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SITUAZIONI

DEMOGRAFICHE
Matilde, Gaia, Carlo
Paese ricco:
Filippine
Le isole delle Filippine erano abitate fino dal
Paleolitico, più di 30.000 anni fa, dalle prime
popolazione chiamate i Negritos,
persone indigene ancora presenti e i Proto-
malesi-indonesiani
Erano tribù senza nessun ordinamento
politico, sociale e territoriale, erano quindi
principalmente agricoltori.
Nel 2° secolo d.c. si diffuse l'Islam, portato dai
commercianti Indonesiani, che diede le prime
basi della civiltà e portartò i primi concetti di
politica, stato e leggi ma anche delle basi
sull'attività economica e artigianale.
La colonizzazione Spagnola
Il primo europeo a sbarcare nelle Filippine il 16 marzo 1521 fu il
portoghese Ferdinando Magellano che approdò sull'Isola di
Homonhon a sud-est dell'isola di Samar.
La colonizzazione spagnola vera e propria iniziò nel 1565 con la
spedizione di Miguel López de Legazpi che occupò la città di Cebu.
Nel 1575 venne fondata la città di Manila, dando inizio all'era
coloniale spagnola sulle isole che durò per più di tre secoli.
Gli spagnoli portarono l'unificazione politica dell'arcipelago,
precedentemente costituito da isole indipendenti, dando vita così
alla comunità delle Filippine.
Introdussero inoltre nel Paese elementi della civiltà occidentale,
come la stampa e il calendario.
Furono dominate come un territorio della Nuova Spagna dal 1565 al
1821, in seguito presero il nome di Filippine in onore del re Filippo II
di Spagna .
I missionari spagnoli convertirono la maggior parte della
popolazione al Cristianesimo e vennero fondate scuole, università e
ospedali in tutto il Paese.
La Rivoluzione filippina contro la Spagna ebbe inizio nel mese di aprile
del 1896 e culminò due anni più tardi con una proclamazione di
indipendenza e la costituzione della Prima Repubblica delle
Filippine.
Evoluzione demografica
Le Filippine sono il dodicesimo Stato più
popoloso al mondo.
La crescita demografica è tra le più alte di
tutto il Sud-est asiatico (1,76% con 24,48 nati
per 1.000 persone secondo una stima del
2007)
Atualmente gli abitanti sono 104,7 milioni,
quindi come possiamo notare dal grafico la
popolazione dal 1961 in poi è
notevolmente cresciuta.
Due terzi degli abitanti complessivi vive
nell'isola di Luzon e l'area metropolitana
della capitale Manila, sempre nella stessa
grande isola del nord, è l'undicesima al
mondo, contando più di 11 milioni di abitanti.
Etnia Popolazione
Etnie Bisaya 40.000.000
Tagalog 15.876.000
Le Filippine contano un grandissimo
numero di etnie diverse sul proprio Cinesi 9.800.000
territorio.
L'etnia maggiore è quella dei Bisaya. Ilocani 9.136.000
La maggioranza è composta da popolazioni
di origine austronesiana differenziate quasi
esclusivamente dalla lingua. Bicolani 5.907.000
Altri due gruppi di entità notevole sono
rappresentati dai meticci Mestizos di origine Mori 5.000.000
spagnola (più di 2.000.000) e cinese (più di
1.000.000), due popolazioni
massicciamente presenti nell'arcipelago da
Spagnoli 3.500.000
secoli, per motivi essenzialmente politici ed
economici. Kapampangan 2.890.000
Panggasinan 2.000.000
Emigrazione Filippina
I Filippini presenti nel mondo sono ad oggi oltre 8 milioni di persone.
Gli emigrati filippini sono una componente vitale per l’economia di molti paesi del mondo tra
cui America, Europa e Asia.
Le caratteristiche dell’immigrazione filippina sono mutate negli ultimi anni. Occorre sfatare il
mito dei filippini come lavoratori domestici, infatti l’emigrazione si fa sempre più qualificata.
Inoltre va notato che dei circa 8 milioni di emigrati nel mondo, il 60% è costituito da donne, che
si trovano soprattutto in paesi dell’Asia come Hong Kong, Singapore, Taiwan, Corea e Giappone.
I filippini che emigrano sono circa 2.700 al giorno, quasi un milione all’anno. Costoro sperano di
tornare nel loro paese, ma poi questo accade davvero raramente, perchè l’emigrato si
costruisce una nuova vita nel paese dove si è stabilito.
Nelle Filippine c’è un tasso di disoccupazione pari al 10%: il governo considera l’emigrazione
una valvola di sfogo per i disoccupati, inoltre grazie agli 8 milioni di emigrati, il paese può
contare sulle rimesse che toccano un totale di 8 miliardi di dollari all’anno, altro grande
vantaggio per l’economia.
La comunità filippina è stata una delle prime a raggiungere l’Italia. I flussi
migratori più consistenti si concentrano negli anni Novanta, in realtà sono
Comunità Filppina stati gli anni Settanta il momento di avvio delle migrazioni verso l’Italia, che
giungono oggi ad una fase di stabilizzazione con la nascita delle seconde e
in Italia terze generazioni.
La comunità filippina, tra le più attive sotto il profilo associativo e
organizzativo, si concentra soprattutto nelle grandi città di Roma e Milano,
dove trova impiego in larga misura nel settore dei servizi familiari.
Demografia delle Filippine
L’arcipelago ha una popolazione complessiva di 104.681.453 abitanti (2018), con
una densità media di 311 persone per km².
Tasso di natalità: 24 nascite/1.000 popolazione
Tasso di mortalità: 6,1 morti/1.000 popolazione
Tasso di mortalità infantile: total: 21,9 morti/1.000 feti nati vivi
La distribuzione della popolazione varia da isola a isola e la maggiore
concentrazione è nelle città, dove vive circa il 63% degli abitanti del paese.
Il tasso d’immigrazione è pari a -1,50 per mille, cioè il numero degli emigrati supera
il numero degli immigrati.
La forte crescita demografica (1,73% nel 2008) e l’alto tasso di disoccupazione
(10,9% nel 2004)
L’aspettativa di vitaè di 69 anni: 72 per le donne e 66 per gli uomini
Paese in via di Sviluppo:
IL VENEZUELA

Si pensa che il Venezuela sia stato abitato più di


30 000 anni fa, da popoli provenienti dall’Asia e
dalla Polinesia. I popoli indigeni primitivi si
occupavano di caccia, pesca e agricoltura e
venivano coltivati prodotti che nel corso del
tempo sono rimasti tipici del luogo come il
mais, il cacao, fagioli e yuca. I popoli cacciatori
erano nomadi mentre gli agricoltori svolgevano
una vita sedentaria, che portò alla formazione
di civiltà avanzate e gruppi di indigeni. I gruppi
più importanti erano i Chibchas, i Caribe e gli
Arawacos.
Cristoforo Colombo scoprì il Venezuela durante il suo terzo viaggio, nel
1498. La regione fu subito colonializzata dalla Spagna per via del clima
subtropicale. Successivamente, tra il 1528 e il 1556 la Germania acquisì
nuovi territori in Venezuela. Il processo di colonizzazione non fu
semplice, gli spagnoli combatterono numerose ribellioni di indigeni
locali, la più importante fu quella comandata da Guaicaipuro nel 1560 e
da Quiriquires nel 1600. L'ordine coloniale fu definitivamente imposto
verso la fine del XVI secolo, con la costruzione del cabildo e della
chiesa.
EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
La popolazione è distribuita in maniera poco
omogenea sul territorio. Infatti circa l’85% degli
abitanti si concentra nelle città settentrionali e il
73% vive a meno di 100 chilometri dalla costa.
Nelle terre a sud del fiume Orinoco, che
rappresentano quasi la metà della superficie del
paese, vive solo il 5% della popolazione.
Il paese attualmente conta 32 816 80 abitanti.
Come mostra il grafico, la popolazione dal 1950
ad oggi ha subito un notevole incremento. La
crescita della popolazione è molto accelerata,
grazie all’aumento del tenore di vita registratosi
negli ultimi anni.

Andamento della popolazione


del Venezuela dal 1950 al 2020
ETNIE
In Venezuela non sono state effettuate, in età contemporanea,
rilevazioni ufficiali di carattere etnico ma dai dati che sono stati
registrati il gruppo etnico predominante è il Mestizo, il risultato della
mescolanza tra Europei, Indi e Africani. Questo gruppo occupa il 70%
della popolazione. La parte restante si divide tra bianchi (20%) e neri
(9%). Gli indigeni sono presenti in minima percentuale.
Il gruppo etnico bianco costituisce la quinta parte dell'intera
popolazione ed è formato soprattutto da immigrati e figli di immigrati di
origine europea recente, oltre che da creoli di vecchia ascendenza
ispanica.
EMIGRAZIONI IN VENEZUELA
Se si parla di emigrazioni del Venezuela, la più importante è la crisi
venezuelana dei migrati ovvero l'emigrazione volontaria di milioni
di venezuelani dal loro Paese natale durante la presidenza di Hugo Chávez e
l'avviamento della sua rivoluzione bolivariana. Con l’inizio della crisi
economica del 2014 circa 4 milioni di persone hanno lasciato il
Venezuela dalla fine del 2015. Molti di loro si sono trasferiti in altri
paesi dell’America Latina come la Colombia il Perù, il Cile, l’Ecuador, il
Brasile, l’Argentina e la Bolivia.
In Colombia ci sono 1,4 milioni di migranti venezuelani, e anche se il
paese ha optato per una politica di solidarietà, questo però non è
bastato a soddisfare le esigenze di una popolazione così elevata, a
causa delle pregresse carenze strutturali dello Stato. La crisi
venezuelana è molto complessa, il presidente Maduro ha incolpato gli
Stati Uniti dei problemi economici del suo paese per le sanzioni
statunitensi, provocando un fenomeno migratorio di enorme portata
nella regione.
DEMOGRAFIA DEL VENEZUELA

Superficie: 916 445 kmq


Popolazione: 31 431 164 ab.
Densità: 34,30 ab./kmq
Tasso di Natalità: 19,2 nascite/1.kmq popolazione
Tasso di Mortalità: 5,2 morti/1.000 popolazione
Tasso di Mortalità infantile: 12,5 morti/1.000 feti nati vivi
maschi: 13,1 morti/1.000 feti nati vivi
femmine: 11,9 morti/1.000 feti nati vivi
Speranza di vita: 75,8 anni
maschi: 72,7 anni
femmine: 78,9 anni