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Rivoluzione Francese 1788 -1799

La rivoluzione francese trasformò il sistema di potere, i contenuti e i metodi della


politica in tutta Europa. Si trattò di una trasformazione radicale e profonda.

Le cause della rivoluzione


La Rivoluzione affonda le sue radici nella lunga crisi attraversata dalla Francia nel 700.
Dopo la morte di Luigi 14º, avvenuta nel 1715, il potere assolutista si era indebolito.
Il problema più grosso era l'incapacità del sovrano (Luigi 16º) di risolvere la crisi
nanziaria.
Nel 1780 un calo della produzione agricola aggravò la crisi economica dovuta
principalmente a tre fattori:
- Spese militari

- Costi esorbitanti (es. reggia di Versailles)


- Interessi (soldi che lo stato doveva pagare a chi aveva fatto prestito)
Lo stato spendeva più di quanto incassava → riforma
= mettere in discussione i fondamenti della società d’ordini

La società francese
La popolazione totale francese era di circa 24-25 milioni di individui.
La società francese era da secoli divisa in tre categorie sociali o ordini, detti stati:
• Primo stato: costituito dal clero (0,5%) Non pagavano le
• Secondo stato: costituito dall’aristocrazia (1,5%) tasse e riscuotevano
• Terzo stato: costituito da banchieri, artigiani, tributi dai contadini e
contadini e mendicanti (98%) dai borghesi

Disparità: i rappresentanti del Terzo stato non avevano il peso reale che avevano nella
società.

CLERO
Ecclesiastici
(Cardinali, vescovi..)

NOBILI
Nobiltà di spada (antica) e
nobiltà di toga (=Nantes, nuova)

TERZO STATO
(98% della popolazione)
Ricchi borghesi, professionisti, artigiani,
bottegai, operai, medi e piccoli proprietari
terrieri, contadini, braccianti, pastori…

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Stati Generali
✧ Come si arrivò?
Il Re Luigi 16º non era in grado di prendere in pugno la dif cile situazione e imporre la
propria volontà, a causa del fato che era sostanzialmente sottomesso agli interessi
della nobiltà di corte e della moglie Maria Antonietta d’Austria → una donna frivola e
super ciale che esercitò un’in uenza molto negativa sul già debole marito.
Il Re si accorse comunque del disastro economico e tentò di correre ai ripari cercando
di attuare una riforma scale stilata dai ministri del suo Consiglio, tra cui Jacques
Necker.
Lo scopo della riforma era di ridurre drasticamente le spese di corte e costringere
clero e nobiltà a pagare le tasse. I due Stati privilegiati si opposero con tutte le forze e
pretesero dal re la convocazione degli Stati Generali.
✧ Chi partecipava
Quando il 5 maggio 1789 gli Stati generali si riunirono a Versailles l'assemblea di 1139
membri, eletti a suffragio maschile censitario, contava 578 deputati del terzo Stato,
291 rappresentanti del clero, e 270 erano nobili.
✧ Temi
Il tema più controverso era quello del numero dei rappresentanti e riguardo al sistema
di voto dell'assemblea degli Stati. Non pareva possibile applicare le vecchie regole che
attribuivano lo stesso numero di rappresentanti dei tre ordini e stabilivano che ogni
ordine esprimesse un unico voto collegiale.
Di fatti, subito nacquero dissapori tra gli Stati a causa del sistema di votazione.
Clero e nobiltà volevano che le decisioni fossero votate per Stato → un voto per il
clero, uno per la nobiltà e uno per il terzo Stato.
Il terzo stato si oppose formalmente, perché con questo sistema sarebbero stati
destinati a perdere: due contro uno. Così chiesero che la votazione avvenisse per
testa → un voto per ciascuna persona, poiché essi erano numericamente superiori al
Primo e Secondo stato messi insieme.
Chiesero inoltre il raddoppio dei rappresentanti del terzo Stato.
✧ Cosa si decise
Grazie a un'ampia testimonianza fornita dai cahiers de doléances (quaderni di
lagnanze) possiamo sapere le rimostranze e le proposte da presentare agli Stati
generali.
Mentre tutti e tre gli ordini puntavano alla nascita di istituzioni rappresentative a cui
af dare le decisioni di materia scale, il terzo Stato sosteneva anche l'eguaglianza
giuridica, l'abolizione dei privilegi, difesi ancora dalla nobiltà e dal clero, e l'adozione
del criterio del merito come forma di promozione sociale.

L’avvio della Rivoluzione e la ne dell’Ancien Régime


Al momento della seduta inaugurale degli Stati generali, la maggioranza numerica dei
deputati era favorevole a un profondo rinnovamento delle strutture politiche
amministrative.
Iniziativa fu presa dal Terzo Stato che il 17 giugno si autoproclamò Assemblea
Nazionale. Il loro obiettivo era quello di esautorare il potere del re e dare alla Francia
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una monarchia costituzionale. I 20 deputati, trovata chiusa per ordine del re la loro
sede si riunirono nella Sala della Pallacorda. Ad essi si aggiunse la maggioranza del
clero e, dopo qualche giorno, il re dovette cedere e ordino alla nobiltà e alla minoranza
del clero di unirsi al Terzo Stato, ciò accade il 27 giugno.
A questo punto l'antico sistema rappresentativo della società per ceti, gli Stati
generali, cessava di esistere e il 9 luglio 1789 nasceva l'Assemblea nazionale
costituente: il primo atto formale della rivoluzione.

Presa della Bastiglia, 14 luglio 1789


I primi passi della rivoluzione negli ordinamenti politici si compievano, Parigi era in
subbuglio.
Il licenziamento di Neckar, apparve come l'inizio di un tentativo da parte della
monarchia - confermato da movimenti di truppe - di rovesciare con le armi i successi
del Terzo Stato. Giravano voci di un intervento armato contro l’Assemblea costituente.
Come risposta, cominciò a formarsi a Parigi una milizia borghese chiamata Guardia
nazionale, con lo scopo di contrapporsi alla repressione regia e di tenere a bada le
eventuali iniziative popolari, dato che anche strati di popolo minuto si stavano
armando.
Il 14 luglio un corteo popolare alla ricerca di armi giunse sotto le mura del castello
della Bastiglia, la prigione-fortezza simbolo dell'assolutismo e dopo alcune ore di
scontri la conquisto. 12 luglio sarà considerata la data iniziale della rivoluzione
francese: il popolo parigino irrompeva prepotentemente sulla scena ed allora l'avrebbe
dominata per anni, costringendo tutte le forze politiche a misurarsi con questa
decisiva presenza.
In pochi giorni, una serie di atti rivoluzionari (→ azione dell'assemblea nazionale
costituente, organizzazione della milizia borghese, instaurazione di nuove
rappresentanze municipali) testimoniava non la nascita di nuovi poteri e il progressivo
sgretolamento dell’Ancien Régime.
Successivamente, l'assemblea il 4 agosto approvò la abolizione del regime feudale.
Nei giorni seguenti questa decisione fu tradotto in decreti che sopprimevano tutti
privilegi giuridici e scali, le venalità delle cariche e la decima ecclesiastica.

La presa della Bastiglia: com’è andata?


Il 14 luglio è considerato l’inizio della Rivoluzione francese.
La era stata costruita tra il 1370 e il 1382 nella zona nord-orientale di Parigi, con lo
scopo di rafforzare le mura della città e proteggere la porta di Saint-Antoine.
Era poi stata utilizzata come prigione e luogo di tortura per i condannati a morte,
divenne con Luigi XIV prigione di Stato e venne sempre più identi cata con il
dispotismo dei sovrani: ai tempi di Luigi XV vi furono rinchiusi numerosi illuministi e
giornalisti. (es. Voltaire) I prigionieri erano stati condannati con un ordine diretto
inappellabile rmato dal sovrano che escludeva sia il processo sia la possibilità di
difendersi e che prevedevano di detenzione dalla durata inde nita.

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Inoltre, i cannoni sulle feritoie delle torri erano costantemente diretti contro la città,
pronti a reprimere eventuali insurrezioni e la sua demolizione gurava tra le richieste
degli Stati generali. Però, a causa degli alti costi di mantenimento, nel 1789 la Bastiglia
era caduta in disuso e solo sette prigionieri erano reclusi.
Nei primi giorni di luglio del 1789 la situazione a Parigi era molto tesa. Luigi XVI aveva
fatto concentrare nella regione di Parigi circa 30 mila soldati stranieri. Nella città si
formarono numerosi cortei si veri carono diversi scontri tra fra folla e soldati.
Situazione si faceva sempre più caotica. Alcuni elettori che avevano partecipato alla
designazione degli Stati generali si riunirono presso il municipio cittadino formando un
comitato permanente che amministrasse la città, presieduto dal sindaco di Parigi, e
organizzarono una milizia cittadina.
La mattina del 14 luglio un gruppo di parigini, composto principalmente da alcuni
artigiani borghesi e soldati, si diresse verso la Bastiglia per chiedere al governo di
distribuire armi, munizioni e polvere da sparo.
Il governatore della Bastiglia fece puntare i cannoni su gli assedianti ordinando però di
dare fuoco solo in caso di attacco e consentendo ai manifestanti di entrare nel primo
cortile della fortezza. Quando la folla aumentò e cominciò a premere sulle entrate, il
governatore ordinò di aprire il fuoco. Alcuni si ritirarono, altri risposero al cuoco: negli
scontri successivi che durarono quattro ore rimasero uccisi un centinaio di civili.
Ma, quando la milizia cittadina si unì ai manifestanti, il governatore si arrese. La folla
penetrò all'interno della fortezza liberò i sette prigionieri.
Il governatore della Bastiglia fu accusato di tradimento e venne massacrato. Il sindaco
di Parigi venne incolpato di essersi opposto all'armamento del popolo e viene ucciso
con un colpo di pistola. Dopo essere stati entrambi decapitati le loro teste vennero
portati in giro per la città. Il re, ritirò le truppe dalla regione di Parigi.
Il comitato permanente riunitosi presso il municipio cittadino si trasformò in una nuova
municipalità, la Comune di Parigi, mentre la milizia cittadina fu ribattezzata Guardia
nazionale.
Negli stessi giorni fu creata anche la coccarda con il colori di Parigi (blu e rosso) e
quello del re (bianco).
Questo episodio costituì un punto di non ritorno nello sviluppo della dinamica
rivoluzionaria: insieme alla fortezza, cade anche l'antico regime e si affermò, a livello
simbolico, la liberazione da costrizioni e restrizioni tradizionali del popolo dalla
monarchia.
Il 15 luglio, per volere della Assemblea nazionale costituente iniziò la demolizione della
Bastiglia.al posto della fortezza sorse Place de la Bastille e nel 1840 fu inaugurata al
suo centro la Colonna di Luglio, monumento che celebra la caduta di Carlo X e l'inizio
della monarchia di Luigi Filippo in seguito alla rivoluzione del luglio 1830.

Dichiarazione dei diritti dell’uomo


Il 26 agosto fu discussa e approvata dall'Assemblea la Dichiarazione dei diritti
dell'uomo e del cittadino, punto di riferimento per tutti regimi liberali e democratici del
mondo contemporaneo.

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La dichiarazione rivendicava i principi fondamentali della libertà e dell’uguaglianza, gli


uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti, questi diritti sono:
- Libertà
- Proprietà
- Sicurezza
- Resistenza all’oppressione
- Uguaglianza di fronte alla legge

Nel dicembre 89 furono riconosciuti i diritti civili ai protestanti e cessarono le


destinazioni loro confronti. Tale riconoscimento fu esteso agli ebrei tra il 90 e il 91.
L'abolizione della schiavitù nelle colonie sarà invece decretata solo nel febbraio del 94.

Il re non era disposto ad accettare queste decisioni. A rompere una preoccupante


situazione di stallo fu l'iniziativa di gruppi di popolane parigine che, dopo essersi
armate, marciarono verso Versailles seguite dalla Guardia nazionale.
Sventato un attacco della folla contro la reggia, il re si piegò a rmare i decreti
antifeudali e acconsentì a trasferirsi a Parigi nel palazzo di Tuileries.
La monarchia Roma era ormai incapace di affrontare gli eventi e di puntare una
soluzione istituendo una monarchia di tipo costituzionale.
Luigi 16º non aveva le capacità politiche, tanto meno la mentalità o il temperamento
per accettare il nuovo regime e quindi venire a patti con la rivoluzione.

La requisizione e la vendita dei beni ecclesiastici


Tra la ne dell'89 e l'inizio del ’90 furono requisiti beni ecclesiastici e soppressi gli
ordini religiosi.
Divennero beni nazionali proprietà terriere, edi ci urbani e rurali e servirono come
garanzia per l'emissione di nuovi titoli di Stato, gli assegnati.
Dal 1790 interessò dal 6 al 10% del territorio nazionale. Titolo di Stato →
La vendita all'asta dei beni nazionali, applicabili con gli Emesso per sanare il
assegnati, avrebbe sanato il de cit pubblico. debito nazionale.
I beni furono acquistati principalmente da contadini agiati e Acquistandolo si
dalla borghesia urbana. presta denaro allo
Questa pratica creò nuovi ceti proprietari e rafforzò quelli già Stato, in cambio del
esistenti. prestito lo Stato si
De cit pubblico → impegna a pagare
Tanta spesa pubblica ma 0 uno speci co di tasso
entrate. di interesse.

Le quattro fasi della rivoluzione

✣ Prima fase 1789-1791


La prima fase, la rivoluzione liberale, coincide con la convocazione degli Stati generali
(1789) e la Costituzione (1991). Sancisce il rovesciamento dell’ancien régime e la
nascita di un sistema costituzionale e rappresentativo.

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✣ Seconda fase 1791-1793


La seconda fase, la rivoluzione popolare e democratica, va dal settembre 1791 alla
ne del 1793. Segnata dal protagonismo dei parigini, dall’inizio della guerra contro le
potenze avverse alla Francia, dalla condanna a morte del re e dal trasferimento di tutti
i poteri al Comitato di salute pubblica giacobino.

✣ Terza fase 1793-1794


La terza fase è quella della dittatura giacobina e della nascita di una democrazia
totalitaria, guidata da Robespierre, che instaura il sistema del Terrore, volto ad
eliminare tutti gli avversari politici.
Grazie a un colpo di Stato della restante parte moderata, riuscì a porre ne alla
dittatura giacobina.

✣ Quarta fase 1794-1797


Prima dell’avvento di Bonaparte, chiude questo processo la fase dominata dal
Direttorio. Dopo gli eccessi della dittatura giacobina riporta la Francia ad una posizione
più moderata. Si tratta della fase della continuità rivoluzionaria e della stabilizzazione
difensiva. In questo periodo assumono maggior valore i generali comandanti delle
vittoriose campagne militari in Europa.

✣ Rivoluzione e instabilità
Per il suo carattere, la rivoluzione è sinonimo di instabilità. Data la dif coltà a
trasformare i suoi risultati in un sistema di poteri legittimi e accettati. Essa appare
sempre incompiuta o tradita.
Ciò spiega l’asprezza della lotta tra i diversi schieramenti politici rivoluzionari. Avremmo
lo sbocco nale con il dispotismo di Napoleone, che troverà la sua forza nel controllo
delle forze armate e nei successi militari.

La rivoluzione liberale: prima fase


Con il rovesciamento dell’ancien régime si accesero gli entusiasmi e le aspettative in
tutta la Francia. I più importanti organismi di aggregazione furono la Guardia nazionale
e le nuove municipalità.
Abbiamo inoltre la prima celebrazione dell’anniversario della presa della Bastiglia,
festeggiato il 14 luglio 1790. Qui, La Fayette (comandante Guardia nazionale) a nome
dei federati prestò giuramento, esso univa i francesi tra di loro e con il re per la difesa
della libertà, della costituzione e della legge. In seguito il re giurò fedeltà alla nazione,
ma si trattava di un consenso provvisorio.

✧ Giornali e club politici


La libertà di stampa aveva favorito il proliferare di numerosissimi giornali di ogni
tendenza (democratica, moderata, controrivoluzionaria) e la costituzione di diversi
club, che effettuavano propaganda tramite la libertà di stampa.
Intorno ai giornali e club nasceva un nuovo ceto politico, giovane e di formazione
giuridica.

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I 3 club principali che si formarono furono:
✴ La Società dell’89 → tendenze moderate
✴ Club dei cordiglieri → tendenze radicali (ricordiamo gli avvocati Georges-Jaques

Danton, Camille Desmoulins e il medico Jean-Paul Marat)


✴ Club dei giacobini → molto radicali, si rivelerà il più importante, contavano 450

società af liate, presenza capillare nel paese (ricordiamo gli avvocati Robespierre,
successivamente diventerà presidente della fazione nel 1790 e Brissot, futuro leader
della fazione dei girondini)

✧ Il sistema elettorale censitario


Uno dei temi più controversi di questo periodo fu poi il criterio per de nire il corpo
elettorale.
ATTIVI → considerati elettori qualora pagassero
In base al censo i
un’imposta annua pari a 3 giornate di lavoro
cittadini furono divisi in
→ 4 milioni di cittadini maschi >25 anni
Per essere eletti bisognava possedere una proprietà
fondiera e pagare delle tasse (marco di argento)

PASSIVI → facente parte di larghi strati popolari


urbani, privati dei diritti politici + esclusi dalla Guardia
nazionale
Questo sistema elettorale censitario riservava ai notabili (i cittadini attivi) la
rappresentanza della nazione, ma privava grandi strati sociali di rappresentanza e
diritti politici. Proprio per questo motivo possiamo parlare di un regime di borghesi
benestanti e di proprietari terrieri a capo del nuovo sistema politico, quindi è ovvio
poterla de nire una rivoluzione borghese.

✧ Il partito di corte e la chiesa


Luigi 16º continuava a subire passivamente la Rivoluzione. Era sempre più legato al
“partito” della regina Maria Antonietta (decisa controrivoluzionaria) e alla immigrazione
nobiliare che si andava organizzando all’estero, in previsione di un ritorno al passato,
se necessario con l'aiuto di grandi potenze europee. Varie zone della Francia si erano
veri cati episodi di ribellione antirivoluzionaria che facevano intravedere soluzioni
favorevoli a una restaurazione e davano il fondamento ai timori popolari di un
complotto aristocratico.
Per quanto riguarda la Chiesa invece, dopo la requisizione dei beni, spettava allo Stato
il mantenimento dei membri del clero. Viene introdotta una riforma religiosa con
l’approvazione di una legge, la Costituzione civile del Clero (1790), che fa diventare i
preti dei funzionari dello Stato e si attribuiva la nomina dei vescovi e dei parroci alle
assemblee elettorali locali.
Anche gli ecclesiastici furono obbligati a giurare fedeltà alla nazione, al re e alla
Costituzione civile. Questa radicale modi ca fu condannata dal Papa (Pio 6º) e solo
sette vescovi su 130 prestarono giuramento. I restanti, il basso clero (quello più vicino
al popolo minuto), si divise a metà tra favorevoli (costituzionali) e contrari (refrattari) alla
Costituzione civile.
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La gravissima frattura che si era aperta portò allo schierarsi di una parte consistente e
progressivamente maggioritaria del clero tra le le della controrivoluzione.

✧ Le riforme amministrative
Tra il 90 e il 91 l'Assemblea costituente proseguì all'edi cazione di strutture
amministrative.
- Vengono creati 83 dipartimenti (circoscrizioni amministrative, giudiziarie, scali e
religiose) che suddividono il territorio francese e gli danno un’organizzazione più
razionale, omogenea e funzionale dal punto di vista amministrativo. Furono delegati
alcuni poteri precedentemente centralizzati. Parigi fu divisa in 48 sezioni.
- L'assemblea nazionale costituente soppresse tutte le corporazioni di mestiere e
vietò le coalizioni operaie e gli scioperi.

✧ La tentata fuga del re e la Costituzione del 1791


L'attuazione di una monarchia costituzionale fu spazzato via dalla fuga del re, della
regina e della loro famiglia da Parigi che avvenne il 20-21 giugno 1791.
Con questa decisione, Luigi 16º si schierava dalla parte degli immigrati aristocratici e
della controrivoluzione. Il suo desiderio e obbiettivo era quello di guidare all'estero una
restaurazione armata della vecchia Francia.
Il tentativo di fuga viene sventato a Varennes, il re viene ricondotto a Parigi e sospeso
dalle sue funzioni.

Il regime politico che si stava formando era un regime liberale.


In questa occasione la Francia fa la sua prima esperienza di autogoverno, dando vita
ad una monarchia costituzionale a suffragio censitario (votano solo coloro che
dispongono di un certo reddito).
Il sistema previsto dalla Costituzione del 91 puntava alla separazione dei poteri.
APPROVATA IL 3 SETTEMBRE 1791, sancisce che
- Il potere legislativo (creare leggi) → venne dato a un parlamento monocamerale
(Assemblea Legislativa)
- Il potere giudiziario → venne dato ai giudici elettivi
- Il potere esecutivo (approvare leggi) → venne dato al re
Questo sistema richiedeva uno stabile accordo tra il potere esecutivo e quello
legislativo, tra il sovrano e l'Assemblea.
A causa della sua tentata fuga, il re (che viene de nito “delegato della nazione” e non
più monarca per diritto divino) detiene il potere esecutivo, mentre l’Assemblea detiene
quello legislativo.

La rivoluzione popolare e democratica: la seconda fase


✧ La composizione dell'assemblea legislativa
Si assiste in Francia a una svolta egualitaria e democratica, il passaggio
dall'Assemblea legislativa (del settembre del ’91) a quella a suffragio universale della
Convenzione (nel settembre dell’92)

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Analizziamo le differenze tra le due:

L'assemblea legislativa del 1791, era La Convenzione del 1792, era divisa in 3
divisa in tre parti: parti:
- A destra → deputati iscritti al club dei - A destra → girondini → giacobini
sfoglianti (moderati) → 264 moderati → 160 deputati
- Nel centro → deputati costituzionali → - Nel centro → Palude → indecisi
345 (gruppo più grande) → 389 deputati
- A sinistra → deputati iscritti al club dei - A sinistra → montagnardi → giacobini
giacobini → 136 radicali → 200 deputati
Per un totale di 745 uomini nuovi. Per un totale di 749 deputati.

La convenzione era stata eletta dalla sola Francia rivoluzionaria, nonostante il suffragio
universale maschile, aveva votato soltanto un decimo circa degli oltre 7 milioni di
elettori.

✧ I sanculotti all’attacco I sanculotti


Mese prima delle elezioni per la convenzione, il 10 Si tratta di un potere poco
agosto 1792, i sanculotti diedero l'assalto alla reggia rappresentativo, popolani inclini
delle Tuileries con l'obiettivo di deporre un re traditore. alla ribellione facenti parte di
Primo assalto fu respinto, ma dopo un rinnovato uno strato sociale basso.
attacco il re fece ordinare di cessare il fuoco. Così chiamati perché non
L'Assemblea legislativa, presso la quale si era portavano i calzoni no al
rifugiato il re decretò la sospensione del sovrano ginocchio degli aristocratici e
dalle proprie funzioni e Luigi 16º fu arrestato insieme dei ricchi borghesi, ma calzoni
ai suoi familiari. lunghi.

✧ La guerra e la vittoria di Valmy


Nell'aprile 1792 era scoppiato il con itto con le potenze ostili alla Francia
rivoluzionaria: Austria, Prussia e poi anche Gran Bretagna. La guerra avrebbe
condizionato in misura decisiva lo sviluppo degli avvenimenti assieme ai ripetuti
tentativi controrivoluzionari.
Poco più di un mese dopo l'arresto del re, il 20 settembre 1792 le truppe francesi,
aiutati anche dai volontari, batterono i prussiani a Valmy.
Per la prima volta si dimostrava che anche sul campo di battaglia la Rivoluzione
poteva rovesciare l’ancien régime.

✧ Caduta della monarchia


Il giorno dopo Valmy, la convenzione dichiarò l'abolizione della monarchia e proclamò
la Repubblica. Luigi 16º fu messo sotto processo. Si aprì un duro contrasto tra
montagnardi e girondini sul ruolo da attribuire ai sanculotti e sul destino del re.
Alla ne il re fu giudicato colpevole quasi all’unanimità. Il 21 gennaio 1793 fu
decapitato. La battaglia di Valmy viene considerata una svolta storica rispetto alle
guerre settecentesche perché a Valmy non si combatteva più come sudditi di uno

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stato dispotico, ma si lottava per il trionfo di ideali (la nazione) e si concorreva in prima
persona alla difesa della patria in pericolo.

✧ Allargamento del con itto


Febbraio 1793, il con itto si allargava e le potenze coalizzate contro la Francia
crescevano: Austria, Prussia, Gran Bretagna, Olanda, Spagna e Stati italiani (Regno di
Sardegna, Stato della Chiesa, Regno di Napoli).
La Repubblica otteneva successi militari e annessioni territoriali, ma nel marzo una
grande rivolta contadina esplose in Vandea e nei dipartimenti vicini. L'insurrezione, fu
alimentata soprattutto dall'opposizione e dall’estraneità di una parte del mondo rurale
dalla Rivoluzione. I contadini si ribellarono, appunto, sentendo di non aver tratto
nessun bene cio dalla Costituzione del 1791 e non volendo rispondere alla leva di
massa decretata dalla Convenzione.

✧ Comitato di salute pubblica e Robespierre


In questa situazione di disordine la Convenzione decise di attribuire poteri straordinari
a un gruppo ristretto di uomini con poteri straordinari, che formarono il Comitato di
salute pubblica, che controllava l’operato del governo ed era composto da nove
membri guidati da Robespierre.
Si istituì il Tribunale Rivoluzionario che aveva il compito di processare chiunque fosse
accusato di tramare contro la Rivoluzione. I girondini vennero combattuti in tutto il
paese e nel giugno del 1793 I sanculotti riuscirono a imporre l'arresto di molti deputati
girondini.
Depurati dei girondini essi coincidevano con i montagnardi e il loro capo era
Robespierre. Egli era leader del Comitato di salute pubblica e mediatore della
convergenza tra il momento popolare e borghesia rivoluzionaria.

La dittatura giacobina: la terza fase


L'inizio dell'estate del 93 il governo della Francia poggiava sull'alleanza di due
minoranze: i militanti rivoluzionari e il personale politico giacobino.
Dal punto di vista economico i giacobini e sanculotti
auspicavano una società caratterizzata da un insieme di Giacobini: loro
piccoli produttori, contadini artigiani proprietari dei mezzi di ideologia discendeva
produzione. dalle teorie
Mentre dal punto di vista politico i giacobini e Robespierre democratiche degli
giusti carono il loro potere imponendosi come i veri interpreti illuministi, in
del popolo e come espressione della volontà generale. particolare di
Si inaugurava così un modello di democrazia totalitaria, Rousseau.
centralizzata e organizzata.

✧ Il Terrore
Gli strumenti della dittatura giacobina furono il Tribunale Rivoluzionario e il Terrore,
ossia la sistematica eliminazione sica degli avversari politici.
La costituzione democratica del 93 fu varata, ma in realtà mai applicata, inoltre
venivano sospese le più elementari garanzie dei cittadini.
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Quando i giacobini cominciarono a governare dilagava l'insurrezione federalista sotto


la guida dei girondini e dei realisti. Nel giro di 6 mesi, le truppe della Convenzione
riuscirono a reprimerla e a domare la rivolta in Vandea.
Sotto la pressione dei sanculotti, la Convenzione mise il Terrore all'ordine del giorno,
intensi cando la politica repressiva e introducendo criteri di condanna basati anche
solo su sospetti.
Le prigioni si riempirono, i tribunali e la ghigliottina lavoravano senza tregua: da 300
mila a 500 mila furono gli arrestati in tutto il periodo del terrore.
A Parigi nell’ottobre 1793 furono processati e decapitati l'ex regina Maria Antonietta e i
capi girondini, i tra cui Brissot.

✧ Leva di massa
La minaccia di un'invasione nemica portò all'introduzione della leva di massa degli
uomini tra i 20 e i 25 anni → arruolamento generale di civili volto a contrastare
l’invasione di un esercito nemico.

✧ Il colpo di Stato a Robespierre


Dalla primavera del 94 i contrasti tra i gruppi politici che si
Egemonia →
fecero sempre più aspri.
supremazia
Alla contestazione della sua egemonia, Robespierre rispose
economica e politica di
eliminando prima gli avversari di sinistra e poco dopo gli
uno stato su altri,
indulgenti, favorevoli a una politica meno dura nel paese e
predominio
all’estero. Inoltre intensi cò la politica del Terrore.
In questa atmosfera maturò il colpo di Stato, una congiura
che unì l’ala moderata e quella estetista della Convenzione. Colpo di Stato →
Il 27 luglio 1794, Robespierre e i suoi seguaci più stretti rovesciamento violento
vennero messi sotto accusa e arrestati. Vennero dichiarati del potere costituito al
fuorilegge e Robespierre e altri 21 suoi seguaci furono ne di causare un
giustiziati senza processo il giorno dopo. Successivamente mutamento di regime
altri 71 robespierristi furono mandati al patibolo.

✧ Il bilancio del Terrore


In meno di un anno
Condannati a morte → circa 17 mila (+ vittime delle esecuzioni di massa es. Loira,
Nantes durante la repressione della rivolta in Vandea)
Totale → 35-40 mila vittime
Parigi, sentenze di morte → 2639
Regioni insorte → maggior parte

Direttorio e giacobini: la quarta fase


La caduta di Robespierre segnò l'inizio di una nuova fase.
- All’estero si era impegnati nell'espansione francese in Europa
- All'interno si presentavano tentativi di stabilizzazione per garantire la tutela dei
risultati rivoluzionari

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Fu smantellata la struttura di potere giacobina: decine di migliaia di sospetti furono


liberati e la convenzione reintegro i girondini superstiti. I club giacobini vennero chiusi,
mentre una nuova mobilitazione dei sanculotti fu repressa nella primavera del ’95.
La repressione fu af data all'esercito che disarmò i sanculotti.
Mezzogiorno e nel Sud-Est infuriava il Terrore Bianco con vendette e massacri nei
confronti dei giacobini e dei preti costituzionali.

✧ Costituzione del ’95 e Direttorio


La convenzione elaborò un nuovo testo costituzionale che doveva conferire stabilità al
nuovo assetto politico borghese della Francia.
Il potere esecutivo fu af dato a un direttorio di 5 membri che nominava i ministri.
La nuova Costituzione riprese molti punti di quella del ’91 e soprattutto accentuò il
carattere censitario del sistema elettorale e la tutela della proprietà.

✧ Insurrezioni
Nonostante la nuova struttura istituzionale, rimaneva marcata la debolezza del nuovo
regime e dava spazio a tentativi insurrezionali monarchici. Ricordiamo quello represso
a cannonate dal generale Napoleone Bonaparte a Parigi nell'ottobre ’95.

✧ I militari
Gli eserciti avevano ripreso l'offensiva in Europa, ma nuove dif coltà interne si
presentarono costringendo la maggioranza del Direttorio ad attuare un Colpo di Stato
nel settembre 1797.
Decisivo per il Colpo di Stato fu l'appoggio dei comandanti militari impegnati all'estero
la sopravvivenza del regime e la rivoluzione erano af dati al diretto intervento dei
generali nella vita politica.

Una nuova politica e la mentalità rivoluzionaria


✧ Le masse popolari
Azione politica il governo puntarono anche alla mobilitazione del basso popolo
parigino, i sanculotti. Il ruolo delle masse rappresenta una delle maggiori novità della
rivoluzione, i gruppi politici radicali (giacobini, montagnardi, herberisti) cercheranno di
incanalare e di sfruttare questa mobilitazione popolare armata.
Nacque inoltre l'ideologia incentrata sulla “volontà generale” di cui molti leader, anche
Robespierre, ritengono di essere gli unici veri interpreti.

✧ Pedagogia politica
Questa ideologia e questa pratica furono accostate da una larga attività di educazione
collettiva fondata sulle celebrazioni della rivoluzione, dei suoi martiri, sul largo
repertorio di simboli e sulla diffusione di immagini popolari del rovesciamento del
vecchio mondo.
Si puntò anche a creare un sistema educativo pubblico e a diffondere l'uso della
lingua nazionale, in modo da liberare le masse dalla sottomissione ai dialetti locali.
La volta che la Chiesa e la monarchia furono “messe da parte” era necessario segnare
profondamente il rinnovamento rivoluzionario. La decisione più signi cativa fu
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l'introduzione del nuovo calendario repubblicano, o rivoluzionario, in vigore dall'ottobre


del 1793 no al 31 dicembre 1805.
Oltre a cambiare i nomi dei mesi e dei giorni, aboliva il ciclo settimanale e la domenica
(sostituendoli con gruppi di 10 giorni) intervenendo direttamente sulla scansione del
tempo legata alle pratiche religiose.

✧ Scristianizzazione e culto dell’Essere supremo


La scristianizzazione è la distruzione dei simboli religiosi come le statue dei santi e le
campane e la celebrazione delle feste per la dea Ragione.
Robespierre non appoggiò questa pratica, scorgeva i rischi dell'ateismo razionalista e
l'attenuazione del controllo morale e sociale che esercitava la religione sulle masse.
Nel maggio del ’94, il leader giacobino sostenne impose invece il culto dell'Essere
supremo, espressione delle sue concezioni deiste.
Gli aspetti di queste necessità, vanno ricondotti alla necessità stessa di un
rovesciamento totale del passato, inteso come inversione dei ruoli e come distruzione
simbolica di tutto ciò che rappresentava l'antico regime.

L’espansione rivoluzionaria
Inizialmente i ceti illuminati guardarono con favore a rovesciamento dell'assolutismo
ma successivamente lo scoppio della guerra e soprattutto l'uccisione del re, ridussero
il numero di sostenitori. Una volta arrivati al Terrore diminuirono ulteriormente i fautori
della Rivoluzione, agendo anche sulla separazione delle correnti politiche.
La Rivoluzione determinò anche contrastanti reazioni in tutta Europa.
Da un lato i governi si impegnavano a reprimere ogni forma di protesta nel timore che
l'esempio francese dilagasse e, dall'altra parte i nuclei di opposizione presero
coscienza di sé e dei propri obiettivi.

✧ La “nazione armata”
I francesi si erano identi cati in nazione armata dal 1792, con l'inizio della guerra
contro l’Austria.
Inoltre l'esercito era profondamente legato i principali risultati della Rivoluzione. Questo
fece sì che l'in uenza della Rivoluzione fu particolarmente forte nei paesi limitro , dove
si saldò a esigenze autonomistiche o a con itti già in corso.
Il Belgio funesto alla Francia e l'Olanda si trasformò in Repubblica batava.
In Italia, sotto l'in uenza dell'occupazione francese e la guida di Filippo Buonarroti si
costituì un centro di organizzazione rivoluzionaria in Liguria. Negli altri stati italiani i club
giacobini furono duramente repressi.

Conquiste in Italia e Repubbliche giacobine


Il Direttorio intensi cò la politica di espansione francese in Europa in modo tale da
arrivare a poter garantire sicurezza alla Francia tramite le frontiere naturali (Alpi e Reno)
e le repubbliche sorelle (nazioni vicine ai con ni).

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✧ Campagna in Italia
Nel 1796, inizia la campagna d'Italia, il cui comando fu af dato a un giovane generale,
Napoleone Bonaparte. La sua capacità di imporsi, trascinare e la rapidità di manovra
e di decisione emersero soprattutto grazie alla campagna in Italia.
Raccolse delle vittorie nel 1796-97 che diedero inizio alla sua carriera politica e
militare, destinata a segnare profondamente tutta la storia di Francia ed Europa.
Napoleone riuscì nel disegno strategico di mantenere unite le sue forze e di dividere
quelle nemiche. Il 15 maggio scon tti i piemontesi e gli austriaci, entrava trionfante a
Milano. Gli austriaci cercarono di riprendere il controllo della Lombardia ma Bonaparte
li scon sse, proseguendo poi verso Vienna. Nel frattempo i francesi avevano costretto
il Papa a cedere il possesso dell'Emilia e della Romagna.

✧ Il Trattato di Campoformio
Con il trattato di Campoformio, rmato nell'ottobre 1797, Bonaparte ottenne il
riconoscimento dell'egemonia francese in Lombardia e in Emilia, l'annessione al
Belgio, l'attribuzione alla Francia della riva sinistra del Reno.
L’Austria venne compensata con il Veneto, l’Istria e la Dalmazia.
Bergamo e Brescia passarono alla neonata Repubblica cisalpina mentre la Repubblica
di Venezia cessava di esistere.
Questo perché l'Italia era considerata Italia nel 1799
una terra di conquista.

✧ Le repubbliche giacobine
- Repubblica cispadana, 1796 = Emilia e
Romagna
- Repubblica ligure, 1797
- Repubblica cisalpina, 1797 = Lombardia → con
la quale poco dopo si fuse la cispadana
- Repubblica romana, 1798 = Lazio, Umbria e
Marche
- Repubblica partenopea, 1799 = Regno di Napoli

Le repubbliche italiane imposte dei francesi


passarono alla storia come repubbliche giacobine,
non ebbero in realtà mai caratteristiche tali da
richiamare il radicalismo rivoluzionario.
Sia Bonaparte sia i suoi successori in Italia si
appoggiarono ai nobili e ai borghesi di orientamento moderato. Il controllo dei francesi
si tradusse nella nomina diretta dei membri degli organi legislativi e di governo.

Il colpo di Stato e la svolta autoritaria di Bonaparte


✧ La spedizione in Egitto
La primavera del 98 fu concessa Bonaparte di organizzare una spedizione militare
contro l'Egitto. Da lì avrebbero potuto essere colpiti gli interessi commerciali britannici

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in oriente. la disponibilità apparente del direttorio mascherava il desiderio di allontanare


da Parigi Bonaparte, un personaggio divenuto ormai troppo ingombrante.
Un imponente otta di navi salpò, vi erano imbarcati 38 mila soldati e una numerosa
commissione scienti ca. Sbarcati ad Alessandria i francesi si spinsero verso il Cairo e
qui, nella battaglia delle piramidi, scon ssero i Mamelucchi. La vittoria diede nuova
fama a Bonaparte e contribuì a diffondere nel mondo occidentale la moda per ciò che
era egiziano.
Pochi giorni dopo però, l’ammiraglio britannico Nelson sorprendeva la otta francese e
la distruggeva, isolando i francesi.

✧ Il colpo di Stato
L’unico risultato certo della spedizione in Egitto fu un'alleanza generale con la Francia,
formata principalmente da Gran Bretagna, Russia, Austria e Impero ottomano.
In Italia e in Germania, i francesi cominciarono a ripiegare rapidamente sotto l'attacco
degli austro-russi.
Le nuove dif coltà militari aprirono un'ennesima crisi politica e un colpo di Stato era
nell’aria.
Bonaparte rientro a metà ottobre a Parigi e divenne l'elemento decisivo del nuovo
colpo di Stato. Il 9 novembre 1799, con il pretesto di un complotto, i deputati vennero
trasferiti sotto protezione militare. Il giorno seguente Napoleone impose con le armi
una riforma costituzionale. I deputati accettarono la creazione di una commissione
esecutiva con pieni poteri composta da tre consoli della Repubblica
francese → Sieyès, Ducos e Bonaparte.

Il mito e l’eredità della rivoluzione


✧ Un nuovo modello politico
Colpo di Stato interruppe de nitivamente la dinamica politica rivoluzionaria, anche se
la stabilizzazione delle conquiste della rivoluzione fu realizzata negli anni del consolato
di Bonaparte, dal 1800 al 1804.
La rivoluzione francese fu un fenomeno politico: distrusse l’organizzazione del potere
(la monarchia assoluta) e le basi giuridiche della società per ceti. Cosa più importante,
ai privilegi sostituì l'eguaglianza dei diritti.

✧ Rappresentanza e consenso
Trasformazioni positive problemi per tutto lo sviluppo politico successivo:
- Attraverso quali riforme e quali forze garantire una rappresentanza della
mobilitazione della società?
- Come mantenere un consenso commisurato all'ampiezza della mobilitazione della
società?
Tutta la vicenda rivoluzionaria, dall'88 al 99, può essere ricostruita seguendo questi
due momenti.
Inoltre, l’incompiuta realizzazione di un equilibrio fra rappresentanza e consenso fu
uno dei motivi principali delle continue crisi.

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Proprio il trasferimento della sovranità al popolo, di identi cazione del popolo con la
nazione mutarono radicalmente i modi e contenuti della politica e conferirono alla
rivoluzione francese il ruolo di inizio dell'età contemporanea.
Il modello politico contemporaneo, fondato sui partiti e sulla politicizzazione delle
masse, nasce infatti negli anni della Rivoluzione.

✧ L’eredità della Rivoluzione


La Rivoluzione francese è un mito, costruito e alimentato dagli stessi rivoluzionari e
divenuto un potente fattore di aggregazione emotiva e di mobilitazione politica.
Su queste basi si costruì una tradizione e con aspetti diversi e contrastanti, legate ai
principi come la libertà e l'uguaglianza, sia civile che sociale.
Gli storici hanno trovato in questa varietà l'intrecciarsi dei valori dell'Illuminismo con
antichi elementi delle mentalità popolari.per questo, da un unico ceppo nasceranno
più tradizioni rivoluzionarie: liberale, democratica, socialista.

Napoleone Bonaparte
✧ Il ruolo dell’esercito

Identi cazione Controllo


del popolo nella dell’esercito = fonte
nazione armata principale del potere

✧ Costituzione dell’anno VIII, 1799

Potere esecutivo
Primo console
(Bonaparte)
Af ancato dal
Iniziativa legislativa Consiglio di
= diritto di proporre Stato, nomina del
leggi Primo console

Tribunato =
discuteva le leggi

Gli altri poteri


legislativi si Corpo legislativo =
dividevano tra le votava

Senato =
Altri due consoli Ruolo consultivo controllava

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Napoleone mirò a garantirsi un ampio consenso di base nel paese, e soprattutto uno
dei fattori costitutivi del regime napoleonico fu il ricorso al plebiscito.

✧ Riforma amministrativa
Rimase in vigore 150 anni
Dipendeva dal
Centralizzazione Primo console
Attraverso i
burocratica e
prefetti
amministrativa Aveva compiti
politici e
amministrativi

✧ Istruzione pubblica
→ Capacità di formare un ceto capace di amministratori e di tecnici

Formazione e specializzazione
Potenziata l’École
tecnica nei settori minerario,
Polytechnique
dell’artiglieria e delle costruzioni

Cultura generale, classica e


Licei
letteraria

✧ Concordato con la Chiesa

Riconoscimento da parte di Pio VII della


Repubblica e dei beni nazionali venduti

Lo Stato si assume l’onere


della retribuzione del clero

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✧ Codice civile

Abolizione feudalità

Libertà civili

Difesa della proprietà

Divorzio
Diritto di
famiglia
Abolizione del diritto di
primogenitura

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