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I COSTI

Legnani Silvia
i costi

Il costo è il valore economico attribuito ai diversi elementi


coinvolti nelle attività d’impresa

I fattori a cui si riferiscono i costi sono molteplici, basta dare


un’occhiata alla classificazione dei costi relativa alla
contabilità generale d’impresa.

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i costi rilevati dalla contabilità generale permettono di avere i costi
una visione d’insieme della situazione economica dell’azienda.
A tale livello i costi sono classificati per natura:

CLASSIFICAZIONE DEI COSTI PER NATURA


COSTI DESCRIZIONE ESEMPI
Costi per l’acquisto di Fattori a fecondità ripetuta destinati Fabbricati, macchinari, impianti, computer,
fattori pluriennali a essere utilizzati nell’attività arredi, marchi…
materiali o immateriali aziendale

Costi per l’acquisto di Fattori a fecondità semplice destinati Materie prime, materiale componenti…
beni materiali utili alla a essere consumati in un solo ciclo di
produzione trasformazione
Costi dei servizi Fattori produttivi immateriali a Energia elettrica, telefonia, consulenze
fecondità semplice e
 fiscali…
prestazioni di lavoro autonomo
Costi della Fattori produttivi immateriali a Lavoro personale dipendente:
manodopera fecondità semplice -retribuzioni lorde
dipendente -contributi sociali, assistenziali, assicurativi
-TFR

Godimento beni di terzi Fattori immateriali a fecondità Affitto, leasing


ripetuta
Oneri finanziari Ricorso al capitale di terzi Interessi passivi sui prestiti bancari

Oneri tributari Imposte e tasse Ires (Imposta sul reddito delle società),
Irap (Imposta region. sulle attività produtt).
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i costi
Possiamo raggruppare i costi in 2 grandi
categorie:

Considerando le funzioni presenti in azienda possiamo distinguere:

1)I costi industriali (manufacturing costs )


- Sono detti anche costi inventariabili. 

- sono riferiti alla funzione produttiva(processo di trasformazione)
- esempio: le materie prime, la manodopera diretta, la quota di
ammortamento di impianti, ecc…

2) I costi non industriali (non-manufacturing costs), 



- sono chiamati anche costi non inventariabili, 

- escludono i costi industriali;
- riguardano tutte le altre funzioni aziendali.
- esempio: i costi generali e di amministrazione, il costo di impiegati,
ecc

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i costi

Per riuscire a calcolare i propri costi, l’azienda deve definire i


fattori rilevanti da considerare per il calcolo.

Ogni azienda, in funzione dei propri obiettivi, decide quali


sono i fattori sui quali concentrarsi per il calcolo dei costi.

Gli obiettivi dell’impresa portano ad individuare gli elementi da


calcolare come costo

OBIETTIVI DETERMINAZIONE DEI


DELL’AZIENDA COSTI

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i costi
- L’impresa individua, suddivide o raggruppa i costi in funzione
delle sue esigenze e dei suoi obiettivi

Questi fattori su cui l’impresa si concentra per il calcolo sono


gli OGGETTI DI COSTO.

OGGETTO DI OBIETTIVI OGGETTO DI


COSTO 3 DELL’AZIENDA COSTO 1

OGGETTO DI COSTO 2

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i costi
il costo è il valore relativo al consumo delle risorse (input):

- le risorse utilizzate possono essere definite elementi di costo;


- ogni OGGETTO DI COSTO è determinato da diversi elementi di
costo

Gli elementi di costo sono le risorse utilizzate per la realizzazione


dell’oggetto di costo (cost object).

ELEMENTO DI COSTO 1

ELEMENTO DI COSTO 2 OGGETTO DI COSTO

ELEMENTO DI COSTO 3

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Esistono diverse tipologie di oggetto di costo
i costi

Sarà l’azienda, in base agli obiettivi che si pone, a decidere quale


oggetto di costo considerare ai fini del calcolo dei costi

OGGETTO DI COSTO Esempi

Prodotto Un videogioco, un documentario, un libro


Linea di prodotti Una collana di libri, una serie di videogiochi
Marchio** Nintendo, Mondadori…
Canale distributivo L’insieme dei punti vendita di cui si avvale l’azienda online
o offline
Progetto Sviluppo grafico di un’immagine aziendale o di una
campagna pubblicitaria, un film, un documentario, uno
Cliente spot
La casa editrice X per cui l’azienda stampa; l’impresa Y
per la quale si sviluppa la comunicazione aziendale…
Unità organizzativa Reparto prestampa, reparto stampa, reparto
progettazione…
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oggetto di costo: MARCHIO**
-Lemarche con architettura complessa sono marche
proprietarie di altre marche.
oggetto di costo: MARCHIO**
Nei casi di marche ad architettura complessa ogni marchio
potrebbe essere considerato come oggetto di costo
i costi
L’oggetto di costo
I costi possono essere direttamente o indirettamente attribuiti al singolo
oggetto di costo.

ESEMPIO
Se per oggetto di costo consideriamo il prodotto possiamo considerare
costi diretti

-riguardano direttamente il prodotto/servizio realizzato


- Coincidono in genere con i costi industriali.
- esempio: i costi delle materie prime o dei materiali direttamente utilizzati
per realizzare il prodotto, i costi per la manodopera…

- Vengono calcolati moltiplicando:


- la quantità di materiale utilizzato (Q) per il suo costo unitario (Cu)
- il numero di ore di manodopera (H tot) impiegata per il costo orario
unitario (Hu)

Cu x Q
COSTI QUANTITÀ
UNITARI
Hu x H tot

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i costi
L’oggetto di costo
costi indiretti,

-sono i costi generali industriali,


-non sono esplicitamente riferibili all’oggetto di costo considerato,

-se si considera il prodotto è difficile quantificare quanto


effettivamente incidano sul costo della singola unità prodotta;
- derivano per esempio dai salari pagati ai lavoratori non
direttamente impegnati nella produzione, dalle spese amministrative
generali o legate alle attività di marketing.
-Il calcolo del valore da imputare al singolo prodotto (allocazione),
avviene attraverso criteri di ripartizione definiti dall’azienda.

costi generali industriali

allocazione
oggetto di costo A oggetto di costo B oggetto di costo C

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i costi
L’oggetto di costo
ESEMPIO

Per esempio:
Se un’azienda produce 2 prodotti:
1) N. 100 unità di prodotto X per un totale di € 10.000 di costi diretti;
2) N. 200 unità di prodotto Y per un totale di € 30.000 di costi diretti;
3) Con un totale di costi indiretti di €. 15.000,

Sapendo che l’azienda per l’allocazione dei costi indiretti si basa sulle
unità prodotte, (quindi si limita a dividere i costi indiretti per le unità
prodotte), si può procedere al calcolo dei costi nel seguente modo:

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i costi
L’oggetto di costo
ESEMPIO
Calcolo COSTI DIRETTI UNITARI
COSTO DIRETTO TOT / TOT NUMERO PRODOTTI SPECIFICI

Tipologia di costo Costo totale


Numero prodotti Costo
€ TOTALE unitario


1) Costo DIRETTO
10.000 100 100
Prodotto X

2) Costo DIRETTO
30.000 200 150
Prodotto Y

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i costi
L’oggetto di costo
ESEMPIO

Calcolo COSTO INDIRETTO UNITARIO

COSTO INDIRETTO GENERALE / NUMERO TOT PRODOTTI

Tipologia di Costo totale


Numero tot Calcolo costo Costo
costo € prodotti:
indiretto indiretto
X+Y unitario unitario


3) Costo 15.000 100+200 = 300 15.000/300 = 50
INDIRETTO
(X+Y)

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i costi
L’oggetto di costo
Calcolo COSTI totali UNITARI ESEMPIO

prodotto Costo Costo Costo TOTALE


DIRETTO unitario INDIRETTO per unità di
€ unitario (€) prodotto (€)
prodotto X 100 50 150
prodotto Y 150 50 200

Calcolo COSTI TOT DI PRODUZIONE PER TIPOLOGIA DI PRODOTTO


prodotto Costo totale Numero Totale Costo totale
unitario (€) produzione produzione (€)
prodotto X 150 100 15.000
prodotto Y 200 200 40.000
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i costi
COSTI SPECIALI E COMUNI
In base allo specifico oggetto di costo è possibile classificare i costi
in:

a) speciali
b) comuni

a.costi speciali:

sono costi riferiti ad uno specifico oggetto di costo;
per esempio
- l’ammortamento di una macchina
- i costi della manodopera direttamente coinvolta nella
produzione,
però non è detto che si tratti esclusivamente di costi diretti.

Per calcolarli si moltiplica il costo unitario, per esempio riferito al


singolo prodotto, per la quantità prodotta.

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i costi
COSTI SPECIALI E COMUNI

b) costi comuni:

- riguardano più oggetti di costo,
-sono costi globali.
-Per esempio:
-le spese di energia elettrica o di riscaldamento.
-È difficile la loro ripartizione sul singolo prodotto;
-in genere vengono calcolati attraverso coefficienti di ripartizione
per individuarne il valore da attribuire al singolo prodotto.

i costi indiretti comprendono i costi comuni e i costi speciali non


direttamente e oggettivamente imputabili all’oggetto di costo.

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Il controllo dei Costi
i costi
Il controllo dei Costi

L’azienda, per mantenere il proprio equilibrio economico deve tenere controllati


tutti i costi.
Questa attività viene svolta con una serie di verifiche:

a_ i costi consuntivi o effettivi:



costi verificati a posteriori, dopo averli effettivamente sostenuti;
b_i costi preventivi o ipotetici: 

costi stimati in via ipotetica come spese da affrontare nel futuro periodo di
gestione, vengono calcolati in base a diversi parametri, sono chiamati anche
costi standard.

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COSTI CONTABILI

a_ costi consuntivi o effettivi:



consuntivi costi verificati dopo averli
già sostenuti dall’azienda effettivi effettivamente sostenuti;

b_ costi preventivi o ipotetici


preventivi (standard): 

futuri ipotetici costi stimati i come spese da
standard affrontare nel futuro periodo di
gestione, vengono calcolati in
base a diversi parametri, sono
chiamati anche costi standard.
i costi
Il controllo dei Costi

Il confronto tra costi consuntivi e preventivi, permette all’impresa di,


verificare il raggiungimento dei propri obiettivi ed eventualmente
intervenire in presenza di eccessivi scostamenti di spesa.

Lo scostamento è una differenza tra spesa sostenuta e spesa


preventivata.
Lo studio di questa difformità consente all’impresa di intervenire
con correzioni

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CF e CV
i costi
CF e CV

L’acquisizione dei fattori produttivi comporta una serie di costi:


- costi fissi (CF)
- costi variabili (CV);

- I costi variabili (CV) variano al variare della produzione (Q),


- i costi fissi (CF) non dipendono dalle quantità prodotte, quindi
rimangono costanti.

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i costi
CF e CV
Costi Fissi
Se la produzione subisce delle modifiche quantitative, può variare
l’incidenza dei costi fissi sul singolo prodotto:
ESEMPIO
Consideriamo un costo fisso (CF) del valore di 1.000 €:

Se l’azienda producesse 200 unità di prodotto, l’incidenza sul singolo prodotto


sarebbe:
CF unitario: 1.000€ / 200 = 5€

b) Se l’azienda producesse solo 50 unità di prodotto, l’incidenza sul singolo prodotto


sarebbe molto più elevato:
CF unitario: 1.000/50 = 20€

Maggiore è il numero di prodotti realizzati, minore sarà l’incidenza


dei costi fissi sulle singole unità prodotte
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i costi
CF e CV

Costi Variabili

I costi variabili (CV), cambiano in funzione del volume di


produzione:
-aumentano all’aumentare del numero di prodotti
-diminuiscono al diminuire della produzione.
-dipendono dalla quantità (Q).

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i costi
CF + CV = CT
I costi totali (CT) sostenuti dall’impresa, si possono ottenere sommando
queste due tipologie di costo:

Costi Totali = Costi Fissi + Costi Variabili


CT = CF + CV(Q)

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i costi
Break even Point
Costi Totali (CT) = (R) Ricavi totali
Punto di pareggio

Il raggiungimento di tale punto


dipende
- dal volume di prodotto
venduto (Q)
- dal prezzo di vendita del
prodotto (politica di prezzo).

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Le Configurazioni di Costo
i costi
Le Configurazioni di Costo
Le imprese configurano il costo sommando i diversi valori in maniera
progressiva per ottenere un quadro completo della situazione.
Per mantenere sotto controllo valori parziali e complessivi, i costi
possono essere configurati secondo il metodo del full costing (costo
totale)

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COSTO PRIMO
 i costi
materie prime + altre spese Le Configurazioni di Costo
dirette, indispensabili per la
produzione
- costi variabili legati alle
materie direttamente
utilizzate nel processo di
trasformazione, la
manodopera direttamente
coinvolta

COSTO INDUSTRIALE

costo primo + spese generali di produzione.
-oltre a considerare i costi variabili direttamente collegati al prodotto,
considera anche i costi fissi legati al processo di trasformazione.
Comprende il costo primo più per esempio i costi della manodopera
indiretta, l’energia elettrica, gli ammortamenti.
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i costi
COSTO COMPLESSIVO
 Le Configurazioni di Costo
costo industriale+ costi non
industriali:

considera anche i costi non


industriali, di amministrazione,
vendita, pubblicità, R&S,
oneri, ecc.

COSTO ECONOMICO TECNICO



costo complessivo + costi costi figurativi;
non sono costi effettivi, cioè in realtà non comportano alcuna uscita
finanziaria, ma è giusto considerarli;
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i costi
I Costi Figurativi
- figurano in bilancio

- non sono effettivamente sostenuti. Si tratta delle remunerazioni che il
titolare o i soci avrebbero percepito:

1. investendo diversamente i
capitali di rischio;

2. lavorando per terzi.

1. interesse di computo

2. le prestazioni fornite dal


proprietario o dai soci all’impresa;

Potrebbe essere l’affitto se l’immobile è dell’imprenditore


i costi
I Costi Figurativi

Interesse di Computo

• l’interesse che lo stesso capitale investito


maturerebbe con l’acquisto di titoli o depositi
Bancari

• è l’interesse minimo 

che vorrebbe ottenere chi investe in azienda
i costi
I Costi Figurativi
Nel caso in cui il valore delle entrate corrispondesse al costo
economico tecnico, queste già comprenderebbero un
guadagno minimo, lo stesso guadagno che imprenditore e
soci percepirebbero investendo i propri capitali in banca

il costo economico-tecnico è il minimo prezzo di vendita


perché considera un interesse = a quello bancario

esempio

se uno stampato ha un costo complessivo = 5 €


e l’interesse di computo = 0,25 €

la sua produzione è conveniente solo se viene venduto ad un prezzo


minimo di 5,25 € (= costo economico tecnico).