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INTRODUZIONE ALLA CONTABILITA' D'IMPRESA

2. I VALORI ECONOMICI E FINANZIARI


1. I VALORI FINANZIARI, COLLEGATI AD ENTRATE/USCITE DI MEZZI MONETARI E AD
AUMENTI/DIMINUZIONI DI CREDITI E DEBITI DI QUALUNQUE TIPO.
2. I VALORI ECONOMICI, DI REDDITO E DI CAPITALE.
L'OSSERVAZIONE DEI VALORI IN UN DATO ISTANTE TEMPORALE IMPLICA LA NOZIONE DI
VALORI-STOCK.
L'OSSERVAZIONE DEI VALORI IN UN DATO INTERVALLO TEMPORALE IMPLICA LA NOZIONE DI
VALORI-FLUSSO O VARIAZIONI DI SEGNO POSITIVO O NEGATIVO:
1. VARIAZIONI ECONOMICHE POSITIVE, AVENTI INFLUENZA POSITIVA SUI VALORI ECONOMICI,
SUL CAPITALE DI PROPRIETA' E SULLA DINAMICA REDDITUALE DELL'IMPRESA.
2. VARIAZIONI ECONOMICHE NEGATIVE, CON VALENZAOPPOSTA RISPETTO ALLE PRECEDENTI.
3. VARIAZIONI FINANZIARIE POSITIVE, MODIFICAZIONI DI SEGNO POSITIVO NEL DENARO, NEI
CREDITI E DEBITI DI QUALSIASI NATURA.
4. VARIAZIONI FINANZIARIE NEGATIVE, CON VALENZA OPPOSTA RISPETTO ALLE PRECEDENTI.

NEL PUNTO 1 SONO RICOMPRESI:


LA DOTAZIONE INIZIALE DI CAPITALE DA PARTE DEL SOGGETTO AZIENDALE; GLI AUMENTI DI
CAPITALE PROPRIO EFFETTIVI E GLI AUMENTI DI CAPITALE VIRTUALI; TUTTE LE FORME DI RICAVO
O DISINVESTIMENTO DI QUALSIASI NATURA; LE OPERAZIONI CHE RETTIFICANO COSTI SOSTENUTI
IN PRECEDENZA.

NEL PUNTO 2 INVECE:


DIMINUZIONI DI CAPITALE, SIA PER RIMBORSI CHE PER EROSIONE DOVUTA A RISULTATI
REDDITUALI NEGATIVI; COSTI PER INVESTIMENTI IN FATTORI PRODUTTIVI CARATTERISTICI E
ACCESSORI; OPERAZIONI RETTIFICATE DI RICAVI CONSEGUITI PRECEDENTEMENTE, RIDEFINITI PER
UN VALORE PIU' BASSO.
NELLA SFERA FINANZIARIA SI HANNO TUTTI I MOVIMENTI TERMINALI DELLE OPERAZIONI
DESCRITTE NEL'ASPETTO ECONOMICO, LA LORO MISURAZIONE ATTRAVERSO L'ESPRESSIONE IN
TERMINI DI MONETA, CREDITI E DEBITI.

NEL PUNTO 3 RIENTRANO:


TUTTI GLI INCREMENTI NELLE GIACENZE DI MONETA E DI LIQUIDITA' IMMEDIATE. NON SOLO
VALORI CONTANTI MA VALORI ACCETTATI IN PAGAMENTO: ASSEGNI DI C/C BANCARIO, ASSEGNI
CIRCOLARI, ASSEGNI DI C/C POSTALE; REGOLAMENTO DI DEBITO COMMERCIALE; RESTITUZIONE DI
UN PRESTITO.
COSTITUISCONO VARIAZIONI POSITIVE TUTTI I NUOVI DIRITTI DI CREDITO CHE SORGONO VERSO
TERZI IN RELAZIONE A:

1. CESSIONI DI BENI O PRESTAZIONI DI SERVIZI, DA PARTE DELL'IMPRESA, CONCEDENDO UNA


DILAZIONE DI PAGAMENTO AL CLIENTE.
2. OPERAZIONI DI FINANZIAMENTO ACCORDATO AD ALTRI ENTI ECONOMICI.

NEL PUNTO 4 INVECE:


RIDUZIONI DI DENARO O DI VALORI DISPONIBILI PER PAGAMENTI, INSORGENZA DI NUOVI
IMPEGNI DI DEBITO PER QUALSIASI SPECIE, ESTINZIONI E/O DECURTAZIONI DI DIRITTI DI CREDITO
VANTATI.

VARIAZIONI FINANZIARIE

POSITIVE NEGATIVE

● ENTRATE DI DENARO IN CASSA ● USCITE DI DENARO DALLA CASSA


● VERSAMENTI SUI C/C BANCARI E ● PRELEVAMENTI DAI C/C BANCARI
POSTALI E POSTALI

● NUOVI CREDITI DI REGOLAMENTO ● NUOVI DEBITI DI REGOLAMENTO


● ESTINZIONE E/O RIDUZIONE DI ● ESTINZIONE E/O RIDUZIONE DI
DEBITI DI REGOLAMENTO DEBITI DI REGOLAMENTO

● NUOVI CREDITI DI FINANZIAMENTO ● NUOVI DEBITI DI FINANZIAMENTO


(INCLUSA LA SOTTOSCRIZIONE DI
TITOLI OBBLIGAZIONARI) ● ESTINZIONE E/O RIDUZIONE DI
CREDITI DI FIANZIAMENTO
● ESTINZIONE E/O RIDUZIONE DI DEBITI (INCLUSO IL RIMBORSO O IL
DI FINANZIAMENTO REALIZZO DI OBBLIGAZIONI
SOTTOSCRITTE)
VARIAZIONI ECONOMICHE

NEGATIVE POSITIVE

● RIMBORSI DI CAPITALE ● DOTAZIONE INIZIALE DI CAPITALE


● DISTRIBUZIONI DI UTILI ● AUMENTI DI CAPITALE
● PERDITE DI ESERCIZIO ● UTILI D'ESERCIZIO ACCERTATI
ACCERTATE

● COSTI PER ACQUISIZIONE DI BENI ● RICAVI DERIVANTI DALLA

E SERVIZI PER LA PRODUZIONE PRODUZIONE CARATTERISTICA


CARATTERISTICA

● COSTI SUI FINANZIAMENTI ATTINTI: ● RICAVI DI GESTIONE FINANZIARIA:

- INTERESSI PASSIVI - PROVENTI SU FINANZIAMENTI

- PERDITE DI EMISSIONE CONCESSI A TERZI.

● COSTI PER INVESTIMENTI ● RICAVI PER DISINVESTIMENTI

PATRIMONIALI ACCESSORI: PATRIMONIALI ACCESSORI:


- ACQUISTO IMMOBILI NON INERENTI - VENDITA DI TITOLI AZIONARI
IL CICLO PRODUTTIVO - VENDITA DI OBBLIGAZIONI
- ACQUISTO DI TITOLI AZIONARI ACQUISTATE NEL SECONDARIO
- ACQUISTO DI OBBLIGAZIONI

● RETTIFICHE DIMINUTIVE DI RICAVI ● RETTIFICHE DIMINUTIVE DI COSTI


DELLA PRODUZIONE CARATTERISTICA DELLA PRODUZIONE CARATTERISTICA

● RETTIFICHE DIMINUTIVE DI ● RETTIFICHE DIMINUTIVE DI


RICAVI DI GESTIONE ACCESSORIA COSTI DI GESTIONE ACCESSORIA
LO SCHEMA PER I QUADRANTI DI RAPPRESENTAZIONE DEI VALORI ECONOMICO-
FINANZIARI

1. POSITIVE NEL PRIMO QUADRANTE


2. NEGATIVE NEL SECONDO QUADRANTE
3. POSITIVE NEL TERZO QUADRANTE
4. NEGATIVE NEL QUARTO QUADRANTE

VARIAZIONI ECONOMICHE NEGATIVE VARIAZIONI ECONOMICHE POSITIVE

VARIAZIONI FINANZIARIE POSITIVE VARIAZIONI FINANZIARIE NEGATIVE

VE - VE +
VF + VF -

PERMUTAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE
1. APPORTI DI CAPITALE PROPRIO, LADDOVE IL LAVORO ECONOMICO DEL CAPITALE
CORRISPONDE AL FLUSSO DI NUMERARIO IN ENTRATA IN CASSA E BANCHE.
L'ANALISI FONTI/IMPIEGHI EVIDENZIA UNA FONTE ECONOMICA DI MEZZI MONETARI

VE - VE +

● DOTAZIONE INIZIALE DI CAPITALE PROPRIO


● AUMENTI DI CAPITALE PROPRIO

● ENTRATE DI DENARO IN CASSA


● VERSAMENTI SUI C/C BANCARI

VF + VF -

● COSTI DI ACQUISTO DEI FATTORI


PRODUTTIVI
● AUMENTO DEBITI DI REGOLAMENTO
● DIMINUZIONE DENARO IN CASSA
● PRELEVAMENTI DAI C/C BANCARI

2. ACQUISIZIONE DEI FATTORI PRODUTTIVI, L'USCITA DI NUMERARIO DI CASSA E BANCHE CIOE' IL


SORGERE DI UN DEBITO VERSO FORNITORI MISURA IL COSTO D'ACQUISTO.

VE - VE +
VF + VF -

● RICAVI DI VENDITA DEI PRODOTTI


● AUMENTO CREDITI DI REGOLAMENTO
●ENTRATE DI DENARO IN CASSA
● VERSAMENTI SUI C/C BANCARI

3. VENDITA DEI PRODOTTI REALIZZATI, L'ENTRATA DI NUMERARIO IN CASSA E BANCHE OVVERO


IL SORGERE DI UN CREDITO VERSO CLIENTI MISURA IL RICAVO DI VENDITA.

VE - VE +
VF + VF -

● DIMINUZIONI DI CAPITALE PROPRIO


● DIMINUZIONE DENARO IN CASSA
● PRELEVAMENTI DAI C/C BANCARI

4. RIMBORSI DI CAPITALE PROPRIO, IL VALORE ECONOMICO DEL CAPITALE RIMBORSATO


CORRISPONDE AL FLUSSO DI NUMERARIO IN USCITA

VE - VE +
VF + VF -

IL 2 E IL 3 SONO APPLICABILI SIA AGLI INVESTIMENTI CARATTERISTICI CHE AGLI INVESTIMENTI


PATRIMONIALI ACCESSORI.
NEL PRIMO CASO I VALORI ECONOMICI DA RAPPRESENTARE SONO:
- RICAVI DELLA PRODUZIONE CARATTERISTICA, CON RIFERIMENTO AI RICAVI DI VENDITA DELLE
MERCI, DEI PRODOTTI E DEI SERVIZI COLLEGATI.
- COSTI DELLA PRODUZIONE CARATTERISTICA, COSTI DEI FATTORI PRODUTTIVI CORRENTI; COSTI
DEL FATTORE PRODUTTIVO LAVORO; COSTI DEI FATTORI PRODUTTIVI A CARATTERE PLURIENNALE,
UTILIZZABILI DURANTE PIU' ESERCIZI
- RETTIFICHE DI RICAVI, QUALI RESI, STORNI E ABBUONI SULLA VENDITA DEI PRODOTTI
- RETTIFICHE DI COSTI, QUALI RESI, STORNI E ABBUONI SULL'ACQUISTO DI FATTORI PRODUTTIVI.

NEL SECONDO CASO I VALORI ECONOMICI DA RAPPRESENTARE SONO:


- COSTI DEGLI INVESTIMENTI ACCESSORI, COSTI DI ACQUISIZIONE (INVESTIMENTO IN TITOLI,
PARTECIPAZIONI E IMMOBILI CIVILI)
- RICAVI DI SMOBILIZZO DEGLI INVESTIMENTI ACCESSORI STESSI
- RICAVI RELATIVI AL RENDIMENTO PRODOTTO DA TALI INVESTIMENTI (INTERESSI ATTIVI SU
TITOLI, DIVIDENDI DELLE PARTECIPAZIONI, FITTI ATTIVI).
PERMUTAZIONI FINANZIARIE

● ENTRATE DI DENARO IN CASSA ● AUMENTO DEBITI DI FINANZIAMENTO


● VERSAMENTI SU C/C BANCARI

CLASSI DI OPERAZIONI E COMBINAZIONI DI VALORI/VARIAZIONI RAPPRESENTABILI NEL TERZO E


QUARTO QUADRANTE.

ACQUISIZIONE DI FINANZIAMENTI DA TERZI

VE - VE +
VF + VF -

● DIMINUZIONE DEBITI DI FINANZIAMENTO ● DIMINUZIONE DENARO IN CASSA


● PRELEVAMENTI DAI C/C BANCARI

GLI SCHEMI DI ANALISI FONTI/IMPIEGHI IN TERMINI FINANZIARI SOTTO APPLICATI ALLE


OPERAZIONI DI FINANZIAMENTO (ACQUISIZIONE/RIMBORSO DI DEBITI DI FINANZIAMENTO) SONO
UTILIZZABILI ANCHE LE OPERAZIONI DI FINANZIAMENTO ATTIVO (CONCESSIONE/RESTITUZIONE DI
CREDITI DI FINANZIAMENTO), IL PAGAMENTO DEI DEBITI DI REGOLAMENTO E L'INCASSO DEI
CREDITI DI REGOLAMENTO.

RIMBORSO DI FINANZIAMENTI A TERZI

VE - VE +
VF + VF -

UN'USCITA DI DENARO IN CASSA E BANCA PUO' DETERMINARE I SEGUENTI IMPIEGHI FINANZIARI:


- DIMINUZIONE DI DEBITI DI FINANZIAMENTO, PER IL RIMBORSO DI PRESTITI DI TERZI
- AUMENTO DI CREDITI DI FINANZIAMENTO, PER CONCESSIONE DI FINANZIAMENTI A TERZI
- DIMINUZIONE DI DEBITI DI REGOLAMENTO, PER PAGAMENTI RELATIVI ALLE ACQUISIZIONI DI
FATTORI PRODUTTIVI
UN'ENTRATA DI DENARO IN CASSA E BANCA PUO' ESSERE DETERMINATA DALLE SEGUENTI FONTI
FINANZIARIE:
- AUMENTO DI DEBITI DI FINANZIAMENTO PER ACQUISIZIONE DI FINANZIAMENTI DA TERZI
- DIMINUZIONE DI CREDITI DI FINANZIAMENTO, PER RIMBORSO DI FINANZIAMENTI DA TERZI
- DIMINUZIONE DI CREDITI DI REGOLAMENTO, PER INCASSI RELATIVI ALLE VENDITE DI BENI E
SERVIZI.
PERMUTAZIONI ECONOMICHE
OPERAZIONI EFFETTUATE TRA IL PRIMO ED IL SECONDO QUADRANTE.
LE OPERAZIONI SONO:
a) APPORTI DI CAPITALE PROPRIO IN NATURA (AD UNA VARIAZIONE ECONOMICA POSITIVA PER
APPORTI DI CAPITALE CORRISPONDE UNA NEGATIVA PER COSTI DI APPORTO)
b) RIMBORSI DI CAPITALE PROPRIO IN NATURA (AD UNA VARIAZIONE ECONOMICA NEGATIVA PER
RIMBORSI DI CAPITALE CORRISPONDE UNA POSITIVA PER RICAVI DI REALIZZO)
c) DETERMINAZIONE CONGIUNTA DI COSTI E RICAVI (AD UNA VARIAZIONE ECONOMICA POSITIVA
PER RICAVI DI PRODUZIONE CORRISPONDE UNA NEGATIVA PER COSTI DI PRODUZIONE).

LE OPERAZIONI DETERMINANTI PRMUTAZIONI ECONOMICHE SIANO RICONDUCIBILI A COPPIE DI


OPERAZIONI DEL PRIMO TIPO DETERMINANTI PERMUTAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE.
TRA QUESTI:
- IL SORGERE DI CREDITI/DEBITI VERSO SOCI, PRIMA DELL'APPORTO/RIMBORSO IN NATURA, NEI
CASI SUB a) E b)
- IL SORGERE DI CREDITI E DEBITI CHE MISURANO MONETARIAMENTE I VALORI ECONOMICI DI
RICAVO E DI COSTO CONTRAPPOSTI, NEI CASI SUB c)

RIENTRANO NELL'AREA DELLE PERMUTAZIONI ECONOMICHE:


- DETERMINAZIONI DI VALORI ECONOMICO-REDDITUALI PER STORNO DI ALTRI VALORI
ECONOMICO-REDDITUALI. (ESEMPIO: STORNO DI COSTI/RICAVI DELL'ESERCIZIO)
- DETERMINAZIONI DI VALORE DI CAPITALE PER DERIVAZIONE DA VALORI
ECONOMICO-REDDITUALI. (ESEMPIO: ACCERTAMENTO DI UTILI/PERDITE DI ESERCIZIO)
- DETERMINAZIONI DI VALORE DI CAPITALE PER STORNO DI ALTRI VALORI DI CAPITALE.
(ESEMPIO: FORMAZIONE DI RISERVE CON UTILI NON DISTRIBUITI, DIMINUZIONE DI CAPITALE PER
COPERTURA PERDITE ED AUMENTI VIRTUALI DI CAPITALE).
OPERAZIONI DI SCAMBIO "MISTE"
LE COMBINAZIONI TRA VARIAZIONI FINANZIARIE E VARIAZIONI ECONOMICHE NELLE OPERAZIONI
SONO:
1. ACQUISIZIONE DI FATTORI PRODUTTIVI CON UN'ECCEDDENZA DELLE VARIAZIONI FINANZIARIE
NEGATIVE SULLE VARIAZIONI ECONOMICHE NEGATIVE.
2. VENDITA DI PRODOTTI CON UN'ECCEDENZA DELLE VARIAZIONI FINANZIARIE POSITIVE SULLE
VARIAZIONI ECONOMICHE POSITIVE.
3. INCASSO O CONVERSIONE DI CREDITI DI REGOLAMENTO/FINANZIAMENTO CON IL FORMARSI DI
VARIAZIONI ECONOMICHE NEGATIVE.
4. PAGAMENTO O CONVERSIONE DI DEBITI DI REGOLAMENTO/FINANZIAMENTO CON IL
FORMARSI DI VARIAZIONI ECONOMICHE POSITIVE.

LE OPERAZIONI MISTE POSSONO ESSERE TRASFORMATE IN COMBINAZIONI DI OPERAZIONI DEL


PRIMO TIPO, DEL SECONDO TIPO, DEL TERZO TIPO.
IL CASO DEL RIMBORSO DI DEBITI DI FINANZIAMENTO CON PAGAMENTO DELLA QUOTA IN
C/CAPITALE E DELLA QUOTA IN C/INTERESSI.
LA SUDDETTA OPERAZIONE POTREBBE ESSERE SCISSA IN DUE:
- UNA PERMUTAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA IN RELAZIONE AL PAGAMENTO DEGLI INTERESSI
PASSIVI
- UNA PERMUTAZIONE FINANZIARIA IN RELAZIONE AL RIMBORSO DELLA QUOTA DI DEBITO DI
FINANZIAMENTO

● COSTO PER FINANZIAMENTI ATTINTI


● DIMINUZIONE DEBITI DI ● DIMINUZIONE DI DENARO IN CASSA
FINANZIAMENTO ● PRELEVAMENTI DAI C/C BANCARI
VE - VE +

VF + VF -

SCHEMA COMPLETO DELLE OPERAZIONI E FINALITA' DELLA CONTABILITA'


D'IMPRESA
- IL PRIMO E IL SECONDO QUADRANTE SONO DEPUTATI AD ACCOGLIERE L'ASPETTO ECONOMICO,
MENTRE IL TERZO E IL QUARTO QUADRANTE ACCOLGONO L'ASPETTO FINANZIARIO
- IL PRIMO E IL QUARTO QUADRANTE INDICANO LE FONTI, MENTRE IL SECONDO E IL TERZO
QUADRANTE INDICANO GLI IMPIEGHI.
SCHEMA DELL'ATTIVITA' D'IMPRESA. RAPPRESENTAZIONE DEFINITIVA

● COSTI DELLA PRODUZIONE CARATTERISTICA ● DOTAZIONE INIZIALE DI CAPITALE PROPRIO


●COSTI PER FINANZIAMENTI ATTINTI ● RICAVI DELLA PRODUZIONE CARATTERISTICA
● COSTI PER INVESTIMENTI ACCESSORI ● RICAVI DA INVESTIMENTI ACCESSORI
● RETTIFICHE DI RICAVI ● RETTIFICHE DI COSTI
●RIMBORSI DI CAPITALE PROPRIO E ● AUMENTI DI CAPITALE PROPRIO
DISTRIBUZIONI DI UTILI

● NUOVI CREDITI DI REGOLAMENTO ● NUOVI DEBITI DI REGOLAMENTO


● NUOVI CREDITI DI FINANZIAMENTO ● NUOVI DEBITI DI FINANZIAMENTO
● DIMINUZIONE DI DEBITI DI REGOLAMENTO ● DIMINUZIONE DI CREDITI DI REGOLAMENTO
● DIMINUZIONE DI DEBITI DI FINANZIAMENTO ● DIMINUZIONE DI CREDITI DI
FINANZIAMENTO
● ENTRATE DI DENARO IN CASSA ● DIMINUZIONE DENARO IN CASSA
● VERSAMENTI SUI C/C BANCARI ● PRELEVAMENTI DAI C/C BANCARI

VE - VE +
VF + VF -

LE FINALITA' DELLA CONTABILITA' D'IMPRESA SONO:


1. CONTROLLO MONETARIO-FINANZIARIO DELLA GESTIONE, MEDIANTE LA RIVELAZIONE DEI
MOVIMENTI DI DENARO, CREDITI E DEBITI DI QUALUNQUE SPECIE
2. CONTROLLO ECONOMICO DELLA GESTIONE, MEDIANTE LA RILEVAZIONE SISTEMATICA, DEGLI
ANDAMENTI ECONOMICI "GENERALI" DELLA GESTIONE MISURATI DA QUELLI FINANZIARI, CON
RETTIFICA PERIODICA DEI VALORI AI FINI DELLA DETERMINAZIONE DEL REDDITO E DEL CAPITALE
DI FUNZIONAMENTO.
3. IL REDDITO

LA NOZIONE E I CARATTERI
«REDDITO E' L'ACCRESCIMENTO CHE IL CAPITALE D'IMPRESA SUBISCE IN CONSEGUENZA DELLA
GESTIONE».
CARATTERI DEL REDDITO:
1. IL REDDITO E' UNA VARIAZIONE
2. IL REDDITO DEVE POTER ESSERE INDIVIDUATO NEL TEMPO
3. IL REDDITO PRESUPPONE LA PRESENZA DI UN CAPITALE
4. IL REDDITO E' IN RELAZIONE DI CAUSA-EFFETTO CON LA GESTIONE.

1. DEFINIRE IL REDDITO COME UNA VARIAZIONE SIGNIFICA CONSIDERARLO COME UN CONCETTO


QUANTITATIVO E DI NATURA DINAMICA.
IL REDDITO NON E' SOLO L'ACCRESCIMENTO O L'INCREMENTO MA ANCHE LA DIMINUZIONE O IL
DECREMENTO DEL CAPITALE PER EFFETTO DELLA GESTIONE:

UTILE VARIAZIONE POSITIVA (INCREMENTO)

REDDITO
PERDITA VARIAZIONE NEGATIVA (DECREMENTO)

SI UTILIZZA L'ESPRESSIONE "RISULTATO ECONOMICO" PER EVITARE L'ERRATO USO DI REDDITO


SOLO IN TERMINI POSITIVI (UTILE).

2. IL REDDITO E' UN FENOMENO CHE HA SENSO IN UN INTERVALLO DI TEMPO: E' NECESSARIO


SPECIFICARE IL LASSO TEMPORALE DURANTE IL QUALE IL REDDITO AFFLUISCE AL FONDO
PREESISTENTE O DA ESSO DEFLUISCE.
L'UNICO PERIODO DI TEMPO CHE PERMETTE DI ADERIRE ALA REGOLA E' L'INTERVALLO CHE
COINCIDE CON LA VITA DELL'IMPRESA.
QUANDO SI PARLA DI REDDITO SENZA SPECIFICARE IL PERIODO A CUI SI RIFERISCE SI E' SOLITI
SOTTOINTENDERE IL PERIODO AMMINISTRATIVO ANNUALE E LA CORRISPONDENTE PORZIONE DI
ATTIVITA' CHE E' L'ESERCIZIO.
3. AFFERMARE CHE IL REDDITO PRESUPPONE LA PRESENZA DI UN CAPITALE NON SIGNIFICA CHE IL
PRIMO DERIVI DAL SECONDO.
IL CAPITALE PUO' ESSERE CONSIDERATO COME COLLEGATO AL REDDITO IN QUANTO CONDIZIONE
E STRUMENTO MATERIALE DELLA PRODUZIONE AZIENDALE. IL CAPITALE NON AVREBBE
SIGNIFICATO COME FONTE DI REDDITO SE NON FOSSE INSIEME AL FATTORE "LAVORO".
IL REDDITO E' UN VALORE; E' ASTRATTO NON E' INCORPORATO O INCORPORABILE IN BENI O
GRUPPI DI BENI AGGIUNTI O SOTTRATTI AL PATRIMONIO D'AZIENDA; E' INDETERMINATO
L'ATTRIBUZIONE DEL VALORE NON E' UN'OPERAZIONE OGGETTIVA, SPECIE SE VOGLIA ATTRIBUIRSI
AL REDDITO SIGNIFICATO DIVERSO A SECONDA DELLO SCOPO CHE SI VUOL RAGGIUNGERE CON LA
SUA DETERMINAZIONE.

CAPITALE: STATO COMPLESSIVO DELLE ATTVITIA' E DELLE PASSIVITA' CHE CONCORRERANNO ALLA
FORMAZIONE DEI REDDITI FUTURI.
ASPETTO STATICO DELL'INVESTIMENTO: GRANDEZZA DEL FONDO O STOCK DI VALORI ESPRESSA
IN DUE ISTANTI.
REDDITO: ESPRESSIONE DEL DIVENIRE DI COMPONENTI ECONOMICI ATTRIBUITO AD UN DATO
PERIODO DI TEMPO.
ASPETTO DINAMICO DELL'INVESTIMENTO: GRANDEZZA CHE ESPRIME IL MOVIMENTO O LA
CORRENTE O IL FLUSSO DI VALORI IN UN ARCO O INTERVALLO DI TEMPO.

RELAZIONI DEL REDDITO CON IL CAPITALE:


a) IL REDDITO NON E' RIFERIBILE ALLE VARIAZIONI DEGLI ELEMENTI PATRIMONIALI
b) NEL PERIODO CONSIDERATO, AI FINI DELLA DETERMINAZIONE DEL REDDITO, IL CAPITALE DEVE
RIMANERE INVARIATO.
L'IMPOSSIBILITA' DI RIFERIRE IL REDDITO AD UNO O PIU' ELEMENTI DEL CAPITALE DIPENDE DAL
FATTO CHE ESSO DERIVA DA UNA DIFFERENZA TRA COSTI E RICAVI CONNESSI ALL'ACQUISTO DEI
FATTORI E ALLA VENDITA DEI PRODOTTI.
LA NON DIRETTA CORRISPONDENZA TRA REDDITO E VALORI PATRIMONIALI DIPENDE DALLA
GESTIONE.
LA NOMINALE INVARIANZA DEL CAPITALE DURANTE IL PERIODO DI FORMAZIONE DEL REDDITO E'
CONDIZIONE NECESSARIA PERCHE':
1. ATTRIBUISCE AL REDDITO SIGNIFICATO "PROPRIO" DI VARIAZIONE; IL REDDITO E' VARIAZIONE
INDIRETTA DEL CAPITALE CHE ASSUME IMPORTANZA CONOSCITIVA SE SI CONSIDERA L'IPOTESI DI
INESISTENZA DI VARIAZIONI DIRETTE DEL CAPITALE INIZIALE O SI ATTRBUISCE LORO PRESCISA E
SEPARATA INTERPRETAZIONE IN SEDE DI ANALISI FINALE. DEVE PERMANERE PER TUTTO IL
PERIODO DI TEMPO CONSIDERATO LA NOMINALE INVARIANZA DEL CAPITALE.
2. PERMETTE DI CONFERMARE LA COORDINAZIONE CHE VINCOLA I DIVERSI COMPONENTI DEL
REDDITO.
3. E' IMPOSTATA DAI PROCEDIMENTI TECNICI DI DETERMINAZIONE DEI VALORI DI CONTO I QUALI
RIFLETTONO LA NATURA DEL REDDITO.
4. IL REDDITO E' IL RISULTATO DELLA GESTIONE: TRA LA GESTIONE E IL REDDITO C'E' UNA
RELAZIONE DI CAUSA-EFFETTO.
IL RAPPORTO REDDITO-GESTIONE DEVE ESSERE INTESO: NON DAL SOLO PROCESSO DI
PRODUZIONE SCATURISCE IL REDDITO MA DA UN INSIEME DI OPERAZIONI DI GESTIONE VISTE
COME «LE CAUSE ECONOMICHE ELEMENTARI CHE INCIDONO SULLA VARIAZIONE DEL CAPITALE
D'IMPRESA».
LE OPERAZIONI DI GESTIONE POSSONO ESSERE DISTINTE IN DUE CATEGORIE: OPERAZIONI
D'INTERNA GESTIONE ED OPERAZIONI D'ESTERNA GESTIONE.
LE PRIME SONO VOLTE ALL'IMPIEGO O ALLA TRASFORMAZIONE DEI FATTORI PRODUTTIVI AL FINE
DI OTTENERE I PRODOTTI E/O SERVIZI DA COLLOCARE SUL MERCATO.
LE SECONDE RIGUARDANO IL CIRCUITO DEI FINANZIAMENTI A TITOLO DI CREDITO,
GLI INVESTIMENTI DI VARIO TIPO E I CONSEGUENTI REALIZZI.
ALLA FORMAZIONE DEL REDDITO CONCORRONO LE OPERAZIONI D'INTERNA ED ESTERNA
GESTIONE. LE VARIAZIONI DIRETTE DI CAPITALE NON PROMANANO DALL'OPERA DEGLI ORGANI
AZIENDALI ANCHE SE INFLUENZANO LA REDDITIVITA' FUTURA DELL'IMPRESA.
IL CALCOLO DEL REDDITO GLOBALE
IL REDDITO GLOBALE E' L'ESPRESSIONE DEL RISULTATO ECONOMICO RIFERITO ALLA GESTIONE
SVOLTA DURANTE L'INTERA VITA DELL'AZIENDA.

APPLICANDO IL METODO INDIRETTO AVREMO:

t0 tn

r = Ctn - Ct0

r = REDDITO
Ctn = CAPITALE NETTO AL MOMENTO DELLA LIQUIDAZIONE
Ct0 = CAPITALE NETTO AL MOMENTO DELLA COSTITUZIONE
t0 tn = VITA DELL'AZIENDA
IL REDDITO E' UNA VARIAZIONE INDIRETTA DI PATRIMONIO CHE PUO' ASSUMERE SEGNO
POSITIVO (C finale > C iniziale) E SARA' UN UTILE, O SEGNO NEGATIVO (C finale < C iniziale) SE
TRATTASI DI UNA PERDITA.
LE VARIAZIONI INDIRETTE DI CAPITALE SONO QUELLE CHE DERIVANO DA OPERAZIONI NON DI
GESTIONE E POSSONO ESSERE: CONFERIMENTI O RIMBORSI DI CAPITALE, ACCENSIONI O
EROGAZIONI DI MEZZI OTTENUTI O DATI IN DONAZIONE, RIVALUTAZIONI PATRIMONIALI.
IL PROCEDIMENTO DI CALCOLO ASSUME PIENA COERENZA LOGICA SOLO SE VENGNO PRECISATE
LE DUE SEGUENTI IPOTESI:
I. DURANTE L'INTERA VITA DELL'AZIENDA NON SONO INTERVENUTE VARIZIONI DIRETTE
PATRIMONIALI
II. DURANTE L'INTERA VITA DELL'AZIENDA C'E' STATA COSTANZA DEL VALORE ECONOMICO DELLA
MONETA.
IL REDDITO TOTALE PUO' ESSERE DETERMINATO FACENDO LA DIFFERENZA FRA I RICAVI
CONSEGUITI E I COSTI SOSTENUTI MONETARIAMENTE DURANTE L'INTERA VITA DELL'IMPRESA
(METODO INDIRETTO):
r = Rtotali - Ctotali
Rtotali = RICAVI TOTALI
Ctotali = COSTI TOTALI

IL REDDITO GLOBALE PUO' ESSERE DETERMINATO:


METODO INDIRETTO O SINTETICO:
PATRIMONIO NETTO FINALE ESPRESSO IN TERMINI MONETARI - PATRIMONIO NETTO INIZIALE
ESPRESSO IN TERMINI MONETARI
METODO DIRETTO O ANALITICO:
RICAVI TOTALI - COSTI TOTALI

IL CALCOLO DEL REDDITO D'ESERCIZIO E DEL CAPITALE DI FUNZIONAMENTO


IL REDDITO D'ESERCIZIO NON SI PRESTA AD UNA CORETTA DETERMINAZIONE CON RAPIDI
PROCEDIMENTI DI SINTESI.
- METODO INDIRETTO O SINTETICO
- METODO DIRETTO O ANALITICO
IL CALCOLO CON IL METODO INDIRETTO O SINTETICO PREVE L'INDIVIDUAZIONE,
DELL'INCREMENTO O DECREMENTO CHE IL CAPITALE HA SUBITO NEL CORSO DELL'ESERCIZIO.
IL CAPITALE E' QUELLO DI FUNZIONAMENTO CONSIDERATO ALL'INIZIO E ALLA FINE DEL PERIODO
AMMINISTRATIVO:
r = Ct+1 - Ct
Ct+1 = CAPITALE DI FUNZIONAMENTO ALLA FINE DELL'ESERCIZIO
Ct = CAPITALE DI FUNZIONAMENTO ALL'INIZIO DELL'ESERCIZIO.

IL CALCOLO DEL REDDITO CON IL METODO DIRETTO O ANALITICO: IL REDDITO E' RAPPRESENTATO
DALLA DIFFERENZA ESISTENTE FRA I RICAVI E I COSTI RELATIVI ALLA GESTIONE SVOLTA
NELL'INTERVALLO DI TEMPO CONSIDERATO.
IL REDDITO D'ESERCIZIO E' IL COMPONENTE ECONOMICO DELLA GESTIONE CHE MATURA MANO A
MANO CHE QUESTA SI SVOLGE NEL SUO AVVICENDAMENTO DI COSTI E DI RICAVI.
PER LA SUA DETERMINAZIONE E' PREVISTA LA SOMMA ALGEBRICA DEI COMPONENTI ELEMENTARI
DEL REDDITO: I RICAVI CON SEGNO POSITIVO E I COSTI CON SEGNO NEGATIVO.
r = Resercizio - Cesercizio
IL METODO DIRETTO SI TROVA A DOVER FRONTEGGIARE DEGLI OSTACOLI, DI ORDINE
VALUTATIVO.
LA MANIFESTAZIONE FINANZIARIA DI COSTI E RICAVI INDUCE A DOVER DISTINGUERE I
COMPONENTI DI REDDITO IN DUE CATEGORIE:
1. COMPONENTI OGGETTIVI: LA MANIFESTAZIONE FINANZIARIA E' STATA ACCERTATA NEL SENSO
CHE E' AVVENUTO UNO SCAMBIO MONETARIO O COMMERCIALE.
2. COMPONENTI SOGGETTIVI: LA MANIFESTAZIONE SIA ECONOMICA CHE FINANZIARIA, SI
PRESENTA ACCERTABILE, C'E' BISOGNO DI UN CALCOLO PER STABILIRE LA COMPETENZA
ECONOMICA DI COMPONENTI DI REDDITO PROVENIENTI DAL PASSATO O DI COMPONENTI
RIFERIBILI AL FUTURO.
I COMPONENTI DEL REDDITO: COSTI E RICAVI
I COMPONENTI ELEMENTARI DEL REDDITO SONO I COSTI E I RICAVI, I COSTI POSSONO
CONSIDERARSI COME I COMPONENTI NEGATIVI DEL REDDITO E I RICAVI COME I COMPONENTI
POSITIVI.
«IL RICAVO NON E' ALTRO CHE IL PREZZO DI VENDITA, AUMENTATO DEI LUCRI ACCESSORI ALLA
VENDITA, DIMINUITO DELLE SPESE PIU' ATTINENTI ALLA VENDITA».
I CONCETTI DI COSTO E DI RICAVO MOSTRANO UNA SCELTA IN CHIAVE "FINANZIARIA", SI E' IN
PRESENZA DI UN COSTO O DI UN RICAVO QUANDO POSSONO ESSERE INDIVIDUATI DA:
1. UN'USCITA DI DENARO ATTINENTE AL PROCESSO PRODUTTIVO CHE GENERA E MISURA UN
COSTO (C).
C=qxp

q = QUANTITA' NON MONETARIA DI SCAMBIO


p = PREZZO-COSTO UNITARIO NEGOZIATO
2. UN'ENTRATA DI DENARO ATTINENTE AL PROCESSO PRODUTTIVO CHE GENERA E MISURA UN
RICAVO (R).
R=QxP

Q = QUANTITA' NON MONETARIA DI SCAMBIO


P = PREZZO-RICAVO UNITARIO NEGOZIATO.

COSTI E RICAVI POSSONO CONSIDERARSI ECONOMICAMENTE FORMATI NON SOLO NEL


MOMENTO IN CUI SI HA UN MOVIMENTO DI DENARO MA ANCHE QUANDO LA NEGOZIAZIONE
RISULTA CONCLUSA: LIQUIDAZIONE DEL DEBITO E LIQUIDAZIONE DEL CREDITO.
LA GESTIONE E' FORMATA DA OPERAZIONI DI ESTERNA GESTIONE E OPERAZIONI D'INTERNA
GESTIONE; QUESTE ULTIME RIGUARDANO L'IMPIEGO E LA TRASFORMAZIONE DEI FATTORI
PRODUTTIVI ED ORIGINANO COSTI E RICAVI LA CUI MISURAZIONE NON PUO' BASARSI SU DI UNA
MANIFESTAZIONE FINANZIARIA DI NATURA CERTA MA SOLO SU CONSIDERAZIONI E PARAMETRI DI
NATURA SOGGETTIVA.
PER FATTORI ANTICIPATI SI DEVONO INTENDERE QUELLI ACQUISITI IN ANTICIPO RISPETTO ALLO
SVOLGIMENTO DELLA PRODUZIONE; LA SPESA SOSTENUTA ASSUME LA CONFIGURAZIONE DI
SPESA ANTICIPATA CIOE' TEMPORALMENTE PRECEDENTE ALL'UTILIZZO DEI FATTORI CHE
«COSTANO INDIPENDENTEMENTE DAL LORO UTILIZZO».
PER FATTORI CORRENTI SI DEVONO INTENDERE QUELLI ACQUISITI DURANTE LO SVOLGIMENTO
DELLA PRODUZIONE «COSTANO IN QUANTO SONO UTILIZZATI».
L'UTILIZZO O CONSUMO, GRADUALE O IMMEDIATO, DELLE DUE CATEGORIE DI FATTORI
PRODUTTIVI COMPORTA UN DIVERSO MODO DI CONSIDERARE I COSTI: COSTO COME UTILIZZO O
CONSUMO.

I COSTI D'ACQUISTO SONO MISURATI DA VALORI MONETARI, MENTRE I COSTI D'UTILIZZAZIONE


NON POSSONO ESSERE MISURATI DA NESSUNA VARIAZIONE MONETARIA IN QUANTO HANNO
RAGIONE D'ESISTERE SOLO IN BASE AL CONSUMO.
I COSTI DI UTILIZZAZIONE POSSONO ESSERE RICONDOTTI ALLE QUANTITA' MONETARIE "PAGATE"
PER L'ACQUISIZIONE DEI FATTORI.
IL COSTO D'ACQUISIZIONE DEI FATTORI ANTICIPATI PUO' ESSERE SCOMPOSTO E VISTO COME
SOMMA DI DUE COSTI:
- IL COSTO DI UTILIZZAZIONE: VALORE ASSEGNABILE A QUELLA PARTE DEL FATTORE PRODUTTIVO
CHE E' STATA UTILIZZATA PER FORMARE IL PRODOTTO
- IL COSTO SOSPESO: VALORE ASSEGNABILE ALLA PARTE DEL FATTORE PRODUTTIVO NON
UTILIZZATA E DISPONIBILE PER GLI ATTI PRODUTTIVI FUTURI.
IL COSTO D'ACQUISIZIONE DEI FATTORI CORRENTI, A DIFFERENZA DEI FATTORI ANTICIPATI,
COINCIDE CON QUELLO DI UTILIZZAZIONE.
LE CONSIDERAZIONI ESPOSTE PER I COSTI POSSONO ESSERE RIFORMULATE PER I RICAVI.
I RICAVI DI PRODUZIONE SONO COSTITUITI DAL VALORE DEI PRODOTTI OTTENUTI, SIANO ESSI
FINITI O IN CORSO; SI TRATTA DI TUTTI I BENI E I SERVIZI APPORTATI ALL'ECONOMIA
COMPLESSIVA.
LA DIFFERENZA TRA RICAVO DI VENDITA E RICAVO DI PRODUZIONE RISIEDE NELLA PRESENZA O
MENO DELLO SCAMBIO. IL RICAVO DI VENDITA E' MISURATO DA UNA VARIAZIONE FINANZIARIA E
TIENE CONTO DELLA CESSIONE A TERZI DI BENI O SERVIZI PRODOTTI E NON NEL PERIODO DI
TEMPO CONSIDERATO, I RICAVI DI PRODUZIONE SONO QUELLI CHE SI SONO FORMATI
INDIPENDENTEMENTE DALLA VENDITA.
NECESSARIO E' IL COLLEGAMENTO TRA LE DUE NOZIONI E SICCOME SI PROCEDE AVENDO GIA'
FATTO LA SCELTA DI ANTEPORRE L'IMPORTANZA DEI COMPONENTI DEL REDDITO DI TIPO
"FINANZIARIO" RISPETTO AGLI ALTRI NE SEGUE CHE I RICAVI DI PRODUZIONE POSSONO ESSERE
OTTENUTI:
RICAVI DI VENDITA
+/- VARIAZIONI DELLE RIMANENZE DI PRODOTTI
+ PRODOTTI ASSEGNATI AL PERSONALE, A SOCI AUTOCONSUMI
+ PRODUZIONI INTERNE CAPITALIZZATE.
COMPENTI DI REDDITO "OGGETTIVI"

● COSTI DI ACQUISIZIONE ● RICAVI DI VENDITA


● RETTIFICHE DI VENDITA ● RETTIFICHE DI COSTI D'ACQUISIZIONE

VE - VE +
VF + VF -

I COSTI DI ACQUISIZIONE POSSONO ESSERE SCOMPOSTI NELLE TRE CATEGORIE DEI COSTI
RIGUARDANTI: L'ACQUISIZIONE DI TUTTI I FATTORI SPECIFICI DELLA PRODUZIONE, L'ACQUISIZIONE
DEL FATTORE GENERICO DENARO E LE EVENTUALI ACQUISIZIONI DI FATTORI
EXTRACARATTERISTICI. I RICAVI DELLE VENDITE POSSONO ESSERE DISTINTI TRA LE VENDITE DEI
BENI E/O SERVIZI DERIVANTI DALL'ATTIVITA' CARATTERISTICA E I RENDIMENTI DEGLI
INVESTIMENTI ACCESSORI.

COMPONENTI DI REDDITO "OGGETTIVI"

● COSTI DELLA PRODUZIONE CARATTERISTICA: ● RICAVI DELLA PRODUZIONE


- MATERIE CARATTERISTICA:
- SERVIZI - PRODOTTI
- LAVORO - SERIVIZI
- IMMABILIZZAZIONI MATERIALI ED
IMMATERIALI
● COSTI PER FINANZIAMENTIATTINTI ● RICAVI DA INVESTIMENTI ACCESSORI
● COSTI PER INVESTIMENTI ACCESSORI
● RETTIFICHE DI RICAVI ● RETTIFICHE DI COSTI

VE - VE +
VF + VF -
DURANTE LO SVOLGIMENTO DELLE OPERAZIONI DI GESTIONE SI POSSONO VERIFICARE LE
RETTIFICHE DI TUTTE LE CATEGORIE DI COSTI E DI RICAVI CONSIDERATI.

I COMPONENTI DEL REDDITO NEL PRIMO ESERCIZIO


LA PARTECIPAZIONE AL REDDITO RELATIVAMENTE ALLA GESTIONE DI PRODUZIONE TIPICA,
RIGUARDA I COSTI DI UTILIZZAZIONE E I RICAVI DELLA PRODUZIONE.
I COSTI DI UTILIZZAZIONE DERIVANO DALLA DIFFERENZA TRA I COSTI DI ACQUISIZIONE E COSTI
SOSPESI; I RICAVI DI PRODUZIONE DALLA SOMMA DEI RICAVI DI VENDITA E DEL VALORE DEI
PRODOTTI IN RIMANENZA.

RAPPRESENTAZIONE DI TIPO A

● COSTI DI ACQUISIZIONE DEI FATTORI ● RICAVI DI VENDITA DI BENI E/O SERVIZI


PRODUTTIVI
- STRUTTURALI (MATERIALI E IMMATERIALI) ● STORNO DI COSTI DI ACQUISIZIONE
- DI CONSUMO (BENI E SERVIZI) ( FATTORI E PRODOTTI IN RIMANENZA ALLA
FINE DEL PERIODO)

VE - VE +
VF + VF -

RAPPRESENTAZIONE DI TIPO B

● COSTI DI UTILIZZAZIONE DEI FATTORI ● RICAVI DI PRODUZIONE DI BENI E/O SERVIZI


PRODUTTIVI:
- STRUTTURALI (MATERIALE E IMMATERIALI)
- DI CONSUMO (BENI E SERVIZI)

VE - VE +
VF + VF -

I COMPONENTI DEL REDDITO NELL'ESERCIZIO N.ESIMO

RAPPRESENTAZIONE DI TIPO A

● COSTI RIPRESI ● RICAVI DI VENDITA DI BENI E/O SERVIZI


(FATTORI E PRODOTTI IN RIMANENZA
ALL'INIZIO DEL PERIODO)
● COSTI D'ACQUISIZIONE DEI FATTORI ● STORNO DI COSTI D'ACQUISIZIONE
PRODUTTIVI: (FATTORI E PRODOTTI IN RIMANENZA ALLA
- STRUTTURALI FINE DEL PERIODO)
- DI CONSUMO

VE - VE +
VF + VF -
I COSTI SOSPESI ALLA FINE DEL PERIODO (LE RIMANENZE FINALI) DIVENGONO QUELLI RISPRESI
ALL'INIZIO DEL PERIODO SUCCESSIVO (LE RIMANENZE INIZIALI)
RAPPRESENTAZIONI DI TIPO B

● COSTI DI UTILIZZAZIONE DEI FATTORI ● RICAVI DI PRODUZIONE DI BENI E/O SERVIZI


PRODUTTIVI:
- STRUTTURALI (MATERIALI E IMMATERIALI)
- DI CONSUMO (BENI E SERVIZI)

VE - VE +
VF + VF -

I COSTI DI UTILIZZAZIONE DERIVANO DALLA SOMMATORIA: ICOSTI DEI FATTORI PRODUTTIVI NON
UTILIZZATI NEL PERIODO n-1; PIU' I COSTI DEI FATTORI ACQUISITI NEL PERIODO n; MENO I COSTI
DEI FATTORI PRODUTTIVI NON UTILIZZATI NELL'ANNO n. I RICAVI DI PRODUZIONE DI BENI
ESPRIMONO SIA I RICAVI DELLE VENDITE DEL PERIODO n CHE IL VALORE DEI BENI NON VENDUTI
NELL'ANNO n, MENO IL VALORE DEI BENI NON VENDUTI NEL PERIODO n-1.

GLI SCOPI DELLA DETERMINAZIONE E LE CONFIGURAZIONI DEL REDDITO


LO SCOPO DEL REDDITO E': LA GESTIONE CON LE SUE OPERAZIONI, EFFETTUATE CON UN CAPITALE
DATO, PRODUCE IL REDDITO IL QUALE, IN VESTE DI RISULTATO, E' INDICE DI VALUTAZIONE
ECONOMICA QUALITATIVA E QUANTITATIVA DELL'OPERATO DEL MANAGEMENT.
LA CAPACITA' DEL REDDITO COME INDICATORE DI EFFICIENZA DEVE ESSERE ACCOLTA IN SENSO
RELATIVO E VA INQUADRATO NELL'AMBITO DEL BILANCIO, FACENDO RIFERIMENTO ALLA
GESTIONE.
L'INDETERMINATEZZA DEL REDDITO POTREBBE COMPORTARE UNA SUA FORMAZIONE SPECIFICA.
LA RICERCA DI ATTENDIBILITA' E VERIFICABILITA' DEL REDDITO PUO' NON TENER CONTO DELLA
SPECIFICITA' DELLA SINGOLA AZIENDA.
LO SCOPO E IL SENSO DEL REDDITO PRODOTTO DOVREBBE ESSERE UNICO.
OCCORE SPECIFICARE QUANDO I COSTI TROVANO CORRELAZIONE CON I RICAVI NELL'ESERCIZIO IN
CHIUSURA. LA CONTINUITA' DELLA GESTIONE TROVA RISCONTRO SE NEL CONSIDERARE I COSTI E I
RICAVI SI TIENE CONTRO DI QUELLI PROVENIENTI DAL PASSATO ESERCIZIO E DI QUELLI DA
RIMANDARE ALL'ESERCIZIO SUCCESSIVO.
IL PROBLEMA DEL CRITERIO DI VALUTAZIONE NELLA CORRELAZIONE COSTI/RICAVI PUO' TROVARE
TRE SOLUZIONI:
1. RINVIO AL FUTURO DI COSTI SOSTENUTI NELL'ESERCIZIO IN CHIUSURA. LA VALUTAZIONE E' AL
COSTO E SI RITIENE POSSA ESSERE IL VALORE CAPACE DI RISPONDERE AD UN ALTRO POSTULATO:
QUELLO DELLA PRUDENZA.
2. ANTICIPAZIONE ALL'ESERCIZIO IN CHIUSURA DI RICAVI DI VENDITA FUTURI, LA VALUTAZIONE E'
AL RICAVO PRESUNTO. LA PRODUZIONE OTTENUTA E' CONSIDERATA COME GIA' VENDUTA E
GENERATRICE DI RICAVI DA CORRELARE AI COSTI DELL'ESERCIZIO.
3. SUDDIVISIONE TRA L'ESERCIZIO IN CHIUSURA E QUELLI SUCCESSIVI DEI RISULTATI ECONOMICI
IN CORSO DI FORMAZIONE. LA VALUTAZIONE PUO' AVVENIRE AD UN QUALSIASI VALORE
INTERMEDIO TRA I DUE PRECEDENTI.
LA SUDDIVISIONE COMPORTA PROBLEMI DI SCELTA: DEL MIGLIOR CRITERIO DI RIPARTO, ISPIRATO
ALL'EFFETTIVA SPECIFICITA' AZIENDALE E DELLA NECESSITA' DI ESPLICITARE IN MODO CHIARO E
CORRETTO I PRINCIPI DI VALUTAZIONE UTILIZZATI.
RIMANGONO IRRISOLTI DUE IMPORTANTI PROBLEMI:
- LA COMPARABILITA' SPAZIO-TEMPORALE DEI RISULTATI ECONOMICI
- IL CONTRASTO CON I PRINCIPI CONTABILI CIVILISTICI E FISCALI.
IL PRIMO ASPETTO POTREBBE ESSERE RISOLTO ATTRAVERSO LA RICONCILIAZIONE DEI VALORI.
NEL SECONDO ASPETTO LE DISPOSIZIONI EMANATE DAL LEGISLATORE CIVILE NON POSSONO
ESSERE DISATTESE E SE NON RECEPISCONO I PRINCIPI ECONOMICO-AZIENDALI, SI CREA UNA
SITUAZIONE DI CONTRASTO.
L'ELEMENTO CHE PIU' HA DETERMINATO LA NORMALIZZAZIONE E L'AVVICINAMENTO TRA
REDDITO ECONOMICO AZIENDALE E REDDITO CIVILISTICO E' RAPPRESENTATO
DALL'INTRODUZIONE IN ITALIA DELLA IV CHE STABILISCE GLI SCHEMI "OBBLIGATORI" DI
CLASSIFICAZIONE, RAPPRESENTAZIONE E VALUTAZIONE DEI VALORI ECONOMICI E FINANZIARI NEI
PROSPETTI DI BILANCIO.
LA NUOVA NORMATIVA DEFINISCE I PRINCIPI GENERALI O POSTULATI:
- I POSTULATI PRIMARI DELLA CHIAREZZA E DELLA RAPPRESENTAZIONE VERITIERA E CORRETTA
DELLA SITUAZIONE PATRIMONIALE E FINANZIARIA DELLA SOCIETA' E DEL RISULTATO ECONOMICO
DELL'ESERCIZIO.
- I POSTULATI DERIVATI DALLA PRUDENZA, CONTINUAZIONE DELL'ATTIVITA' D'IMPRESA,
COMPETENZA ECONOMICA, VALUTAZIONE SEPARATA DEGLI ELEMENTI ETEROGENI DELLE
SINGOLE VOCI, CONTINUITA' NEI CRITERI DI VALUTAZIONE.
IL REDDITO ECONOMICO AZIENDALE DOVREBBE COMPRENDERE LE SEGUENTI REMUNERAZIONI:
a) INTERESSE SUL CAPITALE PROPRIO INVESTITO
b) COMPENSO PER L'OPERA DEL PROPRIETARIO E DEI SUOI FAMILIARI, O DEI SOCI O ALTRE
PERSONE CHE PRESTANO IL LORO LAVORO SENZA RICEVERE UNA RETRIBUZIONE COMPRESA TRA I
COSTI D'ESERCIZIO
c) FITTI FIGURATIVI DI TERRENI DISTOLTI DAL LORO USO NATURALE
d) FITTI FIGURATIVI DI LOCALI O NOLEGGI FIGURATIVI DI ALTRI MEZZI DI PROPRIETA' PERSONALE
DEL TITOLARE O DEI SOCI ED UTILIZZATI NELL'IMPRESA SENZA CORRISPETTIVO
L'ECCEDENZA DELL'UTILE SULLA SOMMA DEI COMPONENTI ELENCATI RAPPRESENTA IL PROFITTO
DELL'IMPRESA O SOVRAREDDITO.
TALE SOVRAREDDITO EMERGE DAL CALCOLO DEL REDDITO PRODOTTO, TUTTAVIA E'
INDISPENSABILE COME INDICATORE DELL'EFFETTIVA POSSIBILITA' DELL'AZIENDA AD ESSERE
REDDITIZIA.

IL CAPITALE
LA NOZIONE E I CARATTERI
TRE CARATTERI ATTRIBUIBILI AL CAPITALE D'AZIENDA:
1. IL CAPITALE E' UN FONDO DI VALORI. ESPRIME L'OPPORTUNITA' DI OMOGENIZZARE MEDIANTE
UN PARAMETRO MONETARIO GRANDEZZE CHE POTREBBERO ESSERE ESPRESSE MEDIANTE
MISURAZIONI LORO PROPRIE.
2. IL CAPITALE E' ASTRATTO. VIENE CONCEPITO ASTRAENDO DALL'IDENTITA' DEI SUOI
COMPONENTI, RISULTA DALA SOMMA, DALL'INSIEME, DAL QUANTUM DATO DA TUTTI I VALORI
CHE NE SONO GLI ELEMENTI.
3. IL CAPITALE E' INDETERMINATO. SI POSSONO MUTARE I PARAMETRI DI VALUTAZIONE E I
COMPONENTI PATRIMONIALI STESSI.
IL CAPITALE CONSIDERATO COME RICCHEZZA PERTINENTE AD UNA DATA IMPRESA DEVE ESSERE
ATTRIBUITO AL TITOLARE DA UNA NECESSARIA RELAZIONE DI DISPONIBILITA'.
1. NON SONO NECESSARI COMMMENTI PARTICOLARI PER LA NOZIONE DI CAPITALE COME
VALORE.
2. SE L'ASTRATTEZZA COME ATTRIBUTO DEL REDDITO E' DA ACCOGLIERE SENZA NESSUNA
REMORA, LA STESSA ASSOCIAZIONE LOGICA SI RITIENE NON POSSA ESSERE CONDIVISA PER
QUNATO RIGUARDA IL CAPITALE.
TRALASCIARE LA CONOSCENZA QUALITATIVA DEI BENI CHE COMPONGONO IL CAPITALE SIGNIFICA
INCONTRARE ALCUNE DIFFICOLTA': NEL PROCESSO DELLA SUA VALUTAZIONE,
NELL'INDIVIDUAZIONE DEI CARATTERI PROPRI DI CIASCUN BENE O SPECIE DI BENI E NELLE
SUCCESSIVE RELAZIONI DI COMPLEMENTARIETA' CHE LI COMBINANO QUALITATIVAMENTE
ALL'INTERNO DEL PROCESSO ECONOMICO DELLA GESTIONE.
IL CAPITALE VARIA AL VARIARE DEL VALORE DEI REDDITI ATTESI E VARIA AL VARIARE DEL SAGGIO
DI CAPITALIZZAZIONE.
IL CAPITALE NON CONTRASTA CON L'ALTRO, QUELLO IN CUI VENGONO TENUTI PRESENTI GLI
ELEMENTI COMPONENTI LO SCOPO ERA QUELLO DI ENFATIZZARE LA FIGURA DEL REDDITO.
3. IL CARATTERE DELL'INDETERMINATEZZA DEL CAPITALE: I FINI PER I QUALI SI VALUTANO GLI
ELEMENTI DEL CAPITALE SONO MOLTEPLICI E DI CONSEGUENZA, SONO DIVERSE LE IPOTESI CHE
POSSONO ESSERE FISSATE PER IL SUO CALCOLO.

I COMPONENTI: ATTIVITA' E PASSIVITA'


MENTRE I COMPONENTI DEL REDDITO SONO I COSTI E I RICAVI ATTRIBUITI ALL'ESERCIZIO, IL
CAPITALE E' COSTITUITO DA COSTI E RICAVI DA ATTRIBUIRE AGLI ESERCIZI FUTURI, DAI VALORI
CHE PARTECIPANDO AI SUCCESSIVI PROCESSI GESTIONALI, DETERMINANO PROSPETTIVE DI
REDDITO.
IL CAPITALE RAPPRESENTA IL COMPLESSO DELLE ASPETTATIVE CHE CARATTERIZZANO LA
GESTIONE FUTURA.
NEL CAPITALE DI FUNZIONAMENTO SI DISTINGUONO I SEGUENTI COMPONENTI ELEMENTARI:
- I COMPONENTI POSITIVI O ATTIVITA'
- I COMPONENTI NEGATIVI O PASSIVITA'
I PRIMI SONO VALORI ATTRIBUITI AI MEZZI A DISPOSIZIONE, I SECONDI SONO I VALORI ATTRIBUITI
AI DEBITI.
L'INSIEME DEI COMPONENTI POSITIVI PUO' COMPRENDERE:
- ATTIVITA' FINANZIARIE: DENARO IN ATTESA DI ESSERE INVESTITO E CREDITI IN ATTESA DI
REALIZZO
- ATTIVITA' NON NUMERARIE O COSTI SOSPESI: BENI ACQUISITI, DI NATURA DIVERSSA A SECONDA
DEL TIPO DI ATTIVITA' SVOLTA DALL'IMPRESA, CHE POSSONO ESSERE SIA MATERIALI CHE
IMMATERIALI.
LE ATTIVITA' POSSONO ESSERE OSSERVATE COME ASPETTATIVE DI FLUSSI IN ENTRATA.
L'INSIEME DEI COMPONENTI NEGATIVI PUO' COMPRENDERE:
- PASSIVITA' FINANZIARIE: DEBITI DI VARIA NATURA E DURATA VERSO TERZI
- PASSIVITA' NON NUMERARIE O RICAVI SOSPESI: RIMANENZE DI NATURA CONTABILE.

ATTIVITA'
CAPITALE DI FUNZIONAMENTO PASSIVITA'

CAPITALE NETTO

CAPITALE NETTO = ATTIVITA' - PASSIVITA'


CAPITALE LORDO = PASSITIVA'

IL CAPITALE NETTO E' UNA NOZIONE PRETTAMENTE CONTABILE: E' UNA DIFFERENZA TRA ENTITA'
NUMERICHE ESPRIMENTI DEI VALORI.
IL VALORE DEL CAPITALE NETTO NON COINCIDE CON L'APPORTO DA PARTE DEL SOGGETO
PROPRIETARIO IN QUANTO SI REALIZZANO VARIAZIONI DEL CAPITALE AD OPERA DELLA GESTIONE
OD ANCHE PER OPERAZIONI NON DI GESTIONE.
VERREBBE MENO LA NOZIONE DI CAPITALE NETTO SE LA DIFFERENZA TRA ATTIVITA' E PASSIVITA'
ASSUMESSE SEGNO NEGATIVO; IN QUESTO CASO IL VALORE DEI COMPONENTI NEGATIVI DEL
CAPITALE SUPEREREBBE IL VALORE DEI COMPONENTI POSITIVI VERIFICANDOSI UN DEFICT
PATRIMONIALE: I BENI PRESENTI NON SONO SUFFICIENTI A COPRIRE LA MASSA DEBITORIA.
LE CARATTERISTICHE DEI COMPONENTI DEL CAPITALE SONO DUE E INTERCONNESSE:
- STRUMENTALITA'
- COMPLEMENTARIETA'-COORDINAZIONE.
LA STRUMENTALITA' E' RELAZIONE DI UTILITA' TRA IL BENE E LA PRODUZIONE, IN SENSO TECNICO
E IN SENSO ECONOMICO; RISULTA VALIDO PER IL FATTORE GENERICO DENARO CHE PER I FATTORI
SPECIFICI.
LA COMPLEMENTARIETA' DEGLI ELEMENTI CHE COMPONGONO IL CAPITALE INDICA LE RELAZIONI
DI COORDINAZIONE CHE DEVONO SUSSISTERE TRA ESSI.
I COMPONENTI POSITIVI DEL CAPITALE, CIOE' LE ATTIVITA' POSSONO ESSERE DEFINITE COME LE
RISORSE CORRISPONDENTI AI MEZZI MONETARI POSSEDUTI DA UN'AZIENDA E AI FATTORI
PRODUTTIVI SPECIFICI ACQUISITI MONETARIAMENTE. IL TERMIENE ATTIVITA' PUO' ESSERE
SOSTITUITO CON QUELLO DI IMPIEGHI O INVESTIMENTI I QUALI, RICHIAMANO LA NECESSITA' DEI
MEZZI FINANZIARI PERCHE' POSSANO ESSERE REALIZZATI.
I COMPONENTI NEGATIVI EL CAPITALE, LE PASSIVITA', RAPPRESENTANO I DIRITTI CHE PERSONE O
ENTI ESTERNI POSSONO FAR VALERE NEI CONFRONTI DELL'AZIENDA E IL CAPITALE NETTO E' IL
VALORE RAPPRESENTATIVO DEI DIRITTI DEI PROPRIETARI DELL'AZIENDA. I TERMINI PASSIVITA' E
CAPITALE NETTO POSSONO ESSERE SOSTITUITI CON QUELLO DI FONTI DI FINANZIAMENTO.
IL TOTALE DEGLI IMPIEGHI O CAPITALE INVESTITO E IL TOTALE DELLE FONTI O CAPITALE DI
FINANZIAMENTO ANDRANNO A COINCIDERE, RAPPRESENTANDO LE DUE FACCE DEL CAPITALE DI
FUNZIONAMENTO.
LA REPPRESENTAZIONE DEI COMPONENTI IL CAPITALE DI FUNZIONAMENTO PUO' ESSERE DIVERSA
A SECONDA DELLA VISUALE D'OSSERVAZIONE CON CUI CI SI APPROCCIA A TALE FONDO DI VALORI.

ATTIVITA' NON FINANZIARIE CAPITALE NETTO


● COSTI SOSPESI DA FATTORI DELLA ● QUOTE DI CAPITALE PROPRIO
PRODUZIONE DA UTILIZZARE: ● ACCANTONAMENTI DI UTILI
- STRUTTURALI (MATERIALI E IMMATERIALI)
- DI CONSUMO (BENI E SERVIZI) PASSIVITA' NON FINANZIARIE
● RICAVI SOSPESI
ATTIVITA' FINANZIARIE PASSIVITA' FINANZIARIE
● CREDITI (IN ATTESA DI ESSERE INCASSATI) ● DEBITI (IN ATTESA DI ESSERE RIMBORSATI)
● DENARO (IN ATTESA DI ESSERE IMPIEGATO)
COMPONENTI POSITIVI: COMPONENTI NEGATIVI:
ATTIVITA' NETTO + PASSIVITA'
VE - VE +
VF + VF -

COMPONENTI POSITIVI: COMPONENTI NEGATIVI:


IMPIEGHI FONTI
VE - VE +

IMPIEGHI ECONOMICI FONTI ECONOMICHE


IMPIEGHI FINANZIARI FONTI FINANZIARIE
VF + VF -

GLI SCOPI DELLA DETERMINAZIONE E LE VARIE CONFIGURAZIONI DEL CAPITALE


LA DETERMINAZIONE DEL CAPITALE AZIENDALE PUO' AVVENIRE PER SCOPI DIVERSI:

ECONOMICO AZIENDALE
1. CAPITALE DI FUNZIONAMENTO REDDITO DI ESERCIZIO CIVILISTICO
FISCALE

2. CAPITALE ECONOMICO REDDITO PRESUNTO FUTURO

3. CAPITALE DI LIQUIDAZIONE NESSUN REDDITO

1. PER IL CAPITALE DI FUNZIONAMENTO LO SCOPO DEL SUO CONSEGUIMENTO E' STRUMENTALE


RISPETTO A QUELLO, PRIORITARIO, DELLA DETERMINAZIONE DEL REDDITO D'ESERCIZIO.
I CRITERI DI STIMA DEVONO RISPETTARE LE CARATTERISTICHE: STRUMENTALITA' E
COMPLEMENTARIETA'-COORDINAZIONE DEI SINGOLI ELEMENTI NELL'AMBITO DI UN COMPLESSO
AZIENDALE IN FUNZIONAMENTO.
2. PER IL CAPITALE ECONOMICO LO SCOPO DELLA SUA DETERMINAZIONE DOVREBBE ESSERE
QUELLO DI PERMETTERE UN GIUDIZIO SUL PERSEGUIMENTO DELLA REDDITIVITA' PROSPETTICA
DELL'AZIENDA: L'ENTITA' QUALI-QUANTITATIVA DEL PATRIMONIO COSI' CALCOLATA E' QUELLA
CAPACE DI FAR MANTENERE UN EQUILIBRIO ECONOMICO IN PRESENZA DI REDDITI FUTURI.
LA CAPITALIZZAZIONE DEI REDDITI PRESUNTI FUTURI:
r
Ce =
i
Ce = CAPITALE ECONOMICO
r = REDDITI PRESUNTI FUTURI
i = SAGGIO DI CAPITALIZZAZIONE

LE DUE CONDIZIONI PER IL CAPITALE DI BILANCIO: IL REDDITO E IL FUNZIONAMENTO


DELL'AZIENDA.
POSSIBILI CASI DI GESTIONE PARTICOLARE O "STRAORDINARIA" IN CUI PUO' RISULTARE UTILE
CALCOLARE IL CAPITALE ECONOMICO:
- CESSIONE AZIENDALE. L'AZIENDA VIENE CEDUTA COME COMPLESSO OD ANCHE IN ALCUNI SUOI
COMPLESSI FUNZIONALI MINORI. IL CAPITALE ECONOMICO E' IL PUNTO DI PARTENZA E IL
TERMINE DI CONFRONTO PER ADDIVENIRE AL PRESUNTO VALORE DI REALIZZO DEL PATRIMONIO.
- FUSIONE O TRASFORMAZIONE AZIENDALE. L'AZIENDA SI FONDE CON UN'ALTRA OPPURE
TRASFORMA LA SUA STRUTTURA SOCIETARIA. IL CAPITALE ECONOMICO E' IL PUNTO DI
RIFERIMENTO PER IL PRESUNTO VALORE DI APPORTO DEL PATRIMONIO.
- LIQUIDAZIONE DI QUOTE DOVUTE AD UNO O PIU' SOCI O AD EREDI: PRESUNTO VALORE DI
REALIZZO DEL PATRIMONIO.
IL PRINCIPIO-GUIDA PER LA VALUTAZIONE E' DI TIPO ECONOMICO: ESISTE UN VALORE DEL
CAPITALE SOLO SE E' PRESENTE UN FLUSSO DI REDDITI ATTESI.

3. PER IL CAPITALE DI LIQUIDAZIONE LO SCOPO DELLA SUA DETERMINAZIONE E' LA CESSAZIONE


DELL'ATTIVITA' AZIENDALE NELLA QUALE SI OPERA IL DISINVESTIMENTO COMPLETO DEL CAPITALE
IMPIEGATO MEDIANTE VENDITA "A STRALCIO" DEI BENI E DEI DIRITTI PATRIMONIALI.
I CRITERI DI VALUTAZIONE NON DEVONO TENERE CONTO DI UN SISTEMA DI ELEMTENTI
COORDINATI E COMPLEMENTARI MA DI UN AGGREGATO DI VALORI TRA LORO DISGIUNTI.

CIASCUN COMPONENTE DEL CAPITALE VIENE VALUTATO TENENDO CONTO DEL SUO VALORE DI
TRANSAZIONE:
- LE ATTIVITA' AL VALORE PRESUNTO DI REALIZZO
- LE PASSIVITA' AL VALORE PRESUNTO DI ESTINZIONE.

NON TUTTI I COMPONENTI DEL CAPITALE DI FUNZIONAMENTO COMPAIONO NEL CAPITALE DI


LIQUIDAZIONE, MENTRE POSSONO COMPARIRE ATTIVITA' REALIZZABILI O PASSIVITA' GENERATE
DALLA GESTIONE DI LIQUIDAZIONE ASSENTI DAL CAPITALE DI FUNZIONAMENTO.
LE DIFFERENZE TRA LE TRE CONFIGURAZIONI DI CAPITALE ILLUSTRATE, IN PARTICOLARE LE
RELAZIONI QUANTITATIVE TRA ESSE MOSTRANO CHE:
- IN CASO DI REDDITI FUTURI POSITIVI PER L'INTERA VITA DELL'AZIENDA, IL CAPITALE ECONOMICO
E' SEMPRE MAGGIORE DEL CAPITALE DI FUNZIONAMENTO E IL CAPITALE DI FUNZIONAMENTO E'
SEMPRE MAGGIORE DEL CAPITALE DI LIQUIDAZIONE.
- IN CASO DI REDDITI PRESUNTI FUTURI, NULLI O NEGATIVI, IL CAPITALE ECONOMICO E' SEMPRE
MINORE DEL CAPITALE DI FUNZIONAMENTO E IL CAPITALE DI FUNZIONAMENTO MINORE DEL
CAPITALE DI LIQUIDAZIONE.

4. LE REGOLE OPERATIVE DI RILEVAZIONE


IL CONTO COME STRUMENTO DI RILEVAZIONE
IL CONTO E' UN INSIEME DI SCRITTURE RIFERITE AD UNO SPECIFICO OGGETTO: LE SCRITTURE
DEGLI INCASSI E DEI PAGAMENTI DI CASSA COSTITUISCONO IL CONTO "CASSA"; LE SCRITTURE
RELATIVE ALL'ACCENSIONE ED AL RIMBORSO DEI FINANZIAMENTI RICEVUTI SOTTO FORMA DI
MUTUO COSTITUISCONO IL CONTO "MUTUI PASSIVI"; LE SCRITTURE RIGUARDANTI ENTRATE E
USCITE DI MERCI DAL MAGAZZINO COSTITUISCONO IL CONTO "MERCI".
LE QUANTITA' POSSONO ESSERE FISICHE O MONETARIE. NEL PRIMO CASO SI HANNO I CONTI A
QUANTITA' (FISICHE), NEL SECONDO I CONTI A VALORI. SI POSSONO ANCHE AVERE CONTI CHE
RILEVANO CONTEMPORANEAMENTE QUANTITA' FISICHE E MONETARIE.
LE QUANTITA' RILEVATE, FISICHE O MONETARIE, RAPPRESENTANO VARIAZIONI DI CONTO: ESSE
POSSONO AUMENTARE O DIMINUIRE L'OGGETTO DEL CONTO CONSIDERATO DI PER SE'. SI PARLA
DI "VARIAZIONI AUMENTATIVE" O "VARIAZIONI DIMINUTIVE" ESEMPIO: L'ACCENSIONE DI UN
MUTUO COSTITUISCE UNA VARIAZIONE AUMENTATIVA DEL CONTO "MUTUI PASSIVI", UN
INCREMENTO DEL DEBITO VERSO LA BANCA; MENTRE IL RIMBORSO DEL MUTUO RAPPRESENTA
UNA VARIAZIONE DIMINUTIVA DEL CONTO STESSO, UN DECREMENTO DEL DEBITO NEI
CONFRONTI DELLA BANCA.
SOMMANDO TRA LORO VARIAZIONI DELLO STESSO SEGNO E FACENDO LA DIFFERENZA DEI DUE
TOTALI DI SEGNO OPPOSTO OTTENIAMO IL SALDO DEL CONTO.
ESSO SI PRESENTA COME UN PROSPETTO A DUE SEZIONI. IN UNA SEZIONE VENGONO REGISTRATE
LE VARIAZIONI DI CONTO AUMENTATIVE, CIOE' DI SEGNO POSITIVO, NELL'ALTRA LE VARIAZIONI DI
CONTO DIMINUTIVE, CIOE' DI SEGNO NEGATIVO.
LE DUE SEZIONI ASSUMONO DENOMINAZIONI CONTRAPPOSTE IN RELAZIONE ALL'OGGETTO
RAPPRESENTATO, QUALI: INCASSI E PAGAMENTI; ENTRATE E USCITE; CARICHI E SCARICHI.
PER INDICARE LE DUE SEZIONI VENGONO USATE LE ESPRESSIONI DI DARE E AVERE, CON UN
SIGNIFICATO CONVENZIONALE. QUESTE DENOMINAZIONI, AVREBBERO SENSO NEI CONTI ACCESI
AI CREDITI ED AI DEBITI, IN QUANTO STAREBBERO A DESIGNARE CHE LA PERSONA A CUI E'
INTESTATO IL CONTO "DEVE DARE" E "DEVE AVERE". NEGLI ALTRI CONTI, COME IL CONTO "CASSA"
O IL CONTO "MERCI" O IL CONTO "CAPITALE NETTO", LE VOCI DARE E AVERE SONO USATE IN
SENSO CONVENZIONALE, INDICANO LA SEZIONE SINISTRA E LA SEZIONE DESTRA DEL CONTO,
AVENDO PERSO QUEL SIGNIFICATO ORIGINARIO CHE VENIVA LORO ATTRIBUITO AGLI ALBORI
DELLE REGISTRAZIONI CONTABILI.

LA FORMA CLASSICA DEI CONTI


LE STRUTTURE TIPICHE DEI CONTI:
- CONTI A SEZIONI DIVISE CONTRAPPOSTE
- CONTI A SEZIONI DIVISE SOVRAPPOSTE
- CONTI A SEZIONI DIVISE ACCOSTATE
- CONTI A FORMA SCALARE.
I CONTI A SEZIONI DIVISE HANNO SEZIONI SEPARATE PER I VALORI DI CONTO DARE E PER QUELLI
DI CONTO AVERE. SE TRATTASI DI SOVRAPPOSTE O CONTRAPPOSTE ABBIAMO:
- DATA DELL'OPERAZIONE
- NUMERI DI RIFERIMENTO ALLE SCRITTURE CORRISPONDENTI DI ALTRI CONTI O DI ALTRI REGISTRI
- DESCRIZIONE DELL'OPERAZIONE
- VALORI DI CONTO.
SE I CONTI SONO A SEZIONI DIVISE ACCOSTATE, LE COLONNE DELLA DATA, DEI RIFERIMENTI E
DELLA DESCRIZIONE SONO COMUNI PER LE DUE SEZIONI. LA SEPARAZIONE SI HA PER I VALORI DI
CONTO: UNA COLONNA PER I VALORI DARE ED UN'ALTRA PER I VALORI AVERE.
IL CONTO A FORMA SCALARE SI PRESENTA COME UN PROSPETTO AD UNA SOLA SEZIONE: LE
QUANTITA' SONO POSTE LE UNE SOTTO LE ALTRE, FACENDO PER OGNUNA LA SOMMA ALGEBRICA
CON LA PRECEDENTE. LE INFORMAZIONI RAPPRESENTATE SONO:
- DATA DELL'OPERAZIONE
- NUMERI DI RIFERIMENTO ALLA SCRITTURE CORRISPONDENTI DI ALTRI CONTI O DI ALTRI REGISTRI
- DESCRIZIONE DELL'OPERAZIONE
- SEGNI, DARE OD AVERE, DELLE VARIAZIONI DI CONTO
- VARIAZIONI DI CONTO, UNA SOTTO L'ALTRA, FACENDO PER OGNUNA LA SOMMA ALGEBRICA
CON LA PRECEDENTE.

a) CONTI A SEZIONI DIVISE CONTRAPPOSTE

DATA RIF. DESCRIZIONE VALORI DI DATA RIF. DESCRIZIONE VALORI DI


CONTO CONTO

DARE AVERE

b) CONTI A FORMA SCALARE


DATA RIFERIMENTI DESCRIZIONE SEGNO D/A VALORI E SALDI DI CONTO

c) CONTI A SEZIONE DIVISE ACCOSTATE E "SALDI ESPOSTI"

DATA RIFERIMENTI DESCRIZIONE VALORI DI CONTO SEGNO


DARE AVERE

OGGI IL SALDO PUO' ESSERE ESPOSTO IN UNA COLONNA APPOSITA, SEPARATAMENTE DAI
MOVIMENTI. CIO' AVVIENE IN CONTI DEL TIPO A SEZIONI DIVISE ACCOSTATECAVENTI UNA
COLONNA AGGIUNTIVA PER I SALDI.
PER DISTINGUERE I SALDI CON SEGNO DARE DA QUELLI CON SEGNO AVERE, LA CONVENZIONE
ADOTTATA E' QUELLA DI EVIDENZIARE I SALDI AVERE CON IL SEGNO "MENO", OPPURE TRA
PARENTESI.
IN CERTI CASI, NEI CONTI VIENE OMESSA LA DESCRIZIONE DELL'OPERAZIONE. RIMANGONO LE
INDICAZIONI DELLA DARA, DEI RIFERIMENTI ED ALTRE STRUTTURE, DELLE QUANTITA'. SI PARLA DI
CONTI SINOTTICI IN CONTRAPPOSIZIONE AI CONTI DESCRITTIVI O NUMERICO-DESCRITTIVI CHE
CONTENGONO LA DESCRIZIONE DELLE OPERAZIONI.

CONTI "SINOTTICI" RAGGRUPATI IN UN UNICO PROSPETTO

CONTO A CONTO B CONTO C TOTALI


DARE AVERE DARE AVERE DARE AVERE DARE AVERE

LA TERMINOLOGIA TIPIPCA DEI CONTI


ISTRUIRE UN CONTO SIGNIFICA FISSARNE L'OGGETTO E LA DENOMINAZIONE, CHE E' ANCHE
DETTA "TITOLO DEL CONTO".
APRIRE O ACCENDERE UN CONTO SIGNIFICA EFFETTUARE LA PRIMA REGISTRAZIONE, ISCRIVERE LA
VARIAZIONE DI CONTO INIZIALE. SI PUO' APRIRE IL CONTO CASSA ALL'INIZIO DI UN DATO
ESERCIZIO, SEGNANDO IN DARE LA CONSISTENZA INIZIALE.
ADDEBITARE UN CONTO SIGNIFICA ISCRIVERE UNA VARIAZIONE DI CONTO DARE; ACCREDITARE
UN CONTO SIGNIFICA ISCRIVERE UNA VARIAZIONE DI CONTO AVERE. IL CONTO "CASSA" SARA'
ADDEBITATO AD OGNI ENTRATA DI CASSA ED ACCREDITATO AD OGNI USCITA DI CASSA.
I TERMINI ADDEBITARE ED ACCREDITARE ASSUMONO UN SIGNIFICATO CONVENZIONALE: QUELLO
DI REGISTRAZIONE NELLA SEZIONE SINISTRA (ADDEBITARE) O NELLA SEZIONE DESTRA
(ACCREDITARE).
CHIUDERE UN CONTO SIGNIFICA DETERMINARE I TOTALI DARE ED AVERE, FARNE LA DIFFERENZA
OTTENENDO IL SALDO O BILANCIO DI CONTO, ISCRIVERE IL SALDO OTTENUTO NELLA SEZIONE
MINORE A PAREGGIO. IL SALDO ESPRIME L'ECCEDENZA DEL DARE SULL'AVERE E VICEVERSA.
SE IL SALDO DI CONTO RISULTA UGUALE A ZERO, SI DICE CHE IL CONTO E' SPENTO; SI CHIUDE
EVIDENZIANDO L'UGUAGLIANZA TRA IL DARE E L'AVERE.
STORNARE UNA PARTITA DA UN CONTO AD UN ALTRO SIGNIFICA ELIMINARE DA UN CONTO UNA
QUANTITA' E TRASFERIRLA IN UN ALTRO CONTO. L'ELIMINAZIONE DAL PRIMO COSTO SI EFFETTUA
SULLA BASE DEL PROCEDIMENTO SUGUITO NELL'ACCERTAMENTO DEI VALORI DI CONTO; SI
REGISTRA UNA QUANTITA' PARI A QUELLA DA STORNARE:
- NELLA SEZIONE OPPOSTA
- NELLA STESSA SEZIONE CON SEGNO NEGATIVO.
RIEPILOGARE O "INTEGRARE" PIU' CONTI IN UNO, SIGNIFICA TRASPORTARE IL CONTENUTO DI PIU'
CONTI IN UNO SOLO DI SINTESI O RIEPILOGO.
TALE INTEGRAZIONE PUO' REALIZZARSI MEDIANTE UN RIPORTO DELLE QUANTITA' NEL CONTO DI
SINTESI OPPURE PER CHIUSURA DEI CONTI ANALITICI. SI POSSONO AVERE TRE MODI DI
INTEGRAZIONE:
1. TRASCRIVENDO TUTTE LE SINGOLE OPERAZIONI DAI CONTI DA "INTEGRARE" NEL CONTO
SINTETICO
2. RAGGRUPPANDO IN UNA SINGOLA SCRITTURA DEL CONTO SINTETICO LE VARIAZIONI DI ORDINE
SIMILE RILEVATE NEI CONTI DA "INTEGRARE"
3. ISCRIVENDO NEL CONTO SINTETICO LE DIFFERENZE TRA TOTALI DI VARIAZIONI DI ORDINE
OPPOSTO GIA' RILEVATE NEI CONTI DA "INTEGRARE".
E' QUESTO IL MODO FREQUENTE DI "INTEGRAZIONE" DEI CONTI; SI PARLA DI "EPILOGO" DEI
CONTI.

E' POSSIBILE L'OPERAZIONE INVERSA: LA SCISSIONE O "DIFFERENZAZIONE" DI UNO IN PIU' CONTI.


NELLE DUE ULTIME OPERAZIONI INDICATE (STORNO, RIEPILOGO) E' IMPLICITO IL COLLEGAMENTO
TRA PIU' CONTI. E' OPPORTUNO RICHIAMARE QUANTO DETTO PRECEDENTEMENTE CIRCA LA
NECESSITA' DI RILEVARE NEI CONTI QUANTITA' MONETARIE, SULLA BASE DI UN'UNICA MONETA DI
CONTO.
POSSONO ESSERE DISTINTI I CONTI ANALITICI DAI CONTI SINTETICI, IN RELAZIONE ALL'ESTENSIONE
DELL'OGGETTO O ALLA POSSIBILITA' DI ESSERE SCISSI IN ALTRI CONTI.
I CONTI CONSIDERATI ANALITICI POSSONO ESSERE SUDDIVISI IN ALTRI CONTI E DIVENTARE,
SINTETICI. IL CONTO "COSTO DEL PERSONALE" E' DI TIPO SINTETICO, PUO' ESSERE SUDDIVISO IN
CONTI ANALITICI, QUALI: SALARI E STIPENDI, CONTRIBUTI SU SALARI E STIPENDI, IDENNITA' DI
FINE RAPPORTO. QUESTI ULTIMI POSSONO ESSERE SUDDIVISI IN SOTTOCONTI, DISTINGUENDO I
SALARI DAGLI STIPENDI E ADDIRITTURA, I VRI TIPI DI SALARIO E DI STIPENDIO.
UN'ALTRA CLASSIFICAZIONE E' QUELLA TRA I CONTI UNILATERALI O UNIFASE E CONTI BILATERALI
O BIFASE.
ALCUNI CONTI ACCOLGONO VALORI ESSENZIALMENTE IN UNA SOLA SEZIONE, SALVO GLI STORNI;
ABBIAMO CONTI UNILTERALI, COME IL CONTO "ACQUISTI" O IL CONTO "SPESE GENERALI" O IL
CONTO "INTERESSI PASSIVI" E CONTI BILATERALI, QUALI IL CONTO "CASSA" O IL CONTO "CREDITI".
I CONTI BILATERALI FUNZIONANTI NORMALMENTE IN DUE SEZIONI POSSONO ESSERE SCISSI IN
CONTI DEL TIPO UNILATERALE: IL CONTO "MERCI" AD ESEMPIO POTREBBE ESSERE SCISSO IN
CONTI UNILATERALI PER LA RILEVAZIONE DISTINTA DEI VALORI AVENTI SIGNIFICATO ECONOMICO
SOLTANTO NELL'UNA O NELL'ALTRA SEZIONE, DEL TIPO "MERCI C/ACQUISTO" E
"MERCI C/ VENDITE".

IL METODO DELLA PARTITA DOPPIA: GENERALITA'


LE SCRITTURE CONTABILI SI DISTINGUONO, IN SCRITTURE SEMPLICI E SCRITTURE DOPPIE. LE
PRIME SI RIVOLGONO IN UNA SOLA SEIRE DI CONTI E DANNO LUOGO AD UNA SOLA
REGISTRAZIONE. LE SECONDE SI SVOLGONO IN UE SERIE DI CONTI E REGISTRANO I FATTI SOTTO
DUE ASPETTI.
IL METODO SEGUITO PER LA TENUTA DELLE SCRITTURE DOPPIE E' QUELLO DELLA PARTITA
DOPPIA, CARATTERIZZATO DAI SEGUENTI PRINCIPI:
1. I FATTI DI GESTIONE VENGONO RIGUARDATI SOTTO DUE ASPETTI:
- UN ASPETTO ORIGINARIO
- UN ASPETTO DERIVATO.
2. IN CORRISPONDENZA DEI DUE ASPETTI VENGONO APERTE DUE SERIE DI CONTI: LA SERIE DEI
CONTI ORIGINARI E QUELLA DEI CONTI DERIVATI
3. I CONTI DELLE DUE SERIE SONO BISEZIONALI; HANNO DUE SEZIONI DISTINTE: UNA SEZIONE
DARE ED UNA SEZIONE AVERE
4. LE DUE SERIE DI CONTI FUNZIONANO IN MANIERA ANTETICA
5. SI UTILIZZA UN'UNICA MONETA DI CONTO, PER TUTTI I CONTI DELLE DUE SERIE.
I CONTI ACCOLGONO VALORI TALI IN DARE ED IN AVERE CHE LA SOMMA DEGLI IMPORTI IN DARE
DI TUTTI I CONTI E' UGUALE ALLA SOMMA DEGLI IMPORTI IN AVERE DI TUTTI I CONTI. SI DICE CHE
IL DARE E L'AVERE SI BILANCIANO CONTINUAMENTE.
LA SOMMA DEI SALDI IN DARE DI TUTTI I CONTI E' UGUALE ALLA SOMMA DEI SALDI IN AVERE DI
TUTTI I CONTI.
SI AVRA' CHE LA SOMMA ALGEBRICA DEI SALDI IN UNA PARTE QUALSIASI DEI CONTI DEL MASTRO
E' UGUALE E DI SEGNO OPPOSTO ALLA SOMMA ALGEBRICA DEI SALDI DELLA RIMAENTE PARTE DEI
CONTI.
LE TRE UGUAGLIANZE COSTITUISCONO I COROLLARI DELLE REGOLE FONDAMENTALI.
IL PRIMO PRINCIPIO E IL SECONDO RAPPRESENTANO LE CONDIZIONI DI BASE PER AVERE UNA
DOPPIA SCRITTURAZIONE.
IL TERZO PRINCIPIO INDICA CHE I CONTI DEVONO AVERE DUE SEZIONI DIVISE: UNA PER LE
VARIAZIONI DARE ED UNA PER LE VARIAZIONI AVERE. SE NON SEPARASSIMO PER OGNI CONTO LE
VARIAZIONI DEL DARE DA QUELLE DELL'AVERE, MA LE ANDASSIMO SOMMANDO
ALGEBRICAMENTE NON POTREMMO PIU' PARLARE DI UGUAGLIANZA TRA DARE E AVERE, IN
QUANTO MANCHEREBBERO I DUE DISTINITI TERMINI DELL'UGUAGLIANZA STESSA.
IL PRINCIPIO ESPRESSO E' QUELLO DEL FUNZIONAMENTO ANTITETICO DEI CONTI.

IL SISTEMA PATRIMONIALE DI BESTA


CONSIDERATO CHE IL VALORE DEL FONDO NETTO PATRIMONIALE (N) E' PARI ALLA DIFFERENZA
TRA I VALORI RIFERITI AGLI ELEMENTI ATTIVI (A) E PASSIVI (P) DEL PATRIMONIO, ABBIAMO:
A-P=N

SCHEMA DELL'ATTIVITA' D'IMPRESA. LOGICA PATRIMONIALE

ASPETTO ORIGINARIO ● ATTIVITA'


= VALORI ELEMENTARI
ASPETTO ELEMENTARE ● PASSIVITA'
ASPETTO DERIVATO
= VALORI DEL NETTO ● PATRIMONIO NETTO
ASPETTO DELLE VARIAZIONI NETTE
LE OPERAZIONI AZIENDALI VENIVANO CLASSIFICATE IN RELAZIONE AL TIPO DI VARIAZIONI CHE
DETERMINAVANO SUL PATRIMONIO:
- I FATTI AZIENDALI CHE COMPORTAVANO VARIAZIONI DI PARI IMPORTO E DI SEGNO OPPOSTO
NEGLI ELEMTNI PATRIMONIALI ERANO DETTI PERMUTATIVI. ESEMPIO: L'ACQUISTO DI MERCI
- I FATTI AZIENDALI CHE COMPORTAVANO VARIAZIONI DI UN SOLO ELEMENTO E MODIFICAVANO
IL FONDO ERANO DETTI MODIFICATIVI. ESEMPIO: I PAGAMENTI DI FITTI, DI RETRIBUZIONI E DI
COMPENSI VARI CHE DETERMINAVANO VARIAZIONI DIMINUTIVE DEL SOLO ELEMENTO
PATRIMONIALE "CASSA" E VARIAZIONI CORRISPONDENTI DEL FONDO NETTO.
- I FATTI AZIENDALI CHE MODIFICAVANO SOLO IN PARTE IL FONDO NETTO ERANO DETTI MISTI.
ESEMPIO: LA VENDITA DI MERCI CHE DETERMINAVA VARIAZIONI AUMENTATIVE DI "CASSA" O DI
"CREDITO" NON COINCIDENTI CON QUELLE DIMINUTIVE DELL'ELEMENTO "MERCI". LA
DIFFERENZA ERA CONSIDERATA VARIAZIONE NETTA, RISPETTIVAMENTE AUMENTATIVA O
DIMINUTIVA, DEL FONDO PATRIMONIALE.

IL SISTEMA DEL REDDITO: LA COSTRUZIONE ORIGINARIA DI ZAPPA


NEL SISTEMA DEL REDDITO AI DUE ASPETTI DI OSSERVAZIONE DELLE OPERAZIONI AZIENDALI
CORRISPONDE L'INDIVIDUAZIONE DI VALORI NUMERARI ED ECONOMICI.
L'OBIETTIVO DI UNA MISURAZIONE COMPORTA:
a) L'ATTENZIONE RIVOLTA ALLE OPERAZIONI DI GESTIONE ESTERNA, PER LA POSSIBILITA' DI
QUANTIFICARLE MEDIANTE VALORI DESUNTI DA SCAMBI DI MERCATO;
b) L'ATTRIBUZIONE DI UN'IMPORTANZA FONDAMENTALE ALL'ASPETTO NUMERARIO ED AI VALORI
RELATIVI, IN QUNATO LE LORO CARATTERISTICHE DI OGGETTIVITA' E INCONTROVERTIBILITA' NE
FANNO PRESUPPOSTO DI OGNI DETERMINAZIONE SISTEMATICA DI RISULTATI D'ESERCIZIO.

ASPETTO ORIGINARIO ● DENARO


= VALORI NUMERARI
ASPETTO NUMERARIO ● CREDITI E DEBITI DI
REGOLAMENTO
ASPETTO DERIVATO ● CAPITALE DI PROPRIETA'
= VALORI ECONOMICI
ASPETTO ECONOMICO ● REDDITO (COMPRESI CREDITI
E DEBITI NON NUMERARI)

NELLA PARTE SUPERIORE SI RITROVANO TUTTE LE OPEARAZIONI CHE INDUCONO LA FORMAZIONE


DI VALORI NUMERARI.
NELLA PARTE INFERIORE DELLO SCHEMA SONO RAPPRESENTATI GLI ASPETTI DEI FATTI DI
GESTIONE CHE SPIEGANO IL SORGERE DI VALORI ECONOMICI
ALL'INTERNO DEI VALORI NUMERARI SI POSSONO DISTINGUERE TRE CATEGORIE PIU' ANALITICHE:
a) VALORI NUMERARI CERTI, CHE SI FORMANO IN SEGUITO AD OPERAZIONI INFLUENTI
DIRETTAMENTE SUL FONDO MONETARIO A DISPOSIZIONE DELL'AZIENDA, QUINDI IN PRIMA
APPROSSIMAZIONE SULLA CASSA;
b) VALORI NUMERARI ASSIMILATI, RAPPRESENTATI DAI CREDITI E DEBITI DI REGOLAMENTO,
DERIVANTI DA OPERAZIONI COMMERCIALI IN CUI NON C'E' COINCIDENZA FRA MOMENTO DELLO
SVOLGIMENTO ECONOMICO E SCAMBIO DI MONETA RELATIVO. ESSI SOSTITUISCONO MOVIMENTI
DI DENARO MA SONO ESPRESSI IN UNITA' DI MONETA DI CONTO;
c) VALORI NUMERARI PRESUNTI, DI QUESTO TIPO SONO I CREDITI E DEBITI DEFINITI IN MONETA
ESTERA, DATO CHE TUTTI I VALORI DEL SISTEMA DEVONO ESSERE ESPRESSI IN UN'UNICA MONETA
ALL'INTERNO DEI VALORI ECONOMICI SI POSSONO DISTINGUERE DUE CATEGORIE:
a) VALORI ECONOMICI INERENTI IL CAPITALE DI PROPRIETA' E I SUOI MOVIMENTI
b) VALORI ECONOMICI RIFERITI AL REDDITO ED AI SUOI COMPONENTI: COSTI E RICAVI IN
UN'ACCEZIONE AMPIA.
LE SEGUENTI CATEGORIE DI COSTI E RICAVI:
1. COSTI E RICAVI IN SENSO STRETTO, LEGATI ALLE OPERAZIONI DI ACQUISIZIONE/VENDITA DI
MATERIE, PRODOTTI E SERVIZI A FECONDITA' SEMPLICE ED ALLE OPERAZIONI DI ACQUISTO,
APPORTO E CESSIONE DI "BENI" A FECONDITA' RIPETUTA, AVENTI "UN'UTILITA' CHE CONCORRE
PER GRADI ALLA PRODUZIONE D'IMPRESA"
2. CREDITI E DEBITI NON NUMERARI, COSTI E RICAVI CHE SORGONO, PER EFFETTO DELLA
GESTIONE, COME OGGETTO DI IMMEDIATA NEGOZIAZIONE DI RISORSE FINANZIARIE.
LA TEORICA ZAPPIANA SI PRESTA ALLE SEGUENTI PRECISAZIONI:
- LE OPERAZIONI POSSONO ESSERE OSSERVATE SIA NEGLI ASPETTI DI "COSTO-USCITA" E
"RICAVO-ENTRATA" DESCRITTI, SIA NELLA PARTE "ECONOMICA" IN SENSO STRETTO CHE ESPRIME
L'ONEROSITA' DELL'OPERAZIONE
- LA RILEVAZIONE FORMALE DI QUESTE OPERAZIONI AVVIENE, DISTINGUENDO IL VALORE
NOMINALE DEI CREDITI E DEBITI DI FINANZIAMENTO, OSSIA IL LORO VALORE IN "CONTO
CAPITALE" DALL'ALIQUOTA ONEROSA RELATIVA, CHE POSSIAMO INDICARE NEGLI INTERESSI
RISPETTIVAMENTE ATTIVI O PASSIVI.
MATRICE DEI VALORI NUMERARI ED ECONOMICI

ASPETTO DERIVATO:
VALORI ECONOMICI-REDDITUALI

ASPETTO ORIGINARIO:
COSTI RICAVI
VALORI NUMERARI

VALORI ACQUISTO VENDITA


NUMERARI FATTORI PRODOTTI CON
CERTI PRODUTTIVI CON INCASSO
PAGAMENTO IMMEDIATO
IMMEDIATO

VALORI ACQUISTO VENDITA


NUMERARI FATTORI PRODOTTI CON
ASSIMILATI PRODUTTIVI CON INCASSO
PAGAMENTO DIFFERITO
DIFFERITO
VALORI ACQUISTO VENDITA
NUMERARI FATTORI PRODOTTI
PRESUNTI PRODUTTIVI VALORIZZATI IN
VALORIZZATI IN MONETA ESTERA
MONETA ESTERA

ANALISI DELL'ASPETTO DERIVATO: I VALORI ECONOMICI MISURATI DA VALORI NUMERARI

VERSAMENTO
E RIMBRSO DI CAPITALE
CAPITALE
ACQUISTO
FATTORI COSTI
PRODUTTIVI
VENDITA
PRODOTTI RICAVI
REDDITO

CONCESSIONE
E RECUPERO CREDITI NON
FINANZIAMENTI NUMERARI
A TERZI
OTTENIMENTO
E RIMBORSO DEBITI NON
FINANZIAMENTI NUMERARI

DI TERZI
PERMUTAZIONI NUMERARIE E PERMUTAZIONI ECONOMICHE, ESEMPI DELLA PRIMA CATEGORIA
SONO:
a) L'INCASSO DI CREDITI DI REGOLAMENTO AL VALORE NUMERARIO CERTO CORRISPONDENTE UN
VALORE NUMERARIO ASSIMILATO
b) IL PAGAMENTO DI DEBITI DI REGOLAMENTO: SONO INTERESSATI UN VALORE NUMERARIO
CERTO PER L'USCITA DI DENARO ED UN VALORE NUMERARIO ASSIMILATO RELATIVO AL DEBITO
COMMERCIALE.

LE EVOLUZIONI SUCCESSIVE: IL SISTEMA DEL CAPITALE E DEL RISULTATO ECONOMICO DI


AMADUZZI

SCHEMA DELL'ATTIVITA' D'IMPRESA. IL MODELLO DI AMADUZZI

● DENARO
ASEPTTO ORIGINARIO ● CREDITI E DEBITI DI
= VALORI FINANZIARI REGOLAMENTO
ASPETTO FINANZIARIO ● CREDITI E DEBITI NON
NUMERARI
(DI FINANZIAMENTO)

ASPETTO DERIVATO ● CAPITALE


= VALORI ECONOMICI ● REDDITO (ESCLUSI I
ASPETTO ECONOMICO CREDITI E DEBITI NON
NUMERARI)

PER LE DUE "NUOVE" TIPOLOGIE DI VALORI SONO INDICATE LE CATEGORIE ANALITICHE CHE LI
COMPONGONO.
I VALORI FINANZIARI COMPRENDONO I NUMERARI E I VALORI NOMINALI DI CREDITI E DEBITI DI
FINANZIAMENTO.
COMUNE E' IL RIFERIMENTO ALLA DINAMICA MONETARIO-FINANZIARIA DELL'AZIENDA, NONCHE'
LA CARATTERISTICA DI OGGETTIVITA', PUR CON GRADAZIONI DIVERSE, CHE PERMETTE LA
"MISURAZIONE" DEI FENOMENI ECONOMICI ASSOCIATI.
NELL'AMBITO DELL'ASPETTO ECONOMICO POSSIAMO DISTINGUERE:
a) VALORI ECONOMICI DI CAPITALE, ATTINENTI IL CIRCUITO DEI FINANZIAMENTI A TITOLO DI
CAPITALE PROPRIO, PRODOTTI DALLA DOTAZIONE PATRIMONIALE INIZIALE E DALLE SUCCESSIVE
MODIFICHE, PER EFFETTO SIA DI NUOVE SOTTOSCRIZIONI O DI RIMBORSI, SIA DEI RISULTATI
REDDITUALI COMPLESSIVI DELLA GESTIONE.
b) VALORI ECONOMICI DI REDDITO, COINCIDENTI CON OPERAZIONI DI COSTO E DI RICAVO IN
SENSO STRETTO, AVENTI INFLUEZA DIRETTA SULLA DINAMICA REDDITUALE DELL'IMPRESA.
ANALISI DELL'ASPETTO DERIVATO: I VALORI ECONOMICI MISURATI DA VALORI FINANZIARI NEL
METODO DI AMADUZZI

VERSAMENTO E CAPITALE
RIMBORSO DI
CAPITALE PROPRIO

ACQUISTO COSTI PER


FATTORI FATTORI
PRODUTTIVI PRODUTTIVI E
DIVERSI

VENDITA RICAVI DA
PRODOTTI PRODOTTI E
REDDITO
DIVERSI

PAGAMENTO COSTI
INTERESSI PASSIVI (QUOTA ONEROSA
SU PER
FINANZIAMENTO FINANZIAMENTI
DI TERZI ATTINTI)

INCASSO DI RICAVI
PROVENTI (QUOTA DI
FINANZIARI SU REMUNERAZIONE
FINANZIAMENTI PER
CONCESSI FINANZIAMENTI
CONCESSI)

LE EVOLUZIONI SUCCESSIVE
NEL SISTEMA DEL REDDITO L'ASPETTO DERIVATO DEI FATTI DI GESTIONE SI IDENTIFICA CON
L'ASPETTO ECONOMICO DELLA GESTIONE, CON LA CONSEGUENZA CHE ANCHE L'ACQUISIZIONE DI
FONTI DI FINANZIAMENTO DIVERSE DAL CAPITALE PROPRIO COMPORTA VARIAZIONI DI REDDITO.
IL SISTEMA ECONOMICO-FINANZIARIO COSTITUISCE UNO SVILUPPO DEL SISTEMA DEL REDDITO
PERCHE' NE MANTIENE I PRESUPPOSTI:
- ENTRAMBI I SISTEMI RILEVANO GLI SCAMBI NUMERARI TRA L'IMPRESA E I TERZI E IN QUESTI
VEDONO L'ASPETTO ORIGINARIO DELLE REGISTRAZIONI CONTABILI
- ENTRAMBI I SISTEMI CONSIDERANO I MEDESIMI SCAMBI SOTTO L'ASPETTO DERIVATO; NEL
SISTEMA ECONOMICO-FINANZIARIO L'ASPETTO DERIVATO COMPRENDE VALORI ECONOMICI E
VALORI FINANZIARI.
SCHEMA DELL'ATTIVITA' DELL'IMPRESA. IL SISTEMA ECONOMICO FINANZIARIO DI ARDEMANI

ASPETTO ORIGINARIO ● DENARO


- VALORI NUMERARI ● CREDITI E DEBITI
ASPETTO NUMERARIO DI REGOLAMENTO

ASPETTO DERIVATO ● REDDITO


= VALORI ECONOMICI ● CREDITI DI
ASPETTO ECONOMICO FINANZIAMENTO

OPPURE VALORI FINANZIARI ● CAPITALE PROPRIO


ASPETTO FINANZIARIO ● DEBITI DI
FINANZIAMENTO

ANALISI DELL'ASPETTO DERIVATO: I VALORI ECONOMICO-FINANZIARI MISURATI DA VALORI


NUMERARI NEL MODELLO DI ARDEMANI
VALORI FINANZIARI

VERSAMENTI E RIMBORSI CAPITALE


DI CAPITALE PROPRIO

ACCENSIONE E RIMBORSO
DI FINANZIAMENTI DEBITI FINANZIARI
DA TERZI

ACQUISTO FATTORI COSTI


PRODUTTIVI PER FATTORI
PRODUTTIVI E DIVERSI
VALORI ECONOMICI

VENDITA PRODOTTI RICAVI


DA PRODOTTI
E DIVERSI

PAGAMENTO INTERESSI COSTI


PASSIVI SU (QUOTA ONEROSA
FINANZIAMENTI DI TERZI FINANZIAMENTI
ATTINTI)

CONCESSIONE E CREDITI NON


RECUPERO DI NUMERARI
FINANZIAMENTI A TERZI
L'EQUAZIONE ECONOMICO-NUMERARIA DELLA GESTIONE:
In + Ca = F + D + Rv
DOVE:
In = IMPIEGHI NUMERARI
Ca = COSTI DI ACQUISIZIONE DEI FATTORI PRODUTTIVI
F = FINANZIAMENTI DIRETTI
D = DEBITI COMMERCIALI O DI FORNITURA
Rv = RICAVI DI VENDITA DEI PRODOTTI

CON PASSAGGI ALGEBRICI L'EQUAZIONE SI TRASFORMA IN:


(In - D) + Ca = F + Rv
(In - D) = F + (Rv - Ca)
L'EQUAZIONE ECONOMICO-NUMERARIA INDICA LE VARIAZIONI DEL FONDO NUMERARIO (In - D)
SIANO LEGATE A VARIAZIONI DELLE DIMENSIONI REDDITUALE (Rv - Ca) E FINANZIARIA (F) DELLA
GESTIONE.

SCHEMA DELL'ATTIVITA' D'IMPRESA. IL MODELLO DI CARAMIELLO

● DENARO
ASPETTO NUMERARIO VALORI NUMERARI ● CREDITI E DEBITI DI
REGOLAMENTO

ASPETTO ECONOMICO VALORI ECONOMICO-REDDITUALI ● REDDITO


=
ASPETTO REDDITUALE
E VALORI ECONOMICO-FINANZIARI ● CAPITALE PROPRIO
ASPETTO FINANZIARIO ● DEBITI DI
FINANZIAMENTO
ANALISI DELL'ASPETTO DERIVATO: I VALORI ECONOMICO-FINANZIARI MISURATI DA VALORI
NUMERARI NEL MODELLO DI CARAMIELLO.

VERSAMENTI E RIMBORSI CAPITALE DI RISCHIO

VALORI FINANZIARI
DI CAPITALE PROPRIO

ACCENSIONE E RIMBORSO DI CAPITALE DI CREDITO


DEBITI FINANZIARI

VALORI REDDITUALI
ACQUISTO FATTORI COSTI
PRODUTTIVI

VENDITE PRODOTTI RICAVI

IL SISTEMA DI RILEVAZIONE DEGLI ASPETTI FINANZIARIO ED ECONOMICO DELLE OPERAZIONI DI


GESTIONE
IL SISTEMA DEL CAPITALE E DEL RISULTATO ECONOMICO PROPOSTO DA AMADUZZI PRESENTA LA
SOLUZIONE PIU' IDONEA IN QUANTO CORRETTA, ESAUSTIVA ED EFFICACE IN TERMINI
APPLICATIVI:
- L'ASPETTO "ORIGINARIO" DI RILEVAZIONE DELLE OPERAZIONI AZIENDALI E' RAPPRESENTATO DAI
VALORI FINANZIARI DI QUALUNQUE SPECIE
- L'ASPETTO "DERIVATO" E' RAPPRESENTATO DAI VALORI EONOMICI DI REDDITO E DI CAPITALE.

LA CONSEGUENTE UNIFORMITA' DI TRATTAMENTO DEI CREDITI E DEI DEBITI DI QUALSIASI SPECIE


COMPORTA UNA SERIE DI VANTAGGI, FRA I QUALI RICORDIAMO I PRINCIPALI:
- LA SEPARAZIONE FRA CREDITI (DEBITI) DI FINANZIAMENTO E CREDITI (DEBITI) DI REGOLAMENTO
E' INCERTA.
- IL CIRCUITO DEI FINANZIAMENTI CON CAPITALE DI CREDITO CREA RELAZIONI DIVERSE E
COINVOLGE SOGGETTI DIVERSI RISPETTO AL CIRCUITO DEI FINANZIAMENTI CON CAPITALE
PROPRIO
- SI OTTIENE LA COINCIDENZA FRA CLASSIFICAZIONE DEI VALORI E PROFILO GIURIDICO DELLE
OPERAZIONI: IL CREDITO CORRISPONDE AD UN DIRITTO A RICEVERE UNA CONTROPRESTAZIONE,
IL DEBITO E' UN'OBBLIGAZIONE DA ESTINGUERE;
- DI FATTO, L'ASSIMILAZIONE E' ATTUATA ANCHE NEL SISTEMA DEL REDDITO PURO ALL'ATTO
DELLA CONCRETA MOVIMENTAZIONE DEI CREDITI E DEBITI NON NUMERARI. TRATTASI DI
"ELEMENTO DI DEGRADO"

SCHEMA DELL'ATTIVITA' D'IMPRESA. PRIMA RIELABORAZIONE DEL MODELLO DI AMADUZZI

ASPETTO VALORI VARIAZIONI (POSITIVE


ECONOMICO ECONOMICI ECONOMICHE NEGATIVE)

ASPETTO VALORI VARIAZIONI (POSITIVE


FINANZIARIO FINANZIARI FINANZIARIE NEGATIVE)

IL FUNZIONAMENTO DEI CONTI NELL'AMBITO DEL SISTEMA PROPOSTO


SIA I VALORI, SIA I CONTI POSSONO ESSERE CLASSIFICATI IN DUE GRANDI CATEGORIE. SI HANNO
CONTI FINANZIARI, INTESTATI AD ELEMENTI AVENTI NATURA ECONMICA. NELL'AMBITO DI
QUESTA CLASSIFICAZIONE, SI RIPROPONGONO, LE STESSE SUB-DISTINZIONI VISTE A PROPOSITO
DEI VALORI:
CONTI - CONTI ACCESI A VALORI NUMERARI CERTI
FINANZIARI - CONTI ACCESI A VALORI DI CREDITO
- CONTI ECCESI A VALORI DI DEBITO
CONTI - CONTI ACCESI A VALORI DI CAPITALE
ECONOMICI - CONTI ACCESI A VALORI DI REDDITO

LE REGOLE OPERATIVE DI RILEVAZIONE CONSISTONO AD INDICARE IL CRITERIO DI REGISTRAZIONE


DELLE DIVERSE CATEGORIE DI VARIAZIONI NEI CONTI. VA RICHIAMATO CHE IL METODO
PROPOSTO, LA "PARTITA DOPPIA" SI FONDA SUL PRINCIPIO DEL FUNZIONAMENTO ANTITETICO
DEI CONTI.
I CONTI FINANZIARI ACCOLGONO LE VARIAZIONI POSITIVE NELLA SEZIONE DARE E LE VARIAZIONI
NEGATIVE NELLA SEZIONE AVERE; NEI CONTI ECONOMICI SI REGISTRANO VARIAZIONI NEGATIVE
IN DARE E POSITIVE IN AVERE.
REGOLE OPERATIVE DI REGISTRAZIONE NEI CONTI

CONTI FINANZIARI CONTI ECONOMICI

VARIAZIONI VARIAZIONI VARIAZIONI VARIAZIONI


FINANZIARIE FINANZIARIE ECONOMICHE ECONOMICHE
POSITIVE NEGATIVE NEGATIVE POSITIVE
(VF +) (VF -) (VE -) (VE +)

NELL'AMBITO DEI CONTI FINANZIARI QUINDI LE REGISTRAZIONI CONTABILI RIFLETTONO LO


SCHEMA SEGUENTE:

CONTI ACCESSI A VALORE CONTI ACCESSI A VALORI CONTI ACCESSI A VALORI


NUMERARI CERTI DI CREDITO DI DEBITO

+ DENARO - DENARO + CREDITI - CREDITI - DEBITI + DEBITI

PER I CONTI ECONOMICI SI HA INVECE, CON RIFERIMENTO ALLE DUE CATEGORIE ANALITICHE:

CONTI ECONOMICI CONTI ECONOMICI


DI CAPITALE DI REDDITO

- CAPITALE + CAPITALE + COSTI + RICAVI


- RICAVI - COSTI

LE FASI DEL PROCEDIMENTO DI RILEVAZIONE SONO COMPLETATE. L'ULTIMA OPERAZIONE


CONSISTE NELLA SCELTA DEI CONTI.
IL PROCEDIMENTO DI RILEVAZIONE PUO' ESSERE VISTO COME UNA SEQUENZA LOGICA DI
MOMENTI CHE PORTA ALLA RAPPRESENTAZIONE CONTABILE SISTEMICA DI OGNI FATTO DI
GESTIONE "ESTERNA":
1. INDIVIDUAZIONE DELLA TIPOLOGIA DI VALORI (FINANZIARI O ECONOMICI) INTERESSATI
2. QUANTIFICAZIONE E INTERPRETAZIONE DEL SEGNO DELLA VARIAZIONE PRODOTTA NEI SINGOLI
VALORI
3. REGISTRAZIONE DELLE VARIAZIONI ANALITICHE NEGLI SPECIFICI CONTI SECONDO REGOLE
STANDARDIZZATE.

IL MOMENTO DELLA RILEVAZIONE DELLE OPERAZIONI AZIENDALI


LA RILEVAZIONE DEGLI ATTI DI SCAMBIO A REGOLAMENTO DIFFERTITO GIA' AL MOMENTO
DELL'ACCERTAMENTO DEI CREDITI O DEBITI CONNESSI PERMETTE DI RICONOSCERE GLI
ANDAMENTI ECONOMICI "GENARALI", CONSENTENDO UN CONTROLLO ECONOMICO DELLA
GESTIONE. IL PERSEGUIMENTO DELLA FINALITA' DI CONTROLLO ECONOMICO-FINANZIARIO DELLA
GESTIONE PORTA AD ANTICIPARE LA RILEVAZIONE DELLA STESSA AL MOMENTO
DELL'EMISSIONE/RICEVIMENTO DELLA FATTURA.
LA SCELTA DI RILEVARE LE OPERAZIONI AZIENDALI AL MOMENTO DELL'ACCERTAMENTO DEI
CREDITI O DEBITI CONNESSI SI GIUSTIFICA PER ESSERE IL MIGLIOR COMPROMESSO TRA L'AVERE
INFORMAZIONI TEMPESTIVE, PER RICONOSCERE EVENTUALI TENSIONI MONETARIE FUTURE E GLI
ANDAMENTI ECONOMICI "GENERALI" PER MINIMIZZARE LO SFORZO AMMINISTRATIVO
NECESSARIO A SEGUIRE LE MODIFICHE NEL GRADO DI CERTEZZA ED EVENTUALMENTE NEI VALORI
ORIGINARIAMENTE RILEVATI.
IL TRADE OFF NELLA FISSAZIONE DEL MOMENTO DELLA RILEVAZIONE DI UN'OPERAZIONE DI
COMPRAVENDITA

TRATTATIVA

DEFINITIVE SI DOVREBBE RILEVARE AL MOMENTO DELA/O:


PER AVERE DA SUBITO INFORMAZIONI IL PIU' POSSIBILE
PER AVERE INFORMAZIONI TEMPESTIVE SI DOVREBBE

STIPULA DEL CONTRATTO


DI COMPRAVENDITA
RILEVARE AL MOMENTO DELLA/O:

CONSEGNA/RICEVIMENTO
DEL BENE

EMISSIONE/RICEVIMENTO
DELLA FATTURA

INCASSO/PAGAMENTO
I PROCEDIMENTI DI RILEVAZIONE CONTABILE
I FATTI AMMINISTRATIVI SONO RILEVATI IN DUE LIBRI FONDAMENTALI: IL GIORNALE ED IL
MASTRO.

RILEVAZIONE CRONOLOGICA
IL GIORNALE E' IL LIBRO DOVE VENGONO ACCOLTE, GIORNO PER GIORNO LE SCRITTURE RELATIVE
AD OGNI OPERAZIONE (SCRITTURE ANALITICHE) O AD OGNI GRUPPO DI OPERAZIONI (SCRITTURE
SINTETICHE).
LO SCOPO DEL LIBRO GIORNALE E' QUELLO DI RAPPRESENTARE I FATTI AMMINISTRATIVI IN
FUNZIONE DEL TEMPO E DI STABILIRE UN COLLEGAMENTO TRA I CONTI AL FINE DI VERIFICARE
L'UGUAGLIANZA ADDEBITAMENTI-ACCREDITAMENTI PER OGNI SINGOLA ANNOTAZIONE.
OGNI SCRITTURA DEL GIORNALE COSTITUISCE UN "ARTICOLO" E RICEVERE UN NUMERO
PROGRESSIVO.
L'ARTICOLO DEL GIORNALE CONTIENE LA DATA DELL'OPERAZIONE, LA SUA DESCRIZIONE,
L'INDICAZIONE DEL CONTO E DEI CONTI DA ACCREDITARE E DEL CONTO O DEI CONTI DA
ADDEBITARE E RIFERIMENTI DI VARIO GENERE.
I DATI SONO RAPPRESENTATI IN UNA STRUTTURA A CINQUE COLONNE:
1. DUE COLONNE A SINISTRA CONTENGONO I RIFERIMENTI AI CONTI DARE E AVERE
2. UN'AMPIA COLONNA CENTRALE CHE CONTIENE, IN ALTO, IL NUMERO D'ORDINE DEI VARI
ARTICOLI E LA DATA DELL'OPERAZIONE; L'INDICAZIONE, AL CENTRO, DEI CONTI DARE E DEI CONTI
AVERE; E IN BASSO, UNA DESCRIZIONE PIU' O MENO ANALITICA DELL'OPERAZIONE STESSA;
3. DUE COLONE A DESTRA DEDICATE UNA AI VALORI PARZIALI ED UNA AI VALORI TOTALI
UNO SCHEMA DI FUNZIONAMENTO MODIFICATO E' QUELLO IN CUI LE ULTIME DUE COLONNE
SONO DESTINATE, AI VALORI DEI CONTI ADDEBITATI, L'UNA, AI VALORI DEI CONTI ACCREDITATI,
L'ALTRA. LE SOMME DELLE DUE COLONNE DEL GIORNALE, ALLA FINE DI OGNI PAGINA, DEVONO
ESSERE UGUALI.
I CONTI DA ACCREDITARE VENGONO PRECEDUTI DA UNA "a" CHE ESPRIME IL COLLEGAMENTO
CON IL CONTO (OD I CONTI) DA ADDEBITARE.
QUANDO I CONTI DA ADDEBITARE O ACCREDITARE SONO PIU' DI UNO SI SUOLE PROCEDERE LA
LORO INDICAZIONE ANALITICA DALL'ESPRESSIONE "DIVERSI".

LA FORMA CLASSICA DELLE RILEVAZIONI A GIORNALI


N. D'ORDINE DATA

RIF. RIF. CONTI CONTI VALORI PARZIALI VALORI TOTALI


CONTI CONTI DARE a AVERE (OPPURE VALORI (OPPURE VALORI
DARE AVERE DARE) AVERE)

DESCRIZIONE

IL GIORNALE ASSUME LA STRUTTURA DELLE SINGOLE RILEVAZIONI DI CONTO. OGNI RIGA DEL
GIORNALE ESPRIME UNA RIGA DI CONTO CON L'INDICAZIONE DI ELEMENTI QUALI:
- IL NUMERO PROGRESSIVO DI RIGA
- IL NUMERO DELL'OPERAZIONE
- LA DATA DELL'OPEREZIONE
- LA SEGNALAZIONE DEL TIPO DI MOVIMENTO CONSIDERATO: MOVIMENTO DARE OPPURE
MOVIMENTO AVERE
- IL NUMERO DI CODICE E/O LA DESCRIZIONE DEL CONTO MOVIMENTATO
- IL VALORE RIFERITO AL SINGOLO MOVIMENTO CONTABILE
- LA SPECIFICA DESCRIZIONE IN PARTE CODIFICATA ED IN PARTE LIBERA.

LE RILEVAZIONI A GIORNALE AVVENGONO O SULLA BASE DEI DOCUMENTI CHE ACCOMPAGNANO


LE OPERAZIONI AZIENDALI O SULLA BASE DELLE "PRIME NOTE".
LE PRIME NOTE, AVENTI CARATTERE "DISCORSIVO" RIPORTAVANO I DATI DELL'OPERAZIONE.
IN TEMPI PIU' RECENTI LE PRIME NOTE HANNO ASSUNTO UNA FORMA SCHEMATICA, CON
COLONNE PREDISPOSTE PER I SINGOLI ELEMENTI DISTINTIVI DELLE OPERAZIONI, PIU' SPESSO
SONO INCORPORATE NEI DOCUMENTI "GIUSTIFICATIVI" DELLE OPERAZIONI AZIENDALI.

RIPORTO A MASTRO
IL MAESTRO E' IL LIBRO CHE RACCOGLIE TUTTI I CONTI CON LE RELATIVE SCRITTURE IN DARE ED IN
AVERE. SU DI ESSO VENGONO CLASSIFICATI I VALORI RAPPRESENTATI GLI STESSI FATTI DI
GESTIONE CRONOLOGICAMENTE RILEVATI NEL LIBRO GIORNALE.
UN TEMPO, I CONTI DEL MASTRO VENIVANO TENUTI SU FOGLI RILEGATI IN LIBRI. POI SI E' PASSATI
ALLE "SCHEDE" MOBILI.

SULLE SCRITTURE CONTABILI E' NECESSARIO ISTITUIRE DUE TIPI DI COLLEGAMENTO:


1. IL COLLEGAMENTO TRA LE ANNOTAZIONI EFFETTUATE NEL LIBRO GIORNALE E QUELLE
RIPORTATE NEL LIBRO MASTRO
2. IL COLLEGAMENTO TRA LE ANNOTAZIONI FATTE NEL LIBRO MASTRO, IN DARE ED IN AVERE.
IL COLLEGAMENTO DEL PRIMO TIPO SI BASA SU RIFERIMENTI DI VARIO GENERE E SUL NUMERO
PROGRESSIVO ESPRESSO PER OGNI ARTICOLO SUL LIBRO GIORNALE.
IL COLLEGAMENTO DEL SECONDO TIPO SI BASA SULLA INDICAZIONE DELLA CONTROPARTITA,
CIOE' DELLA DENOMINAZIONE O DEL CODICE DEL CONTO CORRISPONDENTE.
DAL PUNTO DI VISTA LOGICO IL SISTEMA DELLE SCRITTURE DEL CAPITALE E DEL REDDITO
RAPPRESENTA UN TUTTO UNITARIO, SUL PIANO PRATICO SI ARTICOLA IN SOTTOINSIEMI
COSTITUITI DALLE COSIDDETTE CONTABILITA' SEZIONALI. LE QUALI NON DIFFERISCONO DA
QUELLE GENERALI, MA SI RIVOLGONO A SPECIFICI SETTORI DEI QUALI FORNISCONO
INFORMAZIONI PIU' DETTAGLIATE.
VI SONO CONTABILITA' SEZIONALI DEL TIPO:
- CONTABILITA' DI CASSA, PER L'ANNOTAZIONE DEI FATTI CHE DETERMINANO MOVIMENTI DI
CASSA, CIOE' ENTRATE ED USCITE DI DENARO.
- CONTABILITA' CLIENTI, PER LA RILEVAZIONE DEI CREDITI CHE SORGONO IN RELAZIONE ALLA
VENDITA DEI PRODOTTI E DELLE MERCI IN GENERE
- CONTABILITA' FORNITORI, PER L'ANNOTAZIONE DEI DEBITI COLLEGATI ALLE ACQUISIZIONI DI
FATTORI PRODUTTIVI
- CONTABILITA' DEL PERSONALE, PER LA RILEVAZIONE DEI RAPPORTI CON I DIPENDENTI.

LA VERIFICA PERIODICA DELL'UGUAGLIANZA ADDEBITAMENTI-ACCREDITAMENTI


NELLE VARIAZIONI A PARTITA DOPPIA IL CONTROLLO FONDAMENTALE E' QUELLO
DELL'UGUAGLIANZA TRA IL TOTALE DEGLI ADDEBITAMENTI E IL TOTALE DEGLI ACCREDITAMENTI
CONTABILI.
DOVRANNO ESSERE VERIFICATE LE SEGUENTI UGUAGLIANZE:
1. TRA IL TOTALE DEI VALORI ISCRITTI IN DARE E QUELLO DEI VALORI ISCRITTI IN AVERE DI TUTTI I
CONTI
2. TRA IL TOTALE DEI VALORI DARE (O AVERE) DEL MASTRO E IL TOTALE DEI VALORI
CORRISPONDENTI DEL GIORNALE.
TALI UGUAGLIANZE POSSONO ESSERE VERIFICATE ATTRAVERSO UN PROSPETTO DENOMINATO
BILANCIO DI VERIFICA PER TOTALI, CHE RILEVA I TOTALI SEZIONALI DI TUTTI I CONTI
MOVIMENTATI NEL PERIODO.
NELLO STESSO PROSPETTO POSSONO ESSERE AGGIUNTE DUE COLONNE PER LA VERIFICA DI UNA
ULTERIORE UGUAGLIANZA.
3. TRA IL TOTALE DEI SALDI DARE E QUELLO DEI SALDI AVERE.

LA FORMA CLASSICA DEL BILANCIO DI VERIFICA (PER TOTALI E PER SALDI)

N. D'ORDINE DENOMINAZIONE TOTALI SALDI


DEI CONTI DEI CONTI
DARE AVERE DARE AVERE

LA QUADRATURA DEL BILANCIO DI VERIFICA DIMOSTRA CHE SONO STATE RISPETTATE LE REGOLE
FORMALI DEL PARTICOLARE METODO DI RILEVAZIONE ADOTTATO. NON GARANTISCE L'ESATTEZZA
DELLE ANNOTAZIONI. SFUGGONO AD UN TALE CONTROLLO:
1. LE ANNOTAZIONI IN CONTO DI MASTRO DIVERSI DA QUELLI PREVISTI NEL GIORNALE, ANCHE SE
INSERITI NELLA CORRETTA SEZIONE DI CONTO
2. LE OMESSE OD ERRATE ANNOTAZIONI DEL GIORNALE.
L'IMPOSTAZIONE DEL PIANO CONTABILE
L'ESPRESSIONE "PIANO CONTABILE" E' USATA COME SINONIMO DI "QUADRO DEI CONTI".
IL "PIANO CONTABILE" O "PIANO DEI CONTI" VIENE DEFINITO COME «L'INSIEME DELLE NORME
CHE REGOLANO IL FUNZIONAMENTO DEI CONTI DEL SISTEMA CONTABILE ADOTTATO ED I CONTI
MEDESIMI IN QUANTO ORDINATI NEL DATO SISTEMA».
LA PROBLEMATICA DEL QUADRO DEI CONTI PRECEDE QUELLA DEL PIANO CONTABILE E SI
COLLEGA ALLE MODALITA' DI CLASSIFICAZIONE DELLA REALTA' AI FINI DELLA RILEVAZIONE
SISTEMATICA, CIOE' ALLA INDIVIDUAZIONE DI CATEGORIE DIFFERENTI DI OPERAZIONI ED ALLA
SELEZIONE DEI VALORI E DEI CONTI DA UTILIZZARE PER LA LORO RILEVAZIONE.
NELLA FORMAZIONE DELLE CLASSI SI DEVONO CONSIDERARE, LE SPECIFICHE ESIGENZE DEI VARI
UTENTI "CONTABILI":
a) DI COLORO CHE DI FATTO DOVRANNO EFFETTUARE LE RILEVAZIONI NEI CONTI O NELLE "PRIME
NOTE"
b) DELLE VARIE PERSONE CHE UTILIZZANO I DATI CONTABILI NEI LORO PROCESSORI DECISIONALI E
DI CONTROLLO
c) DEI SOGGETTI ESTERNI ALL'AZIENDA AVENTI UN INTERESSE TUTELATO DALLA LEGGE A
CONOSCERE I DATI CONTABILI, DIRETTAMENTE DAI CONTI OPPURE INDIRETTAMENTE
ATTRAVERSO LE SINTESI PERIODICHE DI BILANCIO DESTINATO A PUBBLICAZIONE.
IL PIANO CONTABILE DOVREBBE ESSERE IN GRADO DI FORNIRE DIRETTAMENTE INFORMAZIONI
ULTERIORI E PIU' DETTAGLIATE RISPETTO A QUELLE DI BILANCIO.
SI ADOTTA LA COSIDDETTA CLASSIFICAZIONE A PIU' STADI, DOVE LE CLASSI DIVENTANO SEMPRE
PIU' NUMEROSE E RISTRETTE NEL PASSAGGIO A SUCCESSIVE DIMENSIONI CONTABILI.
IL CODICE DI CONTO, VIENE REALIZZATO COME UNA STRUTTURA A PIU' LIVELLI, DI TIPO
NUMERICO, DOVE LE SINGOLE CIFRE INDICANO LIVELLI VIA VIA ANALITICI, A PARTIRE DA SINISTRA.
POTREBBE ESSERE: LA PRIMA CIFRA PER IL RAGGRUPPAMENTO DI BASE, LA SECONDA PER IL
CONTO DI MASTRO, LA TERZA PER IL SOTTOCONTO DI MASTRO, LE CIFRE SUCCESSIVE PER I LIVELLI
DI CONTO ANALITICO. ESSENDO 10 IL NUMERO DELLE CIFRE PER OGNI LIVELLO, LA CODIFICAZIONE
COSI' ATTUATA E' DETTA «CODIFICAZIONE NUMERICA DECIMALE».
IL MECCANISMO DI CLASSIFICAZIONE E CODIFICAZIONE DECIMALE DEI CONTI NON RISULTA
MODIFICATO, NELLA SOSTANZA, SE ALCUNE DELLE SUDDIVISIONI VENGONO EFFETTUATE SU BASE
CENTESIMALE OPPURE SU BASE MILLESIMALE.
LA PROBLEMATICA DEL QUADRO DEI CONTI PRECEDE QUELLA DEL PIANO CONTABILE.
AVREMO ACCANTO ALLA ELENCAZIONE DI CONTI E SOTTOCONTI CON LE CORRISPONDENTI
CODIFICHE, LE COSIDDETTE "NOTE ILLUSTRATIVE" CHE SPECIFICANO QUALI VALORI DEBBANO
ESSERE ISCRITTI NEI CONTI DEL SISTEMA, ED IN QUALI TEMPI.
AVREMO UN'ADEGUATA DESCRIZIONE DELLE PROCEDURE DI TRATTAMENTO DEI DATI CONTABILI:
a) SPECIFICAZIONE DEI COLLEGAMENTI TRA LA CONTABILITA' GENERALE E LE ALTRE RILEVAZIONI
CONTABILI E STATISTICHE
b) DEFINIZIONE DEGLI UFFICI E DELLE PERSONE PREPOSTI ALLE VARIE OPERAZIONI DI RACCOLTA
ED ELABORAZIONE DEI DATI CONTABILI.
c) SPECIFICAZIONE DEI MODULI DA IMPIEGARE COME SUPPORTO DEI DATI ELEMENTARI DI
PARTENZA E DI QUELLI ELABORATI AI VARI LIVELLI DEL SISTEMA.

UNA STRUTTURA SEMPLIFICATA DI PIANO DEI CONTI CON ALCUNE IPOTESI DI FUNZIONAMENTO
DEI CONTI, UTILE ALLA PREDISPOSIZIONE DEL BILANCIO CONTABILE. VIENE PREVISTA
UN'ARTICOLAZIONE A TRE LIVELLE, QUALI:
- PRIMO LIVELLO - RAGGRUPPAMENTO DI BASE
- SECONDO LIVELLO - CONTI DI MASTRO
- TERZO LIVELLO - SOTTOCONTI DI MASTRO
IL PRIMO LIVELLO IDENTIFICA I PRINCIPALI RAGGRUPPAMENTI DEI PROSPETTI DI BILANCIO,
NELLO SPECIFICO:
01. ATTIVITA'
02. PASSIVITA'
03. CAPITALE NETTO
04. RICAVI
05. COSTI

IL SECONDO LIVELLO IDENTIFICA I COSTI SINTETICI DI MASTRO RIFERITI ALLE PRINCIPALI AREE DI
VALORI ALL'INTERNO DEI RAGGRUPPAMENTI DI BILANCO, CON CLASSIFICAZIONE PER NATURA E/O
PER DESTINAZIONE NEI PROSPETTI DI BILANCIO.
NELL'AMBITO DEL RAGGRUPPAMENTO DI BASE 01. - ATTIVITA' SI POTREBBERO INDIVIDUARE:
01.10. IMMOBILIZZAZIONI
01.11. MAGAZZINO
01.12. CREDITI
01.13. DISPONIBILITA'
01.14. RATEI E RISCONTI
E' POSSIBILE ARTICOLARE IL PIANO DEI CONTI IN MODO DETTAGLIATO, DISTINGUENDO LE
IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI DA QUELLE IMMATERIALI E FINANZIARIE.
IL TERZO LIVELLO IDENTIFICA I SOTTOCONTI SPECIFICI DI MASTRO, CIOE' I CONTI DI DETTAGLIO
DEL BILANCIO CONTABILE. NELL'AMBITO DEL CONTO DI MASTRO 12 - CREDITI SI POTREBBERO
EVIDENZIARE I CONTI IN RELAZIONE ALLA CATEGORIA DEI SOGGETTI DEBITORI:
01.12.100. CREDITI VERSO CLIENTI
01.12.200. CREDITI VERSO SOCI
01.12.300. CREDITI VERSO IMPRESE CONTROLLATE
01.12.400. CREDITI VERSO IMPRESE COLLEGATE
01.12.500. CREDITI VERSO CONTROLLANTI
01.12.600. CREDITI VERSO ALTRI

UN QUARTO LIVELLO POTREBBE ESSERE RAPPRESENTATO DA UN'ULTERIORE DISTINZIONE FRA LE


CATEGORIE DI SOGGETTI. TRA I CLIENTI POTREBBERO ESSERE DISTINTI CLIENTI NAZIONALI,
CLIENTI ESTERI, CREDITI RPPRESENTANTI DA TITOLI CAMBIARI.
UN ULTERIORE LIVELLO E' RAPPRESENTATO DAI CONTI ANALITICI, ESSI RISPECCHIANO LE
SPECIFICITA' OPERATIVE DELLE AZIENDE CHE PREDISPONGONO IL PIANO E NON VENGONO
ESPLICITATI NELL'ESEMPIO DI PIANO DEI CONTI PROPOSTO.
FRA I COSTI SI POTREBBERO INDIVIDUARE LE SEGUENTI AREE DI VALORI E SOTTOCONTI DI
MASTRO:
05. COSTI
05.10. COSTI PER MATERIE
05.10.001. MATERIE PRIME
05.10.002. MATERIE SUSSIDIARIE
05.10.003. MATERIE ACCESSORIE
……
05.11. COSTI PER SERVIZI
……
05.13. COSTI DEL PERSONALE
05.13.001. SALARI E STIPENDI
05.13.002. ONERI SOCIALI
05.13.003. TRATTAMENTO FINE RAPPORTO
05.13.004. TRATTAMENTO DI QUIESCENZA
05.13.005. ALTRI COSTI
……

UNA REGOLA DI FUNZIONAMENTO PER IL CONTO 05.13.001. "SALARI E STIPENDI" E' CHE ESSO
VENGA MOVIMENTATO ALLA FINE DEL MESE, IN SEGUITO ALL'EMISSIONE DELLA BUSTA PAGA ED
IN CONTROPARTITA (AVERE) VENGA MOVIMENTATO
IL CONTO 02.12.007. "DEBITI VERSO DIEPNDENTI".
L'AUSILIO DEI SOFTWARE PER LA RILEVAZIONE CONTABILE
IL PASSAGGIO DALLA CONTABILITA' TENUTA A MANO A QUELLA ELETTRONICA COMPORTA UNA
MODIFICA DEI SOPPORTI UTILIZZATI E DELL'ORGANIZZAZIONE DEI DATI.
- LA REGISTRAZIONE IN PRIMA NOTA, CHE PRECEDE LE REGISTRAZIONI SUL LIBRO GIORNALE E SUL
MASTRO, DIVENTA INPUT PRIMARIO DEL SISTEMA E ARCHIVIO SEQUENZIALE E CRONOLOGICO DEI
MOVIMENTI CONTABILI.
- IL LIBRO GIORNALE E' OUTPUT DEL SISTEMA PREDISPOSTO SU RICHIESTA O PERIODICAMENTE
PER SODDISFARE ESIGENZE DI LEGGE
- IL MASTRO E' OUTPUT DEL SISTEMA E ARCHIVIO SISTEMATICO DEI MOVIMENTI CONTABILI DA
INTERROGARE PER TRARRE INFORMAZIONI A DIFFERENTI LIVELLI DI SINTESI/ANALISI
IL MODULO DI CONTABILITA' DI UN SOFTWARE GESTIONALE SI AVVALE DI ALCUNI ARCHIVI
CONTABILI, COLLEGATI TRA LORO.
I PRINCIPALI SONO:
a) ARCHIVI ANAGRAFICI CHE CONTENGONO DATI ANAGRAFICI QUALITATIVI RIFERITI A SPECIFICHE
ENTITA', COME: IL PIANO DEI CONTI, L'ANAGRAFICA CLIENTI E FORNITORI.
b) ARCHIVI TABELLE CHE CONTENGONO DATI CODIFICATI E LE RELATIVE DECODIFICHE
DESCRITTIVE COME: L'ARCHIVIO DEI MOVIMENTI CONTABILI DI PRIMA NOTA, L'ARCHIVIO DEI
SALDI CONTABILI, L'ARCHIVIO DEI MOVIMENTI IVA.
LA REGISTRAZIONE DELLE RILEVAZIONI CONTABILI AVVIENE MEDIANTE LA COMPILAZIONE DELLA
PRIMA NOTA ELETTRONICA SULLA BASE DEI DOCUMENTI ORIGINARI. TALE RILEVAZONE PUO'
AVVENIRE TRAMITE I SEGUENTI DATI:
a) INFORMAZIONI DI CARATTERE GENERALE: NUMERO, DATA E ANNO DI COMPETENZA DELLA
REGISTRAZIONE; CODICE CAUSALE MOVIMENTO E RELATIVA DESCRIZIONE; ESTREMI DEL
DOCUMENTO DI RIFERIMENTO
b) INFORMAZIONI SPECIFICHE DELL'OPERAZIONE: CODICE E DESCRIZIONE DEI SOTTOCONTI DEL
PIANO DEI CONTI UTILIZZATI; CODICE E DESCRIZIONE CLIENTE/FORNITORE PER LE TRANSAZIONI
COMMERCIALI; CODICE IVA E IMPONIBILE; IMPORTI DARE E AVERE.
5. LA RILEVAZIONE SISTEMATICA DELLE OPERAZIONI AZIENDALI

L'ACQUISIZIONE DEI FINANZIAMENTI


L'APPORTO INIZIALE DELL'IMPRENDITORE PUO' ESSERE RAPPRESENTATO DA UNA DISPONIBILITA'
LIQUIDA O DA BENI CHE ENTRANO DIRETTAMENTE A FAR PARTE DEL PATRIMONIO AZIENDALE
COME FATTORI PRODUTTIVI.
NEL CASO DI APPORTO DI DENARO AVREMO LE SEGUENTI VARIAZIONI:

CAPITALE 100
CASSA 100
VE - VE +
VF + VF -

NEL CASO DI APPORTO DI BENI AVREMO:

FABBRICATI 100 CAPITALE 100

VE - VE +
VF + VF -

SE IL CAPITALE APPORTATO NON COPRE IL FABBISOGNO FINANZIARIO DELL'AZIENDA SI RICORRE A


FINANZIAMENTI ESTERNI.
I FINANZIAMENTI OTTENUTI DA TERZI SI DISTINGUONO IN:
- FINANZIAMENTI A BREVE TERMINE SE LA DURATA NON ECCEDE I DODICI MESI
- FINANZIAMENTI A MEDIO LUNGO TERMINE SE LA DURATA E' SUPERIORE A DODICI MESI

I FINANZIAMENTI A BREVE TERMINE: L'APERTURA DI CREDITO IN C/C


L'APERTURA DI CREDITO IN CONTO CORRENTE RAPPRESENTA LA FORMA DI FINANZIAMENTO A
BREVE TERMINE.
UNA BANCA DA' ALL'AZIENDA LA POSSIBILITA' DI UTILIZZARE UN DETERMINATO IMPORTO,
EFFETTUANDO OPERAZIONI SU UN CONTO CORRENTE IL CUI SALDO NEGATIVO MISURERA'
L'UTILIZZO DEL FINANZIAMENTO DA PARTE DELL'AZIENDA.
IN QUESTO TIPO DI OPERAZIONE NON C'E' IL TRASFERIMENTO DALLA BANCA ALL'AZIENDA DELLE
SOMME OGGETTO DEL FINANZIAMENTO: LA BANCA CONCEDE DISPONIBILITA' ALL'AZIENDA PER
UN DETERMINATO IMPORTO CHE SARA' UTILIZZATO PER FINANZIARE IL CIRCUITO DEI PAGAMENTI
LEGATI ALLE OPERAZIONI DI ACQUISIZIONE DEI FATTORI PRODUTTIVI CORRENTI.
SULLA BASE DELLO SCOPERTO DI CONTO CORRENTE REGISTRATO NEL PERIODO, LA BANCA
PROVVEDERA' A CALCOLARE GLI INTERESSI PASSIVI, LEGATI ALL'UTILIZZO EFFETTIO DEL
FINANZIAMENTO DA PARTE DELL'AZIENDA.
L'APERTURA DI CREDITO IN CONTO CORRENTE RAPPRESENTA UN'OPERAZIONE FLESSIBILE, VIENE
RINNOVATA PERIODICAMENTE DALLE AZIENDE, COSTITUENDO UNA FORMA DI FINANZIAMENTO
STABILE E PROLUNGATA PER PERIODI MEDIO-LUNGHI. LA POSSIBILITA' CHE IL RINNOVO VENGA
NEGATO ALLA MATURAZIONE DELLA SCADENZA FA SI CHE TALI OPERAZIONI SIANO CLASSIFICATE
TRA I FINANZIAMENTI A BREVE TERMINE.
LA CONTABILITA' SARA' INTERESSATA SOLO DALLE OPERAZIONI CHE PREVEDONO PRELEVAMENTI
DAL CONTO CORRENTE E UTILIZZI DELLO SCOPERTO.

CASO 1
ottenuta apertura di credito in conto corrente per € 50.000, durata un anno, tasso interessi
debitori 4%. Effettuato pagamento a fornitori per € 1.000 tramite bonifico da c/c.
Pagata fattura a fornitori tramite bonifico in c/c bancario

VE - VE +

FORNITORI DI BENI 1.000 BANCA C/C 1.000


VF + VF -

OGNI TRE MESI LA BANCA PROVVEDE A CALCOLARE GLI INTERESSI PASSIVI E LE COMMISSIONI CHE
L'AZIENDA E' TENUTA A CORRISPONDERE IN BASE AGLI UTILIZZI DELLO SCOPERTO DI CONTO
CORRENTE DEL PERIODO.

CASO 2
In data 31/3 la banca addebita in c/c interessi passivi per il primo trimestre per € 150 e
commissioni per € 15.
Addebito periodico degli oneri finanziari

INTERESSI PASSIVI DI C/C 150


ONERI E COMMISSIONI BANCARIE 15
BANCA C/C 165

VE - VE +
VF + VF -
NEL CASO IN CUI L'OPERAZIONE DI SCOPERTO IN C/C GIUNGA AL TERMINE A SEGUITO DEL
MANCATO RINNOVO, L'AZIENDA PROVVEDERA' A REINTEGRARE L'INTERO IMPORTO DELLO
SCOPERTO.

CASO 3
Versati in c/c contanti per € 2.600 a totale reintegro dello scoperto.
Reintegro dello scoperto di c/c

BANCA C/C 2.600 CASSA 2.600


VE - VE +
VF + VF -

I FINANZIAMENTI A MEDIO LUNGO TERMINE: I MUTUI PASSIVI


CON L'ACCENSIONE DI UN MUTUO PASSIVO L'AZIENDA RICEVE UNA SOMMA DI DENARO,
IMPEGNANDOSI ALLA SUA RESTITUZIONE NEI TERMINI STABILITI, CORRISPONDENDO UN
COMPENSO A TITOLO DI ONERI FINANZIARI.
IL MUTUO PASSIVO RAPPRESENTA UNA CLASSICA OPERAZIONE DI FINANZIAMENTO ATTRAVERSO
CUI LE AZIENDE REPERISCONO FONDI LIQUIDI, DESTINATI ALL'ACQUISIZIONE DI FATTORI
PRODUTTIVI PLURIENNALI.
LA STIPULA DI UN CONTRATTO DI MUTUO PREVEDE UNA FASE ISTRUTTORIA, IN CUI L'ISTITUTO DI
CREDITO ACCERTA LE POSSIBILITA' DA PARTE DELL'AZIENDA DI RISPETTARE I TERMINI DI
RESTITUZIONE DEL PRESTITO.
LA PRIMA RILEVAZIONE IN CONTABILITA' E' EFFETTUATA CON L'APPROVAZIONE DEL MUTUO DA
PARTE DELL'ISTITUTO DI CREDITO ED IL VERSAMENTO DELLA SOMMA SUL C/C DELL'AZIENDA.
CONTESTUALMENTE A TALE VERSAMENTO, L'AZIENDA E' CHIAMATA A SOSTENERE NEI
CONFRONTI DELLA BANCA UN COSTO LEGATO AGLI ONERI SOSTENUTI PER LE SPESE DI
ISTRUTTORIA DEL MUTUO, PER LA STIPULA DELL'IPOTECA.

CASO 4
Stipulato in data 1 aprile un mutuo ipotecario del valore di € 50.000, da rimborsare in 5 anni, con
quote semestrali a "capitale costante". Interesse 5%.
Il valore viene accreditato in c/c con contestuale versamento da parte dell'azienda di oneri per
contrazione mutuo pari a € 250.
Contrazione del mutuo
VE - VE +

BANCA C/C 50.000 MUTUI PASSIVI 50.000


VF + VF -
Liquidazione degli oneri accessori

VE - VE +

ONERI PER CONTRAZIONE MUTUI 250


BANCA C/C 250
VF + VF -

IL RIMBORSO DEL MUTUO AVVIENE IN UN'UNICA SOLUZIONE. SI REDIGE UN PIANO DI RIMBORSO


GRADUALE A DURATA PLURIENNALE, IN CUI L'AZIENDA VERSA PERIODICAMENTE ALLA BANCA
DELLE QUOTE A PARZIALE RIMBORSO DELLE SOMME PRESE IN PRESTITO E A TITOLO DI
REMUNERAZIONE DEL DEBITO RESIDUO. LA STRUTTURA DEL PIANO DI RIMBORSO DEL PRESTITO
PUO' PREVEDERE "RATE COSTANTI" (METODO FRANCESE) O "QUOTE DI CAPITALE COSTANTI"
(METODO ITALIANO) O "QUOTE INTERESSI COSTANTI" (METODO AMERICANO)

CASO 5
In data 30/9 si procede al versamento della prima rata di rimborso del mutuo in cui al caso 1,
importo della rata € 6.250, di cui € 5.000 a parziale rimborso del prestito e € 1.250 a titolo di oneri
finanziari.
Quote di capitale da rimborsare 50.000 : (5 x 2) = 5.000

Interessi per i primi sei mesi


Capitale x mesi x tasso 50.000 x 6 x 5
I= = = 1.250 €
12 x 100 1.200

Quindi: Quote di capitale da rimborsare € 5.000


Interessi maturati € 1.250

I rata di rimborso del mutuo € 6.250

Rimborso parziale del mutuo

VE - VE +

INTERESSI PASSIVI SU MUTUI 1.250


MUTUI PASSIVI 5.000 BANCA C/C 6.250
VF + VF -
L'ACQUISIZIONE DELLE MATERIE
GLI ACQUISTI DI BENI MATERIALI, RIGUARDANO I FATTORI PRODUTTIVI A FECONDITA' SEMPLICE,
QUELLI CHE ESAURISCONO LA LORO UNITA' IN UN SOLO ATTO PRODUTTIVO.
I BENI OGGETTO DI ACQUISIZIONE POSSONO ESSERE:
a) MATERIE PRIME
b) MATERIALI DI CONSUMO E MATERIALI ACCESSORI
c) SEMILAVORATI
d) PRODOTTI FINITI E MERCI IN GENERE.
L'ACQUISTO DI UN FATTORE PRODUTTIVO E' DIMOSTRATO DALLA FATTURA.
QUESTA DEVE ESSERE EMESSA DAL VENDITORE IN QUANTO HA RILEVANZA FISCALE PER
L'APPLICAZIONE DELL'IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (IVA) SUL PREZZO DI VENDITA DEL BENE.
IL COSTO DEI BENI DEVE ESSERE RILEVATO IN SPECIFICI CONTI "ACQUISTO", SECONDO LA
DENOMINAZIONE O LA SPECIE DEL BENE ACQUISITO E/O IN CONTI SINTETICI DEL TIPO
"MATERIE C/ACQUISTI" O "MERCI C/ACQUISTI".
CRITERI INTEGRATIVI DI CLASSIFICAZIONE DEI SUDDETTI VALORI SONO:
- PER SETTORE O REPARTO PRODUTTIVO DI UTILIZZAZIONE DELLE MATERIE
- PER AREA GEOGRAFICA DI PROVENIENZA DELLA FORNITURA
- PER GRADO DI CONTROLLO DEL FORNITORE
- PER TIPO DI ACCERTAMENTO DEL COSTO E DOCUMENTAZIONE UTILIZZATA COME BASE PER LA
RILEVAZIONE CONTABILIE: COSTI DI ACQUISTO EFFETTIVI E COSTI "PRESUNTI" DI ACQUISTO.

LA RILEVAZIONE DEGLI ACQUISTI


PER L'ACQUISIZIONE DI BENI MATERIALI, DEVE ESSERE PAGATA AL FORNITORE, OLTRE AL PREZZO
DEI BENI, L'IVA COMMISURATA AL PREZZO STESSO APPLICANDO UNA DATA ALIQUOTA
PERCENTUALE. TALE IMPOSTA RAPPRESENTA UN CREDITO VERSO L'ERARIO.
LA VARIAZIONE FINANZIARIA PASSIVA DI DENARO IN CASSA O BANCA MISURA IN PARTE UN
"COSTO ACQUISTO" ED IN PARTE IL "CREDITO PER IVA" NEI CONFRONTI DELL'ERARIO.

CASO 1
Ricevuta fattura n. 420 dal fornitore per materie A per € 800.00 + IVA 20%.
pagamento in contanti.
Acquisto di materie in contanti

VE - VE +

MATERIA A C/ACQUISTI 800


IVA A CREDITO 160 CASSA CONTANTI 960
VF + VF -
RILEVAZIONE ALTERNATIVA
L'OPERAZIONE DI ACQUISTO PUO' ESSERE SCISSA IN DUE:
1. LA "LIQUIDAZIONE" DELL'ACQUISTO
2. IL "PAGAMENTO".
LA RILEVAZIONE SEPARATA DELLE DUE FASI DELL'ACQUISTO, E' OPPORTUNA NELL'IPOTESI DI
PAGAMENTO IMMEDIATO, PER I SEGUENTI MOTIVI:
1. LE RILEVAZIONI CONTABILI SI FONDANO SU "DOCUMENTI". I DOCUMENTI RELATIVI ALLA FASE
DELLA LIQUIDAZIONE SONO DIVERSI DA QUELLI RELATIVI ALLA FASE DI PAGAMENTO: LA
"FATTURA DI ACQUISTO".
2. LE PERSONE CHE SI OCCUPANO DELLA LIQUIDAZIONE SONO DIVERSE DA QUELLE CHE SI
OCCUPANO DEL PAGAMENTO: L'ADDETTO AGLI ACQUISTI, PER LA LIQUIDAZIONE; IL CASSIERE, PER
IL PAGAMENTO;
3. LA RILEVAZIONE SEPARATA DELLA FASE DI LIQUIDAZIONE FORNISCE, INFORMAZIONI CONTABILI
SUL VOLUME DI AFFARI REALIZZATO CON CIASCUN FORNITORE.

Liquidazione dell'acquisto di materie

VE - VE +

MATERIA A C/ACQUISTI 800


IVA A CREDITO 160 FORNITORI DI BENI (FORNITORE ALFA) 960

VF + VF -

Pagamento in contanti

VE - VE +

FORNITORI DI BENI (FORNITORE ALFA) 960 CASSA CONTANTI 960


VF + VF -
Rilevazione nei conti dell'operazione

MATERIA A C/ACQUISTI FORNITORE ALFA


800,00 960,00 960
(LIQUIDAZIONE (PAGAMENTO) (LIQUIDAZIONE
ACQUISTO) ACQUISTO)

LA MISURAZIONE DEL COSTO DI ACQUISTO E' DETERMINATO DALLA VARIAZIONE NUMERARIA


PASSIVA DI "DEBITO V/FORNITORI" AL NETTO DEL "CREDITO PER IVA".
TRA IL MOMENTO DI RILEVAZIONE DEL DEBITO E IL MOMENTO DEL PAGAMENTO SI OTTIENE UN
FINANZIAMENTO DAL FORNITORE (DEBITO DI FUNZIONAMENTO).

CASO 2
Acquistate materie B per € 1.100,00 + IVA 20%. Pagamento a 30 giorni data fattura. La fattura
perviene e viene registrata in data 2 febbraio 2002. Il pagamento avviene a mezzo banca il 6 marzo
2002.

Ricevimento della fattura di acquisto - 2 febbraio 2002

VE - VE +

MATERIE B C/ACQUISTI 1.100


IVA A CREDITO 220 FORNITORI DI BENI 1.320
VF + VF -

Pagamento a mezzo banca c/c - 6 marzo 2002

VE - VE +

FORNITORI DI BENI 1.320 BANCA A C/C 1.320


VF + VF -
SE I BENI FORNITI NON SONO DESTINATI AD ESSERE UTILIZZATI NEL PROCESSO
TECNICO-PRODUTTIVI TIPICO, IL COSTO PUO' ESSERE RILEVATO ANCHE IN FUNZIONE DELLA
PARTICOLARE DESTINAZIONE DELLA SPESA.

CASO 3
Acquistati materiali di cancelleria per € 500,00 + IVA 20%

Ricevuta fattura di acquisto di materiali di cancelleria

VE - VE +

SPESE DI CANCELLERIA 500


IVA A CREDITO 100 FORNITORI DI BENI 600
VF + VF -

I COSTI ACCESSORI DI ACQUISTO


I COSTI ACCESSORI DI ACQUISTO INDICANO IL COMPLESSO DELLE SPESE SOSTENUTE PER
L'ACQUISIZIONE DELLE MATERIE CHE INTEGRANO IL COSTO DI ACQUISTO E SONO RIFERIBILI ALLE
MATERIE ACQUISITE. SONO CLASSIFICATI NELLE SEGUENTI CATEGORIE:
- SPESE DI TRASPORTO SU ACQUISTI
- PROVVIGIONI PASSIVE SU ACQUISTI
- SPESE DI IMBALLAGGIO E CONFEZIONAMENTO SU ACQUISTI
- SPESE DI MAGAZINAGGIO SU ACQUISTI
- DAZI SU ACQUISTI E ONERI DIVERSI DI IMPORTAZIONE
- SPESE DI ASSICURAZIONE SU ACQUISTI.
TALI SPESE POTREBBERO ESSERE TRATTATE SECONDO DUE DIVERSE MODALITA':
a) IMPUTATE AD INCREMENTO DEL COSTO DI ACQUISTO DELLE MATERIE
b) CONTABILIZZATE IN DISTINTE VOCI DI COSTO.
«I COSTI PER MATERIE PRIME, DI CONSUMO E MERCI» E «I COSTI PER SERVIZI» DEBBONO
ISCRIVERSI SEPARATAMENTE NEL CONTO ECONOMICO.
SEMBREREBBE ESISTERE UNA DICOTOMIA TRA DETTAMI CIVILISTICI E DISPOSIZIONI FISCALI.
LA DICOTOMIA E' SUPERABILE IN QUANTO NON SAREBBE NECESSARIA L'ESPOSIZIONE IN BILANCIO
DEI COSTI D'ACQUISTO PER VOCI DISTINTE. L'IMPUTAZIONE DISTINTA AGLI SPECIFICI CONTI DI
COSTO ACCESSORIO DI ACQUISTO NON PREGIUDICA UNA SUCCESSIVA LORO RIAGGREGAZIONE AI
FINI VALUTATIVI.
IL PROBLEMA PUO' TROVARE RISPOSTE DIVERSE A SECONDA CHE:
1. LE SPESE ACCESSORIE SIANO ADDEBITATE NELLA STESSA FATTURA DI ACQUISTO DELLE MATERIE
2. LE SPESE ACCESSORIE SIANO ADDEBITATE CON FATTURA SEPARATA.
NEL PRIMO CASO ESISTE LA POSSIBILITA' DI PROCEDERE AD UNA DISTINTA IMPUTAZIONE
CONTABILE DEI COSTI ACCESSORI DI ACQUISTO OVVERO AD UNA LORO IMPUTAZIONE AL COSTO
PRINCIPALE DI ACQUISTO.
NEL SECONDO CASO, SEMBREREBBE PREFERIBILE UNA CONTABILIZZAZIONE IN VOCI SEPARATE.

CASO 4
Ricevuta fattura di acquisto di materie A per € 1.400,00 + IVA 20%. Spese di trasporto
distintamente addebitate in fattura per € 100,00 assoggettate alla stessa aliquota delle materie, ai
sensi dell'art. 12 del D.P.R. n. 633/1972.

Ricevimento fattura di acquisto materie

MATERIA A C/ACQUISTI 1.400


SPESE DI TRASPORTO SU ACQUISTI 100
IVA A CREDITO 300 FORNITORI DI BENI 1.800
VE - VE +
VF + VF -

RILEVAZIONE ALTERNATIVA
Invece di procedere alla distinta imputazione contabile delle spese di trasporto su acquisti è
possibile imputare tale costo accessorio al costo di acquisto delle materie: la "prestazione
accessoria" segue così la "prestazione principale".

Ricevimento fattura di acquisto materie

MATERIA A C/ACQUISTI 1.500


IVA A CREDITO 24 FORNITORI DI SERVIZI 144
VE - VE +
VF + VF -

VEDIAMO ADESSO IL CASO DELLE SPESE DI TRASPORTO ADDEBITATE CON FATTURA SEPARATA.
CASO 5
Ricevuta fattura per spese di trasporto a carico su acquisti pari a € 120,00 + IVA 20%

Liquidazione spese di trasporto su acquisti

SPESE DI TRASPORTO SU ACQUISTI 120


IVA A CREDITO 24 FORNITORI DI SERVIZI 144
VE - VE +
VF + VF -

LE RETTIFICHE SU ACQUISTI
LE RETTIFICHE SU ACQUISTI DETERMINANO COMPONENTI POSITIVI DI REDDITO CORRISPONDENTI
AD UNA RIDUZIONE DEI COSTI DI ACQUISTO.
LE RETTIFICHE PRINCIPALI DERIVANO DA:
1. RESI
2. ABBUONI, RIBASSI E SCONTI, PREVISTI O MENO CONTRATTUALMENTE.
LE RETTIFICHE DI CUI SOPRA POTREBBERO ESSERE RILEVATE NELLA SEZIONE AVERE DEGLI STESSI
CONTI, NELLA SEZIONE DARE, IL COSTO ACQUISTO DEI BENI.
L'USO DI CONTI APERTI ALLE SINGOLE CAUSE DI RETTIFICA E' CONSIGLIABILE PER FINALITA'
INFORMATIVE E PER I SEGUENTI MOTIVI ULTERIORI:
1. LE RETTIFICHE POSSONO RIFERIRSI AD ACQUISTI EFFETTUATI NELL'ESERCIZIO PRECEDENTE E
INCLUSI IN CONTI "ACQUISTI" ORMAI CHIUSI; OPPURE RIFERIRSI CONGIUNTAMENTE E
INDISTINTAMENTE A PIU' ACQUISTI EFFETTUATI CON LO STESSO FORNITORE E RILEVATI IN CONTI
DIVERSI
2. I VALORI CHE ESPRIMONO LE POSTE RETTIFICATIVE POSSONO NON ESSERE OMOGENEI CON
QUELLI ORIGINARI DI ACQUISTO, COMPRENDENDO, ANCHE IL RISARCIMENTO DEL DANNO
SUBITO.

RESI SU ACQUISTI
I RESI POSSONO DETERMINARSI IN RELAZIONE A SPECIFICI PATTI DI RESO ED USI COMMERCIALI.
I RESI DI MATERIE IMPONIBILI VENGONO RILEVATI SULLA BASE DI UN DOCUMENTO DETTO NOTA
DI CREDITO NELLA QUALE SI EVIDENZIA LA DIMINUZIONE DEL DEBITO VERSO IL FORNITORE, LA
RETTIFICA DELL'ORIGINARIO COSTO DI ACQUISTO E L'IMPORTO DELL'IVA A DEBITO.

CASO 6
Restituzione ad un fornitore di merci per un valore di € 460,00 perché avariate. Tali merci erano
state assoggettate ad IVA 20%.

Liquidazione di resi su acquisti di merci

RESI SU ACQUISTI 460


FORNITORI DI BENI 552 IVA A DEBITO 92
VE - VE +
VF + VF -

RIBASSI, ABBUONI E SCONTI SU ACQUISTI


I RIBASSI, GLI ABBUONI E GLI SCONTI POSSONO ESSERE PREVISTI O MENO CONTRATTUALMENTE.
SE PREVISTI POSSONO ESSERE RILEVATI:
1. IN FASE DI FATTURAZIONE
2. CON DIRITTO PER IL FORNITORE DI PORTARE IN DETRAZIONE L'IMPOSTA CORRISPONDENTE
ALLA VARIAZIONE
L'INDICAZIONE IN FATTURA E' TIPICA PER GLI SCONTI INCONDIZIONATI E PER GLI SCONTI A
PRONTA CASSA. IN QUESTI CASI ESSI POSSONO ESSERE PORTATI IN DIRETTA DIMINUZIONE DELLA
BASE IMPONIBILE.

CASO 7
Acquistate materie B per € 3.200,00 + IVA 20%. Sconto incondizionato 5%.
La fattura risulta strutturata:
Costo di acquisto delle materie € 3.200,00
- Ribassi, abbuoni e sconti attivi 160,00
Base imponibile 3.040,00
+ IVA 20% 608,00

Totale fattura € 3.648,00

Liquidazione di acquisti di materie con sconto incondizionato


VE - VE +

MATERIA B C/ACQUISTI 3.200 ABBUONI E SCONTI SU ACQUISTI 160


IVA A CREDITO 608 FORNITORI DI BENI 3.648
VF + VF -

RILEVAZIONE ALTERNATIVA
Lo sconto incondizionato e le altre poste rettificate dei costi di acquisto rilevati in fattura
potrebbero anche essere portati a diretta deduzione delle voci di costo corrispondenti.

Liquidazione di acquisti di materie con sconto


VE - VE +

MATERIA B C/ACQUISTI 3.040


IVA A CREDITO 608 FORNITORI DI BENI 3.648
VF + VF -

RIBASSI, ABBUONI E SCONTI POSSONO ESSERE ACCOMPAGNATI DA DOCUMENTO GIUSTIFICATIVO


AI FINI IVA. QUESTO EVIDENZIA LA DIMINUZIONE DEL DEBITO VERSO FORNITORI, DELL'IVA A
CREDITO E DELL'ORIGINARIO COSTO DI ACQUISTO.
LA RETTIFICA DELL'ORIGINARIO COSTO DI ACQUISTO, SE I RESI NON PRESENTANO UNA RIDOTTA
FREQUENZA DI MANIFESTAZIONE E NON SONO DI ENTITA' TRASCURABILE, DOVRA' ESSERE
EFFETTUATA CON ACCREDITO IN CONTI SPECIFICI DI RETTIFICA.

CASO 8
Ricevuta nota di variazione indicante un abbuono del 5% su una precedente fornitura di materie di
€ 1.200,00 + IVA 20%.

Nota di accredito da fornitori per abbuono su acquisti


VE - VE +

ABBUONI E SCONTI SU ACQUISTI 60


FORNITORI DI BENI 72 IVA A DEBITO 12
VF + VF -

IL REGOLAMENTO DEI DEBITI VERSO FORNITORI


IL PAGAMENTO DELLE FATTURE DI ACQUISTO DI BENI E SERVIZI PUO' ESSERE:
- ANTICIPATO
- IMMEDIATO
- DIFFERITO
- IL PAGAMENTO E' ANTICIPATO QUANDO HA LUOGO PRIMA DELLA CONSEGNA DELLE MERCE.
PUO' RIGUARDARE TUTTO L'IMPORTO O SOLO UNA PARTE
- IL PAGAMENTO E' IMMEDIATO QUANDO E' CONTESTUALE ALLA CONSEGNA. AL COMPRATORE
VIENE ACCORDATO UNO SCONTO MERCANTILE
- IL PAGAMENTO E' DIFFERITO QUANDO E' EFFETTUATO IN UN MOMENTO SUCCESSIVO ALLA
CONSEGNA.
NEL CONTRATTO DI ACQUISTO VENGONO FISSATI I TEMPI E I MODI DEL PAGAMENTO. LE
MODALITA' PIU' FREQUENTI SONO:
- DENARO CONTANTE
- ASSEGNI BANCARI
- BONIFICO BANCARIO
- RILASCIO DI CAMBIALI
- DISPOSIZIONI ELETTRONICHE DI INCASSO (RIBA) CHE HANNO SOSTITUITO LE CAMBIALI.

ANTICIPATO REGOLAMENTO DIFFERIRITO

CONSEGNA

INVIO DI UNA SOMMA A TITOLO DI ANTICIPO SU FATTURE D'ACQUISTO


L'ESBORSO MONETARIO E' RELATIVO AD UN COSTO DI ACQUISTO E QUINDI E' CONSIDERATO BASE
IMPONIBILE IVA.

CASO 9
Versamento di un anticipo ad un fornitore per € 1.000 + IVA 20%.
Successivo ricevimento della fattura relativa all'anticipo.
VE - VE +

DEBITI VERSO FORNITORI CASSA 1.200


1.200
VF + VF -

Al ricevimento delle fatture


VE - VE +

FATTORI C/ANTICIPI 1.000 DEBITI VERSO FORNITORI 1.200


IVA NOSTRO CREDITO 200
VF + VF -

Al momento pattuito avviene la consegna della merce per € 5.000 + IVA accompagnata dalla
relativa fattura
VE - VE +

ACQUISTI 5.000
IVA NOSTRO DEBITO 800 FORNITORI 4.800
FORNITORI C/ANTICIPI 1.000
VF + VF -

MODALITA' DI PAGAMENTO
IL DEBITO RILEVATO NEL C/FORNITORI AL MOMENTO DEL RICEVIMENTO DELLA FATTURA PUO'
ESSERE PAGATO NEI SEGUENTI MODI:
- CON DENARO CONTANTE
VE - VE +

DEBITI VERSO FORNITORI CASSA


VF + VF -

- CON ASSEGNI BANCARI


LA CAPACITA' DI EMETTERE ASSEGNI BANCARI SI BASA SULL'ESISTENZA DI UN RAPPORTO DI C/C
TRA BANCA E COMPRATORE. L'ASSEGNO BANCARIO E' UN TITOLO DI CREDITO COL QUALE SI
ORDINA ALLA BANCA DI PAGARE UNA SOMMA AL BENEFICIARIO INDICATO SUL TITOLO STESSO
PRELEVANDOLA DAL DEPOSITO IN CONTO CORRENTE O DAL C/C APERTO IN SEGUITO AD UNA
APERTURA DI CREDITO.
IL COMPRATORE EMETTE ASSEGNI SUL PROPRIO C/C A FAVORE DEL VENDITORE.
VE - VE +

DEBITI VERSO FORNITORI BANCA


VF + VF -

- CON BONIFICO BANCARIO


E' UN ORDINE DATO ALLA BANCA DI VERSARE SU UN C/C INTESTATO AL FORNITORE LA SOMMA
CORRISPONDENTE AL DEBITO. L'IMPORTO PUO' ESSERE VERSATO IN CONTANTI ALLA BANCA O
ADDEBITATO SUL C/C DEL COMPRATORE.
L'ANALISI DEL FATTO DI GESTIONE E' UGUALE AI DUE CASI PRECEDENTI.

RILASCIO DI CAMBIALI PASSIVE (PAGHERO'/TRATTE ACCETTATE)


LA CAMBIALE E' UN TITOLO DI CREDITO CHE CONTIENE LA PROMESSA O L'ORDINE DI PAGARE LE
SOMME INDICATE SUL DOCUMENTO ALLA SCADENZA FISSATA.
IL BENEFICIARIO DEL TITOLO HA IL VANTAGGIO DI POTER CEDERE IL CREDITO A TERZI MEDIANTE
GIRATA ED HA UNA MAGGIORE SICUREZZA DI RISCOSSIONE IN QUANTO LA CAMBIALE HA UN
VALORE DI SENTENZA PASSATA IN GIUDICATO.

Rilascio di un pagherò a saldo fattura n. 132 del fornitore X:


VE - VE +

DEBITI VERSO FORNITORI CAMBIALI PASSIVE


VF + VF -

Alla scadenza delle cambiali


VE - VE +

CAMBIALI PASSIVE BANCA


VF + VF -

Il debitore può utilizzare cambiali in suo possesso da cui risulta beneficiario per regolare debiti
verso fornitori.
VE - VE +

DEBITI VERSO FORNITORI CAMBIALI ATTIVE


VF + VF -

SUI PAGAMENTI DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI TRA IMPRESE EFFETTUATE IN RITARDO


DECORRONO INTERESSI DI MORA NON CALCOLATI AL TASSO DI RIFERIMENTO DELLE B.C.E.
AUMENTATO DI 7 PUNTI.

LA RAPPRESENTAZIONE DEGLI ACQUISTI DI MATERIE NEL BILANCIO


AMMINISTRATIVO-CONTABILE
I CONTI MOVIMENTATI NEL CORSO DELL'ESERCIZIO, DEVONO ESSERE CHIUSI NEI CONTI DI SINTESI
"CONTO DEL RISULTATO ECONOMICO" E "STATO PATRIMONIALE FINALE".

IL BILANCIO HA CARATTERE "AMMINISTRATIVO-CONTABILE", INDICA L'ORIGINE «CONTABILE» DEI


DUE PROSPETTI E LA LORO RILEVANZA COME DOCUMENTI «AMMINISTRATIVI» AUTONOMI.
NELLA PREDISPOSIZIONE DEL BILANCIO SECONDO LA NORMATIVA CIVILISTICA, I VALORI
CONTABILI SONO AGGREGATI: I COSTI PER MATERIE PRIME, SUSSIDIARIE, DI CONSUMO E MERCI
DEVONO ESSERE INDICATI AL NETTO DEI RESI, DEGLI SCONTI, ABBUONI E PREMI. NON TUTTE LE
INFORMAZIONI FORNITE DALLA CONTABILITA' DEVONO ESSERE RIPORTATE NEL BILANCIO DI
ESERCIZIO SOTTOPOSTO A PUBBLICAZIONE, ANCHE AI FINI DELLA NECESSARIA "SELETTIVITA'" DEL
SISTEMA INFORMATICO AZIENDALE.
GLI SCHEMI DI CONTO ECONOMICO E STATO PATRIMONIALE RAPPRESENTATI SONO PREDISPOSTI
IN STRETTA DERIVAZIONE DAI VALORI CONTABILI UTILIZZATI PER LA RILEVAZIONE A PARTITA
DOPPIA DELLE OPERAZIONI DI ACQUISTO/VENDITA.
E' IL SEGNO DARE O AVERE DEL SALDO DI CONTO CHE DETERMINA, L'ISCRIZIONE NEL DARE O
NELL'AVERE DEI PROSPETTI DI BILANCIO.
NEL CONTO ECONOMICO SONO RIPORTATI IN DARE I VALORI DI COSTI ED IN AVERE LE RETTIFICHE
DI COSTO, MENTRE NEL BILANCIO DI ESERCIZIO CIVILISTICO SAREBBERO RAPPRESENTATI SOLO
VALORI DI COSTO GIA' AL NETTO DEI VALORI RETTIFICATIVI.

CONTO ECONOMICO

ACQUISTI RETTIFICHE SU ACQUISTI

MATERIE C/ACQUISTI RESI SU ACQUISTI


MATERIA A C/ACQUISTI PREMI SU ACQUISTI
MATERIA B C/ACQUISTI ABBUONI E SCONTI SU ACQUISTI
RECUPERO SPESE DI TRASPORTO SU ACQUISTI
MERCI C/ACQUISTI
SPESE PER OMAGGIO
COSTI ACCESSORI DI ACQUISTO
SPESE DI TRASPORTO SU ACQUISTI
DAZI SU ACQUISTI
CREDITI DIVERSI DEBITI COMMERCIALI
IVA A CREDITO FORNITORI
FORNITORI C/ANTICIPI FORNITORI DI BENI
FORNITORI DI SERVIZI
CASSA E BANCHE
FORNITORI ESTERO
CASSA
CASSA CONTANTI
CASSA VALORI
BANCHE C/C DEBITI DIVERSI
BANCA A C/C/ IVA A DEBITO
BANCA B C/C
STATO PATRIMONIALE

L'ACQUISIZIONE DEI SERVIZI CORRENTI


GLI ACQUISTI DI SERVIZI RIGUARDANO FATTORI IMMATERIALI O SERVIZI DI CONSUMO, QUELLI
CHE ESAURISCONO LA LORO UTILITA' IN UN SOLO CICLO PRODUTTIVO.
I SERVIZI OGGETTO DI ACQUISIZIONE POSSONO ESSERE:
- SERVIZI DI LAVORAZIONE COMMISSIONATI A TERZI
- MANUTENZIONI E RIPARAZIONI DI TERZI
- SERVIZI DI BENI DI TERZI IN LOCAZIONE O LEASING
- SERVIZI DI AGENTI E RAPPRESENTANTI DETERMINANTI PROVVIGIONI PASSIVE
- SERVIZI ENERGETICI
- SERVIZI DI TRASPORTO E SPEDIZIONE
- ASSICURAZIONI
- SERVIZI DI VIGILANZA
- SERVIZI DI PULIZIA
- SERVIZI DI CONSULENZA TECNICO-PRODUTTIVA, COMMERCIALE, AMMINISTRATIVA,
FINANZIARIA E FISCALE
- PUBBLICITA', PROMOZIONE VENDITE E RICERCHE DI MERCATO
- SERVIZI LEGALI E NOTARILI
- SERVIZI DI AMMINISTRAZIONE, REVISIONE E CRETIFICAZIONE DI BILANCIO
- SERVIZI DI VIAGGIO E RAPPRESENTANZA
- SERVIZI POSTALI E TELEFONICI E COSI' VIA.

LA RILEVAZIONE DEGLI ACQUISTI


SE L'ACQUISIZIONE RIGUARDA SERVIZI IMPONIBILI, VIENE LIQUIDATO AL FORNITORE, OLTRE AL
PREZZO DEI SERVIZI, L'IMPORTO DELL'IVA COMMISURATA AL PREZZO STESSO APPLICANDO UNA
DATA ALIQUOTA PERCENTUALE. TALE IMPORTO LIQUIDATO SUGLI ACQUISTI RAPPRESENTA UN
CREDITO VERSO L'ERARIO.
PER IL PAGAMENTO DEL SERVIZIO, QUESTO PUO' ESSERE "DIFFERITO" OPPURE "IMMEDIATO"
OPPURE "ANTICIPATO".
SE IL PAGAMENTO E' DIFFERITO, L'OPERAZIONE DI ACQUISTO RISULTA SCISSA IN DUE:
1. LA "LIQUIDAZIONE" DELL'ACQUISTO, AL RICEVIMENTO DELLA "FATTURA DI ACQUISTO" OD
ALTRO IDONEO DOCUMENTO PROBATORIO
2. IL "PAGAMENTO", CIOE' LA CESSIONE DI DENARO A FRONTE DEL DEBITO.

Ricevuta e liquidata bolletta telefonica


VE - VE +

SPESE TELEFONICHE 948,70


IVA A CREDITO 189,74 FORNITORI DI SERVIZI 1.138,44
VF + VF -

Pagamento bolletta telefonica a mezzo banca c/c


VE - VE +

FORNITORI DI SERVIZI 1.138,44 BANCHE B C/C 1.138,44


VF + VF -

SE IL PAGAMENTO E' IMMEDIATO, ALL'ADDEBITO DI CONTI CHE RILEVANO IL COSTO DI ACQUISTO


DEL SERVIZIO ED IL CREDITO PER IVA NEI CONFRONTI DELL'ERARIO CORRISPONDE
L'ACCREDITAMENTO DI CONTI APERTI A VALORI DI "CASSA CONTANTI" O VALORI ASSIMILATI.

CASO 2
Sostenute in contanti spese di manutenzioni ordinare su impianti per € 400,00 + IVA 20%.
Sostenimento costi di manutenzione ordinaria su impianti
VE - VE +

MANUTENZIONI E RIPARAZIONI
IMPIANTI 400
IVA A CREDITO 80 CASSA CONTANTI 480
VF + VF -

RILEVAZIONE ALTERNATIVA

Liquidazione costi di manutenzione ordinaria su impianti


VE - VE +

MANUTENZIONI E RIPARAZIONI
IMPIANTI 400
IVA A CREDITO 80 FORNITORI DI SERVIZI 480
VF + VF -

Pagamento manutenzione ordinaria su impianti


VE - VE +

FATTORI DI SERVIZI 480 CASSA CONTANTI 480


VF + VF -

SE IL PAGAMENTO E' ANTICIPATO, POTREBBE ESSERE IPOTIZZATA UNA RILEVAZIONE DEL CREDITO
VERSO IL FORNITORE DA COMPENSARE AL MOMENTO DELLA EFFETTIVA PRESTAZIONE DEL
SERVIZIO. UNA CORRETTA APPLICAZIONE DEI PRINCIPI CONTABILI DI RILEVAZIONE DELLE
OPERAZIONI DI ESERCIZIO, ANCHE AL FINE DI NON APPESANTIRE LA RILEVAZIONE STESSA CON LA
DETERMINAZIONE DEI CONSUMI DI SERVIZI, CONSIGLIA UNA CONTABILIZZAZIONE IMMEDIATA
DEL COSTO, RINVIANDO A FINE ESERCIZIO IL PROBLEMA DELLO STORNO DELLA PARTE DI COSTO
NON DI COMPETENZA.
L'ESBORSO MONETARIO, E' ASSOGGETTATO ALL'IVA.

CASO 3
Versamento di un anticipo di € 2.000,00 + IVA 20% su un compenso complessivo di 5.000.000
fissato per una consulenza tecnico-produttiva. Terminata la prestazione, il consulente emette una
notula per la differenza.

Versamento anticipo su consulenza tecnico-produttiva


VE - VE +

CONSULENZE INDUSTRIALI 2.000


IVA A CREDITO 400 FORNITORI DI SERVIZI 2.400
VF + VF -

Liquidazione saldo su consulenza tecnico-produttiva


VE - VE +

CONSULENZE INDUSTRIALI 3.000


IVA A CREDITO 600 FORNITORI DI SERVIZI 3.600
VF + VF -

LE RETTIFICHE PRINCIPALI DERIVANO DA ABBUONI, RIBASSI E SCONTI, PREVISTI O MENO


CONTRATTUALMENTE; OD ANCHE RETTIFICHE PER INESATTEZZE NELLA FUNZIONE DEL SERVIZIO.

CASO 4
Ricevuta nota di credito per abbuono del 10% su servizi di trasporto su vendite precedentemente
fatturati per € 800,00 + IVA 20%.

Nota di accredito da fornitori per rettifica spese di trasporto su vendite


VE - VE +

SPESE DI TRASPORTO SU VENDITE 80


FORNITORI DI SERVIZI 96 IVA A CREDITO 16
VF + VF -
LA RAPPRESENTAZIONE DEGLI ACQUISTI DI SERVIZI NEL BILANCIO
AMMINISTRATIVO-CONTABILE
LA CORRETTA RAPPRESENTAZIONE DEI VALORI NEL BILANCIO DI ESERCIZIO PRESUPPONE CHE
SIANO STABILITI GLI SCHEMI DI CORRISPONDENZA TRA VALORI CONTABILI E VALORI DI BILANCIO
IN RELAZIONE ALLE ESIGENZE INFORMATIVE DA SODDISFARE ED ALLE DISPOSIZIONI DI LEGGE.
GLI SCHEMI DI BILANCIO DIFFERISCONO, DA QUELLI PREVISTI DALLE NUOVE DISPOSIZIONI
CIVILISTICHE, IN QUANTO SI VUOLE EVIDENZIARE LA CORRISPONDENZA DEI VALORI DI BILANCIO
CON I VALORI CONTABILI UTILIZZATI.
IL CONTO ECONOMICO E' A SEZIONI DIVISE, MENTRE QUELLO PREVISTO PER IL "NUOVO"
BILANCIO DOVREBBE ESSERE RAPPRESENTATO IN FORMA SCALARE.

CONTO ECONOMICO

COMPONENTI NEGATIVI DEL REDITO COMPONENTI POSITIVI DEL REDDITO

COSTI PER SERVIZI RETTIFICHE DI COSTO

LAVORAZIONE ESTERNE ABBUONI E SCONTI PASSIVI


LAVORAZIONI DI TERZI

MANUTENZIONI E RIPARAZIONI
MANUTENZIONI E RIPARAZIONI IMPIANTI
ASSICURAZIONI
PREMI ASSICURATIVI INCENDIO E FURTO
PREMI ASSICURATIVI R.C. AUTOMEZZI.
SERVIZI COMMERCIALI
SPESE DI PUBBLICITA'
PROVVIGIONI SU VENDITE
SPESE DI TRASPORTO SU VENDITE
SERVIZI PROFESSIONALI
CONSULENZE INDUSTRIALI
CONSULEZE AMMINISTRATIVE
SPESE LEGALI E NOTARILI
COMPENSI MMINISTRATORI
COMPENSI SINDACI
UTENZE
ENERGIA ELETTRICE
TELEFONO E FAX

COSTI PER GODIMENTO BENI DI TERZI

LICENZE D'USO
ROYALTIES
STATO PATRIMONIALE

ATTIVITA' PASSIVITA'

CREDITI DIVERSI DEBITI COMMERCIALI

IVA A CREDITO FORNITORI


FORNITORI DI SERVIZI
CASSA E BANCHE
DEBITI DIVERSI
CASSA
CASSA CONTANTI SINDACI C/COMPENSI
AMMINISTRATORI C/COMPENSI
BANCHE C/C
BANCA A C/C
BANCA B C/C

L'ACQUISIZIONE DEL FATTORE LAVORO


L'UTILIZZAZIONE DEL FATTORE LAVORO NEL PROCESSO PRODUTTIVO AVVIENE IN MANIERA
GRADUALE E CONTINUA E IN VIA ANTICIPATA RISPETTO ALLA SUA REMUNERAZIONE CHE SI
VERIFICA A INTERVALLI E SCADENZE PRESTABILITE.
LA REMUNERAZIONE DELLE PRESTAZIONI DI LAVORO DIPENDENTE CONSISTE NEL PAGAMENTO DI
RETRIBUZIONE DENOMINATI STIPENDI O SALARI. SPECIFICHE LEGGI ASSICURANO AL LAVORATORE
L'ASSISTENZA CONTRO I RISCHI DI INFORTUNI SUL LAVORO E DI MALATTIE PROFESSIONALI,
L'ASSISTENZA IN CASO DI MALATTIA E MATERNITA' E IL TRATTAMENTO PENSIONISTICO IN CASO DI
INVALIDITA' E DI VECCHIAIA.
LE IMPRESE HANNO L'OBBLIGO DI PAGARE AGLI ENTI PUBBLICI PREPOSTI A CIO' DEI OCNTRIBUTI.
GLI ENTI PUBBLICI INTERESSATI SONO:
INPS : ASSICURA PENSIONI DI VECCHIAIA, L'INDENNITA' DI DISOCCUPAZIONE, ASSEGNI FAMILIARI,
L'INDENNITA' DI MALATTIA.
INAIL : ASSICURA I RISCHI DI INFORTUNI SUL LAVORO E PER MALATTIE PROFESSIONALI.
IL COSTO DEL LAVORO DIPENDENTE PER L'AZIENDA E' COSTITUITO DAI SEGUENTI ELEMENTI:
- RETRIBUZIONE LORDA
- CONTRIBUTI PREVIDENZIALI E PREMI ASSICURATIVI OBBLIGATORI
- QUOTE DI TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO CHE MATURA NEL TEMPO, E VIENE PAGATO
ALL'ATTO DELLA CESSAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO.
TRA AZIENDE E LAVORATORE SI PUO' DECIDERE DI TRASFORMARE LE QUOTE TFRL MATURATE
NELL'ESERCIZIO IN TITOLI DA DESTINARSI A UN FONDO PENSIONE.
AI FONDI PENSIONE VA DESTINATA LA QUOTA ANNUA MATURATA PER I NUOVI ASSUNTI.
- ALTRI COSTI COME CORSI DI FORMAZIONE.
COSTO DEL LAVORO = RETRIBUZIONE LORDA
+ ONERI SOCIALI
+ QUOTE TFR MATURATE
+ ALTRI COSTI
SI PARLA DI RETRIBUZIONE LORDA PERCHE' LA QUOTA RISCOSSA DEL DIPENDENTE E' AL NETTO DI
RITENUTE SOCIALI A CARICO DEL LAVORATORE E DELLE RITENUTE FISCALI ALLA FONTE OPERATE
DAL DATORE DI LAVORO IN QUANTITA' DI SOSTITUTO D'IMPOSTA.
IL LAVORATORE PUO' PERCEPIRE GLI ASSEGNI PER IL NUCLEO FAMILIARE E L'INDENNITA' DI
MALATTIA. QUESTE VENGONO ANTICIPATE DAL DATORE DI LAVORO IN QUANTO
ECONOMICAMENTE SONO A CARICO DELL'INPS.

ASPETTO CONTABILE
MENSILMENTE SI REGISTRA:
- LIQUIDAZIONE DELLO STIPENDIO, DEGLI ASSEGNI FAMILIARI E DELLE INDENNITA' DI MALATTIA
- LIQUIDAZIONE DEGLI ONERI SOCIALI A CARICO DELL'IMPRESA
- PAGAMENTO DELLE RETRIBUZIONI EFFETTUANDO LE RITENUTE SOCIALI E FISCALI COME
PREVISTO DELLA NORMATIVA
- VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI DOVUTI AGLI ENTI PREVIDENZIALE E DEGLI ONERI FISCALI ALLO
STATO.
CASO 1
Un'impresa liquida a fine mese le retribuzioni spettanti al personale per € 8.425; inoltre ai
lavoratori competono assegni per il nucleo familiare e indennità malattia per 285 €.
Gli oneri sociali a carico dell'impresa sono € 3.265.
Ritenute sociali a carico dei lavoratori pari a € 860 e ritenute fiscali € 820.

- Liquidazione stipendio:
VE - VE +

SALARI E STIPENDI 8.425


ISTITUTI PREVIDENZIALI 285 PERSONALE C/RETRIBUZIONE 8.710
VF + VF -

- Liquidazione oneri sociali:


VE - VE +

ONERI SOCIALI 3.265


ISTITUTI PREVIDENZIALI 3.265
VF + VF -

- Pagamento delle retribuzioni:


VE - VE +

ISTITUTI PREVIDENZIALI 860


PERSONALE C/RETRIBUZIONI 8.710 DEBITI PER RITENUTE DA VERSARE 820
BANCA C/C 7.030
VF + VF -

- Versamento dei contributi e delle ritenute:


VE - VE +

ISTITUTI PREVIDENZIALI
3.840 BANCA C/C 1.660
DEBITI PER RITENUTE DA VERSARE 820
VF + VF -
MOVIMENTI DEI CONTI:

SALARI E STIPENDI ISTITUTI PREVIDENZIALI ONERI SOCIALI


8.425 285 3.265 3.265
3.840 860

PERSONALE C/RETRIBUZIONE DEBITI PER RITENUTE FISCALI BANCA C/C


8.710 8.710 820 820 7.030
4.660

QUESTO E' QUANTO SI RILEVA MENSILMENTE.

RAPPRESENTAZIONE DEL RAPPORTO CON I DIPENDENTI NEL BILANCIO


AMMINISTRATIVO CONTABILE

CONTO ECONOMICO

COMPONENTI NEGATIVI COMPONENTI POSITIVI DI RENDITA


COSTI DELLA PRODUZIONE

SALARI E STIPENDI
ONERI SOCIALI

STATO PATRIMONIALE

ATTIVITA' PASSIVITA'
DEBITI VERSO ISTITUTI PREVIDENZIALI
PERSONALE C/RETRIBUZIONE
DEBITI PER RITENUTE DA VERSARE
DEBITI VERSO FONDO PENSIONE
L'ACQUISIZIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI E IMMATERIALI
LE IMMOBILIZZAZIONI COSTITUISCONO UNA CLASSE DI INVESTIMENTO IN FATTORI PRODUTTIVI
AD USO DUREVOLE IN QUANTO SONO DOTATE DI UNA UTILITA' ECONOMICA CHE SI ESTENDE
OLTRE I LIMITI DEL SINGOLO PROCESSO PRODUTTIVO. ESSE INCORPORANO, UN POTENZIALE DI
SERVIZI CHE ALIMENTA PIU' PROCESSI PRODUTTIVI NELL'ARCO DELLA LORO VITA UTILE.
ESSI SONO FATTORI ANTICIPATI, ACQUISITI IN ANTICIPO RISPETTO ALLO SVOLGIMENTO DEL
PROCESSO PRODUTTIVO, AL QUALE PARTECIPANO I FLUSSI DI POTENZIALITA' CHE DA ESSI
DERIVANO; DANNO LUOGO A COSTI ANTICIPATI COMUNI A PIU' ESERCIZI. VENGONO DEFINITI
FATTORI AD UTILIZZO PLURIENNALE IN QUANTO IL LORO VALORE SI TRASFERISCE PER QUOTE
SULLE PRODUZIONI SVOLTE E SUL REDDITO DI ESERCIZIO CON IL PROCEDIMENTO
DELL'AMMORTAMENTO.
LE IMMOBILIZZAZIONI COMPRENDONO BENI DI USO DUREVOLE MATERIALI E IMMATERIALI,
NONCHE' IL FATTORE PERMANENTE "TERRENI" CHE SI UTILIZZA INDEFINITAMENTE SENZA
PERDERE LA SUA UTILITA' ECONOMICA.

L'ACQUISIZIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI


LE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI SONO COSTITUITE SIA DA BENI IMMOBILI CHE DA BENI MOBILI
DUREVOLI.
I BENI MOBILI COMPRENDONO:
a) I TERRENI.
ESSI NON SONO SOGGETTI DI LOGORIO FISICO E/O ECONOMICO, NON TRASFERISCONO QUOTE
DEL LORO VALORE AI PROCESSI PRODUTTIVI CUI PARTECIPANO.
NON VI E' ALCUNA PARTECIPAZIONE NEI SUDDETTI PROCESSI: I TERRENI, RAPPRESENTANO
INVESTIMENTI PATRIMONIALI ACCESSORI IN ATTESA DI FUTURA UTILIZZAZIONE E/O DIMISSIONE A
FINI SPECULATIVI.
b) I FABBRICATI CIVILI.
SI TRATTA DI IMMOBILI NON UTILIZZATI, INDIPENDENTEMENTE DALLA LORO CLASSIFICAZIONE
CATASTALE, NE' UTILIZZABILI PER LORO NATURA NEL PROCESSO PRODUTTIVO.
POSSONO COSTITUIRE INVESTIMENTI PATRIMONIALI ACCESSORI DA CUI OTTENERE UNA
REMUNERAZIONE (FITTI ATTVI) O PROVENTI SPECULATIVI.
c) I FABBRICATI DESTINATI ALL'INDUSTRIA.
RIGUARDANO IMMOBILI CHE PARTECIPANO AL PROCESSO PRODUTTIVO, SIA IN SENSO FISICO-
TECNICO, SIA NELL'AMBITO DELLA FUNZIONE COMMERCIALE, CHE DELLA FUNZIONE
AMMINISTRATIVA.
I BENI MOBILI DUREVOLI COMPRENDONO:
a) GLI IMPIANTI E I MACCHINARI.
TALI SONO LE OPERE NON STRUTTURALI DI TIPO GENERICO ED I MACCHINARI ED IMPIANTI DI
TIPO SPECIFICO.
b) LE ATTREZZATURE.
COMPRENDONO GLI ATTREZZI VARI E MINUTI, LE MACCHINE UTENSILI DI USO GENERICO, LE
ATTREZZATURE DI MAGAZZINO.
c) GLI IMBALLAGGI AD USO DUREVOLE.
QUESTA TIPOLOGIA COMPRENDE GLI IMBALLAGGI DESTINATI AD ESSERE NEGOZIATI SECONDO LA
CONDIZIONE "IMBALLAGGI A RENDERE".
d) I MOBILI E LE MACCHINE D'UFFICIO.
CORRISPONDONO ALLA DOTAZIONE DEGLI UFFICI E SONO COMPRENSIVI DELL'ARREDAMENTO E
DELLE MACCHINE DI OGNI TIPO.
e) GLI AUTOMEZZI.
COMPRENDONO SIA I MEZZI DI TRASPORTO SOGGETTI AD ISCRIZIONE NEL P.R.A. (PUBBLICO
REGISTRO AUTOMOBILISTICO), CHE I MEZZI DI TRASPORTO INTERNO.
L'ACQUISTO DI IMMOBILI E/O DI BENI MOBILI DUREVOLI NON PRESENTA MODALITA' PARTICOLARI
RISPETTO AI FATTORI PRODUTTIVI A SEMPLICE UTILIZZO: SI TRATTA DI ENTRARE IN POSSESSO DI
UN BENE A FRONTE DEL SORGERE DI UN DEBITO, CUI SEGUIRA' UN'USCITA DI DENARO.
TUTTI GLI ONERI ACCESSORI RIFERIBILI ALLE SINGOLE IMMOBILIZZAZIONI CHE SI DEVONO
SOSTENERE PER CONSENTIRNE L'UTILIZZO NEL PROCESSO PRODUTTIVO VENGONO PORTATI,
TRAMITE IL PROCESSO DI "CAPITALIZZAZIONE".
GLI ONERI ACCESSORI PIU' COMUNI CHE CONCORRONO A FORMARE IL VALORE ORIGINARIO
DELLE IMMOBILIZZAZIONI SONO:
- PER GLI IMMOBILI, LE SPESE NOTARILI PER LA REDAZIONE DELL'ATTO, LE TASSE PER LA
REGISTRAZIONE DELL'ATTO, GLI ONORARI PER LA PROGETTAZIONE DELL'IMMOBILE, I COSTI PER
OPERE DI URBANIZZAZIONE.
- PER I BENI MOBILI DUREVOLI, LE SPESE DI PROGETTAZIONE, DI TRASPORTO, DI INSTALLAZIONE,
DI MONTAGGIO.
LE RETTIFICHE DI VALORE, GLI ACCONTI VERSATI, IL VERSAMENTO DELLE RITENUTE SUI COMPLESSI
PROFESSIONALI, NON PRESENTANO MODALITA' DIVERSE DALLE ALTRE TIPOLOGIE DI BENI E
SERVIZI, ALLE QUALI FACCIAMO RIFERIMENTO.
CASO 1
Acquisto di un terreno agricolo per € 100.000,00. Imposte di registro, ipotecarie e catastali pari a
€ 17.000,00. Il compenso al notaio ammonta a € 5.000,00, gli oneri accessori sostenuti dal
medesimo sono pari a € 1.000,00.

Acquisto del terreno agricolo


VE - VE +

TERRENI 100.000
FORNITORI DI IMMOBILIZZAZIONI 100.000
VF + VF -

Liquidazione imposte e parcella del notaio


VE - VE +

IMPOSTE DI REGISTRO 17.000


SPESE LEGALI E NOTARILI 6.000
IVA A CREDITO 1.000 FORNITORI DI SERVIZI 24.000
VF + VF -

Capitalizzazione, ad incremento del terreno, dei costi accessori


VE - VE +

TERRRENI 23.000 IMPOSTE DI REGISTRO 17.000


SPESE LEGALI E NOTARILI 6.000

VF + VF -

RILEVAZIONE ALTERNATIVA
Anziché incrementare il valore dell'immobile, per le spese accessorie in un momento successivo o
comunque separatamente, si potrebbe effettuare un'unica rilevazione.
VE - VE +

TERRENI 123.000
IVA A CREDITO 1.000 FORNITORI DI IMMOBILIZZAZIONI 100.000
FORNITORI DI SERVIZI 24.000
VF + VF -
CASO 2
Acquisto di un fabbricato industriale per € 100.000,00. Compenso al notaio per € 6.000,00, oneri
sostenuti dal notaio (imposte fisse, bolli, ecc.) per € 2.000,00.

Acquisto fabbricato
VE - VE +

FABBRICATI INDUSTRIALI 100.000


IVA A CREDITO 20.000 FORNITORI DI IMMOBILIZZAZIONI 120.000
VF + VF -

Liquidazione fattura del notaio


VE - VE +

SPESE LEGALI E NOTARILI 8.000


IVA A CREDITO 1.200 FORNITORI DI SERVIZI 9.200
VF + VF -

Capitalizzazione spese notarili


VE - VE +

FABBRICATI INDUSTRIALI 8.000


SPESE LEGALI E NOTARILI 8.000
VF + VF -
CASO 3
Versamento di un anticipo di € 6.000,00 + IVA 20% per l'acquisto di un impianto specifico.
Ricevimento della fattura di acquisto: il conto dell'impianto è di € 16.000,00. Successivamente
l'installazione dell'impianto stesso. Ricevimento della fattura contenente un prezzo per il servizio
di € 1.000,00 + IVA 20%.

Versamento anticipo a fornitori di cespiti


VE - VE +

ANTICIPI A FORNITORI 6.000 BANCHE C/C 7.200


IVA A CREDITO 1.200
VF + VF -

Liquidazione della fattura d'acquisto del cespite


VE - VE +

IMPIANTI 16.000
IVA A CREDITO 2.000 FORNITORI DI IMMOBILIZZAZIONI 18.000
VF + VF -

Storno dell'anticipo
VE - VE +

FORNITORI DI IMMOBILIZZAZIONI ANTICIPI A FORNITORI 6.000


6.000
VF + VF -

Liquidazioni della fattura d'installazione dell'impianto


VE - VE +

IMPIANTI 1.000
IVA A CREDITO 200 FORNITORI DI SERVIZI 1.200
VF + VF -
L'ACQUISIZIONE IN LEASING
IL CONTRATTO DI LEASING SI CONFIGURA COME UNO STRUMENTO MEDIANTE IL QUALE LE
AZIENDE ACQUISISCONO A TITOLO DEFINITIVO, ESCLUSIVAMENTE TEMPORANEO, UN BENE
PLURIENNALE CONTRAENDO CONTESTUALMENTE UN FINANZIAMENTO.
IL CONTRATTO DI LEASING SI CONFIGURA COME UNA FORMA DI LOCAZIONE ATIPICA, L'AZIENDA
PAGA PERIODICAMENTE UN CANONE ATTRAVERSO CUI SI RISERVA IL DIRITTO E LE POSSIBILITA' DI
UTILIZZARE UN DETERMINATO BENE PER TUTTA LA DURATA DEL CONTRATTO, CON EVENTUALE
POSSIBILITA' ALLA SCADENZA DI ACQUISIRNE LA PROPRIETA' MEDIANTE PAGAMENTO DI UN
PREZZO CONCORDATO (RISCATTO).
NELLA PRASSI SI DISTINGUONO DUE DISTINTE FROME DI LEASING:
a) IL LEASING FINANZIARIO
b) IL LEASING OPERATIVO.
IL LEASING FINANZIARIO E' UN CONTRATTO AVENTE PER OGGETTO UN DETERMINATO BENE,
STIPULATO DA UN'AZIENDA "UTILIZZATRICE" E DA UNA SOCIETA' DI LEASING, CHE FIGURA COME
INTERMEDIARIA TRA L'UTILIZZATRICE E LA SOCIETA' PRODUTTRICE DEL BENE.
LA SOCIETA' DI LEASING ACQUISISCE DALLA SOCIETA' PRODUTTRICE IL BENE RICHIESTO DALLA
SOCIETA' UTILIZZATRICE E LO CONCEDE IN LOCAZIONE A QUEST'ULTIMA DIETRO PAGAMENTO DI
UN CANONE PERIODICO. ALLA SCADENZA DEL CONTRATTO LA PROPRIETA' DEL BENE SI
TRASFERISCE ALLA SOCIETA' UTILIZZATRICE SOLO NEL CASO IN CUI QUESTA DECIDA DI
"RISCATTARE IL BENE".
IL LEASING OPERATIVO E' IL CONTRATTO MEDIANTE IL QUALE LA SOCIETA' PRODUTTRICE
CONCEDE IN LOCAZIONE UN DETERMINATO BENE, COMPRENSIVO DI SERVIZI ACCESSORI QUALI
MANUTENZIONI, AD UNA SOCIETA' UTILIZZATRICE PER UN DETERMINATO PERIODO TEMPORALE,
BREVE O INFERIORE ALLA "VITA ECONOMICA" DEL BENE STESSO. NEL LEASING OPERATIVO NON SI
PREVEDE L'OPZIONE DI RISCATTO, ATTRAVERSO CUI TRASFERIRE LA PROPRIETA'
ALL' UTILIZZATRICE.
IL LEASING SI CONFIGURA COME UN'OPERAZIONE ATIPICA DI ACQUISIZIONE DI
UN'IMMOBILIZZAZIONE, IN QUANTO FINO ALL'EVENTUALE ESERCIZIO DEL RISCATTO, AL TERMINE
DEL CONTRATTO, LA PROPRIETA' DEL BENE RESTA ALLA SOCIETA' LOCATRICE, PER CUI PER TUTTA
LA DURATA DEL CONTRATTO LE RILEVAZIONI IN CONTABILITA' AVRANNO PER OGGETTO
ESCLUSIVO IL PAGAMENTO DEL CANONE.
TRE PARTICOLARI FASI DEL CONTRATTO DI LEASING:
1. SOTTOSCRIZIONE DEL CONTRATTO
2. VERSAMENTO PERIODICO DEL CANONE
3. RISCATTO DEL BENE AL TERMINE DEL CONTRATTO.
ALL'ATTO DELLA SOTTOSCRIZIONE LE CONTROPARTI INTERESSATE PROVVEDONO A STIPULARE IL
CONTRATTO, AL CUI INTERNO E' STABILITO IL BENE OGGETTO DELLA LOCAZIONE, IL VALORE
DELLO STESSO, L'IMPORTO ED IL NUMERO DEI CANONI DI LOCAZIONE E LA PERIODICITA' DI
PAGAMENTO. NEL CONTRATTO E' INDICATO IL VALORE DEL RISCATTO.

L'IMPORTO TOTALE DEI CANONI DI LOCAZIONE RISULTA SUPERIORE RISPETTO AL VALORE DEL
BENE: TALE MAGGIOR VALORE RAPPRESENTA IL COMPENSO PER LA SOCIETA' LOCATRICE LEGATO
ALLA DILAZIONE FINANZIARIA CONCESSA ALLA LOCATARIA PER L'ACQUISIZIONE DEL BENE
ALL'ATTO DELLA SOTTOSCRIZIONE LA SOCIETA' UTILIZZATRICE E' TENUTA A SOSTENERE DELLE
SPESE DI ISTRUTTORIA CHE SE DI IMPORTO RILEVANTE SEGUONO LE REGOLE DI
CONTABILIZZAZIONE PREVISTE PER LE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI.
ALL'ATTO DEL PAGAMENTO DEL PRIMO CANONE, I BENI PRESI IN LEASING VENGONO ISCRITTI NEL
SISTEMA DEI CONTI D'ORDINE PER UN VALORE CORRISPONDENTE AL TOTALE DEI CANONI
PREVISTI. TALE VALORE VIENE SOTRNATO ALL'ATTO DE PAGAMENTI PERIODICI, ESPRIMENDO, IL
VALORE RESIDUO DEL CONTRATTO.
ALL'ATTO DEL RISCATTO LA SOCIETA' UTILIZZATRICE, VERSANDO IL CORRISPETTIVO PATTUITO,
PROCEDERA' AD ISCRIVERE IL BENE TRA LE IMMOBILIZZAZIONI.

CASO 4
Stipulato un contratto di leasing per l'acquisizione di un macchinario alle seguenti condizioni:
- durata: 36 mesi
- valore del bene: € 18.000
- canone iniziale: € 2.500 + IVA 20%
- canone mensile: € 500 + IVA 20%
- riscatto: 10% del valore del bene + IVA 20%
Al momento dell'apertura del contratto:

Liquidazione fattura del canone iniziale


VE - VE +

LEASING MACCHINARI 2.000


IVA A CREDITO 500 FORNITORI DI SERVIZI 2.500
VF + VF -

Sistema dei beni di terzi: valore residuo del contratto


VE - VE +

MACCHINARI IN LEASING 17.500 CEDENTI MACCHINARI IN LEASING 17.500


VF + VF -
Ad ogni scadenza del canone:

Liquidazione fattura del canone mensile


VE - VE +

LEASING MACCHINARI 500


IVA A CREDITO 100 FORNITORI DI SERVIZI 600
VF + VF -

Sistema dei beni di terzi: storno del canone pagato


VE - VE +

CEDENTI MACCHINARI IN LEASING 500 MACCHINARI IN LEASING 500


VF + VF -

Alla scadenza del contratto se si opta per il riscatto del bene


VE - VE +

MACCHINARI 1.800
IVA A CREDITO 360 FORNITORI DI SERVIZI 2.160
VF + VF -

L'ACQUISIZIONI DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI


LA CATEGORIA DELLE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI SI PUO' SCOMPORRE IN DUE
RAGGRUPPAMENTI:
a) LE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI IN SENSO STRETTO (BENI IMMATERIALI) CHE
COMPRENDONO: BREVETTI, MARCHI, DIRITTI DI CONCESSIONE, KNOW HOW, DIRITTI DI UTILIZZO
DELLE OPERE DELL'INGEGNO, AVVIAMENTO.
b) GLI ALTRI COSTI AD UTILIZZAZIONE PLURIENNALE, LA CUI ISCRIZIONE NELL'ATTIVO DELLO
STATO PATRIMONIALE E' COLLEGATA CON L'ESIGENZA DI RIPARTIRNE IL COSTO PIU' ESERCIZI.
ESSI COMPRENDONO: SPESE D'IMPIANTO E DI AMPLIAMENTO, COSTI PER STUDI E RICERCHE,
COSTI DI PUBBLICITA', COSTI DI MANUTENZIONE E RIPARAZIONE.
I BENI IMMATERIALI
A) L'AVVIAMENTO
L'AVVIAMENTO SI DETERMINA QUANDO UN'INTERA AZIENDA FUNZIONANTE VIENE ACQUISTATA
CON L'INTENTO DI CONTINUARE L'ESERCIZIO. IL VALORE DEL'APPORTO NON E' DETERMINABILE
TRAMITE UN'AGGREGAZIONE, COME SOMMA ALGEBRICA DELLE ATTIVITA' E PASSIVITA'
DELL'AZIENDA CONFERITA MA COME VALORE UNITARIO. IL CAPITALE AZIENDALE HA SIGNIFICATO
ECONOMICO SOLO SE E' IN GRADO DI ASSICURARE UN REDDITO FUTURO.
TALE CAPACITA' COSTITUISCE IL VALORE ECONOMICO DEL CAPITALE DELL'AZIENDA APPORTATA O
IL SUO CAPITALE ECONOMICO.
PER IL CALCOLO DEL CAPITALE ECONOMICO, DAL CONFRONTO DEL VALORE COSI' DETERMINATO
CON IL VALORE DEL CAPITALE DI BILANCIO DELL'AZIENDA CONFERITA SI OTTIENE UNA
DIFFERENZA, POSITIVA O NEGATIVA.
SE ESSA E' POSITIVA, HA UN VALORE MAGGIORE DELLA SOMMA DELLE SUE PARTI. L'AZIENDA E'
AVVIATA E LA DIFFERENZA TRA I VALORI SOPRA DESCRITTI TROVA COLLOCAMENTO IN UN CONTO
SPECIFICO DENOMINATO, AVVIAMENTO.
IL CONTO AVVIAMENTO HA NATURA ECONOMICA E SI RIFERISCE AD UN FATTORE PRODUTTIVO
SUI GENERIS POICHE' NON CONSISTE IN UN BENE SPECIFICO MA E' L'ESPRESSIONE DELLA
SINERGIA ATTUABILE DAL SISTEMA DELL'AZIENDA APPORTATA.
POICHE' L'AZIENDA CONFERITA E' DESTINATA A CONTINUARE LA PROPRIA ATTIVITA' PER UN NON
BREVE PERIODO, L'AVVIAMENTO E' CONSIDERATO AD UTILITA' PLURIENNALE, DA ASSOGGETTARE
ALLA PROCEDURA DI AMMORTAMENTO.
LA RILEVAZIONE CONTABILE CONNESSA ALL'ACQUISTO DI UN'AZIENDA E' ESPRESSA DA UN
ARTICOLO COMPLESSO IN CUI IN AVERE SI RILEVANO, OLTRE AL DEBITO VERSO IL FORNITORE
DELL'IMMOBILIZZAZIONE, TUTTE LE PASSIVITA' CONFERITE ED IN DARE TUTTE LE ATTVITA' TRA CUI
L'AVVIAMENTO.

CASO 5
Acquistata al prezzo di € 38.000,00 un'azienda avente un capitale così costituito: mobili e arredi
€ 23.000,00, macchinari € 8.000,00, crediti diversi € 12.000,00 debiti diversi € 9.900,00.

Acquisto di azienda
VE - VE +

MOBILI E ARREDI 23.000


MACCHINARI 8.000
AVVIAMENTO 4.000
CREDITI DIVERSI 12.000 DEBITI DIVERSI 9.000
FORNITORI DI IMMOBILIZZAZIONI 38.000
VF + VF -
L'avviamento è dato dalla differenza tra il valore dell'acquisto e il capitale netto dell'azienda
acquistata (attività-passività). Poiché tale capitale netto ammonta a 34.000,00
(43.000,00 di attività diminuite dei 9.000,00 di passività rappresentate dai debiti), ne consegue che
l'avviamento risulta pari a:
38.000,00 (valore dell'acquisto)
- 34.000,00 (capitale netto dell'azienda acquisita)
4.000,00 (avviamento relativa all'azienda acquisita)

B) I BREVETTI
IL BREVETTO E' UN TIPO DI TUTELA GIURIDICA DESTINATA AD AGIRE SULLE "INVENZIONI",
INTENDENDO CON QUESTO TERMINE OGNI CREAZIONE INTELLETTUALE CONSISTENTE NELLA
SOLUZIONE DI UN PROBLEMA TECNICO.
IL DIRITTO DI BREVETTO PUO' RIGUARDARE INVENZIONI INDUSTRIALI, IN PARTICOLARE:
- UN PRODOTTO
- UNA MACCHINA, UNO STRUMENTO, UN UTENSILE
- UN METODO O UN PROCESSO DI LAVORAZIONE INDUSTRIALE
- UN'APPLICAZIONE TECNICA DI UN PRINCIPIO SCIENTIFICO SUSCETTIBILE DI IMMEDIATI RISULTATI
INDUSTRIALI.
IL DIRITTO DI BREVETTO PUO' RIGUARDARE MODELLI DI UTILITA' E DISEGNI ORNAMENTALI,
STRUMENTI, UTENSILI OD OGGETTI, PARTICOLARE EFFICACIA E COMODITA' DI APPLICAZIONE E DI
IMPIEGO.

CASO 6
Se l'azienda ha richiesto ed ottenuto il riconoscimento del brevetto il valore di questo non è
quantificabile e non può essere iscritto in bilancio. Se invece si acquista da terzi l'utilizzo del
brevetto si rileva quanto segue.
L'azienda Alfa acquista un diritto di brevetto per la produzione di una particolare materia plastica
al prezzo di € 90.000,00.

Liquidazione della fattura d'acquisto a titolo di proprietà del brevetto


VE - VE +

BREVETTI 90.000
IVA A CREDITO 18.000 FORNITORI DI IMMOBILIZZAZIONI 108.000
VF + VF -

C) I MARCHI
IL MARCHIO CONSISTE IN UN EMBLEMA O IN UNA DENOMINAZIONE CON CUI L'IMPRESA INTENDE
DISTINGUERE I PROPRI PRODOTTI E/O SERVIZI; DI CONSEGUENZA IL DIRITTO SUL MARCHIO E'
CONSIDERTO QUALE DIRITTO DI PROPRIETA'.
SIA IL CODICE CIVILE CHE LE LEGGI SPECIALI ASSICURANO L'USO DEL MARCHIO DA PARTE
DELL'IMPRESA CHE NE E' TITOLARE.

I CONTI AD UTILIZZAZIONE PLURIENNALE


A) LE SPESE D'IMPIANTO E DI AMPLIAMENTO
LE SPESE D'IMPIANTO O DI COSTITUZIONE RAPPRESENTANO UN INVESTIMENTO A LUNGO CICLO
DI UTILIZZO LA CUI DURATA, DOVREBBE COINCIDERE CON L'INTERA VITA DELL'AZIENDA NEL SUO
ASSETTO GIURIDICO-ORGANIZZATIVO ORIGINARIO.
POSSONO ESSERE DEFINITE COME UN FATTORE PRODUTTIVO PRELIMINARE, SENZA IL QUALE LA
COMBINAZIONE ECONOMICA NON SAREBBE IN GRADO DI OPERARE PER IL RAGGIUNGIMENTO DEI
PROPRI FINI.
IL CARATTERE DI IMMOBILIZZAZIONE DELLE SPESE D'IMPIANTO DERIVA DALL'IMPOSSIBILITA' DI
ESSERE DISINVESTITE PER DISMISSIONE PRIMA DEL LORO ESAURIMENTO.
ESSE PRODUCONO UTILITA' ED HANNO UN VALORE SOLO SE LA COMBINAZIONE ECONOMICA PER
CUI SONO STATE SOSTENUTE VIVE E SVOLGE LA PROPRIA ATTIVITA'. LE SPESE D'IMPIANTO SONO
UN INVESTIMENTO IRREVERSIBILE PER IL QUALE NON SI PUO' IPOTIZZARE ALCUN CAMBIAMENTO
DI DESTINAZIONE E IL CUI RITORNO IN FORMA LIQUIDA AVVIENE PER QUOTE, ATTRAVERSO I
RICAVI CONSEGUITI DALL'AZIENDA NEI VARI ESERCIZI AMMINISTRATIVI.
LE SPESE D'IMPIANTO RAPPRESENTANO IL COSTO DI TALI ATTI, UN COSTO PLURIENNALE
DESTINATO A INCIDERE SULLA FORMAZIONE DEL REDDITO DI PIU' ESERCIZI E IL CUI VALORE E'
MISURATO DALL'ENTITA' DEI MEZZI MONETARI EROGATI AI SOGGETTI DAI QUALI PROVENGONO
GLI ATTI STESSI.
UN ALTRO ELEMENTO DEL CAPITALE DI FUNZIONAMENTO E' RAPPRESENTATO DALLE SPESE DI
AMPLIAMENTO CHE POSSONO ESSERE SOSTENUTE DALL'AZIENDA IN FASE DI RISTRUTTURAZIONE
ORGANIZZATIVA COINCIDE CON PROCESSI DI FUSIONE O DI TRASFORMAZIONE.
I COSTI CLASSIFICABILI COME SPESE D'IMPIANTO SONO NUMEROSI E DIVERSI L'UNO DALL'ALTRO.
PRENDENDO UNA SOCIETA' PER AZIONI IN FASE DI COSTITUZIONE, I COSTI DI IMPIANTO POSSONO
ESSERE DISTINTI IN DUE GRUPPI:
- COSTI DI TIPO GIURIDICO-FISCALE, RELATIVI AL COMPENSO CORRISPOSTO AL NOTAIO CHE HA
CURATO LA REDAZIONE DELL'ATTO COSTITUITIVO, ALLAE SPESE PER LA STAMPA DELLE AZIONI,
ALLE IMPOSTE E TASSE SOSTENUTE PER IL DEPOSITO DELL'ATTO COSTITUITIVO PRESSO LA
CANCELLERIA DEL TRIBUNALE E LA SUA REGISTRAZIONE PRESSO L'UFFICIO DEL REGISTRO
- COSTI DI TIPO TENICO-ORGANIZZATIVO, SOSTENUTI PER LE INDAGINI DI MERCATO E PER LE
CAMPAGNE PUBBLICITARIE COLLEGATE CON LE PRIME FASI DELL'ATTVITIA' AZIENDALE.

CASO 7
Ricevuta la parcella del notaio relativa alla costituzione della società: spese rimborsabili anticipati
per nostro conto € 6.750,00 onorari € 1.620,00 + IVA 20%.

Liquidazione della fattura del notaio


VE - VE +

SPESE DI COSTITUZIONE E D'IMPIANTO 8.370


IVA A CREDITO 324 FORNITORI DI SERVIZI 8.694
VF + VF -

RILEVAZIONE ALTERNATIVA
In alternativa è possibile procedere alla rilevazione analitica delle singole spese d'impianto,
secondo la loro natura, per poi riepilogare una volta ultimata la fase della costituzione.

In questo caso la registrazione diventa:


VE - VE +

SPESE LEGALI E NOTARILI 1.620


IMPOSTE DI REGISTRO 5.000
IMPOSTE E TASSE DIVERSE
NON DEDUCIBILI 1.750
IVA A CREDITO 324 FORNITORI DI SERVIZI 8.694
VF + VF -

Ultimata la costituzione, i costi rilevati vengono riepilogati con un articolo di questo tipo.
VE - VE +

SPESE DI COSTITUZIONE E D'IMPIANTO 8.370 SPESE LEGALI E NOTARI 1.620


IMPOSTE DI REGISTRO 5.000
IMPOSTE E TASSE
DIVERSE NON DEDUCIBILI 1.750

VF + VF -
B) LE ALTRE SPESE DA AMMORTIZZARE
LE SPESE DIVERSE DA AMMORTIZZARE SONO COSTI PLURIENNALI CHE VENGONO SOSTENUTI
DALL'AZIENDA OGNI QUALVOLTA ESSA INVESTE DELLE RISORSE IN UN PROGETTO DI SVILUPPO,
TECNICO- PRODUTTIVO O COMMERCIALE, NELLA PROSPETTIVA DI UNA CRESCITA REDDITUALE
NON CIRCOSCRITTA AL BREVE PERIODO.
I COSTI CHE SI PRESENTANO NELLA REALTA' OPERATIVA SONO I SEGUENTI:
a) SPESE DI RICERCA E SVILUPPO DA AMMORTIZZARE
b) SPESE DI PUBBBLICITA' DA AMMORTIZZARE
c) SPESE DI MANUTENZIONE DA AMMORTIZZARE
I COSTI IN OGGETTO HANNO IN COMUNE LA CARATTERISTICA DI RAPPRESENTARE DEGLI
INVESTIMENTI ATTI A CREARE I PRESUPPOSTI INDIRETTI DELLA CRESCITA REDDITUALE FUTURA.
LA RILEVAZIONE IN CONTABILITA' GENERALE DELLE SPESE DIVERSE DA AMMORTIZZARE, VIENE
FATTA NELLA FASE DELL'ASSESTAMENTO DI FINE ESERCIZIO PER DUE RAGIONI:
1. SOLO IN QUESTA SEDE E' POSSIBILE AVERE UN QUADRO COMPLETO DEI COSTI DA
CAPITALIZZARE
2. SOLO ALLA FINE DELL'ESERCIZIO E' POSSIBILE VALUTARE SE I COSTI SOSTENUTI SIANO DI
UTILITA' FUTURA E QUALE SIA L'ENTITA' DELLA PARTE DA RIMANDARE AI SUCCESSIVI ESERCIZI.
DURANTE LO SVOLGIMENTO DELLA GESTIONE VENGONO RILEVATI I COSTI RELATIVI AI FATTORI
PRODUTTIVI IMPIEGATI NELL'ATTIVITA' DI POTENZIAMENTO TECNICO O COMMERCIALE. TALI
FATTORI POSSONO ESSERE "INTERNI" O "ESTERNI", MENTRE I COSTI DEI PRIMI VENGONO ISCRITTI
IN CONTABILITA' GENERALE IN BASE ALLA LORO NATURA, QUELLI DEI SECONDI, SE SI RIFERISCONO
ALL'ACQUISIZIONE DI SERVIZI SPECIFICI POSSONO ESSERE DEFINITI SECONDO UN CRITERIO
FUNZIONALE UTILIZZANDO LE OPPORTUNE ARTICOLAZIONI PREVISTE DAL PIANO DEI CONTI.

CASO 8
L'azienda Gamma ha sostenuto nell'esercizio spese per ricerca e sviluppo finalizzate alla
realizzazione di una particolare fibra sintetica. Queste sono composte da costi per retribuzioni ai
ricercatori e costi dei materiali e macchinari utilizzati. Si stima un valore complessivo € 7.500,00
che non trova contropartita nei ricavi dell'esercizio e costituisce una riserva di utilità che produrrà i
suoi effetti negli esercizi successivi.

Capitalizzazione di spese di ricerca e sviluppo


VE - VE +

SPESE DI RICERCA E SVILUPPO SPESE DI RICERCA E SVILUPPO


DA AMMORTIZZARE 7.500 CAPITALIZZATE 7.500
VF + VF -

LA VENDITA DEI PRODOTTI/SERVIZI


LA VENDITA E' IL CONTRATTO CHE HA PER OGGETTO IL TRASFERIMENTO DELLA PROPRIETA' DI UN
BENE O IL TRASFERIMENTO DI UN ALTRO DIRITTO VERSO IL CORRISPETTIVO DI UN PREZZO.
SE LA VENDITA RIGUARDA BENI, LA CESSIONE SI CONSIDERA EFFETTUATA, AI FINI IVA, NEL
MOMENTO DELL'EMISSIONE DELLA FATTURA DI VENDITA. LE CESSIONI I CUI EFFETTI TRASLATIVI O
COSTITUTIVI SI PRODUCONO POSTERIORMENTE, SI CONSIDERANO EFFETTUATE NEL MOMENTO IN
CUI SI PRODUCONO TALI EFFETTI E DOPO IL DECORSO DI UN ANNO DALLA CONSEGNA O
SPEDIZIONE.
IL RICAVO DELLA CESSIONE PUO' ESSERE RILEVATO IN CONTI SINTETICI DEL TIPO "PRODOTTI
C/VENDITE" O "MERCI C/VENDITE" E/O IN SPECIFICI CONTI "VENDITE", SECONDO LA
DENOMINAZIONE O SPECIE DEL BENE VENDUTO:
- PRODOTTO "X" C/VENDITE, PRODOTTO "Y" C/VENDITE, IN AZIENDE INDUSTRIALI
- MERCE TIPO A C/VENDITE, MERCE TIPO B C/VENDITE, IN AZIENDE COOMERCIALI.
CRITERI INTEGRATIVI O ALTERNATIVI DI CLASSIFICAZIONE DEI RICAVI DI VENDITA SONO:
- PER CLASSI DI CLIENTELA E PER TIPOLOGIA DI CANALE DISTRIBUTIVO
- PER ZONE GEOGRAFICHE DI DESTINAZIONE DEI PRODOTTI.

LA RILEVAZIONE DELLE VENDITE


NELLE VENDITE DI BENI IMPONIBILI DEVE ESSERE ADDEBITATA AL CLIENTE, OLTRE AL PREZZO DEI
BENI, L'IVA COMMISURATA AL PREZZO STESSO APPLICANDO UNA DATA ALIQUOTA PERCENTUALE.
TALE IMPOSTA LIQUIDATA SULLE VENDITE RAPPRESENTA UN DEVITO VERSO L'ERARIO.
SE L'INCASSO DEI BENI AVVIENE PER CONTANTI, ABBIAMO L'ADDEBITO DI UN CONTO APERTO AL
"DENARO IN CASSA" A CUI CORRISPONDE, UN "RICAVO DI VENDITA" ED IN PARTE UN "DEBITO PER
IVA" NEI CONFRONTI DELL'ERARIO.

CASO 1
Emesse fatture di vendita di merci per € 2.400,00 + IVA 20%. Regolamento per pronta cassa.

Vendita di merci in contanti


VE - VE +

MERCI C/VENDITE 2.400


CASSA CONTANTI 2.880 IVA A DEBITO 480
VF + VF -
L'OPERAZIONE DI VENDITA PUO' ESSERE SCISSA IN DUE:
1. LA "LIQUIDAZIONE" DELLA VENDITA CIOE' L'ACCERTAMENTO DEL CREDITO, MEDIANTE
L'EMISSIONE DELLE "FATTURE DI VENDITA" OD ALTRO IDONEO DOCUMENTO PROBATORIO
2. L'INCASSO, CIOE' L'ACQUISIZIONE DI DENARO A FRONTE DEL CREDITO STESSO.
LA RILEVAZIONE SEPARATA DELLE DUE FASI DELLA VENDITA E' OPPORTUNA ANCHE NELL'IPOTESI
DI INCASSO IMMEDIATO, PER I SEGUENTI MOTIVI:
1. LE RILEVAZIONI CONTABILI SI FONDANO SU "DOCUMENTI" CHE COMPROVANO L'AVVENUTA
OPERAZIONE. I DOCUMENTI RELATIVI ALLA FASE DELLA LIQUIDAZIONE SONO DIVERSI DA QUELLI
RELATIVI ALLA FASE DI INCASSO: LA "FATTURA DI VENDITA", PER LA PRIMA; L'ORDINE DI INCASSO
O "REVERSALE" PER LA SECONDA.
2. LE PERSONE CHE SI OCCUPANO DELLA LIQUIDAZIONE SONO NORMALMENTE DIVERSE DA
QUELLE CHE SI OCCUPANO DELL'INCASSO: L'ADDETTO ALLA FATTURAZIONE, PER LA
LIQUIDAZIONE; IL CASSIERE, PER IL RICEVIMENTO DEL PAGAMENTO.
3. LA RILEVAZIONE SEPARATA DELLA FASE DI LIQUIDAZIONE FORNISCE, TRAMITE IL PARTITARIO
CLIENTI, INFORMAZIONI CONTABILI SU:
- IL VOLUME DI AFFARI REALIZZATO CON CIASCUN CLIENTE.
- LA SOLVIBILITA' DEI SINGOLI CLIENTI, IN BASE ALL'ENTITA' ED ALLA FREQUENZA DEGLI INSOLUTI
E DEI "RINNOVI" DI EFFETTI ED ALLA PUNTUALITA' DI PAGAMENTO IN GENERE.

RILEVAZIONE ALTERNATIVA
Emessa fattura di vendita di merci
VE - VE +

MERCI C/VENDITE 2.400


CLIENTI ITALIA 2.880 IVA A DEBITO 480
VF + VF -

Incasso in contanti
VE - VF +

CASSA CONTANTI 2.880 CLIENTI ITALIA 2.880


VF + VF -
Nella rilevazione delle vendite con incasso in contanti il passaggio dal conto Clienti risulta
opportuno per le motivazioni "organizzative", informative e di ordine logico indicante in
precedenza. La doppia rilevazione è indispensabile quando l'incasso risulta differito,
determinandosi uno sfasamento tra il ciclo monetario ed il ciclo industriale-commerciale.

Rilevazione nei conti

CLIENTE BETA MERCI C/VENDITE


LIQUIDAZIONE 2.880 PAGAMENTO 2.880 LIQUIDAZIONE 2.400

CASSA CONTANTI IVA A DEBITO


PAGAMENTO 2.880 LIQUIDAZIONE 480

L'IMPRESA VENDITRICE SOSTIENE COSTI CHE, POSSONO ESSERE POSTI A CARICO DEL CLIENTE.
IN QUESTI CASI PUO' ESSERE RICHIESTO, DIRETTAMENTE IN FATTURA OPPURE A PARTE, IL
RIMBORSO DELLA SPESA SOSTENUTA IN NOME E PER CONTO DEL CLIENTE.
SE IL RIMBORSO E' RICHIESTO PER LO STESSO IMPORTO DELLA SPESA SOSTENUTA, ED E'
GIUSTIFICATO DA FATTURA OD ALTRO DOCUMENTO RILEVANTE AI FINI IVA INTESTATO AL CLIENTE
O COINTESTATO, IL RIMBORSO NON CONCORRE A FORMARE LA BASE IMPONIBILE.
CASO 2
In relazione ad una operazione di vendita, pagate spese di trasporto in nome e per conto del
cliente per € 100,00 + IVA 20%, ed emessa fattura di vendita così struttura:
merce tipo A € 600,000 + merce tipo B € 900,00 + rimborso spese di trasporto documentata come
sopra per € 119,00.

Sostenimento spese di trasporto in nome e per conto del cliente - fattura a lui intestata
VE - VE +

CLIENTI C/SPESE ANTICIPATE 120 CASSA CONTANTI 120


VF + VF -

Emissione fattura di vendita con recupero spese documentate


VE - VE +

PRODOTTO A C/VENDITE 600


PRODOTTO B C/VENDITE 900
CLIENTI ITALIA 1.920 IVA A DEBITO 300
CLIENTI C/SPESE ANTICIPATE 120
VF + VF -

SE IL RIMBORSO E' RICHIESTO SENZA ESSERE DOCUMENTATO ESSO VA INDICATO IN FATTURA TRA
LE VOCI CHE CONCORRONO A FORMARE LA BASE IMPONIBILE AI FINI IVA.

CASO 3
Vendite merci per € 2.000,00 + IVA 20% con addebito forfettario di € 100,00 per recupero spese di
trasporto sostenute per conto del cliente. Ricevuta e pagata la nota dello spedizioniere relativa a
tale fornitura per un importo di € 60,00 + IVA 20%.

Emessa fattura per vendita di merci con recupero di spese di trasporto non documentate
VE - VE +

MERCI C/VENDITE 2.000


RECUPERO SPESE TRASPORTO 100
CLIENTI ITALIA 2.520 IVA A DEBITO 420
VF + VF -
Ricevuta fattura per spese di trasporto
VE - VE +

SPESE DI TRASPORTO SU VENDITE 60


IVA A CREDITO 12 FORNITORI DI SERVIZI 72
VF + VF -

Pagamento dello spedizioniere


VE - VE +

FORNITORI DI SERVIZI 72 CASSA CONTANTI 72


VF + VF -

LE RETTIFICHE SU VENDITE
LE RETTIFICHE SU VENDITE RAPPRESENTANO COMPONENTI NEGATIVI DEL REDDITO
CORRISPONDENTI AD UNA RIDUZIONE DEI RICAVI DI VENDITA RILEVATI IN PRECEDENZA.
LE RETTIFICHE PRINCIPALI DERIVANO DA:
1. RESI
2. ABBUONI, RIBASSI E SCONTI, PREVISTI O MENO CONTRATTUALMENTE
3. PREMI SU VENDITE
LE RETTIFICHE DI CUI SOPRA POTREBBERO ESSERE RILEVATE NELLA SEZIONE DARE DEGLI STESSI
CONTI CHE IN ORIGINE AVEVANO ACCOLTO, NELLA SEZIONE AVERE, IL RICAVO DI VENDITA DEI
BENI.
L'USO DI CONTI APERTI ALLE SINGOLE CAUSE DI RETTIFICA E' CONSIGLIABILE PER I SEGUENTI
MOTIVI:
1. LE RETTIFICHE POSSONO RIFERIRSI A VENDITE EFFETTUATE NELL'ESERCIZIO PRECEDENTE E
INCLUSI IN CONTI "VENDITE" ORMAI CHIUSI, E INDISTINTAMENTE A PIU' VENDITE EFFETTUATE
CON LO STESSO CLIENTE E RILEVATE IN CONTI DIVERSI
2. I VALORI CHE ESPRIMONO LE POSTE RETTIFICATIVE POSSONO NON ESSERE OMOGENI CON
QUELLI ORIGINARI DI VENDITA, COMPRENDENDO, IL RISCALDAMENTO DEL DANNO SUBITO.
RESI SU VENDITE
I RESI TROVANO ORIGINE IN DIFFORMITA' QUALITATIVE TRA MATERIE CONSEGNATE E MATERIE
ORDINATE O RITARDI DI CONSEGNA O ALTRE INADEMPIENZE CONTRATTUALI; POSSONO
DETERMINARSI IN RELAZIONE A SPECIFICI PATTI DI RESO ED USI COMMERCIALI.
I RESI DI PRODOTTI IMPONIBILI VENGONO RILEVATI SULLA BASE DI UNA NOTA DI ACCREDITO A
FAVORE DEL CLIENTE LA QUALE EVIDENZIA LA DIMINUZIONE DEL CREDITO VERSO LO STESSO, LA
RETTIFICA DELL'ORIGINARIO RICAVO DI VENDITA E L'IMPORTO DELL'IVA A CREDITO.

CASO 4
Restituzione di merci da clienti per un valore di € 1.200,00 perché avariate. Le merci erano stato
assoggettate ad IVA 20%.

Emissione di una nota di accredito per resi su vendite


VE - VE +

RESI SU VENDITE 1.200


IVA A CREDITO 240 CLIENTI ITALIA 1.440
VF + VF -

RILEVAZIONE ALTERNATIVA
La rilevazione contabile del reso potrebbe avvenire, invece che con l'evidenziazione dell'IVA a
credito, mediante apposite annotazioni di rettifica sul registro delle fatture emesse, cioè con
l'evidenziazione di uno storno dell'IVA a debito.
In tal caso potrebbe essere giudicata accettabile la rettifica diretta dell'originario ricavo di vendita,
nei casi in cui i resi su vendite presentano una ridotta frequenza di manifestazione e sono di entità
non rilevante.

Emissione nota di accredito per resi su vendite


VE - VE +

PRODOTTO A C/VENDITE 1.200


IVA A DEBITO 240 CLIENTI ITALIA 1.440
VF + VF -
PREMI SU VENDITE
I PREMI SU VENDITE DERIVANO DALL'ATTIVITA' PROMOZIONALE E DI MARKETING E SONO LEGATI
AL RAGGIUNGIMENTO DI DETERMINATI QUANTITATIVI MINIMI DI ACQUISTO DA PARTE DEI
CLIENTI.
POSSONO ESSERE TRATTATI COME I RESI, AVENDO UNA DIMINUZIONE DEL CREDITO VERSO
CLIENTI, DELL'IMPORTO DELL'IVA A DEBITO E DELL'ORIGINARIO RICAVO DI VENDITA.
PER I BENI CHE SONO SOGGETTI ALLA NORMATIVA SULL'IVA, LA RILEVAZIONE CONTABILE AVVIENE
SULLA BASE DI "NOTE DI CREDITO" OVVERO "DI VARIAZIONE".

CASO 5
Emessa una nota di accredito per € 620,00 + IVA 20% in relazione ad un premio di quantità
concesso ad un cliente.

Liquidazione di premi di quantità a clienti


VE - VE +

PREMI SU VENDITE 620


IVA A CREDITO 124 CLIENTI ITALIA 744
VF + VF -

RIBASSI, ABBUONI E SCONTI SU VENDITE


I RIBASSI, GLI ABBUONI E GLI SCONTI POSSONO ESSERE PREVISTI O MENO CONTRATTUALMENTE.
POSSONO ESSERE RILEVATI:
1. IN FASE DI FATTURAZIONE
2. CON DIRITTO DI PORTARE IN DETRAZIONE L'IMPOSTA CORRISPONDENTE ALLA VARIAZIONE.
L'INDICAZIONE IN FATTURA E' TIPICA PER GLI SCONTI INCONDIZIONATI E PER GLI SCONTI PRONTA
CASSA. ESSI POSSONO ESSERE PORTATI IN DIRETTA DIMINUZIONE DELLA BASE IMPONIBILE.
RIBASSI, ABBUONI E SCONTI POSSONO ESSERE ACCOMPAGNATI DA DOCUMENTO GIUSTIFICATIVO
AI FINI IVA.
EVIDENZIA LA DIMINUZIONE DEL CREDITO VERSO CLIENTI, DELL'IVA A DEBITO E DELL'ORIGINARIO
RICAVO DI VENDITA.
LA RETTIFICA DELL'ORIGINARIO RICAVO DI VENDITA DOVRA' ESSERE EFFETTUATA CON ACCREDITO
IN CONTI SPECIFICI DI RETTIFICA.
CASO 6
Riscosso per cassa un credito verso clienti di € 714,00 concedendo uno sconto del 6% con
emissione di nota di variazione.

Riscossione di credito verso clienti ed emissione di Nota di variazione per sconto concesso
VE - VE +

ABBUONI E SCONTI SU VENDITE 36


IVA A CREDITO 7,2 CLIENTI ITALIA 714
CASSA 670,2
VF + VF -

RISCOSSIONE DI CREDITI VERSO CLIENTI


IL REGOLAMENTO DELLE FATTURE DI VENDITA PUO' ESSERE:
- ANTICIPATO
- IMMEDIATO
- DIFFERITO
LE CARATTERISTICHE DI TALI FORME DI PAGAMENTO O RISCOSSIONE SONO GIA' STATE
ESAMINATE A PROPOSITO DEGLI ACQUISTI CI SOFFERMIAMO SOLTANTO SULL'ASPETTO
CONTABILE.
IL REGOLAMENTO DEI CREDITI PUO' ESSERE EFFETTUATO IN UNO DEI MODI CHE SEGUONO:
- RISCOSSIONE CON DENARO CONTANTE
- RICEVIMENTO DI ASSEGNI BANCARI O CIRCOLARI
- RICEVIMENTO DI CAMBIALI ATTIVE
- EMISSIONE DI DISPOSIZIONI ELETTRONICHE D'INCASSO (RIBA)
CASO 7
Vendite con acconto ricevuto in c/Merci.
Si stipula contratto di vendita per una partita di merce per € 2.000 + IVA. Regolamento casi
pattuito: 1/4 in acconto al momento dell'accordo e il resto alla consegna che avverrà entro 60 gg.

- Ricevimento acconto
VE - VE +

BANCA (CASSA) CREDITI VERSO CLIENTI 600


600
VF + VF -

- Emissione fatture per acconto ricevuto


VE - VE +

CREDITI VERSO CLIENTI 600 CLIENTI C/ACCONTI


500
IVA NOSTRO DEBITO
100
VF + VF -

- Emesse fatture di vendita (ed effettuate consegne)


VE - VE +

VENDITA 2.000
CLIENTI C/ACCONTI IVA NOSTRO DEBITO 300
500
CLIENTI
1.800
VF + VF -

IN QUESTO CASO LE FATTURE EMESSE SONO DUE, UNA RELATIVA ALL'ANTICIPO E UNA RELATIVA
AL RICAVO COMPLESSIVO DELLE VENDITE E ALL'IVA SOLO SULL'IMPORTO RESIDUO (AL NETTO
DELL'ACCONTO). LE DUE FATTURE DEVONO ESSERE ANNOTATE NEL REGISTRO DELLE FATTURE
EMESSE.
REGOLAMENTO DEI CREDITI

- Con denaro contante


VE - VE +

CASSA CREDITI

VF + VF -

- Con assegni bancari o circolari


VE - VE +

CASSA ASSEGNI CLIENTI


VF + VF -

- Accreditamenti sul c/c bancario o postale (bonifico)


VE - VE +

BANCA (C/C POSTALE) CLIENTI


VF + VF -

- EMISSIONE DI DISPOSIZIONE ELETTRONICHE D'INCASSO.


UN CENNO PARTICOLARE MERITANO LE RIBA (RICEVUTE BANCARIE).
L'IMPRESA VENDITRICE EMETTE DELLE DISPOSIZIONI ELETTRONICHE D'INCAASSO NEI CONFRONTI
DEL CLIENTE TRASMETTENDOLE AD UNA BANCA CHE SI ASSUME L'INCARICO DI RISCUOTERE DAI
DEBITORI LA SOMMA INDICATA.
LA BANCA SVOLGE UNA FUNZIONE DIVERSA A SECONDA DEL MOMENTO IN CUI ACCREDITA
L'IMPORTO SUL C/C DEL VENDITORE.
SE L'ACCREDITO AVVIENE ALLA SCADENZA LA BANCA HA SOLO UNA FUNZIONE DI INTERMEDIARIA
SE AVVIENE IN VIA ANTICIPATA RISPETTO ALLA SCADENZA LA BANCA ANTICIPA L'IMPORTO E
EFFETTUA UN FINANZIAMENTO.
LE RIBA NON COSTITUISCONO TITOLO DI CREDITO E NON HANNO ALCUNA RILEVANZA GIURIDICA
QUINDI IL CONTO CLIENTI VIENE SCARICATO SOLO NEL MOMENTO DELLA RISCOSSIONE.

LA RAPPRESENTAZIONE DELLE VENDITE DI PRODOTTI E SERVIZI NEL BILANCIO


AMMINISTRATIVO-CONTABILE
GLI SCHEMI DI BILANCIO RAPPRESENTATI EVIDENZIANO LA CORRISPONDENZA CON I VALORI
CONTABILI MEDIANTE DISTINTE E CONTRAPPOSTE SEZIONI DARE/AVERE.
IL CONTO ECONOMICO EVIDENZIA VALORI DI RICAVO, IN DARE E IN AVERE, MENTRE NEL BILANCIO
CIVILISTICO SAREBBERO RAPPRESENTATI, SOLO VALORI DI RICAVO GIA' AL NETTO DEI VALORI
RETTIFICATIVI.

CONTO ECONOMICO

COMPONENTI NEGATIVI DEL REDDITO COMPONENTI POSITIVI DEL REDDITO

RETTIFICHE SU VENDITE RICAVI DELLE VENDITE


RESI SU VENDITE
PREMI SU VENDITE PRODOTTI C/VENDITE
ABBUONI E SCONTI SU VENDITE PRODOTTO A C/VENDITE
PRODOTTO B C/VENDITE
COSTI PER SERVIZI
SPESE DI TRASPORTO SU VENDITE MERCI C/VENDITE
RECUPERO SPESE DI TRASPORTO

RICAVI DELLE PRESTAZIONI

CONSULENZE TECNICHE A TERZI


PROVVIGIONI ATTIVE
ROYALTIES ATTIVE

STATO PATRIMONIALE

ATTIVITA' PASSIVITA'
CREDITI COMMERCIALI DEBITI DIVERSI
CLIENTI ITALIA IVA A DEBITO
CLIENTI ESTERO
CLIENTI C/SPESE ANTICIPATE
CAMBIALI ATTIVE

CREDITI DIVERSI
IVA A CREDITO

CASSA E BANCHE
CASSA
CASSA CONTANTI
BANCHE C/C
BANCA A C/C
BANCA B C/C
6. LAERMINAZIONE PERIDIOCA DEL REDDITO DI ESERCIZIO E DEL
CAPITALE DI FUNZIONAMENTO

LA CORRELAZIONE COSTI-RICAVI: REDDITO GLOBALE E REDDITO DI PERIODO


1. UN'USCITA DI DENARO ATTINENTE AL PROCESSO PRODUTTIVO CHE GENERA E MISURA UN
COSTO.
2. UN'ENTRATA DI DENARO ATTINENTE AL PROCESSO PRODUTTIVO CHE GENERA E MISURA UN
RICAVO.
COSTI E RICAVI SONO INSERITI NEL SISTEMA CONTABILE NON SOLO NEL MOMENTO IN CUI SI HA
UN MOVIMENTO DI DENARO MA ANCHE QUNDO L'OPERAZIOE DI ACQUISTO/VENDITA RISULTA
CONCLUSA NEI MOMENTI: LIQUIDAZIONE DEL DEBITO (+ DEBITI O - CREDITI) E LIQUIDAZIONE DEL
CREDITO (+ CREDITI O - DEBITI).
I COSTI E I RICAVI ACCERTATI SONO QUANTITA' "CERTE" O "ASSIMILATE" NEL VALORE CHE LI
ESPRIME, "ASSOLUTE" NELLA LORO ATTITUDINE AD ESPRIMERE IL "VERO", ASSUMONO TANTA
IMPORTANZA NELLA COMPOSIZIONE DEL REDDITO, IL QUALE PUO' CONTARE SU VALORI
OGGETTIVI.
E' NECESSARIO CORRELARE I VALORI DI COSTO E RICAVO "OGGETTIVAMENTE" DETERMINATI.
IL REDDITO DELL'IMPRESA PUO' ESSERE DETERMINATO:
a) COME DIFFERENZA TRA I RICAVI CONSEGUITI E I COSTI SOSTENUTI MONETARIAMENTE
DURANTE L'INTERA VITA DELL'IMPRESA (METODO DIRETTO).
REDDITO GLOBALE = RICAVI TOTALI - COSTI TOTALI
b) COME DIFFERENZA TRA L'ENTITA' DEL CAPITALE NETTO FINALE E QUELLA ESISTENTE ALL'INIZIO
DELL'ATTIVITA' AZIENDALE (METODO INDIRETTO).
REDDITO GLOBALE = CAPITALE NETTO FINALE - CAPITALE NETTO INIZIALE

LA RAPPRESENTAZIONE COMPLETA E':

CONTO ECONOMICO STATO PATRIMONIALE


MERCI C/ACQUISTI MERCI C/VENDITE CASSA CAPITALE NETTO
INIZIALE
REDDITO DELLA REDDITO DELLA
GESTIONE GESTIONE
PER STABILIRE LA CORRELAZIONE COSTI-RICAVI SAREBBE POSSIBILE OPERARE CON MODALITA' DI
VALUTAZIONE DIVERSE:
1. STORNO DEI COSTI CHE NON TROVANO CORRELAZIONE CON I RICAVI DEL PERIODO
2. IMPUTAZIONE DEI RICAVI PRESUNTI FUTURI DA CORRELARE AI COSTI DEL PERIODO
3. RIPARTIZIONE, TRA L'ESERCIZIO IN CHIUSURA E QUELLI SUCCESSIVI, DEI RISULTATI IN CORSO DI
FORMAZIONE.
L'IPOTESI DI CORRELAZIONE COSTI-RICAVI E' QUELLA PER CUI I COSTI TROVANO CORRELAZIONE IN
PARTE CON I RICAVI DELL'ESERCIZIO STESSO, IN PARTE CON I RICAVI DELL'ESERCIZIO SUCCESSIVO.
DOVREBBE ESSERE STORNATA LA PARTE DI COSTI CHE NON TROVA CORRELAZIONE CON I RICAVI,
NON DI "COMPETENZA ECONOMICA" DEL PERIODO.

LE SCRITTURE DI INTEGRAZIONE
LE SCRITTURE DI INTEGRAZIONE HANNO SCOPO DI ASSESTARE I VALORI DI REDDITO RILEVATI NEL
CORSO DELL'ESERCIZIO, SECONDO IL CRITERIO DELLA COMPETENZA ECONOMICA DI PERIODO,
MEDIANTE STIME E CONGETTURE DI VALORI CON MANIFESTAZIONE FINANZIARIA FUTURA.
SONO TRATTATE:
1. I COSTI "PRESUNTI" DI ACQUISTO PER FATTURE DA RICEVERE
2. I COSTI "PRESUNTI" PER SERVIZI E I RATEI PASSIVI
3. I RICAVI "PRESUNTI" PER FATTURE DA EMETTERE
4. LE PARTITE VARIE, ATTIVE E PASSIVE, DA LIQUIDARE
5. I FONDI SPESE FUTURE
6. IL FONDO TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO
7. I FONDI RISCHI
I COSTI "PRESUNTI" DI ACQUISTO PER FATTURE DA RICEVERE
E' NECESSARIO INSERIRE IN CONTABILITA' IL "PRESUNTO" COSTO DI ACQUISTO DI TALI MATERIE,
IMMAGAZZINATE MA NON FATTURATE, RILEVANDO IL DEBITO NON ANCORA LIQUIDATO VERSO
FORNITORI PER FATTURE DA RICEVERE, RINVIANDO LA MOVIMENTAZIONE AI FINI IVA.

CASO 1
Al 31/12/2006 non risultano ancora pervenute le fatture relative a:
- materie A acquisite in data 28 dicembre su nostro ordine confermato per un valore di
€ 2.980,00 + IVA 20%
- materie B acquisite in data 29 dicembre per € 2.100,00 + IVA 20%

Imputazione di costi per fatture da ricevere - 31/12/2006


VE - VE +

MATERIE A C/ACQUISTI 2.980


MATERIE B C/ACQUISTI 2.100
FATTURE DA RICEVERE 5.080
VF + VF -

I COSTI "PRESUNTI" PER SERVIZI E I RATEI PASSIVI


IL COSTO DEI SERVIZI VIENE RILEVATO CONTABILMENTE AL MOMENTO DELLA LIQUIDAZIONE
DEGLI STESSI SU BASE FINANZIARIA.
LA CORRISPONDENZA TRA IL MOMENTO TECNICO E QUELLO FINANZIARIO DELL'ACQUISIZIONE E'
QUELLA CHE ESISTE PER I BENI: I DUE MOMENTI COINCIDONO OPPURE IL MOMENTO TECNICO
PRECEDE QUELLO FINANZIARIO.
LE VARIAZIONI FINANZIARIE CHE NE MISURANO IL COSTO SI PRESENTANO IN FORMA
DISCONTINUA AD INTERVALLI PIU' O MENO LUNGHI DI TEMPO.
IN RELAZIONE ALLA MANCATA CORRISPONDENZA TRA LA MANIFESTAZIONE TECNICA E QUELLA
FINANZIARIA CHE SI PRESENTA IL PROBLEMA DELLA DETERMINAZIONE DELLA COMPETENZA
ECONOMICA IN RAGIONE D'ESERCIZIO:
- IMPUTAZIONE DELLA PARTE DI COSTO DEL SERVIZIO UTILIZZATO, MA NON ANCORA LIQUIDATO
- STORNO DELLA PARTE DI COSTO E DEL SERVIZIO NON ANCORA UTILIZZATO, E SOSPESO AL
TERMINE DELL'ESERCIZIO.

IL PRIMO PROBLEMA PUO' ESSERE LEGATO ALLE FATTURE DA RICEVERE O AL FENOMENO DEI
RATEI PASSIVI.
IL SECONDO PROBLEMA PUO' ESSERE LEGATO AL FENOMENO DEI COSTI TOTALMENTE ANTICIPATI,
A QUELLO DELLO STORNO DI QUOTE DI COSTO.
L'ASSESTAMENTO DERIVA DALLA NECESSITA' DI INSERIRE IN CONTABILITA' IL "PRESUNTO" COSTO
DI ACQUISTO DEI SERVIZI GODUTI MA NON ANCORA FATTURATI, RINVIANDO LA
MOVIMENTAZIONE AI FINI IVA.
IL "PRESUNTO" COSTO DELLE LAVORAZIONI ESTERNE DEVE ESSERE IMPUTATO ALL'ESERCIZIO
RILEVANDO IL "PRESUNTO" DEBITO VERSO LAVORANTI ESTERNI PER FATTURE DA RICEVERE.

CASO 2
Al 31/12/2006 non risulta ancora pervenuta la fattura relativa ad un conto lavorazione completato
nell'esercizio per un importo stimato di € 1.500,00 + IVA.

Imputazione costi per fatture da ricevere da lavoranti esterni


VE - VE +

LAVORAZIONI DI TERZI
1.500
FATTURE DA RICEVERE 1.500
VF + VF -

NEL QUADRO DELLE IMPUTAZIONI DI COSTI "PRESUNTI" PUO' SORGERE IL PROBLEMA DEI RATEI
PASSIVI, DEI DEBITI PRESUNTI LEGATI AI SERVIZI AD UTILIZZAZIONE CONTINUA E FATTURAZIONE
PERIODICA, LIQUIDATE POSTICIPATAMENTE RISPETTO ALLA MATURAZIONE DEL SERVIZIO.
I RATEI TROVANO ORIGINE IN OPERAZIONI IN CORSO DI FORMAZIONE CHE SONO
ECONOMICAMENTE "A CAVALLO" DI ESERCIZI SUCCESSIVI. ESSI ESPRIMONO IL VALORE
NUMERARIO PRESUNTO (DEBITO O CREDITO) CORRISPONDENTE ALLA QUOTA DI COSTO (RATEI
PASSIVI) O DI RICAVO (RATEI ATTIVI) DI COMPETENZA DELL'ESERCIZIO IN CORSO.
CASO 3
Stimata in € 750,00 (secondo il criterio del tempo fisico) la quota de costo di competenza
dell'esercizio chiuso al 31/12 per un contratto trimestrale di manutenzione impianti, con
pagamento posticipato di € 2.250,00 riferito al periodo dicembre-febbraio.

Imputazione della quota di costo per servizi di manutenzione di competenza dell'esercizio

VE - (quota di costo presunto) VE +

MANUTENZIONI E RIPARAZIONI
IMPIANTI 750
RATEI PASSIVI 750
VF + (quota di debito presunto) VF -

31/12 pagamento canone manutenzione (2.250)

DICEMBRE GENNAIO FEBBRAIO

Quota di competenza dell'esercizio (750)

I RICAVI "PRESUNTI" SU FATTURE DA METTERE


IL "PRESUNTO" RICAVO DI VENDITA DEI PRODOTTI O DELLE MERCI VA INSERITO IN CONTABILITA',
RILEVANDO IL CREDITO NON ANCORA LIQUIDATO VERSO CLIENTI PER FATTURE DA EMETTERE, E
RINVIANDO LA MOVIMENTAZIONE AI FINI IVA.
CASO 4
Al 31/12/2006 non risultano ancora emesse le fatture relative a prodotti A già consegnati a clienti
per € 12.100,00 + IVA 20%.

Imputazione di ricavi di competenza per fatture da emettere - 31/12/2006


VE - (ricavo presunto) VE +

PRODOTTO A C/VENDITE 12.100


FATTURE DA EMETTERE 12.100
VF + (credito presunto) VF -

LE PARTITE DIVERSE DA LIQUIDARE


LA VOCE "PARTITE DIVERSE DA LIQUIDARE" ESPRIME «TUTTI QUEI COSTI E QUEI RICAVI CHE SONO
DI COMPETENZA DELL'ESERCIZIO IN CHIUSURA, ANCHE SE LA MANIFESTAZIONE FINANZIARIA
AVRA' LUOGO NEL SUCCESSIVO PERIODO AMMINISTRATIVO».
ESSI SONO DI COMPETENZA DEL PERIODO AMMINISTRATIVO IN CHIUSURA E VIENE STIMATO
SOLO IL GLOBALE VALORE PRESUNTO DEL COMPONENTE DI REDDITO A MANIFESTAZIONE
FINANZIARIA ANTICIPATA.
AL 31/12 NON E' POSSIBILE ESSERE IN POSSESSO DEI DOCUMENTI GIUSTIFICATIVI DI TALI
OPERAZIONI.
MA IL 31/12 E' SOLO UNA DATA DI RIFERIMENTO; LE SCRITTURE FINALI DI ESERCIZIO VENGONO
FATTE A DISTANZA DI QUALCHE MESE, ED IL PIU' DELLE VOLTE L'OPERATORE ECONOMICO E' GIA'
IN POSSESSO DEI SUDDETTI DOCUMENTI.
ALCUNE TIPOLOGIE DI PARTITE DA LIQUIDARE SONO:
1. PREMI ATTIVI SU ACQUISTI NON ANCORA LIQUIDATI
2. PREMI PASSIVI DA LIQUIDARE A CLIENTI
3. ROYALTIES PASSIVE DA LIQUIDARE
4. CONTRIBUTI PREVIDENZIALI DA LIQUIDARE
5. INDENIZZI ASSICURATIVI, NON ANCORA LIQUIDATI, DA RICEVERE.
CASO 5
Liquidati premi attivi su acquisti per € 1.000,00

Imputazione premi attivi presunti verso fornitori (rettifica diretta)


VE - VE +

PREMI ATTIVI SU ACQUISTI 1.000

FORNITORI C/PREMI ATTIVI


DA LIQUIDARE 1.000
VF + VF -

I FONDI SPESE FUTURE


I FONDI SPESE FUTURE ESPRIMONO VALORI FINANZIARI CONSIDERATI DI COMPETENZA
ECONOMICA; SU DI ESSI GRAVANO INCERTEZZE RELATIVAMENTE AI TEMPI DI MANIFESTAZIONE
DELLE SPESE ED ALL'AMMONTARE DELLE CORRELATIVE VARIAZIONI FINANZIARIE FUTURE.
LE INCERTEZZE SULL'AMMANTORE DELLE VARIAZIONI FINANZIARIE FUTURE DETERMINA
INCERTEZZE SULLE QUOTE DA CONSIDERARE DI COMPETENZA ECONOMICA DELL'ESERCIZIO DI
CHIUSURA, SULL'AMMONTARE DEGLI ACCANTONAMENTI CONTABILI DA CREARE.

CASO 6
Al 31/12/n gli amministratori decidono di accantonare € 5.000,00 per fronteggiare spese di
manutenzione non programmate che si verificheranno nell'esercizio futuro (n+1)

Accantonamento al fondo Manutenzioni e riparazioni


VE - VE +

ACCANTONAMENTO AL FONDO
MANUTENZIONI E RIPARAZIONI 5.000
FONDO MANUTENZIONI E
RIPARAZIONI 5.000
VF + VF -
IL FONDO TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO
"FONDO T.F.R." SI FA RIFERIMENTO AL CASO DI AZIENDE CON MENO DI 50 DIPENDENTI IN CUI IL
LAVORATORE DECIDE DI MANTENERE IL T.F.R. IN AZIENDA.
LA REMUNERAZIONE VIENE EROGATA DALL'AZIENDA CON DUE DISTINTE MODALITA':
a) UNA PARTE DURANTE TUTTO L'ANNO, DI SOLITO ALLA FINE DI OGNI MESE
b) L'ALTRA PARTE IN UN'UNICA SOLUZIONE, SOTTO FORMA DI "INDENNITA' DI ANZIANITA'"
QUEST'ULTIMA MATURA DURANTE L'ARCO DEI DODICI MESE, ANCHE SE VIENE CORRISPOSTA
SOLO ALLA FINE DEL RAPPORTO DI DIPENDENZA, IN UN'UNICA SOLUZIONE.
IN OGNI ESERCIZIO DEVE ESSERE EFFETTUATA UNA "INTEGRAZIONE" DI COSTO PER LA QUOTA
MATURATA, CHE METTE IN EVIDENZA IL DEBITO DELL'AZIENDA VERSO I DIPENDENTI PER IL
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO.
I SALARI E GLI STIPENDI SONO CRESCENTI NEL TEMPO ED E' NECESSARIO RIVALUTARE QUANTO
GIA' ACCENNATO NEGLI ESERCIZI PRECEDENTI PER ADEGUARE L'IMPORTO DEL FONDO T.F.R. AI
MUTATI LIVELLI RETRIBUTIVI.
L'ADEGUAMENTO E' NECESSARIO PER TENER CONTO DELL'ANDAMENTO DELL'INFLAZIONE E
SALVAGUARDARE IL POTERE D'ACQUISTO DEL DIPENDENTE.
IL COSTO EVIDENZIATO IN CONTABILITA' ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO PUO' ESSERE
SCOMPOSTO IN DUE COMPONENTI:
- LA QUOTA MATURATA NELL'ESERCIZIO
- LA QUOTA PREGRESSA, RELATIVA ALLA RIVALUTAZIONE DEL FONDO, DI COMPETENZA ANCHE
DEGLI ANNI PRECEDENTI, MA CHE VA AD INCIDERE SUL REDDITO DEL PERIODO AMMINISTRATIVO
CORRENTE.
LE MODALITA' DI CALCOLO DEL COSTO SONO DEFINITE PER LEGGE.

CASO 7
In una data azienda abbiamo, al 31/12, i seguenti dati:
a) un Fondo T.F.R. acceso per € 25.000,00
b) un livello delle retribuzioni corrisposte nell'esercizio per € 81.000,00
c) un incremento dell'indice ISTAT su base annua del 6%
Pertanto:
1. Quota maturata nell'esercizio 81.000,00 : 13,5 = 6.000,00
2. Rivalutazione del Fondo T.F.R.
25.000,00 x 1,5% = 375,00
25.000,00 x (6% x 0,75) = 1.125,00 1.500,00
7.500,00
VE - VE +

ACCANTONAMENTO AL FONDO T.F.R. 7.500

FONDO T.F.R. 7.500


VF + VF -

IL CONTO "ACCANTONAMENTO AL FONDO T.F.R." E' UN CONTO ECONOMICO DI REDDITO,


ACCESO AI COSTI DEL PERSONALE E CHE DEVE ESSERE EPILOGATO AL CONTO DEL RISULTATO
ECONOMICO. IL CONTO ACCREDITATO E' UN CONTO FINANZIARIO ACCESO ALLE VARIAZIONI
PRESUNTE ED INDICA L'INCREMENTO DEL DEBITO NEI CONFRONTI DEI DIPENDENTI PER LE
INDENNITA' DI ANZIANITA' MATURATE NEGLI ANNI FINO A QUEL MOMENTO E COME TALE
APPARIRA' TRA LE PASSIVITA' DELLO STATO PATRIMONIALE.

RILEVAZIONE ALTERNATIVA
Per ottenere una maggiore analiticità delle informazioni contabili, può essere rilevata
separatamente la quota del T.F.R. ordinaria dalla quota di rivalutazione del fondo preesistente.
VE - VE +

ACC.TO QUOTA ORDINARIA T.F.R. 6.000


ACC.TO QUAOTA RIVALUTAZIONE T.F.R. 1.500
FONDO T.F.R. 7.500
VF + VF -
I FONDI RISCHI
I FONDI RISCHI ACCOLGONO DEI VALORI FINANZIARI PRESUNTI PER ACCANTONAMENTI DI FINE
PERIODO SU OPERAZIONI CHE HANNO ORIGINE ECONOMICAMENTE NELL'ESERCIZIO DECORSO, LE
CUI MANIFESTAZIONI FINANZIARIE SONO PROIETTATE NEL FUTURO.
LE INCERTEZZE NON RIGUARDANO SOLO I TEMPI E GLI AMMONTARI DELLE MANIFESTAZIONI
FINANZIARIE FUTURE, MA ANCHE IL VERIFICARSI STESSO DEL DANNO COLLEGATO ALL'EVENTO
RISCHIOSO.
E' POSSIBILE DISTINGUERE UN RISCHIO ECONOMICO GENERALE DA UN INSIEME DI RISCHI
SPECIFICI, AVENTI NATURA TECNICA, LEGATI ALLA POSSIBILITA' DEL VERIFICARSI DI UN
PARTICOLARE EVENTO DANNOSO, QUALE PERDIRE SU CREDITI, VARIAZIONI NEL CORSO DEI CAMBI
O NEL VALORE DEI TITOLI IN PORTAFOGLIO, FURTI.

PER FRONTEGGIARE I RISCHI SPECIFICI, E' POSSIBILE:


a) STIPULARE UN APPOSITO CONTRATTO DI ASSICURAZIONE PRESSO UNA COMPAGNIA, PAGANDO
UN PREMIO
b) EFFETTUARE UNA SORTA DI "ASSICURAZIONE INTERNA" MEDIANTE UNA MINORE
DETERMINAZIONE DEL REDDITO D'ESERCIZIO, IMPUTANDO DEI COSTI PRESUNTI ED IL LORO
CONSEGUENTE ACCANTONMENTO IN UN APPOSITO FONDO RISCHI.
I FONDI NASCONO DALLA ESIGENZA DELL'AZIENDA DI FRONTEGGIARE POSSIBILI EVENTI DANNOSI
CHE AVRANNO LA LORO MANIFESTAZIONE NEL FUTURO, MA DI COMPETENZA DELL'ESERCIZIO
PERCHE' RELATIVI A FATTI AMMINISTRATIVI IN CORSO.
IL RISCHIO TECNICO VIENE RIPARTITO TRA PIU' ESERCIZI.
L' "AUTOASSICURAZIONE", SE DA UN LATO HA IL VANTAGGIO CHE NON COMPORTA IL
PAGAMENTO DI ALCUN PREMIO, DALL'ALTRO HA L'INCONVENIENTE CHE NON RISOLVE DI PER SE'
IL PROBLEMA FINANZIARIO.
NON BISOGNA PENSARE CHE I FONDI RISCHI CONSISTANO IN MATERIALI ACCANTONAMENTI DI
MEZZI FINANZIARI A DISPOSIZIONE PER L'EVENTO FUTURO; RAPPRESENTANO UNA PROCEDURE
CONTABILE PER ASSEGNARE UN COSTO STIMATO DI COMPETENZA DELL'ESERCIZIO.
L'ASPETTO ECONOMICO E L'ASPETTO FINANZIARIO DELLA GESTIONE NON SEMPRE CORRONO
PARALLELI.
TRA I POSSIBILI RISCHI TECNICI, ANALIZZIAMO IL RISCHIO PER GARANZIE CONTRATTUALMENTE
PREVISTE SULLA CESSIONE DI BENI ED IL RISCHIO DI INSOLVENZA DEI CLIENTI AZIENDALI PER I
CREDITI LIQUIDATI MA NON ANCORA INCASSATI ALLA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO.
IL PRIMO TIPO DI RISCHIO E' COPERTO CON ACCANTONAMENTI AL "FONDO RISCHI DI GARANZIA"
CHE TROVA COLLOCAZIONE ALLA VOCE B) DELLE PASSIVITA';
IL SECONDO TIPO DI RISCHIO E' COPERTO CON ACCANTONAMENTI AL "FONDO SVALUTAZIONE
CREDITI" IL QUALE, DEVE ESSERE PORTATO A DIRETTA RETTIFICA DELLE VOCI DI CREDITO VERSO
CLIENTI.
FONDO SVALUTAZIONE CREDITI
QUANDO IL RISCHIO DI INSOLVENZA VIENE FRONTEGGIATO PER MEZZO DELLA C.D.
"ASSICURAZIONE INTERNA", E' NECESSARIO VALUTARE LE PERDITE CHE SI DOVRANNO
SOPPORTARE A CAUSA DELLA EVENTUALE MANCATA RISCOSSIONE DI PARTE DEI CREDITI IN
ESSERE; E' IN QUESTA MISURA CHE DEVE ESSERE INCREMENTATO IL "FONDO SVALUTAZIONE
CREDITI".

CASO 8;
In un'azienda i crediti verso clienti ammontano alla fine dell'esercizio a € 95.000,00; l'operatore
economico stima un rischio di insolvenza in misura del 2%.

Accantonamento per rischi su crediti


VE - VE +

SVALUTAZONE CREDITI 1.900


FONDO SVALUTAZIONE CREDITI 1.900
VF + VF -

IL "FONDO SVALUTAZIONE CREDITI" E' CONTO FINANZIARIO DI RETTIFICA DI VALORI DI CREDITO.

FONDO RISCHI DI GARANZIA


I FONDI PER RISCHI DI GARANZIA DEVONO ESSERE CREATI NELLE AZIENDE CHE EFFETTUANO LA
CESSIONE DI BENI STRUMENTALI O DI BENI DI CONSUMO DUREVOLE, LADDOVE SIA PREVISTA UNA
GARANZIA SUL BUON FUNZIONAMENTO DEI BENI CEDUTI.
L'ACCANTONAMENTO VIENE OPERATO PER COPRIRE I PRESUNTI COSTI "FUTURI" PER GLI
INTERVENTI DI RIPARAZIONE CHE POTREBBERO ESSERE RICHIESTI NEL PERIODO DI GARANZIA.

CASO 9
Effettuato accantonamento di € 5.000,00 per la copertura dei rischi contrattuali di vendita sui beni
ceduti nel corso dell'esercizio ed ancora coperti da garanzia.
VE - VE +

ACCANTONAMENTO AL FONDO
COLLAUDI E GARANZIE 5.000
FONDO COLLAUDI E GARANZIE 5.000
VF + VF -
LE SCRITTURE DI STORNO
LE SCRITTURE DI STORNO HANNO LO SCOPO DI RINVIARE ALL'ESERCIZIO SUCCESSIVO COSTI E
RICAVI GIA' RILEVATI IN CONTABILITA' E MISURATI DALLA CONTRAPPOSTA VARIAZIONE
FINANZIARIA, CHE PER IL LORO INTERO VALORE O SOLO PER UNA QUOTA SONO CONSIDERATI
NON DI COMPETENZA (ECONOMICA) DELL'ESERCIZIO IN CHIUSURA.
SONO TRATTATI:
1. LE RIMANENZE DI MATERIE
2. LE RIMANENZE DI PRODOTTI
3. I RISCONTI ATTIVI E I COSTI ANTICIPATI

LE RIMANENZE DI MATERIE
PER IL PRINCIPIO DI CORRELAZIONE COSTI-RICAVI, ALLA FINE DEL PERIODO E' NECESSARIO
STORNARE DAL CONTO ECONOMICO DELL'ESERCIZIO I COSTI CONNESSI ALLE MATERIE IN
RIMANENZA, RILEVANDO IL VALORE DI STATO PATRIMONIALE.

CASO 1
Valutate le rimanenze di materie prime, sussidiarie e accessorie, come da inventario di fatto:
materie prime € 147.530,00 materie sussidiarie e accessorie € 42.600,00.

Rettifica di costi al 31/12 per rimanenze finali di magazzino materie


VE - VE +

MATERIE PRIME 147.530 RIM. FINALI MATERIE PRIME 147.530


MATERIE SUSSID. E ACCESS. 42.600 RIM. FIN. MAT. SUSSID. E ACCESS. 42.600

VF + VF -

LE RIMANENZE DI PRODOTTI
PER IL PRINCIPIO DI CORRELAZIONE COSTI/RICAVI, E' NECESSARIO STORNARE DAL CONTO
ECONOMICO DELL'ESERCIZIO I COSTI CONNESSI AI PRODOTTI IN RIMANENZA, RILEVANDO I
VALORI DI STATO PATRIMONIALE.
I VALORI DI COSTO DEVONO ESSERE RETTIFICATI E ADEGUATI AI VALORI DI MERCATO NEI CASI IN
CUI QUESTI ULTIMI SIANO INFERIORI AL COSTO DI ACQUISTO DELLE MERCI O AL COSTO DI
FABBRICAZIONE DEI PRODOTTI.
QUEST'ULTIMO E' DETERMINATO COME SOMMA DEI COSTI DIRETTAMENTE IMPUTABILI AL
PRODOTTO.
CASO 2
Valutate le rimanenze di prodotti, come da inventario di fatto: € 175.000,00

Rimanenze finali di magazzino prodotti - 31/12/2006


VE - (costo sospeso) (storno di costo) VE +

PRODOTTI FINITI 175.000 RIMANENZE FINALI DI


PRODOTTI FINITI 175.000

VF + VF -

I RISCONTI ATTIVI ED I COSTI ANTICIPATI


DA CONSIDERARE E' LO STORNO DEI COSTI LIQUIDATI MA NON DI COMPETENZA.
I RISCONTI ATTIVI ESPRIMONO QUOTE DI COSTO NON DI COMPETENZA CON RIFERIMENTO AD
OPERAZIONI CHE SI SONO FORMATE FINANZIARIAMENTE NELL'ESERCIZIO E SONO
ECONOMICAMENTE "A CAVALLO" TRA L'ESERCIZIO IN CORSO E QUELLO SUCCESSIVO.

CASO 3
Stornata la quota di costo non di competenza dell'esercizio chiuso al 31/12 per gli affitti passivi su
immobili industriali pagati in data 1/12 per il trimestre dicembre-febbraio, ricorrendo al criterio
del tempo fisico espresso in mesi.

Storno della quota di costo per affitti passivi non di competenza dell'esercizio
VE - VE +

RISCONTI ATTIVI 8.000 LOCAZIONI INDUSTRIALI 8.000

VF + VF -
CASO 4
Stipulato nel mese di ottobre un contratto di leasing per l'acquisizione di un macchinario alle
seguenti condizioni:
- durata 24 mesi
- valore del bene: € 70.000
- canone iniziale: € 14.500 + IVA 20%
- canone mensile: € 2.500 + IVA 20%
Al termine dell'esercizio il costo dei canoni leasing viene rettificato per competenza.
Costo iniziale 14.500
Canoni mensili 57.500
Totale canoni 72.000
Canone di competenza dell'esercizio relativo a 3 mesi (ottobre, novembre e dicembre):
72.000 x 3
= 9.000
24
Il conto "Leasing macchinari" nell'esercizio in corso, è stato addebitato per i seguenti importi:
Canone iniziale 14.500
Canone novembre 2.500
Canone dicembre 2.500

Saldo al 31/12 19.500


Canone di competenza 9.000

Costo non di competenza 10.500

Rettifica costi non di competenza


VE - VE
+
RISCONTI ATTIVI LEASING MACCHINARI
10.500 10.500

VF + VF
-

LE QUOTE STORNATE A FINE ESERCIZIO SARANNO PORTATE A CARICO


DELL'ESERCIZIO SUCCESSIVO.
CASO 5
Le spese sostenute a fine anno per una campagna pubblicitaria di € 20.000,00 sono considerate di
competenza dell'anno successivo.

Storni di costi di pubblicità non di competenza


VE - VE
+
COSTI ANTICIPATI SPESE DI PUBBLICITA'
20.000 20.000

VF + VF
-

L'INCIDENZA ECONOMICA DELLE IMMOBILIZZAZIONI ED IL


PROCESSO DI AMMORTAMENTO
LE IMMOBILIZZAZIONI TECNICHE INCIDONO SUL RISULTATO ECONOMICO IN
VARIE FORME:
- QUOTE DI AMMORTAMENTO
- COSTI DI MANUTENZIONE E RIPARAZIONE ORDINARIA
- COSTI DIRETTI DI FUNZIONAMENTO
- INTERESSI PASSIVI SUI CAPITALI INVESTITI.
ACCANTO A QUESTE FORME DI INCIDENZA "ORDINARIA" VI E' ANCHE UNA
INCIDENZA "STRAORDINARIA" RELATIVA A SVALUTAZIONI, RIVALUTAZIONI E
FATTI ACCIDENTALI.
IL PROCESSO DI AMMORTAMENTO RAPPRESENTA LA FORMA PRINCIPALE DI
INCIDENZA ORDINARIA A CONTENUTO ECONOMICO CON RILEVANTI EFFETTI
FINANZIARI E PATRIMONIALI.
LE QUOTE DI AMMORTAMENTO SI POSSONO CONSIDERARE SECONDO TRE ASPETTI:
- SOTTO L'ASPETTO "ECONOMICO" REALIZZANO UN TRASFERIMENTO GRADUALE
DEL VALORE DEI FATTORI PLURIENNALI SULLE VARIE PRODUZIONI SVOLTE E SUL
RISULTATO, ESPRIMENDO COSTI DI COMPETENZA DA CONSIDERARE PER LA
FORMAZIONE DEL RISULTATO O PER IL CALCOLO DEI COSTI
- SOTTO L'ASPETTO "FINANZIARIO" RAPPRESENTANO LA GRADUALE
RICOSTITUZIONE, TRAMITE I RICAVI, DELLE RISORSE FINANZIARIE IMPIEGATE
NELL'ACQUISIZIONE DEI FATTORI PLURIENNALI
- SOTTO L'ASPETTO "PATRIMONIALE" ESPRIMONO UNA GRADUALE DIMINUZIONE
DI VALORE DELE IMMOBILIZZAZIONI ESPLICANDO UN PROCESSO DI VALUTAZIONE
"INDIRETTO" IN FUNZIONE DELLA DINAMICA DELLE QUOTE CON LA QUALE SI
VIENE A DETERMINARE IL VALORE RESIDUO DA AMMORTIZZARE.

LA REINTEGRAZIONE ECONOMICA DEGLI INVESTIMENTI IN IMMOBILIZZAZIONI SI


REALIZZA, TRAMITE I RICAVI DI VENDITA, QUANDO VIENE ASSICURATA LA
COPERTURA DEI COSTI COMPRESE LE QUOTE DI AMMORTAMENTO.
NON BASTA CALCOLARE E IMPUTARE LE QUOTE, E' NECESSARIO VERIFICARE LA
LORO COPERTURA CON I RICAVI CONSEGUITI.
L'AMMORTAMENTO SI REALIZZA, NON COME COSTO MONETARIO, MA COME
QUOTA DI RICAVO TRATTENUTA ALL'INTERNO DELL'AZIENDA.
L'AMMORTAMENTO "ECONOMICO" CONSENTE UN ADEGUATO RIAFFLUSSO DI
MEZZI FINANZIARI, CON I RICAVI CONSEGUITI, IN MODO DA PERMETTERE I
RINNOVI IN TEMPO UTILE SENZA RICORRERE IN MISURA ECCESSIVA ALLA FONTI
ESTERNE.
ANCHE GLI EFFETTI FINANZIARI CONSEGUENTI ALLA CAPACITA' DI COPERTURA
DEI RICAVI, RISENTONO DEL MODO IN CUI SONO CONTEGGIATE LE QUOTE, POICHE'
SOLO QUANDO QUESTE SONO CALCOLATE CON RIFERIMENTO AI "COSTI DI
RIACQUISTO" DEL BENE VIENE MANTENUTA L'INTEGRITA' DEL CAPITALE. IL
RIFERIMENTO AL COSTO DI ACQUISTO ORIGINARIO PUO' DETERMINARE UN
RIAFFLUSSO INSUFFICIENTE DI RISORSE FINANZIARIE.
L'AMMORTAMENTO E' UN PROCESSO DI RIPARTIZIONE DEL VALORE DI UNA
IMMOBILIZZAZIONE TRA GLI ESERCIZI IN CUI SI ESPLICITA LA SUA VITA UTILE.
L'AMMORTAMENTO SI REALIZZA CON UN "PIANO" CHE IMPLICA LA CONOSCENZA
DEI SEGUENTI ELEMENTI:
a) IL VALORE DA AMMORTIZZARE
b) LA DURATA UTILE
c) I CRITERI ED I METODI DI RIPARTIZIONE.

a) IL VALORE DA AMMORTIZZARE E' DATO DAL COSTO DI ACQUISIZIONE DELLA


IMMOBILIZZAZIONE AUMENTATO DEGLI ONERI ACCESSORI DI DIRETTA
IMPUTAZIONE E DIMINUITO DEL VALORE RESIDUO DI ELIMINAZIONE.
IL VALORE DA AMMORTIZZARE E' COSTITUITO DA:
- IL COSTO DI ACQUISTO QUANDO VI E' STATO UN RAPPORTO DI SCAMBIO CON
FORNITORI
- IL VALORE CAPITALIZZATO PER LE REALIZZAZIONI INTERNE
- IL VALORE STIMATO NEI CONFERIMENTI IN NATURA.
NON E' SUFFICIENTE CHE I RICAVI REINTEGRANO I COSTI STORICI, MA OCCORRE
CONSIDERARE LA CORRELAZIONE TRA I RICAVI E COSTI DI RIPRODUZIONE DEI
FATTORI.
b) LA DURATA "ECONOMICA" O "VITA UTILE" DELLE IMMOBILIZZAZIONI NON
CORRISPONDE ALLA LORO DURATA "FISICA" E VA INTESA COME IL PERIODO IN CUI
SI ESPLICA LA LORO "UTILITA' ECONOMICA", COME IL PERIODO IN CUI LE STESSE
POSSONO ESSERE UTILIZZATE CON CONVENIENZA ECONOMICA.

NELLA DETERMINAZIONE DELLA VITA UTILE SI DEVONO CONSIDERARE DIVERSI


ELEMENTI IN AGGIUNTA AL SEMPLICE "LOGORIO FISICO" QUALI:
- L'OBSOLESCENZA INTESA SIA IN SENSO TECNICO, COME SUPERAMENTO
TECNOLOGICO, SIA IN SENSO COMMERCIALE, COME PRODOTTO CHE NON E' PIU' IN
LINEA COL MERCATO.
- I RAPPORTI CON LE ALTRE IMMOBILIZZAZIONI E LE INTERDIPENDENZE DOVUTE A
UNA "STRUTTURA" DI FATTORI PLURIENNALI IN CUI SI DEVE PROCEDERE A
RINNOVI PARZIALI PER OTTENERE IL RIPRISTINO DELLA INTEGRALE
FUNZIONALITA' DELLA STRUTTURA COMPOSTA DA PIU' UNITA' TECNICHE.
- I PIANI AZIENDALI PER IL RINNOVO DEI FATTORI PLURIENNALI E LE RILEVAZIONI
CON LE RISORSE FINANZIARIE DISPONIBILI.
- I FATTORI AMBIENTALI QUALI I VINCOLI ECOLOGICI.
- LE CONDIZIONI DI UTILIZZO DI UTILIZZO E LE POLITICHE DI MANUTENZIONE CHE
TENDONO A PROLUNGARE O RIDURRE LA VITA UTILE DE FATTORE.
- GLI ALTRI FATTORI ECONOMICI E GIURIDICI CHE IMPONGONO DEI LIMITI ALLO
SFRUTTAMENTO DEL FATTORE.
L'OBSOLESCENZA E' PROVOCATA SIA DA CONDIZIONI INTERNE ALL'AZIENDA CHE
DA CONDIZIONI ESTERNE DI MERCATO E DI AMBIENTE IN GENERALE.
c) I CRITERI DI AMMORTAMENTO SONO LE "IPOTESI" SECONDO LE QUALI VIENE
ISTITUITA LA CORRELAZIONE TRA IL VALORE DA AMMORTIZZARE E LA
PARTECIPAZIONE DEL FATTORE PLURIENNALE ALLE PRODUZIONI DI IMPRESA.
LE QUOTE DI AMMORTAMENTO COSTITUISCONO DEI VALORI CONGETTURATI.
I METODI O RITMI DI AMMORTAMENTO INDICANO, LE MODALITA' SECONDO LE
QUALI SONO CALCOLATE E IMPUTATE LE QUOTE DI AMMORTAMENTO AI DIVERSI
PERIODI DI DURATA "ECONOMICA" DELL'INVESTIMENTO.
L'AMMORTAMENTO A QUOTE COSTANTI E' MOLTO DIFFUSO NELLA FORMAZIONE
DEI BILANCI NON SOLO PERCHE' IN LINEA CON LA NORMATIVA FISCALE, MA
PERCHE' RISULTA DI FACILE APPLICAZIONE E AGEVOLA IL PROCESSO DI
INTERPRETAZIONE DEI BILANCI FAVORENDO I CONFRONTI.
LA RAPPRESENTAZIONE CONTABILE DEL PROCESSO DI AMMORTAMENTO PUO'
ESSERE IMPOSTATA UTILIZZANDO DUE PROCEDIMENTI ALTERNATIVI:
- IL PROCEDIMENTO "IN CONTO", IN CUI LA QUOTA DI COMPETENZA
DELL'ESERCIZIO VIENE ACCREDITATA NELLO STESSO CONTO ACCESO AL FATTORE
PLURIENNALE
- IL PROCEDIMENTO "FUORI CONTO", IN CUI LA QUOTA DI COMPETENZA VIENE
ACCREDITATA IN UN CONTO ACCESO AD UN "FONDO AMMORTAMENTO".
IL CONTO ACCESO AL FONDO AMMORTAMENTO ASSUME NATURA ECONOMICA DI
RIFLESSO IN CORRELAZIONE ALLA RISPETTIVA IMMOBILIZZAZIONE E FUNZIONA
DA "POSTA RETTIFICATIVA" INTESA A CORREGGERE IL VALORE INIZIALE CON LE
QUOTE CHE VIA VIA SI SUCCEDONO.
LA NATURA SOSTANZIALE DEL FONDO AMMORTMANETO NON PUO' ESSERE COLTA
SE NON SI HA RIGUARDO, AL VALORE RESIDUO DA AMMORTIZZARE E AI RICAVI
PROSPETTICI CONSEGUENTI ALLE VENDITE DEI PRODOTTI O SERVIZI CHE
DOVRANNO PERMETTERE DI REINTEGRARE I COSTI NON ANCORA AMMORTIZZATI.
LA FUNZIONE RETTIFICATIVA DEL FONDO AMMORTAMENTO PUO' NON ESPRIMERE
IL VALORE ATTRIBUIBILE ALLE IMMOBILIZZAZIONI IN RELAZIONE ALLA
CAPACITA' DI AMMORTAMENTO DELLA FUTURA GESTIONE.

IL FONDO AMMORTAMENTO PUO' ESSERE FONTE DI "ANNACQUAMENTO


CAPITALE" QUANDO IL SUO VALORE E' AL DI SOTTO DI QUELLO RITENUTO
CONGRUO; OPPURE PUO' CONTENERE UNA "RISERVA OCCULTA" QUANDO E'
STATO ALIMENTATO CON QUOTE ELEVATE ED HA RAGGIUNTO UN LIVELLO
PIU' ALTO DI QUELLO DI QUELLO RITENUTO IN LINEA CON LA CAPACITA' DI
COPERTURA ASSICURATA DAL FLUSSO DEI RICAVI PROSPETTICI.

CASO 1
Fabbricati industriali acquistati per € 100.000,00 vengono ammortizzati del 5%

Rettifica di costi non di competenza - Ammortamento fuori conto


VE - VE
+
AMMORTAMENTO FABBRICATI FONDO AMMORTAMENTO
INDUSTRIALI FABBRICATI INDUSTRIALI
5.000 5.000

VF + VF
-
CASO 2
Un brevetto acquistato per € 8.000,00 viene ammortizzato di 1/5.

Rettifica di costi non di competenza - Ammortamento fuori conto


VE - VE
+
AMMORTAMENTO BREVETTI FONDO AMMORTAMENTO BREVETTI
1.600 1.600

VF + VF
-

RIVELAZIONE ALTERNATIVA
Rettifica di costi non di competenza - Ammortamento in conto
VE - VE
+
AMMORTAMENTO BREVETTI BREVETTI
1.600 1.600

VF + VF
-
LE OPERAZIONI DI ASSESTAMENTO E LA CHIUSURA GENERALE DEI
CONTI: IL CASO PIANO FORTE S.r.l.
DESCRIZIONE DARE
AVERE
ABBUONI ATTIVI
500,00
ATTREZZATURE 40.000,00
IMPIANTI 100.000,00
BANCA C/C 150.000,00
CAPITALE SOCIALE
400.000,00
CASSA 5.000,00
CREDITI VERSO CLIENTI 400.000,00
CREDITI VERSO ERARIO PER RITENUTE IRPEF SUBITE 12.000,00
DEBITI PER T.F.R.
50.000,00
DEBITI V/FORNITORI
508.000,00
DEBITI VERSO ERARIO PER RITENUTE IRPEF OPERATE
6.000,00
FONDO AMM.TO ATTREZZATURE
18.000,00
FONDO AMM.TO IMPIANTI
36.000,00
FONDO AMM.TO IMMOBILI
45.000,00
IMMOBILI 600.000,00
SPESE DI AMMINISTRAZIONE 72.000,00
INTERESSI PASSIVI SU MUTUO 12.000,00
INTERESSI ATTIVI BANCARI
500,00
INTERESSI PASSIVI BANCARI 12.000,00
ISTITUTI PREVIDENZIALI
2.000,00
MERCI C/ACQUISTI 1.628.000,00
MERCI C/ES. INIZIALI 220.000,00
MERCI C/VENDITE
2.100.000,00
MUTUI PASSIVI
214.000,00
ONERI E COMMISSIONI BANCARIE 4.000,00
ONERI SOCIALI 27.000,00
PLUSVALENZE PATRIMONIALI
15.000,00
RESI SU ACQUISTI
12.000,00
RISERVA LEGALE
13.000,00
SALARI E STIPENDI 130.000,00
SPESE D'IMPIANTO 8.000,00

TOTALE 3.420.000,00
3.420.000,00

AI FINI DELLA DETERMINAZIONE DEL REDDITO DI PERIODO E' NECESSARIO TENER


CONTO DI QUANTO SEGUE:
1. LE SPESE DI IMPIANTO E AMPLIAMENTO, SOSTENUTE NELL'ANNO 2009 PER €
20.000,00 SONO AMMORTIZZATE IN CONTO IN 5 ESERCIZI A QUOTE COSTANTI
2. LE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI SONO AMMORTIZZATE FUORI CONTO CON LE
SEGUENTI ALIQUOTE: IMPIANTI 20%, IMMOBILE 3%, ATTREZZATURE 12%
3. ALLA DATA DEL 31/12/2012 VIENE EFFETTUATO UN ACCANTONAMENTO AL
FONDO SVALUTAZIONE PER LO 0.5% DEL TOTALE
4. LE INDENNITA' DI LICENZIAMENTO MATURATE A FAVORE DEI DIPENDENTI PER
L'ANNO 2012 AMMONTANO AD € 15.000
5. SONO LIQUIDATE COMPETENZE BANCARIE PER L'ULTIMO TRIMESTRE DI CUI:
INTERESSI ATTIVI 2.000,00 DA CUI SONO TRATTENUTE RITENUTE IRPEF PER 400,00;
INTERESSI PASSIVI PER 5.000,00 E COMMISSIONI BANCARIE PER 600,00
6. NELLA DETERMINAZIONE DEL VALORE DELLE RIMANENZE FINALI DI MERCI SI
TIENE CONTO CHE LA VALUTAZIONE AL COSTO E' PARI A € 300.000 MENTRE IL
VALORE DI MERCATO E' DI € 260.843
7. SUL MUTUO PASSIVO MATURANO INTERESSI AL TASSO DEL 4% ANNUO DA
CALCOLARSI SUL DEBITO RESIDUO CHE VENGONO PAGATI IN VIA POSTICIPATA
PER IL PERIODO
1/12/2012 - 31/5/2013
8. TRA LE SPESE DI AMMINISTRAZIONE SONO COMPRESE € 2.000 DI COMPETENZA
DELL'ESERCIZIO FUTURO
9. SONO STATE CONSEGNATE A CLIENTI MERCI PER € 52.000 PER LE QUALI NON E'
STATA ANCORA EMESSA FATTURA, MENTRE NON ABBIAMO RICEVUTO LA
FATTURA PER € 70.000 PARI AL VALORE DELLA MERCE GIA' CARICATA IN
MAGAZZINO.

SI PROCEDE ALLA RILEVAZIONE DELLE SEGUENTI SCRITTURE DI ASSESTAMENTO.

CASO 1
1. Ammortamento in conto Spese d'impianto
VE - VE
+
AMMORTAMENTO SPESE SPESE D'IMPIANTO
DI IMPIANTO 4.000
4.000

VF + VF
-

2. Ammortamento fuori conto beni pluriennali


VE - VE
+
AMMORTAMENTO IMPIANTI FONDO AMM.TO IMPIANTI
20.000 20.000
AMMORTAMENTO IMMOBILI FONDO AMM.TO IMMOBILI
12.000 12.000
AMMORTAMENTO ATTREZ. FONDO AMM.TO ATTREZ.
4.800 4.800

VF + VF
-

3. Svalutazione crediti
VE - VE
+
SVALUTAZIONE CREDITI
2.000
FONDO SVALUTAZIONE CREDITI
2.000
VF + VF
-

4. Trattamento di fine rapporto


VE - VE
+
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO
15.000
DEBITO TFR
15.000
VF + VF
-

5. Competenze bancarie attive e passive


VE - VE
+
INTERESSI ATTIVI
2.000
BANCA C/C
1.600
CREDITI C/ERARIO PER RITENUTE
400
VF + VF
-

VE - VE
+
INTERESSI PASSIVI BANCARI
5.000
ONERI BANCARI E COMMISS.
600
BANCA C/C
5.600
VF + VF
-

6. Rimanenze finali di merce


VE - VE
+
MERCI MERCI C/RIMAN. FINALI
260.843 260.843

VF + VF
-

7. Rateo passivo interessi maturati sul mutuo


VE - VE
+
INTERESSI PASSIVI SU MUTUI
713
RATEO PASSIVO
713
VF + VF
-
8. Risconto attivo su spese di amministrazione
VE - VE
+
RISCONTO ATTIVO SPESE DI AMMINISTRAZIONE
2.000 2.000

VF + VF
-

9. Fatture da emettere e da ricevere


VE - VE
+
MERCI C/VENDITE
52.000
FATTURE DA EMETTERE
52.000
VF + VF
-

VE - VE
+
MERCI C/ACQUISTI
70.000
FATTURE DA RICEVERE
70.000
VF + VF
-

UNA VOLTA EFFETTUATE LE SCRITTURE DI ASSESTAMENTO, LA DETERMINAZIONE


ANALITICA DEL RISULTATO ECONOMICO DI PERIODO SI RICAVA DALLA
CONTRAPPOSIZIONE NEL CONTO DEL RISULTATO ECONOMICO, DEI CONTI ACCESI
ALLE VARIAZIONI DI ESERCIZIO, CHE POSSONO ESSERE DEFINITI "CONTI SENZA
RIPRESA DI SALDO".
I CONTI ACCESI AI COMPONENTI NEGATIVI DEL REDDITO DI ESERCIZIO SI
EPILOGANO NELLA SEZIONE DARE DI QUESTO CONTO DI SINTESI, SI RILEVA IN
AVERE DI OGNI SINGOLO CONTO IL PROPRIO SALDO, DETERMINANDONE LA
CHIUSURA.
I CONTI ACCESSI AI COMPONENTI POSITIVI DEL REDDITO DI ESERCIZIO, SONO
CHIUSI MEDIANTE LA REGISTRAZIONE DEL LORO SALDO NELLA SEZIONE DARE, E
TALE VIENE EPILOGATO NELL'AVERE DEL CONTO DEL RISULTATO ECONOMICO.

a) EPILOGO DEI COMPONENTI NEGATIVI DI REDDITO


DARE AVERE
CONTO DEL RISULTATO AMM.TO SPESE D'IMPIANTO
4.000
ECNOMICO 2.237.113 AMM.TO IMPIANTI
20.000
AMM.TO IMMOBILI
12.000
AMM.TO ATTREZZI
4.800
SVALUTAZIONE CREDITI
2.000
TRATTAMENTO FINE RAPPORTO
15.000
SALARI E STIPENDI
130.000
ONERI SOCIALI
27.000
ONERI E COMMISSIONI BANCARIE
4.600
INTERESSI PASSIVI BANCARI
17.000
INTERESSI PASSIVI SU MUTUI
12.713
SPESE GENERALI DI AMMINISTRAZ.
70.000
MERCI C/ACQUISTI
1.698.000
ESISTENZE INIZIALI MERCI
220.000

b) EPILOGO DEI COMPONENTI POSITIVI DI REDDITO


DARE AVERE
MERCI C/VENDITE 2.152.000 CONTO DEL RISULTATO
ABBUONI ATTIVI 500 ECONOMICO
2.442.843
INTERESSI ATTIVI BANCARI 2.500
PLUSVALENZE PATRIMONIALI 15.000
RESI SU ACQUISTI 12.000
MERCI C/RIMANENZE FINALI 260.883

c) RILEVAZIONE RISULTATO DI PERIODO


DARE AVERE
CONTO DEL RISULTATO UTILE DI ESERCIZIO
206.310
ECONOMICO 206.310

LA CHIUSURA GENERALE DEI CONTI RAPPRESENTA L'ULTIMA FASE DELLE


SCRITTURE FINALI DI CHIUSURA, CONSISTE NELLA CHIUSURA DI TUTTI I CONTI
CHE SONO ANCORA ACCESI DOPO L'EPILOGO DEI COSTI E DEI RICAVI AL CONTO
DEL RISULTATO ECONOMICO:
- CONTI ACCESI AI VALORI FINANZIARI, ATTIVI E PASSIVI (CASSA, BANCA, CREDITI
E DEBITI DI QUALUNQUE SPECIE, RATEI ATTIVI E PASSIVI)
- CONTI ACCESI A VALORI ECONOMICI DI REDDITO SOSPESI (RIMANENZE FINALI,
RISCONTI ATTIVI E PASSIVI)
- CONTI ACCESI A VALORI ECONOMICI DI CAPITALE (CAPITALE SOCIALE O
CAPITALE NETTO, UTILE O PERDITA D'ESERCIZIO)

SI ADOPERA IL CONTO TRANSITORIO "STATO PATRIMONIALE FINALE" AL FINE DI


CHIUDERE I CONTI CHE PRESENTANO UN SALDO DARE SEPARATAMENTE DA
QUELLI CHE HANNO UN'ECCEDENZA AVERE.

a) CHIUSURA DELLE ATTIVITA'


DARE AVERE
STATO PATRIMONIALE 1.622.243 ATTRETTI
40.000
IMPIANTI
100.000
BANCA C/C
146.000
CASSA
5.000
CLIENTI
400.000
CREDITI V/ERARIO
PER RIT. SUBITE
12.400
IMMOBILI
600.000
MERCI
260.843
SPESE DI IMPIANTO
4.000
FATTURE DA EMETTERE
52.000
RISCONTO ATTIVO
2.000

b) CHIUSURA DELLE PASSIVITA' E DEL PATRIMONIO NETTO


DARE AVERE
CAPITALE SOCIALE 400.000 STATO PATRIMONIALE FINALE
1.622.243
RISERVA LEGALE 13.000
UTILE DI ESERCIZIO 206.310
DEBITO TFR 65.000
DEBITO VS. ERARIO PER RIT. 6.000
DEBITO VS. FORNITORI 508.000
FATTURE DA RICEVERE 70.000
F.DO AMM.TO ATTREZZI 22.800
F.DO AMM.TO IMPIANTI 56.000
F.DO AMM.TO IMMOBILI 57.000
ISTITUTI PREVIDENZIALI 2.000
F.DO SVALUTAZIONE CREDITI 2.000
MUTUO PASSIVO 214.000
RATEO PASSIVO 713.000

7. LA RIAPERTURA ED IL TRATTAMENTO DEI CONTI DI


BILANCIO
LA RIAPERTURA GENERALE DEI CONTI
PER POTER INIZIARE LE RILEVAZIONI DELLE OPERAZIONI DI GESTIONE DEL NUOVO
PERIODO AMMINISTRATIVO, SULLA BASE DEL CRITERIO DELLA MANIFESTAZIONE
FINANZIARIA, E' NECESSARIO EFFETTUARE LE SCRITTURE DI RIAPERTURA DEI
CONTI.
E' RIPORTATA LA RIAPERTURA DELLE ATTIVITA' E DELLE PASSIVITA' DEL CASO
PIANO FORTE S.r.l ANALIZZATO NEL CAPITOLO PRECEDENTE.

a) RIAPERTURA DELLE ATTIVITA'


DARE AVERE
ATTREZZI 40.000 STATO PATRIMONIALE
INIZIALE 1.622.243
IMPIANTI 100.000
BANCA C/C 146.000
CASSA 5.000
CLIENTI 400.000
CREDITI V/ERARIO PER RIT. SUBITE 12.400
IMMOBILI 600.000
MERCI 260.843
SPESE DI IMPIANTO 4.000
FATTURE DA EMETTERE 52.000
RISCONTO ATTIVO 2.000

b) RIAPERTURA DELLE PASSIVITA' E DEL NETTO


DARE AVERE
STATO PATRIMONIALE INIZIALE 1.622.243 CAPITALE SOCIALE
400.000
RISERVA LEGALE
13.000
UTILE DI ESERCIZIO
206.310
DEBITO T.F.R.
65.000
DEBITO VS. ERARIO PER RIT.
6.000
DEBITO VS. FORNITORI
508.000
FATTURE DA RICEVERE
70.000
F.DO AMM.TO ATTREZZI
22.800
F.DO AMM.TO IMPIANTI
56.000
F.DO AMM.TO IMMOBILI
57.000
ISTITUTI PREVIDENZIALI
2.000
F.DO SVALUTAZIONE CREDITI
2.000
MUTUO PASSIVO
214.000
RATEO PASSIVO
713.000

UNA VOLTA EFFETTUATA LA RIAPERTURA GENERALE DI TUTTI I CONTI ACCESI


ALLE ATTIVITA', ALLE PASSIVITA' ED AL NETTO, SI PASSA ALLA SECONDA FASE: LA
CHIUSURA DEI CONTI TRANSITORI DI BILANCIO.
POSSONO ESSERE ACCESI SIA A VALORI FINANZIARI PRESUNTI, SIA A COSTI E
RICAVI SOSPESI.
SI RITIENE PIU' CORRETTO CHIUDERE I CONTI TRANSITORI DI BILANCIO ACCESI A
COSTI E RICAVI SOSPESI ALL'INIZIO DELL' ESERCIZIO, SUBITO DOPO LA
RIAPERTURA GENERALE DEI CONTI, ED ATTENDERE IL MOMENTO
DELL'ACQUISIZIONE DEI DOCUMENTI DEFINITIVI PER GLI ALTRI.

LA CHIUSURA DEI CONTI TRANSITORI DI BILANCIO ACCESI A COSTI


E RICAVI SOSPESI
LA CHIUSURA DI QUESTI CONTI HA LA FUNZIONE DI FAR INCIDERE SUL RISULTATO
ECONOMICO DEL NUOVO ESERCIZIO QUEI COMPONENTI REDDITUALI CHE ERANO
STATI RINVIATI DALL'ESERCIZIO PRECEDENTE.
AVREMO UNA PERMUTAZIONE ECONOMICA, ESSENDO INTERESSATI DUE
COMPONENTI DI REDDITO DI SEGNO OPPOSTO MA DI UGUALE IMPORTO.
VE - VE
+
COSTO RIPRESO COSTO SOSPESO

VF + VF
-

OPPURE:
VE - VE
+
RICAVO SOSPESO RICAVO RIPRESO
VF + VF
-

RIMANENZE INIZIALI DI MAGAZZINO


LE ESISTENZE INIZIALI DI MERCI O DI MATERIE E DI PRODOTTI, RAPPRESENTANO
"COSTI RIPRESI" POICHE' PROVENGONO DALL'ESERCIZIO PRECEDENTE E
DIVENGONO COMPONENTI DI REDDITO DELL'ESERCIZIO IN CORSO.
L'IMPUTAZIONE DEI COSTI IN PAROLA ALL'ESERCIZIO SI REALIZZA CON UNA
SCRITTURA OPPOSTA A QUELLA CON LA QUALE ERANO STATE RILEVATE LE
RIMANENZE FINALI NEL PERIODO AMMINISTRATIVO PRECEDENTE.

CASO 1
Il valore delle merci ripreso dal caso del Piano Forte, ed iscritto nello stato patrimoniale iniziale, è
Euro 260.843

Imputazione all'esercizio delle rimanenze iniziali di merci


VE - VE
+
MERCI C/RIMANENZE INIZIALI MERCI
260.843 260.843

VF + VF
-

Il valore delle merci accertato alla fine dell'esercizio è di Euro 270.843

Storno dall'esercizio delle rimanenze finali di merci


VE - VE
+
MERCI MERCI C/RIMANENZE FINALI
270.843 270.843

VF + VF
-
DOPO LA PRIMA SCRITTURA, IL CONTO "MERCI" RISULTA CHIUSO, MENTRE IL
CONTO "MERCI C/RIMANENZE INIZIALI" RILEVA, IN DARE, IL COSTO DELLE MERCI
ACQUISTATE NELL'ESERCIZIO PRECEDENTE E NON ANCORA VENDUTE.
DOPO LA SECONDA SCRITTURA, IL CONTO "MERCI" RISULTA RIAPERTO CON IL
VALORE DI INVENTARIO FINALE, MENTRE IL CONTO "MERCI C/RIMANENZE FINALI"
RILEVA, IN AVERE, IL COSTO DELLE MERCI RINVIATO AL FUTURO.
LE RIMANENZE INIZIALI SARANNO EPILOGATE NELLA SEZIONE DARE DEL CONTO
DEL RISULTATO ECONOMICO, COME TUTTI GLI ALTRI COMPONENTI NEGATIVI DI
REDDITO.
LE RIMANENZE FINALI SARANNO EPILOGATE NELLA SEZIONE AVERE DEL CONTO
DEL RISULTATO ECONOMICO, COME TUTTI GLI ALTRI COMPONENTI POSITIVI DI
REDDITO.
INVECE DI CHIUDERE IL CONTO "MERCI" PER EVIDENZIARE LE RIMANENZE
INIZIALI, E DI RIAPRIRLO, ALLA FINE DELL'ESERCIZIO, PER EVIDENZIARE LE
RIMANENZE FINALI, SI POTREBBE EVIDENZIARE LA VARIAZIONE DELLE
RIMANENZE.
IL CONTO "MERCI C/VARIAZIONE RIMANENZE" RILEVA, IN DARE, LA DIMINUZIONE
DELLE RIMANENZE, IN AVERE, L'INCREMENTO DELLE RIMANENZE, DA EPILOGARE
NEL CONTO DEL RISULTATO ECONOMICO.

RILEVAZIONE ALTERNATIVA CASO 1


Rilevazione dell'incremento delle rimanenze di merci
VE - VE
+
MERCI MERCI C/VARIAZIONE RIMANENZE
10.000 10.000

VF + VF
-
A PROPOSITO DELLE MERCI, VALE PER TUTTI I TIPI DI RIMANENZE CHE POSSONO
ESISTERE NEL MAGAZZINO DELL'AZIENDA (PRODOTTI, SEMILAVORATI, MATERIE).

RISCONTI ATTIVI E PASSIVI


I RISCONTI RAPPRESENTANO COMPONENTI REDDITUALI SOSPESI DAL REDDITO
DEL PRECEDENTE ESERCIZIO E RINVIATI ALL'ATTUALE. LA DIFFERENZA E' CHE
NON SI TRATTA DI COSTI O RICAVI RIPRESI PER IL LORO INTERO VALORE, MA SOLO
PER QUOTE COMMISURATE AL TEMPO.
I RISCONTI ATTIVI E PASSIVI INIZIALI DEVONO ESSERE GIRATI AI CONTI ED AI
RICAVI DIRETTAMENTE INTERESSATI.
CASO 2
Riprendiamo il caso Piano Forte: era stato ipotizzato un costo relativo alle spese amministrative per
€ 72.000, ma stornato per una quota di € 2.000 congetturata non di competenza.
Tale quota deve essere fatta incidere sul reddito del nuovo esercizio:

Imputazione all'esercizio di risconti attivi iniziali


VE - VE
+
SPESE AMMINISTRATIVE RISCONTI ATTIVI
2.000 2.000

VF + VF
-
VIENE CHIUSO IL CONTO ACCESO AI RISCONTI ATTIVI, IN QUANTO HA TERMINATO
LA SUA FUNZIONE DI CONTO TRANSITORIO DI BILANCIO: IL SUO VALORE VIENE
GIRATO AD UN CONTO ACCESO AI COSTI D'ESERCIZIO.
QUANDO I CONTI TRANSITORI DI BILANCIO VENGONO CHIUSI ALL'INIZIO
DELL'ANNO, LA LORO "VITA" E' MOLTO BREVE: NASCONO NEL MOMENTO IN CUI
SIEFFETTUANO LE SCRITTURE DI ASSESTAMENTO DI FINE ANNO, VENGONO POI
CHIUSI E RIAPERTI PER MEZZO DELLO STATO PATRIMONIALE FINALE E DELLO
STATO PATRIMONIALE INIZIALE, INFINE SONO CHIUSI DOPO LA RIAPERTURA
GENERALE DEI CONTI RELATIVA AL NUOVO ESERCIZIO.
UNA SOLUZIONE E' QUELLA DI CHIUDERE I CONTI TRANSITORI DI BILANCIO, PRIMA
DELLE SCRITTURE DI ASSESTAMENTO.

LA CHIUSURA DEI CONTI TRANSITORI DI BILANCIO ACCESI A


VALORI FINANZIARI PRESUNTI
LA CHIUSURA DEI CONTI TRANSITORI DI BILANCIO AVVIENE NEL MOMENTO IN CUI
SI LIQUIDA FINANZIARIAMENTE IL COSTO O IL RICAVO CHE E' GIA' STATO
IMPUTATO AL REDDITO DELL'ESERCIZIO PRECEDENTE. CIO' AVVIENE
ALL'EMISSIONE O AL RICEVIMENTO DEL DOCUMENTO DEFINITIVO RELATIVO AL
FATTO AMMINISTRATIVO IN OGGETTO.
I CONTI TRANSITORI DI BILANCIO ACCESI AI VALORI FINANZIARI PRESUNTI
SVOLGONO UNA FUNZIONE DI CONGUAGLIO TRA DUE ESERCIZI «EVITANDO CHE IL
COSTO O IL RICAVO MATURATO IN UN DATO PERIODO AMMINISTRATIVO VENGA
CONSIDERATO DI COMPETENZA DELL'ESERCIZIO NEL QUALE SI MANIFESTA»
FINANZIARIAMENTE.

FATTURE DA EMETTERE E DA RICEVERE


NEL MOMENTO DELL'EMISSIONE O DEL RICEVIMENTO DELLA FATTURA RELATIVA
AD UNA OPERAZIONE DI COMPRAVENDITA GIA' CONCLUSA DA UN PUNTO DI VISTA
FISICO, DOVREMO RILEVARE IL SORGERE DELL'EFFETTIVO CREDITO VERSO
CLIENTI O DEL DEBITO VERSO FORNITORI.
CASO 1
Ricevuta fattura per merce acquistata nel precedente esercizio per € 70.000,00 + IVA 20%
(caso Piano Forte).

Ricevimento fattura su acquisti dell'esercizio precedente


VE - VE
+

FATTURE DA RICEVERE FORNITORI


70.000 84.000
IVA A CREDITO
14.000
VF + VF
-

I CONTI FATTURE DA RICEVERE E FATTURE DA EMETTERE VENGONO CHIUSI PER


EVIDENZIARE I CORRISPONDENTI DEBITI/CREDITI EFFETTIVI.
SI EVITA LA DOPPIA IMPUTAZIONE DEL COMPONENTE NEGATIVO O POSITIVO DI
REDDITO. L'ACQUISTO O LA VENDITA NON SONO DI COMPETENZA DELL'ESERCIZIO
IN CORSO DATO CHE LE MERCI SONO ENTRATE O USCITE DAL MAGAZZINO NEL
PRECEDENTE PERIODO AMMINISTRATIVO ED E' PERCIO' GIA' STATO EVIDENZIATO,
IN SEDE DI RETTIFICHE, IL COSTO O IL RICAVO IMPUTANDOLO AL RISULTATO
ECONOMICO PRECEDENTE.
SE AL MOMENTO DEL RECEVIMENTO/EMISSIONE DELLA FATTURA FOSSE
EFFETTUATA LA NORMALE REGISTRAZIONE DELL'ACQUISTO O DELLA VENDITA,
AVREMMO UN'ULTERIORE IMPUTAZIONE DEL SOLITO COSTO O DEL SOLITO
RICAVO.

NON SEMPRE LE STIME FATTE AL 31/12 SI RILEVANO CORRETTE. LA DIFFERENZA


TRA LA QUANTITA' "STIMATA" E LA QUANTITA' "OGGETTIVA" E' RILEVATA IN
CONTI ACCESI A COMPONENTI STRAORDINARI DI REDDITO; QUESTO PERCHE'
AVREBBERO DOVUTO FAR PARTE DEL REDDITO DELL'ESERCIZIO GIA' CHIUSO SUL
QUALE, NON POSSONO PIU' INCIDERE.
VENGONO TENUTE DISTINTE DAI COMPONENTI ORDINARI DEL RISULTATO
ECONOMICO DEL PERIODO IN CORSO, RILEVANDOLE IN CONTI ACCESI AI
COMPONENTI, POSITIVI O NEGATIVI, STRAORDINARI DI REDDITO:
SOPRAVVENIENZE PASSIVE O SOPRAVVENIENZE ATTIVE, A SECONDA DEI CASI.

CASO 2
Riprendendo i valori del caso Piano Forte (fatture da ricevere stimate al 31/12 per € 70.000), si
ipotizzi un conto di acquisto evidenziato nella fattura ricevuta di € 72.000.
Ricevimento fattura su acquisti dell'esercizio precedente
VE - VE
+
SOPRAVVENIENZE PASSIVI (MERCI
C/ACQUISTI ESERCIZI PRECEDENTI)
2.000
FATTURE DA RICEVERE FORNITORI
70.000 86.400
IVA A CREDITO (SU 72.000)
14.000
VF + VF
-

RATEI ATTIVI E PASSIVI


I RATEI ATTIVI E PASSIVI VENGONO CHIUSI AL MOMENTO IN CUI SI MANIFESTA LA
VARIAZIONE FINANZIARIA. QUEST'ULTIMA MISURA PER RICLASSIFICAZIONE UN
COSTO O UN RICAVO CHE E' DI COMPETENZA DELL'ESERCIZIO E RILEVATO IN UN
CONTO ACCESO ALLE VARIAZIONI DEL REDDITO IN FORMAZIONE, ED E' DI
COMPETENZA DELL'ESERCIZIO PRECEDENTE, E VA AD ANNULLARE IL VALORE
INSERITO NEL CONTO ACCESO AI RATEI.

CASO 3
Riprendiamo i valori del caso del Piano Forte, nel quale era stato imputato all'esercizio un rateo per
interessi passivi su mutui per € 713. In data 31/5 si procede al pagamento della rata semestrale
relativa al periodo 01/12/2012 - 31/05/2013 che ammonta a 4.280.

Pagamento rata del mutuo


VE - VE
+
INTERESSI PASSIVI
450
RATEI PASSIVI BANCA C/C
3.567 4.280
VF + VF
-
PER I RATEI VALE, QUANTO DETTO IN PRECEDENZA. LA DIFFERENZA E' CHE SIAMO
IN PRESENZA NON DI COSTI O RICAVI, MA DI QUOTE DI COSTI O DI RICAVI.
LA CHISURA DEL CONTO EVITA LA DOPPIA IMPUTAZIONE DI UNO STESSO
COMPONENTE DI REDDITO.

L'UTILIZZO DEI FONDI


I FONDI SPESI ED I FONDI RISCHI VENGONO CHIUSI AL MOMENTO IN CUI SI HA LA
MANIFESTAZIONE FINANZIARIA DELL'EVENTO PER IL QUALE I REDATTORI DEL
BILANCIO AVEVANO PROVVEDUTO AD EFFETTUARE L'ACCANTONAMENTO.
NEL NUOVO ESERCIZIO, I CONTI RELATIVI AI FONDI SPESE ED AI FONDI RISCHI,
VENGONO CHIUSI PER EVIDENZIARE L'UTILIZZO DEGLI STESSI PER FRONTEGGIARE
L'EVENTO.
L'ACCANTONAMENTO E' UNA PROCEDURA CONTABILE, ATTUATA IN
APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA COMPETENZA O DELLA PRUDENZA, A CUI
NON CORRISPONDE UNA "CONSERVAZIONE" MATERIALE DI MEZZI FINANZIARI CHE
POTRANNO ESSERE UTILIZZATI AL VERIFICARSI DELL'EVENTO TEMUTO.
I FONDI SARANNO UTILIZZATI NEL MOMENTO IN CUI SI MANIFESTA L'EVENTO,
L'ONERE CHE L'ACCADIMENTO PRODUCE E' CORRELATO A DEI RICAVI CHE HANNO
CONCORSO ALLA DETERMINAZIONE DEL REDDITO NEGLI ESERCIZI PASSATI.
NON SEMPRE LE STIME EFFETTUATE AL 31/12 SI RILEVANO CORRETTE ED ESISTE
LA POSSIBILITA' CHE SI VERIFICHI UNO SCOSTAMENTO TRA LA QUANTITA'
"STIMATA" E LA QUANTITA' "OGGETTIVA" CHE PUO' RIGUARDARE TANTO I FONDI
SPESE QUANTO I FONDI RISCHI.

CASO 1
In data 30 gennaio dell'esercizio n+1 viene sostenuto un intervento di manutenzione non
programmata su un aeromobile che oltre un mese non è stato possibile utilizzare per un problema di
avaria al motore. L'azienda aveva chiuso il bilancio dell'esercizio n stanziando ad un fondo per
interventi di manutenzione non programmata un importo di € 4.000. Il costo per l'intervento
ammonta a € 26.000 + IVA.

Liquidazione della fattura


VE - VE
+
SOPRAVVENIENZA PASSIVA
22.000
FONDO MANUTENZIONE PROGR. CREDITI V/CLIENTI
4.000 31.200
IVA A CREDITO
5.200
VF + VF
-

CASO 2
In data 1° aprile 2013 viene dichiarato il fallimento dell'azienda Alfa verso cui la società Piano
Forte vantava un credito per € 3.000. Il fondo svalutazione crediti ammonta a € 2.000.
VE - VE
+
PERDITA SU CREDITI ESERCIZI
PRECEDENTI
1.000
FONDO SVALUTAZIONE CREDITI CREDITI V/CLIENTI
2.000 3.000
VF + VF
-

IL FONDO T.F.R. VIENE UTILIZZATO QUANDO SI VERIFICA UN CASO DI CESSAZIONE


DEL RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO QUALUNQUE NE SIA LA CAUSA.
L'AZIENDA DOVRA' CORRISPONDERE AL SOGGETTO IL TRATTAMENTO DI FINE
RAPPORTO CHE E' MATURATO A SUO FAVORE. NEL CASO IN CUI L'INTERRUZIONE
DEL RAPPORTO DI LAVORO AVVENGA NEL CORSO DELL'ANNO, LA PARTE T.F.R.
MATURATA A PARTIRE DAL 1° GENNAIO RAPPRESENTA UN COSTO DI COMPETENZA
DEL PERIODO, MENTRE LA QUOTA T.F.R. MATURATA ANTECEDENTEMENTE,
COSTITUISCE UN COSTO DEL LAVORO DEGLI ESERCIZI PRECEDENTI.

CASO 3
In data 4 aprile 2013 di dimette un dipendente che ha maturato un T.F.R. complessivo di € 3.400 di
cui 400 relativo all'esercizio in corso. Il pagamento avviene con bonifico bancario applicando una
ritenuta fiscale di € 900 (l'importo della ritenuta è a titolo esemplificativo).

Liquidazione del trattamento complessivo


VE - VE
+
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO
400
DEBITO T.F.R. DIPENDENTI C/LIQUIDAZIONE
3.000 3.400
VF + VF
-

Pagamento del trattamento netto


VE - VE
+

DIPENDENTI C/LIQUIDAZIONE ERARIO C/RITENUTE SU T.F.R.


3.400 900
BANCA C/C
2.500
VF + VF
-