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CAPITOLO 2: Sete di Vendetta

"Pain, i like it rough, cause i'd rather feel pain than nothing at all"

6:15 a.m.
“Beep, beep, beep, beep”
“click”
Questa sveglia è davvero fastidiosa, ma è proprio per questo motivo che la uso,
altrimenti non mi sveglierei. Anche se mi sveglio di cattivo umore, ciò che mi
ripeto è che l’importante sia non essere rimasto a dormire troppo a lungo. Punto il
timer sempre presto, solo per potermi fare un giretto per i fatti miei prima di
dover entrare in quella scuola che tanto odio. Sono stato bocciato per la prima
volta lo scorso anno, e ora mi tocca conoscere persone nuove, e per di più, più
piccole di me. Perlomeno sono in una sezione che non mi darà problemi. Dover
ripetere la seconda sinceramente non mi fa né caldo né freddo, ormai il mio unico
obiettivo è vendicare mio fratello, tutto ciò che non includa questo è solo un
evento di routine. Ormai mi è solito fare dei monologhi mentali mentre faccio il
mio solito percorso per i parchi tra casa mia e la scuola. Per questo primo giorno
di scuola ho deciso di entrate 15 minuti in ritardo, solo per non dover affrontare la
fase di presentazione generale, non mi va proprio di fare amicizia.

8:15 a.m.
Sono davanti alla porta della mia aula, sento voci di ragazzi scambiarsi pareri e
opinioni, uff... speravo di saltare questa parte, farò finta di nulla. Senza bussare
entro lasciando la porta chiudersi dietro di me, non guardo nessuno e punto
subito il primo posto che noto. Mi ritrovo a sedermi in seconda fila vicino alla
parete opposta all'entrata, proprio sotto una finestra.
Insegnante: "Buongiorno Adam"
Ignoro il saluto e dò un'occhiata in giro: quasi nessuno è seduto al proprio posto,
tutti mi osservano con occhi perplessi, non mi piace essere fissato
Adam: "(ad alta voce) Beh? Avete finito di guardarmi?"
Insegnante: "Dai ragazzi sedetevi così possiamo continuare le presentazioni in
modo più ordinato" "Adam, dato che è il primo giorno di scuola, farò finta che lei
sia entrato alle 8:00"
Adam: "Sì, ok..."
I banchi sono divisi a due a due in 3 colonne e 4 file, come in tutte le classi, al mio
fianco si siede un ragazzo apparentemente asiatico, sembra non voler rivolgermi la
parola, beh meglio così, passerò l'ora disegnando qualcosa.
Ragazzo asiatico: "(allungando la mano) Comunque io sono Kotomine, piacere di
conoscerti Adam"
Ma non mi dire, pensavo si facesse i fatti suoi, invece no a quanto pare.
Adam: "(senza stringere la mano) Oh, sì... grandioso"
Kotomine: "Beh... è un po' imbarazzante, però spero potremmo essere amici
Adam: "..."
Kotomine: "Prima o poi"
Adam: "..."
Kotomine: "Voglio dire..."
Adam: "Senti, non mi va di parlare, puoi smetterla di infastidirmi? Grazie"
Kotomine: "Scusa... non era mia intenzione..."
Lo so che non era tua intenzione, ma sei riuscito a rovinarmi la mattinata, sperò
solo che l'intervallo non ci metta molto a suonare.

10:50 a.m.
"Driiiing"
Era ora, posso finalmente...
Kotomine: "Ehi, se vuoi io sono qua fuori, se vuoi passare del tempo in compagnia
tranquillo che non mordo ahah"
Adam: "V-va bene"
Perchè gli ho detto "Va bene"? Non potevo stare zitto? Ahh diamine, per questa
volta vado dai.