesta della Corte di giustizia o della Banca europea per gli investimenti.
o Gli atti possono sorgere da una proposta presentata dalla Commissione però attraverso l’iniziativa europea dei cittadini(Art.11 TUE ): un milione di
cittadini europei che provengano da un quarto degli stati membri, richiedono alla commissione la presentazione di una proposta per l’adozione di
un atto. La commissione non è vincolata da questa richiesta, ma comunque dovrà spiegare le ragioni che la portano a non seguire la richiesta.
o questo vale anche nel caso in cui ci sia un invito a presentare proposte da parte del P e un invito a presentare proposte da parte del Consiglio, è
raro che questi non siano seguiti perché il Consiglio eu individua gli obiettivi/priorità dell’unione, e anche perché il presidente della commissione è
membro del consiglio eu stesso.
o iniziativa è prevalentemente della Commissione (ART. 17.2 Trattato su UE) salvo che i trattati dispongano diversamente → si dice che è dominus
nella procedura perché può sempre ritirare la propria proposta, entro l’adozione dell’atto
o La corte di giustizia secondo la sentenza C-409-13: ha condiviso l’interpretazione secondo cui la commissione è il dominus della procedura,
sostenendo che questo comportamento della commissione è legittimo al fine di evitare di snaturare la proposta.
 Art.290 Trattato sul funzionamento dell’UE: Un atto legislativo può delegare alla Commissione il potere di adottare atti non legislativi di portata generale che
integrano o modificano determinati elementi non essenziali dell'atto legislativo.
- Gli atti legislativi delimitano gli obiettivi, il contenuto, la portata e la duratura della delega del potere. Gli elementi essenziali di un settore sono
riservati all’atto legislativo e non possono essere oggetto di delega di potere. si delegano elementi non essenziali
- Gli atti legislativi fissano esplicitamente le condizioni cui è soggetta la delega:
o P eu o Consiglio possono decidere di revocare la delega;
o L’atto delegato entra in vigore soltanto se, entro il termine fissato dall’atto legislativo, il P eu o il Consiglio non sollevano obiezioni
↓P eu delibera a maggioranza dei membri che lo compongono e il Consiglio delibera a maggioranza qualificata

10
 Art. 291 Trattato sul funzionamento dell’UE: ci sono atti di esecuzione che hanno sempre natura giuridicamente vincolante es. regolamenti che fissano il
prezzo dell’importazione del grano, è un regolamento di esecuzione che viene adottato dalla Commissione.
 Art. 17 TUE: un atto legislativo dell’unione può essere adottato solo su proposta della Commissione, salvo che il Trattato disponga diversamente→Art.225
l’iniziativa della commissione può essere sollecitata dal P; 241 TFUE dal Consiglio, da iniziativa dei cittadini Art.11 TUE; e in casi limitati(in materia economia e
monetaria) anche un singolo stato Art.125 TFUE; 289 TFUE prevede che sempre con riferimento agli atti legislativi, l’iniziativa possa provenire anche da un
gruppo di Stati, dal P o su raccomandazione della BCE, o su richiesta dalla Corte di giustizia o della BEI
 Art.294 Trattato sul funzionamento dell’UE : Procedura legislativa Ordinaria
o Quando nei trattati si da riferimento alla procedura legislativa ordinaria, per l’adozione di un atto si applica la procedura che segue→procedura
tipizzata dal trattato, questo vuol dire che le istituzioni non possono mutarla
o La Commissione presenta una proposta al Parlamento europeo e al Consiglio dell’UE.
o Prima lettura:
- Il Parlamento europeo adotta(vota) la sua posizione in prima lettura e la trasmette al Consiglio.
1. Se il Consiglio approva la posizione del Parlamento europeo, l'atto in questione è adottato nella formulazione che corrisponde alla
posizione del Parlamento europeo.
- Se il Consiglio non approva la posizione del Parlamento europeo, esso adotta la sua posizione in prima lettura e la trasmette al
Parlamento europeo
2. Il Consiglio informa esaurientemente il Parlamento europeo dei motivi che l'hanno indotto ad adottare la sua posizione in prima
lettura. →la illustra in modo da soddisfare le esigenze di chiarezza sui punti che non erano condivisi
- La Commissione informa esaurientemente il Parlamento europeo della sua posizione, circa la posizione presa dal Consiglio
- La prima lettura non ha termini temporali prefissati(al contrario delle seguenti): non c’è un termine entro il quale il P deve votare la
sua posizione sulla proposta della Commissione e non c’è tempo entro il quale il Consiglio d’UE deve votare la sua posizione sulla
posizione del P. la proposta di un atto potrebbe richiedere tempo nella discussione e nella decisione della presa di posizione da parte
delle istituzioni
- Inoltre in realtà potrebbe essere che dal momento in cui la commissione presenta la proposta ci sia già un accordo e che quindi si voti
in prima lettura→es. se un atto è su una materia particolarmente sensibili(es. immigrazione e d. d’asilo), il fatto che vi sia un voto in
prima lettura, porta a pensare che nella fase non formalizzata ma di dialogo precedente, ci sia già un accordo con i triloghi(consiglio, P,
commissione).
- A volte può capitare il fatto che il Consiglio voglia raggiungere l’unanimità(per evitare l’esistenza di una minoranza) non è richiesto,
anzi se la procedura richiesta è la maggioranza qualificata, è una scelta politica che non sempre paga perché potrebbe portare ad un
blocco →si dice che prevale il metodo intergovernativo
o Seconda lettura: Se, entro un termine di tre mesi da tale comunicazione, il Parlamento europeo:
a. approva la posizione del Consiglio in prima lettura o non si è pronunciato(è silente- per il principio del silenzio assenso), l'atto in
questione si considera adottato nella formulazione che corrisponde alla posizione del Consiglio;
b. respinge la posizione del Consiglio in prima lettura a maggioranza dei membri che lo compongono, l'atto proposto si considera non
adottato;
c. propone emendamenti alla posizione del Consiglio in prima lettura a maggioranza dei membri che lo compongono, il testo così
emendato è comunicato al Consiglio e alla Commissione che formula un parere su tali emendamenti(i pareri possono differire da
emendamento a emendamento).
o Se, entro un termine di tre mesi dal ricevimento degli emendamenti del Parlamento europeo, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata:
i. approva tutti gli emendamenti, l'atto in questione si considera adottato;
ii. non approva tutti gli emendamenti, il presidente del Consiglio, d'intesa con il presidente del Parlamento europeo, convoca entro sei
settimane il comitato di conciliazione.
o MA Il Consiglio delibera all'unanimità sugli emendamenti rispetto ai quali la Commissione ha dato parere negativo
o Conciliazione:
- Il comitato di conciliazione, che riunisce i membri del Consiglio o i loro rappresentanti ed altrettanti membri rappresentanti il
Parlamento europeo(TOT.54- ES. Schengen potrebbero essere 52; in altri meno dipende quali stati membri prendono apre all’adozione
dell’atto e questo dipende dalla materia), ha il compito di giungere ad un accordo su un progetto comune a maggioranza qualificata
dei membri del Consiglio o dei loro rappresentanti e a maggioranza dei membri rappresentanti il Parlamento europeo entro un
termine di sei settimane dalla convocazione, basandosi sulle posizioni del Parlamento europeo e del Consiglio in seconda lettura.
- La Commissione partecipa ai lavori del comitato di conciliazione e prende ogni iniziativa necessaria per favorire un ravvicinamento fra
la posizione del Parlamento europeo e quella del Consiglio.
- Se, entro un termine di sei settimane dalla convocazione/insediamento, il comitato di conciliazione non approva un progetto comune,
l'atto in questione si considera non adottato.
o Terza lettura:
- Se, entro tale termine, il comitato di conciliazione approva un progetto comune, il Parlamento europeo e il Consiglio dispongono
ciascuno di un termine di sei settimane a decorrere dall'approvazione per adottare l'atto in questione in base al progetto comune; il
Parlamento europeo delibera a maggioranza dei voti espressi e il Consiglio a maggioranza qualificata. In mancanza di una decisione,
l'atto in questione si considera non adottato. →devono votare perché all’interno della Commissione di conciliazione ci sono i
rappresentanti di queste istituzioni ma la Commissione non ha potere legislativo.
- L’atto una volta adottato verrà pubblicato in gazzetta ufficiale ed entrerà in vigore il ventesimo giorno dalla sua pubblicazione, salvo
che l’atto disponga diversamente
- I termini di tre mesi e di sei settimane di cui al presente articolo sono prorogati rispettivamente di un mese e di due settimane, al
massimo, su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.→nel tempo intermedio gli stati si devono astenere da adottare
comportamenti/pratiche che pongano in discussione il raggiungimento dell’effetto utile previsto dalla direttiva.
o Disposizioni particolari:
- Quando, nei casi previsti dai trattati, un atto legislativo è soggetto alla procedura legislativa ordinaria su iniziativa di un gruppo di Stati
membri, su raccomandazione della Banca centrale europea o su richiesta della Corte di giustizia, il paragrafo 2, il paragrafo 6, seconda
frase e il paragrafo 9 non si applicano.
In tali casi, il Parlamento europeo e il Consiglio trasmettono alla Commissione il progetto di atto
insieme alle loro posizioni in prima e seconda lettura. Il Parlamento europeo o il Consiglio possono
chiedere il parere della Commissione durante tutta la procedura, parere che la Commissione può
altresì formulare di sua iniziativa. Se lo reputa necessario, essa può anche partecipare al comitato di
conciliazione
ruolo della commissione: proposta di adozione di un atto; si pronuncia su posizione del consiglio e sugli eventuali emendamenti del Parlamento; e infine
partecipa ai lavori del comitato per favore la composizione dell’accordo tra Parlamento e Consiglio
Non esiste gerarchia tra atti, sono atti diversi che vengono utilizzati in funzione da quanto stabilito dal trattato; si può trovare gerarchia tra atto delegante e atto
delegato, il ricorso alla procedura legislativa ordinaria garantisce trasparenza e il coinvolgimento con pari ruolo del P e del Consiglio e garantisce ossequio al
rispetto del protocollo sulla sussidiarietà che include anche il ruolo dei Parlamenti nazionali.

11
6/10/20
Procedura legislativa speciale:
 Nei casi specifici previsti dai trattati(qualora il trattato individui una procedura come speciale, il fatto che il consiglio senta il parlamento rende la
procedura speciale, ma deve essere espressamente scritto nel trattato; altrimenti non è una procedura speciale)
 l’adozione di un regolamento, di una direttiva o di una decisione da parte del Parlamento eu con la partecipazione del Consiglio o dalla partecipazione
di quest’ultimo con la partecipazione del Parlamento(procedura del parere conforme) e costituisce una procedura legislativa speciale →non c’è una
norma per la procedura speciale
 !! sono molto rari i casi in cui l’adozione di un atto normativo avviene da parte del P con la partecipazione del Consiglio: essi riguardano solo materie di
organizzazione interna o modalità di esercizio delle competenze del P.
 ci sono due tipologie di procedure speciali:
a. Di consultazione: prevede la proposta della commissione che viene trasmessa al consiglio e il Consiglio ha obbligo di chiedere il
coinvolgimento del Parlamento →è sufficiente l’invito o attendere la risposta? Bisogna aspettare anche risposta, qualora il P esprimesse una
posizione contraria non c’è obbligo per il consiglio di ritirare/emendare l’atto ma c’è una valutazione di opportunità politica MA se il testo
viene modificato serve nuovo parere del Parlamento
 Art.11 TFUE: ci possono essere degli atti che subordinano l’atto del consiglio all’approvazione degli stati membri, l’atto è sempre
adottato dal consiglio sentito al P, ma per essere votato deve essere approvato da ogni stato membro
 esiste il criterio della riserva parlamentare, nel caso in cui in sede di consiglio, uno stato membro si esprime ma subordina l’adozione
dell’atto al voto del proprio parlamento(per materia di particolare sensibilità per lo stato- es. arresto)
b. Di approvazione: c’è obbligo di chiedere al Parlamento sulla disposizione che si vuole adottare, e c’è anche obbligo di rispettare la volontà di
questo
 La differenza con legislazione ordinaria è adottata da Parlamento e Consiglio con apri posizione ed entrambi contribuiscono alla
redazione dell’atto, invece nella speciale è adottata da Consiglio sentito Parlamento o viceversa, quello che viene sentito si può
esprimere ma non può emendarlo
il consiglio è tenuto ad attendere la risposta del P in entrambi i casi, poi cambia dalla procedura se deve tenerne conto. Il Parlamento non può ostruire i lavori
ritardando le tempistiche perché sennò il P potrebbe influenzare i lavori/attività del Consiglio
Caratteristiche comuni degli atti:
A. motivazione- le ragioni, di fatto e di diritto che portano le istituzioni/e competente ad adottare l’atto→potrebbe essere anche un
trattato pre-esistente, riunioni del Consiglio, atti precedentemente adottati (siano in vigore o meno)
- servono ai destinatari per comprendere le ragioni che hanno portato all’adozione dell’atto e alla Corte di Giustizia per svolgere la
funzione di controllo→ e per questo devono essere sempre espresse
- si deduce il campo di applicazione, normalmente tutta l’UE, ma anche ad esempio solo coloro che stanno nell’Area Schengen
- deve evidenziare l’iter logico seguito dall’istituzione da cui promana l’atto.
- Essa può cambiare in relazione alla natura e al contenuto dell’atto e va valutata alla luce degli obiettivi generali che esso si prefigge di
raggiungere; essa può anche essere sommaria, ma deve comunque sempre essere espressa adeguatamente e contenere tutti gli
elementi necessari per constatare la fondatezza. →per quel che concerne gli atti normativi a portata generale, la motivazione può
limitarsi ad indicare la situazione complessiva che ha condotto alla loro adozione e gli obiettivi generali che questi si prefiggono.
- Art.296 TFUE la motivazione è considerata una forma sostanziale la cui violazione comporta l’invalidità dell’atto in quanto
indispensabile per consentire agli interessati di conoscere le ragioni del provvedimento adottato ai fini della difesa dei loro diritti, al
giudice dell’UE per esercitare il controllo giurisdizionale, agli stati membri e ai cittadini per conoscere le condizioni nelle quali le
istituzioni applicano il trattato.
- Normalmente è contenuta nel preamboloquesto non ha valore giuridico vincolante e non può essere fatto valore né per derogare
alle disposizioni stesse dell’atto di cui trattasi né al fine di interpretare tali disposizioni in un senso manifestamente in contrasto con la
loro formulazione.
- solitamente riportate con la formula “considerando quanto segue”
B. base giuridica- è il fondamento normativo dell’atto ed è funzionale ad individuare la procedura utilizzata per l’adozione dell’atto→
- può essere tacita però a condizione che si deduca dalle motivazioni, se non si può allora l'atto è viziato(dichiarata da giudice che lo
impugna e l’atto risulta come nullo e mai avvenuto, quindi la dichiarazione/accertamento di nullità ha un efficacia anche retroattiva. Ci
sono dei casi in cui la corte precisa gli effetti dell’atto ad esempio per ragioni di certezza del d(ragioni generali UE), o per regioni di
legittimo affidamento(ragione generale UE);
- in alcuni casi la corte di giustizia può annullare l’atto e l’annullamento può essere totale o parziale- es. se vengono annullate definizioni
viene stravolto atto quindi è come annullarlo tutto; es. fatti salvi gli effetti già posti in essere dall’applicazione dell’atto)
- la base giuridica risponde all’esigenza fondamentale della certezza del diritto, in quanto essenziale per accertare la loro legittimità(ad
es. sotto il profilo della competenza dell’istituzione), i loro effetti, la regolarità della procedura seguita per la loro adozione, in
particolare quando la scelta di una o di un’alta base giuridica comporta una diversa procedura di formazione del consenso(es. per
quanto riguarda la maggioranza richiesta)
- l’inosservanza della base giuridica costituisce vizio sostanziale che può condurre all’annullamento dell’atto, a meno che non possa
ricavarsi da altri dati contenuti nell’atto stesso. →un imperativo di certezza giuridica richiede che tutti gli atti produttivi di effetti
giuridici ricavino la loro forza obbligatoria da una disposizione dei Trattati che deve essere espressamente indicata come base giuridica
- la scelta della base giuridica deve fondarsi su elementi oggettivi e suscettibili di sindacato giurisdizionale→scopo e contenuto dell’atto;
- in casi particolari ci potrebbe essere la base giuridica→solo se persegue più obiettivi o si compone di elementi vari, tra loro inscindibili,
senza che uno di essi assuma importanza secondaria e indiretta rispetto all’altro
- solitamente è riportato con “visto il trattato..” e “procedura legislativa…”→si può desumere anche dall’Organo che lo ha
emanato/redatto
C. pubblicato gazzetta ufficiale/notificato all’interessato per la sua entrata in vigore
- la convenzione è che dopo 20 gg da pubblicazione entra in vigore l’atto(può essere esplicitato o meno nell’atto, ma se lo è più chiara
l’info);
- nella gazzetta ci si trova: lingua, data di pubblicazione, serie(L: legislativa; C: comunicazioni), il n della gazzetta e della pagina
- ha obiettivo di rendere conoscibile l’atto

12
Competenze:
 Sistema delle competenze è fondamentale per capire quando, se e come l’UE può disciplinare determinati ambitiil sistema delle competenze è la base
dell’azione delle istituzioni
 Ci sono una serie di disposizioni di rilievo in questi casi che riguardano sia il TUE, sia il Trattato sul funzionamento dell’UE, sia alcuni regolamenti o protocolli.
 Art.4 Trattato sull’ UE:
- In conformità dell'articolo 5, qualsiasi competenza non attribuita all'Unione nei trattati appartiene agli Stati membri. →questo è il principio di
attribuzione delle competenze. →in coerenza con Art.1 TUE: sono gli Stati membri a conferire all’UE le competenze per conseguire i loro obiettivi
comunila competenza dell’UE si presenta come eccezione rispetto alle competenze nazionali e i suoi poteri hanno carattere derivato, non originario.
- L'Unione rispetta l'uguaglianza degli Stati membri davanti ai trattati e la loro identità nazionale insita nella loro struttura fondamentale, politica e
costituzionale, compreso il sistema delle autonomie locali e regionali. Rispetta le funzioni essenziali dello Stato, in particolare le funzioni di salvaguardia
dell'integrità territoriale, di mantenimento dell'ordine pubblico e di tutela della sicurezza nazionale. In particolare, la sicurezza nazionale resta di
esclusiva competenza di ciascuno Stato membro.
- In virtù del principio di leale cooperazione, l'Unione e gli Stati membri si rispettano e si assistono reciprocamente nell'adempimento dei compiti
derivanti dai trattati.
- Gli Stati membri adottano ogni misura di carattere generale o particolare atta ad assicurare l'esecuzione degli obblighi derivanti dai trattati o
conseguenti agli atti delle istituzioni dell'Unione.
- Gli Stati membri facilitano all'Unione l'adempimento dei suoi compiti e si astengono da qualsiasi misura che rischi di mettere in pericolo la realizzazione
degli obiettivi dell'Unione.→si applica in ogni situazione, sia a competenza concorrente sia a competenza esclusiva
 Art.5 Trattato sull’UE
- L’esercizio di competenze dell'Unione si fonda sui principi di sussidiarietà(riguarda l’esercizio di alcune forme di competenze, no quella esclusiva) e
proporzionalità(riguarda tutte le competenze). →principi regolatori delle competenze
- In virtù del principio di attribuzione, l'Unione agisce esclusivamente nei limiti delle competenze che le sono attribuite dagli Stati membri nei trattati per
realizzare gli obiettivi da questi stabiliti. Qualsiasi competenza non attribuita all'Unione nei trattati appartiene agli Stati membri.
- In virtù del principio di sussidiarietà, nei settori che non sono di sua competenza esclusiva l'Unione interviene soltanto se e in quanto gli obiettivi
dell'azione prevista non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, né a livello centrale né a livello regionale e locale, ma
possono, a motivo della portata o degli effetti dell'azione in questione, essere conseguiti meglio a livello di Unione.
- Le istituzioni dell'Unione applicano il principio di sussidiarietà conformemente al protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di
proporzionalità. I parlamenti nazionali vigilano sul rispetto del principio di sussidiarietà secondo la procedura prevista in detto protocollo.
- In virtù del principio di proporzionalità, il contenuto e la forma dell'azione dell'Unione si limitano a quanto necessario per il conseguimento degli
obiettivi dei trattati.
- Le istituzioni dell'Unione applicano il principio di proporzionalità conformemente al protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di
proporzionalità.
 Art. 2 Trattato sul funzionamento dell’UE
- Quando i trattati attribuiscono all'Unione una competenza esclusiva in un determinato settore, solo l'Unione può legiferare e adottare atti
giuridicamente vincolanti. →Gli Stati membri possono farlo autonomamente solo se autorizzati dall'Unione oppure per dare attuazione agli atti
dell'Unione.
o per le materie di competenza esclusiva dell’UE, anche se non sta applicando la sua competenza, stati non possono intervenire a meno
che non venga modificato il trattato, facendo passare competenza da esclusiva a concorrente(es. Agricoltura, sino a Lisbona
agricoltura era competenza esclusiva di UE, con il T.Lisbona diventa concorrente perché ormai è stato raggiunto l’obiettivo) →se la
materia passa da esclusiva a concorrente gli stati membri si riappropriano di una competenza, seppur nei limiti descritti
o non è prevista/ammessa la cooperazione rafforzata(perché UE decide in materia e perché Stati non possono sottrarsi all’applicazione
di queste disposizioni): strumento a disposizione degli stati quando alcuni vogliano proseguire nel cammino di integrazione ma non ci
sia la maggioranza richiesta per raggiungere l’adozione per un determinato atto o perché ci sia l’opposizione da parte di alcuni stati
membri/minoranza di blocco(es. brevetto EU con opposizione SPA e ITA) stati membri(MIN 9) decidono di proseguire con due incisi
la cooperazione rafforzata dovrà consentire di accedervi alla competenza in qualsiasi momento, e gli stati membri che scelgono di
stare fuori dalla cooperazione rafforzata non possono adottare comportamenti ad infliggere le scelte della cooperazione(es. Area
Schengen)
- Quando i trattati attribuiscono all'Unione una competenza concorrente (Art.3) con quella degli Stati membri in un determinato settore, l'Unione e gli
Stati membri possono legiferare e adottare atti giuridicamente vincolanti in tale settore. Gli Stati membri esercitano la loro competenza nella misura in
cui l'Unione non ha esercitato la propria. Gli Stati membri esercitano nuovamente la loro competenza nella misura in cui l'Unione ha deciso di cessare di
esercitare la propria. Stati si devono astenere dall’esercizio di competenze concorrenti se UE sta esercitando la sua competenza, devono sempre e
comunque rispettare il principio di leale collaborazione pur avendo il diritto di esercitare la propria competenza perché quella dell’UE non è stata
ancora esercitata(es. ITA adotta disposizioni in materia agricola, UE sta esercitando le sue competenze in materia, ITA deve astenersi revoca l’atto o
viene rimosso dall’ordinamento)
- Gli Stati membri coordinano le loro politiche economiche e occupazionali secondo le modalità previste dal presente trattato, la definizione delle quali è
di competenza dell'Unione
- L'Unione ha competenza, conformemente alle disposizioni del trattato sull'Unione europea, per definire e attuare una politica estera e di sicurezza
comune, compresa la definizione progressiva di una politica di difesa comune.
- In taluni settori e alle condizioni previste dai trattati, l'Unione ha competenza per svolgere azioni intese a sostenere, coordinare o completare l'azione
degli Stati membri, senza tuttavia sostituirsi alla loro competenza in tali settori. →ha caratteristiche di competenza concorrente
- Gli atti giuridicamente vincolanti dell'Unione adottati in base a disposizioni dei trattati relative a tali settori non possono comportare un'armonizzazione
delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri. →non si può avere ad esempio una soglia minima
- La portata e le modalità d'esercizio delle competenze dell'Unione sono determinate dalle disposizioni dei trattati relative a ciascun settore.
 Art. 3 Trattato sul funzionamento dell’UE
- L'Unione ha competenza esclusiva nei seguenti settori(riguardano mercato e politica commerciale):→tassativa
a) unione doganale;
b) definizione delle regole di concorrenza necessarie al funzionamento del mercato interno;
c) politica monetaria per gli Stati membri la cui moneta è l'euro;
d) conservazione delle risorse biologiche del mare nel quadro della politica comune della pesca;
e) politica commerciale comune.
- L'Unione ha inoltre competenza esclusiva per la conclusione di accordi internazionali allorché tale conclusione è prevista in un atto legislativo
dell'Unione o è necessaria per consentirle di esercitare le sue competenze a livello interno o nella misura in cui può incidere su norme comuni o
modificarne la portata.se UE deve concludere Accordo internazionale(esercitare una competenza esterna), con lo scopo di perseguire i suoi scopi
allora può farlo, altrimenti si metterebbe in dubbio la sua competenza interna→parallelismo competenze come stabilito da Corte di Giustizi nel Parere
1.76 “ogni volta che è riconosciuto l’esercizio delle competenze sul piano interno, vi è la competenza all’esercizio sul piano esterno per raggiungere gli
obiettivi anche se mancano disposizioni espresse”

13
 Art 4 Trattato sul funzionamento dell’UE
- L'Unione ha competenza concorrente con quella degli Stati membri quando i trattati le attribuiscono una competenza che non rientra nei settori di cui
agli articoli 3 e 6.
- L'Unione ha una competenza concorrente con quella degli Stati membri nei principali seguenti settori: →esemplificativi, generici, non indicano oggetti
o materie che sono oggetto di regolamentazione.
a) mercato interno(ad esclusione delle regole di concorrenza?)→Art.26 TFUE: il Consiglio, su proposta della Commissione, definisce gli orientamenti e le
condizioni necessari per garantire un progresso equilibrato nell’insieme dei settori considerati
b) politica sociale, per quanto riguarda gli aspetti definiti nel presente trattato;
c) coesione economica, sociale e territoriale;
d) agricoltura e pesca, tranne la conservazione delle risorse biologiche del mare;
e) ambiente;
f) protezione dei consumatori;
g) trasporti;
h) reti transeuropee;
i) energia;
j) spazio di libertà, sicurezza e giustizia→sembra molto ampi ma poi gli art.67/68 descrivono in dettaglio i contenuti di quello che è lo
spazio di libertà in questa materia;
k) problemi comuni di sicurezza in materia di sanità pubblica, per quanto riguarda gli aspetti definiti nel presente trattato.
- Nei settori della ricerca, dello sviluppo tecnologico e dello spazio, l'Unione ha competenza per condurre azioni, in particolare la definizione e
l'attuazione di programmi, senza che l'esercizio di tale competenza possa avere per effetto di impedire agli Stati membri di esercitare la loro.
→un’azione quasi parallela
- Nei settori della cooperazione allo sviluppo e dell'aiuto umanitario, l'Unione ha competenza per condurre azioni e una politica comune, senza che
l'esercizio di tale competenza possa avere per effetto di impedire agli Stati membri di esercitare la loro.→interagiscono ma non possono essere
conflittuali, ogni stato ha la sua politica in tali materie con il limite teorico che è quello del rispetto del principio della leale collaborazione, sia tra stati
membri sia tra unione e stai membri( poi questa cosa non viene sempre rispettata)
- Non bisogna in ogni modo dimenticare il ravvicinamento delle legislazioni che è competenza dell’UE ma che è trasversale, ovvero non è una
disciplina/ambito ma tutte le politiche di competenza concorrente/esclusiva sono caratterizzate dalla possibilità per l’UE di adottare delle disposizioni
atte al riavvicinamento delle legislazioni, alla loro armonizzazione, tanto che le disposizioni che riguardano gli ambiti che rientrano nell’articolo 6 del
trattato del funzionamento sono escluse dal ravvicinamento/armonizzazione delle legislazioni
- Protocollo n.25 sull’esercizio della competenza concorrente precisa che quando UE agisce in un determinato settore rientrane in tale ambito, il campo
di applicazione di questo esercizio di competenza copre unicamente gli elementi disciplinati dall’atto del’UE e non copre pertanto l’interno settore.
 Art. 5 Trattato sul funzionamento dell’UE
- Gli Stati membri coordinano le loro politiche economiche nell'ambito dell'Unione. A tal fine il Consiglio adotta delle misure, in particolare gli indirizzi di
massima per dette politiche.
- Agli Stati membri la cui moneta è l'euro si applicano disposizioni specifiche.
- L'Unione prende misure per assicurare il coordinamento delle politiche occupazionali degli Stati membri, in particolare definendo gli orientamenti per
dette politiche.
- L'Unione può prendere iniziative per assicurare il coordinamento delle politiche sociali degli Stati membri.
 Art.6 Trattato sul funzionamento dell’UE
- L'Unione ha competenza per svolgere azioni intese a sostenere, coordinare o completare l'azione degli Stati membri(competenze di compensazione). I
settori di tali azioni, nella loro finalità europea, sono i seguenti: (escluse da armonizzazione da parte dell’UE)
a) tutela e miglioramento della salute umana;
b) industria;
c) cultura;
d) turismo;
e) istruzione, formazione professionale, gioventù e sport
f) protezione civile;
g) cooperazione amministrativa.
- Le azioni delle istituzioni dell’UE e degli stati membri sono parallele →gli stati membri possono non beneficiare dell’azione di sostegno dell’UE(es. non si
prende parte al progetto Erasmus), non c’è un obbligo di beneficiare delle risorse economiche ma c’è l’obbligo di garantire comunque i servizi che sono
previsti dai regolamenti in x materia
 Art.352 Trattato sul funzionamento dell’UE →clausola di flessibilità
- Se un'azione dell'Unione appare necessaria, nel quadro delle politiche definite dai trattati, per realizzare uno degli obiettivi di cui ai trattati senza che
questi ultimi abbiano previsto i poteri di azione richiesti a tal fine, il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione e previa
approvazione del Parlamento europeo, adotta le disposizioni appropriate. Allorché adotta le disposizioni in questione secondo una procedura legislativa
speciale, il Consiglio delibera altresì all'unanimità su proposta della Commissione e previa approvazione del Parlamento europeo.→consente all’UE di
porre in essere un’azione necessaria per realizzare uno degli obbiettivi dei trattati senza che siano riconosciuti all’unione poteri a tal finein questo
caso, seppur il potere non è desumibile dal trattato, l’azione potrà essere svolta al di fuori dell’attribuzione specifica con un voto del Consiglio
all’unanimità che approverà quindi un atto che è stato proposto dalla commissione, e poi approvato dal P eu, in questo caso la Commissione dovrà
trasmettere la proposta ai parlamenti nazionali per il controllo sulla sussidiarietà
 es. titoli di proprietà individuale oppure es. prima T.Lisbona forme di protezione civile eu →il limite è che questa disposizione deve perseguire i fini
dei trattati, quindi non può essere utilizzata per ampliare la sfera del potere dell’UE, al di là di quanto stabilito nel trattato
- La Commissione, nel quadro della procedura di controllo del principio di sussidiarietà di cui all'articolo 5, paragrafo 3 del trattato sull'Unione europea,
richiama l'attenzione dei parlamenti nazionali sulle proposte fondate sul presente articolo.
- Le misure fondate sul presente articolo non possono comportare un'armonizzazione delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri nei
casi in cui i trattati la escludono.
- Il presente articolo non può servire di base per il conseguimento di obiettivi riguardanti la politica estera e di sicurezza comune e qualsiasi atto adottato
a norma del presente articolo rispetta i limiti previsti nell'articolo 40 TUE, secondo comma, del trattato sull'Unione europea.→secondo l’Art.? l’azione
delle istituzioni negli altri settori deve lasciare impregiudicata l’applicazione delle istituzioni previste dai trattati per l’esercizio delle competenze dell’UE
nel quadro della p.estera e di sicurezza comune
(Camilla Deiana: si può dire che gli obiettivi dell’UE stabiliti dai trattati e il loro raggiungimento, prevalgono sempre? Sì, diciamo che l’azione dell’UE è finalizzata al
raggiungimento degli obiettivi dei trattati e il limite all’azione degli stati membri è che non possono essere azioni/comportamenti idonei ad impedire/ostacolare il
raggiungimento degli obiettivi dei trattati o che vedono contro gli obiettivi stessi )

14
7/10/20
Principio di sussidiarietà e proporzionalità→ principi regolatori dell’attuazione delle competenze, questo sta a significare che l’esercizio delle competenze siano
esse concorrenti o esclusive, devono rispettare quanto deriva da questi principi →proporzionalità deve essere sempre rispettato; mentre il sussidiarietà riguarda
l’esercizio delle competenze concorrenti/sostegno(NO esclusiva) così come sancito dall’Art.5 TUE
 Art. 5 Trattato sull’UE
- La delimitazione delle competenze dell'Unione si fonda sul principio di attribuzione. L'esercizio delle competenze dell'Unione si fonda sui principi di
sussidiarietà e proporzionalità.
- In virtù del principio di attribuzione, l'Unione agisce esclusivamente nei limiti delle competenze che le sono attribuite dagli Stati membri nei trattati per
realizzare gli obiettivi da questi stabiliti. Qualsiasi competenza non attribuita all'Unione nei trattati appartiene agli Stati membri.
- In virtù del principio di sussidiarietà, nei settori che non sono di sua competenza esclusiva l'Unione interviene soltanto se e in quanto gli obiettivi
dell'azione prevista non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, né a livello centrale né a livello regionale e locale, ma
possono, a motivo della portata o degli effetti dell'azione in questione, essere conseguiti meglio a livello di Unione. →si capisce cosa si intende per
sussidiarietà: UE interviene solo e soltanto se, e in quanto agli obiettivi dell’azione prevista, non possono essere conseguite misure sufficienti dagli stati
membri né a livello centrale né regionale/locale. →UE può portarli a compimento in una maniera più efficace per la portata o gli effetti dell’azione in
questione azione posta in essere dall’UE ha effetti superiori/migliori dall’azione posta in essere dai singoli stati membri o meglio ancora l’azione eu
raggiunge un risultato migliore della somma delle singole azioni degli stati membri sia stata espletata ad ogni livello
- Le istituzioni dell'Unione applicano il principio di sussidiarietà conformemente al protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di
proporzionalità. I parlamenti nazionali vigilano sul rispetto del principio di sussidiarietà secondo la procedura prevista in detto protocollo. → riguarda
l’esercizio di alcune forme di competenze, no quella esclusiva
- In virtù del principio di proporzionalità, il contenuto e la forma dell'azione dell'Unione si limitano a quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi
dei trattati.
- Le istituzioni dell'Unione applicano il principio di proporzionalità conformemente al protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di
proporzionalità.→ riguarda l’esercizio di tutte le competenze siano esse esclusive, concorrenti o di supporto; il p.proporzionalità riguarda l’esercizio
delle competenze è una modalità di esercizio→e questo investe la scelta dell’atto e la valutazione dell’idoneità di quello strumento(quanto è
necessario, non oltre) per realizzare lo scopo perseguito. Es. Valuterò se lasciare o meno discrezionalità o meno agli tati membri; se utilizzare atto
vincolante o meno;
si farà riferimento alla valutazione fatta da legislatore che può avere carattere/natura politico, sociale ed economica;
alla ragionevolezza del ragionamento
valutazione se adozione/contenuto di quell’atto comporti oneri/eccessivi
significa anche bilanciare gli interessi degli stati membri, perché non dimentichiamo che l’atto adottato è un atto dell’Unione e
quindi non tutela esclusivamente l’interesse di uno stato ma deve bilanciare gli interessi di tutti gli stati membri
(Rebecca Marchegiani: ieri parlavamo della competenza concorrente nella quale gli stati subentrano una volta che l’UE o dichiara di aver cessato la sua azione in
materia, però con il principio di sussidiarietà si sottintende che l’UE intervenga in aiuto post facto? NO, LEI STA SOMMANDO DUE COSE. →l’esercizio della
competenza concorrente è in campo tanto all’UE tanto agli stati membri, la regola generale è che quando UE esercita competenza, gli stati sono tenuti ad
astenersi salvo che il loro intervento non sia richiesto dall’atto del diritto derivato stesso(tutti atti tranne trattati). →nel caso in cui ci sia una modifica del trattato
come esplicato prima, e la competenza passa da esclusiva a concorrente allora questa torna in parte in capo agli stati membri, può disciplinare in materia con il
solito limite di non ostacolare obiettivi del trattato e la futura azione dell’UE. E ottenuta questa competenza se gli stati non riuscissero ad ottenere gli stessi
risultati dell’UE, questa può subentrare un’altra volta)
- Protocollo sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità
o Articolo 1: Ciascuna istituzione vigila in modo continuo sul rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità definiti nell'articolo 5 del
trattato sull'Unione europea.
o Articolo 2: Prima di proporre un atto legislativo(gli altri atti non devono seguire il protocollo ma devono rispettare il p.sussidiarietà), la
Commissione effettua ampie consultazioni. Tali consultazioni devono tener conto, se del caso, della dimensione regionale e locale delle azioni
previste. Nei casi di straordinaria urgenza, la Commissione non procede a dette consultazioni. Essa motiva la decisione nella proposta.→il
principio di sussidiarietà richiede che la Commissione nell’elaborazione di una proposta tenga conto delle conseguenze sui territori e quindi deve
svolgere ampie consultazioni, quindi non si deve limitare alle istituzioni UE ma anche governi nazionali, regionali ecc.
o Articolo 3: Ai fini del presente protocollo, per "progetto di atto legislativo" si intende la proposta della Commissione, l'iniziativa di un gruppo di
Stati membri, l'iniziativa del Parlamento europeo, la richiesta della Corte di giustizia, la raccomandazione della Banca centrale europea e la
richiesta della Banca europea per gli investimenti, intese all'adozione di un atto legislativo.
o Articolo 4: La Commissione trasmette i progetti di atti legislativi e i progetti modificati ai parlamenti nazionali nello stesso momento in cui li
trasmette al legislatore dell'Unione.→li trasmette nel momento in cui li invia anche a P eu e Consiglio d’UE
Il Parlamento europeo trasmette i suoi progetti di atti legislativi e i progetti modificati ai parlamenti nazionali.
Il Consiglio trasmette i progetti di atti legislativi presentati da un gruppo di Stati membri, dalla Corte di giustizia, dalla Banca centrale europea o
dalla Banca europea per gli investimenti, e i progetti modificati, ai parlamenti nazionali.
il soggetto proponente o l’istituzione che modifica un atto deve rispettare il principio
Non appena adottate, le risoluzioni legislative del Parlamento europeo e le posizioni del Consiglio sono da loro trasmesse ai parlamenti nazionali.
o Articolo 5: I progetti di atti legislativi sono motivati con riguardo ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Ogni progetto di atto legislativo
dovrebbe essere accompagnato da una scheda contenente elementi circostanziati che consentano di valutare il rispetto dei principi di sussidiarietà
e di proporzionalità. →Tale scheda dovrebbe fornire elementi che consentano di valutarne l'impatto finanziario e le conseguenze, quando si tratta
di una direttiva, sulla regolamentazione che sarà attuata dagli Stati membri, ivi compresa, se del caso, la legislazione regionale.
Le ragioni che hanno portato a concludere che un obiettivo dell'Unione può essere conseguito meglio a livello di quest'ultima sono confortate da
indicatori qualitativi e, ove possibile, quantitativi. I progetti di atti legislativi tengono conto della necessità che gli oneri, siano essi finanziari o
amministrativi, che ricadono sull'Unione, sui governi nazionali, sugli enti regionali o locali, sugli operatori economici e sui cittadini siano il meno
gravosi possibile e commisurati all'obiettivo da conseguire.
o Articolo 6: Ciascuno dei parlamenti nazionali o ciascuna camera di uno di questi parlamenti può, entro un termine di otto settimane a decorrere
dalla data di trasmissione di un progetto di atto legislativo nelle lingue ufficiali dell'Unione, inviare ai presidenti del Parlamento europeo, del
Consiglio e della Commissione un parere motivato che espone le ragioni per le quali ritiene che il progetto in causa non sia conforme al principio di
sussidiarietà. Spetta a ciascun parlamento nazionale o a ciascuna camera dei parlamenti nazionali consultare all'occorrenza i parlamenti regionali
con poteri legislativi.
Se il progetto di atto legislativo è stato presentato da un gruppo di Stati membri, il presidente del Consiglio trasmette il parere ai governi di tali
Stati membri.
Se il progetto di atto legislativo è stato presentato dalla Corte di giustizia, dalla Banca centrale europea o dalla Banca europea per gli investimenti,
il presidente del Consiglio trasmette il parere all'istituzione o organo interessato.
o Articolo 7→disciplina funzionamento della procedura
1. Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione e, se del caso, il gruppo di Stati membri, la Corte di giustizia, la Banca centrale europea o la
Banca europea per gli investimenti, ove il progetto di atto legislativo sia stato presentato da essi, tengono conto dei pareri motivati (se ne tiene
conto ma non è vincolante, quindi ci si esprime a riguardo) trasmessi dai parlamenti nazionali o da ciascuna camera di uno di tali parlamenti.
Ciascun parlamento nazionale dispone di due voti, ripartiti in funzione del sistema parlamentare nazionale. In un sistema parlamentare nazionale
bicamerale, ciascuna delle due camere dispone di un voto.

15
2. Qualora i pareri motivati sul mancato rispetto del principio di sussidiarietà da parte di un progetto di atto legislativo rappresentino almeno un
terzo dell'insieme dei voti attribuiti ai parlamenti nazionali conformemente al paragrafo 1, secondo comma, il progetto deve essere riesaminato.
Tale soglia è pari a un quarto qualora si tratti di un progetto di atto legislativo presentato sulla base dell'articolo 76 del trattato sul funzionamento
dell'Unione europea riguardante lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia.→per sensibilità degli stati per le materie trattate
Al termine di tale riesame, la Commissione o, se del caso, il gruppo di Stati membri, il Parlamento europeo, la Corte di giustizia, la Banca centrale
europea o la Banca europea per gli investimenti, se il progetto di atto legislativo è stato presentato da essi, può decidere di mantenere il progetto,
di modificarlo o di ritirarlo. Tale decisione deve essere motivata
3. Inoltre, secondo la procedura legislativa ordinaria, qualora i pareri motivati sul mancato rispetto del principio di sussidiarietà da parte di una
proposta di atto legislativo rappresentino almeno la maggioranza semplice dei voti attribuiti ai parlamenti nazionali conformemente al paragrafo
1, secondo comma, la proposta è riesaminata. Al termine di tale riesame, la Commissione può decidere di mantenere la proposta, di modificarla o
di ritirarla.
Qualora scelga di mantenerla, la Commissione spiega, in un parere motivato, perché ritiene la proposta conforme al principio di sussidiarietà. Tale
parere motivato e i pareri motivati dei parlamenti nazionali sono sottoposti al legislatore dell'Unione affinché ne tenga conto nella procedura:
a) prima della conclusione della prima lettura, il legislatore (Parlamento europeo e Consiglio) esamina la compatibilità della proposta
legislativa con il principio di sussidiarietà, tenendo particolarmente conto delle ragioni espresse e condivise dalla maggioranza dei
parlamenti nazionali, nonché del parere motivato della Commissione;
b) se, a maggioranza del 55 % (maggioranza qualificata) dei membri del Consiglio o a maggioranza dei voti espressi in sede di
Parlamento europeo(maggioranze utilizzate in procedura legislativa ordinaria), il legislatore ritiene che la proposta non sia compatibile
con il principio di sussidiarietà, la proposta legislativa non forma oggetto di ulteriore esame.proposta decade
o Articolo 8: se l’atto viene approvato è impugnabile dalla Corte di giustizia dell'Unione europea che è competente a pronunciarsi sui ricorsi per
violazione, mediante un atto legislativo, del principio di sussidiarietà proposti secondo le modalità previste all'articolo 263 del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea da uno Stato membro, o trasmessi da quest'ultimo in conformità con il rispettivo ordinamento giuridico
interno a nome del suo parlamento nazionale o di una camera di detto parlamento nazionale.
In conformità alle modalità previste dallo stesso articolo, tali ricorsi possono essere proposti anche dal Comitato delle regioni avverso atti legislativi
per l'adozione dei quali il trattato sul funzionamento dell'Unione europea richiede la sua consultazione.
ci sono due forme di controllo sul principio di sussidiarietà, prima e dopo l’adozione dell’atto:
i. ex-ante: fatta dai Parlamenti nazionali che possono esprimersi non appena la proposta di atto sia stata recapitata(entro 8 settimane),
inviando i pareri alla Commissione; e poi i pareri posteriori (vedi su)
ii. ex-post: l’atto può essere oggetto di impugnazione da pare dei soggetti interessati, vale a dire gli stati, la Commissione, Comitato delle
Regioni(limite degli atti legislativi adottati che hanno previsto la sua consultazione) →azione di annullamento- come oggetto la
violazione del protocollo perché non si è rispettato ad esempio un passaggio; oppure violazione del principio stesso perché non
prende in considerazione la posizione di uno stato o perché è andato oltre il necessario
sentenza C358/14 (Polonia vs P eu E Consiglio d’EU) la Corte ha detto che per valutare il rispetto del principio di sussidiarietà si deve
guardare:
A. il tenore(la lettera, il testo dell’atto, il suo contenuto) dell’atto,
B. il contesto dell’atto
C. le circostanze relative al caso di specie in cui andrebbe ad emergere la violazione del principio
↓salvo che non ci siano macroscopiche violazioni è difficile trovare sul piano giuridico la violazione del p. di sussidiarietà (mai
successo)
o Articolo 9: La Commissione presenta al Consiglio europeo, al Parlamento europeo, al Consiglio e ai parlamenti nazionali una relazione annuale
circa l'applicazione dell'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. La relazione annuale deve anche essere inviata al Comitato economico e
sociale e al Comitato delle regioni.
o Sul piano teorico, la Commissione può anche ripresentare il progetto, però bisogna cambiare qualcosa del tenore perché possa cambiare la
situazione, perché non ha senso proporla senza modifiche perché nuovamente non sarà approvata.
12/10/20
Valori e obiettivi:
 Valori: grandi principi dei moderni ordinamenti giuridici e democratici che hanno arricchito il processo europeo e i suoi obiettivi
- Art.2 TUE: l’unione si fonda sui valori del rispetto delle dignità umana, della democrazia, dell’uguaglianza, dello stato di diritto e del rispetto dei
d.umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori comuni agli stati membri in una società caratterizzata da pluralismo,
dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini →valori condivisi dagli stati membri e alla
base dell’UE e hanno caratterizzato il processo di integrazione eu e gli obiettivi dell’UE
- I valori sono chiari ed identificati puntualmente ma questi vanno separati da definizione specifica dei d.fondamntali→la parte dei valori è costruita sui
trattati, e ha ampio riferimento; obiettivi invece sono più ampi
- Non ci sono gerarchie tra valori e il fatto che siano condivisi dagli stati li rende parte di un documento costituzionale dell’UE.
- Preambolo TUE: ISPIRANDOSI alle eredità culturali, religiose e umanistiche dell'Europa, da cui si sono sviluppati i valori universali dei diritti inviolabili e
inalienabili della persona, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza e dello Stato di diritto→una prima versione prevedeva il riferimento alle
eredità cristiano-giudaiche, ma in questo caso la ragione epr cui si decise di non fare riferimento a queste radici ma più in generale alle eredità religiose
è perché:
a. si vogliono includere tutte minoranze religiose,
b. in questo modo si evita il poter considerare che a livello eu ci possa essere una o più religioni prevalenti sulle altre.
- Non ci deve essere possibilità di individuare persone con meno diritti di altri
- Non si limitano a quelli espressi nell’Art.2, es. Art.1 TUE parla della trasparenza; Art.3 TUE pace e benessere dei popoli(non solo i cittadini ma tutti
quelli che vivono nell’UE); Art.4 TUE parla dell’uguaglianza anche degli stati membri e del rispetto delle loro identità nazionale
- Non ci sono stati più importanti, per i trattati e i procedimenti gli stati hanno lo stesso valore, nonostante magari poi a livello di peso politico magari
degli stati prevalgono ma questa è una cosa scissa.
- Art.4.3 TUE : in virtù della cooperazione tra stati, l’Unione e gli stati membri si rispettano e si assistono reciprocamente nell’adempimento dei compiti
derivanti dai trattati→competenze concorrenti: gli stati non possono agire se agisce UE secondo il principio di leale collaborazione

16
- Art.6 TUE: →carta dei diritti fondamentali ha lo stesso valore giuridico dei trattatifonte di diritto primario
o L'Unione riconosce i diritti, le libertà e i principi sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea del 7 dicembre 2000,
adattata il 12 dicembre 2007 a Strasburgo, che ha lo stesso valore giuridico dei trattati.
o Le disposizioni della Carta non estendono in alcun modo le competenze dell'Unione definite nei trattati.
o I diritti, le libertà e i principi della Carta sono interpretati in conformità delle disposizioni generali del titolo VII della Carta che disciplinano la
sua interpretazione e applicazione e tenendo in debito conto le spiegazioni cui si fa riferimento nella Carta, che indicano le fonti di tali
disposizioni.
o L'Unione aderisce alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Tale adesione non modifica
le competenze dell'Unione definite nei trattati.(parere 294, respinta adesione perché non si individuava una competenza specifica per
consentire l’adesione) →con parere 1, 2013: si è eccepito che l’accordo, come era stato scritto, avrebbe potuto influire sulla riaprtizione
delle competenze tra UE e stati membriadesione CEDU da parte dell’UE dovrà essere eccepita però necessariemtne richiede un accordo
con gli stati parte della CEDU stessa.
o I diritti fondamentali, garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e risultanti
dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri, fanno parte del diritto dell'Unione in quanto principi generali.rientrano nel diritto
dell’UE, patrimonio giuridico dell’UE
- Art. 7 TUE : fa riferimento alla violazione dei valori menzionati nell’Art.2
o Su proposta motivata di un terzo degli Stati membri, del Parlamento europeo o della Commissione europea, il Consiglio, deliberando alla
maggioranza dei quattro quinti dei suoi membri previa approvazione del Parlamento europeo, può constatare che esiste un evidente rischio
di violazione grave da parte di uno Stato membro dei valori di cui all'articolo 2. Prima di procedere a tale constatazione il Consiglio ascolta lo
Stato membro in questione e può rivolgergli delle raccomandazioni, deliberando secondo la stessa procedura.
o Il Consiglio verifica regolarmente se i motivi che hanno condotto a tale constatazione permangono validi.
o Il Consiglio europeo, deliberando all'unanimità su proposta di un terzo degli Stati membri o della Commissione europea e previa
approvazione del Parlamento europeo, può constatare l'esistenza di una violazione grave e persistente (non c’è più rischio, la violazione si è
verificata) da parte di uno Stato membro dei valori di cui all'articolo 2, dopo aver invitato tale Stato membro a presentare osservazioni.
o Qualora sia stata effettuata la constatazione di cui al paragrafo 2, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può decidere di
sospendere alcuni dei diritti derivanti allo Stato membro in questione dall'applicazione dei trattati, compresi i diritti di voto del
rappresentante del governo di tale Stato membro in seno al Consiglio. →Nell'agire in tal senso, il Consiglio tiene conto delle possibili
conseguenze di una siffatta sospensione sui diritti e sugli obblighi delle persone fisiche e giuridiche.
o Lo Stato membro in questione continua in ogni caso ad essere vincolato dagli obblighi che gli derivano dai trattati.
o Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può successivamente decidere di modificare o revocare le misure adottate a norma del
paragrafo 3, per rispondere ai cambiamenti nella situazione che ha portato alla loro imposizione.
o Le modalità di voto che, ai fini del presente articolo, si applicano al Parlamento europeo, al Consiglio europeo e al Consiglio sono stabilite
nell'articolo 354 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
- le misure esistenti sono molto severe, ma il problema è che lo stato membro se gli viene tolto il d.voto non farà parte delle maggioranze del voto.→nel
caso ci sia una violazione grave e persistente si deve devolvere ai capi di stato e di governo, infatti l’istituto competente è il Consiglio europeo che deve
deliberare all’unanimità. →I provvedimenti sono individuali, quindi uno stato non può partecipare alla votazione del suo caso ma per l’altro stato
membro può partecipare
non ci sono norme per aggirare questi provvedimenti perché non si era previsto. È surreale perché l’UE ha più misure per sanzionare stati terzi
rispetto a numero di misure atte a sanzionare stati membri perché se un comportamento di quel tipo ce lo avesse uno stato in predicato di attenzione,
la pressione per imporre la cessazione di quel comportamento sarebbe quella di fermare il negoziato di adesione o prefigurare la possibilità di non
aderire all’UE in quelle condizioni perché adesione richiede condivisione dei valori dell’ue.
Es. regione Emilia Romagna in ambito del perseguimento dello sviluppo sostenibile, il comune di Ferrara fa un tweet sbagliato, in cui non si capisce il
significato dell’invitare alla tutela delle donne, che sembra giustificativo contro la violenza delle donne: “se sei ubriaca sei in parte responsabile dello
stupro” →anche se è un errore, questo non fa venir meno la gravità della cosa, soprattutto se si utilizzano mezzi di comunicazione come i social media.
→va contro i valori dell’UE, questo potrebbe far togliere i fondi eu ad un comune che viola i valori eu, perché nell’adesione all’UE c’è anche l’adesione
ai suoi valori.
- ↓Art.49 TUE: Ogni Stato europeo che rispetti i valori di cui all'articolo 2 e si impegni a promuoverli può domandare di diventare membro dell'Unione. Il
Parlamento europeo e i parlamenti nazionali sono informati di tale domanda.→ Lo Stato richiedente trasmette la sua domanda al Consiglio, che si
pronuncia all'unanimità, previa consultazione della Commissione e previa approvazione del Parlamento europeo, che si pronuncia a maggioranza dei
membri che lo compongono. Si tiene conto dei criteri di ammissibilità convenuti dal Consiglio europeo. Le condizioni per l'ammissione e gli adattamenti
dei trattati su cui è fondata l'Unione, da essa determinati, formano l'oggetto di un accordo tra gli Stati membri e lo Stato richiedente. Tale accordo è
sottoposto a ratifica da tutti gli Stati contraenti conformemente alle loro rispettive norme costituzionali.
- Art. 21 TUE: →per quanto concerne la conclusione di accordi con gli stati terzi
o L'azione dell'Unione sulla scena internazionale si fonda sui principi che ne hanno informato la creazione, lo sviluppo e l'allargamento e che
essa si prefigge di promuovere nel resto del mondo: democrazia, Stato di diritto, universalità e indivisibilità dei diritti dell'uomo e delle libertà
fondamentali, rispetto della dignità umana, principi di uguaglianza e di solidarietà e rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del
diritto internazionale.
o L'Unione si adopera per sviluppare relazioni e istituire partenariati con i paesi terzi e con le organizzazioni internazionali, regionali o
mondiali, che condividono i principi di cui al primo comma. Essa promuove soluzioni multilaterali ai problemi comuni, in particolare
nell'ambito delle Nazioni Unite.
o L'Unione definisce e attua politiche comuni e azioni e opera per assicurare un elevato livello di cooperazione in tutti i settori delle relazioni
internazionali al fine di:
a) salvaguardare i suoi valori, i suoi interessi fondamentali, la sua sicurezza, la sua indipendenza e la sua integrità;
b) consolidare e sostenere la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti dell'uomo e i principi del diritto internazionale;
c) preservare la pace, prevenire i conflitti e rafforzare la sicurezza internazionale, conformemente agli obiettivi e ai principi della Carta delle
Nazioni Unite, nonché ai principi dell'Atto finale di Helsinki e agli obiettivi della Carta di Parigi, compresi quelli relativi alle frontiere esterne;
d) favorire lo sviluppo sostenibile dei paesi in via di sviluppo sul piano economico, sociale e ambientale, con l'obiettivo primo di eliminare la
povertà;
e) incoraggiare l'integrazione di tutti i paesi nell'economia mondiale, anche attraverso la progressiva abolizione delle restrizioni agli scambi
internazionali;
f) contribuire all'elaborazione di misure internazionali volte a preservare e migliorare la qualità dell'ambiente e la gestione sostenibile delle
risorse naturali mondiali, al fine di assicurare lo sviluppo sostenibile;
g) aiutare le popolazioni, i paesi e le regioni colpiti da calamità naturali o provocate dall'uomo;
h) promuovere un sistema internazionale basato su una cooperazione multilaterale rafforzata e il buon governo mondiale.

17
- Art.10 TUE:
o Il funzionamento dell'Unione si fonda sulla democrazia rappresentativa.
o I cittadini sono direttamente rappresentati, a livello dell'Unione, nel Parlamento europeo.
o Gli Stati membri sono rappresentati nel Consiglio europeo dai rispettivi capi di Stato o di governo e nel Consiglio dai rispettivi governi, a loro
volta democraticamente responsabili dinanzi ai loro parlamenti nazionali o dinanzi ai loro cittadini.
o Ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla vita democratica dell'Unione. Le decisioni sono prese nella maniera il più possibile aperta e
vicina ai cittadini.
o I partiti politici a livello europeo contribuiscono a formare una coscienza politica europea e ad esprimere la volontà dei cittadini dell'Unione.
 Obiettivi: sono definiti nei trattati e sono svolti e specificati sia dal TUE che dal TFUE
- Art.3 TUE offre degli esempi di obiettivi dell’UE→es. comma 2: L'Unione offre ai suoi cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere
interne, in cui sia assicurata la libera circolazione delle persone insieme a misure appropriate per quanto concerne i controlli alle frontiere esterne,
l'asilo, l'immigrazione, la prevenzione della criminalità e la lotta contro quest'ultima.
- Qual è il primo limite al raggiungimento di questi obiettivi? Il fatto che UE deve rispettare la ripartizione delle competenze, e dovendo fare ciò deve
rispettare i principi di sussidiarietà e proporzionalità(principi regolatori), non c’è carta bianca
-
Non c’è gerarchia tra obiettivi
- Si può parlare di d.dei singoli cittadini eu affinché questi obiettivi vengano realizzati? SI, ma non può essere invocato innanzi ad un giudice nazionale nei
confronti dell’UE→es. promuovere benessere dei suoi pop, in alcune parti eu non è stato raggiunto, si può agire davanti ad un giudice nazionale per
contestare questo mancato obiettivo?
- Obbligo per raggiungere questi obiettivi è sancito a Art.7 TFUE: L'Unione assicura la coerenza tra le sue varie politiche e azioni, tenendo conto
dell'insieme dei suoi obiettivi e conformandosi al principio di attribuzione delle competenze.→se non si rispetta, la conseguenza ci potrebbe essere la
contestazione di una disposizione specifica, e la richiesta può venire da Stato membro o attraverso un membro di pregiudizialità
Simulazione parziale:

Individuare i profili da approfondire:


1. Spiegare direttiva, le sue caratteristiche
generali, perché è stata adottata invece degli altri
atti.
2. Parlamento europeo, consiglio
→procedura legislativa ordinaria
3. Proposta Commissione europea
4. Motivazioni e perché sono importanti
5. Base giuridica espressa/tacita
6. Data di pubblicazione in gazzetta
7. Entrata in vigore→se non è precisato
20 gg dopo pubblicazione
8. Data di adozione
9. Previa trasmissione ai Parlamenti
nazionali: principio di sussidiarietà e proporzionalità

13/10/20
Abbiamo visto le norme concernenti i valori, obiettivi dell’UE, e quindi dei suoi stati membri. Parlando di questi è fondamentale parlare dell’Art.50 dove si prevede
la possibilità di uscire dall’Unione Europea
Art.50 TUE: →inserita dal T.Lisbona
- Ogni Stato membro può decidere, conformemente alle proprie norme costituzionali, di recedere dall'Unione.
- Lo Stato membro che decide di recedere notifica tale intenzione al Consiglio europeo che farà degli orientamenti.→ Alla luce degli orientamenti
formulati dal Consiglio europeo, l'Unione negozia e conclude con tale Stato un accordo volto a definire le modalità del recesso, tenendo conto del
quadro delle future relazioni con l'Unione.→ L'accordo è negoziato conformemente all'articolo 218, paragrafo 3 del trattato sul funzionamento
dell'Unione europea. Esso è concluso a nome dell'Unione dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata previa approvazione del Parlamento
europeo.
- I trattati cessano di essere applicabili allo Stato interessato a decorrere dalla data di entrata in vigore dell'accordo di recesso o, in mancanza di tale
accordo, due anni dopo la notifica di cui al paragrafo 2, salvo che il Consiglio europeo, d'intesa con lo Stato membro interessato, decida all'unanimità di
prorogare tale termine.
- Ai fini dei paragrafi 2 e 3, il membro del Consiglio europeo e del Consiglio che rappresenta lo Stato membro che recede non partecipa né alle
deliberazioni né alle decisioni del Consiglio europeo e del Consiglio che lo riguardano. →Per maggioranza qualificata s'intende quella definita
conformemente all'articolo 238, paragrafo 3, lettera b) del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
- Se lo Stato che ha receduto dall'Unione chiede di aderirvi nuovamente, tale richiesta è oggetto della procedura di cui all'articolo 49.
- Se si vuole ritirare l’intenzione di recedere: situazione non normata dal trattato, perché si presume che dal momento in cui si decide di recedere lo
stato deve aver valutato i pro e i contro, e non sia una mossa negoziabile. →però probabilmente se si vuole ritirare il recesso, si può fare.
- È possibile uscire velocemente, No è un processo molto complesso e macchinoso, perché se il d. dell’UE è vincolante nell’ordinamento degli stati
membri, uno stato che esce dagli stati membri è comunque uno stato perché ha applicato il suo diritto, altrimenti bisognerebbe stravolgere il piano
normativo, e ci vorrebbero anni.
Es. interessante: la Scozia è una regione del UK, che è uscita da UE, qualora la Scozia, esercitando il suo d. a fare un referendum per indipendenza e
presentasse domanda di adesione all’UE, è chiaro che verrebbe trattata come domanda di stato terzo, ma in parte si troverebbe in una posizione di
vantaggio perché territorio già soggetto alle norme dell’UE.
Es: Catalogna, in Spagna non è prevista la possibilità di indipendenza. Quindi non è possibile fare dei referendum in questo ambito, infatti quando è stato
fatto ci sono state delle misure gravi a livello giuridico, perché è stato considerato una minaccia all’integrità territoriale della Spagna. si era poi posto il
problema che Catalogna voleva lasciare Spagna ma rimanere nell’UE, ma per farlo l’accordo deve essere ratificato da tutti gli stati membri, tra cui c’è la
Spagna che sicuramente si sarebbe opposta.

18
Cittadinanza europea:
+ Art. 9 TUE: L'Unione rispetta, in tutte le sue attività, il principio dell'uguaglianza dei cittadini, che beneficiano di uguale attenzione da parte delle sue
istituzioni, organi e organismi. È cittadino dell'Unione chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro. La cittadinanza dell'Unione si aggiunge alla
cittadinanza nazionale e non la sostituisce. se non si è cittadini dello stato membro è chiaro quindi che se i perde la cittadinanza dello stato membro si
perde la cittadinanza eu, salvo che si goda di una doppia cittadinanza di un altro stato membro
+ Gli stati membri disciplinano l’acquisizione della cittadinanza, quindi influenza anche acquisizione della cittadinanza eu→tutti gli stati membri non prevedono
l’acquisizione per nascita, ma ad es. per matrimonio, ciclo scolastico, residenza, eredità…
+ La cittadinanza eu potrebbe essere persa nel caso in cui venga persa quella nazionalepossibili casi di apolidia
Es. Sentenza Rottmann- causa C 135/2008: il signor Rottmann è un signore austriaco, cittadino per nascita, e si trasferisce a Monaco di Baviera perché
accusato di truffa aggravata nella sua professione, e viene condannato all’arresto nel ’95.
- Nel ’98 chiede cittadinanza in Germania e omette i procedimenti penali/carichi pendenti. Ottiene naturalizzazione della cittadinanza tedesca, e quindi
perde quella austriaca(perché secondo la legge austriaca l’acquisizione della cittadinanza tedesca comporta questa perdita).
- Nel ’99 la città di Monaco viene informata della causa del signore e del fatto che sia ricercato, le autorità compiendo delle verifiche e scoprirono
l’omissione →secondo le autorità tedesche vizia tutte le procedure di richiesta di cittadinanza che si basa su fiducia reciproca.
- La Germania revoca la cittadinanza e quindi il signor Rottmann diviene apolide. →il giudice si chiede se, per conseguenza dell’applicazione delle
disposizioni nei due stati, il fatto di divenire apolide sia coerente/compatibile con il diritto dell’UE e in particolare con le norme sulla cittadinanza, e
l’insieme dei diritti e dei doveri che vi sono associati.
- La corte di giustizia risponde in modo interessante perché sembra rinviare la decisione finale che ha presentato richiesta. secondo rinvio pregiudiziale: il
diritto dell’unione non è contrario al fatto che uno stato revochi la cittadinanza qualora sia ottenuta in maniera fraudolenza, però deve rispettare il
principio di proporzionalità →fondamentali per gli effetti della revoca sulla cittadinanza eu, e questo principio deve essere valutato dal giudice
Es. in uno stato si diche che la persona che acquisisce la cittadinanza per naturalizzazione la perde se commette un crimine la perde→questa non è
proporzionale perché tutti i reati sono considerati di pari gravità; la norma per essere proporzionale bisognerebbe differenziare i reati per gravità
+ Diritti derivanti dalla cittadinanza, si fa riferimento all’Art.20 TFUE:
 È istituita una cittadinanza dell'Unione. È cittadino dell'Unione chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro. La cittadinanza dell'Unione si
aggiunge alla cittadinanza nazionale e non la sostituisce.
 I cittadini dell'Unione godono dei diritti e sono soggetti ai doveri previsti nei trattati. Essi hanno, tra l'altro:
a) il diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri;→estremamente importante, perché a volte noi tendiamo a
identificare il territorio dell’unione con il territorio Schengen, ma non è così. →Es. cittadino italiano in Irlanda, Irlanda non è parte dei Schengen
ma cittadino può circolare in Irlanda perché questa fa parte dell’UE.
b) il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo e alle elezioni comunali nello Stato membro in cui risiedono, alle stesse
condizioni dei cittadini di detto Stato; →diritto di voto attivo/passivo legato alla residenza, non alla cittadinanza nazionale, ma quella europea. Per
determinate funzioni interne agli stati non è previsto il diritto di voto attivo perché prevista la cittadinanza dello stato membro.
c) il diritto di godere, nel territorio di un paese terzo nel quale lo Stato membro di cui hanno la cittadinanza non è rappresentato, della tutela delle
autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato; →crea un obbligo in capo agli stati
membri, si considerano cittadini eu e non dei singoli stati.
d) il diritto di presentare petizioni al Parlamento europeo, di ricorrere al Mediatore europeo, di rivolgersi alle istituzioni e agli organi consultivi
dell'Unione in una delle lingue dei trattati e di ricevere una risposta nella stessa lingua. →significa il cittadino non è vincolato all’uso della lingua
ufficiale del proprio paese, ma non è riconosciuto al diritto di rivolgersi alle istituzioni alla propria lingua, deve essere una lingua ufficiale
dell’Unione(24).
 Tali diritti sono esercitati secondo le condizioni e i limiti definiti dai trattati e dalle misure adottate in applicazione degli stessi.→es. per diritto di
circolazione e soggiornare liberamente nel territorio dell’UE: un cittadino italiano in Irlanda, stato membro dell’UE ma non fa parte dell’area
Schengen. Un cittadino italiano ha diritto di circolare e soggiornare liberamente anche in Irlanda. ” secondo le condizioni e i limiti definiti dai
trattati e dalle misure adottate in applicazione degli stessi.” Significa che si andrà a vedere quali condizioni sono state fissate perché i cittadini eu
possano esercitare/beneficiare di questo diritto. →in questo caso della circolazione la norma di riferimento è la Direttiva 2004/38

14/10/20
+ Sentenza Tjebbes: in questo caso la legge olandese prevedeva che coloro che si fossero trovati al di fuori del territorio dell’UE e che fossero rimasti per più di
10 anni residenti sempre all’estero e non avessero richiesto rinnovo di passaporto/carta d’identità si verifica la decadenza della cittadinanza olandese, solo se
in possesso di doppia cittadinanza.
 La problematica di questa norma è che i minori avrebbero seguito la scelta dei genitori, in nome dell’avere un’unica cittadinanza all’interno del
nucleo familiare, criterio che potrebbe rafforzare la posizione del minore all’estero se dovesse avere cittadinanza diversa da quella del genitore,
fondamentale per evitare separazione genitore-figlio, e strumento di aiuto al minore, di modo che venga facilitato a seguirlo nei propri
spostamenti.
 I casi che hanno dato origine a questa sentenza erano cittadini olandesi che vivevano in Canada e altri in svizzera, entrambe le categorie avevano
la doppia cittadinanza.
1. Cittadina olandese, vive in Canada da 15 anni: in questo caso perde la cittadinanza olandese, come previsto dalla norma. Non c’è rischio di
apolidia, però perde cittadinanza eu→il parametro di proporzionalità è rispettato, non è solo il trascorrere del tempo a far decadere l cittadinanza
ma anche il mancato interesse(no carta d’identità/passaporto)
2. Cittadina canadese e olandese che ha una figlia→al momento della revoca della cittadinanza sono entrambe maggiorenni, però si fa riferimento
ad un comportamento della madre quando la figlia è minorenne: il consolato comunica che gli è decaduta la cittadinanza. Corte giustizia, se
conferma il fatto che per l’adulto non c’è nessun problema, eccepisce su compatibilità della disposizione olandese, con il principio di
proporzionalità, relativamente al minore perché secondo norma olandese il minore è costretto a seguire il genitore→la Corte quindi dice che la
cittadinanza eu è una questione individuale, non derivata dai genitori, inoltre si sottolinea che se si seguisse il principio d’identità di cittadinanza
familiare sarebbe una privazione per il minore
quando si addice la Corte di Giustizia, il suo intervento si inserisce nel contesto del caso nazionale: quindi i giudici della corte di giustizia danno
interpretazione della norma dell’diritto dell’UE una volta che il giudice nazionale ne chieda il parere, poi sarà il giudice nazionale ad esprimersi in merito
al caso.

19
+ TFUE- sulla cittadinanza:
 Art.21.1 TFUE: Ogni cittadino dell'Unione ha il diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, fatte salve le limitazioni
e le condizioni previste dai trattati e dalle disposizioni adottate in applicazione degli stessi.→non è un diritto illimitato, ci possono essere casi in cui
mobilità e circolazione e soggiorno può essere limitato/avere condizioni stanti i trattati o le disposizioni in applicazione degli stessi(norme di diritto
derivato).
 ↓Casi di limitazioni previsti dai trattati: es. se in uno spazio senza frontiere interne, se troviamo delle forme di controllo alle frontiere interne, queste
possono essere delle limitazioni prevista dal Codice di frontiere di Schengen; es. per ragioni di ordine pubblico/pubblica sicurezza le persone non
possono circolare e soggiornare liberamente →prevista dalla Direttiva 2004/38 e dal Codice di frontiere di Schengen;
 La norma che ci serve è la Direttiva 2004/38: disciplina il diritto della libera circolazione da parte dei cittadini dell’UE, la direttiva divide in differenti
casistiche tra soggiorno e circolazione:
i. la circolazione è soggetto solamente alla condizione del possesso di un documento di identità(carta d’identità/passaporto), MA il fatto di
trovarsi in un territorio diverso da quello di residenza/cittadinanza, privi del documento, non può dare adito alle autorità locali di essere
allontanato da tale territorio, al massimo si può essere sanzionati. Questo non vale ovviamente per il momento di attraversamento dei
confini nazionali per il quale il documento è richiesto, in maniera tassativa per l’ingresso, ma non è così perentorio per il ritorno.
ii. Soggiorno di breve durata(MAX 90 gg): non ci sono obblighi particolari, magari per la persona in capo che affitta la casa perché devono
informare giornalmente le autorità di polizia.
iii. Soggiorno di lunga durata: se ci si vuole stabilire in un borghetto in Austria, però ci sono delle condizioni da rispettare fissate da Art.7 della
Direttiva 2004/38: è richiesto che la persona assolva agli obblighi che sono quelli riconducibili o ad una attività lavorativa, o di disporre per
se/familiari di avere risorse economiche sufficienti oltre che un’assicurazione mediche, o di svolgere attività che possono essere riconducibili
alla formazione lavorativa/scolastica e disporre assicurazione malattia che consenta di non essere un onere per lo stato in cui ci si trova.
→lavoratori non è richiesta assicurazione medica perché pagano tasse e quindi anche il sistema sanitario.
queste sono condizioni, perciò la persona che non dovesse rispettarle potrebbe non avere più il diritto di starci, in realtà tutte le pronunce
della Corte di Giustizia non hanno riguardato allontanamenti di cittadini eu da uno stato diverso dal proprio per ragioni economiche ma le
sentenza hanno riguardato gli accessi alle politiche sociali: casi in cui un cittadino che proveniva da stato A si trasferiva nello stato B, e
immediatamente richiedeva indennità disoccupazione o accesso di determinati politiche socialiCorte di giustizia ha riconosciuto che si può
richiedere un periodo minimo di residenza e di attività lavorativa o riconducibile alla direttiva per avere diritto/accesso alle misure di politica
sociale
 Queste norme vengono applicate a tutti paesi dell’Unione Europea, non c’è nessuna differenza tra Area Schengen e area non Schengen: es. un cittadino
eu può andare quando vuole in Irlanda, ma un cittadino non eu con un permesso Schengen, potrebbe aver bisogno di un visto perché Irlanda non fa
parte di Schengen
 Queste disposizioni si applicano anche a cittadini di stati terzi, familiari di cittadini dell’UE che possono muoversi assieme(seguono) a questo oppure
possono raggiungerlo(ricongiungono), però il diritto della libera circolazione e soggiorno deve essere esercitato perché si applichi questa direttiva.
 Per i cittadini di stati terzi che si vogliono ricongiungere a cittadini di stati terzi ma che vivono nell’UE, si applica un’altra direttiva.
(Natalia Buscenau: Professore, ma se una persona che ha distrutto qualcosa in un paese europeo ed è stato allontanato dal territorio, può ritornare in quel paese
dopo quello che ha combinato? Certo, potrebbe essere soggetto ad un divieto di ingresso temporaneo)
(Natalia Buscenau: Professore, ma nel caso che uno studente che ha la cittadinanza non europea, studia in un paese europeo e ha un permesso di soggiorno, va in
vacanza a casa e transita un paese per arrivare a casa, è vero che se entra in un paese che lo transita, al ritorno non deve ritornare dalla stessa dogana? Non so,
nel momento in cui un cittadino non eu è titolare di un visto Schengen o di un paese membro, questo visto non lo obbliga ad entrare nello stesso paese che ha
rilasciato il visto)
 Art.22 TFUE: Ogni cittadino dell'Unione residente in uno Stato membro di cui non è cittadino ha il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali
nello Stato membro in cui risiede, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato. Tale diritto sarà esercitato con riserva delle modalità che il Consiglio
adotta, deliberando all'unanimità secondo una procedura legislativa speciale e previa consultazione del Parlamento europeo; tali modalità possono
comportare disposizioni derogatorie ove problemi specifici di uno Stato membro lo giustifichino.→Riguarda il diritto di voto attivo e passivo
 Art.23 TFUE: Ogni cittadino dell'Unione gode, nel territorio di un paese terzo nel quale lo Stato membro di cui ha la cittadinanza non è rappresentato,
della tutela da parte delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di detto Stato. Diritto
riconosciuto ai cittadini e perciò si tramuta in un obbligo in capo allo stato membro. →dovranno fare degli accordi tra stati per poter offrire tale diritto
ai cittadini
o Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie e avviano i negoziati internazionali richiesti per garantire detta tutela.
o Il Consiglio, deliberando secondo una procedura legislativa speciale e previa consultazione del Parlamento europeo, può adottare direttive
che stabiliscono le misure di coordinamento e cooperazione necessarie per facilitare tale tutela.
queste due norme/diritti sono esclusivamente proprie dei cittadini eu, mentre gli altri possono essere riconosciuti anche ai cittadini non eu ad alcune
condizioni. Inoltre la tutela da parte delle autorità diplomatiche/consolari può essere estesa ad un cittadino non eu che si trova assieme al cittadino eu in
quel momento
 secondo l’Art.2 della Direttiva : si intende per familiare:
a. il coniuge, il partner che abbia contratto con il cittadino dell’UE un’unione registrata sulla base della legislazione di uno stato membro, qualora le
legislazione dello stato membro ospitante equipari l’unione registrata al matrimonio e nel rispetto delle condizioni previste dallo stato ospitante;
b. i discendenti diretti di età inferiore a 21 anni e a carico del coniuge o partner;
 Art.3 Direttiva: senza pregiudizio del diritto di libera circolazione, lo stato ospitante agevole l’ingresso delle seguenti persone ogni altro familiare se a
carico o convive nel paese di provenienza o se gravi motivi di salute si impone al cittadino dell’ue lo assista personalmente, il partenr che abbia una
relazione stabile, debitamente verificata
+ CEDU- parte sulla cittadinanza:

20